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Tresnuraghes dove è nato Giovanni Pintori con la sua bella costiera e con la frazione turistica di Porto Alabe

In questa tappa del nostro viaggio, da Magomadas ci recheremo a Tresnuraghes dove è nato lo scultore Giovanni Pintori, che visiteremo con il suo centro ed i dintorni con la sua costiera nella quale si trovano i suoi siti archeologici e le sue spiagge.

La regione storica della Planargia

La PlanargiaLa Planargia è una piccola regione sulla costa occidentale della Sardegna. Si tratta di un vasto e fertile altopiano vulcanico che si estende dal Marghine fino al mare, fra i territori di Villanova a nord ed il Montiferru a sud, attraversato dalla valle del fiume Temo. Il nome deriva dall'andamento pianeggiante della sua conformazione geografica. La Planargia si trova interamente in provincia di Oristano ed i comuni che ne fanno parte sono Bosa, Flussio, Magomadas, Modolo, Montresta, Sagama, Sindia, Suni, Tinnura e Tresnuraghes. Regione fortunata per la sua posizione geografica e per il clima mite tutto l'anno, la Planargia occupa un posto rilevante nella produzione vitivinicola della Sardegna, grazie soprattutto alla malvasia di Bosa. La Planargia si sviluppava interamente nella provincia di Nuoro, ma, dopo la nascita della nuove province della Sardegna, tutta la sua zona costiera è stata portata all'interno della provincia di Oristano.

In viaggio verso Tresnuraghes

Usciamo da Magomadas sulla SP35 che seguiamo per trecento metri dalla piazza dove c'è il Monumento ai caduti, poi la strasa provinciale si immette sulla SS292 Nord Occidentale Sarda proveniente da Suni che in poche centinaia di metri ci fa entrare nell'abitato di Tresnuraghes. Dal Municipio di Magomadas a quello di Tresnuraghes si percorrono 1.5 chilometri.

Il comune chiamato Tresnuraghes Informazioni turistiche

Tresnuraghes-Veduta dell'abitatoTresnuraghes-Stemma del comuneA parte Bosa,Tresnuraghes (altezza metri 257, abitanti 1.362) è il più importante centro della Planargia, al confine con la regione del Montiferru. Si può dire che appartiene a quest'ultima regione per la struttura geomorfologica del territorio, mentre appartiene alla Planargia per le sue vicende storiche e culturali. Si tratta di un comune rivierasco di origine nuragica che alle tradizionali attività agricole ha affiancato un modesto tessuto industriale. Il territorio comunale, classificato di collina, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate. Ha nei dintorni una bella costiera, da Foghe a Porto Alabe, con ampie spiagge, formata da rocce di colore rosso vivo a strapiombo sul mare, di fronte alle quali si vedono i faraglioni neri di corona Niedda.

Origine del nome

Il comune prende il caratteristico nome dall'antica presenza di tre nuraghi che erano presenti all'interno dall'abitato, dei quali due sono ormai scomparsi da tempo, mentre del terzo ossia del nuraghe su Bastione restano a tutt'oggi solo pochi metri di filatura.

La sua economia

Per quanto riguarda il settore primario della sua economia, il suo perno è l’agricoltura, che rappresenta una fonte di sostentamento importante per la popolazione locale. Le coltivazioni più diffuse sono quelle di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, olivo, agrumi uva e altra frutta. Si pratica anche l’allevamento, di bovini, ovini, caprini, equini, suini e avicoli. Relativamente al settore secondario, il sistema produttivo trae sostentamento anche dall’industria che costituisce un’importante fonte di occupazione. Si registrano aziende che operano nei comparti della produzione alimentare, della metallica, della materie plastiche e dell’edilizia. Il terziario non assume dimensioni rilevanti. Lo stupendo panorama, la ricchezza della sua zona costiera con spiagge e rocce a strapiombo, il notevole patrimonio archeologico accompagnati dai numerosi prodotti tipici locali, rappresentano una ragione sufficiente per attirare un notevole flusso turistico. È possibile, tra l’altro, effettuare un viaggio turistico a bordo del Trenino Verde con locomotive d’epoca restaurate, che, su tratte ormai recuperate solo a scopo turistico, come la Macomer-Bosa, porta a conoscere piccoli borghi dell’interno immersi in un paesaggio selvaggio. Le strutture ricettive, comprendenti vari agriturismi, offrono possibilità di ristorazione e di soggiorno.

La viticoltura con le uve per la produzione della Malvasia di Bosa

Modolo-Stemma del comuneLa produzione più rinomata è quella vitivinicola, in particolare del vino bianco prodotto con il vitigno Malvasia di Sardegna, ed il paese rientra nell'area di produzione del vino Malvasia di Bosa DOC. La Malvasia di Bosa deve venir prodotta con almeno il 95% di uva Malvasia di Sardegna, condizione più severa rispetto a qualsiasi altro vino DOC in Sardegna, lasciando solo il 5% di margine per la presenza di varietà diverse nei vigneti, che viene permesso solo per permettere l'impollinazione incrociata nei vigneti, a condizione che poi i produttori cerchino di escludere queste uve nella produzione del vino. La zona di produzione delle uve atte a produrre la Malvasia di Bosa comprende territori nei Comuni di Bosa, Flussio, Magomadas, Modolo, Suni, Tinnura e Tresnuraghes, tutti in Provincia di Oristano.

Brevi cenni storici

Il territorio è abitato già in epoca prenuragica e nuragica come dimostrato dai resti rinvenuti nel paese e nei dintorni. Nel medioevo appartiene al giudicato del Logudoro e fa parte della curatoria della Planargia. Nel 1259, alla caduta del giudicato, viene governato dai Malaspina e successivamente nel 1308 entra a far parte del Giudicato di Arborea. Intorno al 1420 passa sotto il dominio aragonese nel regno di Sardegna e diviene un feudo, concesso nel 1430 a Guglielmo Raimondo de Moncada, poi confiscata dalla Corona, che la cede nel 1468 alla famiglia Villamarì. Nel 1469 il feudo viene concesso al cagliaritano Antonio Brondo, a cui viene confiscato nel 1670. Nel 1698 appartiene alla famiglia Olives e infine nel corso del diciottesimo secolo viene incorporata nel marchesato della Planargia, periodo durante il quale dal 1756 passa per vie ereditarie alla famiglia dei Paliacio, i cui discendenti assumono i titoli di marchese della Planargia ed i primogeniti di conti di Sindia, marchesato che viene incorporato nel diciottesimo secolo dai Savoia, che confermano il possesso dei Paliacio. Viene riscattato agli ultimi feudatari nel 1839 con la soppressione del sistema feudale e diviene un comune autonomo. Nel 1927 il comune di Tresnuraghes viene trasferito dalla provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, alla neonata provincia di Nuoro. Successivamente nel 2003, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene trasferito da questa nella provincia di Oristano.

