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Talana e le peculiarità genetiche della popolazione con la Sagra del prosciutto artigianale e il complesso nuragico di Bau ’e Tanca

In questa tappa del nostro viaggio, da Urzulei ci recheremo a Talana nota per le peculiarità genetiche della sua popolazione, che visiteremo con il suo centro dove si svolge la Sagra del prosciutto artigianale, ed i dintorni che ci porteranno fino alle soglie della Barbagia.

La regione storica dell’Ogliastra

L’OgliastraL’Ogliastra è una Regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla Provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della Regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una Regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.

In viaggio verso Talana

Da Urzulei facciamo una deviazione all’interno. Prendiamo la via San Giorgio, che esce dall’abitato verso sud come SP37, e che, dopo una diecina di chilometri, sbocca sulla SP56 provenienta da Lotzorai, proprio di fronte ad una Cappella votiva.

Talana-La SP37 sbocca sulla SP56 di fronte all’edicola con una Cappella votiva Talana-La Cappella votiva

Proseguiamo su questa strada che in circa quattrocento metri ci porta al cartello segnaletico che indica l’interno dell’abitato di Talana. Dal Municipio di Urzulei a quello di Talana si percorrono 11.3 chilometri. Oltre che da Urzulei, a Talana possiamo arrivare anche da est, con la SP56 la quale proviene da Lotzorai, che dista circa 21 chilometri. Oppure possiamo arrivarci anche da sud, con una strada locale la quale proviene da Villagrande Strisaili, che dista circa 16 chilometri.

Il Comune chiamato Talana

Talana-veduta dell’abitatoTalana-Stemma del ComuneIl Comune di Talana (altezza metri 682 sul livello del mare, abitanti 963 al 31 dicembre 2021) è un piccolo centro montano agropastorale situato nella parte centro orientale del territorio della Provincia di Nuoro, nell’entroterra costiero, alle pendici del monte Bruncu e Pisucerbu, ai margini orientali del massiccio del Gennargentu. Il paese è raggiungibile con la SS125 Orientale Sarda, che passa a una distanza di circa sedici chilometri dall’abitato. Il territorio comunale, comprensivo dell’area di Trocco Is Gespas, che è però in contestazione con il Comune di Urzulei, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, dato che si raggiungono i 1.506 metri di quota.

Si tratta di uno dei paesi dove la speranza di vita è più alta rispetto alla media mondiale

Area in cui la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondialeIl Comune appartiene ad una delle zone blu dove la speranza di vita è più alta rispetto alla media mondiale. Il termine Zone blu, in inglese darkslateblue Zones, viene usato per identificare le aree demografiche o geografiche del mondo in cui la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondiale. Il concetto è nato quando gli studiosi Gianni Pes e Michel Poulain hanno pubblicato su Experimental Gerontology il loro studio demografico sulla longevità umana, che identifica la Provincia di Nuoro, in Sardegna, come l’area con la maggiore concentrazione di centenari al mondo. Gli studiosi, per procedere nel lavoro, tracciavano sulla mappa delle serie di cerchi concentrici blu che indicavano le zone con la più alta longevità, da qui il termine Zona blu. I paesi appartenenti alle zone blu in Sardegna sono Arzana, Baunei, Fonni, Gavoi, Mamoiada, Oliena, Ollolai, Orgosolo, Ovodda, Perdasdefogu, Seulo, Talana, Tiana, Triei, Ulassai, Urzulei, Villagrande Strisaili.

Le caratteristiche e peculiarità genetiche della sua popolazione

Istituto di Genetica delle Popolazioni del CNR di AlgheroA causa dell’Isolamento geografico e per i limitati scambi con il continente, in particolare a causa del basso tasso di immigrazione, la popolazione della Sardegna ha caratteristiche e peculiarità genetiche assolutamente uniche. Ciò ha determinato una cosiddetta Deriva genetica che la differenzia da tutte le altre popolazioni europee. La posizione centrale nel Mediterraneo della Sardegna, ha consentito l’approdo sulle sue sponde, in epoca preistorica, di diverse popolazioni. La storia della Sardegna vede la sovrapposizione, ad una popolazione con tratti somatici di tipo negroide, di una diversa popolazione con le caratteristiche tipiche delle popolazioni indo europee o semitiche, come dimostrato dal ritrovamento dei due crani di inumati nella grotta di Genna e Ludalbu, sull’altopiano del Golgo. Questi fatti giustificano le leggere differenze genetiche che si riscontrano in diverse zone dell’Isola, e l’Ogliastra è una delle aree più anticamente popolate e più isolate, dato che in essa le prime tracce umane risalgono a quattordicimila anni fa. Nei paesi montani dell’Ogliastra si è registrato, per secoli, un tasso di matrimoni solo tra individui di uno stesso gruppo etnico anche del novanta per cento, il che ha portato ad una eccezionale omogeneità genetica ed ambientale. Più in particolare, Talana è stata ritenuta un’area ideale per gli studi genetici dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR. Gli studi, condotti sulla popolazione di Talana, hanno portato a determinare che il settamtacinque per cento della popolazione attuale deriva da solo otto linee materne ed otto linee paterne. Questa alta omogeneità, ha consentito di identificare le varianti genetiche che sono state introdotte in epoca antica, e sono state successivamente trasmesse ai discendenti, fino ad essere presenti, oggi, in famiglie che non risultano apparentemente tra loro imparentate.

Origine del nome

La sua denominazione non ha una chiara origine, ed appartiene, probabilmente, allo strato linguistico protosardo, significativa in tal senso la triplice ripetizione della A. Si può ipotizzare una connessione con l’appellativo sardiano o protosardo Th lau, Thal u, Tal u o Tel u, che indica la Crusca come residuo della trebbiatura, e quindi come sinonimo di Aia. In alternativa il suo nome potrebbe essere connesso col termine etrusco Thalana, Thalna o Talna, che indicava una divinità etrusca di incerto carattere e sesso, probabilmente la dea della giovinezza. È comunque fantasiosa l’interpretazione di alcuni studiosi, secondo la quale il nome deriverebbe da una voce greco bizantina che indica il Lavoro in lana.

