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Visita del sito istituzionale del comune

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Sinnai con il suo centro, con la Foresta Demaniale dei Sette Fratelli, e con la sua bella costiera meridionale

In questa tappa del nostro viaggio, ci recheremo a visitare Sinnai, che vedremo il suo centro ed i suoi dintorni con la Foresta Demaniale dei Sette Fratelli, e con la sua bella costiera meridionale.

Il Campidano di Cagliari

Il Campidano di CagliariIl Campidano è la grande pianura della Sardegna sud-occidentale compresa tra il golfo di Cagliari e quello di Oristano, ha una lunghezza di circa cento chilometri e presenta la massima altitudine di settanta metri sul mare. Deve le sue origini al colmarsi di una depressione geologica terziaria da parte di sedimenti marini, fluviali e vulcanici. Sono frequenti gli stagni costieri con acque salmastre, nell'angolo nord ovest della Regione sfocia il fiume Tirso, che contribuisce all'irrigazione del Campidano, la rete idrografica è inoltre formata da piccoli torrenti. La principale risorsa è l'agricoltura e si coltivano specialmente grano, viti, olivi, frutta e agrumi. Il Campidano di Cagliari comprende i comuni di Assemini, Burcei, Cagliari, Capoterra, Decimomannu, Decimoputzu, Domus de Maria, Elmas, Maracalagonis, Monastir, Monserrato, Nuraminis, Pula, Quartu Sant'Elena, Quartucciu, Samatzai, San Sperate, Sarroch, Selargius, Serramanna, Serrenti, Sestu, Settimo San Pietro, Siliqua, Sinnai, Soleminis, Uta, Villa San Pietro, Villasimius, Villasor e Villaspeciosa. I comuni di Samassi, Serramanna e Serrenti si trovano tra il Monreale ed il Campidano di Cagliari, così come Soleminis si trova tra il Campidano di Cagliari e il Parteòlla, per cui possono appartenere all'una o all'altra di queste regioni. Anticamente il territorio apparteneva al Giudicato di Càlari, ed in particolare alle Curatorie di Cagliari, Decimo, Gippi e Nuraminis. Geograficamente rappresenta la parte più meridionale della pianura del Campidano, che ha come suo centro principale Cagliari, nonche Quartu Sant'Elena ed i comuni immediatamente a nord ovest del capoluogo sardo. Si affaccia sul mare e comprende la costa orientale del golfo di Cagliari, fino al paese chiamato Villasimius.

Visualizza la mappa In viaggio verso Sinnai

Usciamo da Maracalagonis verso nord ovest seguendo la via Nazionale, poi prendendo a sinistra la via Cagliari che ci porta sulla SP15. La prendiamo e la seguiamo per un chilometro, passando la Zona Industriale di Sinnai che si trova in località Luceri, arriviamo a una rotonda, alla quale proseguiamo dritti, e, dopo un chilometro e mezzo, la SP15, con il nome di viale della Libertà, ci porta all'interno dell'abitato di Sinnai. Dal Municipio di Maracalagonis a quello di Sinnai si percorrono appena 2.9 chilometri.

La cittadina di Sinnai Informazioni turistiche

Sinnai-Panorama dell'abitatoSinnai-Stemma del ComuneLa cittadina di Sinnai (nome in lingua sarda Sìnnia, metri 134, abitanti 15.146) è posizionata ai piedi del massiccio di Serpeddì. La si può facilmente raggiungere tramite la SS554 Cagliaritana, che dista cinque chilometri dall’abitato. Il territorio comunale classificato di collina, che comprende anche l’isola amministrativa di Solanas, separata e distante ben 34 chilometri dal Comune di Sinnai, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate. Esso si estende a partire dal margine orientale del Campidano di Cagliari, abbraccia gran parte dei primi rilievi collinari del versante occidentale del massiccio del Serpeddì, ed in esso ricadono parzialmente alcune zone di tutela della fauna selvatica, ossia l’oasi permanente di protezione faunistica e di cattura del Parco Naturale dei Sette Fratelli, e l’oasi permanente di protezione faunistica e di cattura, denominata del Monte Genis.

Origine del nome

Il nome del paese, attestato fino dall’anno 1341 nella forma de Sinay, ha una origine non molto chiara. Si ritiene che sia è presumibilmente di origine preromana.

La sua economia

La cittadina, accanto alle tradizionali attività agro pastorali, ha sviluppato il tessuto industriale. per quanto riguarda il settore primario, l’agricoltura produce cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vite, olivo, agrumi e frutta. Si pratica anche l'allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. L’industria è costituita da imprese che operano nei comparti alimentare, tra cui il lattiero caseario, tessile, del legno, del vetro, dei laterizi, metallurgico, elettrico, della fabbricazione di apparecchi medicali, di strumenti ottici fotografici, dei mobili, dei giochi e dei giocattoli, della centrale elettrica ed edile. Sinnai-Lavorazione cestini di Alessandra FlorisInteressante è la produzione del Mirto, che è un antico liquore sardo prodotto con l’infuso delle bacche di mirto, e la produzione del miele, che è qualitativamente diversificata grazie alle molte varietà vegetali del patrimonio botanico che alimenta le arnie. Il paese viene considerato la patria dei cestini prodotti con l'intreccio di giunco e fieno dando forma ai caratteristici Su Strexiu 'e Fenu, rinomato per la sua praticità e per la sua eleganza, nel quale l'ordito si sviluppa con un andamento a spirale, partendo dal centro, dove viene fissato un tessuto pregiato, ossia l'impanna, e, nel suo sviluppo, vengono inseriti listelli di pannolenci rossi, ossia Su scrallatu, con il quale si ottengono precisi motivi che ornano e abbeliscono il cestino. Sinnai-Lavorazione cestini di Alessandra FlorisLa forma in cui si esprime la creatività degli artigiani locali fa sì che, dal corno di montone e dall’acciaio, vengano prodotte le splendide Arresoias, ossia i coltelli a serramanico. Comunque, data la situazione economica estremamente critica, il numero di lavoratori disoccupati, iscritti nelle liste degli uffici del lavoro, è in costante incremento. Nei dintorni di Sinnai, particolarmente diffusa è la pratica della raccolta dei funghi, degli asparagi e delle lumache che richiama numerosi appassionati in diversi periodi dell’anno. Le bellezze naturali del territorio, che si estende fino al mare con la sua conosciutissima località turistiche di Solanas, offrono al turista un ambiente circondato dal profumo della macchia mediterranea, da splendide spiagge e da un mare cristallino e incontaminato. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e di soggiorno.

Brevi cenni storici

Di origine incerta, nell’undicesimo secolo il territorio fa parte del Giudicato di Cagliari, nella curatoria di Civita. In seguito, caduto il Giudicato di Cagliari, appartiene, fino al 1258, ai Conti della Gherardesca, e poi al Comune di Pisa. Nel 1324, dopo la conquista aragonese, il nuovo borgo entra a far parte del Regnum Sardiniae, e viene infeudato a Don Giacomo Carroz, Visconte della contea di Quirra, nel 1520 passa ai Centelles, che la amministrano anche durante il periodo austriaco. Dal 1739 passa al conte Osorio Cervellon de la Cueva, fino al 1839, successivamente entra a far parte del dominio dei Savoia, rimanendovi fino al 1848, quando acquista la sua indipendenza.

