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Visita del sito istituzionale del comune

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Lodine il piccolo borgo agricolo che visitiamo con i suoi dintorni dove si trova l'area archeologica di Soroeni

In questa tappa del nostro viaggio ripartiremo da Gavoi, da dove effettueremo una deviazione verso est fino al piccolo borgo agricolo di Lodine, che visiteremo con i suoi dintorni.

La Regione storica della Barbagia di Ollolai

La Regione storica della Barbagia di OllolaiLa Barbagia di Ollolai (nome in lingua sarda Barbàgia 'e Ollolai), chiamata anche Barbagia Superiore, è una Regione storica della Sardegna centrale. In periodo giudicale ha fatto parte del Giudicato d'Arborea, nellla Curatoria della Barbagia di Ollolai, è stata poi degli Aragonesi, quindi del Ducato di Mandas. Ne fanno parte i comuni: Austis, Fonni, Dorgali, Gavoi, Lodine, Mamoiada, Oliena, Ollolai, Olzai, Orgosolo, Ovodda, Teti e Tiana. Secondo molti, ed anche secondo noi, alla Barbagia di Ollolai apparterrebbe anche il Comune di Dorgali, che durante il periodo nel quale la Sardegna era sotto il controllo dell'Impero Bizantino e nel primo periodo del Giudicato di Arborea ne costituiva uno sbocco al mare, che è andato perduto a seguito dell'espansione, promossa dai Pisani, verso sud del Giudicato di Gallura. Secondo alcuni, alla Barbagia di Ollolai apparterebbero anche i comuni di Orani e Sarule, che noi attribuiamo, invece, al Nuorese, noto anche come Barbagia di Nuoro o Barbagia di Bitti.

Visualizza la mappa Una deviazione fino a Lodine

Lodine-Veduta panoramica dell'abitatoDa Gavoi, prima di proseguire verso Ollolai, effettuiamo una deviazione verso est, sulla SP30, in direzione di Mamoiada, ed arriviamo al piccolo borgo agricolo di Lodine, che visitiamo con i suoi dintorni. Dal Municipio di Gavoi a quello di Lodine si sono percorsi 6,2 chilometri.

Il piccolo borgo agricolo di Lodine Informazioni turistiche

Lodine-Stemma del comuneIl paese chiamato Lodine (altezza metri 884, abitanti 380 all'1 gennaio 2011) è un piccolo borgo agricolo di montagna, che ha recentemente ottenuto la condizione di Comune autonomo. Situato nella parte centrale della Provincia di Nuoro, alle pendici del monte Pisanu Mele, l'abitato è situato presso la confluenza del Rio Madau nel lago di Gusana e si estende nella valle del Massari, in posizione panoramica verso gli altopiani e le montagne, fino al Gennargentu. È raggiungibile dalla SS128 Centrale Sarda, il cui tracciato si snoda a soli sei chilometri dall'abitato, o con la SP30 che collega Gavoi con Mamoiada, ed attraversa tutto l'abitato di Lodine. Il suo territorio, comprensivo dell'area del lago di Gusana, bacino artificiale condiviso con il Comune di Gavoi, è ricchissimo di siti archeologici pre nuragici e nuragici di grande importanza, alcuni dei quali sono raggiungibili da Lodine ma appartengono all'area comunale di Gavoi.

Origine del nome

Il nome del paese è di etimologia incerta, probabilmente di origine prelatina da ascrivere al substrato protosardo, e potrebbe derivare dall'originario nome del Nuraghe che è stato rinvenuto nel suo territorio, e che si trova oggi accanto alla cinquecentesca Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire.

