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Bari Sardo con l’abitato ed i suoi siti archeologici e con la costiera dalla Marina di Barì fino al Lido di Cea

Dopo la deviazione nella Babagia di Seulo, ritornati a Gairo e da qui a Cardedu, in questa tappa del nostro viaggio proseguiremo lungo la costa verso nord fino ad arrivare a Bari Sardo dove visiteremo la spiaggia di Marina di Barì e con il Lido di Cea.

La Regione storica dell’Ogliastra

L’Ogliastra width=L’Ogliastra è una Regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della Regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una Regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.

In viaggio verso Bari Sardo

Guardando la facciata del Municipio di Cardedu, prendiamo verso destra ossia in dirizione nord la via del Municipio e, dopo un centinaio i metri, svoltiamo a sinistra nella via del Mare, dopo trecentocinquanta metri svoltiamo a destra nel vecchio tracciato della SS125 Orientale Sarda, che ci porta, dopo cinque chilometri, ad entrare nell’abitato di Bari Sardo. Dal Municipio di Cardedu a quello di Bari Sardo si percorrono 6.0 chilometri.

Il comune chiamato Bari Sardo

Bari Sardo: veduta dell’abitatoBari Sardo-Stemma del comuneIl comune di Bari Sardo (nome in lingua sarda Barì, altezza metri 50 sul livello del mare, abitanti 3.830 al 31 dicembre 2021) è un importante centro situato nella parte sud-orientale della provincia ci Nuoro, sulla costa, a sud dell’altopiano dell’Ogliastra, di tradizione agricola ed artigianale che ha recentemente scoperto la sua vocazione turistica. L’abitato di Bari Sardo, che è circondato dalle colline Su Pranu e Pizz ’e Monti e dagli altopiani vulcanici di Teccu e Su Crastu, è tagliato in due dalla SS125 Orientale Sarda lungo la direttrice da nord a sud, ed è Facilmente raggiungibile anche dalla SS390 di Bari Sardo che ne attraversa il territorio. Si tratta di una nota stazione balneare, ed il territorio comunale, classificato di collina, ha un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate, che arrivano a un massimo di 294 metri sul livello del mare.

Origine del nome

Come risulta da documenti dell’anno 1217, in periodo medioevale risultava scritto Bary, con la lettera Y finale, dato che era questa una usanza grafica sarda per indicare la caduta dell’accento sulla vocale finale. Dato che la lingua latina non sopportava l’ossitonia, ossia l’accento sull’ultima vocale, il fatto che si pronunzi Barì dimostra che la sua origine non sarebbe neolatina o neosarda, bensì la sua origine sarebbe da ricercare nello strato linguistico sardiano o protosardo. Probabilmente il nome deriva dall’aggettivo B ralu o B rrinu, ossia basso, bassottino, piccolo, nano, avendo quindi il significato di bassura o pesantezza del clima. In seguito, nel 1862 il nome ha assunto la forma attuale, accompagnata dall’aggettivo determinante Sardo.

La sua economia

Centro rivierasco, che ha un economia basata su tutti i settori produttivi. Il settore primario è presente con la coltivazione di cereali, frutteti, ortaggi, foraggi, ulivi, viti e agrumeti; ed anche con l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini ed equini. Nel settore secondario, l’industria fa registrare un discreto numero di aziende che operano nei comparti alimentare, cartario, chimico, della lavorazione del legno, dei materiali da costruzione ed edile. Bari Sardo-Creazione di ceste in canne realizzate completamente a manoIl terziario si compone di una buona rete distributiva. Tra le attività artigianali più rinomate e tipiche del paese vi è quella tessile, che si distingue per la produzione di tappeti, di cuscini e di coperte in lino, lavorato con la tradizionale tecnica cosiddetta a Pibiónis. Vi sono inoltre, artigiani creatori di ceste in legno e canne realizzate completamente a mano, e creatori di Tagéris, ovvero i vassoi realizzati in legno pregiati tipicamente adoperati per arrosti di carne poi successivamente usati anche per gli antipasti. Per il turismo, si tratta di una frequentatissima meta estiva, con le sue belle e tranquille spiagge ed il suo incontaminato paesaggio, sono particolarmente apprezzate da visitatori e turisti. Oltre la costa della Marina di Bari, interessante è anche la vasta e solitaria spiaggia di Tramalitza, che si prolunga verso sud fino al territorio di Cardedu. Nei suoi dintorni è, inoltre, possibile visitare diversi nuraghi tra i quali il Moru ed il Sa Iba Manna. L’apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione e di soggiorno. 

Brevi cenni storici

Barì: tradizioni, natura, spiaggeIl territorio è stato abitata già in età preistorica, nel periodo prenuragico, ossia nel Neolitico, epoca in cui vengono innalzati i Menhir e scavate le prime Domus de Janas. In periodo nuragico, durante l’età del Bronzo, vengono edificati ben quattrodici Nuraghi e alcune Tombe di Giganti. Nel periodo romano esiste, in questo territorio, un presidio citato dall’Anonimo Ravennate come Custodia Rubriensis, dal nome della popolazione protosarda dei Rubrensi che dimorava in queste terre, il cui nome era legato probabilmente ai caratteristici scogli rossi, ossia agli Scoglius Arrubius della spiaggia di Cea. L’origine del borgo risale all’alto Medioevo quando, per sfuggire alle incursioni di Vandali e Saraceni, le popolazioni si rifugiano nell’interno, a circa quattro chilometri dalla costa. Nel Medioevo la villa di Barì, che appartiena alla diocesi di Suelli, ha una discreta rilevanza, come dimostra il fatto che è citato in numerosi documenti, ed appartiene al Giudicato di Càralis, nel quale fa parte della curatoria dell’Ogliastra, fino al 1258, quando viene annessa prima dal Giudicato di Gallura e poi dalla Repubblica di Pisa. Successivamente diviene possedimento dei Visconti di Gallura. Fa poi parte, dal 1324, del Regno di Sardegna sotto gli Aragonesi, che incorporano il paese nella Contea di Quirra, feudo dei Carroz. Dal 1603 la Contea viene trasformata in Marchesato, feudo dei Centelles e poi degli Osorio, ai quali viene riscattato nel 1839. Nel 1862, con regio decreto numero 825, Vittorio Emanuele II cambia la storica denominazione del comune di Barì in quella di Bari Sardo, con l’intento di distinguere questo piccolo comune dal più grande e più famoso Bari, capoluogo della Regione Puglia. Del comune di Bari Sardo nel 1927, dopo la creazione della provincia di Nuoro, viene cambiata la provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, alla neonata provincia di Nuoro. Successivamente nel 2003, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell’Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla provincia di Nuoro. In seguito, nel 2025 torna nella ripristinata provincia di Ogliastra.

Le principali personaggi che sono nati a Seui

Tra i principali personaggi nati a Seui va citato il poeta e scrittore in lingua Filiberto Francesco Casula Cara, detto Berto Cara.

Bari Sardo-Il poeta e scrittore in lingua Barto CaraFiliberto Francesco Casula Cara, noto come Berto Cara, nasce a Barisardo nel 1906. Finito il ginnasio, impossibilitato a proseguire gli studi per motivi economici, viene assunto come impiegato nelle Poste nel suo paese. Da qui verr trasferito a Mamoiada e poi ad Orotelli, dove sposa Salvatora Pintori, la madre dei suoi cinque figli. L inquieta Sardegna di Berto CaraIntanto, pubblica poesie, novelle, atti unici, riflessioni varie sulla societ sarda, saggi di critica letteraria in diversi giornali dell’Isola e della Penisola. Nel tempo libero dagli impegni di lavoro, si dedica allo studio, per realizzare il suo sogno di laurearsi in Lettere. Nel 1936 riesce a fare il primo passo in tale direzione, ottenendo a Cagliari il diploma magistrale. Nel 1947 vince il concorso per Direttore didattico, e gli viene assegnata la sede di Orbetello. Nel 1948 da Cagliari si trasferisce a Siena, e da Siena, dopo quindici anni, va a Grosseto, dove muore nel 1964. Per sua volont le spoglie tornano in Sardegna, a Cagliari dove riposano nel monumentale cimitero di Bonaria. In seguito, nel 2018 il Comune di Bari Sardo ha dedicato a Berto Cara la propria Biblioteca Comunale.

Le principali feste e sagre che si svolgono a Bari Sardo

Bari Sardo-Gruppo Folk Pro Loco San Giovanni Battista di Bari SardoA Bari Sardo è attivo il Gruppo Folk San Giovanni Battista di Bari Sardo, nato con lo scopo di valorizzare e mantenere vive tutte le espressioni culturali e tradizionali di Bari Sardo e della Sardegna, nelle cui esibizioni è possibilie ammirare il caratteristico costume tradizionale del luogo. Tra le principali principali feste e sagre che si svolgono a Bari Sardo meritano di essere segnalate il 17 gennaio la Festa di Sant’Antonio Abate, preceduta la sera della vigilia dall’accensione di Su Fogaroni; il fine settimana più vicino al 15 maggio, la Festa di Sant’Isidoro; tra luglio ed agosto e settembre, l’Estate Bariese con la quale Bari Sardo si inserisce nel circuito di eventi estivi dell’Ogliastra, con sagre e feste legate alla gastronomia locale, spesso organizzate in collaborazione con i paesi vicini; a metà luglio la Festa di San Giovanni Battista presso la Chiesa in località Sa Marina, con la Sagra de Su Nenniri; il 12 agosto la Festa di San Leonardo, presso la sua Chiesa campestre; solitamente ad agosto si svolge la Sagra della Pecora, un appuntamento estivo nel centro storico di Bari Sardo, con carne arrosto, formaggi, vino, frutta fresca e musica dal vivo, in occasione della quale si tiene anche la Mostra del Tappeto Bariese.

