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Visita del sito istituzionale del comune

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Birori con la Tomba di giganti di Palattu ed i diversi altri siti archeologici presenti nell'abitato e nei dintorni

In questa tappa del nostro viaggio, proseguiremo la visita del Marghine. Partendo da Macomer, seguiremo la SS129 che ci porterà a visitare il piccolo borgo agropastorale di Birori, con i siti archeologici che si trovano nei suoi dintorni.

La Regione storica del Marghine

Il MarghineIl Marghine (pronuncia Màrghine) prende il nome dalla omonima catena montuosa, non molto estesa ed idealmente collegata alla vicina catena del Goceano, dalla quale nascono molti fiumi tra i quali il Tirso. Il Marghine è un grande altopiano formato da colate laviche post Mioceniche ad opera dei vulcani del Montiferru. I comuni del Marghine sono: Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Dualchi, Lei, Macomer, Noragugume, Silanus e Sindia. Il Marghine presenta un paesaggio variegato, che conserva un patrimonio ambientale eccezionale. Nel Marghine e nella vicina Planargia vive, ad esempio, il grifone, in una delle ultime colonie presenti nel bacino del Mediterraneo. Una piccola parte settentrionale del Marghine si trova nella Provincia di Sassari, mentre la parte meridionale appartiene alla Provincia di Nuoro.

Visualizza la mappa In viaggio verso Birori

Eravamo arrivati a Macomer, il Comune più ad occidente del Marghine. Per completare la visita di questa Regione storica, usciamo da Macomer sulla SS129 Trasversale Sarda verso est, ossia in direzione di Nuoro. Fino al 2006, la SS129 iniziava con una seria di curve e tornanti, che da allora sono stati eliminati. Si imboccava, infatti, il nuovo ponte sul RioS'Adde, un ponte di centottanta metri che permetteva di entrare sulla statale senza difficoltà. Ciò, però, che colpiva magggiormente, era che il nuovo viadotto fosse stato realizzato con una forma a dir poco insolita, che gli era valso l'ironico soprannome di «ponte cammello». Infatti per motivi che ignoriamo, forse un errore di progettazione o nella messa in opera, il ponte non era orizzontale ma aveva due gobbe: la strada iniziava in discesa, poi si saliva sulla prima gobba, quindi si scendeva e saliva di nuovo sulla seconda gobba, per proseguire infine in discesa. Il ponte era in esercizio già da molto tempo, ma, come diceva un cartello, era ancora privo di collaudo definitivo. Oggi, comunque, il problema è stato risolto.

Macomer-'ponte cammello' per imboccare la SS129 Macomer-'ponte cammello' privo di collaudo definitivo: procedere con cautela

Percorsa la SS129 per poco meno di tre chilometri e mezzo, subito dopo aver passato lo svincolo con la SS131 di Carlo Felice, al chilometro 92, prendiamo sulla destra la SP57 che ci fa uscire in direzione di Birori, ed in circa cinquecento metri arriviamo all'interno dell'abitato. Dal Municipio di Macomer a quello di Birori abbiamo percorso 4 chilometri.

Il piccolo borgo agropastorale di Birori Informazioni turistiche

Birori-Veduta del paeseBirori-Stemma del comuneIl piccolo borgo agropastorale di Birori (nome in lingua Bìroro o Bìrore, metri 464, abitanti 598) sorge nella parte centro occidentale della Provincia di Nuoro, a sud ovest della catena montuosa del Marghine dato che è situato sulle sue pendici, in una zona di grande interesse archeologico, dato che nei dintorni di Birori sono presenti numerosi Nuraghi e la Fonte sacra Sa Monza. I suoi abitanti vivono per la maggior parte nel capoluogo comunale, e solo pochi di essi si distribuiscono in case sparse. Il territorio presenta un profilo geometrico irregolare, con accentuate variazioni altimetriche, che vanno da un minimo di 305 a un massimo di 795 metri sul livello del mare. Birori è facilmente raggiungibile dalla SS129 Trasversale Sarda, il cui tracciato ne attraversa il territorio, ed ha una propria Stazione Ferroviaria posta sulla linea che collega Nuoro con Macomer.

