Le tribù indigene, costruttrici di nuraghi, vi iniziarono la col-
tivazione dei campi.
Se pure è fuori di dubbio che i Greci e in modo particolare
gli Ioni (sec. VII-VI a.C.) conoscessero la Sardegna, troppo
scarsi sono gli elementi che ci autorizzano a iniziare la storia
della Sardegna prima del decennio che va dal 545 al 535 a.C.
Verso la metà del sec. VI a.C. Cartaginesi e Greci si conten-
dono il possesso dell’isola.
540 a.C. circa
Un esercito cartaginese al comando di Malco viene sconfitto
dagli isolani.
537 a.C. circa
Gli Iolei e i Balari, probabilmente oriundi delle Baleari, pri-
meggiavano allora sulle genti che abitavano la Sardegna.
Dopo la battaglia di Alalia, Cartaginesi ed Etruschi sconfig-
gono i Focesi e si dividono le zone d’influenza: la Sardegna
ai Cartaginesi, la Corsica agli Etruschi.
500 a.C. circa o intorno al 510 a.C.
Altra sconfitta dei Cartaginesi, comandati da Asdrubale, fra-
tello di Amilcare.
Tra il 510 e il 480 a.C.
L’isola sarda diviene cartaginese; a eccezione dei distretti
montuosi, dove si stabilirono in permanenza gli indigeni
non sottomessi.
Avvenimenti notevoli di questo periodo: incremento dei cen-
tri primitivi; fondazione di nuovi centri.
Strabone nomina soltanto Caralis e Sulci.
Plinio ci dice che l’isola conteneva 18
oppida
, città, cioè, di
grado municipale; ma ne enumera soltanto 6, oltre la colo-
nia di Turris Libysonis (Portu Turres, Porto Torres).
Centri principali dei Cartaginesi:
Cagliari (Caralis). «Secondo Pausania (X, 17, 9) e Claudiano
(XV, 520) Carales (Cagliari) fu fondata dai Cartaginesi (“Tyria
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IELE AMARO
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