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Visita del sito istituzionale del comune

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Duachi con le sue molte Chiese e con i numerosi siti archeologici che si trovano nei suoi dintorni

In questa tappa del nostro viaggio, raggiungeremo Dualchi, che visiteremo con le numerose Chiese ed i siti archeologici che si trovano nei suoi dintorni, soprattutto la Chiesa campestre di San Pietro, famosa perché attorno ad essa si svolge l'Ardia di Dualchi.

La Regione storica del Marghine

Il MarghineIl Marghine (pronuncia Màrghine) prende il nome dalla omonima catena montuosa, non molto estesa ed idealmente collegata alla vicina catena del Goceano, dalla quale nascono molti fiumi tra i quali il Tirso. Il Marghine è un grande altopiano formato da colate laviche post Mioceniche ad opera dei vulcani del Montiferru. I comuni del Marghine sono: Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Dualchi, Lei, Macomer, Noragugume, Silanus e Sindia. Il Marghine presenta un paesaggio variegato, che conserva un patrimonio ambientale eccezionale. Nel Marghine e nella vicina Planargia vive, ad esempio, il grifone, in una delle ultime colonie presenti nel bacino del Mediterraneo. Una piccola parte settentrionale del Marghine si trova nella Provincia di Sassari, mentre la parte meridionale appartiene alla Provincia di Nuoro.

Visualizza la mappa In viaggio verso Dualchi

Da Noragugume proseguiamo verso ovest con la SP33, che, in poco più di un chilometro e mezzo, ci porta nell'abitato di Dualchi. Dal Municipio di Noragugume a quello di Dualchi abbiamo percorso solo 2 chilometri.

Il piccolo centro agricolo di Dualchi Informazioni turistiche

Dualchi-Veduta dell'altopiano basaltico di AbbasantaDualchi-Stemma del comuneIl centro agropastorale di Dualchi (nome originale Duarche, metri 321, abitanti 770) è situato nella Regione storica del Marghine, nella parte centro occidentale della Provincia di Nuoro, ai confini con quella di Oristano, sui monti a nord est dell'altopiano basaltico di Abbasanta. Il territorio comunale, ricco di boschi di lentischio, sugherete, elci, roverelle e cisto, presenta un profilo con variazioni altimetriche non molto accentuate, che vanno da un minimo di 165 a un massimo di 358 metri sul livello del mare. Dualchi conta complessivamente sei Chiese, costruite intorno al 1500, tranne l'attuale Chiesa parrocchiale di San Sebastiano che è stata ricostruita negli anni cinquanta sui ruderi di una vecchia Chiesa, e possiede un ricco patrimonio archeologico, che è, però, ancora poco conosciuto. Dualchi viene chiamato il Paese dei Poeti, infatti è stato la culla di compositori versatili conosciuti in tutta la Sardegna per le loro opere di grande spessore culturale e politico.

Nel suo libro «Canne al vento», Grazia Deledda così descrive la vena poetica dei poeti di Dualchi: «E Gregorio Giordano di Dualchi, bel giovane rosso vestito come un trovatore, si lisciava i lunghi capelli con tutte e due le mani, se li tirava sul collo, e cantava quasi singhiozzando come una prèfica: "Basta, non poto pius relatare,/Discurro su chi poto in sa memoria,/Chi àppana in dogni passu sa vittoria./De poder tottu S'Africa acquistare;/Tranquillos e sanos a torrare,/Los assistan sos Santos de sa Gloria,/E cun bona memoria e vertude/torren a dom'issoro chin salude!". Applausi e risate risuonavano; tutti ridevano ma erano commossi.»

Origine del nome

Il nome è attestato a partire dal 1341 nelle forme Dualche e Doalche. La sua origine è poco chiara, non si esclude però la sua appartenenza alla toponomastica paleosarda. Secondo alcuni studiosi la denominazione potrebbe derivare dalla voce Fenicia Darac, che indica una strada, una Via, o un passaggio, in riferimento all'antica strada che collega con Olbia.

La sua economia

La sua economia si fonda prevalentemente sulle tradizionali attività agro pastorali. L'agricoltura conserva un ruolo importante nell'economia locale, dato che si coltivano cereali, ortaggi e ulivi. Si pratica anche l'allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. L'industria è pressoche inesistente, e modesta è anche la presenza del terziario. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno. Sebbene non rappresenti una delle mete turistiche maggiormente frequentate della zona, offre a quanti vi si rechino la possibilità di effettuarvi delle piacevoli e rilassanti escursioni, ed interessanti sono anche, per gli appassionati di archeologia, i numerosi resti preistorici.

