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Birori con la Tomba di giganti di Palatu ed i diversi altri siti archeologici presenti nell’abitato e nei dintorni


In questa tappa del nostro viaggio, riprenderemo la visita del Marghine. Partendo da Macomer, seguiremo la SS129 che ci porterà a visitare il piccolo borgo agropastorale di Birori, con i siti archeologici che si trovano nei suoi dintorni.

La Regione storica del Marghine

La Regione storica del MarghineIl Marghine (pronuncia Màrghine) prende il nome dalla omonima catena montuosa, non molto estesa ed idealmente collegata alla vicina catena del Goceano, dalla quale nascono molti fiumi tra i quali il Tirso. Il Marghine è un grande altopiano formato da colate laviche post Mioceniche ad opera dei vulcani del Montiferru. I comuni del Marghine sono: Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Dualchi, lei, Macomer, Noragugume e Silanus. Il Marghine presenta un paesaggio variegato, che conserva un patrimonio ambientale eccezionale. Nel Marghine e nella vicina Planargia vive, ad esempio, il grifone, in una delle ultime colonie presenti nel bacino del Mediterraneo. Una piccola parte settentrionale del Marghine si trova nella Provincia di Sassari, mentre la parte meridionale appartiene alla Provincia di Nuoro.

In viaggio verso Birori

Eravamo arrivati a Macomer, il comune più ad occidente del Marghine. Per completare la visita di questa Regione storica, usciamo da Macomer sulla SS129 Trasversale Sarda verso est, ossia in direzione di Nuoro. Fino al 2006, la SS129 iniziava con una seria di curve e tornanti, che da allora sono stati eliminati. Si imboccava, infatti, il Nuovo ponte sul rio S’Adde, un ponte di centottanta metri che permetteva di entrare sulla statale senza difficoltà. Ciò, però, che colpiva magggiormente, era che il nuovo viadotto fosse stato realizzato con una forma a dir poco insolita, che gli era valso l’ironico soprannome di Ponte cammello. Infatti per motivi che ignoriamo, forse un errore di progettazione o nella messa in opera, il ponte non era orizzontale ma aveva due gobbe: la strada iniziava in discesa, poi si saliva sulla prima gobba, quindi si scendeva e saliva di nuovo sulla seconda gobba, per proseguire infine in discesa. Il ponte era in esercizio già da molto tempo, ma, come diceva un cartello, era ancora privo di collaudo definitivo. Oggi, comunque, il problema è stato risolto.

Macomer: l’ponte cammello’ per imboccare la SS129 Macomer: l’ponte cammello’ privo di collaudo definitivo: il procedere con cautela

Percorsa la SS129 per poco meno di tre chilometri e mezzo, subito dopo aver passato lo svincolo con la SS131 di Carlo Felice, al chilometro 92, prendiamo sulla destra la SP57 che ci fa uscire in direzione di Birori, ed in circa cinquecento metri arriviamo all’interno dell’abitato. Dal Municipio di Macomer a quello di Birori abbiamo percorso 4 chilometri.

Il piccolo comune agropastorale chiamato Birori

Birori-veduta del paeseBirori-Stemma del comuneIl piccolo borgo agropastorale di Birori (nome in lingua Bìroro o Bìrore, altezza metri 464 sul livello del mare, abitanti 500 al 31 dicembre 2021) sorge nella parte centro occidentale della Provincia di Nuoro, a sud ovest della catena montuosa del Marghine dato che è situato sulle sue pendici, in una zona di grande interesse archeologico, dato che nei dintorni di Birori sono presenti numerosi Nuraghi e la fonte sacra Sa Monza. I suoi abitanti vivono per la maggior parte nel capoluogo Comunale, e solo pochi di essi si distribuiscono in case sparse. Il territorio presenta un profilo geometrico irregolare, con accentuate variazioni altimetriche, che vanno da un minimo di 305 a un massimo di 795 metri sul livello del mare. Birori è facilmente raggiungibile dalla SS129 Trasversale Sarda, il cui tracciato ne attraversa il territorio, ed ha una propria Stazione Ferroviaria posta sulla linea che collega Nuoro con Macomer.

Origine del nome

Il suo nome è documentato fino dal 1341 nella forma Virore, che nella dizione locale si presenta come Bìroro o Bìrore. La sua etimologia è del tutto oscura, probabilmente di origine preromana. Risultano assolutamente fantasiose le interpretazioni che vedono il nome derivare delle voci fenicie Bar, ossia pozzo, o Birah, ossia fortezza.