Bari Sardo-Locandina della Festa di Sant’Antonio Abate Bari Sardo-Locandina della Festa di Sant’Isidoro Bari Sardo-Locandina dell’Estate Bariese Bari Sardo-Locandina della Festa di San Giovanni Battista con la Sagra de Su Nenniri Bari Sardo-Locandina della Festa di San Leonardo Bari Sardo-Locandina della Sagra della Pecora Bari Sardo-Locandina della Mostra del Tappeto Bariese

Sempre in agosto, si tengono anche la Sagra del Porcetto e la Sagra dei Culurgionis; l’8 settembre, la Festa della Patrona, ossia la Festa della Beata Vergine di Monserrato; gli ultimi giorni di settembre, la Festa di San Michele Arcangelo e la Festa di San Girolamo; l’1 novembre in occasione della Festa di Tutti i Santi, la Festa di Is Animas; il 22 novembre, la Festa di Santa Cecilia, presso la sua Chiesa campestre; a fine dicembre, la manifestazione Abbarì Festival, come evento di live music e show, per anticipare il Capodanno.

Bari Sardo-Locandina della Sagra del Porcetto Bari Sardo-Locandina della Sagra dei Culurgionis Bari Sardo-Locandina della Festa patronale della Beata Vergine di Monserrato Bari Sardo-Locandina della della Festa di San Michele Arcangelo e della Festa di San Girolamo Bari Sardo-Locandina della Festa di Is Animas Bari Sardo-Locandina della Festa di Santa Cecilia Bari Sardo-Locandina della manifestazione Abbar  Festival

La festa di Sant’Isidoro

Bari Sardo-La festa di Sant’IsidoroNel fine settimana più vicino al 15 maggio, si svolge la Festa di Sant’Isidoro, una festa che, tra tradizione e fede, riporta alla memoria l antica anima contadina della comunità, e che nasce come voto per un buon raccolto, dato che Sant’Isidoro è appunto il Santo patrono dei raccolti e dei contadini. Tra musica, balli in piazza, degustazioni di vini e piatti tipici della tradizione ogliastrina, il vero momento solenne si vive quando il simulacro del Santo, posizionato su un antico carro contadino e trainato da un giogo di buoi bardati a festa, attraversa in processione le vie del paese. Molte anche le traccas e i gruppi folk provenienti da vari centri ogliastrini, che accompagnano il passaggio del Santo. La festa, a lungo caduta in disuso, è stata ripristinata negli ultimi anni dai cavalieri dell’Associazione Ippica Bariese.

La sagra de Su Nenniri

Bari Sardo-La sagra de Su NenniriLa sagra de Su Nenniri è un’antica festa pagana in onore del solstizio d’estate, con la preparazione e l’esposizione di vasetti riempiti di grano o altri cereali, fatti germogliare al buio fino tra fine maggio e giugno, ottenendo germogli giallastri. Sono i cosiddetti  nenniri, che vengono benedetti e poi in mare dalla Torre di Barì, in un gesto propiziatorio per il raccolto e la fertilità. Si tratta di un rito antico, mescolando tradizione pagana e cristiana, originariamente legate ai culti agrari, simboleggiando la morte e rinascita della vegetazione. In sintesi, è una festa suggestiva che celebra la natura e la fede, con i suoi riti secolari legati alla terra e al mare. All’offerta di pane pintau e frutta di stagione, seguono canti, balli tradizionali e fuochi d’artificio presso la Torre di Barì, celebrando il ciclo della natura e ringraziando per il raccolto. 

Visita del centro di Bari Sardo

Nel passato il centro abitato di Bari Sardo si limitava ad essere un semplice agglomerato di abitazioni situate intorno alla Chiesa parrocchiale. In questa parte del paese, che rappresenta attualmente il suo centro storico, tra vicoli stretti e piccoli cortili, si ergono le sue antiche case, costruite con blocchi di pietra e fango. In seguito, con il passare degli anni, il paese si è esteso, l’abitato è stato interessato da una forte espansione edilizia, e nuovi rioni sono sorti, conferendogli il suo aspetto attuale. L’andamento altimetrico di Bari Sardo è quello tipico delle località collinari, ed ancora oggi continua ad espandersi. Provenendo da Cardedu, arriviamo nel paese da sud con il vecchio tracciato della SS125 Orientale Sarda.

Il Municipio di Bari Sardo

Bari Sardo-Il palazzo MunicipaleDal cartello segnaletico che indica l’ingresso nell’abitato, la SS125 Orientale Sarda assume il nome di via Cagliari e percorre tutto il paese da sud a nord. Percorsi circa seicentocinquanta metri, alla sinistra della strada, al civico numero 80 della via Cagliari, troviamo il cancello di ingresso che conduce all’interno del piccolo parco nel quale si affaccia l’edificio del Palazzo Municipale di Bari Sardo, che ospita la sua sede e gli uffici in grado di fornire i loro servizi ai cittadini. Sono gli uffici del Segretario Comunale; del Servizio Polizia Locale, del quale fa parte l’Ufficio Polizia Locale; del Servizio Tecnico, del quale fanno parte l’Ufficio Urbanistica Edilizia Privata ed Ambiente, l’Ufficio Lavori Pubblici e Manutenzioni, e l’Ufficio Patrimonio; del Servizio Amministrativo, del quale fanno parte l’Ufficio Commercio, l’Ufficio Demografico, l’Ufficio Scolastico Culturale, l’Ufficio Affari Generali, l’Ufficio Protocollo, ed il Punto di Facilitazione Digitale del Comune di Bari Sardo; del Servizio Socio Assistenziale, del quale fa parte l’Ufficio Socio Assistenziale; e del Servizio Economico Finanziario, del quale fanno parte l’Ufficio Bilancio e Contabilit , l’Ufficio Paghe, e l’Ufficio Tributi.

Nell’atrio del Municipio si trova una lapide che commemora i Caduti della Grande Guerra

Bari Sardo-Lapide che commemora i Caduti della Grande GuerraNell’atrio del Palazzo Municipale è presente una lapide commemorativa dei Caduti della Grande Guerra. Si tratta di una lapide in bardiglio, marmo grigio pregiato estratto principalmente dalle Alpi Apuane, di forma allungata e sagomata che riproduce una stele. I particolari architettonici ossia lesene, capitelli, rosette e fastigio, sono resi ad incisione. In basso, la datazione della Grande Guerra è all’interno di una corona d’alloro e palme, ai lati due stellette, ed il tutto è eseguito, nuovamente, ad incisione. La sua ubicazione probabilmente non è quella originaria. La forma sinuosa della lapide e i motivi decorativi che la caratterizzano suggeriscono una datazione ai primi anni venti del Novecento. Accanto a essa si trova un documento, presumibilmente coevo alla lapide, il quale elenca i caduti e informa su data e luogo della loro morte.

Nel giardino antistante il Palazzo Municipale si trova il Monumento ai Caduti di tutte le guerre

Bari Sardo-Monumento ai Caduti di tutte le guerrePassato il cancello ed entrati nel giardino antistante il Palazzo Municipale, alla destra dell’ingresso, è presente il Monumento ai Caduti di tutte le guerre, costituito da un un plinto in granito molto alto, edificato al di sopra di due gradini, il quale è sormontato da scultura in bronzo che rappresenta un soldato in azione di guerra. Si tratta di un fante in combattimento che, armato di fucile e inginocchiato, indica la via per l’attacco. Sulla fronte principale, a mezzo di lettere in bronzo applicato, sono menzionati i caduti nella Grande Guerra, mentre sul fianco destro sono i caduti delle guerre successive, dal 1936 al 1945. Il monumento è stato inaugurato l’8 agosto 1970, ma a Bari Sardo era già presente una lapide d’epoca, dedicata ai caduti del primo conflitto mondiale, che ora è conservata nell’atrio del Palazzo Municipale.

La palestra dell’Istituto Comprensivo di Bari Sardo

Passato il palazzo Municipale, proseguiamo verso nord lungo la via Cagliari, dopo un centinaio di metri prendiamo a destra la via Giuseppe Verdi, la seguiamo per circa centoventi metri, e vediamo, alla destra della strada, il cancello che immette in un cortile nel quale, in corrispondenza del civico numero 18 della via Giuseppe Verdi, si trova l’ingresso dell'Istituto Comprensivo dedicato a Emilia Pischedda, una concittadina che ha lasciato il lavoro di maestra, nella scuola materna privata di Bari Sardo, per andare, come missionaria laica, in Perù, dove ha lavorato nella missione di Yungay, dedicandosi all’educazione dei bambini sotto il profilo dell’istruzione e all’insegnamento tecniche di lavoro, fino al 31 maggio 1970, quando in seguito a un terremoto, che ha coinvolto la zona di Yungay è morta, mentre tentava di portare in salvo alcuni suoi allievi. All’interno di questo Istituto Comprensivo sono presenti gli Impianti Sportivi, che comprendono una Palestra, senza tribune per gli spettatori, nella quale è possibile praticare come discipline attività ginnico motorie, pallacanestro, e pallavolo.

Bari Sardo-Istituto Comprensivo: ingresso Bari Sardo-Palestra dell’Istituto Comprensivo: esterno Bari Sardo-Palestra dell’Istituto Comprensivo: interno

Il Palazzetto dello Sport

Passato il palazzo Municpale, proseguiamo verso nord lungo la via Cagliari, dopo un centinaio di metri prendiamo a destra la via Giuseppe Verdi, la seguiamo per circa centoventi metri, e vediamo, alla destra della strada, il cancello che immette nel piazzale nel quale, alla sinistra, si trova il Palazzetto dello Sport di proprietà del comune di Bari Sardo.