Alcuni dei principali personaggi legati a Tresnuraghes

A Tresnuraghes è nato nel 1912 il pittore e designer Giovanni Pintori.

Il pittore e designer Giovanni PintoriIl pittore e designer Giovanni Pintori nasce nel 1912 a Tresnuraghes da genitori originari di Nuoro, dove la sua famiglia fa ritorno nel 1918. Nel 1930 una borsa di studio lo fa accedere, insieme a Salvatore Fancello di Dorgali, all'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Monza. L'anno successivo stringe amicizia con Costantino Nivola di Orani, che diventerà uno dei più grandi scultori del secolo, anch'egli arrivato con una borsa di studio. Lavori del grafico e pubblicitario Giovanni PintoriConclusi gli studi, nel 1936 inizia a collaborare con l'Ufficio Tecnico Pubblicità della Olivetti di Ivrea, società dove già lavora Nivola, e nel 1940 ne diventa il responsabile. Produce materiale pubblicitario di ogni genere, manifesti, pagine pubblicitarie, insegne. Nel 1950 ottiene il primo di una lunga serie di riconoscimenti: la Palma d'Oro della Federazione Italiana Pubblicità. Dopo la morte di Adriano Olivetti nel 1960, continua a raccogliere prestigiosi riconoscimenti internazionali come il Typographic Excellence Award del Type Directors Club di New York. Nel 1967 lascia la Olivetti per iniziare a lavorare come libero professionista e negli ultimi anni torna a dedicarsi solamente alla pittura. Muore a Milano nel 1999.

Le principali feste e sagre che si svolgono a Tresnuraghes

Tresnuraghes-Il Gruppo Folk San Giorgio MartireA Tresnuraghes è attivo il Gruppo Folk San Giorgio Martire, nelle cui esibizioni nel paese ed in altre località dell'Isola è possibile ammirare il costume tradizionale del posto. Tra le principali feste e sagre che si svolgono a Tresnuraghes vanno citate, 16-17 gennaio, la festa di Sant'Antonio Abate con l'accensione del grande falò in onore del Santo; il 23 aprile, la festa patronale di San Giorgio; il 25 aprile, la festa di San Marco presso il suo santuario campestre; a fine maggio, il concorso Tresnuraghes in fiore, che consiste nell' abbellimento di balconi, finestre, davanzali, angoli ma anche di portoni e aiuole, con le decorazioni che devono essere all'esterno delle abitazioni, interamente apprezzabile dalla strada; a giugno, la festa di Sant'Antonio da Padova; il 16 luglio per la festa della Madonna del Carmelo; il 29 luglio, la festa di Nostra Signora di Bonaria a Porto Alabe; l'8 agosto, la festa di San Ciriaco; sempre ad agosto, il 10 agosto la festa di San Lorenzo; da una diecina di anni si svolge la sagra del vino Malvasia, nella quale oltre al prezioso vino si possono trovare i prodotti tipici con i rispettivi utensili usati per la lavorazione, e viene anche esposta la tipica biancheria per la casa come tappeti, tende, lenzuola e coperte fatte con antichi telai a mano oltre ai diversi cestini confezionati a mano che venivano usati dalle massaie in cucina; la prima domenica di settembre, si ripete la festa di San Marco presso il suo santuario campestre.

Visita del centro del paese

L'abitato, che ha conservato la sua impronta rurale senza lasciarsi condizionare dal cambiamento dei tempi, come dimostra l'assenza di evidenti segni di espansione edilizia, ha l'andamento altimetrico tipico delle zone di collina. Arriviamo a Tresnuraghes con la SS292 Nord Occidentale Sarda che, passato il cartello segnaletico che indica l'ingresso all'interno dell'abitato, diventa la via Roma che percorre tutto il paese da nord a sud.

La stazione ferroviaria di Tresnuraghes-Cuglieri-Magomadas

Tresnuraghes-La stazione ferroviaria di Tresnuraghes-Cuglieri-MagomadasArrivando a Tresnuraghes, passato il cartello segnaletico che indica l'ingresso all'interno dell'abitato, percorriamo poche decine di metri lungo la via Roma, poi svoltiamo a sinistra e, in una cinquantina di metri, raggoingiamo la piazza della Stazione, sulla quale si affaccia la stazione ferroviaria di Tresnuraghes-Cuglieri-Magomadas, già stazione di Tresnuraghes, posta lungo la linea che collega Macomer con Bosa. Lo scalo è nato nell'ultima parte dell'Ottocento e inaugurato nel 1888 dalle Strade Ferrate Secondarie della Sardegna, realizzato insieme alla ferrovia a scartamento ridotto tra Macomer e Bosa. Successivamente l'impianto passa nel 1921 alla gestione delle Ferrovie Complementari della Sardegna, continuando la sua attività sino al 1981, quando la linea viene chiusa per le cattive condizioni dell'armamento ferroviario. Riprenee a vedere il transito dei treni nel 1982, ma la carenza di finanziamenti porta a riattivare solo il tronco di ferrovia tra l'impianto e Macomer tramutando la stazione nel nuovo capolinea occidentale della ferrovia. Nel 1989 alle Ferrovie Complementari della Sardegna subentra la gestione delle Ferrovie della Sardegna, la quale ripristina anche il tracciato che dalla stazione giunge a Bosa Marina, riaperto per soli usi turistici nel 1995, e due anni dopo a tale impiego viene destinato anche il tratto tra Macomer e Tresnuraghes. Quindi dal 1997 la stazione cessa ogni attività correlata al trasporto pubblico su ferrovia, e da allora l'impianto, passato nel 2010 all'ARST, viene utilizzato per le corse del Trenino Verde, effettuate principalmente in periodo estivo.

Il Monumento ai caduti

Tresnuraghes-Il Monumento ai caduti in guerra di TresnuraghesPercorsi circa seicento metri da dove abbiamo imboccato la via Roma, si vede alla sinistra della strada subito prima della traversale via Alfonso Lamarmora, in uno slargo all'altezza del civico numero 115 della via Roma denominato piazza dell'Ulivo, il Monumento ai caduti in guerra di Tresnuraghes. L'alta struttura posta sopra un supporto è costituida da un insieme di grandi blocchi decorati di trachite locale rosa, ed essa funge da supporto per una lunga lapide bianca sulla quale sono riportati i nomi dei caduti di Tresnuraghes in tutte le guerre.