La sua economia

Il comune di Birori ha un’economia basata sulle tradizionali attività agro: il pastorali, affiancate da una assai modesta attività industriale. Il settore primario è presente con la produzione di uva, che offre un ottimo vino, e di cereali. Parte della popolazione pratica anche l’allevamento di bovini, suini, ovini ed equini. Il settore economico secondario è modestamente sviluppato, dato che si registrano piccole realtà produttive che operano nei comparti lattiero caseario, della lavorazione del legno, dei materiali da costruzione ed edile. Modesta è anche la presenza del terziario. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e di soggiorno. Sebbene non figuri tra le mete di maggiore afflusso turistico, offre a quanti vi si rechino la possibilità di godere delle bellezze dell’ambiente naturale, di gustare i semplici ma genuini prodotti locali e di effettuare interessanti escursioni nei dintorni.

Brevi cenni storici

Il territorio di Birori è stato frequentato sino dall’età preistorica. In periodo medievale, il borgo di Birori è stato aggregato al Giudicato di Torres. Passato sotto il controllo del Giudicato di Arborea, nel 1410 diviene possedimento del Marchesato di Oristano, che dura fino al 1478, quando, in seguito alla morte di Mariano V, secondogenito di Eleonora, il Giudicato viene assoggettato definitivavente alla Corona d’Aragona ad eccezione di un limitato territorio intorno ad Oristano. Dagli Aragonesi viene ceduta in feudo alla famiglia dei Pimentel, Marchesi del Marghine. A loro succedono i Tellez-Giron che reggono il governo locale fino al 1839, anno dell’abolizione del sistema feudale. Del comune di Birori nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, alla neonata Provincia di Nuoro. Il comune di Birori nel 1928 viene aggregato al comune di Macomer, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Il 15 giugno 2007 nei pressi del paese, verso Bortigali, un incidente ferroviario tra due veicoli delle Ferrovie della Sardegna ha causato tre vittime e sei feriti gravi.

Le principali feste e sagre che si svolgono a Birori

Tra le principali feste e sagre che si svolgono a Birori meritano di essere segnalate, a gennaio, la Festa di Sant’Antonio Abate; il 3 agosto la Festa di Santo Stefano, che si svolge nell’omonima chiesa campestre; mentre la Festa del Patrono Sant’Andrea si celebra il 30 novembre.

Visita del centro di Birori

L’abitato, immerso in uno scenografico paesaggio naturalistico, è interessato da forte espansione edilizia. Il suo andamento altimetrico è di tipo collinare. Il suo centro storico, che si affaccia sull’altopiano di Abbasanta con le sue ampie distese di pascoli, conserva elementi dell’antica struttura urbanistica, con viuzze strette e case dalla tipica architettura dei paesi del Marghine.

Il Municipio di Birori

Birori-Municipio di BiroriProvenendo da Macomer con la SS129, dopo poco meno di tre chilometri e mezzo, subito dopo aver passato lo svincolo con la SS131 di Carlo Felice, al chilometro 92, prendiamo sulla destra la SP57 che in circa cinquecento metri ci porta nell’abitato di Birori, nel quale la strada prende il nome di via Sant’Andrea. La seguiamo per circa seicentocinquanta metri, poi prendiamo a sinistra la via 4 Novembre, che si dirige verso nord e, in una cinquantina di metri, ci porta all’edificio molto moderno che ospita la sede e gli uffici del Municipio di Birori, che si trova alla destra della strada.

I resti della Tomba di giganti di Palatu

Birori-Tomba di giganti di Palatu: planimetriaDal Municipio di Birori, presa verso nord la via 4 Novembre, dopo centotrenta metri prendiamo a sinistra la via Veneto. La seguiamo per un centinaio di metri e, nel terreno ad ovest, si trova la Tomba di giganti di Palatu, situata nel quartiere omonimo, alla periferia nord occidentale del paese, in un lotto riservato ad edilizia popolare. L’ampia esedra, di forma semicircolare, ha diametro di quasi dodici metri. Dell’esedra rimangono sette lastroni dell’ala sinistra e tre in quella destra, tutti lavorati con cura. Lungo l’esedra sono presenti i sedili per accogliere i partecipanti alle cerimonie funebri e, probabilmente, anche come piano d’appoggio per le offerte. Birori-Veduta della Tomba di giganti di PalatuAveva una stele centinata, della quale rimangono solo due brevi tronconi laterali, con la cornice in rilievo. La tomba è costituita da blocchi di trachite, e conserva gran parte dei lastroni perimetrali, rozzamente spianati all’esterno. Su questi, dovevano appoggiare le lastre di copertura, disposte a filari orizzontali. Il corpo della tomba è lungo quindici metri e mezzo e largo da quattro metri a quattro metri e mezzo, ed è absidato nella parte posteriore. La camera funeraria è rettangolare, lunga undici metri e mezzo, e larga da mezzo metro a 1,2 metri nella parte terminale. All’interno della camera, sono presenti due coppie di nicchie contrapposte. Il pavimento della tomba era originariamente lastricato. A circa duecento metri dalla tomba si trovano i resti del Nuraghe complesso Chessa e del Nuraghe semplice Palatu.

