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Visita del sito istituzionale del Comune

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Portoscuso con la Tonnara di Su Pranu, la sua Torre e l'imbarco dei traghetti per Carloforte

In questa tappa del nostro viaggio, da Gonnesa ci recheremo a Portoscuso che visiteremo con la sua Torre, e con i suoi dintorni dove si trova la frazione Portovesme con la sua area industriale e dalla quale partono i traghetti per Carloforte.

La Regione storica del Sulcis Iglesiente

Il Sulcis IglesienteL'area della Regione storica del Sulcis Iglesiente (nome in lingua sarda Sa Meurreddìa S'Igresienti) si estende a nord della valle del Cixerri. Confina a nord est con il Campidano ed ha una forma vagamente triangolare. Appartiene alla Provincia del Sud Sardegna ed a quella di Cagliari. I suoi comuni nella Provincia del Sud Sardegna sono Buggerru, Calasetta, Carbonia, Carloforte, Domus de Maria, Domusnovas, Fluminimaggiore, Giba, Gonnesa, Iglesias, Masainas, Musei, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Sant'Anna Arresi, Sant'Antioco, Santadi, Siliqua, Teulada, Tratalias, Villamassargia e Villaperuccio. Quelli nella Città Metropolitana di Cagliari sono Pula, Sarroch e Villa San Pietro. È un territorio in cui la natura è incontaminata, nei rilievi montuosi come nelle valli irrorate da fiumi che talvolta precipitano in spettacolari cascate, nelle profonde grotte come nel tratto costiero, caratterizzato da ampie spiagge, tra cui spicca Piscinas, con le sue metafisiche dune di sabbia, o la splendida insenatura di Masua, che guarda il faraglione calcareo di Pan di Zucchero.

Visualizza la mappa In viaggio verso Portoscuso

Da Gonnesa iniziamo a percorrere la costa sud dell'Isola. Usciamo da Gonnesa con la via Iglesias che ci porta sulla SS126 Sud Occidentale Sarda che prendiamo verso sud e che ci porta verso Carbonia. Percorso un chilometro ed ottocento metri, alla rotonda prendiamo la prima uscita che ci permette di rimanere sulla SS126 Sud Occidentale Sarda, dopo quattrocentocinquanta metri svoltiamo a destra e, seguendo le indicazioni per Portoscuso e Portovesme, prendiamo la SP108, che segue la costa. Percorsa questa strada, dopo una diecina di chilometri, circa duecento metri dopo il cartello segnaletico del chilometro 10, seguendo le indicazioni, svolteremo a destra e prenderemo la via Dante Alighieri.

Il Campo Sportivo Comunale di Portoscuso

Subito dopo aver passato il cartello segnaletico del chilometro 10 sulla SP108, prima di deviare sulla via Dante Alighieri, alla destra della strada provinciale si trova una strada bianca che costeggia lasciandolo sulla sinistra un piccolo Campo da Calcio con fondo in terra battuta, e conduce all'ingresso del Campo Sportivo Comunale di Portoscuso. All'interno del Campo Sportivo Comunale è presente il Campo da Calcio, con fondo in erba, dotato di tribune in grado di ospitare 360 spettatori. Il Campo Sportivo Comunale è ubicato all'esterno rispetto al centro abitato di Portoscuso.

Portoscuso-Campo Sportivo Comunale: ingresso Portoscuso-Campo Sportivo Comunale: Campo da Calcio

Il Cimitero di Portoscuso

Portoscuso-Il Cimitero di PortoscusoLa via Dante Alighieri si dirige dalla SP108 verso il centro abitato, nel quale entra da nord est. Percorsa per quattrocentocinquanta metri, si vede, alla sinistra della strada, L'ingresso del piazzale dedicato al parcheggio delle auto per i visitatori del Cimitero. Poco più di una cinquantina di metri più avanti, passato il muro di cinta, sempre alla sinistra della strada si trova L'ingresso del Cimitero di Portoscuso. Anche il Cimitero è ubicato all'esterno rispetto al centro abitato di Portoscuso.

Arrivo a Portoscuso

Dopo il cartello segnaletico del chilometro 10 sulla SP108, seguendo le indicazioni, svoltiamo a destra e prendiamo la via Dante Alighieri, che, in un chilometro e quattrocento metri, ci porta nella piazza Dante Alighieri dalla quale inizieremo la visita dell'abitato di Portoscuso. Dal Municipio di Gonnesa a quello di Portoscuso, con questa strada si percorrono 15.6 chilometri.

La cittadina Portoscuso Informazioni turistiche

Portoscuso-Veduta dell'abitatoPortoscuso-Stemma del ComuneLungo la costa raggiungiamo L'abitato di Portoscuso (nome in lingua sarda Portiscusi, metri 6, abitanti 5.496), centro rivierasco, di origine medievale, la cui economia si basa su tutti i settori produttivi, di notevole importanza è la pesca del tonno. Situato nella parte sud occidentale della provincia, sulla costa, di fronte all'Isola di San Pietro, è raggiungibile tramite la SS126 Sud Occidentale Sarda Sud Occidentale Sarda, che dista dieci chilometri dall'abitato. Possiede un proprio porto turistico, situato nella sua frazione Portovesme. Il territorio comunale, classificato di collina, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche non molto accentuate.

Origine del nome

Il suo nome compare in documenti spagnoli come Puerto Escuso, e si legge in un'iscrizione su un marmo del 1676 che ricorda la costruzione della torre ottagonale di difesa, risalente a quell'anno. La denominazione attuale deriva, quindi, dallo spagnolo Puerto Escuso, cioè nascosto, dato che chi proveniva da nord est da Gonnesa, ossia dalla strada di Seruci, non poteva vederlo, dato che risultava molto più a valle, coperto da dune di sabbia, e dunque nascosto alla sua vista.