La sua economia

Talana-Il prosciutto artigianale di TalanaSi tratta di un comune di montagna, con un’economia di tipo prettamente agricolo. L’agricoltura, che è quindi la principale fonte dell’economia locale, è specializzata nella coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vite, ulivi, agrumeti e alberi da frutta, ed anche nell’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli, in partocolare significativa è la produzione del prosciutto artigianale. L’industria è scarsamente sviluppata, con poche attività nei comparti edile e alimentare. Modesta è anche la presenza del terziario. Sebbene non figuri tra le mete di maggiore afflusso turistico, la sua vicinanza ai monti del Gennargentu e al parco del golfo di Orosei, offre a quanti vi si rechino la possibilità di godere di una suggestiva cornice paesaggistica, e di effettuare interessanti escursioni nei boschi circostanti, tra lecci e ontani, dove sgorgano numerose sorgenti d’acqua. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ed anche di soggiorno. 

Brevi cenni storici

Piccola Grande Italia: TalanaL’area nella quale sorge il paese viene abitata già in epoca prenuragica, come attestato dalla presenza di tombe di giganti, ed in epoca nuragica, testimoniato dalla presenza di alcuni nuraghi. La villa nel Medioevo fece parte del Giudicato di Càralis, nella curatoria dell’Ogliastra, fino al 1258. A metà del tredicesimo secolo entra a far parte del Giudicato di Gallura e, successivamente, viene conquistata dai Pisani. Con l’arrivo sull isola degli Aragonesi nel 1323, che registrano l’importante vittoria nella battaglia di Macomer, anch essa, come altri paesi sardi, viene incorporata nei domini spagnoli e diviene proprietà di Berengario Carroz. Il borgo fu poi annesso nel 1363 alla Contea di Quirra, feudo dei Carroz, istituita in quell’anno dal Re d’Aragona Pietro IV il Cerimonioso. Nel 1603 la Contea venne trasformata in Marchesato, feudo prima dei Centelles e poi degli Osorio de la Cueva, ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale voluta da Carlo Alberto di Savoia. Nella prima metà dell’Ottocento la sua popolazione si dedica, senza riuscire, alla raccolta dell’oro nei i numerosi giacimenti presenti nel suo territorio. Del Comune di Talana nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, alla neonata Provincia di Nuoro. Successivamente nel 2003, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell’Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro.

Personaggi nati a Talana

Il piccolo comune dell’Ogliastra, noto per il suo ambiente salubre e l’alta concentrazione di centenari, lega la sua notorietà alla tradizione agropastorale e a figure di respiro locale, tra cui il poeta Antonio Serra.

Talana-Antonio SerraA Talana nasce nel 1925 Antonio Serra, un poeta amato per la sua capacità di raccontare la vita agropastorale e l’identità dell’Ogliastra. Nonostante una vita riservata, la sua opera rappresenta un importante documento linguistico e culturale per la Sardegna. Istituto di Genetica delle Popolazioni del CNR di AlgheroHa coltivato la scrittura poetica per pura passione, affiancandola alla quotidianità della vita di paese. Scriveva utilizzando le varianti e i suoni tipici della lingua parlata locale, mantenendo una forte freschezza espressiva. Le sue opere cantavano gli affetti familiari, le tradizioni comunitarie e la difesa della propria terra, come l’opposizione alle occupazioni militari sul Gennargentu. La sua produzione rimasta a lungo intima, fino alla pubblicazione della raccolta postuma intitolata Una poesia in punta di piedi, uscita nell’ottobre del 2018 grazie all’impegno dei familiari e delle associazioni locali. La sua sensibilità artistica è stata ereditata dal nipote materno, il cantautore ogliastrino Luca Muggianu.

Le principali feste e sagre che si svolgono a Talana

Talana-Il Gruppo Folk Santa Marta di TalanaA Talana è attivo il Gruppo Folk Santa Marta di Talana, che mantiene vive le antiche tradizioni, i canti e i balli sardi indossando i preziosi costumi tipici locali in occasione delle principali feste religiose dell’Isola. Tra le principali principali feste e sagre che si svolgono a Talana meritano di essere segnalate, il 17 gennaio, la Festa di Sant’Antonio Abate; la prima domenica di maggio, la Festa di Sant’Efisio, nella chiesa campestre a lui dedicata; il 24 giugno, la Festa di San Giovanni Battista, presso la sua piccola chiesa campestre; il 29 luglio è il giorno di astensione dal lavoro, in occasione della Festa di Santa Marthighedda, ossia di Santa Maria bambina o della Natività della Beata Vergine, che è la prima celebrazione della Santa patrona del paese; la prima domenica di agosto, si svolge la Sagra del prosciutto artigianale; segue la domenica successiva, una Passeggiata ecologica; la prima domenica di settembre, si celebra la Festa di Santa Martha Manna, che è la seconda celebrazione della Santa patrona del paese; il 29 settembre, la Festa di San Michele Arcangelo.

Talana-Festa di Sant’Antonio Abate Talana-Festa di Sant’Efisio Talana-Festa di San Giovanni Battista Talana-Festa di Santa Marthighedda Talana-Sagra del prosciutto artigianale Talana-Passeggiata ecologica Talana-Festa di Santa Martha Manna Talana-Festa di San Michele Arcangelo

La festa di Sant’Antonio Abate

Come in tanti altri paesi della Sardegna, anche a Talana il 17 gennaio si svolge la Festa di Sant’Antonio Abate, con le cerimonie religiose la sera precedente, al termine della messa si svolge la processione con il simulacro del Santo, cui segue la benedizione e l’accensione del fuoco, che dà luogo al grande falò rituale, organizzato del comitato dei FedAles, costituito dai quarantenni del paese, il quale organizza anche le altre due feste in onore dei Santi ai quali sono devoti i Talanesi. Il falò di Talana, chiamato Su barracu de Sant’Antoni, ha la particolarità di essere fatto a metà fra tronchi e frasche. In serata intrattenimento in piazza con la distribuzione di fave con lardo, carne di maiale arrosto, carne di cinghiale alla cacciatora, ed anche di pane conciau e paniscedda, e vino a volontà.