La Stazione Ferroviaria di Birori sulla linea a scartamento ridotto che collega Macomer con Nuoro

Birori-la Stazione Ferroviaria di BiroriProseguendo verso nord lungo la via 4 Novembre, a quattrocentocinquanta metri dal Municipio arriviamo ad incrociare la SS129, passata la quale, una stradina ci porta all’edificio della Stazione Ferroviaria di Birori, una fermata sulla linea ferroviaria a scartamento ridotto che collega Macomer con Nuoro. Il comune di Birori, pur essendo già dotato dal 1880 di una fermata lungo la Dorsale Sarda tra Cagliari e Golfo Aranci, viene interessato dalla realizzazione, per conto della Strade Ferrate Secondarie della Sardegna, di una nuova fermata a servizio dell’abitato, che viene inaugurata nel 1888. Lo scalo, ad esclusivo uso del servizio passeggeri come fermata facoltativa, passa nel 1921 alla gestione delle Ferrovie Complementari della Sardegna. Dal 1961, dopo la chiusura della stazione sulla Dorsale Sarda, rimane l’unica fermata attiva a Birori, finché nella seconda metà del novecento viene chiuso del suo piccolo fabbricato viaggiatori. Nel 1989 la gestione passa alle Ferrovie della Sardegna, dal 2008 all’ARST per la Gestione delle Ferrovie della Sardegna, e nel 2010 direttamente all’ARST. Sempre in quell’anno la ferrovia viene chiusa per il rifacimento dell’armamento e di potenziamento degli scali, e poi riapre nel 2012.

Il Campo da Calcio Salvatore Sanna

Dalla via 4 Novembre, presa la traversa alla destra del Municipio che è la via Emilio Lussu, la seguiamo di lato all’edificio, poi prendiamo la prima traversa a sinistra che passa dietro al Municipio, e la seguiamo per quasi duecentocinquanta metri fino ad arrivare in località Sa Tanchitta. La strada passa accanto al Campo da Calcio Salvatore Sanna che si trova alla sua destra, in grado di accogliere 99 spettatori, e che ospita anche campi da Tennis e la Palestra Comunale. Il Campo da Calcio è stato intitolato, dopo la sua morte nel 1994, a Salvatore Sanna, noto per la sua passione per il calcio e per essere stato per  diverso tempo presidente della locale squadra di calcio.

I pochi resti del Nuraghe o Protonuraghe o recinto nuragico su Nurattolu

Birori-Nuraghe o Protonuraghe o recinto nuragico su Nurattolu: planimetriaProseguendo lungo la via Sant’Andrea, dopo la trasversale via 4 Novembre, percorso un centinaio di metri, prendiamo a destra la via Antonio Segni, e, dopo un altro un centinaio di metri, prendiamo a sinistra la via su Nurattolu, alla destra della quale si trovano, su un’altura, circondati da abitazioni civili, i pochi resti del Nuraghe Nurattolu, costruito in materiale indeterminato a 472 metri di altezza. Del monumento rimangono, ad oggi, solo tre filari di pietre trachitiche, tanto che attualmente si presenta come un grande recinto formato da tre ordini di massi megalitici coperti dalla vegetazione. Birori: i resti del Nuraghe o Protonuraghe o recinto nuragico su NurattoluAlcuni lo ritengono un Nuraghe semplice, mentre l’archeologo Giovanni Lilliu lo ha definito uno pseudoNuraghe, ossia ha ritenuto che potesse trattarsi di un antico Protonuraghe a corridoio, che potrebbe perciò essere ritenuto il più antico della Sardegna. Ed infine nel 1998 Alberto Moravetti lo ha definito una semplice muraglia, ossia un recinto nuragico. Va detto, comunque, che il Nurattolu pone non pochi dubbi sulla sua reale pertinenza al mondo nuragico, poiché l’impianto quadrangolare, le modeste dimensioni e quel poco di tecnica costruttiva ancora visibile sul terreno possono adombrare forse una fortezza punica. Dubbio, che solo l’indagine stratigrafica potrà sciogliere o meno.

