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Visita del sito istituzionale del comune

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Siniscola, storico capoluogo della Baronia settentrionale, con i suoi dintorni e con le spiagge della sua costiera

In questa tappa del nostro viaggio entriamo nella Baronia Settentrionale, dove ci rechiamo a visitare la cittadina chiamata Siniscola, lo storico capoluogo della Baronia settentrionale, che vedremo con il suo centro ed i suoi dintorni dove si trovano le diverse spiagge della sua costiera.

La Regione storica delle Baronie

La Regione storica delle BaronieLe regioni storiche denominale Baronie (nome in lingua sarda Sa Baronìa) hanno costituito, durante il Medioevo, la parte meridionale del Giudicato di Gallura. L'origine delle Baronie risale a quando gli Aragonesi introducono in Sardegna il sistema feudale, che dura fino al 1846, anno di abolizione del feudalesimo. Alfonso V d'Aragona, dopo aver sconfitto la resistenza dei Giudicati, il 25 giugno 1431 investe Nicolò Carroz, discendente della casa d'Arborea già signore di Mandas e Terranova, del titolo di Barone di Posada e Castellano e Signore di Torpè, Lodè e Siniscola, e viene costituita la cosiddetta Baronia Settentrionale o Baronia di Posada. I Comuni che fanno parte della Baronia settentrionale sono, quindi, Budoni, Siniscola, Torpè, Lodè. Successivamente, nel 1448, il Barone don Salvatore Guiso acquista per 6.700 ducati il feudo che comprende i villaggi di Galtellì, Orosei, Loculi, Onifai, Irgoli, Lula e Dorgali, dando origine a quella che viene chiamata la Baronia Meridionale o Baronia di Galtellì e Orosei. I Comuni che fanno parte della Baronia settentrionale sono, quindi, Galtellì, Irgoli, Loculi, Onifai, Orosei, Posada. Da allora queste zone della Sardegna, disposte tra la Barbagia e la Gallura, vengono chiamate Baronie, con le eccezioni di Lula e Dorgali, che hanno esercitato una forte opposizione, anche con il banditismo, pur di conservare le loro caratteristiche barbaricine. Oggi alcuni considerano in questa ragione anche Lula, che però attribuiamo alla Barbagia di Nuoro, e San Teodoro, che però attribuiamo alla Gallura.

Procurade 'e moderare

Testo di «S'Innu de su Patriottu sardu a sos Feudatarios», noto anche con il suo primo verso «Procurade 'e moderare»In pieno periodo feudale viene dato al Barone «il potere di tenere ed erigere nella Baronia: forche e mezze forche, pertiche, coltelli e le altre insegne del su annotato imperio e della su annotata giurisdizione, col diritto di giustiziare, appiccare gli uomini e espegnerli, o di rilasciarli o deportarli in esilio, o di mutilarli dei piedi, delle narici o delle altre membra, di fustigarli, flagellarli, penderli, carcerarli, interrogarli, torturarli, condannarli, assolverli, di citarli assente e di bandeggiarli, di sequestrare e confiscare i beni loro». Ed i Baroni ne approfittano, come racconta il testo del principale canto politico sardo «S'Innu de su Patriottu sardu a sos Feudatarios», noto anche con i suoi primi versi «Procurade 'e moderare» di Francesco Ignazio Mannu.

Visualizza la mappa In viaggio verso la Città di Siniscola

Continuiamo da Orosei sulla SS125 Orientale Sarda che, all'altezza del borgo di Santa Lucia, devia verso l'interno, ed, a 37 chilometri da Orosei, arriviamo a Siniscola, Città dalla quale in seguito potremo fare una deviazione all'interno che ci porterà al centro agrospatorale di Lodè. A Siniscola si arriva più comodamente con la SS131 di Carlo Felice Diramazione Centro Nuorese, che arriva da Nuoro.

La Città di Siniscola, capoluogo della Baronia Settentrionale Informazioni turistiche

Siniscola-Veduta dell'abitatoSiniscola-Stemma del comuneDa Lodè torniamo indietro a Siniscola (nome in lingua Thiniscole, metri 39, abitanti 11.056), che costituisce lo storico capoluogo della Baronia Settentrionale, sorge nella parte nord orientale della Provincia di Nuoro, vicino alla costa, nell’alta piana omonima posizionata sotto le falde nord orientali del Monte Albo. È stato, come Orosei, un fiorente borgo medioevale, caratterizzato da economia agricola, ed ha avuto un buon sviluppo turistico grazie alle caratteristiche della zona costiera. È servito dalla SS131 di Carlo Felice Diramazione Centro Nuorese e dalla SS125 Orientale Sarda, i cui tracciati ne attraversano il territorio. I suoi abitanti vivono per la maggior parte nel capoluogo comunale, mentre il resto degli abitanti si distribuisce nelle località Capo Comino, La Caletta e Santa Lucia, in diversi aggregati urbani minori e in numerose case sparse. Il territorio, caratterizzato da un'interessante alternanza tra montagna e mare, ha un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, dato che si raggiungono i 1.057 metri di quota.

Origine del nome

Il suo nome, attestato fino dal 1341 nelle forme Siniscale e Siniscole, è di probabili origini preromane. Invece, secondo alcuni studiosi è da rintracciare nei termini Finis Scholae, ossia nel confine di coorte, dove con Schola si indica la ripartizione in coorti dell'esercito in età bizantina. Secondo altri studiosi, la denominazione è stata confusa, in passato, con Finiscola, valutata erroneamente in riferimento alla sua posizione ai piedi della montagna, quasi a dire Finis Colle.

La sua economia

La Città di Siniscola ha un'economia fondata su tutti i settori produttivi e sul turismo estivo. L’agricoltura è specializzata nella coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vite, ulivi, agrumeti e alberi da frutta. Si pratica anche l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. L’industria fa registrare una buona produttività nei settori della pesca e della piscicoltura, estrattivo, lattiero caseario, alimentare, tessile, del legno, del vetro, dei materiali da costruzione, dei laterizi, metallurgico, elettrico, elettronico, degli strumenti ottici, della produzione di mobili, della gioielleria e oreficeria, della corrente elettrica, della raccolta dell’acqua ed edile. A livello artigianale si producono pregiati oggetti in ceramica, la cui arte è tramandata gelosamente di generazione in generazione. Il terziario si compone di una buona rete commerciale e dell’insieme dei servizi. La favorevole posizione geografica, a metà tra un'aspra montagna e un affascinante ambiente marino, la rende una interessante meta turistica. Vengono visitati il selvaggio monte Albo, chiamato così per le sue bianche rocce calcaree, Regno incontrastato di aquile e mufloni, e le sue spiagge, da quella di Berchidda, alle dune fossili di Capo Comino ed all'insolito litorale detto dei confetti in riferimento ai suoi ciottoli.

Brevi cenni storici

Il suo territorio è stato abitato sin dall’età preistorica, come attestato dai microliti geometrici in selce e ossidiana del tipo a trapezio e a semiluna, attribuibili al Neolitico Antico e Medio, raccolti sulle dune di Capo Comino, e da evidenti tracce di frequentazione umana risalenti al Neolitico, rinvenute all'esterno della grotta di Elène Portiche, sul versante occidentale di Monte Lattu, e nel terreno circostante, nel quale sono stati ritrovati frammenti di vasi decorati. Nel Medioevo fa parte del Giudicato di Gallura, nella curatoria di Montalbo. Dal 1300 la Gallura venne assoggettata direttamente a Pisa a mezzo di un vicario, e, ad opera dei Pisani, le cittadine di Terranova, ora Olbia, e di Orosei vengono cinte da mura, e passano allo status di comuni. Vengono contemporaneamente potenziati i porti di Terranova, Orosei, Santa Reparata, Posada e Santa Lucia di Siniscola. Con la conquista Catalano Aragonese, e, nel 1431, Posada viene infeudata ai Carroz, conti di Mandas e Terranova, elevata al rango di Baronia ed organizzata come capoluogo dei villaggi Torpè, Siniscola, Lodè. Nel 1514 i Saraceni raggiungono le coste di Siniscola, approdano senza incontrare resistenza e saccheggiano Siniscola, Torpè e Lodè, tanto che, per queste continue scorrerie, i loro abitanti minacciano di abbandonare i loro villaggi e trasferirsi attorno alla Rocca di Posada. Tra il 1500 e il 1600 vengono costruite le torri litoranee in difesa delle popolazioni costiere, più esposte ai pericoli di invasioni. Nel febbraio del 1581 i Saraceni sbarcano in forze presso Santa Lucia, depredarono ed uccidono, ma, nel ritorno alle loro navi, trovano le squadre armate di Bernardino Puliga che li mette in fuga, recupera il bottino, libera i prigionieri e ne cattura tre bandiere. I Baroni che si succedono non hanno molta cura del feudo, tanto che nel 1623, il Consiglio del Real Patrimonio d'Aragona, sequestra il feudo al legittimo titolare e lo costringono alla perdita fallimentare della proprietà e del titolo. Passata sotto il controllo dei Savoia, i moti rivoluzionari dell'epoca interessano anche la Baronia di Posada, ma le rivolte non riguardano direttamente i Savoia essendo condotte contro i baroni. Per la contea del Montalbo, il processo di abolizione del feudalesimo parte nel 1838, e termina in ritardo rispetto ad altre zone della Sardegna, a causa di un lungo contenzioso, tanto che la Baronia sarà l'ultimo feudo ad essere riscattato dai Savoia, intorno al 1860. Le proteste popolari del 1852, vengono aspramente represse, i tumulti di Siniscola e l'incendio del Municipio dell'agosto del 1906 sono la conseguenza di una situazione di malessere generale, che è diffuso in tutta la Sardegna. Del Comune di Siniscola nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia, da quella di Sassari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Sul suo territorio, intorno al 1930, vengono eseguite importanti opere pubbliche come la costruzione dell'acquedotto, la formazione di un primo impianto di fognature miste nel centro storico di Siniscola, e la bonifica delle paludi costiere circondanti La Caletta, con la costruzione dei canale Vivarelli e dei suoi rami secondari. In periodo repubblicano, nel 1957 viene ricostruito e fortificato il porto di Pedras Nieddas, antico nome di La Caletta, dove fanno tappa periodicamente i piroscafi postali che collegano la Sardegna con Civitavecchia, Livorno e Genova.

