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Visita del sito istituzionale del Comune

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San Giovanni Suergiu con nei dintorni l'antica Palmas dove si trova la Chiesa medioevale di Santa Maria

In questa tappa del nostro viaggio, da Carbonia ci recheremo a San Giovanni Suergiu che visiteremo con il suo centro ed i dintorni dove si trovava anche l'antico villaggio di Palmas di Sols, con la Chiesa medioevale di Santa Maria di Palmas.

La Regione storica del Sulcis Iglesiente

Il Sulcis IglesienteL'area della Regione storica del Sulcis Iglesiente (nome in lingua sarda Sa Meurreddìa S'Igresienti) si estende a nord della valle del Cixerri. Confina a nord est con il Campidano ed ha una forma vagamente triangolare. Appartiene alla Provincia del Sud Sardegna ed a quella di Cagliari. I suoi comuni nella Provincia del Sud Sardegna sono Buggerru, Calasetta, Carbonia, Carloforte, Domus de Maria, Domusnovas, Fluminimaggiore, Giba, Gonnesa, Iglesias, Masainas, Musei, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Sant'Anna Arresi, Sant'Antioco, Santadi, Siliqua, Teulada, Tratalias, Villamassargia e Villaperuccio. Quelli nella Città Metropolitana di Cagliari sono Pula, Sarroch e Villa San Pietro. È un territorio in cui la natura è incontaminata, nei rilievi montuosi come nelle valli irrorate da fiumi che talvolta precipitano in spettacolari cascate, nelle profonde grotte come nel tratto costiero, caratterizzato da ampie spiagge, tra cui spicca Piscinas, con le sue metafisiche dune di sabbia, o la splendida insenatura di Masua, che guarda il faraglione calcareo di Pan di Zucchero.

Visualizza la mappa In viaggio verso San Giovanni Suergiu

Dal centro di Carbonia, con la via Roma prendiamo a sinistra la via Anselmo Roux, dopo cinquecento metri svoltiamo a destra e prendiamo la via Giuseppe Mazzini, che, alla rotonda, prosegue sulla via Giovanni Maria Lai che in quattrocento metri ci conduce fino al Museo del Carbone, alla rotonda prendiamo la terza uscita e seguiamo per novecento metri, fino di arrivare a una rotonda dove si può continuare sulla SS126 Sud Occidentale Sarda, che ci porta verso sud in cinque chilometri a San Giovanni Suergiu. Dal Municipio di Carbonia a quello di San Giovanni Suergiu si percorrono 7.9 chilometri.

La cittadina San Giovanni Suergiu Informazioni turistiche

San Giovanni Suergiu-Veduta dell'abitatoSan Giovanni Suergiu-Stemma del ComuneLa cittadina San Giovanni Suergiu (pronuncia San Giovanni Suèrgiu, nome in lingua sarda Santu 'anni Sruexu, metri 16, abitanti 6.221) è un paese che si estende nella parte sud occidentale della Provincia del Sud Sardegna, e si trova sulla costa, vicino allo Stagno di Santa Caterina, collegata all'isola di Sant'Antioco con un istmo di cinque chilometri. L'abitato è facilmente raggiungibile dalla SS126 Sud Occidentale Sarda e dalla SS195 Sulcitana, che ne attraversano il territorio. La stazione di riferimento, lungo la linea che collega Decimomannu con Iglesias e quella che collega Villamassargia con Carbonia, si trova a soli sei chilometri di distanza dall'abitato. Il territorio comunale, classificato di collina, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate, dato che si raggiungono i 332 metri di quota.

Origine del nome

La sua denominazione riflette il nome del patrono cittadino, a cui era intitolata l'antica Chiesa di San Giovanni Battista, con quello di Suergiu, uno dei medau attorno al quale si era sviluppato il centro, che riprende il nome di un locale villaggio ricordato già nella seconda metà del tredicesimo secolo, Villa Suergio, il quale a sua volta traeva il suo nome dal vicino monte Suergiu, che qualche studioso ritiene possa derivare dal sardo campidanese Suergiu, derivante dal latino Suber, ossia sughero.

La sua economia

San Giovanni Suergiu-La cipolla di San Giovanni SuergiuSi tratta di un centro rivierasco la cui economia si basa sulle tradizionali attività agricole e su un crescente sviluppo industriale. Il settore economico primario è presente con la coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vite, olivo e agrumi; ed anche con l’allevamento di bovini, suini, caprini, equini e avicoli. Il settore secondario è costituito da imprese, di piccole e medie dimensioni, che operano nei comparti della stampa, della produzione del vetro, dei materiali da costruzione, metallurgico, edile, ed inoltre nel comparto alimentare, della pesca, della piscicoltura. Tra i suoi prodotti, la cipolla di San Giovanni Suergiu, croccante, dalle nuances rosa e bianco, dolcissima, versatile in cucina e altamente digeribile, ha ottenuto il riconoscimento ministeriale Pat, Prodotto Alimentare Tradizionale. Il terziario si compone di una sufficiente rete distributiva. San Giovanni Suergiu richiama l’attenzione di numerosi visitatori per le sue notevoli attrattive, grazie alla bella posizione che si affaccia sulla laguna di Sant’Antioco e che fa da baricentro alle località turistiche di Carloforte, Calasetta, Sant’Antioco da un lato, e quelle del basso Sulcis che vanno da Porto Pino a Teulada dall’altro. Le sue strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.

Brevi cenni storici

Il territorio sangiovannese fu abitato già in era prenuragica come attestato dalle Domus de Janas di Is Locci Santus, ed in età nuragica, con il Nuraghe Is Meurras. Il località Sa Guardiedda, sul litorale della laguna in posizione intermedia fra Sulki e la fortezza di Monte Sirai, nel periodo fenicio punico viene costruito un attracco ancora visibile. Del periodo romano restano le tracce del porticciolo e delle terme. Nel periodo bizantino vi si insediarono tre comunità di Monaci, che vi costruirono i conventi a Palmas, a Suergiu e a Matzaccara, dei quali non restano tracce evidenti. L'abitato nasce intorno all'anno mille e fa parte del Giudicato di Cagliari, nella curatoria di Sulcis. È però del 1066 il primo documento esistente negli archivi che attesta la presenza dei Monaci nel territorio. Causa le ripetute incursioni saracene che terrorizzano tutto il territorio che si affacciava al golfo di Palmas, viene popolata da tante famiglie che abbandonano la vicina Sulki ossia Sant'Antioco. Nel 1258 la villa passa sotto il controllo del pisano Gherardo della Gherardesca, ed alla morte del suo ultimo erede, nel 1355, passa sotto il controllo degli Aragonesi. Ripopolatasi progressivamente, dal Settecento è il risultato della trasformazione dei furriadroxius, insediamenti sparsi usati come rifugio per il bestiame dai pastori, in medaus, ossia agglomerati veri e propri aventi funzione urbana. San Giovanni Suergiu-Vecchia foto della ciminiera dell'Opificio SamisIl territorio nel corso degli anni continua a popolarsi, sino a diventare comune nel 1863 con il nome di Palmas Suergiu, e viene interessato a un rapido sviluppo industriale. Nascono la centrale elettrica di Santa Caterina, gli impianti di raffinazione del carbone e di lavorazione del magnesio della Samis, trasferiti però a Sant'Antioco negli anni trenta, e la rete delle Ferrovie Meridionali Sarde fa della stazione di Palmas Suergiu il principale scalo ferroviario del Sulcis dell'epoca. Tutti questi insediamenti produttivi portano a un incremento della popolazione. La progressiva crisi del settore estrattivo e industriale del Sulcis costringono molti dei suoi abitanti ad emigrare, fenomeno in parte ridotto con la costruzione del polo industriale di Portovesme. Del Comune di Palmas Suergiu nel 1950 viene cambiata la denominazione in San Giovanni Suergiu. Del Comune di San Giovanni Suergiu nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella nuova di Carbonia e Iglesias, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, passa alla nuova Provincia del Sud Sardegna.