Le ex Scuole Primarie ed il murale con il ritratto di Gianfranco Campus

Da dove avevamo preso la via Antonio Segni, proseguiamo lungo la via Sant’Andrea che si dirige verso su e, dopo un centinaio di metri, sbocca su una traversale che arriva da destra come via Vittorio Emanuele III, e verso sinistra prosegue come via Sant’Andrea. Proprio di fronte a dove siamo arrivati, al civico numero 44 della via Sant’Andrea, si vede l’edificio che ospitava le Scuole Primarie di Birori.

Birori-Le ex Scuole Primarie di Birori Birori: il murale 'Ritratto di Gianfranco Campus' di Pina Monne

Sulla facciata dell’edificio, alla sinistra dell’ingresso, si vede il bel murale Ritratto di Gianfranco Campus, che rappresenta una Figura maschile e bambini, realizzato da Pina Monne, l’artista di Irgoli che svolge le sue attività a Tinnura.

Il Monumento ai Caduti di Birori

Alla sinistra delle ex Scuole Primarie, in uno spiazzo tra la prosecuzione della via Sant’Andrea e la prima traversa a destra che si immette sulla via dei Caduti, si trova il Monumento ai Caduti di Birori, realizzato originariamente tra il 1920 ed il 1940. Il monumento è stato oggetto di una risistemazione recente, dato che l’originale è costituito unicamente dal cippo marmoreo con la corona di bronzo mentre l’arco e il basamento con i gradini in travertino sono moderni. Anche la lampada e i nomi sembrerebbero rifatti o aggiunti in un secondo momento.

Birori: il cippo originale del Monumento ai Caduti di Birori Birori: il murale 'Ritratto di Gianfranco Campus' di Pina Monne

Originariamente si trattava di un cippo marmoreo di forma tronco piramidale con una lampada bronzea sulla sommità, sul quale anteriormente era applicata una corona in bronzo costituita per metà da rami di alloro e per metà da rami di quercia, ed ai lati erano riportati i nomi dei Caduti.

Il murale del Bar Trattoria l’Azzardo

E proseguendo lungo la via Sant’Andrea, una diecina di metri più avanti, alla sinistra della strada sulla facciata dell’edificio al civico numero 55 della via Sant’Andrea, si può vedere il bel murale Bar Trattoria l’Azzardo che rappresenta una Figura maschile con botte di vino, anch’esso realizzato da Pina Monne, l’artista di Irgoli che svolge le sue attività a Tinnura.

Birori-Edificio al civico numero 55 della via Sant’Andrea Birori: il murale 'Bar Trattoria l’Azzardo' di Pina Monne

La chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo

Birori: chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo: facciataProseguendo lungo la via Sant’Andrea dopo l’incrocio con la via Vittorio Emanuele III, percorsa un’ottantina di metri la strada svolta verso destra. La via Sant’Andrea in trecento metri ci porta nella parte bassa del paese, dove troviamo, alla sinistra della strada, la facciata della chiesa di Sant’Andrea Apostolo che è la chiesa parrocchiale di Birori. È stata costruita nel seicento su una chiesa preesistente. Presenta un’unica navata con due ampie cappelle nei bracci laterali. L’esterno si caratterizza per il largo prospetto esterno con tetto a doppio spiovente, al centro del quale si apre il portone sormontato da tre strette aperture in vetro decorato. Sul lato sinistro dell’edificio si innalza il campanile in pietra a canna quadrata, con terminale piano, alleggerito alla sommità da monofore a tutto sesto.

Birori: chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo: veduta laterale Birori: chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo: il cempanile

La chiesa ospita la Confraternita del Santissimo Rosario e quella di Santa Croce, oltre all’associazione delle Guardie d’onore al Sacro Cuore. Ogni anno, il 30 novembre, a Birori presso questa chiesa si celebra la Festa di Sant’Andrea, che è la Festa patronale del paese, con riti religiosi e manifestazioni civili.

Il Cimitero di Birori

Lungo la via Sant’Andrea, una trentina di metri prima di arrivare alla chiesa parrocchiale, prendiamo, sulla sinistra, la via Camillo Benso Conte di Cavour, che, in un centinaio di metri, sbocca sulla via dell’Uguaglianza. La prendiamo verso sinistra, e, in circa centocinquanta metri, arriviamo di fronte all’ingresso del Cimitero di Birori.

