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Le altre isole dell'arcipelago de La Maddalena, quelle di Santo Stefano, Spargi, Budelli, Razzoli e Santa Maria

In questa tappa del nostro viaggio, dopo avere visitato l'isola de La Maddalena e Caprera, ci recheremo a visitare le altre isole dell'arcipelago de La Maddalena. Vedremo l'isola di Santo Stefano e Spargi, ci recheremo poi a Budelli, Razzoli e Santa Maria. Vedremo anche gli altri isolotti dell'arcipelago.

La Regione storica della Gallura

La Regione storica della GalluraLa Regione storica della Gallura (nome in gallurese Gaddùra, in lingua sarda Caddùra) occupa l'estremità nord orientale dell'Isola, delimitata a sud dal massiccio granitico del monte Limbara, a sud ovest dal corso inferiore del fiume Coghinas, a sud est dal Monte Nieddu nei comuni di San Teodoro e Budoni. È stata, nell'alto periodo medioevale, uno dei quattro Giudicali Sardi. Principale risorsa economica di questa Regione è il turismo, sviluppatosi a seguito della realizzazione del famoso insediamento turistico de!la Costa Smeralda, oltre all'industria del sughero e del granito, nelle quali ha raggiunto primati a livello internazionale. I comuni che ne fanno parte sono Aggius, Aglientu, Arzachena, Badesi, Bortigiadas, Calangianus, Golfo Aranci, La Maddalena, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Luras, Olbia, Palau, Sant'Antonio di Gallura, Santa Teresa Gallura, San Teodoro, Telti, Tempio Pausania, Trinità d'Agultu e Vignola, Viddalba. In Gallura si parla il Gallurese, che è di ceppo toscano ed ha forti analogie con il còrso, è infatti molto simile al dialetto parlato nel distrello di Sarlene nel sud della Corsica, ma conserva alcuni influssi derivanti dal logudorese, che era parlato nel territorio antecedentemente, durante il periodo giudicale.

Visualizza la mappa L'arcipelago de La Maddalena

Arcipelago de La Maddalena-Veduta aereaL'arcipelago di La Maddalena è composto da 23 isole. Le più grandi sono La Maddalena e Caprera, mentre le minori sono le isole Spargi, Santo Stefano, Santa Maria, Razzoli e Budelli. Le altre sono molto piccole o addirittura semplici scogli. Tranne La Maddalena e Caprera, le isole dell'arcipelago sono raggiungibili solo con imbarcazioni private, e sono quasi del tutto disabitate. L'isola de La Maddalena e Caprera sono state descritte nelle pagine precedenti, in questa descriviamo le altre isole dell'arcipelago.

Cinque VeleNel 2017 Legambiente, attore protagonista dell'ambientalismo italiano, con le rilevazioni effettuate dalla sua Goletta Verde, e con la collaborazione del Touring Club Italiano, ha assegnato il riconoscimento di 5 Vele al comprensorio della Gallura e del Parco Nazionale dell'Arcipelago della Maddalena. I parametri considerati per l'assegnazione delle vele sono la qualità delle acque di balneazione, efficacia della raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione delle risorse idriche, la presenza di aree pedonali, efficienza dei servizi, la valorizzazione del paesaggio e delle produzioni locali.


Visualizza la mappa L'isola Santo Stefano Informazioni turistiche

Santo Stefano-Arrivo sull'isola di Santo StefanoL'isola Santo Stefano, con una superficie di 3 km², è la quarta per dimensioni dell'arcipelago, si trova sul tragitto tra Palau e La Maddalena, a sud di qust'ultima, ed ha la forma di un triangolo di formazione granitica di colore rosa e bianco, che si affaccia su un mare color smeraldo, specie sul versante meridionale prospiciente a Capo d'Orso. La cima più alta, il Monte Zucchero, raggiunge una quota di 101 metri. L'isola è precorsa da diverse strade, che la percorrono e permettono di visitarne tutte le principali costiere, ed una strada la attraversa anche da nord verso sud. L'isola è ben individuabile grazie alla presenza, sull'isolotto Roma che si trova lungo la sua costa occidentale, della piccola colonna dedicata alle corazzate Roma, Da Noli e Vivaldi, affondate nelle acque dello stretto durante il secondo conflitto mondiale.

Brevi ceni storici

Alla fine del '700 sull'isola di Santo Stefano i sardo Piemontese costruiscono, a scopo difensivo, le Opere denominate torre Casamattata e Forte San Giorgio. Il progresso tecnico nel campo dell'aviazione rende queste Opere vulnerabili ad un attacco aereo, nascono così, tra la prima e la Seconda Guerra Mondiale, le batterie più periferiche, edificate normalmente in calcestruzzo e ricoperte poi da massi di granito, e nell'isola di Santo Stefano viene costruita la Batteria di Punta dello Zucchero. Nel 1972, il governo Andreotti, concede agli USA di impiegare una zona della base navale della Marina Militare situata nella parte orientale dell'Isola per ospitarvi una base militare navale di appoggio per sommergibili a propulsione nucleare, che è stata dismessa il 25 gennaio 2008.

Visita dell'Isola Santo Stefano partendo dal Porto di Vela Marina o Villamarina

Isola di Santo Stefano-La Cala di Vela Marina o VillamarinaAll'isola Santo Stefano si arriva via mare da La Maddalena, sbarcando nel Porto di Vela Marina o Villamarina, situato nell'insenatura di Cala di Vela Marina, che si incunea sulla costa meridionale, chiusa ad est dalla Punta Vela Marina che costituisce il punto più a sud dell'Isola. La grande scogliera granitica di colore rossastro, sormontata dalla macchia mediterranea, rende affascinante la Cala di Vela Marina, che si presenta con un mare limpido, dal fondale di media profondità e dai colori tra il blu ed il turchese.

Isola di Santo Stefano-La spiaggia di Cala di Vela MarinaLa piccola spiaggia di Cala Villamarina è situata all'interno di questa lunga cala, ed è caratterizzata da un arenile con sabbia ambrata a grani grossi, e la persenza di qualche ciottolo levigato. La spiaggia è piuttosto riparata dai venti e mediamente frequentata durante il periodo estivo. La spiaggia è raggiungibile solamente via mare, e non sono presenti servizi su questa spiaggia.

La cava di granito di Villamarina

Sbarcando alla banchina di Villamarina, la strada militare sulla destra, che si dirige verso nord est, conduce alla vecchia Cava di Villamarina, ora abbandonata, residuo dell'attività estrattiva del granito. La cava viene aperta alla fine dell'800 dal maddalenino Francesco Susini, ed acquistata nel 1924 dall'imprenditore genovese Schiappacasse, che investe nella produzione, impiegando circa 80 operai. Passata di proprietà della famiglia Serra, dopo la Seconda Guerra Mondiale, negli anni '50, la cava viene chiusa a causa dell'incidenza dei costi.

Al suo interno si può vedere il busto di una enorme statua di Costanzo Ciano, l'ufficiale di marina che partecipò alla Beffa di Buccari di dannunziana memoria, ma anche padre di Galeazzo, genero di Mussolini e Ministro degli Affari esteri dal 1936 al 1942. Costanzo Ciano è stato una figura di primo piano fra i gerarchi fascisti, tanto che il regime decise di dedicargli un mausoleo, con una statua commissionata da Benito Mussolini e realizzata nel 1943 dallo scultore Arturo Dazzi. La statua avrebbe dovuto essere alta ben tredici metri, dedicata al comandante livornese, ed avrebbe dovuto rendere più solenne il mausoleo eretto nella sua Città di origine, sulle colline del Monte Burrone.

Isola di Santo Stefano-La cava di granito di Villamarina Isola di Santo Stefano-La cava di granito di Villamarina: resti del busto di Costanzo Ciano

La Batteria di Punta dello Zucchero

Proseguendo lungo questa strada militare, si raggiunge la Punta dello Zucchero, ossia la sommià del Monte Zucchero, il più alto dell'Isola, che raggiunge una quota di 101 metri.

Su di esso si trovano i resti della Batteria di Punta dello Zucchero, con le sue originali postazioni antiaeree, che è stata armata solo alcuni giorni prima dell'armistizio dell'8 settembre, ed è stata, forse, l'ultima fortificazione costruita durante la Seconda Guerra Mondiale. I resti della Batteria si trovano ad est del Monte Zucchero, all'interno dell'area soggetta a servitù militare, non è quindi visitabile.

Lungo la costa sud occidentale dell'Isola il Forte La torre con la spiaggia sottostante

Dal porto di Villamarina prendiamo la strada che ci porta verso nord, che è la strada principale dell'Isola, che la percorre tutta, da sud a nord est. Qui, dopo poco meno di cinquecento metri, prendiamo la strada a sinistra, e ci dirigiamo verso l'ex villaggio Valtour. Poi, dopo quattrocento metri, invece di procedere verso il villaggio, prendiamo a sinistra una strada che ci fa raggiungere la costa meridionale.

Isola di Santo Stefano-Forte La torreQui, dopo trecento metri, all'altezza degli Impianti Sportivi di Santo Stefano che comprendono campi da tennis e di pallacanestro, un viottolo sulla sinistra ci porta al Forte La torre di Villa Marina, noto anche come la torre Casamatta o torre Napoleonica, che è stata una tra le prime fortificazioni compiute dai Savoia dopo l'occupazione militare l'arcipelago, risalente al giugno 1773, il cui scopo era di svolgere attività antiflotta e farne una base di appoggio alle navi della regia Marina Sarda. La torre ha ospitato per tre giorni Napoleone, che era stato posto in fuga da pochi ardimentosi marinai di Vittorio Amedeo III, ed in seguito ha contributo alla difesa dei vascelli di Nelson, per lungo tempo rimasti ancorati sotto la protezione dei suoi cannoni. La torre ha pianta quadrata ed è coronata da un fossato, per cui per entrare è necessario passare sul ponte levatoio. Ai quattro lati, altrettanti piccoli sotterranei ai quali si accede discendendo le scale. Al piano terreno vi sono due camere, e dalla piccola camera a mezzo di scala si sale al primo piano nella quale c'è la sala del presidio e la cucina. Sopra il primo piano si trova la terrazza, alla quale si accede per mezzo di un'altra scaletta, e nella quale vi è anche una cisterna per la raccolta e conservazione dell'acqua.

La spiaggia del Forte La torre

Sulla costa, sotto il Forte La torre, si trova la spiaggia del Forte La torre, che si raggiunge proseguendo il viottolo che ci ha portato al Forte, fino a raggiungere la costa.

La spiaggia del Forte La torre è situata nella parte meridionale dell段sola di Santo Stefano. È una piccola e stretta spiaggia con sabbia medio fine e chiara, l'acqua azzurra, con fondali profondi e sabbiosi, e con scogliere ai suoi lati. La spiaggia è dominata dall'alto dal Forte la torre, fatto edificare dai Savoia per la difesa dell'arcipelago. Non esistono servizi su questa piccola spiaggia, che è raggiungibile solo dal mare.

Isola di Santo Stefano-La spiaggia del Forte La torre Isola di Santo Stefano-La spiaggia del Forte La torre

La Punta San Giorgio all'estremo sud occidentale dell'Isola

Ritornati indietro dal viottolo sulla sinistra e proseguendo lungo la strada che porta a sud, dopo poco più di duecento metri la strada termina in una bella insenatura, chiusa sulla sinistra dalla Punta San Giorgio, all'estremo sud occidentale dell'Isola.

La costa occidentale con il Forte San Giorgio

Ritornati sulla strada che ci farà arrivare all'ex villaggio Valtour, percorriamo ancora cinquanta metri, e troviamo un viottolo sulla sinistra che ci porta al Forte San Giorgio.

Isola di Santo Stefano-Forte San GiorgioIl Forte San Giorgio è stato edificato dai Savoia nel 1773, e viene chiamato comunemente Forte di Napoleone, in quanto, durante il famoso attacco all'arcipelago del 23 febbraio 1793, il generale corso se ne è impossessato e da lì ha diretto i bombardamenti contro il centro del La Maddalena. Il Forte, eretto in una posizione oltremodo elevata rispetto al livello del mare giustificata dai compiti che doveva assolvere, concorreva, con quello di Santa Teresa, a battere il mare fra la costa della Sardegna e le isole di Santo Stefano e La Maddalena, a proteggere le comunicazioni fra l'isola madre e quest'ultima e a rinforzare, assieme alla torre, l'occupazione stabile dell'Isola di Santo Stefano. Al piano terra vi era un piccolo corpo di guardia, percorrendo un angusto corridoio si arrivava a due malsani sotterranei di ridotte dimensioni, comunicanti fra loro, adibiti a prigione o magazzini, e ad un altro locale, più grande, destinato a quartiere per i soldati e gli ufficiali. Attraverso una rampa di scala si accedeva al piazzale sul quale insistevano una piccola camera ed una polveriera.

