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Visita del sito istituzionale del Comune di Cagliari

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Nel centro storico di Cagliari visitiamo i suoi quattro quartieri, ossia Stampace, Castello, Marina e Villanova

In questa tappa del nostro viaggio, effettueremo la visita dal centro storico della Città di Cagliari, dove vedremo i quattro quartieri storici, ossia Stampace, Castello, Marina e Villanova. Nel quartiere Castello ci recheremo, tra l'altro, a visitare il Museo Archeologico Nazionale, nel quale sono esposti i principali reperti dell'archeologia in Sardegna.

Visualizza la mappa Il quartiere Marina

Affacciato sul mare, il quartiere della Marina ha sempre avuto una storia importante nell'economia della Città, sino dalle sue prime origini, che si fanno risalire addirittura al periodo punico. Durante il romano, con il nome di Bagnarla, il quartiere conosce una frenetica attività commerciale e, alla luce degli scavi archeologici degli ultimi decenni, un continuo ampliamento urbanistico, testimoniato dall'abbondanza di edifici imponenti e di strade che la collegavano ad altre aree della Città.

L'area portuale di fronte alla bella via Roma con i suoi palazzi liberty

La via Roma è una delle principali arterie del centro di Cagliari. Il tratto prospiciente il porto, con gli eleganti palazzi dotati di portici, dove si trovano numerosi caffè e negozi, è considerato uno dei salotti della Città. La via Roma, più precisamente il tratto di fronte al porto commerciale di Cagliari, viene inaugurata nel 1883, dato che l'area attraversata dalla strada era precedentemente in gran parte occupata dalle mura e dai bastioni del quartiere Marina, smantellati a partire dal 1880 per esigenze igieniche, ed in seguito anche alle disposizioni del regio decreto del 31 dicembre 1866, con il quale la Città di Cagliari perdeva la sua funzione di Piazzaforte militare.

Alla destra della via Roma, procedendo da nord ovest verso sud est, si affaccia la stazione marittima, dove sono presenti i diversi moli di attracco dei traghetti provenienti dal continente. Gli uffici della stazione marittima occupano un'area presente sul molo Sanità, all'interno del porto di Cagliari.

Cagliari-Sulla via Roma si affaccia il porto dove attraccano i traghetti provenienti dal continente Cagliari-Sulla via Roma si affaccia il porto dove attraccano i traghetti provenienti dal continente Cagliari-Sulla via Roma si affaccia il porto dove si trova la Stazione Marittima

In via Roma, nel lato opposto rispetto alla stazione marittima, ossia al lato sinistro della via Roma, restiamo affascinati dalla bellezza dei tanti palazzi liberty, che si susseguono con i loro lunghi porticati.

Cagliari-In via Roma lungomare verso il porto il palazzo che ospita la Rinascente Cagliari-I bellissimi palazzi di via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di via Roma Cagliari-In via Roma si vede la facciata della Chiesa di San Francesco di Paola

La Chiesa ed il Convento di San Francesco di Paola

La Chiesa di San Francesco di Paola, dedicata al Santo, compatrono della Città dal 1907, al quale viene attribuito il miracolo di aver liberato Cagliari dalla siccità del 1739, si trova proprio in via Roma ed appartiene all'Ordine dei Minimi, approvato nel 1474 con il nome di Congregazione Eremitica Paolana di San Francesco d'Assisi. I Frati arrivano in Sardegna nel 1625 e ricevono in donazione un terreno vicino al porto, dove, entro la fine del secolo, costruiscono l'attuale Convento con la Chiesa ad esso adiacente. L'edificio, con una sola aula, con tre altari per lato e con un profondo presbiterio rettangolare, ha in un primo tempo la facciata con terminale a doppio inflesso, detto a cappello di carabiniere, tipico di molte Chiese barocche ed il portale inquadrato da coppie di colonne corinzie. Nel 1926 la facciata viene considerata priva d'interesse artistico e demolita, e nel 1932 venne realizzata la nuova facciata, in stile classicheggiante, che comprende la Chiesa tra le facciate dei palazzi e dei porticati liberty, che ormai caratterizzano la via Roma. L'interno della Chiesa ha, invece, mantenuto l'assetto secentesco. L'altare maggiore è uno dei più belli di Cagliari, per i suoi marmi policromi e per lo slancio verticale caratteristico degli altari del tardo '700. Durante i lavori di restauro del 1997-99 sono stati rivenuti frammenti di affreschi, forse secenteschi, che, staccati e montati su tela, sono adesso sistemati nella sacrestia. La Chiesa dipende dalla parrocchia di Sant'Eulalia di Marina. La porta posteriore della Chiesa si affaccia sulla via Sardegna, dove si affaccia anche il Convento di San Francesco di Paola, che ha il suo ingresso al civico numero 103.

Cagliari-Chiesa di San Francesco di Paola Cagliari-Chiesa di San Francesco di Paola: ingresso Cagliari-Chiesa di San Francesco di Paola: interno Cagliari-Chiesa di San Francesco di Paola: altare maggiore Cagliari-Chiesa di San Francesco di Paola: altare laterale Cagliari-Chiesa di San Francesco di Paola: altare laterale Cagliari-Chiesa di San Francesco di Paola: antico mosaico Cagliari-Convento di San Francesco di Paola: ingresso in via Sardegna

Il palazzo del Consiglio Regionale

Cagliari-palazzo del Consiglio RegionaleCagliari-palazzo del Consiglio RegionaleProseguendo lungo la via Roma, al civico numero 25, si trova il principale ingresso del palazzo del Consiglio Regionale, inaugurato il 13 dicembre 1988. L'imponente struttura occupa un'area di 3.200 metri quadrati, ricavati dalla demolizione di un isolato di antiche case del quartiere Marina, ed è costituita da tre edifici: il primo, affacciato sulla via Roma, si sviluppa su sei piani e vede al suo interno gli uffici il secondo si affaccia sulla retrostante parallela via Camillo Benso Conte di Cavour, ed è la sede dei Gruppi Consiliari e della Biblioteca; ed il terzo, l'Aula Consiliare, che è collocato tra i primi due palazzi. Elemento connotativo del progetto è il granito utilizzato per il rivestimento dei pavimenti e delle scale.

Sotto i porticati del complesso edilizio del Consiglio Regionale, nell'area esterna, denominata il lago salato, sono state collocate alcune opere di Costantino Nivola, il grande scultore di Orani, del quale sono presenti anche alcuni graffiti realizzati su disegni di Salvatore Fancello, l'importante artista di Dorgali.

Cagliari-palazzo del Consiglio Regionale: opere di Costantino Nivola Cagliari-palazzo del Consiglio Regionale: opere di Costantino Nivola Cagliari-palazzo del Consiglio Regionale: opere di Costantino Nivola Cagliari-palazzo del Consiglio Regionale: opere di Costantino Nivola Cagliari-palazzo del Consiglio Regionale: opere di Costantino Nivola Cagliari-palazzo del Consiglio Regionale: graffito di Costantino Nivola realizzato su disegno di Salvatore Fancello Cagliari-palazzo del Consiglio Regionale: graffito di Costantino Nivola realizzato su disegno di Salvatore Fancello

La via Sardegna con l'Hotel Italia e con i suoi numerosi locali tipici

La parallela di via Roma verso l'interno è la stretta Via Sardegna, la principale strada per la ristorazione turistica della Città, che è un continuo susseguirsi di trattorie e piccoli ristoranti, in gran parte con cucina di mare ma non solo. Poco dopo l'inizio, sulla destra, al civico numero 31, si trova l'Hotel Italia, un albergo a tre stelle nel quale abbiamo soggiornato spesso nelle nostre permanenze a Cagliari.

Cagliari-La via Sardegna con sulla destra l'Hotel ItaliaL'Hotel Italia nella sua storia quasi centenaria ha visto il passaggio di diverse generazioni che hanno mantenuto un impegno costante nell'accogliere al meglio gli ospiti, e che gode di una posizione invidiabile proprio nel cuore della Città. La possibilità di immergersi nella cultura e tradizioni isolane tra le vie del centro storico, hanno reso questo albergo un punto di riferimento per coloro che si recano a Cagliari, e permette di conoscere la Sardegna con i sapori e i profumi della sua enogastronomia, ottimamente offerta nei tanti ristoranti e trattorie situati poco distanti.

I pochi resti della Chiesa di Santa Lucia

Cagliari-I pochi resti della Chiesa di Santa LuciaCagliari-I pochi resti della Chiesa di Santa LuciaPassate centocinquanta metri dall'inizio della via Sardegna, subito dopo l'incrocio con la via Napoli, troviamo alla sinistra della strada i pochi resti della Chiesa di Santa Lucia, che risale ai primi del Seicento, di cui restano le cappelle di destra e parte del presbiterio. L'impianto della Chiesa prevedeva un presbiterio quadrato, ai lati del quale insistevano due sacrestie, tre cappelle per lato, e due piccoli ambienti sulla prima campata di cui uno pertinente al campanile. La Chiesa è attestata dai documenti d'archivio dal 1119 col nome di Santa Lucia di Civita, come possedimento dei monaci Vittorini e, in seguito, nel 1263 è l'unica Chiesa del quartiere di Lapola ad essere visitata dall'arcivescovo di Pisa Federico Visconti.

Tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, la storia della Chiesa è strettamente legata a quella dell'Arciconfraternita della Santissima Trinità e Sangue di Cristo sotto l’invocazione di Santa Lucia, riconosciuta tra le più importanti della Città con una bolla del papa Paolo V del 2 ottobre del 1606. L,'Arciconfraternita ricostruisce la propria Chiesa secondo i nuovi dettami architettonici voluti dalla Controriforma e dai Gesuiti, in risposta alla Riforma protestante che rifiutava il culto dei santi. La Chiesa, di concezione inedita per la Città, si presentava a navata unica, con volta a botte, scandita da tre sottarchi sull'aula, ed il presbiterio quadrato voltato con un cupolino emisferico su una cornice dentellata. Ad esso erano affiancate due sacrestie, ed aveva tre cappelle per lato, aperte, con arco a tutto sesto voltate a botte.

Nel 1943 una delle tante bombe cadute sul quartiere Marina danneggia lievemente la Chiesa, ma i lievi danni vengono fatti passare per danni di guerra tali da compromettere l’intero monumento, allo scopo di ottenere un finanziamento per la costruzione di una nuova Chiesa nella zona di La Playa, mai edificata. Il piano di ricostruzione post bellica della Città immagina una piazza al posto della Chiesa, e nel 1947 il monumento viene demolito. La Chiesa era ricca di arredi, centinaia di opere d'arte, arredi sacri ed opere in marmo, alcuni dei quali sono oggi conservati nel Museo di Sant'Eulalia, nella Pinacoteca Nazionale di Cagliari, ed in altre Chiese Chiese. È in corso un progetto per il recupero del rudere, davanti al quale potrebbe essere realizzata una piazza pubblica.

La caratteristica Trattoria da Lillicu

Cagliari-Trattoria Lillicu: ingresso della Trattoria Tipica LillicuCagliari-Trattoria Lillicu: sala internaQui, in via Sardegna, qualche anno fà abbiamo cercato un Ristorante e ci siamo fermati in via Sardegna, al civico numero 78, alla Trattoria da Lillicu, un locale assolutamente unico, con i suoi grandi tavoli di marmo, le tovaglie ed i tovaglioli di carta. Vi abbiamo trovato una simpatica gestione familiare in un locale sempre affollatissimo con una ottima cucina di pesce. Abbiamo mangiato all'ingresso, in un tavolo riservato solo agli amici, e vi abbiamo passato più di una serata indimenticabile. Ci siamo tornati nel 2015, ed abbiamo trovato il medesimo ambiente cordiale e l'ottima cucina, e vi abbiamo fotografato al tavolo con degli amici il noto pittore Adolfo Floris.

Cagliari-Trattoria Lillicu: proposta di pesce fresco Cagliari-Trattoria Lillicu: proposta di pesce fresco Cagliari-Trattoria Lillicu: antipasti Cagliari-Trattoria Lillicu: antipasti Cagliari-Trattoria Lillicu: antipasti Cagliari-Trattoria Lillicu: proposta di aragoste Cagliari-Trattoria Lillicu: aragosta alla sarda Cagliari-Trattoria Lillicu: dolcini sardi Cagliari-Trattoria Lillicu: il tavolo degli amici Cagliari-Trattoria Lillicu: il tavolo degli amici con la presenza di un frate del vicino Convento Cagliari-Trattoria Lillicu: il tavolo con il pittore Adolfo Floris nel 2015

Il Ristorante La Stella Marina di Montecristo

La via Sardegna sbocca contro il lato sinistro del palazzo del Consiglio Regionale. Aggirato il palazzo prendendo a sinistra la via Lepanto, subito a destra la via Camillo Benso Conte di Cavour, cha passa dietro al palazzo, poi a destra la via Vittorio Porcile, prendiamo di nuovo a sinistra la prosecuzione della via Sardegna.

Cagliari-Ristorante La Stella Marina di Montecristo: ingresso del RistoranteUna cucina di qualitàAl civico numero 140 della via Sardegna troviamo l'importante Ristorante La Stella Marina di Montecristo, un locale specializzato in pesce e frutti di mare in un ambiente conviviale, che viene consigliato dalla Guida Michelin e che viene indicato con il Piatto Michelin per la sua cucina di qualità. Da fuori non ispira granche, l'insegna è un pò vecchiotta, la saracinesca a mezz'asta, gli danno l'aria da un'osteria del porto. Il suo arredamento e l'aspetto sono quelli di una semplice osteria di mare, mentre la gestione punta sulla cortesia e sull'accoglienza. La su cucina è soprattutto di mare. Ci si può affidare ai consigli dei proprietari per una cucina di pesce semplice, ma generosa nelle porzioni e contenuta nei prezzi.

Cagliari-Ristorante La Stella Marina di Montecristo: interno Cagliari-Ristorante La Stella Marina di Montecristo: interno Cagliari-Ristorante La Stella Marina di Montecristo: interno Cagliari-Ristorante La Stella Marina di Montecristo: antipasti Cagliari-Ristorante La Stella Marina di Montecristo: primo Cagliari-Ristorante La Stella Marina di Montecristo: secondi Cagliari-Ristorante La Stella Marina di Montecristo: secondi Cagliari-Ristorante La Stella Marina di Montecristo: secondi Cagliari-Ristorante La Stella Marina di Montecristo: secondi Cagliari-Ristorante La Stella Marina di Montecristo: mirto e dolci sardi

Dalla piazza Giovanni Amendola prendiamo il viale Regina Margherita dove troviamo il Ristorante Luigi Pomata

Al termine della via Sardegna, la strada sbocca sul viale Regina Margherita, che prendiamo verso sinistra imboccando una grande scalinata, che parte dalla Piazza Giovanni Amendola, che si trova alla sinistra della via Roma.

Cagliari-La piazza Giovanni Amendola nel lato verso il mare Cagliari-La piazza Giovanni Amendola nel lato verso il viale Regina Margherita

Cagliari-Ristorante Luigi PomataUna cucina di qualitàIn viale Regina Margerita, al civico numero 18, si trova l'importante Ristorante Luigi Pomata, un locale specializzato in pesce e frutti di mare in un ambiente di tendenza, che viene consigliato dalla Guida Michelin e che viene indicato con il Piatto Michelin per la sua cucina di qualità. Ecco un angolo cittadino dove trovare lo sfizio per tutti i gusti. Si tratta di un Ristorante moderno, con cucina di mare legata soprattutto ai crudi ed al tonno carlofortino, terra d'origine di Luigi, chef e patron, e con un interessante business lunch a mezzogiorno. Al piano sottostante, si trova il bistrot, dove è possibile gustare proposte regionali più rustiche e tradizionali. Adiacente il nuovissimo lounge bar per gli aperitivi.

Cagliari-Ristorante Luigi Pomata: ingresso Cagliari-Ristorante Luigi Pomata: sala interna Cagliari-Ristorante Luigi Pomata: piatto di sushi Cagliari-Ristorante Luigi Pomata: filetto di tonno Cagliari-Ristorante Luigi Pomata: dessert Cagliari-Ristorante Luigi Pomata: dessert

Il Ristorante Dal Corsaro, presso il quale è attivo anche il nuovo bistrot Fork

Proseguendo lungo il viale Regina Margherita, passato lo sbocco da sinistra della via Camillo Benso Conte di Cevour, al civico numero 28, si trova il Ristorante Dal Corsaro.

Cagliari-Ristorante Dal Corsaro con il nuovo bistrot ForkUna stella MichelinIl Ristorante Dal Corsaro è un locale di cucina moderna in un ambiente elegante, che con il suo chef Stefano Deidda viene premiato dalla Guida Michelin con una stella, ad indicare una cucina di grande qualità, che merita la tappa! Si tratta di uno dei due ristoranti nell'isola che ottiene questo riconoscimento. Per anni considerato il miglior Ristorante di Cagliari, questo sobrio angolo di eleganza grazie alla passione ed al continuo impegno della famiglia che lo conduce, è diventato uno dei migliori dell'intera Sardegna. Tra archi, quadri e specchi, moderni percorsi di degustazione che rivivono i sapori sardi con fantasia, piacciono anche e, soprattutto, per il loro buon gusto ed equilibrio. Tra le sue specialità, la Guida indica la seppia cruda alla brace, spaghetti con caglio di capretto ed acciughe, il gelato di ricotta di pecora con polline e miele di corbezzolo. È anche possibile trovare un ambiente più semplice ed una cucina rustica nella versione bistrot del Fork.

La Chiesa ed il Convento di Santa Rosalia

Dal viale Regina Margherita risaliamo di duecentocinquanta metri, e prendiamo verso sinistra, la via San Salvatore da Horta, che ci porta sulla via Torino, parallela al viale Regina Margherita. Proprio dove la via San Salvatore da Horta sbocca sulla via Torino, di fronte, alla sinistra della strada, si trova la facciata della Chiesa di Santa Rosalia, edificata nel 1749 ed ancor oggi officiata dai Frati Minori Osservanti, che risiedono nell'adiacente Convento. All'interno ha un'unica navata, con cappelle laterali, e conserva la tomba con le spoglie di San Salvatore da Horta, giunto a Cagliari per sfuggire all'Inquisizione spagnola. Tra gli arredi sacri si trova un simulacro di Santa Rosalia, una statua dell'Ecce Homo, due grandi dipinti che ricordano i miracoli di San Salvatore. La parte più rilevante della Chiesa, dal punto di vista artistico, è la facciata, realizzata in stile barocchetto piemontese, che, nella parte superiore, in due nicchie poste ai lati di una grande finestra, accoglie le statue di Sant'Antonio da Padova e San Bonaventura. Nello stesso stile è realizzato l'adiacente portico che immette nella via Principe Amedeo, e che aveva in passato la funzione di collegare le due parti del Convento. La Chiesa dipende dalla parrocchia di Sant'Eulalia di Marina.

Cagliari-Chiesa di Santa Rosalia Cagliari-Chiesa di Santa Rosalia: interno Cagliari-Chiesa di Santa Rosalia: altare maggiore con le spoglie di San Salvatore da Horta Cagliari-Chiesa di Santa Rosalia: il simulacro di Santa Rosalia

La ex Chiesa di Santa Teresa che ospita l'Auditorium comunale

Cagliari-Comando Militare Autonomo della SardegnaAlla sinistra della Chiesa di Santa Rosalia, prendiamo un portico, tra la Chiesa stessa ed il palazzo che ospita il Comando Militare Autonomo della Sardegna. Passato il portico, si prende la via Principe Amedeo, che, in quattrocentocinquanta metri, ci porta nella Piazza Giovanni Maria Dettori.

Cagliari-La ex Chiesa di Santa Teresa che ospita l'Auditorium comunaleQui, in Piazza Giovanni Maria Dettori, al civico numero 8 si trova la ex Chiesa di Santa Teresa. La Chiesa è stata eretta dai Gesuiti, la sua costruzione è stata completata nel 1691, data che compare in una lapide posta sulla facciata, ed, adiacente alla Chiesa, si trovava il collegio dei Gesuiti, fondato nel 1611. La Compagnia di Gesù resta nel complesso fino al 1773, anno della soppressione dell'ordine, per tornarci nel 1822, e per abbandonarlo definitivamente nel 1848, quando Chiesa e collegio diventano proprietà del Demanio dello Stato. Dal 1884 al 1929 la Chiesa, sconsacrata, ospita l'Archivio di Stato, successivamente diviene sede della Gioventù Italiana del Littorio. Nel dopoguerra la ex Chiesa comincia ad essere utilizzata come sala per concerti, e l'interno viene definitivamente trasformato e adattato, tra il 1982 e il 1984, diventando l'Auditorium comunale di Cagliari.

La Chiesa Collegiata di Sant'Eulalia di Marina con l'area archeologica sottostante e con il suo tesoro

Percorso circa duecento metri dall'inizio della via Sardegna, prendiamo verso sinistra la via Sant'Eulalia, lungo la quale, dopo un'ottantina di metri, si trova alla destra della strada una scalinata che porta in piazza Sant'Eulalia. Ad essa potevamo arrivare anche dal viale Regina Margherita, presa, subito dopo il Ristorante Dal Corsaro, alla sinistra la via dei Pisani, che, in centocinquanta metri, ci porta nella Piazza. Qui si trova la Chiesa Collegiata di Sant'Eulalia di Marina, che è la Chiesa parrocchiale del quartiere Marina. Edificata dagli Aragonesi in stile gotico catalano intorno al 1370, probabilmente sopra la precedente duecentesca Chiesa di Santa Maria del Porto, la Chiesa è stata dedicata alla martire Eulalia, patrona della Città di Barcellona. Nel 1620 l'arcivescovo di Cagliari le assegna il titolo di collegiata, ossia di Chiesa importante, nella quale, pur non essendo sede vescovile e non avendo perciò il titolo di Cattedrale, è tuttavia istituito un collegio o capitolo di canonici, per rendere più solenne il culto a Dio. La parrocchia tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo viene riammodernata in stile barocco e arricchita di numerosi arredi marmorei, per essere in seguito pesantemente rimaneggiata nel XX secolo. L'interno si sviluppa in un'ampia navata centrale con due piccole navate laterali, costituite dagli spazi di intercomunicazione tra le cappelle laterali. L'altare settecentesco di Santa Eulalia è ornato, nella seconda Cappella a destra, da una tela di Pietro Angeletti, pittore del '700 nato a Bologna ma con una lunga carriera a Roma, accademico dell'Accademia di San Luca ed assessore delle antichità romane, del quale restano opere nel duomo di Cagliari, nella Cattedrale di Ales e e nella parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo a Solarussa. La facciata della Chiesa è a capanna, decorata da archetti pensili trilobati, ed al centro, sopra il portale, si apre il rosone, tra i più belli che si trovano in Sardegna. Affianca la facciata un alto campanile, del quattro o Cinquecento la canna quadra, del Settecento la torretta ottagonale che la sovrasta, coperta da un cupolino sostituito nel Novecento dall'attuale cuspide.