Visita dei dintorni di Birori

Lettura di 'Ricerche archeologiche nei dintorni di Birori'Birori è situato all’interno di una zona di interesse archeologico con più di cinquanta monumenti preistorici, ed ampie grotte tra le quali quella famosa di lassia in cui sono state rinvenute due coppie di nicchie, e dove si trova anche la chiesa campestre di Santo Stefano. Nei dintorni di Birori, sono stati portati alla luce i resti del Dolmen di Sarbogadas; delle Tombe di giganti Corrizzola, lassia, loches, Miuddu, Noazza I, Noazza II, Nuscadore, Padru lassia, Palatu, Pedra Oddetta, sa Perda ’e S’Altare I, sa Perda ’e S’Altare II, Sarbogadas I, Sarbogadas II, Sarbogadas III, Serbine; della fonte sacra Suerzu; dei Protonuraghi Aladorza, Arbu, Bullitta, Mura Barbaros, Oddetta, Oddetta II, S’Iscra de S’Abbasanta; dei Nuraghi complessi Bidui, Chessa, Miuddu; dei Nuraghi semplici Nasprias, Nurattolu considerato da alcuni un Protonuraghe e da altri un recinto nuragico, Nuscadore, Orosai, Palatu, Puttusuiles, Puttusuiles II, San Giorgio, Serbine, Serras, Sorolo, su Puttu, Urighe; e del Nuraghe Tintirrios di tipologia indefinita; mentre non rimane più nulla del Nuraghe Montrigu de lacana che è ormai scomparso. Vediamo ora che cosa si trova di più sigificativo nei dintorni dell’abitato che abbiamo appena descritto.

I resti del Nuraghe semplice Orosai

Birori-Nuraghe Orosai: planimetriaA destra della SS129, che porta da Macomer a Nuoro, trecento metri prima di raggiungere la deviazione per l’abitato di Birori, vediamo sulla destra della strada i resti del Nuraghe Orosai. Il monumento è ubicato sul margine di un pianoro che domina la piana di Birori. È un Nuraghe monotorre, realizzato a 502 metri di altezza in materiale indeterminato, probabilmente blocchi di trachite, disposti in dieci filari orizzontali. La torre, discretamente conservata, ha pianta pressoché circolare, con un diametro di circa dieci metri ed un’altezza massima di quasi quattro metri e mezzo. Si accedere all’interno attraverso una porta rettangolare architravata, alta un metro e settanta e larga novanta centimetri. Il corridoio di ingresso presenta una scala che porta al piano superiore. Contrariamente alla maggior parte degli altri Nuraghi, la scala si trova sulla destra, mentre sulla sinistra si apre una nicchia. La camera ha pianta circolare e conserva un’altezza di circa quattro metri. All’interno sono presenti due nicchie, una nella parete sinistra e l’altra in quella destra. Lo spessore delle murature va dai tre ai quattro metri.

Birori-Veduta del Nuraghe Orosai Birori-Veduta del Nuraghe Orosai

I resti del Nuraghe complesso e della Tomba di giganti Miuddu

Birori-Nuraghe Miuddu: planimetriaProseguendo lungo la SS129 in direzione di Nuoro, all’altezza del chilometro 90,6 vediamo, sempre sulla destra della strada, i resti del Nuraghe Miuddu. Il monumento è ubicato sul margine di un pianoro che domina la piana di Birori. È un Nuraghe complesso edificato in materiale indeterminato a 467 metri di altezza, costituito da un mastio centrale, con tre torri laterali racchiusi da un bastione quadrangolare. Alla torre centrale, a pianta circolare, si accedeva da un ingresso oggi non più utilizzabile per i crolli. Possiamo entrare dalla parte alta della scala elicoidale interna. Dalla scala, si accede al corridoio che immette nella camera centrale, del diametro di oltre cinque metri, e con copertura a tholos. Nella camera sono presenti tre nicchie disposte a croce. La nicchia sulla parete frontale immette in un corridoio curvilineo, lungo ben nove metri. Presso la terza nicchia, sul pavimento della camera, si apre un pozzo, del diametro massimo di un metro e settanta, delimitato da blocchi di piccole dimensioni disposti a filari. Le torri laterali, anch’esse a pianta circolare, sono ubicate sui lato nord, ovest e sud, mentre manca la quarta torre, sul lato est, che la forma quadrangolare del bastione porterebbe a supporre potesse essere stata presente, o che non è stata realizzata. Il Nuraghe è circondato da un ampio antemurale, della lunghezza di settanta metri, spesso due metri ed alto tra un metro e mezzo e due metri. L’antemurale, ingloba sul lato sud una capanna a pianta circolare, del diametro di nove metri. Scavi sono stati effettuati nel 1995.