Sinnai ha dato i natali al 151esimo reggimento della famosa Brigata Sassari

Bandiera della Brigata SassariNel 1915 viene costituita la Brigata Sassari, della quale è documentata la costituzione, ma si ignorava il motivo per il quale lo Stato maggiore avesse deciso di creare questa unità, composta solo da sardi, che diventerà leggenda nella Grande guerra. All'origine della Brigata c'è la storia poco conosciuta di un gruppo di artiglieri sardi che, nel 1914, si ribella alla boria e agli abusi dei commilitoni continentali scatenando una rissa cruenta e furiosa, nella quale danno una severa lezione all'intero reggimento di artiglieria Fortezza da Costa, di Genova. Un generale rimane profondamente colpito da questa rissa, e si chiede come sia possibile che un gruppo esiguo di sardi abbia potuto sbaragliare un intero reggimento. Dopo alcune ore convoca i suoi ufficiali e dice: «Se è vero, come è vero, che un gruppo di sardi riesce a sbaragliare un reggimento al completo, allora se riusciamo a formare una brigata di soli sardi potremmo vincere qualsiasi guerra». L'idea piace allo Stato maggiore: sono nati i diavoli rossi, i Dimonios. Quindi, l'1 marzo 1915 viene costituita la Brigata Sassari, con il motto Sa vida pro Sa Patria, basata su due reggimenti, il 151esimo reggimento di stanza appunto a Sinnai ed il 152esimo a Tempio Pausania, composti quasi esclusivamente da soldati sardi, per il 95% contadini e pastori. Nel luglio del 1915 la Brigata Sassari attraversa l'Isonzo e viene subito impegnata in combattimento dando un suo alto contributo di vite umane. Allo scoppio della guerra, quindi, molti sardi vengono arruolati nell'esercito e mandati a combattere nelle trincee ed a morire per la patria.

Principali Feste e Sagre che si svolgono a Sinnai

Sinnai-Sfilata nei costumi tradizionali di SinnaiA Sinnai sono attivi il Gruppo Tradizioni Popolari Funtan'e Olia di Sinnai ed il Gruppo Folk di Sinnai. Tra le principali Feste e Sagre che si svolgono a Sinnai, si segnalano a febbraio, il Carnevale con la rappresentazione de Is Cerbus; la domenica più vicina al 15 di maggio, la Festa di Sant'Isidoro; l'ultima domenica di giugno, si celebra la Sagra in onore di Santa Vittoria con Sa Tundidroxa, ossia la Festa della tosatura; la terza domenica di luglio, la Festa votiva di Santa Barbara; sempre a a luglio, si svolge il Torneo di calcio Paolo Pizzi; la prima settimana di agosto, la Fiera del Cestino e dell'Artigianato; l'ultima domenica di agosto, la Festa di Sant'Elena, preceduta dalla Sagra della Mandorla; il 27 settembre, la Festa dei Santi Cosma e Damiano; a fine ottobre o inzio novembre, la manifestazione Ainas e Fainas, che è una Rassegna Etnica, Turistica ed Artigianale; il 4 dicembre, si festeggia la Patrona, nella Festa strettamente religiosa di Santa Barbara.

Il Carnevale di Sinnai

Sinnai-Carnevale di Sinnai son la rappresentazione de Is CerbusLa rappresentazione de Is Cerbus è uno degli eventi del Carnevale sardo che vanta origini più antiche, con rituali propiziatori svolti dalle maschere, che ricordano le attività di caccia, che nell'antichità era la prima fonte di sostentamento. I Cerbus, ossia I Cervi, sono mascherati con pelli e corna di cervo, sfilano imitando i versi e l'atteggiamento degli animali, ed intorno a loro ci sono Is Canaxus, ossia I Cacciatori, che, aiutati da Is Canis, ossia I Cani, altre maschere vestite con sacchi di iuta a cui vengono legati gli angoli per simulare le orecchie di un cane, con urla e schiamazzi cercano raccogliere nello stesso posto tutti i Cerbus, come in una vera e propria battuta di caccia.

La manifestazione Ainas e Fainas

Sinnai-Manifesto della manifestazione Ainas e FainasLa manifestazione denominata Ainas e Fainas, ossia Arnesi ed Opere, è la rassegna etnoturistica artiginale organizzata dal Comune con la collaborazione delle associazioni locali, che offre un ricco programma in cui è possibile assistere a lavorazioni di intaglio del legno, all'antica arte del ciabattino, la lavorazione de Is scatteddus, la lavorazione de Su Strexiu 'e Fenu, la produzione della Fregola, la lavorazione de Su Pan'è Coia, ed in cui si alternano l'esposizione di antichi abiti tradizionali, la realizzazione dei cestini di Sinnai, degustazioni tipiche gratuite per i visitatori, balli e canti tradizionali.

Visualizza la mappa Visita del centro della cittadina

L'abitato, posto in posizione panoramica, è interessato da un fenomeno di forte crescita edilizia, e conserva edifici di particolare pregio storico ed architettonico, alcuni dei quali riconducibili all'economia agricola campidanese. Provenendo da Maracalagonis entriamo a Sinnai conla SP15 che assume il nome di via della Libertà.

La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano

Dal cartello segnaletico che indica l'ingresso nell'abitato, percorriamo duecentocinquanta metri lungo la via della Libertà, poi prendiamo a destra la via Gran Sasso in direzione nord est, dopo centocinquanta metri, passata la via Ortobene, continuiamo ancora in direzione nord est con la via Cervino, che, dopo centosettanta metri, sbocca sulla via dei Santissimi Cosma e Damiano.

Presa verso sinistra la via dei Santissimi Cosma e Damiano, dopo poche decine di metri vediamo alla destra della strada la facciata della Chiesa dei Santissimi Cosma e Damiano. Non si conosce il periodo di edificazione della prima Chiesa, ma sappiamo che crolla alla fine del 1600. Viene ricostruita o forse solamente aggiustata, perché risulta che nel 1730 si trova già in rovina, e si teme che il crollo della copertura potrebbe danneggiare le antiche statue dei titolari. Perciò un tale Luca Pisu, chiede al parroco di poter realizzare, a proprie spese, due nicchie per i simulacri, nella cappella di Sant'Antioco della Chiesa parrocchiale, dove le statue si trovano tuttora. La Chiesa viene ricostruita per la terza volta, con le offerte della popolazione, nel 1948 quando il canonico pone la prima pietra e detta l'iscrizione per la pergamena, che viene murata a perpetuo ricordo dell'evento. Finalmente la nuova Chiesa viene inaugurata nel 1951, e nel 1955, arricchita di una nuova campana.

Sinnai-Chiesa dei Santissimi Cosma e Damiano Sinnai-Simulacri dei Santissimi Cosma e Damiano

Sinnai-La Festa dei Santissimi Cosma e DamianoLa Festa dei Santissimi Cosma e Damiano viene preceduta da un triduo preparatorio, all'inizio del quale, dopo la celebrazione nella Chiesa parrocchiale, in processione si accompagnano i Santi alla propria Chiesa, sistemati dentro un cocchio artistico, trainato da buoi infiorati. Il culmine è il 26 settembre, con la messa solenne cantata ed il panegirico. Il 27 al mattino, come da tradizione, si celebra la messa per i fedeli di Maracalagonis, ed alla sera, uno spettacolo pirotecnico annuncia il rinetro dei Santi in parrocchia. Il giorno successivo, la partecipatissima processione per le vie del paese.

Il Teatro Civico

Percorsi altri cinquecento metri lungo la via della Libertà verso il centro di Sinnai, troviamo che sulla sinistra parte in direzione ovest la via Piave. All'inizio della via Piave, sulla destra, si trova il Teatro Civico di Sinnai, inaugurato nel 2004, con una sala da 380 posti, che organizza la stagione teatrale di prosa, con una programmazione di spettacoli, dal teatro classico al contemporaneo, dal musical alla danza, e che cerca di andare incontro ai diversi gusti del suo pubblico.

Sinnai-Teatro Civico di Sinnai Sinnai-Teatro Civico di Sinnai: interno

Il Parco delle Rimembranze ed il Municipio di Sinnai

Proseguiamo in direzione ovest lungo la via Piave, e, percorsi centocinquanta metri, si trova sulla sinistra, chiuso da un cancello, l'ingresso del Parco delle Rimembranze, nel quale si trova un viale di pini che porta al Monumento ai Caduti con la lapide dedicata ai 110 Caduti di Sinnai nella prima e nella seconda guerra mondiale.

Sinnai-Ingresso del Parco delle Rimembranze Sinnai-Monumento ai Caduti nel Parco delle Rimembranze Sinnai-nuovo Municipio di Sinnai

Proseguendo la via Piave, dopo una settantina di metri, incrocia la via Quartu, che prendiamo verso sinistra. Ad angolo tra le due strade, con ingresso nella via Quartu, si trova l'edificio che ospita il Nuovo Municipio di Sinnai, che ha sostituito il vecchio Municipio, che vedremo tra breve. Nel nuovo palazzo municipale sono presenti la sede e gli uffici dei principali servizi ai cittadini.

