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Visita del sito istituzionale del comune

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Perfugas con il Pozzo sacro Predio Canopoli e nei dintorni i ritrovamenti del Paleolitico Inferiore nel Rio Altana

In questa tappa del nostro viaggio ci recheremo a visitare Perfugas dove vedremo il Pozzo sacro Predio Canopoli, per recarci poi a visitare i suoi dintorni, tra i quali i famosi ritrovamenti del Paleolitico Inferiore nel greto del Rio Altana.

La Regione storica dell'Anglona

L'AnglonaL'Anglona è la Regione storica della Sardegna che si affaccia sul golfo dell'Asinara, una ampia insenatura che si distende lungo il versante nord occidentale dell'Isola, delimitata a nord dal mare, a est dal fiume Coghinas, a sud dal Monte Sassu e a ovest dal fiume Silis e dal Monte Pilosu. Il suo territorio è prevalentemente collinare, composto da allipiani di natura vulcanica o calcarea, adagiati su una base di tufo. Comprende una vasta Regione costituita dall'Anglona propriamente detta, distinta fra Bassa Valle del Coghinas o Anglona marittima, ed un paese, Tergu, appartenuto nel passato più lontano alla Regione di Montes, ed Anglona interna. I comuni che fanno parte dell'Anglona marittima sono Castelsardo, Santa Maria Coghinas, Tergu, Valledoria; mentre quelli che fanno parte dell'Anglona interna sono Bulzi, Chiaramonti, Erula, Laerru, Martis, Nulvi, Perfugas e Sedini. Grazie alla bonifica della bassa valle del Coghinas, effettuata tra il 1920 ed il 1930, che ha consentito di sfruttare meglio la piana del Coghinas, le coltivazione più diffuse sono quelle dei carciofi, soprallutto nella ricercata varietà denominata Spinoso Sardo, e dei pomodori. Negli anni '70 del secolo scorso si è sviluppata, soprattutto nei comuni costieri, anche l'industria turistica.

Visualizza la mappa In viaggio verso Perfugas

Nell'ultima tappa eravamo arrrivati a visitare Bulzi seguendo la SS134. Ora da Bulzi proseguiamo lungo la via Nazionale sulla SS134 verso sud e dopo circa sei chilometri ci immettiamo sulla SS127 Settentrionale Sardache verso sinistra porta a Perfugas e verso destra a Laerru e Martis. Prendiamo a sinistra em dopo quattro chilometri e mezzo, raggiungiamo il centro di Perfugas, nella quale entriamo da sud ovest lungo la via Giuseppe Mazzini. Lungo questa strada, dal Municipio di Bulzi a quello di Perfugas si percorrono 10.4 chilometri.

Avremmo poturo arrivarci anche uscendo da Bulzi lungo via Roma ed imboccando la SS133, dopo poco più di un chilometro, a un bivio, prendiamo la deviazione sulla destra seguendo le indicazioni per il Nuraghe S'Arula, proseguiamo lungo questa strada evitando la deviazione per il Nuraghe, e, in quasi quattro chilometri, arriviamo a Perfugas, nella quale entriamo da nord ovest lungo la via Trieste. Lungo questa strada, dal Municipio di Bulzi a quello di Perfugas si percorrono 6.0 chilometri, ma è una strada più disagevole.

La cittadina chiamata Perfugas Informazioni turistiche

Perfugas-Veduta dell'abitatoPerfugas-Stemma del comuneLa cittadina chiamata Perfugas (pronuncia Pèrfugas, nome in lingua sarda Peifugas, metri 91, abitanti 2.486 all'1 gennaio 2011 comprese le frazioni), è un importante centro agricolo situato nella parte centrale della Provincia di Sassari, a nord est dell’altopiano dell’Anglona. L'abitato è attraversato dalla SS127 Settentrionale SardaSettentrionale Sarda, e vicino ad esso scorre il rio Altana. Il territorio comunale, attraversato da numerosi corsi d’acqua che hanno reso particolarmente fertile la terra, ha un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, che vanno da un minimo di 21 a un massimo di 678 metri sul livello del mare.

