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Suelli con la Cattedrale di San Pietro ed il Nuraghe Piscu

In questa tappa del nostro viaggio, da Selegas ci rechiamo a Suelli che visiteremo con il suo centro dove si trova la Cattedrale di San Pietro ed i dintorni dove si tronao i resti dell'importante Nuraghe Piscu.

La regione storica della Trexenta

La TrexentaLa Trexenta è una regione storica della Sardegna situata nella parte settentrionale della provincia del Sud Sardegna. La regione della Trexenta si trova interamente nella provincia del Sud Sardegna ed i comuni che ne fanno parte sono Barrali, Gesico, Guamaggiore, Guasila, Mandas, Ortacesus, Pimentel, Sant'Andrea Frius, San Basilio, Selegas, Senorbì, Siurgus Donigala, Suelli. Il territorio è prevalentemente collinare nella parte orientale e più pianeggiante verso ovest. La zona della Trexenta è un susseguirsi di rigogliose campagne, dove i frutteti si alternano a vigne, oliveti e coltivazioni di cereali. Le sue condizioni climatiche, favorite anche dall'abbondanza d'acqua, determinano una rinomata produzione di vino, olio e grano.

In viaggio verso Suelli

Da Selegas proseguiamo ancora verso est sulla SP37 che, dopo due chilometri e mezzo, ci porta all'interno dell'abitato di Suelli. Dal Municipio di Selegas a quello di Suelli si percorrono 3.1 chilometri.

Il paese chiamato Suelli Informazioni turistiche

Suelli-Panorama dell'abitatoSuelli-Stemma del comuneL'abitato di Suelli (nome in lingua sarda Sueddi, metri 254, abitanti 1.169) si sviluppa sui colli Trexenta, circondato dalle alture di Seuni, Sisini e San Basilio. A Suelli saremmo potuti arrivare direttamente da Senorbì, seguendo la SS128 Centrale Sarda verso nord per tre chilometri. È facilmente raggiungibile tramite la SS128, che ne attraversa il territorio. Agevole si presenta anche il collegamento con la rete ferroviaria, dato che Suelli dispone di uno scalo proprio, lungo la linea che collega Cagliari con Isili. Il territorio comunale presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate, che vanno da un minimo di 107 a un massimo di 406 metri sul livello del mare.

Origine del nome

Il toponimo deriva dal gentilizio latino Suellius di un proprietario romano che vi possedeva una villa o una tenuta. Risulta accertato che in Sardegna cittadini romani avevano il possesso di fondi, che sfruttavano con coloni e schiavi e che amministravano non direttamente, bensì con liberti, mentre essi continuavano a vivere a Roma o in Italia.

La sua economia

L'economia di Suelli si basa soprattutto su attività di tipo agropastorale, ma il paese accanto alle tradizionali attività agricole ha sviluppato un modesto tessuto industriale. Il settore economico primario è presente con la coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vite, olivo e frutta, ed anche con l’allevamento di bovini, suini e ovini. Il settore secondario è costituito da piccole imprese che operano nei comparti alimentare, della lavorazione del legno, dei materiali da costruzione, dei laterizi, metallurgico e dell’edilizia. Il terziario non assume dimensioni rilevanti. Suelli non costituisce meta di significativo richiamo turistico, pur offrendo a quanti vi si rechino la possibilità di godere delle bellezze dell’ambiente naturale, di gustare i semplici ma genuini prodotti locali ed effettuare interessanti escursioni nei dintorni. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.

Brevi cenni storici

L'area è abitata già in epoca preistorica, come testimoniato dalla presenza nel territorio di alcuni nuraghi. Poche sono le notizie storiche relative alle sue prime vicende. Si sa che durante il medioevo la villa è sede vescovile, appartenne al giudicato di Cagliari e fa parte della curatoria della Trexenta. Verso l'inizio del dodicesimo secolo, il giudice di Cagliari Torchitorio II la dona al vescovo Giorgio, in seguito santificato con il nome di San Giorgio di Suelli. Nel 1258 cade il giudicato, ed il territorio di Suelli nel 1297 passa sotto la dominazione pisana, e più avanti, dal 1324, sotto quella aragonese, e viene incorporata nella contea di Villasor, feudo degli Alagon. Ma la donazione del feudo al vescovo viene rispettata. In virtù di quest'ultima circostanza il villaggio è citato molto per tempo e numerose volte nei documenti medievali, ed anche in epoca aragonese Suelli forma una baronia data in feudo al vescovo di Suelli. Nel 1420 la diocesi viene soppressa ed unita a quella di Cagliari, restando fino ai tempi attuali solo come sede vescovile titolare, per cui la baronia passa all'arcivescovo di Cagliari, al quale il paese viene riscattato nel 1839 con l'abolizione del sistema feudale, per cui diviene un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale. Il comune di Suelli nel 1927 viene aggregato al comune di Senorbì, dal quale nel 1947 viene nuovamente separato. Resta nella provincia di Cagliari fino alla riforma del 2016, quando il paese viene aggregato alla nuova provincia del Sud Sardegna.

