Uno dei siti più visitati per conoscere la Sardegna con fino a oltre 850 visitatori in un giorno

La mia SardegnaBandiera della Sardegna

Home page Guest book Siti amici Sostienici Scrivici Acquisto traghetti Mappa del sito

Pagina precedenteIndice precedenteVisita del sito istituzionale del comunePagina successiva

Guamaggiore con la caratteristica sagra popolare chiamata Is carrus a monti

In questa tappa del nostro viaggio, da Guasila ci recheremo a Guamaggiore che visiteremo con le Chiese presenti nel suo centro ed i suoi dintorni.

La regione storica della Trexenta

La TrexentaLa Trexenta è una regione storica della Sardegna situata nella parte settentrionale della provincia del Sud Sardegna. La regione della Trexenta si trova interamente nella provincia del Sud Sardegna ed i comuni che ne fanno parte sono Barrali, Gesico, Guamaggiore, Guasila, Mandas, Ortacesus, Pimentel, Sant'Andrea Frius, San Basilio, Selegas, Senorbì, Siurgus Donigala, Suelli. Il territorio è prevalentemente collinare nella parte orientale e più pianeggiante verso ovest. La zona della Trexenta è un susseguirsi di rigogliose campagne, dove i frutteti si alternano a vigne, oliveti e coltivazioni di cereali. Le sue condizioni climatiche, favorite anche dall'abbondanza d'acqua, determinano una rinomata produzione di vino, olio e grano.

In viaggio verso Guamaggiore

Da Guasila prendiamo verso est la SP37 che, dopo un paio di chilometri, ci porta all'interno dell'abitato di Guamaggiore. Dal Municipio di Guasila a quello di Guamaggiore si percorrono esattamente tre chilometri.

Il paese chiamato Guamaggiore Informazioni turistiche

Guamaggiore-Veduta dell'abitatoGuamaggiore-Stemma del comuneIl paese Guamaggiore (nome in lingua sarda Guamajori, metri 199, abitanti 1.077) sorge in un conca naturale ai piedi della brulla collina di Cabiddiu, nel fondo del bacino della Trexenta, in luogo pantanoso e non ventilato, e si estende nella parte settentrionale del territorio della provincia del Sud Sardegna. L'abitato raggiungibile con la SS547 di Guasila, che scorre a soli tre chilometri di distanza. Il territorio comunale è prevalentemente collinare, soprattutto a nord, e presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate, che vanno da un minimo di 174 a un massimo di 481 metri sul livello del mare, e, a causa della scarsa piovosità, è assai povero di corsi d'acqua.

Origine del nome

È un nome composito per il fatto che il primo componente deriva dal termine Goi, trasformato poi in Gua, che è possibile avesse il significato di collina o poggio, oppure di valloncello, mentre il secondo componente, il sardo majòri, risulta tradotto nell'italiano maggiore. Il secondo componente contiene un riferimento a Guasila, paese vicino a soli tre chilometri di distanza, che evidentemente era inteso come minore.

La sua economia

Si tratta di un comune collinare la cui economia è di tipo prevalentemente agricolo. Il settore economico primario è presente con la coltivazione di cereali, dato che Guamaggiore viene ricordato come un importante centro cerealicolo, ed inoltre frumento, ortaggi, foraggi, vite e olivo. È presente anche l’allevamento di bovini, suini, ovini ed equini. Il settore secondario è costituito da imprese che operano nei comparti dei materiali da costruzione, metallurgico ed edile. Interessante è l’artigianato, in particolare quello specializzato nella produzione di coltelli. Guamaggiore-I sizzigorrus a schiscioneraIl terziario non assume dimensioni rilevanti. Sebbene non figuri tra le mete turistiche più famose della zona, possiede comunque valide risorse il cui sfruttamento potrebbe portare a un incremento della presenza turistica sul posto. Offre, infatti, a quanti vi si rechino, la possibilità di godere delle bellezze dell’ambiente naturale, di effettuare interessanti escursioni nei dintorni e di gustare i semplici ma genuini prodotti locali, tra cui meritano di essere citati i sizzigorrus a schiscionera, che sono lumache con olio, prezzemolo e pane grattugiato; conillu a succhittu ossia coniglio in tegame; is suppas, una favata costituita da fave lesse, cotenna suina e finocchietto selvatico; dai cereali coltivati si ricavano eccellenti farine di grano duro, utilizzate per la produzione artigianale e domestica di paste fresche come malloreddus, e cruxionis; e dolci come amarettusgateau e pardulas. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.

