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La Sardegna nell'Italia repubblicana dal 1946 ad oggi

Nel 1946 nasce la Repubblica italiana e la specificità regionale della Sardegna viene in parte riconosciuta dalla nuova Costituzione repubblicana del 1948, che la riconosce come Regione Autonoma a statuto speciale. In questa pagina vedremo cosa avviene nella Sardegna nell'Italia repubblicana dal 1946 ad oggi.

La Sardegna, Regione a statuto speciale della Repubblica italiana

Datazioni della Sardegna nella Repubblica ItalianaConclusa la Seconda Guerra Mondiale, con il referendum popolare del 1946 nasce la repubblica italiana, e la specificità regionale della Sardegna viene in parte riconosciuta dalla nuova Costituzione repubblicana del 1948. La costituzione la riconosce, infatti, come Regione Autonoma a statuto speciale, insieme alla Sicilia, al Trentino Alto Adige, al Friuli Venezia Giulia ed alla Valle d'Aosta.

I referendum Istituzionale e l'Assemblea Costituente

La Repubblica italianaIl 2 giugno 1946 gli italiani, e per la prima volta anche le italiane, vengono chiamati alle urne per un Referendum Istituzionele, nel quale devono decidere se l'Italia rimanga una monarchia, oppure se essa debba essere sostituita dalla repubblica, ed in esso la Repubblica ottiene il 54% dei consensi. Il presidente del consiglio in carica, Alcide De Gasperi, viene nominato Capo dello stato ad interim, prima che la Corte di Cassazione faccia conoscere i risultati definitivi del referendum. L'indomani il popolo italiano viene chiamato anche a eleggere un'Assemblea Costituente, con il compito di scrivere la nuova Costituzione. Il 25 giugno 1946 cominciano ufficialmente i suoi lavori, sotto la presidenza di Giuseppe Saragat.

La stessa Assemblea Costituente elegge, il 28 giugno 1946, Enrico De Nicola, come capo provvisorio dello Stato. Nel dicembre 1947 si termina di scrivere la costituzione italiana, che entra in vigore il primo gennaio 1948. Questa costituzione fa dell'Italia una Repubblica parlamentare.

La presidenza di Enrico De Nicola

Enrico De NicolaGià Capo provvisorio dello Stato tra il 1946 ed il 1947, il liberale Enrico De Nicola diviene il primo Presidente della Repubblica dall'1 gennaio al 12 maggio 1948. Frattanto nel paese si stanno diffondendo movimenti separatisti. In Sicilia, Andrea Finocchiaro Aprile, del leader del Movimento Indipendentista Siciliano, sostiene che le tasse e il servizio di leva non ci sarebbero se l'isola divenisse indipendente, e, come conseguenza, viene creata, il 15 maggio 1946, la Regione a Statuto Speciale della Sicilia. Il sud Tirolo, nonostante vi sia una consistente parte di popolazione di lingua tedesca, viene assegnato dalle potenze vincitrici all'Italia, e, nel settembre 1946 viene costituita la Regione a Statuto Speciale del Trentino Alto Adige, nella quale, a fianco all'italiano, viene ufficializzato anche l'uso del tedesco. In seguito, nel 1948, si ha la creazione della Regione Autonoma a Statuto Speciale della Valle d'Aosta e di quella della Sardegna. In questi anni si tentano di riparare i danni provocati, prima dal fascismo e poi dalla guerra. L'Italia diventa un grande cantiere, anche grazie agli aiuti del Piano Marshall, fortemente contrastato dal Partito Comunista e dal Partito Socialista.

L'1 maggio 1947, a Portella della Ginestra, il bandito Salvatore Giuliano spara sulla folla che festeggia la Festa dei lavoratori, 11 persone muoiono e 27 rimangono ferite, determinando la prima strage in Italia, di cui non si scopriranno i mandanti. Giuliano viene ucciso, ufficialmente dai Carabinieri ma, come si saprà in seguito, dal sua Braccio destro Gaspare Pisciotta, che verrà avvelenato in carcere. Si tratta del primo dei cosiddetti Misteri d'Italia. Gaspare Pisciotta ed altri banditi, in relazione ai gravissimi fatti avvenuti in Sicilia, fanno il nome del demoscistiano Mario Scelba, che avrebbe contribuito alla strage e che, al fine di eliminare definitivamente ogni traccia, avrebbe poi deciso l'uccisione del capobanda.

Il 18 aprile 1948 si tengono le prime elezioni dell'Italia repubblicana, nelle quali la Democrazia Cristiana ottiene circa il 48% dei voti, e il Fronte Democratico Popolare, composta dal Partito Comunista Italiano, dal Partito Socialista Italiano e dal Partito Democratico del Lavoro, ottiene circa il 31% dei voti. I fascisti, non potendo ricostituire il loro vecchio partito, hanno costituito il Movimento Sociale Italiano, che ottiene però pochi voti.

Durante la presidenza di Enrico De Nicola in Sardegna viene eliminata la malaria e nasce il malavitismo barbaricino

La nuova costituizione repubblicana, nel 1948, accetta la specificità regionale della Sardegna, e la riconosce come Regione a Statuto Speciale della Sardegna. Il riconoscimento della specialità statutaria, garantisce alle istituzioni regionali una larga autonomia amministrativa e culturale. Infatti, l'isola è depositaria di una millenaria cultura autoctona, con singolari peculiarità etniche e linguistiche, e, nel contesto storico e culturale italiano, va giustamente considerata come un'area a se stante. Con questo riconoscimento, viene garantito un impegno del governo per attuare, con il concorso della Regione, un piano per la rinascita economica dell'Isola.

In Sardegna, sebbene ridotto dalle bonifiche effettuate nel periodo del fascismo, rimane comunque l'incubo della malaria. L'isola, dal 1944, viene amministrata da un sardo nominato Alto Commissario Italiano per la Sardegna, il generale Pietro Pinna Pietro Pinna Parpaglia, il quale viene investito, tra l'altro, anche della lotta al flagello della malaria. In assenza di intervanti diretti da parte del governo nazionale, prende l'iniziativa, tra il 1946 ed il 1948, l'Ente regionale per la Lotta contro le Zanzare. Con il contributo della Fondazione Rockefeller, grazie anche all'utilizzo del DDT, la lotta antimalarica ottiene un successo assolutamente insperato, riuscendo, dopo secoli, a debellare questa malattia divenuta ormai endemica, ed a distruggere per sempre la zanzara anofele. Vengono, quindi, aperte zone, prima insalubri o paludose, a nuovi insediamenti e valorizzazioni, creando i presupposti per la rivitalizzazione delle pianure e delle zone costiere.

Giovanni Battista Liandru anziano con la giovane moglie davanti all'uscita della vecchia stazione dei pullman dell'ArstTra gli anni '30 e '40 del Novecento si assiste alla prima epoca del banditismo sardo, nella quale risulta figura di spicco della malavita barbaricina un latitante di Orgosolo, Giovanni Battista Liandru, la cui lunga latitanza inizia nel 1944. Catturato il 26 luglio 1950, sul Supramonte, viene condannato all'ergastolo per l'uccisione di tre Carabinieri, avvenuta durante una rapina stradale in località Monte Maore, in territorio di Villagrande Strisaili. Ottiene la grazia da Giovanni Leone, nel 1973, e si ritira ad Orgosolo, dove viene raggiunto da una sua giovanissima ammiratrice, che sposa nell'aprile del 1976. La scandalosa storia d'amore di uno dei più temuti banditi sardi finirà, però, da lì a qualche mese, con la fuga della ragazza.

La presidenza di Luigi Einaudi

Luigi EinaudiIl 12 maggio 1948, viene eletto Presidente della Repubblica il liberale Luigi Einaudi. Sonoanni di grandi agitazioni sociali e proteste popolari. In Emilia, durante uno protesta di braccianti, il 16 maggio 1949, viene uccisa dai Carabinieri la mondina Maria Margotti. In Calabria, a Melissa in Provincia di Crotone, il 29 ottobre 1949, durante l'occupazione di terre incolte, la polizia uccide tre persone. A Modena, il 9 gennaio 1950, durante una manifestazione alle Fonderie Riunite la polizia uccide sei operai. Nel 1949 l'Italia aderisce alla NATO, North Atlantic Treaty Organization. Nel 1950 nasce la Cassa del Mezzogiorno, con l'obiettivo di colmare il divario economico tra il nord ed il sud. Nel 1951 l'Italia aderisce al Trattato di Parigi, che istituisce la CECA, Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio. Nel 1955 l'Italia viene ammessa alle Nazioni Unite. Inoltre, nel 1958 nasce la Comunità Economica Europea, il primo passo verso la realizzazione dell'Unione Europea. Gli ultimi anni del suo mandato vedono, a capo del governo, Mario Scelba, che, come ministro dell'interno, aveva avviato una politica repressiva antidemocratica verso gli scioperi, causando numerose vittime e feriti.

Il Piano di Rinascita della Sardegna nella quale però prosegue il malavitismo barbaricino

Dalle prime elezioni regionali dell'8 maggio 1949, il consiglio regionale ha una durata di quattro anni. Dal 1949 al 1954, il consiglio regionale della Sardegna viene governato dal democristiano Luigi Crespellani, e dal 1954 al 1955 da un altro democristiano, Alfredo Corrias. Il governo istituisce nel 1951 una commissione di studio per il Piano di Rinascita dell'Isola, che conclude i suoi lavori dopo ben sette anni, ma si deve attendere fino al 1962 perché il piano venga approvato dal parlamento.

Una rappresentazione della banda di Pasquale Tanteddu o TandedduTra gli esponenti della prima epoca del banditismo sardo, risulta una figura di spicco anche Pasquale Tanteddu, o Tandeddu, nato a Orgosolo nel 1926, che esordisce nella banda di Giovanni Battista Liandru. Diventa latitante nel 1949, e, dal 1950, dopo la cattura di Liandru, prende il suo posto. Dopo una lunga sequela di omicidi e sanguinose rapine stradali, con l'uccisione di Carabinieri e portavalori, ricatti ed estorsioni di ogni tipo, viene condannato in contumacia dalla Corte di Assise di Cagliari per due massacri. Nel 1954, Pasquale Tandeddu venne trovato ucciso in località sas Molas.

La presidenza di Giovanni Gronchi

Giovanni GronchiL'11 maggio 1955 viene eletto Presidente della Repubblica il democristiano Giovanni Gronchi. L'arrivo di Grochi al Quirinale, votato anche dai comunisti, segna una progressiva democratizzazione del quadro politico democratico, con la liquidazione del governo Scelba, ed una conseguente distensione interna nel paese. Successivamente, però, durante il suo mandato, il Governo Tambroni, monocolore democristiano sostenuto dai voti del Movimento Sociale, cade a seguito di gravi disordini, noti come i fatti di Genova, del 30 giugno 1960, e della strage di reggio Emilia, del 7 luglio, quando la polizia spara contro i manifestanti uccidendo cinque persone.

Giovanni XXIIIIn questo periodo si assiste anche a un forte tentativo di rinnovamenti della Chiesa cattolica. Nel 1958 viene eletto Papa Giovanni XXIII, che è ricordato con l'appellativo di Papa buono, e che, in meno di cinque anni di pontificato, riesce ad avviare il rinnovato impulso evangelizzatore della Chiesa Universale. Paolo VIEgli indice il Concilio Vaticano II, annunciato il 15 gennaio 1959, che ha inizio nel 1962 con l'intenzione di aprire la Chiesa alla lettura dei segni dei tempi. Morto nel 1963 il papa Giovanni XXIII, il Concilio Vaticano II prosegue sotto il papato del suo successore, che è il Papa Paolo VI, il quale, subito dopo la nomina, comunica la sua intenzione di concludere il Concilio seguendo quanto tracciato dal suo predecessore. Uomo mite e riservato, dotato di vasta erudizione e, allo stesso tempo, profondamente legato a un'intensa vita spirituale, di grande rilievo è la sua scelta di rinunciare, nel 1964, all'uso della tiara papale, mettendola in vendita per aiutare, con il ricavato, i più bisognosi.

Tra il 1958 e il 1963 l'economia italiana, ma anche la società e le famiglie, si trasformano completamente, come conseguenza del cosiddetto miracolo economico. In questi anni, il reddito pro-capite passa da 350mila a 571mila lire, producendo un considerevole aumento dei consumi. Importanti cambiamenti avvengono anche grazie alla diffusione del frigorifero, e, come gli elettrodomestici, anche le automobili e le motociclette divengono beni accessibili per un gran numero di italiani. Ma l'aumento dell'industrializzazione porta una notevole diminuzione della produzione agricola. L'intervento del governo nell'economia avviene, soprattutto, attraverso un aumento della spesa pubblica e la creazione di società a partecipazione statale. Infine, contribuisce alla crescita dell'Italia la creazione della Comunità Economica Europea, nel 1957, con l'apertura delle frontiere ed il conseguente aumento delle esportazioni tra i paesi europei.

