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Gadoni il paese più a sud della Barbagia di Belvì, che visitamo con la sua frazione Funtana Raminosa

In questa tappa del nostro viaggio proseguiamo la visita della Barbagia di Belvì recandoci a Gadoni, il paese più a sud di questa Regione, che visiteremo con la sua frazione Funtana Raminosa.

La Regione storica della Barbagia di Belvì

La Barbagia di BelvìLa Barbagia di Belvì (nome in lingua sarda Barbàgia de Brevìe), chiamata anche Barbagia centrale, è una Regione storica della Sardegna centrale. Corrisponde alla parte centrale della Barbagia e si trova tra le regioni del Mandrolisai a nord, il Sarcidano e la Barbagia di Seulo a sud. In periodo giudicale ha fatto parte del Giudicato d'Arborea del quale costituiva una Curatoria. È una delle regioni della Barbagia che fu meno sottoposto all'egemonia dei feudatari, a parte qualche tentativo sfociato in insurrezioni popolari. Fino alla metà del 1700 il paese chiamato Belvì era, infatti, governato da un rappresentante scelto tra i capifamiglia. Della Barbagia di Belvì fanno parte i comuni di Aritzo, Belvì, Gadoni e Meana Sardo.

Visualizza la mappa In viaggio verso Gadoni

Usciamo da Aritzo lungo la SS295 in direzione sud ovest, e, a 2,2 chilometri dalla piazza de S'Erriu, alla Cantoniera Cossatzu, prendiamo a sinistra la SP8 verso sud, che dopo poco più di sette chilometri, ci porta all'interno dell'abitato di Gadoni. Dal Municipio di Aritzo a quello di Gadoni abbiamo percorso 9,8 chilometri.

Gadoni, il paese più a sud della Barbagia di Belvì Informazioni turistiche

Aritzo-Veduta dell'abitatoGadoni-Stemma del comuneIl paese chiamato Gadoni (altezza metri 696, abitanti 897 all'1 gennaio 2011 comprese le frazioni) è un piccolo Comune di montagna agricolo e minerario situato nella parte sud occidentale della Provincia di Nuoro, sui monti della Barbagia Belvì. L'abitato si distende sul fianco di una montagna, in posizione dominante sulla piccola valle di un ruscello affluente del Flumendosa. Nei dintorni di Gadoni è interessante il paesaggio dei tacchi calcarei affacciato sulla valle del Flumendosa, dall'aspetto particolarmente selvaggio, ed il fiume stesso presenta un paesaggio interessante, con le sue cascate, i suoi laghi e boschi, costituiendo una valida attrazione per un discreto numero di visitatori. Degna di essere visitata è, inoltre, la Miniera di rame di Funtana Raminosa, oggi diventata un vero e proprio Museo a cielo aperto, cui si giunge percorrendo la strada vecchia per Seulo, alla quale è legata la storia di Gadoni.

Origine del nome

Il nome della cittadina non ha una chiara origine, ma è, molto probabilmente, da attribuire allo strato linguistico protosardo, e secondo alcuni la denominazione potrebbe derivare dal nome mitologico Adone, o dal Fenicio Gad Adon, ad indicare la fortuna di Dio.

La sua economia

Gadoni ha un'economia basata sull'agricoltura e sulla zootecnia. Il settore primario dell'agricoltura è presente con la coltivazione di cereali, foraggi, vite, ulivi, frutteti, in particolare di ciliegi. È presente anche l'allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. L'industria è poco sviluppata, ed a livello artigianale si producono pregiati oggetti in legno di noce, articoli in tessuti lavorati a mano, ed uno squisito miele. Gadoni-Tappeto tipico di Gadoni chiamato «Sa Burra»Tra gli oggetti tipici dell'artigianato di Gadoni, come anche di Sarule, è Sa Burra, il tappeto tradizionale del paese, dove gli splendidi colori si preparano in modo naturale con la cottura di diverse erbe. Fatto completamente di lana, inizialmente veniva usato come coperta per ripararsi dal freddo nelle rigide notti invernali, ed in seguito, con la messa in commercio di materiali più leggeri, da coperta pesante è diventato un tappeto sottotavolo. Il tappeto viene usato ancora oggi per adornare i davanzali delle finestre o i balconi durante le processioni di Corpus Domini o nelle manifestazioni religiose più importanti.