Le principali Feste e Sagre che si celebrano a San Giovanni Suergiu

San Giovanni Suergiu-Sfilata nel costume tradizionale di San Giovanni SuergiuA San Giovanni Suergiu è attivo il Gruppo Folk Is Massaius Suerxinus di San Giovanni Suergiu, nelle cui esibizioni sia nel paese che in altre località è possibile ammirare il costume tradizionale caratteristico della cittadina. San Giovanni Suergiu-Gruppo Folk Is Massaius Suerxinus di San Giovanni SuergiuTra l principali Feste e Sagre che si celebrano a San Giovanni Suergiu si segnalano il Carnevale Sangiovannese; a maggio, la Festa della Madonna delle Grazie nella frazione Palmas; sempre a maggio, la Festa in onore di Sant'Elena Imperatrice, nella frazione Matzaccara; il 24 giugno, si celebra la Festa dedicata a San Giovanni Battista, che è la Festa patronale; la prima domenica di luglio, si svolge l'importante Sagra denominata Sa Festixedda; sempre a luglio, la Festa della Madonna del Rosario; ad agosto, l'Estate Sangiovannese; e si tengono diverse manifestazioni nell'Ippodromo Comunale.

Visualizza la mappa Visita del centro della cittadina

L'abitato, interessato da un fenomeno di forte crescita edilizia, mostra l'andamento altimetrico tipico delle zone collinari. Arriviamo da nord con la SS126 Sud Occidentale Sarda e, prima di entrare nella cittadina, si arriva ad uno svincolo, nel quale a destra prosegue la SS126 che passa ad ovest della cittadina, mentre continuando dritti si prende la SS195 Sulcitana che porta al suo interno.

Il Municipio di San Giovanni Suergiu

San Giovanni Suergiu-Il Municipio di San Giovanni SuergiuArrivando da nord con la SS126 Sud Occidentale Sarda, passato lo svincolo continuiamo dritti con la SS195 Sulcitana che porta all'interno dell'abitato. Percorsi duecentocinquanta metri, si arriva al cartello segnaletico che indica l'ingresso il San Giovanni Suergiu, e la Strada Statale assume il nome di via Porto Botte. La seguiamo per settecentocinquanta metri incrociamo a destra la via Vittorio Emanuele ed a sinistra la via Giuseppe Garibaldi. Prendiamo a destra la via Vittorio Emanuele che si dirige verso ovest, e, in centocinquanta metri, ci porta in piazza 4 Novembre, nella quale, alla destra, al civico numero 1, si trova l'edificio che ospita il Municipio di San Giovanni Suergiu, con la sua sede e gli uffici che forniscono i loro servizi ai cittadini.

La nuova Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

In piazza 4 Novembre, alla sinistra, di fronte al Municipio, si trova invece la nuova Chiesa di San Giovanni Battista, che è la parrocchiale di San Giovanni Suergiu. La Chiesa, opera dell'architetto Di Tomassi, edificata nel 1959, si distingue per la sua struttura in stile moderno, con un ampio prospetto esterno e con terminale curvilineo, affiancato da un alto campanile a canna quadrata. Ospita sulla facciata un mosaico di Filippo Figari, uno dei maggiori pittori sardi del primo Novecento, nato a Cagliari nel 1885 e morto a Roma nel 1973, che rappresenta San Giovanni Battista che raccoglie i frutti della terra irrigata dalla diga di Monte Pranu.

San Giovanni Suergiu-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista San Giovanni Suergiu-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: il mosaico di Filippo Figari sulla facciata San Giovanni Suergiu-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: interno

In onore del Santo si celebra ogni anno, il 24 giugno, la Festa di San Giovanni Battista, che è la più sentita dalla popolazione. Festa che viene replicata anche a fine agosto, quando si possono assaporare i dolci tradizionali del paese, ossia i piricchittus ed i pistoccus de crobi.

La piazza Bruna Medri con i Giardini pubblici ed il Parco giochi per i bambini

San Giovanni Suergiu-I Giardini pubblici con il Parco giochi per i bambiniPassata la piazza 4 Novembre che ospita il Municipio e la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, proseguendo dalla piazza verso ovest lungo la via Vittorio Emanuele, percorsi appena un centinaio di metri, si prende a sinistra, ossia verso sud, la via Gaetano Donizetti, la si segue per meno di duecento metri e si vede, alla sinistra della strada, la piazza Bruna Medri. In questa piazza sono ospitati i Giardini pubblici di San Giovanni Suergiu, con anche il Parco giochi per i bambini.

La vecchia Chiesa di San Giovanni Battista

Da dove la via Porto Botte arriva all'incrocio con la via Vittorio Emanuele, prendiamo invece a sinistra la via Giuseppe Garibaldi, la seguiamo per centocinquanta metri ed arriviamo in una piccola piazza alla sinistra della strada, sulla quale si affaccia la vecchia Chiesa intitolata a San Giovanni Battista, che, secondo alcuni anziani, sarebbe stata intitolata invece a San Giovanni Evangelista. L’edificio viene segnalato per la prima volta dalle fonti nel 1341, e la sua costruzione risale probabilmente a pochi decenni prima, dato che, in base all’impianto tardoromanico e alla decorazione di matrice toscana, gli studiosi ipotizzano che la sua edificazione si possa porre tra la fine del tredicesimo e gli inizi del quattordicesimo secolo. Attorno ad essa si è sviluppato il nucleo originario di quello che oggi è l'abitato principale di San Giovanni Suergiu. Realizzata in calcare e trachite locali, l’interno è conosciuto esclusivamente in base a una relazione effettuata nel 1933 dal parroco, che ricorda l’esistenza di un fonte battesimale in trachite, diviso in due parti, e recante l’immagine di San Giovanni Battista. Il presbiterio era separato dal resto della Chiesa da una balaustra, ed accanto ad essa, addossato alla parete sinistra, si trovava il semplice pulpito in legno privo di baldacchino. Il sacerdote ricorda poi la presenza di tre altari e di altrettante statue lignee, una del patrono, una di Sant'Isidoro e una di San Biagio.