In Sardegna nasce l'industria petrolchimica e lo sviluppo turistico ma inizia la seconda epoca del banditismo barbaricino

Il boom economico provoca un forte aumento del divario economico tra il nord e il sud d'Italia, compresa anche la Sardegna. Dal 1955 al 1958, il consiglio regionale della Sardegna viene governato dal democristiano Giuseppe Brotzu, e dal 1958 al 1966 da un altro democristiano, Efisio Corrias. Con l'approvazione, nel 1962, del Piano di Rinascita dell'Isola, che prevede cospicui finanziamenti statali per l'economia, viene perseguita un'industrializzazione che non si basa, però, sulle risorse dell'Isola, ma decide di impiantarvi una industria petrolchimica del tutto estranea alle sue tradizioni. A nulla valgono, quindi, gli investimenti a pioggia di capitale pubblico nell'isola, con le edificazioni di vere e proprie cattedrali nel deserto. Non si prevede alcun rilancio delle attività estrattive e non viene dato impulso significativo all'agricoltura. Il piano non risolve il problema della disoccupazione, ed invece contribuisce a sacrificare altri settori produttivi come l'artigianato e la piccola industria.

Il 14 marzo 1962 inizia, comunque, lo sviluppo turistico della Sardegna, quando un gruppo di operatori sotto la guida dell'Aga Khan Karim si riuniscono nel Consorzio Costa Smeralda per sfruttare turisticamente queste zone, che erano allora assolutamente incontaminate. Tutte le altre iniziative cadono, comunque, nel nulla. Viene, quindi, a riacutizzarso il malessere popolare, e si verifica una nuova esplosione del banditismo, oltre ad un forte aumento dell'emigrazione dall'isola.

Foto segnaletica di Graziano Mesina detto GrazianedduPrincipale esponente della seconda epoca del banditismo barbaricino è Graziano Mesina, chiamato Grazianeddu, che verrà in seguito definito la primula del Supramonte, nato a Orgosolo nel 1942, che è l'ultimo erede del retaggio del Codice Barbaricino, che lava le offese e tutela l'onore personale e di gruppo vendicandolo col sangue. Partecipa a decine di conflitti a fuoco e viene coinvolto nei sequestri di due possidenti di Ozieri, Giovanni Campus e Nino Petretto, e condannato per il sequestro del commerciante nuorese Peppino Capelli. È il più famoso bandito sardo del dopoguerra, conosciuto per le numerose evasioni, ventidue, di cui dieci riuscite, e per il suo ruolo di mediatore nel sequestro del piccolo Farouk Kassam. Dopo 40 anni in carcere, quasi 5 da latitante e 11 agli arresti domiciliari, nel 2004 verrà graziato dal Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi e potrà tornare a Orgosolo, per fare a volte la guida turistica.. Ma nel giugno 2013, a 71 anni, viene nuovamente arrestato, secondo gli inquirenti, stava progettando un sequestro di persona, ed, inoltre, viene ritenuto dai magistrati di Nuoro a capo di una potente organizzazione dedita a traffico di stupefacenti, furti e rapine.

La presidenza di Antonio Segni che viene costretto alle dimissioni

Antonio SegniLa Sardegna ha dato due Presidenti della Repubblica provenienti entrambi dalle file della Democrazia Cristiana, il primo dei quali è Antonio Segni, nato a Sassari nel 1891 e morto a Roma nel 1972, eletto Presidente della Repubblica l'11 maggio 1962. Si tratta di un personaggio molto discusso, per aver imposto il governo Tambroni, appoggiato dalle forze dell'estrema destra, e che verrà costretto alle dimissioni dalle manifestazioni popolari, dopo soli quattro mesi dall'aver agevolato il tentativo di golpe del Piano Solo. Inizia, intanto, la guerra alla mafia. Il 30 giugno 1963, un'autobomba, vicino alla casa di un boss a Ciaculli, uccide sette carabinieri arrivati sul posto in seguito ad una telefonata anonima. Nel 1963 l'Italia, unendo la Regione del Friuli con la parte dell'ex Territorio Libero di Trieste, costituisce la Regione a Statuto Speciale del Friuli Venezia Giulia.

Nel 1964 si rischia un colpo di stato da parte dell'estrema destra, con il progettato Piano Solo. Si tratta di un progetto militare, la cui attuazione prevede la presa del potere in Italia da parte dell'Arma dei Carabinieri. Secondo le risultanze di una commissione parlamentare d'inchiesta, tale piano è stato sul punto di essere attuato nell'estate del 1964, per disposizione del generale Giovanni De Lorenzo, allora comandante generale dell'Arma dei Carabinieri. In quanto Presidente della Repubblica, Antonio Segni viene sospettato di avere avuto un ruolo nelle vicende di questo progettato piano eversivo, ed, a sostegno di tale sospetto, vi è il fatto che durante le trattative per la formazione del nuovo governo, nel luglio 1964, chiede di partecipare al generale Giovanni De Lorenzo e al Capo di stato maggiore della Difesa, Aldo Rossi.

Il 7 agosto 1964, Antonio Segni viene colpito da trombosi cerebrale, assume la supplenza il presidente del senato Cesare Merzagora, e la situazione viene risolta con le sue dimissioni, del 6 dicembre 1964. La sua Presidenza, che dura solo due anni e mezzo, è la più breve della storia repubblicana, dopo quella del primo presidente Enrico De Nicola.

Durante il mandato di Antonio Segni, dal 1962 al 1964, il consiglio regionale della Sardegna continua ad essere governato dal democristiano Efisio Corrias.

La presidenza di Giuseppe Saragat

Giuseppe SaragatIl 29 dicembre 1964 viene eletto Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, il primo appartenente al Partito Socialista Democratico a ricoprire questa carica. Il 25 giugno 1967 avviene la strage di Cima Vallona, nella quale il Comitato per la liberazione del sudtirolo, con una trappola esplosiva, uccide quattro militari che indagano su un precedente attentato in cui aveva perso la vita un alpino. Sul fronte della guerra alla mafia, a Palermo, il 10 dicembre 1969, ha luogo la strage di viale Lazio, nella quale gli assassini, travestiti da finanzieri, uccidono sei persone. A partire dal 1968, l'Italia si trasforma radicalmente sul piano sociale, a seguito del sorgere di movimenti radicali. Si tratta, soprattutto, di comunisti, di giovani e di operai, che portano profonde modifiche al costume, alla mentalità generale e particolarmente alla scuola. La crescita del conflitto sociale di questi anni, porta, poi, all'autunno caldo del tardo 1969.

Negli anni '70 alcuni dei numerosi movimenti politici, sorti negli anni precedenti, si estremizzano ed optano per il terrorismo rosso, che viene accompagnato da un analogo terrorismo nero. Nell'estrema sinistra rimangono famose le Brigate Rosse, che rapiscono e gambizzarono numerosi esponenti del mondo culturale e politico italiano. Nel corso del 1969 vengono compiuti i primi attentati neri. Si tratta della bomba del 25 aprile 1969, che esplode nello stand della Fiat alla fiera campionaria di Milano provocando 6 feriti. E degli attentati ai treni dell'estate 1969, quando l'8 ed il 9 agosto scoppiano otto bombe posizionate in diversi treni, provocando 12 feriti, mentre altre due bombe verranno ritrovate, inesplose, nelle stazioni di Milano Centrale e di Venezia Santa Lucia. Successivamente, il 12 dicembre 1969, avviene l'attentato di Milano, la strage di piazza Fontana, nella quale muoiono 17 persone e 88 risultano ferite. Il 22 luglio 1970 un treno deraglia nei pressi della stazione di Gioia Tauro, sui binari sabotati precedentemente da una bomba. Nella strage di Gioia Tauro muoiono 6 persone e 66 risultano ferite. Le indagini, indirizzate per tutti questi attentati, dai servizi segreti deviati, verso gli ambienti anarchici, coprono, invece, le gravi responsabilità dell'estremismo nero. Nel 1970, sotto questi governi, avviene la creazione delle regioni a Statuto Ordinario. Si ha anche la nazionalizzazione dell'industria elettrica, l'istituzione della scuola media obbligatoria con l'obbligo scolastico portato a 14 anni, viene varata la legge del divorzio, ed approvato lo Statuto dei Lavoratori. Durante la notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970 si verifica un nuovo tentativo di colpo di stato da parte dell'estrema destra, il progettato Golpe Borghese, organizzato da Junio Valerio Borghese, sotto la sigla Fronte Nazionale, in stretto rapporto con Avanguardia Nazionale. Borghese è stato chiamato anche con il soprannome di Principe Nero. Il golpe, però, viene annullato dallo stesso Borghese, mentre è in corso di esecuzione, per motivi mai chiariti.

Il consiglio regionale della Sardegna viene governato da diversi amministratori, sempre democristiani, che durano in carica poco tempo. Dal 1966 al 1967, da Paolo Dettori, dal 1967 al 1970 da Giovanni Del Rio, nel 1970 viene governato da Luciò Abis, e dal 1970 al 1972 da Antonio Giagu De Martini.

La presidenza di Giovanni Leone costretto anch'egli alle dimissioni

Giovanni LeoneIl 29 dicembre 1971 viene eletto Presidente della Repubblica il democristiano Giovanni Leone. La sua elezione richiede ben 23 scrutini per raggiungere la maggioranza assoluta, ed è la più lunga della storia repubblicana. Nel 1971 Edgardo Sogno, affascinato da De Gaulle e dalla sua quinta repubblica, effettua un tentativo di Golpe Bianco, allo scopo di spingere Giovanni Leone a nominare un nuovo governo capace di modificare la costituzione in senso presidenzialista, con a capo Pacciardi, il quale dovrebbe essere il de Gaulle italiano. Ma il ministro della difesa Giulio Andreotti fa trasferire i vertici militari coinvolti, ostacolando il progetto golpista, che comunque non riesce ad andare oltre la fase dell'ideazione.

Durante le sua presidenza, avvengono le prime stragi di matrice nera, nate dalla strategia della tensione. Il 17 maggio 1973 viene effettuata la strage della Questura di Milano, in cui muoiono quattro persone e altre 46 rimangono ferite. Il 28 maggio 1974 avviene la strage di piazza della Loggia, a Brescia, in cui muoiono otto persone e altre 102 rimangono ferite. Ed il successivo 4 agosto avviene l'attentato al treno Italicus, a San Benedetto Val di Sambro, in Provincia di Bologna, in cui muoiono dodici persone e altre 105 rimangono ferite. Anche l'estremismo rosso compie le sue prime azioni eversive. L'episodio più significativo avviene nel 1978, quando le Brigate Rosse rapiscono e assassinano il presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, proprio nel momento in cui il presidente del consiglio incaricato, Giulio Andreotti, sta tentando di far nascere un governo basato sul cosiddetto compromesso storico, con l'appoggio del Partito Comunista. Oltre ad amicizie discutibili negli ambienti della finanza d'assalto, nel 1976 incominciano a circolare indiscrezioni sul ruolo di Giovanni Leone nello scandalo Lockheed, relativo ad illeciti nell'acquisto da parte dello stato italiano di velivoli dagli USA.

Immediatamente dopo il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro, le polemiche riprendono ed il Partito Comunista chiede formalmente le sue dimissioni, che Leone stesso annuncia il 15 giugno 1978 con effetto immediato, ed assume la supplenza il presidente del senato Amintore Fanfani.

In Sardegna inizia l'opera dell'anonima sequestri

Per quanto riguarda la Sardegna, nel 1972 viene approvata la legge costituzionale che porta la durata del consiglio regionale della Sardegna a cinque anni, uniformandola a quella dei Consigli delle regioni ordinarie appena istituite. Il consiglio regionale della Sardegna continua ad essere governato da diversi amministratori, sempre democristiani, che durano in carica poco tempo. Nel 1972, il consiglio regionale della Sardegna viene governato da Pietro Soddu, poi da Salvator Angelo Spano, e dal 1972 al 1973 di nuovo da Antonio Giagu De Martini, dal 1973 al 1976 da Giovanni Del Rio, e dal 1976 al 1979 da Pietro Soddu. Durante il governo di Giovanni Leone, nel 1974 in Sardegna viene costituita, accanto alle Province di Sassari, Cagliari e Nuoro, anche la Provincia di Oristano.

