LIMBA SARDA UNIFICADA • Norme di base
| pag.
6
apprenderlo;
• che la lingua scritta deve essere, se vuole raggiungere l’universalità dei Sardi, di facile appren-
dimento e insegnamento, lettura, ascolto, intelligibilità reciproca;
• che, pertanto, vanno evitate soluzioni scritte di difficile realizzabilità anche tipografica;
• che, dunque, non è conveniente riportare nella scrittura suoni che non siano di facile articola-
zione reciproca per i parlanti, vecchi ma soprattutto nuovi;
• che, stante la possibilità di pronunciare tale modello di riferimento secondo inflessioni locali,
come avviene nella generalità delle altre lingue, si rende utile, per orientare e rassicurare chi non
ha esempi né in famiglia né nella comunità, proporre una pronuncia di riferimento relativa alla
lingua modello;
• che i messaggi scritti raggiungono una maggiore universalità quanto più, nel loro aspetto gra-
fico, sono coerenti, regolari, sistematici, omogenei, sia nel tempo che nello spazio;
CONSIDERANDO
• che, secolo dopo secolo, in passato, scrittori e studiosi come l’Araolla, il Garipa, il Madao, il
Porru, lo Spano e altri, manifestando l'esigenza di una lingua generale e alta, hanno provato a
superare l'ambito locale con modelli sovralocali;
• che si vuole continuare quella tradizione, svilupparla, completarla, con l’aiuto di tutti i mezzi
e strumenti che la moderna linguistica ci consente, col conforto di esempi positivi analoghi che
hanno consentito a lingue oppresse e frammentate di raggiungere unitarietà, sviluppo, vigenza,
ufficialità piena;
STABILISCE
le indicazioni seguenti del modello di riferimento, chiamato LIMBA SARDA UNIFICADA, da
considerare come matrice comune a tutti per quanto riguarda la morfologia, la fonetica, il lessico
(patrimoniale e acquisito), l’ortografia.
Ben sapendo che a tale sistema potranno essere apportati emendamenti, migliorie, aggiunte,
aggiustamenti.
Per rendere maggiormente oggettive e comprensibili le indicazioni, per ogni caso preso in consi-
derazione, si indica, quando utile, la parola latina (o di altra lingua) presa come base comune,
quindi, in
neretto
, il modello scritto di riferimento e in alfabeto fonetico (AFI) la pronuncia consi-
gliata. Per ogni caso considerato, si daranno di seguito anche altre parole ad esso riconducibili.
Per arrivare alla selezione del modello, si è partiti dalla considerazione e analisi di tutti gli esiti
vivi della lingua, presenti nelle singole varianti locali, senza nessuna esclusione.