Brevi cenni storici

Il territorio nel quale sorge l'abitato di Gadoni viene frequentato sin dall'età preistorica, e la sua zona minararia viene già sfruttata in epoca nuragica, poi in epoca Fenicia e romana. Secondo la tradizione popolare, in età medioevale, nella prima metà del quindicesimo secolo, un pastore o latitante di nome Cadoni, del paese chiamato Arzana in Ogliastra, si sarebbe stabilito, con il suo bestiame, in località Mamarulu, che oggi è Giru e Jossu, e da questo avrebbe avuto origine l'abitato, il cui dialetto ed i cui usi e costumi rimangono molto simili a quelli di Arzana. Secondo altri, la denominazione potrebbe derivare dalle risposte del pastore arzanese ai suoi conterranei, relative al buono stato del suo bestiame, che rispondeva «Gaudiu Onu», cioè godo di buona fortuna, frase che è ancora oggi in uso. Comunque, Gadoni, in epoca medievale, viene compresa nel Giudicato d'Arborea, nella curatoria della Barbagia di Meana. Nel 1410 passa sotto il governo del marchesato di Oristano, ed in seguito viene incorporata nella contea di Santa Sofia. Ceduta dagli Aragonesi in feudo a Raffaele Lostia, rimane sotto la giurisdizione della sua famiglia fino al 1839, anno della definitiva abolizione del sistema feudale. Durante il Regno d'Italia, del Comune di Gadoni, nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. In periodo repubblicano, in tempi più recenti, Gadoni diviene molto importante per la produzione di rame, estratto a partire dal dopoguerra dalla Miniera di Funtana Raminosa, che ha rappresentato il giacimento più importante d'Italia. L'apertura della miniera produce notevole ricchezza per gli abitanti del circondario, ma determina il parziale abbandono delle coltivazioni, e una conseguente parziale perdita delle conoscenze che per secoli hanno reso il paese importante per tutto il circondario. La successiva chiusura della miniera, alla fine degli anni '80 del Novecento, ed i successivi fallimenti dei tentativi di riutilizzo delle sue strutture, creano un forte disagio economico, determinando la continua emigrazione dei residenti verso la penisola. La storia di Gadoni è, quindi, fortemente legata alla Miniera di rame di Funtana Raminosa, oggi diventata un vero e proprio Museo a cielo aperto.

Alcuni dei principali personaggi che sono nati a Gadoni

Tra i principali personaggi nati a Gadoni, non si può ignorare l'ottocentesco bandito Michele Moro, detto torracorte.

L'arresto dei banditi Michele Moro e Liberato OnanoA Gadoni, intorno al 1846, nasce Michele Moro, detto Tottacorte, che diventa presto uno dei fuorilegge più temuti e ricercati, e verrà definito da Giulio Bechi il fosco patriarca dei banditi del Campidano. Si da alla macchia il 2 marzo del 1881, per sottrarsi all'esecuzione di un mandato di cattura emesso nei suoi confronti per un tentato omicidio. Qualche mese dopo colleziona un secondo ordine di arresto per aver partecipato, in territorio di Aritzo, a una bardana, un reato diffuso in Sardegna nel'Ottocento, che consisteva in una vera e propria cavalcata di decine di uomini armati che di notte convergevano su un villaggio, o un ricco stazzo, per saccheggiarlo facendo razzia di bestiame e beni, uccidendo chi si opponeva. Nel marzo 1882 viene alcuni Carabinieri tentano di fermarlo, ma lui, dopo un furioso corpo a corpo, riesce a farla franca, e per questo episodio viene condannato in contumacia a 4 anni e 7 mesi di carcere. Il 13 aprile viene accusato di stupro, ma anche questa volta riesce ad evitare la galera, ed a luglio viene riconosciuto tra un gruppo di malviventi che hanno commesso una grassazione. Il 15 giugno del 1884 gli viene addebitato un omicidio, e, nel 1886, arriva l'accusa di estorsione aggravata e continuata. Il 6 aprile 1893viene accusato di rapina in banda armata. Sulla sua testa viene posta una taglia di 5mila lire. Negli ultimi anni della sua latitanza Michele Moro inizia a frequentare un'altro grande fuorilegge, Liberato Onano, più noto come Liberau, di Aritzo, con il quale commette una serie lunga serie di crimini. Vengono catturati tutti e due il 26 agosto del 1899, dai Carabinieri del capitano Manai, nelle campagne di Aritzo.