Una deviazione per recarci a visitare il Cimitero Nuovo di Sinnai

Sinnai-Cimitero Nuovo di SinnaiSiamo arrivati a prendere la via Quartu per visitare il nuovo Municipio di Sinnai. Da qui, proseguiamo lungo la via Quartu in direzione sud ovest, e la seguiamo per trecentocinquanta metri. Arriviamo a dove la via Quartu si divide in due strade parallele, una nella nostra stessa direzione e l'altra, leggermente più a sinistra, in direzione opposta. Proseguiamo lungo la via Quartu nella stessa direzione, e, dopo duecentocinquanta metri, troviamo, alla sinistra, la piazza sulla quale si trova l'ingresso del Cimitero Nuovo di Sinnai.

Gli edifici che si affacciano sulla via Roma prima della Chiesa parrocchiale

Tornamo sulla via della Libertà, dove avevamo preso la deviazione sulla sinistra nella via Piave. Proseguiamo lungo la via della Libertà verso il centro fino a che, dopo centotrenta metri, questa strada continua sulla via Mara. Proseguiamo, dopo duecentottanta metri la via Mara sbocca sulla via Roma, che prendiamo verso sinistra, ossia in direzione sud ovest. Si tratta di una delle più belle strade all'interno dell'abitato di Sinnai, per la bellezza degli edifici che su di essa si affacciano.

Sinnai-La Villa di Benvenuto DolPercorsa la via Roma verso sinistra, passata a sinistra la traversa via Ludovico Ariosto, dopo una sessantina di metri vediamo, sempre alla sinistra della strada la Villa Benvenuto Dol. L'imprenditore francese di Martiguez, vicino a Marsiglia, Benvenuto Dol, appaltatore delle saline di Cagliari, attua la bonifica e la messa a coltura con moderne e razionali tecniche di coltivazione della vallata malsana di Geremeas e, ampliandola con notevole esborso di denaro, della tenuta di Is Murdegus a Sìnnai, già di don Giovanni Besalduch, abbandonata da molto tempo e portata a nuovo splendore con il nome di Bellavista. Nella metà dell'800, Benvenuto Dol edifica la sua villa che occupava una superficie impressionante, avendo il suo ingresso di servizio a sud, allo sbocco della via Bacchixedda sulla via Oriente, a quasi centocinquanta metri di distanza dall'ingresso principale, ed occupando al suo interno a servizio decine di Sinnaesi. Benvenuto Dol muore nel 1875, a soli 47 anni.

Sinnai-vecchio Municipio di SinnaiPassata la Villa Dol, prima di arrivare in prossimità del sagrato della parrocchiale, si trova, sempre alla sinistra della strada, la piazza Municipio, nella quale è presente l'edificio che ospitava il Vecchio Municipio di Sinnai, edificato nel 1860 come struttura polifunzionale, in grado di ospitare il municipio, le scuole, le poste, il carcere, la pretura e l'alloggio delle guardie reali. Sostituito dal nuovo Municipio, nel 2008 ne è stato effettuato il recupero ed il risanamento conservativo delle strutture, e dal giugno dello stesso anno è stato trasformato in un Centro Culturale, che nel quale si trovano la Biblioteca Comunale e l'Archivio Storico Comunale.

Sinnai-L'ex Cinema RomaDi fronte al vecchio Municipio, al lato destro della strada, prima dell'angolo con la via Colletta, si trova l'edificio che ospitava dalla metà del Seicento il Monte Soccorso o Monte Granatico, e che viene, alla fine degli anni '60, ristrutturato nei caratteri architettonico compositivi della struttura, per fargli subire una radicale modifica in seguito all'adattamento della costruzione ad uso cinematografico. Quindi l'edificio ospita per molti anni il Cinema Roma, fino a che, cessata la sua attività cinematografica, si è deciso che l'ex Cinema Roma verrà ristrutturato e restaurato, in modo da consentirgli di poter ospitare quella che sarà la Fabbrica della Creatività ed il LabOratorio delle Arti.

Sinnai-L'abitazione che ha ospitato William CraigPassata la traversa via Colletta, si affaccia sul lato destro della via Roma l'abitazione di William Craig, ossia l'abitazione privata che ha ospitato il Console Generale di Inghilterra al quale si deve il progetto del porto di Cagliari e della via Roma. Di lui è genero l'imprenditore Benvenuto Dol, che ne ha sposato la figlia Jessica. A William Craig, che risiede a Cagliari fra il 1846 e il 1866, si deve la decisione di bonificare tutta la zona e di realizzare un fronte architettonico porticato da adibire a moderna passeggiata, sul modello della Promenade des Anglais di Nizza. William Craig muore nel 1867, e nel 1880 la giunta comunale di Cagliari decide per la creazione di un'arteria rettilinea, dotata di un ampio marciapiede lastricato tra la Darsena e il piazzale della Stazione Ferroviaria, ossia per la realizzazione della via Roma.

La Chiesa parrocchiale di Santa Barbara Vergine e Martire

Di fornte all'abitazione di William Craig, a centotrenta metri da dove avevamo imboccato la via Roma, arriviamo a vedere, alla sinistra della strada, la piazza della Chiesa.

Nella piazza si trova la Chiesa di Santa Barbara Vergine e Martire, che è la parrocchiale di Sinnai dedicata a Santa Barbara di Nicodemia, patrona del paese e titolare della parrocchia. Il culto per Santa Barbara viene probabilmente introdotto in Sardegna nel quarto secolo, quando la Chiesa bizantina intraprende l'evangelizzazione dell'Isola, lasciandovi un'impronta assai profonda, ed il legame fra Sinnai e Santa Barbara continua a tramandarsi da una generazione all'altra. I patroni secondari del paese sono Sant'Antioco e i Santi Cosma e Damiano. Non si conosce la data della costruzione di questa Chiesa, anche se, dalle «Rationes Decimarum» del Sella, sappiamo che già dal 1331 Sinnai aveva il suo parroco chiamato Domenico de Turribus, ma le prime notizie sull'edificio risalgono al 1586, e si trovano negli «Atti della visita dell'Arcivescovo di Cagliari Alonso Lasso Sedeno», conservati nella Curia Arcivescovile di Cagliari. Edificata in stile tardo gotico sardo catalano, ha subito diverse sovrapposizioni e aggiunte nel corso dei secoli. Della struttura originaria è ancora individuabile l'impianto, a navata unica con volta a sesto acuto, e con contrafforti laterali tra i quali, in momenti diversi, sono state aperte le cappelle. La Chiesa madre viene consacrata nel 1931 dall'Arcivescovo di Cagliari, che racchiude nel sepolcreto della mensa dell'altare maggiore le reliquie dei Santi Giustino e Celestino. Nel 1962 l'Amministrazione comunale riveste di travertino bicolore tutta la facciata e parte del campanile, e colloca nel frontespizio una statua di Santa Barbara, opera che abbellisce molto la Chiesa ed il sagrato. Si entra in Chiesa attraverso un grande portone, con pannelli istoriati, realizzato dal falegname Salvatore Pistoia nel novembre del 1959, che sostituisce quello vecchio, costruito nel 1757 e rinnovato nel 1870. In una nicchia della sacrestia è riposta la statua della Santa, che abitualmente viene portata nelle annuali processioni della terza domenica di luglio e del 4 dicembre, e non è molto dissimile dall'altra statua, che è situata nell'altare maggiore ed è attribuita a Giuseppe Antonio Lonis, ed è quindi databile intorno alla seconda metà del diciottesimo secolo. In due nicchie nella cappella di Sant'Antioco sono osptate le statue dei Santi Cosma e Damiano, che erano conservate nella piccola Chiesa a loro dedicata.