Nel 2013 Siniscola viene elevata al rango di Città

Dopo la costituzione della Repubblica Italiana, Siniscola nel 2013 viene elevata da Giorgio Napolitano al rango di Città con Decreto del Presidente della Repubblica del 28 maggio 2013.

Principali personaggi legati alla storia di Siniscola

Vediamo alcuni dei principali personaggi legati alla storia di Siniscola.

Provenendo da una famiglia di Sassari, Bernardo Puliga, detto Bernardino, nel 1573 viene nominato amministratore della Baronia di Posada e viene ammesso a rappresentare la Baronia al parlamento. I fatti sono noti. Nel febbraio del 1581 i Saraceni sbarcano in forze presso Santa Lucia, depredarono ed uccidono, ma l'allarme arriva alla rocca di Posada da cui parte un drappello di uomini capeggiati da Bernardino Puliga, giustamente poi divenuto il principale eroe locale siniscolese, che li sconfigge, li mette in fuga, recupera il bottino, libera i prigionieri e ne cattura tre bandiere.

Nel 29 dicembre 1902, nasce a Siniscola Antonio Marongiu, che si laurea in Giurisprudenza con una tesi di storia istituzionale della Sardegna, e poi in Scienze Politiche con una tesi sulla storia delle assemblee parlamentari della Sardegna e della Sicilia durante i secoli della dominazione spagnola. Docente universitario, diviene un grande personaggio, scrittore di saggi politici, noto in tutta Europa. Muore a Roma il 26 luglio 1989. Gli studi Antonio Marongiu costituiscono, ancora oggi, un punto fermo nella storia degli studi sulle istituzioni parlamentari della Sardegna di Antico Regime.

Principali Feste e Sagre che si svolgono a Siniscola

Siniscola-Gruppo Folk Cuccuru 'e JanasA Siniscola sono attivi diversi gruppi folk, tra i quali l'Associazione Culturale Gruppo Folk Tziu Juanne Piu, il Gruppo Folk Cuccuru 'e Janas, il Mini Gruppo Folk Baronia, l'Associazione Gruppo Folk La Caletta; diversi gruppi di canto a tenore, tra i quali il Tenore Luisu Ozanu, che deve il suo nome a uno dei fondatori del Partito sardo d'Azione assieme a Bellieni e Lussu, il Tenore Luisu Ozanu, il Tenore Montalbo; e diversi cori polifonici, tra i quali il Coro Montalbo. Nelle loro esibizioni si possono ammirare i bei costumi tradizionali di Siniscola. Tra le principali Feste e Sagre che si svolgono a Siniscola, si segnalano la Festa di Sant'Antonio Abate, il 16 e il 17 gennaio, che si festeggia con l'accensione del tradizionale falò in piazza la sera del 16, cui segue il 17 una Festa in cui si gustano degli ottimi piatti locali, dell'ottimo vino e gustosi dolci; il Carnevale Siniscolese, con una sfilata di carri allegorici e maschere tradizionali, con la cavalcata de Su Puddu de Carrasecare, antica giostra medioevale; il 19 marzo si festeggia San Giuseppe nell'omonima Chiesa campestre, alle porte del paese; per i festeggiamenti della Settimana Santa, il giovedi Santo, in Chiesa viene preparata una tavolara di dodici coperti, e viene portato del pane, pesce, frutta e vino, e la domenica di Pasqua si svolge la processione de S'incontru tra il Cristo Risorto e la Madonna; il lunedì dell'Angelo si svolge la Festa di Santa Lucia, nella località marina di Santa Lucia; il primo maggio si svolge la Festa di San Giacomo nell'omonima Chiesa campestre; la seconda domenica di maggio nella frazione de La Caletta la Festa di Nostra Signora di Fatima; il 24 giugno la Festa di San Giovanni Battista, che è il Santo Patrono di Siniscola; il 29 giugno la Festa di San Pietro nell’omonima Chiesetta campestre; la seconda domenica di agosto la Festa di Stella Maris, nella località marina di Capo Comino; ad agosto si svolge anche la Festa di Sant'Elena, presso l'omonimo Santuario; a inizio di settembre, si svolge la Festa di Santu Simbrichi e Santu Portholu; la terza domenica di settembre viene festeggiata la Madonna della Salute, in località Luittu; la seconda domenica di ottobre si svolge la Festa di Nostra Signora delle Grazie, che è la Festa più importante di Siniscola, con riti religiosi e festeggiamenti civili la terza domenica di ottobre si svolge la Sagra di Sant'Efisio.

Visualizza la mappa Visita del centro di Siniscola

Siniscola-Una vecchia casa del centro storicoL'abitato, interessato da forte espansione edilizia, si estende in un vasto pianoro, che si trova alle falde del monte Albo. Il centro storico di Siniscola conserva la struttura dell'antico borgo medioevale. Ha un'architettura a triangolo intorno a una strada principale, che si dirama portando alle principali Chiese del paese. Successivamente, nella prima metà del '500, per fronteggiare le devastanti incursioni dei pirati Saraceni, sono state realizzate le mura di cinta, delle quali esistono ancora oggi alcune tracce.

Il Campo Sportivo di Siniscola

Entriamo a Siniscola da est con la SS125 Orientale Sarda che, all'interno dell'abitato, prende il nome di via Sardegna, per diventare poi via Roma. Suparato il cartello indicatore dell'abitato, entriamo nel quartiere popolare di Lupareddu, nella estrema periferia di Siniscola. Percorso circa un chilometro, troviamo alla destra della strada il Campo Sportivo di Siniscola, mentre alla sinistra della strada si trovano le prime abitazioni.

Il Municipio di Siniscola

Percorsi circa cinquecentocinquanta metri lungo la via Roma, arriviamo al civico numero 125, dove, alla destra della strada, si trova l'edificio che ospita la sede e gli uffici del Municipio di Siniscola.

La Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

Percorsi meno di cento metri sulla via Roma, prendiamo la prima a sinistra, che è la via Sassari. Percorsi circa duecentottanta metri, vediamo alla destra della strada la Chiesa di San Giovanni Battista, che è la Chiesa parrocchiale di Siniscola. Edificata nel quindicesimo secolo, è una delle più antiche Chiese di Siniscola, nella quale, nel 1583, si decise di trasferire la sede della parrocchia. Nel 1623, con una regolare autorizzazione, San Giovanni Battista diviene Patrono dell'edificio di cui oggi è titolare, e la Chiesa a lui dedicata diviene sede parrocchiale, essendo la più grande tra le Chiese esistenti e trovandosi all'interno delle mura, quindi in posizione più sicura rispetto alla Chiesa di Sant'Anastasia, che era stata la precedente parrocchiale. Nel corso degli anni la struttura è stata più volte rimaneggiata. La facciata della Chiesa è tripartita classicamente da cornicioni aggettanti, ed è sormontata da un timpano. L'edificio presenta all'esterno un elegante campanile scandito da cornicioni, che termina con una cupola, ed è stato edificato nel 1840 da maestranze piemontesi, con alla base la lapide marmorea con l'elenco dei caduti in guerra durante il primo conflitto mondiale. L'interno presenta tre navate, ciascuna con cappelle laterali, e un'ampia cupola all'incrocio dei transetti e la zona del presbiterio rialzata, e conserva, al suo interno, pregevoli affreschi e statue lignee.