Brevi cenni storici

Il territorio è stato abitato dall'epoca preistorica. In epoca medievale il borgo è stato compreso dapprima nel Giudicato di Torres, nella curatoria del Marghine, e successivamente, a seguito di una contesa per il suo possesso, nel Giudicato d'Arborea. Nel 1420, al termine della vita di questo Giuducato, entra a far parte del Regno di Arborea e viene poi dato in feudo a Bernardo Centelles. Nel 1439 Dualchi viene ceduto a Salvatore Cubello, che lo ingloba nel marchesato di Oristano, finche, nel 1470, estinta la dinastia dei Cubello, passa a Leonardo de Alagon fino al 1477. Nel 1478 il paese ritorna sotto il controllo dei Centelles, che lo mantengono fino al suo riscatto al demanio dello Stato, che avviene nel 1843. Del Comune di Dualchi nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Il Comune di Dualchi nel 1928 viene aggregato al Comune di Borore, dal quale nel 1939 viene nuovamente separato, e dal quale viene separato anche il Comune di Noragugume.

Principali Feste e Sagre che si svolgono a Dualchi

Tra le principali Feste e Sagre che si svolgono a Dualchi si segnalano la Festa di Sant'Antonio Abate, a gennaio; il 25 aprile si svolge la processione in onore di San Marco; il 28 e 29 giugno si svolge l'Ardia in onore di San Pietro nell'omonimo Santuario; il 30 giugno si svolge nel paese il Palio degli Asinelli la prima domenica di settembre nel suo Santuario si svolge la novena in onore di San Pietro; il secondo sabato di settembre si svolge la Sagra del Fico d'India; la Festa patronale di San Leonardo, si celebra il 6 novembre.

La processione in onore di San Marco

Il 25 aprile si svolge la processione in onore di San Marco, che è una curiosa processione nel paese, dato che le donne hanno preparato delle belle sculture dolciarie dette Coccoi di San Marco, che, oltre ad essere molto belle, sono anche deliziose.

Il Palio degli Asinelli

Il 30 giugno, si svolge nel paese il Palio degli Asinelli. Notevolmente seguito dai dualchesi ma non solo, in quanto evento molto pittoresco capace di suscitare notevole ilarità nei presenti, e gli stessi partecipanti non negano il loro divertimento.

La Sagra del Fico d'India

Dualchi-Manifesto della Sagra del Fico d'IndiaOgni secondo sabato di settembre, a Dualchi si svolge la Sagra del Fico d'India, dedicata a questo frutto apparentemente povero, che permette di conoscere la grande abilità delle donne di Dualchi nel ricavare, da questo frutto, una moltitudine di prodotti, gustosi, profumati e belli da vedere. Con il fico d'india vengono prodotti diversi dolci, ossia Tureddu, Aligu, Perlaperlazzu, Sapa, Pane e saba, Culurzones, Zillicas, Pabassinos, e marmellata.

Visualizza la mappa Visita del centro del paese

L'abitato, interessato da forte espansione edilizia, si sviluppa lungo l'altopiano denominato Murtazzolu, ed il suo andamento altimetrico è quello tipico collinare. Il centro di Dualchi è conosciuto per i numerosi murales che sono presenti sulle abitazioni e lungo le vie dell'abitato.

Dualchi-Murale sui muri di Dualchi Dualchi-Murale sui muri di Dualchi Dualchi-Murale sui muri di Dualchi

Il Cimitero di Dualchi

Dualchi-Cimitero di DualchiEntriamo nel paese da est provenendo da Noragugume con la SP33 che, all'interno dell'abitato, assumerà il nome della via Roma, e lo attraverserà tutto da est ad ovest. prima di arrivare all'abitato, si trova il cartello indicatore dell'abitato di Duarche. Circa duecentocinquanta metri prima del cartello, si trova, alla sinistra della strada, l'ingresso del Cimitero di Dualchi.

Il monumento ai Caduti ed il Municipio di Dualchi

Dualchi-monumento ai Caduti e più avanti il Municipio di DualchiEntriamo in Dualchi, e, percorsi una settantina di metri sulla SP33, questa svolta a 90 gradi sulla sinistra e prosegue con il nome di via Roma. Seguiamo la via Roma per circa duecento metri, troviamo sulla sinistra la via Giuseppe Parini. Sull'angolo tra le due strade si trova il monumento ai Caduti di Dualchi. Proseguendolungo la via Giuseppe Parini, al civico numero 1, sulla sinistra, si trova l'edificia che ospita la sede e gli uffici del nuovo Municipio di Dualchi.