Brevi cenni storici

L'area è abitata in epoca prenuragica, dato che il ritrovamento di reperti biologici ha permesso agli studiosi, mediante l’analisi con il Carbonio 14, di datare al 3.564 avanti Cristo i primi insediamenti umani nel Monte San Mauro. Viene frequentata, in seguito, in età nuragica, come attestato dalla presenza nel territorio di diverse testimonianze archeologiche. Il ritrovamento di oggetti e di materiali di origine punica testimoniano gli scambi commerciali con i fenici, poi successivamente avviene l'occupazione romana del territorio. Poche sono le notizie storiche relative alle prime vicende del borgo, si sa che l’antico nucleo si era sviluppato sulla sommità di una modesta altura, sulla quale vengono costruite le Chiese di Santa Maria Maggiore nel 1213, e quella di San Pietro, anch'essa nel tredicesimo secolo. Il paese appartiene al Giudicato di Cagliari dove fa parte della curatoria della Trexenta. Nel 1258, alla caduta del giudicato, il territorio passa per breve tempo al giudicato di Arborea, finchè nel 1295 il giudice Mariano II lascia in eredità i territori dell'ex giudicato di Cagliari alla repubblica di Pisa, feudo dei Visconti. Nel 1324 il paese passa, insieme a tutti i centri delle ex curatorie di Trexenta e di Gippi, agli Aragonesi. Nel 1421 il villaggio, con tutti gli altri paesi della ex curatoria della Trexenta, viene dato in amministrazione a Giacomo de Besora, che nel 1434 ne ottiene la concessione feudale. Nel 1497 il paese viene unito alla contea di Villasor, feudo di Giacomo de Alagón, e nel 1594 la contea è trasformata in marchesato. Il paese viene colpito da forti epidemie di peste negli anni tra il 1651 ed il 1655, mentre  la seconda più terribile, nel 1681 decima la popolazione, ed i sopravvissuti abbandonano l’antico sito e si stabiliscono su un sito un poco più a nord, nella zona attuale, edificandovi per voto la Chiesa in onore di San Sebastiano. Nel 1703 il feudo viene donato da Artale de Alagón alla figlia Isabella, sposata con Giuseppe da Silva. Ai Da Silva Alagón viene riscattato nel 1839 con l'abolizione del sistema feudale. Il comune di Guamaggiore nel 1928 viene aggregato al comune di Selegas, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Resta nella provincia di Cagliari fino alla riforma del 2016, quando il paese viene aggregato alla nuova provincia del Sud Sardegna.

Personaggi nati a Guamaggiore

A Guamaggiore è nato, tra gli altri, il commediografo Efisio Vincenzo Melis.

Guamaggiore-Le commedie di Efisio Vincenzo MelisA Guamaggiore nel 1889 nasce Efisio Vincenzo Melis, celebrato autore di teatro in sardo. Docente di matematica, nella sua breve vita insegna in Veneto e in Sardegna, ma soprattutto si dedica al teatro, come attore e principalmente come autore di tre commedie in sardo campidanese della Trexenta, ancora oggi rappresentate nell’Isola. La più nota delle sue opere è la commedia Ziu Paddori, in tre atti, rappresentata a Cagliari nel 1919, protagonisti l’autore stesso e Rachele Piras Medas, capostipite della famiglia d’arte dei Fratelli Medas, che hanno rappresentato fino a oggi come parte importante del loro repertorio anche le altre due commedie di Efisio Vincenzo Melis, ossia Su Bandidori del 1920, e L'onorevole a Campodaliga, non finita per la morte dell’autore nel 1921 a Cagliari. Nelle sue opere, si mette in scena il contrasto tra città e campagna e tra isola e continente, con ironia e comicità che hanno fatto del personaggio di Ziu Paddori la maschera sarda più popolare, alle prese con l’irrompere della modernità.

