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Visita del sito istituzionale del comune

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Meana Sardo con il suo centro abitato ed i dintorni nei quali si trova l'imponente reggia nuragica Nolza

In questa tappa del nostro viaggio, da Atzara scenderemo verso sud ritornando nella Barbagia di Belvì, dove visiteremo Meana Sardo con il suo centro abitato ed i suoi dintorni.

La Regione storica della Barbagia di Belvì

La Barbagia di BelvìLa Barbagia di Belvì (nome in lingua sarda Barbàgia de Brevìe), chiamata anche Barbagia centrale, è una Regione storica della Sardegna centrale. Corrisponde alla parte centrale della Barbagia e si trova tra le regioni del Mandrolisai a nord, il Sarcidano e la Barbagia di Seulo a sud. In periodo giudicale ha fatto parte del Giudicato d'Arborea del quale costituiva una Curatoria. È una delle regioni della Barbagia che fu meno sottoposto all'egemonia dei feudatari, a parte qualche tentativo sfociato in insurrezioni popolari. Fino alla metà del 1700 il paese chiamato Belvì era, infatti, governato da un rappresentante scelto tra i capifamiglia. Della Barbagia di Belvì fanno parte i comuni di Aritzo, Belvì, Gadoni e Meana Sardo.

Visualizza la mappa In viaggio verso Meana Sardo

Percorsi fuori dall'abitato di Atzara circa otto chilometri, arriviamo ad entrare nell'abitato di Meana Sardo. Dal Municipio di Atzara a quello di Meana sardo si percorrono 9,1 chilometri.

Visita di Meana Sardo Informazioni turistiche

Meana Sardo-Veduta dell'abitatoMeana Sardo-Stemma del comuneLa cittadina chiamata Meana Sardo (nome in lingua sarda semplicemente Meana, metri 588, abitanti 1.942 all'1 gennaio 2011) è un centro collinare situato nella parte sud occidentale della Provincia di Nuoro, ai confini con quella di Oristano. Si trova in posizione panoramica sotto il monte Sant'Elia, ad ovest delle montagne della Barbagia di Belvì, al limite con le colline del Sarcidano e del Mandrolisai. Meana sardo viene, comunque, considerato appartenente alla Barbagia di Bitti, della quale costituisce il Comune più ad occidente, ed è attraversato dalla SS128 Centrale Sarda. Il territorio comunale, ricco di fonti, corsi d'acqua e di macchia mediterranea, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, dato che si raggiungono i 1.083 metri di quota.

Origine del nome

Il nome della cittadina, che ha assunto l'attuale forma Meana sardo nel 1862, è attestato come Meana per la prima volta nel 1341, ed il suo nome deriva dalla parola latina Mediana, in quanto nel territorio passava la strada romana che da Cagliari, attraversando Bhiora ossia Serri, Valenza ossia Nuragus, Mediana ossia Meana Sardo, Augustis ossia Austis, Sorabile che si trovava presso Fonni, Caput Tirsi, raggiungeva Olbia. Mediana era situata, appunto, a metà del percorso tra Cagliari e Olbia.

La sua economia

La sua economia è basata principalmente sulle attività agricole e zootecniche. Il settore agricolo è presente con la coltivazione di cereali, ortaggi, foraggi, ulivi, viti e altri alberi da frutta, e quello zootecnico con l'allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. L'industria è costituita da aziende che operano nei comparti lattiero caseario, dei laterizi, della produzione di mobili ed edile. Il terziario non assume dimensioni rilevanti. Sebbene non rappresenti una meta turistica particolarmente rinomata, offre comunque la possibilità di godere di un bel paesaggio e di effettuare interessanti escursioni nei dintorni dell'abitato. Di particolare attrazione sono le vicine cime del Gennargentu e gli interessanti siti archeologici, in particolare i Nuraghi Maria Incantada, Nolza e Genna Corte.

