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Visita del sito istituzionale del comune

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Semestene che visitiamo con i suoi dintorni nei quali si trova la Chiesa romanica di San Nicola di Trullas

In questa tappa del nostro viaggio, proseguiremo la visita del Meilogu recandoci a visitare Semestene con i suoi dintorni nei quali si trova la Chiesa romanica di San Nicola di Trullas..

La Regione storica del Meilogu, chiamata anche Mejlogu o Logudoro Meilogu

Il MeiloguIl Logudoro è stato, nel periodo medioevale, uno dei quattro Giudicati che ha avuto come capoluogo prima Porto Torres, in seguito Ardara, ed infine Sassari. Oggi possiamo dividere questa Regione in tre parti: il Logudoro Turritano, il cosiddetto Sassarese, a nord; il Logudoro Meilogu a ovest; ed il Logudoro Montacuto a est. In particolare, il Meilogu ha il nome che deriva dal suo posizionamento in Mediu Logu, vale a dire nel cuore del Giudicato. I comuni che fanno parte del Meilogu sono Ardara, Banari, Bessude, Bonnanaro, Bonorva, Borutta, Cheremule, Cossoine, Giave, Ittireddu, Mara, Mores, Padria, Pozzomaggiore, Semestene, Siligo, Thiesi, Torralba. Il Meilogu è caratterizzato da un territorio prevalentemente pianeggiante, che produce cereali, verdure, ortaggi. Sono fiorenti gli allevamenti ovini, da cui deriva la ricca produzione casearia. Le numerose sorgenti e corsi d'acqua favoriscono questa ricchezza.

In viaggio verso Semestene

Usciamo da Bonorva verso ovest sulla SP43, dopo due chilometri svoltiamo a destra imboccando la SS131 di Carlo Felice, che seguiamo per 250 metri. Poi, seguendo le indicazioni, svoltiamo a sinistra ed imbocchiamo la SP8, la seguiamo per poco più di tre chilometri e mezzo, fino a che ci porta all'interno dell'abitato di Semestene. Dal centro di Bonorva a quello di Semestene abbiamo percorso circa sei chilometri.

Il piccolo paese chiamato Semestene Informazioni turistiche

Semestene-Veduta dell'abitatoSemestene-Stemma del comuneIl paese chiamato Semestene (pronuncia Semèstene, altezza metri 384, abitanti 174 all'1 gennaio 2011) è un piccolissimo borgo, situato su un'altura fra gli altopiani di Campeda e di Meilogu, nella vallata a nord dell'altopiano di Campeda. Il paese, posizionato ai piedi del monte Benazzosu, un altopiano vulcanico alto 587 metri, si trova adagiato su un pianoro basaltico dolcemente inclinato verso sud, quadrettato dai tipici muretti a secco che delimitano le tancas serradas a muru, simbolo della prevaricazione sabauda, che, con il passare del tempo e con il mutare delle condizioni sociali, sono divenute elementi tipici dell'identità locale. L'abitato è raggiungibile mediante la SS131 di Carlo Felice, che dista soli quattro chilometri dall’abitato. Il territorio comunale presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate, che vanno da un minimo di 320 ad un massimo di 660 metri sul livello del mare.

Origine del nome

La sua denominazione è attestata già in documenti di età medievale, nella forma di Semeston. Poco chiare risultano le sue origini, tuttavia si ritene che esso possa derivare dallo strato linguistico protosardo.

La sua economia

Piccola comunità collinare, Semestene ha un'economia basata sull'attività agricola, soprattutto coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, viti ed ulivi, oltre che sulla pastorizia e sull'allevamento di bovini, suini, ovini, equini e avicoli. L’industria è del tutto inesistente, e modesta è anche la presenza del terziario. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.

Brevi cenni storici

Il suo territorio è abitato sino dall’età preistorica, ed in seguito viene colonizzato dai Romani, che vi istituiscono una mansio, ossia una stazione di sosta lungo una strada romana. In periodo medievale appartiene al Giudicato di Torres, nella curatoria di Costival. La sua denominazione è attestata, in documenti di età medievale, nella forma di Semeston. Nel 1255 viene conquistata dai Doria e, a partire dal quattordicesimo secolo, segue le vicende storiche del vicino borgo di Bonorva.

Principali Feste e Sagre che si svolgono a Semestene

Non sono molte le Feste e Sagre che si svolgono a Semestene, tra le quali le principali sono, il 23 aprile, la Festa del Patrono, San Giorgio; e le tradizionali celebrazioni religiose in onore di San Nicola di Trullas, che si tengono la seconda domenica di agosto.

Visita del centro di Semestene

L'abitato, interessato da espansione edilizia, è circondato da vaste campagne e affacciato sulla valle che si apre ai suoi piedi. Arriviamo nell'abitato con la SP8, dalla quale, dopo 3,6 chilometri da dove la avevamo presa, parte sulla destra, verso nord, la via Giuseppe Garibaldi, che ci porta nel centro del paese, dove si trova la piazza Dante Alighieri con la Chiesa parrocchiale ed il Municipio.

