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Quartucciu con la Necropoli di Pill 'e Matta e la Tomba di giganti di Is Concias detta anche Sa Domu 'e S'Orku

In questa tappa del nostro viaggio, ci recheremo a visitare la cittadina di Quartucciu, con il suo centro ed i suoi dintorni con la Necropoli punico romana di Pill 'e Matta e l'importante Tomba di giganti di Is Concias detta anche Sa Domu 'e S'Orku.

Il Campidano di Cagliari

Il Campidano di CagliariIl Campidano è la grande pianura della Sardegna sud-occidentale compresa tra il golfo di Cagliari e quello di Oristano, ha una lunghezza di circa cento chilometri e presenta la massima altitudine di settanta metri sul mare. Deve le sue origini al colmarsi di una depressione geologica terziaria da parte di sedimenti marini, fluviali e vulcanici. Sono frequenti gli stagni costieri con acque salmastre, nell'angolo nord ovest della Regione sfocia il fiume Tirso, che contribuisce all'irrigazione del Campidano, la rete idrografica è inoltre formata da piccoli torrenti. La principale risorsa è l'agricoltura e si coltivano specialmente grano, viti, olivi, frutta e agrumi. Il Campidano di Cagliari comprende i comuni di Assemini, Burcei, Cagliari, Capoterra, Decimomannu, Decimoputzu, Domus de Maria, Elmas, Maracalagonis, Monastir, Monserrato, Nuraminis, Pula, Quartu Sant'Elena, Quartucciu, Samatzai, San Sperate, Sarroch, Selargius, Serramanna, Serrenti, Sestu, Settimo San Pietro, Siliqua, Sinnai, Soleminis, Uta, Villa San Pietro, Villasimius, Villasor e Villaspeciosa. I comuni di Samassi, Serramanna e Serrenti si trovano tra il Monreale ed il Campidano di Cagliari, così come Soleminis si trova tra il Campidano di Cagliari e il Parteòlla, per cui possono appartenere all'una o all'altra di queste regioni. Anticamente il territorio apparteneva al Giudicato di Càlari, ed in particolare alle Curatorie di Cagliari, Decimo, Gippi e Nuraminis. Geograficamente rappresenta la parte più meridionale della pianura del Campidano, che ha come suo centro principale Cagliari, nonche Quartu Sant'Elena ed i comuni immediatamente a nord ovest del capoluogo sardo. Si affaccia sul mare e comprende la costa orientale del golfo di Cagliari, fino al paese chiamato Villasimius.

Visualizza la mappa In viaggio verso Quartucciu

Nella tappa precedente eravamo arrivati a Quartu Sant'Elena. Dal Municipio di Quartu Sant'Elena prendiamo, in direzione nord est, la via Eligio Porcu, dopo entocinquanta metri prendiamo a sinistra la via Regina Margherita che, dopo centottanta metri, diventa la via Dante che, dopo altri seicento metri, diventa la via Quartu. La seguiamo per trecentocinquanta metri, poi svoltiamo a sinistra in via della Pace, dopo altri trecentocinquanta metri prendiamo a destra la via Don Minzoni, che seguiamo per cinquecento metri, e poi prendiamo a destra la via Nazionale, che ci porta all'interno dell'abitato di Quartucciu. Dal Municipio di Quartu Sant'Elena a quello di Quartucciu si percorrono 2.7 chilometri.

Da Cagliari verso Quartucciu

Dal Municipio di Cagliari prendiamo la via Roma verso sud est, poi svoltiamo leggermente a sinistra e prendiamo il viale Armando Diaz, lo percorriamo per circa un chilometro e, passata la scalinata della Basilica di Bonaria, prendiamo a destra la via Sebastiano Caboto, dopo una settantina di metri ci immettiamo a sinistra sul viale Salvatore Ferrara, percorsi quattrocentocinquanta metri svoltiamo leggermente a destra e prendiamo la via Emanuele Pessagno, che seguiamo per un chilometro e duecento metri. Continuiamo sull'Asse Mediano di Scorrimento, che percorre la periferia orientale della Città lasciando alla sua destra lo Stagno di Molentargius. Percorsi due chilometri e trecento metri, prendiamo l'uscita verso Quartu Sant'Elena, che ci porta in via Giuseppe Mercalli, dopo un chilometro e trecentocinquanta metri ci immettiamo sul viale Marconi, lo seguiamo per trecentocinquanta metri ed usciamo allo svincolo per Monserrato Quartucciu Selargius. Percorsi centottanta metri, alla rotonda che passa sotto la sopraelevata prendiamo la prima uscita verso destra, dopo una settantina di metri, evitiamo la deviazione per Quartu Sant'Elena e prendiamo leggermente a sinistra verso via delle Serre. Percorso un centinaio di metri, alla biforcazione mantieniamo la sinistra salendo sulla sopraelevata per continuare su via delle Serre, dopo ottocentocinquanta metri lungo questa strada, alla rotonda, prendiamo la seconda uscita e continuamo su via delle Serre, dopo un chilometro questa strada diventa la via Nazionale, che, in seicento metri, ci porta nel centro di Quartucciu. Dal Municipio di Cagliari a quello di Quartucciu si percorrono 11.2 chilometri.