Brevi cenni storici

Il territorio viene abitato fino dai tempi preistorici. Durante il periodo medioevale il borgo di Meana appartiene al Giudicato di Arborea, e viene nominato capoluogo della Barbagia di Meana. Nel primo decennio del quindicesimo secolo venne aggregato ai territori del marchesato di Oristano, ed in seguito entra a far parte della contea di Santa Sofia. Passata sotto la dominazione aragonese, dopo essere stata ceduta a diversi feudatari, viene governata da Raffaele Lostia, sotto il quale rimane fino al 1839, anno dell'abolizione del sistema feudale. In periodo sabaudo, con la costituzione del Regno d'Italia, nel 1862 viene cambiata la denominazione dello storico Comune di Meana, che diventa Meana Sardo. In periodo repubblicano, del Comune di Meana sardo nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro.

Principali Feste e Sagre che si svolgono a Meana Sardo

Meana Sardo-Esibizione del Gruppo Folk Proloco di Meana SardoDurante le Feste e Sagre è possibile assistere alle esibizioni del Gruppo Folk Proloco di Meana Sardo e del Coro Polifonico Giovanni Pierluigi da Palestrina, ed, in occasione delle Feste e ricorrenze, è anche possibile ammirare il bel costume tradizionale di Meana Sardo. Tra le Feste e Sagre che si svolgono a Meana sardo citiamo, il 16 e il 17 gennaio, la Festa di Sant'Antonio Abate; il 19 gennaio la Festa di San Sebastiano; il lunedì di Pasqua la Sagra denominata Pasquetta di Santu Lussulgiu, presso la Chiesetta campestre di San Lussorio; l'ultima domenica di giugno la Festa di San Giovanni Battista con la tradizionale mostra regionale dei formaggi ovi-caprini della Sardegna; il 24 agosto la Festa del Santo patrono, che è San Bartolomeo; dall'8 al 10 di settembre la Festa di San Salvatore.

La Festa di Sant'Antonio Abate

A Meana Sardo, la sera del 16 gennaio si svolge la Festa di Sant'Antonio Abate. Il comitato organizza i festeggiamenti in onore del Santo con la preparazione de Su fogadone, ossia del grande falò, nei due rioni del centro storico. Segue l'accensione dei fuochi e la distribuzione dei dolci tipici meanesi, accompagnata dall'assaggio dei primi vini di stagione. Vengono anche offerte le Fà cun Laldu, ossia le fave con lardo, cucinate attorno ai falò.

La Festa di San Sebastiano

In seguito, la sera del 19 gennaio si svolge la Festa di San Sebastiano, che avveniva un tempo di fronte alla Chiesa omonima, ormai del tutto distrutta. I festeggiamenti iniziano con la preparazione de Su Fogu de Santu Trebestianu, ossia del grande falò, nei due rioni del centro storico, dopo di che si procede con l'accensione dei fuochi, e la distribuzione di dolci tipici e dei primi vini di stagione. Anche per questa Festa, vengono offerte ai partecipanti le Fà cun Laldu, ossia le fave con lardo, cucinate attorno ai falò.

La Festa di San Giovanni Battista con la mostra regionale dei formaggi ovi-caprini della Sardegna

L'ultimo sabato e l'ultima domenica di giugno si svolge la Festa di San Giovanni Battista. Il sabato si svolgono i vespri, poi la domenica le manifestazioni religiose, seguite dalla cena offerta dal comitato di San Giovanni e dai cantori del Coro Polifonico di Meana Sardo. Seguono balli in piazza con i gruppi folk. La Festa in onore del Santo comprende anche la Mostra regionale dei formaggi ovi-caprini della Sardegna, che è una Sagra del formaggio, che costituisce un'occasione per deliziarsi il palato con gli ottimi pecorino e caprino sardo.

Visualizza la mappa Visita del centro della cittadina

Entriamo in Meana sardo da nord ovest con la SS128 che, all'interno del centro abitato, assume il nome di via Roma, nome che conserva durante tutto l'attraversamento fino ad uscire dalla cittadina da sud est. Il centro storico dell'abitato conserva antiche costruzioni in stile catalano, caratterizzate da architravi e colonne di trachite e arenaria, con motivi decorativi di carattere floreale o raffiguranti immagini femminili.