Principali feste e sagre che si svolgono a Suelli

Suelli-Esibizioni del Gruppo Tradizioni Popolari SuelliA Suelli è attiva l'Associazione Culturale Gruppo Tradizioni Popolari Suelli, che svolge le sue esibizioni nel paese ed in altre località dell'Isola, con il canto dei loro brani traizionali. Tra le principali feste e sagre che si svolgono a Suelli, che allietano il borgo e richiamano visitatori dai dintorni, si segnalano il 16 e 17 gennaio, la Festa di Sant’Antonio Abate, con l'accensione del falò di Sant'Antonio; il 20 e 21 gennaio, la Festa di San Sebastiano, anch'essa con l'accensione di su foghidoni, il grande falò, durante la quale vengono serviti i parafritti, dolci fritti a forma di ciambella, che vengono serviti accompagnati dalla vernaccia; il lunedì dopo la Pentecoste, la Festa patronale dedicata a San Giorgio Vescovo; ogni anno, solitamente a metà maggio, si svolge la manifestazione denominata il Cammino di San Giorgio Vescovo; a fine luglio, la Festa di San Pietro, con una rassegna folcloristica internazionale; ad agosto, la tradizione agricola è testimoniata dalla Sagra del chicco d’oro, che si conclude con l'assaggio di vari tipi di pasta; il 15 agosto, la Festa dell'Assunta nella piccola Chiesa campestre a lei dedicata; l'ultima domenica di settembre, la Festa dei Santi Cosma e Damiano, anch'essa nella piccola Chiesa campestre dedicata ai Santi Cosma e Damiano ed all'Assunta.

Il Cammino di San Giorgio vescovo di Suelli

Suelli-Il Cammino di San Giorgio VescovoIl Cammino di San Giorgio Vescovo, trecento chilometri capaci di far scoprire il paesaggio della Sardegna centro orientale, è stato aperto di recente ed è stato studiato e segnato per ripercorrere gli itinerari di San Giorgio Vescovo durante la sua opera di evangelizzazione in Sardegna. L’obiettivo della manifestazione è quello di restituire al patrimonio dei Sardi un itinerario storico di particolare valore, che si stava perdendo e che ora arricchisce il panorama degli itinerari storico, religiosi, culturali e ambientali della Sardegna. Partendo da Suelli, dove giacciono verosimilmente le spoglie di San Giorgio, si seguono le direttrici che portano ai paesi dei Tacchi d’Ogliastra, dove il vescovo è certamente approdato ed ha predicato, per spingersi poi fino alle contrade marine di Tortolì e quindi risalire le valli che portano a Urzulei e scavalcare il Supramonte per raggiungere Orgosolo e Oliena.

San Giorgio Vescovodi SuelliSecondo gli studiosi è certo che San Giorgio Vescovo di Suelli sia stato il primo vescovo della Ecclesia Barbariensis, nominato intorno all’anno Mille sotto il Giudicato di Orzocco Torchitorio I. Giorgio, nato a Cagliari nel rione di Stampace da una famiglia modesta, sarebbe stato consacrato vescovo in giovane età per le sue grandi qualità morali e culturali, che lo rendevano idoneo alla difficile opera di evangelizzazione delle popolazioni che vivevano nelle lontane contrade orientali del Giudicato di Cagliari. Apostolo, missionario, civilizzatore di gente indomita e battagliera ma fondamentalmente buona, ha svolto un ruolo di animatore della rinascita non solo spirituale, ma anche economica e sociale di quella società arcaica, portandovi una luce nuova di vita, di speranza e di fede.

Visita del centro del paese

L’abitato, interessato da un fenomeno di forte crescita edilizia, mostra l'andamento altimetrico tipico delle località collinari. La SP37 arriva da ovest e, subito dopo il cartello segnaletico che indica l'ingresso nel paese, entra nell'abitato con il nome di via Selegas.

Arriviamo al largo Montegranatico

Entrati nell'abitato da ovest con la via Selegas, dopo duecento metri svoltiamo a sinistra nella strada che, in una cinquantina di metri, ci porta a vedere sulla destra una scalinata che porta all'ampio largo Montegranatico. Nel largo, passata la scalinata presente sulla destra, si affacciano tutte le diverse Chiese di Suelli.