Sinnai-Chiesa parrocchiale di Santa Barbara Vergine e Martire Sinnai-Chiesa parrocchiale di Santa Barbara Vergine e Martire: facciata Sinnai-Chiesa parrocchiale di Santa Barbara Vergine e Martire: altare maggiore durante una cerimonia Sinnai-Chiesa parrocchiale di Santa Barbara Vergine e Martire: simulacro della Santa di Giuseppe Antonio Lonis Sinnai-Chiesa parrocchiale di Santa Barbara Vergine e Martire: simulacro della Santa che viene portato in processione

Sinnai-processione per la Festa votiva di Santa BarbaraA Sinnai la Festa votiva di Santa Barbara si celebra, ormai da secoli, la terza domenica di luglio, dato che, da un manoscritto del 1775, conservato nell'archivio parrocchiale, si legge che il 19 luglio ricorre l'anniversario della dedicazione della Chiesa parrocchiale a Santa Barbara Vergine e Martire di Nicodemia, titolare della parrocchia e Patrona del paese. Il 4 dicembre si celebra una Festa di Santa Barbara strettamente religiosa.

Il Museo Civico di Sinnai

Dalla piazza Municipio, di fronte al vecchio Municipio, prendiamo la via Colletta, dopo una cinquantina di metri arriviamo a un bivio dove prendiamo, verso sinistra, la continuazione della via Colletta, e dopo un'altra cinquantina di metri troviamo, al civico numero 20, alla sinistra della strada, l'edificio nel quale ha sede il Museo Civico di Sinnai. Il museo si trova all'interno di un edificio del diciannovesimo secolo che era il luogo di deposito e distribuzione della colletta ecclesiastica, poi adibito a caserma dei Cavalleggeri di Sardegna e, infine, a stazione dei Carabinieri. Accoglie due sezioni, la sezione archeologica e la pinacoteca.

Sinnai-Museo Civico di Sinnai Sinnai-Museo Civico di Sinnai: interno Sinnai-Museo Civico di Sinnai: statuina nuragica di un bovino stante Sinnai-Museo Civico di Sinnai: statuina punica del dio Bes Sinnai-Museo Civico di Sinnai: placchetta alto medioevale di un cavallo al galoppo

Al suo interno, la sezione archeologica racconta le vicende del territorio, dal Neolitico al Medioevo, e si possono scoprire i reperti provenienti dal Nuraghe di Santa Itroxia, dal tempietto nuragico di Bruncu Mogumu. Fra i reperti più significativi, dell'età nuragica una statuina raffigurante un bovino stante con grande attenzione per i dettagli anatomici, del periodo punico una statuina in terracotta della divinità naniforme di origine egizia Bes, e del periodo alto medioevale una placchetta in bronzo raffigurante un cavallo al galoppo, rivolto a sinistra, decorato a occhi di dado sul collo e sulla sella. La pinacoteca accoglie con opere pittoriche, dal sedicesimo secolo all'età contemporanea.

Il Cimitero Comunale di Sinnai

Sinnai-Cimitero Comunale di SinnaiDalla piazza della Chiesa, proseguiamo lungo la via Roma verso ovest, e la seguiamo per cinquecento metri, fino ad incrociare la via Guglielmo Mraconi, ed a vedere dopo l'incorcio, alla destra della via Roma, il muro di cinta del Cimitero Comunale di Sinnai. Per arrivare al suo ingresso, invece di proseguire lungo la via Roma, prendiamo leggermente a destra la via Guglielmo Marconi, e poi, subito a sinistra, la parallela in salita alla via Roma, che, in un centinaio di metri, ci porta davanti all'ingresso del Cimitero.

La Chiesa di Santa Vittoria

Dalla piazza della Chiesa, proseguiamo lungo la via Roma verso ovest, e la seguiamo per trecentocinquanta metri, poi prendiamo a destra la via San Nicolò, che seguiamo per quattrocentocinquanta metri. La via San Nicolò prosegue sulla via della Pineta e, subito a destra, prendiamo la via Amedeo Modigliani. La seguiamo per cento metri, prendiamo sulla destra la via Santa Vittoria, alla cui sinistra si apre un'ampia Piazza.

Sulla piazza si affaccia la Chiesa di Santa Vittoria, che apparteneva ai monaci di San Vittore di Marsiglia ed è dedicata alla Santa martirizzata nei monti di Sinnai, viene citata per la prima volta nel 1141 nel «Cartulaire de l'Abbadye de Saint Victor de Marseille», successivamente nel 1218 in una Bolla di Onorio III, e nel 1338 nell'inventario dei beni di San Saturnino in Cagliari. È stata la seconda parrocchiale di Sinnai, dopo la Chiesa di San Saturno, che era stata edificata dai monaci Vittorini di Marsiglia nell'undicesimo secolo in via San Saturno ed ora non più visibile, e prima dell'edificazione della Chiesa di Santa Barbara. Si presenta con la facciata a capanna, che culmina nella parte centrale con una croce. Il portale principale si apre in asse con un piccolo oculo, posto nella parte alta del prospetto. Sul fianco destro si trova il campanile a vela a due luci, posto in linea con un portale secondario di accesso alla Chiesa. All'interno, lo stile originario, romanico a tre navate, viene stravolto nella seconda metà del secolo scorso, quando viene effettuata la sua ricostruzione in seguito alla distruzione causata da un fulmine. L'aula interna si presenta, oggi, caratterizzata da un'unica navata, spartita in campate da archi a sesto acuto, con un'unica cappella sul lato sinistro dell'aula. L'ampia area presbiteriale, leggermente rialzata rispetto alla pavimentazione del resto dell'edificio, è delimitata da tre archi a tutto sesto, con i due laterali di dimensioni inferiori rispetto a quello centrale. La navata ha copertura lignea, al contrario dell'area del presbiterio, che ha copertura in muratura. Sotto il ciborio, dal 1977 è collocata una piccola urna contenente le reliquie di Santa Vittoria, che sono state rinvenute nella Chiesa di Sant'Ignazio a Cagliari.

Sinnai-Chiesa di Santa Vittoria Sinnai-Chiesa di Santa Vittoria: interno Sinnai-Chiesa di Santa Vittoria: la statua di Santa Vittoria

La Chiesa conserva al suo interno una pregevole opera del sedicesimo secolo attribuito alla scuola stampacina dei Cavaro, Sinnai-Chiesa di Santa Vittoria: il Retablo di Santa Vittoriail Retablo di Santa Vittoria, nel quale sono rappresentante le immagini di San Giovanni e San Giacomo Apostolo, l'Addolorata, l'Annunziata, Santa Vittoria, la Vergine col Bambino e l'Arcangelo San Michele. Il Retablo occupa una parte importante della parete sinistra dell'aula mononavata, ma non è visibile se non nei rari momenti di apertura della Chiesa al culto. Nella Chiesa si trova anche il cocchio con il quale un tempo la Santa veniva portata in processione il giorno della Festa, ed oggi nel cocchio, che non viene più utilizzato per l’antica funzione, è stata collocata una statua di Santa Rosalia.

Sinnai-La Sagra di Santa Vittoria con Sa Tundidroxa ossia la Festa della tosaturaA Sinnai, l'ultima domenica di giugno, si celebra la Sagra in onore di Santa Vittoria, che prevede, come ogni anno, Sa Tundidroxa, ossia la Festa della tosatura, con la dimostrazione della tosatura, la dimostrazione della trasformazione del latte in ricotta, e con la valorizzazione dei prodotti agropastorali locali. La Sagra parte con la tosatura in Piazza, e continua con la preparazione e degustazione della carne di pecora bollita, del pane sardo, del formaggio e del vino.

Sul retro della Chiesa di Santa Vittoria si trova il Campo Sportivo di Santa Vittoria, che viene utilizzato per incontri di pallacanestro e di calcio, e nel quale opera la Santa Vittoria Associazione Sportiva Dilettantistica, che è affiliata all'ASC e che, radicata nella comunità di Sinnai, ha educato generazioni di atleti.

La Piscina Comunale di Sinnai

Sinnai-La Piscina Comunale di SinnaiDalla via della Pineta, evitando la deviazione sulla via Amedeo Modigliani, proseguiamo lungo la via della Pineta, la seguiamo per cinquecentocinquanta metri, poi svoltiamo a destra nella via delle Eriche, dopo cento metri arriviamo a un bivio dove prendiamo a sinistra per rimanere sulla via delle Eriche, e, dopo una cinquantina di metri, prendiamo a sinistra la via Voltaire. Qui, dopo qualche decina di metri, alla sinistra della strada si trova l'ingresso della Piscina Comunale di Sinnai, che è in grado di ospitare attività di nuoto, pallanuoto ed attività ginnico motorie.