Il complesso sportivo di Semestene

Arrivando a Semestene con la SP8, quattrocento metri prima di arrivare alla via Giuseppe Garibaldi, troviamo sulla destra la via Sassari, con le indicazioni che ci porterebbe al centro dell'abitato. Proseguiamo sulla SP8 per circa cento metri, e prendiamo una strada sulla sinistra, che, in centocinquanta metri ci porta al complesso sportivo di Semestene, costituito da diverse strutture tra le quali campi di calcio e di tennis, che si trovano alla destra della strada.

Il Cimitero

Proseguendo lungo questa strada per circa centocinquanta metri, troviamo sulla destra lo slargo che conduce all'ingresso del Cimitero di Semestene.

La Chiesa parrocchiale di San Giorgio

Semestene: la Chiesa parrocchiale di San GiorgioProseguendo lungo la SP8, percorsi circa trecento metri troviamo sulla destra la via Giuseppe Garibaldi, che ci porta, in 150 metri, nella piazza Dante Alighieri. Qui, nella parte vecchia del paese, su una terrazza in posizione sopraelevata, si trova la Chiesa di San Giorgio, che è la Chiesa parrocchiale di Semestene, cui si accede da un'ampia scalinata. La Chiesa risale, nella sua struttura originaria, al dodicesimo secolo, ed è stata ristrutturata all'inizio del terzo decennio del diciassettesimo secolo. Nella seconda arcata trasversale è incisa la data del 1623, quando si era già a metà dell'opera, ma nel 1704 si sono dovute restaurare le volte della navata, e si è completato il campanile. La Chiesa, che vede la mescolanza di elementi rinascimentali e tardo gotici, ha un interno a navata unica, con tre campate gotiche. La facciata gotica ha un portale gigliato, ed alla sua sinistra si eleva il campanile a canna quadra con cuspide.

Presso questa Chiesa si svolge, il 23 del mese di aprile, in occasione della sua ricorrenza liturgica, la Festa di San Giorgio, che è il patrono di Semestene, con cerimonie religiose e manifestazioni civili.

San Giorgio MegalomartireSan Giorgio è uno dei più venerati martiri della Chiesa cristiana, tanto da avere il titolo di Megalomartire, ossia di grande martire. La storia di questo martire è avvolta dalla leggenda, infatti son poche le testimonianze certe e attendibili. Per ricostruire le vicende umane di San Giorgio ci si riferisce alla Passio sancti Georgii, che però è un'opera apocrifa. Secondo questa fonte, Giorgio nasce in Cappadocia tra il 275 ed il 285 da madre cappadoce e padre persiano, che lo educano nella religione cristiana. Divenuto adulto, si arruola nell'esercito dell'imperatore romano Diocleziano. Giorgio dona tutti i suoi averi ai poveri e dichiara apertamente la propria adesione alla religione cristiana, ha così inizio per lui un lungo periodo di torture e tormenti, che terminano con la sua decapitazione, durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano, a Nicomedia il 23 aprile 303. Su San Giorgio è nata una leggenda, che racconta che egli, trovandosi in Libia, viene a conoscenza dell'esistenza di un terribile drago presente sotto le acque di un lago, in grado di uccidere con il suo fiato bollente chiunque gli si avvicinasse. Perciò gli abitanti limitrofi gli offrivano in sacrificio due pecore al giorno, e, quando le pecore iniziano a scarseggiare, si pensa di offrire una pecora e un fanciullo o una fanciulla estratti a sorte. Un giorno viene estratta a sorte la figlia del re, che per risparmiare la sua vita decide di offrire tutto il suo patrimonio, ma la popolazione si ribella. In quel momento passa il giovane soldato Giorgio, che, sentita la storia, suggerisce alla ragazza di legare la propria cintura intorno alla testa del drago. La principessa lega il drago, che diviene docilissimo. La popolazione rimane terrorizzata, ma Giorgio dice loro che, se avessero accettato di convertirsi alla religione cristiana, lui avrebbe avuto da Dio la forza per uccidere il drago. Tutti si convertono e Giorgio uccide il drago.

Il Municipio di Semestene

Alla sinistra della scalinata che porta alla Chiesa di San Giorgio, nella stessa piazza Dante, al civico numero 16, si trova l'edificio che ospita la sede e gli uffici del Municipio di Semestene.

Visita dei dintorni di Semestene

Nei dintorni di Semestene sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe semplice Loschiri; ed anche dei Nuraghi Badde Sanno Mulina, Badu Fenugiu, Codes, Crastos 'e S'Annae, de Iscola, Fenosu, Giudeo, Mura 'e Ferula, Muru, Pedra Ruia, Sa Ferula, S'Appiu, Taccas, tutti di tipologia indefinita. Nei dintorni i Semestene si trova, inoltre, la bella Chiesa romanica di San Nicola di Trullas.