Suelli-Ingresso al largo Montegranatico Suelli-Alla destra del largo Montegranatico passata la gradinata si vedono le  Chiese di Suelli

La ex Cattedrale oggi Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo

Suelli-La ex Cattedrale oggi Chiesa parrocchiale di San Pietro ApostoloSalita la scalinata alla destra della strada proveniente dalla via Selegas, ci si trova in un'ampio spazio aperto, e proprio di fronte a dove siamo arrivati si vede la facciata della Chiesa di San Pietro Apostolo, che è la parrocchiale di Suelli ed ex Cattedrale della diocesi di Suelli soppressa nel quindicesimo secolo, il cui retro si affaccia sulla via Lepanto, dove al civico numero 14 si trova la sua sede. La Chiesa si caratterizza per stili diversi sovrapposti, dato che viene citata già nel dodicesimo secolo e si ritiene sia stata costruita ad opera di maestranze toscane nel 1270 in stile romanico pisano con un'unica navata, e rifatta in stile gotico catalano dagli Aragonesi, che hanno aperto degli archi per aggiungere le capelle laterali, nell'unica navata originaria. Anche l'abside che in origine era circolare, è stata sostituita da un coro quadrato con volta a crociera. Gli Aragonesi costruiscono una bella torre campanaria quadrangolare, con finestre ogivali e cornice merlata alla sommità, ma nel 1637 viene deturpata con l'aggiunta della parte terminale per collocare una grande campana. L'attuale sistemazione del prospetto principale risale al 1869. La Chiesa Cattedrale di Suelli viene menzionata la prima volta tra il 1121 ed il 1129, quando il vescovo Pietro Pintori, con l'avallo del giudice di Cagliari Mariano II Torcotorio II de Lacon-Gunale, rende pubbliche le donazioni compiute da privati pro sanctu Petru de Suelli, e rimane sede vescovile sino al 1418, quando la diocesi di Suelli viene inglobata nell'arcidiocesi di Cagliari. Papa Benedetto XV, con breve del 15 dicembre 1921, ha concesso in perpetuo al parroco pro tempore della Chiesa di San Pietro il venerabile titolo di arciprete e qualifica di monsignore con diritto di indossare la mozzetta di lana violacea, il rocchetto ed il fiocco rosso sulla berretta.

Suelli-Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo: veduta d'insieme Suelli-Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo: facciata Suelli-Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo: veduta laterale

A sinistra si affiancano il prospetto del santuario di San Giorgio che descriveremo più avanti, e la torre campanaria, quest'ultima in stile gotico e a canna quadrata. La facciata a capanna, in stile neoromanico, ingloba alcuni elementi della facciata duecentesca. La timpanata facciata dell'edificio è caratterizzata da una spartizione in cinque specchiature, data da lesene ed essenziali e poco aggettanti capitelli. Nello specchio centrale, maggiore rispetto alle due coppie degli stessi poste ad esso laterali, si apre il portale ligneo. Caratterizza la parte superiore del prospetto una finestra vetrata. L'interno è a pianta rettangolare, con navata unica scandita da archi diaframma a sesto acuto. La navata presenta volta lignea. Al presbiterio, o capilla mayor, si accede tramite un arco ogivale, retto da semipilastri a fascio, con capitelli scolpiti. Il presbiterio, a pianta quadrangolare, ha volta a crociera stellata costolonata. Il pulpito ligneo risale al 1634.

Suelli-Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo: interno Suelli-Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo: interno

Suelli-Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo: il grande retablo ligneo di San PietroSopra l'altare maggiore è collocato l'importante grande retablo ligneo di San Pietro, costituito da tavole dipinte, suddivise da cornici intagliate. Questa notevole opera, databile tra gli anni 1533 e 1535, proviene dalla bottega cagliaritana dei Cavaro nel rione Stampace, protagonisti del nuovo corso della pittura in Sardegna nel sedicesimo secolo, e alcune sue parti sono attribuibili allo stesso Pietro Cavaro e al figlio Michele. Nella predella del retablo sono dipinti i quattro evangelisti, con al centro, in corrispondenza dello sportello del tabernacolo, la raffigurazione dell'Ecce Homo. Nei tre pannelli centrali, quelli più grandi, sono raffigurati a sinistra San Paolo, al centro in cattedra San Pietro con le insegne pontificali, ed a destra San Giorgio vescovo di Suelli. Nei tre pannelli superiori sono invece rappresentati, da sinistra a destra, l'episodio del Domine quo vadis?, la Madonna col Bambino e la liberazione di San Pietro dal carcere. Dietro l'altare sono disposti gli stalli lignei del coro. Ai lati si aprono le cappelle laterali, una a sinistra e due a destra. Nella cappella laterale sinistra è custodito l'organo a canne settecentesco, di autore anonimo, restaurato dalla ditta La Frescobalda di Varsi, che ha una tastiera di 45 note con prima ottava corta e pedaliera di 9 pedali costantemente unita alla tastiera, priva di registri propri.

