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Visita del sito istituzionale del comune

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Pozzomaggiore con il Santuario di San Costantino che ospita l'Ardia e la Ziggurath del Nuraghe Calchinarzu

In questa tappa del nostro viaggio, visiteremo Pozzomaggiore che vedremo con le sue diverse Chiese, tra le quali il Santuario di San Costantino dove si svolge l'Ardia di San Costantino, ed i dintorni dove si trova il Nuraghe Calchinarzu con la Ziggurath costruita sopra di esso.

La Regione storica del Meilogu, chiamata anche Mejlogu o Logudoro Meilogu

Il MeiloguIl Logudoro è stato, nel periodo medioevale, uno dei quattro Giudicati che ha avuto come capoluogo prima Porto Torres, in seguito Ardara, ed infine Sassari. Oggi possiamo dividere questa Regione in tre parti: il Logudoro Turritano, il cosiddetto Sassarese, a nord; il Logudoro Meilogu a ovest; ed il Logudoro Montacuto a est. In particolare, il Meilogu ha il nome che deriva dal suo posizionamento in Mediu Logu, vale a dire nel cuore del Giudicato. I comuni che fanno parte del Meilogu sono Ardara, Banari, Bessude, Bonnanaro, Bonorva, Borutta, Cheremule, Cossoine, Giave, Ittireddu, Mara, Mores, Padria, Pozzomaggiore, Semestene, Siligo, Thiesi, Torralba. Il Meilogu è caratterizzato da un territorio prevalentemente pianeggiante, che produce cereali, verdure, ortaggi. Sono fiorenti gli allevamenti ovini, da cui deriva la ricca produzione casearia. Le numerose sorgenti e corsi d'acqua favoriscono questa ricchezza.

In viaggio verso Pozzomaggiore

Usciamo da Semestene verso ovest con la SP8, che seguiamo superando la deviazione per la Chiesa di San Nicola di Trullas. Dopo aver seguito la SP8 per tre chilometri e mezzo, superiamo la deviazione sulla sinistra in direzione di Macomer e Bosa, dove proseguiamo dritti. Dopo altri quasi due chilometri e mezzo, la SP8 incrocia la SS292dir Nord Occidentale Sarda, che prendiamo verso sinistra, dopo 650 metri prendiamo sulla sinistra la via San Pietro che, in circa cinquecento metri, ci porta nel centro di Pozzomaggiore. Dal centro di Semestene a quello di Pozzomaggiore, abbiamo percorso poco più di sette chilometri.

La cittadina chiamata Pozzomaggiore Informazioni turistiche

Pozzomaggiore-Veduta dell'abitatoPozzomaggiore-Stemma del comuneLa cittadina chiamata Pozzomaggiore (nome in lingua sarda Puthumajore, metri 439, abitanti 2.755 all'1 gennaio 2011) è un centro agropastorale circondato da ricchi pascoli, situato nell'entroterra della costa, su un'altura fra gli altopiani di Campeda e Meilogu. L'abitato è attraversato dalla SS292 Nord Occidentale Sarda. Il territorio comunale ha un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, che vanno da un minimo di 148 a un massimo di 665 metri sul livello del mare.

Origine del nome

Il nome della cittadina, attestato in documenti medievali nelle forme Putei e Puteo, deriva dall'indicazione del pozzo maggiore, dato che la sua denominazione è da rintracciare nelle voci latine Puteus, ossia pozzo, che in logudorese viene chiamato Puttu, e Maior o Maioris, ossia maggiore.

La sua economia

L'economia di Pozzomaggiore è basata sulla tradizionale attività agricola, caratterizzata dalla coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, viti, ulivi, e frutta, e sull'attività zootecnica, soprattutto con l'allevamento ovino e caprino, ma anche l'allevamento equino, dei bovini, suini, ed avicoli. La discreta realtà industriale si fonda sui comparti lattiero caseario, con la produzione di formaggi, alimentare, dei materiali da costruzione, dei laterizi, edile e della produzione di corrente elettrica. Interessante è l'artigianato, in particolare quello specializzato nella confezione di tappeti e coperte, tessuti e ricami. Il terziario è dotato di una discreta rete commerciale e dell’insieme dei servizi. La cittadina fa registrare un discreto flusso di visitatori, attratti dalle bellezze naturali circostanti, quali le grotte di Bonuighinu, e dai vicini siti archeologici di età preistorica che si trovano nella cosiddetta valle dei Nuraghi. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e di soggiorno.