Bari Sardo-Il palazzetto dello Sport: esterno Bari Sardo-Il palazzetto dello Sport: interno

Nel Palazzetto dello Sport è presente un Campo da pallavolo e da pallacanestro dotato di tribune in grado di ospitare 2000 spettatori, nel quale si svolgono incontri di pallavolo e mini volley, e di pallacanestro e mini basket.

La Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato

Proseguendo verso nord lungo la via Cagliari, a trecento metri da dove avevamo trovato il palazzo Comunale la strada termina a un incrocio, dove verso nord est continua la via Tortolì che è la prosecuzione della SS125 Orientale Sarda, verso est si muove la via Venezia, ed inoltre verso nord ovest la via Santa Cecilia che ci porterà a visitare la piccola Chiesa di Santa Cecilia, mentre a sinistra si muove verso ovest il corso Vittorio Emanuele, la strada che costituisce la passeggiata di Barisardo, dove si concentra la vita sociale del paese.

Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserratocon alla sinistra l’oratorio di Nostra Signora del RosarioPrendendo verso sinistra il corso Vittorio Emanuele, dopo poco più di un centinaio di metri verso destra parte la via della Parrocchia, e, dopo un altro centinaio di metri, arriviamo a un incrocio, dove verso sinistra parte la via Acquedotto e verso destra la via Monte Grappa. Presa la via della Parrocchia o la via Monte Grappa, dopo poche decine di metri arriviamo nell’ampia piazza della Beata Vergine di Monserrato, nel cuore del centro storico di Bari Sardo. In questa piazza vediamo la facciata della settecentesca Chiesa della Beata Vergine di Monserrato, che è la Chiesa parrocchiale del paese, una delle più belle Chiese dell’Ogliastra, che si distingue per le dimensioni notevoli in rapporto al piccolo centro abitato, e per la ricchezza dei marmi che costituiscono gli arredi interni. I lavori della sua costruzione cono iniziati nel diciassettesimo secolo, in sostituzione di un edificio più antico che era caduto in rovina, ma è stata completata solo nel 1720. Nel 1749 è stata realizzata la sacrestia. Nella seconda met del diciottesimo secolo, in vista della possibilit per Bari Sardo di ospitare la sede vescovile d’Ogliastra, per volere del rettore Bernardino Pes, l’interno della Chiesa è stato impreziosito da pregiati arredi marmorei attribuiti a Giovanni Battista Franco, e si è affidato il progetto della costruzione del campanile all’architetto piemontese Giuseppe Viana. La torre è stata completata intorno al 1790, anno in cui viene collocato l’orologio del mastro Gaetano Pintus di Cagliari.

La semplice facciata è scandita in due parti da una cornice aggettante. Nella parte inferiore, preceduto da una scalinata, è posto il portone ligneo con stipiti in granito sovrastato da una lunetta semicircolare. Nella parte superiore del prospetto concluso da un semplice motivo curvilineo, si apre un finestrone di forma ogivale. Il terminale a doppia inflessione, con la caratteristica sagoma a lucerna di carabiniere. Posteriormente spicca in tutta la sua maestosità il bellissimo cupolone decorato. Sul lato destro si eleva il raffinato campanile di 42 metri aggiunto nel 1813 in stile rococò piemontese, alleggerito da strette monofore ogivali e arricchito da elaborate cornici modanate. La cella campanaria è conclusa da una cupoletta cuspidata con croce.

Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: la cupola ed il campanile Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: la facciata Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: sommità del raffinato campanile

L’interno è caratterizzato da una pianta a croce latina con volta a botte, articolata in una sola navata su cui si aprono tre cappelle per ciascun lato, ed il transetto sormontato da una bella cupola su tamburo ottagonale all’incrocio dei bracci. Al presbiterio, realizzato su modello del duomo di Cagliari e completato nel 1777, sopraelevato per ospitare la sottostante cripta. Nel presbiterio è posto il sontuoso altare altare maggiore in stile barocco, opera di Michele Spazzi del 1760, realizzata in marmi policromi baroccheggiante, di forma consueta con paliotto, mensa, gradini ed edicola centrale con una statua della Madonna di Monserrato seduta su una nuvola col Bambino seduto sul palmo aperto, e con due nicchie probabilmente tardive poste ai lati. Il presbiterio è cinto da una raffinata balaustra in marmo bianco in stile barocco con pannelli e colonnine in marmo, sorretta da quattro leoni di marmo accucciati sotto i pilastrini terminali. Al lato destro della navata si trova il pulpito nel quale, su un pilastro con movenze barocche, poggia la base che sorregge pannelli riccamente intarsiati, con un medaglione frontale raffigurante San Giovanni. All’interno della Chiesa sono presenti anche alcuni altri altari in marmi colorati. Su un piede che slarga verso l’alto poggia il fonte battesimale, con intarsi policromi, edicola di copertura in legno, sulla cui portina è raffigurato il battesimo di Gesù.

Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: interno verso il presbiterio Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: l’altare maggiore Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: la balaustra in marmo davanti al presbiterio Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: uno dei leoni ai lati della balaustra Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: la navata con il pulpito Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: il fonte battesimale

Nella Chiesa sono presenti anche diverse statue, tra le quali nella nicchia centrale dell’altare maggiore la statua della Madonna di Monserrato, nella nicchia a sinistra quella di San Giovanni Bosco in atteggiamento benedicente, e nella nicchia a destra quella di San Luigi Gonzaga con abbigliamento religioso. Nella cappella della Madonna del Rosario è presente la statua della Madonna del Rosario, di Gennaro Franzese, raffigurante la Madonna in ampia veste rossa e manto dorato che tiene il Bambino nella mano sinistra ed il rosario nella mano destra; la statua di San Giuseppe con un ampio mantello giallo raccolto sulla destra, attribuita a Efisio Antonio Castangia; e la lettiga per la Madonna Dormiente in legno dorato ed intagliato con foglie di acanto alle estremità e quattro angioletti ai lati, nella quale la statua della Madonna ha il viso adornato da una massa di capelli umani.

Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: la Madonna di Monserrato nella nicchia centrale Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: San Giovanni Bosco nella nicchia a sinistra Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: San Luigi Gonzaga nella nicchia a destra Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: la Madonna del Rosario Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: San Giuseppe Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: la Madonna dormiente

Sono custoditi anche interessanti arredi sacri e diverse tele, come la copia della Sacra Famiglia di Raffaello che raffigura la Madonna seduta in atto di accogliere il Bambino che le corre incontro, attribuita a Michele Cavaro o Antioco Mainas, e considerata il dipinto più antico conservato in Ogliastra essendo datato 1559, che riprende i personaggi e la composizione dell’originale ma differisce nei dettagli cromatici; il dipinto Mosè in preghiera, che  raffigura l’adorazione del vitello d’oro da parte del popolo d’Israele mentre Mosè si trova a pregare sul Monte Sinai; la Madonna della Consolazione con Trinit , angeli e anime del purgatorio, attribuita a Francesco Massa; ed anche L’Inferno di Francesco Massa, uno splendido dipinto dal sapore allegorico e grottesco che raffigura un intricato e spaventoso groviglio di demoni e anime dannate.

Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: il quadro che rappresenta copia della Sacra Famiglia di Raffaello Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: il quadro che rappresenta Mosè in preghiera Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: il quadro che rappresenta la Madonna della Consolazione Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: il quadro che rappresenta l’Inferno

A Bari Sardo ogni anno, l’8 settembre, si celebra la Festa della Patrona, ossia la Festa della Beata Vergine di Monserrato, a conclusione di quattro giorni di festeggiamenti, tra cerimonie religiose e manifestazioni civili, in un programma variegato e ricco, gestito dal comitato Is Feralis, che è il comitato incaricato di organizzare le feste in programma per tutto l’anno nel paese.

Gli impianti sportivi della Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato

Sul retro della Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato sono presenti i suoi Impianti Sportivi, che comprendono un Campo da pallacanestro, con fondo in lastre di cemento, ed un Campo da calcetto, ossia da calcio a cinque, con fondo in terra battuta, entrambi senza tribune per gli spettatori.

Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: ingresso degli impianti sportivi Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: il campo da pallacanestro Bari Sardo-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato: il campo da calcetto ossia da calcio a cinque

La Chiesa di Nostra Signora del Rosario che è l’oratorio della Confraternita del Rosario

Bari Sardo-L’oratorio di Nostra Signora del RosarioLa piccola Chiesa di Nostra Signora del Rosario del diciottesimo secolo, è stata l’antica parrocchiale di Bari Sardo, ed oggi è usata dalla Confraternita del Rosario come oratorio della Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato. Si trova nel centro storico del paese, nella piazza della Beata Vergine di Monserrato, alla sinistra della Chiesa parrocchiale. L’interno è caratterizzato da una semplice pianta di forma rettangolare, a una sola navata. Sul prospetto esterno, è presente il portale ligneo, decorato e sovrastato da un ampia finestra ogivale con cornice. Al centro del terminale ricurvo della facciata è posto un grande campanile a vela con luce ogivale, sormontato da un piccolo timpano triangolare. All’interno è presente una sola navata a pianta rettangolare.