La festa di San Michele Arcangelo

Ogni anno a Talana, il 29 settembre che è tradizionalmente la festa degli Arcangeli, si svolge la Festa in onore di San Michele Arcangelo, che è una festa molto sentita dai Talanesi, quasi alla pari di quelle in onore di Santa Marta, patrona del paese, e quella di Sant’Efisio. Oltre ai festeggiamenti religiosi, particolare importanza si dà ai festeggiamenti civili, a organizzare i quali c’è il comitato dei FedAles, costituito dai quarantenni del paese, il quale organizza anche le altre due feste in onore dei Santi ai quali sono devoti i Talanesi. San Michele, pur essendo da sempre nel cuore dei Talanesi, visto che è uno dei nomi più frequenti nel paese, non ha una sua chiesa. Talana celebra San Michele come protettore del paese, la sua antica chiesetta non esiste più, ma rimane un centro socio culturale dedicato al Santo, segno della continuità del culto. A San Michele è dedicato, comunque, il Cimitero Comunale del paese.

Visita del centro storico di Talana

Arrivando a Talana da Urzulei con la SP37 che, dopo una diecina di chilometri, sbocca sulla SP56 provenienta da Lotzorai, proprio di fronte ad una Cappella votiva. Proseguiamo su questa strada che in circa quattrocento metri ci porta al cartello segnaletico che indica l’interno dell’abitato di Talana. L’abitato è caratterizzato da antiche abitazioni costruite con blocchi di granito, per calcina si usa l’argilla, che sono circondate da irregolarissime strade, ed il suo andamento altimetrico è quello tipico delle località di montagna.

Il Cimitero Comunale di Talana

Arrivando a Talana con la SP37 da nord est provenendo da Urzulei, un centinaio di metri prima del cartello segnaletico che indica l’ingresso all’interno dell’abitato, si vede, alla destra della strada Provinciale, il muro di cinta ed il portone del Cimitero Comunale San Michele di Talana, mentre per accedere al Cimitero si deve prendere, appena una cinquantina di metri più avanti, una deviazione in salita sulla destra che, in una quarantina di metri, porta al piccolo piazzale nel quale si può parcheggiare.

Talana-Il Cimitero di San Michele Talana-Cimitero di San Michele: ingresso

I resti dell’antico Palazzetto Tegas

Talana-I resti del Palazzetto Tegas prima dell’Hotel TergasUn centinaio di metri dopo aver passato il Cimitero, arriviamo al cartello segnaletico che indica l’ingresso all’interno dell’abitato, dopo il quale la strada Provinciale assume in nome di via Nuoro. La seguiamo all’interno del paese, e, dopo trecento metri, arriviamo a un bivio, dove a destra parte la via IV Novembre, mentre proseguiamo a sinistra con la via Nuoro. Proseguendo un’altra cinquantina di metri, arrviamo a un altro bivio, dove a sinistra parte la via Nazario Sauro, mentre la via Nuoro prosegue curvando verso destra. Passato il bivio, subito alla destra della via Nuoro si vedono i resti del Palazzetto Tegas, che era un antico palazzetto nobiliare, il quale è situato subito prima dell’omonimo Hotel Tegas.

Un murale 

Talana-Il murale in bianco e nero che rappresenta una processioneProseguendo, la via Nuoro scende leggermente e costeggia sulla sinistra il lato destro della chiesa di Santa Marta, e, dopo una cinquantina di metri, sbocca sulla sinistra nella piazza Santa Marta, che si trova al centro del paese. Sul lato destro della via Nuoro, esattamente dove questa strada sbocca nella piazza Santa Marta, sulla facciata laterale destra dell’edificio d’angolo che si trova al civico numero 2 della via Principe Umberto, è presente un murale che rappresenta una processione. Il murale, in bianco e nero, è stato realizzato nel 2017 da un artista che si firma A. Angius, del quale non siamo riusciti a raccogliere informazioni anagrafiche. Dalla scena si riconosce chiaramente una processione con persone in abito tradizionale, un carro trainato da buoi che porta un piccolo simulacro religioso a una chiesetta campestre presente sullo sfondo di un paesaggio collinare tipico dell’Ogliastra. Questa iconografia rimanda quasi certamente a una processione votiva legata a una delle chiese rurali di Talana.

La chiesa parrocchiale di Santa Marta

Sulla piazza Santa Marta si affaccia, alla sinistra, la chiesa di Santa Marta che è la parrocchiale di Talana dedicata alla sua Santa patrona. La chiesa risale ai primi dell’Ottocento, quando ne è iniziata la costruzione sui resti di una chiesa precedente, e la costruzione si è conclusa dopo oltre un secolo come attestato dal fatto che sul frontone è riportato l’anno 1900. L’imponente facciata esterna accoglie, nella parte inferiore, il semplice portone ligneo ad arco a tutto sesto con cornice, mentre nella parte superiore, separata da una cornice orizzontale aggettante, sono poste tre monofore vetrate. Sulla sommità del tetto a doppio spiovente spicca una croce. Sul lato destro dell’edificio si erge il massiccio campanile e canna quadrata con terminale piano.

Talana-La chiesa parrocchiale di Santa Marta Talana-Chiesa parrocchiale di Santa Marta: particolare della facciata

L interno della chiesa parrocchiale di Santa Marta, di gusto neoclassico, è caratterizzato da una pianta a navata unica, con la volta a botte su archi a tutto sesto, e sulla navata si affacciano sette cappelle laterali.

Talana-Chiesa parrocchiale di Santa Marta: interno Talana-Chiesa parrocchiale di Santa Marta: altare maggiore

All interno della chiesa si possono ammirare interessanti arredi sacri, tra cui i bellissimi simulacri lignei della titolare Santa Marta nella veste originale, di ignoto scultore della fine del sedicesimo secolo, una delle rare sculture realizzate con la tecnica decorativa dell’estofado de oro presenti nella diocesi di Lanusei, di un Sant’Efisio Martire del diciottesimo secolo vestito da soldato romano con la palma simbolo del martirio attribuibile alla bottega stampacina di Giuseppe Antonio Lonis, di una Santa Barbara anch’essa con la palma simbolo del martirio e con la torre nella quale sarabbe stata rinchiusa dal padre prima della conversione, e di un San Michele con demonio sotto i suoi piedi. Sono presenti anche i simulacri di San Sebastiano, di Maria Regina della pace, di Sant’Antonio Abate. Degna di nota anche una pregiata croce astile in argento e oro di gusto barocco, di bottega genovese del diciottesimo secolo.