La cittadina chiamata Perfugas vanta un gran numero di supercentenari dato che i perfughesi presentano un indice di vecchiaia superiore alla media, e, come Erula, Tiana e Ovodda, è oggetto di numerosi studi per individuare la causa della insolita longevità dei suoi abitanti.

Origine del nome

Il nome di Perfugas è attestato in documenti medievali sardi con le forme Perfuga e Perfuas. Poco chiara è l'etimologia del suo nome della cittadina, attestato, nei documenti medievali sardi, nelle forme Perfuga e Perfuas. Secondo alcuni studiosi esso deriva dal latino Perfugae e sta ad indicare i fuggiaschi, i profughi, gli immigrati, mentre altri lo ritengono un composto formato dal sardo Per(da), ossia pietra.

La sua economia

Perfugas basa la sua economia sulle tradizionali attività agricole e zootecniche e su una modesta produzione industriale. L'economia di Perfugas è soprattutto di tipo agricolo, basata soprattutto sulla coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, viti, ulivi e frutta. Sviluppato è anche l'allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. L’industria, modestamente sviluppata, si compone di aziende che operano nei comparti lattiero-caseario, alimentare, dell’abbigliamento, della fabbricazione di mobili, edile e dell’energia elettrica. La cittadina è ricca di servizi commerciali che ne fanno un punto di riferimento per tutte le località del territorio circostante. Il suo notevole patrimonio archeologico, accompagnato dalle bellezze naturalistiche che caratterizzano il suo territorio, costituiscono una forte attrattiva per numerosi visitatori. Le strutture ricettive offrono possibilità sia di ristorazione che di soggiorno.

Brevi cenni storici

La località nella quale si è successivamente sviluppato l'abitato di Perfugas è stata frequentata in età preistorica, come attestano i diversi reperti presenti all'interno dell'abitato e nel suo territorio. Nel periodo della dominazione romana, alcuni collocano in corrispondenza di Perfugas l'antico insediamento di Ericium, che probabilmente sorgeva in località Monterenu, tra Perfugas e la sua frazione Sa Contra. Dell'età romana rimangono i resti di un ponte a sette arcate, ed anche alcuni tratti di una strada lungo l'antico tracciato che univa le Città di Tibula, situata probabilmente presso Santa Teresa di Gallura, Olbia, e Carales, ossia Cagliari. Nel periodo medioevale Perfugas appartiene al Giudicato di Torres, nella Curatoria dell'Anglona. Resta di quel periodo il ricordo del cosiddetto Castello Rosso, che doveva essere una fortificazione realizzata in epoca tardo antica o alto medioevale, comunque non documentata nelle fonti medioevali. Nel 1259, con la fine del Giudicato di Torres, l'Anglona passa ad un breve dominio dei Malaspina, e un documento del 1282 attesta la sua vendita, da parte di Corrado Malaspina, a Brancaleone Doria, e da quel momento i Doria dominano l'Anglona. Nel 1323 inizia l'occupazione aragonese, quando Pietro IV d'Aragona rileva dai Doria i diritti sulla metà di Alghero e su diverse curatorie tra cui quella di Anglona, lasciando loro in feudo Castelgenovese. Nel 1349 il governatore di Sardegna concede l'Anglona a Giovanni d'Arborea, il quale la occupa pur senza la ratifica regia, ma, nello stesso anno, viene imprigionato dal fratello, il Giudice Mariano IV d'Arborea, e l'Anglona torna così in mano ai Doria. Quando nel 1376 Brancaleone Doria sposa Eleonora d'Arborea, unifica i suoi possedimenti sardi con quelli giudicali arborensi, e nel 1388 si ha la pace tra Aragonesi e il Giudicato di Arborea. Al governo dell'Arborea sale, nel 1409, Guglielmo visconte di Narbona, nipote francese di Eleonora, che nello stesso anno, venne sconfitto a Sanluri da Martino il Giovane, erede d'Aragona, e, dopo un decennio di resistenza, nel 1420 rinuncia ai propri diritti dinastici cedendoli al re d'Aragona. Quando la Sardegna passa sotto la dominazione aragonese, le curatorie del periodo giudicale cessano di esistere, e vengono sostituite dai possedimentii feudali. Nel 1421, Alfonso V d'Aragona infeuda l'Anglona a Bernardo de Centelles. Nel 1434 suo figlio Francesco Gilaberto de Centelles sconfigge Nicolò Doria annettendo la Baronia di Coghinas, e, due anni dopo, ottiene il titolo di Conte d'Oliva, una Città vicina a Valencia. Nel corso del '600 si verificano numerose carestie e pestilenze. Le condizioni economiche e sociali favoriscono, quindi, la diffusione del banditismo, fenomeno destinato ad assumere proporzioni rilevanti nei secoli successivi. Ancora nel '700 la storia dell'Anglona si identifica con quella feudale degli Oliva, fino quando la Sardegna passa dalle mani spagnole a quelle austriache e poi, nel 1720, a quelle del governo sabaudo. Nel 1767 viene costituito il principato dell'Anglona, titolo unico per un feudo sardo, e Carlo Emanuele III nomina Maria Giuseppa Pimentel principessa di Anglona, duchessa di Monteacuto, marchesa del Marghine e contessa di Osilo e Coghinas. L'Anglona rimane sotto i Pimentel, fino a quando, nel 1838, Carlo Alberto proclama l'abolizione delle giurisdizioni feudali, ed i Tellez Giron, eredi degli Oliva, cedono i propri diritti allo stato sabaudo.