La piccola Chiesa campestre di Santa Cecilia

Bari Sardo-Chiesa campestre di Santa CeciliaDa dove aravamo arrivati al termine della via Cagliari, prendiamo verso nord ovest la via Santa Cecilia, la seguiamo per centocinquana metri, poi svoltiamo a destra per rimanere sulla via Santa Cecilia e, dopo centoquaranta metri, vediamo alla sinistra della strada il cancello che fa entrare all’interno di un grazioso e curatissimo giardino su una collinetta, nel quale si trova la piccola Chiesa di Santa Cecilia. È stata una Chiesa campestre, che ora è inglobata nel tessuto urbano del paese, e che oggi viene utilizzata solo in alcune occasioni particolari. Nella semplicissima facciata si apre un modesto portone rettangolare mentre al centro del tetto a capanna con copertura in tegole, spicca un piccolo campanile a vela con luce ogivale dotato di una campana. L edificio, realizzato interamente in pietre a vista, presenta una pianta rettangolare articolata in un unica navata. Anche l’interno è spartano, con un semplice altare con basamento con decori in altorilievo, e alle sua spalle una nicchia ogivale ospita una statua della Santa. La Chiesa è stata completamente restaurata nel 1973 da un gruppo di studenti bolognesi.

Bari Sardo-Chiesa di Santa Cecilia: cancello di ingresso Bari Sardo-Chiesa di Santa Cecilia: il giardino dopo il cancello di ingresso Bari Sardo-Chiesa di Santa Cecilia: il portone di ingresso Bari Sardo-Chiesa di Santa Cecilia: il giardino

Successivamente, grazie all’impegno di un’anziana donna del paese che ne ha curato pazientemente il giardino circostante, questa chiesetta si è trasformata in una piccola oasi di pace impreziosita da splendide orchidee e altre innumerevoli specie floristiche.

Santa CeciliaSanta Cecilia, nobile romana vissuta tra secondo e terzo secolo, si convert al cristianesimo e per questo fu arrestata. Affront cantando lodi a Dio un martirio durissimo: venne prima bruciata e poi decapitata ma, nonostante tre colpi al collo, rimase in agonia per tre giorni prima di spirare. Nell’821 il pontefice Pasquale I fece traslare le sue spoglie a Santa Cecilia in Trastevere; considerata la patrona della musica, le è stato intitolato il principale conservatorio romano. Il culto di Santa Cecilia, con il suo esempio di fedelta al vangelo anche di fronte alle persecuzioni, ha ispirato generazioni di credenti e ha lasciato un segno indelebile nella tradizione religiosa dell’Isola.

Presso questa Chiesa, ogni anno, si svolge la Festa di Santa Cecilia, con quattro giorni di cerimonie religiose e manifestazioni civili che culminano il 22 novembre.

La Chiesa di San Leonardo

Dalla via Cagliari, preso a sinistra il corso Vittorio Emanuele e seguito per duecento metri, arriviamo all’incrocio, dove verso destra parte la via Monte Grappa che porta alla Chiesa parrocchiale, e verso sinistra parte la via Acquedotto. Prendiamo la via Acquedotto e la seguiamo per poco più di duecento metri, dove questa strada termina in un incrocio. Passato l’incrocio, a sinistra si trova un sentiero in salita che conduce sulla sommità di una collina dalla quale si domina l’intero centro abitato. Sulla collina sorge la cinquecentesca Chiesa di San Leonardo, una Chiesa campestre che ora è inglobata nel tessuto urbano del paese, della quale è in corso il restauro conservativo. Questa posizione elevata non solo conferiva un privilegiato rapporto con la divinità, ma rendeva anche la Chiesa facilmente visibile e raggiungibile per la maggior parte dei residenti. Costruita interamente in pietre a vista, nella semplice facciata si apre un portone con architrave in pietra e lunetta semicircolare, con una cornice in mattoncini rossi. Al di sopra è visibile un piccolo oculo di forma quadrata. Sulla parte laterale destra sono posti due contrafforti in pietra. La Chiesa è sprovvista di campanile ed il tetto è tipico sardo, con le caratteristiche di una Chiesa campestre con tegole sarde e le travi in legno.

Bari Sardo-Chiesa campestre di San Leonardo Bari Sardo-Chiesa campestre di San Leonardo: facciata

All’interno la struttura della Chiesa presenta una pianta rettangolare di tipo classico, con un’espansione longitudinale. Numerosi contrafforti e pareti trasversali sono distribuiti lungo la struttura della Chiesa campestre, su cui si poggiano tre archi a tutto sesto. Questi archi non solo conferiscono solidità, stabilità e resistenza strutturale, ma contribuiscono anche alla bellezza estetica dell’edificio. La parte superiore del presbiterio è coperta da una volta a botte, mentre il resto è sostenuto da semplici travi in legno.

Bari Sardo-Chiesa campestre di San Leonardo: interno verso il presbiterio Bari Sardo-Chiesa campestre di San Leonardo: crocifisso sopra l’altare Bari Sardo-Chiesa campestre di San Leonardo: la statua del Santo Bari Sardo-Chiesa campestre di San Leonardo: interno verso il portale di ingresso

Sant Laonardo di NobilatSan Leonardo, conosciuto anche come San Leonardo di Noblac o di Limoges, è stato un abate francese nato ad Orléans nel 496, amico di re Clodoveo, che visse da eremita gran parte della vita. Patrono dei prigionieri, è spesso rappresentato con delle catene e dei ceppi, per la sua particolare protezione degli imprigionati o carcerati ingiustamente. Talvolta è rappresentato in abito diaconale, episcopale, più spesso è in abiti benedettini, sovente nella versione da cistercense, ossia con tunica bianca, simbolo della purezza d’animo, stretta in vita da un cordone o da una cintura di cuoio, segno di penitenza, e da uno scapolare nero, simbolo della vita contemplativa. Nel Medioevo è stato uno dei Santi più venerati in Europa, la cui memoria liturgica ricorre il 6 novembre.

Presso questa Chiesa, ogni anno il 12 agosto si svolge la Festa di San Leonardo, un momento importante di devozione popolare e tradizione, focalizzato sul culto di San Leonardo di Noblac, con eventi estivi che celebrano anche i prodotti locali come il melograno.  Ancora tradizioni, ancora cerimonie religiose, ancora musica, ancora cibo prelibato preparato nelle corti.

Visita dei dintorni di Bari Sardo

Tre VeleNel 2017 Legambiente attore protagonista dell’ambientalismo italiano, con le rilevazioni effettuate dalla sua Goletta Verde, e con la collaborazione del Touring Club Italiano, ha assegnato il riconoscimento di 3 Vele al comprensorio dell’Ogliastra. I parametri considerati per l’assegnazione delle vele sono la qualità delle acque di balneazione, efficacia della raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione delle risorse idriche, la presenza di aree pedonali, efficienza dei servizi, la valorizzazione del paesaggio e delle produzioni locali.

Per quanto riguarda le principali ricerche archeologiche effettuate nei dintorni di Bari Sardo, sono stati portati alla luce i resti di ben quattordici complessi archeologici costituiti da Nuraghi singoli o veri e propri Nuraghi complessi con piccoli villaggi, alcuni dei quali si trovano ancora in buon stato di conservazione, altri invece risultano difficilmente identificabili. La distribuzione è abbastanza omogenea nel territorio. In particolare, sono starte portate alla luce la Domus de Janas di Giba 'e Scorka, Iba Manna e Pizzu 'e Monti I e II; le Tombe di Giganti di Fragori, Iba Manna, Ilixeddu, e Niedda Puliga; i protoNuraghi o Nuraghi a corridoio Baccu Argiolasi, Foxi, e Geperarci; i Nuraghi semplici Giba ’e Scorca, e Su Zinnibiru; i Nuraghi complessi Boschinu I, Iba Manna, Lurcuri, Mattale, Mindeddu, Moru, Niedda Puliga, Sellersu, e Su Crastu; ed il Nuraghe Boschinu II di tipologia indefinita. I Nuraghi Iba Manna, Moru, Niedda Puliga, Sellersu e Su Zinnibiru, si trovano sulla Giara di Teccu; il Protonuraghe Foxi, i Nuraghi Boschinu, Boschinu II, Giba ’e Scorca, Lurcuri, Mindeddu, si trovano nella piana costiera; mentre sulle modeste alture dell’entroterra di Bari Sardo si trovano gli altri Nuraghi qui descritti. Vediamo ora che cosa si trova di più sigificativo nei dintorni dell’abitato che abbiamo appena descritto.

Il Cimitero Comunale di Bari Sardo

Dal centro dell’abitato, preso il corso Vittorio Emanuele e passata la deviazione per la Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato, proseguiamo verso ovest. La strada uscirà dall’abitato come SS390 di Bari Sardo, dirigendosi verso Loceri e, ad ottocento metri da dove avevamo imboccato il corso Vittorio Emanuele, appena usciti dall’abitato, troviamo, alla destra della strada, il muro di cinta con il cancello di ingresso del Cimitero Comunale di Bari Sardo.

Bari Sardo-Cimitero Comunale: ingresso Bari Sardo-Cimitero Comunale: interno

L’Ogliastra Sport Park

Dal Municipio di Bari Sardo, torniamo indietro verso sud con la via Cagliari e la seguiamo per cinquecento metri, poi svoltiamo a sinistra e prendiamo la via Leonardo da Vinci, la seguiamo per quasi un chilometro e, arrivati in località Circillai, vediamo, alla sinistra della strada, l’ingresso dell’Ogliastra Sport Park, inaugurato nel 2008. All’interno del complesso, è presente il nuovo Campo da Calcio dotato di tribune in grado di ospitare un centinaio di spettatori, con fondo in erba artificiale. In questo campo disputa le partite interne la società Unione Sportiva Bari Sardo 1971 calcio, nata nel 1971, che partecipa al campionato di Promozione regionale ed ha raggiunto come massima serie l’Eccellenza nell’anno 2004.