Brevi cenni storici

Il territorio viene abitato fino dall'epoca preistorica, come dimostrano i numerosi Nuraghi con i Villaggi preistorici oltre ad altri siti archeologici in esso presenti. Ma la cittadina sorge probabilmente in periodo medioevale, prima dell'anno 1000, quando appartiene al Giudicato del Logudoro. Dominata successivamente dagli Aragonesi, nel corso del quindicesimo secolo viene ceduta, in qualità di feudo, alla famiglia locale Melone, per essere in seguito governata dal barone di Villarios. Passata sotto la dominazione sabauda, nel 1796, viene coinvolta nella rivolta popolare capeggiata da Giovanni Maria Angioy.

Personaggi nati a Pozzomaggiore

La cittadina ha dato i natali al poeta Giorgio Pinna, all'anarchico Michele Schirru, condannato a morte per aver concepito un attentato alla vita di Mussolini, e al generale Pier Pinna Parbaglia, alto commissario della Sardegna.

A Pozzomaggiore, nel 1891, nasce il militare e politico italiano Pietro Pinna Pietro Pinna Parpaglia. Laureato in giurisprudenza, nel 1938 diviene Generale dell'Aeronautica, e, dopo essere caduto prigioniero in Etiopia, viene condotto prima in India e poi negli Stati Uniti, dove opera per la creazione di reparti combattenti pro alleati. Tornato in Italia, viene nominato dal governo militare alleato Alto Commissario per la Regione Sardegna, carica che ricopre fino al 1949 quando si svolgono le prime elezioni del Consiglio regionale. Muore a Sassari nel 1966.

Principali Feste e Sagre che si svolgono a Pozzomaggiore

Tra le Feste e Sagre che si svolgono a Pozzomaggiore vanno citati, il 16 ed il 17 gennaio, la Festa di Sant’Antonio Abate; il 23 aprile, la Festa di San Giorgio, ossia del Santo patrono di Pozzomaggiore, con una Ardia; il 29 giugno, la Festa di San Pietro nell'omonima Chiesa campestre, con una Ardia; il 7 luglio, la Festa di San Costantino nell'omonimo Santuario, con la corsa dell'Ardia di San Costantino; la prima domenica di agosto, la Festa di San Cristoforo; l'8 settembre, la Festa della Madonna delle Grazie nell'omonima Chiesa campestre; il 29 settembre, la Festa della Beata Vergine della Salute.

La Festa di San Cristoforo

La prima domenica di agosto si svolge a Pozzomaggiore la Festa di San Cristoforo, il protettore degli automobilisti, che è stata ripresa da meno di una diecina di anni, ed è caratterizzata dalla sfilata di un corteo di macchine agricole, camion, automobili, moto e biciclette addobbate con motivi floreali, che si conclude sul Sagrato della Chiesa di San Costantino, dove i partecipanti ricevono la benedizione. I festeggiamenti iniziano dall'ultima settimana di luglio e finiscono la prima di agosto, con serate musicali e danzanti, oltre ad altre manifestazioni.

Visita del centro di Pozzomaggiore

L'abitato, circondato da ricchi pascoli e interessato da una forte espansione edilizia, si sviluppa su una piatta altura dlla quale si gode la veduta sui vicini abitati di Padria e Mara, ed è costituito da un centro storico di impianto medievale, con pregevoli palazzi signorili del '700 e dell'800. Entriamo in Pozzomaggiore con la via San Pietro, che arriva dall'abitato da sud, e che, in circa cinquecento metri, porta nel centro storico della cittadina, che non è, però, particolarmente ricca di vestigia del passato.

La Chiesa di Sant'Antonio Abate con l'ex Convento dei Frati Agostiniani

Entriamo con la via San Pietro, dopo duecentocinquanta metri al bivio prendiamo leggermente a destra per rimanere sulla via San Pietro, dopo cento metri proseguiamo sulla via Convento, che, in una cinquantina di metri, ci porta sulla destra in piazza del Convento.