I resti della Chiesa di Santa Giusta che era la parrocchia dell'antico borgo medioevale di Frabicas

Presa dal centro di Semestene la strada che porta al Cimitero, la seguiamo per altri duecento metri. La strada sbocca su una trasversale, che prendiamo verso sinistra, dopo poco più di cento metri prendiamo a sinistra la strada comunale di Santa Giusta, che ci porta alle rovine della Chiesa di Santa Giusta. Era l'antica parrocchiale del borgo medioevale di Frabicas, e si trova in condizioni di totale rovina.

La Chiesa romanica di San Nicola di Trullas

Il volume «Condaghe di San Nicolò di Trullas»Uscendo da Semestene con la SP8 in direzione ovest, verso Pozzomaggiore, percorsi 1,7 chilometri, seguendo le indicazioni troviamo una stradicciola sulla destra che, in circa trecento metri, ci porta su un'altura all'antica piccola Chiesa di San Nicola di Trullas, realizzata in stile romanico arcaico. Un atto di donazione del 1115 da parte di nobili del Giudicato di Torres verso i monaci Camaldolesi, indica che la Chiesa, con il Monastero al quale apparteneva e di cui non rimangono che poche tracce, dovevano essere anteriori a tale data. Dopo l'insediamento i camaldolesi iniziarono a compilare il «Condaghe di San Nicolò di Trullas», tramandandoci numerose informazioni sulla società e sull'economia del tempo. La Chiesa è a navata unica, con abside semicircolare. All'interno, sulle pareti e sulle volte, vi sono degli affreschi databili al tredicesimo secolo. La facciata rettangolare, di ispirazione pisana, è orientata a ponente, decorata con quattro colonnine con capitelli scolpiti a forma di conchiglia ed un falso loggiato. Su di essa è presente un semplice portale architravato sormontato da un cornicione scolpito. Nel sito sono stati compiuti degli scavi che hanno riportato alla luce parte delle fondazioni dell'antico Monastero.

Semestene: la Chiesa di San Nicola di Trullas Semestene: la Chiesa di San Nicola di Trullas

La Festa di San Nicola di Trullas, organizzata dai tre obrieri di Semestene, è la principale Festa del paese. Nella prima domenica del mese di agosto si raggiunge la Chiesetta campestre di San Nicola di Trullas, dalla quale viene prelevata la statua del Santo, che verrà portata in processione sino al paese. Una settimana dopo iniziano i festeggiamenti religiosi e civili. Successivamente la statua verrà riportata nell'antica Chiesetta dalla quale era stata prelevata.

Resti del Nuraghe de Iscolca

Percorsi altri circa duecento metri sulla SP8, prendiamo una stradicciola sulla sinistra che, dopo cento metri, sbocca su una trasversale, che prendiamo verso sinistra. La seguiamo per quattrocento metri, quando sbocca su un'altra trasversale, che prendiamo, questa volta, verso destra. Dopo settecentocinquanta metri, prendiamo una deviazione verso sinistra, che seguiamo per circa novecento metri. Qui è possibile prendere un sentiero sulla destra, che si arrampica sull'altopiano di Campeda, e che porta all'enorme Nuraghe de Iscolca, costruito sul bordo a precipizio dell'altopiano, a 556 metri di altezza. Si tratta di una tra le vestigia del passato di maggiore interesse storico ed architettonico, un bellissimo Nuraghe di tipologia indefinita, probabilmente un polilobato con, nella torre principale, la tholos quasi integra, alla quale mancano solo pochi blocchi. Il Nuraghe costituiva un'autentica postazione di vedetta, dato che da esso la visuale può spaziare dalla Marina di Bosa fino ai colli di Villanova Monteleone, ossia su tutto il Meilogu.

I resti della Chiesa di Santa Maria che era la parrocchia dell'antico borgo medioevale di Sansa

I resti della Chiesa di Santa Maria di Sansa sono molto difficili da raggiungere. Ripresa la SP8, la si segue per 1,8 chilometri e si arriva a una deviazione sulla sinistra, in direzione di Macomer e Bosa. Prendiamo questa deviazione, restando sulla SP8, e la seguiamo per 5,8 chilometri, poi ci fermiamo in uno spazzo sull'altopiano, e prendiamo un sentiero sulla sinistra che, passato un cancello in metallo, seguiamo per circa un chilometro all'interno della tenuta dei fratelli Casùle, fino ad arrivare sulla punta dell'altopiano che guarda verso il paese. Qui si trovavano i resti dell'insediamento medioevale di Sansa, che faceva parte della curatoria di Costa de Addes e venne abbandonato agli inizi del '300, e si trovano le rovine della Chiesa di Santa Maria, che era la Chiesa parrocchiale del villaggio scomparso. Dell'antica Chiesa, oltre a parte della muratura esterna, è rimasta in opera l'abside.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, visiteremo Pozzomaggiore che vedremo con le sue diverse Chiese, tra le quali il Santuario di San Costantino dove si svolge l'Ardia di San Costantino, ed i dintorni dove si trova il Nuraghe Calchinarzu con la Ziggurath costruita sopra di esso.


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