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Triei con il suo centro e con la frazione Ardali e nei dintorni il nuraghe Bau Nuraxi e la tomba di giganti di Osono

In questa tappa del nostro viaggio, da Baunei ci recheremo verso nord sul Supramonte di Baunei ed arriveremo a Triei che visiteremo con il suo centro, la frazione Ardali, ed i siti archeologici nei dintorni tra i quali il nuraghe Bau Nuraxi e la tomba di giganti di Osono.

La regione storica dell’Ogliastra

L’OgliastraL’Ogliastra è una Regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla Provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della Regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una Regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.

In viaggio verso Triei

Tornati a Baunei, riprendiamo verso nord la SS125 Orientale Sarda che si porta all’interno e conduce dall’Ogliastra alla Barbagia, sul Supramonte di Baunei, fiancheggiando ad ovest l’altopiano di Golgo. Dalla piazza Indipendenza, al centro di Baunei, prendiamo la via Orientale Sarda, che esce dall’abitato in direzione nord ovest come SS125 Orientale Sarda recandosi verso Urzulei. Dal cartello segnaletico che indica l’uscita dall’abitato, poco dopo il chilometro 142, seguiamo la SS125 Orientale Sarda per settecento metri poi, in corrispondenza della terrazza panoramica su Baunei, prendiamo una deviazione in discesa verso sinistra nella SP55 che porta verso Triei. Percosi circa tre chilometri e novecento metri lungo la SP55 che viene indicata come trada da Baunei a Triei, arriviamo al cartello segnaletico che indica l’ingresso nell’abitato di Triei. Dal Municipio di Baunei a quello di Triei si percorrono 5.9 chilometri.

Il Comune chiamato Triei

Triei-veduta dell’abitatoTriei-Stemma del ComuneIl borgo agricolo Triei (nome in lingua sarda Triè, altezza metri 140 sul livello del mare, abitanti 1.047 al 31 dicembre 2021) sorge sul versante Orientale della subregione barbaricina dell’Ogliastra, ed è situato nella parte centro orientale del territorio della Provincia di Nuoro, nell’entroterra costiero. Triei è servito dalla SS125 Orientale Sarda, il cui tracciato si snoda a solo poco più di un chilometro dall’abitato. Il territorio comunale, comprensivo dell’isola amministrativa di Mondugia, è prevalentemente collinoso e pianeggiante ed è inserito in un contesto ambientale ben conservato, è ricco di sorgenti, e presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, dato che si raggiungono gli 827 metri di quota.

Si tratta di uno dei paesi dove la speranza di vita è più alta rispetto alla media mondiale

Area in cui la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondialeIl Comune appartiene ad una delle zone blu dove la speranza di vita è più alta rispetto alla media mondiale. Il termine Zone blu, in inglese darkslateblue Zones, viene usato per identificare le aree demografiche o geografiche del mondo in cui la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondiale. Il concetto è nato quando gli studiosi Gianni Pes e Michel Poulain hanno pubblicato su Experimental Gerontology il loro studio demografico sulla longevità umana, che identifica la Provincia di Nuoro, in Sardegna, come l’area con la maggiore concentrazione di centenari al mondo. Gli studiosi, per procedere nel lavoro, tracciavano sulla mappa delle serie di cerchi concentrici blu che indicavano le zone con la più alta longevità, da qui il termine Zona blu. I paesi appartenenti alle zone blu in Sardegna sono Arzana, Baunei, Fonni, Gavoi, Mamoiada, Oliena, Ollolai, Orgosolo, Ovodda, Perdasdefogu, Seulo, Talana, Tiana, Triei, Ulassai, Urzulei, Villagrande Strisaili.

Origine del nome

Secondo alcuni studiosi, potrebbe trattarsi di un nome di orgine protosarda che forse, attraverso la forma supposta Tiriéi, sarebbe da riportare al nome di pianta sardiano Tiría o Thiría o T(h)ería, che indica la ginestra spinosa, in primavera infatti le colline si colorano del giallo intenso dalla ginestra in fiore che abbonda in questi luoghi. Secondo altri, potrebbe derivare dall’etnico Trieddinu, che si potrebbe riferire all’appellativo latino Truella ossia cucchiaione o mestolo, adoperato come Cognomen o soprannome del proprietario della villa o della tenuta.

La sua economia

Piccola Grande Italia: TrieiSi tratta di un comune collinare di origini incerte, la cui economia è basata sulle tradizionali attività agricole e zootecniche. L’agricoltura riveste un ruolo preminente nell’economia locale, e si basa sulla produzione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, olive, agrumi e frutta, soprattutto uva da cui si ricava il famoso vino cannonau, il moscato e la vernaccia, oltre anche all’acquavite. La pastorizia ha avuto in passato un ruolo importante per l’economia del paese mentre oggi riveste un ruolo di secondo piano, e viene praticato anche l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. Il settore industriale, di modeste dimensioni, è costituito da piccole realtà produttive che operano nei comparti alimentare ed edile. Triei-Artgianato localeIl terziario non assume dimensioni rilevanti, ma importante è la produzione di formaggi pecorini e caprini, i torroni e il miele, dato che anche l’apicoltura fa parte della tradizione locale e infatti si ottengono varie qualità di miele, rare e pregiate come quello amaro che si ottiene dai fiori di corbezzolo. Fra i prodotti dell’artigianato si trovano tappeti e copriletti tessuti col telaio a mano, cestini di vimini, arresojas in osso e taglieri in legno. Sebbene non figuri tra le mete turistiche più ambite della zona, Triei offre a quanti vi si rechino la possibilità di godere delle bellezze dell’ambiente naturale circostante e di effettuare interessanti escursioni. Molto interessanti sono, per gli amanti dell’archeologia, i numerosi siti archeologici sparsi sul territorio e la tomba di giganti sita sull’altopiano di Osono. L’apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.

La gastronomia locale

Triei-Gastronomia localeA Triei ancora sussiste l’antica tradizioni gastronomica caratterizzata da prodotti locali coi quali si realizzano antiche ricette a base di arrosti di capra, maialetto e agnello. Un’altra squisita pietanza sono is tacculas, merli e tordi lessati e adagiati su foglie mirto che imprimono al piatto un aroma unico, ed ancora culurjones di patate, formaggio e menta, macarrones de busa, pasta fresca lavorata con il ferro per fare la maglia, macarrones de patata ossia gnocchi di patate, ed il pistoccu incasau, tipico pane fatto in casa condito con sugo al pomodoro e formaggio, ed infine varie qualità di dolci artigianali come sa paniscedda, pabassinus, piricchittus, seadas, amaretti, ed anche qui, come a Tonara, c un importante produzione di torrone locale.

Brevi cenni storici

Il territorio è stato già abitato in età preistorica, sia in epoca prenuragica come dimostrato dalla presenza di tombe di giganti, che in epoca nuragica data la presenza di alcuni nuraghi. Nell’altopiano di Osono, a pochi chilometri dall’abitato, anticamente sorgeva un villaggio, chiamato appunto Osono, sicuramente precedente allo stesso abitto di Triei, citato in un documento che risale al 1227, dove si fa riferimento ad una serva chiamata Maria Locci, ankila de la villa de Osono. Sulla scomparsa di questo villaggio così come per altri che hanno subito medesima sorte, non si hanno notizie certe ma solo leggende tramandate oralmente. Si racconta, comunque, che il primo nucleo abitativo si trovasse a tre chilometri ad ovest rispetto all’attuale abitato, da dove però, a causa forse di una pestilenza, gli abitanti si sarebbero trasferiti più a valle, e, per farsi accettare dai pastori che vi abitavano, avrebbero portato con sè le pietre delle abitazioni di Osono, con le quali avrebbero costruirono il borgo oggi chiamato Triei. Una leggenda attribuisce l’abbandono del primo nucleo abitativo non alla pestilenza ma agli attacchi della terribile Musca Maccedda.

La Musca MacceddaUn’antica leggenda racconta che in alcune località dell’Isola ci fosse una collinetta dall’aspetto di una mammella, come ce ne sono molte in Marmilla, nella quale erano nascoste due casse. Una conteneva Su Scusroxu, il tesoro delle janas, mentre nell’altra erano nascoste le Muscas Macceddas, mosche che un tempo avrebbero imperversato su tutta la Sardegna e che oggi rimarrebbero relegate in caverne ed altri luoghi chiusi e nascosti. In questo modo le janas erano garantite che nessuno avrebbe aperto la cassa del tesoro, per non correre il rischio di liberare per sbaglio i terribili insetti. Secondo le modalit di traduzione della lingua sarda, il termine Maghedda in logudorese e Mahkedda in nuorese, dovrebbe derivare da macellare ossia fare a pezzi, mentre la variante campidanese traduce il termine Musca Maccedda con mosca matta. La Musca Maccedda viene descritta a volte come una mosca pericolosissima, a volte gigantesca in grado di raggiungere addirittura le dimensioni di una pecora, con la testa di pecora, un solo occhio al centro della fronte ed i denti aguzzi, le ali molto corte. Uccidevano divorando il malcapitato, o secondo altri avevano la coda provvista di un lungo pungiglione velenoso con il quale avvelenavano la vittima. Probabilmente questa leggenda nasce dalla zanzara anofele, importata in Sardegna dai Romani, che con sua la puntura trasmetteva la malaria.

Nel corso del Medioevo il borgo viene aggregato al Giudicato di Gallura, di cui fa parte fino al 1258. Passa poi al Giudicato di Gallura, quindi a Pisa, che conquista il villaggio e il territorio. Nel 1316 compare per la prima volta il nome Triei in un documento concernente le rendite pisane delle curatorie di Sarrabus, Tolostra, Chirra e Ogliastra. Successivamente, quando gli Aragonesi nel 1323 attuano la spedizione in Sardegna per la conquista dell’Isola, il borgo viene annesso alla Contea di Quirra, feudo dei Carroz, istituita in quell’anno dal Re d’Aragona Pietro IV il Cerimonioso. Nel 1603 la Contea venne trasformata in Marchesato, feudo prima dei Centelles, e, più tardi ancora, sotto quella degli Osorio de la Cueva. Nel 1713 passa all’Austria e, cinque anni più tardi, ai Savoia. Nel 1839, con la soppressione del sistema feudale voluta da Carlo Alberto di Savoia, viene riscattata dal regio Demanio. Nel 1848, quando la Sardegna rinuncia all’autonomia e ad essa viene esteso lo Statuto Albertino, anch’essa entra a far parte del Piemonte. Del Comune di Triei nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, alla neonata Provincia di Nuoro. Successivamente nel 2003, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell’Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro. Successivamente, nel 2025, torna nella ripristinata Provincia di Ogliastra.

I principali artisti che hanno contribuito e rendere il paese un vero e proprio museo a cielo aperto

All’interno del centro abitato sono visibili molte statue, soprattutto quelle dello scultore Adriano Balloi di Girasole, e numerosi murali tra i quali i più significativi sono quelli realizzati dal pittore e muralista Franco Mascia di Tortolì.