Alcuni dei principali personaggi nati a Perfugas

Tra i personaggi che operano nel sedicesimo secolo a Perfugas, è significativo il pittore noto con il nome di Maestro di Perfugas.

A Perfugas opera, nel sedicesimo secolo, un artista anonimo noto come di Maestro di Perfugas, al quale si deve l'imponente e prezioso Retablo di San Giorgio, realizzato in stile gotico aragonese, riconoscibile dagli intagli delle cornici lignee interamente bagnate in oro, orginariamente esposto nel presbiterio della Chiesa di San Giorgio, ed oggi conservato nella Chiesa parrocchiale di Perfugas.

Sagre e Feste che si tengono a Perfugas

Perfugas-Gruppo Folk Ericium di PerfugasA Perfugas operano, tra gli altri, il Gruppo Folk Ericium di Perfugas, il cui nome è stato scelto in quanto rappresenta il nome della cittadina del centro Anglonese, ed il Coro Perfugas Matteo Peru, nelle cui esibizioni si può ammirare il costume tradizionale di Perfugas. Tra le Feste e Sagre che si svolgono a Perfugas, vanno citate le manifestazioni che si svolgono in occasione del Carnevale di Perfugas, quando vengono organizzate varie manifestazioni con sfilate, distribuzione di fave con lardo, frittelle, ed abbondante vino locale, ed, in particolare, il giovedì grasso si svolge la favata, ossia l'offerta di fave con lardo, la domenica prevede giochi per i bambini e l'offerta di frittelle, ed il martedì grasso la sfilata dei carri allegorici la Settimana Santa si svolgono le tradfizionali manifestazioni religiose ed i riti paraliturgici, più in particolare, il giovedì Santo si svolge la cerimonia di S'Incravamentu, ossia della crocefissione, il Venersì Santo quella di S'Iscravamentu, ossia la deposizione dalla croce, la domenica di Pasqua la cerimonia di S'Incontru, ossia l'incontro tra il Cristo risorto e la Madonna; il 23 aprile, la Festa di San Giorgio; a metà del mese di maggio si svolge la Festa di Santa Vittoria, organizzata dai comitati delle le frazioni Campudulimu e Modditonalza; il 13 di giugno, nella frazione Sa Contra si svolge la Festa di Sant'Antonio da Padova; il 23 e 24 giugno si svolge la Festa di San Giovanni, che prevede tra l'altro, la sera del 23, i tradizionali fuochi di San Giovanni il 2 agosto, si celebra la Festa della Patrona, Santa Maria degli Angeli la seconda domenica di settembre, la Festa di Sant'Isidoro, con la processione accompagnata da gruppi folk, cavalieri e carri agricoli addobbati.