La cittadina chiamata Quartucciu Informazioni turistiche

Quartucciu-Stemma del comuneLa cittadina chiamata Quartucciu (nome in lingua sarda Cuartuciu, metri 15, abitanti 10.318) è un Comune della Città metropolitana di Cagliari, conurbato con il capoluogo. Si tratta di un centro di pianura situato nella parte sud orientale del Campidano di Cagliari, il cui territorio si estende dallo Stagno di Molentargius alla catena montuosa dei Sette Fratelli che lo chiude a nord est. L'abitato è raggiungibile tramite la SS125 Orientale Sarda e la SS554 Cagliaritana, che ne attraversano il territorio. Il territorio comunale di Quartucciu, che comprendente l'isola amministrativa separata di Sant'Isidoro avente una superficie di 17,47 chilometri quadrati, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate.

Origine del nome

Il nome deriva dal latino Quarto ab Urbe Lapide, dato che la Città sorge al quarto miglio della strada che collegava Cagliari a Palau, presso il quale si sarebbe trovata, presumibilmente, una statio romana, che avrebbe costituito il primo nucleo di quello che sarebbe stato il successivo abitato. Nella zona tra Quartucciu e Quartu Sant'Elena esistevano, un tempo, varie ville caratterizzate dal nome Quarto, e l'attuale Quartucciu si trova dove un tempo sorgeva Quarto Suso, chiamato anche Quarto Toto o Quartutxo, da cui poi ha preso il nome il paese.

La sua economia

Si tratta di un centro di pianura che, accanto alle tradizionali attività agricole, ha sviluppato il suo tessuto industriale. L’agricoltura produce cereali, frumento, ortaggi, foraggi, olivo, agrumi, uva e altra frutta; Quartucciu è noto soprattutto per la coltivazione del garofano, che viene esportato in tutta Europa. Si pratica anche l’allevamento di suini, ovini, equini e avicoli. L’industria è costituita da imprese che operano nei comparti alimentare, del legno, dell’estrazione, dei mangimi, della stampa, della fabbricazione di articoli in plastica, del vetro, dei materiali da costruzione, dei laterizi, metalmeccanico, della fabbricazione di strumenti ottici fotografici, dei mobili, della gioielleria e oreficeria, dei giochi e dei giocattoli, della centrale elettrica ed edile. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.

Brevi cenni storici

Il suo territorio doveva essere abitato fin dal periodo nuragico, data la presenza di diversi resti preistorici ancora oggi visibili, costituiti da vari Nuraghi disseminati nelle campagne di Sant'Isidoro, nelle cui vicinanze si trova la Tomba di giganti di Is Concias detta anche Sa Domu 'e S'Orku, che costituisce un maestoso monumento megalitico di età nuragica. Numerose sono le testimonianze risalenti ai periodi storici punico, romano, vandalico e medievale, e la Necropoli punico romana di Pill 'e Mata è un esempio di alto valore storico ed archeologico. Fin dal quinto decennio del V secolo, e cioè ancor prima della caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476, Quartucciu subisce numerosi saccheggi da parte dei Vandali. Durante il Medioevo appartiene al Giudicato di Cagliari, in seguito passa sotto le dipendenze di Pisa, e subito dopo cade sotto il controllo degli Aragonesi. Nel 1426, la Baronia di Quartu, che comprende anche Quartucciu, viene concessa da Alfonso d'Aragona ad Antonio de Sena, fino al 1491, quando viene eliminata la Baronia dei De Sena ed il paese viene incorporato nel patrimonio regio. I secoli sedicesimo e diciassettesimo sono tra i peggiori che il paese abbia mai vissuto, sia per le frequenti incursioni barbariche, sia per la peste che vi dilaga con frequenza. Agli inizi del diciottesimo secolo, Quartucciu, che ancora fa parte della Baronia di Quartu, viene concesso in feudo alla famiglia Pes, ed inizia a risollevarsi. Nel 1717 viene occupato, insieme a Quartu, dalle truppe inviate dal cardinale Giulio Alberoni, al servizio di Filippo V di Spagna, per la riconquista della Sardegna. Passata la Sardegna ai Savoia nel 1720, il paese viene confermato come feudo, dal re Vittorio Amedeo II e dal re Carlo Emanuele III, alla famiglia Pes. Dal 1893 al 1971 la località viene attraversata dalla tranvia extraurbana Cagliari-Monserrato-Quartu Sant'Elena, sulla quale vengono impiegate dapprima locomotive con trazione a vapore, e che, in seguito, viene incorporata nella rete tranviaria di Cagliari, e vengono impiegati tram elettrici. Quartucciu è sempre un comune, anche se fa parte del mandamento di Quartu Sant'Elena fino al 1928, anno in cui, per virtù dei poteri conferiti al Governo dai Decreti del 1927 e 1928, con Pirri, Monserrato e Selargius, viene aggregato al Comune di Cagliari, dal quale nel 1983 viene nuovamente separato.

Principali Feste e Sagre che si svolgono a Quartucciu

Quartucciu-Sfilata nei costumi tradizionali di QuartucciuA Quartucciu sono attivi il Gruppo Folk Campidano di Quartucciu, e l'Associazione Culturale Folkloristica Is Prendas di Quartucciu, nelle cui esibizioni è possibile ammirare il suo costume tradizionale delle donne e degli uomini del paese. Tra le Feste e Sagre che si svolgono a Quartucciu vanno citati, il 3 febbraio, la Festa di San Biagio; il 23 aprile la Festa religiosa del patrono San Giorgio; l'ultima domenica di giugno con la festività religiosa e civile di San Giorgio; la terza domenica di settembre si svolge la Festa di Nostra Sennora de sa Defenza; la prima domenica di ottobre si svolge la Festa di San Pietro Pascasio, con il palio preceduto dalla benedizione dei cavalieri che si tiene in latino.