La Chiesa di San Salvatore

Meana Sardo: la Chiesa di San SalvatoreDopo aver incontrato le prime abitazioni, la via Roma, entrata nel paese in direzione sud est, compie una curva verso sud ovest. Percorsi circa settecentocinquanta metri dalle prime abitazioni, troviamo sulla destra la piazza San Salvatore, nella quale si affaccia la Chiesa di San Salvatore. La Chiesa risale al quindicesimo secolo, ma è stata più volte pesantemente rimaneggiata nel corso del tempo, subendo varie modifiche che ne hanno modificato le caratteristiche originarie, tanto da non poter più risalire alla sua struttura originaria. Presenta un ambiente unico di forma rettangolare, con copertura in incannicciato. Il modesto prospetto esterno presenta al centro il portone di ingresso in legno sormontato da un piccolo oculo circolare. Alla sommità del tetto a doppio spiovente, con copertura in tegole, spicca una campanile a vela, con una monofora a tutto sesto.

La Festa di San Salvatore si svolge dall'8 al 10 del mese di settembre. In onore del Santo si organizza a Meana Sarda una Festa particolarmente ricca di manifestazioni, con la celebrazione della messa seguita dalla processione.

La Chiesa di Sant'Antonio Abate

Meana Sardo: la Chiesa di Sant'Antonio AbatePercorsi ancora circa centosessanta metri sulla via Roma, prendiamo a destra la via Guglielmo Marconi, dopo una settantina di metri svoltiamo a destra in via Sant'Antonio, che, in novanta metri, ci porta nella piazza Sant'Antonio, nella quale si affaccia la Chiesa di Sant'Antonio. Si tratta di una piccolissima Chiesa, situata nell'omonimo quartiere, quasi completamente ricostruita nel 1962 su un precedente edificio, che costituiva la Chiesa parrocchiale di meana Sardo. Presenta una semplice pianta con un ambiente unico di forma rettangolare, con le finestre laterali di forma ogivale. Sul prospetto si apre il portale d'ingresso con arcata a tutto sesto, sormontato da un oculo vetrato circolare, con una croce. Il tetto a doppio spiovente ha copertura in tegole.

La Chiesa viene utilizzata assai di rado, quasi esclusivamente in occasione della Festa di Sant'Antonio Abate, quando, la sera del 16 gennaio, nel piazzale antistante, si accende Su Fogadone, ossia il grande falò di Sant'Antonio Abate.

La Chiesa di San Francesco Saverio

Meana Sardo: la Chiesa di San Francesco SaverioDalla Chiesa di Sant'Antonio Abate, invece di continuare sulla via Sant'Antonio, proseguiamo dritti, prendendo, di fronte alla Chiesa, il Vico Sant'Antonio. Dopo una cinquantina di metri svoltiamo a destra e imbocchiamo il corso Giovanni Mura Agus, che seguiamo verso ovest per una quarantina di metri, fino a che da sinistra sbocca la via Camillo Benso Conte di Cavour. Prendiamo questa strada e troviamo subito sulla destra la facciata della Chiesa di San Francesco Saverio. Questa Chiesa è la più recente delle strutture di culto del paese, la sua costruzione risale infatti agli inizi del ventesimo secolo. Per la sua costruzione sono stati utilizzati anche i materiali provenienti dall'antica Chiesa dedicata a San Francesco, che è stata sconsacrata nel 1851, e che si trovava in stato di completo abbandono. La Chiesa presenta una modesto impianto mononavato. Nell'alta facciata esterna, con terminale piano ed elementi decorativi laterali, spicca un piccolo campanile a vela.

Il Cimitero di Meana Sardo

Proseguendo lungo il corso Giovanni Mura Agus verso nord ovest, lo seguiamo per centotrenta metri, arriviamo a una rotonda alla quale proseguiamo dritti sulla via Canonico Sanna. Dopo meno di duecento metri, troviamo, alla destra della strada, la strada che porta all'ingresso del Cimitero di Meana Sardo.