San Giovanni Suergiu-La vecchia Chiesa di San Giovanni Battista San Giovanni Suergiu-La vecchia Chiesa di San Giovanni Battista: facciata San Giovanni Suergiu-La vecchia Chiesa di San Giovanni Battista: la Croce di Malta nota anche come Croce di San Giovanni

Questa Chiesa è stata attiva come Chiesa parrocchiale sino al 1935, quando è stata abbandonata per lo stato di precaria conservazione in cui versava e mai recuperata, ed è stata sostituita dall’attuale Chiesa parrocchiale. La Chiesa è oggi sconsacrata ed in avanzato stato di rovina, dato che di essa si conservano oggi solo la facciata nella sua parte inferiore e alcuni tratti del fianco settentrionale, dove si individuano una monofora e una porta architravata sormontata da una lunetta a tutto sesto, entrambe oggi tamponate. Su una delle pietre è riportata l'incisione della Croce di Malta nota anche come Croce di San Giovanni.

Il Cimitero di San Giovanni Suergiu

Dall'incrocio con la via Vittorio Emanuele e la via Giuseppe Garibaldi, riprendiamo la via Pietro Botte verso sud, la seguiamo per circa cinquecento metri, e vediamo, alla sinistra della strada, l'ingresso del Cimitero di San Giovanni Suergiu, e, poco più avanti, il cancello dietro al quale si vede la Cappella cimiteriale.

San Giovanni Suergiu-Il Cimitero di San Giovanni Suergiu San Giovanni Suergiu-Il Cimitero di San Giovanni Suergiu

Gli Impianti Sportivi di via Giuseppe di Vittorio e di via Arturo Toscanini

Percorsi un'altra centinaia di metri lungo la via Porto Botte, prendiamo a destra la via Pietro Mascagni, e poi, dopo centocinquanta metri, ancora a destra la via Giuseppe di Vittorio. Tra queste tre stade si sviluppa l'insieme degli Impianti Sportivi di via Giuseppe di Vittorio, che hanno il loro ingresso nella via Giuseppe di Vittorio circa un centinaio di metri più avanti, sulla destra. In questi Impianti sono presenti un Campo da Calcio, con fondo in erba naturale; ed un Campo da Calcetto, ossia da Calcio a cinque, con fondo in erba sintetica. Questi Impianti Sportivi sono dotati di tribune in grado di ospitare 600 spettatori.

San Giovanni Suergiu-Impianti Sportivi di via Giuseppe di Vittorio: ingresso San Giovanni Suergiu-Impianti Sportivi di via Giuseppe di Vittorio: il Campo da Calcio San Giovanni Suergiu-Impianti Sportivi di via Giuseppe di Vittorio: il Campo da Calcetto ossia da Calcio a cinque

Proseguendo lungo la via Pietro Mascagni per circa centocinquanta metri, arriviamo a un bivio, dove la via Pietro Mascagni prosegue sulla destra, mentre a sinistra parte la via Arturo Toscanini. Prendiamo la via Arturo Toscanini e, dopo un centinaio di metri, arriviamo di fronte al Campo da Calcio Ferroviario, con fondo in terra battuta e non dotato di tribune.

San Giovanni Suergiu-Campo da Calcio Ferroviario: ingresso San Giovanni Suergiu-Campo da Calcio Ferroviario: il Campo da Calcio

La Palestra Comunale ed i Campi da Tennis di via Pietro Mascagni

Al bivio, prendiamo alla destra la prosecuzione della via Pietro Mascagni e la seguiamo per poche decine di metri e vediamo, alla sinistra della strada, l'edificio che ospita la Palestra Comunale di San Giovanni Suergiu, dotata di tribune in grado di ospitare 250 spettatori, dove praticare Attività ginnico motorie, Pallavolo, Pallacanestro e Danza sportiva.

San Giovanni Suergiu-Palestra Comunale: esterno San Giovanni Suergiu-Palestra Comunale: interno

Proseguendo lungo il fianco destro della Palestra Comunale, un poco più avanti si trovano, alla sinistra della strada, i due Campi da Tennis del Tennis Club di San Giovanni Suergiu, che non dispongono di tribune.

San Giovanni Suergiu-Campi da Tennis: ingresso San Giovanni Suergiu-Campi da Tennis: uno dei Campi

L'Ex Stazione ferroviaria di San Giovanni Suergiu

San Giovanni Suergiu-La ex Stazione Ferroviaria di San Giovanni SuergiuRiprendiamo indietro la via Pietro Mascagni e, proprio dove arriva da sinistra della via Giuseppe di Vittorio, prima di vedere alla sinistra della strada gli Impianti Sportivi, si vede alla destra della strada l'edificio che ospitava la ex Stazione Ferroviaria di San Giovanni Suergiu. Il progetto di una linea ferroviaria a scartamento ridotto risale agli anni dieci del Novecento, quando vengono presentate due proposte di tracciato ed il progetto prescelto è quello di una linea che collega Siliqua con il Comune di Palmas Suergiu e quindi con Calasetta, e di una seconda linea che la collega con Iglesias, che ha origine dalla prima proprio a Palmas Suergiu. La Ferrovie Meridionali Sarde, concessionaria di queste ferrovie, realizzano l'intera rete tra il 1923 ed il 1926, e tale situazione si amplifica notevolmente negli anni trenta, con lo sviluppo minerario della zona. Terminata la seconda guerra mondiale, nel 1950 il nome della stazione varia da Palmas Suergiu a San Giovanni Suergiu in conseguenza del cambio di denominazione di questo Comune, ma iniziano le difficoltà per la progressiva dismissione del settore estrattivo del Sulcis. La chiusura della tratta tra le stazioni di Monteponi e Iglesias nel 1969, a causa del crollo di una galleria, la isola, ed nel 1974 viene chiusa la rete ferroviaria, ed il trasprto avviene tamite autolinee. La stazione ed i suoi fabbricati sino a fine secolo continuano ad essere impiegati per l'espletamento del servizio di autolinee, in seguito alla riorganizzazione del servizio la stazione viene infine chiusa e l'area trasformata in una semplice fermata, mentre i vari fabbricati vengono dismessi. Oggi si vedono i resti del fabbricato comprendente i locali dell'ex sala d'aspetto, del dirigente movimento, delle ritirate e del magazzino merci della Stazione.

