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Breve storia del Giudicato di Cagliari


Il Giudicato di Cagliari

Il Giudicato di Karalis o di Cagliari, che occupava la parte sud orientale dell'isola, ha avuto come capitale Santa Igia, che sorgeva sulle rive dello stagno di Santa Gilla, sorta in seguito alle incursioni arabe (oggi è compresa nella parte occidentale della città di Cagliari). Solo successivamente alla costruzione del Castel di Castro la capitale è stata portata a Cagliari. Lo stemma del Giudicato di Calari è sconosciuto, ma si ritiene che potesse essere rappresentato da un cavallo.

Il Giudicato si estendeva nei territori delle attuali Provincia di Cagliari, di Ogliastra e del Sulcis. Le sue Curatorie sono state: Barbagia di Seulo, Campidano, Cixerri, Colostrai, Decimo, Dòlia, Gerrei, Gippi, Marmilla meridionale dal 1206, Nora, Nuraminis, Ogliastra, Quirra, Siurgus, Sulcis e Trexenta.

Il Giudicato di Cagliari dura dal 687 al 1258. Non si conosce il motivo per il quale i giudici di Cagliari aggiungevano al loro nome, alternativamente, l'attributo Salusio e Torchitorio.

Ciò che sappiamo dei primi giudici di Cagliari

Poco sappiamo dei primi giudici del Logudoro. Tentiamo di ricostruirne il governo in base ad alcune testimonianze. Sappiamo che già durante il dominio bizantino, durato dal 534 al 720, nel 687 governa Gialeto. Dal 720 all'880 viene occupata sai saraceni. Gialeto è seguito nel 722 da Teoto, segue nel 740 Gufrido, nel 778 Ausone, nell'807 Nicola, nell'864 Gublino e nell'870 Felice. Nel 900 assume il potere Barisone I, nel 940 Bono, nel 950 Ugo, nel 960 Orlando che governa fino al 998, quando inizia a governare Barisone II. Viene quindi occupata dai saraceni tra il 990 ed il 1017.

Pirati saraceniAll'inizio dell'XI secolo riprendono gli attacchi degli saraceni. Nel 1015, condotti da Mugahid ibn Abd Allah detto Museto, che ha il sogno di costituire un potente Stato marittimo, dopo essersi impadronite di Denia, d'Algesiras e delle Baleari delle quali Museto si dichiara Emiro, assalgono la Sardegna con 120 navi e 1.000 cavalieri, espugnano le principali fortezze, sconfiggono la resistenza sarda e riconquistano Cagliari. Uccidono il giudice Malut, tentano di colonizzare almeno parte dell'isola. La disperata difesa dei sardi non riesce questa volta a fermare gli invasori al punto che si teme che l'isola sia destinata a cadere in loro possesso.

Papa Benedetto VIIINello stesso anno, sollecitate da papa Benedetto VIII, le repubbliche marinare di Pisa e Genova si alleano e nel 1016 sconfiggono l'esercito di Mugahid. La Sardegna viene liberata dai saraceni, ma le due repubbliche marinare scoprono l'isola solitaria e i suoi quattro regni e cominciano ad interessarsi ad essa e ad interferire nel suo governo.

Controllata da Pisa e Genova dal 1017 al 1021, viene rioccupata dai saraceni tra il 1021 ed il 1022. Dal 1022 governa Barisone III. L'ingerenza politica pisana e genovese sui re giudici dura dall'XI al XIV secolo, trasformandosi lentamente prima in protettorato, poi in dominazione.

Mariano I Salusio I

Le prime notizie ufficiali sul Giudicato di Cagliari fanno riferimento all'elezione a giudice di Mariano I Salusio I della casata di Lacon Gunale, che viene quindi considerato il primo giudice di Cagliari.

Orzocco I Torchitorio I favorisce l'insediamento dei monaci Vittorini di Marsiglia

Gli succede nel 1058 il figlio Orzocco I Torchitorio I di Lacon Gunale, che regna durante il periodo nel quale la Chiesa cattolica è attraversata dalla riforma gregoriana.