Bari Sardo-Ogliastra Sport Park: ingresso Bari Sardo-Ogliastra Sport Park: Campo da Calcio Bari Sardo-Ogliastra Sport Park: uno dei Campi da Tennis

Accanto al Campo da Calcio, sono presenti anche due Campi da Tennis in cemento, dotati di tribune in grado di ospitare circa duecento spettatori. Sono presenti, inoltre, due spazi che possono essere utilizzati anche come campi da calcetto o da beach tennis. Per chi ama le passeggiate o il jogging è òpresente un percorso di oltre duecentocinquanta metri con anche un ponte panoramico sulla struttura. Completano gli impianti ampi parcheggi, piccolo bar e spogliatoi.

L’altopiano basaltico di Teccu

Bari Sardo: veduta dell’altopiano di TeccuDal Municipio di Bari Sardo, prendiamo verso nord la via Cagliari e la seguiamo fino a dove termina, qui prendiamo verso nord est la via Tortolì che esce dall’abitato come vecchio tracciato della SS125 Orientale Sarda, la seguiamo per quasi tre chilometri, poi svoltiamo a destra nella via del Muflone che porta in direzione di Marina di Cea. Percorsi circa due chilometri e duecento metri, svoltiamo a destra nella strada che in un paio di chilometri ci porta, a nord est dell’abitato, sulla sommità dell’altopiano di Teccu, un’area naturale costitita da una zona pianeggiante di origine vulcanica, per la precisione basaltica, materiale che si è riversato nella notte dei tempi per via della presenza di un vulcano, oggi spento. La lava basaltica, fluita a causa di un eruzione durante il Pliocene, ha conferito a questo altopiano il caratteristico colore nero. Dall’altopiano possibile godere di un impareggiabile panorama sulla costa sottostante che da sempre affascina i numerosi visitatori che vi si sono avventurati, tra i quali Alberto Ferrero delLa Marmora che nel 1826 stil un resoconto geologico dell’area. Questa oasi naturalistica ospita una larga varietà di specie di flora e di fauna, inoltre nei suoi pressi si trova un’ampia area archeologica da visitare, nella quale sono presenti ben sette nuraghi. L’altopiano di Teccu si trova ad est rispetto alla SS125 Orientale Sarda, ed a pochi passi dal mare. Questa zona, come in tutta la Sardegna, è molto ricca di Nuraghi e di grotte, che si possono scoprire in mezza giornata di trekking, a contatto con la natura e l’aria pulita dell’Ogliastra.

Il complesso archeologico di Sa Iba Manna

Bari Sardo-Il complesso archeologico di Sa Iba MannaDal Municipio di Bari Sardo, prendiamo verso nord la via Cagliari e la seguiamo fino a dove termina, qui prendiamo verso nord est la via Tortolì che esce dall’abitato come SS125 Orientale Sarda, e, un centinaio di metri dopo il cartello segnaletico del chilometro 132, prendiamo la deviazione a destra che porta verso le pendici occidentali del rilievo maggiore di Teccu. Percorso circa un chilometro , ad un certo punto si trova un ampio sterrato nel quale poter lasciare agevolmente la macchina, dove si trova l’accesso al galoppatoio non utilizzato. Qui si trovavano i resti del complesso archeologico di Sa Iba Manna. Alla destra della strada eranompresenti i resti della Tomba di giganti di Sa Iba Manna, che è però scomparsa e della quale non si trovano più tracce, la cui posizione è quindi approssimativa. Da qui si può proseguire sulla sinistra sino a superare il galoppatoio, e dopo la fine della recinzione risaliamo sulla destra la collina fino al punto dove si trova prima la Domus de Janas e poi, più in alto, il Nuraghe.

La Domus de Janas di Sa Iba Manna

La Domus de Janas di Sa Iba Manna è un ipogeo monocellulare, quindi composto da una sola cella, scavato nel basalto a 139 metri di altezza, comprende un atrio a pianta regolare vagamente semicircolare, che si apre a circa un metro e venti centimetri dall’attuale piano di campagna. Il portello a luce rettangolare è strombato verso l’esterno. La soglia si eleva di dodici centimetri dal piano pavimentale della cella, che ha pianta subellittica ed una sezione molto irregolare. Nella sua parete di sinistra si individuano alcune rientranze, due delle quali più accentuate, probabilmente dovute ad una lavorazione molto rozza.

Bari Sardo-Resti della Domus de Janas di Sa Iba Manna Bari Sardo-Resti della Domus de Janas di Sa Iba Manna

I resti del Nuraghe complesso Sa Iba Manna

Avvolti da una intricatissima vegetazione, a quarantacinque metri in linea d’aria di distanza dalla Domus de Janas, vrso sud ovest ad un livello più alto, si trovano i resti del nuraghe Sa Iba Manna, edificato a 169 metri di altezza sulla sommità della collina di Iba Manna. È il più occidentale dei Nuraghi presenti sulla piana basaltica di Teccu. La sua posizione elevata gli garantiva, probabilmente, un ruolo preminente rispetto agli altri. Si tratta di un Nuraghe complesso costruito in basalto, che si presenta oggi in cattivo stato di conservazione, con diversi crolli che ne impediscono una lettura precisa. Si distinguono chiaramente solo due torri fra le quali si apriva probabilmente una piccola corte. Nella torre principale sono presenti nicchie, ed una scala d’andito che conduceva ai livelli superiori, che sono ormai crollati.

Bari Sardo-Resti del Nuraghe di Sa Iba Manna Bari Sardo-Resti del Nuraghe di Sa Iba Manna Bari Sardo-Resti del Nuraghe di Sa Iba Manna Bari Sardo-Resti del Nuraghe di Sa Iba Manna

La via del Mare ci porta alla frazione Torre di Barì

Torniamo all’interno dell’abitato di Bari Sardo. Lungo la via Cagliari, passato il palazzo Municipale, proseguiamo verso nord, dopo duecentocinquanta metri prendiamo verso destra la via del Mare, che è strada che dal paese si dirige verso la costa. Presa la via del Mare, dopo due chilometri e mezzo, passata la deviazione sulla sinistra per la spiaggia di Cea, questa strada diventa la via della Torre. Percorsa per meno di due chilometri, la via della Torre ci porta all’interno della frazione Torre di Barì (altezza metri 7, distanza in linea d’aria 3.16 chilometri sul livello del mare, abitanti circa 90), località turistica che si trova nel territorio comunale di Bari Sardo e che si affaccia sul mare in quella che costituisce la Marina di Barì.

Sulla marina si trova la Torre di Barì

Bari Sardo-Marina di Barì: la Torre di BarìQui si affaccia sul mare una costa sabbiosa lunga circa otto chilometri e larga cento metri, di sabbia grossa e di colore leggermente ocra. La costa sabbiosa è divisa in due parti dal promontorio roccioso sul quale si trova la bella Torre di Barì, posizionate su un rilievo roccioso dell’omonima spiaggia, a sette metri sul livello del mare. Realizzata in periodo spagnolo, secondo quanto si legge sulla Carta sulla descricion de la Isla Y reyno de Sardena di Francesco Vico fra il 1572 e il 1639, di forma tronco conica, è costruita interamente in basalto e granito, con un diametro alla base di undici metri. Ha una sala con la volta a cupola, ed un grosso spessore murario, nel quale è ricavata la scala per l’accesso al terrazzo. Nella pavimentazione è presente una cisterna. La gradinata esterna è stata aggiunta successivamente. La sua funzione originaria, con quindici chilometri di visuale sulla zona che si estende da capo Bellavista a Capo Sferracavallo, era quella di avvistamento.

La spiaggia della Torre che costituisce la Marina di Barì

La spiaggia della Torre di Barì, che costituisce la Marina di Barì, è quella che si può definire la regina delle spiagge bariesi, si sviluppa ai due lati della torre, che si erge su un piccolo istmo granitico sabbioso proteso verso il mare.

Bari Sardo-Marina di Barì: la spiaggia della TorreLa spiaggia della Torre nota per la presenza della torre che conferisce un aspetto affascinate al paesaggio, è lunga alcuni chilometri e larga cento metri, ed è divisa in due parti dal promontorio roccioso sul quale si erge la torre. Le antiche denominazioni delle due parti nelle quali è distinta la spiaggia risalgono agli anni del dopoguerra, periodo nel quale le due spiagge erano frequentate separatamente da uomini e donne. La parte a nord della torre veniva, infatti, chiamata Mari de Is Ominis, ossia Mare degli Uomini, mentre la spiaggia a sud della torre era chiamata, nel suo breve tratto iniziale, Mari de Is Femunas, ossia Mare delle Femmine. La spiaggia è dotata di vari servizi, Hotel, bar e locali per chi desidera il divertimento della vita notturna.

Bari Sardo-La spiaggia della Marina di Barì chiamata Mari de Is OminisVerso nord, dalla Torre di Barì si apre l’ampissimo arco di sabbia della spiaggia della Marina di Barì, lunga circa un chilometro e molto ampia, che arriva sino alla zona alla foce del Rio Mannu. L’arenile è ampio e si configura come una suggestiva spiaggia con fondo di sabbia a grana grossa e di un colore leggermente ocra e ambrata, lambita da un mare limpido la cui acqua presenta colori cangianti tra il verde smeraldo e l’azzurro. Il fondale sabbioso è composto da qualche scoglio nella parte nord della spiaggia. È la spiaggia più frequentata dai turisti, è affollata in alta stagione, ma non eccessivamente grazie alle sua vastità. Alle sue spalle si trova una pineta ideale per consumare il proprio pranzo al riparo dalla calura.