Talana-Chiesa parrocchiale di Santa Marta: simulacro di Santa Marta Talana-Chiesa parrocchiale di Santa Marta: simulacro di Sant’Efisio Talana-Chiesa parrocchiale di Santa Marta: simulacro di Santa Barbara Talana-Chiesa parrocchiale di Santa Marta: simulacro di San Michelecon demonio ai piedi Talana-Chiesa parrocchiale di Santa Marta: simulacro di San Sebastiano Talana-Chiesa parrocchiale di Santa Marta: simulacro di Maria Regina della pace Talana-Chiesa parrocchiale di Santa Marta: simulacro di Sant’Antonio Abate Talana-Chiesa parrocchiale di Santa Marta: croce astile in argento e oro

Talana-Simulacro di Santa Marta addobbato per la FestaIl Comune chiamato Talana celebra presso questa chiesa parrocchiale la Festa della Santa patrona del paese, Santa Marta, due volte l’anno, il 29 luglio e la prima domenica di settembre. La più significativa e quella del 29 luglio, che è anche il giorno di astensione dal lavoro, in occasione della principale Festa di Santa Marta, chiamata a volte anche Festa di Santa Marthighedda, ossia di Santa Maria bambina o della Natività della Beata Vergine, che è la prima celebrazione della Santa patrona del paese, con i suoi festeggiamenti. Dopo un triduo di preparazione, il giorno 29 si svolge la processione religiosa accompagnata da gruppi folkloristici e suonatori di launeddas, seguita dalla messa, e da manifestazioni civili, ed inoltre celebrazione di Messe e manifestazioni civili anche i giorni successivi. La festa è organizzata del comitato dei FedAles, costituito dai quarantenni del paese, che organizza anche le altre due feste in onore dei Santi ai quali sono devoti i Talanesi.

La prima domenica di settembre, si celebra la seconda Festa di Santa Marta, chiamata anche la Festa di Santa Martha Manna, che è la seconda celebrazione della Santa patrona del paese, in occasione della quale si svolgono quasi esclusivamente celebrazioni religiose e più limitate manifestazioni civilii.

Il Municipio di Talana

Nella piazza Santa Marta, guardando la facciata della chiesa parrocchiale, si vede, alla sua destra, l’edificio nel quale si trova il Municipio di Talana, che ospita al civico numero 2 della piazza Santa Marta la sua sede e gli uffici in grado di fornire i loro servizi ai cittadini.

Talana-La piazza Santa Maria con il palazzo del Municipio di Talana Talana-Il palazzo del Municipio di Talana Talana-Il palazzo del Municipio di Talana

La struttura organizzativa è suddivisa in aree di competenze che gestiscono i servizi erogati alla comunità. Si tratta dell’Area Amministrativa, dalla quale dipendono l’Ufficio Segreteria, il Personale, l’Ufficio Servizi Sociali, l’Ufficio Protocollo, l’Ufficio Servizi Demografici, la Biblioteca, e l’Ufficio Usi Civici; dell’Area Economico Finanziaria, dalla quale dipendono l’Ufficio Ragioneria, e l’Ufficio Tributi; e l’Area Tecnico Manutentiva, dalla quale dipendono l’Ufficio Vigilanza che era il Corpo di Polizia Municipale, e l’Ufficio Tecnico.

La lapide commemorativa dei caduti della prima guerra mondiale

Talana-La lapide commemorativa dei caduti della prima guerra mondialeSulla facciata, affissa alla parete del Municipio, alla destra dell’ingresso, è presente la lapide commemorativa dei caduti della prima guerra mondiale. Si tratta di una lapide in marmo bianco con cornici modanate. Talana-Foto d’epoca che testimonia l’originaria collocazione dell’opera sulla facciata della chiesa parrocchialeSul corpo sono due lastre in bardiglio, bloccate con borchie bronzee e recanti i nomi dei caduti a incisione. La fascia centrale, particolarmente aggettante, reca un ramo di palma a rilievo. Il margine inferiore sagomato reca la dedicazione, incorniciata da una ghirlanda d’alloro e fiancheggiata da due peducci decorati con gli stemmi delle città di Trento e Trieste. Oggi nella lapide manca l’intero fastigio in marmo bianco, scolpito e decorato, che era documentato da foto d’epoca. Una foto d’epoca, infatti, testimonia l’originaria collocazione dell’opera sulla facciata della chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Marta. La foto documenta la presenza di un fastigio che coronava la lapide. Essa riproponeva una tipologia particolarmente diffusa nell’Ogliastra e databile intorno al 1930.

Dalla piazza Santa Marta parte la via Vittorio Emanuele

Talana-Il murale 'A Talana con affetto'Dalla piazza Santa Marta, prendiamo la prosecuzione della via Nuoro, che è la via Vittorio Emanuele. Proprio all’inizio della via Vittorio Emanuele, alla destra ad angolo con la piazza, è presente un murale intitolato a Talana con affetto, titolo desunto dalla dedica autografa dell’autore che si trova in basso a sinistra, dato che nei murali, quando non esiste un titolo ufficiale dichiarato dall’artista, si usa la frase della dedica come titolo catalografico. Il murale è stato realizzato nel 2021 dall’artista Antonio Aregoni, nato a Lanusei nel 1960, e presenta una composizione narrativa ampia, con figure umane in abiti tradizionali, elementi della vita quotidiana e del lavoro, paesaggi e simboli identitari, cromie vivaci e struttura a pannelli che raccontano scene diverse, ed anche la presenza di motivi vegetali decorativi.