Arriviamo al villaggio Valtour ed alla spiaggia del Pesce

Isola di Santo Stefano-Santo Stefano ResortRitornati indietro dal viottolo sulla sinistra, prosegiamo per circa cinquecento metri verso la costa occidentale, che dà verso La Maddalena, e qui troviamo l'ex villaggio Valtour, oggi noto come Santo Stefano Resort, che è l'unico insediamento turistico dell'Isola, nel quale è possibile godere della buona cucina sarda, italiana ed internazionale, delle attività e dell'animazione dello staff, e del relax che offre la struttura. Dopo il crack della Valtur, sono arrivati altri due colossi delle vacanze, l'Uvet e la Best Tours, a gestire il villaggio di Santo Stefano che rischiava di restare chiuso per tutta la stagione. Il villaggio ha riaperto nel 2013, solo a stagione iniziata, ed ha regalato di nuovo ai suoi ospiti la sensazione di aver conosciuto una porzione di paradiso.  

Il villaggio si affaccia su una bella baia sabbiosa, al centro della quale si trova la spiaggia del Pesce, che è la più bella e la più famosa spiaggia dell'Isola di Santo Stefano. La spiaggia è raggiungibile anche via mare, mediante il servizio turistico con i barconi che partono da La Maddalena e da Palau.

Isola di Santo Stefano-La spiaggia del PesceLa spiaggia del Pesce, situata nel lato occidentale dell' isola di Santo Stefano, è una bella spiaggia caratterizzata da sabbia bianca piuttosto fine e compatta. Il mare cristallino ha una bellissima tonalità di azzurro e turchese cangianti, con un bellissimo fondale esotico, basso e sabbioso. Davanti alla spiaggia vi è il piccolo isolotto Roma, che rende il paesaggio naturale ancora più affascinante. La spiaggia risulta mediamente frequentata durante il periodo estivo. Nel promontorio a sud, svetta la roccia granitica e la macchia mediterranea.

Santo Stefano-La spiaggia del Pesce vista dal mare Santo Stefano-La spiaggia del Pesce vista dal mare

L'isolotto Roma

A pochi metri dalla costa occidentale in direzione sud, quasi a proteggere la cala, si trova l'isolotto Roma detto anche isolotto della Paura, un'isolotto con piccole spiagge, alto venti metri, brullo, che protegge la bella ansa sabbiosa dove sorge il Santo Stefano Resort. L'isoletta prende il nome della corazzata Roma, affondata con i cacciatorpedinieri Vivaldi e Da Noli, dai bombardieri tedeschi nel 1943, quando la guerra era già finita. A ricordo, per ricordare i 1.352 morti, è stata eretta sull'isolotto della paura presso Santo Stefano una colonna granitica decorata da un gruppo bronzeo dello scultore Fontana, rappresentante la Procellaria, il grande uccello nero e bianco che vola sfiorando le onde e nidifica sulle scogliere.

Isola di Santo Stefano-L'isolotto Roma Isola di Santo Stefano-isolotto Roma: spiaggetta sull'isolotto Roma Isola di Santo Stefano-isolotto Roma: la colonna in ricorso dei caduti del mare

Nel 2012 è stata venduta a un impenditore privato una porzione dell'Isola di Santo Stefano

Torniamo indietro fino alla Cala di Vela Marina e riprendiamo la strada che ci porta verso nord ovest, che è la strada principale dell'Isola, che la percorre tutta, da sud a nord est. Percorsi quattrocentocinquanta metri da dove avevamo preso la strada verso sinistra che ci ha portato al Santo Stefano Resort, prendiamo una deviazione sulla sinistra e proseguiamo fino alla costa.

Isola di Santo Stefano-La Cala acquistata nel 2012 dalla Solution SeaQui si trova la Cala La Fumata, con una piccola spiaggia e con il suo molo, che sono stati venduti nel 2012 alla società Solution Sea, che appartiene per le quote di maggioranza all'imprenditore romano Giorgio Alfredo Uccellini, e che è specializzate nell'esercizio di servizi armatoriali e marittimi. Considerata la vicinanza del terreno acquistato con il Santo Stefano Resort, è probabile che i villeggianti potranno avere a disposizione un'escursione diretta nella caletta.

Nel maggio del 2012 un altro pezzo di Sardegna se ne è andato. Dopo l'isola di Spargi, infatti, è stata la volta di un tratto dell'Isola di Santo Stefano, venduta all'asta giudiziaria del Tribunale di Tempio Pausania. Tre ettari di terreno sono stati acquistati, senza rilanci, per 90mila euro, dall'imprenditore romano Giorgio Alfredo Uccellini. Il terreno ad occidente confina con il Santo Stefano Resort, e si trova dalla parte opposta della ex base militare degli Stati Uniti recentemente smantellata. Si tratta di una grande estensione di macchia mediterranea sottoposta a vincoli di tutela ambientale, paesaggistica e militare, sulla quale di conseguenza non si può costruire nulla. É un territorio protetto, che per più di trenta anni ha ospitato la base della Marina Usa, con una splendida insenatura in cui è incastonata una piccola spiaggia e un molo realizzato negli anni '20 del Novecento dai vecchi proprietari, i Serra, e utilizzato per portare via dall'isola il granito che veniva estratto nella loro cava. Da parte della Regione Sardegna, governata da Ugo Cappellacci, non è stato esercitato alcun diritto di prelazione, e la parte dell'Isola in vendita è stata, così, aggiudicata a un privato.

Sulla costa settentrionale si trova la spiaggetta dell'Isola di Santo Stefano

La strada principale, percorsa verso nord est per circa novecento metri, arriva a un bivio, dove la strada principale prosegue con una curva verso destra, mntre noi proseguiamo quasi dritti pre un centinaio di metri, ed arriviamo sulla costa settentrionale dell'Isola, dove troviamo un viottolo che ci porta, verso sinistra, alla spiaggetta dell'Isola di Santo Stefano.

Isola di Santo Stefano-La spiaggetta dell'Isola di Santo StefanoLungo la costa settentrionale dell'Isola si trova la spiaggetta dell'Isola di Santo Stefano, che si affaccia proprio di fronte al porto dell'Isola de La Maddalena. Si tratta di un lembo di spiaggia di grana grossolana, stretto e lungo, che si affaccia su un mare limpido e cristallino, e dietro la quale si trova abbondante macchia mediterranea, che si spinge fino sulla sabbia della spiaggia.

Passata la Punta Sassu si raggiunge la costa orientale che era occupata dalla Base Navale militare americana

Percorrendo la costa settentrionale, da ovest verso est, nel punto più nord orientale dell'Isola si trova la Punta Sassu, passata la quale, si può iniziare la discesa lungo la costa orientale dell'Isola. Seguendo la strada che ci porta sulla costa orientale, scendiamo verso sud ed incontriamo quello che resta degli edifici che erano stati per molto tempo occupati dalla Base Navale Militare Americana. Si tratta di una costa che era quindi fino a poco tempo fa quasi totalmente inaccessibile in quanto zona soggetta a servitù militare.

Isola di Santo Stefano-La Base Navale Militare Americana dell'Isola di Santo StefanoL段sola di Santo Stefano ha sempre ospitato tre Servitù Militari, ratificate nel dicembre 1969, riferite alle seguenti installazioni militari italiane: il Deposito Carburanti di Punta Sassu; la Batteria di Punta dello Zucchero; il Parco Torpedini di Punta Santo Stefano. La Base Navale Militare Americana nasce nel 1972, in piena guerra fredda, a seguito di un accordo segreto siglato dall'allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti, in base al quale gli Stati Uniti possono creare una base per i sommergibili a propulsione nucleare Hunter Killer che portavano i micidiali missili Tomahawk, appositamente progettati per essere lanciati in immersione dai tubi lancia siluri, armati con testate nucleari. Nel 1986 si sviluppa una polemica furiosa, dato che il trattato del 1972 non era stato ratificato dal Parlamento, come invece impone la Costituzione. Ma il ministro della Difesa Giovanni Spadolini sostiene la scelta di Andreotti, arrivando a negare l'evidenza. L'allora ministro della Protezione civile, Zamberletti, impotente davanti all'eventualità che un incidente possa provocare un inquinamento radioattivo nell'arcipelago della Maddalena, dichiara che il piano di emergenza esiste, ma non ne può parlare perché coperto dal segreto militare. Per rispondere all'allarme creato dalla nascita di alcuni bambini affetti da cranioschisi, si decide di istituire un sistema di monitoraggio ambientale allo scopo di segnalare eventuali anomalie nel livello di radioattività nel mare. La competenza di questo controllo viene affidata alla Provincia di Sassari, che però deve arrendersi quando gli americani vietano di attivare la centralina posizionata proprio vicino alla nave alla quale si appoggiavano i sommergibili atomici. La base militare navale di appoggio per sommergibili a propulsione nucleare viene dismessa il 25 gennaio 2008.

Nel novembre 2005, dopo le ripetute richieste del Governatore della Regione Renato Soru, Antonio Martino, allora ministro della Difesa, ha dato l'annuncio che i sommergibili americani sarebbero stati trasferiti, cosa che è avvenuta nel gennaio 2008. Dismessa la base militare, il futuro dell'Isola prevede quindi un prossimo rilancio delle attività turistiche, così come è già avvenuto per le altre isole dell'arcipelago. Sull'isola si trova, comunque, ancora una vastissima rete di gallerie e cunicoli che funge da polveriera, la quale risulta ancora essere il più grande deposito di munizioni ed esplosivo Nato del Mediterraneo, che viene attualmente gestito dalla Marina Militare Italiana. Le proteste del Governatore della Regione Renato Soru sono state respinte, nel 2009, dal governo italiano, che ha saputo ascoltare solo le ragioni della Marina, per cui il deposito sotterraneo di munizioni di Guardia del Moro resterà per altri cinque anni un feudo militare.

Via mare ragiungiamo la spiaggia di Punta Santo Stefano

Dalla Base navale iniziamo a scendere nella costa meridionale, muovendoci via mare da est ad ovest. Passata la Punta di Santo Stefano, ci si porta sulla costa meridionale dell'Isola nella quale si trova, in una piccola insenatura, la spiaggia di Punta Santo Stefano.

Isola di Santo Stefano-La spiaggia di Punta Santo StefanoLa piccola spiaggia di Punta Santo Stefano è una piccola spiaggia con sabbia bianca, fine e calda, circondata dalla macchia mediterranea e protetta dalla roccia granitica. Il bellissimo mare trasparente, si presenta con un fondale basso e sabbioso. Molto belli i colori che variano tra l'azzurro ed il turchese e che rendono questa piccola spiaggia incantevole. Non sono presenti servizi su questa spiaggia. Guardando verso l'orizzonte, si può ammirare la costa di Palau.

Proseguendo per la spiaggetta di Cala Levante

L'insenatura nella quale si trova la spiaggia di Punta Santo Stefano è chiusa a sinistra da un promontorio, passato il quale si trova un'altra insenatura, chiamata Cala Levante, nella quale si trova la spiaggia di Cala Levante.

Isola di Santo Stefano-La spiaggetta di Cala LevanteNell'insenatura chimata Cala Levante si trova la piccola spiaggetta di Cala Levante, che si affaccia su un mare verde smeraldo, in cui emergono rocce rosate. Le stesse rocce ornano la cornice della spiaggia, dove guadagna spazio anche una rigogliosa macchia mediterranea. Non sono presenti servizi su questa spiaggia. Guardando verso l'orizzonte, anche da questa spiaggeta si può ammirare la costa di Palau.

Seguendo la costa in senso orario, passata la Punta di Vela Marina arriviamo alla Cala di Vela Marina, dalla quale avevamo iniziato la nostra visita dell'Isola.


Visualizza la mappa L'isola Spargi

L'isola Spargi, con una superficie di 4,2 km², è la terza per dimensioni dell'arcipelago, si trova ad ovest rispetto all'isola de La Maddalena, è interamente granitica con solo qualche filone di porfido, ed ha una forma quasi circolare. La Punta di Guardia Preposti, la più elevata dell'Isola, raggiunge la quota di 153 metri di altezza. L'isola è quasi completamente disabitata, di natura granitica, ricchissima di acqua e caratterizzata da una fitta vegetazione, ha una fauna costituita prevalentemente da numerose specie protette di uccelli. Sull'isola sono presenti solo poche abitazioni. L'isola Spargi è la più frequentata turisticamente tra le piccole isole dell'Arcipelago, dato che sulle sue coste frastagliate si trovano diverse cale con belle spiagge.