La Casa campidanese Sotgiu

Ritorniamo nella piazza Municipio e prendiamo la via Roma, questa volta verso nord est. La seguiamo per trecentocinquanta metri ed arriviamo al suo termine, dove si trova un bivio, con a sinistra la via Funtanaziu ed a destra la via Funtanalada. Siamo entrati nel rione Sa Panchixedda, che prende il nome dal fatto che storicamente vi siano sempre state macellerie, chiamate in Campidanese Pancasa, vista anche la vicinanza col macello.

Ad angolo tra le due strade, con ingresso all'inizio della via Funtanalada, alla sinistra, al civico numero 16, si trova la Casa Sotgiu, una antica casa campidanese ristrutturata, nella quale la famiglia Sotgiu, sempre disponibile per la comunità e l'amministrazione, consente lo svolgimento di manifestazioni come quella denominata Ainas e Fainas, ossia Arnesi ed Opere, che è la più famosa rassegna etnoturistica artiginale di Sinnai.

Sinnai-La Casa campidanese Sotgiu Sinnai-La Casa campidanese Sotgiu

Nella grande piazza Sant'Isidoro si affaccia la Chiesa parrocchiale di Sant'Isidoro Agricoltore

Sinnai-La piazza Sant'IsidoroDal bivio al termine della via Roma, prendiamo a sinistra la via Funtanaziu, la seguiamo per duecentocinquanta metri dove, sulla sinistra, si apre la grande piazza Sant'Isidoro, nella quale è presente un vasto anfiteatro nel quale si svolgono diverse manifestazioni ed eventi culturali e folcloristici. Sant'Isidoro, patrono degli agricoltori, nato a Madrid nel 1080, a Sinnai è venerato da antica data, dato che già nel 1700 esisteva una Cappella a lui dedicata. Negli anni '60 la zona dove sorgeva l'antica Cappella si sviluppa al punto che è necessario edificare una nuova Chiesa nella zona.

Ristrutturata l'antica Cappella di Sant'Isidoro, risalente alla metà del 1700, nell'ottobre del 1962 viene inviato a Sinnai un sacerdote con la missione di officiare in essa, e di preparare il progetto per ricostruirla più spaziosa, in grado di servire come Chiesa parrocchiale il vasto e popoloso rione. Nel 1968 viene costituita la nuova parrocchia, e nel 1980 viene edificata, accanto alla preesistente, la nuova Chiesa di Sant'Isidoro, caratterizzata da un'estetica molto moderna. La moderna facciata risulta preceduta da una lunga scalinata, affacciata sulla grande piazza sottostante. La Chiesa è articolata su più piani, e nell'antistante parte, in netto aggetto rispetto al resto della struttura, si innestano i quattro elementi portanti dell'essenziale e stilizzato campanile.

Sinnai-Chiesa parrocchiale di Sant'Isidoro affacciata sulla piazza omonima Sinnai-Chiesa parrocchiale di Sant'Isidoro Sinnai-Chiesa parrocchiale di Sant'Isidoro: interno

Sinnai-Chiesa parrocchiale di Sant'IsidoroLa Festa del Santo patrono degli agricoltori, si festeggia ogni anno, nell'omonimo quartiere, nella domenica più vicina al 15 maggio, preceduta da tre giorni di cerimonie ed eventi. La Festa di Sant'Isidoro è caratterizzata, nel suo giorno culminante, da numerose cerimonie religiose, con la processione col simulacro del Santo, con la benedizione dei mezzi agricoli e con la Santa messa solenne, e da diverse manifestazioni civili.

Impianti Sportivi in località Cuccuru Arritzoni

Alla sinistra della piazza Sant'Isidoro, parte verso nord est la via Sant'Isidoro, che, seguita per seicentcinquanta metri, ci porta dove arriva da sinistra la via Bellavista, alla periferia della cittadina, in località Cuccuru Arritzoni.

Qui si trovano gli Impianti Sportivi in località Cuccuru Arritzoni. Nell'insieme degli Impianti Sportivi è presente il Campo Sportivo di Bellavista, un Campo da Calcio dotato di tribune in grado di ospitare 120 spettatori. Il Campo ospita le partite interne dell'associazione sportiva La Pineta Calcio Sinnai affiliata all'ASC ed alla FIGC, con una squadra partecipante al campionato Seconda Categoria, girone A. Intorno al Campo è presente una Pista da Atletica Leggera nella quale svolgere attività di atletica leggera e corse su pista. Accanto al Campo da Calcio è presente una Pista da Pattinaggio nella quale svolgere attività di hockey, hockey a rotelle e pattinaggio a rotelle.

Sinnai-Impianti Sportivi: il Campo di Calcio Sinnai-Impianti Sportivi: la Pista da Atletica Leggera Sinnai-Impianti Sportivi: la Pista da Pattinaggio

Gli Impianti Sportivi in località Cuccuru Arritzoni erano i principali impianti sportivi, fino alla costruzione, più a sud, ad est dell'abitato, della Cittadella Sportiva di Sinnai.

La Cittadella Sportiva di Sinnai

Per raggiungere la Cittadella Sportiva di Sinnai, dal bivio al termine della via Roma, prendiamo a destra la via Funtanalada, la percorriamo per trecentocinquanta metri ed arriviamo a uno slargo, dove deviamo per prendere a sinistra la via Sant'Elena, dopo duecento metri svoltiamo a destra e prendiamo la via Olimpia. Questa strada, in centottanta metri, ci porta di fronte alla Palestra della Cittadella Sportiva, dotata di 160 posti, nella quale effettuare incontri di pallavolo e pallacanestro.

Sinnai-Cittadella Sportiva: esterno della Palestra Sinnai-Cittadella Sportiva: interno della Palestra

Nella Cittadella Sportiva, sul retro della Palestra, passata l'area riservata ai parcheggi, è presente un Campo da Rugby, con tribune per 300 spettatori. Alla sua sinistra si trova un Campo da Calcio in erba dotato di tribune in grado di ospitare 550 spettatori. Intorno al Campo è presente una Pista da Atletica Leggera nella quale svolgere attività di atletica leggera e corse su pista, e c'è anche uno spazio dedicato al Lancio del Giavellotto. Accanto al Campo da Calcio è presente un Campo da Calcetto, ossia di Calcio a cinque. Sono, inoltre, presenti quattro Campi da Tennis utilizzati dal Circolo Tennistico di Sinnai, con tribune per 60 spettatori.

Sinnai-Cittadella Sportiva: Campo da Rugby Sinnai-Cittadella Sportiva: Campo da Calcio in erba Sinnai-Cittadella Sportiva: Pista da Atletica Leggera Sinnai-Cittadella Sportiva: pista per il Lancio del Giavellotto Sinnai-Cittadella Sportiva: Campo da Calcetto Sinnai-Cittadella Sportiva: Campi da Tennis

Visualizza la mappa I dintorni di Sinnai

Nei dintorni di Sinnai sono stati portati alla luce i resti dei Protonuraghi Funtana 'e Landiri, Lepuri, Longu, Pirreu; dei Nuraghi semplici Baccu Mereu, Bruncu Su Castiu, Bruncu Su Pisu, Cannaxera I, Cannaxera II, Cirronis II, Conca Santinta, Correxerbu, Costa Fonai, Cott'e Baccas, Cuccuru Nuraxi Baiocca, Cuili Sirigu, dell'Isolotto, Garapiu, Genna 'e Mari, Genn'e Bentu, Is Arredellus, Is Berrittas, Lorenzu Origa, Maletta I, Maletta II, Masoni Porcus, Monti Eccas, Monti Saius, Nuraxeddu, Pireddu, Sa Fraigada, San Gregorio, Sant'Itroxia, S'Arrideli, Serraidda, Su Crabiolu, Zurreddu; dei Nuraghi complessi Antiogu Oi, Antoniola, Bruncu S'Allegau, Crabili Serreli, Cuccuru Gravellu, Cuccuru San Giorgio, Ferricci, Maxia, Mont'Arbu, Sa Castangia, Sa Perdera, Su Fromigosu, Su Gallesu, Zinnibireddu; ed anche dei Nuraghi Bruncu Scala Suergiu, Cirronis I, Giria Corona, Monti Eccas II, Sa Tuppa Is Procaxius, S'Arcu S'Arcedda, Su Crastadroxiu, tutti di tipologia indefinita. I dintorni di Sinnai si sviluppano ad est dell'abitato, per cui dalla cittadina vedremo le prime località che si trovano ad est e a nord est, mentre a tutte le altre località, compreso il Parco Naturale dei Sette Fratelli e del Monte Genis, si può arrivare solo dopo aver attraversato il territorio del Comune di Maracalagonis, che si trova subito a sud rispetto a Sinnai. Del territorio comunale di Sinnai fa parte anche l'isola amministrativa che si trova isolata, sulla costa, dopo il territorio di Maracalagonis, e che visiteremo in una prossima tappa del nostro viaggio.

