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In Gallura l'isola de La Maddalena, riconosciuta con tutto l'arcipelago dall'UNESCO come patrimonio dell'Umanità, e visita della città de La Maddalena e delle coste dell'Isola


In questa tappa del nostro viaggio, ci imbarcheremo da Palau ed andremo a visitare l'arcipelago de La Maddalena, riconosciuto nel 1998 dall'UNESCO come primo parco Geominerario Storico e Ambientale del mondo. Partiremo dalla visita dell'isola de La Maddalena, per visitare nella prossima tappa tutte le altre isole dell'arcipelago.

La regione storica della Gallura

La regione storica della GalluraLa regione storica della Gallura (nome in lingua sarda Caddùra, in gallurese Gaddùra) occupa l'estremità nord orientale dell'Isola, delimitata a sud dal massiccio granitico del monte Limbara, a sud ovest dal corso inferiore del fiume Coghinas, a sud est dal Monte Nieddu nei comuni di San Teodoro e Budoni. È stata, nell'alto periodo medioevale, uno dei quattro Giudicali Sardi. Principale risorsa economica di questa regione è il turismo, sviluppatosi a seguito della realizzazione del famoso insediamento turistico de!la Costa Smeralda, oltre all'industria del sughero e del granito, nelle quali ha raggiunto primati a livello internazionale. I comuni che ne fanno parte sono Aggius, Aglientu, Arzachena, Badesi, Bortigiadas, Calangianus, Golfo Aranci, La Maddalena, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Luras, Olbia, Palau, Sant'Antonio di Gallura, Santa Teresa Gallura, San Teodoro, Telti, Tempio Pausania, Trinità d'Agultu e Vignola, Viddalba. In Gallura si parla il Gallurese, che è di ceppo toscano ed ha forti analogie con il còrso, è infatti molto simile al dialetto parlato nel distrello di Sarlene nel sud della Corsica, ma conserva alcuni influssi derivanti dal logudorese, che era parlato nel territorio antecedentemente, durante il periodo giudicale.

Visualizza la mappa L'arcipelago de La Maddalena

Arcipelago de La Maddalena-Veduta aereaL'arcipelago di La Maddalena è composto da 23 isole. Le più grandi sono La Maddalena e Caprera, mentre le minori sono le isole Spargi, Santo Stefano, Santa Maria, Razzoli e Budelli. Le altre sono molto piccole o addirittura semplici scogli. Tranne La Maddalena e Caprera, le isole dell'arcipelago sono raggiungibili solo con imbarcazioni private, e sono quasi del tutto disabitate. L'isola de La Maddalena viene descritta in questa pagina, nella prossima descriveremo Caprera, e nella succesiva le altre isole dell'arcipelago.

Nel 1996 l'arcipelago della Maddalena diviene il primo parco nazionale in Sardegna e viene incluso in numerose convenzioni internazionali, tra le quali il Santuario dei Cetacei ed il parco Geominerario sardo, che viene dichiarato nel 1998 dall'UNESCO il primo parco Geominerario Storico e Ambientale del mondo.

L'arcipelago è oggi un parco Naturale, all'interno del quale sono previste diverse zone di tutela ambientale: la zona A, di riserva integrale, in cui non è consentita alcuna attività, nemmeno la semplice balneazione; la zona B, di riserva generale, nella quale è vietata la navigazione parallela alla costa, ma sono consentite la balneazione, la pesca con lenza da terra, l'attività esplorativa subacquea, nonché la navigazione e l'attracco, sia pure solo in alcune località; la zona C, di protezione parziale, nella quale sono consentite la pesca sportiva e professionale compatibili con le finalità dell'area, e sono consentite anche le attività nautiche sia pure con limiti e autorizzazioni.

Il parco è caratterizzato dalla presenza di oltre 700 specie vegetali e più di 50 specie endemiche, e comprende anche la riserva naturale dell'Isola di Caprera. Insieme alla riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, il Parco Naturale di La Maddalena costituisce oggi un immenso parco marino Internazionale.


L'isola de La Maddalena

L'isola La Maddalena, con una superficie di 20,1 km², è la principale dell'arcipelago e la si raggiunge in un quarto d'ora di traghetto da Palau, con traghetti che partono ogni mezz'ora. L'isola ha la forma di un triangolo isoscele ed è interamente granitica, il che ha consentito in passato una limitata coltivazione agricola, comunque soltanto nell'area centrale e meridionale.

La città de La Maddalena Informazioni turistiche

La Maddalena-Stemma del comuneLa città La Maddalena (nome in lingua sarda Sa Maddalena, nome gallurese A Madalena, metri 19, abitanti 11.899 all'1 gennaio 2011 comprese le frazioni), sorta nel 1770 su un piccolo borgo di pescatori, è una cittadina rivierasca, cui è stato concesso titolo di città con Decreto del Presidente della Repubblica, e costituisce l'unica città di tutto l'arcipelago. È situata nella parte meridionale dell'Isola omonima, ed ha il suo principale riferimento viario, che attraversa tutta l'isola, nella SP114. Significativa la presenza nella città, sull'isola e sulle altre isole dell'arcipelago, delle strutture difensive costruite dai Savoia e successivamente dal Regno d'Italia, per difendersi dai contrabbandieri, dai Saraceni e anche dalla riscossa dei francesi.

Il dialetto Maddalenino, chiamato dialetto Isulanu, è simile al Gallurese, essendo frutto delle immigrazioni sette ed ottocentesche dalla Corsica, ed è quello con maggiori affinità con i moderni dialetti del Còrso, in particolare con quello dell'entroterra di Bonifacio e di porto Vecchio, mentre gli altri dialetti galluresi si presentano molto più simili alle varianti più tradizionali parlate nella zona di Sartena e dell'Alta Rocca, nella parte centrale della Corsica.

Origine del nome

Il nome della città rimanda al nome dell'Isola, sulla cui costa si è originato il borgo, che ne attestano la derivazione già da più di 800 anni, e documenti quali mappe e carte nautiche che indicano il nome dell'Isola più grande dell'arcipelago, già dal 1527, come isola di Maria Maddalena.

La sua economia

La sua economia si fonda sul turismo affiancato dalle attività agricole e industriali. Il settore primario è presente con la coltivazione di ortaggi, foraggi e con l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. L’industria, discretamente sviluppata, si compone di imprese che operano nei comparti della pesca e della piscicoltura, estrattivo, lattiero caseario, alimentare, del legno, della stampa, del vetro, dei materiali da costruzione, metallurgico, elettrico, elettronico, degli apparecchi medicali, cantieristico, dei mobili ed edile. Il terziario vanta una buona rete distributiva e si compone dell’insieme dei servizi. L’apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione e di soggiorno. Per quanto riguarda l'artigianato, nella città si trovano numerosi negozi dove è possibile trovare i prodotti tipici locali, dai tappeti lavorati a mano agli oggetti in corallo. C'è poi un'ampia scelta di specialità gastronomiche, cominciando dai piatti di mare, arselle e cozze, spaghetti con i gamberi, con l'aragosta o con la bottarda.

Cenni storici su La Maddalena e le altre isole dell'Arcipelago

Abitata sin dall’età preistorica, fu dominata dai romani, i quali denominarono cuniculariae le isole del suo arcipelago per via dei numerosi stretti che le dividono. Nei secoli IX e X viene saccheggiata dai Saraceni. La storia dell'arcipelago inizia in periodo medioevale, da quando arrivano, nel dodicesimo secolo, un gruppo di monaci Benedettini che si stabiliscono nell'isola di Santa Maria dove realizzano un Convento, nel quale vive ancora oggi l'unico pastore dell'Isola. Successivamente, durante la guerra contro i Visconti, viene eletta a capitale del Giudicato di Gallura. Dopo essere stata abbandonata, venne ripopolata tra il '600 e il '700, quando vi arrivano gruppi di pastori e pescatori còrsi, e quindi mezzadri della famiglia Doria. Ancora poco popolata, nel 1767, per evitare rivendicazioni da parte dei Doria, i Savoia, con il ministro Bogino, vi inviano una guarnigione militare e vi stabiliscono una base della marina sardo piemontese per farne una base di appoggio alle navi della Regia Marina, contro i contrabbandieri, contro i Saraceni e anche contro la paventata riscossa francese. Tre anni più tardi nasce il primo agglomerato urbano tra Cala Gavetta e Cala Chiesa, e così, in venti anni, si assiste a un notevole sviluppo in tutto l’arcipelago. Il sistema difensivo costruito dai Sardo Piemontesi investe principalmente la cittadina, sulla quale vengono costruiti il Forte Sant'Andrea, il Forte o Batteria Balbiano, il Forte o Batteria Sant'Agostino, ed il Forte Carlo Felice. E riguarda anche il resto dell'Isola, sulla quale vengono costruiti il Forte San Vittorio soprannominato anche della Guardia Vecchia, ed il Forte Santa Teresa detto anche Sant'Elmo o Tegge. Domenico MillelireNel 1793 le truppe franco corse tentano di conquistare la Sardegna attaccando Cagliari a sud e La Maddalena a nord, con al comando l'allora sconosciuto Napoleone Bonaparte. Nel 1799 una flotta di 23 unità salpa da Bonifacio, in Corsica, ed assalta La Maddalena. Nella notte del 24 febbraio il nocchiere Domenico Millelire sbarca con un lancione, sei uomini e due cannoni nei pressi di Palau ed inizia a sparare sulla flotta francese. La flotta si sposta, e Millelire sposta, con l'aiuto dei pastori, i cannoni continuando l'attacco, finché la flotta francese deve battere in ritirata. Si ricorda ancora oggi la sua vittoriosa resistenza alla flotta napoleonica. A La Maddalena trova asilo anche l'ammiraglio Nelson, che da qui coordina l'offensiva contro Napoleone. Solo nel periodo sabaudo, nella prima metà dell'800, iniziano ad essere abitate le isole minori, e nel 1852 Giuseppe Garibaldi acquista la parte settentrionale dell'Isola di Caprera, dove nel 1856 stabilisce la propria residenza. Dopo la creazione, nel 1861, del Regno d'Italia, la Marina Militare instaura nell'arcipelago il suo centro operativo, e da allora, intorno a Cala Gavetta, vengono edificate le prime eleganti palazzine, l'Ammiragliato e le caserme che costituiscono il nucleo originario della città. Dal 1887 le fortificazioni passive vengono sostituite da quelle attive, con le loro artiglierie, e vengono costruite sull'isola l'Opera Trinita, l'Opera Punta Villa, l'Opera Guardia Vecchia, l'Opera Colmi, l'Opera Nido d'Aquila, e l'Opera Punta Tegge. Il progresso tecnico nel campo dell'aviazione rende queste Opere vulnerabili ad un attacco aereo, nascono così, tra la prima e la Seconda Guerra Mondiale, le batterie più periferiche, edificate normalmente in calcestruzzo e ricoperte poi da massi di granito. Alcune fortificazioni di questo tipo sono localizzate nell'Isola, la Batteria Spalmatore, la Vedetta Guardia del Turco, la Batteria Marginetto, la Batteria di Punta Cannone, la Batteria Carlotto, e la Vedetta Puntiglione. Nel periodo repubblicano, il comune di La Maddalena, nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene trasferito dalla Provincia di Sassari nella nuova Provincia di Sassari Pausania.