La sua economia

Portoscuso è una cittadina la cui economia si basa su tutti i settori produttivi. Il settore economico primario è presente con la coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, olivo, agrumi, uva e altra frutta. Si allevano bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. per quanto riguarda il settore secondario, L'industria è costituita da imprese che operano nei comparti alimentare, della pesca, della piscicoltura, del legno, della fabbricazione di prodotti petroliferi raffinati, dei materiali da costruzione, edile, metallurgico, meccanico, elettronico, cantieristico e della produzione e distribuzione di energia elettrica. Il terziario si compone di una sufficiente rete distributiva e dell'insieme dei servizi. La bella posizione sulla costa attira migliaia di turisti. Peculiarità della costa, che riveste notevole importanza dal punto di vista naturalistico per la presenza di importanti ecosistemi sia marini che palustri, è L'alternanza tra imponenti coste rocciose e incantevoli spiagge dalla sabbia finissima. Portoscuso, oltre che un importante centro turistico, è famoso anche per la sua cucina che offre deliziose pietanze a base di pesce, soprattutto il tonno. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e di soggiorno.

Brevi cenni storici

I primi insediamenti umani nella zona hanno inizio intorno al sedicesimo secolo, e sono principalmente dovuti all'attività della tonnara, in località Su Pranu, con il cui impianto provengono, dalla Sicilia, dalla Campania e dalla Francia, pescatori e tonnarotti, ed anche corallari, che in breve tempo popolano il borgo. Dopo la costruzione della tonnara iniziano a sorgere le prime baracche di pescatori e tonnarotti, che probabilmente venivano abitate durante la stagione della pesca, e successivamente, quando la pesca del tonno inizia a fruttare, le abitazioni divengono dimore fisse. Il Comune di Portoscuso nel 1940 viene aggregato al Comune di Carbonia, dal quale nel 1945 viene nuovamente separato. Del Comune di Portoscuso nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella nuova di Carbonia e Iglesias, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, passa alla nuova Provincia del Sud Sardegna.

Le principali Feste e Sagre che si celebrano a Portoscuso

Portoscuso-Gruppo Folk Sa Turri di PortoscusoA Portoscuso è attivo il Gruppo Folk Sa Turri di Portoscuso, nelle cui esibizioni nelle Feste e Sagre che si svolgono sul posto ed in altre locltà dell'Isola, è possibile ammirare il costume tradizionale locale. Tra le principali Feste e Sagre che si svolgono a Portoscuso, vanno citate, nel giorno di Pasqua, la Festa chiamata Sa Pasca Manna; il martedì dopo la Pentecoste, si festeggia la Patrona, nella Festa di Santa Maria d'Itria; il 13 giugno, si svolge la Festa dedicata a Sant'Antonio, con la Sagra del Tonno; dal 6 al 14 giugno, la manifestazione Artestate, rassegna regionale di pittura e scultura; il 24 giugno, la Festa di San Giovanni Battista; sempre a giugno, si celebra la Festa del Granchio, durante la quale si possono gustare i granchi, preparati con tutti i tipi di gustose ricette e serviti con fregola o spaghetti; a metà di agosto, la Festa chiamata Arrusteddara, quando un gruppo di arrostitori prepara il pesce fresco alla griglia per tutti i visitatori.

La Festa chiamata Sa Pasca Manna

La più significativa Festa dell'anno a Portoscuso è considerata Sa Pasca Manna, celebrata nel giorno della Pasqua di Resurrezione, che ha subito alcune modifiche dal 1971, anno in cui è stata costituita la seconda Chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista. Da allora questa Festa ha assunto un carattere particolarmente religioso, diventando una delle principali ricorrenze del paese.

La Festa di Sant'Antonio con la Sagra del Tonno

Portoscuso-Manifesto della Sagra del TonnoIl 13 giugno a Portoscuso si svolge la Festa dedicata a Sant'Antonio, il Santo Patrono dei Tonnarotti, con la Sagra del Tonno, che viene preparato sul lungomare di Portoscuso secondo la secolare tradizione locale. Durante la Festa, dopo le cerimonie sacre, viene distribuito in piazza il tonno fresco realizzato con prelibate ricette del posto e accompagnato da vino e pane. Per tutta la durata della Festa è possibile visitare l’Antica Tonnara Su Pranu, la Torre Spagnola, l’archivio storico fotografico del Comune di Portoscuso, l’antica Chiesa di Sant’Antonio e la mostra dei lavori artigianali di Portoscuso.

Visualizza la mappa Visita del centro della cittadina

L'abitato, interessato da un fenomeno di forte crescita edilizia, mostra L'andamento altimetrico tipico delle zone collinari. Arriviamo a Portoscuso da Gonnesa con la SP108, e, circa duecento metri dopo il cartello segnaletico del chilometro 10, seguendo le indicazioni, svoltiamo a destra e prendiamo la via Dante Alighieri, che ci porterà all'interno dell'abitato di Portoscuso. La via Dante Alighieri entra nell'abitato da nord est, e, percorsa per un chilometro e mezzo da dove la avevamo imboccata, sbocca sulla piazza Dante Alighieri. In questa piazza la via Dante Alighieri arriva da est, e da questa piazza inizieremo la nostra visita del centro della cittadina.

La Funtana de Is Piccas

Arrivando in piazza Dante Alighieri dalla via Dante Alighieri, passiamo tutta la piazza ed arriviamo a dove, da destra, ossia da nord, arriva la via Galileo Galilei, ed a sinistra, ossia verso sud, parte la via Alcide De Gasperi. Presa la via Alcide de Gasperi, dopo un centinaio di metri questa strada arriva in piazza Martiri della Libertà, dove prendiamo a destra la via Giuseppe Mazzini.

Portoscuso-Portovesme: la Funtana de Is PiccasSeguiamo la via Giuseppe Mazzini per un centinaio di metri e vediamo, alla destra della strada, la Funtana de Is Piccas. Fino dal 1883 le fonti di approvvigionamento idrico a Portoscuso erano tre, ossia la Funtana Manna e la Funtanedda, che erano utilizzate per i bisogni della popolazione, e la Funtana de Is Piccas, caratterizzata dalle piccas che erano le storiche vasche monolitiche, la quale veniva utilizzata per gli usi domestici e per abbeverare il bestiame, dato che era affiancata da un lavatoio e da un abbeveratoio. Delle tre fontane solo l'ultima è ancora esistente, sebbene manchino le piccas, dato che è stata ripulita e restaurata in modo rigoroso nel 1975 da un gruppo di volontari, che la hanno riportato al suo stato originario.