Visualizza la mappa Visita del centro di Perfugas

L'abitato di Perfugas è circondato da colline ricche d'acqua. Arrivando a Perfugas da Bulzi, la SS127, entrando da sud nell'abitato, prende il nome di via Giuseppe Mazzini.

Inizio della visita della cittadina dal Municipio di Perfugas

Perfugas-Municipio di PerfugasLa via Giuseppe Mazzini entra nell'abitato da sud e procede verso nord ovest, poi compie un'ampia curva a destra e prosegue in direzione orizzontale da ovest verso est. La seguiamo fino a trovare, a cinquecento metri dal cartello segnaletico che ha indicato l'ingresso nell'abitato, sulla sinistra della strada, la piazza Mannu, una piazza con una bella pavimentazione e la prsenza di alcune palme. Nella Piazza, al civico numero 1, si trova l'edificio che ospita il Municipio di Perfugas, con la sua sede ed i suoi uffici.

La Cappella di Mater Purissima

Seguendo la via Giuseppe Mazzini, prendiamo l'ultima traversa verso sinistra prima di arrivare in piazza Mannu. Perfugas-La Cappella di Mater PurissimaSi tratta della via Alfonso La Marmora, che, dopo trecentocinquanta metri, prosegue su via Bulzi, nel quartiere di Montiggju. Percorsi duecentoventi metri lungo la via Bulzi, troviamo un portale sulla sinistra della strada, che ci conduce alla Cappella di Mater Purissima, annessa ad una casa di riposo per anziani, gestita dalle suore Celestine. Costruita una cinquantina d'anni fa, la sua struttura attuale è il risultato di interventi successivi. Fra le modifiche apportate, c'è stata l'aggiunta del campanile, dove sulla sommità è collocata una statuetta della Madonna.

L'Oratorio di Santa Croce

Tornati alla piazza Mannu, dove avevamo trovato il Municipio, proseguiamo lungo la via Giuseppe Mazzini per meno di cento metri, e prendiamo sulla destra la centralissima via Giuseppe Garibaldi.

Perfugas-L'Oratorio di Santa CrocePercorsa appena una quarantina di metri, vediamo, sulla sinistra della strada, la seicentesca Chiesa di Santa Croce, che funge da Oratorio per l’omonima Confraternita, alla quale è demandata l'organizzazione delle cerimonie religiose della Settimana Santa. Realizzata in stile baroccheggiante, nella facciata, di pietra locale a vista, presenta un portale arricchito con lesene decorate, sovrastato da un oculo inserito in una cornice triangolare, simile ad altre Chiese della zona costruite durante il periodo della dominazione spagnola. All'interno, tre archi a sesto acuto sostengono il tetto in travi di legno, e suddividono l'aula in quattro campate. Un altro arco a sesto ribassato delimita la zona presbiteriale, che presenta un piano leggermente rialzato e la volta a botte.

La Chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli con il Museo Diocesano di Arte Sacra

Percorsa per altri cento metri, quasi alla fine di via Garibaldi, prendiamo l'ultima deviazione sulla sinistra, che ci porta a svoltare a destra su via Poerio, dove troviamo sulla destra la Chiesa di Nostra Signora de sos Anghelos, dedicata a Santa Maria degli Angeli, che è la Chiesa parrocchiale intitolata alla patrona di Perfugas. Situata nel centro storico del paese, la Chiesa parrocchiale è stata edificata nel sedicesimo secolo. Significativi interventi architettonici sono stati compiuti nel diciottesimo secolo, quando è stato costruito il campanile, e nel diciannovesimo secolo, al quale risale il rifacimento della facciata in forme neoclassiche. La Chiesa è in stile gotico, con l'interno a tre navate. La fabbrica attuale, pur essendo il risultato di diversi interventi costruttivi, conserva la propria organicità inquadrandosi in forme marcatamente gotico aragonesi. Notevole è stata la scelta di ripristinare l'originaria copertura in conci basaltici ben squadrati, lungo tutto il prospetto principale. La facciata, impreziosita dall'uso della pietra a vista, è animata dal colore bianco dei blocchi calcarei squadrati della facciata a timpano, che si contrappone al colore scuro dei conci posti sul frontone, con la funzione di fascia di contorno.