La chiesa di San Lorenzo

Tresnuraghes-La facciata della chiesa di San LorenzoPassata la piazza dell'Ulivo, proseguiamo verso sud ovest lungo la via Roma per un'altra cinquantina di metri, e vediamo, alla destra della strada tra diversi edifici, la facciata della chiesa di San Lorenzo. Si tratto di una chiesa seicentesca, con facciata e stipiti lavorati in trachite rossa, che è stata fatta costruire nel 1685 dal vescovo di Bosa, il quale vi ha fatto anche realizzare un altare di legno dorato, che ora purtroppo è andato perduto. La chiesa di San Lorenzo ha avuto un radicale intervento di restauro negli anni ottanta del Novecento. Architettonicamente si presenta ad un'unica navata, con pianta rettangolare e con un altare rialzato. Attualmente, vi si celebrano il 10 agosto i riti religiosi per la festa di San Lorenzo, ed il 16 luglio per la festa della Madonna del Carmelo.

I pochi resti del nuraghe su Bastione

Proseguendo verso sud ovest lungo la via Roma per una cinquantina di metri, svoltiamo a destra e prendiamo la via della Parrocchia, dopo una trentina di metri svoltiamo a sinistra per rimanere sulla via della Parrocchia che seguiamo per un'altra settantina di metri, fino a dove la strada sbocca in uno slargo alla sinistra della chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire. Se svoltiamo a destra prendiamo la via Grazia Maria Poddighe e, dopo una quarantina di metri, parte verso destra la via Nuraghes, alla destra della quale si trovava il nuraghe su Bastione. Ricordiamo che il nome dell'abitato deriva dell'antica presenza di tre nuraghi che erano presenti al suo interno, dei quali due sono ormai scomparsi da tempo, mentre del terzo ossia del nuraghe su Bastione restano a tutt'oggi solo pochi metri di filatura visibili al di sotto di una abitazione moderna appunto in via Nuraghes.

La chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire

Alla sinistra di dove siamo arrivati allo slargo con la via della Parrocchia, parte la via San Giorgio, seguando la quale, alla sua sinistra, si affaccia la ottocentesca chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire la cui facciata si presenta in stile neoclassico con una sua monumentalità sottolineata dall'uso della pietra a vista. La chiesa è stata riedificata su un primo impianto cinquecentesco, che si stabilì di ricostruire affidando il progetto all'architetto e stuccatore bosano Antonio Pinna. Si conoscono in dettaglio le vicende della ricostruzione della chiesa e dei contrasti subiti dal Pinna da parte del capomastro sassarese Vittorio Fogu che ne contestava l'appalto avocandolo a sé. Il 31 marzo 1835, tuttavia, il vescovo di Bosa Francesco Maria Tola stipulava il contratto con l'architetto, che si impegnava a concludere i lavori per la somma di 6000 scudi. Vinte le pretese del Fogu e terminata nel 1838 la struttura della chiesa, il Pinna procedette l'anno seguente alla realizzazione dell'altare maggiore in stucchi lucidi. La facciata si caratterizza per il rigore neoclassico, spartita in cinque specchi da sei lesene con capitelli ionici in trachite a vista, ed è conclusa da un timpano triangolare con cornici a dentelli. Sui lati, in corrispondenza delle paraste d'angolo e compenetrati al prospetto, si elevano due campanili simmetrici, a sezione quadrata a spigoli smussati, con finestre archiacute e cupolini rococò che terminano con una guglia piramidale.

Tresnuraghes-Chiesa parrocchiale di San Giorgio: esterno Tresnuraghes-Chiesa parrocchiale di San Giorgio: la cupola esterna Tresnuraghes-Chiesa parrocchiale di San Giorgio: la volta all'interno Tresnuraghes-Chiesa parrocchiale di San Giorgio: interno con l':altare

L'interno è strutturato ad aula unica, voltata a botte unghiata con quattro cappelle per lato, coperte a catino e intervallate da lesene rudentate con capitelli ionici sui quali poggia un'alta trabeazione. Il presbiterio, quadrato e voltato a cupola emisferica, termina in un'ampia abside semicircolare. Delle decorazioni di Emilio Scherer, realizzate fra il 1888 e il 1889, restano i quattro Evangelisti sui pennacchi della cupola che sono però stati ampiamente ridipinti. Perfettamente leggibile e recentemente restaurata si presenta invece la decorazione della navata, risalente al 1924 e 1925, dovuta al pittore Isidoro Delogu nato a Scano Montiferro, con interventi successivi del muratore Giovanni Loche e del pittore Antonio Sassu di Sassari.

Tresnuraghes-Manifesto della festa di San Giorgio Martire e San Marco EvangelistaTresnuraghes-Manifesto della festa di San Ciriaco MartireOgni anno a Tresnuraghes presso questa chiesa parrocchiale il 23 aprile si svolge la festa patronale di San Giorgio Martire, con le cerimonie religiose e la processione oltre a diversi eventi civili. A questa festa è abbinata anche la festa di San Marco Evangelista, che si svolge nei due giorni successivi, con la processione che porta il simulacro del Santo nel suo santuario campestre dove si svolgono le cerimonie religiose e manifestazioni civili, ed al termine con il rientro del simulacro nella chiesa parrocchiale. Presso questa chiesa si svolge, inoltre, l'8 agosto la festa di San Ciriaco Martire, con le cerimonie religiose e la processione accompagnata dalle confraternite di Tresnuraghes e dalle Confraternite dei paesi limitrofi, oltre a diverse manifestazioni civili.

La chiesa o oratorio di Santa Croce

Costeggiando la fiancata della chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, la via Santa Croce ci riporta in una ottantina di metri sulla via Roma. Subito più avanti, alla sinistra della via Roma, si vede la facciata della chiesa o oratorio di Santa Croce. Da antica data questa chiesa è sede della confraternita di Santa Croce e anche di quella di Nostra Signora del Rosario. Per volontà del reverendo Giovanni Dejana, vicario parrocchiale dal 1818 al 1843, e morto nel 1845, l'oratorio di Santa Croce e l'attiguo cimitero erano stati scelti come luogo di sepoltura di quanti potevano permettersi di fare appositi lasciti. Il 1870 è una data importante per la confraternita di Santa Croce; il giovedì 18 agosto di quell'anno, il suo presidente e vicario parrocchiale riunisce il Consiglio della confraternita per la discussione e la redazione dei nuovi capitulos. In essi si afferma che, pur essendo Dio eterno ed immutabile come le sue leggi, la maniera di metterle in pratica doveva essere aggiornata al tempo presente.