Girasole-Adriano BalloiNel 1960 a Girasole nasce Adriano Balloi, un artista la cui passione per la scultura è sbocciata in giovanissima età. Adriano Balloi era molto conosciuto per aver fondato la B.Metal e per aver realizzato una creazione assai famosa, il Demone Nuragico, un’imponente scultura in metallo che è un omaggio alla civiltà nuragica, una delle più affascinanti della Sardegna, alta più di venticinque metri e dotata di una scala interna di sedici metri che porta a varie stanze, la quale era posizionata nel cortile della B.Metal nella zona industriale di Tortolì in attesa di una sua sistemazione definitiva. Ed alla rotonda di Girasole, se ne può ammirare la riproduzione in dimensione ridotta alta nove metri, che arricchisce il paesaggio e invita a riflettere sulle tradizioni sarde, insieme a molte altre opere dell’artista distribuite per il paese. Adriano Balloi, noto per la sua capacità di trasformare materiali industriali in opere d’ arte che celebrano l’ identità sarda, come i suoi famosi  bronzetti giganti, è morto nel 2021 all’ospedale Brotzu di Cagliari, travolto a Tortolì in via Pirastu dall’escavatore sul quale stava lavorando.

Tortol -Il pittore e muralista <em>Franco Mascia</em>Nel 1965 a Tortolì nasce il pittore e muralista Franco Mascia, che cresce in Sardegna sino ai cinquanta anni, quando poi si trasferisce in Inghilterra con la sua famiglia, ed il successivo ritorno nell Isola segnato dalla nostalgia verso la propria terra e le proprie origini. Forse da l inizia la sua voglia di rubare i colori a ci che lo circonda, dato che gi da bimbo di cinque anni gli era venuta la voglia, e la fretta, di dipingere qualsiasi superficie in grado di poterli ospitare. Crescendo, la sua curiosit lo ga portato a vivere il paese come un grande libro aperto e, per leggerlo, doveva solo fare domande agli anziani e a quelli pi grandi di lui. In questo modo veniva a conoscenza dei vari aneddoti, della storia del suo paese che ispirava i suoi primi racconti a colori, prima su tela e successivamente, dalle tele ai muri.

Le principali feste e sagre che si svolgono a Triei

A Triei è attivo il Gruppo Folk della Pro Loco di Triei nelle cui esibizioni è possibile ammirare il costume tipico del paese, la cui attivit coordinata dalla Associazione Pro Loco Triei APS, fondata nel 1986 per promuovere la cultura dell’Ogliastra. Vi svolge la sua attività anche il Coro Santa Lucia, una formazione corale polifonica femminile attualmente diretta dalla musicista e cantante jazz sarda Manuela Mameli, che molto attiva nella valorizzazione della cultura locale e della tradizione musicale sarda spesso fusa con arrangiamenti e sonorit contemporanee. Da qualche anno cinque giovani hanno costituito un gruppo denominato Tenores a Cumone di Triei, dove l’espressione a cumone viene talvolta usata per indicare esibizioni canore pubbliche o cori supportati dal municipio durante le feste di paese, il cui scopo è raccogliere e rispolverare le vecchie tradizioni del paese ogliastrino, soprattutto la tradizione della composizione di poesie dialettali con i testi dei poeti del paese, non certo del canto a tenore che a Triei come in quasi tutta Ogliastra non ha una sua storia.

Triei-Il Gruppo folk dell’Associazione Turistica Pro Loco di Triei Triei-Il Coro Polifonico Santa Lucia di Triei Triei-Il gruppo Tenores a Cumone di Triei

Tra le principali feste e sagre che si svolgono a Triei si segnalano, il giorno dell’Epifania la Castagnata della Befana, una serata di gusto, musica e tradizione con caldarroste per tutti; il 16 gennaio la Festa di Sant’Antonio Abate, che viene organizzata ogni anno, a turno, da uno dei sette rioni del paese, ed è conosciuta anche come la Festa de Su Fogone, in quanto la notte si suole accendere un grande fuoco in onore del Santo, intorno al quale si balla e si degustano i dolci tipici del paese, come sa paniscedda, detta anche pabassinapan'e sapa; la prima domenica di maggio e la prima domenica di ottobre, si celebra S Orroseri, ossia la Festa della Madonna del Rosario; la terza domenica di maggio, la Festa di San Sebastiano; questo evento che negli ultimi anni stato integrato all’interno del calendario della manifestazione Primavera nel cuore della Sardegna; sempre a maggio, si svolge la manifestazione Arte e Sapori nel paese delle ginestre; il 10 agosto, la Festa di Sant’Antonio da Padova nella chiesa campestre di Mullò, ed in occasione di questa festa, si celebra anche la Sagra del Vitello; il 26 settembre, la Festa dei Santi Cosma e Damiano, che sono i Patroni del paese; il 13 dicembre, la Festa di Santa Lucia, detta anche la Sa festa de Is Bagadius, ossia la Festa dei giovani scapoli e del buon vino.

Triei-La castagnata della Befana Triei-La Festa di Sant’Antonio Abate Triei-Primavera nel cuore della Sardegna Triei-Arte e Sapori nel paese delle ginestre Triei-Mullò: la Festa di Sant’Antonio da Padova Triei-Mullò: la Sagra del Vitello Triei-La Festa dei Santi Cosma e Damiano Triei-La Festa di Santa Lucia

Sa festa de S’Orroseri ossia la Festa della Madonna del Rosario e del pane

Triei-S'Orroseri ossia la Festa della Madonna del Rosario A Triei sono molto vive e sentite le antiche tradizioni legate alle feste paesane, ed una, in particolare, vale la pena di raccontare perché è caratterizzata da un rituale particolare legato al pane. Si tratta di Sa festa de S’Orroseri, ossia del Rosario, che è la Festa della Madonna del Rosario e del pane, che ricorre la prima domenica di maggio e la prima domenica di ottobre. La manifestazione è organizzata dalla Confraternita della Madonna del Rosario, antica associazione di fedeli uniti dal voto alla Madonna. Triei-Il pane benedetto chiamato 'simbula'Le varie famiglie del paese, i giorni prima della festa, comprano il pane speciale a forma di corona chiamato simbula, che anticamente veniva preparato in casa, e che, il giorno della festa, prima della messa, viene portato a casa dell’Obriere, ossia della consorella o del confratello che ha fatto la promessa di organizzare la festa. Dopo la celebrazione della messa e la processione per le vie del paese, il sacerdote si reca a casa dell’Obriere e benedice il pane, poi ogni singolo pane viene frazionato in due o tre parti uguali a seconda della destinazione del pane. Sa parte cumuna era destinata anticamente a chi non poteva permettersi di acquistarlo, e che doveva adagiare uno strofinaccio su delle frasche di corbezzolo disposte dall’Obriere davanti alla propria abitazione; Sa parte e Is Sarteras viene distribuita alle vedove che non possono partecipare alla Festa a causa del lutto; e Sa parte e Is Parteris spetta a tutti coloro che hanno portato il pane a casa dell’Obriere.

La festa di San Sebastiano

Triei-Processione per la Festa di San SebastianoLa Festa di San Sebastiano in passato si festeggiava il 20 gennaio, che è la sua ricorrenza ufficiale, ed in maggio, mentre oggi i festeggiamenti si svolgono la terza domenica di maggio. Triei-Sfilata dei buoi per la Festa di San SebastianoLa Festa è tuttora caratterizzata dalla lunga processione lungo le vie del paese, per la quale il simulacro del Santo sfila accompagnato da gioghi di buoi, addobbati per l’occasione dai proprietari con corone di fiori freschi e con arance selvatiche, ed al termine del percorso gli animali ricevono la solenne benedizione dal sacerdote sul sagrato della chiesa parrocchiale. La particolarità di questa festa è costituita da una sorta di asta pubblica che si svolge davanti alla chiesa il giorno della festa, proprio mentre il simulacro del Santo viene trasportato in chiesa, asta per stabilire chi sarà l’organizzatore della Festa per l’anno successivo. Chi dà l’offerta in denaro più alta prima che il Santo varchi la soglia della chiesa diventa l’Obreri, per la Festa dell’anno successivo.

In occasione della Festa di Santa Lucia si tiene anche Sa Festa de Is Bagadius ossia la Festa dei giovani scapoli e del buon vino

Triei-Statua di Santa Lucia all’interno della chiesa parrocchialeA Triei ogni anno il 13 dicembre si svolge la Festa di Santa Lucia, per la quale, oltre alle cerimonie religiose, sono state ripristinate le antiche usanze civili, grazie alle quali questa sagra viene chiamata sa Festa de is bagadius, vale a dire la Festa dei giovani scapoli. Questo perché l’organizzatore della Festa può essere solo ed esclusivamente un celibe, e per designare l’organizzatore, chiamato Obreri, ci si affida ad un’elezione popolare che avviene il giorno di Capodanno. Gli elettori sono solamente gli uomini scapoli che provvedono all’elezione del nuovo re de is bagadius ossia gli scapoli, ed il conseguente inizio dei festeggiamenti. Questa sagra è anche l’occasione per assaggiare l’ottimo vino novello di Triei, che viene distribuito il giorno della Festa durante gli avvenimenti folcloristici, e per questo la Festa viene chiamata dei giovani scapoli e del buon vino.

Visita del centro di Triei

L’abitato, interessato da espansione edilizia, è circondato da una vegetazione rigogliosa costituita da boschi di lecci, carrubi, olivastri, sughereti e dalla tipica macchia mediterranea che ospita una fauna molto varia, con mufloni, cinghiali, martore, avvoltoi, falchi e l’aquila reale. Dopo diverse edizioni della manifestazione Arte e Sapori nel Paese delle Ginestre, che si svolge ogni anno nel mese di maggio, le facciate delle case, le vie e le piazze dei rioni più antichi, sono state impreziosite da numerosi murali realizzati da maestri sardi, italiani ed internazionali e dai ragazzi di diversi Istituti artistici della Sardegna, per un’iniziativa promossa dalle istituzioni locali. Si trovano, infatti, sparsi per le vie cittadine, murali sui più svariati temi, dall’emigrazione alla guerra, alla storia con il gigantesco murali sull’Inquisizione in Sardegna, il più grande d’Europa. All’interno del centro abitato sono visibili anche numerosi altri murali e molte statue, che hanno reso il paese un vero e proprio museo a cielo aperto. Dei numerosi murali, citiamo soprattutto quelli riportati nel Catalogo Generale dei Beni Culturali, e quelli inseriti dal Ministero per i Beni Culturali e Turismo tra le opere di creatività urbana meritevoli di tutela.

