Questo sobborgo si estende per un bel tratto verso nord fi- no al luogo detto Is Stelladas, dove comincia la strada di Pirri. Questa parte di Cagliari è assolutamente aperta. La via princi- pale, detta de is Argiolas («delle Aie per trebbiare il grano»), inizia di fronte alla porta di Villanova e si dirige verso il paese di Quartu; le altre, in numero di quattro, sono parallele tra lo- ro e vanno da sud a nord. La più vicina al Castello non ha me- no di 1.200 metri di lunghezza. Il nome di questo quartiere comincia a comparire nella storia dell’Isola verso l’inizio dell’occupazione degli Aragone- si. Tuttavia si hanno dei dati per credere che la città romana si estendesse anche in questa zona pianeggiante. Molto proba- bilmente è a causa del quartiere romano ivi locato che la città, considerata nel suo insieme, ebbe un nome al plurale; e cioè prese i nomi di Karales, Karalibus, i quali sono stati usati nel- le iscrizioni e da alcuni antichi autori. A onor del vero, a Villanova ci sono solo due piazze, e per giunta piccolissime, quella di San Giacomo e quella di San Do- menico. In generale, le case di questo quartiere sono in com- pleto degrado; molte non sono che catapecchie, altre cadono in rovina. Tale stato di cose sembra spiegarsi con la tendenza della popolazione a portarsi di preferenza nei quartieri della Marina o di Stampace, dove si fanno gli affari commerciali più importanti, e da dove si può comunicare più facilmente e più direttamente con le strade che conducono all’interno dell’Isola. Le chiese di Villanova sono in numero di tredici: sette nella parte abitata e sei fuori. Le prime sono: San Giacomo, parroc- chiale; San Domenico, col convento; San Mauro, noviziato dei frati minori; San Giovanni, con la confraternita; San Cesello e i due oratori detti del Cristo e della Vergine del Suffragio. Questi edifici non hanno niente di notevole, tranne qualche quadro, tra i quali si cita un crocifisso antichissimo della chiesa di San Giacomo. Quanto al dipinto su tavola di cui parla il Valery 137 , rappresentante una Crocifissione in cui figurava un ritratto di Dante, non si trova più a Cagliari. Subito dopo la legge del 1855, Capitolo I 147 137. Valery, Viaggio in Sardegna, cit., p. 135.