Cagliari-Chiesa di Sant'Eulalia Cagliari-Chiesa di Sant'Eulalia: interno Cagliari-Chiesa di Sant'Eulalia: interno

Dalla parrocchia di Sant'Eulalia di Marina, che ha sede nella Chiesa parrocchiale Collegiata di Sant'Eulalia, dipendono diverse Chiese del centro storico di Cagliari: la Chiesa del Santo Sepolcro in piazza San Sepolcro, la Chiesa di Sant'Antonio Abate in via Giuseppe Manno, la Chiesa della Beata Vergine della Pietà sulle scalette delle Monache Cappuccine, la Chiesa di Santa Rosalia in via Torino, la Chiesa di San Francesco da Paola in via Roma, la Chiesa di Sant'Agostino in via Baylle, la Cappella dell'Asilo della Marina che è l'ex Oratorio della Madonna d'Itria in via Baylle.

Sotto la Chiesa di Sant'Eulalia si sviluppa una interessante area archeologica. Gli scavi archeologici, ancora in corso, sono iniziati casualmente, in occasione dei lavori di riadattamento della Sagrestia, nel 1990, quando è stato scoperto un pozzo profondo ben sedici metri. Gli scavi si sono estesi a coprire tutta l'area sottostante la Chiesa, ed hanno portato alla luce i resti di un quartiere dell'antica Cagliari di grande importanza per la sua vicinanza con il porto. L'elemento più importante è una grande strada lastricata, datata IV secolo dopo Cristo, larga quattro metri e portata alla luce per una lunghezza di tredici metri, molto ripida, che non presenta i segni delle ruote di carro, per questo si ipotizza una sua funzione cerimoniale. Poco più in alto si trovano i resti di un tempietto di età repubblicana. È stato portato alla luce anche un ambiente colonnato di età tardo repubblicana, riutilizzato in età successiva. L'area è stata abitata anche durante l'alto periodo medioevale, e successivo è il basamento di una torretta di avvistamento costruita in difesa dagli attacchi dal mare da parte di Vandali e pirati Saraceni. Risalgono al '600 i resti della Cripta, sotto la Chiesa, di cui resta la scala d'accesso. Alcuni dei reperti rinvenuti sono stati sistemati in vetrinette, tra essi numerose lucerne d'età romana, ceramiche, medaglie di bronzo e monete, ed importante è anche una statua mancante della testa che rappresenta un sacerdote del culto di Iside.

Cagliari-Area archeologica di Sant'Eulalia: la strada lastricata Cagliari-Area archeologica di Sant'Eulalia Cagliari-Area archeologica di Sant'Eulalia Cagliari-Area archeologica di Sant'Eulalia Cagliari-Area archeologica di Sant'Eulalia: resti del tempio sotterraneo Cagliari-Area archeologica di Sant'Eulalia: reperti rinvenuti Cagliari-Area archeologica di Sant'Eulalia: reperti rinvenuti Cagliari-Area archeologica di Sant'Eulalia: reperti rinvenuti

Alla Chiesa è annesso il Museo del Tesoro di Sant'Eulalia, situato al piano sopra l'ingresso all'area archeologica, dove vengono custoditi paramenti e opere sacre di artigiani sardi e napoletani dei secoli diciassettesimo e diciottesimo ed una collezione di argenti dei secoli sedicesimo e quindicesimoII.

Cagliari-Museo del tesoro di Sant'Eulalia Cagliari-Museo del tesoro di Sant'Eulalia Cagliari-Museo del tesoro di Sant'Eulalia Cagliari-Museo del tesoro di Sant'Eulalia Cagliari-Museo del tesoro di Sant'Eulalia Cagliari-Museo del tesoro di Sant'Eulalia Cagliari-Museo del tesoro di Sant'Eulalia Cagliari-Museo del tesoro di Sant'Eulalia

Le cerimonie della Settimana Santa che si svolgono nella Chiesa di Sant'Eulalia

Imponenti sono, a Cagliari, i riti della Settimana Santa, che coinvolgono fedeli e turisti. La domenica di Pasqua si svolge il rito de S'Incontru, ossia il ricongiungimento delle due processioni con i simulacri del Cristo Risorto e della Madonna, che, provenedo da direzioni opposte, si ritrovano uno di fronte all'altro, ed i simulacri si salutano con un triplice inchino tra gli applausi della folla, e quindi, affiancati, fanno rientro nella Chiesa dove viene celebrata la messa solenne. La suggestiva cerimonia viene celebrata a cura delle tre parrocchie storiche di Villanova, Stampace e Marina.

Cagliari-La processione de S'Incontru di MarinaQuella che si svolge nella chesa parrocchiale di Sant'Eulalia, nel quartiere della Marina, prevede che la statua di Cristo sia trasportata da volontari in saio nero, veste degli antichi confratelli dell'Orazione e della Morte che avevano sede nella Chiesa del Santo Sepolcro, mentre quella della Madonna viene trasportata da altri in sacco bianco con mantellina rossa, veste degli antichi confratelli del Sangue di Cristo della Chiesa distrutta di Santa Lucia. Punto d'incontro dei due simulacri è la via Roma, di fronte alla Chiesa di San Francesco di Paola. Espletato il cerimoniale del saluto e imboccata la via Napoli, i due simulacri vengono quindi condotti a Sant'Eulalia, dove verrà celebrata la messa solenne di mezzogiorno.

La Chiesa del Santo Sepolcro

Proseguendo lungo la via Sant'Eulalia, in un centinaio di metri arriviamo di nuovo nella Piazza Giovanni Maria Dettori. Qui prendiamo verso nord ovest la via pedonale Giovanni Maria Dettori, la seguiamo per una cinquantina di metri, poi troviamo alla destra la piazza del Santo Sepolcro, dove troviamo la Chiesa del Santo Sepolcro, una Chiesa monumentale ricca di interessanti arredi e opere d'arte, appartenuta, dal 1248, all'Ordine dei Cavalieri Templari fino alla soppressione di quest'Ordine nel 1311, e affidata nel 1564 alla Confraternita dell'Orazione e della Morte. La sua struttura originaria gotico catalana del quindicesimo secolo, con il presbiterio, chiamato Capilla Major, caratterizzata da una splendida volta stellare gemmata e costolonata, viene modificata in stile barocco per essere adattata al nuovo corpo aggiunto, costituito dalla grande Cappella barocca ottagonale della Madonna della Pietà che ospita un Retablo in legno dorato quattrocentesco, e viene modificata nuovamente quando, smantellato il Cimitero che si trovava nella Piazza, viene ribassato di circa due metri il livello del terreno e viene costruita la nuova facciata. La Chiesa dipende dalla parrocchia di Sant'Eulalia di Marina.

Cagliari-Chiesa del Santo Sepolcro Cagliari-Chiesa del Santo Sepolcro: interno Cagliari-Chiesa del Santo Sepolcro: organo a canne di fronte all'altare principale Cagliari-Chiesa del Santo Sepolcro: Retablo in legno dorato nella Cappella della Pietà

Nel 1564, con sede proprio nella Chiesa del Santo Sepolcro, viene fondata la Confraternita del Santissimo Crocifisso dell'Orazione e della Morte, la quale, attiva sino al secondo dopoguerra, si occupava principalmente di dare sepoltura delle persone più povere e la Chiesa, o meglio la sottostante cripta, e l'area circostante, che è l'attuale piazza del Santo Sepolcro, venivano utilizzate come cimiteri. Questo fino al diciannovesimo secolo, quando l'area perse gradualmente la sua funzione cimiteriale per essere, a fine secolo, sistemata come Piazza, tanto che del Cimitero ipogeico si è perso il ricordo.

Sotto la Chiesa è stata rinvenuta una grande Cripta funeraria, costruita alla fine del diciassettesimo secolo, riutilizzando e modificando una grotta naturale. La Cripta del Santo Sepolcro è uno degli spazi ipogeici tra i più affascinanti della Città, e la sua storia ripercorre quella della Confraternita dell'Orazione e della Morte, detta anche Confraternita del Santo Sepolcro, i cui membri si preoccupavano di dare degna sepoltura ai cadaveri di poveri ed emarginati, nella piazzetta antistante, cosparsa da zolle di terra proveniente dalla Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Si accede alla Cripta tramite una botola situata al centro della navata. Sono presenti due camere con volta a botte, originariamente utilizzate per sepolture a terra. Sulle pareti della sala principale vi sono tracce di affreschi, tra i quali il dipinto più rilevante raffigura la morte, ritratta come uno scheletro avvolto da un manto di ermellino e con la falce in mano, sulla cui lama è leggibile un'eloquente scritta, «Nemini parco», ossia non risparmio nessuno. Nella seconda sala è visibile un sepolcro in muratura, probabilmente destinato ad ospitare la salma di un personaggio illustre, e sulle pareti sono presneti altorilievi che rappresentano un teschio con le tibie incrociate.

Cagliari-La Cripta del Santo Sepolcro con la raffigurazione della morte Cagliari-La Cripta del Santo Sepolcro con la raffigurazione della morte Cagliari-La Cripta del Santo Sepolcro con la raffigurazione della morte Cagliari-La Cripta del Santo Sepolcro con la raffigurazione della morte

La Chiesa di Sant'Antonio Abate

Cagliari-portico di Sant'AntonioProseguendo oltre la facciata della Chiesa del Santo Sepolcro, prendiamo alla sua sinistra le scalette del Santo Sepolcro, dopo le quali si trova il portico di Sant'Antonio, che sbocca sulla via Giuseppe Manno. Presa la via Giuseppe Manno verso sinistra, troviamo subito, alla sinistra della strada, la Chiesa dedicata a Sant'Antonio Abate, che nel 1342 era la Cappella dell'adiacente Ospedale e Convento, retto allora dai padri Agostiniani, riservato alla cura dei malati di Erpes Zoster, detto fuoco di Sant'Antonio. L'attuale Chiesa viene eretta in stile barocco e consacrata nel 1723, come testimonia la lapide posta nell'atrio, affidata agli Ospedalieri di San Giovanni di Dio. Nel 1850 gli Ospedalieri si trasferiscono nella nuova sede dell'Ospedale Civile San Giovanni di Dio, nel quartiere Stampace, e l'antico Ospedale e l'adiacente Convento diventano proprietà di privati, mentre la Chiesa di Sant'Antonio viene ceduta alla Confraternita della Madonna d'Itria. La Chiesa è caratterizzata da una pianta di forma ottagonale con tre cappelle per lato, disposte a raggiera, coperte da volta a botte, e con un presbiterio quadrangolare, ed è caratterizzato dal colore verde degli intonaci, su cui spiccano le dorature degli stucchi e dei capitelli corinzi. La facciata in stile tardo barocco è abbellita da larghe cornici e da due riquadri ai lati di una finestra, ornata da ghirlande di fiori e frutta in rilievo. Nella parte superiore, una nicchia, affiancata da due volute e da cascate di melograni che richiamano l'Ordine degli Ospedalieri, ospita una statua di Sant'Antonio, raffigurato con un bastone in mano e un maialino ai suoi piedi, dato che il Santo viene considerato protettore degli animali domestici. Il portone, arricchito da una cornice tubolare con un annodamento di gusto classico, è inquadrato in un sistema di paraste e pilastri, con lo stemma degli Ospedalieri. La Chiesa dipende dalla parrocchia di Sant'Eulalia di Marina.

Cagliari-Chiesa di Sant'Antonio Abate Cagliari-Chiesa di Sant'Antonio Abate: particolare della facciata Cagliari-Chiesa di Sant'Antonio Abate: le tre cappelle centrali Cagliari-Chiesa di Sant'Antonio Abate: al centro la Cappella dedicata a Sant'Antonio Abate Cagliari-Chiesa di Sant'Antonio Abate: a sinistra la Cappella dell'Assunta Cagliari-Chiesa di Sant'Antonio Abate: le tre cappelle a sinistra Cagliari-Chiesa di Sant'Antonio Abate: al centro la Cappella del Santissimo Crocefisso Cagliari-Chiesa di Sant'Antonio Abate: le tre cappelle a destra Cagliari-Chiesa di Sant'Antonio Abate: al centro la Cappella di Nostra Signora della Salute Cagliari-Chiesa di Sant'Antonio Abate: l'organo sopra l'ingresso Cagliari-Chiesa di Sant'Antonio Abate: la cupola interna

La Chiesa è regolarmente officiata, e richiama i suoi fedeli particolarmente il 17 gennaio, giorno della Festa di Sant'Antonio Abate, quando si svolge la tradizionale benedizione degli animali domestici nella vicina piazza San Sepolcro.

La Chiesa della Beata Vergine della Pietà, annessa al Convento delle monache Cappuccine

Cagliari-Le scalette delle Monache CappuccineProseguendo lungo in via Giuseppe Manno oltre la Chiesa di Sant'Antonio Abate, dopo una trentina di metri prendiamo a sinistra le scalette delle monache Cappuccine, e, dopo una quarantina di metri, troviamo sulla sinistra la Chiesa della Beata Vergine della Pietà, annessa al Convento delle monache Cappuccine. Le Clarisse Cappuccine giungono a Cagliari nel 1703, tra il 1705 e il 1711 viene edificato il monastero, in un'area sotto le mura del Castello in precedenza utilizzata per le esecuzioni capitali, mentre la Chiesa del monastero viene consacrata nel 1806. Alla metà del diciannovesimo secolo, in seguito alle leggi di soppressione degli Ordini religiosi, le monache lasciano il Convento, che diviene di proprietà del demanio dello stato. Dopo diversi passaggi di proprietà, nel 1962 il Convento venne ceduto alla Provincia sarda dei Cappuccini, e infine restituito alle monache Clarisse nel 1969. La Chiesa è molto semplice, presenta una facciata a coronamento orizzontale, rimarcato da un cornicione, con il campanile a vela sulla sinistra. Il portale è sormontato da due finestre rettangolari e dallo stemma di casa Savoia. L'interno è a pianta rettangolare, con navata unica e volta a botte. La Chiesa dipende dalla parrocchia di Sant'Eulalia di Marina.

Cagliari-monastero delle monache Cappuccine Cagliari-Chiesa della Beata Vergine della Pietà Cagliari-Chiesa della Beata Vergine della Pietà: interno

La piazza Martiri d'Italia con il monumento ai Caduti delle guerre d'indipendenza

Cagliari-monumento ai Caduti delle guerre d'indipendenzaProseguendo lungo la via Giuseppe Manno, a centocinquanta metri dalla Chiesa di Sant'Antonio Abate arriviamo nella piazza Martiri d'Italia, nella quale arriva da sinistra la via Giuseppe Mazzini, e che si trova ai limiti tra il quartiere Marina, il Castello e Villanova. Nella piazza si trova il Monumento ai Caduti delle guerre d'indipendenza, dedicato ai sardi caduti nelle battaglie per lIindipendenza e per l'Unità d'Italia, realizzato dallo scultore piemontese Giuseppe Sartorio ed inaugurato nel 1886. Il monumento è un obelisco sulla cui facciata sono scolpite le date delle battaglie ed i nomi dei caduti in guerra, sulla base sono scolpiti fucili, cannoni e altri oggetti bellici, una targa con la sigla Custoza, la bandiera, lo stemma di Cagliari ed il ritratto di Vittorio Emanuele II, mentre sulla sommità è scolpita una corona d'alloro.

La Chiesa di Sant'Agostino

Dal portico di Sant'Antonio, presa la via Giuseppe Manno questa volta verso sinistra, la seguiamo per quasi cento metri, prendiamo sulla sinistra la via Lodovico Baylle, e, dopo circa centoquaranta metri, troviamo sulla destra il piccolo ingresso della Chiesa di Sant'Agostino, per la quale è stato recentemente realizzato un nuovo grande ingresso sul retro, in largo Carlo Felice. Potevano, infatti, arrivarci anche dal largo Carlo Felice, e la avremmo trovata sulla destra a centoottanta metri dalla via Roma. La Chiesa è stata edificata nel 1577 in stile rinascimentale, quando è stato abbattuto l'antico Convento degli Agostiniani, che impediva la costruzione delle nuove fortificazioni nel quartiere di Marina, e rappresenta l'unico esempio in Sardegna di architettura rinascimentale. L'edificio è a croce greca, con volte a botte, e, nel punto di incontro dei quattro bracci di eguale misura, si trova una cupola semisferica. Tra gli arredi interni spiccano diversi dipinti, un altare di legno dorato in stile barocco e il simulacro del Santo. Recentemente sotto la Chiesa sono state rinvenute antichi reperti di epoca romana.

Cagliari-Chiesa di Sant'Agostino: la via Baylle con il piccolo ingresso della Chiesa  Cagliari-Chiesa di Sant'Agostino: il piccolo ingresso in via Baylle Cagliari-Chiesa di Sant'Agostino: interno Cagliari-Chiesa di Sant'Agostino: altare maggiore Cagliari-Chiesa di Sant'Agostino: altare la lerale a sinistra Cagliari-Chiesa di Sant'Agostino: simulacro della Vergine dormiente Cagliari-Chiesa di Sant'Agostino: Cappella della Chiesa di Sant'Agostino

In origine la Chiesa si trovava nell'attuale largo Carlo Felice, nel quale il quartiere Marina arriva fino al lato destra del largo, salendo dal mare verso largo Yenne, e dove si trova il nuovo grande ingresso della Chiesa. Mentre sull'altro lato del largo, subito al di fuori dal centro storico, tutt'ora esiste la Cripta del Santo, accessibile dal Palazzo Accardo, posto proprio sul retro del palazzo Civico, che visiteremo più avanti.

Cagliari-Chiesa di Sant'Agostino: il nuovo grande ingresso in largo Carlo Felice Cagliari-Chiesa di Sant'Agostino: il nuovo grande ingresso in largo Carlo Felice Cagliari-Chiesa di Sant'Agostino: cortile dal nuovo grande ingresso in largo Carlo Felice

In largo Carlo Felice il palazzo Accardo con la Cripta dove erano custodite le spoglie di Sant'Agostino

Cagliari-palazzo Accardo lungo il largo Carlo Felice dietro la facciata posteriore del palazzo CivicoLungo il largo Carlo Felice, al civico numero 13, all'angolo con la via Crispi, in posizione limitrofa alla facciata posteriore del palazzo Civico, si trova il palazzo Accardo, progettato dall'ingegnere Dionigi Scano.

Dall'androne del palazzo Accardo, tramite una scala a chiocciola si accede alla Cripta di Sant'Agostino, una piccola Cappella ipogeica che costituisce ciò che resta della Chiesa e del Convento degli Agostiniani, eretti nel luogo in cui, secondo la tradizione, sarebbero state custodite, dal 504, le spoglie di Sant'Agostino di Ippona. Le porta a Cagliari il monaco San Fulgenzio di Ruspe, che, insieme ad altri vescovi del nord Africa, viene esiliato in Sardegna dal re vandalo Trasamondo, e vi rimangono fino al 722, quando vengono traslate a Pavia per volere del re longobardo Liutprando, allo scopo di preservarle dalle scorrerie dei Saraceni. Nella seconda metà del sedicesimo secolo, la Chiesa ed il Convento, che sorgevano extra moenia, vengono demoliti per il riammodernamento della cinta muraria della Città, voluto da Filippo II di Spagna, che finanzia la costruzione della nuova Chiesa dedicata al Santo, che viene eretto intra moenia, nel quartiere Marina, e che abbiamo già descrtta. Dell'antica Chiesa viene lasciata in piedi solo una piccola cappella, che alla fine del diciannovesimo secolo, per la sistemazione del largo Carlo Felice, viene demolita per far posto al palazzo Accardo, e di essa rimane solo l'antica Cripta.

Cagliari-Cripta di Sant'Agostino: ingresso Cagliari-Cripta di Sant'Agostino: scala di accesso Cagliari-Cripta di Sant'Agostino: l'altare dedicato al Santo Cagliari-Cripta di Sant'Agostino: particolare dell'altare dedicato al Santo Cagliari-Cripta di Sant'Agostino: particolare dell'altare dedicato al Santo

Usciamo dal quartiera Marina

La via Carlo Felice, percorsa dal mare fino all'interno, ci fa uscire dal quartiere Marina, dal quale entriamo nello storico quartiere denominato Stampace.

Visualizza la mappa Il quartiere Stampace

Il quartiere Stampace è il quartiere più antico della Città, ed è stata la zona residenziale per le famiglie benestanti della Città dal periodo medievale. Il suo nome deriva dalla frase «sta in pace», dato che era percorso dalla strada che portava al colle di Buoncammino, dove si effettuavano le esecuzioni capitali. Delle sue strade, ciascuna con la sua Chiesa, se ne ha notizia a partire dall'undicesimo secolo. Il quartiere è noto anche per aver ospitato la cosiddetta Scuola di Stampace, che trae il nome dal quartiere dove la famiglia dei Cavaro tenne bottega per diverse generazioni, tra il quindicesimo ed il sedicesimo secolo.

Ci rechiamo in piazza Yenne per iniziare la visita del quartiere Stampace

Per effettuare la nostra visita del quartiere Stampace, dalla destra del palazzo Civico prendiamo, verso nord est, il largo Carlo Felice, il bel viale alberato che ci porta, in leggera salita, fino alla Piazza Yenne, dove troviamo la pietra miliare che segna il punto di inizio della principale arteria sarda, la SS131 di Carlo Felice, ed una statua di Carlo Felice, il re di Piemonte e Sardegna che la ha fatta realizzare.

Cagliari-Largo Carlo Felice Cagliari-Veduta della piazza Yenne Cagliari-In piazza Yenne si trova la pietra miliare che segna il punto di inizio della principale arteria sarda, la SS131 di Carlo Felice Cagliari-In piazza Yenne la statua di Carlo Felice il re di Piemonte e Sardegna che ha fatto realizzare la SS131 di Carlo Felice

In corso Vittorio Emanuele II si trova la Pizzeria Framento

Arrivati alla piazza Yenne, prendiamo a sinistra il corso Vittorio Emanuele II, a piedi dato che è una strada che per il primo tratto è isola pedonale. La seguiamo per poco di più di duecento metri, e vediamo alla sinistra della strada, al civico numero 82, la Pizzeria Framento, che viene generalmente considerata una delle migliori pizzerie della Sardegna.

Cagliari-La Pizzeria FramentoTre Spicchi del Gambero RossoIn corso Vittorio Emanuele II, al civico numero 82, si trova la Pizzeria Framento, nella quale la tradizionalità porta ad utilizzare il lievito madre, chiamato in sardo Su Frammentu, per la preparazione degli impasti, che vengono lasciati lievitare per un lungo tempo, in modo tale da garantire una digeribilità rapida e indolore. La sua pizza è l'unica in Sardegna premiata con i Tre Spicchi, il riconoscimento che la Guida alle pizzerie d'Italia del Gambero Rosso ha assegnato alle pizze ritenute migliori dai giudici dopo averne esaminato lievitazione, farine usate per impasto, selezione della materia prima cottura, e sapore.