La sua economia

La sua economia si basa sulle tradizionali attività agricole e zootecniche. Nell'economia locale l'agricoltura conserva un ruolo importante, dato che si coltivano cereali, ortaggi, foraggi e alberi da frutta. Parte della popolazione si dedica anche all'allevamento di ovini, caprini, bovini, suini, equini e avicoli. Le attività industriali sono pressoche irrilevanti, e modesta è anche la presenza del terziario. Lodine non è meta di rilevante flusso turistico, tuttavia, la sue bellezze naturali offrono la possibilità di effettuare escursioni nel corso delle quali non può mancare la visita ai siti archeologici sparsi sul suo territorio ed il quello di Gavoi, e al bel lago di Gusana, che è circondato da splendide foreste di lecci. Tipica di Lodine è Sa Teula, ossia la tegola di terracotta rossa, che veniva prodotta in questo Comune per tutti i tetti della Barbagia quasi fino a metà del Novecento. Nel paese esistono ancora i forni dove il manufatto veniva cotto, assieme ai mattoni pieni che servivano per pavimentare le case, realizzare volte a botte e cornici e archi delle case nobiliari. Le fabbriche di tegole e mattoni, anche se di livello artigianale, avevano contributo a far sopravvivere questo paese in tempi di grandi carestie, soprattutto per le famiglie che non possedevano grandi estensioni di terreno.

Brevi cenni storici

Abitata sin dall'età preistorica, Lodine è il nucleo superstite di un vasto insediamento popolato da tempi più remoti. Nel periodo medioevale entra a far parte del Giudicato d'Arborea, aggregato alla curatoria di Ollolai. Dal 1409 al 1477 appartiene al marchesato di Oristano, e viene ceduto in feudo a Giovanni Deiana. Nel 1478, in seguito alla battaglia di Macomer, viene conquistata dagli Aragonesi. Nel 1604 viene incorporata nel ducato di Mandas e concessa in feudo alla famiglia dei Maza, e poi ai Tellez Giron d'Alcantara, i quali la governano fino al 1839, anno dell'abolizione del sistema feudale. Durante il Regno d'Italia, del Comune di Lodine, nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia, da quella di Sassari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente, nel 1928, con l'aggregazione dei piccoli comuni a quelli di maggiori dimensione, diviene frazione del Comune di Gavoi, da cui torna ad ottenere nuovamente piena indipendenza amministrativa e territoriale in periodo repubblicano, nel 1988.

Principali Feste e Sagre che si svolgono a Lodine

Sono poche le Feste e Sagre che si svolgono a Lodine. Il 17 gennaio si svolge la Festa di Sant'Antonio Abate, e la notte tra il 16 e il 17 gennaio viene acceso il fuoco di Sant'Antonio, ossia l'accensione del falò al quale segue la degustazione di piatti tipici della tradizione; a febbraio si svolgono le manifestazioni del Carnevale di Lodine; i giorni tra il 16 ed il 18 agosto si svolge la Festa di San Liberato, con processione religiosa e balli tradizionali la seconda domenica di settembre si svolge la Festa del Santo patrono del paese, che è San Giorgio.

Il Carnevale di Lodine

Lodine-Carnevale di LodineIl Carnevale di Lodine, chiamato Su Harrasehare Lodinesu, si svolge il mercoledì delle Ceneri, ossia il Merhulis de Lessia, organizato dall'Associazione Culturale Sa Teula e da Su Harrasegare Lodinesu. Il protagonista è un fantoccio Carnevalesco con l'aspetto di un personaggio con una maschera di legno, scolpita da un artista locale, avente le fattezze di un personaggio più o meno noto della comunità, che si è distinto per un comportamento non ben accetto dal paese, oppure di un personaggio nazionale o internazionale che si è messo in evidenza con connotazioni negative. Il fantoccio per questo viene deriso da sas Umpanzias, uomini mascherati di nero, ed il loro corteo segue il fantoccio, che viene portato di casa in casa, sbeffeggiandolo e schernendolo con rime in lingua barbaricina.

Visualizza la mappa Visita del centro del paese

L'abitato ha un andamento di tipo montano e si estende nella valle del Massari, in posizione panoramica verso gli altopiani e le montagne fino al Gennargentu. Arriviamo a Lodine provenendo da Gavoi con la SP30, che entra nel paese da nord ed assume il nome di largo Dante.

Il Campo da Calcio di Lodine

Circa cinquanta metri prima del cartello segnaletico indicatore dell'abitato di Lodine, troviamo sulla destra della strada una traversa che, in circa centocinquanta metri, dopo essere passata accanto ai campi da tennis che si trovano alla sua destra, ci porta al Campo da Calcio di Lodine.