Tresnuraghes-Chiesa o oratorio di Santa Croce: esterno Tresnuraghes-Chiesa o oratorio di Santa Croce: interno

Tra gli obblighi fissati, vi sono quelli di avere un comportamento irreprensibile e corretto, di assicurare la presenza nelle processioni, durante i funerali dei defunti e nelle funzioni dell'oratorio; di organizzare la processione di San Marco dalla chiesa parrocchiale al suo santuario campestre e rientro; di partecipare attivamente alla celebrazione dei riti del giovedì e venerdì santo, sia nell'oratorio che nella chiesa parrocchiale.

Il Municipio di Tresnuraghes

Tresnuraghes-Il Municipio di TresnuraghesPassata la chiesa di Santa Croce, proseguiamo verso sud ovest lungo la via Roma e, dopo poco più di una cinquantina di metri, arriviamo in uno slargo chiamato largo Sebastiano Moretti, nel quale, al civico numero 30, si affaccia l'edificio che ospita il Municipio di Tresnuraghes, con la sua sede e gli uffici che forniscono i loro servizi agli abitanti del paese. La sua struttura organizzativa prevede l'Area Affari Generali, organizzata in Affari Generali e Personale, Servizi Demografici, Ufficio Pro, Tributi, Economato; l'Area Tecnica, organizzata in Pianificazione Urbanistica, Edilizia Privata, Lavori Pubblici, Reti e Impianti Tecnologici, Sportello Unico per le Attività Produttive; l'Area Socio Culturale, organizzata in Servizi Sociali, Politiche Educative e Giovanili, Biblioteca, Cultura e Musei.

Il museo Casa Deriu

Tresnuraghes-Il museo Casa DeriuLa chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire si affaccia sulla via San Giorgio lungo la quale, a un'ottantina di metri di distanza verso sud ovest, al civico numero 16, si può visitare il museo Casa Deriu. Il museo inaugurato nel 2017, prende il nome dal suo ultimo proprietario, dato che la casa appartiene fino dalla sua costruzione alla fine del seicento a una famiglia di notai, avvocati, proprietari terrieri. Le collezioni esposte sono tutte di proprietà del comune che le ha acquisite con l’acquisto dello stabile. Si tratta di parte degli arredi originali della casa, di un cospicuo corpus di volumi giuridici e teologici editi tra la fine del seicento e i primi decenni del novecento, con circa mille volumi, un fondo documentario con circa seicento documenti. Il percorso rappresenta un viaggio unico e molto interessante nella società borghese del diciottesimo e diciannovesimo secolo, quindi dalla storia di una famiglia sarda ci si ramifica per trattare vari argomenti di storia, cronaca d’epoca, politica sarda e tanto altro.

Tresnuraghes-Il museo Casa Deriu Tresnuraghes-Il museo Casa Deriu Tresnuraghes-Il museo Casa Deriu

Uno spazio al piano terra è dedicato ai temi legati alle attività del centro, che approfondisce le tematiche connesse all'emigrazione e alla dittatura Argentina tra il 1976 e il 1983. Tra i desaparecidos si contano anche due cittadini di Tresnuraghes, Martino Mastinu e Mario Bonarino Marras, fatti sparire in terra argentina per le proprie idee politiche. Nel 2000 si conclude il processo in cui le famiglie delle vittime, il Comune di Tresnuraghes e la Regione Sardegna si costituiscono parte civile, e che vede condannati i sette militari argentini colpevoli della morte di Mastinu e Marras e di altri innumerevoli innocenti.

Il cimitero di Tresnuraghes

Tresnuraghes-Il cimitero di TresnuraghesRitorniamo a dove dalla via Roma eravamo arrivati alla chiesa parrocchiale di san Giorgio Martire e poi eravamo arrivati a visitare la chiesa o oratorio di Santa Croce. Proseguiamo seguendo la via Roma che si dirige verso sud est e, dopo duecentotrenta metri, svoltiamo a destra e prendiamo la via Giovanni Battista Tuveri, la seguiamo per centotrenta metri e svoltiamo a sinistra nella via Luigi Cadorna. Dopo circa centocinquanta metri, alla destra della strada passato il muro di cinta si vede il cancello di ingresso del cimitero di Tresnuraghes.

La palestra comunale

Per visitare la Palestra comunale di Trenuraghes, da dove siamo entrati nell'abitato passiamo il cartello segnaletico ed imbocchiamo la via Roma, superiamo le deviazione per la Stazione ferroviaria e proseguiamo, percorsi quattrocentocinquanta metri svoltiamo a sinistra nella via Cesare Battisti e, dopo poco più di un centinaio di metri, vediamo alla sinistra della strada il cancello di ingresso del complesso delle Scuole media di Tresnuraghes.

Tresnuraghes-Complesso scolastico delle Scuole medie: ingresso Tresnuraghes-Palestra comunale: esterno Tresnuraghes-Palestra comunale: interno

All'interno di questo complesso è presente la Palestra comunale, che non è dotata di tribune, nella quale è possibile praticare come discipline le Attivita ginnico motorie, la Ginnastica, il tennis, ed altre Attività diverse.

Il campo sportivo comunale

Percorsi circa seicento metri da dove abbiamo imboccato la via Roma, si prende a sinistra la via Alfonso Lamarmora, si segue per centocinquanta metri e si incrocia la via John Fitzgerald Kennedy, si supera l'incrocio e si prosegue sulla continuazione della via Alfonso Lamarmora e, dopo duecentocinquanta metri, arrivati in località s'Ena, si vede alla destra della strada l'ingresso del campo sportivo comunale di Tresnuraghes.

Tresnuraghes-CCampo sportivo comunale: ingresso Tresnuraghes-Campo sportivo comunale: il campo da calcio Tresnuraghes-Campo sportivo comunale: il campo da calcetto ossia da calcio a cinque

Al'interno di questo complesso sportivo è presente un campo da calcio con fondo in terra battuta, dotato di tribune in grado di ospitare 200 spettatori, nel quale praticare come discipline il calcio, Giochi e sport tradizionali, ed anche Attività diverse. È presente, inoltre, un campo da calcetto e da tennis con fondo in materiali cementizi o asfaltoidi, non dotato di tribune, nel quale praticare come discipline il calcetto ossia calcio a cinque, la pallavolo, ed il tennis.