La Chiesa di Santa Chiara con i resti dell'adiacente Convento

Cagliari-Chiesa di Santa ChiaraCagliari-Chiesa di Santa Chiara: internoDa piazza Yenne prendiamo in direzione nord est, verso le scalette di Santa Chiara, e, dopo una cinquantina di metri, arriviamo alla Chiesa di Santa Chiara, inizialmente intitolata a Santa Margherita, che si affaccia su una piazzetta quadrangolare, cinta da un cancello in ferro. La Chiesa, con l'adiacente Convento, sono stati fondati tra la fine del tredicesimo e l'inizio del quattordicesimo secolo per accogliere una comunità di monache clarisse, che continueranno ad abitare il Convento sino alla fine del diciannovesimo secolo. L'attuale Chiesa, in stile barocco, risale alla fine del diciassettesimo secolo. Il complesso viene gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1943, rendendo necessario l'abbattimento del Convento, del quale oggi non rimangono che pochi ruderi, e parte dell'area del Convento, dal 1957, è stata destinata al vicino mercato rionale di Santa Chiara, ancora in attività. Dalla piazzetta si accede, oltre che alla Chiesa, anche all'area dei ruderi del monastero, dove è stato collocato un ascensore, che consente di salire alla via Cammino Nuovo evitando la lunga gradinata delle scalette Santa Chiara, progettate da Gaetano Cima nel 1858 per unire questa zona di Stampace al quartiere Castello. Vicino all'ascensore si trova il campanile a vela della Chiesa, che dipende dalla parrocchia di Sant'Anna di Stampace.

Cagliari-La lunga gradinata delle scalette Santa Chiara progettate da Gaetano Cima Cagliari-L'ascensore che consente di salire alla via Cammino Nuovo Cagliari-Chiesa di Santa Chiara: il campanile a vela

La Chiesa parrocchiale Collegiata di Sant'Anna di Stampace

Da piazza Yenne prendiamo verso nord ovest la via Domenico Alberto Azuni e troviamo subito, dopo appena una cinquantina di metri, sulla destra della strada, la Chiesa Collegiata di Sant'Anna di Stampace, edificata in stile tardo barocco piemontese a partire dal 1785, ed aperta al pubblico nel 1818, dopo trentatreanni di lavori per le molteplici difficoltà sorte soprattutto per la mancanza di fondi. È stata edificata nel punto in cui originariamente sorgeva un piccolo tempio di epoca pisana, che è stato demolito per cedere il posto alla costruzione della nuova struttura. L'imponente struttura è preceduta da un'ampia scalinata e presenta una facciata in stile barocchetto piemontese e due alti campanili dietro i quali si ergono tre cupole di varie dimensioni. All'interno vi è un'unica navata molto vasta e luminosa, quasi ovale nel mezzo della quale si innalza una cupola ottagonale, che forma poi la crociera. La navata è circondata da quattro cappelle laterali, un bellissimo altare in marmo policromo e l'altare maggiore che ospita una statua in marmo di Sant’Anna. L’edificio viene gravemente danneggiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, per poi essere ricostruito e reso fruibile ai fedeli.

Cagliari-Chiesa di Sant'Anna Cagliari-Chiesa di Sant'Anna: interno Cagliari-Chiesa di Sant'Anna: altare maggiore Cagliari-Chiesa di Sant'Anna: la Cappella del Beato Amedeo IX duca di Savoia

Dalla parrocchia di Sant'Anna di Stampace, che ha sede nella Chiesa parrocchiale Collegiata di Sant'Anna, dipedono diverse Chiese del centro storico di Cagliari: la Chiesa di Sant'Efisio in via Sant'Efisio, la Chiesa di Santa Restituta in via Sant'Efisio, la Chiesa di San Michele in via Ospedale, la Chiesa di Sant'Antonio da Padova in viale Fra Ignazio da Làconi, la Cappella dell'Istituto Salesiano in viale Fra Ignazio da Làconi, la Chiesa di Santa Chiara sulle scalette di Santa Chiara, la Chiesa ed Oratorio di San Giuseppe in via Santa Margherita.

Le cerimonie della Settimana Santa che coinvolgono la Chiesa di Sant'Anna

Imponenti sono, a Cagliari, i riti della Settimana Santa, che coinvolgono fedeli e turisti. La domenica di Pasqua si svolge il rito de S'Incontru, ossia il ricongiungimento delle due processioni con i simulacri del Cristo Risorto e della Madonna, che, provenedo da direzioni opposte, si ritrovano uno di fronte all'altro, ed i simulacri si salutano con un triplice inchino tra gli applausi della folla, e quindi, affiancati, fanno rientro nella Chiesa dove viene celebrata la messa solenne. La suggestiva cerimonia viene celebrata a cura delle tre parrocchie storiche di Villanova, Stampace e Marina.

Cagliari-La processione de S'Incontru di StampaceQuella che si svolge nella parrocchia di Sant'Anna a Stampace vede la statua della Madonna, trasportata dalla Congregazione degli Artieri, uscire dalla Chiesa di Sant'Anna velata di nero, mentre contemporaneamente quella di Cristo lascia la Chiesa di Sant'Efisio in spalla ai confratelli del Gonfalone. L'incontro avviene nel corso Vittorio Emanuele all'altezza del punto in cui, un tempo, sorgeva la Chiesa di San Francesco, antico teatro di tutte le cerimonie della Settimana Santa del quartiere di Stampace. Qui la Madonna smette il velo nero e cinge una corona imperiale d'argento, in segno di giubilo. Fatte le solite riverenze e posti fianco a fianco, i due simulacri marciano, quindi, verso la parrocchiale di Sant'Anna.

La Chiesa di Santa Restituta

Cagliari-Chiesa di Santa RestitutaFiancheggiando sulla sinistra la Chiesa di Sant'Anna, alla destra della via Domenico Alberto Azuni, si trova la via Sant'Efisio. La prendiamo e, dopo una cinquantina di metri, troviamo la trasversale alla sinistra della strada, sulla destra della quale si trova la facciata della Chiesa dedicata a Santa Restituta. La trasversale termina nella via Santa Restituta, che è la parallela alla via Sant'Efisio. La Chiesa è stata costruita nel diciassettesimo secolo grazie al lascito di Salvatore Mostallino, protomedico del Regno di Sardegna, su un vasto ambiente ipogeico, che oggi ne costituisce la Cripta. La facciata si presenta con terminale a doppio inflesso, detto a cappello di carabiniere, tipico di molte Chiese barocche, ed il portale è sormontato da un timpano curvo spezzato. L'interno si presenta a navata unica, voltata a botte, con tre cappelle per lato e presbiterio rialzato. La Chiesa dipende dalla parrocchia di Sant'Anna di Stampace.

Dalla via Sant'Efisio, al civico numero 14, si accede alla Cripta di Santa Restituta. Si tratta di una grotta utilizzata come luogo sacro già in epoca preistorica, con testimonianze tardo puniche del III secolo avanti Cristo, romane, paleocristiane, bizantine, basso medioevali e barocche. La Cripta è stata, dai primi secoli del cristianesimo, una Chiesa rupestre, e la tradizione popolare identifica nella Cripta il luogo di prigionia e martirio di Santa Restituta, madre di Sant'Eusebio, vescovo di Vercelli, martirizzata sotto Diocleziano. Il suo culto sarebbe nato in Africa, e le sue reliquie sarebbero state portate nell'isola nel V secolo e raccolte in un vaso di terracotta, per essere rinvenute nel 1614 nella Cripta, dove ora sono conservate. Nella Cripta di Santa Restituta, visitabile, si possono ammirare una statua raffigurante la Santa, databile intorno al V secolo, tracce di un affresco medievale raffigurante San Giovanni Battista, e alcuni altari scavati nella roccia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Cripta di Santa Restituta è stata utilizzata come rifugio antiaereo.

Cagliari-La Cripta di Santa Restituta: ingresso Cagliari-La Cripta di Santa Restituta: interno Cagliari-La Cripta di Santa Restituta: interno Cagliari-La Cripta di Santa Restituta: interno Cagliari-La Cripta di Santa Restituta: interno Cagliari-La Cripta di Santa Restituta: interno

La Chiesa di Sant'Efisio

Cagliari-La via Sant'EfisioPassato l'ingresso della cripta di Santa restituta, proseguendo per poco meno di cento metri lungo la Via Sant'Efisio, si costeggia il fianco sinistro della Chiesa di Sant'Efisio e si arriva alla piazza Sant'Efisio, che si trova alla sinistra della strada. Nella Piazza, a destra rispetto alla facciata della Chiesa di Sant'Efisio, si trova il palazzo che ospita la sede dell'Arciconfraternita del Gonfalone sotto l'invocazione di Sant'Efisio Martire, e nel palazzo e conservato il tesoro del Santo, costituito dai numerosi ex-voto lasciati dai fedeli.

La Chiesa Sant'Efisio ha origini antichissime, è infatti già presente in documenti del 1263, ed è stata realizzata sopra la grotta dove fu incarcerato il Santo guerriero. La Chiesa attuale è stata costruita nel 1780 in stile barocco piemontese, ha una facciata modesta e si sviluppa con pianta rettangolare e con tre cappelle per lato, e dipende dalla parrocchia di Sant'Anna di Stampace. In essa sono conservati tre simulacri del Santo protettore della Città: la più antica, del sedicesimo secolo, è chiamata Sant'Efis Sbagliau, ossia Sant'Efisio sbagliato, in quanto porta la palma del martirio nella mano destra anziche nella sinistra; la seconda, del diciassettesimo secolo, posta nella Cappella di Sant'Efisio, è quella che ogni anno viene portata in processione da Cagliari a Nora, lungo il percorso del martirio; la terza statua, attribuita a Giuseppe Antonio Lonis, è custodita nella nicchia presente in Sa Coccera, la stanza in cui è conservato tutto l'anno il cocchio dorato che accompagnerà il simulacro del Santo, il primo maggio all'inizio, ed il 4 maggio alla fine, del suo lungo pellegrinaggio fino alla spiaggia di Nora dove è stato martirizzato.

Cagliari-cortile con la Chiesa di Sant'Efisio e la sede dell'Arciconfraternita Cagliari-Chiesa di Sant'Efisio: facciata Cagliari-Chiesa di Sant'Efisio: interno durante la preparazione della Festa Cagliari-Chiesa di Sant'Efisio: altare maggiore Cagliari-Chiesa di Sant'Efisio: il cocchio dorato che accompagnerà il Santo in processione fino a Nora Cagliari-Chiesa di Sant'Efisio: statua del sedicesimo secolo chiamata Sant'Efis Sbagliau ossia Sant'Efisio sbagliato Cagliari-Chiesa di Sant'Efisio: statua attribuita a Giuseppe Antonio Lonis Cagliari-Chiesa di Sant'Efisio: statua del diciassettesimo secolo che viene portata in processione fino a Nora

Lungo la fiancata sinistra della Chiesa, dalla via Sant'Efisio, al cui civico 34, si accede alla Cripta di Sant'Efisio, detta anche il carcere di Sant'Efisio, un ipogeo scavato in profondità nella roccia calcarea, che, secondo la tradizione, sarebbe il carcere dove il Santo guerriero sarebbe stato torturato prima di essere decapitato a Nora il 15 gennaio del 286 o del 303. L'ipogeo è situato a nove metri sotto il livello stradale, e vi si accede mediante una ripida scalinata. L'ambiente sotterraneo ha pianta quadrangolare, di dimensioni irregolari, il soffitto è retto al centro da due pilastri. All'interno si trova una colonna di marmo, chiamata la colonna del martirio di Efisio, su cui è ancora presente l'anello in metallo in cui veniva agganciata la catena che lo imprigionava. In epoca moderna, l'ipogeo è stato utilizzato dai Cagliaritani come rifugio per sfuggire ai bombardamenti aerei della Seconda Guerra Mondiale.

Cagliari-La Cripta di Sant'Efisio: ingresso Cagliari-La Cripta di Sant'Efisio: scala di accesso Cagliari-La Cripta di Sant'Efisio: interno Cagliari-La Cripta di Sant'Efisio: interno Cagliari-La Cripta di Sant'Efisio: interno

altMa è realmente esistito Sant'Efisio? Efisio, Efis come viene chiamato in lingua sarda, viene considerato il principale e più venerato martire sardo ed il Santo protettore della Sardegna. La sua vicenda non è comunque storicamente accertata. Di lui parla un codice vaticano latino del dodicesimo secolo, che ne racconta la nascita a Gerusalemme, chiamata allora Elia Capitolina, una Città nei pressi di Antiochia in Asia minore. Morto il padre, viene condotto dalla madre da Diocleziano che, colpito dalle sue doti, gli concede onori e ricchezze ed affida il comando di una spedizione in Italia per reprimere le comunità cristiane. Ma, lungo il Viaggio, ad Efisio appare tra le nubi una croce lucente ed una voce lo chiama ad accettare la verità cristiana. Sconfitti i Saraceni, sbarca in Sardegna presso Arborea, reprime la «barbarica quaedam gens» ed assoggetta l'isola. A Cagliari inizia un'opera di proselitismo e finisce per confessare l'avvenuta conversione alla madre ed a Diocleziano, che invia nell'isola il suo ufficiale Iulciò con l'incarico di assumere il governo dell'Isola e di riportare Efisio alla fede dei padri. Al rifiuto di Efisio di abiurare la fede cristiana, Iulciò lo sottopone a tortura, scatenando le ire divine. Il tempio di Apollo, nel quale Efisio è imprigionato, crolla con tutti i suoi idoli, e Iulciò cade vittima di una febbre che lo costringe a lasciare l'isola. Il suo sostituto Flaviano, vista inutile il tentativo di farlo abiurare, lo fa decapitare, il 15 gennaio 303, «apud Caralitanorum civitatem in loco qui dicitur Nuras», ossia non lontano da Cagliari in un luogo chiamato Nora. Sul luogo dell'esecuzione viene edificata una Cappella con una Cripta, dove Efisio viene sepolto, ed a Cagliari viene edificata la Chiesa sotto la quale si trova la cella dove è stato segregato. Il corpo di Sant'Efisio viene traslato a Pisa nel 1088, e nel 1886 alcune sue reliquie ossee vengono restituite a Cagliari.

La statua di Sant'Efisio ogni anno viene portata in processione nella più significativa manifestazione religiosa di tutta la Sardegna, la Sagra di Sant'Efisio che abbiamo descritto nella pagina precedente, istituita dopo un'epidemia di peste che aveva colpito la Città tra il 1652 ed il 1655 ed in poco tempo aveva ucciso più di 10mila persone, e che, secondo la tradizione, per intercessione del Santo, sarebbe cessata come per miracolo. Da allora, nel 1657, la Città organizza la Sagra che si svolge dall'1 al 4 maggio, in onore del suo Santo protettore.

L'Arciconfraternita del Gonfalone e le cerimonie della Settimana Santa

L'Arciconfraternita del Gonfalone sotto l'invocazione di Sant'Efisio Martire è un antico sodalizio che, nei secoli passati, ha beneficiato dell'adesione di personaggi illustri, tra cui i sovrani sabaudi Carlo Emanuele IV, Vittorio Emanuele I, Carlo Felice e le rispettive consorti, ha sempre avuto sede nella Chiesa di Sant'Efisio a Stampace, dove viene eretta canonicamente da papa Paolo III nel 1538. Nel 1618 la Confraternita viene aggregata a quella romana del Gonfalone della Santissima Vergine del Riscatto, ed infine elevata ad Arciconfraternita nel 1796, con bolla papale del pontefice Pio VI. L'impegno dei confratelli e delle consorelle nella custodia e promozione del culto del Santo protettore. A Cagliari il 15 gennaio si svolge la processione del martirio di Sant'Efisio, detto anche Passio Sancti Ephisi, che viene organizzata proprio nella data in cui, secondo la tradizione, il Santo Guerriero patrono della Sardegna venne martirizzato a Nora nel 303 dopo Cristo Successivamente, il lunedì di Pasqua, si svolge la processione di Sant'Efisio, quando, per sciogliere un antico voto, la statua del Santo viene portata in processione in Cattedrale, per poi ridiscendere alla Chiesetta di Stampace, in una scampagnata attraverso gli scenari di una Cagliari spopolata dall'esodo di Pasquetta, un evento di forte suggestione emotiva e di genuina devozione popolare. Ma la commemorazione più significativa si tiene l'1 maggio di ogni anno, dal lontano 1657, ed è la Sagra di Sant'Efisio, che abbiamo già descritta, con la quale Cagliari gli rende omaggio nella Festa religiosa più imponente e amata della Sardegna, con il simulacro del Santo che viene portato in processione da Cagliari a Nora, dove è avvenuto il suo martirio, in ringraziamento al Santo che, invocato oltre tre secoli fa, ha liberato la Città da una terribile pestilenza.

Cagliari-La Vestizione a lutto della Madonna Addolorata a cura dell'Arciconfraternita del GonfaloneImponenti sono, a Cagliari, i riti della Settimana Santa, che coinvolgono fedeli e turisti. Il pomeriggio del mercoledì Santo, l'Arciconfraternita effettua la Vestizione a lutto della Madonna Addolorata nella Chiesa di Sant'Efisio a Stampace. Le consorelle estraggono dalla sua nicchia la statua della Madonna Addolorata, che indossa sempre vesti nere le quali, impolverandosi ogni anno, vengono cerimoniosamente mutate, ed un'ampia raggiera semicircolare in argento viene posta ad ornamento del capo. Contemporaneamente, i confratelli collocano nella lettiga processionale un grande simulacro del Cristo Morto, e a vestire a lutto la celebre statua di Sant'Efisio scolpita da Giuseppe Antonio Lonis, al quale viene fatto indossare un mantello di seta nera, mentre sull'elmo il solito vaporoso cimiero di piume a vivaci colori viene sostituito con un altro, a sua volta nero.

Cagliari-La processione delle Sette ChieseIl giovedì Santo, in serata, al lume delle fiaccole, si svolge la processione delle Sette Chiese, nella quale il simulacro di Sant'Efisio, listato a lutto, col pennacchio nero, viene portato in processione dalla Chiesa di Sant'Efisio nelle Chiese di Sant'Antonio, delle Monache Cappuccine, San Giovanni, Oratorio dell'Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso, Santa Rosalia, Sant'Anna, per fare poi ritorno a Sant'Efisio. Il cerimoniale prevede che la statua del martire venga introdotta in ciascuna Chiesa e posta in adorazione, mentre i fedeli ascoltano una breve omelia proposta dal sacerdote accompagnatore.

Cagliari-La processione del Venerdì Santo organizzata dall'Arciconfraternita del GonfaloneLe celebrazioni più suggestive e commovente si svolgono il venerdì Santo, con la rappresentazione del funerale di Cristo. In Città si svolgono tre processioni, una delle quali parte dalla Chiesa di Sant'Efisio in serata, al lume delle fiaccole, portando a spalla la lettiga di legno laccato e dorato in cui giace il grande Crocifisso a braccia snodabili, parzialmente rivestito dei lini funebri. Segue l'Addolorata, accompagnata anche in questo caso di due bambini che simboleggiano San Giovanni e Maria Maddalena. Il corteo, in un suggestivo e commovente gioco di luci, percorre le principali vie del quartiere prolungandosi fino a notte inoltrata, per fare poi ritorno alla Chiesa di Sant'Efisio.

Cagliari-La processione votiva dedicata a Sant'Efisio organizzata dall'Arciconfraternita del GonfaloneIl lunedì dell'Angelo si svolge la processione votiva dedicata a Sant'Efisio per lo scioglimento del voto a questo Santo, come anticipazione della Festa di maggio in onore del martire patrono della Sardegna. Il corteo accompagna, dalla Chiesa di Sant'Efisio fino alla Cattedrale, la statua del Santo, scolpita da Giuseppe Antonio Lonis, vestito con un manto rosso e l'elmo decorato da piume di struzzo, per poi tornare nella sua Chiesa. Secondo la tradizione il Santo viene portato in processione in ricordo della sua intercessione, nel 1793, quando le navi francesi che attaccavano Cagliari vennero portate via da un vento impetuoso.

La Chiesa di San Michele

Ritornati alla Chiesa di Sant'Anna, riprendiamo la via Domenico Alberto Azuni, la percorriamo fino in fondo e, dopo circa centotrenta metri, la strada ci porta di fronte alla grande Chiesa di San Michele.

Cagliari-Uno sguardo indietro da via Domenico Alberto Azuni fino a piazza Yenne Cagliari-La via Domenico Alberto Azuni verso la Chiesa di San Michele Cagliari-La via Domenico Alberto Azuni ci porta alla Chiesa di San Michele

La grande Chiesa di San Michele viene officiata ancora oggi dai Gesuiti. L'edificio sacro, per le sue linee architettoniche, per l'apparato decorativo e per le opere scultoree e pittoriche che custodisce, rappresenta la principale testimonianza di arte barocca, in stile rococò, presente in Città. La Compagnia di Gesù, presente in Sardegna dal 1559, arriva a Cagliari nel 1564. Nello stesso anno i Gesuiti fondano un collegio presso la Chiesa di Santa Croce, nel quartiere Castello, mentre all'anno 1584 risale la fondazione della Casa del Noviziato, nel quartiere Stampace, sul luogo dove sorgeva un Oratorio dedicato a Sant'Egidio e a San Michele Arcangelo. La costruzione della Chiesa della Casa del Noviziato, edificata grazie al lascito testamentario dell'avvocato Francesco Angelo Dessì, inizia dopo la morte del benefattore nell'anno 1674, e viene probabilmente completata nell'anno 1712, quando nel presbiterio viene eretto il mausoleo di Francesco Angelo Dessì. La nuova Chiesa, che viene dedicata a San Michele Arcangelo, viene consacrata nel 1738, come riportato nella lapide a destra del portale. Ha un bel portico nella parte inferiore della facciata, ed è notevole all'interno il pulpito cinquecentesco, che si trovava nella Chiesa San Francesco in Stampace prima della sua demolizione. La Chiesa dipende dalla parrocchia di Sant'Anna di Stampace.

Cagliari-Chiesa di San Michele Cagliari-Chiesa di San Michele: la cupola maiolicata Cagliari-Chiesa di San Michele: ingresso alla Chiesa  Cagliari-Chiesa di San Michele: interno della Chiesa di San Michele dominato dall'imponente altare maggiore Cagliari-Chiesa di San Michele: l'imponente altare maggiore Cagliari-Chiesa di San Michele: Cappella di sinistra Cagliari-Chiesa di San Michele: Cappella di destra

Dall'ultima Cappella a sinistra si accede alla Sagrestia, nella quale si trovano molti interessanti dipinti del '600 e del '700, oltre ad arredi marmorei e lignei.