I resti dell'ex Opificio Samis

San Giovanni Suergiu-I resti dell'ex Opificio SamisLa via Pietro Mascagni prosegue verso est e, dopo centocinquanta metri, sbocca sulla via Porto Botte. Presa la via Porto Botte, la seguiamo verso sud per quattrocento metri, e prendiamo a destra la via Samis. Alla destra della via Porto Botte, tra questa strada e la via Samis per circa altri quattrocento metri, si trovano gli edifici che appartenevano all'ex Opificio Samis, ossia allo stabilimento industriale della Società Anonima Magnesio Italiana Sulcis, che si occupava della lavorazione del magnesio. Lo stabilimento è stato costruito attorno al 1935, è rimasto attivo solo quattro anni, fino al 1939, quando la produzione è stata trasferita dalla Società Anonima Nazionale Cogne ad Aosta. Questo stabilimento produceva 500 tonnellate all'anno di magnesio, che veniva impiegato principalmente in leghe metalliche aeronautiche, ad esempio per la costruzione degli Aeroplani Caproni. L'area è oggi abbandonata, e nel marzo del 2018 la forte pioggia ed il libeccio, che a Chia ha sfiorato i 100 chilometri orari, hanno fatto crollare la ciminiera dell'ex Opificio Samis, la cui struttura, alta ottanta metri, faceva parte integrante del paesaggio.

L'Ippodromo Comunale di San Giovanni Suergiu

San Giovanni Suergiu-Manifesto del Palio Purosangue San Giovanni Battista e del Palio Anglo Arabo SardoSan Giovanni Suergiu-Manifesto del Palio del SulcisSan Giovanni Suergiu-L'Ippodromo Comunale di San Giovanni SuergiuCome abbiamo detto, alla destra della via Sulcis si trovano i resti dell'ex Opificio Samis, e di fronte ad esso, ossia alla sinistra della strada, si trova l'Ippodromo Comunale di San Giovanni Suergiu. Presso questo Ippodromo si tengono ogni anno diverse manifestazioni, tra le quali il Palio Anglo Arabo Sardo, il Palio Purosangue San Giovanni Battista, ed il Palio del Sulcis, manifestazioni che già dal primo anno hanno riscosso un grosso successo di pubblico, con i concorrenti provenienti da tutti i migliori allevamenti e scuderie della Sardegna.

Visualizza la mappa Visita dei dintorni di San Giovanni Suergiu

Nei dintorni di San Giovanni Suergiu sono stati portati alla luce i resti della Necropoli di Loccis Santus; del Nuraghe semplice Su Nuraxi 'e Su Gunventu; del Nuraghe complesso Candelargiu; dei Nuraghi Is Gannaus, Monte Palmas, Punta Gannau, Trullu di tipologia indefinita. Intorno all'abitato si trovano molte piccole frazioni, nate della trasformazione dei furriadroxius, insediamenti sparsi usati come rifugio per il bestiame dai pastori, in medaus, ossia agglomerati veri e propri aventi funzione urbana.

Le frazioni a nord di San Giovanni Suergiu

Usciamo verso nord con la SS126 Sud Occidentale Sarda e, dopo poche centinaia di metri, prendiamo seguendo le indicazioni la prima traversa a destra che è la via Is Loccis, la seguiamo in direzione nord est e, in appena una settantina di metri, deviamo a destra nella strada che in un centinaio di metri ci porta all'interno della frazione Is Loccis (altezza 20 metri, distanza circa 1.05 chilometri, abitanti circa 155).

Proseguiamo lungo la via Is Loccis, evitando la deviazione a destra. Quattrocentocinquanta metri da dove la abbiamo imboccata, la strada si immette in una trasversale, dove prendiamo a destra nella strada che si dirige verso est e, dopo duecentocinquanta metri, raggiungiamo la frazione Is Pes (altezza 21 metri, distanza circa 1.39 chilometri, abitanti circa 46).

Riprendiamo la SS126 Sud Occidentale Sarda, dopo quattrocentocinquanta metri svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni, la seguiamo per duecento metri ed arriviamo a un incrocio al quale proseguiamo dritti e, dopo memo di trecento metri, raggiungiamo la piccola frazione Campu Frassoi (altezza 31 metri, distanza circa 2.03 chilometri, abitanti circa 18).

Riprendiamo la SS126 Sud Occidentale Sarda, e la seguiamo vedendo a sinistra l'ampia Area Industriale di San Giovanni Suergiu. Percorsi seicento metri arriviamo a una rotonda, alla quale prendiamo la seconda uscita, che ci fa prendere una strada secondaria, dopo poche decine di metri seguendo le indicazioni svoltiamo leggermente a sinistra, e dopo un'altra sessantina di metri raggiungiamo la frazione Is Puesceddus (altezza 38 metri, distanza circa 2.46 chilometri, abitanti circa 97).

La frazione Is Urigus con la Chiesa parrocchiale di San Raffaele Arcangelo

San Giovanni Suergiu-Is Urigus: veduta della frazionePassata la frazione Is Puesceddus, proseguiamo lungo la strada che più avanti assume il nome di via Rinascimento, e poi di via Giosuè Carducci, e dopo quasi un chilometro e mezzo raggiungiamo il centro dell'ampia frazione Is Urigus (altezza 33 metri, distanza circa 3.78 chilometri, abitanti circa 575), una frazione molto importante di San Giovanni Suergiu che prende il nome dal vecchio casale ossia medau delle famiglie Urigu. L'abitato di questa frazione è caratterizzato da piccole case e da villette mono e plurifamiliari. Ad Is Urigus, verso la metà di agosto, ogni anno si svolge la Sagra del pane e pomodoro

Arrivando con la via Giosuè Carducci, dove questa sbocca sulla via Sant'Antioco, la passiamo ed arriviamo in uno slargo, al quale proseguiamo dritti sulla via Salvatore Quasimodo. All'inizio della via Salvatore Quasimodo, a destra ad angolo con la via Sant'Antioco, si trova la piazza della Chiesa, sulla quale si affaccia la Chiesa di San Raffaele Arcangelo, una Chiesa assai moderna che è la parrocchiale di riferimento di questa frazione. Alla destra della Chiesa parrocchiale di San Raffaele Arcangelo, affacciato sulla via Sant'Antioco, si trova l'Oratorio di Santa Vitalia, un edificio destinato all'aggregazione giovanile.

San Giovanni Suergiu-Is Urigus: Chiesa parrocchiale di San Raffaele Arcangelo San Giovanni Suergiu-Is Urigus: Oratorio di Santa Vitalia

San Giovanni Suergiu-Is Urigus: il Campo di Calcio ComunaleLa via Giosuè Carducci sbocca sulla via Sant'Antioco, e qui prendiamo la via Sant'Antioco verso destra, ossia in direzione nord. La seguiamo fino a che questra strada prosegue fuori dall'abitato, a circa un chilometro da dove la abbiamo imboccata prendiamo verso sinistra, seguendo le indicazioni, la strada che in circa duecento metri ci porta a vedere, alla sua destra, il Campo da Calcio Comunale situato il località Is Urigus, un campo con fondo in terra battuta, che non è dotato di tribune. In questo Campo gioca le sue partite casalinghe la squadra della Polisportiva Is Urigus, che milita nel campionato di Seconda Categoria, Girone B Sardegna.