Pozzomaggiore: la Chiesa di Sant'Antonio AbateSu questa piazza si affaccia la Chiesa di Sant'Antonio Abate, di impianto seicentesco, contemporanea all'annesso Convento dei Frati Agostiniani. Ha una bella facciata tardo barocca del 1790, tripartita e ornata da finte colonne, altorilievi con motivi floreali, che nelle forme attuali è stata realizzata dalle stesse maestranze piemontesi che hanno operato, successivamente, nella realizzazione della Chiesa di Bonu Ighinu a Mara. La Chiesa ha una navata centrale voltata a botte e tre cappelle laterali per parte. Originariamente dalla seconda Cappella sulla destra si accedeva con un corridoio al Convento. All'interno sono conservate preziose statue lignee restaurate di recente, tra le quali quella della Madonna della Salute, per cui la Chiesa è conosciuta anche con questo titolo. Il campanile a cuspide, che sembra sbucare dalla navata sinistra, è stato realizzato intorno al 1847, anno in cui il Convento è stato sottoposto ad un importante intervento di ampliamento e ristrutturazione. Dopo il suo abbandono da parte dei Frati nella seconda metà del diciannovesimo secolo, il Convento attiguo alla Chiesa di Sant'Antonio Abate è stato utilizzato come Caserma dei Carabinieri a cavallo, e successivamente come carcere.

Anche a Pozzomaggiore, come in molti centri della Sardegna, il 16 ed il 17 gennaio si svolge la Festa di Sant'Antonio Abate, nella quale l'evento più importante è sicuramente Su Fogulone de Sant'Antoni, un enorme falò che si accende nella piazza di fronte alla Chiesa, per realizzare il quale, secondo la tradizione, tutte le famiglie del paese offrono al comitato un pò di legna. Inoltre, il 29 settembre di ogni anno, nella Chiesa si svolge la Festa della Madonna della Salute, una cerimonia prettamente religiosa, caratterizzata da Su izadolzu, ossia dalla veglia notturna nella Chiesa effettuata dai fedeli in preghiera, che inizia la sera del 28 e termina con la partecipazione alla prima messa del giorno successivo. Segue la processione per le vie del paese, in cui viene portata a spalle la statua della Madonna della Salute, seguita da una numerosa folla con canti e preghiere, accompagnata dalla banda musicale, e che si conclude con uno spettacolo pirotecnico. La sera della Festa, in piazza Convento si seguono canti e balli della tradizione popolare, con anche musica moderna.

L'ex Convento ospita il Museo del Cavallo

Di recente, l'ex Convento annesso alla Chiesa di Sant'Antonio Abate è diventato sede del Museo del Cavallo, che si sviluppa in dieci sale tematiche organizzate secondo temi conduttori che sottolineano l'importanza da sempre assunta dal cavallo nella vita dell'uomo, all'interno delle quali il cavallo rappresenta il filo conduttore storico, antropologico ed etnografico. Unico nel suo genere, ha l'intento di elevare il cavallo a simbolo del patrimonio dell'umanità, come suggerito di recente anche dall'UNESCO a Parigi. All'interno degli spazi museali trova collocazione anche la Donazione Pesarin, costituita da elementi architettonici di pregio quali architravi, capitelli, colonne e stipiti in pietra.

Il Cimitero di Pozzomaggiore

Dove la via San Pietro diventa via Convento, a destra si sviluppa la via Riu Mele, che, dopo duecento metri, arriva in una piazza dalla quale parte sulla sinistra e sulla destra la via dell'Uguaglianza. Presa questa via verso destra, dopo duecento metri prendiamo la deviazione sulla destra, che in cento metri ci porta all'ingresso del Cimitero di Pozzomaggiore.

Il Campo Sportivo di Pozzomaggiore

Arrivati nella piazza dalla quale parte la via dell'Uguaglainza, la prendiamo, invece, verso sinistra, dopo ottanta metri prendiamo sulla destra la via Giacomo Matteotti. Dopo poco più di centocinquanta metri, questa strada arriva all'ingresso del Campo Sportivo di Pozzomaggiore, sede degli allenamenti dell'A.S.D. Pozzomaggiore, che è la squadra calcistica locale.

L'abitazione di Pietro Pinna Pietro Pinna Parpaglia

Entrando nell'abitato dalla via San Pietro, dopo duecentocinquanta metri, arrivati al bivio, prendiamo a sinistra la via Amsicora, che, dopo trecentocinquanta metri, ci porta in piazza Maggiore. Qui svoltiamo a destra in via Pietro Pinna Pietro Pinna Parpaglia, e, dopo centosettanta metri, al civico numero 25, si trova il palazzo signorile che è stata la casa nella quale è nato e vissuto il militare e politico Pietro Pinna Pietro Pinna Parpaglia.