Birori-Veduta del Nuraghe Miuddu Birori-Veduta del Nuraghe Miuddu

Birori-Tomba di giganti Miuddu: planimetriaNelle vicinanze del Nuraghe, a circa centocinquanta metri in direzione sud ovest, sono presenti anche i resti della Tomba di giganti Miuddu, edificata in materiale indeterminato a 461 metri di altezza. Si tratta di una Tomba di giganti del tipo Dolmenico, ossia una sepoltura collettiva di epoca nuragica. L’esedra è costituita da blocchi di medie dimensioni disposti a filari, a differenza di quanto avviene nella gran parte delle altre tombe del territorio ove prevale la tecnica ortostatica. In questo caso la scelta strutturale può essere stata fortemente condizionata dalla conformazione del terreno in forte pendenza, che non avrebbe consentito una esedra con ortostati. Della tomba manca la stele centrale, anche se appare del tutto certa la sua esistenza data la struttura della tomba, ed è molto probabile che si trovi fra il pietrame disseminato nell’area antistante l’esedra. L’ingresso, orientato a sud est introduce nella camera costruita con pareti a filari. Nella parete sinistra del corridoio sembra esservi una nicchia per offerte. Della copertura piattabandata si conserva un solo lastrone.

Birori-Resti della Tomba di giganti Miuddu Birori-Resti della Tomba di giganti Miuddu

La chiesa campestre di Santo Stefano

Dal Municipio di Birori prendiamo verso sud la via Sant’Andrea, una trentina di metri prima di arrivare alla chiesa parrocchiale, prendiamo, sulla sinistra, la via Camillo Benso Conte di Cavour, che, in un centinaio di metri, sbocca sulla via dell’Uguaglianza. La prendiamo verso destra, e poi prendiamo subito a sinistra la via Santo Stefano, che ci porta a sud est dell’abitato. Percorsi quasi trecentocinquanta metri, appena fuori dal paese, troviamo la chiesa di Santo Stefano che reca sull’architrave la data 1677, ma la presenza di molti elementi architettonici caratteristici del quindicesimo secolo, farebbero risalire la sua costruzione al periodo aragonese tra il quattrocento e il cinquecento, edificata probabilmentesu una chiesa preesistente. Nel 1996, infatti, durante i lavori di restauro, in un incavo murato dietro la nicchia dell’altare, è stata rinvenuta un’icona raffigurante il busto del Santo, con inciso il nome, databile tra il due ed il trecento. La chiesa ha una sola navata a pianta rettangolare, con il presbiterio a una quota superiore. L’esterno è caratterizzato da un portale in pietra nella facciata principale, che, ai lati, presenta due colonne semincastrate, coronate da capitelli raffiguranti foglie d’acanto stilizzate, tipiche della cultura sarda.

Birori: chiesa campestre di Santo Stefano: facciata Birori: chiesa campestre di Santo Stefano: il portale di ingresso Birori: chiesa campestre di Santo Stefano: l’altare

A Birori viene celebrato Santo Stefano la Festa di Santo Stefano, una Festa molto importante di tre giorni, che, contrariamente a quanto stabiliscono i calendari liturgici che la fissano il giorno dopo Natale, a Birori si celebra il 3 agosto. Per la parte religiosa si inizia il 2 agosto con l’accompagnamento in processione del simulacro del Santo dalla chiesa parrocchiale di Sant’Andrea alla chiesa campestre; poi, il 3 agosto, si celebra la messa solenne nella chiesa campestre; ed il giorno 4, nel pomeriggio, si effettua il rientro in processione del simulacro dalla chiesa campestre alla parrocchiale. I festeggiamenti civili si tengono in piazza Sant’Andrea, di fronte alla chiesa parrocchiale, e la Festa si conclude nella serata del 4 agosto con la cena di ringraziamento per la popolazione offerta dal comitato organizzatore.

I resti dei Protonuraghi Oddetta I ed Oddetta II

Dal Municipio di Birori prendiamo verso sud la via Sant’Andrea che ci porta alla chiesa parrocchiale, da dove proseguiamo verso sud lungo la via Sant’Andrea che, lasciato alla sinistra il parco pubblico di Funtana Maggiore, esce dal paese con il nome di SP57. A quattrocentocinquanta metri dalla chiesa parrocchiale svoltiamo nella traversa a sinistra e, dopo trecento metri, svoltiamo di nuovo a sinistra nella strada nella quale, dopo centocinquanta metri, arriva da sinistra il vico Santo Stefano, che è partito dall’abitato a breve distanza dalla chiesa parrocchiale. Proseguendo dritti lungo questa strada per circa un chilometro, arriviamo nel punto dove si vedono alla sinistra i resti del Protonuraghe Oddetta, mentre a destra si trovano i resti della Tomba di giganti di Pedra Oddetta.