Le prime frazioni a nord ovest di San Giovanni Suergiu

Dal centro dell'abitato di San Giovanni Suergiu, partiamo dalla piazza 4 Novembre, prendiamo alla sinistra del palazzo del Municipio la via Giuseppe Mazzini che si dirige verso nord ovest, la seguiamo per trecentocinquanta metri ed arriviamo a un trivio, dove prendiamo a sinistra la via Zara, la percorriamo per quattrocento metri ed incrociamo la SS126 Sud Occidentale Sarda. La prendiamo verso sinistra, ossia verso sud ovest, e, dopo cinquecento metri prendiamo a destra la via Emilio Lussu, la seguiamo per centocinquanta metri e troviamo a destra la deviazione che ci porta alla piccolissima frazione Sa Carabia (altezza 20 metri, distanza circa 0.96 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti).

Arrivando dal centro di San Giovanni Suergiu con la via Zara, superiamo l'incrocio con la SS126 Sud Occidentale Sarda e proseguiamo dritti, percorsi ancora quattrocentocinquanta metri prendiamo, seguendo le indicazioni, la deviazione verso sinistra che, in duecentocinquanta metri, ci porta alla frazione Is Scarteddus (altezza 20 metri, distanza circa 1.24 chilometri, abitanti circa 47).

Passata la deviazione per Is Scarteddus, proseguiamo dritti e, dopo settecento metri, arriviamo a un incorcio, al quale prendiamo verso destra la deviazione che, in cinquecento metri, ci porta a trovare, alla sinistra, la via Is Massaius, che in un centinaio di metri ci porta all'interno della frazione Is Massaius (altezza 25 metri, distanza circa 1.67 chilometri, abitanti circa 59).

Resti della Necropoli di Loccis Santus

Passato l'incrocio con lla deviazione per Is Massaius, proseguiamo dritti lungo questa strada e, dopo settecentocinquanta metri, troviamo alla destra la deviazione con le indicazioni per la Necropoli di Loccis Santus, la seguiamo e in un centinaio di metri troviamo alla sinistra la sterrata con le indicazioni, che in duecento metri sale sulla cima della collina. Un altro modo per arrivarci è dalla SS126 Sud Occidentale Sarda, alla rotonda deviando per Is Puesceddus e poi verso Is Urigus, dove prendiamo la via Sant'Antioco verso sud, e dopo un chilometro e seicento metri troviamo alla destra la sterrata con le indicazioni, che in duecento metri sale sulla cima della collina.

San Giovanni Suergiu-Loccis Santus: resti della Necropoli di Loccis SantusLa Necropoli di Loccis Santus è scavata in un banco di trachite nei fianchi della collina, e le Domus de Janas che la compongono oggi visibili sono tredici. Si tratta di Domus de Janas di tipo molto semplice, senza decorazioni, con struttura a nicchia multipla. Si ritiene che il sito funerario sia databile al terzo millennio avanti Cristo, e che sia stato utilizzato fino ai primi secoli del secondo millennio avanti Cristo. La sua importanza è data soprattutto dai molti reperti ritrovati all'interno delle tombe, per lo più ceramiche ed oggetti d'ornamento ascrivibili alla Cultura di Ozieri, di Abealzu e Filigosa, di Monte Claro, del Vaso campaniforme e di Bonnanaro. Questi reperti sono oggi in gran parte conservati nel Museo Villa Sulcis di Carbonia. Gli scavi iniziati circa trent'anni fa sono stati ripresi più volte, anche recentemente.

San Giovanni Suergiu-Loccis Santus: resti della Necropoli di Loccis Santus San Giovanni Suergiu-Loccis Santus: resti della Necropoli di Loccis Santus San Giovanni Suergiu-Loccis Santus: resti della Necropoli di Loccis Santus

Sulla sommità del colle in cui è situata la Necropoli è presente il Nuraghe Punta Gannau un nuraghe di tipologia indefinita, forse un monotorre, edificato a 63 metri di altezza. Sono presenti anche alcuni edifici risalenti alla seconda guerra mondiale tra i quali il Caposaldo XXII Arpino, utilizzato tra il 1940 ed il 1943 come settore difensivo della 205^ Divisione Costiera del Regio Esercito Italiano.

Altre frazioni a nord ovest di San Giovanni Suergiu

Passata la deviazione per la Necropoli, proseguiamo lungo la strada che ci ha portati alle frazioni Sa Carabia, Is Scarteddus ed Is Massaius. Percorsi cinquecento metri, questa strada va ad immettersi sulla SP75, la prendiamo verso sinistra, in direzione sud est, percorriamo appena un centinaio di metri e svoltiamo a destra, in una strada che, in poco più di cinquecento metri, ci porta deviando sulla destra nella frazione Is Pitzus (altezza 4 metri, distanza circa 4.81 chilometri, abitanti circa 54).

Proseguiamo lungo la SP75 verso sud est, la seguiamo per un'altra cinquantina di metri e svoltiamo a sinistra in una strada che, in poco più di duecento metri, ci porta alla piccola frazione Is Loccis Diana (altezza 14 metri, distanza circa 4.04 chilometri, abitanti circa 16).

La frazione Matzaccara con la Chiesa parrocchiale di Sant'Elena Imperatrice

San Giovanni Suergiu-Matzaccara: veduta della frazioneDa dove ci siamo immessi sulla SP75, la prendiamo questa volta verso destra, in direzione nord ovest, la seguiamo per tre chilometri e trecento metri, ed arriviamo a una rotonda, alla quale imbocchiamo la terza uscita, che ci fa prendere il corso Giacomo Matteotti, che ci porta all'interno dell'abitato della frazione Matzaccara (altezza 6 metri, distanza circa 7.89 chilometri, abitanti circa 547), una frazione molto importante di San Giovanni Suergiu. Il territorio di Matzaccara è già frequentato nella preistoria, nel periodo della dominazione romana vi sorge un abitato di nome Populum, citato da Claudio Tolomeo nel secondo secolo nella sua opera «Geografia». L'abitato attuale si sviluppa tra il dicottesino ed il diciannovesimo secolo.