Il Municipio di Pozzomaggiore

Appena imboccata la via Pietro Pinna Pietro Pinna Parpaglia, percorsi circa cento metri, prendiamo a sinistra la via Mastru Bachis, che prosegue in via Chiesa, che seguiamo fino a dove la strada svolta a sinistra e, al civico numero 10, troviamo l'edificio che ospita la sede e gli uffici del Municipio di Pozzomaggiore.

La Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire

Pozzomaggiore: la Chiesa parrocchiale di San Giorgio MartireSeguendo per poche decine di metri la via Chiesa, troviamo alla sinistra della strada la Chiesa di San Giorgio Martire, che è la Chiesa parrocchiale di Pozzomaggiore. Costruita all'inizio del Cinquecento in stile gotico catalano, è stata modificata già nel 1570, con una particolare facciata in conci dorati di arenaria racchiusa da due contrafforti laterali, che si prolungano in due quinte laterali. L'interno è a navata unica in stile gotico suddiviso in cinque campate voltate a crociera. La data più antica presente nella Chiesa è quella del 1551, individuabile sulla lapide tombale di Elena De Leda, quella del 1570 è incisa sopra l'arco della terza Cappella destra, mentre sulla quarta è la data 1598. Conserva al suo interno tele attribuite alle scuole del Parmigianino, Guercino e di Guido reni, ed un pregevole il gruppo ligneo cinquecentesco di fattura spagnola raffigurante San Giorgio che trafigge il drago. Ha il portale contenuto in un grande arco ornato da colonnine, sovrastato da un grande rosone centrale. Sulla sommità della facciata si trova una statua di San Giorgio con il drago, mentre sul retro troviamo il campanile a canna quadra a cuspide. Il 29 giugno presso questa Chiesa si svolge la Festa di San Giorgio, che è la Festa del Santo patrono di Pozzomaggiore. Si celebra con la messa e la processione per le vie del paese, alla quale segue una tradizionale Ardia, che si corre in piazza Maggiore.

San Giorgio MegalomartireSan Giorgio è uno dei più venerati martiri della Chiesa cristiana, tanto da avere il titolo di Megalomartire, ossia di grande martire. La storia di questo martire è avvolta dalla leggenda, infatti son poche le testimonianze certe e attendibili. Per ricostruire le vicende umane di San Giorgio ci si riferisce alla Passio sancti Georgii, che però è un'opera apocrifa. Secondo questa fonte, Giorgio nasce in Cappadocia tra il 275 ed il 285 da madre cappadoce e padre persiano, che lo educano nella religione cristiana. Divenuto adulto, si arruola nell'esercito dell'imperatore romano Diocleziano. Giorgio dona tutti i suoi averi ai poveri e dichiara apertamente la propria adesione alla religione cristiana, ha così inizio per lui un lungo periodo di torture e tormenti, che terminano con la sua decapitazione, durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano, a Nicomedia il 23 aprile 303. Su San Giorgio è nata una leggenda, che racconta che egli, trovandosi in Libia, viene a conoscenza dell'esistenza di un terribile drago presente sotto le acque di un lago, in grado di uccidere con il suo fiato bollente chiunque gli si avvicinasse. Perciò gli abitanti limitrofi gli offrivano in sacrificio due pecore al giorno, e, quando le pecore iniziano a scarseggiare, si pensa di offrire una pecora e un fanciullo o una fanciulla estratti a sorte. Un giorno viene estratta a sorte la figlia del re, che per risparmiare la sua vita decide di offrire tutto il suo patrimonio, ma la popolazione si ribella. In quel momento passa il giovane soldato Giorgio, che, sentita la storia, suggerisce alla ragazza di legare la propria cintura intorno alla testa del drago. La principessa lega il drago, che diviene docilissimo. La popolazione rimane terrorizzata, ma Giorgio dice loro che, se avessero accettato di convertirsi alla religione cristiana, lui avrebbe avuto da Dio la forza per uccidere il drago. Tutti si convertono e Giorgio uccide il drago.