Siniscola-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista Siniscola-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista Siniscola-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: interno

A Siniscola il 24 giugno di ogni anno si svolge la Festa di San Giovanni Battista, che è la Festa del Santo Patrono. Si tratta di tre giorni di fede e divertimento per richiamare residenti e turisti, con cerimonie sacre e con eventi e manifestazioni civili.

Il Santurio di Nostra Signora delle Grazie

Proseguendo per poco meno di duecento metri lungo la via Sassari, troviamo alla destra della strada la piazza di Nostra Signora della Grazie, sulla quale si affaccia il Santuario di Nostra Signora delle Grazie. Secondo le fonti d'archivio la Chiesa è stato edificato tra il 1640 e il 1670, ed in seguito restaurato nel corso del Settecento. L'interno, con un'unica navata voltata a botte, termina con un presbiterio rialzato con volta a crociera, separato dalla navata da due balaustre in marmo. L'altare è sormontato da un timpano spezzato sorretto da quattro colonne di cui due tortili, ed al centro si trova il simulacro della Vergine del Rosario, risalente alla metà del diciassettesimo secolo. Le pareti e la volta sono dipinte con storie della Vergine, all'interno di ampi riquadri e cornicioni decorativi, del 1915. All'esterno, la facciata con timpano classico reca una scritta con la data di fondazione e quella del rinnovamento, ed è costituito dai contrafforti laterali sulla facciata, con l'ingresso centrale verso la piazzetta. Sul lato destro, verso la via Sassari, si trova l'ingresso laterale, ed il campanile a vela. Nella parte posteriore dell'edificio si vede la zona circolare relativa alla sacrestia, cui è affiancata una fontanella, che è situata ai piedi un pioppo, piantato negli anni quaranta del Novecento da Giovanni Todde, fotografo siniscolese, come auspicio di tempi di pace, e censito attualmente tra gli Alberi Monumentali della Sardegna.

Siniscola-Chiesa di Nostra Signora delle Grazie Siniscola-Chiesa di Nostra Signora delle Grazie: il retro con la fontanella e l'albero

Ogni anno, la seconda domenica di ottobre, si svolge la Festa di Nostra Signora delle Grazie, che è la Festa più importante di Siniscola, con oltre 220 anni di storia, caratterizzata da riti religiosi e festeggiamenti civili.

La Chiesa di Sant'Antonio da Padova

Siniscola-Chiesa di Sant'Antonio da PadovaProseguendo qualche decina di metri lungo la via Sassari, prendiamo tutto a sinistra la via Sant'Antonio, la seguiamo per circa trecento metri, e troviamo alla destra della strada un grande piazzale dove si trovano i locali della Chiesa di Sant'Antonio da Padova, e della scuola per l'infanzia fino a pochi anni fa amministrati da Suore Mercedarie Missionarie. Si tratta di una Chiesa di mediocre rilievo architettonico. L'edificio originario risale al 1646, ed era la sede di un antico Oratorio dedicato a Sant'Antonio da Padova, del quale conserva il simulacro risalente ai primi del Seicento. Ma gli interventi effettuati nel corso degli anni hanno sfigurato il primitivo impianto.

La Chiesa della Beata Vergine del Carmelo

Siniscola-Chiesa della Beata Vergine del CarmeloTornati indietro per la via Sant'Antonio, dove incrocia la via Sassari, prendiamo subito dopo la via Piemonte, che seguiamo per quasi trecento metri, e troviamo alla destra della strada la Chiesa della Beata Vergine del Carmelo, o del Carmine. Si tratta di un edificio semplice nell'impianto architettonico, ma per gran parte corrispondente all'assetto originario, risalente al 1724. L'interno ha pianta a navata unica, con la volta che in origine era a capriate lignee, e il presbiterio elevato rispetto al piano di calpestio dei fedeli. Ospita un San Luigi Gonzaga della metà del diciottesimo secolo, una statua moderna della Beata Vergine, e una statua moderna di Santa Rita. All'esterno si nota la facciata sormontata da un timpano classicheggiante e delimitata da cornicioni, sul lato destro l'ingresso secondario, e un campanile a vela in alto.

L'Oratorio di Nostra Signora del Rosario che sorge dove si trovava l'antica parrocchiale di San'Anastasia

Siniscola-Chiesa di Nostra Signora del RosarioTorniamo in via Roma e, partendo dall'edificio dove è ospitato il Municipio, procediamo verso nord per centotrenta metri, poi prendiamo una traversa verso destra che, in poche decine di metri, ci porta in piazza del Rosario, di fronte alla Chiesa ed Oratorio di Nostra Signora del Rosario, che è attualmente la sede di una Confraternita riconosciuta con regolare licenza papale nel 1651. L'edificio, situato all'interno di un ampio Sagrato, presenta una facciata semplice, con l'ingresso sormontato da un campanile a vela e da una finestra circolare in alto. L'interno presenta una navata unica con volta a botte e la zona del presbiterio rialzata rispetto al piano della navata. La volta è dipinta con pitture murali con storie della Vergine, mentre nelle lunetta della controfacciata figura l'immagine di San Domenico, Santo tutore spirituale di tutte le Confraternite intitolate alla Madonna del Rosario. Nella parete destra del presbiterio è raffigurato l'episodio biblico di Giuditta e Oloferne, mentre sul lato sinistro una scena culminante della Battaglia di Lepanto, vinta la prima domenica di ottobre del 1571 dalle flotte cristiane contro i Turchi nelle acque del Mare Adriatico, nel giorno in cui le Confraternite del Rosario facevano le loro processioni, e, per questo, il papa Pio V attribuì la vittoria all'intercessione della Vergine e ordinò che nello stesso giorno di ogni anno si celebrasse la Festa. Nel presbiterio si trova la statua di Santa Lucia, di Santa Margherita, dell'Angelo Custode e di San Pasquale Baylon. Di rilievo sono anche gli ex voto contenuti nella sacrestia, e analogamente il patrimonio culturale di tradizioni e di riti religiosi orali e scritti tramandati con scrupolo e devozione religiosa dalla Confraternita della Chiesa ed Oratorio.

Il luogo dove oggi sorge la Chiesa, in origine era occupato dall'antica Chiesa parrocchiale di San'Anastasia, costruita certamente prima del 1496, nella quale esisteva una Cappella dedicata al culto per la Vergine del Rosario. Ma trovandosi l'edificio fuori dalle mura cinquecentesche, nel 1583 la Chiesa è stata utilizzata come Cimitero, e si decise di trasferire la sede della parrocchia nella Chiesa di San Giovanni, più sicura e difendibile rispetto alle incursioni saracene, e sicuramente più spaziosa e capiente per una popolazione in costante crescita. Da questo momento continua la devozione per Sant'Anastasia e contemporaneamente per la Vergine del Rosario. Rimane difficile capire quanto sia rimasto, nell'attuale Chiesa, dell'antico edificio, forse parzialmente inglobato in quello attuale o forse reimpiegato come materiale di spoglio nella ricostruzione ex novo. All'esterno è evidente un ampio spazio nel quale era situato un antico Cimitero annesso alla Chiesa di Sant'Anastasia, che nel tempo era caduto in condizioni di degrado, secondo quanto racconta un documento del 1777. Nuove disposizioni igieniche emanate in epoca napoleonica, portano anche qui, come altrove in Europa nella prima metà del diciannovesimo secolo, alla decisione di un trasferimento dell'area cimiteriale in luoghi più distanti e salubri, fuori dal centro abitato.

La grotta di Gana 'e Gortoe

Siniscola-La grotta di Gana 'e GortoeProcedendo lungo via Roma, questa, dopo duecento metri, prosegue su via Olbia, che è la SS125 Orientale Sarda, lungo la quale, dopo circa centocinquanta mteri, alla sinistra della strada si trova la grotta di Gana 'e Gortoe. La grotta è stata usata durante la Seconda Guerra Mondiale come vero e proprio rifugio antiaereo per i cittadini, i quali vi si nascondevano all'interno durante il passaggio degli aerei. Dentro la grotta è presente un corso d'acqua che sfocia a funtana, ed è la fonte dove negli anni trenta si andava a lavare e prendere l'acqua. L'origine di questo corso d'acqua è ignota, visto che la grotta è in parte inesplorata. Al suo interno si sono trovati resti di brocche di origine etrusca.

Il Cimitero di Siniscola

Proseguendo per altri centocinquanta metri su via Olbia, che è la SS125 Orientale Sarda, troviamo sulla destra la piazza 4 Novembre, sulla quale si affaccia il grande Cimitero ottocentesco di Siniscola. In esso si trova, nel viale centrale, un Cristo in croce eseguito con chiodi ferrei saldati dall'artista locale Giacomo Sotgiu, in forme schematiche ma di apprezzabile espressività.