San Giovanni Suergiu-Matzaccara: Chiesa di Sant'Elena ImperatriceAppena entrati nell'abitato con il corso Giacomo Matteotti, percorsi poco più di centocinquanta metri dalla rotonda, prendiamo a sinistra la via Giovanni XXIII, che, in una settantina di metri, ci porta a vedere sulla sinistra una piazza nella quale si trova la Chiesa di Sant'Elena Imperatrice, che è la parrocchiale di riferimento di questa frazione, il cui indirizzo è il civico numero 17 della via Giovanni XXIII. La Chiesa dedicata alla madre dell'Imperatore Costantino, è stata elevata al rango di parrocchia nel 1965. Presso questa Chiesa ed all'interno dell'abitato di Matzaccara, ogni anno, in occasione della sua ricorrenza che per la Chiesa cattolica è il 18 agosto, si svolge la Festa di Sant'Elena Imperatrice, che è la Festa patronale della frazione, con cerimonie religiose e manifestazioni civili, canto e balli in piazza.

San Giovanni Suergiu-Matzaccara: il Campo di Calcio ComunalePassata la deviazione in via Giovanni XXIII e percorsi altri duecento metri lungo il corso Giacomo Matteotti, arriviamo a un bivio. Prendiamo a sinistra la via Sandro Botticelli e la seguiamo per seicento metri, fino a vedere, alla destra della strada, il Campo da Calcio Comunale situato in località Matzaccara, un campo con fondo in terra battuta, che non è dotato di tribune. In questo campo gioca le sue partite casalinghe la squadra della Associazione Sportiva Dilettantistica Matzaccarese Calcio, che milita nel Campionato Amatori UISP Cagliari di Eccellenza.

La spiaggia con la pineta di Corongiuali

Dal corso Giacomo Matteotti eravamo arrivati a un bivio, prendiamo ora a destra, proseguiamo per trecento metri e la strada sbocca su una trasversale. Qui prendiamo a sinistra una strada che seguiamo per circa due chilometri, passando accanto alla costa dirigendoci verso nord, fino a dove questa strada termina.

San Giovanni Suergiu-Matzaccara: la spiaggia di CorongiualiDove la strada termina, prendiamo un tratto pedonale che passa attraverso la bella pineta di Corongiuali, la quale circonda la bellissima spiaggia di Corongiuali, che è una delle poche spiagge del comune di San Giovanni Suergiu. Si tratta di una piccola spiaggia con fondo a grani medi di un bianco non candido, mista a terriccio. Il mare ha un fondale basso e sabbioso, e si presenta di un colore scuro, non trasparente, tra il verde e l'azzurro intenso. Data la sua distanza, è una piaggia poco frequentata dai bagnanti, nella quale sono presenti piccole imbarcazioni per la pesca sotto costa. Affascinante la pineta che arriva a ridosso del mare. In questa spiaggia non sono presenti servizi.

La frazione Bruncu Teula suddivisa con il Comune di Portoscuso

Dopo aver visitato Matzaccara con la sua costiera, riprendiamo la SP75 che, alla rotonda, prosegue verso nord ovest. La seguiamo per tre chilometri e settecento metri, ed arriviamo a un'latra rotonda, alla quale prendiamo la terza uscita, che ci porta verso sud ovest, in seicentocinquanta metri, all'interno della frazione Bruncu Teula (altezza 21 metri, distanza circa 10.77 chilometri, abitanti circa 39), che è la frazione più a nord e ad ovest del territorio del Comune di San Giovanni Suergiu. Si tratta di un villaggio costiero della regione storica del Sulcis, suddiviso amministrativamente tra i comuni di San Giovanni Suergiu a sud, e di Portoscuso a nord, dei quali è frazione. Il suo nome identifica il villaggio di pescatori, agricoltori e pastori sorto nella piana compresa tra gli abitati di Paringianu, nel Comune di Portoscuso, e di Matzaccara nel Comune di San Giovanni Suergiu, a pochi metri dal mare. La frazione facente parte del comune di San Giovanni Suergiu è costituita soprattutto da abitazioni recenti, sparse nell'area in prossimità dell'incrocio tra gli assi stradali che collegano Flumentepido eon Bruncuteula, e Paringianu con Matzaccara. Si trova in una localtà che era certamente conosciuta dai Fenici, perché si ritiene che in essa si trovasse un porto fenicio, e una strada porta all'area archeologica di Monte Sirai, vicino a Carbonia, dove ci sono stati ritrovamenti del Tophet, della Necropoli e di anfore fenicie.

A sud est dell'abitato della frazione Bruncu Teula si trova l'area di rimboschimento INPS di Brucu Teula, un'area nella quale il rimboschimento è stato effettuato tramite alberi di pino, che faceva parte del complesso agrario dell'azienda Inps della quale parleremo più avanti.

La spiaggia di Bruncu Teula ed a sud la sua pineta

Arrivando a Bruncu Teul, la strada proveniente dalla SP75 arriva a un bivio, dove a destra, ossia verso nord, si entra nella parte dell'abitato appartenete al Comune di Portoscuso, ed a sinistra, ossia verso sud, si entra nella parte del Comune di San Giovanni Suergiu. Seguendo questa strada, si arriva fino al mare, dove si trova la piccola spiaggia di Bruncu Teula.

San Giovanni Suergiu-Bruncu Teula: la spiaggia di Bruncu TeulaLa spiaggia di Bruncu Teula è un'altra delle poche spiagge del comune di San Giovanni Suergiu. Si tratta di un sottile lembo di terra, ricoperto in gran parte dalla vegetazione, con un arenile composto da terriccio di colore beige che ospita un mare un pò paludoso. È utilizzato soprattutto come punto d'approdo dei pescatori e delle loro piccole imbarcazioni, grazie al fondale basso per diversi metri. Non è pertanto adatto alla balneazione, in compenso é l'habitat di numerosi volatili che trovano in queste acque i loro banchetti. Si affaccia su un litorale interessante per la presenza della vasta pineta di Bruncu Teula. Scarsamente frequentata, molto silenziosa e quiete.

A sud ovest di San Giovanni Suergiu la frazione di Santa Caterina

Dal centro dell'abitato di San Giovanni Suergiu, partiamo dalla piazza 4 Novembre, e prendiamo la via Vittorio Emanuele che si dirige verso sud ovest. La seguiamo per un chilometro e duecento metri fino a dove va ad immettersi sulla SS126 Sud Occidentale Sarda, proseguiamo lungo questa strada statale per ancora un chilometro e duecento metri ed arriviamo a una rotonda, dove prendiamo la seconda uscita per rimanere sulla SS126 Sud Occidentale Sarda.La seguiamo per ancora un chilometro e trecento metri, e troviamo alla destra della strada la frazione Santa Caterina (altezza 2 metri, distanza circa 4.37 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti).

La ex Centrale Termoelettrica di Santa Caterina

Arrivo a Sant'Antioco-La ex centrale termoelettrica ed eolica di Santa CaterinaQui, troviamo sulla destra della strada le indicazioni che conducono alla Centrale di Santa Caterina, una grande Centrale Termoelettrica ormai dismessa. Si tratta di uno dei principali monumenti di archeologia industriale del Sulcis, entrata in funzione nel 1939. L'impianto, il primo in Italia idoneo ad utilizzare il carbone del Sulcis polverizzato, utilizzava dei generatori di vapore per produrre l'energia elettrica che, durante la seconda guerra mondiale, rifornivano oltre al bacino carbonifero del Sulcis anche la Città di Cagliari. La Centrale è rimasta attiva fino al 1963. Dopo la sua dismissione, negli ultimi anni si è acceso il dibattito attorno alla sua destinazione definitiva, tuttavia una soluzione non è stata ancora individuata.