La Chiesa romanica di Santa Croce ed il palazzo neo gotico

Pozzomaggiore: la Chiesa di Santa CroceRitornati indietro lungo la via Chiesa, costeggiamo il palazzo del Municipio, e svoltiamo a destra verso la via Santa Croce, sulla quale sbocchiamo. La prendiamo verso destra e trovaimo quasi subito, alla sinistra della strada, lo slargo sul quale si affaccia la Chiesa di Santa Croce. La Chiesa è stata edificata in stile romanico nel dodicesimo secolo, dato che pare certa la sua esistenza nel 1180, data incisa su un concio trovato durante dei lavori di restauro. È stata, poi, ricostruita nel Seicento in stile gotico, e la originaria copertura lignea è stata sostituita da arconi a sesto acuto e volte. Nella parete terminale affiorano tracce di un affresco forse databile al 1500. Al suo interno ospita un crocifisso ligneo di pregio, che viene chiamato del Babbu Mannu.

Alla sinistra della facciata Chiesa si trova un bellissimo palazzo neo gotico, al quale si accede principalmente dal retro della Chiesa, subito dopo la sua facciata posteriore sulla quale si trova il campanile a vela.

Il Santuario di San Costantino dove si svolge l'Ardia di San Costantino

Proseguendo lungo la via Santa Croce, prendiamo a sinistra verso la via Grande, che seguiamo per circa cinquecento metri e ci porta nella periferia del paese, dove possiamo visitare il Santuario di San Costantino. Ad esso saremmo potuti arrivare anche seguendo tutta la via Pietro Pinna Pietro Pinna Parpaglia, che sbocca sulla via Grande, proprio di fronte al Santuario. La Chiesa di San Costantino è stata edificata tra il 1920 e il 1923, su iniziativa di un gruppo di fedeli, tra i quali numerosi reduci della Prima Guerra Mondiale, che avevano fatto voto al Santo per aver salva la vita. Costituita da un'unica navata voltata a botte con cappelle laterali, nate in fasi successive come dimostrano le vecchie foto in bianco e nero. Il primo impianto della Chiesa era dotato di una navata centrale terminante con un abside a base rettangolare, alla quale sono state aggiunte, in seguito, la Sagrestia, la stanza che attualmente ospita gli ex voto, e le cappelle laterali. Conserva al suo interno una grande statua di San Cristoforo. Interamente realizzata in blocchi di trachite locale e calcare a vista in stile neo romanico, ha la facciata principale a capanna, con ampie finestre e decorazioni liberty.

Pozzomaggiore-Santuario di San Costantino Pozzomaggiore: l'Ardia di San Costantino

Dalla data della consacrazione della Chiesa, presso di essa si svolge il 7 luglio, come a Sedilo, la grande Festa di San Costantino, durante la quale si corre l'Ardia di San Costantino, che si ripete, poi, alla fine di agosto e il primo settembre, occasione nella quale prende il nome di Santu Antineddu. L'Ardia è certamente l'avvenimento più significativo di Pozzomaggiore sia dal punto di vista folkloristico che religioso, capace di attrarre ogni anno migliaia di turisti e fedeli da tutta l'isola, con la sfrenata corsa a cavallo attorno alla cinta della Chiesa, esibizioni di cavalieri in corse a pariglia, ed esibizioni acrobatiche.

Visita dei dintorni di Pozzomaggiore

Nei dintorni di Pozzomaggiore sono stati portati alla luce i resti della Tomba di giganti Bassu; del Nuraghe semplice Ala; dei Nuraghi complessi Alvu, Calchinarzu, Peidru; ed anche dei Nuraghi Aladerru, Assidu, Badu e Mela, Basciu, Basones, Bassu, Cae, Coarittos, Cuguda, Enas, Evrassu, Frattu, Giorzi, Margarida, Mazzao, Monte Oe, Mura 'e Lizos, Nuragatta, Nuraghessu, Ozastru, Pedru Barra, Petradde, Rosa, Rosu, Ruggiu, Sa Domu Ezza, Sabinatorzu, Santu Migalli, Su Siddau, S'Ulia, Tocconis, Tocconis II, Trescoronas, Turres, tutti di tipologia indefinita.

La Chiesa campestre di Santa Maria delle Grazie

Dal Municipio di Pozzomaggiore, prendiamo la via Chiesa dalla quale parte verso ovest la via Campu, dalla quale parte sulla destra la via Bonaria. La prendiamo e la seguiamo fino alla fine, dove sfocia sulla via Grazia Deledda, che prendiamo verso sinistra.