Siniscola-Cimitero di Siniscola Siniscola-Cimitero: il Cristo in croce eseguito con chiodi ferrei saldati dall'artista locale Giacomo Sotgiu Siniscola-Cimitero: la tomba monumentale del Cavalier Puxeddu

Allo stesso tempo a poca distanza, sulla destra, la tomba monumentale del Cavalier Puxeddu, della seconda metà dell'Ottocento, sormontata da una statua di gusto accademico elaborata secondo i gusti di un purismo classicistico.

La Chiesa di Sant'Efisio Martire

Siniscola-Chiesa di Sant'EfisioDa dove si incorciano la via Sassari con la via Sant'Antonio, prendendo verso ovest la via Sassari, questa si immette a sinistra sulla fine della via Antonio Gramsci, che continua sulla via Isalle, che è la SP3. La seguiamo per cinquecento metri ed arriviamo a un bivio, dove la SP3 prosegue a destra verso Lodè. Prendiamo, invece, a sinistra, in direzione di Nuoro, la via Milano e, dopo cento metri, vediamo, alla destra della strada, la facciata della Chiesa di Sant'Efisio Martire. Si tratta di un moderno edificio ad aula unica costruito nel 1968, in sostituzione di un'antica Chiesa edificata nel 1707, come attesta un documento arcivescovile dell'epoca, in «onore di questo beato Santo in territorio di Siniscola nel luogo comunemente chiamato Sa Palma, distante dal paese circa un miglio» in «una località molto adatta di passaggio per lavoratori e pastori, che possono fermarsi a pregare e a raccomandarsi a Dio prima di accudire ai loro lavori». All'interno della Chiesa si trovano le statue di Sant'Efisio, di San Vincenzo e di Nostra Signora della Defensa.

La Sagra di Sant'Efisio, in onore del martire sardo, si svolge la terza domenica di ottobre, ricorrenza che intende omaggiare un Santo molto amato, non a caso scelto come protettore di un intero quartiere di Siniscola. Il sabato si svolgono i festeggiamenti civili, mentre la domenica, dopo la Messa, si svolge la processione a piedi con il simulacro del Santo, ed un rinfresco offerto dai fedales che hanno organizzato l'evento. Come si è detto, la Festa si svolge a ottobre, a differenza dai festeggiamenti che, con maggiore fasto, si svolgono a Cagliari il primo maggio.

Visualizza la mappa Che cosa si trova nei dintorni di Siniscola Informazioni turistiche

Nei dintorni di Siniscola sono stati portati alla luce i resti della Domu de Janas di Cuccuru 'e Janas; delle Tombe di giganti Sas Colovranas, Su Ittichinzu, Su Picante; del Protonuraghe Sa Domu Bianca; dei Nuraghi semplici Oroe, Paule 'e Lucca, Punta Turulia, Riu Siccu, Sas Biperas; dei Nuraghi complessi Gorropis, Punta 'e Nuraghe, Sa Gurutta; ed anche dei Nuraghi Chiriddula, Ghiramonte, Porchiles, Punta Artora, Sa Punta 'e S'Orcu, Sculta 'e Muru, Su Calavriche, Su Enosu, tutti di tipologia indefinita. Visitiamo, inoltre, il selvaggio Monte Albo, con le sue numerose grotte naturali.

Il Santuario di Santu Simbrichi e Santu Portholu ossia di San Simplicio e San Bartolomeo

Siniscola-Santuario dei Santi Simplicio e BartolomeoUsciamo da Siniscola verso nord con via Olbia che è la SS125 Orientale Sarda, e la seguiamo per poco più di un chilometro per arrivare allo svincolo sulla parallela SS131 di Carlo Felice Diramazione Centrale Nuorese, proseguiamo sulla SS125 Orientale Sarda per altri cinquecento metri, poi prendiamo a sinistra la strada che passa sotto la SS131 di Carlo Felice seguendo le indicazioni per il locale di Turismo Rurale Sa Tanca e Bore. Seguiamo questa strada per centocinquanta metri, evitiamo la deviazione per il locale e la seguiamo per altri cinquecento metri, ed arriviamo a vedere, alla sinistra della strada, il Santuario di Santu Simbrichi e Santu Portholu ossia di San Simplicio e San Bartolomeo, con la ciesa dedicata a San Simplicio e, vicino ad essa, le cumbessias di Santu Simbrichi e Santu Portholu. Di una Chiesa dedicata a San Simplicio si parla fino dal 1496, e gà nel 1606, come attestato nel testamento di un certo Pedru Corrias, è certo che il Santo Bartolomeo veniva venerato nella Chiesa di San Simplicio, il Corrias, infatti, precisa che S. Bartolomeo «est intro de S. Semplic», la Chiesa quindi è dedicata a San Simplicio, ma sicuramente una statua di San Bartolomeo è collocata accanto a quella di San Simplicio oppure su un altro altare. Si parla della riedificazione di questa Chiesa, datandola al 1813, ed in tempi recentissimì la Chiesa è stata ulteriormente restaurata, divenendo complessivamente abbastanza decorosa e accogliente.

Ogni anno, a inizio di settembre, si svolge la Festa di Santu Simbrichi e Santu Portholu nella quale, nel corso di una cerimonia religiosa a cui partecipa un folto numero di fedeli, vengono nominati i nuovi priori della Chiesa campestre. Il priorato di Santu Simbrichi e Santu Portzolu è una delle istituzioni più antiche di Siniscola. Per tutto l'anno i priori reggono la Chiesetta e a fine agosto celebrano la Festa con la Messa, che viene seguita da una processione attorno alla Chiesa e poi da un grande pranzo aperto a tutta la popolazione.

In localtà San Pietro di Luittu si trova la Chiesa campestre dedicata alla Nostra Signora della Salute

Siniscola-Chiesa campestre dedicata a San Pietro Apostolo e alla Nostra Signora della SaluteUsciamo da Siniscola verso sud ovest con la via Isalle, che è la SP3, che seguiamo per circa un chilometro, poi a un bivio, invece di proseguire verso destra con la SP3, prendiamo a sinistra la strada che continua verso sud e, dopo poco più di un altro chilometro, passa sotto la SS131 di Carlo Felice verso ovest. Prendiamo tutto a destra la strada che scorre verso nord, parallela alla SS131 di Carlo Felice, dopo trecentocinquanta metri svoltiamo a sinistra, e, percorsi quasi due chilometri, troviamo, alla destra della strada, una Chiesa campestre che esisteva già nel 1811, nella località chiamata Santu Pretu de Luittu, che, a detta dell'abate e storico Goffredo Casalis, sarebbe stata edificata da sacerdoti siniscolesi presso la fonte di Luittu, e sarebbe stata benedetta nel 1811 con il titolo di Chiesa dedicata a Nostra Signora della Salute. La Chiesa insieme alla casetta adiacente, intorno al 1880, erano quasi distrutte ed abbandonate. Ricostruita da un gruppo di persone generose e competenti, salvando e inserendo nella nuova struttura un arco della costruzione precedente, per rispetto al passato, questa Chiesa è stata dedicata a San Pietro Apostolo e alla Nostra Signora della Salute, ed è stata benedetta e riaperta al culto nel 1997.

Ogni anno, la terza domenica di settembre in località Luittu si svolge la Festa della Madonna della Salute, si tratta di una Festa campestre con riti religiosi e manifestazioni civili.

La Chiesa campestre di San Giuseppe

Siniscola-Chiesa campestre di San GiuseppeDove la strada che abbiamo seguito precedentemente passa sotto la SS131 di Carlo Felice portandosi verso ovest, invece di prendere a destra, continuiamo dritti per circa cinquanta metri, e prendiamo la deviazione a sinistra che, in altri cinquanta metri, ci porta al parco della Chiesa di San Giuseppe. La Chiesa campestre di San Giuseppe è stata edificata nel 1730, e presenta un interno semplice, a navata unica, con la volta lignea. Nel 1844 la Chiesa si trovava in buone condizioni, se si eccettua qualche danno nel tetto facilmente riparabile. Nel 1955, nella Chiesa, oltre quella di San Giuseppe, vi erano venerate le statue di Nostra Signora degli Angeli, e di Santu Bainzu 'e Portu, ossia San Gavino di Portotorres, e, dal 1980, una di San Francesco.

Ogni anno, il 19 marzo, nell'omonima Chiesa campestre situata alle porte del paese, si celebra la Festa di San Giuseppe, preceduta dalla novena di preparazione, nella quale si svolgono i riti religiosi e civili dedicati al culto del Santo, che gode di grande affetto. Grande successo riceve anche il pranzo conviviale aperto a tutti, che richiama moltissimi commensali, e le altre manifestazioni culturali e di intrattenimento che fatnno da cornice alla giornata di fede e di allegria.