Perfugas-Chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli Perfugas-Chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli: facciata Perfugas-Chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli: interno

Il giorno 2 del mese di agosto, si svolge presso questa Chiesa la Festa patronale di Santa Maria degli Angeli, una delle principali Feste religiose di Perfugas, l'appuntamento più atteso dell'anno da parte dei perfughesi, ma anche di quanti, emigrati da anni, vi fanno ritorno proprio in coincidenza con il periodo della Festa.

La seconda domenica di settembre, a Perfugas si svolge la Festa di Sant'Isidoro, il patrono dei lavoratori della terra, con la processione che parte dalla Chiesa parrocchiale e attraversa tutto il paese, accompagnata da gruppi folk, cavalieri e traccas, ossia carri agricoli addobbati.

Nel Museo Diocesano di Arte Sacra si può vedere il grandioso Retablo di San Giorgio

All'interno della Chiesa parrocchiale, nella Cappella del Retablo di San Giorgio, si trova una sezione del Museo Diocesano di Arte Sacra di Perfugas, che fa parte del Museo della diocesi di Tempio ed Ampurias. Questo Museo è dislocato sul territorio in diverse sedi, ossia Calangianus, Castelsardo, La Maddalena, Martis, Nulvi e Perfugas.

Perfugas-Museo Diocesano di Arte Sacra: il Retablo di San GiorgioIn esso è ospitato il cinquecentesco grandioso Retablo di San Giorgio. Il Retablo, imponente e maestoso, è il più grande di tutta la Sardegna, composto da quattordici tavole, alto circa otto metri e largo circa sei, ed è stato trasferito qui dalla Chiesa di San Giorgio, dove si trovava nel presbiterio. Realizzato nel sedicesimo secolo, in stile gotico aragonese, riconoscibile dagli intagli delle cornici lignee interamente bagnate in oro, viene attribuito come autore a un artista anonimo chiamato comunemente il Maestro di Perfugas. Questo Retablo, però, non è mai stato studiato a fondo e mai pubblicato esaustivamente. Purtroppo il Retablo soffre della sua attuale collocazione, che, in un ambiente alto ma ristretto, non dà la possibilità di ammirarlo da lontano. Doveva essere davvero imponente, quando si trovava nella sua originaria collocazione, nella Chiesa di San Giorgio.

Il Pozzo sacro Predio Canopoli

Se, invece di deviare per arrivare alla parrocchiale, proseguiamo lungo la via Giuseppe Garibaldi, dopo una trentina di metri, alla sua fine troviamo l'ingresso dell'area archeologica del Pozzo sacro Predio Canopoli. Scoperto per caso nel 1923, durante lo scavo di un pozzo, il pozzo venne in parte scavato e successivamente reinterrato. Nel 1975 è iniziata la campagna di scavi che lo ha portato alla luce. È uno dei Pozzi sacri più belli e importanti, interamente realizzato in calcare bianco con pietre tutte di uguali dimensioni e costruito con conci a T con bugne. Ha la classica forma a buco di serratura di tutti i principali Pozzi sacri della Sardegna. L'atrio è largo due metri e lungo quasi tre metri, con al centro un altare con una coppella laterale e due sedili ai lati. Non è più presente quella che venne definita la mensa sacrificale, che si trovava al centro dell'atrio da quanto risulta da un disegno fatto al tempo della scoperta del pozzo da Torquato Taramelli, l'importante geologo nato a Bergamo nel 1845 e morto a Pavia nel 1922. Una stretta scala di otto gradini porta al pozzo interno profondo tre metri. Il pozzo è attualmente scoperchiato come quello del Santuario federale di Santa Vittoria a Serri, con il quale ha molte analogie. Si presume avesse una copertura a tholos e, secondo Giovanni Lilliu, possiamo stimare un'altezza originaria di quattro metri o quattro metri e mezzo.