Brevi cenni storici

Nell'isola di Spargi approda, nei primi decenni dell'Ottocento, un pastore di origine corsa, Natale Beretta, perseguitato dalla legge sarda essendo stato accusato dall段nglese Webber di aver appiccato un incendio nelle sua pineta, e per questo si dà alla macchia per quattro anni, creando la leggenda del bandito imprendibile, e vive nella macchia impenetrabile dell'Isola, riuscendo a sottrarsi nelle periodiche ispezioni delle guardie. Finalmente un giorno, dopo molto tempo, la sua innocenza viene provata, ed egli viene assolto da ogni addebito, ma si guarda bene da lasciare quel paradiso terrestre. Vi costruisce una casa in un punto elevato, non visibile dalla costa, e vi porta la sua famiglia, ed ancora oggi questa abitazione, mantenuta in piena attività dagli eredi fino agli anni settanta del Novecento, ma ormai in rovina, conserva il nome di Casa Natale. Quando nel 1869 il Conte Francesco Aventi, ospite di Giuseppe Garibaldi che in quel periodo elaborava un progetto di colonizzazione della Sardegna, si reca a trovarlo nel corso di un suo viaggio di studio sull'agricoltura, Natale Beretta è un vecchio e felice patriarca proprietario di oltre 200 pecore, 100 capre e 40 vacche. Ha dissodato alcuni campi con la sua famiglia, dai quali ricavava quel tanto di grano e di vigna bastanti per i loro bisogni, e dichiarava di sentirsi il Re di Spargi e di non desiderare altro dalla vita. In seguito, nell'ultimo secolo, l'isola viene utilizzata solo nella prima e nella Seconda Guerra Mondiale, ed i ruderi dei vari forti sono tutt'oggi visibili, fra i quali la Batteria Zanotto, che è sicuramente la meglio conservata, e le Batterie Pietrajaccio e quella di Cala Corsara. Nei fondali circostanti l'isola sono stati recuperati vari reperti e i resti di una nave romana del II secolo avanti Cristo che sono oggi esposti al Museo navale di La Maddalena.

Iniziamo la visita all'isola Spargi dal vecchio molo militare di Cala Corsara

Isola di Spargi-vecchio molo militare di attracco di Cala ZavagliIniziamo, ora, la visita dell'Isola Spargi, e, partendo dall'estremo sud orientale, percorriamo le sue coste in senso orario. All'isola Spargi arriviamo via mare dall'isola de La Maddalena, sbarcando sull'estremo sud dell'Isola Spargi, al vecchio molo militare di attracco di Cala Zavagli, chiamato anche molo di attracco di Cala Corsara, recentemente ristrutturato. Occorre informarsi sulla regolamentazione del parco ed accedervi, ovviamente, con un'imbarcazione, o con i barconi autorizzati che trasportano i turisti. La Cala è affollata di barche e barconi in alta stagione, salvo apposite disposizioni limitative del parco Nazionale.

La spiaggia di Cala Zavagli

A est del molo si trova la spiaggia di Cala Zavagli, che è separato dal promontorio di Punta Rossa Corsara dall'insenatura di Cala Corsara, che si trova un poco più ad ovest.

Isola di Spargi-La spiaggia di Cala ZavagliLa spiaggia di Cala Zavagli è caratterizzate da una sabbia bianca e sottile, e si affaccia su un bel mare cristallino che assume incredibili colorazioni che variano dal turchese al blu cobalto. Sul retro della spiaggia è situato il cippo geodetico di Cala Corsara, che fa parte della rete geodetica, che è costituita da punti geodetici o capisaldi, simili alle vecchie pietre miliari romane, costituiti da un basamento orizzontale in cemento e un cippo cilindrico leggermente appuntito in alto. Ogni caposaldo viene impiantato dall'Istituto Geografico Militare (IGM) che ne determina la posizione mediante sistema GPS.

I resti della Batteria Zavagli o Batteria di Cala Corsara

Isola di Spargi-La Batteria di Cala CorsaraSul promontorio di Punta Rossa Corsara, alla sinistra del molo di attracco, si trova il vecchio edificio abbandonato della Batteria Zavagli, detta anche Batteria di Cala Corsara. Tra la Cala Zavagli e la Cala Corsara, a sud dell'Isola, la Punta è stata completamente impegnata da una postazione militare, sul fianco sinistro della banchina si trova la postazione delle mitragliere, a circa cinquanta metri dal mare la caserma dei marinai, con tutte le pertinenze, a sinistra della spiaggia, su uno sperone roccioso dal quale si può vedere fino alla Cala d'Alga a ponente, la fotoelettrica e due piccoli fabbricati per gli addetti e, a mare, una piccola banchina di approdo.

La spiaggia di Cala Corsara con le sue quattro piccole spiaggette

La spiaggia di Cala Corsara è formata da quattro spiaggette ornate ad est da piccole dune, sulle quali guadagnano spazio piante rare ed endemiche, come la rosa e il giglio marino, che mischiano i loro profumi a quelli dei ginepri, delle ginestre e del cisto. La Cala è chiusa a sinistra dal promontorio della Punta Corsara, che la separa dalla Cala d'Alga.

Per la sua bellezza ineguagliabile la spiaggia di Cala Corsara è meta di numerosi turisti, mentre i suoi fondali sono ambiti dai subacquei, che con pinne e bombole possono esplorare mondi misteriosi e colmi di sorprese.

Isola di Spargi-Le spiagge di Cala Corsara Isola di Spargi-Le spiagge di Cala Corsara

All'interno di questa Cala si trovano la prima, la seconda, la terza e la quarta spiaggia di Cala Corsara. Il mare impressiona per i suoi colori brillanti, che dal turchese variano allo smeraldo a seconda del fondo e della luce e la sabbia attira per i suoi granelli sottili e impalpabili.

Isola di Spargi-La prima spiaggia di Cala Corsara Isola di Spargi-La seconda spiaggia di Cala Corsara Isola di Spargi-La terza spiaggia di Cala Corsara Isola di Spargi-La quarta spiaggia di Cala Corsara

Nella parte occidentale della cala, il mare, il vento ed il tempo hanno modellato alcuni scogli di granito che hanno assunto forme sorprendenti. Nel masso di granito sulla terza spiaggia di Cala Corsara è presente un grande Tafone, ossia un incavo nella roccia, in grado di accogliere molte persone, nel quale sono state rinvenute alcune delle più antiche testimonianze della presenza dell'uomo nell'arcipelago, ossia frammenti di ceramica, utensili di selce ed ossidiana datati tra gli 8000 ed i 5000 anni fa. A ovest rispetto alla quarta spiaggia di Cala Corsara, sul promontorio che chiude la cala, di trova un'altra bella roccia granitica modellata dal mare e dal vento, chiamata la Testa della Strega, per la sua forma che le da il profilo di una fattucchiera, e nel mare, di fronte alla Testa della Strega, si trova un altra roccia granitica chiamata il Profilo del Bolldog, per la sua forma che la fa assomigliare a un cane accucciato.

Isola di Spargi-Tafone sulla terza spiaggia Isola di Spargi-famoso profilo della Strega Isola di Spargi-famoso profilo del Bulldog

Di fronte alla spiaggia di Cala Corsara è stato rinvenuto il relitto di una nave oneraria romana i cui reperti sono esposti nel Museo Archeologico Navale Nino Lamboglia di La Maddalena.

Isola di Spargi-Sbarco dallo yatch Maraya sulla spiaggia di Cala CorsaraNell'agosto 2009 i bagnanti sulla spiaggia di Cala Corsara sono stati testimoni di un fatto inaudito. Da un grosso yatch battente la bandiera delle Isole Cayman, dall'esotico nome di Maraya, è approdata una dozzina di persone per le quali alcuni camerieri hanno predisposto un banchetto sulla spiaggia. E le bodyguard al seguito della comitiva hanno invitato i bagnanti a sgomberare per lasciar i commensali in tutta tranquillità. L'indignazione dei turisti non ha impedito loro di consumare il pranzo e risalire a bordo, prima dell'arrivo delle guardie.

Verso la costa ocidentale la Cala d'Alga con la sua spiaggia

Alla sinistra dell'ampia insenatura di Cala Corsara, il promontorio di Cala Corsara, di fronte al quale si trovano alcuni isolotti, la separa dalla più piccola Cala d'Alga, molto bella, al centro della quale si trova la spiaggia di Cala d'Alga.

Isola di Spargi-Spiaggia di Cala d'AlgaAll'interno della Baia di Cala d'Alga si trova la bella spiaggia di Cala d'Alga, una delle più belle spiagge dell'Isola di Spargi. Si tratta di una piccola spiaggia così chiamata perché ospita numerose posidonie trasportate dalle correnti al largo della cala. La spiaggia è composta da sabbia bianca a grani medio fini, delimitata ai lati da rocce granitiche di colore chiaro. Il bellissimo mare cristallino ha un fondale basso e sabbioso, con la presenza di qualche scoglio che rende il paesaggio davvero affascinante. Si tratta di una spiaggia poco frequentata dai turisti, i cui fondali bassi la rendono particolarmente adatta ai bambini, ed è anche una meta per gli appassionati di immersioni. Alle spalle della spiaggia si snoda rigogliosa la macchia mediterranea che sovrasta le colline circostanti. La spiaggia è raggiungibile solamente via mare, e non sono presenti servizi su questa spiaggia.

Più ad ovest si trova la Cala Serraina

Isola di Spargi-La Cala SerrainaUn promontorio separa la Cala d'Alga dalla Cala Serraina, anch'essa molto bella anche per la strana forma di molte rocce dovuta al modellamento da parte degli agenti atmosferici. Si tratta di una Cala con pèiccolissime spiaggette, nella quale domina una scogliera di rocce granitiche, di colore chiaro, su un mare cristallino con un fondale di media profondità, con la presenza di rocce e bellissimi scogli rossastri affioranti dall'acqua. La cromia del mare varia tra il turchese e l'azzurro. Paesaggio molto interessante, con la macchia mediterranea che domina la parte dell'Isola retrostante la costa. Mediamente frequentata nel periodo estivo, la cala, nella quale non esistono servizi, può essere raggiunta solamente via mare, anche mediante il servizio di barconi turistici che partono da La Maddalena e da Palau.

La Cala Piscioli che si trova risalendo la costa occidentale dell'Isola

Isola di Spargi-La Cala PiscioliRisalendo lungo la costa occidentale dell'Isola, si trova la Cala Piscioli, raggiungibile esclusivamente via mare, che si presenta abbracciata da aguzze rocce granitiche. Il mare cristallino e le rocce color argento creano un ambiente suggestivo, la cui essenza selvaggia è accentuata dai forti venti che spesso vi soffiano. Pertanto è una zona frequentata da pochi bagnanti ed esploratori subacquei. Nelle immediate vicinanze si trovano alcuni piccoli stagni detti la Palude di Piscioli, importanti specchi d'acqua abitati da rare specie di uccelli acquatici.

Di fronte alla Punta Croce d'Asino si trovano l'isolotto Spargiotto e l'isolotto Spargiottello

Isola di Spargi-L'isolotto di SpargiottoRisalendo lungo la costa occidentale, si incontra Punta Croce d'Asino, sulla costa ad ovest delle Batteria Zanotto che descriveremo più avanti, di fronte alla quale, a nord ovest dell'Isola Spargi ed a circa ottocento metri di distanza, si trova il piccolo isolotto Spargiotto, con una superficie di 0,098 km². Esposto alle tempeste di maestrale, è un sito di particolare pregio ambientale, dato che vi nidificano specie rare di uccelli marini, tra gli altri il cormorano dal ciuffo, il gabbiano corso, l'uccello delle tempeste.

Vicinissimo all'isolotto Spargiotto, a nord ovest rispetto ad essa, c'è il più piccolo isolotto Spargiottello, che, però, è poco più di uno scoglio. Situato a circa cento metri dall'omonimo scoglio, si trova la secca di Spargiottello, che ha una parete verso il mare aperto molto ripida, abitata dai vari tipi di gorgonie bianche, gialle e rosse. Il versante opposto si presenta, invece, meno scosceso, con degli anfratti ricoperti di parazoanthus.

La costa settentrionale dell'Isola Spargi con la Punta Zanotto e la secca di Washington

Risalendo la costa occidentale, si arriva alla Punta Zanotto, che si trova all'estremità a nord ovest dell'Isola. A circa un miglio a nord di Punta Zanotto, si trova la secca di Washington, nota anche come Washington Rock, dai fondali di una bellezza mozzafiato, con blocchi granitici di dimensioni ciclopiche e pareti ricoperte di gorgonie rosse e parazoanthus che offrono uno spettacolo indimenticabile. È forse l'immersione più nota della zona, una vasta secca che si alza da un fondale di oltre cinquanta metri, con una guglia che giunge fino a pochi metri dalla superficie. Ma per la profondità del fondale e la presenza costante di correnti, si consiglia l'immersione solo ai subacquei esperti. A Zanotto la piccola banchina consentiva lo scarico di materiali pesanti che poi erano trasportati verso l'alto grazie ad un sistema di sollevamento su un ripido piano inclinato, ed una sorgente garantiva l'apporto di acqua al personale della batteria.