Egli risponde alle sollecitazioni di papa Gregorio VII facilitando l'avvicinamento della Chiesa sarda alla Chiesa romana; di fatto riconosce la supremazia spirituale del papa. Tra il 1066 e il 1070 fa grandi donazioni alla Chiesa, e fa giungere nel Giudicato grazie all'abate marsigliese Riccardo i monaci Vittorini, benedettini dell'abbazia di San Vittore di Marsiglia, inviati dal con l'intento di prevenire nell'isola le conseguenze dello scisma del 1054, che determina la definitiva separazione tra Chiesa d'Oriente e Chiesa d'Occidente. Fa loro la donazione della Chiesa di San Giorgio e della Chiesa di San Genesio, ubicate nelle campagne di Decimo, con la condizione di costruirvi una loro «cella».

Papa Gregorio VIIIl 14 ottobre 1073 papa Gregorio VII gli invia una missiva, diretta a lui ed agli altri tre giudici sardi, con la quale riafferma la supremazia pontificia sui quattro Giudicati sardi, per invitarli alla sottomissione alla Chiesa di Roma.

Torchitorio ha sei figli, Constantino, Pietro, Sergio, Orzocorre, Gonario, e Torbeno. Alla sua morte nel 1089 gli succede il primogenito Costantino con il nome di Constantino I Salusio II.

Costantino I Salusio II

Nel 1084 gli succede suo figlio Costantino I Salusio II di Lacon Gunale, che probabilmente associa nel governo il figlio Mariano Torchitorio II.

Cagliari - La Basilica di San Saturnino Costantino continua ad appoggiare la riforma gregoriana ed inizia un'opera di modernizzazione del Giudicato. In questo viene assistito dai monaci fatti arrivare nel Giudicato a seguito della sua donazione ai monaci Vittorini di Marsiglia della Basilica di San Saturnino e di un vasto patrimonio terriero con consistenti quantità di armenti e di servi, per far fondare loro un monastero. Nel 1089 fa nascere il Priorato di San Saturno a Cagliari. Conferma poi la donazione delle due chiese di San Giorgio e San Genesio al monastero di San Vittore di Marsiglia, e la fondazione del monastero sotto lo stesso titolo, fatta da suo padre Orzocco I.

In seguito, sempre per volontà del papa, mette Cagliari sotto l'autorità dell'Arcivescovo di Pisa, Lamberto. La data della sua morte non è certa dato che di lui si scrive fino al 1090, ma il suo successore, il figlio Mariano, non appare prima del 1103.

Il breve periodo di governo di Torbeno

Nel 1103, alla morte di Costantino Salusio II, il figlio Mariano Torchitorio II di Lacon Gunale viene spodestato per un breve periodo dallo zio Torbeno, appoggiato da mercanti pisani ai quali, sull'esempio di quanto fatto da Mariano I di Torres, concede esenzioni e privilegi.

Mariano II Torchitorio II in equilibrio tra Pisa e Genova

Mariano II Torchitorio II di Lacon Gunale torna a regnare nel 1107 e nel 1114 partecipa alla spedizione pisana per cacciare i saraceni dalle Baleari.

Pur continuando a favorire la penetrazione pisana nel Giudicato, Mariano II contemporaneamente concede benefici all'opera di San Lorenzo e inizia a fare anche qualche concessione ai genovesi. Cerca quindi di mantenere una posizione equidistante fra le due repubbliche marinare.

In questi anni viene edificato, non sappiamo da quale giudice di Cagliari, il Castello di Lotzorai, detto anche Castello di Medusa o di Ogliastro, su una sommità di una collina granitica alta circa una cinquantina di metri dalla quale è possibile controllare tutto il territorio, trattandosi di un Castello di frontiera con la Gallura. C'è chi riferisce che la gente del posto ne attribuiva l'edificazione ad una non meglio identificata regina Medusa.

Costantino II Salusio III

Suo figlio Costantino II Salusio III di Lacon Gunale gli succede alla morte nel 1130. Non muta la linea politica e promuove la trasformazione delle strutture economiche dello Stato.

Uta - La Chiesa di Santa MariaFavorisce lo sviluppo del monachesimo nel giudicato, vedendolo come portatore di sviluppo economico e culturale, nonché di forti legami con l'Europa continentale. Durante il suo regno i monaci Vittorini di Marsiglia nel 1114 iniziano la costruzione della Chiesa di San Platano a Villaspeciosa, e nel 1135 quella della Chiesa di Santa Maria di Uta, ultima Chiesa edificata sul territorio sardo da questi monaci.