Birori-Protonuraghe Oddetta I: planimetriaAlla sinistra della strada che ci portati fino qui si vedono i resti del Protonuraghe Oddetta I, che è ubicato a pochi metri a nord ovest rispetto al riu Mortazzolu che scorre a breve distanza. Si tratta di un Nuraghe a corridoio di forma irregolare, edificato in materiale indeterminato a 372 metri di altezza. La struttura nuragica ha pianta quasi pentagonale con muri curvilinei. Birori-Protonuraghe Oddetta I: veduta d’insiemeDue aperture danno accesso a un corridoio che lo attraversa, ma maggiori dettagli non sono rilevabili a causa dei crolli. L’ingresso a nord ovest introduce a un corridoio piattabandato ostruito in parte dal crollo, me percorribile per circa nove metri. L’ingresso di nord est, del quale residuano solo alcuni lastroni, sembra introdurre, con percorso ascendente, a un vano circolare. Il crollo ostruisce gran parte dei vani interni e rusulta difficile individuarne la planimetria. Intorno al Nuraghe si conservano i resti di un antemurale ora visibile solo parzialmente a causa della vegetazione. Questo Protonuraghe è stato dichiarato nel 2011 di particolare interesse archeologico con il nome di Nuraghe Pedra Oddetta A.

A una distanza di meno di trecento metri in direzione sud est dal Protonuraghe Oddetta I, si trovano i resti del Protonuraghe Oddetta II, edificato in materiale indeterminato a 363 metri di altezza, proprio sulle rive del riu Mortazzolu, del quale si conserva l’ingresso architravato. Parte dell’ingresso e del corridoio interno sono ancora visibili.

I resti della Tomba di giganti di Pedra Oddetta

Birori-Tomba di giganti Oddetta: vecchia foto dei resti della tombaA una distanza di meno di centocinquanta metri in direzione sud ovest dal Protonuraghe Oddetta I, si trovano i resti della Tomba di giganti di Pedra Oddetta, edificata in materiale indeterminato a 375 metri di altezza. Birori-Tomba di giganti Oddetta: vecchia foto dei resti della tombaSi tratta di una Tomba di giganti di struttura isodoma, ossia una sepoltura collettiva di epoca nuragica realizzata con blocchi squadrati e rifiniti nelle parti a vista, disposta secondo un’asse da nord ovest a sud est, con ingresso a sud est. Della tomba, ormai completamente distrutta, rimangono solo pochi resti, ed è parzialmente leggibile il solo corridoio, mentre nelle vicinanze sono presenti numerosi conci relativi ad essa, ed in particolare un concio che probabilmente costituiva la cosiddetta stele a dentelli. In prossimità di un vicino edificio moderno si trovano otto conci relativi alla tomba, che hanno forma rettangolare, trapezoidale e a sezione di sfera, e molti presentano gli incassi di manovra.

I resti della Tomba di giganti di Padru lassia

Birori-Tomba di giganti di Padru lassia: planimetriaUsciti dal paese sulla SP57 per Borore, ad un chilometro e mezzo dalla chiesa parrocchiale raggiungiamo un incrocio dove troviamo, subito prima delle indicazioni per il Dolmen di Sarbogadas ed il Nuraghe Sarolo, a sinistra un cancello passato il quale si trova la strada che porta a capannoni industriali. Prima del cancello, prendiamo un sentiero e, dopo trecento metri, sulla destra si trovano i resti della Tomba di giganti di Padru lassia, una sepoltura collettiva di tipo Dolmenico realizzata a 389 metri di altezza con blocchi di basalto a filari. Della tomba, quasi totalmente interrata, sono visibili però solo alcune delle pietre che delimitavano il contorno perimetrale e l’esedra. Al centro di quest’ultima sono presenti gli elementi, alcuni frammentati, che costituivano la stele centinata, e che costituisce l’elemento più interessante del monumento. All’interno della camera sono presenti due coppie di nicchie contrapposte.