Visualizza la mappa Visita del centro della cittadina

Entrati in Quartucciu provenendo da Cagliari con la via delle Serre, ci rechiamo a visitare il centro della cittadina, della quale l'abitato rispecchia le caratteristiche del territorio nel quale si trova, mostrando l'andamento altimetrico tipico delle zone pianeggianti. Nel centro abitato le tipologie abitative sono diverse, dato che, accanto ai recenti palazzi e villette a schiera, permangono le caratteristiche case campidanesi e alcune palazzine in stile neoclassico e liberty. Le case campidanesi, costruite con i mattoni di fango, presentano ancora gli elementi costitutivi quali le lollas, ossia i loggiati aperti sul cortile con archi a tutto sesto, e gli imponenti portoni di legno. Le Chiese presenti all'interno del centro abitato documentano il periodo che va dal secolo undicesimo al quindicesimoIII, e al loro interno sono presenti interessanti opere d'arte.

Il centro sportivo Le Serre

Quartucciu-Ingresso del centro sportivo Le SerreDa dove, dalla via Giuseppe Marconi, abbiamo preso la via delle Serre che si dirige verso est, percorsi circa cinquecento metri arriviamo a un'ampia rotonda. Superata la rotonda, proseguiamo lungo la via delle Serre e, dopo meno di trecento metri, vediamo alla sinistra della strada l'ingresso del centro sportivo Le Serre, nel quale sono presenti un Campo da Calcio con piste di atletica e con tribune in gradi ospitare 300 spettatori, un Campo da Calcio a cinque in grado di ospitare 150 spettatori, un campo polivalente di atletica, campi da tennis e campi per il gioco delle bocce.

La ex piazza della Stazione

Quartucciu-La ex piazza della StazioneProseguendo per altri settecento metri lungo la via delle Serre, questa termina a un incrocio oltre il quale prosegue con il nome di via Nazionale. Nell'incrocio si trovava, fino agli anni '50 del secolo scorso, la Piazza della Stazione, così denominata poiche vi esisteva una piccola Stazione Ferroviaria, trasformata in seguito in una fermata del filobus. La stazione era costituita da un caseggiato a due vani, uno per il capostazione e l'altro come sala d'attesa per i viaggiatori. Verso sud era presente un piano d'appoggio utilizzato per pesare le merci e per facilitarne il carico e lo scarico.

Il parco urbano Sergio Atzeni che ospiterà il Museo archeologico Luce sul Tempo e la nuova biblioteca civica

Quartucciu-Edificio che ospiterà il Museo archeologico Luce sul TempoAll'incrocio prendiamo a sinistra la via Carlo Rosselli, che si dirige verso Selargius, alla sinistra della quale è presente un ampio spazio che ospiterà il parco urbano Sergio Atzeni, in via di realizzazione, dedicato allo scrittore considerato l'esponente per antonomasia della nouvelle vague letteraria sarda, una intensa voce narrante al servizio degli umili e degli sconfitti, morto nel 1995 a soli 43 anni scaraventato da un'onda sugli scogli dell'Isola di San Pietro.

Quartucciu-Edificio che ospiterà la nuova biblioteca civicaPercorsa per circa duecento metri, vediamo alla sinistra della strada, ad angolo con la via Sandro Pertini, un bell'edificio realizzato per ospitare l'innovativo Museo archeologico Luce sul Tempo, nel quale saranno conservati i reperti rinvenuti nella Necropoli punico romana di Pill'e Mata, ma per vederli occorrerà aspettare ancora molto tempo, dato che il Comune è stato costretto a chiudere i cantieri avendo esaurito i fondi a disposizione. Stessa cosa si deve dire per la realizzazione, alla sua sinistra lungo la via Sandro Pertini, dell'edificio che ospiterà la nuova biblioteca civica di Quartucciu.

All'interno del Cimitero di Quartucciu si trova la Chiesa romanica di Sant'Efisio di Quarto

Quartucciu-Ingresso del Cimitero di QuartucciuAll'incrocieo tra la via delle Serre e la via Nazionale, dove avevamo preso verso sinistra la via Carlo Rosselli, prendiamo, invece, verso destra la via Don Minzoni. Le seguiamo per quattrocentocinquanta metri, e vediamo alla sinistra della strada l'ingresso del Cimitero di Quartucciu.

Quartucciu-Chiesa di Sant'Efisio di Quarto nel Cimitero di QuartucciuAll'interno del Cimitero di Quartucciu si trova la Chiesa di Sant'Efisio di Quarto, uno splendido esempio di edificio sacro realizzato in stile romanico pisano nel tredicesimo secolo, datata tra il 1280-1330. Caratterizzata da una pianta rettangolare, è una Chiesa a navata unica. La facciata a capanna, con campanile a vela, è abbellita da archetti pensili a tutto sesto, che sovrastano il portalino centinato. All'interno, in una nicchia, è custodita una Pietà lignea risalente al sedicesimo o diaciassettesimo secolo, di bottega sarda.

La Chiesa di Sant'Antonio Abate

Dalla via delle Serre, all'incrocio con la via Carlo Rosselli e la via Don Minzoni, prendiamo la sua prosecuzione verso est, che è la via Nazionale, la seguiamo per circa duecentocinquanta metri, e prendiamo a destra la via Quartu, e poi, dopo una quarantina di metri, a sinistra la via Neghelli. Tra la via Nazionale e la via Neghelli si trova l'Oratorio della Chiesa di Sant'Antonio Abate, mentre l'ingresso principale della Chiesa è subito all'inizio della via Neghelli, il primo portone sulla sinistra.