Principali feste e sagre che si svolgono a Guamaggiore

Guamaggiore-Sfilata nel costume tradizionale di GuamaggioreGuamaggiore-Associazione Gruppo Folk Efisio Vincenzo MelisA Guamaggiore è attiva l'Associazione Gruppo Folk Efisio Vincenzo Melis, i cui componenti si esibiscono nelle principali feste e sagre che si svolgono nel comune ed anche in altre località dell'Isola. Tra le principali feste e sagre che si svolgono a Guamaggiore, il 20 gennaio si celebra la Festa patronale di San Sebastiano, che è preceduta dalla Sagra is carrus a monti; il 22 luglio, la Festa di Santa Maria Maddalena; a fine agosto o inizio settembre, la Sagra delle leguminose, che da anni richiama buongustai, estimatori ed intenditori della buona tavola, provenienti da tutta la Sardegna; a fine settembre, la manifestazione vendemmiando in tour, per il quale i turisti e gli abitanti dell'Isola possono vivere l'emozione della vendemmia abbinata a una serie di esperienze da vivere in gruppo nel cuore della Sardegna.

Guamaggiore-Sagra delle leguminose Guamaggiore-Sagra delle leguminose Guamaggiore-Vendemmiando in tour Guamaggiore-Vendemmiando in tour

La Sagra Is carrus a monti

Guamaggiore-La Sagra popolare chiamata is carrus a montiLa settimana che precede i festeggiamenti in onore del patrono di San Sebastiano, si svolge la caratteristica Sagra popolare chiamata Is carrus a monti. Anticamente per l'occasione una nutrita delegazione della cittadinanza si recava in corteo, su is tracas, ossia carri trainati da buoi addobbatissimi a festa, nelle vicine colline della Trexenta, dove, tra divertimenti, canti dialettali chiamati muttetus e danze popolari, si tagliavano i tronchi che sarebbero poi serviti per il grande falò dedicato al Santo, che si sarebbe acceso al centro del paese. Per la grande Sagra sono ancora oggi attesi forestieri provenienti da tutta la Trexenta e dalla Marmilla, dato che è una Festa che affonda le radici nel tempo e che quindi fa parte della storia di Guamaggiore, ma, invece dei carri a buoi, la manifestazione si svolge su trattori.

Visita del centro del paese

L'abitato, caratterizzato da abitazioni con ampi portali d'ingresso, porticato, e da un ampio atrio chiamato lolla, conserva bellissime case rurali edificate in ladiri, ossia mattoni di argilla e paglia essiccati al sole. Il paese è interessato da un fenomeno di forte crescita edilizia, ed il suo andamento altimetrico è quello tipico delle zone collinari. Arriviamo a Guamaggiore da ovest con la SP37 e, passato un ponte sopra i canali che passano a sud del paese, troviamo il cartello segnaletico che indica l'ingresso nell'abitato, dopo il quale la strada provinciale assume il nome di via Centrale.

La Chiesa romanica di San Pietro apostolo

Guamaggiore-La Chiesa romanica di San Pietro apostolo

L’antico nucleo urbano di Guamaggiore si era sviluppato sulla sommità di una modesta altura, sulla quale erano state costruite tra il tredicesimo ed il quattordicesimo secolo le Chiese di Santa Maria Maggiore e quella di San Pietro. Percorsi duecentocinquanta metri e passati sotto una sopraelevata pedonale che unisce le due Chiese a destra ed a sinistra della strada, troviamo a destra la scalinata che conduce all'ingresso della Chiesa romanica di San Pietro apostolo, chiamata anche San Pietro de Guemaiori. Il paramento murario frontale è costituito da due parti, una inferiore in conci regolari di arenaria e tufo, e una parte superiore ricostruita in una fase successiva con pietre di scarto irregolari. Sul piano di facciata si imposta un portale con arco a sesto acuto sormontato da un campanile a vela, che conferisce slancio alla struttura. I prospetti laterali e posteriori sono intonacati e presentano alla base uno zoccolo in muratura. Nel prospetto laterale destro si apre un portone secondario con architrave. La struttura della Chiesa si presenta a navata unica con tre nicchie nel presbiterio archivoltato. La navata centrale è illuminata da finestrelle longitudinali strette situate alla base dell’imposta del tetto.