Suelli-Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo: simulacro di San Giorgio Vescovo Suelli-Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo: pannelli con la vita di San Giorgio Vescovo Suelli-Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo: l'organo a canne settecentesco

Il patrono di Suelli è San Pietro Apostolo, al quale è dedicata l’ex Cattedrale, nonostante il grandissimo affetto e la devozione nei confronti di San Giorgio, che viene ormai considerato come Santo copatrono. Presso questa chiesa, ogni anno a fine luglio si svolge la Festa di San Pietro, con una rassegna folcloristica internazionale.

Il piccolo santuario di San Giorgio Vescovo

Suelli-Santuario di San Giorgio VescovoA fianco della Cattedrale, alla sua sinistra, c'è il Santuario di San Giorgio Vescovo, una piccola Chiesa che si dice sia stata costruita sul luogo di sepoltura del Santo. Ad essa si può accedere direttamente dalla Cattedrale, con cui comunica attraverso la sagrestia. Si passa per un ambiente romanico alla base del campanile, che fa immettere in un vestibolo o antisantuario, e da qui al santuario vero e proprio, che ha pianta a croce greca, con volta a botte. La facciata esterna è completamente liscia, di colore giallo tenue, con una cornice, in alto, orizzontale, ed in essa pare regnare la semplicità, infatti, anche il portone è di semplice fattura, contornato solamente da una cornice di colore bianco. All’interno del santuario sono custoditi pregevoli arredi sacri, come un elegante altare in legno policromo, un’acquasantiera in pietra scolpita, ed una splendida statua di San Giorgio. Nel vestibolo si può ammirare il retablo di San Giorgio, del diciassettesimo secolo, che illustra nei suoi scomparti la vita di San Giorgio; nel pannello superiore è raffigurata l'Incoronazione della Vergine Maria, mentre nella predella sono dipinti L'ultima cena, i pontefici sardi Simmaco e Ilario e i vescovi Lucifero ed Eusebio. Dal vestibolo l'ingresso al santuario è ornato da un'inferriata, collocata nel 1515 per volontà dell'arcivescovo di Cagliari Pietro Pilares. Dentro il santuario, un'altra inferriata protegge la nicchia dove si trova un artistico reliquiario che custodirebbe una parte del paramento liturgico di San Giorgio. Dietro l'altare si trova un altro imponente retablo ligneo dorato, in stile barocco.

Suelli-Santuario di San Giorgio Vescovo: interno Suelli-Santuario di San Giorgio Vescovo: il retablo di San Giorgio Suelli-Santuario di San Giorgio Vescovo: simulacro di San Giorgio

Il santuario è stato oggetto di restauri tra il 1999 e il 2000, e, durante questi lavori, sono stati rinvenuti, sotto l'attuale pavimento dell'antisantuario, tre strati pavimentali sovrapposti, di cui il primo sotto l'attuale è databile al dodicesimo o tredicesimo secolo, il secondo al decimo o undicesimo secolo, mentre il terzo e più profondo potrebbe risalire al sesto o settimo secolo. Al livello del secondo strato è stata rinvenuta una lastra in pietra, che copriva un pozzetto sepolcrale con all'interno alcuni frammenti di ossa, che potrebbe essere il sepolcro di San Giorgio, ma l'ipotesi non ha trovato conferma dall'indagine archeologica, anche perchè, secondo la tradizione popolare, la tomba del Santo vescovo si troverebbe lungo la parete sinistra del santuario.

Suelli-Processione per la Festa di San Giorgio VescovoLa Festa di San Giorgio, la più sentita e seguita dai fedeli di Suelli che ripete da otto secoli, è una delle sagre più tradizionali e suggestive della Trexenta, che richiama fedeli perfino dal Sarrabus, dal Parteolla e dal Campidano. Vasto il programma delle manifestazioni religiose e civili di questa Festa che inizia il giovedì precedente con la tradizionale circa de is carrus, seguita, il venerdì, dall'altrettanto tradizionale marcia verso il monte di Suelli, che un tempo si effettuava con i carri, ora veicoli agricoli motorizzati, quali il trattore. La domenica, solenne processione e la notte spettacolo musicale e balli in piazza. Il lunedì di Pentecoste è il giorno principale dei festeggiamenti, che terminano il martedì seguente, e durante questi giorni si seguono manifestazioni civili, fuochi artificiali, trattenimenti danzanti e gare culturali e sportive.