Le principali Feste e Sagre che si svolgono a Gadoni

Gadoni-Sfilata dell'Associazione Culturale Gruppo Folk Santa BarbarGadoni ha un gruppo folk, fondato nel 1974 ed ora costituito in forma di associazione culturale, che si chiama Associazione Culturale Gruppo Folk Santa Barbara di Gadoni, che prende il nome dalla Santa protettrice dei minatori, e vi è anche, da qualche anno, un coro polifonico, anche questo costituito in forma di associazione culturale, denominato Boghes de Gaudiu 'Onu. A Gadoni non si svolgono particolari manifestazioni culturali o ricreative, ma nelle poche festività si può assistere alle esibizioni della popolazione nei suoi costumi tradizionali. Tra le principali Sagre e festività che si svolgono a Gadoni vanno citate, il 16 e il 17 gennaio, la Festa di Sant'Antonio Abate, con l'accensione del grande falò; il 29 luglio la Festa di Santa Marta; il 15 agosto la Festa di Maria Vergine Assunta, che è la Santa patrona del paese; la Festa di Nostra Signora di Bauzzoni si svolge l'ultima domenica di maggio con il pellegrinaggio a piedi sedici chilometri fino a questa Cappella campestre, e si ripete l'ultima domenica di settembre; l'1 ed il 2 novembre si svolge il rito de Is Fraccheras; il 4 dicembre la Festa di Santa Barbara, nella Miniera di Funtana Raminosa.

Il rito de Is Fraccheras

Gadoni-rito de «Is Fraccheras»In occasione della ricorrenza del 1 e 2 novembre, da qualche tempo nella piazza IV Novembre viene riproposto il rito di Is Fraccheras con lo scopo di recuperare la memoria collettiva legata al suo svolgimento. Un tempo, prima del 2 novembre, i gadonesi si recavano in campagna a raccogliere rami di S'Iscraria, ossia di asfodelo, e Sa Feurra, ossia di ferula. L'utilizzo dell'asfodelo risale all'antichità classica, quando era considerato il fiore tipico dei morti, e secondo Omero le ombre dei morti si aggirano in prati di asfodelo. I rami, una volta seccati, venivano uniti in fascine lunghe dai due ai quattro metri, dal diametro dai trenta ai cinquanta centimetri, che erano chiamati Sa Fracchera, il cui nome deriva dal latino Fracca o Flacula, ossia fiamma o fiaccola. Infatti, all'imbrunire, veniva dato fuoco ad un'estremità della fascina, che i partecipanti al rito dovevano portare per le vie del paese senza lasciarla spegnere, ed era considerato abile chi riusciva a rientrare con la fascina consumata quasi completamente. Sembra che il significato di questo rito fosse quello di condurre fuori dall'abitato le anime erranti dei defunti che, seguendo la luce delle fiamme, lasciavano il paese.

Visualizza la mappa Visita del centro del paese

Gadoni-Tipica casa del centro storicoL'abitato di Gadoni, che si trova in posizione dominante sulla valle del Flumendosa con un andamento tipicamente collinare, è stato nel tempo interessato da una forte espansione edilizia. Provenendo da Atzara, entriamo in Gadoni da nord, con la SP8 che, all'interno del paese, assume il nome di via Umberto I. La via Umberto I percorre da nord a sud tutto l'abitato di Gadoni, uscendo a sud in direzione di Seulo, paese che, pur trovandosi in Provincia di Cagliari, è il principale centro della Barbagia di Seulo.

Il Campo da Calcio ed il Cimitero di Gadoni

Prima di entrare nell'abitato, dalla via Umberto I prendiamo sulla destra, seguendo le indicazioni per Seulo, la via Sandro Pertini, dalla quale prendiamo la prima a destra, che, in centosettanta metri, ci porta al Campo da Calcio di Gadoni.

Proseguiamo un'ottantina di metri sulla via Umberto I, troviamo sulla sinistra un rialzo sul quale si trova il Cimitero di Gadoni, al quale si accede da due scalinate, una alla destra e l'altra alla sinistra dell'ingresso.