Bari Sardo-La spiaggia della Marina di Barì chiamata Mari de Is Ominis Bari Sardo-La spiaggia della Marina di Barì chiamata Mari de Is Ominis Bari Sardo-La pineta della Marina di Barì chiamata Mari de Is Ominis

Bari Sardo-La spiaggia de Is FemunasA sud della Torre di Barì, invece, un breve tratto di spiaggia assume caratteristiche molto differenti, ed assume il nome di spiaggia de Is Femunas. Questa spiaggia arriva fino al promontorio granitico che la separa dalla spiaggia di Sa Marina, ossia alla spiaggia del villaggio turistico Sa Marina. Il suo fondo è caratterizzato da sassolini grigi mescolati con sabbia grossa di colore sabbia arancione, tuttavia per la sua morfologia, non si trova alcun tipo di vegetazione autoctona rettrostante. La spiaggia si affaccia su un mare cristallino, di colori cangianti tra il verde smeraldo e l’azzurro, caratterizzato da un fondale basso prevalentemente sabbioso, che degrada rapidamente, con qualche scoglio nella parte sua parte meridionale.

Bari Sardo-La spiaggia de Is Femunas Bari Sardo-La spiaggia de Is Femunas

La bandiera BluLa spiaggia della Torre è stata insignita, per la prima volta per il 2018, della Bandiera Blu della Federazione Europea dell’Ambiente, che celebra non solo le migliori spiagge del nostro paese, ma anche quelle con i maggiori servizi sul territorio. Obiettivo principale del programma Bandiera Blu è quello di indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale.

A nord della torre si sviluppa la spiaggia di Sa Bucca ’e Strumpu

La parte a nord della torre si sviluppa verso nord fino a una piccola collinetta verdeggiante, ai cui piedi scorre sinuoso verso il mare il Rio Mannu di Bari Sardo. Qui la spiaggia assume il nome di spiaggia di Bucca ’e Strumpu. Per raggiungerla, una volta arrivati alla torre, occorre prendere e percorrere a sinistra il viale della Pineta, che costeggia la spiaggia per circa un chilometro, fino al punto dove si interrompe davanti al camping Marina con il suo ristorante Shardana.

Bari Sardo-La spiaggia di Bucca ’e StrumpuL’ultimo tratto a nord della spiaggia della Torre assume il nome di spiaggia di Sa Bucca ’e Strumpu nome che indica la bocca di una roccia alta da dove l’acqua di un ruscello o fiume cade giù, ed indica quindi la foce del Rio Mannu. La spiaggia inizia con una piccola collinetta verdeggiante. Ai suoi piedi scorre sinuoso verso il mare il Rio Mannu, che apre una stretta foce sul mare Tirreno. L’arenile è ampio ed è fatto di granelli di sabbia chiari, ma non finissimi. Dalla zona della foce del Rio Mannu si apre un ampissimo arco di sabbia che arriva sino alla spiaggia della Torre di Barì. La spiaggia, lunga circa un chilometro, è delimitata alle sue spalle per tutta la sua lunghezza da una ombrosa ed estesa pineta.

La bandiera BluLa spiaggia di Bucca ’e Strumpu è stata insignita anche per il 2018 della Bandiera Blu della Federazione Europea dell’Ambiente, che celebra non solo le migliori spiagge del nostro paese, ma anche quelle con i maggiori servizi sul territorio. Obiettivo principale del programma Bandiera Blu è quello di indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale.

Il Nuraghe di Giba ’e Scorca

La spiaggia di Sa Bucca ’e Strumpu è chiusa a nord dalla foce del Rio Mannu di Bari Sardo, che apre una stretta foce sul mare Tirreno, ed è delimitata alle sue spalle per tutta la sua lunghezza da una ombrosa ed estesa pineta. Passata la pineta ed il Rio Mannu di Bari Sardo, più a nord rispetto al corso del fiume si trovano, a circa trecento metri di distanza dal mare, i resti del Nuraghe di Giba ’e Scorca, vicino al quale si trova la Domus de Janas omonima. Il nuraghe di Giba ’e Scorca viene classificato come Nuraghe monotorre da Giovanni Lilliu, mentre secondo l’archeologo Corrado Ricci sarebbe un Nuraghe complesso a tancato, ed altre fonti lo riferiscono come un Nuraghe semplice, costruito però con un’avancorpo posizionato sul lato sud orientale. Ad oggi di questo Nuraghe residua solo la base della torre centrale, costruita in basalto a 25 metri di altezza sul livello del mare.

Bari Sardo-Planimetria del Nuraghe di Giba ’e Scorca Bari Sardo-Veduta del Nuraghe di Giba ’e Scorca

La Domus de Janas di Giba ’e Scorca

Vicino al Nuraghe a una distanza di un centinaio di metri, a sud est rispetto ad esso, si trova una Domus de Janas che viene solitamente indicata con il nome di Domus de Janas di Giba ’e Scorca, della quale riportiamo due foto.

Bari Sardo-Veduta della Domus de Janas di Giba ’e Scorca Bari Sardo-Interno della Domus de Janas di Giba ’e Scorca

A sud della torre nella località Sa Marina si trova la Chiesa di San Giovanni Battista

Nella parte sud occidentale della frazione Torre di Barì, si trova la località Sa Marina, in cui è presente il villaggio nel quale, negli anni novanta del Novecento, è stata edificata la Chiesa di San Giovanni Battista, nella quale si celebrano le Messe durante il periodo estivo. Per raggiungerla, lungo la via della Torre, quattrocento metri prima di arrivare alla torre, si prende a destra la Strada Comunale Sa Marina, percorsi circa duecento metri si svolta a destra e si prende la via Belvedere e, dopo circa cinquecento metri, si vede alla sinistra della strada la Chiesa. Presso questa Chiesa a luglio viene festeggiata la Sagra di San Giovanni, con la processione che parte dal paese di Bari Sardo ed arriva fino alla frazione marina.

Bari Sardo-Torre di Barì: Chiesa di San Giovanni Battista Bari Sardo-Torre di Barì: Chiesa di San Giovanni Battista

Presso questa Chiesa, solitamente a metà luglio, si celebra la Festa di San Giovanni Battista, con la Sagra de Su Nenniri, una sagra dalle origini molto antiche che nasce come festa pagana e tutt’oggi ne conserva i tratti che la rendono molto affascinante. In onore del Santo vengono preparati dei vasi di terracotta contenenti germogli di grano, ossia Su nenniri, che hanno un aspetto dorato perché sono stati fatti germogliare al buio. Questi vasi vengono adornati con nastri, fiori e una grande croce fatta di canne e abbellita con fili di fieno e avena sapientemente intrecciati, una bella composizione che viene arricchita con Pane pintau, il pane della Festa molto decorato, e con frutta di stagione. La processione parte dalla Chiesa preceduta dai cavalieri, che aprono la strada alle donne che portano sul capo il vaso di terracotta contenente Su nenniri e la croce. Accompagnati dal suone delle launeddas e da gruppi folkloristici, si arriva fino alla spiaggia vicino la torre, e qui si ripete un antico rito propiziatorio, Su nenniri vengono benedetti e buttati a mare. I partecipanti prendono la frutta e il pane dalla croce scambiandosi degli auguri di Attrus annus mellusu, ossia auguri per altri anni migliori.

Bari Sardo-Torre di Barì: la Festa di San Giovanni Battista con la Sagra de Su Nenniri Bari Sardo-Torre di Barì: la Festa di San Giovanni Battista con la Sagra de Su Nenniri

A sud della torre si sviluppa la spiaggia de Sa Marina

A sud della spiaggia de Is Femunas, separata da una piccola scogliera, la costa riprende ad essere pressoché rettilinea, e subito si sviluppa la spiaggia de Sa Marina. Per raggiungerla, lungo la via della Torre, quattrocento metri prima di arrivare alla torre, si prende a destra la Strada Comunale Sa Marina, dopo settecento metri si svolta a sinistra e di prende il viale delle Ginestre, che porta in trecentocinquanta metri fino alla spiaggia.

Bari Sardo-La spiaggia de Sa MarinaA sud della spiaggia de Is Femunas, separata da essa da una piccola scogliera, si sviluppa la spiaggia de Sa Marina, ossia la spiaggia del villaggio turistico Sa Marina, che è un’affascinante spiaggia caratterizzata da un arenile dalla sabbia bianca e fine, mista a ciottoli e scogli. Le sue acque sono di un azzurro profondo, cangiante grazie ai giochi cromatici creati dai raggi del sole che riflettono sul fondale di sassi. È caratterizzata da un basso fondale, ideali per bambini, ed inoltre, essendo battuta dal vento, è meta ideale coloro che praticano la pesca subacquea o desiderano tuffarsi nelle sue acque con l utilizzo di maschera e pinne per ammirare un fondale che regala incantevoli sorprese, ed anche per i surfisti e kiters.

Bari Sardo-La spiaggia di Sa Marina Bari Sardo-La spiaggia di Sa Marina

La spiaggia è inoltre accessibile ai diversamente abili, è dotata di un parcheggio, ed in essa è presente un punto di ristoro.

Passate le ultime abitazioni della località Sa Marina, la spiaggia de Sa Marina prosegue verso sud con la successiva spiaggia di Foxi Bau Enì.

I resti del Nuraghe complesso Mindeddu

Proseguendo verso sud lungo la Strada Comunale Sa Marina, dopo aver visto sulla sinistra il viale delle Ginestre, percorsi altri trecento metri si trovano, sopra le alture alla sinistra della strada, alla distanza di quasi trecento metri, i resti del nuraghe Mindeddu. Il Nuraghe è costruito in granito e porfido, con zeppature in basalto, a 22 metri di altezza sul livello del mare. Nelle prime indicazioni fornite da Giovanni Lilliu, si riteneva si trattasse di un Nuraghe semplice, mentre invece Corrado Ricci lo descrive come un Nuraghe complesso, con una torre centrale e probabilmente quattro torri aggiunte, e un cortile interno, del quale sarebbero rimasti ad oggi visibili i resti del mastio e forse quelli di una delle torri aggiunte.