La Chiesa campestre di Sant'Elena Imperatrice

Da dove abbiamo visitato la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, proseguiamo in direzione nord ovest con la via dei Santi Cosma e Damiano, dopo centocinquanta metri arriviamo a una rotonda dove prendiamo la seconda uscita che ci fa imboccare la via Ciro Menotti, e, dopo duecento metri, svoltiamo a sinistra sulla via della Circonvallazione.

Percorsa verso nord la via della Circonvallazione, dopo seicento metri, seguendo le indicazioni, prendiamo sulla destra la strada bianca indicata come Traversa della via Sant'Elena, una traversa della via Sant'Elena che esce dall'abitato di Sinnai verso est. La traversa, in settecento metri, ci porta di fronte alla Chiesa di Sant'Elena Imperatrice. Non sappiamo quando è stato edificato il suo primitivo impianto, ma l'intitolazione alla madre dell'imperatore Costantino, venerato in Sardegna come un Santo, farebbe risalire la Chiesa al periodo bizantino, epoca in cui è documentata la presenza nel territorio di varie comunità monastiche. La prima documentazione risale al 1730, quando il parroco di Sinnai informa delle sue precarie condizioni, come attesta un altro scritto del 1790, ed anche lo storico Angius la segnala in rovina. Solo nel 1926 la Chiesa viene ricostruita, grazie all'impegno della popolazione, che nei secoli è sempre rimasta devota alla Santa. L'edificio, recentemente restaurato, ha un unico ingresso sulla facciata, sormontato da un'ampia finestra ad arco acuto, sovrastata da un piccolo oculo. Il terminale della facciata riprende il motivo geometrico della finestra, ed ai suoi estremi sono presenti due campanili a vela. Sull'altare si trova un piccolo simulacro in legno policromo, che viene portato a spalla su una portantina lignea dal gusto barocco, in occasione della processione intorno alla Chiesetta.

Sinnai-Chiesa campestre di Sant'Elena Imperatrice Sinnai-Chiesa campestre di Sant'Elena Imperatrice: interno Sinnai-simulacro di Sant'Elena Imperatrice conservato nella Chiesa parrocchiale

Sinnai-La Festa di Sant'Elena ImperatriceLa Festa di Sant'Elena è anticipata dalla Sagra della Mandorla, che si svolge il giovedì che precede l'ultima domenica di agosto. Il venerdì, dopo la messa in parrocchia, il simulacro più grande, viene trasportato dalla Chiesa parrocchiale alla sua piccola Chiesa, in un ricco cocchio trainato da buoi ornati a Festa, con la partecipazione del popolo di Sinnai e dei paesi vicini. La domenica mattina si celebra nella Chiesa campestre la Santa messa solenne, e la sera, dopo la messa vespertina, si svolge la processione serale nella campagna attorno alla Chiesetta, con la Benedizione dei campi. Il lunedì avviene il rientro in parrocchia e, il giorno dopo, la processione conclusiva lungo le vie del paese.

La Chiesa campestre di San Bartolomeo

Dopo l'indicazione per la Chiesa di Sant'Elena Imperatrice, proseguiamo lungo la via della Circonvallazione per seicento metri, poi svoltiamo a destra nel prolungamento della via Emilia, che esce dall'abitato di Sinnai verso nord est arrivando dalla piazza Sant'Isidoro. Percorso un chilometro e quattrocento metri, arriviamo a un bivio, dove prendiamo verso sinistra la Strada di Santu Barzolu, dopo un chilometro e trecento metri troviamo, alla destra della strada, il Parco di San Bartolomeo, all'interno del quale si trovala Chiesa di San Bartolomeo, dedicata ad uno dei dodici apostoli. Questo Parco e la Chiesa sono starti edificati negli anni Novanta del secolo scorso, per volere del parroco della Chiesa di Sant'Isidoro, con l’apporto economico della comunità sinnaese e il volontariato di molti fedeli, al di là di un ruscello, su un territorio donato dal sinnaese Raffaele Olla.

Sinnai-Parco di San Bartolomeo Sinnai-Chiesa campestre di San Bartolomeo

Dal 1990 in poi, a settembre, vi si celebra la Festa di San Bartolomeo, una Festa che dura dai tre ai cinque giorni, e che ogni anno sta crescendo sempre di più nell’estimazione della gente del luogo e di tutto il comprensorio.

La significativa frazione Tasonis

Dopo l'indicazione per la Chiesa di Sant'Elena Imperatrice, proseguiamo lungo la via della Circonvallazione, poi, dopo poco più di duecento metri, svoltiamo a destra alla prima traversa e prendiamo la via Sant'Elena, che esce dall'abitato di Sinnai verso est. La via Sant'Elena, dopo un chilometro e duecento metri, continua sulla Strada Comunale Sinnai Tasonis. Dopo tre chilometri e seicento metri, invece di proseguire sulla strada che diventa sterrata, svoltiamo a destra per rimanere sulla Strada Comunale Sinnai Tasonis, che, dopo un chilometro e mezzo, ci porta all'interno della significativa frazione Tasonis (altezza metri 158, distanza 8.2 chilometri, circa 179 abitanti), nella quale sono presenti complessivamente 112 edifici.

La storia della frazione Tasonis è molto interesseante, infatti la località viene scelta come propria dimora da alcuni nobili personaggi europei. Valorizza il suo territorio il console francese Emanuele Cottard, che, verso il 1825, vi impianta una tenuta agricola e costruisce la grande Villa Tasonis, i cui resti si trovano un poco più a nord dell'attuale abitato, e le abitazioni per il personale che lavora nei suoi campi. Nel 1851 viene venduta ad acquirenti inglesi, tra i quali Carlo Guglielmo Egerston Spicer, che costruisce un Oratorio per gli operai della sua tenuta. Ne diviene, in seguito, proprietario l'austriaco Conte Arthur Des Fours Walderode, che la mantiene fino all'inizio della Prima Guerra. Verso il 1930, il territorio viene dato in affitto, allo scopo di fondare una colonia montana, a Monsignor Virgilio Angioni, fondatore dell'Opera del Buon Pastore di Cagliari, che riapre per un breve periodo l'Oratorio.

Sinnai-Tasonis: lo Stagno di Tasonis Sinnai-Tasonis: il busto in ricordo dell'ingegner Felice Giordano Sinnai-Tasonis: il cippo posto nel 2016 in ricordo di Simeone Camalich

Oggi nella frazione Tasonis, abbondonata l'attività agricola, demolito l'Oratorio ed abbandonata la Villa Tasonis della quale non rimangono che le rovine, l'economia è caratterizzata dai suoi insediamenti turistico residenziali. Nei dintorni sono, infatti, presenti lo Stagno di Tasonis, un piccolo invaso dove è facile trovare anatre e uccelli acquatici, ed una bella foresta nella quale si trova il busto in ricordo dell'ingegner Felice Giordano, tra le cui opere di ingegneria idraulica si ricorda la diga di Corongiu. Nella foresta si trova anche il cippo posto nel 2016 in ricordo di Simeone Camalich, l’elicotterista morto nel 1991 nel suo elicottero precipitato durante una operazione di spegnimento di un incendio ai piedi del Monte Serpeddì, che era stato un atleta, per alcuni anni fra i migliori ranisti italiani.

