di dar forma scritta alla tradizione consuetudinaria locale, di fissare le norme della vita civile
per affermare un proprio corpo di leggi di fronte al comune dominante e per indicare con
certezza le norme che dovevano servire al podestà toscano nell'amministrazione della giustizia.
Dai documenti sono noti soltanto tre dei podestà pisani: oltre al già citato Arrigo da Caprona,
Gottifredo Sampante, che ricoprì la carica nel 1281-82 e Tano Badia de' Sismondi, nel 1282-
83
17
. La struttura politico amministrativa del comune era simile a quella prevista dai brevi pisani
sia nel continente, sia in Sardegna, dove oggi possiamo leggere il
Breve di Villa di Chiesa
18
.
Nel 1294, la città passò
nell'orbita ligure. Genova si sostituì a Pisa come città
dominante, inviando ogni anno un suo podestà, ed avendo ottenuto la franchigia completa per i
propri mercanti. Nella Convenzione con Genova si fa riferimento a consuetudini locali e a
constitutiones
già in uso nella città. Al 1316 risalgono gli Statuti Sassaresi promulgati dal
podestà Cavallino de Honestis. Gli altri podestà genovesi a noi noti sono: Alberano Salvago, in
un anno non precisato, Ottone Boccanegra, «nobilis vir», forse nel 1300, e Rolando di
Castiglione nel 1313
19
.
I saldi legami tra Pisani prima e Genovesi poi fecero di Sassari un comune
pazionato, con una limitata forma di autonomia, soggetta al governo dei comuni dominanti.
Questa caratteristica
non è però da vedere in negativo. Secondo il Besta
«Sassari non fu mai
pienamente libera», forse per ridimensionare il “mito” della libertà sassarese alimentato da
alcuni storici sardi dell’Ottocento. Lo storico sassarese Satta-Branca sosteneva infatti con
grande convinzione che il comune a
Sassari esisteva già intorno al 1260, e non era soggetto ad
alcuna signoria: ne era prova il fatto che gli annalisti pisani parlano dell'arrivo del
nuovo
podestà
Arrigo da Caprona, venuto da Pisa a Sassari nel 1272: «Se questo già non fosse esistito,
avrebbero tenuto la città da padroni, anziché riconoscere il suo governo con l'invio del podestà,
17
L. D'Arienzo,
La
«
scribania
»
della curia podestarile di Sassari nel Basso Medioevo (Note
diplomatistiche),
in
La Sardegna nel mondo mediterraneo,
Atti del primo convegno internazionale di
studi geografico-storici, Sassari 7-9 aprile 1978, II.
Gli aspetti storici
, a cura di M. Brigaglia, Sassari
1981, p. 159
18
L. D'Arienzo,
Il codice del Breve pisano – aragonese di Iglesias,
in “Medioevo. Saggi e Rassegne”,
4, Cagliari 1978.
19
L. D'Arienzo,
La
«
scribania
»
della curia podestarile
cit.,
p. 162.
14