Il Vecchio Frantoio

Torniamo sulla via Roma e prendiamo la prosecuzione verso sud, all'altro lato della strada, della via Giuseppe Parini, che è la via Trento. La seguiamo per una settantina di metri, poi prendiamo tutto a destra la via Montello, sul lato destro della quale, dopo una ventina di metri, troviamo il Vecchio Frantoio, che ospita un Museo etnografico.

Dualchi-Vecchio Frantoio di Dualchi Dualchi-Vecchio Frantoio di Dualchi Dualchi-Vecchio Frantoio di Dualchi

La Chiesa e l'Oratorio di Santa Croce

Dualchi-L'Oratorio di Santa CroceSeguendo per ancora un'ottantina di metri lungo la via Roma, passata la fiancata sinistra della Chiesa ed Oratorio di Santa Croce, una piccola Chiesa la cui facciata si affaccia sulla piazza sulla destra, che è la piazza Gabriele D'annunzio, dalla quale parte la via Regina Elena. La costruzione della piccola Chiesa risale al 1596, ed è stata modificata nel 1862. È sede della Confraternita della Santa Croce, la quale gestisce le manifestazioni religiose della Settimana Santa, ed, inoltre, si occupa di amministrare i terreni di proprietà della Chiesa, i cui introiti sostengono le spese per le varie manifestazioni religiose.

Il vecchio Municipio e la Chiesa di Sant'Antonio Abate

Dualchi-vecchio Municipio di DualchiSull'altro lato della via Roma, a sinistra, si trova la piazza d'Italia, sulla quale si affaccia l'edificio che ospitava il vecchio Municipio di Dualchi, una bella costruzione in blocchi di basalto, con la torre civica dotata di un orologio e di una campana. L'edificio oggi ospita la Biblioteca Comunale.

Dualchi-Chiesa di Sant'Antonio AbateDalla piazza d'Italia, la via Azuni ci porta in piazza Sant'Antonio, dove possiamo visitare la Chiesa di Sant'Antonio Abate, del sedicesimo secolo. Restaurata nel 1998, presenta le mura esterne in basalto, ed anche la pavimentazione interna è in basalto. Al suo interno è possibile ammirare un bell'altare ligneo. Nella Piazza, a gennaio, si tiene la Sagra di Sant'Antonio Abate. La celebrazione del Santo avviene il 17 gennaio, preceduta la sera dall'accensione del grande falò, ma i festeggiamenti si svolgono durante i giorni sabato e domenica, con il coinvolgimento di tutta la comunità, con la processione religiosa, canti tradizionali e un'offerta di vini e dolci.

Nel '700 la Chiesa veniva utilizzata anche come luogo di sepoltura, ma in essa venivano deposti solo i componenti delle famiglie Querquy e Sannia, che erano gli eredi coloro che avevano costruito la Chiesa, e per questo motivo venivano sepolti senza pagamento.

La Chiesa della Beata Vergine o di Nostra Signora d'Itria

Dualchi-Chiesa della Beata Vergine o di Nostra Signora d'ItriaDopo aver visitato il vecchio Municipio e la Chiesa di Sant'Antonio Abate, ritorniamo sulla via Roma, la prendiamo verso sinistra, ossia verso ovest, e la seguiamo per altri circa centocinquanta metri. Prendiamo a destra la via IV Novembre, la seguiamo per una cinquantina di metri, poi prendiamo a destra la via Eleonora, la seguiamo fino a che, a un incrocio, prendiamo sulla destra la via Salvatore Satta, che ci porta in piazza della Beata Vergine d'Itria. Qui troviamo la Chiesa della Beata Vergine o di Nostra Signora d'Itria, della quale abbiamo poche notizie storiche, si può ipotizzare risalga ai primi del '600, grazie ad alcuni documenti conservati nella curia vescovile. Si tratta di una Chiesa a capanna, con pianta rettangolare e tetto a due falde, ed, al suo interno, presentava un altare ligneo databile al 1628 circa, che però è andato distrutto ai primi del Novecento, ed al suo posto ne è stato costruito uno in pietra nel 1930, anno in cui, sono stati eseguiti importanti interventi di recupero della Chiesa. La Chiesa conserva il gruppo statuario della Madonna d'Itria, che rappresenta la miracolosa liberazione di uno schiavo cristiano dal dominio del suo padrone turco. L'edificio presenta un campanile a vela che presenta una croce antropomorfa in trachite rossa, affiancato al lato destro della facciata, costruito si presume nel '700.