Pozzomaggiore: la Chiesa campestre di Santa Maria delle GrazieDopo circa cinquanta metri, prendiamo una deviazione sulla sinistra, che seguiamo per poco più di duecento metri, poi prendiamo una stretta strada lastricata sulla sinistra che ci conduce al Parco Mariano, all'interno del quale si trova la Chiesa campestre di Santa Maria delle Grazie, in lingua sarda Santa Maria de sas Grascias. Ha una navata rettangolare, divisa in tre campate da archi trasversali a sesto acuto, su cui era impostata la copertura in legname, poi sostituita da una soletta in cemento. Conserva al suo interno un pregevole altare in legno e una statua lignea policroma della Vergine. La Chiesa, di antico impianto, caratterizzata da alcuni elementi in stile gotico aragonese, nel 1980 è stata restaurata e completamente rifatta all'esterno. La facciata a capanna è semplice e priva di decorazioni, mentre un portale in stile gotico del sedicesimo secolo è presente sul lato nord. La Chiesa è dedicata alla Madonna delle Grazie, e la Festa della Madonna delle Grazie viene celebrata ogni anno il giorno 8 settembre, con riti religiosi e manifestazioni civili.

Resti del Nuraghe complesso Calchinarzu con la Ziggurath costruita sopra di esso

Seguiamo la via Campu fino alla fine, dove a un incrocio prendiamo sulla destra la via Mele, che esce dall'abitato verso nord ovest con il nome do SP8. Dopo poco più di un chilometro, sulla destra si trova la strada che porta al Nuraghe Calchinarzu, classificato come Nuraghe complesso costruito in basalto a 381 metri di altezza, del quale Torquato Taramelli ha scritto che «da ricercatori di tesori venne rovinata la cortina del muro della torre, ma fu rabberciata, in modo che essa si conserva abbastanza bene». A causa delle costruzioni posteriori che si sovrappongono al Nuraghe, la sua architettura originale è difficile da individuare.

Pozzomaggiore-La Ziggurath scoperta da Leonardo Melis Pozzomaggiore-La Ziggurath scoperta da Leonardo Melis Pozzomaggiore-Foto d'epoca con le persone che camminano sugli scaloni della Ziggurat

Lo studioso Leonardo Melis nel 2010 nel suo volume «Shardana. Jenesi degli Urim» ha reso pubblica la scoperta di una Ziggurath costruita sopra il Nuraghe, ossia di una costruzione quadrangolare a sette scaloni di larghezza sufficiente abbastanza da camminarci sopra, come accadeva nei primi anni del Novecento e come appare da fotografie d'epoca pubblicate dal Melis nei suoi libri, con gli interni ancora da esplorare e con un tempietto in cima. Si trova all'interno di un'area forse sacra, recintata da muri spessi tre metri e con piccole torri nuragiche agli angoli del perimetro.

Il coccio di Pozzomaggiore

Pozzomaggiore-coccio di PozzomaggioreLo studioso Leonardo Melis ha riportato anche il rinvenimento di un coccio, da lui chiamato il coccio di Pozzomaggiore, con una scritta in lingua shardana risalente al secondo millennio avanti Cristo. Fino alla pubblicazione da parte di Leonardo Melis nel 2010, il luogo di ritrovamento e di conservazione del reperto non erano noti al grande pubblico. L'iscrizione in questo documento epigrafico è composta di 22 lettere, o 24 come dirà in un suo articolo l'epigrafista Gigi Sanna che ha proposto una trascrizione e la traduzione tentativa del testo. Egli, a partire dal 1995, ha analizzato dei reperti in ceramica, in bronzo e in pietra rinvenuti in Sardegna che mostrano delle incisioni a sua opinione considerabili come scritte nuragiche risalenti alla seconda metà del II millennio avanti Cristo. I testi studiati appartengono a svariate tipologie alfabetiche, protosinaitica, ugaritica, gublitica, protocananaica e Fenicia. Lo studioso identifica gli autori con l'antico popolo dei Shardana, sostiene che essi parlassero una lingua indo-europea simile al latino e che utilizzassero codici di scrittura semitici, esibendo a sostegno delle sue tesi svariati documenti come il sigillo di Sant'Imbenia rinvenuto vicino ad Alghero, le tavolette di Tzricottu di Cabras, l'anello sigillo di Su Pallosu rinvenuto a San Vero Milis, l'iscrizione rinvenuta su un'anfora nel sito di S'Arcu e Is Forros presso Villagrande Strisaili, e da ultimo il coccio di Pozzomaggiore.