Il Municipio di Portoscuso

Portoscuso-Il Municipio di PortoscusoRitornati con la via Giuseppe Mazzini nella piazza Martiri della Libertà, arrivati in questa piazza proseguiamo verso destra lungo la via Giuseppe Garibaldi, che, in una settantina di metri, sbocca nella piazza Municipio, dove parte a sinistra la via Marco Polo. Qui, affacciato sulla piazza, al civico numero 2 della via Marco Polo, si trova L'edificio che ospita il Municipio di Portoscuso, con la sua sede e gli uffici che forniscono i loro servizi ai cittadini.

La Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria d'Itria

Dalla piazza davanti al Municipio, dove parte a sinistra la via Marco polo, prendiamo invece verso destra la via Fratelli bandiera che, in una cinquantina di metri, porta in piazza Santa Maria d'Itria, nella quale, al civico numero 1, si trova la Chiesa di Santa Maria d'Itria, che è la prima e la principale parrocchiale, dedicata alla patrona di Portoscuso, una Chiesa interessante sotto il profilo storico ed architettonico.

Il nome d'Itria è la contrazione di Odigitria, parola che significa Mostra la Via. Veniva così chiamato il tempio che si trovava a Costantinopoli, eretto per custodire ed onorare un quadro che raffigurava la Madonna. Non si sa come la venerazione della Madonna d'Itria sia giunta in Italia, ma si ritiene che il suo culto possa essere legato a un quadro della Vergine dipinto da San Luca Evangelista. Il culto della Vergine d'Itria a Portoscuso sembra risalire al periodo dell'attività della tonnara, ed è attestato fino dal 1630, ed il sito attuale nel quale sorge la Chiesa dovrebbe corrispondere a quello, dove, nel 1655, il marchese Vivaldi Pasqua fece costruire una piccola Chiesa col medesimo titolo. Il quadro raffigurante la Madonna d'Itria, secondo una tradizione popolare, era stato portato nella Chiesa dove, durante un'incursione saracena, venne colpito da alcuni proietili. Dopo molti anni, il proprietario della tonnara lo portò a Genova per farlo restaurare, ma da dove il quadro non fece più ritorno a Portoscuso, ed in sua sostituzione, vi venne portato il simulacro che riproduceva la Santa.

Portoscuso-Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria d'ItriaL'attuale edificio risale, al 1956. Presenta una facciata intonacata di bianco, che termina con un profilo mistilineo evidenziato dal colore rosa. In posizione centrale si apre il semplice portale dal disegno rettangolare, in asse col quale è collocata una lunetta dai contorni mistilinei che richiamano quelli del terminale della facciata. Un oculo in vetro policromo rappresenta la Vergine d'Itria valorizzando il prospetto e convogliando L'attenzione dell'osservatore nella parte centrale superiore della facciata, segnata ai lati da due paraste sporgenti che terminano all'estremità della stessa. Sulla sinistra si imposta il campanile, caratterizzato da un doppio giro di mensole in pietra, e costituito in conci squadrati. E' ripartito in altezza in quattro ordini, due sono forati e ospitano le campane, mentre nel terzo è collocato L'orologio. La Chiesa ha pianta longitudinale ad unica navata, è priva di abside ed è illuminata prevalentemente da ampie aperture realizzate nella parete a sinistra. All'interno della Chiesa sono conservati alcuni arredi della precedente sede seicentesca, tra i quali due tele di scuola piemontese databili al 1600 provenienti dall'antica Chiesa seicentesca, raffiguranti la Madonna d'Itria con Angeli e Santi, e la Vergine con le anime purganti.

Portoscuso-Processione per la Festa di Santa Maria d'ItriaUna tradizione molto sentita e seguita a Portoscuso è la Festa di Santa Maria d'Itria, patrona dei tonnarotti, che si svolge il martedì di Pentecoste, cinquantuno giorni dopo la Pasqua. Il momento culminante delle celebrazioni è la processione, che si svolge in parte a mare e in parte per le vie del paese. Per L'occasione vengono addobbate le barche con fiori e bandiere, ed il simulacro della Madonna, collocato sull'imbarcazione prescelta, viene accompagnato da un corteo di barche nella processione a mare. Dopo un tragitto in mare, dal porto di Portovesme al Porticciolo Turistico de Su Scaru, inizia la processione lungo le vie del paese, decorate a Festa, cui partecipano migliaia di fedeli e di turisti. Ed alla fine si svolgono competizioni sportive, esibizioni di complessi musicali e di gruppi folk.

La cinquecentesca Tonnara di Su Pranu con la Chiesa di Sant'Antonio da Padova

Nella piazza Santa Maria d'Itria, con la facciata rivolta ad oriente, sorge il palazzotto della Tonnara, di forma trapezoidale, che per tanto tempo e stato uno dei cuori pulsanti dell'economia locale, e che, ancora oggi, è attiva fra maggio e giugno per le mattanze, dato che il paese di Portoscuso, insieme a Carloforte, è famoso per la pesca del tonno.

Portoscuso-Come erano i resti dell'antica Tonnara di Su PranuLa Tonnara di Su Pranu è stata costruita intorno alla seconda metà del Cinquecento, e sorge come una cittadella autonoma, munita di tutto ciò che doveva renderla indipendente dall'esterno. Esiste infatti un forno, un magazzino per la conservazione della farina, dei cereali, dell'olio e del vino. Vi sono, poi, una Chiesa, le officine per la costruzione dei chiodi e ferramenta, altre per la riparazione degli attrezzi della pesca, arnesi per la filatura delle funi. La sua costruzione ripete lo schema gerarchico della società di allora, dato che al di sopra si trova la parte padronale, poi quella dei diretti collaboratori, Rais, Vicerais e guardiano, ed in posizione periferica, le abitazioni a piano terra, is barraccas, che ospitavano i tonnarotti. Caratteristica di queste abitazioni erano le funi di canapa che scorrevano da una parete all'altra, dalle quali pendevano a fine stagione, le uova di tonno ed il ventrame già essiccato. Si accede all'interno di Su Pranu attraverso un arco, sopra il quale risalta uno stemma marmoreo, sul quale sono scolpite due P che stanno a significare la proprietà del Marchese Trivigno Pasqua Don Pietro Vivaldi Zatrillas. Al proprietario della tonnara era riservato il titolo di Barone di Portoscuso. L'arco marmoreo immette in uno spiazzo interno di circa cinquemila metri quadri, detto Su Pranu, aperto verso il mare.