Il Campo da Calcio di Meana Sardo

Proseguendo ancora sulla strada che ci ha portato al Cimitero, dopo cinquecento metri troviamo alla sinistra il Campo da Calcio comunale di Meana Sardo, dove lo sport maggiormente praticato è il calcio. A livello maschile la formazione dai colori sociali gialloverdi, il G.S. Meana Sardo, è stata in Prima Categoria per parecchi anni, ed attualmente milita in Seconda Categoria. A livello femminile è originaria del paese la calciatrice Daniela Mattana, che ha militato da giovanissima in Serie A con l'Atletico Oristano.

Il Municipio di Meana Sardo

Dalla Chiesa di Sant'Antonio Abate, invece di continuare sulla via Sant'Antonio, proseguiamo dritti, prendendo, di fronte alla Chiesa, il Vico Sant'Antonio. Dopo una cinquantina di metri svoltiamo, questa volta, a sinistra e imbocchiamo il corso Giovanni Mura Agus, che seguiamo verso est per una cinquantina di metri, e troviamo, sulla destra, la piazza IV Novembre, nella quale, al civico numero 1, si trova il palazzo che ospitava il Monte Granatico di Meana Sardo, ossia la banca del garno, e che oggi ospita la sede e gli uffici del Municipio di Meana Sardo.

I resti della Chiesa di San Sebastiano

Meana Sardo-L'arcata di accesso, unico resto della Chiesa di San SebastianoPassato davanti alla facciata del Municipio, prendiamo lungo il suo fianco sinistro la via Piave, che ci porta in piazza Francesco Fenu. In questa Piazza, situata nel centro di Meana Sardo, si trovano i pochi resti della piccola Chiesa di San Sebastiano, costruita in segno di voto nel tempo del contagio della peste, che, fino al 1750, è stata un ospizio dei Padri Trinitari. Della struttura originaria, che si presentava con massicce muratura realizzate con pietrame scistoso e prive d'intonaco, oggi rimane solo l'arcata di accesso, delimitata da conci di trachite rossastra scanalati, sormontata da decorazioni con motivi di carattere naturalistico e popolare.

La Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo

Ritorniamo sul corso Giovanni Mura Agus e proseguiamo verso est. In una settantina di metri arrriviamo sulla via Roma, la seguiamo per una quarantina di metri, poi svoltiamo leggermente a destra in via Trieste. Dopo una trentina di metri, troviamo alla sinistra della strada una scalinata che porta, su un piano rialzato, all'ingresso della Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, che è la Chiesa parrocchiale di Meana Sardo. Questa Chiesa viene citata per la prima volta in un documento datato 17 gennaio 1341, ma non è rimasto alcun elemento architettonico risalente al quattordicesimo secolo, per cui si può supporre che la attuale costruzione sia stata edificata nel corso del sedicesimo secolo, secondo linee gotico aragonesi e rinascimentali, su una struttura preesistente di cui non rimane nulla. Un'iscrizione sul timpano triangolare del portale d'ingresso permette di datare la costruzione al 1589. L'edificio presenta una struttura a tre navate con la navata principale scandita da robuste arcate a tutto sesto poggianti sul pilastri rettangolari, con sette cappelle laterali ed un presbiterio quadrato con volta a botte, elevato rispetto al piano di calpestio della navata. La larga facciata quadrangolare presenta al centro il portone, con colonnine scolpite, ed una finestra in stile gotico aragonese, con l'architrave decorato ed un timpano triangolare. Nella parte superiore si aprono una finestra con elementi decorativi simili a quelli del portone e due laterali poste in maniera simmetrica. Ha un bel portale. A destra della facciata si erge il campanile alto più di trenta metri, a base quadrata, i cui lavori di costruzione sono iniziati nel 1653. Sulla torre campanaria, alleggerita nella parte superiori da monofore ad arco a tutto sesto in cui sono poste le campane e conclusa nella parte sommitale da un'elegante cupola con croce, sono presenti bassorilievi d'arte popolaresca, che fanno riferimento alla cultura contadina.

Meana Sardo: la Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo Meana Sardo: la Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo: il portale

A Meana Sardo, il 24 agosto, si svolge la Festa di San Bartolomeo Apostolo. La Festa in onore del Santo patrono ha una durata di tre giorni, con le celebrazioni religiose che iniziano il giorno della vigilia con un ciclo di preghiere.