Sagre e Feste che si svolgono a La Maddalena

Tra le Feste e Sagre che si svolgono a La Maddalena, si segnalano a febbraio, la domenica e il martedì di Carnevale, i riti tipici della Sagra con la sfilata dei carri e l'offerta di vino, dolci e cibi particolari le celebrazioni religiose della Santissima Trinità, che si tengono la domenica di Pentecoste; la terza domenica di maggio si celebra la Festa del Santo Bambino di Praga; la Festa della Santa Patrona, ossia di Santa Maria Maddalena, si celebra il 22 luglio; in agosto per i turisti si svolge il Carnevale estivo, e, sempre in agosto, ha luogo la famosa Sagra del pesce durante la quale ha luogo il caracolo, un festival canoro in dialetto locale; l'8 settembre, si celebra la Festa della Natività di Maria Vergine nella Chiesa parrocchiale del quartiere Moneta; sempre l'8 settembre si svolge la Festa della Madonna della Pace nel borgo di Stagnali sull'isola di Caprera, e nell'occasione si svolge anche la Sagra delle Cozze.

Visualizza la mappa Visita della città de La Maddalena

L'abitato, interessato da Forte espansione edilizia e da una fascia pianeggiante, si arrampica fino alle falde del colle Guardia Vecchia. Dal suo porto turistico, commerciale e militare, partono i collegamenti marittimi con Palau, a circa due miglia, che rappresenta il terminale per i collegamenti aerei, ferroviari e stradali.

Arrivo a La Maddalena e dietro al molo l'emergenza rocciosa sulla quale esisteva il Forte detto Batteria Sant'Agostino

Sbarcati dal traghetto alla Banchina Poste chiamata anche Banchina Primo Longobardo, o, un poco più ad ovest, alla Banchina Commerciale chiamata anche Banchina Zonza, si notano subito le caratteristiche della architettura maddalenina, con i larghi viali e i lunghi filari di palme, sui quali si affacciano graziose palazzine del setteceonto e dell'Ottocento. Da qui si possono visitare le viuzze del centro storico, che ricordano quelle della riviera ligure.

La Maddalena-Veduta de La Maddalena La Maddalena-Attracco alla Banchina Poste La Maddalena-Attracco alla Banchina Commerciale La Maddalena-Veduta del lungomare La Maddalena-Il Lungomare La Maddalena-Vicoli del centro storico

La Maddalena-Una delle scalinate che portano sull'emergenza rocciosa dove sorgeva il forte detto Batteria Sant'AgostinoTra la banchina Poste e la banchina Commerciale si sviluppa la via Giorgio Amendola, sul retro della quale esisteva il Forte o Batteria Sant'Agostino, che, come quella di Balbiano, era situata sulla riva del mare, ad est del centro abitato, sulla punta che separa Cala Gavetta da Cala Mangiavolpe. La fortificazione è stata costruita fra il 1790 e il 1792, ma in seguito, essendo i muri che costituivano i bastioni in parte più bassi rispetto alle rocce circostanti, con l'espansione dell'abitato lungo la direttrice che conduce da Cala Gavetta a Cala Mangiavolpe, la fortificazione è stata demolita o inglobata dalle nuove case. È però abbastanza facile riconoscerne l'ubicazione, grazie alle diverse scalinnate che portano all'emergenza rocciosa su cui sorgeva la batteria, tra la via Nizza, via Giordano Bruno e via Giorgio Amendola.

La colonna Garibaldi

Dallo sbarco dei traghetti, prendiamo sulla sinistra della stazione marittima la via Amendola, che ci porta nella piazza Xtredicesimo Febbraio. In questa piazza vediamo la colonna Garibaldi, eretta il 4 luglio 1907 a ricordo del primo centenario della nascita dell'eroe dei due mondi, con il granito concesso gratuitamente dal proprietario delle Cave di Cala Francese. Nella piazza, oltre alla colonna Garibaldi, si trova la targa che ricorda l'impresa di Domenico Millelire che il 23 febbraio 1793 riuscì a respingere l'attacco della marina francese comandata dal giovane Napoleone Buonaparte.

La Maddalena-La colonna Garibaldi La Maddalena-La colonna Garibaldi: particolare La Maddalena-La targa che ricorda l'impresa di Domenico Millelire

Il porto di Cala Gavetta

Dalla piazza Xtredicesimo Febbraio prendiamo la via Oberdan, e da questa arriviamo al porto di Cala Gavetta. È il porticciolo del centro urbano con pochi posti barca soprattutto in alta stagione, nel quale si vedono i panfili ormeggiati proprio accanto alle barche di pescatori. Intorno si vedono più antichi palazzi della città risalenti alla fine dell'700.

La Maddalena-Il porticciolo di Cala Gavetta La Maddalena-Il porticciolo di Cala Gavetta La Maddalena-Il porticciolo di Cala Gavetta

I resti del Forte detto Batteria Balbiano

La Maddalena-La Batteria BalbianoProseguendo lungo la via Fabio Filzi, che costeggia sul lato occidentale la Cala Gavetta, raggiungiamo i resti della fortificazione militare denominata Forte o Batteria Balbiano, che ha preso il nome dal viceré di Sardegna, Vincenzo Balbiano, in carica dal 1790 al 1794. La fortificazione è stata costruita fra il 1790 e il 1792, poco prima dell'azione effettuata contro i Francesi, nelle cui file militava il giovane luogotenente Napoleone Bonaparte, uno dei primi costruiti nell'arcipelago da parte dei Piemontesi, si trova a un centinaio di metri dal porto, in posizione tale da poter controllare il canale fra l'isola de La Maddalena e l'isola di Santo Stefano. Della Batteria oggi sono rimaste soltanto le mura perimetrali, mentre tutto il resto è andato perduto o è stato trasformato nel tempo.

Il mercato civico ed il palazzo che ospita il Municipio de La Maddalena

Ripresa indietro la via Oberdan, che dopo due traverse questa incrocia la via XX Settembre, una tra le strade più frequentate del centro storico, che ci porta nel centro della cittadina, in piazza Garibaldi, detta anche la piazza Rossa per il colore della vecchia pavimentazione, sulla quale si affaccia lo storico mercato civico de La Maddalena.

La Maddalena-Il palazzo del comune e alla sua destra il mercato civicoAccanto al mercato civico, al civico numero 13 di piazza Garibaldi si trova il palazzo del Comune, costruito tra il 1903 ed 1906 nello spazio che allora era chiamato piazza degli Olmi, alla sinistra del mercato civico. Nell'atrio del palazzo Comunale una lapide ricorda la lettera di Giuseppe Garibaldi scritta il 23 novembre 1849 al sindaco di La Maddalena, Nicolao Susini. Inoltre, all'interno è custodita una delle bombe napoleoniche che colpirono la città nel 1793, oltre alla bandiera di Domenico Millelire, e molti ricordi della vita di Giuseppe Garibaldi.

La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena

Tornati indietro lungo la via XX Settembre, dopo una cinquantina di metri prendiamo a destra la via Italia che, in circa trenta metri, ci porta in piazza Santa Maria Maddalena, dove si affaccia la Chiesa di Santa Maria Maddalena, che è la Chiesa parrocchiale della città. La prima Chiesa dell'Isola era sorta nel 1768 in località Collo Piano, oggi chiamata zona Trinità, a nord di dove oggi si trova il Cimitero, ed era dedicata a Santa Maria Maddalena, diventando parrocchia lo stesso anno della sua edificazione. Successivamente, in seguito al graduale spostamento della popolazione dall'interno dell'Isola verso sud, nella zona di Cala Gavetta, si rende necessaria dopo il 1780 la costruzione di una nuova Chiesa, su progetto dell'ingegnere militare piemontese Marciot. La Chiesa di Cala Gavetta diviene la Chiesa parrocchiale della città de La Maddalena, e viene intitolata alla Maddalena, mentre la Chiesa di Collo Piano viene dedicata alla Santissima Trinità. La nuova parrocchiale diviene presto insufficiente per tutta la popolazione, in rapida crescita, ed una Chiesa più grande, sopra quella del Marciot, viene eretta tra il 1814 e il 1819 grazie all'interessamento del barone Giorgio Andrea Des Geneys. Nel 1952 la Chiesa viene rimaneggiata e ampliata, la navata allungata con l'aggiunta di una campata, e viene demolita l'originaria facciata neoclassica, rimpiazzata da un prospetto in stile mediterraneo su progetto dell'architetto Antonio Simon Mossa. Nel 1993 si è proceduto alla demolizione della facciata del Mossa, sostituita dall'attuale facciata, costruita sul modello di quella originaria. L'interno presenta un'unica navata, con nove cappelle per lato, volte a botte e presbiterio quadrangolare con abside semicircolare.

La Maddalena-Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena La Maddalena-Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena: interno

Presso questa Chiesa il 22 luglio si svolge la Festa patronale di Santa Maria Maddalena, con processione sulle barche da Cala Gavetta al pontile dell'Ammiragliato, esposizione di prodotti artigianali, degustazione di prodotti tipici, concerti musicali e fuochi d'artificio.

In Sagrestia la parrocchiale ospita il Museo Diocesano d'Arte Sacra, che fa parte del Museo della diocesi di Tempio-Ampurias, il quale è dislocato sul territorio in diverse sedi: Calangianus, Castelsardo, La Maddalena, Martis, Nulvi e Perfugas. Il Museo ospita l'esposizione del cosiddetto Tesoro di Santa Maria Maddalena, ossia di ex-voto offerti dai devoti alla Santa Patrona, e del quale fanno parte gioielli di produzione gallurese del quindicesimoI-diciottesimo secolo, oltre a statue, dipinti, arazzi, antichi libri, tabernacoli, paramenti sacri e dotazioni d'altare. Conserva, inoltre, il regalo dell'ammiraglio Nelson alla città durante la sua sosta nelle acque sarde prima di partire per Trafalgar, costituito da due candelabri, un crocefisso d'argento ed una lettera autografa.

I resti del Forte Sant'Andrea

La Maddalena-Il Forte di Sant'AndreaPresa alla destra della Chiesa la strada che la fiancheggia, che è la via Ilva, la seguiamo per cento metri, poi prendiamo sulla destra la via Maggiore Leggero, dopo centocinquanta metri a destra la via Balilla, che, in una cinquantina di metri, ci porta a vedere sulla destra della strada i resti del Forte Sant'Andrea, sorto su uno sperone di granito ed utilizzato fino a qualche tempo fa come prigione. Il Forte Sant'Andrea, uno dei primi costruiti nell'arcipelago da parte dei Piemontesi, nasce tra il 1787 e il 1790, periodo durante il quale è vicerè della Sardegna Thaon di Sant'Andrea, e si trova in posizione dominante alle spalle dell'abitato, per difendere il canale antistante l'isola di La Maddalena e l'isola di Santo Stefano.