Perfugas-Pozzo sacro Predio Canopoli Perfugas-Pozzo sacro Predio Canopoli

Nel pozzo sono stati rinvenuti alcuni importanti bronzetti, fra i quali è significativo quello che rappresenta un Toro, tra gli esemplari più raffinati della piccola lavorazione in bronzo, oggi conservato al Museo Archeologico ed Etnografico Giovanni Antonio Sanna di Sassari.

Intorno al pozzo si vedono i resti di un Villaggio nuragico. Per analogia con il pozzo di Serri, si ritiene che nelle vicinanze potesse essere ubicato anche un Nuraghe di tipo polilobato, probabilmente però abbandonato all'epoca della realizzazione del Pozzo sacro.

La Chiesa di Santa Maria della Concezione

Svoltando alla fine di via Garibaldi a destra su via Vittorio Emanuele, dopo una cinquantina di metri prendiamo a sinistra la via Eleonora d'Arborea che, dopo un'ottantina di metri, sbocca su via Santa Maria. Seguendo quest'ultima verso sinistra, ossia verso est, arriviamo ai margini del centro abitato, nella sua periferia sud orientale, dove troviamo la Chiesa di Santa Maria della Concezione, localmente chiamata Santa Maria de Foras, che in origine era la Chiesa parrocchiale dell'antico villaggio medioevale. Edificata in stile romanico, è stata consacrata il 26 aprile 1160, come si può rilevare dell'epigrafe nella struttura muraria dell'abside. La Chiesa è stata ricostruita nel 1997, rispettando l'antico stile architettonico. All'esterno, davanti all'ingresso principale, si trova un caratteristico arco dicromico costruito alternando conci di trachite rossa e calcare bianco, disposti a scacchiera.

Perfugas-Chiesa di Santa Maria della Concezione Perfugas-Chiesa di Santa Maria della Concezione: l'arco dicromico che immette nel Sagrato della Chiesa

Il Campo da Calcio di Perfugas

Perfugas-Campo da Calcio di PerfugasDa via Santa Maria, proseguiamo per poco più di un centianaio di metri e troviamo, sulla sinistra, la via Enrico Toti. Proseguiamo per trecentocinquanta metri, poi prendiamo a destra la continuazione di via Giuseppe Mazzini, che uscirà dall'abitato verso est come SS127. Percorsi quasi duecentocinquanta metri, prima del termine di via Giuseppe Mazzini, troviamo sulla sinistra la via Nazario Sauro, alla cui destra, dopo una cinquantina di metri, troviamo l'ingresso del Campo da Calcio di Perfugas, con tribune in grado di ospitare 700 persone.

Il Museo Archeologico e Paleobotanico

Proseguendo lungo via Nazario Sauro per un centinaio di metri, Perfugas-Museo Archeologico e Paleobotanicotroviamo, sul lato destro della strada, prima la biglietteria e poi il Museo Archeologico e Paleobotanico, inaugurato nel 1998, con l'intento di raccogliere le testimonianze archeologiche e paleobotaniche dell'Anglona. In esso, nella sezione paleobotanica, sono conservati molti esemplari tratti dalla foresta pietrificata presente in un'area di circa trecento chilometri quadrati e risalente a circa trenta milioni di anni fa. Grazie alla ricchezza di testimonianze archeologiche presenti nei suoi dintorni, Perfugas ospita una sede staccata della Soprintendenza Archeologica per le Province di Sassari e Nuoro.