Il martedì successivo alla Pentecoste, che viene chiamato Su Martis de Pasca 'e Frores, presso questa Chiesa si svolgono i festeggiamenti in onore della Beata Vergine o di Nostra Signora d'Itria.

La Cappella della Beata Vergine o di Nostra Signora del Rimedio

Dualchi-La Cappella della Beata Vergine o di Nostra Signora del RimedioRitornati nuovamente sulla via Roma, prima di prendere sulla destra la via IV Novembre, prendiamo, invece, a sinistra la via San Sebastiano. Prendiamo quest'ultima, ossia la via San Sebastiano, e la seguiamo per circa cento metri, fino a che troviamo, alla sinistra della strada, uno slargo piastrellato, sul quale si trova affacciata la Cappella della Beata Vergine o di Nostra Signora del Rimedio. Questa cappella non è un edificio storico, ma si tratta di un edificio edificato molto di recente.

La Chiesa di San Sebastiano

dalla via San Sebastiano ritorniamo sulla via Roma, la seguiamo per un'altra trentina di metri, e, sempre sulla sinistra, troviamo la piazza San Sebastiano, sulla quale si affaccia la Chiesa di San Sebastiano. L'attuale Chiesa è stata costruita negli anni '50 del Novecento, sui resti di una vecchia Chiesa ormai in disuso. Le mura della Chiesa e del campanile sono in basalto e sono state erette con il contributo di tutta la popolazione. Alla destra della Chiesa si trova la casa parrocchiale.

Dualchi-Chiesa di San Sebastiano Dualchi-Chiesa di San Sebastiano: retro Dualchi-Chiesa di San Sebastiano: interno

Nonostante il patrono del paese sia San Leonardo, tutte le funzioni religiose principali vengono svolte in questa Chiesa, che si presenta come se fosse la Chiesa parrocchiale di Dualchi.

La Chiesa parrocchiale di Santu Leoardu o San Leonardo

Dualchi-Chiesa parrocchiale di Santu Leoardu o San LeonardoDalla piazza San Sebastiano, parte verso sud la via San Leonardo, che, in centocinquanta metri, ci porta nella grande piazza San Leonardo, che si trova alla sinistra della strada. Nella grande piazza alberata si trova la Chiesa di Santu Leoardu o di San Leonardo, che è la Chiesa parrocchiale di Dualchi. La Chiesa del Santo patrono, in stile gotico spagnolo, è stata costruita nel sedicesimo secolo, sui ruderi di un precedente Santuario risalente al dodicesimo secolo. Nel tempo ha subito vari restauri, i più recenti negli anni '70 e nel '95 del Novecento. Presso questa Chiesa, il 6 novembre si celebra la Festa del Santo Patrono di Dualchi, ossia la Festa di San Leonardo, con i suoi riti religiosi ed alcune manifestazioni civili.

Questa Chiesa nel '700 era adibita a luogo di sepoltura. I sacerdoti potevano esser sepolti nel presbiterio, mentre i fedeli, che dovevano pagare una tariffa in base al settore di sepoltura, venivano sepolti nella navata della Chiesa, che era suddivisa in tre settori denominati prima grada, segunda grada, tercera grada, ed i bambini venivano sepolti vicino alla fonte battesimale. Le persone che non potevano pagare, venivano sepolte nel vecchio Cimitero, i cui resti si trovano alla destra della Chiesa, chiusi da un cancello, ma si cercava di evitarlo in quanto la sepoltura nel Cimitero era motivo di vergogna e di dispiacere. L'ultima sepoltura fatta in questa Chiesa risale al 6 agosto 1835.

Il Campo da Calcio di Dualchi

La strada che costeggia sulla destra la Chiesa ed il vecchio Cimitero, porta all'ingresso del Campo da Calcio di Dualchi, che si sviluppa alla sua destra, verso sud, affiancato da un Campo da Calcetto.

La grande muraglia megalitica di Sa Corte

Dualchi-Resti della muraglia megalitica di Sa CorteSe prendiamo la strada che costeggia, invece, sulla sinistra la Chiesa, ossia la via Solferino, questa ci porta nella periferia sud dell'abitato. Percorsa per circa duecento metri, alla sinistra della strada arriva la via Cavallotti, ed alla destra della strada troviamo un viottolo che ci porta a vedere la grande muraglia megalitica di Sa Corte. La muraglia ha un andamento rettilineo, ed al centro c'è l'ingresso, a luce quadrangolare. Dalla fine degli anni '80 del Novecento sono stati condotti scavi, che hanno portato alla luce strutture murarie e resti di una pavimentazione, riferibili a un'età preistorica ancora non definita. Oggi i resti della muraglia sono in gran parte ricoperti dalla vegetazione.