Il Campo Sportivo comunale Pietro Secci

La Maddalena-Il Campo Sportivo comunale Pietro SecciRipresa indietro via Balilla, riprendiamo via Maggiore Leggero, ritorniamo indietro di una diecina di metri e prendiamo a destra, poi ancora a destra la via Monterotondo, che continua sulla via Zampiano. Questra strada sbocca sul largo Quasimodo, poi prendiamo a sinistra la via Quasimodo, che, dopo aver incrociato la via Cairoli, continua sulla via Giosuè Carducci, che ci porta al Campo Sportivo comunale Pietro Secci, con tribune in grado di ospitare 2.000 spettatori.

Il Cimitero de La Maddalena con la tomba di Gian Maria Volonté

La Maddalena-Il Cimitero de La MaddalenaDal Campo Sportivo comunale Pietro Secci torniamo indietro lungo la via Giosuè Carducci, e prendiamo dopo poche decine di metri a sinistra, verso nord, la via Cairoli, che seguiamo per poco più di duecento metri, fino a che sbocca su via della Trinità, la quale ci porta nella parte alta della città, e, dopo un chilometro e quattrocento metri, troviamo alla destra della strada l'ingresso del Cimitero di La Maddalena.

Gian Maria VolontéNel Cimitero de La Maddalena riposa l'attore Gian Maria Volontè, nato a Milano nel 1933 e morto a Florina, in Grecia, nel 1994, che navigava solitario tra le isole e nel vento impetuoso dell'Arcipelago, ed ha lasciato un documento olografo in cui esprimeva un desiderio: «Le ceneri del mio corpo al mare, tra Pecora e Caprera». Sulla pietra tombale di granito è scritta una frase del poeta francese Paul Valery: «Le vent se léve, il faut tenter de vivre», ossia: si alza il vento, bisogna tentare di vivere.

I monumenti di piazza Umberto I detta anche piazza Comando

Per visitare l'isola prendiamo, all'uscita dal porto, a destra via Amendola che ci porta verso la piazza Umberto I, invece che a sinistra come abbiamo fatto per arrivare a Cala Gavetta. Al centro della rotatoria della piazza Umberto I, detta anche piazza Comando, si trova il monumento ai Marinai Caduti, costituito da un'enorme Ancora, e di fronte ad esso è presente l'elegante palazzo dell'Ammiragliato della Marina Militare, un fabbricato su tre piani realizzato nel 1893. Nella piazza si trova anche, all'interno dell'aiuola centrale, il monumento ad Anita Garibaldi, con un busto di Anita eretto nel 1934 nel posto denominato Palco della Musica per volontà di Donna Costanza, vedova di Ricciotti Garibaldi, figlio di Giuseppe e di Anita. Nel 2004 in questa piazza è stato eretto anche un monumento ai Caduti di Nassiriya.

La Maddalena-La piazza Umberto I detta anche piazza Comando La Maddalena-La piazza Umberto I detta anche piazza Comando: monumento ai Marinai Caduti La Maddalena-La piazza Umberto I detta anche piazza Comando: monumento ad Anita Garibaldi La Maddalena-La piazza Umberto I detta anche piazza Comando: monumento ai Caduti di Nassiriya

La Chiesa dedicata al Santo Bambin Gesù di Praga

Al termine della via Amendola, dove questa termina sulla rotonda di piazza Umberto I, proseguiamo quasi dritti lungo la via Principe Amedeo, che seguiamo per trecentocinquanta metri, poi svoltiamo a sinistra in via Emilio Morosini, dopo circa quarante metri svoltiamo a sinistra in via Daniele Manin, e dopo una ventina di metri, prendiamo a destra la via Emilio Morosini. La seguiamo per un'ottantina di metri, finché troviamo sulla sinistra la via Montanare.

Alla sinistra della prosecuzione della via Emilio Morosini, subito dopo la via Montanare, dietro le abitazioni che si affacciano su queste due strade, si trova sulla collina del rione di Due Strade, popoloso e povero quartiere periferico, la Chiesa dedicata al Santo Bambino di Praga. Dopo il 1920 si era propagata anche nell'Arcipelago la devozione per la piccola statua di Gesù Bambino, che affonda le proprie radici nella vittoria dei cattolici sui protestanti, nel 1670, ed alla loro riconquista della città di Praga. In ricordo di questa vittoria era stata costruita a Praga una Chiesa, alla quale era stata donata una piccola statua di Gesù Bambino, ritenuta in breve tempo, per le molte grazie che dispensava, miracolosa. I lavori per edificare questa Chiesa terminano nel 1933, ed il simulacro del Santo Bambino, portato in processione dalla Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena, viene collocato nell'abside, dietro l'altare maggiore. Per molti anni la Chiesa, che dominava la collina del quartiere, con un'ariosa gradinata, poi distrutta, che consentiva l'accesso alla piazzetta antistante, per molti anni è stata anche la Chiesa della Marina, ai cui cappellani il vescovo aveva concesso nel 1935 di compiere le funzioni sacre. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Marina Militare abbandona progressivamente la Chiesa, che diviene sempre più luogo di culto dei cittadini del rione, che ne curano la manutenzione e le migliorie. Fra gli anni '50 e '60 l'altare conciliare sostituisce quello a muro in graniglia, gli affreschi dell'abside sono del 1936 del pittore militare Armocita, al centro due angeli affiancano il simulacro del Santo Bambino di Praga, posto in una nicchia, a sinistra la Madonna del Mare e a destra Santa Barbara, patrona della Marina Militare.

La Maddalena-Chiesa dedicata al Santo Bambin Gesù di Praga La Maddalena-Chiesa dedicata al Santo Bambin Gesù di Praga: interno

La terza domenica di maggio, presso questa Chiesa, si celebra la Festa del Santo Bambino di Praga, con un triduo che si conclude con la processione e messa solenne.

La Cappella della Scuola Sottufficiali e la Chiesa parrocchiale militare della Madonna della Medaglia Miracolosa

Dalla rotonda di piazza Umberto I, prendiamo verso destra la via Ammiraglio Mirabello, nella quale si trova la Chiesa parrocchiale militare della Madonna della Medaglia Miracolosa. Le truppe sardo piemontesi, che nel 1767 hanno occupato l'arcipelago de La Maddalena, avevano al seguito un cappellano militare, e, da allora, la presenza di cappellani, al seguito della truppa o delle navi, è stata pressoché costante. Nelle numerose caserme e fortificazioni, costruite a cavallo fra l'800 ed il '900 e fra le due guerre mondiali, spesso un locale veniva destinato a cappella. Ad esempio, percorsi centotrenta metri sulla via Ammiraglio Mirabello, si trova sulla destra quella che era stata la Cappella del Circolo Ufficiali della Marina Militare, chiusa alcuni anni fa. Proseguendo per altri cento metri, sulla sinistra, al civico numero 6, tuttora esiste una Cappella all'interno della Scuola Sottufficiali, nella quale è ubicata la parrocchia della Madonna della Medaglia Miracolosa, che è il risultato di un ampliamento e di un restauro della vecchia Cappella dell'Ospedale della Marina Militare, costruito alla fine dell'800. La parrocchia è stata realizzata nel dopoguerra, ed è stata dedicata a questa Madonna per riconoscenza verso le suore vincenziane, che fin dal 1896 hanno prestato la propria Opera nell'Ospedale della Marina Militare. Della parrocchia militare fanno parte i militari di carriera, i loro familiari, i militari di leva, nonché i dipendenti civili della Difesa.

La Maddalena-La ex Cappella del Circolo Ufficiali della Marina Militare La Maddalena-La Cappella all'interno della Scuola Sottufficiali della Marina Militare La Maddalena-La Cappella all'interno della Scuola Sottufficiali della Marina Militare

Il Teatro della Marina Militare

La Maddalena-Il teatro della Marina MilitarePercorsi quattrocentocinquanta metri lungo la via Ammiraglio Mirabello, che fiancheggia tutta la costa, si arriva a una deviazione sulla sinistra, dalla quale parte la via Aldo Moro. Tra la via Aldo Moro e la prosecuzione della via Ammiraglio Mirabello, si trova, sulla sinistra, il Teatro delle Marina Militare, un teatro nel quale si svolgono diversi eventi, e di fronte al quale si affaccia l'ampia insanatura chiamata Cala Chiesa .

Il Forte Carlo Felice

La Maddalena-Il Forte Carlo FelicePresa sulla sinistra la strada che costeggia il teatro, la seguiamo per circa centocinquanta metri, poi svoltiamo a destra, e, dopo un'ottantina di metri, a sinistra. Seguiamo la strada per poco meno di cinquecento metri, ed arriviamo di fronte al Forte Carlo Felice, che ha preso il nome da Carlo Felice, Duca di Genova, che per mandato di Carlo Emanuele IV e Vittorio Emanuele I, resse il governo della Sardegna dal 1800 al 1806. Viene progettato, insieme a quello di San Giorgio nell'isola di Santo Stefano, dall'allora Comandante della Marina sardo piemontese di stanza La Maddalena, ammiraglio Giorgio Andrea Des Geneys. Il suo compito era quello di difendere la rada di Porto Camicia, il passaggio della Moneta e battere tutta la zona dalla parte di nord est, dove si pensava potessero più facilmente avvenire sbarchi nemici.

L'accesso all'isola Chiesa

La Maddalena-L'isola Chiesa L'imboccatura della Cala Chiesa è quasi completamente ostruita dall'isolotto denominato isola Chiesa , con una superficie di 0,1 km², alla quale si accede dalla via Ammiraglio Mirabello, trecento metri più avanti del teatro, attraverso il ponte dell'Isola Chiesa che si sviluppa alla destra della strada. L'isola è interamente destinata a scopi militari e di residenza ricreativa, secondo quanto scritto nel fascicolo del Demanio Militare, dato che attualmente sull'isola sono presenti alloggi organismi di protezione sociale, e fabbricati adibiti a bagnetti per ufficiali e sottufficiali. Con il termine alloggi organismi di protezione sociale, nel gergo militare, si fa riferimento a fabbricati utilizzati da alte cariche militari e istituzionali per fini di natura essenzialmente ricreativa, mentre con quell di bagnetti si fa riferimento a piccoli fabbricati ad uso balneare.