La frazione Siniscola denominata Tanca Altara

Percorsi altri duecentocinquanta metri, invece di prendere a sinistra la strada che passa nuovamente sotto la SS131 di Carlo Felice riportandosi ad est, proseguiamo dritti, dopo meno di duecento metri prendiamo la deviazione sulla destra con le indicazioni per il cementificio Unicem, e, dopo poco meno di un chilometro, arriviamo all'interno della frazione Tanca Altara (altezza metri 76, distanza 3.7 chilometri, abitanti circa 14), una frazionedi Siniscola nella quale si trova il cementificio Buzzi Unicem, con area dello stabilimento di 164.000 metri quadrati, ed una capacità produttiva di 500.000 tonnellate l'anno.

La frazione Siniscola denominata Murtas Artas

Lungo la strada che abbiamo seguito, saltando la deviazione a destra con le indicazioni per il cementificio Unicem, proseguiamo dritti lungo la strada che passa sotto la SS131 di Carlo Felice e si porta a est, alla cui sinistra si sviluppa la zona industriale di Siniscola. Procediamo per circa ottocentocinquanta metri, subito prima del Brico Center prendiamo a sinistra, dopo trecentocinquanta metri a destra, seguiamo per circa un chilometro passando la rotonda, poi svoltiamo a sinistra e seguiamo la strada par circa tre chilometri e mezzo. Arriviamo alla frazione Murtas Artas (altezza metri 68, distanza 8.3 chilometri, abitanti circa 31), una frazione Siniscola situata in una vallata che è attraversata dal RioSiniscola.

Il Monte Albo con le sue numerose grotte naturali

Siniscola-Vista del Monte AlboLungo la strada che abbiamo seguito, saltando la deviazione a destra con le indicazioni per il cementificio Unicem, proseguiamo dritti lungo la strada che passa sotto la SS131 di Carlo Felice e si porta a est, alla cui sinistra si sviluppa la zona industriale di Siniscola. La strada prosegue verso sud ovest, costeggiando il lato orientale del selvaggio Monte Albo, chiamato così per le sue bianche rocce calcaree, caratterizzato da una linea di cresta lunga ben tredici chilometri, con un'altezza media superiore ai 1.000 metri, che è stato frequentato sin dall'antichità dall'uomo, che vi ha costruito anche alcuni Nuraghi, il più noto dei quali è quello di Littu Ertiches. La catena calcarea del Montalbo, dichiarata dall'Unione Europea Sito di Interesse Comunitario, si trova nei territori comunali di Lula a sud, ed a Lodè e soprattutto Siniscola a nord. Sul Monte Albo trovano il loro ambiente naturale l'aquila reale, il muflone, il cinghiale, l'astore sardo, il raro gracchio corallino, un elegante corvide dal colore rosso vermiglio. Di notevole interesse, non solo per l'archeologia, ma anche per le caratteristiche geologiche, dato che la sua natura calcarea ha dato luogo ai tipici fenomeni carsici, alle conformazioni biancastre, a caverne e fiumi sotterranei ancora oggetto di studi e di ricerche. Sono le numerose grotte naturali situate nell'area calcarea del Monte Albo. Di forte attrazione sono le grotte di Sa Preione 'e s'Orcu, di Duas Vuccas, e la cavità di Sa Conca 'e Locoli.

Siniscola-La grotta Sa Prejone e S'OrcuSul versante orientale del Monte Albo si trova una cavità archeologica unica nel suo genere, denominata Sa Preione 'e s'Orcu. Il suo ingresso è stato ristretto ed adattato in epoca nuragica in modo da renderne difficile l’individuazione e estremamente facile la difesa in caso di attacco esterno. Quella che un tempo era una discenderia piuttosto ripida con un salto finale di otto metri è stata modificata con un muro di contenimento e la creazione di un accesso, attraverso una stretta e ripida scalinata di diciotto gradini. Al suo interno sono evidenti le tracce di frequentazione in epoca nuragica. Anche il raggiungimento della cavità non è dei più facili, la stretta forra in cui si apre la cavità presenta diversi salti e punti di arrampicata.

Nella grotta naturale di Duas Vuccas è stato rinvenuto un frammento di ceramica apula, un cratere a figure rosse, attribuito al Pittore Varrese, del 350 avanti Cristo, che costituisce l'unico reperto di ceramica italiota scoperto in Sardegna.

La cavità di Sa Conca 'e Locoli è una grotta naturale spalancata sulla parete, e costituisce il naturale sbocco di un fiume sotterraneo situato alle falde del Monte Albo, per molte analogie simile per conformazione fisica alla grotte situate nel Comune di Oliena.

Il Santuario di San Giacomo Apostolo

Seguiamo la strada che si è portata a est, alla cui sinistra si sviluppa la zona industriale di Siniscola, per poco più di quattro chilometri e mezzo, poi passiamo di nuovo sotto la SS131 di Carlo Felice portandoci ad ovest. Seguiamo la strada che costeggia la SS131 di Carlo Felice, e, dopo un chilometro e mezzo, troviamo sulla sinistra la deviazione che porta al parco della Chiesa di San Giacomo. All'interno del parco si trova il Santuario di San Giacomo Apostolo, dedicato all'Apostolo Giacomo di Zebedeo chiamato anche Giacomo Maggiore, che è situato sula sommità di una collina scistosa, dalla quale si può osservare in più direzioni la diversità del paesaggio, pianeggiante sul lato sud fino ai costoni granitici del Monte Senes, mentre sul lato nord gli impervi e maestosi calcari del Monte Albo e la vallata solcata dal Rio Locoli. La Chiesa è stata edificata nel 1870 con i resti di un Nuraghe, ed in quest'occasione è stato restaurato il simulacro ligneo. L'interno, a navata unica con la volta lignea, presenta un ambiente semplice di gusto popolare, con un altare centrale e nicchie contenenti le statue lignee policrome di San Giacomo in due versioni, e quelle di San Marco e di San Rocco. L'edificio religioso è di modeste dimensioni con semplice facciata a capanna sormontata da campanile a vela, ed intorno sono state realizzate di recente le strutture utilizzate con funzione di ristoro in occasione della Festa. Sul Sagrato della Chiesa si trova un notevole olivastro di grandi proporzioni.

Siniscola-Chiesa campestre di San Giacomo Maggiore Siniscola-L'olivastro sul Sagrato della Chiesa campestre di San Giacomo Maggiore

Il primo maggio di ogni anno si svolge la Festa di San Giacomo, con i riti religiosi che si svolgono nella Chiesa, e quelli civili nel parco circostante, dove si trovano le diverse strutture edificate recentemente, proprio con la funzione di ristoro per la festività di San Giacomo.

Il Santuario di San Pietro in Vincoli o San Pietro di sudduri

Siniscola-Chiesa campeste di San Pietro in Vincoli o San Pietro di sudduriUsciamo da Siniscola verso est con la SS125 Orientale Sarda, che ci aveva portato nell'abitato provenendo da Orosei, subito dopo il cartello segnaletico che indica la Città prendiamo a destra la SP3 che seguiamo per ottocento metri, al bivio invece di proseguire a destra con la SP3 prendiamo a sinistra e seguiamo verso sud la strada, che diventa una strada bianca, per poco più di cinque chilometri. Troviamo alla destra della strada il parco di San Pietro. All'interno del parco si trova il Santuario di San Pietro in Vincoli, chiamato anche San Pietro di Sudduri o San Pietro de Sa Serra, dal nome della località nella quale si trova. La Chiesa, come la ricordano le fonti d'archivio, risale al 1602, probabilmente edificata in una zona già insediata in epoca medievale, e poi riedificata nel 1802. La Chiesa è stata di nuovo riedificata a partire dal 1984, sulle basi del preesistente edificio ad aula rettangolare risalente al Seicento, di cui conservava la muratura esterna e gran parte della facciata. Oggi si presenta come una vera e propria oasi di verde, ossia in un parco, nel quale si trova il Santuario dedicato a San Pietro, con annessi edifici e loggiato.

Il 29 giugno è la ricorrenza della Festa di San Pietro, che si svolge nelle forme autentiche della tradizione paesana, con i ritmi e i colori tipici delle ricorrenze locali, con il rito della processione, dell'ospitalità e del ristoro comunitario a base di carne offerto dai pastori di Siniscola.

La frazione Siniscola denominata Cuccuru 'e Janas

Usciamo da Siniscola verso nord est con la SP3 in direzione de La Caletta, la seguiamo per un paio di chilometri, ed arriviamo alla frazione Cuccuru 'e Janas (altezza metri 21, distanza 2.7 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti), una frazione Siniscola il cui nome indica la collina delle fate.

Resti della Domu de Janas di Cuccuru 'e Janas

Nei dintorni di questa frazione si trova la Domu de Janas di Cuccuru 'e Janas, ossia della collina delle fate, che si trova accanto alla strada Provinciale tra Siniscola e La Caletta. Si tratta di una grotta ipogeica scavata nella roccia su una collina di scisto, ed in essa sono state ricavate quattro camere funerarie disposte a raggiera, con ingresso orientato verso oriente.