Il bacino artificiale di Corongiu con la diga che lo ha generato

I laghi di Corongiu sono tre, e il più antico risale al 1866, anno in cui, su progetto dell'ingegner Felice Giordano, viene terminata la costruzione della prima delle tre dighe a gravità ordinaria in muratura di pietrame e malta sul rio Bau Filixi. La diga è alta 21 metri e mezzo, e genera il bacino artificiale che alimenta Cagliari dal 1867 e, tra il 1871 e il 1875, anche Pirri, Monserrato, Selargius, Quartucciu e Quartu Sant'Elena. La diga successiva, la Corongiu II, è alta 19 metri e mezzo, e la sua costruzione è avvenuta negli anni dal 1913 al 1915 su progetto dell'ingegner De Gioannis. La diga più recente, la Corongiu III, è alta 41 metri, e la sua costruzione è avvenuta negli anni dal 1931 al 1937 su progetto degli ingegneri De Gioannis e Crespi. Il sistema delle tre dighe genera i bacini artificiali di Corongiu, con invasi della capacità di oltre 4.3 metri cubi di acqua per uso potabile, ed alimentano l’Acquedotto di Cagliari per l'approvvigionamento idrico della Città e delle cittadine vicine. I tre laghi sono risultati il più grande invaso per uso potabile realizzato in Sardegna.

Sinnai-Tasonis: uno dei tre bacini atificiali di Corongiu Sinnai-Tasonis: una delle tre dighe di Corongiu

La frazione San Basilio

Dal Municipio di Sinnai prendiamo, verso sud, il viale della Libertà, che diventa la SP15, porta nell'abitato di Maracalgonis, da dove proseguiamo con la SP15 fino ad arrivare, dopo quasi cinque chilometri e mezzo, a una rotonda, alla quale la terza uscita ci porta sulla SS125 Orientale Sarda. Percorsi altri ottocento metri lungo la SS125 Orientale Sarda, subito dopo il cartello indicatore del chilometro 24, prendiamo sulla sinistra la via San Basilio, che ci porta alla frazione San Basilio (altezza metri 123, distanza 16 chilometri, circa 27 abitanti).

Nella frazione troviamo la Chiesa di San Basilio Magno

Qui, la via San Basilio ci porta, in meno di duecento metri, a vedere sulla sinistra la facciata della bella seicentesca Chiesa di San Basilio Magno, che si trova in un territorio a suo tempo ceduto dal feudatario in uso promiscuo ai comuni di Mara e Sinnai, e di cui una sentenza del 1850 assegna al Comune di Sinnai la giurisdizione civile e alla parrocchia di Maracalagonis la giurisdizione religiosa. La Chiesa e stata edificata nel 1600, ha una forma rettangolare, con una sola navata, ed è preceduta all'esterno da un piccolo loggiato, ai lati dei quale si trovano dei larghi muretti usati come sedili. Al centro di questo loggiato si trova la porta di accesso alla Chiesa. Oggi il piazzale antistante la Chiesa è particolarmente curato grazie all'intervento dei giovani del paese che con i fondi stanziati della Regione e dal Comune hanno completamente sistemato la zona. Nel piazzale sono presenti tre stanzette staccate dal corpo della Chiesa, ossia tre cumbessias, che un tempo servivano come alloggi per il Parroco e gli accompagnatori, ed attigua a queste c'è la stanza che alloggiava Su Còciu, ossia il cocchio del Santo.

Maracalagonis-Chiesa di San Basilio Magno Maracalagonis-Chiesa di San Basilio: facciata Maracalagonis-Chiesa di San Basilio: interno

Maracalagonis-La Festa campestre di San Basilio Magno: trasporto dei simulacri di San Basilio e San GregorioMaracalagonis-La Festa campestre di San Basilio MagnoAncora oggi la Festa campestre di San Basilio Magno, che si celebra l'ultima domenica di agosto, è molto sentita dai Maresi, tanto che molti accompagnano a piedi in solenne processione, dalla parrocchiale di Maracalagonis sino alla Chiesa a lui intitolata, il simulacro del Santo, collocato a bordo de Su Còciu unitamente a quello di San Gregorio. Per l'occasione vengono edificate delle capanne che accoglieranno i fedeli nel periodo della Festa, mentre la statua del Santo viene ospitata nella Chiesa a Lui dedicata.

Maracalagonis-La Sagra campestre di San Basilio MagnoLa domenica, dopo i riti religiosi, si organizzano numerose manifestazioni civili, con balli e canti. I festeggiamenti vedono anche l'allestimento di diverse Sagre, come quella della pecora, dell'uva e del pomodoro, nelle quali vengono esposti prodotti gastronomici ed oggetti di artigianato. Conclusi i riti religiosi e le manifestazioni civili, il lunedì la statua del Santo viene riaccompagnata in processione a Maracalagonis.

Le frazioni villaggio delle Mimose e San Paolo

Da dove siamo arrivati alla località San Basilio, proseguiamo per poco più di un chilometro sulla SS125 Orientale Sarda, e, seguendo le indicazioni, troviamo la deviazione sulla destra nel viale delle Mimose, che, dopo ottocento metri, ci porta all'interno della frazione villaggio delle Mimose (altezza metri 203, distanza 20.4 chilometri, circa 89 abitanti), nella quale sono presenti complessivamente 175 edifici.

Proseguendo per circa cinquecento metri sulla SS125 Orientale Sarda, troviamo, alla sinistra della strada, la frazione San Paolo (altezza metri 200, distanza 17 chilometri, circa 38 abitanti), nella quale sono presenti complessivamente 23 edifici.

La frazione San Gregorio di Sinnai

Proseguiamo per un altro chilometro e mezzo, e, subito al cartello indicatore del chilometro 27 della SS125 Orientale Sarda, una deviazione sulla sinistra ci porta nella frazione San Gregorio (altezza metri 264, distanza 18.4 chilometri, circa 40 abitanti), che si trova proprio ai piedi delle verdeggianti montagne dei Sette Fratelli.

Nella frazione troviamo la Chiesa di San Gregorio

Qui la via San Gregorio ci porta, in circa duecento metri, nella piazza della Chiesa, dove si trova la Chiesa di San Gregorio, che si trova in un territorio a suo tempo ceduto dal feudatario in uso promiscuo ai comuni di Mara e Sinnai, e di cui una sentenza del 1850 assegna al Comune di Sinnai la giurisdizione civile e alla parrocchia di Maracalagonis la giurisdizione religiosa. L'edificio attuale è situato nel cuore di una vallata ricca di giardini e di vegetazione mediterranea, e, pur essendo di costruzione moderna essendo della prima metà del ventesimo secolo, si sovrappone ad un impianto ben più antico. Secondo le scarse notizie sulla sua origine, la Chiesa originaria, infatti, sarebbe stata costruita forse nel 1600, probabilmente sopra le rovine di un'antica stazione romana, e riedificata intorno al 1818.

Maracalagonis-Chiesa di San Gregorio Maracalagonis-Chiesa di San Gregorio: facciata Maracalagonis-Chiesa di San Gregorio: altare maggiore

Maracalagonis-La Festa campestre di San GregorioGli abitanti di Maracalgonis celebrano la Festa campestre di San Gregorio la prima domenica di maggio. Anche per questa Festa, come per quella di San Gregorio Magno, il tradizionale cocchio, ossia Su Còciu, trasporta la statua del Santo, assieme a quello di San Basilio Magno, dalla Chiesa parrocchiale nell'omonima Chiesa campestre nel borgo di San Gregorio, dove si svolgono i festeggiamenti religiosi e le diverse manifestazioni civili. Il lunedì la statua del Santo viene riaccompagnata in processione a Maracalagonis.

La Cappella dedicata alla Vergine Immacolata

Sinnai-La Cappella dedicata alla Vergine ImmacolataProseguiamo sulla SS125 Orientale Sarda per poco più di tre chilometri, e, dove arriva da sinistra la SP21 proveniente da Burcei, sul valico Arco 'e Tido, a 430 metri di altezza, troviamo, alla destra della strada, la deviazione sulla Strada Vicinale di Monte Cresia. La prendiamo seguendo le indicazioni per il Parco dei Sette Fratelli, ed, appena imboccata questa strada, ad angolo con la prosecuzione della Strada Statale, su un'altura in località Campuomu, troviamo la Cappella dedicata alla Vergine Immacolata, che è una Cappella realizzata nel 1933 e gestita da La Scogliera, Casa per Ferie dell'Istituto Mater Gentium delle Figlie di San Giuseppe di Solanas.