Quartucciu-Chiesa di Sant'Antonio AbateLa Chiesa di Sant'Antonio Abate è stata ricostruita in via Neghelli dopo la distruzione, a causa della terribile alluvione del 1889, di quella vecchia che era situata sulla via Nazionale, ed è attualmente sconsacrata. La Chiesa presenta lungo la via Neghelli una semplice facciata intonacata, con un piatto terminale ornato da cornice e un portone d'ingresso leggermente ricurvo. Perpendicolarmente alla facciata, sul suo lato destro, quindi affacciato sulla via Quartu, si alza un muro, concluso da un particolare campanile a vela, con due luci con archi a sesto acuto e due campane. All'interno della Chiesa sono conservati, oltre alla statua di Sant'Antonio, anche un meraviglioso organo, alcuni bellissimi dipinti e pregevoli paramenti sacri.

La Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire

Dopo aver incontrato la via Neghelli, seguiamo la via Quartu per un'altra ottantina di metri, ed arriviamo all'incrocio con sulla destra la via Asmara ed a sinistra la via Corongiu.

Passato questo incrocio, alla sinistra della via Quartu si apre la grande piazza Parrocchia, al termine della quale, una cinquantina di metri più avanti, si trova la facciata della Chiesa di San Giorgio Martire, che è la Chiesa parrocchiale di Quartucciu. Questa Chiesa è stata costruita dagli Aragonesi nel quattordicesimo secolo in stile gotico su una precedente Chiesa tardo gotica, della quale restano gli archi a sesto acuto delle cappelle. Ma non si sa se l'intenzione iniziale sia stata quella di dedicarla a San Giorgio Martire o a San Giorgio vescovo di Suelli, dato che le caratteristiche dei due santi sono molto differenti, anche se alcuni episodi della loro vita sono simili. In seguito la Chiesa è stata ampliata, modificata e ristrutturata varie volte. In origine aveva tre navate a ciascuna delle quali corrispondeva una porta nella facciata, due delle quali ora murate, ma oggi è dotata di una sola navata ed ha otto cappelle. L'altare maggiore, in marmo, è sovrastato da quattro colonnine dove è sistemato il simulacro di San Giorgio Martire, del 1854, e custodisce al suo interno un bel Polittico settecentesco che rappresenta la Crocifissione di San Biagio, opera del pittore manierista napoletano Bartolomeo Castagnola, che ha vissuto a Cagliari fra il 1598 e il 1611. Conserva, inoltre, nove crocifissi del diciottesimo secolo, tra cui il più suggestivo, è il crocifisso miracoloso detto anche crocifisso della pioggia in proporzioni naturali, in legno intagliato e dipinto. L'ingresso della Chiesa si prospetta sul vasto Piazzale, con al centro una bellissima statua della Madonna di Lourdes.

Quartucciu-Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire Quartucciu-Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire: facciata Quartucciu-Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire: interno Quartucciu-Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire: il crocifisso della pioggia

San Giorgio è il patrono di Quartucciu, e si celebra due volte l'anno, il 23 aprile con la Festa liturgica di San Giorgio, e l'ultima domenica di giugno con la festività religiosa e civile. Ha come compatrona la Vergine della Difesa, che si celebra nella terza domenica di settembre con la Festa di Nostra Sennora de sa Defenza.

San Giorgio MegalomartireSan Giorgio è uno dei più venerati martiri della Chiesa cristiana, tanto da avere il titolo di Megalomartire, ossia di grande martire. La storia di questo martire è avvolta dalla leggenda, infatti son poche le testimonianze certe e attendibili. Per ricostruire le vicende umane di San Giorgio ci si riferisce alla Passio sancti Georgii, che però è un'opera apocrifa. Secondo questa fonte, Giorgio nasce in Cappadocia tra il 275 ed il 285 da madre cappadoce e padre persiano, che lo educano nella religione cristiana. Divenuto adulto, si arruola nell'esercito dell'imperatore romano Diocleziano. Giorgio dona tutti i suoi averi ai poveri e dichiara apertamente la propria adesione alla religione cristiana, ha così inizio per lui un lungo periodo di torture e tormenti, che terminano con la sua decapitazione, durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano, a Nicomedia il 23 aprile 303. Su San Giorgio è nata una leggenda, che racconta che egli, trovandosi in Libia, viene a conoscenza dell'esistenza di un terribile drago presente sotto le acque di un lago, in grado di uccidere con il suo fiato bollente chiunque gli si avvicinasse. Perciò gli abitanti limitrofi gli offrivano in sacrificio due pecore al giorno, e, quando le pecore iniziano a scarseggiare, si pensa di offrire una pecora e un fanciullo o una fanciulla estratti a sorte. Un giorno viene estratta a sorte la figlia del re, che per risparmiare la sua vita decide di offrire tutto il suo patrimonio, ma la popolazione si ribella. In quel momento passa il giovane soldato Giorgio, che, sentita la storia, suggerisce alla ragazza di legare la propria cintura intorno alla testa del drago. La principessa lega il drago, che diviene docilissimo. La popolazione rimane terrorizzata, ma Giorgio dice loro che, se avessero accettato di convertirsi alla religione cristiana, lui avrebbe avuto da Dio la forza per uccidere il drago. Tutti si convertono e Giorgio uccide il drago.