Origine del nome

Il suo nome è documentato fino dal 1341 nella forma Virore, che nella dizione locale si presenta come Bìroro o Bìrore. La sua etimologia è del tutto oscura, probabilmente di origine preromana. Risultano assolutamente fantasiose le interpretazioni che vedono il nome derivare delle voci Fenicie Bar, ossia pozzo, o Birah, ossia fortezza.

La sua economia

Il Comune di Birori ha un'economia basata sulle tradizionali attività agro-pastorali, affiancate da una assai modesta attività industriale. Il settore primario è presente con la produzione di uva, che offre un ottimo vino, e di cereali. Parte della popolazione pratica anche l'allevamento di bovini, suini, ovini ed equini. Il settore economico secondario è modestamente sviluppato, dato che si registrano piccole realtà produttive che operano nei comparti lattiero caseario, della lavorazione del legno, dei materiali da costruzione ed edile. Modesta è anche la presenza del terziario. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e di soggiorno. Sebbene non figuri tra le mete di maggiore afflusso turistico, offre a quanti vi si rechino la possibilità di godere delle bellezze dell'ambiente naturale, di gustare i semplici ma genuini prodotti locali e di effettuare interessanti escursioni nei dintorni.

Brevi cenni storici

Il territorio di Birori è stato frequentato sino dall’età preistorica. In periodo medievale, il borgo di Birori è stato aggregato al Giudicato di Torres. Passato sotto il controllo del Giudicato di Arborea, nel 1410 diviene possedimento del marchesato di Oristano, che dura fino al 1478, quando, in seguito alla morte di Mariano V, secondogenito di Eleonora, il Giudicato viene assoggettato definitivavente alla Corona d'Aragona ad eccezione di un limitato territorio intorno ad Oristano. Dagli Aragonesi viene ceduta in feudo alla famiglia dei Pimentel, marchesi del Marghine. A loro succedono i Tellez-Giron che reggono il governo locale fino al 1839, anno dell’abolizione del sistema feudale. Del Comune di Birori nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Il Comune di Birori nel 1928 viene aggregato al Comune di Macomer, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Il 15 giugno 2007 nei pressi del paese, verso Bortigali, un incidente ferroviario tra due veicoli delle Ferrovie della Sardegna ha causato tre vittime e sei feriti gravi.

Principali Feste e Sagre che si svolgono a Birori

Tra le Feste e Sagre che si svolgono a Birori meritano di essere segnalate, a gennaio, la Festa di Sant'Antonio Abate; il 3 agosto la Festa di Santo Stefano, che si svolge nell'omonima Chiesa campestre; mentre la Festa del Patrono Sant'Andrea si celebra il 30 novembre.

Visualizza la mappa Visita del centro del paese

L'abitato, immerso in uno scenografico paesaggio naturalistico, è interessato da forte espansione edilizia. Il suo andamento altimetrico è di tipo collinare. Il suo centro storico, che si affaccia sull'altopiano di Abbasanta con le sue ampie distese di pascoli, conserva elementi dell'antica struttura urbanistica, con viuzze strette e case dalla tipica architettura dei paesi del Marghine.

Il Municipio di Birori

Birori-Municipio di BiroriDalla SS129, prendiamo a destra la SP57 che ci fa entrare nell'abitato di Birori, nel quale la strada prende il nome di via Sant'Andrea. La seguiamo per circa seicentocinquanta metri, poi prendiamo a sinistra la via IV Novembre, che, in una cinquantina di metri, ci porta all'edificio molto moderno che ospita la sede e gli uffici del Municipio di Birori, che si trova alla destra della strada.