La Chiesa campestre dedicata a Sant'Elena Imperatrice

Siniscola-Santuario di Sant'Elena ImperatriceProseguiamo sulla SP3 per circa un chilometro e mezzo e prendiamo a destra, seguiamo la strada per ottocentocinquanta metri, poi prendiamo di nuovo a destra, seguiamo per altri ottocentocinquanta metri, e svoltiamo a sinistra. Dopo quattrocentocinquanta metri, troviamo sulla destra della strada il sentiero che ci porta alla Chiesa campestre dedicata a Sant'Elena Imperatrice, ossia alla madre dell'imperatore Costantino. In bell'edificio, costruito tra il 1777 e il 1803 in sostituzione di uno più antico dedicato a San Sisto, si trova su di una collina appena fuori dal centro abitato, in un bellissimo contesto rurale caratterizzato da vigneti, da cui si possono osservare le aree coltivate, le colline che digradano verso la borgata di Santa Lucia, il centro abitato e sullo sfondo, il massiccio del Monte Albo. Ha la facciata con timpano classico e tetto a capanna, con quattro colonne, e con due campanili a vela situati sui due angoli. Vicino alla Chiesa, si trovano le cumbissias di Sant'Elena, che ospitano i partecipanti alla Festa di Sant'Elena.

A Siniscola molto particolare è la Festa in onore di Sant'Elena, che si svolge ad agosto nella Chiesa campestre a lei dedicata, con riti sacri e manifestazioni civili.

Visualizza la mappa La costiera di Siniscola

Ci rechiamo, ora, a visitare la bella e famosa costiera di Siniscola, con le diverse frazioni che vi si trovano, le località ed i siti archeologici nei loro dintorni.

Cinque VeleNel 2017 Legambiente, attore protagonista dell'ambientalismo italiano, con le rilevazioni effettuate dalla sua Goletta Verde, e con la collaborazione del Touring Club Italiano, ha assegnato il riconoscimento di 5 Vele al comprensorio della Baronia di Posada nel quale si trova la costiera di Siniscola. I parametri considerati per l'assegnazione delle vele sono la qualità delle acque di balneazione, efficacia della raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione delle risorse idriche, la presenza di aree pedonali, efficienza dei servizi, la valorizzazione del paesaggio e delle produzioni locali.

La frazione Berchida con la sua bella spiaggia

Recandoci da orosei a Siniscola, al chilometro 65,3 della SS125 Orientale Sarda, in corrispondenza della Cantoniera Berchida, svoltiamo a destra in una strada bianca che ci porterà alla frazione di Berchida (altezza metri 0 sul livello del mare, distanza 23 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti). Superati i resti del Villaggio nuragico di Conca Umosa ed il villaggio medievale di Rempellos, questa strada ci porta, dopo quattro chilometri, a lasciare l'auto nel grande parcheggio che si trova in uno Stagno in secca alle spalle della spiaggia, parcheggio a pagamento in alta stagione, da dove raggiungiamo la grande spiaggia di Berchida.

Possiamo, quindi, visitare la meravigliosa, selvaggia e solitaria spiaggia di Berchida, che nel 2011 ha vinto il premio «La più bella sei tu», e risulta ancora una delle più belle della Sardegna e delle migliori spiagge italiane. La spiaggia è larga cinquanta metri e lunga diversi chilometri. L'arenile è costituito da sabbia finissima che va dal candido al grigio chiaro, e si affaccia su un'acqua trasparente, inizialmente molto bassa, di colori che vanno dal verde azzurro al verde turchese. Alle spalle dell'arenile si vedono ginepri e pini, mentre sull'arenile si incontrano gigli selvatici profumatissimi. La spiaggia è quasi deserta anche in alta stagione, salvo che nella zona presso il posteggio delle auto, ed è estremamente pulita.

Siniscola-Berchida: la strada verso Berchida Siniscola-Berchida: arrivo alla spiaggia Siniscola-Berchida-Veduta della spiaggia Siniscola-Berchida: gigli selvatici sulla spiaggia Siniscola-Berchida: la spiaggia Siniscola-Berchida: la spiaggia

Sembra sia stato un turista tedesco ad iniziare a raccogliere le pietre depositate dal mare sulla sabbia ed a realizzare gli insoliti monumenti, che oggi possiamo ammirare sulla spiaggia di Berchida, e che la rendono ancora più unica ed indimenticabile.

Siniscola-Berchida: monumenti realizzati con sassi levigati dal mare sulla spiaggia Siniscola-Berchida: monumenti realizzati con sassi levigati dal mare sulla spiaggia Siniscola-Berchida: monumenti realizzati con sassi levigati dal mare sulla spiaggia Siniscola-Berchida: monumenti realizzati con sassi levigati dal mare sulla spiaggia Siniscola-Berchida: monumenti realizzati con sassi levigati dal mare sulla spiaggia Siniscola-Berchida: monumenti realizzati con sassi levigati dal mare sulla spiaggia

Alle spalle dell'arenile si sviluppa lo scenografico Stagno di Berchida. Lo Stagno è alimentato da Rio Berchida, il cui bacino imbrifero occupa una superficie di sei ettari, e che genera un'area stagnale legata alla dinamica fluviale, in prossimità della foce, lungo la depressione di retrospiaggia. Si tratta di un'altra area umida di grande interesse naturalistico e paesaggistico, la cui comunicazione con il mare si realizza attraverso lo sbocco naturale del torrente che lo alimenta, che in prossimità della foce opera un progressivo allargamento del suo alveo. Il ricambio idrico dipende dunque dalle interazioni tra acque provenienti dal continente e quelle della marea. Lo Stagno di Berchida è molto pescoso.

Arrivati al parcheggio per raggiungere la spiaggia di Berchida, possiamo camminare a piedi verso destra, ossia in direzione sud, oltre la spiaggia Berchida ed arriviamo alla spiaggia di Pedra Marchesa. Verso sud, oltre il confine con il Comune di Orosei, il litorale prende il nome di oasi di Bidderosa, che abbiamo già visto quando abbiamo visitato il Comune di Orosei con il suo litorale e le sua spiagge.

La spiaggia di Pedra Marchesa è formata da un arenile di grandi dimensioni, caratterizzato da sabbia candida e fine, ed affacciato su un mare verde azzurro, poco profondo. La spiaggia è quasi deserta anche in alta stagione, ed è estremamente pulita. Davanti al candido e solitario arenile si vede il piccolo scoglio chiamato Pedra Marchesa, che da il nome alla spiaggia.

Dalla spiaggia di Berchida, possiamo percorrere a piedi il litorale verso sinistra, ossia verso nord. Sino ad arrivare alla spiaggia di Cannazzellu. Questa spiaggia si può raggiungere, sempre a piedi, anche dal faro di Capo Comino, camminando lungo la costa verso sud.

La spiaggia Cannazzellu è formata da un arenile di eccezionale bellezza, quasi del tutto solitario, caratterizzato da sabbia fine e candida, ed affacciato su acque trasparenti, verdi azzurre, poco profonde. Si trova in un ambiente naturale solitario e selvaggio, ed è una spiaggia quasi deserta anche in alta stagione, estremamente pulita.

La frazione Capo Comino Informazioni turistiche

Proseguendo sulla SS125 Orientale Sarda verso nord, più avanti troviamo l'indicazione per Capo Comino. Al km 246.4 prendiamo la deviazione a destra in via del Faro, che ci porta alla frazione Capo Comino (altezza metri 24, distanza 15.2 chilometri, abitanti circa 27) con il suo villaggio turistico e l'ampia spiaggia di Capo Comino.

Nella frazione è presente la piccola Chiesa di Nostra Signora di Stella Maris. Presso di essa si celebra ogni anno la seconda domenica di agosto la Festa di Stella Maris, si conferma una delle più suggestive dell'estate, ed è un evento di grande spiritualità che richiama ogni anno centinaia di fedeli, in fila per omaggiare Nostra Signora di Stella Maris, protettrice della frazione costiera di Siniscola. La mattina si celebra la prima messa, poi nel pomeriggio dalla Chiesa di Capo Comino il simulacro della Madonna parte verso il porto di La Caletta, dove l'effige viene sistemata a bordo di un'imbarcazione, posta in testa al corteo che riaccompagna la Madonna via mare sino a capo Comino. Nel frattempo, sempre dalla Chiesa di Capo Comino, parte una processione a piedi che si reca fino alla spiaggia, per accogliere la Madonna di Stella Maris al suo arrivo e scortarla sino in Chiesa, dove in serata è prevista la messa solenne.