Gli edifici dell'ex Arsenale Militare Marittimo ed i lavori di ristrutturazione e riqualificazione in vista del vertice dei G8

La Maddalena-L'ex Arsenale Militare MarittimoProseguendo lungo la via Ammiraglio Mirabello, la strada si porta verso il quartiere Moneta. La strada prosegue lasciando sulla sinistra gli edifici dell'ex Arsenale Militare Marittimo. L'Arsenale è stato costruito nel 1895 per i lavori di mantenimento delle strutture militari che sorgevano nell'Arcipelago dopo la creazione della Base Navale. Ospita, su un'area di 150mila metri quadri a mare e 160mila a terra, edifici per 30mila metri quadri sono hangar ormai deserti, banchine per oltre 1500metri con fondali sino a 12metri di pescaggio, scivoli. Alla fine dell'800 vi vengono trasferiti circa duecento condannati ai lavori forzati, che alloggiano nelle caserme in una località che ancora oggi viene chiamata La Disciplina a ricordo della colonia penale e dove in seguito verrà eretta la caserma Faravelli. La costruzione inizia nel 1891 e l'Arsenale viene completato nel 1896. Nel 1910 i forzati vengono allontanati e sostituiti da operai civili. Agli inizi degli anni '70 impiega 680 unità, poi dopo il 1980, con la chiusura della Scuola Allievi Operai, il numero inizia a diminuire. Nel 1992 il governo definisce un nuovo modello di difesa, che prevede l'abbandono delle strutture non necessarie, e non ritenendo più utile un deterrente verso la Francia viene decisa la sua dismissione. Nel 1985 l'arsenale contava quasi 600 dipendenti, che oggi sono circa 180.

La Maddalena-L'ex Arsenale Militare Marittimo: ristrutturazione per il vertice dei G8Nel luglio 2008 sono iniziati i lavori di ristrutturazione e riqualificazione in vista del vertice dei G8, che si sarebbe dovuto tenere dall'8 al 10 luglio 2009 a La Maddalena. Nell'ex Arsenale Militare Marittimo, con 16 milioni di euro, avrebbero dovuto essere realizzate la sala conferenze ed il Media Center, dove sarebbero stati ospitati oltre 3000 giornalisti. Nell'area avrebbe dovuto sorgere anche un hotel a cinque stelle ed un polo nautico. E avrebbero dovuto essere avviate anche opere infrastrutturali, come l'allungamento della pista dell'Aeroporto di Olbia e la quattro Corsie che avrebbe dovuto collegare Olbia a Sassari. I lavori, iniziati dalla giunta Soru, sono stati sospesi dopo lo spostamento, voluto dal governo Berlusconi, del vertice da La Maddalena a l'Aquila. Una occasione perduta, per il rilancio dell'economia dell'Isola che tanto ne avrebbe avuto bisogno!

Il porticciolo turistico di Cala Camiciotto

La Maddalena-Il porticciolo di Cala CamiciottoPassati gli edifici dell'ex Arsenale Militare Marittimo, sulla destra della via Ammiraglio Mirabello, passiamo il porticciolo di Cala Camiciotto, che, per la sua posizione centrale, è facile raggiungere sia le isole a nord ed a est dell'arcipelago, sia l'isola di Caprera che si trova di fronte a meno di un miglio. Per la sua posizione, il porto è ottimamente protetto dai venti predominati di ponente e maestrale ed inoltre non è disturbato dal moto ondoso creato dai traghetti di linea che collegano l'isola a Palau, quindi è il posto ideale per tutti coloro che alloggiano in barca. Il porto turistico è formato da sei pontili galleggianti, dispone di circa 200 posti barca da 5 a 20 metri, i pontili sono dotati di acqua, luce, collegamento internet wifi gratuito in tutto il porto, assistenza all'ormeggio, illuminazione dei pontili.

Passato il porticciolo arriviamo al Campo da Calcio del quartiere Moneta

La Maddalena-Il Nuovo Stadio MonetaPassato il porticciolo, la strada ci porta in piazza Faravelli, alla destra della quale si trova il Campo da Calcio della cittadella sportiva del quartiere Moneta, denominato Nuovo Stadio Moneta. Il campo da gioco in erba naturale ha una superficie complessiva di 8260 metri quadri, dimensioni regolamentari per la Lega Professionistica di Serie C, con porte di gioco, impianto di irrigazione automatico, rete di protezione, impianti di illuminazione con quattro torri faro. Le tribune sono in grado di ospitare 2000 spettatori.

Visualizza la mappa Seguendo la strada panoramica di Spalmatore visitiamo le coste dell'Isola de La Maddalena

Passato l'Arsenale, prendiamo la strada panoramica di Spalmatore, lunga venti chilometri, che permette di fare il giro di tutta l'isola in senso antiorario e di visitarne tutte le coste e le spiagge.

Tre VeleNel 2013 Legambiente, attore protagonista dell'ambientalismo italiano, con le rilevazioni effettuate dalla sua Goletta Verde, e con la collaborazione del Touring Club Italiano, ha assegnato il riconoscimento di 3 Vele alla costiera dell'Isola de La Maddalena, nella quale consiglia di visitare la diverse spiaggia. Nei 45 chilometri di coste, si trovano, infatti, diverse insenature, cale e calette con piccole spiagge sabbiose delle quali alcune raggiungibili via terra, mentre altre solo via mare.

La frazione Moneta con la Chiesa parrocchiale dedicata all'Agonia di Nostro Signore Gesù Cristo

Dalla strada panoramica, passata la piazza Faravelli, prendiamo verso nord la via Nazario Sauro e, due chilometri e duecento metri dalla Banchina Poste, raggiungiamo la frazione Moneta (altezza metri 4, distanza 2.7 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti). Ci si arriva più comodamente prendendo, dalla via Ammiraglio Mirabello, verso sinistra la via Aldo Moro, dopo cinquanta metri, a destra la via Indipendenza, che ci porta nel quartiere proseguendo su via Benvenuto Cellini, che, dopo poco più di un chilometro, ci porta a dove arriva dalla destra la via Nazario Sauro.

La Maddalena-Moneta: Chiesa dedicata all'Agonia di Nostro Signore Gesù CristoArrivati nel quartiere Moneta, dalla via Nazario Sauro prendiamo a destra la via Benvenuto Cellini, dopo trecentocinquanta metri a sinistra la via Silvio Pellico, che, in trecentocinquanta metri, ci porta a vedere alla sinsitra della strada la Chiesa dedicata all'Agonia di Nostro Signore Gesù Cristo, che è la Chiesa parrocchiale del quartiere, risalente al 1905. Ripresa poi negli anni '20, secondo lo stile tipico del pontificato di Pio undicesimo, e più tardi nel corso degli anni '70, oggi è completamente trasformata ed usata prevalentemente come Cappella dell'istituto per anziani Oasi Serena. La facciata a capanna è articolata su tre livelli, alla base due portali rettangolari con al centro un oculo con cornice in granito a vista, tre finestre ad arco tutto sesto in granito nel secondo livello, una grande trifora in alto sotto gli spioventi. Pregevole il mosaico dietro l'abside. Presso questa Chiesa, il 7 e l'8 settembre si celebra la Festa della Natività di Maria Vergine.

Il passo della Moneta con il ponte diga panoramico per raggiungere l'isola di Caprera

Caprera-Il ponte diga panoramico da La Maddalena a CapreraCaprera-Veduta dell'Isola di CapreraNella frazione Moneta si trova il Passo della Moneta, che si raggiunge prendendo, dalla via Nazario Sauro, cinquanta metri prima della via Silvio Pellico, a destra la via Amerigo Vespucci, che continua su via Ammiraglio Mirabello, via Giotto, via Michelangelo. Dopo poco più di cinquecento metri, prendiamo verso sud la via Benvenuto Cellini, che in altri cinquecento metri, ci porta al Passo della Moneta, dal quale parte il ponte diga panoramico che collega l'isola La Maddalena con l'isola di Caprera, e premette di raggiungere quest'ultima. La descrizione dell'Isola di Caprera si trova nella prossima pagina del nostro viaggio.

L'isola Giardinelli con la spiaggia Testa di Polpo

Dove avevamo preso verso sud la vai Benvenuto Cellini, la prendiamo, invece, verso nord. La seguiamo per quattrocento metri, dove assume il nome di via Isuledda, ed è la strada panoramica di Spalmatore de La Maddalena, poi prendiamo verso destra la strada denominata località Giardinelli, che si sviluppa alla sinistra della Cala Peticchia. La strada, in Ottocentocinquanta metri, ci porta alla deviazione che ci fa raggiungere l'isola Giardinelli, con una superficie di 0,8 km², che non è una vera isola, ma una penisola, collegata a La Maddalena da un breve istmo. Entrati nella Marina dei Giardinelli, sulla destra si trovano piccoli pontili per piccole e medie imbarcazioni, in prevalenza con motori fuoribordo. Altri posti di attracco di trovano più avanti, nell'insenatura di Cala Peticchia. Appena arrivati sull'isola, dopo circa duecento metri si trova un incrocio sulla destra, dove si svolta sulla destra seguendo le indicazioni per Testa del Polpo. Proseguiamo lungo la strada, non proprio in buone condizioni, svoltando sempre a destra nei diversi incroci che incontriamo, fino ad arrivare ad uno spiazzo adibito a parcheggio. Da qui si prende a piedi un piccolissimo sentiero che ci porta alla spiaggia di Testa di Polpo.

Sul lato orientale dell'Isola Giardinelli si trova una piccola strada che conduce alla spiaggetta di Giardinelli, detta anche spiaggia Testa di Polpo, in lingua sarda Capocchia du Purpu, che deve il suo nome alla forma di una roccia che si trova a ridosso del suo arenile. Nella spiaggia si trova una sabbia bianca molto sottile, su un mare limpido e cristallino, tanto da essere paragonato ad una piscina naturale. Le trasparenze e il colore turchese del mare fanno da cornice a una località incantevole.

Isola Giardinelli-La spiaggia Testa di Polpo Isola Giardinelli-La roccia Testa di Polpo

In questa piccola spiaggia dell'Isola Giardinelli, l'Aga Khan Karim si rifugiava, giovanissimo, quando voleva fuggire dalla già allora troppo chiassosa Porto Cervo.

Nelle vicinanze dell'insenatura nella quale si trova la spiaggia di Giardinelli, sono presenti anche molte altre calette molto belle, che non aspettano altro che di essere visitate.

La frazione Puzzoni

Tornati sulla strada panoramica, evitiamo la deviazione per l'isola Giardinelli e proseguiamo dritti, dopo un chilometro e cento metri svoltiamo a destra, e prendiamo la strada denominata Località Puzzoni che, in circa cinquecento metri, ci porta alla frazione Puzzoni (altezza metri 17, distanza 3.8 chilometri, abitanti circa 61), che si affaccia sull'ampio bacino artificiale, con una capacità di invaso 553.000 metri cubi, che si sviluppa un poco più a nord, generato dalla diga Puzzoni, dell'altezza di venti metri e mezzo, costruita sul Riu Puzzoni tra gli anni 1931 e 1935, su progetto dell'ingegner Domenico Dettori.