Le grandi difficoltà economiche spingono alcuni personaggi a tentare di risolvere i problemi ricorrendo a sequestri di persone. Il 16 luglio 1975 il tentativo di sequestro non riuscito del figlio di Lucio Battisti, Luca, all'epoca di due anni e quattro mesi, da parte di autori rimasti ignoti. Il 31 gennaio 1977 viene sequestrato nella sua villa vicino a Siena l'imprenditore milanese Marzio Ostini, che verrà in seguito ucciso ed il suo corpo non verrà mai ritrovato. Autori del sequestro sono Antonio Soru, di Paulilatino, Pietrino Mongile, di Ghilarza e Lussorio Salaris, di Borore, che nel 1986viene trovato ucciso con le mani mozzate, ossia viene punito per avere rubato. E, dopo trent'anni, nel 2008, la Corte d'Appello annulla l'accusa che aveva portato in carcere anche Melchiorre Contena, di Orune.

Pasquale Stochino chiamato il Clark Gable d'OgliastraRitratto di Mario SaleNel ferragosto 1972 viene compiuta una strage a Lanusei, per il fallito rapimento del medico Vincenzo Loddo, con cinque morti. Per questo tentativo di rapimento viene incriminato Pasquale Stochino, di Arzana, che si da alla macchia, ma, dopo 31 anni di latitanza, verrà arrestato nel 2003. Dal 1977 diviene latitante anche Mario Sale, noto col soprannome di Bandideddu, cioè piccolo bandito o bandito di mezza tacca, di Mamoiada, che ha intitolato la sua banda ad Antonio Gramsci e scrive deliranti proclami politici. Imputato di 18 sequestri, secondo alcuni attualmente vivrebbe in sudamerica.

La presidenza di Sandro Pertini

Sandro PertiniIl 9 luglio 1978 viene eletto Presidente della Repubblica Sandro Pertini, appartenete al Partito Socialista, che durante il suo mandato porta a un riavvicinamento dei cittadini alle istituzioni, promuovendo incontri e afflussi di scolaresche al Quirinale. Per il suo carisma, il suo modo di fare schietto e ironico, il suo affetto verso i bambini, Pertini sarà ricordato come il presidente più amato dagli italiani. Nei primi anni '80 si verificano stragi assai gravi. Il 27 giugno 1980 si verifica la strage di Ustica, un disastro aereo dai contorni tuttora non chiariti. Ed il successivo 2 agosto avviene la strage di Bologna, in cui muoiono 85 persone e oltre duecento rimangono ferite. Molti vedono questo episodio come parte della strategia della tensione, ma un'aaltra pista indica il terrorismo palestinese colpevole della strage, come ritorsione per la rottura del cosiddetto Lodo Moro, l'accordo segreto che consentiva ad Arafat, ed anche al terrorista venezuelano Carlos, di transitare impunemente sul nostro territorio.

Giovanni Paolo IINel 1981 avviane un attentato al papa Giovanni Paolo II, il Papa polacco la cui elezione al soglio pontificio era stata mal vista nell'est europeo. Successivamente, il presidente del consiglio Bettino Craxi firmerà con il Vaticano, nel febbraio del 1984, un protocollo aggiuntivo ai Patti Lateranensi, stipulati nel 1929, che verrà ratificato dalla legge 206 del 1985 portando al Nuovo Concordato. In base ad esso il clero cattolico viene finanziato da una frazione del gettito totale delle imposte, attraverso il meccanismo noto come otto per mille. La nomina dei vescovi non richiede più l'approvazione del governo italiano, e si decide che un matrimonio celebrato secondo il rito cattolico possa produrre gli effetti riconosciuti dall'ordinamento giuridico italiano.

La scoperta, il 17 marzo 1981, dei nominativi degli iscritti alla loggia massonica segreta P2, che, nel periodo della sua conduzione da parte dell'imprenditore Liciò Gelli, aveva assunto forme deviate rispetto agli statuti della massoneria, e forme eversive nei confronti dell'ordinamento giuridico italiano, pone sotto una nuova luce molti dei grandi misteri italiani, come la strage dell'Italicus e la strage della stazione di Bologna. Il 23 dicembre 1984, antivigilia di Natale, avviene l'attentato al treno rapido 904, ancora a San Benedetto Val di Sambro, in cui 17 persone perdono la vita e oltre 260 rimangono ferite. Viene indicato dalla Commissione Stragi come l'inizio dell'epoca della guerra della mafia dei primi anni novanta del ventesimo secolo.

Durante la presidenza di Sandro Pertini in Sardegna prosegue l'attività dell'anonima sequestri

Per quanto riguarda la Sardegna, alla presidenza del consiglio regionale si alternano diversi personaggi. Nel 1979, il democristiano Mario Puddu, dal 1979 al 1980 il socialdemocratico Alessandro Ghinami, successivamente, nel 1980, il democristiano Pietro Soddu, e poi di nuovo il democristiano Mario Puddu, dal 1980 al 1982 il socialista Francesco Rais, cui segue, nel 1982, Mario Melis del Partito sardo d'Azione, e quindi, dal 1982 al 1984, il democristiano Angelo Rojch, e dal 1984 al 1989, di nuovo Mario Melis, del Partito sardo d'Azione.

Fabrizio De Andre e Dori Ghezzi dopo la liberazioneA partire dal 1975 e per tutti gli anni '80, vengono effettuati, da banditi Sardi, anche numerosi altri sequestri di persona, nell'isola e sul continente, soprattutto in Toscana e Umbria. Il 27 agosto 1979 vengono rapiti il cantautore ligure Fabrizio De Andre e la compagna e futura moglie Dori Ghezzi, liberati dopo quattro mesi a seguito del pagamento di un riscatto di 550 milioni, in buona parte pagato dal padre Giuseppe. Autori del sequestro sono Martino Moreddu, Giovanni Mangia con il fratello Carmelo, di Orune, ed altri. Il 3 novembre 1978 viene sequestrato nel centro di Sassari il commerciante Pupo Troffa, che viene portato in Barbagia, dove viene trattenuto per 243 giorni, legato e bendato, tenuto con una catena al collo. Ed il 30 agosto 1979 fà scalpore il rapimento dei due fratelli torinesi Marina e Giorgio Casana prelevati in spiaggia da un commando di 15 delinquenti il 22 agosto e rilasciati, in seguito al pagamento di un riscatto, il 21 ottobre. Tra gli autori dei due sequestri c'è Salvatore Fais, noto come Speedy Gonzales, di Santu Lussurgiu. Nel 1981 in Toscana avviene il sequestro di Cesare Peruzzi, proprietario di Tele Costa Smeralda. Al sequestro prende parte Attilio Cubeddu, di Arzana. Tra il gennaio e il marzo del 1982 a Cagliari viene organizzato il tentativo di sequestro di Pietro sardo e del figlio Paolo, scoperto del tutto fortuitamente, per il quale viene emesso un mandato di cattura il 27 febbraio 1995 per Fausto Massimo Floris, di Desulo. Il 2 luglio 1983 viene sequestrata Sara Niccoli, figlia di un industriale senese, che trascorre 118 giorni di prigionia in mano all'Anonima sarda. Per il suo sequestro verrà condannato a 16 anni Matteo Boe, di Lula. Sempre nel 1983, in Emilia, avviene il sequestro di Ludovica Rangoni Machiavelli, e, successivamente, quello di Patrizia Bauer. Ai due sequestri prende parte anche il già citato Attilio Cubeddu, di Arzana. Nel 1985 si verifica il tentato sequestro dell'imprenditore cagliaritano Giampiero Volponi per il quale viene condannato Giovanni Tola, di Borore, che si da latitante.

Il bendito Martino Mureddu Il bandito Attilio Cubeddu Il bandito Fausto Massimo Floris Matteo Bove, detto il bandito dagli occhi di ghiaccio Il bandito Giovanni Tola

Filmato che rievoca la battaglia di OsposiddaUn altro rapimento noto è quello del 17 gennaio 1985, quando venne sequestrato Tonino Caggiari, piccolo imprenditore di Oliena. Per la sua liberazione avviene un tremendo conflitto a fuoco in località Osposidda, in territorio di Orgosolo, dove rimangono uccisi il latitante Salvatore Fais con altri tre latitanti ed il poliziotto Vincenzo Marongiu, di Mogoro. Testi di due canzoni di Piero MarrasQuesto conflitto a fuoco viene ricordato come la Battaglia di Osposidda. I cadaveri dei banditi verranno trasportati su camion scortati dalla polizia a sirene spiegate, il che causerà accese polemiche, perché molti interpreteranno il fatto come un'ostentazione dei cadaveri alla stregua di trofei di caccia, dato che il trasporto per le vie del paese si usa nella caccia al cinghiale, e l'evento ispirerà la canzone «Osposidda» del cantautore Piero Marras, nella quale si canta Sonende bos passizan finas in S'istradone omines assimizan a peddes de sirbone, ossia Al suono di clacson vi esibiscono per la strada: assimilano uomini a pelli di cinghiale.

La presidenza di Francesco Cossiga

Francesco CossigaLa Sardegna ha dato due Presidenti della Repubblica provenienti entrambi dalle file della Democrazia Cristiana, il secondo dei quali è Francesco Cossiga, nato a Sassari nel 1928 e morto a Roma nel 2010, eletto Presidente della Repubblica il 3 luglio 1985, al primo scrutinio. É, comunque, anche lui un personaggio molto discusso, per le forti responsabilità nella copertura di alcuni tra i maggiori scandali ed episodi oscuri della prima repubblica, l'affare De Lorenzo, il rapimento e l'omicidio di Aldo Moro, la strage di Ustica, la loggia segreta P2 di Liciò Gelli, l'organizzazione segreta Gladio. Durante il suo mandato, nell'ottobre 1985, durante la crisi di Sigonella circa la sorte dei sequestratori della nave da crociera Achille Lauro, il presidente del consiglio Bettino Craxi è protagonista di una clamorosa rottura politica con il presidente degli Stati Uniti Ronald reagan. Durante il bombardamento americano di Tripoli, che vede una rappresaglia libica con lanciò di missili su Lampedusa, Craxi avverte preventivamente Gheddafi dell'imminente attacco statunitense su Tripoli. All'inizio degli anni '90, il sistema politico italiano viene scosso da una crisi senza precedenti, la cosiddetta tangentopoli. Le indagini, condotte da Antonio Di Pietro e degli altri magistrati della procura di Milano, hanno messo in luce una fitta rete di tangenti, favori e accordi illegali fra politici e imprenditori. Cossiga si dimette dalla presidenza della Repubblica il 28 aprile 1992, a due mesi dalla scadenza naturale del mandato, annunciando le sue dimissioni con un discorso televisivo tenuto simbolicamente il 25 aprile, ed assume la supplensa il presidente del senato, Giovanni Spadolini.

Durante la presidenza di Francesco Cossiga in Sardegna si intensifica l'attività dell'anonima sequestri

Per quanto riguarda la Sardegna, dal 1989 al 1991, il consiglio regionale viene governato dal democristiano Mario Floris, e dal 1991 al 1994 dal socialista Antonello Cabras.