Il monumento al minatore

Un tempo Gadoni è stata molto importante la produzione del rame, estratto dalla Miniera di Funtana Raminosa, che ha rappresentato il giacimento più importante d'Italia. Seguiamo il corso Umberto I che ci porta nel centro storico di Gadoni, e, dopo quattrocento metri troviamo sulla sinistra, prima del civico 53, una piazzetta, nella quale si trova il monumento al minatore di Gadoni.

Il Municipio di Gadoni

Proseguendo in direzione sud ovest lungo il corso, lo seguiamo per circa centocinquanta metri, poi prendiamo sulla destra la via Santa Maria. Subito all'inizio, alla destra della strada, al civico numero 1, si trova l'edificio che ospita la sede e gli uffici del Municipio di Gadoni.

La Chiesa parrocchiale di Maria Vergine Assunta

Proseguendo lungo corso Umberto I, al civico numero 117, arriviamo alla Chiesa dedicata a Maria Vergine Assunta, che è la Chiesa Parrocchaile di Gadoni. La Chiesa è stata realizzata nel tredicesimo secolo in stile tardo romanico, realizzata con un'unica navata, alla quale sono state aggiunte nel 1303 due navate laterali, che comprendono sei cappelle. È valorizzata all'interno da pregevoli tavole situare nel retro dell'altare principale. L'alta facciata rettangolare ospita il bellissimo portone ligneo ad arco acuto in stile gotico aragonese, sovrastato da un rosone circolare vetrato. Sul retro della Chiesa si eleva l'imponente e massiccio campanile a canna quadrata, realizzato in pietra, alleggerito da quattro monofore semicircolari nelle quali sono poste le campane. La torre campanaria è conclusa da un'elegante cupoletta dorata con croce. Nonostante le numerose rielaborazioni, la Chiesa conserva ancora l'abside e il bel portale originari.

Gadoni: la Chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta Gadoni: la Chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta: pregevoli tavole dietro l'altare principale Gadoni: la Chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta: la imponente torre campanaria

A Gadoni la Festa di Maria Vergine Assunta, che è la Festa patronale del paese, si svolge il 15 di agosto, con la lunga processione religiosa della popolazione nelle vie del paese, la sfilata degli uomini a cavallo e delle donne nei costumi tradizionali, ed i riti religiosi, che sono seguiti da numerose manifestazioni civili.

La ex Chiesa parrocchiale di Santa Marta

Gadoni: la Chiesa di Santa MartaSiamo entrati a Gadoni e, passata la deviazione per il Campo da Calcio, proseguiamo per quaranta metri sul corso Umberto I, poi, a un bivio, prendiamo sulla sinistra il viale Europa, che seguiamo per cinquecentocinquanta metri. Svoltiamo a sinistra e imbocchiamo la via Laracuddu che, in poche decine di metri, ci porta sul fianco della Chiesa di Santa Marta, la più grande del paese, consacrata nel 1526, che è stata la parrocchiale del paese. La ex parrocchiale di Santa Marta si trova all'interno di un ampio e curato giardino, preceduto da una breve scalinata e rialzato rispetto al piano stradale. Costruita interamente in pietra, è caratterizzata da un'alta facciata rettangolare con un bel portale del sedicesimo secolo, sovrastato da una lunetta e inserito in una cornice di mattoncini rossi. Il prospetto a capanna è abbellito da una cornice in mattoncini rossi su cui spicca una semplice croce. Le pareti laterali dell'edificio sono alleggerite da monofore ogivali, mentre nel lato destro è posta una piccola campana. É stata ristrutturata e completamente riedificata nel 1950, e riconsacrata nel 1985.

Presso questa Chiesa si svolge, tra il 28 e il 30 di luglio, la Festa di Santa Marta, con la processione religiosa, la sfilata degli uomini a cavallo e delle donne nei costumi tradizionali, il ballo in Piazza, le gare di improvvisazione poetica, e tutto quanto troviamo nelle manifestazioni popolari in Barbagia.

Visualizza la mappa Nei dintorni di Gadoni

Nei dintorni di Gadoni sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe Piscia Quaddu, che è un Nuraghe di una tipologia indefinita.