Visualizza la mappa Nei dintorni di Dualchi

Nei dintorni di Dualchi si trova il Santuario di San Pietro, presso il quale si svolge l'Ardia di Dualchi, e numerosi resti archeologici. Sono stati, infatti, portati alla luce i resti delle Tombe di giganti Cubas II, Cubas III, Frenugarzu, Pedras Ladas, Pirizzada I, Pirizzada II, Putzu Iu, Uana; dei Protonuraghi Bardalazzu, Bilippone, Biriola, Crabas, Cubas, Frenugarzu, Iscala Etza, Ono, Sulivera, Uana; dei Nuraghi semplici Caddaris, Curzu, Fogheddu, Piddi,o Pirizzada, Ponte; del Nuraghe complesso Arile; ed anche dei Nuraghi Giustazzoppu, Inzas, Perda Maiore, S'Aspru, tutti di tipologia indefinita.

Il Santuario di Santu Pedru ossia San Pietro e l'Ardia di Dualchi

Dal Municipio di Dualchi, prendiamo verso ovest la via Roma, dopocirca cinquecento metri prendiamo a destra la SP6 verso nord, che seguiamo per circa un chilometro. Arriviamo a un incrocio dove, invece di proseguire sulla SP6 che poi si dirige verso destra, prendiamo la strada a sinistra, seguendo le indicazioni per Santu Pedru, e, dopo circa quattrocento metri, troviamo la deviazione sulla sinistra per il Santuario di Santu Pedru ossia San Pietro, d'impianto aragonese, edificato nel sedicesimo secolo. Sottoposto a un recente restauro, ha le mura esterne in basalto a vista, ed è di particolare interesse per le travi di legno che formano il tetto. Nella facciata principale è presente un tipico rosone gotico realizzato in trachite rossa. La Chiesa è circondata da un cortile, detto Sa Corte, e da piccoli muristenes, che vengono abitati solo nel periodo del novenario, che si svolge a settembre. Questa Chiesa, per la sua collocazione lontana dall'abitato, viene utilizzata solo durante la Festa di San Pietro, gli ultimi di giugno, e durante le già citate novene di settembre.

Dualchi-Santuario di San Pietro-Veduta in primo piano Dualchi-Santuario di San Pietro e cumbessias Dualchi-Santuario di San Pietro: cortile con le cumbessias

Gli ultimi di giugno vi si tiene la Festa di San Pietro, che prevede riti religiosi e manifestazioni folkloristiche. Durante la Festa di San Pietro, festività che trova il suo culmine nei giorni del 28 e 29 giugno, si corre l'Ardia di Dualchi, una sfrenata corsa a cavallo per ricordare la vittoria dell'Imperatore Costantino su Massenzio, nella battaglia di Ponte Milvio nel 312 dopo Cristo Il culto di Costantino il Grande, che non è un Santo ma è stato Santificato nella tradizione popolare sarda con il nome di Santu Antine, è stato introdotto in Sardegna dopo la conquista bizantina. La corsa a cavallo è meno famosa di quella di Sedilo, ma sempre molto interessante, ed è preceduta da vari momenti sia laici che religiosi. Il capocorsa parte al galoppo, portando lo stendardo del Santo, chiamato Sa Bandela Mazzore, la bandiera maggiore. È seguito da altri tre cavalieri che costituiscono sas Iscortas, portano sas Bandelas Minores, le tre bandiere minori, e difendono la posizione del capocorsa, ostacolando gli altri cavalieri che cercano di sorpassarlo.

Dualchi-Preparazione dell'Ardia di Dualchi Dualchi-Preparazione dell'Ardia di Dualchi

Sempre presso questo Santuario, dalla prima domenica di settembre si svolge la novena dedicata a San Pietro, nella quale il simulacro del Santo viene scortato, in processione, dai cavalieri, dalla Chiesa di San Sebastiano fino al suo arrivo in campagna. Per nove sere il Santo viene onorato dai fedeli con la funzione religiosa, al canto dei Gosos. Dopo le celebrazioni, è usanza riunirsi nei muristenes presenti attorno alla Chiesa, e festeggiare con canti e balli. La novena si conclude col rientro del Santo nel paese, dove la statua votiva viene riposta nella Chiesa di San Sebastiano accompagnata dai fedeli, a piedi e a cavallo.