Provenendo da Baunei la SP55 ci fa entrare da nord est nell’abitato

Arrivando a Triei da Baunei, la SP55 arriva da nord est e, una cinquantina di metri prima del cartello segnaletico che indica l’ingresso nel paese, subito prima che parta a sinistra una deviazione in salita, vediamo alla sinistra della strada, una fontana di acqua potabile.

Triei-Prima della via Fontana si vede la fontana potabile Triei-La fontana potabile Triei-Il cartello segnatico che indica l’ingresso nell’abitato

E passata la deviazione in salita, si vede alla destra della strada procinciale il cartello segnaletico che indica l’ingresso nel paese, passato il quale la strada entra nel dirigendosi verso sud paese con il nome di via Trento.

Raggiungiamo la piazza Anfiteatro

Arrivando da Baunei all’interno dell’abitato di Triei, passato il cartello segnaletico e percorsi poco meno di duecentocinquanta metri lungo la via Trento, vediamo arrivare da destra la via Carlo Alberto e, ad angolo tra la via Trento e la via Carlo Alberto, si trova la graziosa piazza Anfiteatro. Poco prima di arrivarci, alla destra della via Trento sono presenti le numerose gigantografie fotografiche, alcune nuove ed altre che sono foto ormai storiche ripristinate, che ritraggono diversi momenti della vita paesana, a partire dai primi del Novecento. Perché le radici della popolazione costituiscono un tesoro da cui attingere, che ricordano da dove si arriva ma indicano anche la via da seguire. Altre gigantografie si trovano in altre strade dell’abitato.

Triei-La via Trento prima dell’arrivo nella piazza Anfiteatro Triei-La via Trento prima dell’arrivo nella piazza Anfiteatro

Al centro della piazza si trova l’Anfiteatro Comunale

La piazza Anfiteatro costituisce il punto di partenza del percorso che si snoda nel centro del paese per ammirare le famose opere artistiche dedicate ai suoi abitanti centenari ed anche alla storia locale. Al centro della piazza Anfiteatro è presente un ampio spazio aperto denominato Anfiteatro Comunale di Triei, nel quale si svolgono diverse manifestazioni culturali, presentazioni di libri e spettacoli estivi

Triei-La piazza Anfiteatro Triei-l’Anfiteatro Comunale Triei-l’Anfiteatro Comunale

l’Anfiteatro Comunale è arricchito da sculture in pietra e opere d’arte dedicate proprio alla tematica e alla memoria della guerra. La piazza è organizzata come un giardino con vialetti e aiuole, e quattro sculture sono collocate in corrispondenza dei quattro punti cardinali del suo perimetro.

Triei-Una delle sculture nella piazza Anfiteatro Triei-Una delle sculture nella piazza Anfiteatro Triei-Una delle sculture nella piazza Anfiteatro Triei-Una delle sculture nella piazza Anfiteatro

Le prime tre sculture sono opera di Adriano Balloi. All’ingresso principale dell’anfiteatro sul suo lato sud, appena entrati nella piazza, sulla sinistra vicino alla zona verde si vede La Sfera della Vita, dove le mani che sostengono la sfera rappresentano la vita, la comunità e la responsabilità condivisa, dato che la sfera è il mondo, ma anche l’idea di unità e continuità , mentre la mano sostiene un globo che simboleggia unità, fragilità del mondo, e responsabilità collettiva; sul lato est dell’anfiteatro, vicino alla ringhiera e alle aiuole fiorite, si vede La Mano e la Farfalla, una delle sue opere più poetiche, basata sul contrasto tra la forza della mano ossia la materia, la terra, la vita concreta, e la leggerezza della farfalla ossia lo spirito, la trasformazione, la fragilità; sul lato nord nella zona più ombreggiata, vicino al muro in pietra, si vede la Forma Aperta, una delle sue opere astratte più tipiche, con volumi morbidi, cavità, aperture che dialogano con la luce e con lo spazio. Ed infine sul lato ovest, vicino alla vegetazione più alta, si vede la scultura della quale si ignora l’autore, che si ritiene possa essere Piero Marras, intitolata la Pietà, che è nota anche con il nome di La mamma dell’ucciso, un’opera dedicata al tema del dolore, della cura e della compassione, la quale rappresenta una figura stilizzata femminile materna avvolta in un velo che stringe a sé, con profonda e dolorosa solennità, il corpo senza vita del figlio, con un chiaro richiamo alla tradizione iconografica della Pietà reinterpretata però con il linguaggio essenziale e arcaico.

Iniziamo la visita del sud ovest dell’abitato partendo dalla via Baumbereu sulla quale si affaccia il Municipio di Triei

Triei-Alla destra della via Carlo Alberto parte la via BaumbereuEntrati all’interno dell’abitato con la via Trento, dopo trecento metri arrivati in piazza Anfiteatro prendiamo a destra la via Carlo Alberto e poi, subito a sinistra, la via Baumbereu la quale è una strada in leggera discesa la quale passa accanto alla prosecuzione della via Trento che è diventata la via Carlo Alberto, e si sviluppa un poco al di sotto di essa. Percorsa circa un’ottantina di metri, alla sinistra della strada, al civico numero 2 della via Baumbereu, si vede l’ingresso pricipale dell’edificio nel quale si trova il Municipio di Triei, che ospita la sua sede con gli uffici in grado di fornire i loro servizi ai cittadini, mentre l’ingresso secondario posteriore si affaccia sulla retrostante via Carlo Alberto al civico numero 16B, che è un ingresso laterale il quale dà accesso agli uffici interni dello stesso stabile. La struttura organizzativa dell’attività comunale è suddivisa in aree di competenze che gestiscono i servizi erogati alla comunità.

Triei-Il Municipio di Triei visto dalla via Baumbereu Triei-Ingresso del Municipio di Triei sulla via Baumbereu Triei-Ingresso posteriore del Municipio di Triei sulla via Carlo Alberto

La prima area di competenza è costituita dal Servizio Finanze e Tributi, Amministrativo Sociale, Scolastico e Culturale, dalla quale dipendono l’ufficio Bilancio e controllo di gestione, l’ufficio Tributi ed Entrate, l’ufficio Affari Generali, Segreteria e Contenzioso, l’ufficio Servizi Demografici, l’ufficio Servizio Stato Civile, l’ufficio del Personale, l’ufficio Trattamento Economico del Personale, l’ufficio Politiche sociali e giovanili, ed anche l’ufficio Scolastico e diritto allo studio, culturale, sport e servizi connessi. La seconda area di competenza è costituita dal Servizio Lavori Pubblici, Edilizia Privata e Vigilanza, dalla quale dipendono l’ufficio Pianificazione Urbanistica, l’ufficio Lavori Pubblici, l’ufficio Edilizia Privata, l’ufficio Reti, Impianti Tecnologici, l’ufficio Commercio, lo Sportello Unico per le attivit Produttive, ed anche l’ufficio Polizia Municipale.

Il parco giochi ed i murali in viale Italia

Percorsa tutta la via Baumbereu fino alla fine, la strada sbocca sul viale Italia che prendiamo verso destra, ossia in direzione sud. Percorso un centinaio di metri, si apre alla destra della strada la grande piazza Papa Giovanni Polo II, nella quale si trovano i giardinetti con l’area giochi per i bambini e le panchine, oltre a numerose attività commerciali. Recentemente sul muro che si sviluppa alla sinistra del viale Italia, di fronte al parco giochi, sono stati realizzati numerosi nuovo bei murali.

Triei-Il parco giochi nel viale Italia Triei-Il parco giochi nel viale Italia Triei-Visita dei murali del viale Italia

Il primo murale Bisogna ascoltare nel silenzio rappresenta due persone sedute su una panchina, delle quali una in felpa scura è raccolta nel dolore, e l’altra le si avvicina con un gesto di conforto, visualizza quindi il tema dell’ascolto empatico e del sostegno silenzioso, con sopra la citazione di Ernst Stankovski che rafforza il messaggio di comprensione verso chi non riesce a parlare; il secondo La Terra non è un’eredità rappresenta quattro bambini impegnati in attività ecologiche di riciclo, cura delle piante, rispetto dell ambiente, il murale quindi illustra la frase tradizionalmente attribuita ai nativi americani secondo la quale la Terra è un prestito da restituire alle generazioni future, trasformando il messaggio in una scena educativa e luminosa; il terzo La civiltà di un popolo rappresenta due bambini che interagiscono con un gatto in modo affettuoso e rispettoso, e traduce quindi visivamente la frase attribuita a Gandhi, sottolineando che il grado di civiltà si manifesta nel modo in cui trattiamo gli animali; il quarto con dei bambini che disegnano sul muro Abbasso la guerra, una denuncia contro la guerra e invito alla pace attraverso l’innocenza infantile, con una donna che li osserva, e quindi con scritte spontanee e piccoli gesti che evocano la memoria dei giochi di strada.

Triei-Il murale 'Bisogna ascoltare nel silenzio' Triei-Il murale 'La Terra non è un’eredità' Triei-Il murale 'La civiltà di un popolo' Triei-Il murale 'Abbasso la guerra'

A questi se ne sono aggiunti altri due: il quinto che rappresenta un anziano su una bilancia sospesa, con la scritta Su Disterru, frase che racchiude un senso di sradicamento, malinconia e lontananza forzata, opera dedicata al fenomeno migratorio verso il Belgio che coinvolse numerosi cittadini negli anni Cinquanta, opera dedicata al dramma dello spopolamento, i viaggi verso terre straniere alla ricerca di lavoro e il forte legame culturale che gli emigrati hanno mantenuto con il paese d’origine; ed il sesto con la scritta Su isiri, che è un augurio affettuoso di rivedersi presto, radicato nell’ospitalit isolana, nel quale è rappresentata una coppia di piedi realistici poggiati su una struttura geometrica, circondata da fiori, ghiande, mirtilli e un cappello di paglia, opera che unisce corpo umano e natura, suggerendo un legame profondo con la terra e i suoi frutti.

Triei-Il murale 'Su Disterru' Triei-Il murale 'Su isiri'

Il gande murale sul tema dell’inquisizione nell’Isola

Triei-Il gigantesco murale sull’Inquisizione in SardegnaA centosettanta metri da dove è arrivata la via Baumbereu, alla sinistra del viale Italia parte la via Lombardia, e sul prospetto laterale sinistro affacciato sulla via Lombardia dell’edificio al civico numero 24 del viale Italia è presente, un murale interamente dedicato al tema dell’Inquisizione in Sardegna, annoverato tra i più grandi di tutta Europa. L’opera è stata realizzata nel 2019 da Franco Mascia, il pittore e muralista noto per la realizzazione di opere monumentali in tutta la Sardegna che celebrano l’identità sarda e l’emigrazione. Questa opera è un’imponente rappresentazione visiva della storia e dell’oppressione vissuta sull’isola durante il periodo dei processi per eresia e stregoneria, e narra visivamente il dramma dell’Inquisizione spagnola in Sardegna.