L'insenatura di Cala Grano con il molo di attracco per le imbarcazioni

Isola di Spargi-La Cala GranoPassata la Punta Zanotto, si arriva all'insenarura di Cala Grano, dove è possibile ormeggiare le imbarcazioni e scendere a terra per visitare l'isola. È una Cala rocciosa, con rocce e scogli di granito di un colore chiaro, che risulta riparata da i venti provenienti da nord ovest. Il fondale è mediamente profondo, con un mare trasparente di colore azzurro. Attorno alla Cala si trova la florida macchia mediterranea, che contrasta, con il suo verde intenso, con il colore delle rocce. Poco frequentata anche nei mesi estivi, la Cala è raggiungibile solamente via mare e non sono presenti servizi al suo interno, dove è presente l'abbandonato porticciolo militare dì Cala Granu, da cui, tramite un sentiero, si sale ai resti militari risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

La Batteria Rubin de Cervin nota anche come Batteria Zanotto

Isola di Spargi-La Batteria Rubin de Cervin nota anche come Batteria ZanottoLungo la costa settentrionale sono presenti numerose fortificazioni, erette a picco sul mare, mimetizzate tra i massi di granito e la folta macchia mediterranea che caratterizza l'intera isola. A poca distanza dall'insenatura di Cala Grano, verso sud, è presente la Batteria Rubin Cervin, chiamata anche Batteria Zanotto, una batteria antinave utilizzata durante la Seconda Guerra Mondiale. Vi si arriva sbarcando sulla piccola banchina della Cala, riparata dalla punta Zanotto. Un sentiero difficile e impervio, di poche decine di metri, porta al pianoro che offre lo spettacolo degli edifici mimetizzati, ossia le caserme, i depositi munizioni, le postazioni delle armi, la cisterna, le riservette, le gallerie sotto roccia. Una serie di sentieri, ricavati a tratti nella roccia viva, lega i vari elementi della fortificazione. Sulla parete di granito, a nord ovest, spicca il motto «est fortium spectare fata silentes», ed inoltre, con una cura tutta particolare rispetto alle altre batterie, ogni struttura è identificata da una targa di marmo con la scritta in lettere di bronzo.

Lungo la costa settentrionale si trova la Cala Pietranera

Isola di Spargi-La Cala PietraneraAlcuni piccoli promontori separano la Cala Grano dall'insenatura denominata Cala Pietranera, un'ampia insenatura divisa in diverse piccole calette, chiusa ed oriente dal promontorio di Punta Pietragliaccio, dopo il quale si passa sulla costa orientale dell'Isola. Anche questa è una Cala rocciosa, con rocce e scogli di granito di un colore chiaro, con un fondale mediamente profondo, ed un mare trasparente di colore azzurro. Attorno alla Cala si trova la florida macchia mediterranea. Poco frequentata anche nei mesi estivi, la Cala è raggiungibile solamente via mare e non sono presenti servizi al suo interno.

La costa nord orientale che nel 2011 è divenuta di proprietà privata

L'isola di Spargi è conosciuta soprattutto per le sue spiagge poste sul versante orientale, tante insenature circondate da grandi rocce di granito scolpite dal vento e da rigogliosa vegetazione che si ferma sino al limite del bagnasciuga con spiagge dalle sabbie bianchissime e acqua color smeraldo costituiscono la spettacolarità di quest'isola che si presenta al visitatore come un autentico angolo di paradiso.

Una fetta dell'Isola di Spargi dal 2011 è divenuta di proprietà privata, dato che se ne è aggiudicato un totale di 17 ettari di macchia mediterranea, sabbia candida e scogliere di granito, per soli 127mila euro, l'imprenditrice Sara Sorbino, toscana ma con casa in Provincia di Perugia. Si tratta della parte nord orientale dell'Isola, comprensiva delle spiagge di Cala Bonifazzinca e di Cala Canniccio. L'Ente parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena aveva manifestato l'intenzione di esercitare il diritto di prelazione sui terreni, e su Spargi potevano vantare titoli anche la Regione Autonoma della Sardegna e il Ministero dell'Ambiente. Ma in questo caso non si è verificato quanto accaduto nel 1998 nelle trattative di vendita di una porzione dell'Isola Santa Maria, il Ministero dell'Ambiente Chiese e ottenne l'aggiudicazione della parte dell'Isola in vendita. Da parte della Regione Sardegna, governata da Ugo Cappellacci, e da parte del Governo Berlusconi, il diritto di prelazione non è stato esercitato, e la parte dell'Isola in vendita è stata aggiudicata a un privato.

La bella Cala Bonifazzinca con la sua spiaggia

Passato il promontorio di Punta Pietragliaccio, si inizia a discendere la costa orientale dell'Isola, dove, passata la Punta Bonifazzinca, si trova la stratta insenatura di Cala Bonifazzinca, una insenatura molto bella localizzata nella parte nord orientale dell'Isola che costituisce un approdo ideale per piccole imbarcazioni.

Isola di Spargi-La spiaggia della Cala BonifazzincaLa piccola spiaggia di Cala Bonifazzinca, affacciata sulla stretta baia, è una piccola spiaggia, una parte della quale costituita da piccoli ciottoli levigati, mentre un'altra porzione è formata da sabbia ambrata finissima e molto compatta. È circondata dalla macchia mediterranea, piuttosto rigogliosa su tutte le isole dell'arcipelago, e da rocce granitiche di colore rossastro. Il mare molto trasparente, ha un fondale basso e sabbioso, con la presenza di qualche piccolo scoglio, ed un colore tendente in prevalenza al turchese e all'azzurro. Piuttosto riparata dai venti e dalle correnti, è poco frequentata anche durante il periodo estivo, è raggiungibile solamente via mare, e non sono presenti servizi su questa spiaggia.

La Cala Canniccio detta anche Cala Ferrigno con la sua spiaggia ed il piccolo pontile di attracco

Passato un piccolo promontorio, ci muoviamo verso sud lungo il lato nord orientale dell'Isola, e vi troviamo la bella Cala Canniccio, un altro luogo molto solitario, che viene chiamata anche Cala Ferrigno. La spiaggia ha un vecchio ampio molo di attracco per le imbarcazioni, ed alle sue spalle si trovano i resti di imponenti insediamenti militari.

Isola di Spargi-La spiaggia di Cala Canniccio detta anche di Cala FerrignoAll'interno si trova la spiaggia di Cala Canniccio, detta anche spiaggia di Cala Ferrigno, una spiaggia caratterizzata da sabbia a grani medi, di colore ambrato, circondata dalla macchia mediterranea e da rocce granitiche rossastre molto affascinanti. Il mare cristallino, ha un fondale basso e prevalentemente sabbioso con la presenza di scogli che affiorano dal mare, lontano dalla riva. Ha una policromia composta dalle tonalità del turchese e dell'azzurro, che si fa via via più intenso man mano che si va al largo. I bellissimi fondali sono particolarmente apprezzati dagli amanti dello snorkeling. La spiaggia è raggiungibile solamente via mare, anche mediante il servizio di barconi turistici che partono da La Maddalena e da Palau, e fanno il tour delle diverse cale, e risulta essere mediamente frequentata durante il periodo estivo. Sulla spiaggia vi è la presenza del piccolo approdo militare di Cala Canniccio, al quale è possibile effettuare l'ormeggio di imbarcazioni.

Dalla Cala Canniccio passata la Casa Ferrigno ci rechiamo all'interno per visitare la Batteria Petrajaccio

Dall'approdo di Cala Canniccio, parte una carreggiata militare ben costruita, che conduce in direzione nord, costeggiando la piccola Cala Bonifazinca, ed arriva ad un cancello presidiato da due casermette. Al di là, la strada si biforca, a destra sale alla Batteria di Petrajaccio, mentre, a sinistra, piega verso sud salendo fin quasi alla Casa Natale, la casa di Natale Beretta, che è stato il primo abitante dl tutta l'isola, per poi dirigersi a nord fino alla Batteria Zanotto, per raggiungere, infine, l'approdo, sempre militare, di Cala Grano, che abbiamo già visto. Questo lunghissimo tracciato è determinato dalla difficile orografia del tratto che separa in linea d'aria le due batterie, tanto impervio da essere chiamato U Passu Malu, ossia il passo cattivo.

La Batteria Petragliaccio era una batteria antiaerea realizzata per la seconda guerra mondiale. Due edifici adibiti a caserma per la truppa annunciano il complesso, molto bello, costituito da strutture mimetizzate che dominano il mare fino alle Bocche di Bonifacio. La Batteria era composta da quattro piazzole armate, distanti fra loro, e disposte a semicerchio intorno alla centrale stazione di direzione di tiro, completate da altre postazioni per mitragliere, collegate tutte da sentieri spesso scavati nella roccia viva. Riparata da un enorme masso di granite si trovava la caserma con gli alloggi del personale. Tutto il complesso era circondato da una rete di filo spinato.

Inizio della costa sud orientale dove si trova la spiaggia della Cala Conneri detta anche spiaggia dell'Amore

Isola di Spargi-La spiaggetta di Punta RossaProseguendo lungo la costa verso sud, dopo la Cala Canniccio si sviluppa un significativo promontorio che si sporge nel mare, passato il quale, prima di arrivare alla cosiddetta Punta Rossa, si apre una piccola insenatura che ospita la piccola spiaggetta di Punta Rossa, chiusa a sud dal promontorio della Punta Rossa. Proseguendo oltre il promontorio della Punta Rossa, inizia la costa sud orientale dell'Isola.

Un poco più a sud, al centro della costa orientale, si incontra la Cala Conneri o Cala dell'Amore, una Baia di impalpabile sabbia candida, circondata da rocce rosate sulle quali si trovano le verdeggianti piante di ginepro, cespugli di rosmarino e gigli selvatici, affacciata su un mare color smeraldo, particolarmente luminoso specie nelle giornate soleggiate.

La spiaggia di Cala Conneri, detta anche spiaggia dell'Amore, è divisa in due da un promontorio roccioso, di fronte al quale si trovano due isolotti, caratterizzata da una sabbia molto bianca e sottile, che le sue acque cristalline rendono un vero paradiso terrestre. La spiaggia è discretamente frequentata dai bagnanti, sia per il suo incomparabile fascino, sia per la sua fortunata ubicazione che la ripara dai venti. I suoi fondali, che digradano dolcemente dalla riva al largo pur mantenendo quote non troppo profonde, rendono la spiaggia adeguatamente sicura per i giochi dei bambini, e altresì ne determinanoil forte interesse degli appassionati di immersioni subacquee. Non sono presenti servizi direttamente sulla spiaggia, che è raggiungibile solo dal mare, anche tramite il servizio di barconi turistici che partono da La Maddalena e da Palau.

Isola di Spargi-La spiaggia di Cala Conneri detta anche spiaggia dell'Amore Isola di Spargi-La spiaggia di Cala Conneri detta anche spiaggia dell'Amore

La spiaggia di Cala Granara

Passata la Punta Zucchitta, proseguendo a discendere lungo la costa in direzione sud est, sul lato orientale dell'Isola troviamo la Cala Granara, con la sua bella spiaggia.

Isola di Spargi-La spiaggia di Cala GranaraLa spiaggia di Cala Granara, separata anch'essa in due da uno spuntone roccioso, è una delle spiagge più affascinanti dell'arcipelago, caratterizzata da sabbia bianca e sottile e da un mare cristallino. Si tratta di una bellissima spiaggia racchiusa da una bassa scogliera e dalla macchia mediterranea. La sabbia chiara e finissima si affaccia in un mare cristallino, dal fondale basso e sabbioso, e con una policromia che comprende il turchese e l'azzurro. La presenza degli scogli levigati, rende la spiaggia affascinante. Non sono presenti servizi su questa spiaggia, che è raggiungibile solamente via mare, anche attraverso il servizio di barconi turistici che partono da La Maddalena e Palau.

Concludiamo la visita della costa sud orientale visitando la spiaggia di Cala Ciaccaro detta anche di Cala Soraya

Seguendo la costa in senso antiorario, sul lato sud orientale, troviamo la Cala Ciaccaro, detta anche Cala Soraya, con una bella duna di sabbia bianchissima che terminano sulla spiaggia, in un mare del color turchese.

Nella Cala si affaccia l'affasciante arenile della spiaggia di Cala Ciaccaro, detta anche spiaggia di Cala Soraya, di sabbia bianca finissima, mobida al tatto, affacciata su un mare cristallino. La spiaggia con la forma di un boomerang, con un ampio promontorio che ne occupa la parte centrale, con un fondale basso e sabbioso, ideale per un bagno in tranquillità, e con dei colori affascinanti che abbracciano le diverse sfumature del turchese, dell'azzurro e del verde smeraldo. Un paradiso, con la florida macchia mediterranea che protegge la spiaggia alle sue spalle. Mediamente frequentata durante la stagione estiva. Non sono presenti servizi direttamente sulla spiaggia, che è raggiungibile solamente via mare, anche mediante il servizio turistico dei barconi che partono da La Maddalena e da Palau.

Isola di Spargi-La spiaggia di Cala Ciaccaro detta anche spiaggia di Cala Soraya Isola di Spargi-La spiaggia di Cala Ciaccaro detta anche spiaggia di Cala Soraya

Proseguendo lungo la costa orientale, passiamo il promontorio che la porta sulla costa meridionale, dopo il quale arriviamo alla Cala Zavagli, dalla quale abbiamo iniziato il giro delle coste dell'Isola di Spargi.


Visualizza la mappa L'isola Budelli famosa per la sua spiaggia rosa

A nord di Spargi, alla distanza circa 1,6 miglia, c'è l'isola Budelli, con una superficie di 1,6 km², è interamente granitica. L'isola è di proprietà privata da epoca precedente all'istituzione del parco della Maddalena, abitata da una sola persona, che è anche il suo custode. Il Monte Budello rappresenta il punto più alto dell'Isola, raggiungendo la quota di 88 metri, e fa parte di una piccola dorsale e si eleva a sud, a dominio delle suggestive calette meridionali. Le coste, in genere alte, sono spesso impervie, accidentate e caratterizzate da scarpate rocciose alte e dirupate, specie tra Cala Piatto e Cala di Trana.