Il complesso archeologico Cubas con il Protonuraghe Cubas e le due Tombe di giganti omonime

A nord del paese scorre il Rio Murtazzolu, che nasce dalle montagne di Macomer e Bortigali. Ha le sponde ricche di vegetazione spontanea, ed è dominato da cinque Nuraghi, che si raggiungono seguendo una strada agricola solo in parte asfaltata, che si prende a sinistra della SP6, dopo cinquecentocinquanta metri da dove la abbiamo presa dalla via Roma, nel centro di Dualchi.

Dualchi-Complesso archeologico Cubas: i BetiliIl primo che si incontra è il complesso archeologico Cubas, che sorge sull'altopiano basaltico di Pranu Ozzastru, e che si incontra dopo poco più di tre chilometri da dove abbiamo lasciayo la SP6. È costituito dal Protonuraghe Cubas, che si presenta come una massiccia costruzione a pianta ellittica, la cui torre si conserva per una altezza massima di cinque metri e mezzo. Non lontano sono presenti cinque Betili, posti a poca distanza l'uno dall'altro. Intorno al Nuraghe si trovano i resti di diversi ambienti a pianta circolare che costituivano un ampio villaggio. Le pareti di alcune capanne si alzano per oltre un metro sul terreno. A trecento metri dal Nuraghe, in direzione ovest, si trova a poca distanza una piccola Fonte sacra, la cui camera a tholos è ancora ben conservata. Vicino alla fonte, si trova la Tomba di giganti Cubas I, con le pareti laterali del corridoio funerario costituite da filari contrapposti. L'esedra semicircolare della tomba, della quale si intravedono solo le ali esterne, è nascosta sotto materiali di crollo. A circa cento metri dal Nuraghe, in direzione nord est, si trovano i resti della Tomba di giganti Cubas II, parzialmente coperta dalla vegetazione.

Il Protonuraghe Crabas, il Nuraghe semplice Pirizzada, il Protonuraghe Ono, e più ad est il Protonuraghe Sulivera

Continuando verso nord est, un chilometro più avanti prendiamo una deviazione sulla destra, che ci porta al Protonuraghe Crabas, situato in cima alla parete rocciosa di Merches Enturzos. Si tratta di un grande protoNoraghe con ingressi a est e ovest, e un corridoio con nicchie che scorre da est ad ovest. Un corriodio laterale va verso sud ed è bloccato dalle macerie. Costruito in blocchi di basalto. Intorno al Noraghe tracce di insediamenti a forma circolare, probabili resti di un Villaggio nuragico. A breve distanza ci sono anche due Tombe di giganti.

Continuando, sempre verso est, troviamo prima il Nuraghe Pirizzada, un Nuraghe semplice, monotorre, con un'ambiente circolare all'interno e parte del vano scala visibile. Vicino la Nuraghe si trovano due Tombe di giganti, chiamate Pirizzada I e Pirissada II.

Più avanti il Protonuraghe di Ono, un Protonuraghe di forma ellittica. I due ingressi danno accesso a due corridoi che si incontrano nell'interno. Il corridoio principale è ostruito da un crollo.

Si raggiunge, poi, il Protonuraghe Sulivera, situato tra i boschi di olivastro e lentischio, del quale parleremo anche in una prossima tappa dato che si trova ai confini con il Comune di Silanus. Si tratta di un Protonuraghe con un'ingresso sul piano terra, con corridoio a tre nicchie, mentre sul primo piano si trovano i resti di una torre circolare con camera a tholos e nicchie. Costruito in basalto. Intorno al Noraghe, sono presenti i resti di un villaggio, che è perdurato in epoca romana.

Resti del Nuraghe semplice Ponte, il Protonuraghe a corridoio Frenugarzu ed il Protonuraghe Bardalazzu

Dualchi-Nuraghe PonteDa Dualchi prendiamo verso nord la SP6 per Silanus. Dopo solo trecento metri, deviamo sulla sinistra in una stradina asfaltata che, dopo due chilometr ed ottocento metrii, porta al Nuraghe Ponte, che vediamo a circa cinquecento metri sulla sinistra. Lo raggiungiamo passando per i campi. È uno tra i Nuraghi semplici più importanti della Sardegna, ancora in buono stato, molto ben conservato per una notevole altezza. È realizzato con blocchi di basalto di grandi dimensioni ed ha un massiccio architrave d'ingresso lungo oltre tre metri e mezzo, alto più di un metro, e profondo un metro e mezzo. Dall'ingresso principale entriamo in un'anticamera con a sinistra la scala, ancora in perfette condizioni, che porta al piano superiore, ed a destra una nicchia. Dall'anticamera si accede alla camera centrale con la copertura a tholos, ben conservata, sulle cui pareti si aprono tre nicchie. Della camera superiore restano solo pochi filari di pietre, ha perso la copertura che originariamente doveva essere a tholos come quella del piano terra. Vicino al Nuraghe Ponte si trova una Necropoli fenicio-punica ad incinerazione, con le tombe costituite da pozzetti.