Il Cimitero di Lodine

Subito dopo aver superato la traversa per il Campo da Calcio, proprio ad angolo con questa strada, si inizia a vedere il muro di cinta del Cimitero di Lodine, e, poco più avanti, si trova il suo ingresso. Il lato destro del Cimitero si trova alla sinistra della traversa, proprio di fronte ai campi fa tennis.

La Chiesa parrocchiale di San Giuseppe

Lodine: la Chiesa parrocchiale di San GiuseppeLodine: la fontana di Lodine a lato della Chiesa di San GiuseppeRitornati sulla SP30, passiamo il cartello indicatore che indica l'ingresso all'interno dell'abitato. Percorsi circa duecento metri, alla sinistra della strada si trova una gradinata che porta a una piccola piazza sulla quale si affaccia la Chiesa dedicata a San Giuseppe, che è la nuova Chiesa parrocchiale di Lodine, di recente costruzione. Alla sinistra della Chiesa, in un ampio spazio verde, si trova una bella fontana, anch'essa molto recente, ed ancora più a sinistra una scalinata porta ad uno spazio rotondo pavimentato, con un'edicola sacra nella quale è esposto il simulacro del Santo.

La piazza San Giorgio con la ex parrocchiale dedicata a San Giorgio Martire Guerriero

Percorsi altri centottanta metri sul largo Dante, troviamo sulla destra della strada la via del Nuraghe. La imbocchiamo, poi prendiamo subito a sinistra la strada in salita che si chiama via San Giorgio, che in una cinquantina di metri ci porta alla cinquecentesca Chiesa di San Giorgio Martire Guerriero, del sedicesimo secolo, che è stata la ex Chiesa parrocchiale di Lodine e che domina dall'alto il piccolo abitato. L'edificio, realizzato interamente in pietra, è caratterizzato al suo interno da un impianto con un'unica navata, con l'aula rettangolare scandita da arcate a sesto acuto, e con piccole cappelle laterali. Nella area presbiteriale si trova un semplice altare, dietro al quale spicca una bella statua di San Giorgio a cavallo. Il prospetto esterno, con tetto a doppio spiovente e campanile a vela inglobato nella facciata sul suo lato destro, ospita al centro il portone d'ingresso, che è preceduto da una breve scalinata.

Lodine: la ex-parrocchiale di San Giorgio Martire Lodine: la ex-parrocchiale di San Giorgio Martire: facciata Lodine: la ex-parrocchiale di San Giorgio Martire: interno Lodine: la ex-parrocchiale di San Giorgio Martire: statua di San Giorgio

Attorno alla Chiesa, è stata costruita una piazza belvedere, la Piazza San Giorgio, considerata il salotto del paese, caratterizzata da tre piazzette degradanti con pavimenti in granito, dalla quale è possibile ammirare il paesaggio, con la vista che spazia dal lago di Gusana al Gennargentu, fino ai monti di Oliena e Orgosolo. Vicino alla Chiesa è inoltre possibile vedere i resti del Nuraghe Sas Trinta Battaglias.

Resti del Nuraghe de Sas Trinta Battaglias

A soli cinque metri dalla Chiesa di San Giorgio si trova il Nuraghe de Sas Trinta Battaglias, che un tempo probabilmente veniva chiamato Nuraghe Lodine e che potrebbe avere dato il nome al paese. Il Nuraghe è raggiungibile dalla piazza San Giorgio, ma ad esso si arriva anche percorrendo tutta la via del Nuraghe. Si tratta di un Nuraghe semplice, monotorre, purtroppo in pessimo stato di conservazione.

Lodine-Resti del Nuraghe de Sas Trinta Battaglias Lodine-Resti del Nuraghe de Sas Trinta Battaglias

I resti di una capanna preistorica

Sempre nel centro del paese, all'altro lato del largo Dante rispetto all'imbocco della via del Nuraghe, sono presenti i resti di una capanna preistorica, a testimonianza delle origini antiche di Lodine. Oggi, per proteggerli, sopra di essi è stata edificata una Piazza, ed i resti si vedono attraverso un vetro. Solo per pochi giorni, in particolari occasioni, è consentito l'accesso per andare a visitarli.