Bari Sardo-Resti del Nuraghe Mindeddu Bari Sardo-Resti del Nuraghe Mindeddu Bari Sardo-Resti del Nuraghe Mindeddu

La spiaggia di Foxi

Proseguendo oltre la spiaggetta della Torre di Barì verso sud, si trova la spiaggia di Foxi, che si prolunga sul litorale fino a poco dopo la foce del Rio Bau Samuccu. Proseguendo verso sud, la Strada Comunale Sa Marina dopo novecento metri sbocca sulla Strada Comunale Bau Samuccu, la prendiamo verso sinistra e, in seicentocinquanta metri, arriviamo sulla costa, verso la fine della spiaggia di Foxi, vicino alla foce del fiume.

Bari Sardo-La spiaggia di Foxi Bau EnìLa lunga spiaggia di Foxi, chiamata anche spiaggia di Foxi Bau Enì, è contigua a quella di Sa Marina, e si sviluppa in continuità sia geografica che paesaggistica rispetto ad essa. Questa spiaggia prende il nome dalla foce, chiamata appunto in sardo Foxi, del torrente Riu Bau Samuccu che la chiude a sud, il quale regolarmente in inverno, a seguito delle abbondanti piogge, sfocia in questo tratto di mare nel suo tratto terminale. Ha anch’essa un fondo formato da sabbia dorata chiara, fine e grossolana, con ciottolini, affacciato su uno spettacolare mare cristallino di colore azzurro e profondo. È incorniciata da una ricca vegetazione, composta da macchia mediterranea ed eucalipti, una particolarità non trascurabile è data dalla presenza del fiume Bau Enì che si affaccia proprio nei pressi della spiaggia.

Bari Sardo-La spiaggia di Foxi Bau Enì Bari Sardo-La spiaggia di Foxi Bau Enì

La foce del fiume Bau Samuccu abbonda di specie faunistiche quali folaghe, germani reali, gallinelle d’acqua, aironi, e non mancano poi alcune delle specie ittiche che popolano questo tipo di acque, come muggini, spigole e anguille. Non meno importante anche in questa spiaggia è la comodità rappresentata dalla presenza di un ampio parcheggio e di numerose altre attività nella zona che soddisfano tutte le esigenze.

Nella spiaggia di Foxi è stata realizzata la terza area della Sardegna in cui i naturisti possono esercitare il loro diritto di prendere il sole in nudo integrale, dopo quella nella spiaggia di Porto Ferro e la spiaggia di Piscinas di Ingortosu, nel comune di Arbus. In queste spiagge la pratica del naturismo e del turismo nudista è autorizzata, significa che ci si può stare come si preferisce, in costume o senza.

La spiaggia di Foxi prosegue, verso sud, passata la foce del Rio Bau Samuccu, nella lunga spiaggia di Pranargia, detta anche spiaggia di Tramalitza.

La lunga spiaggia di Pranargia o di Tramalitza

La spiaggia di Foxi prosegue, verso sud, passata la foce del Rio Bau Samuccu, nella lunga spiaggia di Pranargia, detta anche spiaggia di Tramalitza, che dopo circa due chilometri arriva fino alla Marina di Cardedu, di cui abbiamo parlato nella precedente tappa del nostro viaggio. È raggiungibile da Barisardo, prendendo la Strada Comunale Sa Marina fino a che questa sbocca sulla Strada Comunale Bau Samucciu, prendiamo questa strada verso destra e la seguiamo per trecento metri superando il ponte sopra il fiume, poi svoltiamo a sinistra e, dopo ottocento metri, arriviamo sulla costa. Un centinaio di metri prima, si può prendere a destra una strada che segue verso sud tutta la costiera fino alla Marina di Cardedu.

Bari Sardo-La spiaggia di Pranargia detta anche spiaggia di TramalitzaLa lunga spiaggia di Pranargia, chiamata anche spiaggia di Tramalitza, è una lunga distesa di sabbia bella e solitaria che si estende per un paio di chilometri. Ha anch’essa un fondo di sassolini grigi e sabbia sottile. Immersa in una natura interessante, per ampi tratti solitaria e selvaggia, ha un litorale di grandi dimensioni, formato da sabbia dorata chiara, fine e grossolana, con ciottolini, ed affacciato su un mare di un bellissimo colore che varia tra l’azzurro ed il blu, dotata di un fondale sabbioso e profondo. La spiaggia è affollata, ma non molto, in alta stagione, e solamente presso i posteggi ed i suoi punti di accesso, ideale per gli amanti delle spiagge poco affollate e da quanti praticano la pesca subacquea o semplicemente desiderano immergersi nelle sue acque, magari in compagnia di maschera e pinne per ammirarne i fondali ricchi di piacevoli sorprese.

Bari Sardo-La spiaggia di Pranargia detta anche spiaggia di Tramalitza Bari Sardo-La spiaggia di Pranargia detta anche spiaggia di Tramalitza

Questa lunghissima spiaggia è delimitata, alle sue spalle, per tutta la sua lunghezza da una ombrosa ed estesa pineta. Al centro di questa spiaggia si trova la Bau Beaché Planargia, che è una spiaggia riservata ai cani.

La bandiera BluLa spiaggia di Planargia è stata insignita, per la prima volta per il 2018, della Bandiera Blu della Federazione Europea dell’Ambiente, che celebra non solo le migliori spiagge del nostro paese, ma anche quelle con i maggiori servizi sul territorio. Obiettivo principale del programma Bandiera Blu è quello di indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale.

Lungo la via del Mare si vedono i resti del Nuraghe complesso Moru

Torniamo all’interno dell’abitato di Bari Sardo. Lungo la via Cagliari, passato il palazzo Municipale, proseguiamo verso nord, dopo duecentocinquanta metri prendiamo verso destra la via del Mare, che è strada che dal paese si dirige verso la costa. Percorsi due chilometri e mezzo, si trova sulla sinistra la deviazione nella strada per punta Su Mastixi, lungo la quale, percorsi altri centocinquanta metri, prendiamo a sinistra di nuovo verso la spiaggia di Cea. La strada scorre ai margini inferiori dell’altopiano basaltico di Teccu, e, seguita per quattrocento metri, si trova, alla sinistra, il sentiero che porta, dopo una lunga camminata, ai resti del nuraghe Moru che si trova all’interno di una proprietà privata. La vegetazione molto fitta ostacola la visita, e per raggiungere il sito occorre un pò di pazienza. Si tratta di un Nuraghe complesso quadrilobato di gradi dimensioni, costruito in basalto a 100 metri di altezza, immerso nella vegetazione, con un antemurale del quale resta almeno una torre. La camera della torre centrale, che ha la tholos ancora quasi intatta dato che mancano solo le lastre di copertura sommitale, presenta due nicchie e l’accesso alla scala che porta alla sommità del Nuraghe. Dei bastioni esterni si vedono ad oggi solo due torri ed accanto al Nuraghe sono presenti i resti di un insediamento abitativo nuragico con diverse le capanne nella vegetazione.

Bari Sardo-Resti del Nuraghe Moru Bari Sardo-Resti del Nuraghe Moru Bari Sardo-Resti del Nuraghe Moru

A breve distanza dal Nuraghe Moru si trovano i resti del Nuraghe complesso Niedda Puliga

A circa duecento metri in linea d’aria di distanza dal Nuraghe Moru, in direzione nord ovest, si trovano i resti del nuraghe Niedda Puliga, ossia della palude nera, costruito in basalto a 88 metri di altezza, che si trova avvolto da una fitta vegetazione. Secondo l’interpretazione prevalente si tratterebbe di un Nuraghe complesso, costituito da due torri collegate con un muro, con probabilmente quello che resta di un cortile interno. Secondo un’altra interpretazione si tratterebbe, invece, di un Nuraghe semplice monotorre. Vicino ai resti del Nuraghe era presente anche la Tomba di Giganti di Niedda Puliga, che è però scomparsa e della quale non si trovano più tracce, la cui posizione è quindi indeterminata.

Bari Sardo-Resti del Nuraghe Niedda Puliga Bari Sardo-Resti del Nuraghe Niedda Puliga Bari Sardo-Resti del Nuraghe Niedda Puliga

Il Gruppo archeologico Bari Sardo, in collaborazione con la Polisportiva Bari Sardo, ha organizzato, nel gennaio 2019, Sa Camminara de ierru, una camminata lungo il margine inferiore dell’altopiano di Teccu il cui percorso prevedeva la visita al Nuraghe Moru e al Nuraghe Niedda Puliga.

La Cala di S’abba ’e S’Ulimu con la sua spiaggia

Presa la via del Mare, percorsi due chilometri e mezzo, si trova sulla sinistra la deviazione nella strada per punta Su Mastixi, lungo la quale, percorsi altri centocinquanta metri, prendiamo a sinistra di nuovo verso la spiaggia di Cea. La strada scorre ai margini inferiori dell’altopiano basaltico di Teccu, e, seguita per quattrocento metri, si trova, alla sinistra, il sentiero che porta al Nuraghe Moru. Passata questa deviazione, proseguiamo per poco più di due chilometri e prendiamo la deviazione a sinistra nella via del Muflone. La seguiamo per seicentocinquanta metri, quindi svoltiamo a destra sulla strada che porta alla punta Niedda, la seguiamo per duecentocinquanta metri ed arriviamo a un bivio, dove prendiamo a sinistra e, dopo altri duecento metri, raggiungiamo la Cala di S’abba ’e S’Ulimu, nella quale si trova la spiaggia omonima.