Talana-I quattro murali sulla facciata del civico numero 6 della via Vittorio EmanuelePercorsa una trentina di metri lungo la via Vittorio Emanuele, prima che questa strada sbocchi sulla piazza Sa Carrera, sono presenti bei murali alla destra ed alla sinistra della strada. Alla destra della strada, sulla facciata dell’edificio al civico numero 6, erano presenti tre murali con figure maschili e femminili, ai quali dopo l’apertura del Bar Sa Carrera, se ne è aggiunto un quarto ed i primi tre sono stati restaurati. Si vede per primo il murale che rappresenta la vita in Sardegna, da una citazione di Fabrizio De Andr riportata sul muro. L’opera della quale ignoriamo l’autore rappresenta la sagoma nera della Sardegna, ben riconoscibile e centrale, con sopra la sagoma, in scrittura corsiva bianca, una celebre citazione di Fabrizio De Andr dedicata alla Sardegna. La forma dell’Isola diventa il supporto del testo, trasformando la citazione in un manifesto visivo. Più avanti, passato l’ingresso del bar che si trova in corrispondenza del civico numero 6, è presente il murale che rappresenta una figura maschile stante, realizzato nel 1996 da Pinuccio Sciola, l’importante muralista nato a San Sperate nel 1942. L’opera rappresenta un uomo in piedi appoggiato ad un ripiano che tiene un bicchiere nella mano destra. Vi è poi il murale che rappresenta una figura maschile stante con bambino e una figura maschile seduta, realizzato anch’esso nel 1996 da Pinuccio Sciola, l’importante muralista nato a San Sperate nel 1942. L’opera rappresenta a sinistra la sagoma di un uomo stante con bambino e a destra un uomo seduto su una sedia. Per finire, quasi al termine della facciata dell’edificio, è presente il quarto murale che rappresenta figure femminili con brocche, realizzato nel 1996 da Luciano Lixi, artista nato nel 1993 a Serramanna, la cui produzione muralista nizia negli anni Settanta del ventesimo secolo col Gruppo Artistico di Serramanna, divenendo uno dei pi attivi fautori della diffusione del muralismo in Marmilla e nel Campidano. Questa opera rappresenta una donna e una bambina colte di profilo mentre trasportano delle brocche. Vediamo ora i quattro murali partendo dall’ultimo a sinistra e procedendo dalla piazza Santa Marta verso la piazza Sa Carrera.

Talana-Il murale che rappresenta figure femminili con brocche Talana-Il murale che rappresenta una figura maschile stante con bambino e una figura maschile seduta Talana-Il murale che rappresenta una figura maschile stante Talana-Il murale che rappresenta la vita in Sardegna

Talana-Il murale che rappresenta un paesaggio con scultureAlla sinistra della via Vittorio Emanuele, prima che essa arrivi sulla piazza Sa Carrera, si affaccia l’edificio la civico numero 9, sul cui prospetto laterale destro affacciato appunto sulla piazza, si trova il murale che rappresenta un paesaggio con sculture, realizzato nel 1996 da Pinuccio Sciola, l’importante muralista nato a San Sperate nel 1942. L’opera rappresenta un sipario aperto che mostra in primo piano a sinistra due monoliti parallelepipedi oltre i quali si vede un paesaggio montano, e appartiene alla tarda produzione muralista dell’artista Pinuccio Sciola il quale, a partire dalla met degli anni Novanta del ventesimo secolo, si dedicato principalmente alla scultura. Questa opera, attraverso una forma pittorica essenziale e dal risalto volumetrico, evoca ed esalta ad un tempo le antiche radici della comunità talanese, inserendosi nel solco del discorso sviluppato da Pinuccio Sciola con gli interventi sansperatini.

La piazza Sa Carrera con la funtana Sa Carrera

Talana-veduta della piazza Sa CarreraDa dove avevamo imboccato la via Vittorio Emanuele, passato l’edificio al civico numero 9, arriviamo in piazza Sa Carrera che costituisce uno slargo alberato alla sinstra della via Vittorio Emanuele, ed è una piazza alberata rallegrata da un bel murale. Il nome Sa Carrera deriva con ogni probabilità da carriera o carrera, che indica la strada, ossia la via principale, un asse viario importante del paese. La piazza è uno spazio urbano riconosciuto dagli abitanti, caratterizzato dalla presenza di alberi che creano ombra e rendono lo spazio piacevole per la sosta. Sulla sinistra della piazza, si trova il murale decorativo che rappresenta un paesaggio con sculture e che abbiamo appena descritto, il quale d’carattere alla piazza. questo murale che rallegra lo spazio e lo rende riconoscibile come punto di riferimento.

Talana-La funtana Sa CarreraLo slargo indicato come piazza Sa Carrera prende il nome dalla presenza, proprio di fronte, alla destra della strada, dell’antica funtana Sa Carrera, una delle quattro fonti storiche del paese. Si tratta di una sorgente d’acqua potabile situata nel centro abitato di Talana, che fa parte del gruppo di fonti che hanno reso il paese ricco d’acqua sin dall’antichità, ossia le fonti Gillaoro, S’Orgoese, Sa Carrera e Funtana ’e Idda, tutte menzionate come sorgenti interne al paese. Ha una funzione storica di approvvigionamento idrico quotidiano, ed è un punto di socialità del vicinato, di abbeveraggio degli animali, di lavaggio e per le attività domestiche. La fontana è incassata nel muro lungo il margine della strada, realizzata in pietra locale, con l’acqua potabile che scorre continuamente. Questa disposizione con il murale a sinistra e la fontana a destra, crea un piccolo spazio urbano armonico e molto caratteristico.

In piazza Sa Carrera si svolge ogni anno la Sagra del prosciutto artigianale

Talana: la sagra del prosciuttoIl maiale sardo, riconosciuto tra le Razze Suine Autoctone Italiane dal 2006, si distingue per la sua taglia più piccola rispetto agli esemplari della penisola e per alcune caratteristiche fisiche come la testa conica e il manto che varia dal nero al fulvo. Questo suino presenta inoltre somiglianze con il cinghiale, con cui spesso si accoppia. L’allevamento del maiale in Ogliastra affonda le sue radici nell’età nuragica, favorito dall’abbondanza di ghiande nella zona. Tuttavia, la produzione massiccia di prosciutti si sviluppò soprattutto in epoca romana, quando Roma impose un sistema di sfruttamento delle risorse nelle sue province, Sardegna inclusa. I prosciutti sardi finirono così sulle ricche tavole dei magistrati romani. A questa specialità, la prima domenica di agosto, Talana dedica la Sagra del prosciutto artigianale, che attira ogni anno nella piazza Sa Carrera migliaia di visitatori. Cosa rende unico il prosciutto di Talana? Il disciplinare non scritto della tradizione prevede passaggi rigorosi, ossia alimentazione naturale dei maiali con ghiande locali, stagionatura che avviene sfruttando l’aria purissima dei monti ogliastrini, lavorazione artigianale di ogni pezzo che viene pressato, salato e aromatizzato con un mix di aglio, pepe ed erbe spontanee della macchia mediterranea. Gli organizzatori selezionano i migliori prosciutti per le degustazioni accompagnate dal vino cannonau, alcune vecchie case diventano musei della vita quotidiana sarda e sono aperti al pubblico, mentre gli immancabili balli sardi e i gruppi folkloristici animano la sagra. Segue, la domenica successiva, una Passeggiata ecologica, che ha inizio anch’essa nella piazza Sa Carrera, e che con un percorso ad anello attraversa sentieri montani, canyon, boschi di lecci e siti archeologici come domus de janas e tombe dei giganti