Il Museo Archeologico Navale dedicato a Nino Lamboglia

Proseguendo sulla strada panoramica, evitando la deviazione per la frazione Puzzoni, dopo trecentocinquanta metri si trova, sulla destra, l'ingresso del Museo Archeologico Navale dedicato a Nino Lamboglia, storico e archeologo nato a Imperia nel 2002, che nel 1958, con il Centro Sperimentale di Archeologia sottomarina di Albenga, conduce le prime indagini archeologiche su una nave di Spargi individuata un anno prima su una secca di circa diciotto metri di profondità. Il Museo è stato realizzato nel 1958 dall'architetto sassarese Vico Mossa per accogliere il relitto della nave oneraria romana naufragata verso il 120 avanti Cristo nei pressi dell'Isola di Spargi. La nave trasportava un carico di centinaia di anfore vinarie e di vasi da mensa di produzione campana. I reperti della dotazione di bordo forniscono interessanti dati sull'organizzazione del commercio navale romano. Elemento centrale dell'allestimento è la ricostruzione in scala naturale dello spaccato dello scafo, con 202 anfore, che mostra nei dettagli il sistema di stivaggio.

La Maddalena-Nino Lamboglia sulla nave Daino con cui conduce nel 1958 le prime indagini sul giacimento dell'Isola di Spargi La Maddalena-Ingresso del Museo Archeologico Navale dedicato a Nino Lamboglia La Maddalena-Museo Archeologico Navale dedicato a Nino Lamboglia: anfore vinarie romane

La piccola frazione Vigna Grande e proseguendo verso nord il Villaggio Piras

Ritornati sulla strada panoramica, percorsi poco più di altri cento metri, prendiamo a sinistra la strada che, in trecentocinquanta metri, ci porta alla piccola frazione Vigna Grande (altezza metri 27, distanza 3.5 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti), subito ad ovest del bacino artificiale.

Proseguendo lungo la panoramica, che è la SP91, dopo circa un chilometro e duecento metri, troviamo una deviazione sulla destra chiamata, appunto, strada del Villaggio Piras, che ci porta nella frazione Villaggio Piras (altezza metri 20, distanza 5.1 chilometri, abitanti circa 127), una importante località turistica della costa occidentale dell'Isola. Presa, alla destra della strada del Villaggio Piras, dopo cinquecento metri, la via Cala Grande, che prosegue sul Lungomare Piras, e che ci porta, in meno di duecentocinquanta metri, a vedere sulla sinistra della strada la spiaggia Piras.

La Maddalena-Villaggio Piras: la spiaggia di PirasAll'interno dell'ampio centro abitato si apre sulla costa una piccola insenatura nella quale si trova la piccola spiaggia Piras. Si tratta di una piccola spiaggia con sabbia a grani medi colore chiaro, protetta alle due estremità dalla piccola scogliera in roccia granitica di colore scuro, ricoperta dalla macchia mediterranea. Il mare trasparente si presenta di colore verde smeraldo con sfumature d'azzurro, che si intensificano man mano che ci si allontana dalla costa. Ha un fondale medio basso e prevalentemente sabbioso. Non sono presenti servizi direttamente sulla spiaggia.

La Chiesa di Stella Maris nel Villaggio Piras

La Maddalena-Villaggio Piras: la Chiesa di Stella MarisArrivati sulla strada panoramica che ci ha portato al Villaggio Piras, cento metri prima della strada del Villaggio Piras, prendiamo, sempre verso destra, il viale Giuseppe Branca, che porta nella zona sud del villaggio Piras. Lo seguiamo per quasi cinquecento metri, poi prendiamo a sinistra la strada, in cento metri prendiamo a sinistra e, dopo una sessantina di metri, di nuovo a sinsitra, la strada che ci porta alla Chiesa di Stella Maris nel Villaggio Piras. Costruita su una collina, questa piccola Chiesa rappresenta e ricorda i valori della cristianità nella zona turistico residenziale del villaggio. Di forma triangolare, semicoperta, sopraelevata, la sua costruzione, su progetto dell'architetto belga Roger Goeders, è iniziata nel 1968. Nel 1989 si è avuta la sistemazione dei pavimenti, degli intonaci e della vetrata raffigurante il Cristo crocefisso. L'altare in granito è stato collocato nel 1995, con una pala in bronzo in bassorilievo raffigurante l'ultima cena, Opera del 1995 dello scultore Innocenzo Vigoroso.

La Cala dello Spalmatore con la sua bella spiaggia

Tornati sulla strada panoramica, percorsi circa Novecentocinquanta metri, raggiungiamo la Cala dello Spalmatore. Tra le diverse cale, questa è la più bella, che dà il suo nome alla strada panoramica.

La Maddalena-L'insenatura di Cala dello Spalmatore La Maddalena-Cala dello Spalmatore in primavera La Maddalena-Cala dello Spalmatore in primavera

Al centro della Cala c'è la spiaggia di Spalmatore, distinta in spiaggia di Spalatore ovest e spiaggia di Spalmatore est, che sono separate da un pontile. Si tratta di una spiaggia di sabbia chiara, dominata da due promontori che la proteggono dai venti, orlata da una verde macchia mediterrane a da pittoresche rocce rosa modellate dal vento e dal mare. Il litorale è bagnato da un mare azzurro, cristallino e straordinariamente trasparente, con fondali bassi che digradano dolcemente verso il largo. La spiaggia è ben attrezzata ed offre bar, ristoranti e la possibilità di noleggio pedalò. Per la sua bellezza ed i servizi che offre, è spesso sovraffollata.

La Maddalena-La spiaggia di Spalmatore est La Maddalena-La spiaggia di Spalmatore est La Maddalena-La spiaggia di Spalmatore est La Maddalena-La spiaggia di Spalmatore ovest

La spiaggia della Baia di Spalmatore è stata insignita, nel 2012, anche della Bandiera Blu della Federazione Europea dell'Ambiente, che celebra non solo le migliori spiagge del nostro paese, ma anche quelle con i maggiori servizi sul territorio. La spiaggia offre, infatti, diversi servizi per i bagnanti, bar, ristorante, molo, è anche attrezzata per accogliere i disabili, ma è molto affollata in alta stagione.

La Maddalena-La Batteria SpalmatoreCirca trecentocinquanta metri prima della Cala dello Spalmatore, una sterrata sulla destra porta ad abitazioni chiamate Case Ferraccio, dove passiamo davanti a terre di privati, per giungere ad una casermetta mimetizzata nel granito, dalla quale parte una galleria molto lunga piena di riservette munizioni, che porta alla Batteria Spalmatore. Si tratta di una batteria antiaerea, che occupa la punta a nord est della cala. Le piazzole e le strutture militari sono scavate e inglobate nel granito, molto belle sono le scalinate, le gallerie e le postazioni scavate nella roccia viva.

Proseguendo lungo la strada in direzione nord, verso abitazioni chiamate Case Ferrari, seguiamo la strada che si collega a Porto Massimo, e prendiamo una sterrata un pò dissestata che si dirige verso est. Qui, a quota 84 metri, c'è la stazione detta Vedetta Guardia del Turco, con alcuni fabbricati militari. La zona è raggiungibile solo arrampicandosi tra le rocce taglienti e gli arbusti graffianti, dato che il sentiero principale è scomparso. I ricoveri sono prossimi al crollo definitivo. Il posto di vedetta era ancora attivo nel 1943.

La frazione Porto Massimo con la sua spiaggia

La Maddalena-L'insenatura di Cala Lunga o di Porto MassimoLa Maddalena-Il porticciolo turistico di Porto MassimoProseguendo lungo la strada panoramica di Spalmatore, a un chilometro e mezzo dalla Cala dello Spalmatore, arriviamo all'insenatura di Cala Lunga, detta anche Cala di Porto Massimo, nella quale è presente la frazione Porto Massimo (altezza metri 25, distanza 7.4 chilometri, abitanti circa 5). In questa frazione è stato realizzato l'insediamento turistico di Porto Massimo, un villaggio turistico residenziale realizzato attorno a un piccolo porto. Nel centro turistico si possono trovare tutti i servizi come il bar, il ristorante, il market, l'edicola ecc. All'interno della cala, si trova la spiaggia di Porto Massimo, e la chiude verso sinistra, ossia verso nord, un porticciolo turistico privato di Porto Massimo, che offre buoni approdi ed attrezzature moderne.

La Maddalena-La spiaggia di Porto MassimoLa spiaggia che si trova nall'insenatura di Cala Lunga viene chiamata più spesso spiaggia di Porto Massimo, piuttosto che spiaggia di Cala Lunga. La spiaggia è collocata proprio nell'insenatura, all'ingresso del centro turistico, ed è una piccola spiaggia caratterizzata da sabbia chiara a grani medi, con la presenza di qualche masso e di una bellissima scogliera di roccia granitica di colore dorato, che si tuffa in un mare cristallino stupendo, dai colori tra il verde smeraldo e l'azzurro, con striature di turchese. Ha un fondale basso e prevalentemente sabbioso. È immersa nel verde della macchia mediterranea e nei suoi aromi. Piuttosto riparata dai venti e mediamente frequentata durante il periodo estivo.

Passata la Punta Marginetto arriviamo al porticciolo turistico di Stagno Torto ed alla spiaggia del Cardellino

La Maddalena-La Batteria MarginettoSuperato Porto Massimo, attraversiamo il promontorio a nord dell'Isola che termina con la Punta Marginetto, e ci portiamo sul lato nord occidentale dell'Isola. Arriviamo, quindi, nei pressi del reperto bellico della Batteria Marginetto, che può essere ammirata, in località di Marginetto, dalla strada che porta all'ingresso secondario della frazione Porto Massimo. Si trova poco distante dal tratto di costa detta Stagno Torto, dopo la quale incontriamo altre piccole baie e insenature. A cinquecento metri dall'insenatura di Cala Lunga, la strada panoramica, che assume il nome di strada della Regione Guardia del Turco, ci porta a superare il piccolo porticciolo turistico privato di Stagno Torto.

La Maddalena-L'insenatura di Marginetto La Maddalena-Il porticciolo di Marginetto La Maddalena-Piccole cale e insenature lungo la costa

Proseguendo lungo la strada panoramica, settecento metri più avanti arriviamo a vedere, alla destra della strada, la spiaggia del Cardellino, davanti alla quale si può ammirare l'isolotto del Cardellino.

La Maddalena-La spiaggia del CardellinoLa spiaggia del Cardellino si trova proprio di fronte all'isolotto omonimo, immersa in un mix di roccia granitica e macchia mediterranea. Si tratta di una spiaggia caretterizzata da sabbia chiara a grani fini, priva di posidonie, con la presenza di ciottoli e scogli levigati sia sull'arenile e sia in acqua. Il bellissimo mare cristallino ha una bellissima policromia comprendente le tonalità dell'azzurro e del verde smeraldo, che conferiscono a questo mare un fascino senza eguali. Ha un fondale basso e sabbioso. Alle sue spalle è protetta dalla consueta macchia mediterranea, piuttosto rigogliosa in tutto l'arcipelago. È mediamente frequentata nel periodo estivo.