Visita dei dintorni di Tresnuraghes Informazioni turistiche

Ricerche archeologiche nel territorio di TresnuraghesVediamo ora che cosa si trova di più sigificativo nei dintorni dell'abitato che abbiamo appena descritto. Per quanto riguarda le principali ricerche archeologiche effettuate nei dintorni di Tresnuraghes sono stati portati alla luce i resti delle necropoli ipogeiche di Bantineddu, di Sa Rocca, di San Marco; del dolmen di Su Jù Malmuradu; delle tombe di giganti di Pedristante, di Pischina 'e Ainos con anche il betilo omonimo, di Sa Sea, Martine I, Martine II, Tepporo; della stazione preistorica di Torre Foghe; della muraglia megalitica di s'Albaredda; del protonuraghe Benas e del protonuraghe Tepporo; dei nuraghi semplici Andula, Binzas de Ulimu, de Porcos, Magomadas, San Marco, Tirrula; dei nuraghi complessi Martine, Nani o Nanni; dei nuraghi Figu, Iscala, Oddine, Pedra de Rio, Su Bastione, tutti di tipologia indefinita; ed inoltre del villaggio nuragico di Sa Mura Manna, dei villaggi nuragico-romani di Rocca 'e Muras, e di Sala Mura.

La chiesa templare di Sant'Antonio da Padova

Tresnuraghes-La chiesa templare di Sant'Antonio da PadovaDal Municipio di Tresnuraghes, prendiamo verso sud la via San Marco e, percorsi appena quattrocentocinquanta metri, svoltiamo a destra sulla strada comunale per Torre Foghe. Dopo circa duecentocinquanta metri raggiungiamo la chiesa templare di Sant'Antonio da Padova di probabile origine bizantina dato che in precedenza era dedicata a Santa Maria di Costantinopoli. L'edificio religioso rislta architettonicamente caratteristico con i suoi poderosi contrafforti e la rossa cupola che intende richiamare le caratteristiche coperture delle pinnettas presenti nel territorio di Tresnuraghes. La pianta originaria doveva essere a croce greca, poi in una fase successiva è stata ampliata e allungata la navata centrale. È stata anche la sede di una precettoria minore templare. Il monumento è stato di recente restaurato.

Il dolmen di Su Jù Malmuradu

Tresnuraghes-Il dolmen di Su Jù MalmuraduDopo la deviazione per la chiesa di di Sant'Antonio da Padona, ritorniamo sulla prosecuzione della via San Marco che porta in direzione del santuario di San Marco. Dopo circa un chilometro e duecento metri, in località Mara Pala, sulla destra della strada vediamo il dolmen di Su Jù Malmuradu cioè del giogo pietrificato. È un monumento funebre molto semplice, formato da tre lastre di pietra infisse verticalmente nel terreno, al di sopra delle quali stava una lastra di copertura oggi scomparsa. Quel che rimane conserva un’altezza di circa due metri. Lo strano nome con cui è ancora oggi conosciuto si deve a un’antica leggenda secondo cui il dolmen non sarebbe altro che un giogo di buoi trasformato in pietra insieme al contadino che arava il suo campo. La leggenda dice che un contadino, mentre stava arando il suo campo con il giogo di buoi e che al passaggio della processione di San Marco, la moglie l'abbia invitato ad inginocchiarsi e a farsi il segno della croce, ma lui si sia rifiutato, dicendo che si trattava solo di una statua, al che venne tramutato a sua volta, in una statua di pietra assieme ai suoi buoi.

Resti del nuraghe Martine e delle due tombe di giganti Martine I e II

Proseguiamo ancora in direzione del santuario di San Marco, dopo novecento metri si vede alla sinistra della strada un cancello che in circa duecento metri porta a un casale. Un'ottantina di metri a sud est rispetto al casale si trova il nuraghe Martine, un nuraghe complesso costruito in basalto a 214 metri di altezza, con tre o probabilmente quattro torri aggiunte, del quale non residua altro che una montagna di macerie alta sette metri, e vicino al quale sono presenti tracce di un insediamento abitativo.

Tresnuraghes-Resti del nuraghe Martine Tresnuraghes-Resti della tomba di giganti Martine I Tresnuraghes-Conci sagomati ad archetto della tomba di giganti Martine II

Nelle vicinanze del nuraghe sono presenti i resti di due tombe di giganti. A nord rispetto a questo casal, a circa centocinquanta metri di distanza, si trovano i resti della tomba di giganti Martine I, un tomba di giganti di struttura dolmenica con stele centinata bipartita, costruita in trachite a 225 metri di altezza. Una cinquantina di metri più a nord si trova la tomba di giganti Martine II, una tomba di giganti di struttura isodoma, costruita in materiale non determinato a 227 metri di altezza.

I resti del nuraghe complesso Nani con il fenomeno della luce dal foro apicale

Proseguendo ancora in direzione del santuario di San Marco, dopo un chilometro e duecento metri si arriva un incrocio con una strada bianca che, presa verso sinistra, in circa cinquecento metri porta di fronte al nuraghe Nani, edificato alla destra del riu Mannu a 197 metri di altezza e documentato la prima volta da Torquato Taramelli nel 1929. Si tratta di un nuraghe monotorre dalla circonferenza di trentotto metri, con l'ingresso a sud, sovrastato da architrave regolare con finestrino di scarico. Nell'andito, lungo quattro metri e largo poco più di uno, si trova a sinistra la scala che porta al piano superiose, del quale però non rimane nulla. La camera interna, del diametro di quattro metri, ha una volta a tholos ancora intatta, ed è arricchita da due nicchie equidistanti, strette e profonde. Il paramento esterno è realizzato con pietre basaltiche di medie dimensioni ben lavorate e disposte in file regolari, mentre le pareti della camera sono realizzate con blocchi sbozzati, uniti con scaglie e malta di fango, su venti filari. Il nuraghe è circondato da una doppia muraglia concentrica dello spessore di tre metri, che termina sul lato ovest con una torretta più piccola, di sei metri di diametro. Nel pendio sotto il nuraghe si trovano i resti d'una decina di capanne circolari e qualche tratto di muro rettilineo. Nel 2016, dopo aver ottenuto il via libera della Soprintendenza, è stato inaugurato il progetto di valorizzazione del nuraghe Nani e dell'esteso villaggio di capanne che vi ruota attorno.