La Cala e la spiaggia di spiaggia di S’Abba ’e S’UlimuLa Cala di  S’abba ’e S’Ulimu, nome che indica l’acqua dell’olmo, è una piccola cala per lo più rocciosa, formata prevalentemente da rocce vulcaniche, che compongono una lunga scogliera, delimitata nelle estremità settentrionale e meridionale da pareti basaltiche che cadono a picco sul mare. All’interno della Cala si trova la spiaggia di S’Abba ’e S’Ulimu, caratterizzata da una sabbia composta di grani medi e ciottoli levigati di colore grigio. Il mare cristallino impressiona per le sue trasparenze, ha un colore verde profondo con sfumature azzurre e verdastre. Tutta la zona è incorniciata da una ricca macchia mediterranea che le conferisce un carattere rude e selvatico. Dalla spiaggia, alle sue spalle è possibile ammirare l’altopiano basaltico di Teccu che abbiamo già descritto.

I resti del Nuraghe Sellersu

Dalla strada per punta Su Mastixi, prendiamo a sinistra la via del Muflone, la seguiamo per un chilometro, fino a trovare sulla destra la deviazione nella via dell’Astore, che porta al lido di Chia. Passata questa deviazione, proseguiamo lungo la via del Muflone per altri trecento metri, e troviamo sulla sinistra il sentiero che porta ai resti del nuraghe Sellersu. Si tratta di un Nuraghe complesso costruito in basalto, edificato a 43 metri di altezza, situato sul ciglio orientale dell’altipiano basaltico di Teccu, una piccola giara ricca di emergenze archeologiche di età nuragica, ma anche di età prenuragica. La posizione in cui sorge garantisce al monumento un notevole dominio visivo verso la costa, con il controllo di un ampio tratto intorno alla attuale baia di Cea. L’area intorno é coperta da macchia mediterranea. Sebbene i potenti strati di crollo rendano difficile la leggibilità e la perfetta individuazione della conformazione planimetrica dell’edificato protostorico, l’analisi dei tratti murari residui consente di ascriverlo alla tipologia dei Nuraghi complessi. Infatti, l’edificio si compone di una torre centrale, cui si addossa un ampio corpo, in cui è possibile individuare almeno due torri secondarie.

Bari Sardo-Planimetria del Nuraghe Sellersu Bari Sardo-Veduta del Nuraghe Sellersu dall’alto

La torre principale, svettata, presenta pianta circolare ed è in parte accessibile. All’interno conserva ancora visibile una nicchia a sezione ogivale e la scala elicoidale di accesso al piano superiore. Delle due torri laterali, addossate alla torre principale, la torre nord ovest è leggibile per ampi tratti di alzato del paramento murario esterno, che svettano tra il potente strato di crollo; la torre nord est, invece, di pianta ellittica, conserva un corridoio con pareti aggettanti, chiuse superiormente da una copertura a piattabanda che conferisce una sezione tronco ogivale all’ambiente. L’accesso al corridoio ha un ingresso a luce ogivale sormontato da un finestrello di scarico. E' possibile che questo vano fungesse da accesso alla torre principale. Il Nuraghe è interamente realizzato in basalto locale, tagliato in blocchi poligonali irregolari, messi in opera con l’ausilio di abbondanti zeppe.

Bari Sardo-Resti del Nuraghe Sellersu Bari Sardo-Resti del Nuraghe Sellersu Bari Sardo-Resti del Nuraghe Sellersu Bari Sardo-Resti del Nuraghe Sellersu Bari Sardo-Resti del Nuraghe Sellersu Bari Sardo-Resti del Nuraghe Sellersu

All’esterno del Nuraghe, a circa 22 metri in direzione sud, insiste un antemurale ancora in opera realizzato con blocchi rozzi di grandi dimensioni. Intorno al monumento si sviluppa un esteso abitato capannicolo, leggibile nonostante il pietrame di crollo ne renda difficile l’individuazione. Si notano tracce di capanne circolari, talora addossate tra di loro e collegate da ulteriori tratti murari. Il potente strato di crollo che ricopre le emergenze archeologiche, nonostante ne renda difficile la lettura, garantisce che le strutture residue al di sotto del piano di calpestio conservino ancora l’integrità del deposito archeologico originario. Tuttavia, l’assenza di materiale datante in superficie non consente di individuare le fasi di frequentazione dell’insediamento, che può essere genericamente ascritto ad età nuragica. Alcune considerazioni sono suggerite dalle caratteristiche strutturali del monumento, munito di raffinate sezioni ogivali negli interni e di altri accorgimenti, quali il finestrello di scarico in corrispondenza degli architravi, che indicano una architettura nuragica matura e in possesso delle principali tecniche costruttive. Le dimensioni dell’abitato. inoltre, unitamente alla posizione strategica dell’insediamento, testimoniano una frequentazione umana consistente e imponente nell’ambito dell’occupazione dell’area in età protostorica.

La frazione Cea con il Lido di Cea

Dalla strada per punta Su Mastixi, prendiamo a sinistra la via del Muflone, la seguiamo per un chilometro, fino a trovare sulla destra la deviazione nella via dell’Astore, che porta al lido di Chia. Presa questa deviazione, in poco più di cinquecento metri arriviamo all’interno della frazione Cea (altezza metri 10, distanza in linea d’aria 4.14 chilometri sul livello del mare, abitanti circa 8), una frazione Bari Sardo, con la sua spiaggia che si trova a cavallo tra il territorio di Bari Sardo e quello di Tortolì, al quale appartiene per circa due terzi della sua estensione. Ad essa possiamo arrivare anche da altre deviazioni della SS125 Orientale Sarda verso il mare, più avanti di Bari Sardo in direzione di Tortolì.

La spiaggia di Cea detta anche de Is Scoglius Arrubius

Da qui, proseguiamo per la bella spiaggia di Cea, detta anche spiaggia de Is Scoglius Arrubius, ossia degli scogli rossi, nell’omonima insenatura, situata a cavallo tra il territorio di Bari Sardo e quello di Tortolì.

Lido di Cea: veduta panoramica della spiaggia di CeaLa spiaggia di Cea, detta anche spiaggia de Is Scoglius Arrubius, ossia degli scogli rossi, è lunga più di un chilometro e dotata di possibilità di accesso da nord e da sud. Sul lato nord della spiaggia si vedono uscire dall’acqua, a circa trecento metri dalla linea di riva, due grandi faraglioni rossi che si elevano dal mare per circa venti metri, che vengono presi d assalto da chi si vuole tuffare nel mare limpido della spiaggia, e che appaiono isolati e circondati da acque di un bel colore azzurro intenso. I faraglioni possono essere raggiunti a nuoto in qualche minuto. L’arenile è bianchissimo e piuttosto esteso, costituito da una sabbia dorata chiara, fine, con ciottolini, ed affacciato su un mare verde azzurro chiaro, con fondali bassi fino al largo, per questo adatta anche per i bambini. È una spiaggia affollata in alta stagione, ma non tanto date le sue dimensioni, ed alle spalle una fitta vegetazione di macchia mediterranea dona riparo nelle giornate più assolate.

Lido di Cea: i custodi del parcheggio che qualche anno fa ci hanno fatto da guida alla spiaggia di Cea Lido di Cea:... E abbiamo trovato anche giovani sardi con gli occhi azzurri Lido di Cea: la spiaggia di Cea Lido di Cea: la spiaggia di Cea Lido di Cea: la spiaggia di Cea Lido di Cea: la spiaggia di Cea Lido di Cea-Mare e i faraglioni rossi di Cea Lido di Cea: i faraglioni rossi di Cea Lido di Cea: gli scogli di Punta Niedda

La spiaggia, che si chiude a sud con una scogliera scura e dalle pietre piatte, è tra le più frequentate della zona, ed è ricca di servizi, essendo dotata di ampio parcheggio, bar, punto di ristoro e locali. è possibile noleggiare ombrelloni, sdraio e patino. Inoltre è meta ideale per i surfisti ed è amata da quanti praticano la pesca subacquea. Questa spiaggia, è inoltre caratterizzata da una serie di piccoli stagni di retro spiaggia, alcuni dei quali sono collegati al mare durante l’alta marea, dove molti appassionati praticano la pesca al cefalo.

La bandiera BluLa spiaggia di Cea, considerata però appartenente al territorio di Tortolì, è stata insignita anche per il 2018 della Bandiera Blu della Federazione Europea dell’Ambiente, che celebra non solo le migliori spiagge del nostro paese, ma anche quelle con i maggiori servizi sul territorio. Obiettivo principale del programma Bandiera Blu è quello di indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale.

La prosecuzione della costiera

Inizia qui e si sviluppa verso nord il lungo tratto di costiera di porfido rosso, che troverà nelle rocce rosse di Arbatax il suo punto di massima bellezza, ed infatti quasi una metà della spiaggia di Cea, e in particolare la zona con gli scogli rossi, si trova in territorio di Tortolì. La spiaggia di Cea è chiusa a sud da una lingua di scogli detta punta Niedda, e proseguendo oltre la spiaggia arriviamo all’altopiano vulcanico di Teccu.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Bari Sardo ci recheremo a Loceri che visiteremo con il suo centro con i numerosi murali che hanno trasformato il paese in un museo a cielo aperto, ed i dintorni con il Monte Tarè ed i siti archeologici che ci si trovano tra i quali il principale è la necropoli di Is Arceddas.


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