Le altre frazioni a sud ovest di San Giovanni Suergiu

Arrivando da San Giovanni Suergiu con la SS126 Sud Occidentale Sarda alla rotonda, prendiamo la prima uscita che ci porta sulla SP75 che si dirige verso nord ovest. Appena imboccata, percorso un centinaio di metri, si prende una traversa alla sinistra della strada che conduce all'interno della frazione Is Cordeddas (altezza 5 metri, distanza circa 2.80 chilometri, abitanti circa 58). Questa frazione è nota anche con il nome Is Matteus.

Percorsi duecentosettanta metri dalla rotonda lungo la SP75, prendiamo, seguendo le indicazioni, la deviazione a sinistra che, in trecento metri, porta all'interno della frazione Luxia Collu (altezza 7 metri, distanza circa 3.17 chilometri, abitanti circa 37). Questa frazione è nota anche con il nome Is Ghisus.

Proseguendo sulla deviazione che ci ha portati a Luxia Collu, dopo centocinquanta metri svoltiamo a sinistra e, in duecento metri, arriviamo nella piccola frazione Is Collus (altezza 5 metri, distanza circa 4.00 chilometri, abitanti circa 10), chiamata anche frazione Medau Is Collus.

Proseguiamo lungo la SP75, e, percorso un chilometro dalla rotonda, arriviamo all'interno della frazione Is Imperas (altezza 10 metri, distanza circa 3.26 chilometri, abitanti circa 38), le cui abitazioni si trovano soprattutto alla destra della strada.

Percorsi ancora quattrocento metri lungo la SP75, seguendo le indicazioni, svoltiamo a destra, seguiamo la strada per trecentocinquanta metri, poi svoltiamo a sinistra la deviazione che, in un centinaio di metri, ci porta all'interno della frazione Piscinì (altezza 12 metri, distanza circa 3.37 chilometri, abitanti circa 11).

Da dove abbiamo preso la deviazione per Piscinì, seguiamo questa strada per ottocentocinquanta metri ed arriviamo all'interno della frazione Is Gannaus (altezza 25 metri, distanza circa 3.49 chilometri, abitanti circa 18). Subito a nord ovest dell'abitato di questa piccola frazione, di trovano i resti del Nuraghe Is Gannaus, un Nuraghe di tipologia indefinita, edificato a 17 metri di altezza.

Ad sud dell'abitato di San Giovanni Suergiu si trova il Nuraghe semplice Su Nuraxi 'e Su Gunventu

San Giovanni Suergiu-Resti del Nuraghe Su Nuraxi 'e Su GunventuDal centro dell'abitato di San Giovanni Suergiu, partiamo dalla piazza 4 Novembre, e prendiamo verso sud est la via Porto botte, che uscirà dall'abitato con il nome di SS195 Sulcitana che porta in direzione del Comune di Giba. Seguiamo questa strada statale per un chilometro e trecento metri, passando accanto all'Ippodromo di San Giovanni Suergiu che si trova alla destra, e subito dopo prendiamo la deviazione verso destra seguendo le indicazioni per la Colonia Munari. Percorsi ottocentocinquanta metri, deviamo a sinistra in un sentiero che, in duecentocinquanta metri, ci porta a vedere alla sinistra i resti del Nuraghe Su Nuraxi 'e Su Gunventu, un Nuraghe semplice, monotorre, costruito in trachite a soli 6 metri di altezza.

La frazione Azienda Agraria Inps

San Giovanni Suergiu-Azienda Agraria Inps: edifici della ex Azienda Agraria ristrutturatiProseguendo verso sud est lungo la SS195 Sulcitana, percorsi ancora settecento metri, troviamo alla destra della strada gli edifici della frazione Azienda Agraria Inps (altezza 8 metri, distanza circa 2.71 chilometri, abitanti circa 48). Sono presenti, accanto alla strada statale, gli uffici, i laboratori e la direzione dell'ex Azienda Agraria, e più ad ovest si trova la stalla per l'allevamento del bestiame di proprietà dell'ex Azienda Agraria.

San Giovanni Suergiu-Area che era occupara dalla ex Azienda Agraria InpsFra le ricerche riguardanti l'utilizzazione agricola della pianura prospiciente il golfo di Palmas ed il suo immediato retroterra collinare, intorno agli anni Trenta sono stati intrapresi i primi studi per la bonifica del Comprensorio del Basso Sulcis. Inizia fino dal 1938 l'esecuzione delle opere, con le sistemazioni idrauliche e di risanamento della zona irrigua, nel 1938 viene fondata la Città di Carbonia, ed inizia lo sviluppo di attività industriali nel bacino carbonifero. Nell'immediato dopoguerra, l'Inps inizia la bonifica di una larga fetta di territorio paludoso nella zona, stabilendovi un'importante Azienda Agraria, che viene costituita nella parte centrale dell'area comunale, subito a sud dell'abitato di Suergiu fino a quallo di Palmas. E, per dimostrare praticamente ai proprietari la convenienza della trasformazione agricola della zona irrigua, viene organizzata questa azienda consorziale ad indirizzo prevalentemente zootecnico, sperimentando contemporaneamente varie colture di interesse industriale da avvicendare con le foraggere. Utilizzando gli impianti irrigui, ormai in efficienza, nell'autunno del 1952 viene acquistato in Olanda un congruo numero di bovini selezionati di razza pezzata nera. Nell'anno 1958 la stalla centrale del Consorzio, tenendo conto anche dei capi allevati tra quelli nati in azienda, risultava costituita da ben 202 capi. Ma successivamente, negli anni Settanta, l'Inps progressivamente diminuisce il suo interesse per l'azienda, non in linea con la sua attività istituzionale, fino ad alienare la proprietà.

I resti del Nuraghe complesso Candelargiu

San Giovanni Suergiu-Resti del Nuraghe Candelargiu: veduta dall'altoPassata la frazione Azienda Agraria Inps, percorsi meno di duecento metri lungo la SS195 Sulcitana, allo svincolo prendiamo la deviazione sulla SP77 verso est in direzione di Tratalias, la seguiamo per circa settecento metri, poi, seguendo le indicazioni, deviamo a sinistra, nella strada che ci porta in località Palangiai, la seguiamo per seicento metri, e troviamo alla sinistra la deviazione che ci porta a vedere i resti del Nuraghe complesso Candelargiu. Si tratta di un Nuraghe edificato a 13 metri di altezza, ricoperto di terra fino quasi all'architrave di quello che doveva essere l'ingresso principale. Si tratta di un poderoso Nuraghe in andesite, a pianta trilobata, frutto dell'aggiunta di due torri secondarie davanti al mastio, collegato da muri che cingono un cortile centrale. Non lontano dal Nuraghe si trovano i resti di un insediamento, con una capanna delle riunioni di dimensioni notevoli, e vicino si trova un pozzo accuratamente rifasciato all'interno. Rimangono anche tracce di un antemurale. Il Nuraghe è stato probabilmente, nei secoli, oggetto di riutilizzo, come indicano le tracce di malta e intonaco su alcuni dei suoi muri.