Muore nel 1147 senza figli maschi e con lui si estingue la casata. Lascia due figlie: una, della quale non si conosce il nome, sposata con Pietro di Lacon Gunale di Torres, figlio minore del giudice Gonario di Torres; l'altra, Giorgia, sposata con il marchese di Massa Oberto Obertenghi.

Pietro I Torchitorio III figlio di Gonario di Torres diventa giudice di Cagliari ed inizia una politica filogenovese

Pietro I Torchitorio IIINel 1147, alla abdicazione di Gonario di Torres ed alla morte di Costantino Salusio III di Cagliari, gli equilibri nell'area vedono Arborea filogenovese circondata dal Logudoro e Cagliari filopisane.

Dei due figli di Gonario di Torres, il minore Pietro di Lacon Gunale di Torres, che ha sposato la figlia di Costantino Salusio III, diviene giudice di Cagliari col nome di Pietro I Torchitorio III. Con lui inizia a governare la dinastia di Torres.

Nel 1163 deve far fronte all'invasione di Barisone I d'Arborea che appoggia un pretendente al Giudicato di Cagliari sconosciuto, ed è costretto a rifugiarsi presso il fratello, il giudice Barisone II di Torres, del quale ottiene l'aiuto per scacciarlo. I fratelli, per vendicarsi, cercano, però senza successo, di invadere il Giudicato di Arborea.

Federico I del Sacro romano Impero detto il BarbarossaNel 1165 l'intera isola di Sardegna viene concessa in feudo al comune di Pisa da Federico III Hohenstaufen, noto anche come Federico I del Sacro romano Impero, detto il Barbarossa, che revoca tutte le concessioni anteriori della medesima da lui fatte a qualunque città o persona.

Nel 1168 Pietro Torchitorio III si accorda con i genovesi per riprendere il suo regno, e concede loro il monopolio del commercio nel territorio giudicale. Per reazione i pisani, per non perdere i loro interessi ed i loro commerci, gli mettono contro il cognato Oberto di Massa, che lo esautora nel 1184 costringendolo a rifugiarsi presso il fratello Barisone II a Torres dove muore nel 1188 circa.

Oberto di Massa, il primo giudice non sardo

Oberto di Massa, con l'aiuto di suo fratello Guglielmo e dei pisani, invade il Giudicato e scaccia i genovesi. Sconfigge Pietro Torchitorio III e nel 1184 si fa nominare giudice di Cagliari. Pietro viene fatto prigioniero e morirà o verrà ucciso nel 1188.

Oberto di Massa è il primo non sardo a salire sul trono di uno dei Giudicati, anche se con il tempo i suoi successori saranno sempre più sardizzati. Con lui inizia a governare la dinastia dei Lacon Massa.

Guglielmo I Salusio IV, il più spietato sovrano dell'epoca giudicale

Dopo la morte di Pietro, nel 1188 viene eletto Guglielmo, figlio di Orberto, che prende il nome di Guglielmo I Salusio IV di Lacon Massa. È il più spietato sovrano di tutta la storia dei Giudicati che fa dell'azione il suo sistema di vita. Subito dopo l'investitura a Giudice partecipa alla Terza crociata, ed questo forse il motivo per cui non si hanno sua notizie per qualche anno. In quel periodo il Giudicato viene probabilmente retto dal padre Orberto di Massa.

Al suo ritorno a Cagliari Guglielmo trova che gli equilibri sono mutati, infatti Cagliari è governata da un pisano, mentre Logudoro e Arborea sono ormai molto vicine a Genova. Guglielmo I continua a favorire la penetrazione pisana, sviluppa il commercio del sale e riorganizza l'amministrazione del Giudicato.

Dopo la morte di Barisone I d'Arborea, preoccupato per la presenza genovese nel Giudicato vicino, prevedendo anche un possibile intervento di Costantino II di Torres che rivendica l'Arborea, decide di bruciare i tempi. Nel 1194 attacca e devasta il Giudicato di Torres, conquista il Castello del Goceano e imprigiona Prunisilda, moglie di Costantino II, dopo averla violentata la conduce prigioniera a Santa Igia. Non riesce però ad impossessarsi del resto del Giudicato e viene respinto dai Genovesi che si sono alleati con Costantino.