Tresnuraghes-Il nuraghe Nani Tresnuraghes-Il villaggio alla base del nuraghe Nani

Il fenomeno della Luce dal foro apicale, così definito dal Gruppo Ricerche Sardegna, si verifica nei nuraghi nei quali il sole, nel giorno del solstizio d'estate, raggiunge una determinata altezza, un sottile raggio di luce penetra attraverso il foro ricavato dai costruttori all'apice della tholos del nuraghe, attraversa tutta l'ampia volta e va ad illuminare la base della camera, oppure una nicchia presente nella camera stessa.

Secondo gli studi condotti dal Gruppo Ricerche Sardegna e pubblicati nel volume La luce del toro, nel nuraghe Nani di Tresnuraghes, il giorno del solstizio d'estate, si può osservare il suggestivo fenomeno del sole che, dal foro apicale della camera del nuraghe, penetra correndo inclinato sulla parete della stanza circolare illuminandola con un fascio di luce. E, quando l'astro è allo zenit, il sole illumina il centro della stanza, nella quale un tempo poteva essere ospitata la sepoltura di una persona importante, forse un eroe nuragico. Si fa anche l'ipotesi che nella nicchia si posizionasse il sacerdote per essere investito dalla luce sacra.

Il betilo e la tomba di giganti di Pischina 'e Ainos

Tresnuraghes-Il betilo di Pischina 'e AinosTresnuraghes-Resti della tomba di giganti di Pischina 'e AinosProseguendo ancora circa un chilometro e novecento metri, sulla destra della strada vediamo il betilo di Pischina 'e Ainos, Alto un metro e quaranta. Il monumento si distingue per l'accuratezza della lavorazione, che risalta soprattutto nella forma regolare del monumento. Una particolarità del monolite è la presenza di quattro fori disposti ortogonalmente, nella parte superiore del monumento. La tomba di giganti di Pischina 'e Ainos si trova un poco dietro, su un rialzo del terreno. Non si trova in buono stato di conservazione, ed è parzialmente sommersa dalla vegetazione. Tuttavia è possibile individuare l'esedra, della quale manca la stele, il filare inferiore delle pietre che costituivano la camera funeraria, e l'abside posteriore.

Il santuario di San Marco Evangelista

Tresnuraghes-Il santuario di San MarcoProseguendo sulla stessa strada, dopo un chilometro e cento metri arriviamo a un primo bivio dove svoltiamo leggermente a destra, dopo cinquecentocinquanta metri arriviamo a un secondo bivio dove procediamo verso sinistra e, percorsi trecentocinquanta metri, raggiungiamo il santuario di San Marco Evangelista. Esso, che sorge sulla cima di una collina chiamata su monte e Santu Malcu, per le diverse caratteristiche si suppone abbia avuto influenza sia bizantina che spagnola. Non si sa di preciso il suo periodo di appartenenza, ma si suppone che sia stato costruito presumibilmente tra la fine del quattordicesimo e l'inizio del quidicesimo secolo, periodo questo di pestilenze e scorrerie da parte dei pirati saraceni. Pare che la festa della prima domenica di settembre sia stata istituita per ringraziare il Santo di aver salvato la popolazione dalla pestilenza, quando in quel periodo gli abitanti di Tresnuraghes si trasferirono su colle di San Marco, e molto probabilmente la chiesa con i locali attigui vennero utilizzati come lazzaretto e il Santo li avrebbe salvati. Si suppone che quelle piccole abitazioni chiamate domittas che si trovano attorno alla chiesa e che attualmente accolgono le due confraternite durante la festa, siano state costruite proprio come locali per ospitare gli ammalati. Il santuario con gli anni ha subito diverse ristrutturazioni, poiché le offerte di denaro fatte dai fedeli al Santo vengono destinate interamente, dai priorati che le gestiscono, per il buon mantenimento sia della chiesa che dei locali attigui. È stato, quindi, completamente ristrutturato negli anni sessanta del Novecento.

Tresnuraghes-Manifesto della festa di San Giorgio Martire e San Marco EvangelistaTresnuraghes-Manifesto della festa di San Marco Evangelista a settembreLa festa campestre di San Marco, che è la festa più importante del paese, si svolge ogni 25 aprile e la prima domenica di settembre. La festa si caratterizza per la processione che parte dalla chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire e arriva al santuario sulla collina di San Marco dove si tengono riti religiosi. Il corteo viene scortato dalle confraternite e dai cavalieri sardi. Oltre i riti religiosi si tengono in piazza festeggiamenti civili. La festa è organizzata dalla confraternita di Santa Croce e da quella del Rosario ed è sempre stata occasione di incontro e di socializzazione per i numerosissimi fedeli che presenziano alle funzioni religiose. Alla vigilia della festa il Santo viene portato in processione a piedi dalla parrocchia di San Giorgio situata nel paese fino al monte, dove all'arrivo della processione viene celebrata la messa e vengono cantati i gosos, antichi canti in onore del Santo. La serata continua con i balli sardi, su ballu tundu, sa danza e musica nella piazza. Vengono offerti dolci tipici, malvasia e caffè, verso l'ora di cena sos obreris offrono la carne di pecora ai fedeli. Il giorno della festa alcune famiglie del paese donano ai fedeli il pane benedetto detto su tundu, viene riofferta la carne di pecora bollita, solitamente donata dai pastori del posto, e la malvasia. I festeggiamenti si concludono in tarda serata quando il Santo viene riportato nuovamente in processione nella parrocchia di Tresnuraghes.

Lungo la strada per Torre Foghe si trova la pista dell'Avio Club Nord Ovest

Tresnuraghes-La pista dell'Avio Club Nord OvestTornati indietro di trecentocinquanta metri, torniamo al bivio dove questa volta prendiamo a destra e, dopo settecentocinquanta metri, questa strada si immette sulla strada da Magomadas per Torre di Foghe. Seguita per un chilometro e quattrocento metri, si vede alla sinistra della strada la pista dell'Avio Club Nord Ovest. Questa pista, che non è dotata di tribune per il pubblico, ha una pavimentazione in terra battuta di cinquecentoventi metri per venti, ed in essa si pratica come discipline l'Aeronautica sportiva, che consiste nel Volo a motore, nel Volo con ultraleggeri, nell'Aeromodellismo, ed anche in Altre attività sportive. La testata della pista distante solo trecento metri dal mare, e non presenta nessun ostacolo, alberi o linee elettriche, in entrambi gli avvicinamenti.