Poco distante dal Nuraghe Ponte, a circa un chilometro e mezzo dal centro abitato, si trova il Protonuraghe Frenugarzu, un Protonuraghe a corridoio costruito a picco su una roccia di basalto. Nonostante sia in gran parte crollato, l'edificio mostra ancora le sue caratteristiche originali, dato che si trattava di una massiccia costruzione di carattere militare. Dal Protonuraghe Frenugarzu parte una grande muraglia megalitica che si dirige verso sud per un lungo tratto. Sull'ingresso c'è un grande architrave, che porta in un ampio spiazzo, delimitato dal Nuraghe e da una struttura ciclopica, che si stacca dalla muraglia e si dirige, con andamento curvilineo, verso ovest, poi verso nord, e termina di nuovo vicino al Nuraghe.

Nella zona tra i due Nuraghi Ponte e Su Frenugarzu, si osservano le tracce di numerose abitazioni a pianta circolare, oltre che dell'antemurale difensivo di un grande villaggio fortificato. Poco distante è presente un piccolo Pozzo sacro ancora in discrete condizioni. Di questo pozzo non sono visibili ne il vestibolo ne la scala, ancora nascosti nel terreno, è invece visibile la camera a tholos, crollata solo nei filari più alti. Viene considerato far parte del complesso di Ponte e Su Frenugarzu, anche il Protonuraghe Bardalazzu, che dista tre chilometri dal centro abitato, ed è in gran parte franato. Si tratta di un Protonuraghe di forma irregolare, con quattro ingressi che danno accesso a corridoi e ambienti per lo più bloccati dalle macerie. Restano ancora ben visibili solo alcuni corridoi. È costruito interamente in basalto.

Il complesso archeologico Uana con il Protonuraghe Uana e la Tomba di giganti omonima

Dualchi-Nuraghe UanaPiù ad ovest, si trova il complesso archeologico del Nuraghe Uana. Lo raggiungiamo seguendo la SP88 che porta da Dualchi a Borore. Arrivati al chilometro 33, svoltiamo a sinistra, proseguendo per circa un chilometro e mezzo. Arriviamo a una deviazione sulla sinistra che, poco dopo, ci porta al Protonuraghe Uana, circondato da boschi di sughero, che si appoggia su un basamento di forma ellissoide alto sino a tre metri. È un Protonuraghe con particolari interessanti. L'ingresso si trova a sud, mentre sul lato est è aggiunta una struttura con un altro ingresso. Dall'alto si vedono un cortile rettangolare e una camera ogivale con nicchia. Intorno al Noraghe tracce di un villaggio e il muro perimetrale. Nei pressi del Nuraghe si trovano i resti delle capanne circolari che costituivano l'ampio Villaggio nuragico. Il Nuraghe ed il villaggio sono circondati da un grande bastione megalitico, che in qualche tratto rimane ancora alto oltre tre metri. A circa 180 metri dal Nuraghe, in direzione nord est, si conservano i resti della Tomba di giganti Uana. Resta ben visibile l'esedra, la cui ala sinistra è stata inglobata in un muretto a secco, ed una parte del corpo della tomba.

Resti del Protonuraghe Biriola con il fenomeno della Luce dal foro apicale

Dualchi-Nuraghe BiriolaPiù a sud, sull'altopiano fra Dualchi, Sedilo ed Aidomaggiore, si trova il Protonuraghe Biriola, che da alcuni viene considerato appartenere al territorio di Aidomaggiore. Per arrivarci, dal centro di Dualchi percorriamo tutta via San Leonardo, per prendere a sinistra una strada in cemento che continua asfaltata. Allo spiazzo, al termine della Via, si trova un viottolo sterrato che, dopo circa cento metri, ci porta al Nuraghe Biriola. Si tratta di un Protonuraghe del tipo a corridoio edificato a un'altezza di 314 metri, caratterizzato da una grande forma allungata, che oggi raggiunge circa nove metri, ed ha una struttura con due ingressi e con corridoi interni. Si vede ad ovest una camera circolare, probabile base di una torre. È appoggiato su una sorta di basamento dal profilo irregolare, con un bastione base sviluppato in estensione ed eccezionalmente appaiono anche cinte esterne antemurali. Al pessimo stato di conservazione si deve aggiungere il materiale di crollo dovuto alla demolizione di un abitato che si trovava nelle vicinanze. Intorno al monumento sono visibili i resti di un ampio Villaggio nuragico, che si ritiene sia stato abitato anche in età romana e fino al periodo medioevale. A breve distanza troviamo le rovine di un abitato romano, del quale rimane visibile la necropoli.