I Monti d'Arena con l'omonima spiaggia

Da qui in poi inizia un lunghissimo litorale, e poco più avanti, a quattrocento metri di distanza, troviamo la deviazione sulla destra che ci porta ai Monti d'Arena, ossia dei monti di sabbia, con la loro bella spiaggia.

Qui si trova la spiaggia dei Monti d'Arena. Come dice il nome, qui il granito è stato minutamente triturato dal violento vento di maestrale formando grandi depositi e dune sabbiose. La spiaggia è caratterizzata da una distesa di sabbia dorata chiara, piuttosto fine, priva di posidonie e compatta. Si affaccia in un bellissimo mare cristallino, di un colore tra l'azzurro ed il verde smeraldo. Il fondale è basso e sabbioso. Sono presenti scogli che rendono il paesaggio mozzafiato. Sul lato destro della spiaggia, vi è un particolare che da il nome alla spiaggia, ovvero la presenza di una piccola duna o montagna di sabbia alta quasi dieci metri, che la rendono un luogo assolutamente incantevole. La spiaggia è circondata dalla macchia mediterranea e risulta mediamente frequentata durante il periodo estivo.

La Maddalena-La spiaggia dei Monti d'Arena La Maddalena-La spiaggia dei Monti d'Arena La Maddalena-La spiaggia dei Monti d'Arena La Maddalena-La spiaggia dei Monti d'Arena La Maddalena-La costa dei Monti d'Arena

Sul promontorio di Abbatoggia a Punta Cannone si trova il villaggio vacanze del Touring Club Italiano

Proseguendo sulla strada panoramica, che ora assume il nome di strada della Regione Abbatoggia, a novecento metri dalla deviazione che ci ha portato ai Monti d'Arena, si incontra sulla destra una diramazione verso nord ovest che ci porta sul promontorio di Abbatoggia, che raggiunge l'estremo nord occidentale dell'Isola e termina con la Punta Abbatoggia. La radice del nome Abbatoggia (in maddalenino Patogghja), significa acqua, e quindi abbeveratoio. Nella zona era praticato l'allevamento ed esistevano diversi punti di raccolta d'acqua.

Qui, subito sulla destra della strada, in una località chiamata Punta Cannone, sui resti della Batteria di Punta Cannone, è stato realizzato il villaggio vacanze del Touring Club Italiano, con i bungalow mimetizzati nella macchia mediterranea, comodi, spaziosi, puliti, lo staff professionale e cordiale.

La Maddalena-La spiaggia provata del villaggio vacanze del Touring Club ItalianoIl villaggio vacanze del Touring Club Italiano dispone di una spiaggia privata, di sabbia bianca, che è raggiungibile percorrendo apposite stradine o pavimentazioni. Nella spiaggia è presente un bar e un piccolo porticciolo per attracco delle barche a vela, che portano a visitare le isole dell'arcipelago o le bocche di Bonifacio. In essa si svolgono diverse attività, oltre a prendere il sole in riva al mare.

La spiaggia di Abbatoggia est

Proseguendo lungo la strada sterrata che porta sul promontorio di Abbatoggia, troviamo, sulla sinistra della strada, il Camping Abbatoggia. I servizi di bar e ristorazione sono garantiti dal Camping, che organizza in molte serate anche Feste a tema di vario genere. All'incrocio che porta al campeggio, sulla destra, ossia verso est, si trova una strada chiusa da una sbarra, che porta alla spiaggia di Abbatoggia est.

La Maddalena-La spiaggia di Albatoggia estLa spiaggia di Abbatoggia est è caratterizzata da sabbia chiara molto fine, protetta ai suoi margini da una piccola scogliera. Il mare trasparente ha un fondale basso e sabbioso, con la presenza di qualche scoglio sulla parte sinistra. Ha dei colori tra l'azzurro ed il verde, davvero affascinanti. La parte retrostante la spiaggia è dominata dalla macchia mediterranea. Sulla spiaggia è possibile affittare ombrelloni e lettini. Vi è il Campeggio nelle vicinanze che organizza svariate attività.

La spiaggetta de Lo Strangolato

Dopo il campeggio, proseguiamo verso nord lungo la strada sterrata principale, in direzione della Punta Abbatoggia, in una zona ricca di spiagge e calette. Sulla destra della strada troviamo la spiaggia de Lo Strangolato, una piccola spiaggia ideale meta degli appassionati di snorkeling grazie ai suoi splendidi fondali e alle acque turchesi e trasparenti, che si trova vicino alla punta del promontorio, lungo la sua costa orientale. Il nome della cittadina Lo Strangolato, malgrado il nome suggerisca storie drammatiche, in realtà sta ad indicare una strettoia o, come in questo caso, l'istmo.

La Maddalena-La spiaggia dello StrangolatoLa spiaggia de Lo Strangolato è una spiaggia molto interessante, con dei bellissimi colori, a partire da quelli del mare cristallino che si presenta di un verde smeraldo con sfumature d'azzurro, ed un fondale basso e sabbioso. La spiaggia è caratterizzata da sabbia fine e chiara, circondata dalla macchia mediterranea e delimitata a sud e a nord dalla scogliera granitica. Gli scogli davanti alla spiaggia rendono lo scenario affascinante. Mediamente frequentata durante il periodo estivo. Non lontano dalla spiaggia è situato il Campeggio ben attrezzato.

Arriviamo alla Punta Abbatoggia poi lungo il lato occidentale del promontorio troviamo la spiaggia dell'Uomo Morto

Per chi è amante del trekking, dal parcheggio, che delimita la fine della strada, si possono intraprendere dei sentieri naturali che portano alla estremità della località, conosciuta come Punta Abbatoggia, in cui è presente una scogliera veramente affascinate.

Riprendiamo la strada sterrata all'indietro per visitare la costa occidentale del promontorio di Abbatoggia. Un poco più avanti, proprio alla base del promontorio, troviamo una prima deviazione, sulla destra della strada, che ci porta alla spiaggia dell'Uomo Morto, il cui nome deriva dal fatto che, come altre zone a ponente, anche questa spiaggia ha ricevuto, negli anni della Prima Guerra Mondiale, un cadavere portato dalle onde. Era un soldato tedesco, a giudicare da ciò che rimaneva della divisa, al quale Antonuccio Ornano diede doverosa sepoltura con un tumulo rudimentale di pietre a secco ed una croce di legno. Da allora periodicamente qualcuno si incarica di ripristinare la croce e i bambini che vanno a fare il bagno in questa spiaggia continuano a portare fiori sulla tomba di pietre.

La Maddalena-La spiaggia dell'Uomo MortoLa spiaggia dell'Uomo Morto, che si trova lungo la costa occidentale del promontorio, la si può notare dalla strada guardando in basso verso la sinistra. Si tratta di una graziosa spiaggia con sabbia chiara e fine, compatta e calda al tatto, con la presenza di scogli levigati affioranti dall'arenile, che rendono la spiaggia molto attraente. Il bellissimo mare cristallino è caratterizzato da dei colori tra l'azzurro ed il turchese, con un fondale basso e sabbioso, l'ideale per godere di una giornata al mare in tranquillità. Alle spalle della spiaggia, una ricca macchia mediterranea domina il paesaggio. Mediamente frequentata durante il periodo estivo, nelle vicinanze della spiaggia è presente il campeggio.

La spiaggia di Abbatoggia ovest

Proseguendo lungo la strada sterrata verso sud, arriviamo di nuovo al Camping Abbatoggia. All'incrocio che porta al campeggio, sulla destra, ossia verso ovest, si trova una strada che porta alla piccola spiaggia di Abbatoggia ovest, la quale si trova proprio di fronte all'isola di Abbatoggia, posizionata ad ovest rispetto alla costa.

La Maddalena-La spiaggia di Albatoggia ovestLa piccola spiaggia di Abbatoggia ovest è caratterizzata da sabbia chiara molto fine, protetta ai suoi margini da una piccola scogliera. Il mare trasparente ha un fondale basso e sabbioso, con la presenza di qualche scoglio. Ha dei colori tra l'azzurro ed il verde, davvero affascinanti. La parte retrostante la spiaggia è dominata dalla macchia mediterranea, e dalle strutture del campeggio, con lo spazio riservato ai camper ed alle automobili. Vi è il Campeggio nelle vicinanze che organizza svariate attività.

Ritornati sulla strada panoramica arrivimo alla Cala Maiore con la spiaggia di Bassa Trinita

La Maddalena-La grande insenatura di Cala MaioreRitornati sulla strada panoramica, evitiamo la deviazione per il promontorio di Punta Abbatoggia, e torniamo sulla strada che percorre da nord a sud la costa occidentale dell'Isola. Proseguendo dopo la deviazione, prendiamo una strada verso destra, in direzione sud ovest, che in un chilometro ci porta alla vasta insenatura denominata Cala Maiore, con le più belle dune dell'arcipelago. Qui, all'interno dell'insenatura, si trova la spiaggia di Bassa Trinita.

La Maddalena-La spiaggia di Bassa TrinitaLa spiaggia di Bassa Trinita, senza la a accentata finale, che forma tre distinte calette, offre un arenile abbastanza esteso, costituito da una distesa di sabbia fine e bianca, orlata da pietre particolari per la loro forma modellata dal vento, che si affaccia su un mare mare verde azzurro, poco profondo. Affollata in alta stagione, è sicuramente, la spiaggia più suggestiva nell'isola della Maddalena. Dalla spiaggia lo sguardo si apre su uno splendido panorama, che si apre verso le altre isole minori, Spargi, Budelli, Razzoli e Santa Maria.

La frazione Sualeddu di La Maddalena

Torniamo indietro sulla strada panoramica nel punto dove avevamo preso la deviazione prima per il promontorio di Abbatoggia ed in seguito quella per la Cala Maiore. Qui proseguiamo sulla panoramica, che è la SP91, verso sud, ed, in un chilometro e cento metri, una piccola deviazione sulla sinistra ci porta a raggiungere la frazione Sualeddu (altezza metri 36, distanza 3.3 chilometri, abitanti circa 40).

La Chiesa della Santissima Trinità a Collo Piano ed a nord i resti dell'Opera Batteria Trinita

Percorsi ancora circa centotrenta metri sulla SP91, questa si immette sulla SP53 proveniente dalla Cala di Spalmatore, che prendiamo verso destra, ossia verso sud ovest, dove assume il nome di strada della Regione di Guardia Vecchia. Percorsi circa ottocento metri, prendiamo una deviazione sulla destra che ci fa salire in poche decine di metri sul cosiddetto monte Millelire, in località Collo Piano, oggi chiamata zona Trinità, a nord di dove oggi si trova il Cimitero, che si raggiunge prendendo una deviazione alla sinistra della strada, che ce lo fa raggiungere in trecentocinquanta metri.