La ex Stazione Ferroviaria di Birori

Birori-La Stazione Ferroviaria di BiroriLa via IV Novembre, in quattrocentocinquanta metri, ci porta ad incrociare la SS129, passata la quale, una stradina ci porta all'edificio della ex Stazione Ferroviaria di Birori, una stazione posta sulla Dorsale Sarda, dopo la stazione di Borore e prima di quella di Macomer. La stazione si trova a breve distanza a est, dall'incrocio della SS131 di Carlo Felice con la SS129 che porta da Macomer a Nuoro, e si trova a nord di quest'ultima. Inaugurata dalla Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde nel 1880, insieme al tronco della Dorsale Sarda tra Oristano e Giave, nel 1920 subentrano nella sua gestione le Ferrovie dello Stato. L'impianto viene impiegato come scalo passeggeri, finche, nel 1961, la fermata viene disattivata al servizio Viaggiatori, ed in seguito dismessa. La fermata era dotata del solo binario di corsa, ed a nord si trova il fabbricato Viaggiatori, a pianta rettangolare ed esteso su due piani, con due luci di apertura sui lati maggiori e una sui minori, e tetto a falde in laterizi.

Resti della Tomba di giganti di Palattu

Birori-La Tomba di giganti di PalattuLungo la via IV Novembre, verso ovest, si trova la trasversale via Veneto. Ci possiamo arrivare dopo centotrenta metri dal Municipio di Birori, dove la strada ha inizio, o dopo altri centoesSanta metri, dove la strada ha fine. Percorsa tutta la via Veneto verso sud ovest, arrivamo alla fine, e, nel terreno ad ovest del termine della strada, si trova la Tomba di giganti di Palattu, situata nel quartiere omonimo, alla periferia nord occidentale del paese, in un lotto riservato ad edilizia popolare. L'ampia esedra, di forma semicircolare, ha diametro di quasi dodici metri. Dell'esedra rimangono sette lastroni dell'ala sinistra e tre in quella destra, tutti lavorati con cura. Lungo l'esedra sono presenti i sedili per accogliere i partecipanti alle cerimonie funebri e, probabilmente, anche come piano d'appoggio per le offerte. Aveva una stele centinata, della quale rimangono solo due brevi tronconi laterali, con la cornice in rilievo. La tomba è costituita da blocchi di trachite, e conserva gran parte dei lastroni perimetrali, rozzamente spianati all'esterno. Su questi, dovevano appoggiare le lastre di copertura, disposte a filari orizzontali. Il corpo della tomba è lungo quindici metri e mezzo e largo da quattro metri a quattro metri e mezzo, ed è absidato nella parte posteriore. La camera funeraria è rettangolare, lunga undici metri e mezzo, e larga da mezzo metro a 1,2 metri nella parte terminale. All'interno della camera, sono presenti due coppie di nicchie contrapposte. Il pavimento della tomba era originariamente lastricato. A circa duecento metri dalla tomba si trovano il Nuraghe Chessa ed il Nuraghe Palatu.

Il Campo da Calcio Salvatore Sanna

In via IV Novembre, presa la strada alla destra del Municipio di Birori, la seguiamo di lato all'edificio, poi prendiamo la traversa a sinistra che passa dietro al Municipio, e la seguiamo per quasi duecentocinquanta metri dove ci porta in località Sa Tanchitta. La strada passa accanto al Campo da Calcio Salvatore Sanna, che si trova alla sua destra, in grado di accogliere 99 spettatori, e che ospita anche campi da tennis e la palestra comunale. Il Campo da Calcio è stato intitolato, dopo la sua morte nel 1994, a Salvatore Sanna, noto per la sua passione per il calcio e per essere stato per  diverso tempo presidente della locale squadra di calcio.

I resti del Protonuraghe Su Nurattolu

Birori-I resti del Protonuraghe Su NurattoluProseguendo lungo la via Sant'Andrea, dopo la trasversale via IV Novembre, percorso un centinaio di metri, prendiamo a destra la via Antonio Segni, e, dopo un altro un centinaio di metri, prendiamo a sinistra la via Su Nurattolu, alla destra della quale si trovano, su un'altura, circondati da abitazioni civili, i resti del Protonuraghe Nurattolu. L'archeologo Giovanni Lilliu lo ha definito uno pseudoNuraghe. Si tratta, infatti, di un antico Protonuraghe a corridoio, che è ritenuto il più antico della Sardegna. Del monumento rimangono ad oggi, però, solo tre filari di pietre trachitiche, tanto che attualmente si presenta come un grande recinto circolare formato da tre ordini di massi megalitici coperti dalla vegetazione.

La Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo

Birori-Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea ApostoloProseguendo, dopo la trasversale via Antonio Segni, lungo la via Sant'Andrea, questa ci porta verso sud, dopo centrotrenta metri prende verso sinistra, e, dopo un'ottantina di metri, prende quaesta volta verso destra. La via Sant'Andrea in trecento metri ci porta nella parte bassa del paese, dove troviamo, alla sinistra della strada, la facciata della Chiesa di Sant'Andrea Apostolo, che è la Chiesa arrocchiale di Birori. È stata costruita nel '600 su una Chiesa preesistente. Ha pianta a croce latina ed un'unica navata, affiancata da cappelle laterali. L'esterno si caratterizza per il largo prospetto esterno con tetto a doppio spiovente, al centro del quale si apre il portone sormontato da tre strette aperture in vetro decorato. Sul lato sinistro dell'edificio si innalza il campanile in pietra a canna quadrata, con terminale piano, alleggerito alla sommità da monofore a tutto sesto. Ogni anno, il 30 novembre, a Birori si celebra la Festa di Sant'Andrea, che è la Festa patronale del paese, con riti religiosi e manifestazioni civili.

Il Cimitero di Birori

Lungo la via Sant'Andrea, una trentina di metri prima di arrivare alla Chiesa parrocchiale, prendiamo, sulla sinistra, la via Camillo Benso Conte di Cavour, che, in un centinaio di metri, sbocca sulla via dell'Uguaglianza. La prendiamo verso sinistra, e, in circa centocinquanta metri, arriviamo di fronte all'ingresso del Cimitero di Birori.

Visualizza la mappa Nei dintorni di Birori Informazioni turistiche

Vediamo che cosa si trova nei dintorni di Birori, che è situato all'interno di una zona di interesse archeologico con più di cinquanta monumenti preistorici, ed ampie grotte tra le quali quella famosa di Lassia in cui sono state rinvenute due coppie di nicchie, e dove si trova anche la Chiesa campestre di Santo Stefano. Nei dintorni di Birori sono stati portati alla luce i resti del Dolmen di Sarbogadas; delle Tombe di giganti Corrizzola, Lassia, Loches, Miuddu, Noazza I, Noazza II, Nuscadore, Padru Lassia, Palatu, Pedra Oddetta, Sa Perda 'e S'Altare I, Sa Perda 'e S'Altare II, Sarbogadas I, Sarbogadas II, Serbine; dei Protonuraghi Aladorza, Arbu, Bullitta, Mura Barbaros, Oddetta, Oddetta II, S'Iscra de S'Abbasanta; dei Nuraghi semplici Nasprias, Nurattolu, Nuscadore, Orosai, Palatu, Puttusuiles, Puttusuiles II, San Giorgio, Serbine, Sorolo, Su Puttu, Urighe; dei Nuraghi complessi Bidui, Chessa, Miuddu; ed anche dei Nuraghi Montrigu de Lacana, Serras, Tintirrios, tutti di tipologia indefinita.

La Chiesa campestre di Santo Stefano

Birori-Chiesa campestre di Santo StefanoDal Municipio di Birori prendiamo verso sud la via Sant'Andrea, una trentina di metri prima di arrivare alla Chiesa parrocchiale, prendiamo, sulla sinistra, la via Camillo Benso Conte di Cavour, che, in un centinaio di metri, sbocca sulla via dell'Uguaglianza. La prendiamo verso destra, e poi prendiamo subito a sinistra la via Santo Stefano, che ci porta a sud est dell'abitato. Percorsi quasi trecentocinquanta metri, appena fuori dal paese, troviamo la Chiesa di Santo Stefano, che reca sull'architrave la data 1677, ma la presenza di molti elementi architettonici caratteristici del quindicesimo secolo, farebbero risalire la sua costruzione al periodo aragonese tra il '400 e il '500, edificata probabilmente su una Chiesa preesistente. Nel 1996, infatti, durante i lavori di restauro, in un incavo murato dietro la nicchia dell'altare, è stata rinvenuta un'icona raffigurante il busto del Santo, con inciso il nome, databile tra il '200 ed il '300. La Chiesa ha una sola navata a pianta rettangolare, con il presbiterio a una quota superiore. L'esterno è caratterizzato da un portale in pietra nella facciata principale, che, ai lati, presenta due colonne semincastrate, coronate da capitelli raffiguranti foglie d'acanto stilizzate, tipiche della cultura sarda.