Il fenomeno della Luce dal foro apicale, così definito dal Gruppo Ricerche Sardegna, si verifica nei Nuraghi nei quali il sole, nel giorno del Solstizio d’estate, raggiunge una determinata altezza, un sottile raggio di luce penetra attraverso il foro ricavato dai costruttori all’apice della tholos del Nuraghe, attraversa tutta l’ampia volta e va ad illuminare la base della camera, oppure una nicchia presente nella camera stessa.

Sono stati gli studiosi Carlo Maxia e Lello Fadda ad aver scoperto gli eventi all'interno del Nuraghe Biriola di Dualchi. In questo Nuraghe, il giorno del Solstizio d'estate, si può osservare il suggestivo fenomeno del sole che, dal foro apicale della camera, penetra nella stanza circolare illuminandola con un fascio di luce, il quale finisce la sua corsa illuminando una delle nicchie ricavate nei muri ciclopici. E, quando l'astro è allo zenit, il sole illumina la nicchia, nella quale un tempo potesse essere ospitata la sepoltura di una persona importante, forse un eroe nuragico. Si fa anche l'ipotesi che nella nicchia probabilmente si posizionasse il sacerdote per essere investito dalla luce sacra. Non abbiamo trovato fino ad ora foto da pubblicare per testimoniare questo fenomeno.

Resti del Nuraghe semplice Caddaris con il fenomeno della Luce del Toro

Dualchi-Nuraghe CaddarisIl Nuraghe Caddaris è visibile a circa cento metri in linea d'aria dal Nuraghe Biriola, si trova all'estremo sud dell'area comunale di Dualchi, al confine con quella di Aidomaggiore e vicino al confine col territorio di Sedilo. Si tratta di un Nuraghe semplice, monotorre, situato a 319 metri di altezza, in una zona povera di vegetazione, ed è facilmente raggiungibile. Costruito in basalto, con un'altezza residua di quasi sette metri e mezzo. Si tratta di un pregevole monotorre con nicchia, scala d'andito, e che, all'interno, possiede un camera nella quale sono presenti tre nicchie disposte a croce. L'ingresso alla torre avviene a sud est per una porta trapezoidale sormontata da un rifinito architrave.

Descrizione del volume La Luce del ToroIl fenomeno della Luce del Toro, così definito dal Gruppo Ricerche Sardegna, si presenta in torri arcaiche dei Nuraghi semplici provvisti di un finestrino di scarico al di sopra della porta di ingresso, ed è prodotto dall'allineamento del sole che genera, al'interno, un fascio luminoso che percorre la sala, ed arriva al massimo quando si realizza l'impatto della luce sulla parete, o dentro una nicchia posizionata di fronte, dove viene realizzata visivamente una forma di testa taurina nitida ed inconfutabile, oppure, in altri casi, una fisionomia soltanto stilizzata.

Dualchi-fenomeno della Luce del Toro nel Nuraghe CaddarisNel Nuraghe Caddaris di Dualchi, all'alba del giorno del Solstizio d'inverno, si può osservare il suggestivo fenomeno della Luce del Toro, con il sole che, dalla finestrella posta sopra il finestrino di scarico posto sopra la porta di ingresso, penetra nella stanza circolare, illuminando una delle tre nicchie presenti alla parete di fonte, e generando all'interno della nicchia un'immagine nella quale si può riconoscere una forma di testa taurina. Tra le ipotesi avanzate sul suo significato, la più probabile porta a ritenere che probabilmente, in essa, un tempo si posizionasse una figura sacerdotale o un capo, che veniva, quindi, investito dalla luce sacra, in una visione sicuramente sbalorditiva.

Resti del Nuraghe semplice Peddio

Dal Nuraghe Caddaris, proseguendo verso ovest camminando nei campi, arriviamo al Nuraghe Piddio, un Nuraghe semplice, monotorre, costruito in basalto, con la camera marginata da due nicchie. È anch'esso situato quasi al confine col territorio di Sedilo. Per arrivarci si scavalca un muretto a secco e si prosegue verso ovest nei campi.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, ci recheremo a visitare la cittadina chiamata Borore con il suo Museo del Pane Rituale e con i diversi siti archeologici che si trovano nei suoi dintorni.


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