La Maddalena-Chiesa della Santissima Trinità a Collo PianoSul monte Millelire sorge la Chiesa della Santissima Trinita, edificata nel 1778, che conserva all'interno molti ex voto donati soprattutto da pescatori e naviganti. La Chiesa era dedicata a Santa Maria Maddalena, ed era diventata parrocchia nell'anno della sua edificazione. Successivamente, in seguito al graduale spostamento della popolazione dall'interno dell'Isola verso sud, nella zona di Cala Gavetta, si è resa necessaria dopo il 1780 la costruzione di una nuova Chiesa, che diviene la Chiesa parrocchiale della città e viene intitolata alla Maddalena, mentre la Chiesa di Collo Piano viene dedicata alla Santissima Trinità. La Maddalena-La Festa della Santissima TrinitàLa Festa della Santissima Trinita si celebra tra il 20 e il 22 di luglio. La ricorrenza viene preceduta da una doppia processione, che accompagna il gruppo statuario della Santissima Trinità alla Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena, seguita qualche giorno dopo dal ritorno della stessa statua alla Chiesetta campestre, la più antica dell'Isola. Il gruppo statuario è stato donato nel 1927 dalla famiglia Mascagni, proprietaria dei magazzini Bancarotta, alla città di La Maddalena, ed è stato tenuto per molti anni in parrocchia, fino a che, dal dopoguerra, è conservato stabilmente nella Chiesa dell Santissima Trinità.

La Maddalena-L'Opera o Batteria TrinitaProseguendo oltre la Chiesa, verso nord, si arriva ai resti dell'Opera Trinita, che si trova nord dell'Opera Guardia Vecchia che vedremo più avanti, ed alla distanza di circa mille metri, che era una ridotta ad aiuto di Guardia Vecchia edificata sull'altura della Trinita, uno scoglio che si alza oltre venti metri sul piano sottostante. Questa posizione, di quota 139 metri, era importantissima, giacché da essa si dominava parte della Cala d'Inferno, dell'Abbatoggia e di Stagno Torto, nonché tutti i versanti verso il canale della Moneta. In conseguenza, si è costruita una cinta in pietrame grossa nonché due ricoveri capaci di ricoverare venti uomini ed un sottufficiale, e ripostigli per le cariche ed una cisterna.

La frazione Stazzo Villa ed una deviazione alla frazione Punta Villa con i resti dell'Opera Punta Villa

Evitando la deviazione per la Chiesa e proseguendo, invece, sulla strada della Regione di Guardia Vecchia, dopo centocinquanta metri prendiamo una deviazione verso nord ovest che, in poco più di un chilometro, ci porta alla grande frazione Stazzo Villa (altezza metri 90, distanza 3.5 chilometri, abitanti circa 11), nella quale è presente il Villaggio Trinità, con numerose abitazioni residenziali.

Proseguiamo sulla strada panoramica, dopo circa cinquecento metri, prendiamo una deviazione sulla sinistra che, in Ottocentocinquanta metri, ci porta, superato il Cimitero de La Maddalena che avevamo già visitato, a raggiungere la frazione Punta Villa (altezza metri 76, distanza 2.2 chilometri, abitanti circa 38). Qui, ad est dell'Opera Guardia Vecchia che vedremo più avanti, ed alla distanza di circa mille metri da essa, ad una quota 108 metri, è sata edificata tra il 1888 ed il 1889 l'Opera Punta Villa, che era una ridotta ad aiuto di Guardia Vecchia, armata con cannoni di piccolo calibro per battere la sottostante campagna fino al canale Moneta. E, dato che la distanza della Punta Villa dalla bocca del canale Moneta è di soli tre chilometri, e che l'azione degli obici, sul mare largo, supera i quattro chilometri, era più che sufficiente allo scopo. L'Opera è posta dietro al Cimitero ed è diventata area privata, non visitabile, dato che molte persone hanno preso possesso della fortezza facendola diventare la propria abitazione.

La frazione Guardia Vecchia con il Forte San Vittorio e con l'Opera Guardia Vecchia

Percorso ancora poco meno di un chilometro sulla strada della Regione di Guardia Vecchia, che ora assume il nome di SP114, troviamo una deviazione sulla destra che, in circa centocinquanta metri, ci fa raggiungere la frazione Guardia Vecchia (altezza metri 129, distanza 1.6 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti).

La Maddalena-Il Forte San Vittorio soprannominato anche Forte della Guardia VecchiaAlla destra dell'abitato si trova il grande Forte San Vittorio, soprannominato anche della Guardia Vecchia, che si trova sul punto più alto dell'Isola, sul Colle di Guardia Vecchia, a 146 metri di altezza. Uno dei primi costruiti nell'arcipelago da parte dei Piemontesi, che dal 1767 occupano militarmente l'isola, allo scopo di proteggere dall'alto tutte le batterie e i forti dell'Isola, che, altrimenti, sarebbero stati esposti agli attacchi dalla parte più debole, e a quello di mettere l'isola al coperto da un eventuale colpo di mano. Aveva forma ottagonale, ad un solo piano contenente due camere, tre piccoli magazzini adibiti a deposito di attrezzi, viveri e polveri, e due sotterranei. La camera destinata ad alloggio del comandante del presidio era costruita in modo tale che, in tempo di guerra, vi si potesse portare un cannone, mentre l'altra era destinata al corpo di guardia. Usato fin dalla fine del diciottesimo secolo oltre che come postazione di difesa anche come prigione, in esso è stato recluso il cagliaritano Vincenzo Sulis, capopopolo della rivolta antisavoia del 1794. Dal 1887 il Forte ha subito profonde trasformazioni, ed oggi è la sede di un centro di telecomunicazioni della Marina Militare.

Sul pianoro a nord del vecchio Forte San Vittorio, alla quota 152 metri, nel periodo compreso tra la fine dell'800 ed i primi anni del 900 viene realizzata l'Opera Guardia Vecchia, una batteria per obici a due facce, l'una rivolta a levante, con un settore di tiro orizzontale che comprende le bocche del canale Moneta sino a tutto l'ancoraggio di Santo Stefano, e l'altra rivolta a ponente, con lo stesso settore di tiro comprendente dalla bocca a nord del canale degli Spargi fino all'ancoraggio di Mezzo Schifo.

La fortificazione denominata Opera Colmi dalla quale raggiungiamo la Cala d'Inferno con la sua spiaggia

Un poco più avanti, si trova una deviazione sulla sinistra che ci porta direttamente all'abitato de La Maddalena. Prendiamo invece la SP114 verso destra, che rientra verso l'interno e, dalla strada panoramica dei Colmi, grazie ad un comodo sentiero a sinistra, prima del gruppo di case noto come Case Chinelli, si trovano i resti della stazione di Vedetta Puntiglione, a quota 143 metri.

Proseguendo sempre in senso antiorario, dopo un chilometro e ottocento metri arriviamo alla Punta dei Colmi, dove, alla sinistra della strada, sorge la fortificazione militare denominata Opera Colmi, costruita nel periodo compreso tra la fine dell'800 ed i primi anni del 900. Questa Batteria militare, edificata con funzione di sbarramento, è sicuramente una delle più belle dell'Isola, e da essa si ha una veduta panoramica che spazia dalle isole Spargi, Santa Maria, Budelli e Razzoli, alla Corsica.

La Maddalena-La Batteria Opera Colmi La Maddalena-La Batteria Opera Colmi La Maddalena-Veduta della costa dall'alto dell'Opera Colmi

Da qui, una stradicciola verso il mare ci porta alla scogliera prospiciente, dove si apre l'insenatura denominata Cala d'Inferno. Al centro della Cala si trova la spiaggia di Cala d'Inferno, alla quale si arriva percorrendo dalla scogliera, a piedi, un sentiero che porta alla spiaggia sottostante.

La Maddalena-La spiaggia di Cala d'InfernoLa spiaggia di Cala d'Inferno è una piccola spiaggia di colore chiaro, con sabbia a grani medio fini, molto compatta, con la presenza di qualche ciottolo e masso levigato. Il mare ha un fondale medio basso, di un colore tra il verde e l'azzurro. La spiaggia è circondata dalla scogliera di rocce granitiche e dalla florida macchia mediterranea. Leggermente esposta ai venti da nord, è poco frequentata anche nei mesi estivi. Non sono presenti servizi in questa spiaggia.

Il promontorio di Punta Carlotto con la Batteria Carlotto e le spiagge della Cala Carlotto

La Maddalena-Il fortino militare denominato Batteria CarlottoProseguendo verso sud dopo la Batteria Opera Colmi, la SP114 prosegue in discesa e, dopo un chilometro e ottocento metri, preso il primo svincolo sulla destra, ci permette di raggiungere in Ottocentocinquanta metri la località Carlotto, dove si trova una spiazzo per il parcheggio, alla cui destra è presente il fortino militare denominato Batteria Carlotto. Il complesso è costituito da una banchina molto ben protetta da tutti i venti, da una caserma costruita in modo tradizionale e, dietro questa, sulle rocce a mare, dalle postazioni antiaeree mimetizzate.

A nord del promontorio di Punta Carlotto, sul quale si trova la Batteria Carlotto, tra questo ed il sovrastante promontorio che termina in mare con Ponta Testiccioli, si apre l'ampia insenatura della Cala Carlotto, nella quale si trovano due piccole spiaggette, a sud la spiaggetta di Cala Francese ed a nord la spiaggetta di Punta Testiccioli.

La Maddalena-La spiaggetta di Cala FranceseA sud dell'insenatura si trova la spiaggetta di Cala Francese, raggiungibile poco prima del termine della strada che porta alla Batteria Carlotto, prendendo un sentiero che prosegue verso destra. Prende il nome dalla Cala Francese, dato che si trova all'altro lato, verso sud, del promontorio di Punta Carlotto, al di là della quale promontorio si apre l'ampia Cala Francese. La spiaggetta è caratterizzata da un mare cristallino con fondali molto belli, con molte rocce modellate dal vento e dall'acqua, e con brevi tratti di spiaggia.

La Maddalena-La spiaggetta di Punta TesticcioliA nord dell'insenatura, proprio sotto il promontorio che termina con Punta Testiccioli, si trova la piccolissima spiaggetta di Punta Testiccioli, raggiungibile anch'essa prime del termine della strada che ci ha portato alla Batteria Carlotto, dalla spiaggetta di Cala Francese prendendo un sentiero che sale molto più a nord. Si tratta di una piccola spiaggia racchiusa dalla roccia granitica che la protegge in parte dai venti, con la sabbia chiara a grani medi, con la presenza di qualche scoglio sia in riva che nell'acqua. Il bellissimo mare trasparente ha un fondale basso e sabbioso, privo di posidonie, con un colore azzurro e turchese. Alle spalle della spiaggia si snoda sulla roccia bianca granitica, la macchia mediterranea.

Dalla Chiesa della Madonnetta scendiamo alla spiaggia della Madonnetta

Tornando alla Batteria Carlotto, al termine della strada, arrivati allo spiazzo, imbocchiamo sulla sinistra una strada bianca che ci porta a un altro spiazzo destinato al parcheggio, che si apre sulla costa sottostante e sulla ampia Cala Francese.