A Birori viene celebrato Santo Stefano la Festa di Santo Stefano, una Festa molto importante di tre giorni, che, contrariamente a quanto stabiliscono i calendari liturgici che la fissano il giorno dopo Natale, a Birori si celebra il 3 agosto. Per la parte religiosa si inizia il 2 agosto con l'accompagnamento in processione del simulacro del Santo dalla Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea alla Chiesa campestre; poi, il 3 agosto, si celebra la messa solenne nella Chiesa campestre; ed il giorno 4, nel pomeriggio, si effettua il rientro in processione del simulacro dalla Chiesa campestre alla parrocchiale. I festeggiamenti civili si tengono in piazza Sant'Andrea, di fronte alla Chiesa parrocchiale, e la Festa si conclude nella serata del 4 agosto con la cena di ringraziamento per la popolazione offerta dal comitato organizzatore.

Resti del Nuraghe semplice Orosai

Birori-Veduta del Nuraghe OrosaiA destra della SS129, che porta da Macomer a Nuoro, trecennto metri prima di raggiungere la deviazione per l'abitato di Birori, vediamo sulla destra della strada il Nuraghe Orosai. Il monumento è ubicato sul margine di un pianoro che domina la piana di Birori. È un Nuraghe monotorre, realizzato con blocchi di trachite, disposti in 10 filari orizzontali. La torre, discretamente conservata, ha pianta pressoche circolare, con un diametro di 10 x 10,5 metri ed un'altezza massima di 4,4 metri. Si accedere all'interno attraverso una porta rettangolare architravata, alta 1.7 metri e larga 90 centimetri. Il corridoio di ingresso presenta una scala che porta al piano superiore. Contrariamente alla maggior parte degli altri Nuraghi, la scala si trova sulla destra, mentre sulla sinistra si apre una nicchia. La camera ha pianta circolare e conserva un'altezza di circa quattro metri. All'interno sono presenti due nicchie, una nella parete sinistra e l'altra in quella destra. Lo spessore delle murature va dai tre ai quattro metri.

Resti del Nuraghe complesso Miuddu

Birori-Veduta del Nuraghe MiudduDescrizione del Nuraghe MiudduProseguendo lungo la SS129, al chilometro 90,6 vediamo, sempre sulla destra della strada, il Nuraghe Miuddu. Il monumento è ubicato sul margine di un pianoro che domina la piana di Birori. È un Nuraghe complesso, costituito da un mastio centrale, con tre torri laterali racchiusi da un bastione quadrangolare. Alla torre centrale, a pianta circolare, si accedeva da un ingresso oggi non più utilizzabile per i crolli. Possiamo entrare dalla parte alta della scala elicoidale interna. Dalla scala, si accede al corridoio che immette nella camera centrale, del diametro di oltre cinque metri, e con copertura a tholos. Nella camera sono presenti tre nicchie disposte a croce. La nicchia sulla parete frontale immette in un corridoio curvilineo, lungo ben nove metri. Presso la terza nicchia, sul pavimento della camera, si apre un pozzo, del diametro massimo di 1,7 metri, delimitato da blocchi di piccole dimensioni disposti a filari. Le torri laterali, anch'esse a pianta circolare, sono ubicate sui lato nord, ovest e sud, mentre manca la quarta torre, sul lato est, che la forma quadrangolare del bastione porterebbe a supporre potesse essere stata presente, o che non è stata realizzata. Il Nuraghe è circondato da un ampio antemurale, della lunghezza di 70 metri, spesso due metri ed alto tra 1,5 e due metri. L'antemurale, ingloba sul lato sud una capanna a pianta circolare, del diametro di nove metri. Nelle vicinanze del Nuraghe è presente una Tomba di giganti.