Cagliari-Chiesa di San Michele: la Sagrestia Cagliari-Chiesa di San Michele: la Sagrestia Cagliari-Chiesa di San Michele: la Sagrestia Cagliari-Chiesa di San Michele: la Sagrestia Cagliari-Chiesa di San Michele: il soffitto della Sagrestia

Nella Sagrestia della Chiesa vengono conservati i sette simulacri lignei popolarmente chiamati Sacri Misteri, che rappresentano episodi della passione di Cristo, cinque dei quali scolpiti nel 1750 circa dall'artista sardo Giuseppe Antonio Lonis, dei quali sei rappresentano la Preghiera nell'orto dei Getsemani, la Cattura, la Flagellazione, l'Ecce Homo ossia la Coronazione di spine, la Salita al Calvario, la Crocifissione, mentre la settima rappresenta la Madonna Addolorata.

Cagliari-Chiesa di San Michele: la Preghiera nell'orto dei Getsemani Cagliari-Chiesa di San Michele: la Cattura Cagliari-Chiesa di San Michele: la Flagellazione Cagliari-Chiesa di San Michele: l'Ecce Homo o la Coronazione di spine Cagliari-Chiesa di San Michele: la Salita al Calvario Cagliari-Chiesa di San Michele: la Crocifissione Cagliari-Chiesa di San Michele: la Madonna Addolorata

La Congregazione Mariana degli Artieri di San Michele e le cerimonie della Settimana Santa

Nella Chiesa di San Michele ha sede la Congregazione Mariana degli Artieri di San Michele sotto l'invocazione di Maria Bambina, ossia degli Artisti, fondata dai padri Gesuiti nell'anno 1586, che aveva sede nella Chiesa di Santa Croce nel quartiere di Castello, in seguito alla soppressione dell'ordine dei Gesuiti, nel 1773, si trasferisce nella Chiesa della Speranza sotto la direzione dei Minori Osservanti, dopo breve tempo passa ai padri Domenicani della Chiesa di San Domenico, per stabilirsi infine in questa Chiesa nel 1795.

Cagliari-La processione dei Santi Misteri di StampaceImponenti sono, a Cagliari, i riti della Settimana Santa, che coinvolgono fedeli e turisti. Il martedì Santo, partendo dalla Chiesa di San Michele, si svolge la processione dei Misteri di Stampace, organizzata della Congregazione Mariana degli Artieri di San Michele dal 1670, e che è stata ripristinata nel 2005, dopo che non si era svolta dal 1969. Il corteo prende avvio nel pomeriggio, quando i sette simulacri vengono portati in spalla ed al loro trasporto lungo le vie cittadine collaborano le arciconfraternite del Gonfalone, della Solitudine e del Santo Cristo, cui fanno capo anche le masse corali di accompagno. Con alla testa i tamburini, la Croce dei misteri o degli attrezzi e gli elementi del coro, la processione tocca le sette Chiese di Sant'Anna, della Vergine della Pietà, nella Cattedrale, San Giacomo, Sant'Agostino, Sant'Efisio, per tornare, infine, a San Michele, che simboleggiano le sette stazioni della via Crucis, intonando un canto corale a quattro voci tramandato oralmente. In questa processione, in ciascuna Chiesa entra uno dei sei simulacri di Gesù, seguiti da un penitente che impersona il Cireneo trasportando a spalla una grande croce nuda di legno nero, insieme all'Addolorata, che è preceduta nella processione dal corteo delle consorelle del Santo Cristo che inalberano la loro particolare croce di penitenza, e si svolge una breve predica.

L'Ospedale Civile San Giovanni di Dio con la Chiesa parrocchiale omonima

Cagliari-L'Ospedale Civile San Giovanni di DioAlla destra della Chiesa di San Michele, parte la via Ospedale. La seguiamo per duecentocinquanta metri, e troviamo alla sinistra della strada l'Ospedale Civile San Giovanni di Dio. Il progetto dell'Ospedale viene commissionato dalle autorità cittadine all'architetto Gaetano Cima, che lo elabora nel 1842, alla posa della prima pietra si procede nel 1844, e l'edificio, seppure non ancora definitivamente completato, comincia a funzionare nel 1848. È il presidio più antico della Città di Cagliari, infatti, costituisce un patrimonio della Città non solo per il ruolo che da più di un secolo svolge nel garantire l'assistenza ai cittadini, ma anche per il suo radicamento nella comunità e nel tessuto urbano. Dotato di 360 posti letto, più 50 in regime di day hospital, è il presidio attualmente più grande dell'Azienda Ospedaliero Universitaria.

All'Ospedale è annessa una Cappella chiamata con il nome di Chiesa di San Giovanni di Dio. In essa è conservato un quadro che rappresenta la Vergine della Salute. La Chiesa, nel 1944, è stata eretta a parrocchia, con il nome di parrocchia di San Giovanni di Dio. La parrochia ha la sua sede proprio nella Cappella dell'Ospedale Civile San Giovanni di Dio.

Cagliari-L'Ospedale Civile: ingresso della Chiesa di San Giovanni di Dio Cagliari-L'Ospedale Civile: interno della Chiesa di San Giovanni di Dio

L'Ospedale Militare nell'ex Casa del Noviziato dell'ex Convento di San Michele

Cagliari-L'arco che porta in via Sant'Ignazio da LaconiCagliari-L'Ospedale Militare ex Convento di San MicheleAlla sinistra della Chiesa di San Michele, passati sotto un arco, arriviamo in via Sant'Ignazio da Laconi, dove si trova l'ex Casa del Noviziato dei Gesuiti, che oggi ospita l'Ospedale Militare. La facciata del complesso monumentale appartiene alla ex Casa del Noviziato, non alla Chiesa che è stata edificata in epoca posteriore, e costituisce l'ingresso dell'Ospedale Militare ex Convento di San Michele, che vi ha sede fino dalla metà dell'Ottocento.

Il portico dei Patrioti sardi dedicato ai Martiri di Palabanda

Cagliari-portico dei Patrioti sardi dedicato ai Martiri di Palabanda visto dalla via Vittorio EmanueleAlla sinistra della Chiesa di San Michele, passati sotto l'arco, abbiamo trovato la via Sant'Ignazio da Laconi, che sale verso il colle del Buoncammino. La seguiamo per poco meno di duecento metri, e troviamo alla sinistra della strada la via Palabanda, che, in centocinquanta metri, ci fa arrivare al portico dei Patrioti Sardi dedicato ai Martiri di Palabanda, al quale si poteva arrivare anche da piazza Yenne, seguendo per quattrocentocinquanta metri la corso Vittorio Emanuele II, in direzione nord ovest. Il portico ricorda con una lapide gli eventi del 1812, anno ancora oggi ricordato come Su Famini de S'Annu Doxi, ossia la fame dell'anno dodici, quando Cagliari e la Sardegna sono colpiti da una grande siccità, che provoca una carestia con una epidemia di vaiolo. Nel capoluogo si trova in esilio dal Piemonte occupato dai Francesi il re Vittorio Emanuele I, e sui sardi si abbattono nuove tasse per le spese della corte. Il popolo esasperato decide di ribellarsi, i congiurati si riuniscono in un podere nella località di Palabanda, e l'insurrezione, fissata per il 30 ottobre, prevede l'ingresso nel quartiere Marina per poi raggiungere il Castello, arrestare Giacomo Pes di Villamarina, comandante militare della Città, ed espellere i cortigiani. Ma la notizia della cospirazione arriva al re, ed il colonnello allerta i militari che arrestano quasi tutti i congiurati.

Cagliari-Lapide commemorativa dei Martiri di Palabanda all'interno dell'Orto BotanicoUna lapide commemorativa della congiura è conservata nella piazzetta centrale dell'Orto Botanico, e ricorda che, dei congiurati, Salvatore Cadeddu, Raimondo Sorgia e Giovanni Putzolo vengono arrestati e impiccati Gaetano Cadeddu, Giuseppe Zedda, Francesco Garau e Ignazio Fanni, giudicati in contumacia, subiscono la stessa condanna; a Giovanni Cardeddu e ad Antonio Massa viene comminato l'ergastolo; Giacomo Floris e Pasquale Fanni vengono condannati al remo a vita; gli altri congiurati vengono banditi dall'isola o esiliati all'interno.

L'Orto Botanico dell'Università

Tornati sulla via Sant'Ignazio da Laconi, proseguiamo per una cinquantina di metri, e troviamo, alla destra, l'ingresso dell'Orto Botanico dell'Università, un grande giardino all'aperto nel quale sono raccolte oltre 3.000 specie vegetali sia autoctone che importate dai paesi più diversi, alcune rare anche nelle località di origine. Sorto nel 1851 su iniziativa del professore di storia naturale Giovanni Meloni Baille ed inaugurato nel 1866, l'Orto Botanico si sviluppa in un'area di cinque ettari situata al centro dell'antica Città romana, compresa fra l'anfiteatro romano e la villa di Tigellio, che visiteremo tra breve. Al suo interno sono presenti cisterne puniche e resti Romani, tra i quali un pozzo che ha garantito fin da subito una facile irrigazione.

Cagliari-L'Orto Botanico dell'Università Cagliari-L'Orto Botanico dell'Università Cagliari-L'Orto Botanico dell'Università Cagliari-L'Orto Botanico dell'Università

La Villa di Tigellio

Quasi di fronte all'ingresso dell'Orto Botanico, un'ottantina di metri più avanti, sulla sinistra della via Sant'Ignazio da Laconi parte via Tigellio, che si sviluppa verso sud est in direzione dell'antica Necropoli punica occidentale, e che ci porta alle rovine della Villa di Tigellio, un'area signorile romana di epoca imperiale. È un complesso di tre abitazioni che dovevano far parte di un unico quartiere. I resti più interessanti appartengono alla casa del Tablino, così chiamata per gli affreschi che ornavano le pareti del tablino, ossia della sala adibita ai ricevimenti, ed alla casa degli Stucchi, che deve il suo nome alle decorazioni che la abbellivano. Si vedono anche pochi resti di una terza abitazione. La tradizione porta a ritenere che una delle ville sia appartenuta al musico, poeta e cantante sardo Tigellio, protetto da Cesare ma fortemente osteggiato, per la sua origine sarda, da Cicerone e da Orazio. È noto come Cicerone odiasse la Sardegna, che bollava come Mala Insula, e nella difesa del governatore corrotto Scauro, trasformò il processo in un'accusa ai Sardi, la lui chiamati Latrones Mastuccatos, ladroni vestiti con la mastrucca, l'indumento di pelle che i pastori sardi hanno usato fino a pochi anni fa. Tigellio però gli rispondeva con le sue liriche e non mancava di deriderlo ad ogni occasione, ottenendo in cambio pessime citazioni da Cicerone in alcune sue lettere. Ed anche il poeta Orazio lo descrisse come avvezzo ai lussi e alla vita sfarzosa e sfrenata, dando voce alle maldicenze del tempo secondo le quali la gente era disposta a spendere due sesterzi per sentirlo cantare e tre perché stesse zitto.

Cagliari-Villa di Tigellio Cagliari-Villa di Tigellio Cagliari-Villa di Tigellio Cagliari-Villa di Tigellio Cagliari-Villa di Tigellio

L'Anfiteatro romano

Dopo aver visitato la Villa di Tigellio, torniamo sulla via Sant'Ignazio da Laconi, che riprendiamo a percorrere e sale verso la collina. Percorsi circa trecentocinquanta metri, troviamo alla destra della strada l'ingresso, attraverso il quale si accede all'Anfiteatro romano. L'anfiteatro romano di Cagliari è il più imponente monumento romano in Sardegna, edificato tra il I e II secolo dopo Cristo, era per metà scavato nella roccia e per metà costruito in blocchi di calcare bianco locale, con una monumentale facciata che raggiungeva i 20 metri d'altezza. In grado di contenere più di diecimila spettatori, nel quale sono ancora oggi visibili la cavea, la fossa per le belve, i sottopassaggi sotterranei e le imponenti gradinate. Gli spettacoli che vi si svolgevano erano combattimenti di gladiatori, lotte tra belve o tra uomini e belve, esecuzioni di sentenze capitali. Lungo l'arena era scavato il corridoio dove trovavano posto le gabbie per gli animali, mentre al di sotto delle gradinate erano ricavati numerosi corridoi e ambienti di servizio. Tutto il monumento era rivestito di materiali pregiati, come mostra la grande quantità di sottili lastrine di marmo rinvenute negli scavi ottocenteschi ad opera di Giovanni Spano. Anche oggi, restaurato e riportato alla sua funzione originale, accoglie in un ambiente suggestivo numerosi spettacoli e manifestazioni.

Cagliari-Anfiteatro romano: lavori di allestimento per uno spettacolo teatrale Cagliari-Anfiteatro romano: dopo l'allestimento per uno spettacolo teatrale Cagliari-L'anfiteatro romano: ricostruzione dell'anfiteatro romano

La Chiesa dei Cappuccini intitolata a Sant'Antonio da Padova ed il Convento dei Frati Cappuccini

Cagliari-Chiesa di Fra IgnazioDi fronte all'ingresso dell'Anfiteatro romano, percorsa una sessantina di metri, troviamo alla sinistra della strada la Chiesa dei Cappuccini. La Chiesa è stata costruita nel 1591, dopo l'arrivo dei Frati Francescani in Sardegna, sopra un probabile edificio paleocristiano. Intitolata in un primo tempo a Sant'Antonio da Padova, ormai viene chiamata da tutti Chiesa di Sant'Ignazio da Laconi, più conosciuto in tutta l'isola come Frà Ignazio, per la presenza al suo interno delle spoglie di Sant'Ignazio da Laconi, Santificato pochi anni or sono da Papa Giovanni Paolo II. Sant'Ignazio da Laconi è assai venerato, e ogni anno un gran numero di fedeli assiste ai riti religiosi che vengono celebrati in questa Chiesa in sua commemorazione. La Chiesa di Sant'Ignazio da Laconi dipende dalla parrocchia di Sant'Anna di Stampace.

Cagliari-Convento dei CappucciniAccanto alla Chiesa si trova il Convento dei Frati Cappuccini, che dopo aver fondato, sulla collina ad ovest dell'Anfiteatro, su un antico sito pagano sul colle di Buoncammino, il loro primo Convento sardo, lo avevano dotato di un vasto terreno adibito ad orto, che si trova sul suo retro. Sotto il Convento ci sono le famose grotte puniche trasformate dai Romani in cave di pietra per costruire l'anfiteatro, al quale esse sono collegate da un cunicolo sotterraneo. Recenti ritrovamenti hanno messo in luce un graffito importante per la presenza di martiri cristiani nelle grotte e per la datazione dell'evangelizzazione della Sardegna. Nel secolo diciassettesimo i Frati Cappuccini avevano adibito il Convento a ospedale, e seppellivano nelle grotte le vittime della peste.

La Chiesa di San Lorenzo

Cagliari-Chiesa di San Lorenzo intitolata anche a San Pancrazio e alla Madonna del Buon CamminoPassata la Chiesa di Cappuccini, la strada arriva a un bivio, dritta si sviluppa la via Aurelio Nicolodi, mentre verso destra la via Frà Nicolò da Gesturi. Prendiamo quest'ultima, che curva verso destra passando sul retro dell'anfiteatro romano, dopo poco più di duecento metri la strada sbocca sulla via Anfiteatro, che prendiamo verso sinistra, dopo una cinquantina di metri questa via sbocca sulla via del Buon Cammino, in corrispondenza di uno slargo al centro del quale si trova un parcheggio. Dall'altro lato della strada, parte verso nord la via dei Santi Lorenzo e Pancrazio, una strada in salita che, in centotrenta metri, porta nella piazza sulla quale si affaccia la Chiesa di San Lorenzo. Eretta dai monaci Vittorini di Marsiglia nel dodicesimo secolo, la Chiesa è intitolata anche a San Pancrazio e alla Madonna del Buon Cammino, dato che si chiamava, in origine, Chiesa di San Brancatius, ossia San Pancrazio, dando il nome all'omonima torre pisana, ed, in periodo aragonese e spagnolo, ha preso il nome di Chiesa della Madonna di Buon Cammino. Si trova sulla cima del colle di Buon Cammino ed è raggiungibile praticando una salita che, dal viale omonimo, conduce allo spiazzo panoramico dove prospetta la Chiesa, presenta un impianto con due navate absidate. La Chiesa dipende dalla Cattedrale di Santa Maria.

L'ex Casa Circondariale di Cagliari

Presa la via del Buon Cammino verso sinistra, ossia in direzione nord ovest, si costeggia sulla destra l'edificio che ha ospitato fino al 2014 la ex Casa Circondariale di Buon Cammino. Quello di Buoncammino era uno dei carceri più vecchi d'Italia, è una bellissima struttura architettonica ed è ancora arredato. Ha dei sotterranei e dei documenti storici preziosissimi che verranno salvaguardati, catalogati e archiviati in locali idonei che verranno predisposti nella nuova Casa Circondariale Ettore Scalas di Uta. Attualmente la struttura è ancora nella disponibilità del Ministero di Grazia e Giustizia e al momento si pensa che alcuni uffici vengano utilizzati dal Provveditorato dell'amministrazione penitenziaria.

Cagliari-L'ex Casa Circondariale di Cagliari Cagliari-L'ex Casa Circondariale di Cagliari Cagliari-L'ex Casa Circondariale di Cagliari

La ex caserma Carlo Alberto ed il palazzo che ospita la Prefettura di Cagliari

Cagliari-La ex caserma Carlo Alberto ed il palazzo della PrefetturaCagliari-palazzo della Prefettura ex Tribunale Militare di CagliariPresa la via del Buon Cammino, invece, verso destra, ossia in direzione sud est, si costeggia alla sinistra della strada l'edificio che ospita il complesso di alloggi che erano di pertinenza dell'ex caserma Carlo Alberto, che si trova alla sua sinistra, tra i quali è compresa anche la ex colombaia, costituita da grandi gabbie che ospitavano gli storici piccioni viaggiatori. Dietro alla struttura più grande vi sono altre sei palazzine più piccole rispetto alla principale, che sono occupate da personale militare. La caserma è stata anche sede alla biblioteca militare di Presidio di Cagliari, fondata nel 1856, e, da oltre cinquantaanni, è stata dismessa dall'Esercito, ed ospita, oggi, un'agenzia del Demanio. Più avanti, sempre alla sinistra della strada, si trova il palazzo che ospita la Prefettura di Cagliari, ossia l'ex Tribunale Militare della Città.

Usciamo dal quartiera Stampace

Il viale del Buoncammino ci porta ad uscire dal quartiere Stampace, e, presa sulla sinistra la via Ubaldo Badas, ci fa entrare nello storico quartiere denominato Castello.

Visualizza la mappa Saliamo al quartiere Castello

Cagliari-Veduta panoramica del quartiere CastelloEntriamo finalmente nel caratteristico vecchio centro storico, ossia nel quartiere Castello, posto su un'altura ancora circondata dai notevoli bastioni Pisani con le bellissime porte del tredicesimo secolo. Il quartiere domina dall'alto la Città di Cagliari. Con le mura superstiti, con le imponenti torri pisane di San Pancrazio e dell'Elefante, con le strette viuzze e gli slarghi che raccontano i danni subiti nel corso delle guerre del ventesimo secolo, rappresenta il cuore vivo e la memoria della Città.

Entriamo nel quartiere Castello dalla Porta Cristina e visitiamo la piazza Arsenale e la Porta S'Avanzada

Il viale del Buoncammino (che poi il cammino verso il patibolo fosse buono è tutto da dimostrare...) prosegue verso sinistra in via Ubaldo Badas, che termina contro le mura del Castello, dove si trova la Porta Cristina, che costituisce l'ingresso al quartiere Castello.

Cagliari-Ingresso al Castello dalla Porta Cristina Cagliari-Ingresso al Castello dalla Porta Cristina

Cagliari-Piazza dell'ArsenaleLa Porta Cristina ci porta in Piazza Arsenale, una caratteristica piazzetta tutta chiusa, che attraverso la Porta Cristina si affaccia sul viale del Buon Cammino, una ampia passeggiata a terrazza sulla parte nord occidentale della Città, con una bella vista, e che ci conduce ai giardini pubblici, nei quali si trova la palazzina neoclassica che ospita Galleria Comunale d'Arte. Alla sinistra della piazza si trova la monumentale Porta dell'Arsenale, ingresso alla Cittadella dei Musei, di fronte la Porta S'Avanzada, ed alla destra la Porta San Pancrazio che conduce alla piazza Indipendenza, con la Torre di San Pancrazio.

Nella piazza Arsenale, di fronte alla Porta Cristina, si trova la Porta S'Avanzada, passata la quale, sulla prosecuzione della via Ubaldo Badas, si può ammirare dall'alto, tra l'alto bastione del Beato Amedeo e gli altri bastioni Pisani, il lato orientale della Città, e la vista panoramica arriva verso oriente fino allo Stagno di Molentargius che separa Cagliari da Quartu Sant'Elena. Gli stagni sono una delle caratteristiche che rendono Cagliari una Città davvero unica.

Cagliari-La Porta S'Avanzada vista dalla piazza Arsenale Cagliari-Ingresso al Castello dalla Porta S'Avanzada Cagliari-I bastioni Pisani in difesa del Castello Cagliari-I bastioni Pisani in difesa del Castello Cagliari-Veduta della zona orientale con lo Stagno di Molentargius e verso est gli stagni di Quartu

La Porta Arsenale ci fa entrare nella Cittadella dei Musei

In piazza Arsenale, alla sinistra provenendo dalla Porta Cristina, si trova la Porta Arsenale, passata la quale arriviamo nell'antica sede del Regio Arsenale, dove si trova la Cittadella dei Musei, che ospita i più importanti tesori artistici della Città, riuniti nelle collezioni museali del Museo Archeologico Nazionale e della Pinacoteca Nazionale, che attraverso bronzetti nuragici e retabli sardi e catalani del Quattrocento ripercorrono la storia dell'Isola. Il complesso ospita altresì il Museo Civico d'Arte Siamese Stefano Cardu, ed il Museo delle Cere Anatomiche di Clemente Susini. All'ingresso della cittadella è esposto il Memorial a Giovanni Lilliu, l’archeologo sardo di fama internazionale, ritenuto il massimo conoscitore della Civiltà nuragica, morto a Cagliari all’età di 97 anni il 19 febbraio 2012.

Cagliari-La Porta Arsenale Cagliari-Memorial a Giovanni Lilliu Cagliari-Memorial a Giovanni Lilliu Cagliari-La Cittadella dei Musei

Grazie alla vastità e alla qualità delle sue raccolte, formatesi a partire dall'Ottocento, il Museo Archeologico Nazionale offre la possibilità di compiere un completo excursus temporale attraverso la preistoria e la storia antica della Sardegna. La visita al Museo verrà descritta nei dettagli più avanti.