Gli impianti sportivi della Scuola Secondaria

Talana-Scuola Secondaria di Talana: esternoDalla piazza Sa Carrera, invece di proseguire con la via Vittorio Emanuele, svoltiamo tutto a destra e prendiamo la via Regina Elena che si dirige verso nord est. Seguiamo la via Regina Elena per un centinaio di metri e mantieniamo la sinistra per continuare sulla via Alessandro Manzoni, dopo duecentocinquanta metri svoltiamo a sinistra e dopo una diecina di metri a destra, e qui prendiamo la via Giuseppe Verdi che porta all’estremo nord occidentale dell’abitato. Seguiamo la via Giuseppe Verdi e, dopo un centinaio di metri, seguendo le indicazioni per le scuole, svoltiamo a sinistra per proseguire sulla via Giuseppe Verdi, proseguiamo per circa trecentocinquanta metri, e vediamo, alla sinistra della strada, gli edifici che costituiscono la Scuola Secondaria e Scuola Materna di Talana.

Proseguendo per altri centocinquanta metri si vede, alla sinistra della strada, l’edificio che ospita la Palestra della Scuola Secondaria, di proprietà del Comune di Talana e da esso gestito. Nell’interno di questo impianto sportivo è possibile praticare attività ginnico motorie, pallacanestro e pallavolo.

Talana-Impianto polivalente al chiuso: esterno Talana-Impianto polivalente al chiuso: interno della palestra

Visita del rione Su Lompatzu

Talana-Il Rione Su LompatzuDalla piazza Santa Marta, torniamo indietro con la via Nuoro verso la SP37 in direzione di Urzulei. La seguiamo per un centinaio di metri, poi svoltiamo leggermente a sinistra e prendiamo la via Roma, che prosegue fuori dall’abitato nella strada Gillauro-Lompatzu, e, in novecento metri, ci porta alla periferia del centro abitato, all’interno del rione Su Lompatzu, un’area periferica e residenziale situata nella parte alta del comune di Talana. In questo quartiere, a ridosso della zona residenziale, si è deciso qualche anno fa di varare una zona industriale, un primo passo per combattere la disoccupazione e lo spopolamento, due autentiche piaghe che affliggono Talana come del resto altri piccoli centri montani. Il quartiere noto, inoltre, per ospitare i principali impianti sportivi del paese.

Nel rione Su Lompatzu il parco giochi con gli impianti sportivi

La strada che ci ha portati nel rione sbocca sulla via Ogliastra, ed alla destra, prima del suo termine, si trova il cancello di accesso al parco Giochi inaugurato nel 2017, un’area all’aperto dotata di giochi per bambini con all’interno una fontana di acqua potabile, ed un campo da calcetto. Passato il parco giochi, si vede l’accesso a un Campo da Calcetto, di proprietà del Comune di Talana, con fondo in erba artificiale e non dotato di tribune, all’interno del quale è possibile praticare il calcio ed il calcetto, ossia in calcio a cinque.

Talana-Impianti sportivi Su Lompatzu: ingresso Talana-Impianti sportivi Su Lompatzu: Campo da Calcetto

Visita dei dintorni di Talana

Per quanto riguarda le principali ricerche archeologiche effettuate nei dintorni di Talana, sono stati portati alla luce i resti delle tombe di giganti Bau ’e Tanca, Nercone I, Nercone II, e S’Urgu; del nuraghe complesso Bau ’e Tanca; ed anche dei nuraghi Carduduvu, Corongiu, Lorio, Nercone, Nercone II, Nuragheddu, Odrollai, Pretzos, Ruju, Sa Mola, Spidinie, Talle, e Tortari, tutti di tipologia indefinita. Vediamo ora che cosa si trova di più sigificativo nei dintorni dell’abitato che abbiamo appena descritto.

La chiesa di San Giovanni Battista

Talana-Chiesa campestre di San Giovanni BattistaDal centro di Talana, prendiamo la via Giuseppe Verdi, che avevamo già presa per arrivare agli impianti sportivi della Scuola Secondaria all’interno dell’abitato. Dall’ingresso della Palestra, percorso appena un centinaio di metri arriviamo a dove la via Giuseppe Verdi si immette su un tornante dove prendiamo tutto a sinistra, seguiamo questa strada per poco più di due chilometri, e, dove finisce la strada asfaltata, prendiamo una deviazione in discesa sulla sinistra. Questa deviazione, in poco più di un centinaio di metri, ci porta a vedere alla sinistra della strada, in corrispondenza di una stretta curva a destra, la piccola chiesa campestre di San Giovanni Battista. Costruita di recente, consacrata nel 2012 ed aperta al culto dei fedeli, dedicandola a tutti gli abitanti con il nome di Giovanni presenti nel paese, un lavoro che è stato svolto grazie anche al contributo di tutta la popolazione del piccolo centro di Talana. Il culto di San Giovanni Battista in Ogliastra molto antico. La chiesa campestre si presenta con una struttura molto semplice, ha una pianta rettangolare a navata unica senza cappelle laterali e con un altare in muratura addossato alla parete di fondo. Un edificio adiacente alla chiesa viane usato per le associazioni religiose e in occasione delle festività.

quasi certo che anche a Talana la chiesa campestre fosse un luogo di culto stagionale, legata a riti agropastorali e alla protezione dei campi. San Giovanni, infatti, il santo delle acque, della fertilità, della purificazione e dei passaggi stagionali. Da qualche anno, infatti, presso questa chiesa campestre, il 24 giugno si svolge la Festa in onore di San Giovanni Battista, con cerimonie religiose ed assai semplici manifestazioni civili.