La Chiesa di San Luigi Gonzaga

Quartucciu-Chiesa di San Luigi GonzagaNella piazza Parrocchia, guardando la Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, alla sua sinistra, passata la torre campanaria, si trova la facciata della Chiesa di San Luigi Gonzaga. Edificata nel corso del Seicento dinanzi alla Chiesa parrocchiale, in mattoni di fango, presenta una pianta rettangolare articolata in una sola navata. La modesta facciata in muratura è caratterizzata da un semplice portone intarsiato di forma rettangolare, sormontato da una finestrella rettangolare con una grata in ferro. Sul tetto a capanna, si trova il campanile a vela con luce ad arco acuto, dotato di una campana.

La Chiesa di San Biagio Vescovo di Sebaste

Passando dietro alla Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, e prendendo la via San Biagio verso nord est, in centottanta metri, si può vedere alla destra della strada la Chiesa è dedicata a San Biagio Vescovo e Martire. Ad essa si può arrivare anche proseguendo, dopo aver incontrato la via Quartu, per circa centotrenta metri, prendiamo verso destra la via San Biagio, in direzione sud est, ed, in centoventi metri, arriviamo e vedere alla sinistra della strada la Chiesa di San Biagio Vescovo e Martire.

Quartucciu-Chiesa dedicata a San Biagio Vescovo e MartireLa Chiesa dedicata a San Biagio Vescovo e Martire, che è stato vescovo di Sebaste, è stata realizzata nella seconda metà del Cinquecento in uno stile vario, e, presso di essa, aveva sede la confraternita di Santa Croce, che il 18/08/1620, è stata aggregata all'arciconfraternita del Santissimo Crocifisso. A Quartucciu il 3 febbraio si celebra la Festa di San Biagio, con la processione ed un grande falò. Tra i riti tradizionali in onore del santo, infatti, figura il gigantesco falò realizzato con la legna benedetta, che viene ammucchiata nella piazzetta antistante la Chiesa, per ottenere le grazie richieste. Inoltre, durante la Messa, il celebrante pone due candele incrociate nella gola dei fedeli, mentre il coro intona i versi «Avvocato prodigioso della gola, sei speciale guaritore, liberaci dal male, tu San Biagio glorioso».

La ex piazza Dante con il Monumento ai Caduti per l'Unità d'Italia

Quartucciu-La piazza dei Caduti per l'Unità d'Italia una volta chiamata piazza DanteProseguiamo lungo la via Nazionale dopo aver incontrato la via San Biagio, e, percorsa un'ottantina di metri, arriviamo a vedere sulla destra della strada, ad angolo con la via Raffaele Piras, un'area che, fino alla metà dell'800, era denominata Sa Panca Manna, per via di un edificio rettangolare sede del macello comunale, divenuto in seguito sede del dazio, e che è stato distrutto durante i moti del 1906. Quartucciu-monumento ai Caduti per l'Unità d'ItaliaFino alla metà degli anni '60 del secolo scorso, quast'area era luogo di passaggio per persone e per carri, poi, verso la fine degli anni '60, in essa è stata realizzata la Piazza Dante. Questa piazza è stata ultimata solo negli anni '80 del secolo scorso, con la costruzione del monumento ai Caduti, ed è stata ribattezzata per questo con il nome di piazza dei Caduti per l'Unità d'Italia. Al centro della piazza si trova, infatti, il monumento ai Caduti per l'Unità d'Italia di Quartucciu. Si tratta di un monumento a cippo, sormontato da una scultura che rappresenta un'allegoria della vittoria rappresentata da una donna alata che regge una palma.

Il Municipio di Quartucciu

Quartucciu-Municipio di QuartucciuRiprendiamo a percorrere la via Nazionale per altri quasi centocinquanta metri, ed arriviamo a vedere, alla destra della strada, al civico numero 127 della via Nazionale, la facciata dell'edificio che ospita la sede e gli uffici del Municipio di Quartucciu. Altri uffici comunali si trovano al civico numero 1 della prima traversa sulla destra, che fa angolo con l'edificio, ossia nella via Giofra.

La piazza del Crocifisso

Quartucciu-La piazza del CrocifissoProseguendo lungo la via Nazionale per circa duecento metri, arriviamo alla Piazza del Crocifisso. Sino al 900 in questa piazza c’era una gran croce di legno denominata croce del perdono, e, secondo i racconti, vicino ad essa vi era un patibolo, la cui ultima esecuzione risale alla fine del '700 ed è stata effettuata nei confronti di un abitante di Selargius. Alla distruzione del patibolo, quest’area è stata utilizzata ad uso agricolo, rimanendo immutata la posizione della croce, che è stata sostituita nel 1948 con un monumento, eretto a ricordo del miracolo della pioggia, consistente in un obelisco in blocchi di pietra granitica quadrangolare, sovrastato da una croce in ferro.

La Chiesa parrocchiale di San Pietro Pascasio

Dalla piazza del Crocifisso prendiamo a sinistra la via degli Ulivi, la seguiamo per quasi trecento metri, ed incorciamo la via tabarca, Presa verso destra, in una cinquantina di metri arriviamo a vedere, alla sua destra, l'ingresso della Chiesa di San Pietro Pascasio, che è la seconda Chiesa parrocchiale di Quartucciu, dedicata al religioso e sacerdote mercedario spagnolo che è divenuto vescovo ed è morto martire decapitato dai musulmani di Moley Mahomed, califfo di Granada.