Papa Celestino IIISpinto da papa Celestino III, nel 1195 l'arcivescovo di Pisa Ubaldo Lanfranchi ottiene un accordo che prevede la liberazione di Prunisilda e il diritto di Costantino di riscattare il Goceano a fronte del pagamento di un congruo compenso. Costantino, però, rinnega l'accordo e riprende la guerra contro Guglielmo, riconquista il Goceano, ma non riesce a liberare Prunisilda, che muore per gli stenti nelle prigioni di Santa Igia. La guerra fra Costantino e Guglielmo continua fino al 1198, quando Costantino muore.

Nel 1195 Guglielmo riprende l'offensiva antigenovese, attacca pure l'Arborea, che è governata congiuntamente da Pietro I e Ugo Ponzio di Bas noto anche come Ugone I. Batte l'esercito giudicale e punta su Oristano e cattura Pietro insieme al figlio Barisone. Pietro viene imprigionato a Pisa dove morirà intorno al 1207. Guglielmo conquista Oristano compiendo ogni sorta di angherie e costringe gli arborensi a riconoscerlo come sovrano, annettendo al regno cagliaritano parte della Marmilla ed altre ville di confine.

Nel 1198 Guglielmo attacca nuovamente l'Arborea e costringe Ugone a fuggire ed affida il governodel Giudicato ai vescovi di Oristano e ai majores della citttà. Nel 1204 Guglielmo libera Barisone, figlio di Pietro I d'Arborea, e lo fa sposare con sua figlia Benedetta. Obbliga quindi, nel 1206, Ugone a sposare sua figlia Preziosa. E fa sposare la figlia Agnese con il figlio del giudice Comita di Torres, Mariano, che regnerà col nome di Mariano II.

Ormai ha unificato i Giudicati di Cagliari e di Arborea e domina su gran parte della Sardegna. Non ancora soddisfatto, tenta di penetrare anche in Gallura, forse per impadronirsene data la mancanza di un re di diritto. Nel 1210 deve affrontare i Visconti che si sono insediati in Gallura e, collegati con altre famiglie pisane, vogliono contendergli il controllo dei due Giudicati.

Tratalias - La Basilica di Santa Maria in Tratalias A Guglielmo I Salusio IV si deve l'inizio della costruzione della Basilica di Santa Maria a Tratalias, eretta in stile romanico pisano tra il 1213 e il 1282, secondo quanto testimoniano le due epigrafi apposte in occasione dell'inizio e della conclusione dei lavori, ancora conservate all'interno del tempio. Si deve probabilmente a lui anche l'edificazione della Chiesa di San Nicola a Villaputzu, condotta a cavallo tra il XII e XIII secolo, che rappresenta l'unico esempio in Sardegna di costruzione Romanica in mattoni cotti.

Nel 1213 in Toscana, presso Massa, Guglielmo giudice di Cagliari viene sconfitto in battaglia dal partito ostile dei Visconti. Guglielmo muore senza eredi maschi all'inizio del 1214 lasciando il Giudicato di Cagliari nella sua massima espansione.

Alla morte di Guglielmo I senza eredi maschi, nel 1214, finisce la dinastia dei Lacon Massa ed il Giudicato di Cagliari, con una parte di quello di Arborea, vanno alla sua figlia Benedetta ed al marito Barisone de Lacon Serra, figlio del giudice Pietro I di Arborea, che diventerà giudice di Cagliari con il nome di Barisone Torchitorio IV, mentre la maggior parte del Giudicato di Arborea passa a Preziosa e Ugo Ponzio di Bas, che torna quindi a regnare in Arborea.

Barisone II Torchitorio IV e la moglie Benedetta

Nel 1214, alla morte senza eredi di Guglielmo I Salusio IV, il Giudicato di Cagliari, con una parte di quello di Arborea, vanno alla sua figlia Benedetta ed al marito Barisone II de Lacon Serra, figlio del giudice Pietro I di Arborea, che diventa giudice di Cagliari con il nome di Barisone II Torchitorio IV.