La Pinacoteca Nazionale ospita una collezione di antichi dipinti, formatasi a partire dall'Ottocento. Le raccolte della Pinacoteca annoverano al pianterreno un importante nucleo di antichi dipinti della Sardegna, compresi fra il quindicesimo e il sedicesimo secolo e provenienti in gran parte dalla distrutta Chiesa cagliaritana di San Francesco di Stampace. Sono presenti opere del Maestro di Castelsardo e di Pietro Cavaro, i maggiori pittori operosi in Sardegna nella fase tardogotica e primorinascimentale. Nei piani inferiori si possono osservare dipinti del diciassettesimo e diciottesimo secolo, di pittori prevalentemente extraisolani.

Nelle sale del Museo Civico d'Arte Siamese Stefano Cardu si trova esposta la più ampia collezione d'arte siamese in Europa, frutto delle ricerche del collezionista cagliaritano Stefano Cardu che, nel 1914, ha fatto dono al Comune di Cagliari di una parte degli oggetti da lui acquistati durante la sua permanenza in Siam, attuale Thailandia, e in occasione dei suoi viaggi in tutta la penisola indocinese, in Cina, in Giappone e in India. Accanto a oggetti d'arte di tema religioso, sono esposti oggetti d'uso domestico preziosamente lavorati, monete rare e armi assai poco note.

Nel Museo delle Cere Anatomiche di Clemente Susini il tema principale è rappresentato dagli aspetti anatomici del corpo umano che sono fedelmente riprodotti. La collezione consta di ventitre cere anatomiche policrome, attribuite dagli esperti alla piena maturità artistica di Clemente Susini, nato a Firenze nel 1754. Le cere sono state commissionate al Susini, tra il 1801 ed il 1805, dal vicere Carlo Felice, per il tramite del professore di anatomia Francesco Antonio Boi. Le sue opere sono giudicate tra le più belle esistenti al mondo, dato che alla straordinaria perfezione del dettaglio anatomico, si associa una ricerca figurativa assente nelle precedenti opere dell'artista, ed evidente nel composto realismo con cui egli ha fissato nei volti l'immagine della morte.

Il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari

Cagliari-Museo Archeologico NazionaleNon posso fare a meno di consigliare, a chi sia rimasto colpito dai nostri racconti e voglia quindi meglio conoscere la Sardegna e la sua storia, una visita al Museo Archeologico Nazionale, che raccoglie in una bella struttura, organizzata in modo da rendere facile ed agevole la ricerca, tutti i più significativi reperti provenienti da ogni parte dell'Isola. Attualmente il Museo è disposto su tre piani, dei quali al piano terra dell'edificio, si propone la successione storico culturale delle fasi che hanno interessato la Sardegna tra il Neolitico antico e l'alto Medioevo, attraverso un percorso di tipo cronologico.

Il percorso cronologico muove dall'età prenuragica, con le culture del Neolitico e dell'Eneolitico e del Primo Bronzo. Del periodo nuragico è presente materiale proveniente dai principali siti dell'Isola. Sono presenti oggetti della cultura di Arzachena, di quella di Macomer con la bella Venere di Macomer, e di Ozieri e Porto Ferro con le statuette a traforo. All'età del bronzo risalgono oggetti della cultura del Monte Claro e di Bonnanaro. Una delle maggiori attrattive del Museo risiede nei gruppi scultorei della bronzistica di età nuragica, tra i quali spiccano quelli di Teti e Abini, e di Santa Vittoria di Serri. Interessanti i molti bronzetti nuragici, che mostrano un ricco ventaglio di temi figurativi che investono l'organizzazione sociale pubblica e della vita quotidiana, ma anche l'ideologia del sacro, i rituali magici, le figure ieratiche dei re pastori, di donne di rango elevato, di uomini d'armi, di uomini e donne al lavoro. Essi creano e compongono una rappresentazione collettiva del popolo nuragico, di rara suggestione. Ai reperti relativi alla fase della colonizzazione Fenicia lungo le coste si accompagnano quelli relativi alla conquista cartaginese prima, romana poi. Le sezioni Fenicia e punica comprendono reperti provenienti da Nora con la famosa stele di Nora, Tharros, Bithia, Sulci. Del periodo romano sono presenti molta statuaria e mosaici provenienti da Cornus, Bithia e Villasimius. Sono presenti anche sarcofaghi, oggettistica in oro, gemme, gioielli, anfore, vasi. Numerosi poi gli oggetti rinvenuti a Cagliari e nei suoi dintorni.

Cagliari-Museo Archeologico: la Venere di Macomer Cagliari-Museo Archeologico: statuine in marmo di divinità femminile del tipo a traforo che si fanno risalire alla Cultura di Abealzu-Filigosa Senorbì-Turriga: statua della dea Madre Villasor-Su Cungiau de Marcu: statuetta in alabastro della Dea Madre Cabras-Cuccuru Is Arrius: statuetta in calcarenite con copricapo della Dea Madre Cabras-Conca Illonis: pisside Ssu peducci decorata Cabras-Conca Illonis: pisside Ssu peducci decorata Vasi della Cultura di Monte Claro Vaso della Cultura di Monte Claro Statuetta della Dea Madre risalente alla Cultura di Monte Claro Uta-Bronzetti: il capotribù con l'ampio mantello e un nodoso bastone Uta-Bronzetti: un guerriero con spada e arco Uta-Bronzetti: un guerriero con spada e scudo rotondo Uta-Bronzetti: persona con una corda in mano, forse un fromboliere Uta-Bronzetti: i lottatori Uta-Bronzetti: una spada con un cervo infilzato sulla sommità della lama Serri-Bronzetti: il capotribù con l'ampio mantello e un bastone Serri-Bronzetti: un altro capotribù Serri-Bronzetti: personaggio seduto Serri-Bronzetti: animale con arco Senorbì: Santu Teru: bronzetto del Miles Cornutus Nule: Santu Lesei: centauro androcefalo a corpo taurino Ittiri-Bronzetto di suonatore di launeddas con un significativo fallo in erezione Bultei: la famosa navicella con protome cervina rinvenuta in località Is Argiolas Erula: la famosa navicella con protome cervina rinvenuta nel Nuraghe Ispiene Ogliastra-Navicella con protome di antilope Scavi di Nora: la famosa stele di Nora Posada-L'Ercole Nemeo o Africano trovato nei dintorni di Posada Cagliari-Museo Archeologico: statua di Bacco giovane Cagliari-Museo Archeologico: statua romana Cagliari-Museo Archeologico: statua di magistrato acefala Cagliari-Museo Archeologico: mosaico romano Cagliari-Museo Archeologico: mosaico romano Scavi di Nora: statuette di devoti e inservienti del Santuario Scavi di Nora: statua di dormiente Scavi di Nora: statua di dormiente con il serpente sacro avvolto attorno al corpo

Ai piani superiori del Museo si è adottato invece un diverso criterio, un criterio topografico, che presenta i materiali in base al territorio in cui sono stati rinvenuti, con vetrine dedicate a siti archeologici specifici. Tra essi, sono importanti quelli del complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini, del tempio di Antas, delle Città Fenicie di Sulci e Monte Sirai, dove è stata rinvenuta la famosa statua della dea Astarte.

Una particolare sezione della mostra è stata dedicata alle statue dei giganti di Mont'e Prama, due delle quali sono esposte subito dopo l'ingresso al Museo, mentre le altre sono al terzo piano, al quale si può accedere, oltre che con le scale, anche con un ascensore panoramico.

Cagliari-Museo Archeologico: statue dei giganti di Mont'e Prama Cagliari-Museo Archeologico: statue dei giganti di Mont'e Prama Cagliari-Museo Archeologico: statua di un gigante di Mont'e Prama Cagliari-Museo Archeologico: statua di un gigante di Mont'e Prama Cagliari-Museo Archeologico: statue dei giganti di Mont'e Prama Cagliari-Museo Archeologico: statua di un gigante di Mont'e Prama Cagliari-Museo Archeologico: statua di un gigante di Mont'e Prama Cagliari-Museo Archeologico: statua di un gigante di Mont'e Prama Cagliari-Museo Archeologico: riproduzione di un Nuraghe rinvenuta a Mont'e Prama

La Porta San Pancrazio con la torre omonima ci porta in piazza Indipendenza

Cagliari-La porta di San PancrazioDalla piazza Arsenale, entrando dalla Porta Cristina sulla destra, si trova il palazzo delle Seziate, il cui nome proviene dalle sedute durante le quali i vicerè spagnoli ascoltavano le rimostranze e le suppliche dei detenuti nelle adiacenti carceri, ubicate presso la Torre di San Pancrazio. Il palazzo, disposto su due piani che poggiano su un alto basamento, al centro del quale si apre la porta di San Pancrazio o della Zecca, costituisce il passaggio tra la piazza Arsenale e la piazza Indipendenza. La Porta San Pancrazio, passando sotto il portico delle Seziate, ci porta in Piazza Indipendenza.

Passando sotto il portico delle Seziate, che è ospitato nel palazzo delle Seziate, troviamo alla sua destra il palazzo che ospitava l'ex Museo Archeologico, davanti al quale ferma il Trenino Cagliaritano, che parte dalla piazza del Carmine e porta i turisti a visitare il quartiere Castello. Alla sinistra del palazzo delle Seziate, si eleva la Torre di San Pancrazio, edificata nel 1305, nel periodo dell'occupazione pisana, dell'architetto Giovanni Capula, una delle tre torri del quartiere Castello, che costituisce un importante esempio di architettura militare medioevale. Lungo il lato sinistro della piazza si trova il conservatorio delle Figlie della Provvidenza, che risale al 1831, e che ha preso il posto del seicentesco Collegio dei Nobili, e nel diciannovesimo secolo è stato la sede di un'istituzione caritatevole per orfane. La sua ampia facciata neoclassica domina il lato est di piazza Indipendenza. Di fronte al palazzo delle Seziate, sul lato sud della Piazza, nell'area dove era il Convento benedettino di Nostra Signora di Monserrato, sulle cui rovine è sorta la prima sede dell'Università e sono sorte poi le scuderie reali, si trova il palazzo Sanjust, noto anche come palazzo Giustiniani, che in passato ospitava al suo interno il teatro Baccarini, e che oggi ospita una Casa Massonica sede del Grande Oriente d'Italia a Cagliari. Alla sua destra si trova il palazzo Amat, realizzato nel diciottesimo secolo, che era di proprietà della famiglia Masones, acquistato nel diciannovesimo secolo da parte del Marchese Fancesco Amat, che ha effettuato i lavori di ammodernamento e ampliamento.

Cagliari-La porta San Pancrazio nel palazzo delle Seziate vista dalla piazza Indipendenza Cagliari-La fermata del Trenino Cagliaritano davanti all'ex Museo Archeologico Cagliari-La Torre di San Pancrazio Cagliari-La Torre di San Pancrazio ed alla destra il Conservatorio delle Figlie della Provvidenza Cagliari-palazzo Santjut che oggi ospita la sede del Grande Oriente d'Italia Cagliari-Alle destra del palazzo Santjut si trova il palazzo Amat

Dalla piazza Indipendenza la via Pietro Martini ci porta alla Chiesa di Santa Lucia con l'adiacente Convento

Cagliari-palazzo Onnis ChapelleAlla sinistra del palazzo Santjust si trova uno slargo chiamato piazzetta Mafalda di Savoia, sul lato sud della quale si trova il palazzo Onnis Chapelle, un palazzo storico che purtroppo versa in attivo stato di conservazione. Alla sua destra si muove la via Nicolò Canelles, mentre alla sinistra parte la via Pietro Martini, la strada che dal lato nord di piazza Indipendenza conduce alla piazza Palazzo. Nella facciata antistante la piazzetta Mafalda di Savoia sono presenti finestre di forma irregolare, mentre i prospetti del palazzo che si affacciano sulla via Nicolò Canelles e sulla via Pietro Martini si sviluppano su due piani, e mostrano delle finestre con balconi dalle ringhiere in ferro battuto.

Presa la via Pietro Martini, la seguiamo per una cinquantina di metri, e vediamo, al civico numero 13, alla sinistra della strada, la facciata della Chiesa di Santa Lucia, dedicata alla martire siracusana, edificata nel sedicesimo secolo con l'adiacente ex Convento, che oggi ospita un asilo e una scuola elementare. Nel 1539 il vicere Antonio Cardona ha fatto dono del complesso monastico a un gruppo di monache Clarisse, arrivate a Cagliari da Barcellona su richiesta di papa Paolo III. La Chiesa presenta una facciata molto essenziale, priva di ornamenti, nella quale si apre il semplice portale, sormontato da un oculo tamponato. L'interno è a pianta rettangolare, a unica navata divisa in due campate, con cappelle laterali con la volta a crociera semplice, costolonata e con gemma pendula scolpita, poggiante su peducci scolpiti. Le cappelle sul lato sinistro sono semplici, ricavate da ambienti dell'attiguo Convento, mentre sono più interessanti le due cappelle, a pianta rettangolare e di uguale dimensione, che si aprono sul lato destro della seconda campata. La Chiesa dipende dalla Cattedrale di Santa Maria.

Cagliari-Verso la Chiesa di Santa Lucia Cagliari-Chiesa di Santa Lucia Cagliari-Chiesa di Santa Lucia: interno

Arriviamo nella piazza Palazzo, la piazza principale del quartiere Castello

Cagliari-La piazza Palazzo vista da sudProseguendo lungo la via Pietro Martini, arriviamo in Piazza Palazzo, la piazza principale del quartiere Castello. La Piazza, che deve il suo prestigio alla rilevanza storica e artistica degli edifici che vi si affacciano, si presenta pressappoco con pianta a rettangolo allungato, disposta davanti alla lunga facciata settecentesca del palazzo Reale, cui seguono il più semplice prospetto del palazzo Arcivescovile e la facciata della Cattedrale, con la sua Torre duecentesca. Il lato sud è chiuso dall'ex Palazzo di Città, Municipio di Cagliari fino al 1906.

Il volume Il Palazzo Regio di CagliariSul lato sinistro della piazza Palazzo, si trova per primo il grande palazzo Reale, detto anche palazzo Regio o meglio palazzo Viceregio, che costituiva l'antica residenza del rappresentante del re durante le dominazioni aragonese, spagnola ed anche successivamente sabauda. Cagliari-In piazza Palazzo il lato sinistro con in primo piano il palazzo RealeIl palazzo ha origini trecentesche e diviene sede del vicere dal 1337, per volere di Pietro IV d'Aragona. Nel corso dei secoli l'edificio subisce diverse modifiche e ampliamenti, particolarmente significativi sono i restauri settecenteschi, nel 1730 viene realizzato lo scalone d'onore che conduce al piano nobile, le cui sale vengono restaurate nel 1735. La facciata ovest, col portale principale in asse con lo scalone, viene sistemata entro il 1769, come risulta dall'iscrizione posta sulla lunetta della porta finestra che si apre sul balcone centrale. Il palazzo oggi è sede della Prefettura e della Città metropolitana di Cagliari, ed ospita, inoltre, mostre temporanee.

Cagliari-In piazza Palazzo il palazzo ArcivescovileAlla destra del palazzo Reale, si trova il più piccolo palazzo Arcivescovile, nel quale il re Carlo Felice di Savoia ha dimorato, con la sua corte, durante il periodo Napoleonico, a causa dell'inadeguatezza del palazzo Reale. L'attuale fisionomia del prospetto principale si deve a significativi lavori di rifacimento avvenuti alla fine della terza decade del Novecento. Sulla parete laterale sono visibili epigrafi funerarie risalenti alla prima era cristiana, mentre, nelle sale interne, sono conservati numerosi quadri e reperti archeologici.

Cagliari-La piazzetta Carlo AlbertoAlla destra del palazzo Arcivescovile, verso la fine della piazza Palazzo, si trova la Cattedrale di Santa Maria di Castello, di fronte alla quale parte una scalinata che conduce nella sottostante piazzetta Carlo Alberto, che in lingua sarda era chiamata Sa Prazzitta ed in epoca spagnola la Plazuela, nella quale era posizionata la gogna, con relativo boia che veniva chiamato Su Dugali, per giustiziare i nobili condannati a morte. Alla destra della Cattedrale si trova la Chiesa di Nostra Signora della Speranza. Entrambe queste Chiese verranno descritte più avanti.

Cagliari-In piazza Palazzo l'antico palazzo di CittàChiude il lato sud della piazza Palazzo l'antico palazzo di Città, uno storico edificio edificato nel 1331 che è stato sede municipale della Città dal Medioevo fino ai primi anni del XX secolo. Cagliari-In piazza Palazzo l'antico palazzo di Città: particolare della facciataL'aspetto attuale dell'ex Municipio si deve però alle ristrutturazioni settecentesche, che lo trasformano secondo il gusto del barocchetto piemontese. Dopo il trasferimento della sede municipale nel nuovo palazzo Civico, il palazzo ospita per diversi anni il conservatorio di musica Giovanni Pierluigi da Palestrina, trasferito nel 1970 nella nuova e attuale sede di via Bacaredda. Il palazzo costituisce la sede di rappresentanza del sindaco di Cagliari, ed ospita, inoltre, oggi la mostra in esposizione permanente, del Fondo Etnografico Manconi Passino, del Fondo Ceramico della Collezione Ingrao e del Fondo d'Arte Sacra della Collezione Ingrao.

La Cattedrale di Santa Maria di Castello che ospita la parrocchia di Santa Cecilia di Castello

Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: facciataLa Cattedrale di Santa Maria di Castello, dedicata alla Vergine Assunta ed a Santa Cecilia, una martire romana, morta nel 230 sotto Settimio Severo mentre era Papa Urbano, si trova in piazza Palazzo ed è il principale luogo di culto di Cagliari, sede vescovile dell'omonima arcidiocesi metropolitana e parrocchiale del quartiere storico Castello. Edificata dai Pisani nel tredicesimo secolo in stile romanico pisano, prevedeva otto colonne monolitiche che suddividevano la Chiesa in tre navate. Elevata al rango di Cattedrale nel 1258, quando Cagliari è stata la capitale del Regno di Sardegna, al suo interno prestavano giuramento i rappresentanti dei tre Stamenti, ossia dei tre bracci del parlamento. Dalla Chiesa parrrocchiale Cattedrale di Santa Maria, che ospita la parrocchia di Santa Cecilia di Castello, dipendono diverse Chiese del centro storico di Cagliari: la Chiesa della Purissima in via Lamarmora, la Chiesa di Santa Lucia in via Martini, la Chiesa di San Giuseppe Calasanzio in piazzetta San Giuseppe, la Chiesa di Santa Maria del Monte in via Corte d'Appello, la Basilica di Santa Croce in via Santa Croce, la Chiesa della Speranza in via Duomo, la Chiesa di San Lorenzo sul colle del Buoncammino nel quartiere Stampace.

Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: pianta internaPresenta, oggi, una pianta a croce latina, conferitagli dal transetto aggiunto nel quattordicesimo secolo dai Catalano Aragonesi che, dopo aver preso possesso del Castel di Castro,  hanno dotato la Chiesa di due portali laterali, modificando significativamente l'impianto originario. Viene, in seguito, rimaneggiata nel 1674, quando vengono completati i lavori di restauro che le conferiscono una fisionomia totalmente nuova e slanciata, esaltandone la suggestione e la maestosità, in linea con i canoni del barocco, e dell'edificio originale rimane solo la torre campanaria alla sinistra della nuova facciata. Nell'interno a tre navate, notevole il pulpito scolpito dal Maestro Guglielmo fra il 1159 e il 1162 per la Cattedrale di Pisa, poi donato nel 1312, dopo che Giovanni Pisano aveva ultimato il nuovo pulpito, da questa alla Cattedrale di Cagliari, nella quale viene situato inizialmente a destra della navata centrale presso la terza colonna, ma poi, nel diciassettesimo secolo, viene scomposto in due amboni, che vengono sistemati al due lati dell'ingresso principale. Entrando, percorriamo le navate ed i transetti della Chiesa in senso orario.

Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: interno con veduta verso l'altare Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: interno con veduta verso la porta di ingresso Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: il pulpito del Maestro Guglielmo scomposto in due amboni

Nella navata sinistra si trovano la Cappella del Battistero, che si distacca dallo stile barocco per proporre quello neoclassico, nella quale è presente la vasca che conteneva l'acqua benedetta; poi la Cappella di Santa Barbara e delle Famiglie Sante, con al centro la rappresentazione di Santa Barbara che rifiuta di adorare gli idoli pagani ed infine la Cappella della Madonna della Mercede, con il monumento funerario dell'arcivescovo Carignena, membro dell'Ordine della Mercede fondato da San Pietro Nolasco e Giacomo I d'Aragona nel 1218. Nel transetto sinistro si trova il mausoleo dell'arcivescovo Ambrosio Machin De Aquena, Maestro Generale dell'Ordine Mercedario; e subito più avanti il mausoleo di Martino d'Aragona il Giovane, imponente monumento funebre di Martino I di Sicilia, Infante di Aragona, morto durante la conquista della Sardegna nel 1409, del quale erroneamente si è sempre creduto che le spoglie fossero state traslate in Spagna, invece nel 2005, smontando il sepolcro per la ristrutturazione, si sono scoperti i suoi resti mortali, racchiusi in un involucro di velluto rosso, ricamato in oro. Seguono, sempre nel transetto sinistro, la Cappella Pisana attualmente utilizzata per le celebrazioni feriali e la Cappella del Santissimo Crocefisso, che ospita un crocifisso ligneo cinquecentesco e le statue di San Sebastiano e San Rocco, risalenti al diciottesimo secolo.

Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: la Cappella del Battistero Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: la Cappella di Santa Barbara e delle Famiglie Sante Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: la Cappella della Madonna della Mercede Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: il monumento funerario dell'arcivescovo Carignena nella Cappella della Madonna della Mercede Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: il mausoleo dell'arcivescovo Ambrosio Machin De Aquena Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: il mausoleo di Martino d'Aragona il Giovane Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: particolate del mausoleo di Martino d'Aragona il Giovane Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: la Cappella Pisana Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: la Cappella del Santissimo Crocefisso

Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: nel presbiterio l'altare maggioreAl centro della Chiesa si trova il presbiterio che ospita l'altare maggiore, che è l'antico e prezioso altare originario in stile romanico pisano della vecchia Chiesa di Santa Maria, con una semplice tavola marmorea che poggia su quattro colonne e al centro viene sostenuta da una colonna più robusta. Sulla tavola marmorea sono appoggiati sei candelabri sbalzati e cesellati, una croce d'altare lavorata a sbalzo e a cesello, ed un grande leggio con la sigla al centro. Dietro l'altare si trova il seicentesco coro ligneo al centro del quale si può osservare la cattedra vescovile, decorata dallo stemma dell'arcivescovo Pietro Vico. È presente anche un organo grande costruito nel 1955, e il piccolo organo di scuola napoletana proveniente dalla Chiesa della Purissima, costruito dal maestro Carlo Mancini nel 1758, con la cassa in legno decorata da fregi dorati.