La Chiesa di Nostra Signora del Carmine

Suelli-Chiesa del CarmineNella piazza davanti alla Cattedrale, alla destra di questa, si trova la Chiesa di Nostra Signora del Carmine, dedicata alla Madonna del Carmelo. Edificata tra il quindicesimo ed il sedicesimo secolo in stile romanico, ha una facciata semplice, quadrangolare in pietra, al centro della quale si apre un pregevole portone ligneo architravato con arco di scarico modanato di forma ogivale, sormontato da una finestra vetrata. Sopra il terminale piano del prospetto è posto un ampio campanile a vela, con bifora ogivale e dotato di due campane. La struttura muraria dell'edificio è realizzata con pietrame del luogo, le murature interne ed esterne si presentano come erano originariamente con parametri murari esterni ed interni a vista. All'esterno, sui lati più lunghi, in corrispondenza degli archi e dei muri di testata, sono presenti dei contrafforti ad completamento delle sezioni murarie reagenti. L'edificio si presenta caratterizzato da una unica navata con copertura lignea, ripartita in tre campate da archi ogivali in pietra ben squadrata, poggianti su paraste con imposte aggettante in pietra modanate che reggono la travatura lignea. La navata, a pianta rettangolare, evidenzia sul lato destro, un vano aggiunto che funge da sacrestia, mentre sul lato sinitro un portale situato tra due contrafforti permette l'accesso al giardino. Il tetto è realizzato con orditura di travi di legno, parallele ai lati più lunghi, interrotte, in corrispondenze degli archi da travi trasversali e a vista.

Suelli-Chiesa del Carmine: facciata Suelli-Chiesa del Carmine: interno Suelli-Chiesa del Carmine: il retablo sopra l'altare Suelli-Chiesa del Carmine: simulacri vicino al pulpito ligneo Suelli-Chiesa del Carmine: l'acquasantiera

La Chiesa del Carmine conserva al suo interno un prestigioso patrimonio storico artistico oggetto di numerosi interventi di restauro. Tra le opere di particolare pregio vanno ricordati l'altare ligneo policromo, la balaustra, il pulpito ligneo, numerosi simulacri, ed una antica acquasantiera.

La ex Chiesa di Sant'Antonio nota anche come Chiesa del Rosario

Suelli-Chiesa di Sant'Antonio nota anche come Chiesa del RosarioAll'altro lato della piazza, di fronte al santuario di San Giorgio Vescovo, si trova quella che era la Chiesa di Sant’Antonio, un edificio di culto noto anche con il nome di Chiesa del Rosario. Non si hanno notizie certe sull’anno di edificazione ma si suppone sia stata edificata intorno al quindicesimo o sedicesimo secolo, né su come si presentasse anticamente la struttura che è stata visibilmente rimaneggiata. Attualmente si presenta a pianta rettangolare a navata unica con copertura in legno sorretta da archi a sesto acuto. La copertura del tetto a doppio spiovente è realizzata in tegole. La facciata quadrata è sormontata da un campanile a vela e arricchita alla base da un basso muretto. Alcuni gradini garantiscono l’attuale accesso, che precedentemente, intorno agli anni Sessanta del Novecento, era situato sul lato sinistro, lungo il largo Montegranatico.

Suelli-Chiesa di Sant'Antonio nota anche come Chiesa del Rosario: veduta d'insieme Suelli-Chiesa di Sant'Antonio nota anche come Chiesa del Rosario: facciata

Intorno alla metà dell'Ottocento, a seguito della legge sulla confisca dei beni ecclesiastici, viene venduta alla Cassa Agraria e diventa un Monte Granatico, una sorta di banca dove si effettuava il prestito di grano ai contadini bisognosi, i quali si impegnavano a restituirlo dopo il raccolto con una maggiorazione di circa il cinque per cento. Viene in seguito riscattata da Monsignor Cardus intorno al 1970, e ristrutturata poiché visibilmente danneggiata. Attualmente l’edificio è sconsacrato, ma al suo interno conserva ancora l’acquasantiera e il tabernacolo a simboleggiare la sua antica origine.