Vi è una sezione paleolitica, con manufatti litici che sono i più antichi rinvenuti in Sardegna, perché il territorio di Perfugas risulta essere quello più anticamente sede di stanziamenti umani. Si tratta di oltre Seicento schegge in selce e quarzite lavorate databili oltre 120mila anni fa, ritrovate nel 1979 nel greto del Rio Altana, tra Perfugas e Laerru, ed i raschiatoi e i denticolati del Tayaziano, tra il 200mila ed il 120mila avanti Cristo, trovati nel sito di Sa Pedrosa-Pantallinu, a Codrovulos. Il Museo conserva, inoltre, una statuetta della dea madre con bambino, datata 4000 avanti Cristo, e le ceramiche della cultura cosiddetta di Ozieri, tra il 4000 ed il 3200 avanti Cristo, che già dipingeva e decorava finemente i propri manufatti. Conserva anche alcuni reperti del periodo romano, costituiti da epigrafi e pietre miliari.

Perfugas-Museo Archeologico e Paleobotanico: strumenti litici del Paleolitico Inferiore Perfugas-Museo Archeologico e Paleobotanico: statuetta della dea madre con bambino

Il Cimitero di Perfugas

Prendendo la strada che fiancheggia sulla destra il Museo Archeologico e Paleobotanico, possiamo arrivare all'ingresso del Cimitero di Perfugas, che ci viene segnalato trovarsi, però, in stato di quasi completo abbandono.

La piccola Chiesa di Santu Juanne ossia di San Giovanni Battista

Se, dal Campo da Calcio, torniamo indietro lungo la via Giuseppe Mazzini, arriviamo all'incrocio con via Garibaldi. Qui troviamo via Garibaldi sulla sinistra, ma prendiamo invece la sua continuazione sulla destra, che è la via Cavallotti.

Perfugas-La piccola Chiesa di Santu Juanne ossia di San Giovanni BattistaLa seguiamo per poco più di centocinquanta metri, fino al termine, dove troviamo, alla destra della strada, la piccola Chiesa di Santu Juanne, ossia di San Giovanni Battista, che sorge nel centro abitato di Perfugas, nel quartiere, formatosi negli ultimi cinquant'anni, che prende il nome dalla Chiesa. Costruita nel secolo scorso su un precedente edificio riadattato, ha una struttura semplice rettangolare a navata unica, suddivisa in due campate da un arco a sesto acuto. All'esterno, la facciata a capanna con l'ingresso principale, sormontato da un oculo, e con in cima alla facciata, in posizione centrale, il campanile a vela, a due luci, privo delle campane. Il 23 e 24 giugno vi si svolge la Festa di San Giovanni, che prevede tra l'altro, oltre alle manifestazioni religiose e folkloristiche, la sera del 23, i tradizionali fuochi di San Giovanni, e la sera del 24 la cena di San Giovanni offerta a tutti i partecipanti.

Se, al termine di via Cavallotti, prendiamo la sua continuazione in direzione nord ovest, che è la via San Giorgio, e che, uscita dal centro abitato, ci porterà alla Chiesa di San Giorgio, che si posiziona al di fuori dell'abitato e che descriveremo più avanti.

Visualizza la mappa Nei dintorni di Perfugas

Nei dintorni di Perfugas sono stati portati alla luce i resti dell'insediamento protonuragico di Contra Aguda; della Domu de Janas di Concas; della Necropoli di Niedda; della Fonte sacra di Niedda; del Pozzo sacro Predio Canopoli; della Tomba di giganti Sas Luzanas; ed anche dei Nuraghi Alvu, Baddeseada, Bisagnu, Bureu, Campudulimu, Canu, Capitale, Casteddu Petrusu, Cavalzedda, Cazzampu, Concas, Contra de Sorighe, Corrumeana, Crabiles, Figughia, Frassina, la Radda, Lepori, Longu, Lucianeddi, Majore, Meju, Modditonalza, Monte Renu, Monte Renu II, Niedda I, Niedda II, Ozzastru, Padru, Paza, Pupuliosa, Ruju, Ruju Anzos, Sa Pria, Sa Rocchitta, Sa Ruinosa, Sa Ruinosa II, San Giorgio, Santa Vittoria, Sas Luzanas, Savruezzu, Sessana, Sinnadolzu, Spirito Santo, Su Crabione, Tettinosa, Tirocco, Tribidu, Urigu, tutti di tipologia indefinita.