Portandoci nel transetto destro, troviamo la Cappella della Madonna delle Grazie; poi la Cappella Aragonese del Santissimo Sacramento e della Sacra Spina, che custodiva come reliquia una spina che si vuole appartenesse alla corona che cinse il capo di Gesù Cristo durante la sua passione, donata al Duomo da Papa Clemente VII con breve del 23 luglio 1531, che oggi è custodita nel Tesoro del Museo, assieme al famoso trittico quattrocentesco attribuito al pittore Rogier Van der Weyden, custodito nell'aula capitolare, con obbligo di esporli durante la Festa dell'Assunzione, tradizione che è stata conservata fino ad oggi. Sempre nel transetto destro, si trova l'ingresso dell'aula Capitolare, dove sono raccolte le tele primoseicentesche del cosiddetto Maestro del Capitolo, dalla quale si accede alla sacrestia dei Beneficiati, nella quale nel 1861 Giovanni Spano vi descrisse il Retablo dei Beneficiati oggi gli ambienti continuano ad espletare funzioni di servizio liturgico per la Cattedrale ed ospitano numerosi dipinti. Proseguendo la visita del transetto destro, si trovano l'altare di Sant'Isidoro, al centro della quale è collocata la tela raffigurante la Madonna Immacolata col Bambino, detta anche Madonna degli Stamenti Sardi perché davanti ad essa giurava il Parlamento sardo; ed il mausoleo dell'arcivescovo Bernardo De La Cabra, prima vittima della peste del 1652 che ha portato i cagliaritani ad invocare la grazia di Sant'Efisio. Nella navata destra si trovano la Cappella di San Michele, in cui è presente un'opera di Giuseppe Massetti del diciottesimo secolo che rappresenta San Michele mentre scaccia gli angeli ribelli poi la Cappella della Madonna di Sant'Eusebio, chiamata anche Cappella della Madonna Nera per la presenza di una statua della Madonna di colore nero, statua in cedro del Libano alta un metro e mezzo, che è una delle tre copie dell'originale che Sant'Eusebio, cagliaritano e vescovo di Vercelli, ha portato con se al ritorno dal suo esilio in Palestina nel 236 dopo Cristo, ed è l'unica conservata in Sardegna. Infine si trova la Cappella di Santa Cecilia, patrona della Cattedrale, in stile barocco piemontese, con sull'altare l'opera Il Matrimonio di Santa Cecilia e San Valeriano, firmata dal pittore romano Pietro Angeletti.

Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: la Cappella della Madonna delle Grazie Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: la Cappella Aragonese del Santissimo Sacramento e della Sacra Spina Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: nella Cappella Aragonese le reliquie dei santi e dei beati Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: la Cappella di Sant'Isidoro Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: il mausoleo dell'arcivescovo Bernardo De La Cabra Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: la Cappella di San Michele Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: la Cappella della Madonna di Sant'Eusebio chiamata anche Cappella della Madonna Nera Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria: la Cappella di Santa Cecilia

L'ultima domenica di ottobre si tengono, presso la Cattedrale di Santa Maria, la Chiesa di San Lucifero e la Basilica di San Saturnino, le celebrazioni in occasione della Festa di San Saturnino Martire, patrono della Città di Cagliari, con diversi riti religiosi.

Nel transetto sinistro della cattedrale, di fronte al mausoleo di Martino d'Aragona il Giovane, si trova l'ingresso della Cripta, che è detta anche Santuario dei Martiri, scavata interamente sulla viva roccia, sotto il presbiterio e il coro della Cattedrale. La Cripta, che custodisce le ossa dei Martiri riportate alla luce nell'area cimiteriale della Basilica di San Saturnino, è stata inaugurata nel 1618, dopo una solenne e sfarzosa processione con le reliquie dei Martiri, alla presenza delle autorità e con la partecipazione Festante della popolazione. Le due scale di marmo attraverso le quali si scende nel Santuario, si ricongiungono in un pianerottolo, al centro del quale si trova la Cappella Centrale o della Madonna dei Martiri. Sotto l'altare è stata scavata un'ampia tomba, che racchiude sessantasei piccole nicchie contenenti le ossa dei martiri di cui non si conosceva il nome, disposte dentro le urne. Nella Cappella di San Lucifero, a destra di chi entra, si trovano ottanta piccole nicchie con le reliquie dei Martiri, disposte attorno all'altare del Santo, vescovo di Cagliari e grande nemico dell'Arianesimo, e sotto l'altare è collocata l'urna dove riposano le ossa del Santo.

La Chiesa di Nostra Signora della Speranza

Subito alla destra del duomo, si trova la Chiesa di Nostra Signora della Speranza, nota anche come Chiesa della Speranza, che era la Cappella gentilizia della nobile famiglia Aymerich, marchesi di Laconi, il cui palazzo, poco distante, è stato devastato dai bombardamenti del 1943, che ne hanno lasciato in piedi solo le mura perimetrali. La Chiesa è legata alla storia del parlamento sardo nel periodo della dominazione spagnola, infatti, proprio in questo edificio, si riuniva uno dei tre Stamenti del parlamento, lo Stamento militare o nobiliare. Dopo la cacciata dell'Ordine dei Gesuiti dall'isola, questa Chiesa è stata per breve tempo sede della Congregazione Mariana degli Artieri. Dal 2010 ogni domenica la Chiesa viene aperta al pubblico, e dipende dalla Cattedrale di Santa Maria. Dal 2011 è stata concessa in uso temporaneo alla Chiesa ortodossa del patriarcato di Mosca.

Cagliari-Chiesa di Nostra Signora della Speranza Cagliari-Chiesa di Nostra Signora della Speranza: interno Cagliari-Chiesa di Nostra Signora della Speranza: l'altare Cagliari-La messa ortodossa del patriarcato di Mosca nella Chiesa di Nostra Signora della Speranza

Cagliari-Chiesa di Nostra Signora della Speranza: statua della Madonna incintaFino alla metà del XX secolo, dall'11 dicembre di ogni anno, gli abitanti di Castello si riunivano nella Cappella degli Aymerich per celebrare la novena della Madonna della Speranza. Comunque ancora oggi, il 18 dicembre, nella Chiesa si venera la statua seicentesca di Nostra Signora della Speranza, attribuita a Giuseppe Antonio Lonis che aveva la sua bottega nel quartiere di Stampace, anch'essa proprietà degli Aymerich, raffigurante la Madonna incinta, in attesa di Gesù, dato che esperanza, in spagnolo, significa anche in attesa.

Dalla piazza Indipendenza la via Alberto Lamarmora ci porta alla Chiesa della Purissima con l'attiguo Convento

Cagliari-Alle destra del palazzo Santjut si trova il palazzo AmatRitornati in piazza Indipendenza, prendiamo, ora, la strada che passa alla destra del palazzo Santjust, la stretta Via Alberto Lamarmora, che è la principale via interna del quartiere Castello. Qui, al civico numero 130/a, alla destra della strada, troviamo la Chiesa della Purissima, edificata, insieme all'attiguo Convento, nel 1554, per volere di una nobildonna cagliaritana, sopra una preesistente Chiesa dedicata a Sant'Elisabetta. La Chiesa è priva di facciata frontale, l'ingresso si apre sul lato che si affaccia in via Lamarmora, e si accede ad essa attraverso un portale gotico, superato un alto portico voltato a botte. L'edificio si presenta nell'originario stile gotico catalano, che ne caratterizza principalmente l'interno, suggestivo, costituito da un'unica navata suddivisa in due campate, voltate a semplice crociera gotica. Su ciascuna campata si aprono le cappelle laterali, una per lato nella prima campata, due per lato nella seconda, che, con il presbiterio, hanno pianta rettangolare e le volte sono a crociera gotica stellata. Conserva all'interno il fastoso altare maggiore ligneo, in stile barocco, dell'inizio del diciottesimo secolo; un crocifisso ligneo a grandezza naturale, del sedicesimo secolo; un Polittico raffigurante i Santi Cosma e Damiano, attribuito al pittore sardo Antioco Casula; ed una tavola dipinta da Lorenzo Cavaro, raffigurante San Girolamo. La Chiesa, che dipende dalla Cattedrale di Santa Maria, è stata riaperta nel 2012, dopo il restauro curato dal Comune.

Cagliari-Alle destra del palazzo Santjut parte la stretta via Alberto Lamarmora Cagliari-La via Alberto Lamarmora con alla destra la Chiesa della Purissima Cagliari-Chiesa della Purissima: facciata Cagliari-Chiesa della Purissima: portone di accesso

In via Santa Croce troviamo la Chiesa di Santa Maria del Sacro Monte di Pietà

Cagliari-Proseguendo lungo la stretta via Alberto LamarmoraCagliari-Sbocchiamo sulla via Santa CroceaPassata la Chiesa della Purissima, proseguiamo lungo la via Alberto Lamarmora per circa cinquanta metri, poi incrociamo il Vico Pietro Martini, che prendiamo verso destra. Lungo questo vico, dopo una trentina di metri, una scalinata in discesa ci porta ad attraversare la via dei Genovesi e ad imboccare la via Santa Croce, già Vico del Giudei, così chiamato dato che portava al ghetto degli Ebrei. Il primo gruppo di Ebrei giunge probabilmente nell’isola nel 1323 con l’esercito dell’infante Alfonso il Benigno, e la loro presenza si protrae nel periodo dal quattordicesimo al quindicesimo secolo nella via Santa Croce, sino alla loro espulsione avvenuta nel 1492, quando con un decreto i re di Spagna, Ferdinando e Isabella, detti i Cattolici, ordinano l’espulsione degli Ebrei da tutti i propri stati, compresa la Sardegna.

Presa la via Santa Croce, dopo una quarantina di metri si trova, alla sinistra della strada, una scalinata in discesa che, in due rampe di scale, ci porta di fronte alla Chiesa di Santa Maria del Sacro Monte di Pietà. Si tratta di una Chiesa edificata nel Cinquecento in stile gotico catalano con influssi rinascimentali, con una facciata a terminale piatto, sulla quale si apre una finestra semicircolare ed il portale, sormontato da un arco gotico. L'interno si sviluppa su un'unica navata, due campate, una Cappella laterale a destra, il presbiterio e il coro. La Chiesa apparteneva all'Arciconfraternita del Sacro Monte di Pietà, i cui membri, esclusivamente di nobile estrazione, avevano come compito principale l'assistenza ai condannati a morte. Dopo la soppressione dell'ordine nel 1866, è diventa aula di tribunale dell'attigua Corte d'Appello, nel 1879 viene trasformata nella sede di una scuola musica, nel 1921 diventa un dormitorio della Piccola Casa della Divina Provvidenza, ed, infine, nel 1969 diventa un centro sportivo. Dopo lunghi restauri, la Chiesa è stata riaperta intorno al 2000, ed affidata al Sovrano Militare Ordine di Malta, che in cambio rende accessibile l'edificio, offrendo anche spiegazioni sulla sua storia e le opere d'arte in esso contenute. La Chiesa dipende dalla Cattedrale di Santa Maria.

Cagliari-Chiesa di Santa Maria del Santo Monte di Pietà Cagliari-Chiesa di Santa Maria del Santo Monte di Pietà: facciata Cagliari-Chiesa di Santa Maria del Santo Monte di Pietà: interno Cagliari-Chiesa di Santa Maria del Santo Monte di Pietà: interno Cagliari-Chiesa di Santa Maria del Santo Monte di Pietà: interno Cagliari-portico a sinistra della Chiesa

Da via Santa Croce l'ingresso al Ghetto degli Ebrei

Cagliari-Ingresso al cosiddetto Ghetto degli EbreiProseguendo per meno di una cinquantina di metri, troviamo a destra il portone di ingresso al cosiddetto Ghetto degli Ebrei, che si posiziona al di fuori della cinta muraria, al di là del bastione di Santa Croce. Si tratta di un complesso di costruzioni nato nel 1738 come caserma militare intitolata al regnante sabaudo Carlo Emanuele III. L'edificio, progettato dagli ingegneri militari piemontesi, doveva ospitare il reparto dei Dragoni, ed ha avuto funzioni militari fino al diciannovesimo secolo, quando è stato ceduto a privati e trasformato in piccole abitazioni. Oggi ospita anche un centro culturale. La sua impropria denominazione deriva dal fatto che, poco più avanti, realmente esisteva il quartiere dove gli Ebrei abitavano.

La Basilica Magistrale di Santa Croce

Proseguendo lungo la via Santa Croce per cento metri, troviamo, alla sinistra della strada, una scalinata che, in sette gradini, ci porta nella piazza Santa Croce, sulla quale si affaccia la Basilica Magistrale di Santa Croce, sul retro della quale si trova l'ex Convento dei padri Gesuiti. La Chiesa un tempo era la sinagoga della Giudaria, ovvero del rione ebraico, ed è stata convertita in Chiesa cattolica e dedicata alla Santa Croce dopo la cacciata degli ebrei dal territorio spagnolo e dai loro possedimenti. Nel 1530 la Chiesa viene concessa all'Arciconfraternita del Santo Monte di Pietà, appena istituita, e rimane in uso sino al 1564, anno in cui i Gesuiti giungono a Cagliari e viene loro concesso l'utilizzo di questa Chiesa e di alcune case adiacenti, primo nucleo del collegio gesuitico. La Chiesa viene stilisticamente rinnovata e ingrandita nel 1661 ad opera dei Brondo, marchesi di Villacidro. Nel 1773, in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù, la Chiesa e il collegio di Santa Croce diventano proprietà dello stato. Nel 1809, durante la sua permanenza a Cagliari, il re Vittorio Emanuele I concede la Chiesa all'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, elevandola al titolo di Basilica Magistrale. I bombardamenti del 1943 la danneggiano, venne riparata nel 1946 e poi chiusa fino ai primi mesi del 2008, quando viene nuovamente riaperta al culto. La facciata, particolarmente sviluppata in altezza, è divisa in due livelli da una fascia intermedia, delimitata da due cornicioni, all'interno del quale si trova lo stemma dell'ordine dei Gesuiti. Sotto, nel livello più basso, si apre il portale, sormontato da un timpano curvo spezzato, entro cui si trova lo stemma dei Brondo. L'interno è a navata unica, con volta a botte, e con tre cappelle per lato, ed un breve presbiterio chiuso da abside semicircolare. Nell'altare maggiore in marmo è esposto un artistico Cristo crocifisso, in legno, e, nella parete dell'abside, si trovano gli affreschi di San Maurizio e San Lazzaro, realizzati nel 1842 dall'artista sardo Antonio Caboni. Numerose altre opere d'arte sono custodite nella sacrestia. La Basilica dipende dalla Cattedrale di Santa Maria.

Cagliari-La Basilica Magistrale di Santa Croce Cagliari-La Basilica Magistrale di Santa Croce: facciata Cagliari-La Basilica Magistrale di Santa Croce: portale Cagliari-La Basilica Magistrale di Santa Croce: interno Cagliari-La Basilica Magistrale di Santa Croce: l'altare maggiore

Il belvedere del bastione di Santa Croce

Cagliari-Veduta della zona occidentale con la laguna di Santa GillaIl bastione di Santa Croce, comunemente detto dalla popolazione bastione di Santu Juanni, è situato nell'omonima Via, nella zona che in passato ospitava la Giudaria, ovvero il rione ebraico, che si trovava nella zona delimitata fra la via Santa Croce e la via Stretta. Dal belvedere del bastione di Santa Croce si ha una vista panoramica dell'intera Città verso occidente fino alla laguna di Santa Gilla. Gli stagni, come abbiamo già detto, sono una delle caratteristiche che rendono Cagliari una Città davvero unica.

La Chiesa di San Giuseppe Calasanzio

Cagliari-Chiesa di San Giuseppe CalasanzioProseguiamo lungo la via Santa Croce per poco meno di duecento metri dalla Chiesa di Santa Croce, arriviamo alla fine della strada, e troviamo alla destra della strada la Torre dell'Elefante, che descriveremo più avanti, ed, alla sinistra della strada, la piazzetta San Giuseppe con la Chiesa dedicata a San Giuseppe Calasanzio, che ha aperto nel 1597 la prima scuola pubblica popolare gratuita d'Europa, ed ha istituito l'Ordine religioso degli Scolopi. I lavori di costruzione iniziano nel 1663 e terminano nel 1735. Nel 1943, in seguito ai bombardamenti, l'edificio riporta gravi danni. Restaurata e riaperta al culto nel dopoguerra, venne nuovamente chiusa negli anni '70, e, da allora, a causa degli interminabili lavori di restauro, il monumento non è visitabile.

Cagliari-Chiesa di San Giuseppe Calasanzio: portaleIn stile barocco, la Chiesa si presenta con un armonioso prospetto principale dal terminale piatto, scandito da lesene con capitelli di ordine ionico, e con il portale sovrastato da un timpano a cornice curva spezzata, con all'interno lo stemma degli scolopi. L'edificio presenta notevoli differenze rispetto ai precedenti luoghi di culto cagliaritani, probabilmente volute dagli scolopi per adempiere alle funzioni di educazione popolare, oltre che di culto. L'interno è a unica navata voltata a botte, con tre cappelle intercomunicanti ai lati e profondo presbiterio coperto da cupola su tamburo ottagonale. La Chiesa dipende dalla Cattedrale di Santa Maria.

Il Ristorante Su Tzilleri 'e su Doge

Cagliari-Ristorante Su Tzilleri 'e su DogeDi fronte all'ingresso della Chiesa, sull'altro lato della piazza San Giuseppe, si trova il caratteristico Ristorante Su Tzilleri 'e su Doge, abilmente gestito da Claudio Ara, che si definisce chef d’essai, nella sua storia partita all’età di tredici anni lavando piatti, e che oggi fa parte dell'Alleanza tra i Cuochi, determinati a sostenere i presidi Slow Food e piccoli produttori locali custodi della biodiversità. Archeologia della cucina, improvvisazione e sperimentazione, fanno parte della sua idea di cucina, basata sulla ricerca della materia prima, dei piatti tipici nelle sue ricette originali, capirne il valore storico, e proporle nella loro veste originale, o riproporle in chiave moderna rispettandone le caratteristiche.

Cagliari-Ristorante Su Tzilleri 'e su Doge: bar all'ingresso Cagliari-Ristorante Su Tzilleri 'e su Doge: sala interna Cagliari-Ristorante Su Tzilleri 'e su Doge: Fiore Sardo, prosciutto crudo di Oliena, salsiccia e coppa di Ploaghe, pancetta di Samassi, e ricotta mustia di Thiesi, sopressa veneta Cagliari-Ristorante Su Tzilleri 'e su Doge: natalis al ragout di selvaggina Cagliari-Ristorante Su Tzilleri 'e su Doge: linguine trafilate al bronzo di Cellino ai gamberi di Villasimius e carciofo spinoso di Serramanna Cagliari-Ristorante Su Tzilleri 'e su Doge: stracotto di bue rosso al cannonau Cagliari-Ristorante Su Tzilleri 'e su Doge: panna cotta col latte di capra di Dorgali

La porta dell'Elefante con la torre omonima

Alla destra della Chiesa, si trova la porta dell'Elefante, posizionata sotto la Torre dell'Elefante, la seconda torre medievale più alta di Cagliari, dopo la Torre di San Pancrazio, edificata appena due anni dopo questa sempre da Giovanni Capula. In epoca spagnola l'edificio è stato utilizzato anche come carcere, e alle sue porte venivano appese come monito le teste mozzate dei prigionieri condannati a morte e decapitati nella vicina plazuela, ossia nell'attuale piazzetta Carlo Alberto.

Cagliari-La Torre dell'Elefante Cagliari-La Torre dell'Elefante Cagliari-La Torre dell'Elefante-Veduta interna Cagliari-La Torre dell'Elefante-Vista dall'esterno Cagliari-La Torre dell'Elefante: la scultura che da il nome alla torre

Cagliari-La lapide che ricorda l'omicidio del Marchese di Camarassa viceré di SardegnaTra l'altro, si ricorda che, nella seconda metà del diciassettesimo secolo, la testa, svuotata del cervello e riempita di sale, di Jacopo Artaldo di Castelvì Marchese di Cea, implicato nel 1668 nell'omicidio di Don Emanuele Gomez de los Cobos Marchese di Camarassa, vicere di Sardegna, vi rimase appesa per diciassette anni, e venne rimossa solo il 1688 per grazia sovrana su petizione del parlamento. In ricordo di questo fatto, è conservata una lapide in spagnolo a perpetua nota di infamia nei confronti dei nobili sardi coinvolti nell'assassinio del maggior rappresentante del sovrano di Spagna, che si trova in quella che allora era la via dei Cavalieri, ossia Carrer dels Cavallers, l'odierna via Canelles, parallela alla via Alberto Lamarmora, al civico numero 32.

L'ex Collegio degli Scolopi ed il palazzo dell'Università con la sede dell'ex Seminario Tridentino

Cagliari-palazzo dell'UniversitàUsciti dalla porta dell'Elefante, subito a sinistra parte la via Cammino Nuovo, che lascia alla sua destra il bastione del Balice, mentre proseguendo dritti, leggermente verso sinistra, parte la via dell'Università. Lungo questa strada, sulla sinistra, si trova il vasto complesso dell'ex Collegio degli Scolopi, posto sul retro della Chiesa di San Giuseppe Calasanzio, che oggi ospita il liceo artistico statale. Di fronte ad esso, sul lato destro della strada, si trova il palazzo dell'Università, conosciuto anche come palazzo Belgrano, un monumentale complesso architettonico nel quale hanno sede gli uffici del rettorato dell'ateneo cagliaritano e la biblioteca universitaria. Nel suo progetto di riforma delle università sarde, il re Carlo Emanuele III ha disposto la costruzione di una nuova sede dell'ateneo cagliaritano, ed ha incaricato della realizzazione l'ingegnere militare Saverio Belgrano di Famolasco. Era previsto il palazzo universitario, il Seminario tridentino ed un teatro, ma sono stati realizzati solo i primi due edifici. La sede universitaria viene inaugurata nel 1770, mentre l'adiacente seminario viene terminato nel 1778, per essere poi ceduto all'università nel 1955 dall'arcivescovo Paolo Botto. Il complesso presenta una lunga facciata, scandita da alte lesene, tra le quali si aprono le diverse finestre dei tre livelli nei quali si articola l'edificio. Alla base si aprono due portali, che immettono rispettivamente alla sede del Rettorato ed ex Seminario Tridentino, l'altro alla sede della Biblioteca Universitaria. All'interno i due palazzi si sviluppano ciascuno attorno a un cortile quadrangolare.

