Le caratteristiche tecnico-costruttive delle tholoi nuragiche Serena Noemi Cappai, Giuseppe Pulina Con il termine “nuraghe monotorre a tholos” si indicano i nuraghi dalla caratteristica forma troncoconica all’interno della quale trovano spazio, lungo l’asse verticale, le camere a pian- ta circolare voltate con il sistema costruttivo ad aggetto progressivo dei conci denominato tholos. Rientra in questo ambito tipologico anche la torre centrale dei nuraghi complessi che presenta, presa singolarmente, le stesse caratteristiche strutturali e spaziali del monotorre. È proprio la forma troncoconica, di per sé così chiusa e conclusa, a non consentire altro sviluppo planimetrico se non quello determinato dall’addizione di corpi murari e torri an- golari. I corpi murari addizionati alla muratura della torre centrale non risultano pertanto essere “ammorsati” a questa; non vi è tra i due sistemi il vincolo di incastro, quindi non vi è continuità muraria. Il nuraghe a tholos rappresenta, dal punto di vista tecnico-costruttivo, una delle più alte espres- sioni della storia delle costruzioni antiche, sia per le soluzioni tecniche adottate per la rea- lizzazione, sia per le soluzioni spaziali messe a punto nell’organizzazione funzionale degli ambienti interni. I materiali da costruzione prevalentemente utilizzati per la realizzazione di queste opere sono il basalto, la trachite e il granito che presentano le migliori caratteristiche tecniche e mecca- niche capaci di sopportare le tensioni interne prodotte da forze esterne – quindi con un’alta resistenza a compressione – facilmente reperibili sul terreno. L’inclinazione del paramento murario esterno è determinata dalla disposizione dei blocchi di pietra, tra loro sovrapposti in ricorsi posati su un letto di posa orizzontale e rientranti, rispet- to al flare sottostante, di qualche centimetro. In queste costruzioni, dove le forze di coesione costituite dall’attrito e dal peso sono ampli- fcate dall’elevata altezza, la verticalità del paramento murario è quasi impossibile, rappresen- tando la condizione limite di equilibrio. La stabilità tra i blocchi di pietra, in assenza di legante nella muratura, è garantita dalla gravità e dalla forza d’attrito. Quest’ultima è direttamente proporzionale alla forza peso e all’estensione della superfcie di contatto, quindi è maggiore nelle murature a conci squadrati dove i blocchi di pietra risultano quindi meglio accostati. Lo scorrimento relativo dei singoli blocchi risulta inoltre ostacolato dalla scabrosità del materia- le, il cui effetto viene incrementato dall’azione scomposta della forza peso, sulle facce a con- tatto, e dalla pressione esercitata dall’inserimento di zeppe tra i giunti. Se il materiale avesse un basso grado di durezza le forze di compressione tenderebbero a frantumare le asperità sulle facce a contatto, creando così uno strato di materiale incoerente che agevolerebbe, an- ziché ostacolare, il fenomeno di scivolamento tra le parti. Le zeppe, i cunei tra i blocchi di pietra, hanno anche la funzione di livellare orizzontalmente i letti di posa dei flari, evitando così l’insorgere di sforzi di trazione e taglio mal sopportati dal materiale litoide. Nonostante i blocchi dei flari inferiori non siano squadrati, le facce oriz- zontali risultano essere abbastanza regolari tanto da permettere un’apparecchiatura muraria a giunti sfalsati. Ciascun blocco di pietra di ogni ricorso poggia su due massi del flare inferiore: in questo modo un carico verticale concentrato su un blocco si distribuisce sui due inferiori, e da questi alla giacitura sottostante. Nel paramento murario esterno della torre nuragica sono facilmente distinguibili due diverse apparecchiature: la fascia inferiore è realizzata in opera ciclopica, con i massi poligonali ap- pena sbozzati, disposti in flari orizzontali ed integrati, negli spazi vuoti, da pietre di piccolo taglio. Le pietre dei flari superiori sono, invece, di dimensioni ridotte e con forma a cuneo per permettere la regolarità dei ricorsi e la posa in opera orizzontale. Gli stessi flari delle parti superiori risultano, quindi, più regolari e facilmente distinguibili. La sezione muraria è costituita da due murature tra cui trova spazio un’intercapedine riempita con pietrame di diversa pezzatura. Le due murature sono raccordate da pietre posizionate trasversalmente, ammorsate con la funzione di rendere solidali i due paramenti murari. 55