Visualizza la mappa Nei dintorni di Meana Sardo

Nei dintorni di Meana Sardo sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Abruzzedu, Cercos, Era, Inzilicorru, Zoli; ed anche dei Nuraghi complessi Mantuzzus, Maria Incantada, Nolza, Su Nuraxi. Significativa è soprattutto l'imponente reggia nuragica Nolza, di forma quadrilobata.

La Chiesa campestre di San Lussorio

Meana Sardo: la Chiesa di San LussorioDal centro di Meana Sardo, prendiamo la SS128 verso nord in direzione di Atzara, dopo quattrocentocinquanta metri prendiamo tutto a destra in via Gennargentu, che, dopo duecento metri, incrocia la via Umberto I. La prendiamo verso sinistra, che esce dall'abitato in direzione est, e la seguiamo per novecento metri, poi, in corrispondenza di un abbeveratoio, svoltiamo a sinistra, dopo seicento metri di nuovo a sinistra, e seguiamo la strada per circa un chilometro. Sulla sinistra una sterrata ci porta su una collina, sulla quale si trova la Chiesa campestre di Santu Lussulgiu, ossia di San Lussorio. Si tratta di una Chiesa campestre di recente ricostruzione, che presenta un ambiente unico a pianta rettangolare, con copertura a capanna. Nell'altare in pietra è inserito il fregio circolare originariamente situato sopra il portale dell'antica Chiesa di San Francesco, sconsacrata nel 1851 e poi abbandonata.

Nella Chiesetta di San Lussorio, il lunedì di Pasqua, viene organizzata una Sagra campestre denominata Pasquetta di Santu Lussulgiu, con la degustazione de Su Sucu, un piatto tipico meanese del periodo pasquale, e Su Pani 'e Saba, un dolce tipico anch'esso del periodo pasquale.

L'imponente reggia nuragica Nolza che è uno dei più importanti Nuraghi solari della Sardegna

Usciamo da Meana sardo verso sud, percorrendo dal centro via la Roma fino ad arrivare sulla SS128, che esce dall'abitato verso sud est in direzione di Laconi, in Provincia di Oristano. Seguiamo la SS128 per un chilometro e settecento metri, fino al cartello indicatore dell'uscita da Meana Sardo, e qui, seguendo le indicazioni, prendiamo a destra la strada che seguiamo per quattro chilometri, poi, sempre seguendo le indicazioni, svoltiamo leggermente a sinistra, dopo un chilometro e mezzo svoltiamo a destra.

Meana Sardo-L'imponente reggia nuragica di NolzaMeana Sardo-Reggia nuragica di Nolza: planimetriaDopo ottocento metri troviamo, sulla destra, le deviazione che in trecentocinquanta metri, ci porta all'imponente reggia nuragica Nolza è un Nuraghe complesso, di forma quadrilobata, che, dal pianoro Su Planu, ad un'altitudine di 711 metri, domina tutto il territorio circostante. Il sito archeologico è stato scoperto nel 1995, per merito di una intuizione dell'archeologo Giovanni Lilliu, e da allora hanno avuto inzio gli scavi che hanno confermato le convinzioni che quella collina distante dal paese circa otto chilometri nascondesse un grande monumento. Dagli scavi, proseguiti fino al 2001, sono emerse le mura della torre centrale di cui si conserva la cella voltata del piano superiore, delle quattro torri perimetrali e le colline murarie che le collegano. Si tratta, quindi, di un Nuraghe di forma quadrilobata, e la struttura del Nuraghe è simile a quella del famoso Su Nuraxi di Barumini, per questo viene indicato anch'esso con il nome di reggia nuragica. È costituito da un mastio centrale, alto oggi tredici metri, e quattro torri laterali collegate tra loro da bastioni rettilinei, che, a giudicare dal materiali di crollo, all'origine dovevano raggiungere almeno i sedici metri di altezza. Il Nuraghe è stato edificato in scisto locale, ed ancora oggi sono interamente in scisto la torre centrale e due delle torri laterali. In una fase successiva, le altre due torri sono probabilmente crollate e sono state ricostruite con grossi blocchi di porfido. Contemporaneamente, l'ingresso principale è stato spostato dal lato est al lato ovest, tra le due nuove torri. All'ingresso, una scala permette di accedere alla Torre di sud ovest ed anche di salire a un cortile superiore. Alla camera inferiore della torre centrale si accedeva probabilmente dalla Torre di nord ovest, che ora è ingombra di materiale di crollo. Dal cortile superiore possiamo accedere alla camera superiore della torre centrale, con copertura a tholos, e una stretta e ripida scala ci porta nella Torre di sud est. Nella camera superiore della torre centrale e nel cortile interno, sono stati rinvenute in grande quantità ceramiche da mensa e da cucina, presumibilmente del dodicesimo secolo avanti Cristo. Intorno al Nuraghe si vedono i resti di un villaggio di capanne datato presumibilmente nel periodo del Bronzo Medio. Gli scavi del Nuraghe, iniziati nel 1994, sono ancora in corso, e non è ancora iniziato lo studio del Villaggio nuragico circostante.