Triei-Particolare del gigantesco murale sull’Inquisizione in Sardegna Triei-Particolare del gigantesco murale sull’Inquisizione in Sardegna

Julia Carta, la strega di SiligoSi tratta di un periodo storico segnato da superstizioni e spesso utilizzato per regolare conti politici, come ben documentato negli studi storici sul processo di Julia Carta, una popolana nata a Mores intorno al 1561 e trasferitasi a Siligo che, esperta di medicina popolare, veniva interpellata per curare malanni, scacciare il malocchio e persino per ritrovare oggetti smarriti. Fu denunciata dal parroco, venne arrestata, torturata, condannata a pene lievi perché si era pentita e sottoposta al rito dell’abiura. Più di sette anni dopo Julia fu nuovamente imprigionata per stregoneria e subì un nuovo processo, ma anche in questo caso ebbe la fortuna di scampare al rogo inquisitorio. Di lei non si seppe più nulla dal 1614.

La Biblioteca Comunale di Triei

Triei-La Biblioteca Comunale dedicata a Olga CorriasPercorsi circa duecentoquaranta metri, il viale Italia termina a un incrocio, dove parte a destra il viale Europa, a sinistra la via Lazio, mentre la prosecuzione del viale Italia si immette sulla via Vittorio Emanuele III. Percorsi poco più di duecenti metri lungo il viale Europa, si vede alla sinistra della strada, in corrispondenza del civico numero 6, l’ingresso dell’edificio che ospita la Biblioteca Comunale di Triei. Nel 2022 la biblioteca comunale di Triei porta il nome di Olga Corrias, la ricercatrice scomparsa due anni prima, a soli 43 anni. Triei-La ricercatrice Olga CorriasUn’eccellenza sarda nel mondo, rimasta nel cuore di chi l’ha conosciuta come un esempio di amore per la vita in tutti i suoi aspetti. L’idea di dedicare a lei la biblioteca è nata poco dopo la sua scomparsa tra i fedales che con lei avevano condiviso l’adolescenza, vivendo momenti di crescita proprio in quella che sarebbe diventata la biblioteca, e che allora si chiamava la sala di lettura. La proposta è stata accolta con entusiasmo dall’amministrazione comunale e la sindaca ha scoperto la targa con il nome di Olga Corrias, dopo aver ricordato la brillante ricercatrice e il suo attaccamento al paese, sempre presente anche anni dopo averlo lasciato per seguire i suoi sogni, prima in Italia e poi negli Stati Uniti per amore del marito Matt Hancock, presente all’inaugurazione con la figlia Emilia e il figlio Bruce.

Iniziamo la visita del sud est dell’abitato con la via Fontana

Da dove, passato il cartello segnaletico che ci ha fatti entrare nell’abitato, avevamo preso la via Trento, percorsi appena centoventi metri prendiamo la deviazione sulla sinistra in salita nella via Brigata Sassari che, dopo una cinquantina di metri, si immette sulla via Fontana. La via Fontana che si dirige verso sud, dopo un centinaio di metri incrocia la via Umberto I, per poi proseguire con il nome di via Santa Lucia.

Un murale nella via Umberto I

Triei-Il murale di Salvatore Murru intitolato 'Urtimu saludu a domo mia'Percorso un centinaio di metri lungo la via Fontana svoltiamo a destra e prendiamo la via Umberto I, che in un centinaio di metri andrà ad immettersi sulla via Principe Amedeo. Percorsa appena una quarantina di metri lungo la via Umberto I, si vede alla destra della strada l’edificio al civico numero 6, sul prospetto laterale destro del quale è presente il murale intitolato Urtimu saludu a domo mia, che in lingua sarda indica l’Ultimo saluto alla mia casa, il quale rappresenta un paesaggio costiero con casa, barche e figure, e che è stato realizzato nel 1995 dal muralista e pittore Salvatore Murru,  del quale non siamo riusciti a rinvenire dati anagrafici. l’opera, rappresenta in primo piano una donna col capo coperto da un fazzoletto e un fagotto sulle spalle mentre tiene per il braccio un bambino che cerca di afferrare con la mano destra un cerchio col bastoncino; la coppia di figure si sta allontanando da una casa posta al centro e sovrastata da una pianta che dall’angolo inferiore sinistro si sviluppa lungo il bordo superiore; a destra, su un piano arretrato, si vedono delle barche in secca sulla costa e sul fondo l’orizzonte del mare interrotto dal profilo triangolare di una vela. Questo murale è caratterizzato da forme semplici ed immediate ottenute mediante rapide e nervose pennellate.

Due murali nella via Santa Lucia

Triei-Il murale che rappresenta la vendemmia realizzato da Francesco ArgioluLa via Fontata, dopo l’incrocio con la via Umberto I, prosegue con il nome di via Santa Lucia. Lungo la via Santa Lucia, dopo una cinquantina di metri, alla destra della strada, sulla facciata dell’edificio al civico numero 42, è presente il murale che rappresenta il trasporto dell’uva, realizzato nel 1995 dal muralista, pittore e scenografo Francesco Argiolu, nato nel 1959 a Ballao e che oggi vive e lavora a Cagliari. L’opera, costruita secondo rispondenze simmetriche, rappresenta un vigneto che sfuma verso il fondo, coronato da un profilo montuoso e popolato a sinistra da due donne, una in secondo piano che raccoglie un grappolo e l’altra in primo piano che trasporta sulla testa un cesto carico d’uva; a destra stanno due uomini impegnati anch’essi nella raccolta e trasporto dell’uva e disposti nello spazio su piani più arretrati rispetto a quelli occupati dalle figure femminili.

Triei-Il murale che rappresenta la vendemmia realizzato da Alberto ScalasPercorsa un’altra cinquantina di metri lungo la via Santa Lucia, alla sinistra della strada sulla facciata dell’edificio al civico numero 9, è presente un altro murale che rappresenta la vendemmia, realizzato nel 1995 dal muralista e pittore Alberto Scalas, nato nel 1947 a Milano. L’opera rappresenta due uomini, ritratti a grandezza naturale, impegnati nella raccolta dell’uva in un vigneto a spalliera con il profilo di alcune montagne sullo sfondo.  Questo murale fa parte della recente produzione di Alberto Scalas, artista attivo dagli anni Sessanta, la cui ricerca espressiva si fonda sul rapporto tra linee e colori che si traduce in immagini di estrema essenzialità ed energica immediatezza con cui l’artista ricrea atmosfere e colori dell’Isola.

Il Cimitero Comunale di Triei

Da dove avevamo preso la via Umberto I, la percorriamo per quattrocento metri, fino ad arrivare a vedere, al termine della strada, l’area del parcheggio del cimitero, passata la quale ci si trova di fronte al muro di cinta con al centro il portone di ingresso del Cimitero Comunale di Triei.

Triei-Il Cimitero di Triei Triei-Il portone di ingresso del Cimitero di Triei

Dalla piazza Anfiteatro iniziamo la visita del centro dell’abitato scendendo con la via Carlo Alberto

Ritorniamo alla piazza Anfiteatro e, passata la piazza Anfiteatro, proseguiamo verso sud con la prosecuzione della via Trento che è diventata la via Carlo Alberto. Percorsa poche decine di metri lungo la via Carlo Alberto, vediamo uno slargo alla destra della strada tra il civico numero 12 ed il numero 14 sulle cui pareti sono presenti altri due murali realizzati da Franco Mascia. Entrambe le opere si concentrano sulla memoria storica, raffigurando i ricordi, i personaggi e le scene di vita quotidiana della Triei del passato. Questi murali sono stati inseriti dal Ministero per i Beni Culturali e Turismo tra le opere di creatività urbana meritevoli di tutela.

Triei-Il grande murale realizzato da <em>Franco Mascia</em> nel 2018 Triei-Il grande murale realizzato da <em>Franco Mascia</em> nel 2019

Sulla parete di sinistra è presente il murale del 2018 si estende per oltre 200 metri quadrati ed stato concepito per evocare le radici e la storia del paese. Sulla parete di destra è presente il murale del 2019 il quale si focalizza maggiormente sulle attivit tradizionali e sui momenti della quotidianit rurale e paesana vissuta nel secolo scorso. I due murali sono stati inserito in un progetto di tutela dedicato ai murali di maggior pregio.

Nello slargo è stata posizionata la lapide commemorativa dei caduti

Triei-La lapide commemorativa dei cadutiIl murale sulla sinistra, con i suoi motivi che richiamano vita, continuità e comunità, fa da cornice visiva al sacrificio dei caduti, rendendo il luogo più significativo e riconoscibile. Per questo lo slargo tra i civici 12 e 14 della via Carlo Alberto è uno spazio raccolto, adatto alle commemorazioni, ed in esso è stata posizionata la lapide liscia in marmo bianco, commemorativa dei caduti della prima, della seconda guerra mondiale e della guerra d’Africa. La lapide è stata realizzata nel ventesimo secolo, tra il 1960 ed il 1970. Sul corpo della lapide sono incisi i nomi dei caduti della Grande Guerra del 1915-1918, della guerra d’Africa orientale del 1936-1936, e della seconda guerra mondiale del 1940-1945. Sulla parte in alto della lastra è riportato un trofeo militare, reso in bronzo applicato, nel quale sono rappresentati, in relazione alle armi, un elmo, un fucile, una bandiera, una sciabola, un pugnale ed un serto di quercia. La scelta di tenere la celebrazione delle feste nazionali della memoria, in particolare il 4 novembre giorno dell Unit Nazionale e delle Forze Armate ed il 25 aprile anniversario della Liberazione, davanti all’affresco di Franco Mascia non è casuale, dato che l’opera, con i suoi motivi vegetali e la fiamma stilizzata, rappresenta le radici e la memoria del paese, creando un legame visivo e simbolico con i nomi incisi sulla lapide.

Proseguiamo lungo la via Carlo Alberto fino dove arriva da sinistra la via Umberto I

Triei-Bassorilievo in trachite rossa di una delle stazioni della Via CrucisProseguiamo verso sud con la via Carlo Alberto. Percorsi circa centocinquanta metri dalla piazza Anfiteatro, si vede arrivare dalla sinistra, in discesa, la via Umberto I, lungo la quale sono presenti alcuni dei bassorilievi in trachite rossa che rappresentano le diverse stazioni della Via Crucis, e che è stata realizzata nel 2011 da diversi artisti arrivati da tutta l’Isola. I bassorilievi, che sono stati posizionati soprattutto tra la via Umberto I e la via Santa Lucia, raffigurano le varie fasi della passione di Cristo, quattordici stazioni più la quindicesima che è la Resurrezione. Gli artisti che li hanno realizzati sono Alfio Sulis di Lanusei, Francesco Cadeddu di Senis, Giovanni Lutzu di Tramatza, Cinzia Porcheddu di Sassari, Ramos Shanely di Guadalajara jn Messico ma residente a Santa Giusta, e Marilena Manunta di Sennori.