Budelli-Porto della Madonna detto anche Manto della MadonnaL'isola di Budelli si trova poche centinaia di metri a sud della isola di Razzoli e da quella di Santa Maria, dalle quali è separata dal passo Cecca di Morto, che fa parte del cosiddetto Porto della Madonna o Manto della Madonna, lo splendido specchio di mare che costituisce una vera e propria piscina naturale che merita di essere visitata, che, per i colori del mare, che evoca un tessuto divino. Se il livello del mare fosse inferiore anche di pochi metri, le isole di Budelli, di Razzoli e di Santa Maria formerebbero un'unica e più grande isola.

Un'isola interamente di proprietà privata

Nel 2015 il Consiglio di Stato ha annullato la prelazione dell'Ente Parco della Maddalena sull'acquisto dell'Isola di Budelli, acquisto che era stato effettuato due anni prima, nel corso di una procedura fallimentare, dal manager neozelandese Michael Harte, che resta dunque a tutti gli effetti il proprietario dell'Isola.

Budelli-Un'isola interamente di proprietà privataNel 2013 un emendamento della commissione bilancio del Senato, condiviso, avrebbe permesso lo stanziamento di circa 3 milioni di euro da parte dello stato italiano, per l'acquisto dell'Isola, ma successivamente, nell'aprile del 2015, il Consiglio di Stato ne ha annullato la prelazione, ed ha sottolineato che l'isola di Budelli è di proprietà privata da epoca precedente all'istituzione del parco della Maddalena, tanto che nel 1984 il prefetto di Sassari aveva autorizzato il proprietario ad alienare a una società privata l'intera isola di Budelli. Con la sentenza, questo patrimonio naturale è stato svuotato della sua natura di bene Comune e sottratto alla fruizione della gente, per essere privatizzato e sottratto alle moltitudini, e per essere consegnato a un destino di gestione privata in mano al capitale di finanzieri, banchieri e faccendieri di indole speculativa. Il gioiello dell'arcipelago viene comunque protetto dai vincoli ambientali, ma il proprietario rimane Michael Harte.

All'estremo sud orientale dell'Isola di trova la bella Cala d'Arena con la sua spiaggia

Iniziamo, ora, la visita dell'Isola di Budelli, e, partendo dall'estremo sud orientale, percorriamo le sue coste in senso orario. Nell'estremo sud orientale dell'Isola si trova la bella Cala d'Arena, che viene chiusa ad est dal promontorio della Punta d'Arena, e di fronte alla quale si trova la piccola isola di Punta d'Arena.

Budelli-La spiaggia di Cala d'ArenaAll'interno della Cala d'Arena si trova la bella spiaggia di Cala d'Arena, una piccola spiaggia a forma di mezzaluna con un fondo sabbioso di sabbia chiara ambrata, fine e calda. È delimitata, alle, spalle, da bellissime piante di ginepro e da una fitta macchia mediterranea, che inebria la zona con i suoi profumi tipici. Il mare nel quale si affaccia ha colori cangianti tra il verde smeraldo e l'azzurro, con un fondale di media profondità, e con la presenza di scogli. Ben riparata dai venti, è l'ideale per immersioni e snorkeling. La spiaggia è raggiungibile solamente via mare, e non sono presenti servizi su questa spiaggia.

Lungo la costa meridionale si trova la Cala Piatto

Proseguendo lungo la costa meridionale in direzione ovest, passata la Punta Bambaccio, si arriva alla Cala Piatto, nella quale è presente la piccolissima spiaggetta di Cala Piatto.

Budelli-La Cala Piatto con la sua spiaggettaLa piccola spiaggetta di Cala Piatto è una piccola spiaggia a carattere roccioso, formata da sassi e ciottoli levigati, di granito rosa chiaro, che si affaccia in un mare dai colori tra il verde e l'azzurro, con bellissimi fondali profondi e rocciosi, ideali per gli appassionati di immersioni e snorkeling. La spiaggetta è circondata da una affascinante scogliera ricoperta in parte, dalla macchia mediterranea, è raggiungibile solamente via mare, e non sono presenti servizi su questa spiaggia.

Più ad est la più ampia Cala Cisternone

Budelli-La Cala CisternonePassato il promontorio che si spinge nel mare con la Punta dell'Aquila, arriviamo alla più ampia insenatura denominata Cala Cisternone, chiusa a sinistra dalla Punta Cisterna. Si tratta di una Cala carattere roccioso, con la presenza di scogli massi e ciottoli, con un mare piuttosto profondo e roccioso, che si presenta con una policromia tra il verde e l'azzurro. È l'deale per gli amanti delle immersioni e dello snorkeling, alle spalle della scogliera si estende una fitta macchia mediterranea. La Cala è raggiungibile solamente via mare.

Lungo la costa settentrionale si trova la bella Cala di Trana

Alla sinistra della Cala Cisternone, si trova la Punta Lodi, passata la quale si può iniziare a risalire la costa occidentale dell'Isola. Continuando a percorrere la costa, arriviamo sul lato settentrionale dell'Isola, alla profonda insenatura nota con il nome di Cala di Trana, all'interno della quale, nell'angolo destro, si trova la spiaggia di Cala di Trana.

Budelli-La Cala di Trana con la sua spiaggiaNella cala, protetta a nord da un promontorio roccioso e circondata dalla fitta macchia mediterranea, si affaccia la piccola spiaggia di Cala di Trana, una spiaggia che è composta prevalentemente da ciottoli levigati e sassi, di colore chiaro. Il mare di fronte alla spiaggia ha un fondale roccioso, mediamente profondo, e risulta di particolare interesse per gli appassionati, che possono effettuare immersioni e snorkeling per ammirare i fondali della zona. Sulla spiaggia, che è raggiungibile solamente via mare, non sono presenti servizi.

Lungo la costa nord orientale si trova la spiaggia di Porto della Madonna o spiaggia del Cavaliere

Nell'estremo orientale dell'Isola si trova la spiaggia del porto della Madonna, più nota con il nome di spiaggia del Cavaliere, che è chiusa a destra dal promontorio che si affaccia di fronte alle isole di Razzoli e di Santa Maria.

Isola di Budelli-La spiaggia del CavaliereLa spiaggia del Porto della Madonna, più nota come spiaggia del Cavaliere, è una meravigliosa spiaggia ricoperta di sabbia chiara e impalpabile, abbracciata da belle rocce oro e rosate conquistate, a tratti, da profumate piante di macchia mediterranea. Il mare che la lambisce è di un celeste assolutamente unico e ineguagliabile, non è un caso, infatti, se la zona è denominata anche Porto della Madonna. La bellezza della spiaggia è accentuata dal fondale basso, che lentamente assume profondità, dalla riva al largo. La spiaggia è molto agevole per i bagnanti, che la frequentano attratti non solo dalla possibilità di farvi giocare i bambini, ma anche dal fatto che i fondali sono l'ideale per immersioni subacquee. La spiaggia è raggiungibile solo via mare con le imbarcazioni che partono da La Maddalena e da Palau.

Isola di Budelli-Sbarco con una jeep anfibia sulla spiaggia di Cala di VolpeIl sessantenne imprenditore milanese Alberto Dubini, ripetendo l'impresa di James Bond che nel film La spia che mi amava sbarcava con una jeep anfibia a Cala di Volpe, nell'agosto 2009 è sbarcato sull'isola di Budelli, ricevendo una denuncia alla magistratura. L'ente parco ha dichiariato che «Le notizie relative all'accesso di tale mezzo alla spiaggia Rosa dell'Isola di Budelli sono assolutamente prive di fondamento; il mezzo si è infatti spiaggiato esclusivamente presso la spiaggia del Cavaliere. Il fatto è ugualmente grave».

Il Passo Cecca di Morto che si affaccia sul Porto della Madonna

Isola di Budelli-Passo Cecca di MortoDietro la spiaggia si sviluppa uno stagno, che è abitato da interessanti specie avifaune, quali garzette, aironi, folaghe e germani reali, questi ultimi due in primavera. La spiaggia del Cavaliere è separato dalle isole di Razzoli e di Santa Maria dal passo Cecca di Morto, navigabile per i soli natanti con pescaggio inferiore agli 80 centimetri, che si affaccia sul Porto della Madonna, ed il suo nome Cecca di Morto pare significhi Baia o Riparo o Rifugio del Morto, che potrebbe derivare dai termini usati sin dal Medioevo per i luoghi usati come rifugio dai pirati nord africani e turchi che inFestavano la Sardegna e le coste italiane.

Il Porto della Madonna è lo splendido specchio di mare poco profondo, noto per le sue indimenticabili trasparenze, compreso fra le tre splendide isole Santa Maria, Budelli e Razzoli, che costituisce una vera e propria piscina naturale. Il nome della cittadina Porto della Madonna ha subìto nel tempo una certa varietà di modifiche, per farsi più vendibile al turismo, tra gli altri quello di Manto della Madonna per i colori del mare, che evoca un tessuto divino, ma trae la sua vera origine dal cognome di un pescatore d'aragoste proveniente dalla vicina Santa Teresa Gallura, che qui teneva le sue nasse per vendere il pescato ai rari visitatori, alcuni decenni fa.

Budelli-Porto della Madonna Budelli-Porto della Madonna

Nel Porto della Madonna si trova l'isola Carpa

Budelli-L'isola Carpa nel Porto della MadonnaL'isola Carpa è una graziosa isoletta che si trova nel bel mezzo del tratto di mare chiamato Porto della Madonna, a metà strada tra l'isola di Budelli, di fronte alla spiaggia del Cavaliere, e l'isola di Santa Maria, di fronte al promontorio più a sud dell'Isola, che si prolunga con il Passo del Topo verso l'isola Paduleddi. L'isoletta granitica raggiunge i soli tre metri di altezza sul livello del mare.

Proseguendo lungo la costa orientale dell'Isola arriviamo alla spiaggia Rosa di Budelli

Isola di Budelli-Scena dal film Deserto Rosso di Michelangelo AntonioniBudelli è considerata una delle più belle isole del Mediterraneo, nonche simbolo del Parco Nazionale, ed è conosciuta anche all'estero per via della sua famosa, grande e bella spiaggia Rosa, il cui arenile dallo straordinario effetto cromatico è stato immortalato in una lunghissima sequenza del film del 1964 Deserto Rosso di Michelangelo Antonioni, il primo film a colori del maestro di Ferrara, con Monica Vitti, Richard Harris, Xenia Valderi, Rita Renoir, Aldo Grotti.

Isola di Budelli-L'abitazione del custode dell'Isola di BudelliLa spiaggia Rosa si trova nella località denominata Cala di Roto, nella zona sud della costa orientale. L'isola è abitata da una sola persona, che è anche il suo custode, e, dietro la spiaggia, si trova la sua abitazione. Nella spiaggia, che è sottoposta a un regime di massima tutela, è vietato l'accesso anche a piedi, sono vietati il transito, l'ancoraggio e la sosta di qualsiasi unità navale, la pesca professionale, sportiva e l'attività di immersione subacquea, la balneazione nel settore compreso tra la la linea dell'arenile e le boe sferiche di delimitazione, ed anche il solo calpestio dell'arenile. È consentito il transito, con rotte parallele alla costa e a velocità non superiore ai tre nodi, di imbarcazioni e natanti da diporto, nonche delle unità da traffico autorizzate, esclusivamente al di fuori delle boe sferiche di delimitazione e nel rispetto delle disposizioni delle autorità. È assolutamente vietato il prelievo e l'asportazione delle formazioni litologiche e minerali, nonche la raccolta di fossili, concrezioni, minerali, inclusa la sabbia.

Il suo nome spiaggia Rosa deriva dal colore della sabbia, ricca di gusci sminuzzati di piccoli animali marini, in particolare per la presenza di un elevata percentuale di bioclasti, ossia sedimenti formati da frammenti di gusci, di impalcature scheletriche o di altre strutture organiche. La sabbia della spiaggia Rosa di Budelli è formata per la gran parte dalla frammentazione dello scheletro di briozoi, animali marini simili al corallo, in particolare della specie Miriapora truncata, e di foraminiferi, in particolare della specie Miniacina miniacea, di colore rosa, che hanno origine soprattutto nella prateria a Posidonia oceanica, e vanno ad alimentare, dopo il loro disfacimento, la spiaggia grazie alle correnti di deriva litorale e alle correnti di fondo. La spiaggia Rosa di Budelli, di finissima sabbia bianca e rosa affacciata su un mare verde azzurro, poco profondo, è oggi completamente tutelata, non è più consentito ai traghetti portare a visitarla da quando l'asportazione di manciate di sabbia da parte dei turisti la ha fatta quasi completamente sparire. La spiaggia Rosa di Budelli non è mai affollata, grazie alla protezione operata dagli operatori del Parco.