La Maddalena-Il piccolo Santuario chiamato la Chiesa della MadonnettaLungo la strada che dallo spiazzo porta alla costa, prendiamo una deviazione sulla destra che ci porta, in circa duecentocinquanta metri, a vedere, su una lingua di roccia, il bianco profilo della Chiesa della Madonnetta, detta anche della Madonnina di Cala Francese, piccola Cappella ex voto che risale alla fine dell'800 quando un pescatore di aragoste scampato ad un naufragio, per ringraziare la Madonna, le dedicò un quadretto che pose tra le rocce. Oggi il quadretto è sostituito da una statuetta conservata all'interno del Santuario, e che ogni primo maggio attira molti maddalenini e turisti nella Festa della Madonnetta, con pranzo all'aperto o all'interno delle batterie militari e nel pomeriggio i riti religiosi in onore della Madonna. È il punto più a ovest della Maddalena, esposto alle raffiche del ponente e del maestrale, che soffia violento dalle coste della Francia.

Percorsi meno di cento metri verso la Chiesa della Madonnetta, dalla strada prendiamo un sentiero sulla sinistra, che si dirige verso sud, e che ci porta alla spiaggia sottostante, detta spiaggia della Madonnetta.

La Maddalena-La spiaggia della MadonnettaScendendo dal parcheggio verso sud lungo un sentiero sterrato, che ci porta diretti alla piccola  spiaggia della Madonnetta e ad altre calette mozzafiato. La spiaggia della Madonnetta si trova nella parte settentrionale della Cala Francese, ed è una piccola spiaggia ben riparata dal vento, racchiusa da rocce di granito, caratterizzata da sabbia chiara a grani medi, con un mare cristallino.

La frazione Cala Francese con la sua cava e con l'ampia insenatura di Cala Francese

Torniamo indietro dalla Cala Carlotto e torniamo sulla SP114, ossia sulla strada della Regione Nido d'Aquila, che seguiamo per settecento metri, poi prendiamo una deviazione sulla destra, che si dirige verso nord ovest, e che, in cinquecento metri, ci porta alla frazione Cala Francese (altezza metri 15, distanza 3.2 chilometri, abitanti circa 14). La frazione si apre su un'ampia insenatura, chiamata appunto la Cala Francese, un luogo riparato dal vento di maestrale nel quale si trovano spiaggette costituita da piccolissimi lembi di sabbia. Come abbiamo già detto, nella penisoletta a nord della baia si trova la Cappella della Madonnina, venerata dai pescatori.

La Maddalena-La Cava FranceseIn essa si trova l'importante cava di granito ormai dismessa, chiamata Cava Francese, nella quale, dalla seconda metà dell'800, si è iniziato ad estrarre il granito, che è stato utilizzato tra l'altro per costruire il monumento Ismailia sul canale di Suez, il porto di Genova e quello di Alessandria d'Egitto, il ponte Palatino, le spallette del Lungotevere a Roma, ed il monumento a Don Guzmao nella città di Santos in Brasile. La cava ha funzionato fino alla Seconda Guerra Mondiale, ed ancor oggi è possibile visitarla ammirando i vecchi macchinari, sia pure logorati dal tempo.

La Cala del Nido d'Aquila con l'Opera Nido d'Aquila

La Maddalena-La Cala Nido d'AquilaProseguendo sulla SP114, ossia sulla strada della Regione Nido d'Aquila, in meno di cinquecento metri raggiungiamo, nella parte meridionale dell'Isola, la località La Crocetta, che si apre sull'insenatura di Cala Nido d'Aquila, un tratto di costa che si trova alla destra della strada, ed è caratterizzato da un'ampia distesa di candido granito levigato. All'interno dell'ampia insenatura si trovano molti moli di attracco per barche e gommoni.

La Maddalena-Il forte denominato Opera Nido d'AquilaAlle spalle della Punta Nido d'Aquila, che chiude ad ovest l'insenatura, si erge l'imponente fortificazione denominata Opera Nido d'Aquila, edificata tra il 1886 ed il 1889 per il munizionamento, la protezione e un'azione antiflotta. Sul fianco sinistro della Batteria ed un poco indietro, sorge una casermetta a un solo piano con copertura leggera, in grado di ricoverare 46 uomini nonché i sottufficiali e due ufficiali, che, inoltre, contiene la stazione fotoelettrica, il cui riflettore è stato posizionato sul culmine della roccia a ponente, ove si é costruito il casotto con il ricovero, nonché il piano inclinato per trasportare il riflettore sul posto di funzionamento.

La Punta Tegge con l'Opera Punta Tegge, con la sua spiaggia e con lo scoglio bianco

La Cala Nido d'Aquila è chiusa ad est da un promontorio che si sviluppa nel mare, e che è chiamato Punta Tegge, che si trova all'estremo sud-occidentale dell'Isola.

La Maddalena-Il forte denominato Opera Punta TeggeAl centro della Punta Tegge si trovano i resti della struttura militare chiamata Opera Punta Tegge, costruita anch'essa tra il 1886 ed il 1889 dietro un grande scoglio che la copre dal largo per non essere vista dal mare, che aveva a disposizione sei cannoni, i quali sono conservati ancor oggi all'interno della batteria. Dall'insediamento militare si può godere di un panorama affascinante che da sull'arcipelago e sulla scogliera di Tegge caratterizzata da delle rocce granitiche piatte di fronte ad un mare cristallino.

Sul lato orientale del promontorio di Punta Tegge si trova la spiaggia di Punta Tegge.

La Maddalena-Spiaggia di Punta TeggeSul lato orientale del promontorio di Punta Tegge, si trova la spiaggia di Punta Tegge, molto frequentata, che permette un facile accesso alle persone disabili. Sul luogo si trova anche un punto di ristoro, che costituisce uno dei ritrovi notturni extraurbani più frequentati dai giovani. La spiaggia di Punta Tegge è stata insignita, nel 2012, anche della Bandiera Blu della Federazione Europea dell'Ambiente, che celebra non solo le migliori spiagge del nostro paese, ma anche quelle con i maggiori servizi sul territorio.

La Maddalena-Lo Scoglio BiancoNel mare, proprio di fronte alla Punta Tegge, si trova lo Scoglio Bianco, uno scoglio sul quale sorge una struttura colonnare, ossia un cippo in granito, eretto nel 1888. Lo scoglio segna un punto della rete trigonometrica impiantata dall'Istituto Geografico Militare, ossia dall'IGM, per determinarne la posizione mediante sistema GPS. La rete trigonometrica è costituita da punti geodetici, simili alle vecchie pietre miliari romane, costituiti da un basamento orizzontale in cemento e un cippo cilindrico leggermente appuntito in alto.

Il Forte di Santa Teresa detto anche Sant'Elmo o Tegge

La Maddalena-Il Forte di Santa Teresa detto anche Sant'Elmo o TeggeSul lato sinistro della SP114 si erge il Forte di Santa Teresa, detto anche Sant'Elmo o Tegge, che risale al diciannovesimo secolo, edificato a scopo di difesa. Uno dei primi costruiti nell'arcipelago da parte dei Piemontesi, nasce posteriormente al 1793 perché durante l'attacco francese non esisteva ancora. Fu proprio quell'occasione a dimostrare la necessita di armare la Punta Tegge per difendere l'accesso occidentale alla rada, ed infatti, il 22 febbraio 1793, dopo che la flotta francese, passata indenne nel canale fra Punta Sardegna e La Maddalena, getta le ancore nel canale di Mezzoschifo, si rende necessario impiantare proprio a Tegge una batteria, che riesce, grazie ad un nutrito bombardamento a palle infuocate, a costringere l'ammiraglia francese a battere in ritirata e cercare riparo verso la Cala di Villamarina. Divenuta di proprietà privata già dalla meta del Novecento, il Forte viene abbandonato ed appare oggi in rovina.

La Villa Webber in cui fu tenuto prigioniero Mussolini

La Maddalena-La Villa Webber in cui fu tenuto prigioniero MussoliniProseguendo sulla SP114, percorriamo ancora quattrocento metri da dove abbiamo preso le deviazioni per Punta Tegge e per il Forte di Santa Teresa, e troviamo la deviazione sulla sinistra in via Don Vico, la percorriamo per trecentocinquanta metri, ed arriviamo in uno spiazzo, dove, un cancello chiuso sulla destra, ci porterebbe a visitare, dopo trecentocinquanta metri, la Villa Webber. Costruita a fine '800 su un promontorio in località Padule, deve il nome al suo primo proprietario, l’inglese James Phillipps Webber, che la fa costruire in un raffinato e un pò improbabile stile moresco-italiano. Webber lascia l'Australia dove si era arricchito con una proficua attività agricola, dopo aver venduto tutte le sue tenute, e dopo un lungo viaggio attraverso la Cina, per arrivare in Inghilterra, da dove inizia a viaggiare per il Mediterraneo fino a giungere a La Maddalena, dove arriva nel 1855, e qui vive per 25 anni, fino alla sua morte. L'attuale pineta non è in gran parte quella originaria, difatti, a causa di un incendio doloso avvenuto in una notte di fine estate del 1865, il boschetto del Webber viene quasi completamente bruciato ed è necessario ripristinarlo dopo qualche anno. Dell'incendio i sospetti cadono sopra Natale Beretta, che per questo si dà per quattro anni nella macchia impenetrabile dell'Isola di Spargi, creando la leggenda del bandito imprendibile, fino a che non viene celebrato il processo che, grazie a particolari testimoniane, lo assolve. Di certo sappiamo che Webber è un ricco commerciante, amante dell’arte e della cultura, ed all’interno della villa si trovavano mobili e soprammobili preziosi, dipinti d’autore e una grande collezione di libri. La villa viene abitata fino al 1928, poi parte degli arredi vengono messi all’asta, finché nel 1943, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, viene requisita dallo Stato Regio Italiano, per diventare provvisoriamente una prigione per Benito Mussolini, che vi viene nascosto dal 7 al 27 agosto 1943 prima di essere trasferito sul Gran Sasso, dove tenterà di suicidarsi tagliandosi le vene, per poi essere liberato dai tedeschi.

Torniamo all'abitato de La Maddalena

La Maddalena-Spiaggia di Punta NeraDa qui la strada panoramica segue la linea di costa e, passata Punta Nera, ci riporta al centro abitato. Sulla costa si trovano diverse spiaggette e piccoli moli di attracco per piccole imbarcazioni, e tra questi citiamo la piccola spiaggia di Punta Nera, ubicata all'inizio del lungomare di via Padule, ossia della SP114, raggiungibile anche direttamente dal centro abitato in automobile.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, visitata l'isola de La Maddalena, ci recheremo a visitare l'isola di Caprera, che è stata l'ultima dimora e il luogo della morte di Giuseppe Garibaldi.


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