I resti del complesso nuragico di Bau ’e Tanca

Talana-Resti del complesso nuragico di Bau ’e TancaPassata la deviazione in diescesa per la chiesa campestre di San Giovanni Battista, proseguiamo lungo la strada che ci ha portati ad essa provenendo da Talana, nella quale termina in tratto asfaltato ed inizia la strada bianca. Proseguiamo e, dopo circa quattrocento metri, parte a destra un sentiero che, in un chilometro e seicento metri, ci fa vedere, alla destra, i resti del complesso nuragico di Bau ’e Tanca che domina, a 1122 metri di altezza, con il granitico delle sue strutture megalitiche, il vasto altopiano di Marghine. L’area in cui sorge il nuraghe Bau ’e Tanca si distingue per una densità eccezionale di frequentazioni preistoriche, e questo dato evidenzia il ruolo strategico del territorio, probabilmente legato al controllo delle vie di transito, delle risorse e degli spazi agropastorali. Il Bau ’e Tanca era un nuraghe complesso costruito con grandi blocchi di granito locale, grossolanamente sbozzati, cio appena lavorati, secondo una tecnica costruttiva tipica che privilegia la stabilità mediante incastri e peso dei conci, e si trova in buono stato di conservazione. Il monumento costituito da una torre principale e due torri secondarie, circondate da un rifascio ossia da un rivestimento esterno, un ispessimento murario aggiunto successivamente, che trasforma la torre originaria in un organismo pi robusto, assimilabile a un piccolo bastione. La tholos centrale, cui si accede da una sCala nella sommità del sito, ha l’ingresso principale sormontato da un grosso architrave, sormontato da una finestrella di scarico, cioè un’apertura che alleggerisce il peso gravante sull’architrave distribuendolo lateralmente. Attraverso la sCala si scende in un piccolo andito, oggi ostruito dai crolli, da dove si accedeva alla camera. Infatti, l’ingresso in origine presentava sulla sinistra il vano della sCala intramuraria, ricavata nello spessore della muratura e destinata a collegare i livelli superiori, e sul fondo l’accesso alla camera circolare, coperta in origine da una tholos. Attualmente la camera è accessibile solo dall’alto, attraverso i crolli, e conserva parte della struttura interna. Attorno al nuraghe ci sono i resti di una robusta muratura e di varie capanne di un insediamento abitativo nuragico. In una di queste, nel lato nord, sono visibili delle nicchie nella muratura.

Talana-Complesso nuragico di Bau ’e Tanca: veduta d’insieme Talana-Complesso nuragico di Bau ’e Tanca: esterno della torre principale Talana-Complesso nuragico di Bau ’e Tanca: ingresso della camera interna circolare Talana-Complesso nuragico di Bau ’e Tanca: veduta della sommità della camera interna circolare

Intorno al nuraghe sono visibili, infatti, i resti di un villaggio di capanne circolari, costruite in pietra e disposte probabilmente secondo un’organizzazione funzionale dello spazio. Queste strutture rappresentano le abitazioni della comunità che gravitava attorno al nuraghe e testimoniano un insediamento stabile, non limitato alla sola funzione difensiva o di controllo. Nel complesso, il monumento rappresenta un esempio significativo di architettura nuragica di altura, in cui si combinano esigenze difensive, organizzazione insediativa e rappresentazione del potere sul territorio.

I resti della tomba di giganti di Bau ’e Tanca

Talana-Resti della tomba di giganti di Bau ’e TancaA trecento metri di distanza dal nuraghe, in direzione sud, si trovano i resti della tomba di giganti di Bau ’e Tanca, costruita in granito anch’essa a 1122 metri di altezza, catalogata originariamente dall’archeologo Antonio Taramelli nella sua opera del 1929. Come descritto nei rilievi storici, si tratta di una classica sepoltura monumentale collettiva di epoca nuragica di struttura isodoma, con un fregio a dentelli. La tomba è costituita da una camera funeraria allungata realizzata con la tecnica degli ortostati, ossia con grandi lastre di pietra piantate verticalmente, e originariamente preceduta da un’esedra semicircolare per i rituali dedicati ai defunti. La tomba sorge nelle immediate vicinanze dell’omonimo Nuraghe Bau ’e Tanca e del relativo villaggio, formando un unico complesso archeologico. Questa è l’unica tomba presente, ma il celebre archeologo italiano Antonio Taramelli, quando la descrive, menziona le tombe, ossia parla di più di una tomba, ma non dà alcuna ulteriore indicazione in merito.

Il Campo da Calcio Comunale di Talana

Usciamo dal centro di Talana con la via Nuoro, passiamo il Cimitero e, dopo duecentocinquanta metri, arriviamo a un bivo, di fronte all’edicola con la Cappella votiva, dove verso destra prosegue la SP56 in direzione di Lotzorai, mentre prendiamo a sinistra, in salita, la SP37 in direzione di Urzulei. La seguiamo per ottocentocinquanta metri, e passate le ultime case del paese troviamo, alla destra, la deviazione in discesa che ci porta al Campo da Calcio Comunale di Talana.

Talana-Campo da Calcio Comunale: ingresso Talana-Campo da Calcio Comunale: campo di gioco

Il Campo da Calcio è di proprietà del Comune di Talana, ha fondo in terra battuta, ed è dotato di tribune in grado di ospitare 300 spettatori. In questo campo gioca le partite casalinghe la squadra del Talana calcio, che nella stagione 2015-16 ha partecipato al campionato di calcio di Seconda Categoria, nel Girone F in Sardegna.

La Cantina delle Tenute Perda Rubia con un vino inserito nella guida 5StarWines di Vinitaly

Arrivati al bivo, di fronte all’edicola con la Cappella votiva, dove a sinistra, in salita, si muove la SP37 in direzione di Urzulei, noi proseguiamo verso destra sulla SP56 in direzione di Lotzorai. La seguiamo per tredici chilometri e vediamo, alla sinistra della strada, il cancello di ingresso delle Tenute Perda Rubia, all’interno delle quali si trova la sua Cantina.