Cagliari - La Torre di San PancrazioSostenuto dal fratello Lamberto, giudice di Gallura, nel 1215 Ubaldo Visconti, che porta anche il titolo di Rector Calaritanus, si reca nel Giudicato di Cagliari dove nel 1216 ottiene dal giudice Barisone II l'autorizzazione a costruire una rocca sulla collina che oggi viene chiamata Castello. Il colle viene isolato circondandolo di mura fortificate e successivamente verranno edificate le due torri: nel 1305 la torre di San Pancrazio e nel 1307 la torre dell'Elefante, soprannominate le torri gemelle. Questa rocca verrà chiamata Castel di Castro e costituirà il centro storico della futura città di Cagliari, oggi chiamato quartiere Castello.

Riunite ingenti truppe in Castel di Castro, Ubaldo, con l'aiuto di Rodolfo di Capraia e sostenuto da una consorteria di nobili pisani, attacca in forze Barisone II ed imprigiona la moglie Benedetta che dovrà giurare fedeltà a Pisa. Barisone non ha, però, tempo sufficiente per regnare a lungo. Muore, infatti, nel 1217 lasciando un figlio, Guglielmo, di pochi mesi. Nel Giudicato di Cagliari, i genovesi continuano ad appoggiare l'erede del legittimo giudice Barisone II nella capitale Santa Igia, mentre Castro resta controllata dai pisani. Con Barisone II si estingue la dinastia dei Lacon Serra.

Benedetta, reggente in nome del figlio Guglielmo, sposa Lamberto Visconti

La Corona de Logu nel 1217 assegna il Giudicato a Guglielmo, ma fino alla maggiore età assume compiti di reggente la madre Benedetta che diventa giudicessa di fatto. Essendo però Benedetta imprigionata, egli viene educato dalla zia Agnese e dal suo secondo marito, Ranieri della Gherardesca di Bolgheri.

Mariano II di Torres riprende, sia pure senza successo, la guerra contro i Visconti per cercare di liberare la cognata Benedetta, anch'essa figlia di Guglielmo I Salusio IV, tenuta prigioniera a Cagliari. Si riarma, con l'appoggio del papa e con la speranza di aiuti dai milanesi, ma nel 1219 viene sconfitto e mettono fine alla guerra con il trattato di pace di Noracalbo. Secondo gli accordi è costretto a far sposare la figlia Adelasia, che risiede nel Castello del Goceano, con il tredicenne pisano Ubaldo Visconti di Gallura ed effettua la rinuncia ai diritti su alcuni suoi possedimenti posti in Gallura, già conquistati dal suo padre, Comita II. Il matrimonio si tiene nella Basilica della Santissima Trinità di Saccargia.

Nel 1220 Benedetta di Cagliari è costretta a giurare fedeltà a Pisa ed a sposare Lamberto Visconti, giudice di Gallura, rimasto vedovo della prima moglie Elena. Lamberto diventa reggente del Giudicato, è quindi contemporaneamente giudice di Gallura e reggente del giudicato di Cagliari, che amministra attraverso il fratello Ubaldo, il quale continuerà a governare il Giudicato anche dopo la morte di Lamberto nel 1225. Sotto la reggenza di Benedetta Pisa accresce enormemente la sua influenza sul Giudicato.

Nel 1230, alla morte di Ubaldo, suo nipote, il figlio di Lamberto, Ubaldo Visconti Giudice di Gallura invade il giudicato di Cagliari per assicurare la gestione pisana sul governo del Giudicato, viene però cacciato da Ranieri della Gherardesca di Bolgheri, che appoggia la dinastia di Massa.

Nel frattempo Bendetta si risposa la terza volta nel 1227 con Enrico di Capraia, membro della famiglia dei conti di Capraia, che morirà nel 1229, e quindi una quarta volta nel 1230 con Rinaldo Glandi. Nel 1232 Benedetta muore e solo dopo 3 anni governa effettivamente suo figlio Guglielmo.

Seguono lunghe lotte tra gli invasori Visconti, sostenuti dai pisani, e gli eredi della dinastia di Massa a Cagliari e Torres, su posizioni ormai decisamente filogenovesi.

Guglielmo II Salusio V

Solo tre anni dopo la morte della madre Benedetta, divenuto maggiorenne inizia a governaresuo figlio Guglielmo Salusio, che era stato eletto giudice alla morte del padre Barisone II Torchitorio IV e che prende il nome di Guglielmo II Salusio V di Lacon Massa.

