BRIGANTAGGIO SARDO
La questione del brigantaggio nell'Isola non ha nessun legame, né diretto
né indiretto, con i partiti politici, né con nessun uomo politico, come
avviene o è avvenuto, per esempio, in Sicilia attraverso la mafia, o negli
Stati Uniti d'America, così come ci descrive nel suo volume sul
gangsterismo il senatore democratico del Tennessee, Kefauver, presidente
della commissione d'inchiesta. Né per questo problema, si può dire, come
per
altri
fatti
economici
o
sociali,
che
la
responsabilità
ricada
originariamente sul governo Pella o sulla democrazia cristiana.
Il brigantaggio sardo - brigantaggio e banditismo sono sinonimi - acuitosi
paurosamente in questi ultimi tempi, e particolarmente dopo questa guerra,
non ha le spiegazioni nella guerra, alla quale deve solo i suoi mitra.
L'8 settembre infatti, rimasti sfasciati i reparti militari, per l'inettitudine
dei generali, che non hanno né difeso né attaccato, i mitra sono stati venduti
al mercato libero. I soldati di una divisione, non fatta di sardi, vendevano ai
nostri pastori negli ovili i mitra per un chilo di formaggio e una
mitragliatrice per qualche litro di latte.
Il brigantaggio ha origini invece molto lontane nel tempo. Credo si possa
affermare, a somiglianza di quanto fa il grande storico Augustin Thierry
nella storia dell'Inghilterra del Medio Evo, che esso rappresenti l'ultima
discendenza e la degenerazione e la corruzione di quella che è stata per tanti
secoli - si tratta di millenni - la resistenza nazionale isolana, la resistenza
delle comunità dei pastori della montagna, contro l'invasione straniera.
Io stesso, nato in un villaggio di montagna tra Cagliari e la costa
orientale, ultime propaggini meridionali delle Barbagie, ricordo, nella mia
infanzia, i vecchi pastori patriarchi che rievocavano in forma omerica le
leggende tramandate da padre in figlio, sempre in famiglia, delle spedizioni
lontane, le ultime compiute nella metà del XVIII secolo - regno sardo-
piemontese - spedizioni lontane di preda e di rapina, considerate azioni
eroiche di guerra nazionale. I baroni feudali, fino ai tardi esattori
piemontesi, non sempre potevano riscuotere i tributi, nelle nostre montagne.
Altre regioni in Italia sono passate per fasi analoghe, in cui il
brigantaggio era considerato cavalleria popolare. La Romagna, per esempio.
Ma quelle fasi sono state superate dall'ambiente favorevole della regione,
dal lavoro degli uomini che ha reso feconde e popolate quelle terre. E oggi
Romagna ed Emilia costituiscono, secondo la mia personale esperienza in
Europa, una regione che può essere considerata avanguardia di civiltà
moderna non solo per l'Italia, ma per tutta l'Europa occidentale.