Quartucciu-Chiesa parrocchiale di San Pietro PascasioNonostante la parrocchia esistesse, essendo stata eretta canonicamente nel 1971, il parroco è stato costretto per ben otto anni a celebrare messa in un garage. Sono iniziati nel maggio del 1985 i lavori di costruzione dell'attuale Chiesa, e l'opera è stata terminata nel 1989, dopo ventidue anni. La parrocchia dedicata a San Pietro Pascasio si presenta realizzata in cemento armato, caratterizzato da una pianta irregolare e da un prospetto nel quale prevalgono linee geometriche, sia curve che spezzate. Illuminano l'edificio delle aperture finestrate, disposte in posizione decrescente nella parte superiore della facciata. Il portone d'ingresso è collocato all'intersezione degli stessi. Una serie di aperture finestrate, caratterizzano la parte superiore della facciata. Presso questa Chiesa la prima domenica di ottobre si svolge la Festa di San Pietro Pascasio, con un palio, preceduto dalla benedizione dei cavalieri che si tiene in lingua latina.

Visualizza la mappa Nei dintorni di Quartucciu

Nei dintorni di Quartucciu sono stati portati alla luce i resti della Tomba di giganti di Is Concias detta anche Sa Domu 'e S'Orku; del Nuraghie semplice Ortu de Schirru; del Nuraghe complesso Nanni Arru; ed anche del Nuraghe Corti Sa Perda, di tipologia indefinita.

La frazione Su Pezzu Mannu ed il carcere minorile di Quartucciu

Dal Municipio di Quartucciu proseguiamo verso nord est con la via Nazionale, che diventa via Mandas. Percorsi circa ottocentocinquanta metri incrociamo la SS554 Cagliaritana, che prendiamo a sinistra verso nord ovest, la seguiamo per un chilometro e duecento metri ed arriviamo ad uno svincolo, nel quale prendiamo verso destra, ossia in direzione nord est, la via del Lavoro, che è la SP15. Seguita per un chilometro e trecento metri, arriviamo a una rotonda, alla quale prendiamo la prosecuzione sulla SP15, dopo trecentocinquanta metri prendiamo a destra la Strada Comunale del Carcere Minorile, la seguiamo per duecento metri, poi svoltiamo a sinsitra, dopo altri duecento metri svoltiamo a destra, e dopo duecentocinquanta metri arriviamo alla frazione Su Pezzu Mannu (altezza metri 37, distanza 4.4 chilometri, circa 35 abitanti).

Quartucciu-Su Pezzu Mannu: Istituto Penale per MinorenniDalla abitazioni della frazione, proseguiamo per un centinaio di metri, poi svoltiamo a destra e, in duecentocinquanta metri, raggiungiamo l'ingresso dell'Istituto Penale per Minorenni di Quartucciu. Si tratta di una struttura realizzata a suo tempo secondo parametri di massima sicurezza perché destinata ad accogliere detenuti di alta pericolosità sociale, in cui l'Istituto Penale per Minorenni è stato collocato dal 1983 a seguito dell'abbandono dell'allora Istituto di Osservanza per Minorenni, i cui locali erano inutilizzabili. È l'unica struttura della Sardegna che accoglie minori provenienti dai due distretti del Tribunale per Minorenni di Cagliari e Sassari, ed anche trasferiti da altri istituti della penisola, che accoglie minori dai 14 ai 18 anni sia in custodia cautelare che in espiazione di condanna definitiva, ed anche giovani adulti fino al compimento del 21esimo anno d'età, per condanne relative a reati compiuti quando erano in età minore.

Resti della Necropoli punico romana di Pill' 'e Mata

Dal Municipio di Quartucciu proseguiamo verso nord est con la via Nazionale, che diventa via Mandas. Percorsi circa ottocentocinquanta metri incrociamo la SS554 Cagliaritana, la suoeriamo e proseguiamo lungo la via Mandas per circa un chilometro, dopo una traversa a sinistra che ci porta nella località Pill' 'e Mata, vediamo, alla sinistra della strada, l'edificio destinato ad ospitare i resti ed i reperti della Necropoli di Pill' 'e Mata, una Necropoli punico romana con caratteristiche uniche in Sardegna, scoperta per caso nel 2000 durante alcuni lavori nella zona industriale di Quartucciu, a poche centinaia di metri dal centro abitato. Gli scavi hanno messo in luce finora oltre duecento tombe di epoca punico romana, siano a fossa dalla forma rettangolare, che alla cappuccina tipica romana, e sono stati recuperati circa 2000 reperti tra bicchieri, piatti e lucerne. Infatti la Necropoli è stata frequentata sin dal periodo punico dal IV secolo avanti Cristo sino al V secolo dopo Cristo, nel periodo tardo romano. Quasi tutte le sepolture erano intatte, e nessuno sospettava che in questa zona ci fosse una Necropoli di queste dimensioni. Queste le impressionanti misure di un tesoro riemerso dalla notte dei tempi che non teme confronti al mondo, tanto da destare l'interesse dell'antropologo Don Brothwell, il cui nome è legato in modo indissolubile alla controversa identificazione dell'ormai mummificata, ma pur sempre splendida, regina Nefertiti. Nel 2009 si è sistemata la copertura della Necropoli, realizzata su progetto di David Palterer e Norberto Medardi con Pietro Reali. Ma nell'anno 2010 i lavori sono finiti e le porte del parco di Pill' 'e Mata sono rimaste chiuse, dato che il Comune deve risolvere il problema della gestione del complesso archeologico prima di poter consentire l'ingresso ai visitatori.