Siniscola-Capo Comino: la Chiesa di Nostra Signora di Stella Maris Siniscola-Capo Comino: la Festa di Nostra Signora di Stella Maris

Passata la frazione, dopo settecento metri arriviamo alla costa, qui svoltiamo a destra, e dopo altri seicento metri, passando per una pineta, raggiungiamo la costa di Capo Comino, che deve la sua fama alla lunga spiaggia di sabbia bianca e finissima che descriveremo più avanti, e ci si apre davanti agli occhi uno splendido scenario, con i suoi arenili e le sue dune sabbiose, della costa orientale sarda, con bassi cespugli di ginepro, le uniche e le più alte dune della costa orientale della Sardegna, che separano la costa da uno Stagno ove sostano aironi e fenicotteri.

Siniscola-Capo Comino: alba sulla pineta di Capo Comino Siniscola-Capo Comino: la pineta di Capo Comino Siniscola-Capo Comino-Veduta della costa di Capo Comino Siniscola-Capo Comino: le dune di Capo Comino Siniscola-Capo Comino: un ginepro sulle dune di Capo Comino Siniscola-Capo Comino: scogliere a capo Comino Siniscola-Capo Comino: scogliere a capo Comino Siniscola-Capo Comino: scogliere a capo Comino Siniscola-Capo Comino: colori a capo Comino

Sulla costa di Capo Comino si trova anche un'ampia pineta, dietro la quale si affaccia la spiaggia di Capo Comino.

Qui si sviluppa la lunga spiaggia di Capo Comino, con cale e spiagge per molti chilometri, con belle scogliere di granito rosa, ombreggiate da belle pinete, fino al vecchio faro abbandonato. L'arenile, di grandi dimensioni, è costituito da sabbia bianca e fine, e, nonostante la presenza di foglie di posidonia spiaggiate, si affaccia su un mare dal turchese, al blu cobalto, al verde scuros, poco profondo. La spiaggia non è molto affollata neanche in alta stagione. Dietro la spiaggia si trova il piccolo Stagno di Salinedda.

Siniscola-Capo Comino: la spiaggia di Capo Comino Siniscola-Capo Comino: la spiaggia di Capo Comino Siniscola-Capo Comino: la spiaggia di Capo Comino Siniscola-Capo Comino: fioritura a capo Comino Siniscola-Capo Comino: fioritura a capo Comino Siniscola-Capo Comino: fioritura a capo Comino

A poche centinaia di metri dalla costa si trovano i resti di una flotta romana del periodo di Nerone, distrutta da una tempesta. Altri relitti in queste acque sono la nave Comandante Bafile, affondata nel 1942 mentre era in navigazione da Civitavecchia a Cagliari, ed un piccolo aereo da caccia francese, un Chance Vought F4U Corsair, inabissatosi più al largo nel giugno 1963 forse a causa di un'avaria, e trascinato verso spiaggia dalle reti di un peschereccio.

Più a sud il paesaggio cambia, presentando una costa rocciosa alla cui estremità orientale è situato il faro di Capo Comino, in prossimità del capo da cui prende nome l'intera zona, che rappresenta l'estremo orientale dell'Isola, al termine del golfo di Orosei. Alcuni turisti trentini mi hanno mandato belle foto di Capo Comino d'inverno, a capodanno, raccontandomi il loro stupore nel trovare funghi il quattro gennaio nella pineta che porta dal faro di Capo Comino fino a Berchida.

Siniscola-Capo Comino: scogli lungo la spiaggia di Capo Comino Siniscola-Capo Comino: il faro di Capo Comino Siniscola-Capo Comino d'inverno: alba invernale su Capo Comino Siniscola-Capo Comino d'inverno: da Capo Comino a Tavolara in inverno Siniscola-Capo Comino d'inverno: funghi chiamate mazze di tamburo Siniscola-Capo Comino d'inverno: le prime mazze di tamburo dell'anno Siniscola-Capo Comino d'inverno: presepio nella roccia sulla strada verso Berchida

Sul lato sud della spiaggia, possiamo raggiungere facilmente la piccola isola Ruia, che dista pochi metri dalla costa, dalla quale si ha una bella veduta di tutta la costa fino all'isola Tavolara.

Siniscola-Capo Comino-Veduta di isola Ruia fino a Tavolara Siniscola-Capo Comino-Veduta di isola Ruia fino a Tavolara

L'area di Capo Comino è una zona di grande interesse naturalistico, e le sue spiagge, i fondali e l'acqua cristallina, la hanno resa una rinomata attrazione turistica. Proprio la perfetta conservazione del sistema dunale l'ha resa lo scenario selvaggio ideale per l'ambientazione di diversi film, fra i quali: «Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto», di Lina Wertmuller, del 1974, con Giancarlo Gi annini e Mariangela Melato; «Black Stallion», di Carroll Ballard, del 1979, prodotto da Francis Ford Coppola; ed alcune scene del remake del film «Travolti dal destino nell'azzurro mare d'agosto», con la regia Guy Ritchie ed interpreti Madonna, Adriano Gi annini, Jeanne Tripplehorn, Michael Beattie e Elizabeth Banks, del quale altre scene sono state girate sulla spiaggia di Cala Cartoe, lungo la costiera di Dorgali.

Resti della Tomba di giganti Su Ittichinzu

All'altezza dell'uscita per Capo Comino, arriva sulla SS125 Orientale Sarda, da ovest, la SP72 proveniente da Irgoli. Imboccata questa strada, dopo circa quattro chilometri, all'altezza del chilometro 13, prendiamo una deviazione sulla sinistra. Subito all'inizio di questa deviazione, prendiamo una sterrata sulla sinistra che fiancheggia la strada, e troviamo quasi subito, vicino alla strada, la Tomba di giganti Su Ittichinzu. È una Tomba di giganti edificata a 114 metri di altezza, in tecnica ortostatica Dolmenica, del tipo senza stele che troviamo spesso nella Sardegna meridionale. Relativamente piccola, non è in buono stato di conservazione. Restano pochi resti dell'esedra mentre si riesce a vedere la forma della camera funeraria. Scavi di questa Tomba sono stati effettuati nel 1996.

La frazione S'Ena e Sa Chitta e Su Tiliò con la spiaggia di S'Ena 'e Sa Chitta Informazioni turistiche

Proseguiamo da Capo Comino verso nord con la SS125 Orientale Sarda. Più avanti la SS125 Orientale Sarda, a circa un paio di chilometri da Capo Comino, arriva alla frazione Su Tiliò e di S'Ena e Sa Chitta (non è disponibile l'altezza sul livello del mare, distanza 13.4 chilometri dal centro di Siniscola). Si trova per primo l'insediamento turistico di Su Tiliò, alla sinistra della strada, mentre alla destra della strada si sviluppa lo Stagno di Salina Manna, subito sul retro della spiaggia di Capo Comino. Un poco più avanti, alla destra della strada, si trova il più grande insediamento turistico di S'Ena e Sa Chitta. Sulla costa si sviluppa la spiaggia di S'Ena 'e Sa Chitta, che prende il nome dall'insediamento turistico che si trova alle sua spalle.

La spiaggia di S'Ena 'e Sa Chitta è una spiaggia libera di sabbia bianca finissima e si estende verso sud per circa tre chilometri, fino alla spiaggia di Capo Comino, dove si trovano gli scogli in prossimità del vecchio faro. La spiaggia non è molto affollata neanche in alta stagione. Dietro la spiaggia si trova lo Stagno di Salina Manna, dove dimorano fenicotteri rosa e aironi, e che, con il suo sbocco nel mare, costituisce il punto di separazione tra le due spiagge.

La frazione Santa Lucia Informazioni turistiche

Siniscola-Santa Lucia: la costiera di Santa Lucia con la sua spiaggiaProseguendo verso nord con la SS125 Orientale Sarda, prima della deviazione verso l'interno per raggiungere Siniscola, al km 252.8 la deviazione sulla destra in via della Pineta o viale dei Pini ci porta, in circa un chilometro, alla frazione Santa Lucia (altezza metri 3, distanza 9.8 chilometri, abitanti circa 154), che si trova in un tratto di costa senz'altro affascinante. Si tratta di una località balneare dotata di una bella spiaggia e completamente circondata da una pineta piantata negli anni '30 del Novecento. Da antichi documenti si deduce che il porto di Santa Lucia era di origine romana e di una certa importanza, e l'esistenza nel 1003 di questo porto è documentata dallo storico Marco Roncioni, quando parla della prima spedizione della flotta pisana in Sardegna. Il paesino è stato popolato da pescatori provenienti dall'isola di Ponza. Sul lungomare dell'insediamento turistico si trova la Torre di Santa Lucia, edificata dagli Spagnoli nel diciassettesimo secolo, e, subito alla spalle della torre, troviamo una bellissima piazzetta con la Chiesa di Santa Lucia.