Isola di Budelli-La Spiaggia Rosa di Budelli Isola di Budelli-La Spiaggia Rosa di Budelli Isola di Budelli-La Spiaggia Rosa di Budelli

Isola di Budelli-Sbarco di una troupe pubblicitaria inglese sulla spiaggia RosaNonostante i divieti vigenti, nel giugno del 2011 una troupe pubblicitaria inglese costituita da 15 persone tra operatori e modelli, ha attraccato con un panfilo di 70 metri, equipaggiato con tutti gli elementi necessari per un set fotografico: divani, tavoli e poltrone. Il guardiano dell'Isola è intervenuto chiedendo loro di abbandonare l'isola, ma per fermare il gruppo è dovuta intervenire la Capitaneria di Porto. E per gli invasori è scattata la multa irrisoria di appena... 50 euro! Se la molta per la violazione della spiaggia più bella e più protetta al mondo è così irrisoria, si capisce il perché di tanti abusi.


Visualizza la mappa L'isola Razzòli

A nord di Budelli, a circa cinquecento metri di distanza, troviamo l'isola Razzòli, con una superficie di 1,5 km², assolutamente disabitata. È la più vicina alla Corsica, e la più selvaggia tra le isole minori, con alte scogliere granitiche rosee sovrastate dalla macchia mediterranea. La cima più alta, ossia il Monte Cappello, raggiunge 65 metri di altezza. L'isola è separata da pochi metri da quella di Santa Maria, dal Passo degli Asinelli. L'aspetto di quest'isola differisce abbastanza da quello delle isole vicine per via delle alte scogliere, ma le poche spiagge presenti non sono da meno per bellezza come Cala Lunga, Cala Cappello, o Cala Noce.

Sull'isola è stata istituita nel 1992 l'oasi privata WWF dell'Isola di Razzoli, il cui scopo è la conservazione di ecosistemi rari o minacciati, di aree di particolare valore naturalistico, e dell'habitat di specie in pericolo di estinzione.

Brevi cenni storici

L'isola non risulta stabilmente abitata in nessuna epoca storica, ma spesso, in passato, gli allevatori còrsi portavano su quest'isola i loro animali a pascolare. Nella parte nord dell'Isola è presente un faro per l'orientamento marittimo.

Lo sbarco sull'isola nell'insenatura di Cala Lunga con le sue piccole spiagge

Il solo attracco possibile sul'isola Razzoli è sul lato sud occidentale, nella profonda insenatura denominata Cala Lunga, al centro della quale si trova un promontorio che divide in due l'insenatura. All'interno della Cala, nel suo estremo più settentrionale, si sviluppa la spiaggia di Cala Lunga, e nella sua parte più orientale le due spiaggette di Cala Lunga. Questi sono gli unici arenili dell'Isola dove non sono presenti altre belle spiagge. Tutto intorno, il paesaggio è costituito da rocce granitiche e macchia mediterranea che rendono meravigliosamente selvaggio questo piccolo paradiso naturale.

Isola di Razzoli-L'insenatura di Cala Lunga con le sue spiaggeLa spiaggia di Cala Lunga è una piccola spiaggia situata nell'insenatura a nord, ed è protetta a settentrione da una scogliera. Ha una sabbia molto bianca finissima, caratterizzata dalla presenza di ciottoli sull'arenile, e da una porzione nella quale domina una sabbia ambrata piuttosto fine. Analoghe caratteristiche hanno le due spiaggette di Cala Lunga, che si trovano nell'insenatura a sud. Il mare limpido è di un bellissimo colore verde con sfumature d'azzurro, estremamente cristallino, con il fondale sabbioso e basso nella parte più prossima alla riva. Il paesaggio che circonda le spiagge è costituito prevalentemente da rocce granitiche e dalla macchia mediterranea. Ben riparate dai venti, sono poco frequentate anche nei mesi estivi. Non sono presenti servizi su queste spiagge, che sono raggiungibili solamente via mare, ed il servizio è reso dalle imbarcazioni che portano i turisti in giro per l'arcipelago di La Maddalena.

Isola di Razzoli-L'insenatura di Cala Lunga con le sue spiagge Isola di Razzoli-Scogliere intorno all'insenatura di Cala Lunga Isola di Razzoli-Barche nell'insenatura di Cala Lunga

Isola di Razzoli-Gli isolotti di Cala LungaLa Cala Lunga è chiusa verso sud dal lungo promontorio che si sviluppa nel mare a sud ovest con la Punta di Cala Lunga, che è prolungata da una notevole quantità di scogli denominati gli isolotti di Cala Lunga, che costituiscono, evidentemente, i resti di una valle sommersa.

Dal promontorio ad ovest della Cala Lunga parte la strada che conduce al Faro di Razzoli

Isola di Razzoli-nuovo Faro di Razzoli accanto al vecchio FaroDal promontorio che chiude a nord l'insenatura della Cala Lunga, parte un'antica mulattiera che percorre, da sud a nord, tutta l'isola, consentendo una passeggiata comoda e piacevolissima nella natura selvaggia nel cuore dell'Isola. La mulattiera conduce, in un paio di chilometri, al Faro di Razzoli, che si trova all'interno, in corrispondenza della seconda insenatura della Cala del Rosario, che descriveremo più avanti. Come da tutte le altre alture dell'arcipelago, dal faro di Razzoli sono ben visibili il profilo e gli alti monti della Corsica.

Isola di Razzoli-nuovo Faro di Razzoli in ristrutturazione accanto al vecchio FaroIl nuovo Faro è stato costruito nel 1974 accanto al vecchio faro, edificato nel lontano 1843 ed abbandonato, per problemi strutturali, nel 1969. Sia lungo la strada che giunti al faro, è possibile ammirare il paesaggio su tutto l'arcipelago. Nel 2014 il Comune de La maddalena ha approvato una proposta della Conservatoria delle coste, che prevede il cambio di destinazione d'uso del Faro, dal suo uso pubblico scientifico ad un uso turistico. Con questa delibera, l faro di Razzoli diventerà un Hotel di lusso.

Risalendo la costa in senso orario arriviamo alla Cala dei Morti con la sua spiaggetta

Risalendo in senso orario la costa sud occidentale verso ovest, dopo Cala Lunga, passato il promonotrio dal quale parte la strada che porta al Faro, incontriamo per prima la Cala dei Morti, al'interno della quale si trova la spiaggetta di Cala dei Morti.

Isola di Razzoli-La spiaggia di Cala dei MortiLa spiaggetta di Cala dei Morti è una piccola spiaggia posizionata all'interno di una Cala protetta da rocce granitiche. È caratterizzata da sabbia chiara a grani medi, con la presenza alle sue spalle della macchia mediterranea. Il mare trasparente è caratterizzato invece da un fondale basso e sabbioso, e si presenta di colore azzurro e turchese. Può essere interessante effettuare l'attività dello snorkeling, pur essendo una zona frequentemente battuta dai venti. Non sono presenti servizi su questa spiaggia, che è raggiungibile solamente via mare.

Lungo la costa occidentale incontriamo la Calaccia e la Cala Gni

Passata la cala, proseguiamo lungo la costa ed arriviamo al promontorio che separa la costa sud occidentale da quella occidentale. Risalendo, poi, la costa occidentale da sud verso nord, troviamo subiito l'insenatura denominata la Calaccia, chiusa a destra dalla Punta Calaccia, una scogliera molto bella da vedere.

Passato il promontorio che la chiude a sinistra, troviamo più a nord un'altra insenatura, più ampia, denominata la Cala Gni, al centro della quale si trova una sporgenza rocciosa.

All'estremo nord occidentale dell'Isola si trova la Cala del Rosario

Isola di Razzoli-La Cala del Rosario con all'interno il faro in ristrutturazioneAll'estremo nord occidentale dell'Isola si trova la Cala del Rosario, uno dei punti veramente straordinari di Razzoli, con le sue incredibili rocce. La Cala è separata in due parti da un ampio promontorio, che si spinge all'interno del mare. Nella seconda insenatura della Cala del Rosario, ossia nella sua parte orientale, si trova un grande isolotto che la occupa quasi interamente. In corrispondenza di questa seconda insenatuta, non sulla costa ma all'interno dell'Isola, si trova il Faro di Razzoli, che abbiamo già descritto. Dal faro di Razzoli sono visibili gli alti monti della Corsica, che appare vicinissima, con le isole a sud della Corsica, l'isola di Lavezzi e l'isola di Cavallo.

Lungo a costa nord orientale dell'Isola la Cala dell'Acqua

Subito più ad est, nel lato destro del grande promontorio che chiude ad oriente la Cala del Rosario e che costituisce il punto più a nord dell'Isola, si trova la piccola Cala dell'Acqua.

Più avanti si incontra la Cala Dell'Orto

Isola di Razzoli-La Cala dell'OrtoPercorrendo la costa orientale, che percorre da nord ovest a sud est tutta l'isola, troviamo poco più avanti la Cala dell'Orto, una Cala con una piccolissima spiaggetta di sassi e ciottoli, l'acqua azzurra e limpida con fondali profondi e rocciosi, ideali per chi pratica snorkeling e immersioni senza bombole. La Cala è circondata da scogli e da vegetazione, ad essa si arriva esclusivamente via mare.

Seguono la Cala Prima e la Cala Seconda con le loro piccole spiaggette

Proseguendo lungo la costa nord orientale, si trova la profonda Cala Prima, una piccola cala, con all'interno la spiaggetta di Cala Prima, che è una piccola spiaggia di sassi e ciottoli, l'acqua azzurra e limpida con fondali profondi e rocciosi, ideali per chi pratica snorkeling e immersioni senza bombole. Circondata da scogli e da vegetazione, ad essa si arriva esclusivamente via mare.

Un promontorio separa la Cala Prima dalla Cala Seconda, che è un pò più ampia rispetto alle altre due calette vicine, ossia alla Cala dell'Orto ed alla Cala Prima. All'interno della Cala è presente la spiaggetta di Cala Seconda, una piccola spiaggia di sassi e ciottoli, l'acqua azzurra e limpida con fondali profondi e rocciosi, ideali per chi pratica snorkeling e immersioni senza bombole. Circondata da scogli e da vegetazione, la si raggiunge esclusivamente dal mare.

La bella Cala della Noce

Passato un altro promontorio, si raggiunge la bella Cala della Noce, una Cala al cui interno si trova una piccolissima spiaggetta sabbiosa, con sabbia chiara, a grani medi e piuttosto compatta, con la presenza di qualche scoglio affiorante dall'arenile. Il bellissimo mare cristallino è di colore verde con sfumature d'azzurro. Ha un fondale sabbioso e basso, ed affascinanti scogli affioranti dal mare conferend un aspetto selvaggio a tutta la cala. Interessante effettuare l'attività di snorkeling. Non sono presenti servizi su questa spiaggia, che è raggiungibile solo via mare.

La piccola Cala Cappello con la sua spiaggia

Infine si raggiunge la bella, piccola, Cala Cappello, situata nella parte est dell段sola di Razzoli. Situata sulla costa, alla sinistra dell'omonimo monte, è una delle cale più belle dell'Isola di Razzoli.

Isola di Razzoli-La Cala Cappello con la sua spiaggiaLa spiaggia di Cala Cappello è di sassi e ciottoli, con sabbia bianca piuttosto fine, l'acqua limpida con fondali profondi e sabbiosi con scogli, bagnata da un mare cristallino dai colori tra il verde smeraldo ed il turchese. Il fondale è basso e sabbioso, con scarsa presenza di posidonie. Alle sue spalle è protetta da una fitta macchia mediterranea con arbusti e piante di ginepro, mentre una scogliera chiara la delimita alle sue estremità. Risulta ben riparata dai venti e poco frequentata. Circondata da scogli di granito rosa e da vegetazione, la si raggiunge esclusivamente dal mare.

Passata la sua spiaggia si arriva al Passo degli Asinelli

Lungo la costa che si sviluppa a sud della Cala Cappello, prima di arrivare al Passo degli Asinelli si incontra la bella spiaggia del Passo degli Asinelli, sulla quale sono presenti scogli e rocce granitiche.

Isola di Razzoli-La spiaggia del Passo degli AsinelliLa spiaggia del Passo degli Asinelli è una piccola spiaggia sabbiosa, che prende il nome dal passo situato tra l'isola di Razzoli e quella di Santa Maria. La spiaggia è caratterizzata da sabbia chiara finissima, con uno splendido mare cristallino e policromatico con dei colori tra il verde e l'azzurro. Sono presenti scogli e rocce granitiche. Può essere battuta dai venti del quadrante nord - nord ovest. Come arrivare: la spiaggia è raggiungibile solamente via mare. Servizi: non sono presenti servizi su questa spiaggia.

Arriviamo quindi, in corrispondenza del punto più a sud est dell'Isola, al Passo degli Asinelli, il breve braccio di mare che la separa dall'isola Santa Maria, con un fondale molto trasparente, largo non più di trenta metri e profondo appena un metro, così chiamato perché in antichità, in caso di forte vento e di bassa marea, da li venivano fatti passare gli asini che portavano i rifornimenti al guardiano del faro. Anticamente, quando le isole di Razzoli e Santa Maria erano ancora unite, i pastori col loro bestiame attraversavano questa striscia di mare a piedi durante tutto l'inverno. Nel tratto di mare del Passo degli Asinelli è vietato il transito, lo specchio acqueo è delimitato da boe provviste di bande adesive indicanti il divieto. All'interno dei campi boe, segnalati con boe sferiche di colore rosso, è vietato l'ancoraggio. Sono infine vietati la cattura o il prelievo di crostacei e di esemplari di cernia, corvina, patella ferruginea e pinna nobilis.