Portoscuso-Tonnara di Su Pranu: ingresso dalla piazza della Chiesa Portoscuso-Tonnara di Su Pranu: stemma marmoreo sull'arco di accesso Portoscuso-Tonnara di Su Pranu: accesso nello spazio interno di Su Pranu Portoscuso-Tonnara di Su Pranu: abitazioni nello spazio interno di Su Pranu Portoscuso-Tonnara di Su Pranu: interno della Chiesa di Sant'Antonio da Padova

Il secondo locale del lato ovest era adibito a cappella. Ancora oggi possiamo ammirare una piccola nicchia detta di Sant'Antonio, ed un'altra della Vergine del Carmelo. La Chiesa di Sant'Antonio da Padova, che è stato il primo edificio ecclesiasistico dell'abitato di Portoscuso, ed ha perso la sua funzione pubblica nel 1655, quando il Marchese Vivaldi Pasqua fa costruire la nuova Chiesa fuori dal perimetro della Tonnara, che viene dedicata dai tonnarotti alla Madonna d'Itria. Rimane, però, compatrono di Portoscuso Sant'Antonio da Padova, protettore delle tonnare. Più avanti, sempre sulla destra, si trova la sala Corpus, che deve il suo nome a Su Corpus, la rete in canapa lunga 186 metri che veniva calata in mare il primo giorno della mattanza. Nel corso degli anni, spesso a seguito delle razzie dei pirati, Su Pranu ha subito modifiche strutturali importanti, come, ad esempio, nel 1870 la costruzione dell'arsenale coperto, i cui resti si trovano alla sinistra dello spiazzo interno. Dopo anni di totale abbandono, L'intera area è stata acquisita dal Comune di Portoscuso nel 2006, ed ancora oggi è in corso di ristrutturazione. Recentemente è stato approvato il progetto relativo alla realizzazione dei lavori di restauro della Chiesa di Sant'Antonio, situata all'interno della Tonnara.

La Torre di Portoscuso

Portoscuso-Portovesme: la Torre spagnola di PortoscusoIl simbolo di Portoscuso è rappresentato dalla Torre di Portoscuso, che si trova all'interno del paese, nei pressi della Chiesa della Madonna d'Itria e della Tonnara, e domina tutto il golfo circostante. Dalla piazza Santa Maria d'Itria prendiamo la via Torre che, in un centinaio di metri, ci porta di fonte alla Torre spagnola, costruita nel 1570 sulla scogliera, a trenta metri di altezza, in concomitanza con la nascita della tonnara di Su Pranu, per la difesa costiera e per proteggere il ricavato della pesca di tonno e corallo dalle incursioni dei pirati saraceni, che arrivavano per depredare lo stabilimento della tonnara e per portare via gli abitanti che venivano venduti come schiavi. La Torre è situata in posizione strategica, dalla quale è possibile mantenere il contatto visivo con le altre torri costiere di Calasetta e di Carloforte, posizione tale da permettere il controllo dei canali di Sant'Antioco, San Pietro, Su Scogliu Mannu, la baia di Portopaglietto, e, nell'entroterra, il coronamento roccioso da Baccu Ollastu a Ghilotta e Sinineddu e tutta la pianura fino a Paringianu. La struttura è realizzata in pietra, è alta sedici metri ed ha la forma a tronco di cono, è costituita da un solo piano illuminato da otto finestroni, e l'accesso alla torre avviene per mezzo di un'unica apertura, a circa tre metri e mezzo da terra, raggiungibile per mezzo di una scala con sedici gradini. Da una scala esterna si accede al primo piano, posto a quattro metri dal suolo, sotto il quale è presente una cisterna interrata alimentata ad acqua piovana. È stata distrutta e ricostruita diverse volte nel corso della storia, L'ultima ricostruzione risale al 1760, e conserva ancora oggi la stessa struttura di allora. Dal 1842 al 1970 ha ospitato la Regia Guardia delle Gabelle, che era la Finanza, ed in seguito, nel 1970, è stata riconosciuta un bene monumentale. Sulla terrazza, sono stati realizzati due ambienti, in epoca recente. È, attualmente, la sede della Pro Loco, viene utilizzata come museo ed anche per mostre, convegni e come sito per manifestazioni culturali.

Il Monumento ai Caduti di Portoscuso

Portoscuso-Il Monumento ai Caduti di PortoscusoArrivando con la via Torre, dalla Torre di Portoscuso prendiamo a destra la strada che costeggia il mare, ed, in una trentina di metri, arriviamo in uno slargo, nel quale arriva da destra il largo Gramsci, che è la prosecuzione della via Fratelli Bandiera e che è partito costeggiando sulla sinistra la Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria d'Itria. Al centro di questo slargo si trova il Monumento ai Caduti della prima e della seconda guerra mondiale. Si tratta di un Monumento ad obelisco su plinto con iscrizioni, realizzato in pietra nel 1922.

La spiaggia de La Caletta chiamata anche spiaggia de La Ghinghetta

Percorrendo la via Torre, dalla piazza Santa Maria d'Itria alla Torre di Portoscuso, a metà strada parte verso sinistra, ossia verso il mare, la via Cavor, che, in'ottantina di metri ci porta al mare, a una piccola insenatura dove, per mezzo di una scaletta, si accede alla spiaggia de La Caletta. Viene chiamata anche spiaggia de La Ghinghetta, dal nome dell'Hotel 4 stelle realizzato ristrutturando una antica casa marinara, nel quale, al piano terra, si trova il Ristorante che può ospitare solo diciotto coperti, e, sopra il ristorante, le otto camere.

Portoscuso-Spiaggia de La CalettaLa spiaggia de La Caletta, che viene chiamata anche spiaggia de La Ghinghetta, si trova in una piccola cala, caratterizzata da un arenile costituito da sabbia ambrata chiara e fine, che si affaccia su un mare con una colorazione che abbraccia le varie tonalità del verde, e che ha un fondale basso e sabbioso. È frequentata soprattutto dalle famiglie. Essendo circondata dalle vie del paese, in pochi minuti è possibile avere a disposizione qualunque servizio cittadino.