Il riconoscimento 5starwinesTalana-Ingresso delle Tenute Perda RubiaLa cantina delle Tenute Perda Rubia nasce nel lontano 1949 da un idea del commendator Mario Mereu che, tra i primi in Sardegna, intuisce le potenzialità del tradizionale vitigno Cannonau, coltivato nel territorio dell’Ogliastra fin dai tempi remoti. Il vino Perda Rubia si fa rapidamente apprezzare anche al di fuori dei confini dell’Isola, conquistando la ribalta internazionale. Renato Mereu, figlio di Mario, porta avanti l’attività di famiglia, impiantando nel 1971 nuovi vigneti con l’applicazione di una serie di innovazioni tecniche di coltivazione che costituiranno da allora il marchio di fabbrica aziendale. Il Perda Rubia, infatti, unico nel suo genere, è ora prodotto in purezza da monovitigno Cannonau su piede franco, dunque non innestato su vite americana. Nel 2014 il testimone passa alla terza generazione della famiglia Mereu, che dà avvio ad un importante opera di rinnovamento e rilancio introducendo la nuova etichetta Naniha, con l’obiettivo di presentare il Cannonau in purezza sui nuovi mercati internazionali, pur nel rispetto dei tradizionali metodi di lavorazione, tramandati nel corso della settantennale attività. oggi l’azienda dispone di circa Seicento ettari di superficie, tutti condotti in biologico, di cui venti ettari destinati a vigneto e la restante parte alle attività di olivicoltura, selvicoltura e coltivazione dei cereali antichi.

Talana-La Cantina delle Tenute Perda Rubia Talana-Vini della Cantina delle Tenute Perda Rubia

Il vino Cannonau di Sardegna Doc Naniha 2019, della Cantina delle Tenute Perda Rubia di Talana, è stato inserito nella 5StarWines del 2023 di Vinitaly, e si classifica al secondo posto a pari merito con 94 punti su 100.

Nel piccolo parco di Sant’Efisio si trova la chiesa campestre di Sant’Efisio Martire

Passato l’ingresso della Cantina delle Tenute Pedra Rubia, proseguiamo per tre chilometri, arrivando fino quasi al confine tra il territorio comunale di Talana quello di Lotzorai, qui prendiamo a destra seguendo le indicazioni, la strada che, in ottocentocinquanta metri, ci porta all’ingresso del piccolo parco di Sant’Efisio, nel quale si trovano una sorgente naturale, carrubi ed olivastri secolari.

Talana-Ingresso del parco di Sant’Efisio Talana-Chiesa campestre di Sant’Efisio: ingresso del parco di Sant’Efisio

All’interno del parco si trova la piccola chiesa campestre di Sant’Efisio Martire della fine del diciassettesimo o inizio del diciottesimo secolo. Secondo una leggenda locale, la chiesa sarebba stata costruita da un padre che, alla scomparsa del figlio, per cercare di ritrovare il figlio probabilmente un giovane pastore disperso in montagna, avrebbe invocato Sant’Efisio, promettendo che, se il figlio fosse stato ritrovato vivo, avrebbe costruito un tempio o una cappella in suo onore. La leggenda racconta che il figlio sarebbe stato ritrovato sano e salvo, dopo giorni di ricerche infruttuose, in un luogo impervio dove nessuno si aspettava di trovarlo. Il padre, mantenendo il voto, avrebbe quindi fatto realizzare una statua del Santo, e costruito la chiesa campestre per onorare la grazia ricevuta. Oggi la chiesa di Sant’Efisio ha la pianta rettangolare, tipica caratteristica delle chiese campestri, ed il tetto formato da tegole sarde, con struttura a capanna. Nella facciata è presente il portone principale e al di sopta si trova un piccolo campanile a vela.

Talana-Chiesa di Sant’Efisio: esterno Talana-Chiesa campestre di Sant’Efisio: esterno

All’interno della chiesa, vicino all’altare, si trova una statua della Madonna in un luogo legato a voti personali grazie ricevute protezione dei pastori e delle famiglie tradizioni antiche della comunità tallenese In questo contesto, e quindi la statua un segno di protezione e intercessione per chi vive e lavora nelle campagne di Talana. É presente anche un bel crocefisso in legno appeso alla parete destra, nel quale la scultura resa con forme moderne e astratte mostra elementi inequivocabili del Cristo crocifisso, come la corona di spine, il capo reclinato in avanti tipico del Cristo morto, braccia aperte in posizione di crocifissione, il corpo allungato e sofferente, con fiori votivi ai piedi tipici dei crocifissi nelle chiese campestri.

Talana-Chiesa campestre di Sant’Efisio: interno Talana-Chiesa campestre di Sant’Efisio: la statua della Madonna Talana-Chiesa campestre di Sant’Efisio: il crocefisso in legno

Presso questa chiesa, ogni anno la prima domenica di maggio, o se coincide con il primo maggio la domenica successiva, si tiene la grande Festa di Sant’Efisio, che apre il ciclo delle sagre campestri di tutta l’Ogliastra. La festa è preceduta da un triduo di preparazione, e si svolge con la processione che porta il simulacro del Santo dalla chiesa parrocchiale di Santa Marta alla piccola chiesa campestre. Il venerdì, il simulacro viene portato in auto ai confini colterritorio di Lotzorai, e la sera del vespro viene condotto in processione alla chiesetta. Suggestivo il rito dei fucilieri che, con i loro spari a salve, accompagnano in processione il simulacro del Santo. Seguono in questi giorni cerimonie religiose e manifestazioni civili, e, dopo tre giorni di festeggiamenti, la processione con il rientro del Santo nella chiesa parrocchiale.

Talana-Festa di Sant’Efisio: la chiesa campestre addobbata per la Festa Talana-Festa di Sant’Efisio: la processione con il simulacro del Santo Talana-Festa di Sant’Efisio: i fucileri di Sant’Efisio Talana-Festa di Sant’Efisio: interno della chiesa con il simulacro del Santo

La prossima tappa del nostro viaggio

Con questa tappa del nostro viaggio abbiamo concluso la visita della Provincia di Ogliastra. Nella prossima tappa tornati ad Urzulei, ci recheremo verso nord con la SS125 Orientale Sarda ed arriveremo a Dorgali, da dove inizieremo la visita della Provincia di Nuoro.


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