Guamaggiore-La Chiesa romanica di San Pietro apostolo Guamaggiore-La Chiesa romanica di San Pietro apostolo: interno

Nel novembre del 2019 la Chiesa è stata riaperta al pubblico dopo un periodo di chiusura forzata a causa di un fulmine che ne aveva fortemente danneggiato il campanile a vela e l'intera sua struttura.

La Chiesa di Santa Maria Maddalena

Guamaggiore-La Chiesa di Santa Maria MaddalenaAppena una diecina di metri più avanti, si vede alla sinistra della strada un sentiero che conduce alla Chiesa di Santa Maria Maddalena, una semplice costruzione realizzata negli anni Sessanta del Novecento, caratterizzata dal porticato antistante e dal campanile a vela. Questa Chiesa ha sostituito l'antica Chiesa dedicata a Santa Maria Maggiore, che risaleva al 1219, anno in cui iniziarono i lavori di edificazione con i materiali di un Nuraghe di cui non resta più traccia, e della quale, prima della costruzione della nuova piccola chiesa, sono stati demoliti i resti. Ad essa è più semplice arrivare con la sopraelevata pedonale che unisce questa Chiesa con quella romanica di San Pietro apostolo, alla quale si accede poco prima di passare sotto la sopraelevata, prendendo a destra della via Centrale la via San Pietro che, in poco più di un centinaio di metri, porta all'ingresso dell'ampio cortile sul retro della chesa di San Pietro apostolo, dove parte la sopraelevata.

Guamaggiore-La Chiesa di Santa Maria Maddalena: facciata Guamaggiore-La Chiesa di Santa Maria Maddalena: interno

Nell’estate del 1999, durante i lavori di restauro, sotto il pavimento della Chiesa alcuni operai hanno scoperto un pozzo circolare per il rifornimento idrico, con imboccatura di circa settanta centimetri, realizzato a filari di pietre degradanti verso l’alto non lavorate o appena sbozzate. Il pozzo, che attualmente è asciutto, è scavato nella tenera marna per una profondità di circa otto metri. Al suo interno è stata rinvenuta una grande quantità di manufatti di età nuragica, in terracotta, pietra e osso, ossia scodelline, ciotole, cocci, coppe di cottura, macine. L’area è stata frequentata anche in tempi successivi, dato che all’interno e all’esterno della Chiesa sono state individuate tracce di sepolture riferibili ad età punica e romana. Si fa risalire al momento della costruzione della Chiesa la spoliazione di alcune sepolture antiche e l’accumulo di crani, privati del corredo, entro una fossa scavata nella marna, lungo la parete lunga settentrionale dell’edificio chiesastico. Nel pavimento roccioso presso la parete opposta della chiesa, una terza fossa poco profonda accoglieva due scheletri incompleti.

Guamaggiore-La Chiesa di Santa Maria Maddalena: il pozzo nel pavimento della chiesa Guamaggiore-La Chiesa di Santa Maria Maddalena: sepolture antiche Guamaggiore-La Chiesa di Santa Maria Maddalena: sepolture antiche

Guamaggiore-Processione per la Festa di Santa Maria Maddalena

Ogni anno il 22 luglio a Guamaggiore si svolge la Festa di Santa Maria Maddalena, con la processione che pate dalla Chiesa parrocchiale e ne porta la statua per le vie del paese fino a raggiungere la sua chiesa, dove si svolgono le cerimonie religiose, seguite da manifestazioni civili. Il suggestivo scenario del piazzale antistante la chiesa, oltre ad ospitare il 22 luglio i festeggiamenti in onore di Santa Maria Maddalena, Sagra a cui un tempo era abbinata una piccola fiera, funge spesso da palcoscenico a varie manifestazioni ricreative e culturali.