Triei-La statua in pietra locale di un centenarioSubito prima dell’incrocio, sul lato destro della via Umberto I scendendo verso il centro, proprio prima della curva che la fa immettere sulla via Carlo Alberto, in un piccolo slargo, si vede la statua che rappresenta un uomo anziano pensieroso appoggiato alla ringhiera, seduto con il gomito sul ginocchio e la mano alla testa, in atteggiamento pensoso ed in una posa riflessiva. scolpita in pietra locale, con uno stile semplice, diretto, molto vicino alla tradizione artigianale ogliastrina. Questa statua ha un’altezza limitata, essendo alta poco più di un metro, e lo stile con una figura seduta, con cappello, in posa quotidiana, suggerisce che si tratti di un’opera artigianale locale, opera di uno scultore non professionista, che scolpiva per passione spesso figure umane sedute o in pose quotidiane, e che era conosciuto solo per soprannome, non per nome e cognome, e le cui opere venivano donate al paese o collocate spontaneamente.

l’incrocio della via Umberto I con la via Carlo Alberto

Triei-Una delle sculture prima della piazza MunicipioAlla sinistra della via Carlo Alberto, subito all’altezza dell’incrocio con la via Umberto I, è presente sull’angolo la scultura astratta il Guardiano della Sorgente, opera di Adriano Balloi. Il suo significato richiama la protezione dell’acqua, dato che la cavità circolare in alto richiama una sorgente, un occhio che vigila, un varco da cui nasce qualcosa; le forme sinuose e organiche richiamano radici, vene d’acqua, linee naturali del territorio; e la cavità è anche un portale, un punto di passaggio. Ed inoltre le superfici lavorate a mano, con curve e incisioni, danno alla scultura un aspetto quasi organico, come se fosse un corpo che respira. È un modo per dire che la pietra è viva, la tradizione è viva, il paese è vivo.

Davanti al vecchio Municipio la scultura commemorativa del centenario Beniamino Cabiddu

Triei-l’edificio del vecchio MunicipioProseguendo lungo la via Carlo Alberto, alla destra della strada si apre l’importante piazza Municipio, così chiamata perché alla sinistra, al civico numero 34, ospita quello che era stato il vecchio Municipio di Triei, che ha una facciata semplice in intonaco chiaro, due piani e l’ingresso centrale. Il vecchio Municipio è stato recentemente ristrutturato, ed oggi stato convertito in un Centro Sociale e culturale polivalente, ospitando eventi della comunit , riunioni cittadine e manifestazioni locali. Triei-Statua del centenario Beniamino CabidduDavanti all’ingresso principale dell’edificio sono presenti un obelisco commemoratvo dei defunti, ed anche una scultura commemorativa del centenario Beniamino Cabiddu, che si trova sul marciapiede a destra uscendo dal Municipio ed a breve distanza da esso. La statua raffigura il signor Beniamino Cabiddu, uno dei cittadini più longevi del paese, seduto in posa serena, come omaggio alla sua longevità e alla memoria collettiva della comunità. La scultura è stata inaugurata nel 2013, in occasione del suo centesimo compleanno, ed è stato un evento molto sentito a Triei, dato che la comunità ha voluto rendere omaggio al suo cittadino più longevo dedicandogli una statua proprio vicino al Municipio. Si ignora l’autore dell’opera in trachite rossa, e si ritiene si tratti di un artista che ha firmato diverse statue dedicate ai centenari nei paesi della zona.

Le sculture nella piazza Municipio

Triei-Piazza Municipio: la scultura 'La Famiglia' width=Alla destra della via Carlo Alberto, si sviluppa la piazza Municipio, che viene chiamata anche Pratza ’e Cresia, ossia piazza della chiesa, dato oltre ad ospitare il vecchio palazzo municipale, dal suo estremo sinistro una scalinata discende fino all’ingresso della chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano. Triei-Piazza Municipio: la scultura 'La Meridiana'Nella piazza Municipio, tra diverse attività di ristoro tra le quali il Bar Centrale Triei che costituisce il punto di ritrovo storico della piazza, sono presenti anche due belle sculture di Adriano Balloi. A sinistra, vicino al muro laterale della piazza ed alla scalinata che porta alla chiesa parrocchiale, si trova La Famiglia, una delle sue opere più riconoscibili, che costituisce un grande blocco scolpito con figure umane intrecciate, volti, mani e forme organiche che richiamano il tema della comunità e delle radici familiari. Più a destra, verso il centro della piazza, è presente La Meridiana, che costituisce una delle sue opere geometriche in trachite, caratterizzata dal semicerchio inciso a raggi che richiama appunto una meridiana, con i volumi sfaccettati sovrapposti, e con la base squadrata in pietra.

La chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano

Triei-La chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e DamianoNella piazza Municipio ossia nella Pratza ’e Cresia, al civico numero 1, si trova la chiesa dei Santi Cosma e Damiano che è la parrocchiale di Triei, dedicata ai Santi di origine orientale patroni di Triei. Questa chiesa, che risale almeno al Seicento, costituisce in campo architettonico la documentazione del clima rinascimentale introdottosi in Ogliastra tra il sedicesimo ed il diciassettesimo secolo. Successivi interventi nel diciottesimo e diciannovesimo secolo hanno dato alla chiesa l’aspetto attuale. La chiesa di Triei dedicata ai Santi Cosma e Damiano appare costituita dall’edificio di culto, dal campanile e dalla adiacente casa parrocchiale. Con le nitide forme tardo rinascimentali convivono quindi ibridismi gotici ispirati ai moduli costruttivi catalani, secondo la forma più diffusa del gusto rinascimentale in Sardegna. Il campanile, di impianto rettangolare, è quasi certamente di epoca posteriore.

Triei-La chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano Triei-Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano: facciata

La chiesa a navata unica con transetto mostra una facciata liscia movimentata dal solo portone di ingresso e da un piccolo rosone. È una chiesa con struttura a croce latina immissa a navata unica coperta con volta a botte, e con una solenne cupola all’incrocio del transetto con la navata, mentre i bracci del transetto sono voltati con crociera costolonata. Nel presbiterio è presente l’altare maggiore, in cui su un semplice paliotto poggia la mensa con tre ordini di gradini incisi ed ornati con girali e figure geometriche. Di sicuro interesse è anche la cupola che si imposta all’incrocio tra la navata e il transetto.

Triei-Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano: interno verso il presbiterio Triei-Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano: il presbiterio Triei-Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano: l’altare maggiore

La chiesa conserva al suo interno, oltre alle statue dei due Santi intestatari, anche un tabernacolo di marmi policromi del 1781 con portina in smalto recante raffigurazione del Buon Pastore, che all’interno conserva una pregevole croce d’altare con estremità trilobate su base a cerchi concentrici che rastrema verso l’alto, ed un ostensorio d’argento, con piede in ottone, opera di Sebastiano Cabras.

Triei-Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano: statue dei due Santi Triei-Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano: il tebernacolo in marmi policromi Triei-Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano: la pregevole croce d’altare Triei-Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano: l’ostensorio d’argento

Di notevole interesse sono le pitture policrome che raffigurano scene delle vite dei Santi e dell’antico testamento. La decorazione, voluta dai frati minori che per molto tempo hanno amministrato la chiesa, è attualmente visibile solo nel transetto e nella crociera, ma è probabile che fosse in origine più estesa, e sia ancora in gran parte coperta dall’intonaco. Molto belle, nelle vele su cui s’imposta la cupola, a sinistra la raffiguraziona dell’episodio in cui San Francesco e Santa Chiara in estasi ricevono le stimmate da Cristo crocifisso; al centro sopra l’arco trionfale sono presenti le raffigurazioni dei due patroni Cosma e Damiano vestiti con abiti orientali che hanno in mano la palma simbolo dei medici; mentre a destra la raffigurazione di  una Vergine col Bambino che dona a due Santi Francescani lo scapolare. Questi affreschi sono stati restaurati, mentre altri hanno ancora bisogno del restauro, come ad esempio quello raffigurante un Santo Papa benedicente, con due figure inginocchiate ai lati.

Triei-Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano: San Francesco riceve le stimmate Triei-Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano: Santo Cosma e San Damiano Triei-Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano: Maria Vergine bambina e Sant’Anna Triei-Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano: il Santo Papa benedicente

Questo ciclo di affreschi policromi del diciottesimo secolo vengono attribuiti alla bottega di Pietro Antonio e Gregorio Are, padre e figlio, entrambi pittori vissuti nella prima metà del Settecento a Nuoro.

Triei-La processione per la Festa dei Santi Cosma e DamianoA Triei presso questa chiesa ogni anno, a partire dal 26 settembre, si svolge la Festa dei Santi Cosma e Damiano. Come da tradizione, essendo i Santi patroni due medici, la mattina del girono festivo si celebra la messa dedicata ai malati. In seguito, nel tardo pomeriggio, si svolge la suggestiva processione per le vie del paese, con i simulacri dei Santi Cosma e Damiano accompagnati dal gruppo folk nel costume tradizionale del paese, processione preceduta dai cavalieri, anche loro in costume tradizionale. La processione fa, poi, rientro nella chiesa, dove viene celebrata la messa. La sera viene offerto ampio spazio ai balli sardi e non solo. La festa si ripete nuovamente il 12 novembre, anche se in questa seconda data solo in forma religiosa.

I murali lungo la via Vittorio Emanuele III

Triei-Il murale che rappresenta un paesaggio costiero con alberiPassata la piazza Municipio, proseguiamo verso sud con la strada, che assume il nome di via Vittorio Emanuele III, ed attraversa tutto il centro del paese, fino ad uscire dall’abitato come SP55 in direzione della piccola frazione Osullai appartenente al Comune di Baunei. A circa duecentocinquanta metri dalla piazza Municipio, sull’edificio alla sinistra della strada di fronte al civico numero 31, è presente un murale che rappresenta un paesaggio costiero con alberi, realizzato nel 2006 dai pittori e muralisti Alberto Scalas, nato nel 1947 a Milano, e Francesco Argiolu, nato nel 1959 a Ballao e che oggi vive e lavora a Cagliari. L’opera rappresenta in primo piano due grandi ginepri dai rami intrecciati con le radici che si insinuano nel terreno dunoso della costa la cui sinuosità è interrotta dall’orizzonte del mare. Questo murale appartiene alla più recente produzione di Alberto Scalas ed è stato realizzato in collaborazione con Francesco Argiolu.