Resti della Tomba di giganti di Padru Lassia

Usciti dal paese sulla SP57 per Borore, ad un chilometro e mezzo dalla Chiesa parrocchiale, troviamo sulla sinistra una strada che porta a capannoni industriali, subito prima delle indicazioni per il Dolmen di Sarbogadas ed il Nuraghe Sarolo. Dopo trecento metri, sulla destra, si trova la Tomba di giganti di Padru Lassia, una sepoltura collettiva di tipo Dolmenico realizzata con blocchi a filari. Della tomba, quasi totalmente interrata, sono visibili però solo alcune delle pietre che delimitavano il contorno perimetrale e l'esedra. Al centro di quest'ultima sono presenti gli elementi, alcuni frammentati, che costituivano la stele centinata, e che costituisce l'elemento più interessante del monumento. All'interno della camera sono presenti due coppie di nicchie contrapposte.

Alcuni studiosi ritengono che, oltre ai Nuraghi ed ai Pozzi sacri, anche le Tombe di giganti siano frutto di un raffinato calcolo teso a determinare l'orientamento astronomico. La maggior parte delle Tombe di giganti hanno l'esedra orientata a sud est, cioè la direzione del sorgere del sole all'alba del Solstizio d'inverno. Ci sono, poi, tombe che guardano verso est, in relazione al sorgere del sole nel periodo degli Equinozi, e tre tombe sono orientate a sud verso la stella Aldebaran, della costellazione dei Toro.

La Tomba di giganti di Padru 'e Lassia di Birori è orientata verso sud est, con un azimut di 121°, dove sorge il sole all'alba del Solstizio invernale e ciò potrebbe essere ricollegato l culto religioso della resurrezione.

Il Dolmen di Sarbogadas

Birori-Dolmen di SarbogadasSeguendo la SP57 verso sinistra, in direzione del Dolmen di Sarbogadas ed il Nuraghe Sorolo, percorsi circa ottocentocinquanta metri, si trovano alla destra della strada le indicazioni per il Dolmen di Sarbogadas. Il vano tondeggiante è racchiuso da quattro lastre ed ha ingresso a sud est, lastre alte ottanta centimetri che supportano il lastrone di copertura. Quest'ultimo, di forma trapezoidale, misura due metri e mezzo di lunghezza e un metro e mezzo di larghezza. A ovest del Dolmen, a circa mezzo metro di distanza, sono presenti due grandi massi, probabilmente facenti parte del doppio anello di lastre che racchiudeva il vano funerario.

Resti del Nuraghe semplice Sorolo

Birori-Veduta del Nuraghe SoroloProseguendo lungo la SP57, passato il Dolmen percorriamo altri settecentocinquanta metri sulla stessa strada, poi prendiamo una deviazione sulla destra che, in cento metri, ci porta al Nuraghe Sorolo. Si tratta di un Nuraghe monotorre costruito in basalto, che ha un'altezza residua di poco più di nove metri. La camera con tre nicchie, alta sette metri e mezzo, conserva la tholos intatta. Intorno al Nuraghe si trovano molti resti di un villaggio esteso, che ha perdurato anche in epoca romana.

La ex Stazione Ferroviaria di Birori

Birori-La ex Stazione Ferroviaria di BiroriQuando eravamo sulla SP57, subito prima della deviazione a sinistra seguendo le indicazioni per il Dolmen di Sarbogadas ed il Nuraghe Sarolo, proseguiamo invece dritti, lungo la strada che, in Seicentottanta metri, ci porta all'edificio della ex Stazione Ferroviaria di Birori, una Stazione Ferroviaria dismessa che era situata lungo la linea che porta verso sud da Macomer a Borore, e da qui a Cagliari. Nella fermata, è ancora presente il piccolo fabbricato Viaggiatori, chiuso ed inaccessibile essendo stati murati gli ingressi e le finestre, dopo la sua cessazione del servizio.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, ci recheremo a visitare la cittadina chiamata Bortigali, con le molte Chiese che si trovano nell'abitato e nei dintorni, e con nei dintorni i diversi siti archeologici tra i quali il Nuraghe Orolo.


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