Il Municipio

Suelli-Il Municipio di SuelliPassato il punto in cui parte sulla destra il largo Montegranatico, la via Selegas prosegue per circa centosettanta metri, fino a sboccare sulla via Provinciale in corrispondenza della piazza Municipio. Qui, al civico numero 1 della piazza Municipio, si affaccia l'edificio nel quale si trova il Municipio di Suelli, con la sua sede e gli uffici che forniscono i loro segrvizi agli abitanti di Suelli, ossia Affari Generali, Segreteria e Commercio, Cultura, Edilizia Privata, Edilizia Pubblica, Polizia Locale, Ragioneria e Bilanci, Servizi Demografici, Servizi Manutentivi, Servizi Sociali, e Tributi.

La Palestra Comunale

Da dove con la via Selegas siamo arrivati in piazza Municipio, prendiamo a destra la via Provinciale, che si dirige verso sud, la seguiamo per centotrenta metri e, dove la strada curva verso sinistra, svoltiamo leggermente a destra e prendiamo la via XX Settembre. Dopo poco più di cento metri lungo la via XX Settembre, prendiamo a sinistra la via San Giorgio e, dopo una cinquantina di metri, vediamo alla destra della strada, al civico numero 5, il cancello di ingresso del complesso delle Scuole Elementari e Medie.

Suelli-Scuole Elemtari e Medie: ingresso Suelli-Palestra Comunale: esterno Suelli-Palestra Comunale: interno

All'interno di questo complesso scolastico si trova la Palestra Comunale di Suelli, all'interno della quale si svolgono attività di diversi tipi di discipline, tra le quali principalmente la Pallavolo.

La Stazione Ferroviaria di Suelli

Suelli-La Stazione Ferroviaria di SuelliL'abitato è attraversato dalla ferrovia che collega Cagliari con Isili, ed è dotato di una fermata ferroviaria nella parte sud del paese, fermata nella quale effettuano sosta i treni a cura dell'ARST con destinazione Monserrato, Mandas e Isili. Per raggiungere la stazione, da dove con la via Selegas siamo arrivati in piazza Municipio, prendiamo a destra la via Provinciale, che si dirige verso sud, la seguiamo per trecentocinquanta metri, poi svoltiamo a sinistra nella via della Stazione, che, in un'ottantina di metri, ci porta davanti alla Stazione Ferroviaria di Suelli. Lo scalo viene realizzato negli anni ottanta dell'Ottocento durante la fase di costruzione della linea tra Cagliari e Isili da parte della Società italiana per le Strade Ferrate Secondarie della Sardegna, venendo inaugurato nel 1888. Le Strade Ferrate Secondarie della Sardegna mantengono il ruolo di concessionaria della stazione sino al 1921, anno del passaggio di linea e stazione alla Ferrovie Complementari della Sardegna, a cui seguono nel 1989 la Ferrovie della Sardegna, dal 2008 come ARST Gestione Ferrovie della Sardegna, e nel 2010 l'ARST, che sottopone lo scalo a lavori di ristrutturazione svolti in contemporanea alla sostituzione dell'armamento sulla ferrovia. L'intervento porta alla dismissione dello scalo merci dell'impianto, alla realizzazione di una nuova banchina e soprattutto alla trasformazione della stazione in fermata, con la rimozione di tutti i binari al di fuori di quello di corsa.

La settecentesca Casa Ruda

Suelli-Casa Ruda: portone di ingressoDa dove con la via Selegas siamo arrivati in piazza Municipio, prendiamo a sinistra la via Provinciale, che si dirige verso nord, la seguiamo per centoventi metri poi svoltiamo a sinistra nella via Breve, che dopo una quarantina di metri continua nella via Centrale. Presa la via Centrale, poco più avanti vediamo sulla sinistra, al civico numero 6, il primo portone di ingresso della Casa Ruda, un significativo esempio di abitazione nobile campidanese, con altri portoni di ingresso ai successivi numeri civici. È un complesso di notevoli dimensioni, che si articola in accoglienti corti e giardini. Varcando il bel portale che ne rappresenta il simbolo si ha la dolce sensazione di un salto all'indietro nel tempo, a quel Cinquecento in cui i Ruda giunsero dalla lontana Catalogna per insediarsi nei territori dei Campidani, che sarebbero poi diventati Conti di San Lorenzo e Baroni di Furtei.

Suelli-Casa Ruda: cortile interno Suelli-Casa Ruda: entrando nella casa Suelli-Casa Ruda: sala per le feste

Oggi la Casa Ruda, i cui locali sono stati restaurati con attenzione e buon gusto, è stata trasformata in una Casa Museo con interessanti testimonianze documentali della vita e della cultura agropastorale della Trexenta. I locali, restaurati con attenzione e buon gusto, ospitano congressi, cerimonie di premiazione, incontri culturali, feste di matrimoni e serate in onore di ospiti illustri.