Farouk Kassam a sette anniNel 1986 a Porto San Paolo viene sequestrata Paola Brais, con il marito Domenico Pittorra che si era offerta al suo posto, e che vengono liberati dopo tre mesi. È uno dei numerosi sequestri attribuiti ai due banditi di Mamoiada Annino Mele, che verrà chiamato il Che Guevara della Barbagia, e Giovanni Cadinu, che diventano, in seguito, nemici, probabilmente a seguito di dissidi per la spartizione dei soldi ricavati dai sequestri, e da tale episodio nasce una lunga faida fra le loro famiglie, che porterà quasi allo sterminio di entrambe le fazioni. Nel 1987 viene sequestrata Piera Demurtas Comida, segretaria comunale di Pattada, per il quale viene condannato Adolfo Cavia, di Urzulei. Il 2 dicembre del 1987 nei dintorni di Grosseto viene sequestrata la studentessa esteranne Ricca, che verrà tenuta prigioniera in una Grotta per due mesi, poi trasferita in un'altra grotta, e verrà liberata a Roma il 26 giugno 1988 con qualche polemica e qualche mistero. Per il suo rapimento vengono condannati Salvatore Angelo Moni, di Orune, il fratello Gianfranco Moni, ed altri. Il 12 giugno del 1988 viene rapito, in Costa Smeralda, l'imprenditore romano Giulio De Angelis, che verrà rilasciato il 31 ottobre successivo, dopo il pagamento di un riscatto di tre miliardi lire. Anche in questo caso, si ha il taglio dell'orecchio dell'ostaggio. Del sequestro viene accusato il già citato Matteo Boe, di Lula. Il 28 luglio del 1989, a Stradella di Collecchio, viene rapita Mirella Silocchi, moglie dell'imprenditore di Parma Carlo Nicoli, che verrà uccisa ed il cui cadavere non verrà mai più ritrovato. Per il suo sequestro ed omicidio vengono condannati i componenti di un'organizzazione rivoluzionaria anarchica insurrezionalista Francesco Porcu, di Lula, Franco Bachisio Goddi, di Orune, l'americana Rose Ann Scrocco, oltre al libico di origine armena Garagin Gregorian. Il 3 ottobre 1990 quattro banditi armati e con il volto coperto da passamontagna fanno irruzione nella villa di Dino De Megni e rapiscono suo figlio, Augusto, di 10 anni, che viene tenuto nascosto in una Grotta nella zona di Volterra. Il bambino viene liberato dai NOCS, che fanno irruzione nel luogo del sequestro dopo 110 giorni. Il Tribunale condanna Sebastiano Murreddu, la mente del sequestro, Francesco Goddi, Giovanni Talanas, Giovanni Goddi, fratello di Francesco, tutti di Orune, Giovanni Farina, di Tempio Pausania, e Antonio Staffa, di Mamoiada, il cosiddetto bandito buono, uno dei carcerieri del piccolo Augusto. Il 15 gennaio 1992, nella villa dei genitori a Porto Cervo, viene sequestrato, all'età di sette anni, il piccolo Farouk Kassam, che, durante la prigionia, subisce la mutilazione della parte superiore del padiglione auricolare sinistro. Viene liberato sei mesi dopo, il 10 luglio, in circostanze mai completamente chiarite e con la intermediazione di Graziano Mesina. Per il sequestro verrà condannato il già citato Matteo Boe, detto il bandito dagli occhi di ghiaccio, di Lula, famoso protagonista degli anni d'oro dell'anonima sequestri e del brigantaggio sardo, noto per essere evaso dal carcere dell'Asinara insieme all'amico Salvatore Duras. Vengono anche condannati due suoi compaesani, Ciriaco Marras e Mario Asproni.

Ritratto di Annino Mele Il bandito Francesco Porcu Il bandito Franco Bachisio Goddi La latitante Rose Ann Scrocco Il bandito libico di origine armena Garagin Gregorian Il bandito Giovanni Talanas Il bandito Giovanni Farina

La presidenza di Oscar Luigi Scalfaro

Oscar Luigi ScalfaroAlla presidenza della Repubblica viene eletto il 28 maggio 1992 il democristiano Oscar Luigi Scalfaro, esponente gradito a un vasto schieramento di forze politiche. Nel 1992 si verifica una crisi finanziaria: la lira viene svalutata e poi esce dal Sistema Monetario Europeo, avendo superato i margini di fluttuazione consentiti. Sempre nel '92 due gravi stragi mafiose, orchestrate dal boss Totò Riina, segnano una delle pagine più tragiche della lotta della mafia contro lo stato. Il 23 maggio 1992 avviene la strage di Capaci, sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci e a pochi chilometri da Palermo, nella quale perdono la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta. E il 19 luglio successivo avviene, a Palermo, la strage di via d'Amelio, nella quale perdono la vita il Giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta. Ma Totò Riina, Capo di Cosa Nostra, latitante dal 1969, viene catturato il 15 gennaio 1993, insieme al suo autista, a Palermo al primo incrocio davanti alla sua villa in via Bernini.

Nel 1993 un referendum modifica la legge elettorale del Senato in senso maggioritario, e la successiva legge Mattarella, nota come Mattarellum, estende anche alla Camera un sistema analogo. Il passaggio al maggioritario porta alla cosiddetta seconda repubblica, e spinge i partiti ad accorparsi in coalizioni. Il nuovo sistema elettorale favorisce la formazione di alleanze tra i partiti. Le elezioni decretarono al nord la vittoria di Forza Italia e Lega nord, unite nel Polo delle Libertà, e al centro: sud di Forza Italia e Alleanza Nazionale, unite nel Polo del Buon Governo. Vengono sconfitti gli altri due poli, cioè i Progressisti, guidati dal segretario pidiessino Achille Occhetto, e il Patto per l'Italia, guidato da Mario Segni e Mino Martinazzoli. Silvio BerlusconiIl vero vincitore risulta Silvio Berlusconi, il quale forma un governo che vede per la prima volta l'ingresso nella stanza dei bottoni dei post-fascisti di Fini. Il suo governò però incontrò subito numerose difficoltà che portano ad una rapida caduta del suo governo nel dicembre del '94. Romano ProdiMa nelle successive elezioni, il 21 aprile del 1996, la coalizione di centro destra, chiamata casa delle Libertà, viene battuta dalla coalizione di centro sinistra, chiamata Ulivo, guidata dall'ex presidente dell'Iri Romano Prodi. Segue una notevole stabilità di governo, che consente l'ingresso dell'Italia nell'Unione Europea, l'avvio dei processi di privatizzazione, il rilancio dell'economia e dell'occupazione. Il governo Prodi dura fino all'ottobre del 1998, quando Rifondazione Comunista gli toglie la fiducia. Seguono un governo guidato da Massimo d'Alema ed uno guidato da Giuliano Amato.

Durante la presidenza di Oscar Luigi Scalfaro in Sardegna proseguono i sequestri di persona

Per quanto riguarda la Sardegna, dal 1994 al 1999, il consiglio regionale viene governato, sulla spinta dell'Ulivo di Romano Prodi, da Federico Palomba, dei Progressisti. Nell'isola continuano, comunque, i sequestri di persona. In questi anni avviene un rapimento, divenuto poi molto noto, quello del 17 giugno 1997, quando viene rapito Giuseppe Soffiantini, imprenditore industriale bresciano, che viene prelevato dalla sua casa a Manerbio, vicino a Brescia, da un gruppo di banditi Sardi. Rinchiuso sulle montagne pratesi, viene tenuto in condizioni disumane per ben 237 giorni e gli viene tagliata la cartilagine delle due orecchie, ma il sequestro, ha un buon esito dopo il pagamento di un riscatto di ben cinque miliardi lire. Durante due differenti conflitti a fuoco, nel corso del sequestro, rimangono uccisi il bandito Mario Moro, di Ovodda e, colpito da fuoco amico, l'ispettore di Polizia dei NOCS Samuele Donatoni. Implicati nel sequestro sono già citato Giovanni Farina, di tempio Pausania, ed il citato Attilio Cubeddu, di Arzana. Il 12 febbraio 1997 avviene, a Tortolì, in Ogliastra, il sequestro di Silvia Melis, che, dopo 265 giorni di prigionia, riesce a liberarsi e viene trovata vicino a Nuoro, sul ciglio di una strada Provinciale, da due agenti in borghese. Tale sequestro è noto anche per l'ambiguo coinvolgimento di personaggi tra i quali Nicola Grauso, allora editore de L'Unione Sarda, che rivela di aver pagato nelle campagne di Esterzili il riscatto, il suo direttore Antonangelo Liori, ed il Giudice Luigi Lombardini, che si suiciderà nel proprio ufficio, poco dopo un interrogatorio dei magistrati di Palermo. Sospettato dell'organizzazione del sequestro è Attilio Cubeddu, di Arzana. La Cassazione conferma le condanne per i sequestratori, Antonio Maria Marini, Pasqualino Rubanu e la madre Grazia Marine, tutti di Orgosolo.

La presidenza di Carlo Azeglio Ciampi

Carlo Azelio CiampiIl 18 maggio 1999 viene eletto Presidente della Repubblica l'economista e politico indipendente Carlo Azelio Ciampi, al primo scrutinio. Con la nuova legge costituzionale del 1999, che modifica il sistema elettorale nelle regioni a Statuto speciale, il presidente della giunta regionale diviene presidente della Regione, eletto direttamente dal corpo elettorale. Alle elezioni politiche del 12 maggio del 2001, la coalizione di centro destra, chiamata casa delle Libertà, si prende la rivincita sulla coalizione di centro sinistra, chiamata ancora Ulivo. Il centrodestra torna al governo del Paese, grazie anche alla rinnovata alleanza con la Lega nord di Umberto Bossi, che riceve in cambio alcune poltrone strategiche dell'esecutivo, ossia Giustizia, Welfare e Riforme. L'1 gennaio 2002, la lira italiana comincia a essere affiancata dall'euro, la moneta allora adottata da undici dei quindici stati che allora componevano l'Unione Europea, e l'euro sostituisce definitivamente la lira il 28 febbraio 2002.

Benedetto XVIIl 19 aprile 2005, dopo la morte di Papa Giovanni Paolo II, viene eletto al soglio pontificio Benedetto XVI, nato in Germania, a Marktl, il 16 aprile 1927 con il nome di Joseph Aloisius Ratzinger. Egli cerca di continuare la linea del suo predecessore, del quale, però, non possiede il carisma. Nel corso del suo pontificato egli ha reindossato alcuni abiti pontifici risalenti al Rinascimento e in disuso da qualche decennio, come la mozzetta di velluto rosso bordata di ermellino bianco, che era stata usata fino al pontificato di Paolo VI, e il cui uso è ripreso sin dai primi mesi del suo pontificato. Durante il suo papato, lo stato del Vaticano e la Chiesa stessa vengono sconvolti da numerosi scandali.

Il 21 dicembre 2005 viene approvata una nuova legge elettorale scritta dal ministro della Lega nord Roberto Calderoli, che lui stesso, in seguito, chiamerà Porcellum. Secondo questa nuova legge si può votare per il partito scelto ma senza scrivere preferenze, in quanto la scelta dei parlamentari è determinata dai vertici dei partiti. Il 10 aprile 2006 si tengono nuove elezioni politiche, nelle quali la casa delle Libertà, viene sconfitta di misura dalla coalizione di centro sinistra, chiamata Unione.

In Sardegna vengono create quattro nuove Province e viene eletto come governatore Renato Soru

Nel 1999, il consiglio regionale della Sardegna viene governato da Mauro Pili, di Forza Italia, e successivamente da Gian Mario Selis, del Partito Popolare Italiano. Poi, dal 1999 al 2001 da Mario Floris, dell'Unione Democratica per la repubblica, formazione creata da Francesco Cossiga durante il governo Prodi. Dal 2001 al 2003 viene governato nuovamente da Mauro Pili, di Forza Italia, e dal 2003 al 2004 da Italo Masala, di Alleanza Nazionale. Con la legge legionale n. 9 del 12 luglio 2001, la giunta di Mauro Pili, per assegnare posti di prestigio ai propri sostenitori, decide di aggiungere alle quattro Province storiche della Sardegna - Cagliari, Sassari, Oristano e Nuoro - altre quattro nuove Province, per di più ciascuna con due capoluoghi. Si tratta della Provincia della Gallura, con capoluoghi Olbia e Tempio Pausania; della Provincia dell'Ogliastra, con capoluoghi Lanusei e Tortolì, della Provincia del Sulcis, con capoluoghi Carbonia e Iglesias; e della Provincia del Medio Campidano, con capoluoghi Sanluri e Villacidro. Il 26 giugno 2004, viene eletto, direttamente dal corpo elettorale, come governatore della Sardegna, Renato Soru, del Partito Democratico, nella lista regionale Sardegna Insieme con Renato Soru, che governa fino alle dimissioni il 25 dicembre 2008. Di lui parleremo più avanti.

Il bandito Raffaele ArzuIl banditismo sardo ha, in questo periodo, il suo principale esponente in nasce Raffaele Arzu, nato a Lanusei ma andato a vivere a Talana, latitante dal 2002 al 2009, ritenuto responsabile di una rapina compiuta ad Arezzo nel 2002 e di una tentata rapina a un portavalori con sparatoria compiuta a Perugia, ed accusato anche di una rapina compiuta nei pressi di Imola da dieci persone. L'8 dicembre 2009, viene compiuto il suo arresto da parte del ROS dei Carabinieri di Cagliari, con la collaborazione dello Squadrone Carabinieri Eliportato Cacciatori Sardegna. Viene condannato all'ergastolo, assieme a Pietro Pala, di Orune.