Birori-Tomba di giganti di Padru lassia: resti della tomba Birori-Tomba di giganti di Padru lassia: resti della stele centinata

Alcuni studiosi ritengono che, oltre ai Nuraghi ed ai pozzi sacri, anche le Tombe di giganti siano frutto di un raffinato calcolo teso a determinare l’orientamento astronomico. La maggior parte delle Tombe di giganti hanno l’esedra orientata a sud est, cioè la direzione del sorgere del sole all’alba del solstizio d’inverno. Ci sono, poi, tombe che guardano verso est, in relazione al sorgere del sole nel periodo degli equinozi, e tre tombe sono orientate a sud verso la stella Aldebaran, della costellazione dei Toro.

La Tomba di giganti di Padru ’e lassia di Birori è orientata verso sud est, con un azimut di 121°, dove sorge il sole all’alba del solstizio invernale e ciò potrebbe essere ricollegato l’culto religioso della resurrezione.

Il Dolmen di Sarbogadas

Birori-Dolmen di Sarbogadas: planimetriaArrivati all’incrocio a un chilometro e mezzo dalla chiesa parrocchiale, prendiamo verso sinistra la strada seguendo le indicazioni per il Dolmen di Sarbogadas ed il Nuraghe Sorolo. Birori-Dolmen di SarbogadasLungo questa strada, percorsi circa ottocentocinquanta metri, arrivati in località Muramenta, si trovano alla destra della strada le indicazioni per il Dolmen di Sarbogadas. Il vano del Dolmen, tondeggiante di un metro e ottanta di diametro massimo, è racchiuso da quattro lastre ortostatiche di basalto, ma se ne possono ricostruire idealmente sette per completare il giro con l’ingresso a sud est, le lastre sono alte ottanta centimetri e supportano il lastrone di copertura. La tavola di copertura è costituita da uno sfaldone basaltico, staccato dal vicino tetto di lava, di forma ora trapezoidale a causa di una rottura angolare dell’originario pezzo rettangolare, e misura due metri e mezzo di lunghezza e un metro e mezzo di larghezza. A ovest del Dolmen, a circa mezzo metro di distanza, sono presenti due grandi massi, probabilmente facenti parte del doppio anello di lastre che racchiudeva il vano funerario.

I resti del Nuraghe semplice Sorolo

Birori-Planimetria del Nuraghe SoroloPassato il Dolmen di Sarbogadas, proseguendo lungo la strada percorriamo altri settecentocinquanta metri, poi prendiamo una deviazione sulla destra che, in cento metri, ci porta di fronte al Nuraghe Sorolo. Si tratta di un Nuraghe semplice, monotorre, costruito con blocchi di basalto lavorati con cura e disposti a filari orizzontali regolari con qualche zeppa di rincalzo. Si trova a 380 metri sopra il livello del mare, ed ha un’altezza residua di poco più di nove metri. La torre, di pianta circolare di tredici metri e mezzo allo svettamento, ha l’ingresso rivolto a sud est. La camera interna, con tre nicchie, è alta sette metri e mezzo, e conserva la tholos pressoché intatta. Intorno al Nuraghe si trovano i resti di un villaggio estremamente esteso, che ha perdurato anche in epoca romana.

Birori-Resti del Nuraghe Sorolo Birori-Resti del Nuraghe Sorolo

La Stazione Ferroviaria dismessa di Birori sulla Dorsale Sarda che collega Cagliari con Golfo Aranci

Birori-Resti della Stazione Ferroviaria dismessa di BiroriQuando eravamo sulla SP57, subito prima della deviazione a sinistra seguendo le indicazioni per il Dolmen di Sarbogadas ed il Nuraghe Sarolo, proseguiamo invece dritti, lungo la strada che, in seicentottanta metri, ci porta all’edificio della ex Stazione Ferroviaria di Birori delle Ferrovie della Stato, che era una fermata ferroviaria lungo la ferrovia a scartamento ordinario che collega Cagliari con Golfo Aranci. Le origini della fermata si riconducono alla costruzione della Dorsale Sarda su iniziativa della Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde, e l’inaugurazione della fermata avviene nel 1880. Nel 1920 le Ferrovie dello Stato subentrano alle Ferrovie Reali, e l’impianto continua ad essere impiegato come scalo passeggeri sino all’inizio degli anni sessanta del novecento. Infine nel 1961 la fermata viene disattivata al servizio viaggiatori ed in seguito dismessa. Nella fermata, è ancora presente il piccolo fabbricato viaggiatori, chiuso ed inaccessibile essendo stati murati gli ingressi e le finestre, dopo la sua cessazione del servizio.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, ci recheremo a visitare il paese chiamato Bortigali con le molte Chiese che si trovano nell’abitato e nei dintorni, e con nei dintorni i diversi siti archeologici tra i quali il Nuraghe Orolo.


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