Triei-Il murale che rappresenta un paesaggio con alberi e con una figura femminileProseguendo verso sud lungo la via Vittorio Emanuele III per un centinaio di metri, nel punto dove parte a destra il viale Europa, sul prospetto laterale dell’edificio al civico numero 35 affacciato appunto sul viale Europa, è presente il murale che rappresenta un paesaggio con alberi e con una figura femminile, realizzato nel 2000 dai pittore e muralista ogliastrino Luca Careddu noto anche con lo pseudonimo di Karè, con la collaborazione di Kety Carrus e di Volodia Cau. L’opera rappresenta una donna con un cesto sulla testa che cammina al centro di un viottolo di campagna ai lati del quale stanno due alberi. La tematica sarda ispirata al mondo agro-pastorale è la più frequentata dai muralisti che per la maggior parte si esprimono con un linguaggio pittorico di gusto naturalistico, non mancano tuttavia esiti che si distinguono per una sintesi formale dallo stile decisamente grafico o di ascendenza espressionista. Entro questi ultimi esiti può essere inserita  questa opera, riguardo agli autori della quale non è stato possibile reperire alcuna notizia.

Il complesso sportivo delle Scuole Secondarie

Triei-Esterno delle Scuole Secondarie di TrieiA circa trecentocinquanta metri dalla piazza Municipio, si arriva nel punto dove parte a destra il viale Europa. Proseguiamo con la continuazione della via Vittorio Emanuele III e, dopo un centinaio di metri, arriviamo dove parte a destra la via Nazionale, mentre prosegue dritta la via Vittorio Emanuele III. Presa la via Nazionale, la seguiamo per circa duecento metri, e prendiamo verso destra la deviazione nel viale Europa alla destra della quale di trova l’ingresso delle Scuole Secondarie di Triei. Preso la via Europa, in una cinquantina di metri arriviamo a vedere alla destra della strada l’ingresso del complesso sportivo delle Scuole Secondarie di Triei, all’interno del quale è presente un Campo da Calcetto ossia da calcio a cinque, con fondo in terra ricoperto di erba sintetica.

Triei-Complesso sportivo delle Scuole Secondarie: ingresso Triei-Complesso sportivo delle Scuole Secondarie: il campo da calcetto

Altri murali in via Vittorio Emanuele III

Triei-Il murale denominato 'A Is Bagadius de Triei'Da dove è partita a destra la via Nazionale, proseguiamo verso sud con la via Vittorio Emanuele III e, dopo appena poche decine di metri, sul muro alla destra della strada è posizionato il murale denominato A is Bagadius de Triei, che in lingua sarda indica Agli scapoli di Triei. Si tratta di un’opera realizzata nel 2012 dall’artista Danilo Carta, nato nel 1964 a Perdasdefogu ed ivi residente. Il dipinto rende omaggio alla storica e omonima Festa de Is Bagadius, un’antica e sentita tradizione locale che si tiene ogni anno nel paese il 13 dicembre, in concomitanza con i festeggiamenti di Santa Lucia, una ricorrenza in cui l’organizzazione è affidata esclusivamente ai giovani scapoli. Il murale composto da quattro elementi principali da sinistra a destra: prima un motivo del cestino barbaricino con intreccio rosso e bianco stilizzato, simbolo della tradizione artigiana femminile e della manualità tradizionale; poi la facciata stilizzata di una piccola chiesa campestre con facciata bianca, rosone circolare e campanile a vela, e con motivi decorativi attorno che richiamano le feste campestri e il legame con la terra, la quale rappresenta la spiritualit comunitaria e la memoria collettiva; segue una figura maschile stilizzata che rappresenta il pastore o l’uomo del paese, con tratti lineari e monocromi, che è la forza produttiva del paese, ossia è il bagadiu per eccellenza, essenziale, concreto, legato alla terra; e da ultima una donna in costume ogliastrino dipinta in modo realistico, con scialle marrone e abito giallo ricamato, che evoca la continuit culturale e il ruolo centrale della donna nella comunit ogliastrina. Ancora più a sinistra la scritta A is Bagadius de Triei costituisce il messaggio centrale del murale, dedicato alla memoria e alle nuove generazioni.

Triei-Il murale che rappresenta la vendemmiaProseguendo verso sud lungo la via Vittorio Emanuele III, una cinquantina di metri più avanti si trova dulla stessa parete alla destra della strada un murale che rappresenta la raccolta delle olive. Il murale, del quale si ignora l’autore ma che viene attribuito ad Elisabetta Loi, l’artista nata a Lanusei nel 1974, rappresenta un uliveto ogliastrino con chioma larga e tronchi nodosi, figure impegnate nella raccolta delle olive, un personaggio in primo piano con un cesto pieno di olive, grandi rocce granitiche tipiche del territorio, un arco in pietra dipinto che si fonde con la muratura reale, creando un effetto finestra sul paesaggio. Si tratta di un murale realistico, con colori naturali e un forte senso di profondità. Fa parte del gruppo di murali identitari che raccontano la vita quotidiana del paese.

La scultura commemorativa della centenaria Domenica Bangoni prima dell’uscita dall’abitato

Triei-Statua della centenaria Domenica BangoniNel successivo tratto verso sud della via Vittorio Emanuele III, a circa seicento metri di distanza, alla destra della strada è presente la scultura commemorativa della centenaria Domenica Bangoni, che è posizionata in un piccolo spazio dedicato, con una base in pietra e una targa commemorativa che ricorda la sua longevità. Domenica Bangoni è stata una delle donne più longeve di Triei, molto conosciuta e rispettata dalla comunità. La scultura, realizzata come omaggio pubblico alla sua figura, è stata inaugurata nel 2015, in occasione del suo centesimo compleanno, come omaggio pubblico della comunità di Triei alla sua longevità e alla sua figura molto amata nel paese. Si ignora l’autore dell’opera in trachite rossa, e si ritiene si tratti di un artista che ha firmato diverse statue dedicate ai centenari nei paesi della zona. Non abbiamo una foto della scultura, per cui ne pubblichiamo una riproduzione.

Due decrizioni di Triei per chi vi arriva da sud

Triei-La doppia scalinata con la fontanella verso il termine della via Vittorio Emanuele IIIDopo appena un’altra trentina di metri la via Nazionale va ad immettersi sulla via Vittorio Emanuele III ma, poco prima dell’incrocio tra due strade, alla destra della via Vittorio Emanuele III scendendo verso sud, si trova in corrispondenza di un giardinetto rialzato rispetto al piano stradale, accanto a un muro in pietra, una piccola fontanella incassata ed una doppia scalinata simmetrica, mentre un’aiuola con scritta in pietrisco e fiori, e fioriere superiori completano la scena. Triei-Ingresso a Triei comune fioritoIn essa sono presenti due rampe perfettamente simmetriche realizzate in pietra locale che salgono verso un piccolo pianerottolo centrale, con muretti laterali bassi, e con la funzione di collegare il piano stradale a un terrazzamento superiore nel quale si trova un giardino pubblico. Si tratta di un tipico intervento di arredo urbano, che non racconta una storia, ma crea un punto visivo gradevole per chi entra nel paese da sud. Poche decine di metri più avanti, all’interno di un’aiuola che si trova posizionata tra la fine della via Nazionale e la sua immissione sulla via Vittorio Emanuele III, è presente un masso indicativo di benvenuto per che arriva da sud, nel quale Triei viene indicato come comune fiorito.

Provenendo da Lotzorai la SP55 ci fa entrare da sud nell’abitato

Triei-Il cartello segnaletico di ingresso a TrieiProseguendo verso sud con la via Vittorio Emanuele III, dopo qualche centinaio di metri troviamo la deviazione sulla destra per gli impianti sportivi Sae-venu, per il sito archeologico Bau Nuraxi e per la tomba di giganti di Osono. Evitando questa deviazione e proseguendo invece dritti, si trova quasi subito alla destra della strada provenendo da sud il cartello segnaletico che indica l’ingresso all’interno dell’abitato di Triei per chi vi arriva da Lanusei. Passato il cartello segnaletico, la via Vittorio Emanuele III termina ed esce dall’abitato con il nome di SP55 in direzione di Osulai, la piccola e suggestiva borgata montana del comune di Baunei, per poi proseguire verso Lotzorai.

Visita dei dintorni di Triei

Per quanto riguarda le principali ricerche archeologiche effettuate nei dintorni di Triei, sono stati portati alla luce i resti della tomba di giganti di Osono; dei nuraghi complessi Bau Nuraxi, Figu, Sa Molentina, e Sa Paule; dei nuraghi semplici ossia monotorre Fratta, Genna Olidone, Lastrafo, Pizzu ’e Serra, e Silimba; ed anche dei nuraghi Cugumacci e Nunucoli, entrambi di tipologia indefinita. Vediamo ora che cosa si trova di più sigificativo nei dintorni dell’abitato che abbiamo appena descritto.

Ad ovest dell’abitato verso il complesso nuragico Bau Nuraxi

Presa dal centro di Triei verso sud la via Vittorio Emanuele III, a circa un chilometro dalla piazza Municipio vediamo all’interno dell’aiuola posizionata tra la via Nazionale e la via Vittorio Emanuele III il masso dove Triei viene indicato come comune fiorito. Proseguendo verso sud con la via Vittorio Emanuele III, dopo qualche centinaio di metri troviamo la deviazione sulla destra per gli impianti sportivi Sae-venu, per il sito archeologico Bau Nuraxi e per la tomba di giganti di Osono. Presa questa deviazione, dopo un’ottantina di metri svoltiamo a destra e, percorsi poco più di trecento metri, svoltiamo a destra nella strada Comunale che porta alle sorgenti di Osono e Bau Nuraxi, in direzione della località Talavè, seguendo le indicazioni per il villaggio nuragico e la tomba di giganti. Percorsi seicentocinquanta metri, si vede, alla sinistra della strada, il parcheggio dove fermare la macchina per raggiungere i resti del complesso nuragico Bau Nuraxi. Subito prima di raggiungere il nuraghe, dal parcheggio si raggiunge la sorgente naturale Bau Nuraxi, mentre all’altro lato della strada, alla sua destra, si trovano diverse altre sorgenti naturali.

Triei-La sorgente naturale Bau Nuraxi Triei-La sorgente naturale Bau Nuraxi

Il complesso nuragico Bau Nuraxi

Il complesso nuragico Bau Nuraxi di TrieiIl complesso nuragico Bau Nuraxi. Il complesso nuragico si trova a un paio di chilometri dal paese, e sorge in un piccolo rilievo sulla sponda destra del Rio Murta e probabilmente, a causa del deposito di materiale alluvionale, parzialmente interrato. A prima vista infatti, dalla strada, sembra un normale rilievo parzialmente coperto dalla vegetazione, a pochi passi da una sorgente naturale che porta lo stesso nome. Il complesso nuragico di Bau Nuraxi stato oggetto di due campagne di scavo storiche negli anni 1984 e 1985 ad opera di Mario Sanges, archeologo dell’Università di Cagliari, e queste ricerche hanno portato alla messa in luce di parti del nuraghe complesso, ossia il mastio e le torri frontali, oltre a tratti dell antemurale con almeno quattro torri, e circa dieci ambienti del villaggio nuragico con evidenze di fasi di occupazione che vanno dall et nuragica fino all alto Medioevo. Questi scavi hanno permesso di riconoscere la complessit architettonica del sito e la sua lunga continuit d uso. Nel 2025 il Ministero della Cultura ha avviato una nuova grande campagna di scavo, la prima dopo oltre quarant anni, e nuove scoperte archeologiche sono state portate alla luce in questa nuova importante campagna avviata a marzo 2025 e conclusasi nella primavera del 2026. Questa campagna considerata la prima esplorazione completa del sito, poich gli scavi degli anni Ottanta sono stati solo parziali, si tratta quindi di un intervento molto pi ampio rispetto a quello degli anni Ottanta, i cui obiettivi erano sia scientifici che di tutela.