La presidenza di Giorgio Napolitano e l'elezione a governatore di Ugo Cappellacci

Giorgio NapolitanoIl 15 maggio 2006 viene eletto Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dei Democratici di Sinistra, il primo Capo dello stato che è stato membro del Partito Comunista. Il 16 gennaio 2008 la moglie del ministro di giustizia, Clemente Mastella, viene arrestata per concussione, seguita nello stesso giorno dallo stesso ministro. Il giorno dopo egli da le dimissione come ministro di giustizia e fa cadere il governo. Le elezioni del 13 e 14 aprile 2008 vengono vinte dalla coalizione di centro destra, che ottenne la maggioranza relativa dei voti e, in base alla vigente legge elettorale del 2005, la maggioranza assoluta degli eletti. Tuttavia, durante il suo governo, i partiti dell'opposizione cercano di screditare il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, portando alla luce alcuni rapporti sessuali o presunti in cambio di ruoli politici a diverse donne-Vengono alla luce i casi di Mara Carfagna, Noemi Letizia, Patrizia d'Addario e, soprattutto, di Karima Heyek, nota come Ruby, una minorenne che viene fermata per un furto, e mentre si trova in questura, interviene una telefonata di Berlusconi che ordina: «Rilasciatela, è la nipote di Mubarak». Alla fine il 12 novembre 2011 il presidente del consiglio Silvio Berlusconi presenta le proprie dimissioni, e, il 16 novembre, dopo un rapido giro di consultazioni, viene costituito un governo tecnico, guidato dall'economista Mario Monti. Il nuovo governo attua varie riforme, come la riforma del mercato del lavoro, il cui punto principale è la modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, e il decreto sulle liberalizzazioni, viene potenziata la lotta all'evasione fiscale e nasce l'IMU, che si aggiunge alle tasse già presenti, le quali vengono a loro volta appesantite. È un periodo difficile per l'Italia, che si trova in una complicata situazione economica internazionale.

Papa FrancescoNel concistoro dell'11 febbraio 2013, Papa Benedetto sedicesimo ha annunciato la sua rinuncia al pontificato: da quel momento il suo titolo diventa romano pontefice emerito o Papa emerito, mentre il suo trattamento rimane quello di Sua Santità. È l'ottavo pontefice a rinunciare al ministero. Sul soglio pontificio gli succede Papa Francesco, eletto il 13 marzo 2013, nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936 con il nome di Jorge Mario Bergoglio. Di nazionalità argentina, appartiene ai chierici regolari della Compagnia di Gesù, ossia ai Gesuiti, ed è il primo pontefice di questo Ordine religioso, nonche il primo proveniente dal continente americano. Già nei primi tempi del suo pontificato, ha iniziato la riforma della curia, dello IOR, del Codice Penale vaticano ed ha iniziato anche la riforma economica della Santa Sede.

In Sardegna, il 19 settembre 2006 viene sequestrato l'imprenditore Giovanni Battista Pinna, detto Titti, di Bonorva. Anche il padre, in precedenza, aveva rischiato il sequestro, mentre un suo parente, anch'egli sequestrato, non ha mai fatto ritorno a casa. Il 28 maggio 2007 il sequestrato riesce a fuggire dalle campagne di Sedilo, luogo in cui era tenuto prigioniero, forzando le sbarre che lo imprigionavano con una forchetta. Per il suo rapimento vengono arrestati due allevatori della zona, Salvatore Atzas, che verrà condannato, e Natalino Barranca, che verrà, invece, assolto. Nel 2010 a Sassari entra nel mirino della nuova anonima sequestri l'imprenditore Ugo Multineddu, 85 anni, di Sedini ma residente a Sassari. La polizia interviene prima del prelievo e i rapitori riescono a farla franca.

Il 16 febbraio 2009 viene eletto, direttamente dal corpo elettorale, come governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, del Popolo delle Libertà, mentre a Renato Soru vengono a mancare i voti di parte della coalizione che lo aveva appoggiato nelle precedenti elezioni.

Il rinnovo del mandato a Giorgio Napolitano con in Sardegna l'elezione a governatore di Francesco Pigliaru

Nell'aprile del 2013 il PD, dopo una riunione molto contestata, decide a maggioranza di votare Franco Marini, sul quale ha raggiunto un accordo trasversale col centrodestra, ma Marini non ottiene la maggioranza. Il PD e SEL lanciano, allora, la candidatura di Romano Prodi, ma egli raggiunge solo 395 voti, evidenziando così la presenza di 101 franchi tiratori nell'alleanza di centrosinistra. Sollecitato dai diversi partiti, il 20 aprile 2013 viene rieletto Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che diviene il primo presidente ad essere chiamato ad un secondo mandato, oltre che il più anziano al momento dell'elezione nella storia repubblicana. Appena rieletto, Napolitano assegna, il 24 aprile 2013, l'incarico di presidente del consiglio a Enrico Letta, che lo conserva per dieci mesi. Viene, quindi, sfiduciato dal suo partito, ed a lui succede, il 22 febbraio 2014, Matteo renzi, segretario del PD.

Nelle successive elezioni regionali, il 17 febbraio 2014 in Sardegna viene eletto Francesco Pigliaru, del centrosinistra, che batte Ugo Cappellaci, del centrodestra, e Michela Murgia, che, a capo di una lista che offre una proposta e la prospettiva di una Sardegna Possibile, ottiene il dieci per cento dei consensi. Anche di loro parleremo più avanti. Delle quattro nuove Province istituite dalla giunta di Mario Pili nel 2001, è stata sancita l'abolizione, in seguito all'esito dei referendum abrogativi regionali che si sono tenuti nel 2012, e, di conseguenza, nel 2014 la giunta Pigliaru ha votato l'abolizione delle quattro nuove province. Resteranno, per il momento, le quattro Province storiche, ossia quella di Cagliari, che cambierà il nome in Provincia del Sud Sardegna, alla quale farà capo tutto il Medio Campidano, il territorio di Carbonia Iglesias e i Comuni della Provincia di Cagliari che non sono compresi nella Città metropolitana di Cagliari, alla quale saranno associati sedici comuni limitrofi, ed altri potranno unirsi successivamente. Restano le Province di Oristano, di Nuoro nel cui territorio sarà compresa anche l'Ogliastra, di Sassari che ricomprenderà l'ex Provincia di Olbia Tempio. Eliminate quelle che convenzionalmente chiamiamo le quattro nuove Province, verranno costituite le Unioni dei Comuni, e le Province storiche resteranno temporaneamente, sino all'approvazione della legge costituzionale di modifica dell'articolo 43 dello Statuto regionale.

La presidenza di Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio MattarellaNel gennaio 2015, con le dimissioni di Giorgio Napolitano, si rende necessario eleggere un nuovo Presidente della Repubblica, e il nome di Sergio Mattarella viene subito considerato tra quelli spendibili. Gli elettori del Partito Democratico, accogliendo la proposta del segretario Matteo Renzi, decidono di votarlo nel quarto scrutinio, e la candidatura di Mattarella ottiene subito l'appoggio di SEL, di Scelta Civica e di vari gruppi minori della maggioranza di governo, cui si aggiunsero al momento del quarto scrutinio anche i grandi elettori di Area Popolare. Così, il 31 gennaio, Mattarella può essere eletto presidente con 665 voti su 1009 votanti, poco meno di due terzi dell'assemblea elettiva. È il primo siciliano a ricoprire la carica di Presidente della Repubblica, ed egli inizia a caratterizzare il suo mandato con gesti di sobrietà, rinunciando nel maggio 2015 al vitalizio da professore universitario.

Importanti sardi nella vita politica e culturale italiana

Citiamo ora i principali personaggi sardi che hanno avuto influenza nella vita politica e culturale italiana, la cui biografia si può leggere nelle pagine dove viene descritta la loro Città di origine.

Il contributo della Sardegna alla vita politica nazionale

Enrico BerlinguerTra i più significativi personaggi della vita politica nazionale ricordiamo Enrico Berlinguer, nato a Sassari nel 1922 da una famiglia sarda di origine catalana, e morto a Roma nel 1984. Segretario del Partito Comunista Italiano dal 1972, diviene il fautore dell'eurocomunismo, cui si deve l'accentuazione dell'autonomia del suo partito da Mosca. Ha lanciato, dal gennaio del 1977, una campagna moralizzatrice che puntava il dito contro il cattivo uso e spesso l'abuso della cosa pubblica. Suo è il tentativo di realizzare, con Aldo Moro, il cosiddetto compromesso storico (... ci vuole un governo di unità nel quale siano presenti anche i comunisti...). La Sardegna ha dato anche due Presidenti della Repubblica provenienti entrambi dalle file della Democrazia Cristiana, ossia Antonio Segni e Francesco Cossiga, dei quali abbiamo già parlato. Sono stati entrambi, però, personaggi molto discussi.

La scoperta dei misteri archeologici della Sardegna

Giovanni LilliuAltro personaggio importante è Giovanni Lilliu, nato a Barumini nel 1914 e morto a Cagliari nel 2012, archeologo, fondatore e direttore della Scuola di Specializzazione di Studi sardi dell'Università di Cagliari. Presso questa Università ha ricoperto il ruolo di professore ordinario di Antichità sarde ed è stato Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia. A lui si deve la scoperta del complesso Su Nuraxi di Barumini, dichiarato nel 1997 Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, ed una prima scrittura della storia dell'età nuragica. Nella sua prima interpretazione, i Nuraghi sarebbero stati realizzati nell'Età del Bronzo, ed agli ha ricavato queste datazioni dall'analogia dei manufatti in essi rinvenuti con quelli presenti in altre culture di datazione più certa. Ma oggi è comunemente accettata l'ipotesi che tali manufatti siano successivi, presenti nel Nuraghe a causa di un suo successivo riutilizzo da parte di altre culture. La datazione storica ufficiale viene oggi ritenuta decisamente superata, e ci viene riferito che lo stesso Lilliu nei suoi ultimi anni lo avrebbe ammesso.

L'archeologo Ercole ContuA Villanova Tulo nasce, nel 1924, Ercole Contu, che studia Lettere classiche all'Università di Cagliari, dove si laurea nel giugno 1948 con Giovanni Lilliu con una tesi su un'area archeologica attorno a Villanova Tulo. Le sue prime scoperte riguardarono il Tempio nuragico di Domu de Orgìa di Esterzili e del Nuraghe Arrubiu di Orroli. Passato da Cagliari a Bologna, viene richiamato in Sardegna per indagare una strana collina artificiale con filari di pietre affioranti, e porta alla luce l'altare a terrazza di Monte d'Accoddi. A lui si deve, tra le altre, la scoperta delle tombe ipogeiche di Enas de Cannuja a Bessude, Brodu di Oniferi e Moseddu di Cheremule, il Nuraghe La Prisciona di Arzachena, i Nuraghi Aleri e Nastasi a Tertenia, la Necropoli ipogeica di Filigosa e la Tomba di giganti di Tamuli a Macomer.

La vita letteraria in Sardegna

Salvatore SattaSignificativo esponente della vita letteraria è stato Salvatore Satta, nato a Nuoro nel 1902 e morto nel 1975, giurista e scrittore, autore del capolavoro «Il Giorno del Giudizio».

Giuseppe DessìGiuseppe Dessì, nato a Villacidro nel 1909 e morto nel 1977, si ritira dalle scuole regolari, ma scopre dietro un muro della casa del nonno la biblioteca lasciata da un prozio giacobino. Viene inviato al liceo a Cagliari dove conosce Delio Cantimori che lo incoraggia a continuare gli studi all'Università di Pisa. Laureato, intraprende la carriera di insegnante, diviene poi ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione.

Benvenuto LobinaVillanova Tulo ha dato i natali nel 1914 allo scrittore Benvenuto Lobina, poeta e scrittore che nei primi anni Trenta fonda il Circolo Futurista di Cagliari: nel centro abitato è possibile ammirare gli splendidi murales di Pinuccio Sciola e una statua in bronzo di Piergiorgio Gometz realizzati in suo onore. Muore a Sassari nel 1933.

Francesco Cicito MasalaA Nughedu San Nicolò nasce nel 1916 Francesco Masala, detto Cicito, uno tra i maggiori esponenti della letteratura sarda del Novecento. Poeta dei vinti e forte sostenitore dell'esigenza di recuperare l'identità della Sardegna in via di dissoluzione, è tra i promotori della legge sul bilinguismo. Tra le sue ultime parole: «Quando non ci sarò più voglio essere ricordato solamente per le mie poesie. Solo quelle restano...». Muore a Cagliari nel 2007 all'età di 92 anni.