Davanti alla spiaggia, nel mare, si scorge il piccolo scoglio chiamato Su Scoglitteddu, e, distante circa settecento metri dalla spiaggia, il più grande scoglio chiamato  Su Scoglieddu, detto anche Scoglio della Ghinghetta, sul quale si trova il faro de La Ghinghetta.

Il Ristorante Sa Musciara

Dalla piazza Municipio prendiamo la via Marco Polo, che costeggia il palazzo del Municipio, e la seguiamo per una cinquantina di metri, fino a che questa strada sbocca sul lungomare Cristoforo Colombo, che si sviluppa attorno alla Marina di Portoscuso. Preso verso sinistra e seguito per un'ottantina di metri, poco prima che il lungomare termini, si vede alla destra L'edificio che ospita il Ristorante Sa Musciara.

Una cucina di qualitàSul lungomare di Portoscuso, al civico numero 15 del lungomare Cristoforo Colombo, si trova l'importante Ristorante Sa Musciara, un locale specializzato nella cucina di pesce e frutti di mare in un ambiente classico, che viene consigliato dalla Guida Michelin e che viene indicato con il Piatto Michelin per la sua cucina di qualità. Si tratta di un locale moderno e fresco, sito proprio nel Porto Turistico e adiacente al municipio cittadino, dalle cui finestre si vede il mare. Ed è proprio da qui che la materia prima arriva in tavola, elaborata dallo chef e patron del locale, che è anche un velista.

La Marina di Portoscuso con il Porticciolo Turistico

Il lungomare Cristoforo Colombo si sviluppa intorno alla Marina di Portoscuso, protetta da una diga artificiale con il molo foraneo utilizzato per proteggere il porto da eventuali mareggiate. La Marina di Portoscuso ospita un moderno Porticciolo Turistico, che costituisce un comodissimo punto di partenza per visitare tutta L'area sud occidentale dell'Isola. È in grado di ospitare circa 400 imbarcazioni, con tutti i servizi in banchina, escluso la pompa carburante.

Portoscuso-Porticciolo Turistico Portoscuso-Porticciolo Turistico

La Villa de Su Marchesu

Portoscuso-Portovesme: la Villa de Su MarchesuDalla piazza Dante Alighieri, riprendiamo all'indietro la via Dante Alighieri verso L'uscita dall'abitato, e, subito dopo che la strada effettua un'ampia curva a sinistra, si vede alla sinistra della strada la villa de Su Marchesu, un'altra perla dell'arcipelago sulcitano da non perdere. Viene fatta costruire nel 1912 dal Marchese Salvatore Pes di Villamarina, Conte di Vallermosa, Marchese di Villamar e Barone dell'Isola Piana. Costruita per trascorrervi momenti di riposo durante i frequenti viaggi, la villa è circondata da un giardino in cui si ammirano esemplari secolari di piante esotiche e tropicali. Al centro si trova ancora una grande voliera che in primavera viene visitata da numerose specie di volatili. Acquisita nel 1989 dal Comune di Portoscuso e restaurata, viene oggi utilizzata come centro d'aggregazione socio culturale.

La Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

Portoscuso-Chiesa parrocchiale di San Giovanni BattistaSeguiamo la via Dante Alighieri per centocinquanta metri, poi prendiamo a destra, verso est, la via Napoli. La seguiamo per una sessantina di metri, e ci troviamo di fronte alla facciata della Chiesa di San Giovanni Battista, che è la seconda parrocchiale di Portoscuso. Si tratta di una Chiesa nuova, nominata nel 1971 come seconda parrocchiale per servire i molto fedeli dei territori che si sviluppano ad est dell'abitato di Portoscuso. Presso questa Chiesa, ogni anno il 24 giugno si celebra la Festa di San Giovanni Battista, con celebrazioni sacre e festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista, seguite da cene, degustazioni ed intrattenimento per grandi e piccini.

Visualizza la mappa Visita dei dintorni di Portoscuso

Nei dintorni di Portoscuso sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi Atzori, Baco Ollasta, Crixionis, Ghilotta, Paringianu, Su Medadeddu, tutti di tipologia indefinita. Ci si trova, inoltre, la sua costiera con le diverse spiagge.

La costiera di Portoscuso

La costiera di Portoscuso è lunga otto chilometri ed è ricca di insenature e spiagge. Nella periferia nord dell'abitato è possibile trovare una vasta pineta e la deliziosa spiaggia di Portupaleddu. Particolarmente suggestiva e ancora intatta è la zona di Capo Altano, dove la scogliera scende a picco sul mare e dove è possibile trovare alcune rarità botaniche. A sud, invece, in località Paringianu, è presente lo stagno di Boi Cerbus, dove è possibile effettuare il birdwatching, per la presenza dei fenicotteri rosa e di varie altre specie di uccelli acquatici.

La frazione Portopaleddu

Dalla piazza Municipio prendiamo verso nord ovest la via Fratelli Bandiera, dopo un centinaio di metri prendiamo a destra la via Don Minzoni, che continua sul largo Matteotti. Dopo poco più di trecento metri svoltiamo a sinistra e prendiamo la via Grazia Deledda, che seguiamo per poco più di cinquecento metri, poi a sinistra prendiamo la via Vasari, e, in una cinquantina di metri, raggiungiamo la frazione Portopaleddu (altezza metri 15, distanza circa 1.2 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti).

La spiaggia di Portopaglietto o Portu Portupaleddu

Nella frazione Portopaleddu si trovano i comodi posteggi del largo Michelangelo, dai quali alcune rampe e scalinate consentono l'accesso alla spiaggia cittadina chiamata spiaggia di Portopaglietto, chiamata in lingua sarda Portu Portupaleddu.

Portoscuso-Portovesme: la spiaggia di PortupaledduLa spiaggia di Portopaglietto, chiamata in lingua sarda Portu Portupaleddu, ossia del porto della Paglia Marina o dell'Alga, è la spiaggia cittadina del Comune di Portoscuso, che prende il nome dalle Posidonie, in quanto era frequente, durante le mareggiate, che grandi quantità di alghe venissero depositate sull'arenile. Si tratta di un arenile di medie dimensioni, di circa duecento metri di lunghezza e 25 di larghezza, con sabbia bianca ambrata, morbida e fine, che si affaccia sul mare trasparente, di colore azzurro tenue, dal fondale basso e sabbioso, con la presenza di qualche scoglio vicino alle due scogliere che delimitano la piccola baia nella quale si trova la spiaggia. È ben riparata dal maestrale, e può capitare di incontrare delle posidonie spiaggiate. Molto affollata in alta stagione, sulla spiaggia è presente un punto ristoro, frequentato anche durante le ore notturne, e nelle vicinanze sono disponibili bar, alberghi, ristoranti, negozi e servizi vari.