Resti del Nuraghe Cae

Ripresa all'indietro la via Bonaria, la seguiamo alla periferia ovest dell'abitato per circa cinquecento metri, dove sbocca su via della Madonnina. Dopo trecento metri svoltiamo a destra in via Gorgio Pinna, dopo sessanta metri svoltiamo a sinistra e, dopo centottanta metri, prendiamo a destra la strada che ci porta al Nuraghe di Cae, che si trova ai limiti dell'abitato. Si tratta di un Nuraghe di tipologia indefinita, edificato a 416 metri di altezza, ed intorno al quale sono presenti anche i resti di un Villaggio nuragico.

La Chiesa campestre di San Pietro

Siamo entrati a Pozzomaggiore con la via San Pietro, che abbiamo preso verso destra provenendo dalla SS292dir Nord Occidentale Sarda. Se la prendiamo, invece, verso sinistra, la seguiamo per quattrocento metri fuori dell'abitato, poi deviamo su una strada sulla sinistra.

Pozzomaggiore: la Chiesa campestre di San PietroQuesta strada, in meno di trecento metri, ci porta su una collina a sud del paese, dove si trova la Chiesa di San Pietro. La Chiesa originaria viene citata per la prima volta nel «Condaghe della fondazione di Santa Maria di Thergu», ed è pertanto databile intorno al 1417, e pare fosse al centro di un villaggio medioevale successivamente scomparso. Sino al 1950 si presentava composta da due costruzioni distinte, di cui quella meridionale, più antica, presentava un'abside. E proprio intorno al 1950 la Chiesa è stata integralmente ricostruita sull'impianto originario. Dalla collina sulla quale sorge la Chiesa si ha un panorama di grande suggestione sull'abitato e sul territorio a sud ovest fino alla costiera di Bosa. Il 29 giugno si tiene la Festa di San Pietro, ossia di Santu Pedru, con esibizioni di cavalieri e con una Ardia, per la quale nel giorno della Festa i cavalli, disposti a pariglie, percorro l'impervia salita del monte San Pietro esibendosi in una suggestiva corsa sfrenata.

Resti del Nuraghe Ruggiu

Prima di entrare in Pozzomaggiore provenendo con la SP8, seicento metri prima di arrivare a incrociare la SS292dir Nord Occidentale Sarda, vediamo sulla destra della strada, su un'altura, il Nuraghe Ruggiu. Si tratta di un Nuraghe di tipologia indefinita, edificato a 451 metri di altezza, intorno al quale sono presenti i resti del suo Villaggio nuragico.

Il Galoppatoio Comunale di Pozzomaggiore

Diretti verso Pozzomaggiore con la SP8, incrociamo la SS292dir Nord Occidentale Sarda, che prendiamo verso destra, ossia verso nord est. La seguiamo per un chilometro ed ottocento metru, poi prendiamo a sinistra la strada che, in quasi cinquecento metri, ci porta al Galoppatoio Comunale di Pozzomaggiore. A Pozzomaggiore la Cultura del cavallo assume oggi un significato particolare per tutto il territorio, dato che l'allevamento equino rappresenta una realtà economica ragguardevole. Sono stati ideati, infatti, oltre al galoppatoio, anche una serie di percorsi, ippovie che attraversano il territorio, ricco di importanti vestigia neolitiche e nuragiche che attraggono il turista.

Resti del Nuraghe complesso Alvu

Proseguendo per un chilometro e trecento metri sulla SS292dir Nord Occidentale Sarda, vediamo alla destra della strada i resti del Nuraghe Alvu. Si tratta di un Nuraghe complesso edificato a 434 metri di altezza, bilobato, con un mastio e due torri minori che racchiudono un cortile. La torre centrale è costruita con pietre di basalto e di calcare nella parte superiore. Il vano scala si trova sulla destra dopo l'ingresso. La camera centrale è marginata da due nicchie e vi si trova un pozzo per l'acqua. Il Nuraghe conserva ancora la tholos integra nella torre principale, che è stata ripristinata con le pietre di chiusura, e misura nove metri di altezza. Intorno al Nuraghe sono presenti i resti del suo Villaggio nuragico, circondati da un significativo bastione.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, visiteremo Mara nei cui dintorni si trovano le famose grotte di Bonu Ighinu e Filiestru, dove sono stati trovati i reperti che hanno dato origine alle due omonime Culture.


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