Antonio PigliaruAntonio Pigliaru, nato a Orune nel 1922 e morto nel 1969, forse l'intellettuale più originale e stimolante degli ultimi vent'anni nello studio della cultura sarda. Ordinario di Dottrina dello Stato nell'Università di Sassari, ha lasciato numerose opere tra le quali spicca «La vendetta barbaricina come ordinamento giuridico» del 1959, che resta un testo fondamentale per la conoscenza del più drammatico dei nodi storici della diversità sarda.

Michelangelo Mialinu PiraA Bitti nasce nel 1928 l'antropologo, scrittore e uomo politico Michelangelo Pira, detto Mialinu, che muore nel 1980. È uno dei primi e più impegnati studiosi della lingua sarda, autore tra l'altro de «La rivolta dell'oggetto» dove descrive i problemi in Sardegna nella fase di transizione dalla civiltà agropastorale alla civiltà dei consumi e prende una netta posizione sull'identità del popolo sardo.

Gavino LedddaGavino Ledda, nato a Siligo nel 1938, descrive in forma autobiografica la sua vita, da pastore analfabeta a docente universitario, nel libro del 1975 «Padre padrone: l'educazione di un pastore», del quale è stata effettuata una trasposizione cinematografica dai fratelli Taviani che ha vinto la palma d'oro al Festival di Cannes. Oggi si batte per la realizzazione di un parco letterario a Siligo, là dove si era svolta la sua vicenda di ragazzo ed ora si sta distruggendo l'ambiente con la realizzazione di cave di sabbia. Gli ultimi di dicembre 2005, la sua porta di casa è stata crivellata in segno di ammonimento da colpi di arma da fuoco.

Sergio AtzeniA Capoterra nasce nel 1962 Sergio Atzeni, morto prematuramente nel 1995 nelle acque del mare di Carloforte. Giornalista e scrittore, è da considerarsi tra i più grandi talenti letterari degli ultimi anni, nei cui romanzi si ritrovano miti e personaggi della società sarda, ma con un respiro che è quello dell'umanità tutta. Il suo capolavoro viene considerato «Passavamo sulla terra leggeri», romanzo postumo, rievocazione mitica della storia del popolo sardo, vista e raccontata come una memoria comune, tramandata di padre in figlio, in opposizione ed a dispetto della storia ufficiale. Sergio Atzeni viene considerato uno dei maggiori talenti letterari degli ultimi anni.

I principali esponenti della pittura

Un dipinto di Brancaleone CugusiA Romana nasce nel 1903 Brancaleone Cugusi. Eccentrico pittore autodidatta, fà dell'arte la sua ragione di vita, e si muove tra l'essenzialità formale di Piero della Francesca e la luce caravaggesca, che assume una valenza simbolica esaltando la componente drammatica. Sconosciuto fino a pochi anni fa, sono dovuti trascorrere sessantadue anni dalla sua morte, avvenuta a 39 anni a Milano nel 1942, prima che arrivassero i dovuti riconoscimenti ad uno dei più grandi artisti che la Sardegna abbia avuto e che ora è noto come Brancaleone da Romana, la cui opera è stata di recente scoperta e valorizzata da Vittorio Sgarbi.

Giovanni Ciusa RomagnaNella pittura, il realismo conta su Giovanni Ciusa Romagna, nato a Nuoro nel 1907 e morto nel 1958. Artista precoce, dopo gli studi all'Accademia fiorentina torna a Nuoro dove si dedica all'insegnamento e all'arte, dalla pittura all'artigianato. Le sue passioni sono la pittura e il disegno con un occhio di riguardo per la sua terra. Pittore ed architetto, a lui si deve il Santuario della Solitudine a Nuoro, dove riposano le spoglie di Grazia Deledda.

Aligi SassuSignificativa l'opera del pittore Aligi Sassu, nato da padre sardo nel 1912 a Milano. All'inizio del 1921 la famiglia si ritrasferisce in Sardegna, a Thiesi, dove il padre apre un negozio. Lì Aligi frequenta la scuola elementare e conosce per la prima volta i cavalli, che diventeranno poi il suo marchio, ed i colori accesi della Sardegna che permeeranno la sua pittura. Dopo tre anni ritorna a Milano, dove lavora e si afferma come uno dei principali pittori del secolo. Si reca in Sardegna dove dedica diverse opere alla vita isolana, le celebri «Tonnare». Pur lavorando lontano dall'isola conserva intatti la Cultura ed i valori della Sardegna. Muore a Pollença, nelle Baleari, il 17 luglio del 2000, all'età di 88 anni, proprio il giorno del suo compleanno.

Ritratto di Numzio Cossu nella Biblioteca Comunale di OrotelliIl poeta e scrittore Nunzio Cossu nasce ad Orotelli nel 1915. Dopo diversi libri scritti in epoca fascista, Nunzio Cossu esordisce come poeta nel 1947 con la raccolta di liriche «E rivedrò l'alba?», alla quale segue, nei primi anni '50, la raccolta intitolata «Caino». Nonostante viva a Roma, il poeta mantiene con Orotelli uno stretto legame culturale che traspare anche dalle sue opere. Lo scrittore orotellese, che è anche critico letterario, muore a Roma nel 1971 a soli 55 anni e viene sepolto nel cimitero del Verano. A Nunzio Cossu è stata dedicata la Biblioteca Comunale di Orotelli.

Foiso FoisNel dopoguerra, si afferma Foiso Fois, nato a Iglesias nel 1916 e morto nel 1984, uno fra i pittori più rappresentativi ed innovativi degli anni cinquanta in Sardegna, interprete di alta originalità creativa. Con le sue opere ha segnato il punto di rottura con la rappresentazione folcloristica nell'arte sarda, complici sicuramente gli studi compiuti nel nord dell'Italia.

Murales a Orgosolo: donneUna forma particolare di pittura è il muralismo, che nasce a Orgosolo e si diffonde poi in tutta l'isola. Un primo murale viene realizzato a Orgosolo nel '68 dal gruppo teatrale milanese Dionisio. Nel 1975 l'insegnante di educazione artistica Francesco Del Casino riprende con gli studenti della scuola media quell'esperienza. Inizialmente si esprimono le idee politiche di quel periodo e le problematiche del recente passato della Sardegna, poi ci si adegua alle attuali tematiche di contestazione della globalizzazione dell'economia. I murales cambiano continuamente nel tempo. I più vecchi si rovinano e muoiono, mentre altri nuovi nascono accanto a loro o anche al loro posto, quasi un giornale sempre aggiornato.

La grande espressione della scultura in Sardegna

Albino MancaNella scultura, è nato a Tertenia nel 1899 e morto nel 1976 Albino Manca. Trasferitosi prima a Roma e successivamente nel 1938 a New York, dove nel Battery Park di Manhattan, di fronte alla statua della libertà, si trova la sua opera più nota, la «Diving Eagle», una enorme aquila di bronzo in picchiata realizzata in memoria dei marinai statunitensi caduti nella Seconda Guerra Mondiale. In una piazza del centro di Tertenia è possibile ammirare una copia in scala ridotta della Diving Eagle.

Eugenio TavolaraEugenio Tavolara, nato a Sassari nel 1901, è stato un importante scultore, incisore e ceramista. È molto conosciuto per le sue statuine di terracotta, per i suoi giocattoli in legno e stoffa e per i suoi pupazzi. Fra i suoi soggetti vi erano i clowns, figurine in costume sardo, musicisti del mondo del jazz, animali, Pinocchio e altri personaggi delle fiabe. La Città di Sassari gli ha intitolato il Padiglione per l'Artigianato, costruito per l'ISOLA, Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano, creato dalla Regione nel 1957, e la cui direzione era stata affidata ad Eugenio Tavolara ed a Ubaldo Badas, progettista del Padiglione.

Costantino Titinu NivolaA Costantino Nivola, detto Titinu, nato a Orani nel 1911 e morto a Long Island nel 1988, architetto e scultore, è stato dedicato nel 1995, all'interno dell'ex lavatoio del paese situato sul fianco della collina su Cantaru che si affaccia sull'abitato, opportunamente restaurato, il Museo Nivola che contiene numerose sue sculture realizzate in materiali diversi che documentano le tappe del suo percorso artistico. Costretto dalle persecuzioni antisemite ad abbandonare l'Italia, si è rifugiato prima a Parigi e poi, dopo l'invasione nazista della Francia, a New York. Nel 1948 ha creato la tecnica della colata di cemento sulla sabbia modellata, chiamata sand casting. Ritorna in Sardegna per realizzare per conto della rivista «Fortune» dei disegni sulla campagna antimalarica della Fondazione Rockefeller. Si è dedicato soprattutto alla plastica decorativa legata all'architettura.

Giovanni PintoriSalvatore Fancello Con Costantino Nivolacollaboirano lo scultore Giovanni Pintori, nato a Tresnuraghes nel 1912 e morto a Milano nel 1999, che diventerà il responsabile della Pubblicità della Olivetti di Ivrea, e Salvatore Fancello, abile ceramista nato a Dorgali nel 1916 e morto a soli 26 anni sul fronte greco-albanese a Bregu Rapit nel 1941. Quest'ultimo, quando a causa delle leggi razziali lo scultore di Orani è costretto ad emigrare negli Stati Uniti, come dono per il matrimonio gli regala il cosiddetto «Disegno ininterrotto», un lavoro a china e acquarello su carta da telescrivente alto trenta centimetri e lungo oltre sei metri e mezzo.

Pinuccio SciolaL'espressionismo di Nivola prosegue in chiave popolare nelle opere di Pinuccio Sciola, nato a San Sperate nel 1942, scultore locale divenuto famoso per le sue «Le Pietre Sonore», e che attualmente promuove la Scuola Internazionale di Scultura a San Sperate, dove ancora oggi vive e lavora. San Sperate è conosciuto come il paese Museo, dagli anni '60 è venuto a riempirsi di sculture, principalmente di Pinuccio Sciola, ed i muri delle case sono stati trasformati in giganteschi murales. L'iniziativa ha trovato il sostegno di artisti italiani e stranieri, tra i quali Foiso Fois, Primo Pantoli, Giorgio Princivalle, Gaetano Brundu.

Diego AsproniA Bitti nel 1951 nasce Diego Asproni, che si afferma come pittore e, soprattutto, raccoglie pietre e colori sulle montagne e li utilizza nelle pitture a fresco per dipingere murales sui muri dei paesi della Sardegna contro le esercitazioni militari navali e contro il taglio indiscriminato dei boschi. Culturalmente impegnato nella difesa e nella valorizzazione della lingua sarda, vicesindaco di Bitti per quattro anni, apre le scuole comunali di tessitura tradizionale, ceramica, canto a tenores, progetta e avvia la gestione del Parco Archeologico di Romanzesu, apre il Museo della civiltà Contadina e Pastorale.

Musica e canto

Per quanto riguarda il canto e la musica, a B0itti nascono i più importanti e famosi gruppi di Canto a Tenore sardo. Come abbiamo già detto, non c'è in Sardegna Sagra o manifestazione nella quale non si esibiscano gruppi di Canto a Tenore, il principale simbolo della musica tradizionale polivocale sarda ed anche la più viva testimonianza delle radici arcaiche della sua cultura.

Tenores di Bitti gruppo «Remunnu 'e Locu»Il primo gruppo di Tenores di Bitti che ha avuto risonanza internazionale è il Remunnu 'e Locu che, nato nel 1974, nei 30 anni di storia ha ottenuto riconoscimenti nazionali ed internazionali, compreso quello di Frank Zappa che definiva i canti a tenores musica bovina e quello di Peter Gabriel che ha pubblicato i lavori del gruppo per la propria etichetta discografica real World.

Tenores di Bitti gruppo «Mialinu Pira»Noto al pubblico televisivo, il gruppo di Tenores Mialinu Pira, intitolato allo scrittore Michelangelo Pira detto Mialinu. Nel Dicembre 2001 ha partecipato al tradizionale Concerto di Natale in Vaticano alla presenza del Papa Giovanni Paolo II con molti altri artisti di levatura internazionale, Hevia, Randy Crawford, Terence Trent d'Arby, Russel Watson, per l'Italia Elisa, Edoardo Bennato, Massimo Ranieri.

Tenores di NeoneliNeoneli è oggi famoso per il suo coro polifonico tradizionale, chiamato il coro dei Tenores di Neoneli. Oltre al canto a tenore, il gruppo si spinge verso contaminazioni insospettabili che a qualche osservatore hanno fatto storcere il naso, ed è il caso, per esempio, dell'incontro con Elio delle Storie Tese, risalente all'estate 1992.