La frazione denominata Funtana Raminosa

La presenza di giacimenti minerari a Gadoni è conosciuta da tempi molto antichi. Del Comune di Gadoni fa parte anche la frazione di Funtana Raminosa (altezza metri 488, distanza circa 9,6 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti), che costituiva la sua frazione mineraria. La si raggiunge prendendo verso sud da Gadoni la SP8 che si segue per circa tre chilometri, poi, seguendo le indicazioni, si prende a destra la strada che si segue per circa tre chilometri, poi si prosegue verso sinistra su questa strada evitando la deviazione in una sterrata sulla destra, dopo 3,8 chilometri si seguono le indicazioni svoltando a sinistra nella strada che conduce all'interno dell'area mineraria. Fino a pochi anni fa l'economia di Gadoni era basata sulla Miniera di rame di Funtana Raminosa, presente nei dintorni del paese, che è stata, per molto tempo, il più importante giacimento minerario italiano. L'insediamento si sviluppa lungo la strada principale e presenta palazzine a schiera, con la direzione presente su un'altura sovrastante gli impianti minerari. È interessante una visita, soprattutto alle gallerie La Fenicia e La romana ed agli impianti dalla Laveria, che presenta una serie di volumi sfalsati e digradanti, con tetti a spioventi e funzionali aperture. Vicino, l'impianto di Flottazione ha una struttura ad andamento verticale, affiancata da serbatoi cilindrici. La Miniera di Funtana Raminosa ha raggiunto il suo massimo sviluppo negli anni '60, quando occupava circa 150 addetti. Poi, alla fine degli anni '80, è iniziato il suo lento declino. In seguito gli impianti sono stati smantellati e i locali della miniera sono stati utilizzati per altre attività industriali, come la lavorazione delle fibre di carbonio, ed oggi la zona mineraria, completamente ristrutturata, è visitabile, ma esclusivamente su prenotazione. La miniera fa parte del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall'UNESCO.

Gadoni-Resti della Miniera di rame di Funtana Raminosa Gadoni: la Cappella dedicata a Santa Barbara nella Miniera di rame di Funtana Raminosa

All'interno dell'insediamento di Funtana Raminosa si trova una Cappella scavata nella rocca e dedicata a Santa Barbara, protettrice dei minatori, che viene festeggiata il 4 dicembre, con la suggestiva celebrazione della Festa di Santa Barbara all'interno della Miniera di Funtana Raminosa, a cui partecipa tutta la popolazione.

La Cappella dedicata alla Nostra Signora di Bauzzoni

Gadoni: la Cappella dedicata alla Nostra Signora di BauzzoniRiprendendo la strada che ci ha portato a Funtana Raminosa, la seguiamo per 3,8 chilometri, poi svoltiamo a sinistra in una strada bianca che, dopo un paio di chilometri, ci porta alla piccola Cappella dedicata alla Madonna di Bauzzoni o Bau Zoni, una piccola Cappella costituita da quattro pali in legno che sostengono una copertura a capanna, anch'essa in legno. Sotto la copertura è presente la statua della Madonna. La Festa di Nostra Signora di Bauzzoni si svolge l'ultima domenica di maggio con il pellegrinaggio a piedi sedici chilometri fino a questa Cappella campestre, e si ripete l'ultima domenica di settembre.

Lungo la valle del Flumendosa

Gadoni: la valle del FlumendosaGadoni è un paese decisamente ricco di numerosi aspetti naturalistici e geologici, che lo rendono davvero unico per la ricchezza e la varietà dei paesaggi, la suggestione che sanno suscitare gli strapiombi e le suggestive gole scavate nel tempo dal fiume Flumendosa. Lungo la SP8, che è la strada che collega Gadoni a Seulo, si trova, a pochi chilometri dal paese, il ponte sul Flumendosa, che sovrasta uno dei fiumi più importanti della Sardegna, in una vallata ricca di boschi di lecci, roverelle, sugherelle e macchia mediterranea.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, risaliremo da Gadoni verso nord per visitare il Mandrolisai. Ci recheremo a Tonara, famosa per il suo torrone e per avere dato i natali a Peppino Mereu, dove vistiamo l'abitato ed i suoi dintorni, con i numerosi siti archeologici.


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