Cagliari-palazzo dell'Università Cagliari-palazzo dell'Università: ingresso del Rettorato Cagliari-palazzo dell'Università: ingresso della Biblioteca Universitaria Cagliari-La via dell'Università vista dal suo termine a sud

Il Teatro Civico di Castello

Cagliari-Teatro Civico di CastelloCagliari-Teatro Civico di CastelloSeguendo la via dell'Università fino in fondo verso sud, si trova sulla sinistra l'edificio che ospita il Teatro Civico di Castello, che fa angolo con la via Mario de Candia. Lo storico edificio, recentemente restaurato, sorge al posto di un precedente teatro ligneo costruito da Saverio Belgrano di Famolasco, in seguito ceduto al comune, che nel 1831 incarica l'architetto Giuseppe Cominotti di costruire un nuovo teatro in muratura. Alla sua morte, la direzione dei lavori viene affidata nel 1835 a Gaetano Cima, il quale apporta modifiche al progetto originario, ed il nuovo teatro viene realizzato in stile neoclassico, ed inaugurato nel 1836, in onore del genetliaco del re Carlo Alberto.

La porta dei due Leoni

Cagliari-La porta dei due LeoniAlla fine della via dell'Università, prendiamo verso destra la porta che la collega con la via Giovanni Spano, che è la cosiddetta porta dei due Leoni, che costituisce l'accesso meridionale al Castello, ed in passato era definita Portali de is Leonis, e prende il nome dalle due sculture raffiguranti teste di leone affisse nella facciata, visibili sulla sommità, nel suo lato esterno. La porta segna il passaggio tra i due quartieri storici di Castello e della Marina, proprio in prossimità del terzo quartiere storico di Villanova. Assieme a Porta Cristina, sul lato opposto di Castello, rappresentava il grande ingresso alla Città fortificata. La Porta, venne realizzata in epoca pisana e si trova proprio al di sotto del Bastione Saint Remy.

Il palazzo Boyl con la Torre dell'Aquila originariamente chiamata Torre del Leone

Cagliari-palazzo BoylUn poco più indietro rispetto alla fine della via dell'Università, alla sinistra del Teatro Civico si vede, sulla via Mario de Candia, il palazzo Boyl, uno degli edifici più importanti dal punto di vista storico e artistico del centro storico. È stato costruito nel 1840 da Carlo Pilo Boyl, Marchese di Putifigari, generale d'artiglieria e discendente di Filippo Pilo Boyl, che nel quattordicesimo secolo aveva aiutato gli Aragonesi a sconfiggere i Pisani e ad impadronirsi della rocca della Città. Di recente il palazzo Boyl è stato restaurato, ma il Comune ha evitato, di proposito, di restaurare i tre punti dove, sulla facciata, sono infisse le palle di cannone, a ricordo dei tre bombardamenti, degli inglesi nel 1708, degli Spagnoli nel 1717, ed infine dell'attacco da parte dei francesi nel 1793.

Cagliari-La Torre del LeoneIl palazzo incorpora, alla sua sinistra, la Torre dell'Aquila, originariamente chiamata Torre del Leone, la terza torre medievale di Cagliari, costruita anch'essa da Giovanni Capula, autore anche delle altre due torri di Cagliari, quando i Pisani, temendo l'attacco iberico, iniziano ai lavori per il potenziamento delle fortificazioni di Cagliari. Il nome è dovuto ad una scultura di rapace scolpita nella grande porta, situata nella parte bassa della torre, che permetteva l'ingresso al Castello. Gravemente danneggiata dai tre citati bombardamenti, durante l'ultimo dei quali ha perso la sua parte superiore e, ridotta quasi ad un rudere, è stata in seguito incorporata nell'edificio. Si triva, attualmente, in stato di forte degrado.

Usciamo dal quartiere Castello attraverso il bastione di Saint Remy

Cagliari-frontale del bastione di Saint Remy che si affaccia sulla piazza CostituzioneDi fronte al palazzo Boyl, una scalinata con una diecina di gradini curvi, in salita, ci porta alla panoramica terrazza Umberto I, costruita sul bastione di Saint Remy. Il bastione si affaccia sulla piazza della Costituzione, con una monumentale scalinata ed un'ampia terrazza panoramica, ed il suo nome deriva da quello del primo vicere piemontese, il barone di Saint Remy. La passeggiata coperta e la maestosa terrazza Umberto I, sono state progettate nel 1896 da Giuseppe Costa e Fulgenzio Setti. Costruito tra il 1899 e il 1902, costituisce una significativa testimonianza dell'età umbertina. L'imponente struttura, realizzata in stile classicheggiante e composta da colonne in calcare di colore bianco e giallo con capitelli in stile corinzio, viene inaugurata nel 1901. Gran parte della facciata del bastione di Saint Remy è stata danneggiata dai bombardamenti dell 1943, ma è stata successivamente ricostruita fedelmente.

Cagliari-Veduta della zona orientale con lo Stagno di MolentargiusDal belvedere del bastione di Saint Remy si ha una vista panoramica dell'intera Città verso oriente fino allo Stagno di Molentargius che separa Cagliari da Quartu Sant'Elena. Gli stagni, come abbiamo già detto, sono una delle caratteristiche che rendono Cagliari una Città davvero unica. Durante il corso degli anni, gli ampi spazi della passeggiata coperta sono stati adibiti a molteplici utilizzi, e, nel 1948, ha ospitato la prima edizione della Fiera Internazionale della Sardegna.

Usciamo dal quartiera Castello

Prendendo la via Giuseppe Mazzini, che ci porta in piazza Martiri d'Italia, e proseguendo lungo la via Giuseppe Manno, oppure scendendo dalla scalinata del bastione di Saint Remy, arriviamo in piazza Costituzione, piazza dalla quale usciamo dal quartiere Castello ed entriamo in quello denominato Villanova.

Visualizza la mappa Il quartiere Villanova

Il quartiere Villanova, nonostante il nome, che può far pensare ad una certa modernità, va invece considerato contemporaneo agli altri quartieri storici, e rappresenta la naturale espansione verso est della rocca pisana. Cinto da mura, anche se non fortificato, è stato la residenza di coloro che raggiungevano la Città per intraprendere lavori artigiani, e di quanti si dedicavano alle coltivazioni agricole nei grandi spazi confinanti col quartiere. Il borgo si popola, soprattutto in epoca spagnola, ed assume un'impronta contadina, divenendo una delle poche oasi verdi della Città.

Dalla piazza Costituzione con l'Antico Caffe ci rechiamo in piazza San Giacomo

Nella piazza Costituzione si trova l'Antico Caffe dal 1855, nato come Caffè Genovese, oggi tutelato dal Ministero dei Beni Culturali, che è stato meta di famosi personaggi e letterati della Cagliari dell’800 e dei primi del ‘900. Prendiamo, alla destra dell'Antico Caffe, la via Vincenzo Sulis, che, in poco più di duecento metri, ci porta nella Piazza San Giacomo, che si trova alla destra della strada, nel cuore del quartiere di Villanova.

Cagliari-La piazza Costituzione Cagliari-In piazza Costituzione l'Antico Caffé Cagliari-La piazza San Giacomo

In piazza San Giacomo si trova la Chiesa di San Giacomo che ospita la parrocchia di San Giacomo di Villanova

Entrati nella piazza San Giacomo, sul suo lato destro si affaccia la Chiesa di San Giacomo, ed inoltre, guardando la facciata della Chiesa, alla sua destra si trovano due oratori tardo seicenteschi. Per primo, proprio adiacente alla Chiesa, si trova la Chiesa ed Oratorio delle Anime del Purgatorio e, più avanti, alla destra di questo, si trova la Chiesa ed Oratorio del Santissimo Crocifisso.

Cagliari-Chiesa di San GiacomoLe prima notizie che riguardano la Chiesa di San Giacomo di Villanova risalgono al 1346, riferibili con tutta probabilità ad una Chiesa con impianto tipico dell'architettura religiosa catalana. Si tratta di una Chiesa collegiata, ossia una Chiesa di una certa importanza, che non è sede vescovile e perciò non ha il titolo di cattedrale, ma nella quale è tuttavia istituito un collegio o capitolo di canonici, con lo scopo di rendere più solenne il culto a Dio. A partire dal 1838, inizia la realizzazione del nuovo prospetto di stile neoclassico, dovuta a Gaetano Cima, e dell'interno, a navata unica, con cappelle laterali. La zona presbiterale è ricoperta da volta stellare a quattro punte. Sull'altare in marmi policromi, della fine del diciottesimo secolo attribuibile a Giovanni Battista Franco, si trova un gruppo scultoreo ligneo del Quattrocento, composto da un crocifisso e dalle statue delle pie donne sotto la croce. Lateralmente alla navata sono situate le cinque cappelle per lato aperte tra i contrafforti, con archi sia a sesto acuto sia a tutto sesto, e volte a crociera o a botte. La prima Cappella a sinistra, alla base del campanile, ospita un pregevolissimo Compianto in terracotta, risalente al quindicesimo secolo. La terza Cappella a sinistra, dedicata al Crocifisso, è in stile barocco e venne realizzata su disegni dell'architetto piemontese Viana. In stile barocco è anche la Cappella del Sacro Cuore, la seconda a destra. La Chiesa ospita un pregevole organo costruito dal fabbricante napoletano Carlo Mancini nel 1769 proveniente dall'attiguo Oratorio delle Anime Purganti. Bella anche la fonte battesimale, del 1766. La facciata presenta il timpano aggettante che poggia su due coppie di colonne corinzie, il portale sovrastato dal punto luce, le eleganti decorazioni. Il campanile è stato costruito in due tempi, è a canna quadrata con aperture monofore ogivali, la prima parte era già ultimata nel 1438, mentre la seconda, iniziata nel 1442, ha visto la sua finale sistemazione nel 1990. Sono ancora visibili, sul campanile, i segni del bombardamento dell'assedio francese del 1793.

Cagliari-Chiesa di San Giacomo: interno Cagliari-Chiesa di San Giacomo: altare maggiore Cagliari-Chiesa di San Giacomo: il pregevolissimo Compianto in terracotta Cagliari-Chiesa di San Giacomo: Cappella dedicata al Crocifisso Cagliari-Chiesa di San Giacomo: Cappella laterale Cagliari-Chiesa di San Giacomo: Cappella laterale Cagliari-Chiesa di San Giacomo: la Cappella del Sacro Cuore Cagliari-Chiesa di San Giacomo: la fonte battesimale Cagliari-Chiesa di San Giacomo: il pregevole organo napoletano

Dalla parrocchia, che ha sede nella Chiesa parrocchiale di San Giacomo, dipendono diverse Chiese del centro storico di Cagliari: la Chiesa e cripta di San Domenico in piazza San Domenico, la Chiesa di San Giovanni Battista in via San Giovanni, la Chiesa ed Oratorio del Santissimo Crocifisso in piazza San Giacomo, la Chiesa ed Oratorio delle Anime in piazza San Giacomo, la Chiesa di San Vincenzo de Paoli in via Bosa, la Chiesa di San Rocco in piazza San Rocco, la Chiesa di San Cesello in via San Giovanni.

Le cerimonie della Settimana Santa che si svolgono nella Chiesa di San Giacomo

Imponenti sono, a Cagliari, i riti della Settimana Santa, che coinvolgono fedeli e turisti. La domenica di Pasqua si svolge il rito de S'Incontru, ossia il ricongiungimento delle due processioni con i simulacri del Cristo Risorto e della Madonna, che, provenedo da direzioni opposte, si ritrovano uno di fronte all'altro, ed i simulacri si salutano con un triplice inchino tra gli applausi della folla, e quindi, affiancati, fanno rientro nella Chiesa dove viene celebrata la messa solenne. La suggestiva cerimonia viene celebrata a cura delle tre parrocchie storiche di Villanova, Stampace e Marina.

Cagliari-La processione de S'Incontru di VillanovaQuella di Villanova, solitamente, vede il maggiore afflusso di fedeli. Le statue di Gesù Risorto e della Vergine Gloriosa, uscite rispettivamente dalla parrocchiale di San Giacomo e dalla Chiesa ed Oratorio del Santissimo Crocefisso, portate a spalla dai confratelli del Santo Cristo, si incontrano alla metà di via Garibaldi. Appena giunte l'una presso l'altra, alla statua di Gesù, secondo l'antico cerimoniale di corte spagnolo, vengono fatti compiere tre inchini o riverenze, che la statua della Madonna ricambia subito dopo. Quindi, affiancati, i due simulacri vengono portati a San Giacomo, per la celebrazione della solenne messa cantata.

In piazza San Giacomo si trova la Chiesa ed Oratorio delle Anime del Purgatorio

Cagliari-Oratorio delle Anime del PurgatorioAlla destra della Chiesa, affiancato ad esso, si trova la Chiesa ed Oratorio delle Anime del Purgatorio, edificato tra il 1699 e il 1709. L'edificio presenta una facciata semplice, a terminale piatto, sul quale si aprono due portali, sormontati da timpati curvi spezzati e da due aperture ottagonali. L'interno è a pianta rettangolare, a navata unica e volta a botte, dominato dall'altare marmoreo attribuibile a Giovanni Battista Franco, della fine del diciottesimo secolo.

Cagliari-Oratorio delle Anime del Purgatorio: altareL'Oratorio, che dipende dalla parrocchia di San Giacomo di Villanova, è stato sede della Confraternita delle Benedette Anime del Purgatorio, attiva dal 1695 fino al secondo dopoguerra, quando la Chiesa ed Oratorio è stato chiuso al culto in seguito al suo scioglimento. Abbiamo Chiesto al sacerdote che officiava nella parrocchia la possibilità di accedervi per scattare qualche foto, ma mi ha detto che le chiavi erano conservate da una signora, della quale, però, si è rifiutato di darmi il recapito, mostrando una scarsa gentilezza nei miei confronti. Riportiamo, quindi, una foto del suo altare tratta da internet.

L'Oratorio del Santissimo Crocifisso o del Santo Cristo

Cagliari-Oratorio del Santissimo CrocifissoCagliari-Piazza San Giacomo: di fronte alla Chiesa ed Oratorio un affresco descrive la processione della Settimama SantaAlla destra della Chiesa ed Oratorio delle Anime del Purgatorio, affiancato ad esso, si trova la Chiesa ed Oratorio del Santissimo Crocifisso o del Santo Cristo, edificato tra il 1665 e il 1667. L'edificio presenta una facciata divisa in due specchi da una coppia di lesene, ed altre due lesene sono poste ai lati del prospetto. Su ciascuno specchio si apre un portale, sormontato da un timpano curvo spezzato. L'interno si sviluppa in un unico ambiente a pianta rettangolare, con volta a botte. Sulla parete di fondo si trova un fastoso altare maggiore in legno dorato, mentre alle pareti sono esposte diverse opere artistiche.

Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocifisso: interno Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocifisso: altare

L'Oratorio custodisce i simulacri utilizzati nelle processioni della Settimana Santa, tra cui quelli popolarmente chiamati Sacri Misteri, sette pregevoli statue lignee del 1750 circa, opere di Giuseppe Antonio Lonis che aveva la sua bottega nel quartiere di Stampace, sei delle quali rappresentano l'Agonia nell'orto dei Getsemini, la Cattura, la Flagellazione, la Coronazione di spine, il viaggio al Calvario e la Crocifissione, mentre la settima raffigura la Madonna Addolorata. I simulacri sono custoditi tutti nell'aula e sull'altare maggiore, a differenza di quelli della Chiesa di San Michele nel quartiere Stampace, che sono conservati invece nella sacrestia della Chiesa.

Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: la Preghiera nell'orto dei Getsemani Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: la Cattura Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: la Flagellazione Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: la Coronazione di spine Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: la Salita al Calvario Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: la Crocifissione Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: la Madonna Addolorata

Accanto all'altare maggiore e nella sacrestia della Chiesa ed Oratorio sono presenti i gonfaloni che vengono portati in processione durante i riti della Settimana Santa, oltre alla statua del Cristo crocifisso con gli arti snodabili, conservato in un'urna a vetri sotto l'altare maggiore, ed alle statue del Cristo e della Madonna per il rito de S'Incontru, ossia l'incontro tra Gesù risorto e Maria, che si svolge la domenica di Pasqua.

Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: gonfalone della Confraternita Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: la statua del Cristo con gli arti mobili Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: croce sulla quale viene posizionato il Cristo con gli arti mobili Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: Cristo per il rito de S'Incontru Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: gonfalone che precede il Cristo per il rito de S'Incontru Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: Madonna per il rito de S'Incontru Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: gonfalone che precede la Madonna per il rito de S'Incontru Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: la croce dei misteri o degli attrezzi Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: abbigliamento dei Confratelli durante le processioni Cagliari-Oratorio del Santissimo Crocefisso: antico gonfalone della Confraternita

L'accesso all'interno della Chiesa ed Oratorio è affidato ai membri dell'Arciconfraternita del Santissimo Crocefisso, che mi hanno aperto il portone di accesso e mi hanno permesso di scattare le diverse foto presenti in questa pagina.

L'Arciconfraternita del Santissimo Crocefisso e le cerimonie della Settimana Santa

L'Oratorio, che dipende dalla parrocchia di San Giacomo di Villanova, ospita l'Arciconfraternita del Santissimo Crocefisso, in passato denominata Arciconfraternita del Santo Cristo, che nasce da un sodalizio cinquecentesco con sede nella Cappella del Crocifisso nella Chiesa di San Giacomo. Nel 1616 esso cresce a tal punto da necessitare il trasferimento in una sede più ampia, la Chiesa ed Oratorio del Santo Cristo, e da ottenere l'aggregazione all'Arciconfraternita romana del Santissimo Crocifisso di San Marcello al Corso. Oltre alle importanti funzioni pratiche e di grande rilevanza sociale come l'assistenza ai bisognosi e ai malati, la Confraternita ha storicamente rivestito il ruolo di intermediaria e interprete della devozione collettiva al Crocifisso, soprattutto nella sua manifestazione più importante, la Settimana Santa. Imponenti sono, a Cagliari, i riti della Settimana Santa, che originariamente erano una prerogativa esclusivamente maschile come ogni altra attività del sodalizio, ma che vedono oggi la partecipazione di un ramo femminile, istituito nel 1880 e dedito principalmente al culto della Vergine.

Cagliari-La Vestizione di gala della Madonna Addolorata a cura dell'Arciconfraternita del Santo CristoGiorno di inizio di tali riti può essere considerato il lunedì di Passione, che precede la domenica delle Palme, quando, nel tardo pomeriggio, i membri dell'Arciconfraternita procedono alla cosiddetta Vestizione di gala della Madonna Addolorata. I confratelli aprono la nicchia che nel loro Oratorio custodisce la statua, la estraggono e la depongono ai piedi dell'altare maggiore, e quindi le consorelle cerimoniosamente la spogliano del suo abito ordinario per farle indossare una sontuosa veste di seta rossa con un mantello blu.

Cagliari-La processione dei Santi Misteri di Villanova organizzata dall'Arciconfraternita del Santo CristoIl venerdì di Passione ha luogo la processione dei Santi Misteri di Villanova, detta anche Is Misterius, nella quale i membri dell'Arciconfraternita portano in processione i sette simulacri. Il corteo è aperto da S'Andadori, ossia il messo della Confraternita, preceduto da uno o più tamburini, al quale segue la Croce dei misteri o degli attrezzi, che in origine era la lugubre insegna delle compagnie di penitenti o di flagellanti. Vengono quindi i diversi simulacri, che i confratelli si caricano a spalla montati su speciali portantine, e, tra il Cristo caduto sotto la croce e il Cristo crocifisso, coperto da un piccolo baldacchino viola, trova posto la grande croce nuda in legno dipinta di nero de S'Incravamentu, portata per penitenza da un devoto che impersona il Cireneo. Seguono le consorelle, che procedono ai lati della strada in due file parallele vestite di nero portando ciascuna una candela, il cui corteo è aperto da un'altra croce più semplice, ornata da puntali dorati scolpiti in legno in forme barocche. Infine un ultimo drappello di confratelli, guidato dal priore, chiude il corteo con la statua della Madonna Addolorata, alla quale un'unica spada d'argento trafigge il cuore. La processione esce dalla Chiesa ed Oratorio e si snoda per le strade del centro storico, facendo tappa nelle sette Chiese di San Giovanni, Sant'Anna, Sant'Efisio, San Sepolcro, Sant'Antonio, San Domenico, San Giacomo, che simboleggiano le sette stazioni della via Crucis, intonando un canto corale a quattro voci tramandato oralmente. In ciascuna Chiesa entra uno dei sei simulacri di Gesù, insieme all'Addolorata, e si svolge una breve predica.

Cagliari-La Vestizione a lutto della Madonna AddolorataIl pomeriggio del mercoledì Santo, l'Arciconfraternita effettua la Vestizione a lutto della Madonna Addolorata. La statua, reduce dalla prima processione dei Misteri, viene nuovamente posta dai confratelli ai piedi dell'altare maggiore, le consorelle la spogliano degli indumenti colorati che aveva indossato e, lasciatala in camicia, l'avvolgono di cotone profumato, quindi, dopo l'adorazione, svolgono il cotone e la rivestono con le lugubri vesti del lutto. Alla fine il cotone usato per la simbolica composizione funebre viene distribuito ai fedeli come sacramentale.

Cagliari-La cerimonia de S'Iscavamentu organizzata dall'Arciconfraternita del Santo CristoIl giovedì Santo viene eseguito il rito de S'Incravamentu, ossia la crocifissione di Gesù. Tali riti sono seguiti dall'adorazione del Cristo, mentre le donne portano in Chiesa Is Nenneris, il grano fatto germogliare al buio in un piatto affinche assuma un colore verde pallido, simbolo della Morte e della Resurrezione, dopo di che un picchetto di confratelli monta la guardia d'onore fino a notte inoltrata. I membri dell'Arciconfraternita, nel primo pomeriggio, estraggono dal loculo sotto l'altare maggiore l'urna a vetri che custodisce il simulacro del Cristo dalle braccia snodabili, il quale viene inchiodato alla croce grande croce di legno nero che è stata posta al centro dell'aula. Si riveste il simulacro con fasce di bambagia intrisa di profumi, fino a ricoprirlo completamente, dopo le bende vengono tolte e il cotone distribuito ai presenti. Viene quindi applicata la corona di spine ed il simulacro viene solennemente offerto alla venerazione dei fedeli al centro dell'aula.

Cagliari-La processione del Venerdì Santo organizzata dall'Arciconfraternita del Santo CristoLe celebrazioni più suggestive e commovente si svolgono il venerdì Santo, con la rappresentazione del funerale di Cristo. In Città si svolgono tre processioni, delle quali la seconda, organizzata dall'Arciconfraternita del Santo Cristo, dal suo Oratorio porta il simulacro del Cristo morto fino alla Chiesa di San Lucifero, nella zona orientale della Città, dove il Cristo viene deposto sui gradini frontali del presbiterio. La processione parte alle quattro del pomeriggio, e si svolge seguendo un cerimoniale analogo a quello dell'Arciconfraternita della Solitudine della Chiesa di San Giovanni, l'unica differenza consiste nel fatto che i bambini in costume al seguito dell'Addolorata sono quattro anziche due, per impersonare, anche Maria Salomè e Maria di Cleofa.