Sul piano di calpestio dell'aula della nuova Chiesa parrocchiale dedicata a San Sebastiano, si legge il frammento di un'iscrizione lapidea, realizzata in porfido rosa e datata 20 agosto 1214, che riporta notizia della fondazione della Chiesa di Santa Maria Maggiore, originaria parrocchiale di Guamaggiore. Nel campanile di questa Chiesa vi erano due campane, una grande e una piccola, e questa Chiesa è stato pure per molto tempo luogo privilegiato dal popolo per le sepolture, in quanto riteneva una superstizione il farsi seppellire nella nuova parrocchiale di San Sebastiano. L'arcivescovo ha vietato questa usanza imponendo che a Santa Maria Maggiore venissero sepolti solo coloro che avessero disposto tale volontà nel testamento, nonostante il divieto, però, la popolazione ha continuato per molto tempo a prediligere, come luogo di sepolture, le Chiese di Santa Maria Maggiore e di San Pietro.

L'antico Municipio di Guamaggiore

Guamaggiore-Il palazzo che ospitava l'antico Municipio di GuamaggiorePassate le due chiese, proseguiamo verso nord est lungo la via Centrale e, dopo poco meno di duecentocinquanta metri, vediamo aprirsi, alla sinistra della strada, la piazza Municipio. Entrati a sinistra nella piazza, dopo una cinquantina di metri arriviamo a vedere, sulla destra, lo slargo recentemente intitolato a Don Eugenio Pisano in memoria del parroco che ha servito il paese dal 1960 al 1995. In questo slargo si affaccia l'edificio che ospitava l'antico Municipio di Guamaggiore recentemente ristrutturato, nel quale oggi è presente una banca, che è stato sostituito una sessantina di anni fa dal nuovo palazzo municipale che vedremo più avanti.

La Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire

Guamaggiore-Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martireAlla destra del palazzo si affaccia la Chiesa dedicata a San Sebastiano martire, che è la parrocchiale di Guamaggiore, edificata nel 1648, come risulta da una lapide in essa conservata, quando i pochi superstiti dell'ultima terribile pestilenza che si era abbattuta sul paese tra il 1651 e il 1654, abbandonando le antiche abitazioni situate sulla piccola altura presso la Chiesa romanica di San Pietro, si stabiliscono presso il nuovo santuario dedicato per voto al martire San Sebastiano che, secondo la tradizione, invocato nell'orrore della morte, avrebbe allontanato il morbo. Secondo la tipologia tradizionale della Trexenta, l'abitato di Guamaggiore si sarebbe poi sviluppato radialmente intorno alla nuova Chiesa parrocchiale.

Guamaggiore-Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire: facciata Guamaggiore-Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire: campanile Guamaggiore-Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire: lunetta esterna

L'esterno dell'edificio propone un prospetto principale segnato da una semplice facciata tripartita, a cui si addossa sul lato sinistro, una torre campanaria a pianta quadrata. Il piano di facciata, caratterizzato da uno stile di impronta classicista, risulta arricchito da semplici decorazioni, come cornici e riquadri. L'interno, impostato su un vasto ambiente a pianta rettangolare, è caratterizzato dalla presenza di numerosi marmi policromi nel presbiterio, nel quale interamente realizzati in marmo sono l'altare maggiore e la balaustrata circolare che lo delimita, ed è presente anche una gemma pendula in arenaria scolpita, riferibile al primo impianto.

Guamaggiore-Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire: interno Guamaggiore-Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire: altare maggiore Guamaggiore-Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire: lavabo

All'interno sono presenti cinque cappelle laterali, dedicate a San Francesco, alla Madonna del Rosario, al Battistero nella quale sono presenti i resti di un pregiatissimo retablo cinquecentesco, all'Immacolata che custodisce i simboli del martirio e che era infatti l'originaria cappella votiva, e l'ultima al Cuore di Gesù. La Chiesa conserva arredi di pregio, realizzati in marmo e in legno, molti dei quali ascrivibili alla realizzazione del primo impianto, come il lavabo in pietra della sacrestia, decorato con figure angeliche e fantastiche, che riporta un'iscrizione datata 1678. Numerose sono le opere scultoree presenti nella parrocchia, fra le quali le statue lignee di San Sebastiano martire, di Cristo Crocifisso, di Cristo Redentore e di San Francesco d'Assisi, tutte attribuite a Giuseppe Antonio Lonis, considerato il principale scultore del Settecento sardo. Tra gli arredi lignei si segnala la bussola in legno intagliato dell'atrio, di ambito artigianale sardo, riferibile alla fine del diciottesimo e inizio del diciannovesimo secolo. Di pregevole valore artistico e di elegante gusto estetico risultano l'ambone e l'altarino, entrambi ricavati dall'antico pulpito in legno policromo. Nel coro si conserva un antichissimo organo a canne costruito nel 1772 dal fabbricante lombardo Giuseppe Lazzari, e un coro ligneo recentemente restaurati.