Il Municipio di Lodine

Percorsi altri trecento metri sul largo Dante, che dopo aver raggiunto il punto più a sud di Lodine ed aver ripreso in direzione nord est, passato il civico numero 83 troviamo alla sinistra della strada la via Oristano, dove, al civico numero 9, si trovano la sede e gli uffici del Municipio di Lodine.

Visualizza la mappa Nei dintorni di Lodine

Nei dintorni di Lodine sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici de Sas Trinta Battaglias chiamato anche de Sa Parrocchia che abbiamo già descritto, e dei Nuraghi Boina, Cannavargios,Mammughine, Mughisaris, Sas Seddas, Zolesi; del Nuraghe complesso Soroeni; ed anche dei Nuraghi Mercuriu, Orrui, Sos Nuragheddos, tutti di tipologia indefinita. Tra le vestigia del passato di maggior pregio merita di essere citata l'area archeologica di Soroeni, mentre non lontano da Lodine si trovano la Necropoli a Domu de Janas di S'Iscritzola o S'Iscrithola o S'Iscrittola e la Necropoli di Uniai, facilmente raggiungibili da Lodine ma che si trovano in territorio di Gavoi e sono state descritte nella pagina dedicata a questo comune.

Il Monastero delle monache benedettine Mater Unitatis

Dal Municipio di Lodine, torniamo sul largo Dante, che prendiamo in direzione nord est, e che ci fa uscire dall'abitato sulla SP30 in direzione di Mamoiada. Percorso circa un chilometro, troviamo le indicazioni che ci fanno prendere sulla destra una deviazione che in in centinaio di metri, in località Perda Maiore, ci porta al Monastero delle monache Benedettine Mater Unitatis, un importante centro religioso e spirituale. Istituito nel 1971 quando il Monastero di Olzai, elevato ad Abbazia nel 1958 ed aggregato con tutte le sue dipendenze alla confederazione benedettina nel 1970, è stato trapiantato a Lodine, in esso sono confluite nel 1995 anche le monache della dismessa comunità benedettina di Ozieri.

L'area archeologica di Soroeni con il Nuraghe complesso omonimo

Proseguendo sulla SP30, che torna verso est in territorio di Gavoi in direzione di Mamoiada, percorsi quasi cinque chilometri dopo l'attraversamento di Lodine, troviamo l'indicazione che ci fa prendere una strada verso destra, che, dopo poco più di un chilometro, ci porta sull'altopiano di Pratobello al Santuario Campestre della Madonna d'Itria. Seguendo la strada che ci ha portato al Santuario della Madonna d'Itria, e proseguendo alcuni chilometri dopo la Chiesa verso sud ovest, troviamo sulla destra della strada la Necropoli di Uniai, che si trova in territorio di Gavoi. Passata la Necropoli di Uniai, proseguiamo sempre sulla stessa strada che rientra nel territorio di Lodine, fino a trovare l'area archeologica di Soroeni.

Su una collinetta di trovano i resti del Nuraghe Soroeni, un Nuraghe complesso costruito in granito, itorno al quale si trovano tracce di un insediamento con occupazione fino al tardo medioevo. Il Villaggio nuragico si sviluppa sulla collinetta ed anche ai suoi piedi. È costituito da molte capanne realizzate con pietre di piccole dimensioni, alcune appoggiate alle emergenze rocciose naturali. La presenza, in alcune di esse, di nicchie sulle pareti, indica come vi si dovessero svolgere attività produttive e artigianali. Le modalità costruttive e l'architettura rivelano una forte analogia con quanto rinvenuto in altri insediamenti presumibilmente della stessa epoca, come nel villaggio Genna Maria di Villanovaforru e nel villaggio Sant'Imbenia di Alghero. Si ritiene che il villaggio sia stato utilizzato anche nell'età del Ferro, ed occupato fino al tardo medioevo. Il Villaggio nuragico è ancora in corso di scavo, per cui potrebbe capitare di trovare l'area archeologica chiusa al pubblico.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, proseguiremo da Gavoi lungo la SS128 e ci recheremo a visitare Ollolai, il paese del re pastore Ospitone a cui si deve la diffusione del cristianesimo nell'isola.


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