Maria CartaLa cittadina chiamata Siligo ha dato i natali nel 1934 a Maria Carta, importante cantante e cantautrice italiana che partecipa a film e rappresentazioni teatrali e scrive nel 1975 il libro di poesie «Canto Rituale». In 25 anni di carriera propone al grande pubblico la musica tradizionale della sua terra, ninne nanne, gosos, canti gregoriani, ecc., spesso aggiornandoli con un tocco moderno e personale. Riesce a portare con successo la musica folk sarda con esibizioni come Deus ti salvet Maria o Dillo, antico ballo sardo. Interprete sensibile e dotata di buona presenza scenica ha affascinato registi come Francis Ford Coppola e Franco Zeffirelli. È morta a Roma nel 1994.

Andrea ParodiNel 1955 nasce a Porto Torres Andrea Parodi, per molto tempo voce del gruppo musicale Tazenda e successivamente solista dotato di voce particolarissima e ricca di sfumature. Appena cinquantenne Andrea ci ha lasciato nel 2006. Sul suo sito, Michele Pio Ledda e Valentina Casalena scrivono: «L'ultimo concerto il 22 settembre 2006 resterà probabilmente uno dei momenti più alti della scena musicale sarda: il tributo, la commozione e lo struggente senso d'addio di quella serata diventano uno dei più completi documentari video della storia della musica sarda».

Piero MarrasPiero Marras, al secolo Piero Salis, nasce il 16 settembre 1949 a Nuoro. Esordisce sulla scena del rock progressivo italiano come tastierista e cantante, poi cantautore col nome Piersalis e successivamente con quello di Piero Marras. Ha scritto alcuni brani per i Tazenda tra i quali il famosissimo «Carrasecare».

Paolo FresuRicordiamo anche Paolo Fresu, nato a Berchidda nel 1961 e vivente, trombettista tra i principali protagonisti del jazz italiano e mondiale. Jazzista di fama internazionale, dalla metà degli anni ottanta è sempre presente ai vertici delle classifiche del Top Jazz della rivista Musica Jazz, sia come miglior musicista che come leader di gruppi musicali. Nonostante la dimensione internazionale rimane sempre legato al suo paese natale. Infatti Paolo Fresu organizza, ormai anni, tra Berchidda e numerose località limitrofe, il festival internazionale «Time in Jazz», il più noto dei festival musicali tenuti in Sardegna e uno dei più prestigiosi in Italia e in Europa, che è arrivato ad accogliere fino a 35 mila ospiti tra pubblico ed artisti provenienti da tutto il mondo.

L'espressione del cinema originale sardo

Il regista Piero SannaA Benetutti nel 1943 nasce il regista cinematografico Piero Sanna. Per oltre quaranta anni nell'Arma dei Carabinieri, negli anni Settanta stretto collaboratore del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ha appreso il mestiere del cinema da Ermanno Olmi. Autore di documentari, si fa conoscere al grande pubblico nel 2003 con il film «La destinazione». Il film ha ottenuto nel 2006 il Premio Migliore Opera Straniera al 39° Worldfest-Houston International Film Festival. Protagonista è Emilio, ventenne romagnolo, entrato nell'Arma per sfuggire la disoccupazione, che piomba a Coloras, in Barbagia, una terra dove le donne portano il fazzoletto sul capo e gli uomini vestono velluto e gambali. Qui la sua relazione con una ragazza del luogo s'intreccia con storie di abigeato, assassini e latitanza.

Giovanni ColumbuA Nuoro nel 1949 nasce il regista cinematografico Giovanni Columbu, figlio di Michele Columbu di Ollolai, che è stato sindaco di Cagliari. Dal marzo 2015 è Presidente del Partito Sardo d'Azione. Tra le numerose opere, è autore di cortometraggi come «Visos», «Dialoghi trasversali» e «Villages and villages». Firma nel 2001 il suo primo film «Arcipelaghi», incentrato sul processo a un ragazzo di quattordici anni accusato di omicidio, la cui sceneggiatura ha ottenuto premi e riconoscimenti. Nel 2012 firma il successivo film, «Su Re», ambientato in Sardegna, una storia incentrata sulla passione di Cristo tratta dai quattro Vangeli, con i dialoghi in lingua sarda.

Gianfranco CabidduA Cagliari nel 1953 nasce il regista cinematografico Gianfranco Cabiddu, che ha firmato due opere ambientate nella Sardegna degli anni Trenta e Cinquanta. Nel 1988 «Disamistade», che in lingua sarda sta ad indicare l'inimicizia ossia la faida, e nel 1997 «Il figlio di Bakunin», tratto da un libro di Sergio Atzeni Nel 2004 presenta «Passaggi di tempo - viaggio di Sonos 'e Memoria» con la partecipazione di Paolo Fresu, e successivamente nel 2012 «Faber in Sardegna & L'ultimo concerto di Fabrizio De André», un documentario che descrive un viaggio nella Sardegna raccontata da Fabrizio De Andrè. E nel 2015 «La stoffa dei sogni», teatranti e criminali insieme all'Asinara, l'isola carcere in mezzo al Mediterraneo.

Il regista Antonello GrimaldiNel 1955 a Sassari nasce Antonio Luigi Grimaldi, noto come Antonello Grimaldi, regista, attore, sceneggiatore. Laureato in Giurisprudenza, si trasferisce a Roma e poi insegna Storia dello Spettacolo all'Accademia delle Belle Arti di Sassari. Dopo aver lavorato come attore ed aver diretto diversi film, nel 2000 dirige «Un delitto impossibile», il suo primo film ambientato in Sardegna, tratto dal romanzo «Procedura» di Salvatore Mannuzzu, nel quale il procuratore Garau muore per aver ingerito una pillola di cianuro, per le indagini viene chiamato un altro procuratore che ben presto si trova nel mezzo di intrighi autoctoni, con le canoniche pressioni e le solite storie di letti, ricatti e passioni nascoste.

Enrico PauA Cagliari nel 1956 nasce il regista cinematografico Enrico Pau, che nel 1996 presenta il suo primo cortometraggio «La Volpe e l'Ape», e nel 1997 dirige l'operetta musicale «Il Brutto Anatrocolo». Nel 2001 dirige il primo film, «Pesi Leggeri», dedicato al mondo del pugilato. Nel 2006 presenta il film «Jimmy dalla collina», in cui racconta l'esperienza di una comunità di recupero per giovani carcerati. Del 2015 è il suo lungometraggio «L'Accabadora», un film che affronta il tema dell'eutanasia, e racconta la storia di Annetta alla quale la piccola comunità e il destino hanno affidato il ruolo di accabadora, la donna che secondo certi racconti popolari dispensava la buona morte ai malati terminali.

Il regista Enrico PitziantiA Cagliari nel 1961 nasce Enrico Pitzianti, un regista italiano specializzato nella realizzazione di documentari. Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza, si trasferisce a New York dove completa gli studi diplomandosi in regia alla New York Film Academy. Inizia la carriera di regista alla fine degli anni Novanta producendo cortometraggi, tra i quali significativi ambientati in Sardegna sono «L'ultima corsa» del 2002, sullo smantellamento delle Ferrovie dello Stato a Golfo Aranci; e «Piccola pesca» del 2004, che racconta la storia dei pescatori del basso Sulcis impossibilitati ad esercitare il proprio lavoro per la presenza del poligono militare di Capo Teulada.

Salvatore MereuMa la maggior espressione del cinema sardo si ha con Salvatore Mereu, nato a Dorgali nel 1965. Autore di numerosi cortometraggi, pubblica nel 2003 il suo primo film «Ballo a Tre Passi», vincitore della Settimana della Critica alla mostra del Cinema di Venezia e del David di Donatello per la Migliore Opera Prima. Nel 2008 realizza il suo secondo film, «Sonetàula», tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Fiori, che costituisce un grande affresco sullo sfruttamento del popolo sardo e sull'origine del banditismo. Nel 2010 presenta il film «Tajabone», mentre il suo quarto film, del 2012, tratto dall'omonimo romanzo di Sergio Atzeni, è «Bellas Mariposas», la storia di due ragazze nel fiore della loro adolescenza, piena di sogni, di paure e di titubanze. Successivamente presenta tre cortometraggi: «Transumanza» e «La vita adesso» nel 2013, «Futuro Prossimo» nel 2017.

La Sardegna oggi

La Sardegna ha, ancora oggi, una disoccupazione che la pone alla stregua dei paesi del terzo mondo, nella Regione non operano industrie rilevanti in gradi trasformare le materie prime in prodotti finiti, non esiste un'agricoltura moderna, ne un allevamento razionale. Mancano quasi del tutto strade e collegamenti, le ferrovie sono estremamente carenti e manca l'alimentazione elettrica delle linee, mancano porti efficienti. In Sardegna non è stata neppure avviata la metanizzazione, che sarebbe in grado di abbattere i costi energetici. Non esiste ancora una reale continuità territoriale, in grado di livellare i costi di esportazione e di importazione dei prodotti. La Sardegna negli ultimi anni ha visto uno sviluppo turistico a volte rispettoso dell'ambiente, ma più spesso basato sulla speculazione. Accanto a questo, nasce un turismo intelligente e negli ultimi tempi si comincia ad assistere ad una forte voglia di ripresa.

Lo sviluppo turistico

Arzachena-Costa Smeralda: l'Aga Khan KarimLo sviluppo turistico della Sardegna inizia nel 1962, quando un gruppo di operatori sotto la guida dell'Aga Khan Karim si riuniscono nel Consorzio Costa Smeralda per sfruttare turisticamente queste zone allora assolutamente incontaminate, realizzando costruzioni che prendessero spunto dall'architettura contadina locale e rispettassero al massimo le caratteristiche paesaggistiche, bene inserendosi nel territorio senza deturparlo eccessivamente. Viene quindi inventato lo stile smeraldino, che si ispira allo stile gallurese, nel quale viene realizzato un insieme di complessi tra i più famosi al mondo, in uno dei principali centri del turismo internazionale. Sull'onda del successo della Costa Smeralda, che rappresenta però un turismo di elite, si sviluppano altre attività turistiche in diverse zone costiere, in molti casi però responsabili di un irrimediabile degrado di ampi tratti del litorale. Deturpa irrimediabilmente l'ambiente l'insediamento di Costa Paradiso, con le abitazioni costruite tra le splendide scogliere di colore rosa acceso. Più rispettoso dell'ambiente, non ha grande successo l'insediamento della Costa Verde, nell'Iglesiente. Terribile da vedere la costa di Pula e Domus de Maria, dove i complessi turistici, recintati, si seguono l'un l'altro, rendendo impossibile a che non vi abiti raggiungere la costa.

No alle scorieForte è stata in Sardegna, a partire dal 2003, la mobilitazione popolare contro le direttive del governo Berlusconi, che è stato in seguito ad essa costretto a ritirarle, che progettavano di trasportare e concentrare nell'isola le scorie prodotte dalle vecchie centrali nucleari e dai siti di stoccaggio del Piemonte, dell'Emilia Romagna, del Lazio, della Campania e della Basilicata. Si sarebbe trattato di un'offesa per una terra che affida il proprio futuro a una naturale vocazione turistica, ambientale e paesaggistica. Infatti, dopoanni nei quali della Sardegna si visitavano solo le coste, nell'isola è nato un turismo intelligente, che vuole scoprire le bellezze e la Cultura del territorio. Vengono restaurate le vecchie miniere abbandonate che diventano interessanti esempio di archeologia industriale. Molti siti archeologici vengono resi agibili al pubblico.

Il rilancio dei valori della tradizione

In questi ultimi anni si espande la pastorizia e nascono numerose culture di qualità. Sorgono di conseguenza e si moltiplicano cantine sociali, caseifici, oleifici, che iniziano ed esportare i loro prodotti nel continente. Accanto ai molti ristoranti di pesce, si affermano locali che ripropongono la cucina del territorio, quella basata sui prodotti genuini che da sempre hanno utilizzato i pastori: accanto all'aragosta ed alle cozze, si comincia ad andare a cercare sempre più spesso il porcetto, o la ricotta di pecora e di capra. Si prende quindi più coscienza che è con la riscoperta dei valori della tradizione che si può rilanciare l'economia.

Il governo della Sardegna

Dopoanni nei quali le giunte regionali soprattutto di centro-destra hanno favorito la speculazione edilizia sulle coste, con la costruzione di complessi residenziali come la Costa Paradiso, la Costa Verde, i complessi nella costiera tra Pula e Domus de Maria, il progettato insediamento turistico della Costa Turchese, nelle elezioni regionali del 2004 viene eletto, nelle prime elezioni dirette, a governatore dell'Isola, Renato Soru.