Guamaggiore-Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire: statua di San Sebastiano Guamaggiore-Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire: statua della Madonna del Rosario Guamaggiore-Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire: statua dell'Immacolata Guamaggiore-Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire: pregiatissimo retablo cinquecentesco Guamaggiore-Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire: Assunta dormiente Guamaggiore-Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire: il coro dopo il restauro Guamaggiore-Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire: organo a canne

Guamaggiore-Processione per la Festa di San Sebastiano martireIn onore di San Sebastiano martire, patrono di Guamaggiore, ancora oggi ogni anno si celebrano due feste. La Festa patronale di San Sebastiano, in occasione della ricorrenza liturgica della morte del Santo del 20 gennaio, è preceduta dalla Sagra popolare chiamata Is carrus a monti. Per questa festa, oltre che con l'accensione del tradizionale falò, la devozione popolare si esprime attraverso le varie celebrazioni religiose. A questa Festa fa seguito la Festa di San Sebastiano del 5 maggio, in memoria della dedicazione al Santo di questa chiesa.

L'oratorio della Confraternita della Madonna del Rosario

Guamaggiore-Oratorio della Confraternita della Madonna del RosarioNella stessa piazza che ospita l'antico Municipio di Guammagiore, alla destra di questo, lungo la parete che porta fino alla Chiesa parrocchiale di San Sebastiano martire, si trova l'ingresso della piccola Chiesa dedicata alla Madonna del Rosario, tradizionalmente chiamata dai Guamaggioresi s'Oratoriu dato che era l'oratorio della Confraternita della Madonna del Rosario. Recentemente restaurato, il vecchio oratorio è stato realizzato in tempi remoti a pochi passi dalla Chiesa parrocchiale. La prima notizia sul culto di Nostra Signora del Rosario si trova negli atti della visita pastorale che il primo aprile 1612 fece l’arcivescovo di Cagliari Monsignor Francesco Desquivel. Presumibilmente nella cappella era stata fondata la confraternita a seguito del sinodo cagliaritano del 1651, che aveva ordinato l’istituzione di una confraternita in ogni parrocchia.

Il nuovo Municipio di Guamaggiore

Guamaggiore-Il Municipio di GuamaggioreProseguiamo verso est lungo la via Centrale e, una cinquantina di metri dopo il punto dove avevamo trovato sulla sinistra la piazza Municipio, ci porta a raggiungere la piazza Mater Dei. Si tratta di un'ampia piazza con al centro un'aiuola, all'interno dnella quale è presente una colonna a base quadrata sormontata da una statua della Madonna Mater Dei.

Guamaggiore-Il Municipio di GuamaggioreSubito prima di arrivare alla piazza, seguendo le indicazioni per il Municipio, prendiamo dalla via Centrale verso destra il viale IV Novembre. Percorsi poco più di duecento metri, vediamo alla sinistra della strada l'edificio che ospita il nuovo Municipio di Guamaggiore, edificato oltre sessanta anni fa sostituendo l'antico Municipio che era presente nel centro del paese. Nell'edificio sono presenti la sede municipale e gli uffici che forniscono i loro servizi ai cittadini di Guamaggiore, servizi che consistono nella Polizia locale, nel Servizio Amministrativo, Servizio Finanziario, Servizio Sociale, Servizio Tecnico, ed anche Ufficio Protocollo.

Gli Impianti Sportivi Comunali

Arrivati verso est con la via Centrale nella piazza Mater Dei, nella rotonda prendiamo a destra la prima uscita, che è la via Ortacesus. La seguiamo e, dopo centottanta metri, arriviamo a un bivio, dove prendiamo a sinistra la via Campidano e, percorsi duecento metri, arrivati in località Mussindiegu, vediamo alla sinistra della strada l'ingresso degli Impianti Sportivi Comunali di Guamaggiore.