La Caserma della Forestale dalla quale entriamo nella Foresta Demaniale dei Sette Fratelli

Sinnai-Guida al Centro Visita e Museo del Cervo sardo della Foresta DemanialePercorsi meno di trecento metri lungo la Strada Vicinale di Monte Cresia, in località Campu Omu, troviamo, alla sinistra della strada, l'ingresso della Caserma della Forestale che cura la Foresta Demaniale dei Settefratelli, dove è presente un centro visita nel quale è possibile acquisire le principali informazioni per una corretta e sicura fruizione dei numerosi sentieri escursionistici. All'interno delle Foresta Demaniale, è stato realizzato il Museo dedicato al Cervo Sardo, che propone un'ampia lettura del suggestivo mondo che avvolge il cervo sardo, attraverso preparati naturalistici, tele artistiche, diorami, spazi didattici e materiali di alto interesse scientifico.

Sinnai-Ingresso della Caserma della Forestale Sinnai-Foresta Demaniale dei Sette Fratelli Sinnai-Foresta Demaniale dei Sette Fratelli Sinnai-Le cime del Massiccio dei Sette Fratelli

La Foresta Demaniale dei Settefratelli si trova nella Sardegna sud orientale, occupa il massiccio dei Sette Fratelli con Punta Ceraxa di 1016 metri, e ricade all'interno del Comune di Sinnai, nella Città Metropolitana di Cagliari, e dei comuni di Burcei, Castiadas e San Vito, nella Provincia del Sud Sardegna. L’estensione totale della foresta è di quasi diecimila ettari ed è suddivisa in vari corpi di cui il principale è denominato Campu Omu. La foresta, una delle meglio conservate della Sardegna, da un punto di vista paesaggistico, faunistico e naturalistico, una tra le aree più interessanti della Sardegna. Questo territorio è soggetto a tutela paesistica ed è incluso, per la quasi totalità, nel proposto Parco Naturale dei Sette Fratelli e del Monte Genis. La foresta demaniale di Sette Fratelli è uno degli areali di eccellenza per il cervo sardo, che qui ha trovato rifugio ed è oggi presente in gran numero, grazie alle azioni mirate per la sua protezione e conservazione portate avanti dall’Ente Foreste della Sardegna. L’area offre, inoltre, un ambiente naturale in cui si può incontrare l’aquila, la martora e la lepre sarda, oltre al frequentissimo cinghiale. La suggestione dei toponimi ricorda come tutta la zona sia stata, fino dai tempi più antichi, oggetto di miti e leggende. Per antiche credenze, in queste cime erano di casa il diavolo, ossia Bruncu S’Eremigu Mannu, ed il piccolo diavolo, S’Eremigheddu. Sembra, inoltre, che la zona fosse frequentata da religiosi e da banditi che trovavano riparo sulle più alte cime.

La frazione Monte Cresia

Passata la Caserma della Forestale, continuiamo verso sud con la Strada vicinale di Monte Cresia. Dopo centocinquanta metri, evitiamo la deviazione a sinistra verso la vecchia Caserma della Forestale, e proseguendo con la Strada vicinale per tre chilometri e seicento metri, raggiungiamo la frazione Monte Cresia (altezza metri 651, distanza 25.4 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti), una frazione turistica del Comune di Sinnai situata subito nei dintorni del monte omonimo.

Resti del Nuraghe semplice Sa Fraigada

Sinnai-Nuraghe di Sa FraigadaProseguendo verso sud dalla frazione, percorriamo ancora tre chilometri e mezzo verso sud con la Strada vicinale di Monte Cresia, e, su un altopiano duecento metri a sinistra della sterrata, a 749 metri di altezza, si trova il Nuraghe Sa Fragaida. Si tratta di un Nuraghe semplice, monotorre, costruito con blocchi del granito che costituisce l'ossatura delle montagne che costituiscono il Massiccio dei Sette Fratelli, che in parte ingloba nelle proprie strutture gli spuntoni del piano roccioso sul quale è posizionato, e per questo motivo presenta un perimetro esterno circolare abbastanza irregolare. La camera, che doveva essere circolare, oggi è completamente occupata dai materiali di crollo. Un moderno ovile è addossato alle strutture del Nuraghe sul lato ovest, ed all’interno del recinto si notano sul terreno molti grumi di argilla compatta, che probabilmente sono pertinenti le antiche strutture.

La località Cascina Vecchia con il Giardino botanico Maidopis e la Vecchia Caserma della Forestale

Torniamo alla Caserma della Forestale. Passata la Caserma della Forestale, continuiamo verso sud con la Strada vicinale di Monte Cresia. Dopo centocinquanta metri, questa volta prendiamo la deviazione a sinistra, in direzione est, verso il Giardino botanico Maidopis, seguiamo questo sentiero per un chilometro e quattrocento metri ed arriviamo alla deviazione verso sinistra. La evitiamo, e continuiamo dritti in direzione sud est verso sentiero 2, lo seguiamo per circa tre chilometri ed arriviamo in località Cascina Vecchia (non è disponibile l'altezza, distanza 26.8 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti).

Qui si trova il Giardino botanico Maidopis, che prende il nome dal rio Maidopis che lo attraversa, ed è parte integrante delle attrazioni naturali del complesso forestale dei Sette Fratelli. Il giardino è organizzato in quattro diversi temi, che sono Boschi e macchie di sclerofille, Macchie degradate e Garighe, Ambienti rupicoli e Zone Umide. Negli spazi verdi lungo il percorso sono messi a dimora gli alberi, gli arbusti e gli endemismi della flora mediterranea e più in particolare le specie endemiche della foresta dei Sette Fratelli. Il percorso ha l'obiettivo importante di consentire la fruizione del giardino botanico anche ai non vedenti ed ai diversamente abili, con o senza accompagnatore. Il sentiero infatti è dotato di passamano in corda che accompagna il visitatore alle stazioni di sosta, composte da pannelli tattili, informativi e cassette di legno contenenti fiori, foglie o semi inerenti all'argomento della sosta. Adiacente al giardino botanico, alla sua destra, si trova un laghetto montano, mntre alla sua sinistra è presente un recinto con i cervi.

Sinnai-Giardino botanico Maidopis Sinnai-Giardino botanico Maidopis: il recinto con i cervi Sinnai-La Vecchia Caserma della Forestale

Proseguendo verso sud lungo un sentiero, in cinquecento metri si raggiunge la Vecchia Caserma della Forestale, abbandonata dopo l'apertura della nuova Caserma, che abbiamo già visitata.

La Chiesa di San Giuseppe Patriarca

Sinnai-Chiesa di San Giuseppe PatriarcaTorniamo a dove abbiamo preso la deviazione a sinistra, in direzione est, verso il Giardino botanico Maidopis, seguiamo questo sentiero per un chilometro e quattrocento metri ed arriviamo alla deviazione verso sinistra. Questa volta, presa questa deviazione, proseguendo dritti, dopo due chilometri e duecento metri si trova sulla destra un sentiero che conduce alla Chiesa di San Giuseppe Patriarca, che era annessa a un piccolo convento sul Monte dei Sette Fratelli, in cui a metà dell'ottocento si erano stabiliti i monaci trappisti, cui era stato affidato il compito di assistere i pastori ed i contadini del posto, per migliorare le produzioni della terra.

La costiera di Sinnai

Il territorio comunale di Sinai si estende verso sud est fino a raggiungere il mare. La costiera di Sinnai vanta, tra le sue bellezze, la frazione Solanas, meta di turisti da tutto il mondo, per il mare cristallino e per la sabbia bianchissima, che visiteremo in una prossima tappa del nostro viaggio, quando illustreremo la costiera meridionale del Campidano di Cagliari.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, visiteremo la costiera del Campidano di Cagliari, ad est del capoluogo, che appartiene ai comuni di Quartu Sant'Elena, di Sinnai e di Maracalagonis. Da Cagliari prenderemo la strada panoramica che porta dalla spiaggia del Poetto fino a Cala Regina e quindi a Villasimius. Attraverseremo i numerosi insediamenti turistici presenti sulla costiera, e visiteremo tuttl le principali spiagge di questo tratto di costa.


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