Nel 1230 a Cagliari c'è la donazione della Chiesa di Santa Maria de Portu Gruttis o de Portu Salis, successivamente intitolata a San Bardilio, situata ai piedi del colle di Bonaria, da parte del duomo di Pisa ai Francescani. È la prima attestazione della presenza dei frati minori Francescani in Sardegna.

Nel 1235 Guglielmo II sottomette volontariamente il Giudicato di Cagliari ai pisani. Questa decisione gli garantisce un governo senza guerre. Il regno viene, di fatto, spartito fra le famiglie pisani dei Visconti, dei Della Gherardesca, e dei Conti di Capraia.

Giovanni Torchitorio V detto Chiano

Nel 1250, alla morte di Guglielmo II di Lacon Massa, gli succede come giudice di Cagliari il figlio Giovanni Torchitorio V, chiamato Chiano.

Il suo regno è breve ma importante, in quanto imprime una svolta decisiva nella storia del Giudicato. Timoroso della crescente interferenza dei pisani nell'amministrazione del Giudicato, nel febbraio 1256 invia due procuratores a Genova per firmare un patto, che viene siglato il 20 aprile. Con questo trattato il Giudicato di Cagliari diviene alleato di Genova e si impegna a dare assistenza militare il tutte le guerre. E Chiano diviene cittadino genovese e concede a Genova l'esportazione di sale senza tasse. Infine Chiano espelle i Pisani dal Castel di Castro e lo concede ai genovesi.

In risposta, i filopisani Giovanni Visconti, giudice della Gallura, e Guglielmo di Capraia, giudice di Arborea, con l'aiuto di Gherardo e Ugolino della Gherardesca di Donoratico, che mettono a disposizione otto navi, invadono il giudicato di Cagliari e assediano la città. Chiano, che si trova a Genova, parte per Cagliari con ventiquattro galere. Lungo la rotta, presso la costa toscana cattura alcune navi pisane, ma giunge a Cagliari troppo tardi e viene sconfitto. Catturato, viene assassinato da un sicario pisano a Santa Igia nel 1256.

Guglielmo III Salusio VI, noto come Guglielmo di Cepola o Guglielmo Cepolla

A Chiano succede come giudice il cugino Guglielmo III Salusio VI, noto anche come Gugliemo di Cepola o Guglielmo Cepolla, nipote di Guglielmo II Salusio V, che era strato indicato da Chiano come suo successore. Egli segue la politica del suo predecessore a favore Genova e contro Pisa. Riconquista il Castel di Castro ed espelle gli ultimi pisani rimasti.

Pisa nel 1257 decide di intervenire, ma, non avendo forze sufficienti, affida la campagna al giudice di Gallura Giovanni Visconti, al giudice di Arborea Guglielmo di Capraia e a Gherardo e Ugolino della Gherardesca. Questi riescono a riprendere Castel di Castro ed assediano la capitale Santa Igia che, senza più aiuti genovesi e senza rifornimenti, viene conquistata. A Santa Igia, il 20 luglio 1258, i giudici di Cagliari e Genova si arrendono a Pisa e, così, mettono fine alla guerra. I pisani distruggono la sede del giudicato e la radono al suolo. Con la distruzione di Santa Igia nel 1258 si considera conclusa la lunga storia del Giudicato di Cagliari.

Muore Guglielmo di Cepola e con lui ha fine l'unità del giudicato di Cagliari, che viene smembrato in tre parti: la settentrionale a Giovanni Visconti che la annette al Giudicato di Gallura; quella centrale a Guglielmo di Capraia che la annette al Giudicato di Arborea; la occidentale che comprende il Sulcis e l'Iglesiente a Gherardo e Ugolino della Gherardesca, che evidentemente avevano partecipato con propri armati all'assalto del Giudicato.

Il governo dell'Iglesiente da parte del conte Ugolino della Gherardesca di Bolgheri

Siliqua - Il Castello di AcquafreddaNel 1282 il conte Ugolino della Gherardesca di Bolgheri, entrato in possesso della parte occidentale del Giudicato di Cagliari, si stabilisce a Siliqua, nel Castello di Acquafredda, che dal contenuto di una bolla papale del 1238 si ritiene esistesse già dal 1215. Probabilmente a quella data esisteva una prima torre, ed il Castello è stato successivamente edificato dallo stesso Ugolino.