Le scoperte archeologiche di Torre di Foghe

Proseguendo, dopo circa un chilometro la strada termia nella località Torre di Foghe, che descriveremo meglio più avanti quando parleremo della costiera di Tresnuraghes. Nei dintorni di questa località sono stati rinvenuti i resti della stazione preistorica di Torre di Foghe, un villaggio prenuragico risalente alla cultura di San Ciriaco, che si è sviluppata in Sardegna tra il 4200 ed il 4000 avanti Cristo e può essere vista come un momento di passaggio tra la cultura di Bonu Ighinu e la successiva cultura di Ozieri. La cultura di San Ciriaco è caratterizzata da una produzione vascolare di ottima fattura.

Visita della costiera di Tresnuraghes Informazioni turistiche

Vediamo ora che cosa si trova lungo la costiera di Tresnuraghes.

La frazione turistica di Porto Alabe

Tresnuraghes-Porto Alabe: veduta dell'abitatoDal centro di Tresnuraghes si prende la via Grazia Maria Poddighe che si immette sulla SP83 la quale procede verso ovest e, in quattro chilometri e trecento metri, ci porta all'interno dell'abitato della frazione Porto Alabe (altezza metri 24, distanza in linea d'aria circa 4.72 chilometri, abitanti circa 173), che è la frazione marina di Tresnuraghes, davanti alla quale si estende una bella spiaggia, formata da vari arenili di sabbia grigia e dorata scura. Si tratta di un importante centro turistico sorto più a sud della piccola chiesa di Santa Maria del Mare di Magomadas, della quale abbiamo già parlato.

La chiesa di nostra Signora di Bonaria

Tresnuraghes-Porto Alabe: chiesa di nostra Signora di BonariaTresnuraghes-Porto Alabe: manifesto della festa di nostra Signora di BonariaArrivando con la SP82, dopo le prime abitazioni della frazione turistica si imbocca il lungomare Alabe, che si dirige verso sud, poi compie un'ampia curva a destra ed inizia a dirigersi a nord. Percorso circa un chilometro e trecento metri si arriva a vedere sulla sinistra della strada la piazza del Ginepro, di fronte alla quale si affaccia la caratteristica chiesa dedicata a nostra Signora di Bonaria, una chiesa moderna nata soprattutto per rispondere alle esigenze spirituali di una comunità sempre più ampia nei mesi estivi per il crescere della funzione turistica di Porto Alabe.  L'edificio, che ricorda le linee di una barca con il caratterizzante campanile che ricorda una vela spiegata, è stato edificato nel 1995 sul terreno donato da Angelino Cossu, dalla moglie Antonina e dai figli e nipoti della coppia. Presso questa chiesa ogni anno, il 29 luglio, si svolge la festa di Nostra Signora di Bonaria, con cerimonie religiose, la messa e la processione.

Il Centro sportivo di Porto Alabe

Proseguendo verso nord lungo il lungomare Alabe, dopo circa trecento metri si vede, alla sinistra della strada, l'ingresso del Centro sportivo di Porto Alabe. All'interno di questo complesso sono presenti un campo da calcetto ossia da calcio a cinque, con fondo in erba sintetica, non dotato di tribune; un campo da tennis, anch'esso con fondo in erba sintetica, non dotato di tribune; ed anche un campo da bocce.

Tresnuraghes-Centro sportivo di Porto Alabe: ingresso Tresnuraghes-Centro sportivo di Porto Alabe: il campo da calcetto ossia da calcio a cinque Tresnuraghes-Centro sportivo di Porto Alabe: il campo da tennis Tresnuraghes-Centro sportivo di Porto Alabe: il campo da bocce

Il giardino di piante grasse ed esotiche di Porto Alabe

proseguendo per un altro centinaio di metri, si imbocca alla sinistra la via Noesala, lungo al quale sulla sinistra è possibile visitare una notevolissima collezione di piante grasse ed esotiche, che è tra i più rilevanti dell'isola. Il giardino si trova la villa privata delle famiglie Lubelli e Canalis, a Porto Alabe, nella marina di Tresnuraghes. Si tratta di un giardino botanico di pregevole valore, sia per le rarità che per la cura della progettazione. Interessante la raccolta di piante cactacee, alcune vere e proprie rarità raccolte in oltre quaranta anni di  ricerca in tutto il mondo da Giuseppe noto come Pippo Lubelli, già presidente diversi anni fa dell'allora Asl 20 di Cagliari, e dalla moglie Ombretta Canalis.

Tresnuraghes-Porto Alabe: il giardino di piante grasse ed esotiche Tresnuraghes-Porto Alabe: il giardino di piante grasse ed esotiche

Egli, che è morto nel 2013, della ricerca delle prime forme di vita ha fatto la sua ragione di vita, ha anche realizzato un'ampia collezione di fossili che, con tutta probabilità, andrà a far parte di un museo paleontologico che nascerà a Cagliari la cui realizzazione è attualmente in fase di studio.

La cala degli Albatros con la sua spiaggia

Da Tresnuraghes, giunti a Porto Alabe, giriamo a destra in corrispondenza della colonna dell'Enel e procediamo fino alla Cala degli Albatros con la sua spiaggia di Cala degli Albatros.

Tresnuraghes-Porto Alabe: la spiaggia di Cala degli AlbatrosLa spiaggia di Cala degli Albatros è formata da un arenile costituito da una distesa di sabbia di colore ambrato scuro a grani medi, con la presenza, in alcuni punti, di scogli e massi, affacciato su un mare trasparente dalle sfumature tra il verde smeraldo e l'azzurro, con un bellissimo fondale sabbioso. Alle spalle della spiaggia, le abitazioni di Porto Alabe sono immerse nella macchia mediterranea. Mediamente frequentata in alta stagione, non sono presenti servizi direttamente sulla spiaggia, ma, nel centro abitato, è presente il bar, l'edicola, Ristorante e il market.

La spiaggia di Porto Alabe

Da Tresnuraghes, giunti a Porto Alabe, giriamo a sinistra e dall'abitato scendiamo con una gradinata fino al mare, alla spiaggia di Porto Alabe, che è quella posta più a sud rispetto alla spiaggia di Cala degli Albatros.