Siniscola-Santa Lucia: la Torre di Santa LuciaLa Torre di Santa Lucia sorge a tre metri sul livello del mare nei pressi dell'omonima Chiesetta della borgata turistica di Santa Lucia. Edificata in epoca spagnola vicino alla spiaggia a scopo difensivo, contro le incursioni dei pirati Saraceni, potrebbe essere databile al 1639, ed p stata eretta per difendere il porto, la tonnara e la costa dalle invasioni saracene, per volere e a spese dei baroni di Posada. Fino al 1867 era chiamata Torre di Santa Lucia di Posada, solo in seguito è stata denominata Torre di Santa Lucia di Siniscola. Realizzata in materiale scistoso, la Torre di forma tronco conica ha una camera interna con la volta a cupola.

La Chiesa di Santa Lucia, che è la ottocentesca Chiesa parrocchiale della frazione Santa Lucia. Dal maggio 2010 la Chiesa è chiusa al culto, a causa del crollo di una parte del controsoffitto che ha sancito l'inagibilità dell'immobile. Per consentire i lavori di recupero, così, due anni fa è partita una gara di generosità tra i fedeli, ed i lavori di ripristino sono in programma con inizio già nel 2012. Presso questa Chiesa, il lunedì dell'Angelo si svolge la Festa di Santa Lucia, con processione a piedi che, da Siniscola, porta il simulacro della Santa dalla Chiesa ed Oratorio di Nostra Signora del Rosario, dove è conservato a Siniscola, nell'omonimo borgo costiero per i festeggiamenti.

Siniscola-Santa Lucia: la Chiesetta di Santa Lucia Siniscola-Santa Lucia: la Chiesetta di Santa Lucia

Dalla Torre di Santa Lucia, verso nord ossia in direzione de La Caletta, troviamo la spiaggia di Santa Lucia, alle cui spalle si trova la bella pineta di Santa Lucia.

La spiaggia di Santa Lucia è caratterizzata da un arenile costituito da alcuni chilometri di spiaggia profonda, con la sabbia bianchissima e soffice, affacciato su un mare verde azzurro, poco profondo. L'acqua cristallina e il fondale molto basso sono ideali per i giochi dei bambini. La spiaggia, intorno alla quale si trovano bar, alberghi, ristoranti, negozi e servizi vari, non è molto affollata neanche in alta stagione, salvo nel tratto più a sud, prossimo al borgo turistico. A ridosso della spiaggia svetta una fitta pineta di pini marittimi.

Siniscola-Santa Lucia: la pineta di Santa Lucia Siniscola-Santa Lucia: la pineta di Santa Lucia sulla sabbia delle dune Siniscola-Santa Lucia: la spiaggia di Santa Lucia con la pineta alle spalle

La spiaggia di Santa Lucia è costituita da un arenile che assume diversi nomi. Incontriamo, per primo, il piccolo arenile di 250 metri della spiaggia delle Barche, dove vengono appunto ormeggiate le barche, con sabbia a grana media color panna.

Alle spalle della spiaggia di Santa Lucia, si sviluppa la palude della Caletta di Santa Lucia, quello che resta dopo la bonifica delle paludi costiere circondanti La Caletta, che sbocca in mare proprio sul litorale. Insieme allo Stagno Longo di Posada, ed alla vicina Peschiera di Su Graneri, alla foce del Rio Siniscola, la palude della Caletta di Santa Lucia è stata compresa, nel 1971, dal Gruppo Conservazione della Natura, tra i Biotopi di rilevante interesse vegetazionale, meritevoli di conservazione in Italia. Molto bella la pineta di Santa Lucia, che si stende a sud fino alla spiaggia di S'Ena 'e Sa Chitta, che abbiamo già descritto.

La frazione Iscra e Voes Informazioni turistiche

Ritorniamo dalla frazione Santa Lucia sulla SS125 Orientale Sarda e proseguiamo verso nord. A poco più di due chilometri e mezzo, arriviamo alla frazione Iscra e Voes (altezza metri 25, distanza 7.5 chilometri, abitanti circa 71), con il suo ampio insediamento turistico che si sviluppa oltre che nella località Iscra e Voes anche nelle località Avidì verso sud est, e Sa Petra Ruja verso nord est. Qui la SS125 Orientale Sarda compie una svolta a sinistra per dirigersi verso Siniscola, mentre noi proseguiamo verso nord prendendo la SP3.

La frazione La Caletta Informazioni turistiche

Dalla frazione Iscra e Voes prendiamo la strada costiera SP3 che, dopo sei chilometri, ci porta alla la frazione La Caletta (altezza metri 3, distanza 7.1 chilometri, abitanti circa 1.348), con il suo grande insediamento turistico che confine con l'abitato di San Giovanni di Posada, che si trova subito più a nord. La frazione, nella sua configurazione urbana attuale, ha origini storiche relativamente recenti, e la sua modesta dimensione urbana si conserva sino agli anni '50 del Novecento, per il fatto che la popolazione del capoluogo per la villeggiatura ed i pescatori provenienti dall'isola di Ponza, si insediano tradizionalmente nella vicina borgata di Santa Lucia. La crescita urbana di La Caletta coincide con l'insediamento turistico e alberghiero promosso da un gruppo di imprenditori milanesi agli inizi degli anni '50, e con la costruzione del porto di quarta classe nel 1958. Oggi la frazione consta di abitanti che si dedicano principalmente ad attività turistiche, commerciali e alla pesca. Verso sud, poco fuori dal centro, si trova il fiume Bèrchida, che, come la maggior parte dei corsi d'acqua sardi, purtroppo, è spesso secco, come anche lo Stagno omonimo, che abbiamo già descritto.

Siniscola-La Caletta: il porticcioloL'insediamento di La Caletta è caratterizzato, tra l'altro, dal bel Porto di La Caletta, che viene gestito congiuntamente dai comuni di Siniscola e di Posada, titolari dell'apposita concessione demaniale marittima. Nel porto, una volta solo per pescatori, è stato realizzato un attracco turistico per 100 imbarcazioni, con la pompa carburante dotata di solo gasolio e con un circolo nautico. Il porto, tra l'altro collegato con un servizio di catamarani al porto di Civitavecchia, si avvia a diventare il principale collegamento della Provincia di Nuoro con la penisola, operato dai traghetti veloci, allo scopo di alleggerire l'eccessivo traffico gravante sul porto di Olbia.

All'interno dell'abitato di La Caletta si trova la Chiesa di Nostra Signora di Fatima, che è la sua Chiesa parrocchiale. L'edificio, di modesta architettura, con pianta ad aula unica, è stato costruito dai fedeli provenienti da Siniscola nel 1954. Negli anni sono stati effettuati diversi interventi di restauro e di ampliamento della navata. La Festa di Nostra Signora di Fatima si svolge la seconda domenica di maggio, e prevede tre giorni di festeggiamenti civili e religiosi, con una solenne processione sul mare verso il borgo di Santa Lucia, per chiudere con i tradizionali fuochi d'artificio.

Siniscola-La Caletta: la Chiesa di Nostra Signora di Fatima Siniscola-La Caletta: manifesto per la Festa di Nostra Signora di Fatima

L'arenile della spiaggia di Santa Lucia continua, verso nord, con la lunghissima spiaggia de La Caletta, che arriva fino ai margini sud dell'insediamento turistico de La Caletta.

L'arenile della spiaggia de La Caletta, chiamata anche spiaggia della Peschiera o spiaggia di Su Graneri, è costituito da un litorale di tre chilometri e mezzo, largo cinquanta metri, che si può prendere dal centro di La Caletta, presso il porto, da dove si sviluppa verso sud fino a Santa Lucia. L'arenile, di grandi dimensioni, è costituito da sabbia bianca finissima, affacciato su un mare verde azzurro, poco profondo. La spiaggia non è tanto affollata neanche in alta stagione, salvo che presso i punti di accesso. In essa, e negli immediati dintorni, sono disponibili bar, alberghi, ristoranti, negozi e servizi vari.

Siniscola-La Caletta: dietro il canale Vivarelli si vede la spiaggia della Peschiera Siniscola-La Caletta: la spiaggia della Peschiera Siniscola-La Caletta: la spiaggia della Peschiera

Alle spalle della foce del Rio Siniscola, che sbocca in mare nella spiaggia de La Caletta, si sviluppa la Peschiera di Su Graneri, nella quale vengono allevati in grande quantità spigole e cefali. Per questo, la spiaggia de La Caletta viene chiamato anche spiaggia di Peschiera, o spiaggia di Su Graneri. Insieme allo Stagno Longo di Posada, ed alla vicina palude della Caletta di Santa Lucia, la Peschiera di Su Graneri, alla foce del Rio Siniscola, è stata compresa, nel 1971, dal Gruppo Conservazione della Natura, tra i Biotopi di rilevante interesse vegetazionale, meritevoli di conservazione in Italia.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Siniscola effettueremo una deviazione verso ovest all'interno per raggiungere la cittadina agropastorale di Lodè.


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