Portoscuso-Portovesme: la spiaggia di Portupaleddu Portoscuso-Portovesme: la spiaggia di Portupaleddu Portoscuso-Portovesme: la spiaggia di Portupaleddu Portoscuso-Portovesme: la spiaggia di Portupaleddu Portoscuso-Portovesme: la spiaggia di Portupaleddu: giochi sulla spiaggia

Portoscuso-Portovesme: la pineta di PortupaledduLa spiaggia di Portopaglietto si trova all'interno di un'insenatura delimitata da due scogliere. Su quella che la chiude nel lato orientale, ossia verso sud, si trova la Torre di Portoscuso, mentre dietro la spiaggia e dietro la scogliera che la chiude verso nord, ossia ad oriente, si sviluppa tutto L'abitato di Portoscuso. A breve distanza dal retro della spiaggia si sviluppa l'ampia pineta di Portoscuso, che, partendo dalla via Grazia Deledda, che si raggiunge dal parcheggio della spiaggia percorrendo un centinaio di metri lungo la via Giorgio Vasari, si sviluppa fino ad arrivare al viale Sardegna, una splendida strada panoramica.

La scogliera della Punta Niedda con la sua spiaggia

Dal centro di Portoscuso, si seguono le indicazioni per Portopaglietto e per la pineta. Dalla spiaggia procediamo in direzione est su largo Michelangelo, dopo un centinaio di metri svoltiamo a sinistra, e, dopo una cinquantina di metri, di nuovo a sinistra prendiamo la via Grazia Deledda, la seguiamo per poco più di cinquecento metri fino a raggiungere i parcheggi della scogliera di Punta Niedda. La scogliera di Punta Niedda è formata da scogli piatti e bassi, che si trovano più in basso rispetto al resto della scogliera, e che si affacciano su un'acqua trasparente di un bellissimo azzurro.

La scogliera si affaccia su una caletta chiamata Sa Cala de Su Zurfuru, ossia la Cala dello Zolfo, nella quale si trova la spiaggia di Punta Niedda. Ed il bellissimo mare trasparente della spiaggia di Punta Niedda, di un profondo azzurro, è frequentato soprattutto dai naturisti, che qui trovano riparo da occhi indiscreti e possono prendere comodamente il sole il sole senza turbare il pubblico decoro. Sulla spiaggia Punta Niedda non sono presenti servizi.

La Punta de Sa Furungonara

Subito a chiudere a sud il Porticciolo Turistico di Portoscuso, si trova la famosa  Punta de Sa Furungonara, ossia Punta dell'Angolo o del Cantone. Si tratta di un promontorio che si sviluppa nel mare, a carattere roccioso, formato quindi principalmente da rocce, scogli, e granelli di sabbia ambrata, che si affacciano su un mare dal bellissimo colore verde e delle stupende trasparenze, con un fondale roccioso. È frequentato soprattutto dagli amanti del surf. In pochi minuti, dalla Punta de Sa Furungonara è possibile usufruire di tutti i servizi urbani.

La frazione Portovesme con la centrale elettrica del Sulcis

Dal centro di Portoscuso prendiamo verso est il lungomare Cristoforo Colombo, lo seguiamo fino in fondo, dove continua con la via I Maggio. La seguiamo per ottocento metri, ed arriviamo a una rotonda alla quale arriva da sinistra la SP2, mentre dritta prosegue la via I maggio. Alla rotonda prendiamo a destra la strada che, in cinquecento metri, ci porta al parcheggio dal quale si accede alla banchina del Porto Industriale e Commerciale ed alla spiaggia della frazione Portovesme (altezza indefinita, distanza circa 1.8 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti), una cittadina che è stata importante nella storia mineraria sarda.

L'area industriale di Portovesme

A partire dalla metà del diciannovesimo secolo nella zona sud occidentale dell'isola di Sardegna, ossia nel Sulcis Iglesiente, inizia lo sfruttamento delle miniere di piombo e di zinco, all'epoca considerate tra le più redditizie al mondo. A partire dal secondo dopoguerra, il progressivo esaurimento dei filoni più produttivi e la diminuzione delle protezioni doganali, provoca la crisi delle miniere sarde, e le società private che detenengono le concessioni minerarie si ritirano, lasciando spazio all'intervento statale, che si orienta verso la realizzazione di un grande polo metallurgico in grado di assorbire i dipendenti delle miniere del Sulcis e dell'Iglesiente in fase di chiusura. Il polo industriale di Portovesme si sviluppa tra il 1969 ed il 1972, nel momento cruciale della crisi del comparto minerario, quando tutti i minatori vengono trasferiti nel polo industriale, e le miniere chiudono gradualmente. Portovesme è sede di un importante polo industriale, specializzato nella metallurgia non ferrosa, unico in Italia per le sue produzioni. Si tratta di allumina da bauxite, che veniva prodotta nella stabilimento Eurallumina ora chiuso; alluminio primario, prodotto nello stabilimento Alcoa, ex Aluminia, ex Alsar, ex Alumix; zinco, piombo ed acido solforico da minerale, prodotti nello stabilimento Portovesme, ex Samim, ex Ammi. A tali impianti si aggiungono quelli per la produzione di laminati e profilati di alluminio, e le centrali termoelettriche Enel, che generano il 45% dell'energia elettrica prodotta in Sardegna.

Il Porto industriale di Portovesme con l'imbarco dei traghetti per Carloforte

Portoscuso: L'imbarco dei traghetti per CarloforteIl Porto Industriale e Commerciale di Portovesme è lo sbocco sul mare dell'agglomerato industriale di Portovesme, di circa 700 ettari, compreso tra Portoscuso e Paringianu. Il Porto si trova sul promontorio di Altano, e costituisce il principale porto commerciale. È, quindi, un'area industriale poco adatta agli yacht, inoltre non c'è posto riservato ai diportisti. L'importanza di Portovesme deriva dal fatto che dal suo Porto Industriale partono motonavi della compagnia di navi Delcomar che percorrono le sette miglia e mezzo, ed in quaranta minuti portano passeggeri ed auto alla Città di Carloforte, unico centro abitato dell'isola di San Pietro.