Cagliari-rito de Su Scravamentu si svolge nella Chiesa di San Lucifero a cura dei confratelli del Santo CristoLa mattina del sabato Santo viene dedicata al rito de Su Scravamentu, ossia alla deposizione dalla croce del Cristo morto. In prima mattina, il rito si svolge nella Chiesa di San Lucifero, a cura dei confratelli che in questo momento rappresentano Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, il Crocifisso con le braccia snodabili viene schiodato dal suo patibolo e deposto in un'elegante lettiga, mentre le consorelle stendono sul catafalco un sottile velo di pizzo bianco, legandone le quattro estremità con fiocchi neri a simboleggiare la chiusura del sepolcro, che rimane esposto al centro della Chiesa fino a sera.

Cagliari-La processione de S'Interru dalla Chiesa di San Lucifero a cura dei confratelli del Santo CristoIn seguito, nel pomeriggio del sabato Santo, si svolge il rito de S'Interru, ossia il corteo funebre per il rientro del Cristo Morto nella Chiesa ed Oratorio dal quale era uscito, per quello che dovrebbe essere il suo seppellimento. Nel pomeriggio, per questo rito sfilano in processione per le strade di Villanova anche i confratelli che riportano nel loro Oratorio la lettiga con Gesù Morto prelevata nella Chiesa di San Lucifero. Al rientro del mesto corteo, l'Arciconfraternita si ritrova improvvisamente in Festa, dato che in serata sono già state preparate le statue del Cristo Risorto e della Vergine Gloriosa.

La domenica di Pasqua si svolge il rito de S'Incontru, ossia il ricongiungimento delle due processioni con i simulacri del Cristo Risorto e della Madonna, che, uscite rispettivamente dalla parrocchiale di San Giacomo e dalla Chiesa ed Oratorio del Santissimo Crocefisso, portate a spalla dai confratelli del Santo Cristo, si incontrano alla metà di via Garibaldi. Gesù liberato da morte viene trasportato in processione nella vicina Chiesa di San Giacomo, dove la messa di mezzanotte celebra la domenica di Resurrezione.

Cagliari-rito de Is InserrusLa domenica in Albis nella parrocchiale di San Giacomo e nella Chiesa ed Oratorio del Santissimo Crocefisso, ed il lunedì successivo anche nella Chiesa di San Giovanni Battista, si svolge il rito de Is Inserrus, ossia la ricollocazione nelle Chiese dei simulacri del Cristo e della Madonna. Oggi l'unica ad averla conservata in forma pubblica è l'Arciconfraternita del Santo Cristo, quando confratelli e consorelle, in abiti civili, si riuniscono nella parrocchiale di San Giacomo, prelevano i simulacri di Cristo e della Madonna, e, dopo una breve processione lungo le strade del quartiere di Villanova, li riportano nel loro Oratorio, dove, il giorno successivo, in forma semipubblica, tornano entrambi nelle proprie nicchie.

La Chiesa di San Domenico con l'annesso Convento dei Domenicani e la Chiesa inferiore

Costeggiando la Chiesa lungo il suo lato sinistro, prendiamo a sinistra la via San Domenico, e, in duecentocinquanta metri, raggiungiamo la piazza San Domenico, sulla quale si affaccia, sulla destra, il complesso domenicano costituito dalla Chiesa di San Domenico, officiata dai Frati Domenicani, che risiedono nel vicino Convento, situato tra la via San Domenico e la via Xquattordicesimo Maggio, che è l'ultima traversa a destra prima della Piazza. La Chiesa sorge, assieme all'attiguo Convento, nel 1254 sul luogo dell'antica Chiesa benedettina dedicata a Sant'Anna, ad opera di Fra Nicolò Fortiguerra da Siena, con stretti rapporti con le regole costruttive degli ordini mendicanti solo in seguito le modifiche alle strutture architettoniche della Chiesa e del Convento vengono mutate in senso gotico catalano. Dal 1493, diviene la sede del Santo Uffizio e del Tribunale dell'Inquisizione. L'antica Chiesa di San Domenico, un gioiello dell'architettura gotico catalana a Cagliari, viene quasi del tutto distrutta durante i bombardamenti del 1943, e, sopra i suoi resti, viene eretta nel 1954 l'attuale Chiesa realizzata dall'architetto Raffaello Fagnoni, in stile moderno, annunciata da un alto e severo campanile, che sorge di fronte alla facciata e di poco staccato da essa. Il prospetto principale, in cima a una scalinata che collega la Chiesa alla piazza antistante, è a terminale piatto, con tre portali alti e ristretti nella parte inferiore e un finestrone orizzontale al di sopra. L'interno è a pianta rettangolare, con navata unica e presbiterio anch'esso a pianta rettangolare ma più stretto. La Chiesa dipende dalla parrocchia di San Giacomo di Villanova.

Cagliari-La piazza San Domenico con la Chiesa  Cagliari-Chiesa di San Domenico Cagliari-Chiesa di San Domenico Cagliari-Chiesa di San Domenico: interno

I Frati Domenicani risiedono nell'antico Convento con l'ingresso situato in via Xquattordicesimo Maggio, il cui chiostro è stato fatto espandere da Filippo II di Spagna, e di esso sono ancora oggi originari tre dei quattro lati. Dall'interno del chiostro si accede alla Chiesa inferiore gotico catalana, che oggi viene comunemente chiamata in senso improprio con il nome di cripta di San Domenico, distrutta come detto dai bombardamenti, ma della quale è rimasta intatta la sola Cappella della Madonna del Santo Rosario, opera architettonica del 1590 realizzata ad opera del canonico Giovanni Barray, ubicata nel fianco sinistro, in prossimità del presbiterio della nuova Chiesa, ma è andato perduto il Retablo ligneo seicentesco che ospitava la statua della Madonna, oltre a numerosi quadri e formelle, alcune delle quali sono ancora presenti nel Chiesa e nel Convento. La Chiesa inferiore viene attualmente utilizzata sia per funzioni religiose che per manifestazioni culturali, quali concerti e mostre d'arte.

Cagliari-Convento di San Domenico: chiostro interno Cagliari-Chiesa di San Domenico: ingresso alla Chiesa inferiore Cagliari-Chiesa di San Domenico: interno della Chiesa inferiore Cagliari-Chiesa di San Domenico: cappelle laterali della Chiesa inferiore Cagliari-Chiesa di San Domenico: parete posteriore della Chiesa inferiore

La Chiesa di San Vincenzo de Paoli

Cagliari-Chiesa di San Vincenzo de PaoliCagliari-Chiesa di San Vincenzo de Paoli: facciataDalla piazza San Domenico, procediamo in direzione nord est sulla via San Domenico, dopo una cinquantina di metri svoltiamo a destra in via Bosa, e, dopo una trentina di metri, troviamo sulla destra la Chiesa di San Vincenzo de Paoli, conosciuta anche come Chiesa della Missione. La Chiesa viene costruita dal 1950, suprogetto dell'architetto Augusto Valente, per sostituire la grande Cappella della Casa della Missione, che era stata eretta nel 1915 ma è stata distrutta dai bombardamenti del 1943. L'edificio è in stile neoromanico come la Cattedrale di Santa Maria, e, a sinistra dell'abside, si trova il campanile a canna quadra, con bifore e trifore. La Chiesa dipende dalla parrocchia di San Giacomo di Villanova.

La Chiesa di San Giovanni Battista

Dalla piazza San Domenico, torniamo indietro e, di fronte alla via Xquattordicesimo Maggio, prendiamo verso ovest, il Vico VI San Giovanni che, in un centinaio di metri, ci porta sulla via San Giovanni, che imbocchiamo verso sinistra, ossia in direzione di piazza Costituzione, e, dopo una ventina di metri, troviamo alla sinistra della strada, la facciata della Chiesa di San Giovanni. Potevamo arrivarci anche dalla piazza Costituzione, prendendo, alla sinistra dell'Antico Caffe, la via Regina Elena, seguendola per poco più di cento metri per poi prendere verso destra la via San Giovanni, che, dopo poco meno di trecento metri, ci porta a vedere sulla destra, appena passato il Vico IV San Giovanni, ad angolo con esso, la facciata della Chiesa.

La Chiesa di San Giovanni Battista, edificata nel 1752 su una precedente Chiesa quattrocentesca distrutta da un incendio. La facciata, del XX secolo, è in stile neoromanico, con portale ad arco a tutto sesto, e la lunetta con un affresco di Giovanni Battista bambino mentre gioca con un agnello, simbolo di Cristo. Il prospetto termina a capanna, con gli spioventi ornati da archetti pensili. L'interno, in stile barocco, è a pianta rettangolare mononavata, con tre cappelle per lato e presbiterio rialzato chiuso da balaustra marmorea. Sopra l'ingresso si trova la cantoria, che ospita il pregevole organo costruito dal lombardo Giuseppe Lazzari nel 1757, recentemente restaurato. Le cappelle laterali ospitano diverse opere d'arte, tra cui nel suo altare laterale il grande Crocifisso ligneo seicentesco detto per la sua imponenza Su Monumentu, ossia il monumento, uuna bella scultura lignea seicentesca di fattura spagnola con le braccia snodabili per poter essere utilizzata nei riti de S'Incravamentu e di Su Scravamentu, ed inoltre i simulacri del Cristo Crocefisso e della Madonna Addolorata. La Chiesa dipende dalla parrocchia di San Giacomo di Villanova.

Cagliari-Chiesa di San Giovanni Cagliari-Chiesa di San Giovanni: portale Cagliari-Chiesa di San Giovanni: il grande crocefisso ligneo chiamato Su Monumentu

L'Arciconfraternita della Vergine della Santissima Solitudine e le cerimonie della Settimana Santa

La Chiesa è sede dell'Arciconfraternita della Vergine della Santissima Solitudine, ossia della Confradia de Nuestra Señora de la Soledad, probabilmente derivata da una preesistente Pia Associazione cinquecentesca, fondata nell'ormai scomparsa Chiesa di San Bardilio nei pressi del colle di Bonaria nei primi anni del diciassettesimo secolo ed aggregata all'Arciconfraternita della Santissima Trinità di Roma nel 1616. Pochi anni dopo, nel 1638, il sodalizio si trasferisce dalla sua sede originale, a quella attuale, la Chiesa di San Giovanni, anche per facilitare l'assolvimento di uno dei numerosi compiti di assistenza alla cittadinanza nella vita materiale e spirituale assunti dai confratelli, quello di scortare in Cattedrale i simulacri del Crocifisso e della Madonna nell'ambito dei riti della Settimana Santa. Dal 1878 il ramo femminile del sodalizio si dedica al culto della Vergine e alla cura del simulacro utilizzato nei riti dedicati alla Nuestra Señora.

Cagliari-La solenne esposizione di Su Monumentu organizzata dall'Arciconfraternita della SolitudineLa domenica delle Palme, nel mattino, in tutte le parrocchie cittadine si rievoca l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, con una processione nel corso della quale i fedeli agitano rami di palma intrecciati. Ed a mezzogiorno, gli appartenenti all'Arciconfraternita si ritrovano nella Chiesa di San Giovanni, dove si assiste alla rimozione dal suo altare laterale del grande Crocifisso ligneo seicentesco detto Su Monumentu per la sua imponenza, ed alla sua solenne esposizione, dopo la quale viene riposto nel suo altare laterale.

Il mercoledì Santo viene effettuata la Vestizione, ossia viene vestita a lutto la statua della Madonna Addolorata, ed il giovedì Santo si esegue il rito de S'Incravamentu, ossia si inchioda alla croce il simulacro del Cristo, che viene seguito dall'adorazione del Cristo.

Cagliari-La processione del Venerdì Santo organizzata dall'Arciconfraternita della SolitudineLa celebrazione più suggestiva e commovente si svolge il venerdì Santo, con la rappresentazione del funerale di Cristo. La processione è organizzata dai membri dell'Arciconfraternita, e dalla Chiesa di San Giovanni percorre tutto il centro storico per arrivare alla Cattedrale. Il corteo è strutturato come quello che in antico provvedeva ad accompagnare al patibolo i condannati a morte. Due tamburini, in testa, suonano una marcia funebre, seguiti da due stendardi neri sui quali sono dipinti i simboli della passione di Cristo. Quattro fanali in argento sbalzato inquadrano le due Croci di penitenza dei confratelli e delle consorelle, le quali procedono in due file parallele, vestite completamente di nero e con il volto velato, portando in mano una candela accesa. Sopra la statua del Crocifisso è steso un ampio baldacchino di colore bianco, non a lutto, a significare che la morte di Cristo deve considerarsi un dono per la vita. Segue il simulacro della Madonna Addolorata, con il petto trafitto dalla spada dei sette dolori, ai cui piedi due bambini simboleggiano San Giovanni e Maria Maddalena. Chiudono il corteo i cantori in saio bianco, che ad ogni tappa intonano lugubri e struggenti inni ai patimenti di Cristo e di Maria. In corrispondenza all'ora della morte di Gesù, le tre del pomeriggio, il crocifisso fa il suo ingresso solenne in cattedrale, il simulacro viene quindi calato e deposto al centro del transetto settentrionale, nella Cappella di re Martino, dove rimane in venerazione fino al giorno successivo. Subito dopo l'Addolorata, con la Confraternita, fa ritorno nella Chiesa di San Giovanni.

Cagliari-rito de Su Scravamentu si svolge nella Cattedrale a cura dei confratelli della SolitudineLa mattina del sabato Santo viene dedicata al rito de Su Scravamentu, ossia alla deposizione dalla croce del Cristo morto. A metà mattina nella Cattedrale, dove l'Arciconfraternita ha trasportato la lettiga processionale, il simulacro viene trasportato in processione lungo la navata laterale sinistra, posizionato nel mezzo dell'aula, il simulacro viene schiodato dalla croce e deposto nella lettiga. Coperta dal solito velo bianco quest'ultima rimane in venerazione ai piedi del presbiterio, mentre i chiodi e la corona di spine vengono portati Via.

Cagliari-La processione de S'Interru dalla Cattedrale a cura dei confratelli della SolitudineIn seguito, nel pomeriggio del sabato Santo, si svolge il rito de S'Interru, ossia il corteo funebre per il rientro del Cristo Morto nella Chiesa dalla quale era uscito, per quello che dovrebbe essere il suo seppellimento. I confratelli si recano in processione nella Cattedrale, dove una loro staffetta si è già presentata per reclamare il possesso del simulacro, che altrimenti, secondo la tradizione, passerebbe di diritto al capitolo canonicale. I due bambini impersonanti San Giovanni e la Maddalena riportano sul simbolico monte Calvario i tre chiodi e la corona di spine, e, di fronte alla bara, la Madonna dismette la sontuosa raggiera in argento ed indossa il serto di rovi con cui Gesù era stato deriso e martoriato. La statua di Cristo morto, deposto sulla lettiga rivestita di veli e pizzi, viene ricondotto, con una lunga processione notturna per le vie della Città, nella Chiesa di San Giovanni, dove la messa di mezzanotte celebra la domenica di Resurrezione.

La domenica in Albis nella parrocchiale di San Giacomo e nella Chiesa ed Oratorio del Santissimo Crocefisso, ed il lunedì successivo anche nella Chiesa di San Giovanni Battista, si svolge il rito de Is Inserrus, ossia la ricollocazione nelle Chiese dei simulacri del Cristo e della Madonna. Nel tardo pomeriggio del lunedì, vengono ricollocati dall'Arciconfraternita della Solitudine nelle rispettive cappelle della Chiesa di San Giovanni i simulacri di Cristo e della Madonna appartenenti all'Arciconfraternita della Solitudine.

La Chiesa di San Cesello

Proseguendo per meno di duecento metri lungo la via San Giovanni in direzione nord est, vediamo alla sinistra della strada la facciata della Chiesa di San Cesello, costruita nel 1702 per essere la sede del gremio dei bottai, ossia degli scaricatori di vino, fino ad allora ospitato nella Chiesa di Sant'Antonio vicino alla Porta Cavagna, dal nome di un tipo di cesta usata dai contadini, che collegava un tempo il quartiere Villanova con le vicine campagne. È stata intitolata a San Cesello poiche in quel luogo, secondo la tradizione popolare, sarebbero stati martirizzati, nel IV secolo, il soldato Lussorio, in seguito Santificato con il nome di San Lussorio, insieme a due bambini di nome Camerino e Cesello. La tela ospitata nella parte destra dell'altare è particolarmente interessante, perché vi è rappresentata la Porta Cavagna, demolita nel diciannovesimo secolo, così come doveva presentarsi nel diciottesimo secolo. La Chiesa dipende dalla parrocchia di San Giacomo di Villanova.

Cagliari-Chiesa di San Cesello Cagliari-Chiesa di San Cesello: facciata Cagliari-Chiesa di San Cesello: interno Cagliari-Chiesa di San Cesello: altare maggiore Cagliari-Chiesa di San Cesello: la tela nella quale è rappresentata la Porta Cavagna

La Chiesa di San Mauro con l'annesso Convento dei Frati Minori Francescani

Percorrendo altri quasi duecento metri sulla lunga via San Giovanni, fino quasi alla sua fine, raggiungiamo la Chiesa di San Mauro, che è officiata dai Francescani dell'Ordine dei Frati Minori, che dimorano nell'annesso Convento. Deve la sua intitolazione al rinvenimento, nel 1620, nella Necropoli della Basilica di San Saturnino, delle reliquie del martire cagliaritano Mauro, nel contesto della ricerca dei Corpi Santi. Edificata nel 1650 sulla preesistente piccola Chiesa della Vergine della Salute, ha una bella facciata color ocra chiaro in parte modificata in stile classico nel 1935, scandita da cornici e lesene, ed un unico portale, dal quale si accede a un'unica navata, con volta a botte, tre cappelle per lato, e presbiterio a pianta rettangolare. È molto bello il chiostro del Convento, con al centro una cisterna di raccolta dell'acqua. La Chiesa dipende dalla parrocchia di San Francesco d'Assisi, nel quartiere La Vega.

Cagliari-Chiesa con il Convento di San Mauro Cagliari-Chiesa con il Convento di San Mauro: facciata Cagliari-Chiesa di San Mauro: la cupola esterna Cagliari-Chiesa di San Mauro: interno

La piccola Chiesa di San Rocco

Cagliari-La piccola Chiesa di San RoccoPrendiamo a destra della Chiesa di San Mauro, la via Macomer, dopo una cinquantina di metri svoltiamo a sinistra in via Ozieri. Prima che questa continui sulla via San Rocco, prendiamo a sinistra il Vico San Rocco che ci porta a vedere la Chiesa di San Rocco, una piccola Chiesa che si trova all'interno di un cortile accessibile solo dalla via Ozieri, subito dopo l'incrocio con il vico. La sua costruzione si fa risalire al diciassettesimo secolo, e si ipotizza che l'intitolazione a San Rocco sia riconducibile allo scioglimento di un voto, espresso forse quando la Città venne colpita dalla peste, tra il 1652 e il 1656. Di certo si sa che la Chiesetta è stata la sede del Gremio dei Lattai sino al 1864. L'edificio ha le linee semplici di una Chiesa campestre, pur trovandosi ormai in pieno centro di Cagliari, e la facciata a capanna presenta, sulla sinistra, un campanile a vela. La Chiesa dipende dalla parrocchia di San Giacomo di Villanova.

Il mercato di San Benedetto

Cagliari-Mercato Civico di San BenedettoCagliari-Mercato Civico di San BenedettoPer andare a visitare il Mercato Civico di San Benedetto, prendiamo la via San Rocco, che termina sulla via Ottone Bacaredda, la prima a destra è la via Tiziano, sulla quale si affaccia il mercato, il cui ingresso si trova sulla parallela via Francesco Cocco Ortu, al civico numero 50. Inaugurato nel 1957, con i suoi 8.000 metri quadrati di esposizione su due livelli è il mercato più grande d'Europa, ed in esso ad oggi operano quasi 300 operatori. Al piano terra è situato il reparto ittico, mentre nel piano superiore ci sono i reparti ortofrutta, carni alimentari, generi vari e servizi. Nel visitarlo, ci si ritrova in un ambiente ricco di vita, di colori e dai profumi intensi, dove accanto agli abituali clienti è frequente incontrare tantissimi turisti.

I giardini pubblici che ospitano anche la Galleria Comunale d'Arte

Cagliari-I giardini pubbliciDa piazza Costituzione prendiamo, alla sinistra dell'Antico Caffe, la via Regina Elena, la seguiamo per circa cinquecento metri ed arriviamo ad una rotonda. In largo Giiuseppe Dessì, proprio di fronte a noi, si trova l'ingresso del giardini pubblici di Cagliari. Si tratta di un parco urbano situato al confine tra il quartiere Villanova ed il quartiere Castello, il più antico della Città. Sorge su un'area che il Comune ha acquistato nel 1840, è ampio poco meno di 2 ettari, ed in esso sono presenti una sessantina di piante tutte centenarie, piante esotiche, palme, e due ficus magnoloidi oltre 125 anni.

Cagliari-L'edificio che ospita la Galleria Comunale d'ArteI giardini pubblici di Cagliari ospitano, al civico numero 2 di viale San Vincenzo, la Galleria Comunale d'Arte di Cagliari, che è ospitata in un edificio che risale alla fine del diciottesimo secolo ed era in origine una polveriera regia. una volta era una polveriera dell'arsenale di Cagliari, e vicino ad essa, fino al 2005, erano presenti due enormi cannoni risalenti al periodo di guerra, proprio all'interno del parco. Il Museo racchiude circa 250 opere tra pitture e sculture databili dalla metà dell'Ottocento agli anni ottanta del Novecento, e altre 250 opere nelle stanze del collezionista. Oltre al patrimonio artistico, la galleria possiede anche una collezione di materiali etnografici della Sardegna datati tra la fine del ’700 e la prima metà del ’900, ed una raccolta di stampe.

Usciamo dal quartiere storico di Villanova

Possiamo ora uscire dal quartiere storico di Villanova, e con questo abbiamo concluso la visita del centro storico di Cagliari, e possiamo recarci a vistare il resto della Città.

La prossima tappa del nostro viaggio

Dopo aver visitato il centro storico di Cagliari, nella prossima tappa del nostro viaggio completeremo la visita della Città di Cagliari. Vedremo i resti del periodo punico e romano nella zona sud occidentale della Città, le Chiese della zona orientale e il famoso Santuario di Bonaria. Ci recheremo poi a visitare Capo Sant'Elia con la Sella del Diavolo e la spiaggia del Poetto, il Castello di San Michele e la municipalità di Pirri.


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