San Giovanni Suergiu-Resti del Nuraghe Candelargiu San Giovanni Suergiu-Resti del Nuraghe Candelargiu

La frazione Villaggio Palmas con la Chiesa parrocchiale della Vergine delle Grazie

San Giovanni Suergiu-La nascita del Villaggio Palmas in filmati depocaPassata la frazione Azienda Agraria Inps, percorsi meno di duecento metri lungo la SS195 Sulcitana, arriviamo allo svincolo, passato lo svincolo, a circa un chilometro dalla frazione Azienda Agraria Inps, troviamo alla sinistra la deviazione che ci porta nell'abitato della frazione Villaggio Palmas (altezza 9 metri, distanza circa 3.84 chilometri, abitanti circa 349), una frazione molto importante di San Giovanni Suergiu. San Giovanni Suergiu-Villaggio Palmas: Chiesa parrocchiale della Vergine delle GrazieIl villaggio è stato edificato dopo che le infiltrazioni ed i cedimenti causati dall'apertura dell'invaso della Diga di Monte Pranu, inaugurata nel 1957, avevano causato l'inabitabilità di quasi tutte le abitazioni della zona di Palmas vecchio. È stato costruito inizialmente per ospitare ottanta famiglie della vecchia Palmas, ed è stato inaugurato nel 1962. Si entra nell'abitato della frazione Villaggio Palmas prendendo, alla sinistra della strada statale, la via Ignazio Salaris, la quale, in quasi duecento metri, porta nella centrale piazza Enrico Berlinguer, al centro della quale si trovano i Giardini Pubblici. Su questa piazza si affaccia la Chiesa della Vergine delle Grazie, una Chiesa degli anni Sessanta, che è la parrocchiale di riferimento di questa frazione.

Le frazioni Is Pistis e Is Achenzas

Da dove abbiamo preso la deviazione che ci ha portati alla frazione Villaggio Palmas, proseguiamo verso sud est lungo la SS195 Sulcitana, dopo seicento metri prendiamo a destra seguendo le indicazioni per la Salina di Sant'Antioco, seguiamo questa strada per trecentocinquanta metri, poi prendiamo a destra seguendo le indicazioni, e raggiungiamo la frazione Is Pistis (altezza 7 metri, distanza circa 4.24 chilometri, abitanti circa 21).

Percorsi ancora duecentocinquanta metri lungo la SS195 Sulcitana, troviamo l'indicazione che ci fa prendere verso destra per raggiungere la frazione Is Achenzas (altezza 6 metri, distanza circa 4.68 chilometri, abitanti circa 17).

L'antica Palmas con il Castello di Palmas e la Chiesa di Santa Maria di Palmas

Percorsi ancora cinquecento metri lungo la SS195 Sulcitana, a un chilometro e trecento metri da dove avevamo preso la deviazione che ci aveva portati alla frazione Villaggio Palmas, passato il viadotto sopra il Rio Palmas, prendiamo la deviazione verso sinistra seguendo le indicazioni per la Chiesa di Santa Maria di Palmas in una strada bianca che ci porterà nella frazione Palmas (altezza indefinita, distanza circa 5.84 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti), che si trova nell'area nella quale esisteva l'antico villaggio di Palmas vecchio.

San Giovanni Suergiu-Palmas: resti del Cimitero di PalmasLa frazione prende il nome dall'antico villaggio medievale di Palmas di Sols, facente parte della Curatoria del Sulcis, nel Giudicato di Cagliari, sorto poco prima dell'anno mille, e anch'esso, come i centri vicini, influenzato dalla presenza dei monaci in epoca medievale. L'antico borgo, spopolato intorno al quindicesimo secolo, si è ripopolato nel corso del diciottesimo e del diciannovesimo secolo, ed è stato in seguito abbandonata nel 1962, e ricostruita poco lontano in quello che è stato chiamato Villaggio Palmas, per via di infiltrazioni d'acqua causate dalla costruzione della vicina Diga di Monte Pranu. Appena presa la strada bianca, percorsa appena un'ottantina di metri, si vedono alla destra i resti del vecchio Cimitero di Palmas, sconsacrato ed abbandonato in seguito allo spostamento dell'abitato di Palmas nei primi anni '60.

San Giovanni Suergiu-Palmas: la Chiesa di Santa Maria di PalmasPercorsi ancora quattrocento metri, si trova alla sinistra della strada la Chiesa di Santa Maria di Palmas, edificata nel dodicesimo secolo. Si tratta di una Chiesa romanica pisana, situata in campagna a poca distanza dalla strada statale, nell'area di Palmas Vecchia, di cui era il principale luogo di culto. Questa Chiesa è ricordata per la prima volta nelle fonti documentarie nel 1066, quando Orzocco Torchitorio I, Giudice di Cagliari, ne fa dono ai monaci Cassinesi. La Chiesa come il resto del paese viene abbandonata, e solo grazie all'impegno del parroco del paese Don Nicolino Vacca, al quale è dedicata la piazza adiacente, l'edificio viene restituito al culto nel 1996.

San Giovanni Suergiu-Palmas: resti del Castello di PalmasPercorso appena un centinaio di metri, si trova alla destra della strada un Agriturismo, situato in quella che è la frazione Palmas di San Giovanni Suergiu. Qualche centinaio di metri più avanti, un sentiero alla sinistra della strada porta ai pochi ruderi del Castello di Palmas. Si tratta di un Castello del quale si conserva assai poco, in prevalenza i resti di una torre di pietre vulcaniche che presumibilmente raggiungeva l'altezza di una decina di metri. Secondo un'ipotesi, potrebbero essere i resti di una struttura dell'undicesimo secolo, fatta erigere dai giudici di Càlari nei dintorni della allora Palmas di Sols a scopi difensivi; secondo altri potrebbe essere stato un Castello dei Gherardesca dell'inizio del quattordicesimo secolo, che viene citato da alcune fonti; altri ipotizzano un'origine aragonese.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, inizieremo la visita dell'isola di Sant'Antioco, che effettueremo in tre tappe. In questa prima tappa visiteremo la cittadina di Sant'Antioco e vedremo anche gli importanti resti archeologici presenti all'interno dell'abitato.


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