La Zona Sportiva Comunale

Da dove con la via Selegas siamo arrivati in piazza Municipio, prendiamo a sinistra la via Provinciale, che si dirige verso nord, la seguiamo per cinquecento metri, poi svoltiamo a destra nella via Armando Diaz, dopo un centinaio di metri svoltiamo a sinistra e prendiamo la via Campo Sportivo. Seguiamo la via Campo Sportivo per circa duecento metri, e vediamo, alla destra della strada, l'ingresso della Zona Sportiva Comunale. Al suo interno di trova un Campo da Calcetto, ossia da Calcio a cinque, con fondo in erba sintetica, dotato di tribune per 300 spettatori, nel quale gioca l'Associazione Sportiva Dilettantistica Suelli. Poco più avanti, subito dopo il Campo da Calcetto, è presente un Campo da Tennis, che non è dotato di tribune.

Suelli-Zona Sportiva Comunale: ingresso Suelli-Zona Sportiva Comunale: Campo da Calcetto ossia da Calcio a cinque Suelli-Zona Sportiva Comunale: Campo da Tennis Suelli-Zona Sportiva Comunale: Campo da Hokey su prato

All'interno di questa zona sportiva, alla sinistra del Campo da Calcetto, si trova inoltre un Campo da Hokey su prato, con fondo anch'esso in erba sintetica, dotato di tribune in grado di ospitare 450 spettatori, nel quale gioca l'Hockey Club Suelli, che si è reso noto in campo nazionale italiano nei campionati di hockey su prato.

Il Cimitero di Suelli

Suelli-Il Cimitero Comunale di SuelliIl Cimitero si trova subito ai limiti del centro dell'abitato di Suelli. Da dove con la via Selegas siamo arrivati in piazza Municipio, prendiamo a sinistra la via Provinciale, che si dirige verso nord, la seguiamo per settecentocinquanta metri e, poco prima che la strada esca dall'abitato verso Senorbì con il nome di SS128 Centrale Sarda, all'altezza del cartello segnaletico che indica il chilometro 23 della SS128, vediamo, alla destra della strada, il muro di cinta con il cancello di ingresso del Cimitero Comunale di Suelli

Visita dei dintorni di Suelli

Nei dintorni di Suelli sono stati portati alla luce i resti della necropoli di Costa Baugodi o Pranu Siara, e di quella di Santu Perdu; dei Nuraghi complessi Piscu, Planu Senis, Serralori; del Nuraghe Nuraxi Scroxiau di tipologia non meglio definibile; dei Nuraghi Bia, Corru Cottu, Planu su Teulargiu, Ruina Coa, Ruina Xioris, Saccaionis, su Nomini Malu, tutti di tipologia indefinita.

La cappella della fonte di San Giorgio

Suelli-Cappella della fonte di San GiorgioPassato il Cimitero Comunale di Suelli, dopo meno di un centianio di metri lungo la SS128 Centrale Sarda verso Senorbì si trova il cartello segnaletico che indica l'uscita dall'abitato. Subito dopo questo cartello, prendiamo a destra una stretta strada che si muove sulla destra inizialmente quasi parallela alla strada statale. Percorsi due chilomteri e duecento metri, di vede, alla destra di questa stretta strada, la cappella della fonte di San Giorgio. Si tratta di una piccola cappella in muratura, che fino al 2007 era intonacata di bianco, ed in seguito è stata riportata alla sua struttura iniziale. Il tetto è a capanna in tegole, sormontato da una piccola croce. All'interno è collocata una piccola statua di San Giorgio Vescovo. Pare che la cappella sia stata predisposta a testimonianza del miracolo del Santo, che avrebbe fatto sgorgare una sorgente per dissetare il suo seguito.

Suelli-Cappella della fonte di San Giorgio Suelli-Cappella della fonte di San Giorgio Suelli-Cappella della fonte di San Giorgio

Resti del Nuraghe complesso Piscu

Suelli-Nuraghe PiscuDa Suelli prendiamo la SS128 Centrale Sarda verso Senorbì e, dopo due chilometri e novecento metri dal cartello segnaletico che ha indicato l'uscita dall'abitato, vediamo sulla sinistra della strada, il Nuraghe Piscu, monumento simbolo della civiltà nuragica che ha occupato in passato un ruolo di primissimo piano su tutto il territorio della Trexenta. Il suo nome deriva forse da de su piscu, ossia del vescovo. Si tratta di un Nuraghe complesso edificato a 352 metri di altezza in pietra marna calcare, costituito da un mastio di forma troncoconica a tholos con due camere sovrapposte, e quattro torri costruite in tempi successivi, di cui due sono quasi completamente demolite. Due delle torri laterali sono addossate l'una all'altra, unite da un bastione con un camminamento. All'interno c'è un piccolo cortile che consente l'accesso a tre delle quattro torri. In un vano all'interno delle mura è presente un pozzo. La torre principale misura cinque metri di diametro ed è costruita con grandi massi regolari. Intorno al Nuraghe si trovano i resti di un villaggio nuragico con capanne di pietra circolari e quadrangolari, difeso da un antemurale.