Triei-Il complesso nuragico Bau Nuraxi: veduta dall’alto Triei-Il complesso nuragico Bau Nuraxi: ricostruzione 3D

I resti del nuraghe complesso Bau Nuraxi

Il complesso di Triei rappresenta un esempio significativo di architettura nuragica evoluta, in cui si integrano elementi difensivi costituiti dal nuraghe e dell’antemurale, ed elementi residenziali costituiti dal villaggio. Il nuraghe Bau Nuraxi era un nuraghe complesso del tipo ad addizione frontale, realizzato a 104 metri di altezza con grossi massi di granito locale, probabilmente raccolti lungo il corso del torrente vicino, secondo tecniche megalitiche che prevedono la sovrapposizione dei conci senza l’uso di malta. Il nuraghe risulta composto da un mastio centrale, al quale si affiancano frontalmente due torri laterali, collegate tra loro da un bastione antemurale difensivo che circonda tutto il complesso. Completamente ricoperto da una fitta vegetazione che impediva qualsiasi comprensione della sua planimetria originale, è stato oggetto, a metà anni novanta del secolo scorso, di due campagne di restauro, che hanno portato alla luce una notevole quantità di materiali.

Triei-Il complesso nuragico Bau Nuraxi Triei-Il nuraghe Bau Nuraxi Triei-Interno del nuraghe Bau Nuraxi Triei-Interno del nuraghe Bau Nuraxi Triei-Interno del nuraghe Bau Nuraxi

l’antemurale incorpora altre quattro torri, configurando un sistema difensivo articolato e gerarchizzato. Il termine antemurale indica appunto una struttura avanzata rispetto al nucleo principale, con funzione di difesa e controllo degli accessi. L’insieme architettonico suggerisce un’evoluzione nel tempo, dato che da un impianto originario più semplice si è passati a una struttura complessa, potenziata attraverso l’aggiunta di torri e cortine murarie.

I resti del villaggio nuragico Bau Nuraxi

ell’area antistante il nuraghe si estende il villaggio nuragico Bau Nuraxi, di cui restano i resti di circa dieci capanne a pianta circolare, caratterizzate da dimensioni relativamente ampie. Le capanne, tipiche dell’insediamento nuragico, erano costruite con muri in pietra e coperture probabilmente in materiali deperibili come legno e frasche. La loro distribuzione indica la presenza di un abitato stabile, strettamente connesso al complesso fortificato. Il villaggio si trova, però, in stato di completo abbandono e sommerso dalla vegetazione.

Triei-Il villaggio nuragico Bau Nuraxi Triei-Il villaggio nuragico Bau Nuraxi

Nei dieci ambienti messi in luce durante la campagna di scavo del 1985 si sono potute accertare diverse fasi edilizie ed i diversi periodi di occupazione del complesso, che vanno dal periodo nuragico, fase principale di costruzione e sviluppo, e ad epoche successive, fino all’alto medioevo. Questa lunga continuità d’uso evidenzia la capacità del complesso di adattarsi a funzioni diverse nel corso del tempo, mantenendo un ruolo significativo nel controllo e nell’organizzazione del territorio.

Sull’altopiano di Osono

Passato il complesso archeologico Bau Nuraxi, proseguiamo lungo la strada comunale per l’altopiano di Osono, la percorriamo per circa un chilometro e mezzo. Qui, seguendo le indicazioni, prendiamo a sinistra la strada sterrata che, in duecento metri, ci porta al punto panoramico dell’altopiano di Osono, dal quale è possibile ammirare il panorama delle montagne circostanti, e da cui la visuale si estende sino alla costa.

I resti della tomba di giganti di Osono

Triei-La tomba di giganti di OsonoDal punto panoramico, si può prendere un sentiero sulla destra, che, in altri duecento metri, porta ai resti della tomba di giganti di Osono, chiamata dagli abitanti del luogo S’Iscusorgeddu, ossia il nascondiglio del tesoro, realizzata in granito a 284 metri di altezza. Per quanto si riferisce alla scoperta del monumento, un operaio che lavorava allo scavo del nuraghe Bau Nuraxi, accanito cacciatore, raccontò che nella vallata di Osono, ai margini dei seminativi, c’era un enorme e intricatissimo cespuglio di lentischio e rovi con all’interno una fila ordinata di enormi lastroni di granito, da cui regolarmente, nel corso delle battute di caccia grossa, uscivano i cinghiali. Un rapido e tempestivo sopraluogo permise di accertare la presenza di una grande tomba di giganti, apparentemente in ottimo stato di conservazione della quale non si aveva alcuna notizia. Si tratta di un monumento preistorico di grande suggestione e fra le meglio conservate, che è stato indagato archeologicamente in due principali fasi, una prima campagna nel 1989 e un successivo intervento di scavo e restauro nel 1993 sotto la direzione di Mario Sanges, archeologo dell Universit di Cagliari, utilizzando e rimettendo nella posizione originale l’esedra e gli altri ortostati, a volte deteriorati o spezzati e comunque ancora in situ. Durante queste campagne sono state scavate e documentate le strutture principali della tomba, individuati frammenti ceramici e resti ossei umani, e riconosciute fasi di riutilizzo del monumento in epoca post nuragica, ossia in epoca romana e medievale. Gli scavi hanno confermato che la tomba era parte di un complesso funerario collegato al nuraghe di Bau Nuraxi ed al villaggio. Negli anni duemila la Soprintendenza Archeologica di Nuoro ha effettuato rilievi topografici e fotogrammetrici, con l obiettivo di documentare lo stato di conservazione, aggiornare la planimetria del sito, ed inserire la tomba nel circuito dei beni archeologici dell Ogliastra. Dal 2020 in poi sono stati eseguiti lavori di pulizia e consolidamento, ma non nuovi scavi estensivi, con l obiettivo di proteggere le strutture e migliorare la fruibilit turistica del sito.

Triei-La tomba di giganti di OsonoLe campagne di scavo hanno rivelato che si trattava di una struttura funeraria in ottimo stato di conservazione grazie alla presenza di una fitta vegetazione che la ricopriva e quindi in qualche modo la proteggeva. La tomba è stata edificata su un terreno in leggero pendio trasversale, mentre in senso longitudinale il terreno è quasi a dorso d’asino.Quindi, per realizzare il piano orizzontale, è stato creato con pietre di granito, scisto e calcare bianco un imponente tumulo, che ne costituisce il basamento. Il monumento presenta dimensioni notevoli, che ne fanno uno degli esempi più imponenti di questa tipologia, avendo una lunghezza complessiva di circa venticinque metri, una larghezza massina di poco più di sedici metri, e la corda dell’esedra è di più di diciannove metri. Il corridoio funerario, lungo dieci metri e largo circa ottanta centimetri, è costruito con filari di pietre leggermente aggettanti, cioè progressivamente sporgenti verso l’interno, sui quali poggiano alcuni lastroni di copertura ancora conservati. L’esedra, cioè lo spazio semicircolare antistante la tomba destinato alle cerimonie collettive, ha un diametro di ben diciannove metri ed è parzialmente conservata, dato che è costituita da ventidue ortostati in granito infissi verticalmente nel terreno.

Triei-La tomba di giganti di Osono Triei-La tomba di giganti di Osono: veduta dell’esedra Triei-La tomba di giganti di Osono: veduta dell’esedra Triei-La tomba di giganti di Osono: il portello centrale architravato Triei-La tomba di giganti di Osono: interno
Le indagini stratigrafiche hanno evidenziato due principali fasi edilizie, entrambe riferibili al Bronzo Antico. In una fase originaria è avvenuta la realizzazione di una camera sepolcrale di tipo navetiforme, cioè a forma di barca rovesciata, con profilo tronco piramidale e terminazione absidata. Ed in una fase successiva, è avvenuto il rifascio completo della struttura, cioè rivestimento e ampliamento mediante l’aggiunta di nuovi blocchi litici, accompagnato dalla costruzione dell’esedra monumentale e di un ingresso architravato. Al termine della fase d’uso, l’ingresso è stato sigillato con un muretto di lastrine di scisto, probabilmente in relazione alla chiusura definitiva del ciclo funerario. Nell’area dell’esedra è stato individuato l’antico piano di calpestio in granito, nel quale erano state scavate piccole fossette contenenti ciottoli calcarei non locali.
Questi elementi sono interpretabili come tracce di pratiche rituali, forse legate a offerte o deposizioni simboliche durante le cerimonie funerarie.

Nel corso del restauro è stato rinvenuto un piccolo pugnale di bronzo a base triangolare con tre fori passanti per il manico ed alcuni frammenti di tegami con decorazione a pettine. Intorno alla tomba sono presenti i resti di dieci ambienti, forse parti di un Santuario preistorico oppure abitazioni, che risultano riutilizzati anche nel periodo romano ed in epoca medioevale. Di queste epoche sono stati rinvenuti vari resti scheletrici, oltre a numerose schegge di vetro e monete, di cui una appartenente all’Imperatore Severo Alessandro.

La sorgente di Osono

Passato il complesso archeologico Bau Nuraxi, proseguiamo lungo la strada comunale per l’altopiano di Osono, la percorriamo per circa un chilometro e mezzo, evitando la strada sterrata sulla sinistra per la tomba di giganti, proseguiamo lungo la strada comunale, la seguiamo per duecentocinquanta metri, poi svoltiamo a sinistra e, in altri duecentocinquanta metri, arriviamo al termine della strada, dove si trova il parcheggio. Qui si può lasciare la macchina per visitare la sorgente di Osono della quale è possibile sorseggiare la fresche acque sorgive.