Recenti studi di archeoastronomia hanno messo in luce come i Nuraghi possiedano un chiaro significato astronomico. In particolare, lo studioso Mauro Peppino Zedda ha effettuato delle osservazioni presso numerosi complessi nuragici ed è giunto alla conclusione che la quasi totalità dei Nuraghi complessi hanno delle linee tangenti alle torri periferiche orientate verso uno dei punti dove sorgono o tramontano il sole e la luna nei Solstizi e nei lunistizi. Tale significato astronomico emerge sia dalle caratteristiche della loro struttura architettonica, che dalla loro dislocazione sul territorio, ed, a seconda che siano allineati con il sorgere o il tramontare del sole o della luna, si possono distinguere i Nuraghi solari ed i Nuraghi lunari.

Il sole non sorge sempre nello stesso punto dell'orizzonte ma, nel corso dell'anno, il punto si sposta ogni giorno dalla posizione più meridionale, nel Solstizio d'inverno oggi intorno al 21 dicembre, a quella più settentrionale, nel Solstizio d'estate oggi intorno al 21 giugno, per poi ripercorrere il medesimo tragitto in senso inverso. A metà del percorso, il sole sorge quasi esattamente ad est, nei due Equinozi, in primavera intorno al 21 marzo, e in autunno intorno al 23 settembre.

Ai Nuraghi solari appartiene la reggia nuragica Nolza di Meana Sardo. Infatti, in questo Nuraghe, al Solstizio d'inverno dalla torre sud est si vede il sole sorgere dietro la torre nord ovest, ed al Solstizio d'estate lo si vede tramontare dietro la stessa torre. Tutto questo porta a pensare che i Nuraghi non fossero fortezze, l'ipotesi più probabile è che fossero una specie di santuari. Come rivela una sorta di tabù o timore reverenziale, che ancora oggi i sardi nutrono nei loro confronti. Le campagne sarde sono piene di ovili, costruiti anche a ridosso dei Nuraghi stessi, ma mai ricavati all'interno di essi, come sarebbe stato più comodo.

La Stazione Ferroviaria di Meana Sardo

Meana Sardo: la Stazione Ferroviaria di Meana SardoEvitata la deviazione per il Nuraghe Nolza, proseguiamo sulla SS128 per un altro chilometro e ottocento metri, poi prendiamo a destra una deviazione che, in circa duecente metri, ci porta alla Stazione Ferroviaria di Meana Sardo. La stazione si trova sulla linea turistica del Trenino Verde, una linea a binario unico a scartamento ridotto che parte da Isili e, passata appunto la stazione di Meana Sardo, porta alle stazioni di Belvì-Aritzo e di Desulo-Tonara, e dopo un tratto in leggera discesa, fa raggiungere il capolinea di Sorgono.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa, riprenderemo da Sorgono il nostro viaggio verso nord, per tornare nella Barbagia di Ollolai, dove ci recheremo a visitare il paese chiamato Austis ed i suoi dintorni, con i siti archeologici e la bella roccia detta Sa Crabarissa.


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