Con Renato Soru la legge salvacoste, la tassa sul lusso e l'eliminazione delle servitù militari

Renato SoruA capo della lista regionale di centro sinistra Sardegna Insieme con Renato Soru, nel 2004 viene eletto governatore della Sardegna Renato Soru, del Partito Democratico, il che costituisce una svolta per tutta l'isola. Dopoanni di politica succube a Roma, inizia una nuova politica di difesa degli interessi dell'Isola, anche a costo di aprire controversie con lo stato centrale, costantemente carente nel rispettare i propri impegni. Vengono intraprese iniziative di tutela paesaggistica: tutela dei beni paesistici, lotta agli incendi, salvaguardia delle coste con blocco delle attività speculative non inseriti in un piano paesaggistico, un piano per salvare la campagna, impegno per liberare da servitù militare La Maddalena e per un suo diverso futuro, analisi della salute nelle zone soggette a servitù militare, che evidenzia la prevalenza di tumori polmonari a Teulada, eccessi di linfomi a La Maddalena e di ricoveri per tumori nel Salto di Quirra, ecc. Significativo è, anche, l'impegno della giunta Soru per la salvaguardia dell'ambiente e del territorio. Il 25 novembre 2004 promulga la legge regionale 8/2004 riguardante «Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la pianificazione paesaggistica e la tutela del territorio regionale», la cosiddetta legge salvacoste, che pone limitazioni all'edificazione sui tratti costieri e delibera che non si potranno costruire nuovi insediamenti abitativi e turistici entro una fascia di due chilometri dalla costa. La legge viene impugnata dal consiglio dei ministri del governo Berlusconi davanti alla corte costituzionale, che però conferma la totale legittimità delle sue norme, compresa quella che pone freno alla installazione di nuove centrali eoliche, sia lungo le coste che nell'entroterra dell'Isola. Il 13 maggio 2006 la giunta promulga la legge regionale 4/2006 recante «Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo», detta per questo anche tassa sul lusso. La Sardegna è la Regione italiana che nel 2007 ha registrato il maggior incremento percentuale sui flussi turistici, con +18% negli arrivi e +15% nelle presenze, e nel 2008, nonostante la crisi, il turismo sardo ha, comunque, tenuto. Un altro grande problema della Sardegna è quello delle ampie zone del suo territorio sottoposto a servitù militare e delle conseguenze per la salute dei cittadini e per l'economia dell'Isola. Nel 2006 la giunta Soru raggiunge un accordo con il ministero della difesa per la loro riduzione. Ma, alla fine del 2008, a Soru viene a mancare l'appoggio di parte della sua maggioranza più legata all'edilizia, nell'approvazione dei piani paesaggistici, il che ha portato alle sue dimissioni ed alle elezioni regionali del 2009.

Renato Soru è stato rinviato a giudizio, a Cagliari, per abuso d'ufficio e turbativa d'asta, per presunte irregolarità nella gara d'appalto da 56milioni di euro per la pubblicità istituzionale della Regione Sardegna nel 2006, nella quale era accusato di aver agevolato la società inglese Saatchi & Saatchi, ma nel'aprile del 2011 è stato prosciolto da ogni imputazione.

La ripresa della speculazione edilizia sulle coste e l'annollamento del vertice G8 a La Maddalena

Ugo CappellacciLe elezioni del 2009 vengono vinte dal candidato di centro destra Ugo Cappellaci, del Popolo delle Libertà, figlio di un commercialista che aveva curato gli interessi di Silvio Berlusconi agli inizi degli anni '80. E Silvio Berlusconi si è grandemente prodigato in suo favore, con diversi interventi nell'isola, mentre a Renato Soru sono venuti a mancare i voti di parte della coalizione che lo aveva appoggiato nelle precedenti elezioni. E la nuova politica ambientale dell'amministrazione Cappellaci non tarda a farsi vedere. Con la delibera n. 24/24 del 19 maggio 2009, la Giunta regionale emana le nuove norme di indirizzo per il rilasciò delle concessioni demaniali con finalità turistico ricreative, ed avvia la privatizzazione delle spiagge della Sardegna. Basta che le spiagge siano lunghe almeno 250 metri lineari e che non si superi il 50% della lunghezza della spiaggia medesima. Se si tratta di alberghi o villaggi turistici situati fra gli 800 e i 1500 metri dalla battigia, possono avere cinque metri quadrati di ombra per ciascuna camera. Se sono entro la fascia degli ottocento metri dalla battigia, possono avere sette metri quadrati per ogni camera, se di categoria fino a tre stelle, o nove metri quadrati d'ombra, se di categoria superiore alle tre stelle. Va poi aggiunto lo spazio per torrette di avvistamento ed altri servizi, nonche un bonus in più per servizi ludici, se si tratta di strutture ricettive con più di 1500 posti letto. Insomma, le strutture di lusso e più vicine alla costa sono le più favorite. La Sardegna avrebbe dovuto ospitare, nelle aspettative della giunta Soru, il G8 alla Maddalena del luglio 2009. Il vertice viene, però, spostato, dal governo Berlusconi, a l'Aquila. Erano già a buon punto i lavori, che vengono interrotti. Un'occasione unica, per rilanciare l'economia dell'Isola, che viene persa. Dopo l'aumento del costo dei traghettti dell'estate 2011, Cappellacci contribuisce alla costituzione della compagnia regionale Sa.Re.Mar., che gode di notevoli aiuti statali, rischiando quindi due Sanzioni da parte dell'Unione Europea: sia per la mancata privatizzazione, richiesta dall'Unione per le compagnie regionali che per gli aiuti di stato concessi alla flotta sarda. Inoltre, nel gennaio 2012 la giunta regionale riduce fortemente i fondi concessi agli aeroporti, che si era impegnata a concedere per il biennio 2012-2014, fino al dimezzamento dei fondi per l'Aeroporto di Alghero Fertilia, mettendo a rischio la loro sopravvivenza.

Non mancano, inoltre, le sue disavventure giudiziarie. Ugo Cappellacci, dal 2001 al 2003, era stato presidente della Sardinia Gold Mining, la società che è stata al centro di forti polemiche per il notevole disastro ambientale prodotto nella zona di Furtei. Nel gennaio 2011 la Procura di Roma, nell'ambito del filone d'inchiesta legato al business dell'eolico in Sardegna, chiede il suo rinvio a giudizio, accusandolo di abuso d'ufficio in merito alla nomina di Ignazio Farris all'Agenzia regionale per l'Ambiente; per quanto riguarda il resto dell'inchiesta, nota con il nome di P3, viene Chiesto il processo anche per il coordinatore del Popolo delle Libertà, Denis Verdini, per il senatore dello stesso partito Marcello dell'Utri, e l'imprenditore sardo Flavio Carboni, accusati, assieme ad altre 18 persone, di aver violato la legge Anselmi per aver partecipato a un'associazione «caratterizzata dalla segretezza degli scopi, dell'attività e della composizione del sodalizio e volta a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale». Vi forniremo notizie sull'esito di questa inchiesta.

Gli effetti della sua amministrazione non soddisfano i cittadini Sardi, che nelle elezioni Provinciali del 2010 assegnano sei Province su otto al centro sinistra, lasciando al centro destra solo la Provincia di Sassari Pausania e quella di Oristano. Persino nella Città di Cagliari, da sempre roccaforte del centro destra, viene eletto sindaco il candidato di centro sinistra Massimo Zedda, di Sinistra Ecologia e Libertà, il più giovane sindaco di un capoluogo regionale. Il 17 gennaio 2014 il governo nazionale aveva impugnato davanti alla Corte Costituzionale la delibera con cui, il 29 ottobre 2013, solo venti giorni prima di quando il ciclone Cleopatra portasse morte e distruzione in Sardegna, la giunta Cappellacci aveva aggiornato, modificandolo radicalmente, il Piano Paesaggistico regionale che era stato varato dall'ex giunta Soru, trasformandolo nel ribattezzato Piano Paesaggistico dei Sardi. Il motivo è che la Regione non avrebbe tenuto il necessario confronto con gli uffici del ministero dei beni culturali quando ha elaborato le modifiche dei livelli di tutela paesaggistica, e diverse associazioni ambientaliste avevano espresso soddisfazione per la decisione di sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Consulta. Ma, con un ultimo colpo di coda, il nuovo Piano Paesaggistico dei Sardi, privo di ogni legittimità, è stato approvato a due giorni dalle elezioni regionali del 2014, ma la delibera è stata approvata nonostante la mancanza della Valutazione Ambientale Strategica, quindi è priva di effetti validi sul piano giuridico. Si tratterebbe di un piano in grado di distruggere quello che resta del patrimonio turistico e culturale dell’isola.

Il nuovo governatore della Sardegna Francesco Pigliaru

A fine ottobre 2013 il sondaggio Datamedia sul gradimento dei governatori delle regioni da parte dei loro cittadini, vede Cappellaci al terz'ultimo posto su diciotto governatori regionali. Ciò nonostante, Cappellacci si è ricandidato nel 2014 alla carica di governatore per il centrodestra, appoggiato da Forza Italia Sardegna, Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro, Riformatori sardi Liberal Democratici, Partito sardo d'Azione, Fratelli d'Italia Centro Destra Nazionale, Partito UDS Unione dei Sardi, ed il Movimento Sardegna Zona Franca. A lui si è contrapposto, per il centrosinistra, Francesco Pigliaru, in sostituzione della vincitrice delle primarie del settembre 2013 Francesca Barracciu che è stata costretta a ritirarsi in seguito all'indagine che l'ha vista coinvolta sull'utilizzo dei fondi ai gruppi consiliari, appoggiato da Partito Democratico della Sardegna, Sinistra Ecologia e Libertà, Partito dei Sardi, Rossomori, Centro Democratico, Rifondazione con Comunisti Italiani e Sinistra Sarda, Unione Popolare Cristiana, Partito Socialista Italiano, Italia dei Valori con i Verdi, Indipendentzia repubrica de Sardigna, e La Base Sardegna. Terza canditata è stata la scrittrice Michela Murgia, alla guida di una lista che offriva una proposta e la prospettiva di una Sardegna Possibile, costituita dai movimenti ProgReS ossia Progetu repùblica Sardegna, Gentes, e Comunidades. Non è stata presentata la lista del movimento 5 Stelle, e probabilmente questo è uno dei motivi della scarsa affluenza alle urne, che ha visto pertecipare solo il 52,23% degli elettori. Nelle elezioni del 17 febbraio 2014 Francesco Pigliaru è risultato il nuovo governatore della Sardegna, chiudendo la sua corsa con il 42,45% dei voti ed ottenendo 33 seggi, vincendo sul governatore uscente, Ugo Cappellacci, rimasto al 39,65% con 22 seggi, mentre chiude terza Michela Murgia con il 10,30%, al di sotto delle aspettative, che non ottiene alcun seggio.

Francesco PigliaruIl nuovo governatore Francesco Pigliaru è nato a Sassari nel 1954. Il padre, il filosofo e giurista Antonio Pigliaru, nato a Orune, è stato l'autore nel 1959 del famoso saggio «La vendetta barbaricina come ordinamento giuridico». Francesco, laureato in Sciene politiche a Sassari, docente di Economia politica nella facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Cagliari, nel 2004 è stato tra coloro che hanno elaborato il programma del governatore Renato Soru, nella cui giunta è stato poi assessore alla Programmazione e al Bilancio, ed è stato fondamentale il suo contributo per la nascita del Master and back, uno strumento che permetteva di aumentare le competenze dei giovani laureati Sardi, accrescendone il potenziale professionale e occupazionale, e sostenendone il perfezionamento presso università di eccellenza operanti al di fuori del territorio regionale. La rottura col governatore risale al 2007, quando, in una lettera, ha contestato al presidente della Regione l'eccessivo accentramento di potere. Con l'eventuale vittoria di Michela Murgia si sarebbe iniziata una politica più indipendente da Roma; speriamo che in nuovo governatore sappia rimediare ai molti guasti prodotti dalla giunta precedente, e che riesca a tenere fede al suo programma, nel quale è scritto che: «Vogliamo investire sulle persone... per creare opportunità di lavoro... e una società inclusiva. Per fare questo ci servono: un ambiente sostenibile... collegamenti efficienti... e istituzioni di alta qualità». Auguri di buon lavoro, professore...

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Una croce rossa in campo bianco, inquartata con quattro teste di moro, è il simbolo del popolo sardo. Da tempo si cerca di ricostruire, tra leggenda e realtà storica e tra Sardegna e Spagna, l'origine ed il significato di questo stemma, che però rimane ancora oggi sostanzialmente un mistero. Nella prossima pagina descriveremo le origini e la storia della bandiera con i quattro mori.


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