Triei-Verso la sorgente di Osono Triei-La sorgente di Osono

A sud ovest dell’abitato verso il parco di Mullò

Presa dal centro di Triei verso sud la via Vittorio Emanuele III, a circa un chilometro dalla piazza Municipio vediamo all’interno dell’aiuola posizionata tra la via Nazionale e la via Vittorio Emanuele III il masso dove Triei viene indicato come comune fiorito. Proseguendo verso sud con la via Vittorio Emanuele III, dopo qualche centinaio di metri troviamo la deviazione sulla destra per gli impianti sportivi Sae-venu, per il sito archeologico Bau Nuraxi e per la tomba di giganti di Osono. Presa questa deviazione, dopo un’ottantina di metri svoltiamo a destra e, percorsi poco più di trecento metri, evitiamo di svoltare a destra nella strada Comunale che porta alle sorgenti di Osono e Bau Nuraxi, proseguiamo invece dritti. Percorriamo questa strada per circa due chilometri, e troviamo una deviazione a sinistra con le indicazioni per il parco di Mullò

Gli impianti sportivi di Sae-venu

Triei-Località Sae-venu: verso gli impianti sportiviTrovata la deviazione sulla destra per gli impianti sportivi Sae-venu, per il sito archeologico Bau Nuraxi e per la tomba di giganti di Osono, prendiamo questa deviazione, dopo un’ottantina di metri svoltiamo a destra e, percorso circa un centinaio di metri, in localitò Sae-venu troviamo alla sinistra della strada il cancello di ingresso degli impianti sportivi di Sae-venu. Questo complesso sportivo è composto da un Campo di calcio a undici con fondo in erba sintetica e con annesse tribune scoperte in grado di ospitare un centinaio di spettatori, di proprietà del Comune di Triei e gestito dalla Associazione Sportiva Dilettantesca Polisporiva Triei. Vicino al campo da calcio sono presenti anche due Campi da tennis.

Triei-Località Sae-venu: ingresso degli impianti sportivi Triei-Località Sae-venu: il campo da calcio a undici Triei-Località Sae-venu: come saranno gli impianti sportivi dopo la realizzazione della palestra

Ora vicino al campo da calcio si sta edificando una Palestra coperta, dotata di un campo regolamentare per basket, volley e calcetto, con fondo in legno tecnico, con una tribuna interna in grado di ospitare un centinaio di spettatori.

Il parco naturalistico di Mullò

Trovata la deviazione sulla destra per gli impianti sportivi Sae-venu, per il sito archeologico Bau Nuraxi e per la tomba di giganti di Osono, prendiamo questa deviazione, dopo un’ottantina di metri svoltiamo a destra e, percorsi poco più di trecento metri, evitiamo di svoltare a destra nella strada Comunale che porta alle sorgenti di Osono e Bau Nuraxi, proseguiamo invece dritti. Percorriamo questa strada per circa due chilometri, e troviamo una deviazione a sinistra con le indicazioni per il parco di Mullò. La seguiamo e, dopo seicentocinqunata metri, si sviluppa, sulla destra della strada, il parco naturalistico di Mullò che, circondato da colline verdi di macchia mediterranea,  è un luogo dove la natura rigogliosa regala lentischi e carrubi secolari. Nella zona è presente un parcheggio da cui, percorrendo un viale lastricato, si raggiunge l’interno dell’area verde. È una distesa di vegetazione spontanea, con diversi alberi secolari, che ricopre un rilievo di modesta elevazione, ed all’interno sono stati eseguiti interventi per tracciare sentieri, far sgorgare fontane, sistemare tavoli, sedili e giochi per bambini.

Triei-Il parco naturalistico di Mullò Triei-Il parco naturalistico di Mullò Triei-Il parco naturalistico di Mullò

Il parco durante l’estate è un attrattiva perché è un ottimo posto dove pranzare all’aperto e ci sono piazzole e spazi attrezzati per fare l’arrosto. Poi ci sono i lentischi secolari, ma soprattutto una parte di questo bosco e stata allestita con altalene, scivoli e altri giochi per i bambini.

Nel centro del parco si trova la chiesa campestre di Sant’Antonio da Padova

Località Mullò: la chiesa campestre di Sant’Antonio da PadovaNel centro del parco, nella parte più alta della collinetta, si trova la chiesa campestre di Sant’Antonio da Padova che qui viene detta de Sant’Antoni de Mullò, e che è stata recntemente completamente restaurata. Si ritiene risalga verosimilmente al diciassettesimo secolo, ed è caratterizzata dalla struttura tipica delle chiese campestri sarde. Si tratta di una chiesa dalle linee semplici, caratterizzata da solidi contrafforti laterali. Ha una facciata semplice e lineare, sormontata da un caratteristico campanile a vela. Poiché si tratta di una chiesa campestre, è spesso chiusa al pubblico al di fuori dei giorni di festa. Per informazioni precise su eventuali aperture o per visitarla, puoi contattare il Comune di Triei.

Località Mullò: la chiesa campestre di Sant’Antonio da Padova Località Mullò: la chiesa campestre di Sant’Antonio da Padova

Il suo interno si presenta molto semplice e raccolto, tipico dell’architettura religiosa tradizionale della Sardegna. È caratterizzato da un’unica navata con tetto ligneo tradizionale, ed ospita un piccolo altare. Custodisce all’interno una statua di Sant’Antonio Abate, e conserva intatta l’atmosfera intima e suggestiva dei luoghi di culto campestri.

Località Mullò: interno della chiesa campestre di Sant’Antonio da Padova Località Mullò: la statua nella chiesa campestre di Sant’Antonio da Padova

Davanti alla chiesa, sul lato destro del vialetto di accesso, si trova un manufatto antico riutilizzato nell area sacra. Dato che si trova davanti a una chiesa campestre costruita in un area ricca di siti nuragici, la si ritiene una pietra con coppelle di epoca preistorica prenuragica o nuragica, nella quale le coppelle, che sono piccole cavit emisferiche scavate nella roccia, sono tra i segni pi antichi della religiosit sarda. Spesso le chiese campestri sorgono su o vicino a luoghi sacri pi antichi, e gli oggetti preistorici vengono lasciati in loco come segno di continuit . Nella parte posteriore della chiesa sono presenti alcuni locali accessori, mentre su quella anteriore si trova la pista per il ballo, che viene utilizzzata in occasione della festa.

Località Mullò: la pietra davanti alla chiesa campestre di Sant’Antonio da Padova Località Mullò: locali dietro alla chiesa campestre di Sant’Antonio da Padova Località Mullò: locali dietro alla chiesa campestre di Sant’Antonio da Padova

Festa di Sant’Antonio da PadovaLa sagra più sentita dagli abitanti di Triei è, quindi, la Festa di Sant’Antonio di Padova, meglio conosciuta come Sant’Antoni ’e Mullò, che si svolge ogni anno il 10 agosto. La sagra ha inizio il 9 agosto e dura tre giorni. Il primo giorno la statua del Santo viene portata dalla chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano fino alla chiesa campestre del parco di Mullò, accompagnata da un lungo corteo di macchine fischianti. Il giorno dopo nell’omonimo parco, si alternano i festeggiamenti religiosi e folcloristici. L’11 pomeriggio, invece, il simulacro viene riportato a Triei, nella chiesa parrocchiale. Sembra una stranezza che questa festa si svolga ad agosto, nonostante la ricorrenza cada il 13 giugno, la data però è stata modificata dagli abitanti del paese, un’ottantina di anni fa, perché giugno era un mese pieno di appuntamenti lavorativi, come la mietitura del grano, la lavorazione della vigna, ed altri, che impedivano una loro partecipazione alla festa.

A sud dell’abitato la frazione Ardali

Triei-Ardali: veduta della frazione ArdaliPresa dal centro di Triei verso sud la via Vittorio Emanuele III, questa stada esce dall’abitato con il nome di SP55 in direzione di Osulai, la piccola e suggestiva borgata montana del comune di Baunei, per poi proseguire verso Lotzorai. Percorsa per due chilometri dal cartello segnaletico che ha indicato l’ingresso nell’abitato di Triei, raggiungiamo il cartello che indica l’ingresso nella frazione di Ardali (altezza 51 metri, distanza in linea d’aria 3.08 chilometri sul livello del mare, abitanti circa 76). Entrando nell’abitato, la SP55 assume il nome di via Comunale e lo percorre tutto da nord a sud est. Un tempo faceva parte del territorio di Baunei, e in seguito è passato a Triei. Una leggenda tramanda la notizia che Ardali sia stata una cittadina popolosa, ma non ne esiste alcuna prova. Per si pian piano spopolato, perdendo d importanza tanto che nel 1746 contava appena 24 abitanti, ed oggi non supera il centinaio. Il centro piccolo, molte case sono diroccate, ma recentemente il piccolo centro abitato è stato dotato della rete fognaria, mentre sono stati adeguati e messi in sicurezza alcuni tratti sia della strada principale sia di qualle laterali. Insomma, Ardali non è in stato di abbandono e anzi, secondo molti, c’è un futuro roseo per la frazione, che non risente assolutamente del fenomeno dello spopolamento di molti centri. 

Nella frazione Ardali è presente la chiesa dedicata a San Pietro

Ad Ardali, nel piccolo centro storico del villaggio di recente costruzione, su un muraglione di granito visibile alla destra poco dopo l’ingresso all’interno dell’abitato, si trova la chiesa dedicata a San Pietro. La chiesa è molto piccola e di costruzione recente dato che risale al ventesimo secolo. Si presenta con un edificio assai semplice, con pianta rettangolare e facciata lineare, come molte chiese rurali dell’Ogliastra, ed è dotata all’esterno di un campanile che ospita una piccola campana.

Triei-Ardali: la chiesa di San Pietro Triei-Ardali: facciata della chiesa di San Pietro Triei-Ardali: la settecentesca statua di San Pietro nella sua chiesa

l’interno della chiesa si presenta molto essenziale, con un’unica navata. Dell’interno non siamo riusciti a recuparare foto, mentre ne abbiamo una della pregevole statua lignea del Santo risalente alla fine del Settecento che in esso viene custodita come opera principale.

La torre campanaria dell’antica chiesa campestre di San Pietro

Triei-Ardali: ruderi dell’antica chiesa di San PietroIl forestiero che entra da sud nell’abitato di Ardali e nota il rudere di una torre cupolata, sicuramente ignora che questa torre è stato il campanile dell’antica chiesa campestre di San Pietro. La nuova chiesa parrocchiale di San Pietro ha, infatti, sostituito la vecchia chiesa campestre sempre dedicata al Santo forse del diciassettesimo secolo, che pare fosse la chiesa più antica di tutta la zona, che era situata al di fuori dall’abitato attuale. Di questa antica chiesa campestre, oggi ridotta a un rudere, si presentano le mura perimetrali per una altezza di circa un metro e mezzo, e il campanile nella sua interezza. Attorno si trovava il cimitero, e si dice che fino a qualche tempo fa si potevano ancora trovare ossa umane che ogni tanto venivano fuori dalla terra. La torre costituisce quanto resta dei ruderi dell’antica chiesa, e si può vedere all’uscita verso sud dall’abitato della frazione Ardali, alla destra della SP55 che si dirige verso Osulai, la piccola e suggestiva borgata montana del comune di Baunei, per poi proseguire verso Lotzorai.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Baunei ci recheremo ad Urzulei paese noto per il gioco della morra, che visiteremo con il suo centro, i dintorni dove si trova la grotta Sa domu ’e S’Orcu nella quale è stato rinvenuto il bronzetto denominato la Madre dell’Ucciso, e con il Supramonte di Urzulei nel quale si trova la gola di su Gorropu.


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