Guamaggiore-Impianti Sportivi Comunali: ingresso Guamaggiore-Impianti Sportivi Comunali: Campo da Calcio Guamaggiore-Impianti Sportivi Comunali: Campo da Calcetto ossia da Calcio a cinque

All'interno di questo complesso sportivo sono presenti un Campo da Calcio con fondo in terra, dotato di tribune in grado di ospitare un'ottantina di spettatori; ed un Campo da Calcetto ossia da Calcio a cinque, con tribune per una quarantina di spettatori.

La Piscina Comunale Acquamania

Arrivati verso est con la via Centrale nella piazza Mater Dei, nella rotonda prendiamo a destra la prima uscita, che è la via Ortacesus. La seguiamo e, dopo centottanta metri, arriviamo a un bivio, dove prendiamo a destra la prosecuzione della via Campidano, dopo una settantina di metri prendiamo a destra la Tirso che, in una cinquantina di metri, ci porta di fronte al civico numero 1 della via Tirso, dove si trova l'ingresso della Piscina Comunale Acquamania di Guamaggiore.

Guamaggiore-Piscina Comunale Acquamania: ingresso Guamaggiore-Piscina Comunale Acquamania: esterno Guamaggiore-Piscina Comunale Acquamania: interno

La Piscina Comunale di Guamaggiore ospita le attività ed i corsi del gruppo AcquaMania, proponendo lezioni di nuoto per bambini, acqua baby per piccoli nuotatori, nuoto per utenti over 65, galleggiamento per adulti, nuoto pinnato, nuoto dedicato ad utenti diversamente abili, e diverse attività di acquafitness, ideali per tutti coloro che desiderano migliorare la tonicità dei propri muscoli senza incorrere in rischi per ossa ed articolazioni.

Visita dei dintorni di Guamaggiore

Nei dintorni di Guamaggiore sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe complesso Barru; e dei Nuraghi Accas, Bruncu Atza Casu, Bruncu Ungrera, Carraxiu, Maringianu, Mindas, sa Tanca Spadas, tutti di tipologia indefinita; era presente anche in Nuraghe Santa Maria Maggiore, che è stato distrutto per la costruzione della chiesa.

Il Cimitero comunale

Guamaggiore-Il Cimitero comunale di GuamaggioreArrivati verso est con la via Centrale nella piazza Mater Dei, nella rotonda prendiamo a sinistra la prima uscita, che è la prosecuzione della via Centrale. La strada si dirige verso nord, poi svolta a destra dove, dopo seicento metri, uscirà dall'abitato come SP37 in direzione di Selegas. Dal cartello segnaletico che indica l'uscita dall'abitato, percorriamo altri quattrocento metri ed arriviamo a vedere, alla sinistra della strada, il muro di cinta ed in cancello di ingresso del Cimitero comunale di Guamaggiore.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Guamaggiore ci recheremo a Selegas che visiteremo con il suo centro ed i dintorni dove sono stati trovati i resti del villaggio nuragico di Turriga al cui interno è stata rinvenuta la celebre statuina di divinità femminile in marmo.


Pagina precedenteIndice precedenteSardegna HolidayPagina successiva

Tutte le foto e riprese sono state effettuate a scopo amatoriale per uso personale senza fini di lucro. Alle nostre foto se ne aggiungono altre inviateci da amici ed alcune tratte da Internet. Alcune informazioni sulle descrizioni dei comuni sono tratte da italiapedia.it, informazioni sui siti archeologici da tharros.info, descrizoni e foto di Chiese da chiesedisardegna.weebly.com e chiesecampestri.it, foto di impianti sportivi da sardegnasport.it, altre da siti differenti. È consentito scaricare testi, foto e riprese dell'autore per uso privato senza eliminare i riferimenti. Libri e filmati sono riprodotti per farli conoscere ma non è consentita la riproduzione delle foto di terzi, dei libri, dei filmati e di altro materiale non realizzato dall'autore. È vietato qualsiasi utilizzo commerciale del materiale in assenza di apposita autorizzazione.

© Claudio de Tisi 2002-2020 - Codice Fiscale DTSCLD44M23F132W