La spiaggia di Porto Alabe è costituita da un arenile di grandi dimensioni, una lunga distesa di sabbia di un colore tra il dorato e l'ambrato, compatta e a grani fini, che si affaccia su un mare trasparente di un colore cangiante tra il verde e l'azzurro, con un fondale basso e sabbioso. Alle spalle della spiaggia si snodano le abitazioni e la fitta macchia mediterranea, e la spiaggia è chiusa a sud da una scogliera. La spiaggia è mediamente affollata in alta stagione, e, nei pressi dellla spiaggia, sono disponibili bar, alberghi, ristoranti, negozi e servizi vari.

Tresnuraghes-Porto Alabe: la spiaggia di Porto Alabe Tresnuraghes-Porto Alabe: la spiaggia di Porto Alabe Tresnuraghes-Porto Alabe: veduta della spiaggia

La cala di Torre Columbargia con la spiaggia di sa Marinedda

Dalla spiaggia di Porto Alabe si può iniziare una facile passeggiata verso sud, di una cinquantina di minuti lungo la costa solitaria, passando la piccola spiaggia di sa Marinedda, fino alla torre Columbargia, di età spagnola. La spiaggia è anche raggiungibile dall'abitato di Tresnuraghes, invece di recarci a Porto Alabe, prendendo la via San Marco in direzione sud, e girando a destra in via Sant'Antonio, seguendo le indicazioni per Columbargia. Si percorrono circa tre chilometri, poi, subito dopo un piccolo ponte, si superano due incroci con la strada sterrata, e, dopo cinquecento metri, in prossimità di una piccola curva, ci si immette nello sterrato sulla destra della carreggiata, che conduce alla spiaggia.

Tresnuraghes-Porto Alabe: la spiaggia di sa Marinedda che viene chiamata anche spiaggia della cala di Torre ColumbargiaLa spiaggia di sa Marinedda che viene chiamata anche spiaggia della cala di Torre Columbargia si presenta come una mezzaluna sabbiosa, riparata alle due estremità da scogliere sormontate da macchia mediterranea. È caratterizzata da un arenile di medie dimensioni, composto di sabbia ambrata o dorata grigio chiara, molto compatta, con ciottoli, affacciata su un mare che si presenta di un bellissimo colore azzurro o verde cangiante, con un fondale di bassa profondità prevalentemente sabbioso. Mai affollata, neanche in alta stagione, per la difficoltà d'accesso, costituisce un angolo molto tranquillo e riparato. Non sono presenti servizi su questa spiaggia.

C'è anche una spiaggia con presenza naturista dopo la grotta di Columbargia, verso le rocce.

La Torre di Columbargia o Pesquellas

Tresnuraghes-Porto Alabe: la Torre Columbargia o PesquellasLa spiaggia prende il nome dalla torre d'avvistamento spagnola, posta sul promontorio a sud della spiaggia di Porto Alabe, a 30 metri sul mare, raggiungibile con una camminata di oltre un'ora dalla spiaggia. La Torre di Columbargia o Pesquellas è la più antica delle tre torri spagnole presenti sulla costa di Tresnuraghes, ed era già esistente nel 1572, ed è rimasta in attività fino al 1842. Costituita da blocchi in basalto ed arenaria calcarea, ha una volta a fungo con pilastro centrale, una luce ricavata nello spessore del soffitto ed un caminetto cucinino. Nel 1729 era presidiata da un Alcaide, o responsabile della torre, con due soldati, che venivano pagati dagli abitanti dei villaggi della Planargia.

La Torre di Ischia Ruggia o Inscla Rubia

Tresnuraghes-Porto Alabe: la Torre di Ischia Ruggia o Inscla RubiaLungo la costa verso sud, si trova un'altra torre dell'epoca spagnola. La Torre di Ischia Ruggia o Inscla Rubia si trova a cinquantasei metri sul mare, ed è raggiungibile dalla chiesa campestre di San Marco dalla quale dista più o meno due chilometri. Questa torre è posta alla distanza di circa quattro chilometri a sud dalla torre di Columbargia, e a circa due chilometri a nord dalla torre di Foghe. È stata realizzata in rocce basaltiche e dotata di volta a cupola, ma dà l'impressione di non essere mai stata completata. Viene citata a partire dal 1580, ed è stata operativa fino al 1842. Anche in essa, nel 1729, vi erano di guardia un Alcaide con due soldati pagati dalla Planargia di Bosa.

La spiaggia di Torre di Foghe

Superato il santuario di San Marco, proseguiamo verso il mare per raggiungere la torre di Foghe, ossia torre della Foce, così chiamata perché costruita alla foce del Rio Mannu.

Tresnuraghes-La costiera di torre di Foghe Tresnuraghes-La costiera di torre di Foghe

Scavata nella falesia di un altopiano basaltico formato da colate laviche provenienti dal complesso vulcanico del monte Ferru, arriva a strapiombo sul mare, dove forma un'alta falesia rocciosa con piccole calette e isolotti vicini alla costa. Da qui la scogliera, alta e solitaria, continua verso sud fino alle coste di Capo Nieddu in territorio di Cuglieri. Il mare di Punta Foghe non è soggetto a inquinamento o altre alterazioni, ed è, perciò, ricco di abbondante fauna ittica, costituisce quindi un luogo ideale per chi pratica la pesca subacquea.

Tresnuraghes-Il mare di punta Foghe Tresnuraghes-Il mare di punta Foghe

La Torre di Foghe o Fogodolla

Tresnuraghes-Torre di Foghe o FogodollaLa Torre di Foghe o Fogodolla è situata sulla punta Foghe, a 69 metri sul mare. Edificata in epoca spagnola, era già in funzione nel 1572, ed è stata successivamente restaurata nel 1604 e nel 1767. É stata realizzata con rocce basaltiche provenienti dalla zona, mentre l'arco e gli stipiti del boccaporto sono in vulcanite rossa. All'interno vi è una camera circolare voltata a cupola, priva di feritoie, con un caminetto interno; l'unica apertura è il boccaporto, situato ad un'altezza di quattro metri  dal suolo. Sulla sinistra dell'ingresso, una scala ricavata nello spessore murario permette l'accesso alla terrazza esterna o piazza d'armi. Si eleva per circa nove metri su un'imponente falesia, a controllo della foce del Rio Mannu. Risulta che nel 1729 vi stazionavano due soldati, che dipendevano dall'Amministrazione reale di Sassari.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Tresnuraghes ci recheremo a Flussio paese famoso per l'artigianato dell'asfodelo, che visiteremo con il suo centro ed i suoi dintorni.


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