Isola di Razzoli-Passo degli Asinelli Isola di Razzoli-Passo degli Asinelli

Lungo la costa sud orientale

Iniziamo a percorrere la costa sud orientale dell'Isola, da est verso ovest. Raggiungiamo per prima l'Ultima Cala, una piccola Cala chiusa e destra da un promontorio, ed a sinistra da scogli che si spingono fino dentro l'acqua.

Più avanti, a metà strada tra questa Ultima Cala e la Punta di Cala Lunga che abbiamo già visto, si trova l'ampia Cala del Bove Marino, che deve il suo nome alla Foca Monaca, che si ritiene un tempo abitasse la cala.

Isola di Razzoli-La spiaggia di Cala Bove MarinoLa spiaggia di Cala Bove Marino è costituita da due cale con lo stesso nome, separate da una piccola scogliera. La spiaggia è caratterizzata da sabbia dorata chiara, non finissima, con la presenza di sassi e ciottoli. L'acqua azzurra con fondali profondi e sabbiosi con scogli, il bellissimo mare cristallino è di colore verde e azzurro, molto caratteristico. Alle spalle della spiaggia si sviluppa la macchia mediterranea. La spiaggia è raggiungibile solamente via mare, e non sono presenti servizi su questa spiaggia.

Da qui, superando la Punta di Cala Lunga con gli isolotti di Cala Lunga, ritorniamo alla Cala Lunga, dalla quale abbiamo iniziato la nostra visita delle coste dell'Isola.


Visualizza la mappa L'isola Santa Maria

L'isola Santa Maria si trova a nord est di Budelli, ed ha una superficie di 2 km². Non è un'isola granitica come le altre dell'arcipelago, ma è composta principalmente da scisti, quindi va ritenuta molto più antica. Di conseguenza il paesaggio è meno aspro, il suo profilo altimetrico è il più basso di tulle le isole dell'arcipelago, e il punto più alto, Guardia del Turco, raggiunge appena i 49 metri, e l'isola è la più verde di tutto l'arcipelago. L'isola è percorsa da una strada che la attraversa tutta, nella zona meridionale, da ovest ad est. La sua costa è molto frastagliata, bagnata da un mare costellato di vari isolotti minori. L'isola è separata ad ovest dalla vicina isola di Razzoli da uno strettissimo canale, detto il Passo degli Asinelli, che abbiamo già descritto. A nord si trova l'ancor più stretto Passo dello Strangolato, che la divide dall'isola La Presa, generalmente considerata parte di Santa Maria, che è il punto più settentrionale della Sardegna. È, inoltre, separata a sud ovest dall'isola Budelli dal Passo Checca di Morto, che fa parte del cosiddetto Porto della Madonna, lo splendido specchio di mare che costituisce una vera e propria piscina naturale, nel quale il colore limpido delle acque lo rende una delle località più belle di tutto l'arcipelago. È, inoltre, separata a sud dagli isolotti Paduleddi dal cosiddetto Passo del Topo.

Santa Maria è l'unica isola dell'arcipelago, se si esclude Caprera, ad essere ad oggi abitata stabilmente, dato che ci sono diciannove case che hanno la funzione di residenze estive, eccetto una che è abitata anche d'inverno, utilizzata come dimora dalla famiglia Sanna, l'unica famiglia che vive sull'isola, che ancora esercita la pastorizia ed utilizza, come un tempo, il Passo degli Asinelli, il braccio di mare che la separa dall'isola Razzoli. D 'estate, invece, è residenza di alcuni proprietari che discendono dalla stirpe Bertoleoni, e altri che hanno acquistato alcune case negli anni sessanta e settanta del Novecento, prima del divieto di edificabilità. Vi si trovava anche un antico piccolo Convento dove nel periodo medioevale ripararono alcuni Frati Benedettini, in fuga da Bonifacio, che furono i primi coloni dell'arcipelago.

Brevi cenni storici

A Santa Maria doveva essere abitata già nel 1238, come si legge in un rogito notarile di Bonifacio, dove si cita un'antica Chiesa intitolata a Sancta Maria de Budello, e da questa Chiesa doveva dipendere il monastero di eremiti, dell'ordine dei Benedettini, attestato a partire dal 12 ottobre 1243. Tale monastero viene abbandonato nel sedicesimo secolo, e nell'800, viene parzialmente demolito e riadattato per uso abitativo. Dalla fine del '700 vi risiede la famiglia dei Bertoleoni, un'avventuriera famiglia di origine genovese, trasferitasi in Corsica, poi in alcuni isolotti dell'arcipelago della Maddalena, che colonizzerà, successivamente, l'isola di Spargi, l'isola di Mortorio, prima di spostarsi definitivamente sulla selvaggia isola di Tavolara, all'ingresso del golfo di Terranova Pausania, di cui saranno gli unici abitanti e proprietari, e dove gli eredi risiederanno fino agli anni sessanta del Novecento, fino alle acquisizioni della famiglia veneto romana dei Marzano, ed alla servitù militare concessa dallo Stato alla NATO su una parte dell'Isola.

Nel 1998, è stata evitata la vendita a privati di una porzione dell'Isola Santa Maria, dato che le trattative per la vendita a privati di una porzione dell'Isola, su richiesta di Renato Soru, governatore della Regione Autonoma della Sardegna, ed il Ministero dell'Ambiente del governo Prodi, chiedono e ottengono l'aggiudicazione della parte dell'Isola in vendita, che è entrata a fare parte dell'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena.

Iniziamo la visita della costa nord occidentale dalla bella Cala Drappo con la sua spiaggia

Per visitare le coste dell'Isola di Santa Maria, iniziamo a percorrere l'isola in senso orario, partendo dallo strettissimo canale, il cosiddetto Passo degli Asinelli, il punto più ad ovest dell'Isola, che la separa dalla vicina isola di Razzoli.

Risalendo la costa nord occidentale, passate alcune cale ed alcuni promontori che le separano, incontriamo l'ampia Cala Drappo. Questa Cala si apre, passato un significativo promontorio, a metà della costa nord occidentale, è raggiungibile esclusivamente via mare, ed in essa si trova la spiaggia di Cala Drappo.

Isola di Santa Maria-La spiaggia di Cala DrappoLa spiaggia di Cala Drappo ha una forma di mezzaluna di sabbia chiara e sassi, affacciata su un mare di un colore splendido, cangiante fra il blu e il verde. Alle sue spalle si trovano rocce rosate dalle forme arrotondate, su cui si sviluppa una verdeggiante vegetazione di macchia mediterranea. La straordinaria bellezza della Cala è sotto regime di tutela integrale, per cui non è consentita ne la pesca ne l'immersione con autorespiratori, tuttavia è possibile visitarla.

Isola di Santa Maria-L'unico albergo dell'Isola ossia La CasittaPassato il promontorio che chiude a nord la Cala Drappo, nella successiva Cala Ajacciolu, si trova l'unico albergo dell'Isola, chiamato La Casitta, che è raggiungibile solo via mare o in elicottero. Sorto negli anni '20 del Novecento come casa di pastori, e ristrutturato recentemente, offre solo cinque camere doppie, ed è diventato un rifugio paradisiaco per pochi eletti, dove si può assaporare la più pura e genuina cucina italiana, fare escursioni con un gozzo con marinaio per raggiungere le spiagge più incantevoli, fare passeggiate a piedi, svolgere diverse attività sportive e trascorrere una vacanza rilassante in un ambiente tranquillo. Proprio in questo albergo Roberto Benigni scegle per la prima volta nell誕rcipelago, e si innamora a tal punto di Santa Maria da comprare una delle rare case dell段sola, dove trascorre le vacanze.

Verso nord raggiungiamo la Cala Muro con la sua spiaggia

Prosguendo verso nord, poco prima di raggiungere il promontorio che chiude a nord l'isola di Santa maria, prima del Passo dello Strangolato, troviamo l'insenatura nella quale è ospitata la bella Cala Muro, raggiungibile esclusivamente via mare. La Cala è separata in due parti a un promontorio, ed ai due lati di questo si trovano le due spiagge, che sono chiamate la spiaggia meridionale di Cala Muro e la spiaggia settentrionale di Cala Muro.

Le due spiagge di Cala Muro, costituite da sassi e scogli, sono incorniciate da un aspro filare di roccia chiara. La straordinaria bellezza della superficie del mare diventa Regno incantato nei suoi fondali, assolutamente da esplorare dagli amanti delle immersioni. L'immersione con autorespiratori è vietata poiche la spiaggia è compresa in un regime di tutela integrale. La sua natura selvaggia rende la spiaggia luogo isolato e solitario, poco frequentato dai bagnanti, e, chi ha il privilegio di visitarla, si trova immerso in uno spettacolo da sogno.

Isola di Santa Maria-La Cala Muro con la spiaggia meridionale di Cala Muro Isola di Santa Maria-La spiaggia settentrionale di Cala Muro con il muretto a secco che la delimita

Dietro la spiaggia settentrionale di Cala Muro si trova un muro a secco, che attraversa tutto il promontorio che chiude a nord l'isola di Santa Maria, partendo dal promontorio che separa le due spiagge, ed arrivando fino sulla costa orientale.

Superato il Passo dello Stangolato si raggiunge l'isola La Presa con la spiaggia di Cala Presa

Isola di Santa Maria-L'isola La PresaL'estrema punta settentrionale dell'isola di Santa Maria è collegata, attraverso una sottilissima lingua di mare che viene chiamata il Passo dello Strangolato, con la vicina isola La Presa, che costituisce quasi un'appendice settentrionale dell'Isola di Santa Maria, costituida da granito rosa e scisto. Si tratta di una piccola isola nella quale si raggiunge l'altitudine massima con il Monte Presa, alto appena 49 metri sul mare.

Sul suo lato orientale dell'Isola La Presa, appena arrivati ad essa dall'isola di Santa Maria, si trova la Cala Presa, nella quale è presente l'unica spiaggia dell'Isola, ossia la spiaggia di Cala Presa.

Isola di Santa Maria-La spiaggia di Cala PresaSul lato orientale dell'isola La Presa, appena giunti ad essa, nell'insenatura della Cala Presa, si trova l'arenile della spiaggia di Cala Presa, che è costituito da sassi e ciottoli, la spiaggia è circondata da scogli di granito rosa, e si affaccia su un'acqua azzurra con fondali profondi e con scogli. La spiaggia si raggiunge esclusivamente dal mare. In questa spiaggia finisce la fascia a tutela integrale del Parco di La Maddalena.

Sull'isola La Presa si trova la Cala Ghiarinaio di fronte alla quale si trova l'isolotto Capicciolu

Isola di Santa Maria-La Cala GhiarinaioNell'isola La Presa, all'estremità del suol lato occidentale, si trova la Cala Ghiarinaio, che è formata da una sottile lingua di sassi chiari e di scogli, che sono lambiti da acque colorate dalle splendide tonalità di azzurro, sulla quale non sono presenti servizi e che è raggiungibile esclusivamente via mare.

Di fronta alla Cala Ghiarinaio, più ad ovest, a poca distanza dall'isola La Presa, si trova il piccolo isolotto Capicciolu, che costituisce l'estremo bordo occidentale dell'isola la Presa, dalla quale è separata da un braccio di mare che collega Cala Ghiarinaio a nord con Cala Muro a sud, e che condivide con l'isola madre le caratteristiche litologiche e morfologiche. La sua altitudine massima raggiunge una quota di 28 metri sul mare.

Iniziamo a scendere lungo la costa orientale dell'Isola di Santa Maria

Isola di Santa Maria-La Cala ColombaroPassato il promontorio che porta a raggiungere l'estrema punta settentrionale dell'Isola ed all'isola La Presa, la costa prosegue da nord verso est, e, quindi, all'altezza di dove sulla costa occidentale si trova la Cala Drappo, ci fa raggiungere sulla costa orientale la Cala Colombaro, dopo la quale, seguendo sempre la costa, arriviamo al promontorio denominato Punta Filetto, sulla quale si trova il faro omonimo.

Il Faro di Punta Filetto

Isola di Santa Maria-faro di Punta Filetto in corso di ristrutturazioneArriviamo quindi a raggiungere la Punta Filetto, sulla quale si trova il Faro di Punta Filetto, che si erge tra belle scogliere proprio di fronte al Faro di Corcelli, situato sull'isola omonima, a est rispetto all'isola Santa Maria. Il faro di Punta Filetto è costituito da una torre quadrata che regge la piccola lanterna bianca posizionata su un fabbricato a due piani. É stato attivato nel 1913 e automatizzato nel 1972, ed è attualmente in corso di ristrutturazione. Il Faro è raggiungibile anche via terra, a piedi, con la strada che attraversa la zona meridionale dell'Isola, partendo dalla spiaggia di Santa Maria, che descriveremo più avanti, e muovendosi verso nord est.