Iglesias - La Cattedrale di Santa ChiaraDa qui Ugolino governa tutto l'Iglesiente incentivando l'attività mineraria ed emanando il «Breve di Villa di Chiesa», una sorta di codice di leggi e norme destinato a regolare la vita e il lavoro delle miniere. La copia giunta fino a noi è una rielaborazione datata 1327 ed è l'unico documento di epoca pisana scampato all'incendio del 1354 quando, nel corso del conflitto tra Mariano IV Giudice d'Arborea e Pietro d'Aragona, gli abitanti diedero alle fiamme la città per evitare la capitolazione di fronte al nemico. Sotto il dominio di Ugolino viene iniziata, nel 1284, la costruzione della Cattedrale di Santa Chiara a Iglesias.

Il 6 agosto 1284 Pisa viene severamente sconfitta dai Genovesi nella battaglia navale della Meloria. La flotta genovese, comandata da Oberto Doria e Benedetto Zaccaria, sconfigge nelle acque di Livorno le navi pisane al comando del podestà Alberto Morosini assistito dal conte Ugolino della Gherardesca e dell'ammiraglio Andreotto Saraceno Caldera. L'esito della battaglia della Meloria influisce sulle vicende politiche dell'isola. I protagonisti della lotta, in questi anni, sono Ugolino dei Donoratico, signore della sesta parte di Cagliari, Nino Visconti, giudice di Gallura, e Mariano II, giudice d'Arborea.

Il conte Ugolino, convertitosi da tempo alla causa guelfa, lascia la Sardegna e rientra a Pisa. Nominato capitano del popolo, avvia un programma di riforme a vantaggio soprattutto dei ceti meno privilegiati.

Ugolino della Gherardesca imprigionato muore di fameNel 1288 però la parte ghibellina prende il potere a Pisa ed Ugolino, ritenuto responsabile della sconfitta della Meloria, viene rovesciato e messo al bando senza processo. Il Comune confisca tutti i suoi possedimenti e si assicura il dominio dei territori di Ugolino nell'Iglesiente, che diventano domini oltre mare di Pisa. Ugolino viene imprigionato e morrà di fame nel 1289, relegato nella torre dei Gualandi, una durissima prigione per Ugolino, i figli Gaddo e Uguccione, e i nipoti Anselmuccio e Lapo, anche se una leggenda diffusa in Sardegna lo vedrebbe morire di fame nel Castello di Acquafredda a Siliqua.

La fine del Giudicato di Cagliari

I tre pezzi del giudicato subiscono sorti diverse. La settentrionale viene incorporato nei territorii pisani nel 1287. Quella centrale segue le sorti del Giudicato di Arborea. La occidentale, sotto la famiglia Della Gherardesca, rimane sotto la sovranità di Pisa fino alla conquista catalana della Sardegna nel 1323.

Pisa prende il possesso diretto di Castel di Castro con le sue dipendenze e successivamente, in qualche decennio, entrerà in possesso anche di tutti i territori centro-orientali. Il centro della vita diviene Castel di Castro, che viene presto identificato con Cagliari. È governata dapprima da un Capitaneus inviato da Pisa e in seguito da due Castellani e da un Assessore. Nasce quindi un governo di tipo comunale retto da uno statuto, il «Breve Castelli Castri Kallari».

Il territorio che era appartenuto al Giudicato di Cagliari è governato dagli Aragonesi dal 1323/55 al 1516 e dagli Spagnoli dal 1516 al 1713. Passa all'Austria che lo governa dal 1713 al 1720 ed infine entra nel Regno di Sardegna e dal 1861 nel Regno d'Italia.

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Nella prossima pagina vedremo una breve storia del Giudicato di Arborea (inizialmente Arbarea dalla parola Arba che indica una zona paludosa) che ha avuto come capitale prima Tharros e poi Oristano (Aurestanni, oru 'e stanni ossia presso gli stagni). Il Giudicato si estendeva all'attuale Provincia di Oristano con parte della Provincia di Nuoro.

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