Quartucciu-Pill' 'e Mata: edificio destinato ad ospitare il parco della Necropoli di Pill' 'e Mata Quartucciu-Pill' 'e Mata: la Necropoli di Pill' 'e Mata Quartucciu-Pill' 'e Mata: la Necropoli di Pill' 'e Mata Quartucciu-Pill' 'e Mata: reperti della Necropoli di Pill' 'e Mata

Il lago di Simbirizzi

Dal Municipio di Quartucciu proseguiamo verso nord est con la via Nazionale, che diventa via Mandas. Percorsi circa ottocentocinquanta metri incrociamo la SS554 Cagliaritana, che prendiamo a destra verso sud est, la seguiamo per duecento metri e prendiamo la corsia di destra per lo svincolo che porta sulla SS125 orientale Sarda che conduce verso Muravera.

Quartucciu-Simbirizzi: il lago di SimbirizziPercorsi tre chilometri sulla SS125, vediamo alla destra della strada il lago di Simbirizzi, un invaso con una superficie di 3,23 chilometri quadrati e con un volume totale di 33,44 milioni di metri cubi di acqua. L'invaso è generato dalla diga di Simbirizzi, uno sbarramento artificiale dell'altezza di ventidue metri, realizzato ai margini di una conca naturale tra il 1951 e il 1958. Attualmente il lago è stato trasformato in una riserva idrica, alla quale sono collegate le struttture dell'acquedotto del Simbirizzi, che partono dal vicino bacino idrico del Simbirizzi e sono di grande utilita per Cagliari.

La Chiesa campestre di San Gaetano da Thiene

Quartucciu-Sant'Isidoro: la Chiesa di Sant'Isidoro AgricoltoreDa dove abbiamo preso la SS125 Orientale Sarda, percorriamo su questa strada statale verso est circa otto chilometri e, prima del cartello indicatore della deviazione verso sinistra per Maracalagonis e della pietra miliare indicativa del chilometro 17.4, prendiamo una sterrata sulla destra che ci porta in Regione San Gaetano, ed, in duecento metri, arriviamo all'incrocio con la via delle Primule. Sulla sinistra, affacciata su questa strada, vediamo la Chiesa campestre di San Gaetano da Thiene, che è stata edificata nel diciannovesimo secolo. La Chiesa è chiusa al culto dagli anni '50 del secolo scorso.

Il Comitato per San Gaetano è nato per raccogliere le esigenze e le necessità degli abitanti della Regione San Gaetano e delle case limitrofe, e per rappresentare queste esigenze all'Amministrazione Comunale di Quartucciu.

La frazione Separassiu

Da dove abbiamo preso la SS125 Orientale Sarda, percorriamo su questa strada statale verso est circa sette chilometri e cento metri e prendiamo la deviazione verso destra, in direzione della costiera, verso Flumini e Villasimius. Imbocchiamo il viale dell'Autonomia Regionale Sarda, che è la SP96, e lo seguiamo per quasi un chilometro e mezzo, poi deviamo a sinistra sulla via del Pesco Fiorito, che, in circa cinquecento metri, ci porta alla frazione Separassiu (altezza metri 40, distanza 11 chilometri, circa 71 abitanti).

La frazione con la Chiesa di Sant'Isidoro

Evitando la deviazione sulla via del Pesco Fiorito, proseguiamo sul viale dell'Autonomia Regionale Sarda, ossia sulla SP96, per cinquecento metri e, poco dopo aver passato il cartello segnaletico del chilometro 2, seguendo le indicazioni per Sant'Isidoro prendiamo a sinistra la via Sant'Isidoro. Questa strada dopo ottocento metri diventa la via dei Mandorli, e, percorso sulla via dei Mandorli circa un chilometro, ci porta all'interno della frazione Sant'Isidoro (altezza metri 47, distanza 12.4 chilometri, circa 84 abitanti).

Quartucciu-San Gaetano: la Chiesa campestre di San Gaetano da ThieneAll'interno della frazione Sant'Isidoro, quasi ad angolo sulla destra con la via degli Agrumi, si trova la Chiesa di Sant'Isidoro Agricoltore, situata su un rialzo del terreno. Nelle «Respuestas», un importante questionario inviato nel 1777 dai vescovi sardi a tutte le parrocchie, il parroco di Quartucciu trasmise importanti informazioni sulle Chiese del territorio, ossia su quattro Chiese tra cui quella di Sant'Isidoro en la pispissa de Fruminy, che era sopraelevata rispetto alle case circostanti. L'edificio religioso, fatta edificare nel 1741 per permettere agli agricoltori che stanziavano per molti mesi all'anno nelle campagne di Sant'Isidoro di seguire le funzioni religiose, presenta un semplice prospetto, con portalino centinato sovrastato da uno stemma marmoreo, e termina con un campanile a doppia vela tra due raccordi curvilinei. L'interno è costituito da un'aula rettangolare voltata a botte. Oggi è ancora utilizzata per le funzioni religiose, e se ne occupa la comunità religiosa dei Frati Carmelitani scalzi. Ogni anno la domenica di Pentecoste si celebra la Festa di Sant'Isidoro Agricoltore, con una solenne processione per la benedizione dei campi.

La frazione Is Pisus-Is Concias

Dalla via dei Mandorli nella frazione Sant'Isidoro, invece di prendere a destra la via degli Agrumi, prendiamo a sinistra, ossia verso nord, la via delle Fragole, la seguiamo per quattrocentocinquanta metri, poi prendiamo a destra la via delle Viole, che, in altri quattrocentocinquanta metri, ci porta all'interno della frazione Is Pisus-Is Concias (altezza metri 39, distanza 12.4 chilometri, circa 33 abitanti).