Scandendo lungo la costa orientale troviamo la Cala del Tufo e la Cala Macchione de Bovi

Successivamente, proseguendo lungo la costa orientale verso sud ovest, raggiungiamo, per prima, la piccola Cala del Tufo, un'insenatura al centro della quale si trova una piccolissima spiaggia di sassi e scogli. Di fronte alla spiaggetta si trova una banchina in cemento immersa nel mare. Superata la Cala del Tufo, la costa prosegue da nord verso sud ovest, e si incontra la più grande Cala Macchione de Bovi, ed anche in essa si trovano piccolissimi tratti di spiaggia di sassi e scogli. Continuando la discesa, la costa orientale ci porta a un promontorio che si sviluppa nel mare con la Punta Vecchio Marino, superata la quale, più avanti, si arriverà alla bella e grande Cala Santa Maria, con due calette e, poi, la più grande spiaggia dell'Isola.

Isola di Santa Maria-La piccola Cala del Tufo Isola di Santa Maria-La più grande Cala Macchione de Bovi

Seguendo la costa orientale proseguiamo verso la Cala Santa Maria

Seguendo la costa da est verso ovest, arriviamo ad incontrare la grande Cala di Santa Maria, che si apre nel settore sud orientale dell'omonima isola, è ben riparata, ed è orlata da una grande magnifica spiaggia. La splendida baia è incorniciata da rocce rosate con una verdeggiante vegetazione, tra cui trovano spazio diverse piccole abitazioni turistiche. Il fondale marino aumenta dolcemente la sua profondità dalla riva al largo, formando come una piscina naturale di grande fascino.

Prima di arrivare alla grande spiaggia, incontriamo per prima la Caletta di Punta Vecchio Marino, un quieto e tranquillo angolino di paradiso. La discesa lungo la costa prosegue, e, un poco più avanti, raggiungiamo un'altra piccola caletta, chiamata Caletta di Santa Maria, un altro tranquillo angolino di paradiso.

Isola di Santa Maria-La Caletta di Punta Vecchio Marino Isola di Santa Maria-La Caletta di Santa Maria

Al centro della costa orientale si affaccia la piccola frazione Cala Santa Maria (altezza metri 2, distanza imprecisata da La Maddalena, abitanti circa 2). In essa si trova la magnifica spiaggia della Cala di Santa Maria.

Nella Cala Santa Maria si trova la spiaggia di Santa Maria, l'arenile più bello ma anche il più frequentato dell'Isola, caratterizzato da una sabbia molto bianca e sottile e da un cristallino mare verde azzurro, poco profondo. La spiaggia è altamente visitata dai bagnanti non solo per la sua sabbia sottile che crea un morbido tappeto rinfrescato da acque trasparenti, ma anche perché è dotata di servizi di ristori quali bar e Ristorante. Inoltre, per i suoi bassi fondali è l'ideale per i giochi dei bambini. La spiaggia è raggiungibile via mare ed il servizio è reso dalle imbarcazioni che portano i turisti in giro per l'arcipelago, ed è affollata di barche e barconi in alta stagione.

Isola di Santa Maria-La spiaggia di Santa Maria Isola di Santa Maria-La spiaggia di Santa Maria Isola di Santa Maria-La spiaggia di Santa Maria

Dalla spiaggia, sul retro del piccolo molo di attracco delle imbarcazioni, parte la strada sterrata che, percorsa a piedi, attraversa la zona meridionale dell'Isola e porta verso nord ovest fino al Faro di Punta Filetto, che abbiamo già descritto.

La Cappella di Maria Assunta ed i resti del monastero di Sancta Maria Inter Insulas Budellis

Isola di Santa Maria-La Cappella di Maria AssuntaDal centro della spiaggia di Santa Maria, parte una strada sterrata che si dirige verso nord, e che, in circa cinquecento metri, ci porta alla Cappella di Maria Assunta. Si tratta di una Cappella privata edificata nel 1954. In essa, dal 1998, si celebra la messa nel giorno di ferragosto. La Cappella è stata edificata in ricordo del monastero di Santa Maria, del quale è confermata l'esistenza, da una epistola di Innocenzo IV del 1243, nella quale si chiarisce che la comunità di eremiti stanziata da almeno un cinquantennio nell'isola veniva ufficialmente riconosciuta dal papa, dato che quei Frati svolgevano il loro servizio nel monastero senza essere appartenere ad uno degli ordini approvati, e che essendo a lui ricorsi perché desse loro una regola, il papa li assogettava agli statuti dell'ordine di San Benedetto, prendendo il monastero ed i suoi possedimenti sotto la protezione pontificia.

La presenza nell'isola di questi monaci dovette assumere una certa importanza se, poco dopo il divorzio tra re Enzo, figlio dell'Imperatore Federico II, e la giudichessa Adelasia di Torres, matrimonio contratto nel 1238 contro il volere del Papa Gregorio IX, quest'ultima nel 1243 Chiese ed ottenne il perdono dal papa Innocenzo IV proprio tramite il priore benedettino di Sancta Maria Inter Insulas Budellis. Una seconda epistola di Innocenzo IV, sempre del 1243, fornisce al priore del monastero il mandato di assolvere dalla scomunica, oltre alla pentita Adelasia, anche gli abitanti della Sardegna e della Corsica che vi fossero incorsi per aver seguito le parti del re Ezio contro i diritti della Chiesa. Il Convento di Santa Maria, del quale si possono ancora scorgere le tracce nella vecchia casa della famiglia Viggiano, che erano i proprietari di una parte dell'Isola, dovette prosperare per un paio di secoli sia per i lasciti dei quali beneficiò, sia perché attorno ad esso dovette gravitare la pur esigua popolazione dell'arcipelago. Il Convento è stato abbandonato nel sedicesimo secolo, in seguito alle incursioni barbaresche di Khayr al-Dīn Barbarossa, noto come Ariadeno Barbarossa, e di Turghud Alì, noto come Dragut, ed i monaci si sono rifugiati a Bonifacio.

Lo stagnetto perenne detto Padule dove sostano spesso uccelli palustri in migrazione

Isola di Santa Maria-Lo Stagno di acqua salmastra chiamato PaduleSul lato meridionale dell'Isola, ad ovest della bella Cala Santa Maria, si stende uno specchio d'acqua ossia stagnetto perenne che nei periodi piovosi può raggiungere i due ettari di estensionee un metro di profondità, chiamato Padule, un tempo in comunicazione col mare e oggi in via di lento insabbiamento. Nello specchio d'acqua salmastra sostano spesso numerose specie di uccelli palustri in migrazione, ed il laghetto è frequentato da folaghe, germani reali, gallinelle, le beccacce, le anatre e i cavalieri d'Italia.

Concludiamo la discesa lungo la costa orientale dell'Isola con la Cala di Fosso e la sua spiaggia

Isola di Santa Maria-La Cala di FossoProseguimo ad ovest, ossia a sinistra, dalla Cala Santa Maria e dalla spiaggia di Santa Maria, e continuiamo a scendere lungo la costa orientale dell'Isola, in direzione sud ovest. Passato il promontorio che chiude a destra la cala, proseguiamo ed arriviamo alla Cala di Fosso, una insenatura separata in due parti da un promontorio che si posiziona al suo interno, e che è chiusa a sinistra dal promontorio di Punta Missoggio.

Isola di Santa Maria-A sud del promontorio di Punta Missoggio la spiaggia di Cala di FossoAlla sinistra, ossia verso sud ovest, della Cala di Fosso, si trova la Punta Missoggio, passata la quale, si arriva alla piccola spiaggia di Cala di Fosso, chiamata anche spiaggia di Punta Missoggio, di sicuro una tra le più belle dell'Arcipelago. La spiaggia è caratterizzata da una sabbia particolarmente chiara e sottile, che si affaccia su un mare dalle acque di tonalità tra l'azzurro ed il verde, limpidissime.

Il punto più a sud dell'Isola ed il Passo del Topo che la separa dall'isolotto Paludeddi

Isola di Santa Maria-Passo del Topo tra l'isola Sant Maria e l'isolotto PaduleddiProseguendo verso sud ovest, raggiungiamo il punto più a sud dell'Isola, oltre il quale si trova il Passo del Topo, un corto tratto di mare tra il punto più a sud dell'Isola Santa Maria ed il piccolo isolotto Paduleddi, costituito da rocce granitiche emergenti dall'acqua come piccole sculture, che si trova appunto a sud del promontorio con il quale termina l'isola Santa Maria. Nel tratto di mare del Passo del Topo, è vietato il transito, lo specchio acqueo è delimitato da boe provviste di bande adesive indicanti il divieto. All'interno dei campi boe, segnalati con boe sferiche di colore rosso, è vietato l'ancoraggio. Sono infine vietati la cattura o il prelievo di crostacei e di esemplari di cernia, corvina, patella ferruginea e pinna nobilis.

Risalendo lungo la costa sud occidentale troviamo la Cala Giorgio Marino e la Cala Aiacciolu

Passato il Passo del Topo, iniziamo a risalire la costa occidentale dell'Isola di Santa Maria, che fronteggi l'sola di Budelli, e passiamo di fronte all'isola della Carpa, che abbiamo già descritta dato che si trova a metà strada tra l'isola di Budelli e quella di Santa Maria. Più avanti, risalendo la costa, troviamo l'ampia Cala Giorgio Marino, una grande insenatura al centro della quale si trovano diversi isolotti. La costa prosegue dirigendosi verso nord ovest, e, a sud del Passo degli Asinelli, incontriamo la Cala Aiacciolu. Quindi, nel tratto di costa che sale, le due cale sono seguite, poco più a nord, dal bastione granitico che si affaccia sul Passo degli Asinelli.

Isola di Santa Maria-La Cala Giorgio Marino Isola di Santa Maria-La Cala Aiacciolu

Le due cale sono raggiungibili non solo via mare, ma anche via terra, con la strada che attraversa tutta la zona meridionale dell'Isola, partendo dalla spiaggia di Santa Maria, e muovendosi verso ovest, passa a sud dello Stagno perenne detto Padule e si porta fino sulla costa.

Le altre piccole isole a est dell'Isola di Santa Maria

Isola di Santa Maria-Le piccole isole ad est dell'Isola Santa MariaVicino all'isola Santa Maria, si trovano diversi altri piccoli isolotti, ossia un gruppo di piccole terre emerse circondate da acque cristalline e caratterizzate da fondali rocciosi. Sugli isolotti più settentrionali nidificano il marangone dal ciuffo e il gabbiano reale. La vegetazione ospita diverse specie endemiche, come il fungo di malta e lo zafferanetto minore. Una splendida vista di tutte queste isolette si ha dal Faro di Punta Filetto.

Isola di Santa Maria-Fanale dell'Isola di CorcelliA est dell'Isola Santa Maria, di fronte alla Punta Filetto, si trova l'isola di Corcelli, uno scoglio granitico che raggiunge un'altezza massima di 31 metri sul mare. Non lontano dall'isola si trova un faro, chiamato il Fanale dell'Isola di Corcelli, edificato su uno scoglio presso l'isola omonima, che si trova proprio di fronte al Faro di Punta Filetto. Lungo la costa sud dell'Isola di Corcelli, si trova la piccola e bella Cala Rossa. Lungo la costa nord occidentale dell'Isola, si trova la Cala di Ponente, con una graziosa spiaggia di sabbia con grani medi e di colore chiaro, circondata dalla macchia mediterranea e dalle bellissime rocce chiare di granito, con un mare cristallino dal fondale medio basso, con dei colori tra il verde e l'azzurro che, spostandosi dalla riva, diventano sempre più intensi.

Ad est di Corcelli si trova l'isola Piana, che è la più esposta alla violenza delle ondazioni orientali, le quali, infatti, ne hanno completamente spianato la superficie, e da questo deriva il suo nome. Essa raggiunge un'altitudine massima, infatti, di soli 14 metri. L'isola Piana, con quella di Corcelli, forma una piscina naturale che offre rifugio alle piccole imbarcazioni dai venti di ponente.

A sud dell'Isola di Corcelli e dell'Isola Piana si trova l'isola Barrettini, che è la più grande di queste piccole isole, si posiziona al centro del gruppo, e si distingue per il suo profilo conico, che raggiunge i 40 metri sul livello del mare nella sua zona meridionale. La costa dell'sola termina a nord con la Punta Seccagna. Al centro della sua costa occidentale si trova la piccola e profonda Cala d'Acqua, ed, al centro di quella orientale, la più ampia Cala Zerri.

A nord dell'Isola di Corcelli si trova il piccolo isolotto Barrettinelli di Fuori, mentre a sud, al di sotto dell'Isola Barrettini, si trovano gli isolotti Barrettinelli.

La prossima tappa del nostro viaggio

Conclusa la visita dell'arcipelago di La Maddalena, nella prossima tappa del nostro viaggio riprenderemo la costa da Palau per visitare la costiera orientale di Santa Teresa di Gallura, ci recheremo poi a visitare la cittadina chiamata Santa Teresa di Gallura con il suo centro storico, e ci recheremo quindi sul promontorio di Capo Testa, con le spiagge lungo le sue coste.


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