Suelli-Nuraghe Piscu Suelli-Nuraghe Piscu Suelli-Nuraghe Piscu Suelli-Nuraghe Piscu Suelli-Nuraghe Piscu

Gli scavi che lo hanno portato alla luce sono stati eseguiti nel 1860 da privati cittadini, mentre l'esplorazione sistematica e il consolidamento del complesso furono effettuati tra il 1980 e il 1988 dall'archeologo Vincenzo Santoni. Reperti rinvenuti risalgono al periodo che va Bronzo medio fino all'epoca orientalizzante, ossia la settimo secolo avanti Cristo. Il complesso nuragico, di elevata importanza archeologica, è oggi chiuso al pubblico in quanto pericolante e protetto dalle autorità del luogo.

La cappella della Madonna della croce vicino ai resti della necropoli di Costa Baugodi o Pranu Siara

Suelli-Cappella della Madonna della croceDal Municipio di Suelli prendiamo la via Selegas verso ovest, la seguiamo per centosettanta metri, poi svoltiamo a destra nella strada che, in una cinquantina di metri, ci porta a vedere sulla destra una scalinata che porta all'ampio largo Montegranatico. Da questa strada si prosegue nella piazza Giuseppe Mazzini, dalla quale, dopo un centinaio di metri, si prende a destra la via Cavour, dopo un centianio di metri si svolta a sinistra nella via Mandas, dopo duecento metri si svolta a sinistra nella via Monte Zinniga, che in un'ottantina di metri sbocca su una strada che prendiamo verso destra. Seguiamo questa strada per ottocento metri, fino ad arrivare davanti alla cappella della Madonna della croce, che si trova a poca distanza dai resti della necropoli di Costa Baugodi o Pranu Siara, costituita da tra Tombe di giganti, che si trovano poco più a nord.

Suelli-Resti della necropoli di Costa Baugodi o Pranu Siara Suelli-Resti della necropoli di Costa Baugodi o Pranu Siara Suelli-Resti della necropoli di Costa Baugodi o Pranu Siara

Il parco dei Santissimi Cosma e Damiano con la Chiesa campestre della Vergine Assunta

Dal Municipio di Suelli prendiamo la via Selegas verso ovest, la seguiamo per un centinaio di metri, poi a sinistra la via Brotzu, e, dopo un'ottantina di metri, di nuovo a sinistra la via Aldo Moro. Seguiamo la via Aldo Moro fuori dall'abitato verso sud ovest, e, dopo ottocento metri, vediamo, alla sinistra della strada, l'ingresso del parco dei Santissimi Cosma e Damiano, ubicato in aperta campagna, a breve distanza dal centro abitato, situato su di un piccolo pianoro che proprio in quel punto degrada bruscamente nella valle del Rio Cixi. La località diventa talvolta centro di culto e di svago, mentre anticamente era anche punto di incontro tra commercianti e contadini che coglievano l'occasione per scambiarsi i loro manufatti e prodotti dolciari. Il parco è caratterizzato dalla presenza di numerosi ulivi secolari, ma soprattutto dalla piccola Chiesa dei Santissimi Cosma e Damiano, considerata anche la Chiesa dedicata alla Vergine Assunta, risalente alla fine del sedicesimo secolo, che fu la parrocchiale dell'antico villaggio ormai scomparso di Sitgi o Cixi.

Suelli-Parco dei Santissimi Cosma e Damiano Suelli-Parco dei Santissimi Cosma e Damiano Suelli-Parco dei Santissimi Cosma e Damiano
In occasione della Festa dell'Assunta, il 15 agosto viene celebrata la messa in parrocchia, ed a seguire, una processione alla piccola Chiesa dedicata all'Assunta, situata nel parco dei Santi Cosma e Damiano. Presso questa chiesa, inoltre, l'ultima domenica di settembre si celebra la Festa dei Santi Cosimo e Damiano, i cui simulacri sono portati in processione la sera del vespro e ricondotti in parrocchia la sera del giorno solenne.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Suelli ci recheremo a Siurgus Donigala caratterizzato dalla produzione della croce del pane e dalla processione dei ceri, con i dintorni nei quali si trova parte del lago di Mulargia.


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