Resti della Tomba di giganti di Is Concias detta anche Sa Domu 'e S'Orku

Invece di deviare sulla destra nella via delle Viole, proseguiamo verso nord lungo la via delle Viole che, in un chilometro e duecento metri, sbocca sulla SS125 Orientale Sarda, ottocentocinquanta metri dopo la deviazione sulla sterrata che ci aveva portati alla Chiesa Gaetano da Thiene. Proseguiamo sulla SS125 verso est per poco più di due chilometri fino ad arrivare al chilometro 20.3, dopo il ponte sul Rio Longu a Piscina Nuxedda, nel parco del monte dei Sette Fratelli, e svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per la Tomba di giganti Is Concias. Dopo cento metri svoltiamo a destra, proseguiamo per altri ottocento metri in leggera salita su una strada asfaltata, quindi giriamo nuovamente a destra verso est sulla Strada Vicinale da Pixina Nuxedda a San Pietro Paradiso. Proseguiamo su questa strada per circa sei chilometri in salita, fino a raggiungere la tomba, visibile sul lato destro della strada.

Quartucciu-Is Concias: la Tomba di giganti di Is Concias detta anche Sa Dom 'e S'OrcuLa Tomba di giganti Is Concias, ossia le Pietre, detta anche Sa Domu 'e S'Orku, ha la facciata a filari, tipica delle Tombe di giganti del sud della Sardegna, e veniva usata per dare sepoltura ai morti e per riti religiosi, come testimoniano i tre pozzetti a nord del monumento. Ha un impianto a protome taurina stilizzata, con un corpo rettangolare appena rastremato verso il giro del fondo. L'esedra è ampia dieci metri, mentre il corpo della tomba è lungo undici metri e mezzo, e largo quattro metri e mezzo. Dal portello d'ingresso si accede alla camera funeraria, lunga sette metri e ottocento metri, larga un metro e trecento metri, che si presenta intatta, con la copertura originaria. Ha un'altezza massima di poco più di due metri all'ingresso, che si abbassa man mano che si arriva al fondo della camera, che ha un'altezza di un metro e settecento metri. Sul fronte dell'esedra, sulla sinistra del portello di ingresso, è presente di un piccolo Betilo posto a guardia del sepolcro. Inoltre, nell'area antistante l'estremità destra dell'esedra, sono presenti tre focolari rituali di forma circolare. Questa Tomba di giganti viene fatta risalire al quattordicesimo o tredicesimo secolo avanti Cristo e si presenta in ottime condizioni di conservazione, è una delle meglio conservate della Sardegna e, come scrive Giovanni Lilliu, si trova occultata tra i boschi dei monti dei Sette Fratelli, vicino a San Pietro Paradiso.

Alcuni studiosi ritengono che, oltre ai Nuraghi ed ai Pozzi sacri, anche le Tombe di giganti siano frutto di un raffinato calcolo teso a determinare l'orientamento astronomico. La maggior parte delle Tombe di giganti hanno l'esedra orientata a sud est, cioè la direzione del sorgere del sole all'alba del Solstizio d'inverno. Ci sono, poi, tombe che guardano verso est, in relazione al sorgere del sole nel periodo degli Equinozi, e tre tombe sono orientate a sud verso la stella Aldebaran, della costellazione dei Toro.

La Tomba di giganti Is Concias, detta anche Sa Domu 'e S'Orku, situata a Quartucciu quasi ai confini con l'area comunale di Maracalagonis, è orientata verso sud, con un azimut di 180°, dove sorge il sole al mezzogiorno agli Equinozi.

I ruderi della Chiesa di San Pietro in Paradiso detta anche San Pietro Vecchia

Proseguendo verso est sulla Strada Vicinale da Pixina Nuxedda a San Pietro Paradiso per altri settecento metri, al bivio si prende leggermente verso destra, dopo seicentocinquanta metri si arriva a un incrocio, si prende a sinistra e dopo quattrocento metri ancora a sinistra. Questa strada ci porta all'interno di un ampio bosco.

Quartucciu-I ruderi della Chiesa di San Pietro in Paradiso detta anche San Pietro VecchiaCirca cinquecento metri più avanti, sulla sinistra della strada, all'interno del bosco, sono presenti i ruderi della Chiesa di San Pietro in Paradiso detta anche San Pietro Vecchia. Questa Chiesa, nell'alto Medioevo, era di proprietà dei Giudici di Cagliari, ma le rendite furono donate alla mensa arcivescovile, quando Orzocco Torchitorio I di Cagliari concede ad Alfredo, Arcivescovo di Cagliari, le ville di Quartu Jossu e di Santa Maria di Paradiso, da cui dipende la Chiesa di San Pietro, che è ricordata per la prima volta in un documento del 1365, un «Inventario» fatto compilare da Giovanni d'Aragona, Arcivescovo di Cagliari, per riorganizzare le rendite della mensa arcivescovile, messa in crisi dalla guerra promossa dagli Aragonesi per la conquista dell'Isola. In ricordo di questa Chiesa, è stata edificata la Chiesa di San Pietro Paradiso Nuova, che si trova più a nord, nel territorio comunale di Maracalagonis.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, ci recheremo a visitare la cittadina di Selargius, che vedremo con il suo centro ed i suoi dintorni con l'insediamento preistorico di Su Coddu-Canelles e con la frazione Su Planu.


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