La centrale elettrica del Sulcis

Proprio dietro il porto Industriale, a Portovesme, dal 1955, sorge la centrale elettrica del Sulcis, che è stata ampliata nel '65 diventando la più importante della Sardegna, capace di fornire energia elettrica anche al continente.

Portoscuso-Portovesme: la centrale elettrica del Sulcis Portoscuso-Portovesme: la centrale elettrica del Sulcis Portoscuso-Portovesme: la centrale elettrica del Sulcis Portoscuso-Portovesme: la centrale elettrica del Sulcis

La spiaggia di Portovesme o spiaggia di Is Canelles

Dal parcheggio al termine della strada che ci condotti alla frazione Portovesme, raggiungiamo la sottostante spiaggia di Portovesme, chiamata anche spiaggia Is Canelles, alla quale accediamo per mezzo di una scalinata. La spiaggia si trova tra il Porto Turistico di Portoscuso, dal quale è separata da una scogliera che termina con la Punta de Sa Furungonara ed il Porto Industriale e Commerciale di Portovesme.

Portoscuso-Portovesme: la spiaggia di PortovesmeLa spiaggia di Portovesme, chiamata anche spiaggia di Is Canelles, cioè delle Canne di Palude, è situata subito accanto al porto Industriale di Portovesme, sul suo lato nord, ed è stata fortemente danneggiata dall'ampliamento del porto. È costituita da un arenile composto da sabbia fine di colore ambrato, affacciato su un mare molto trasparente e di un colore azzurro cangiante, con il fondale basso e sabbioso. Mediamente frequentata in alta stagione, non sono presenti servizi su questa spiaggia.

La frazione Paringianu

Dal centro di Portoscuso, dalla piazza Dante Alighieri prendiamo la via Dante Alighieri e la seguiamo per un chilometro e quattrocento metri, fino ad arrivare allo svincolo dove eravamo arrivati con la SP108. Allo svincolo, proseguiamo dritti sulla strada provinciale, che prende il nome di SP2 e che condurrà fino quasi a Carbonia. Percorsi poco più di sei chilometri sulla SP2, prendiamo a destra la via Carbonascia, dopo duecentocinquanta metri arriviamo a un bivio, dove prendiamo a destra la via Sardegna, che in duecento metri ci porta alla rotonda che si trova all'interno della importante frazione Paringianu (altezza metri 16, distanza circa 8.4 chilometri lungo la strada cha abbiamo percorso, abitanti circa 582), all'interno della quale scorre il Rio Flumentepido, e a nord del quale iniziano gli insediamenti industriali di Portoscuso.

La Chiesa parrocchiale di San Giuseppe a Paringianu

Portoscuso-Paringianu: Chiesa parrocchiale di San GiuseppeArrivati nel centro di Paringianu, alla rotonda prendiamo L'uscita più a destra, che è la via dell'Autonomia, alla destra della quale si trova la piazza San Giuseppe, sulla quale si affaccia la Chiesa di San Giuseppe, che è la parrocchiale di Paringianu. Fino agli anni Venti, Paringianu non aveva una Chiesa, e il prete arrivava una volta alla settimana e si recava di casa in casa a dare la benedizione, finché L'ingegnere di una ditta di Cagliari che costruiva gli argini artificiali del fiume si offrì di costruirla, a condizione che tutti gli operai di Paringianu lo aiutassero. La Chiesa fu terminata il il 2 settembre e consacrata al Santo del giorno, ossia a San Giuseppe.

La spiaggia di Punta de S'Aliga

Dal centro di Paringianu, prendiamo verso nord ovest la via Sulcis, dopo quattrocentocinquanta metri si trova un piccolo ponte, al termine del quale, si prende la strada bianca sulla sinistra. La si segue per un chilometro e seicento metri, poi si prende ancora a sinistra, e si arriva, in poco più di un chilometro, al termina di una piccola penisola, sul cui lato ovest si trova, appositamente segnalata, la spiaggia di Punta de S'Aliga, che è ricchissima di resti fossili di grandi dimensioni, come ad esempio le conchiglie di ostriche.

Portoscuso-Paringianu: la spiaggia di Punta de S'AligaSul lato occidentale della piccola penisola di Punta de S'Aliga, si trova la spiaggia di Punta de S'Aliga, ossia della Punta dell'Erbaccia o della Spazzatura, chiamata anche spiaggia di Boi Cerbus, ossia del Bue Cervo. È costituita da un arenile di medie dimensioni, ricoperto da piccole dune talvolta sovrastate da macchia mediterranea, costituito da sabbia bianca piuttosto fine, affacciato su un mare con le acque trasparenti, di un colore tra il verde e il turchese, con il fondale basso e sabbioso. La spiaggia non è mai molto affollata, neanche in alta stagione, e non sono presenti servizi.

Ad animare questa spiaggia sono soprattutto gli amanti del Kite Surf, che hanno scoperto un luogo ideale per le loro evoluzioni spettacolari, tutto grazie all' intuizione della South Kite Sardinya, un'associazione di Portoscuso che ha creduto nelle potenzialità di Punta de S'Aliga.

Lo Stagno o Laguna di Boi Cerbus con la sua Peschiera e lo Stagno 'e Forru

Portoscuso-Paringianu: lo Stagno o Laguna di Boi CerbusAlle spalle della spiaggia si sviluppa lo Stagno o Laguna di Boi Cerbus, sulla quale si affaccia il lato orientale della piccola penisola di Punta de S'Aliga. Si tratta di un'ampia laguna con una superficie di 300 ettari, legata alla parziale chiusura di un tratto di mare ad opera di una freccia litorale, con la conseguente formazione di barre sabbiose. Nello stagno sfocia il fiume Flumentepido, che nasce tra i territori di Iglesias e Carbonia, nelle campagne di Barega, ed attraversa il Sulcis per vari chilometri. Anche se in estate le acque sono scarse e lente, nel corso degli anni questo fiume è stato protagonista di piene improvvise molto pericolose che hanno reso necessaria la costruzione degli argini e della foce artificiale. La laguna viene utilizzata come vasta Peschiera di Boi Cerbus, ma l'ambiente costiero risulta fortemente compromesso dalla presenza del vicino polo industriale di Portovesme, che ha limitato l'estensione delle aree stagnali e creato notevoli problemi di inquinamento da metalli pesanti. La peschiera è molto antica, è nata insieme al paese, ed è ancora oggi utilizzato per la pesca. Lo stagno è collegato al mare aperto, le sue acque sono basse e salate, permettono la pesca di anguille, arselle, e muggini che preferiscono le acque calde. Vista la bassa profondità infatti la temperatura dell'acqua sale velocemente.

Portoscuso-Paringianu: lo Stagno 'e ForruParticolare importanza riveste, inoltre, il piccolo Stagno 'e Forru, che occupa una depressione tra le dune sabbiose e le aree alluvionali, la cui origine è ancora tutta da verificare. Lo Stagno è alimentato principalmente dal Rio Paringianu, che è stato recentemente canalizzato e costretto a sfociare circa un chilometro a sud della vecchia foce, tanto che l'area della vecchia foce è soggetta a ristagni ed interrimenti dovuti all'eccessivo sviluppo della vegetazione palustre. È, inoltre, alimentato anche dal più piccolo Rio Perdaias, che oggi si innesta nel tratto canalizzato finale del primo. La zona a nord e ad est intorno alla Stagno è delimitata da numerosi cartelli di pericolo, che indicano la presenza di sabbie mobili

L'area dello Stagno Laguna di Boi Cerbus e dello Stagno 'e Forru, è tutelata come Riserva Naturale Regionale, ospita fenicotteri, gabbiani, aironi, e numerosi altri piccoli volatili, ed è, quindi, area per la sosta e per la riproduzione di una ricca avifauna di interesse comunitario.

La piccola spiaggia di Maribìu chiamata anche di Mari Biu

Dal centro di Paringianu, prendiamo verso nord ovest la via Sulcis, dopo quattrocentocinquanta metri si trova un piccolo ponte, al termine del quale, si prende la strada bianca sulla sinistra. La si segue e al termine della strada, dopo due chilometri e duecento metri, si arriva alla piccola spiaggia di Maribìu, appositamente segnalata.

Portoscuso-Paringianu: la spiaggia di Maribìu chiamata anche di Mari BiuLa piccolissima spiaggia di Maribìu, chiamata anche spiaggia di Mari Biu, si trova in una sorta di baia, con un arenile costituita da sabbia bianca e fine, affacciato su un mare trasparente e di un colore azzurro intenso, con un fondale basso e sabbioso, sul quale sono presenti rocce e scogli, in modo particolare all'estremità occidentale della spiaggia. È una spiaggia molto tranquilla e silenziosa, poco frequentata <nche in alta stagione, e nella quale non sono presenti servizi.

Un tempo, questa spiaggia era famosa per essere una delle spiagge più belle della costa sud occidentale dell'Isola, con stupende dune di sabbia bianca. Oggi, però, le dune sono quasi del tutto scomparse, e la zona appare molto selvaggia. Viene frequentata soprattutto dai pescatori, che qui ormeggiano le loro piccole imbarcazioni.

Il Nuraghe Paringianu di tipologia indefinita

Dal centro di Paringianu, prendiamo la via Sulcis verso sud est, e, percorsi appena centoventi metri, prendiamo la deviazione in una stradina bianca sulla destra. Seguita per cinquecento metri, si vedono, alla sinistra della strada, i pochi resti del Nuraghe Paringianu, un Nuraghe di ripologia indefinita, edificato a 35 metri di altezza.

La frazione Bruncu Teula suddivisa con il Comune di San Giovanni Suergiu

Dal centro di Paringianu, prendiamo la via Sulcis verso sud est, che esce dall'abitato come SP75bis. Percorsi quasi due chilometri, la strada sbocca su una rotonda, dove prendiamo la prima uscita, verso destra, che, percorsi ancora settecento metri, ci fa raggiungere la frazione Bruncu Teula (altezza metri 21, distanza circa 11.1 chilometri, abitanti circa 37), che è la frazione più a sud e ad ovest del territorio del Comune di Portoscuso. Si tratta di un villaggio costiero della regione storica del Sulcis, suddiviso amministrativamente tra i comuni di Portoscuso a nord, e di San Giovanni Suergiu a sud, dei quali è frazione. Il suo nome identifica il villaggio di pescatori, agricoltori e pastori sorto nella piana compresa tra gli abitati di Paringianu, nel Comune di Portoscuso, e di Matzaccara nel Comune di San Giovanni Suergiu, a pochi metri dal mare. La frazione facente capo al Comune di Portoscuso si sviluppa completamente nel villaggio vecchio, ed in essa sono ancora visibili le caratteristiche casette basse con muratura di pietra viva locale e tetto di coppi rossi. L'abitato di Bruncu Teula si affaccia sullo Stagno o Laguna di Boi Cerbus, mentre a nord dell'abitato si trova lo Stagno 'e Forru. Si trova in una localtà che era certamente conosciuta dai Fenici, perché si ritiene che in essa si trovasse un porto fenicio, e una strada porta all'area archeologica di Monte Sirai, vicino a Carbonia, dove ci sono stati ritrovamenti del Tophet, della Necropoli e di anfore fenicie.

La frazione Nuraxi Atzori

Da Paringianu, presa la via Sulcis arriviamo alla rotonda, dove prendiamo la terza uscita, verso sinistra, che ci fa immettere sulla via Pedemontana. La seguiamo per quattrocento metri, poi deviamo a sinistra sulla via Carbonascia che, in circa un chilometro, ci porta all'interno della frazione Nuraxi Atzori (altezza metri 34, distanza circa 11.2 chilometri, abitanti circa 21).

Il Nuraghe Atzori di tipologia indefinita

La frazione ha questo nome perché, nella campagna a nord est delle sue abitazioni, si trovano i pochi resti del Nuraghe Atzori, un Nuraghe di tipologia indefinita, edificato a 35 metri di altezza.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, ci recheremo a visitare la Città di Carbonia, che è il capoluogo provvisorio della Provincia del Sud Sardegna, che visiteremo con il suo centro ed i dintorni dove si trova l'area archeologica di Monte Sirai.


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