Verso nord ovest raggiungiamo la Chiesa campestre di San Giorgio

Perfugas-Chiesa campestre di San Giorgio: facciataSeguendo, dal centro di Perfugas, la via San Giorgio che esce dall'abitato in direzione nord ovest, arriviamo, in due chilometri e mezzo, all'estrema periferia nord del paese, dove su un roccione vulcanico troviamo la Chiesa campestre di San Giorgio, che era la Chiesa del villaggio medioevale di Leda o Ledda, edificata nel quindicesimo secolo in trachite rossa in stile gotico aragonese, e dedicata al patrono di Barcellona. Ha un'unica navata, la facciata con un ampio rosone a raggiera, e, di lato al portale, colonnine sormontate dalle statue di San Pietro, San Paolo e San Giorgio con il drago. Nel presbiterio custodiva il grandioso Retablo di San Giorgio, trasferito poi nel Museo Diocesano di Arte Sacra, situato presso la Chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli. Alla sinistra della Chiesa, si trovano i resti delle antiche cumbessias di San Giorgio. Presso questa Chiesa, il 23 aprile si svolge la Festa di San Giorgio, che nell'800 era una delle più frequentate del territorio, ma negli anni '40 del Novecento è iniziato il suo declino ed anche l'abbandono della Chiesa. Da pochi anni, a cura di un apposito comitato, è stata ripresa la tradizione della Festa, che riprende i canoni del passato, e prevede la processione preceduta da cavalieri con stendardi sacri, seguita dalle cerimonie sacre, e seguita dalla Sagra di San Giorgio, durante la quale viene distribuito ai partecipanti un pranzo tipico.

Il Nuraghe San Giorgio

Perfugas-Nuraghe di San GiorgioNei pressi della Chiesa, alla sua destra, si trova un imponente Nuraghe chiamato, dal nome della Chiesa, Nuraghe di San Giorgio. I due monumenti, la Chiesa ed il Nuraghe, sono separati solo da una piccola valle. Il Nuraghe, edificato a 116 metri di altezza, è di tipo indefinito, sembra comunque un semplice monotorre. Si presenta con la facciata molto ben conservata, ma con l'ingresso ostruito. È anche crollata tutta la sua parte posteriore. L'ingresso, oggi ostruito, portava alla camera interna del Nuraghe, la quale è però priva della copertura a tholos, che è anch'essa crollata.

L'area archeologica di Contra Aguda

Nella valle di San Giorgio, ai confini tra il Comune di Perfugas e quello di Bulzi, di trova l'area archeologica di Contra Aguda, un sito di notevole importanza archeologica per la presenza di un esteso insediamento protonuragico, protetto da vincolo idrologico e paesaggistico. Accanto a questa area archeologica, nel corso del 2011, si è tentata l'installazione di un parco eolico, la cui costruzione è stata, però, bloccata dall'Amministrazione Comunale, a seguito delle proteste della popolazione.

Verso sud si trova la Stazione Ferroviaria di Perfugas

Perfugas-La Stazione Ferroviaria di PerfugasDal Municipio di Perfugas, riprendiamo all'indietro la via Giuseppe Mazzini, che esce dall'abitato con il nome di SS127 Settentrionale Sardae si dirige verso la SS134 che conduce ad Erula. Percorsa per cinquecento metri, svoltiamo a sinistra e prendiamo la via della Circonvallazione, che, in altri cinquecento metri, ci porta sulla sinistra a via della Stazione, dove si trova la Stazione Ferroviaria di Perfugas. La stazione si presenta non presenziata ma in buone condizioni di conservazione, anzi è una delle meglio mantenute sulla linea turistica per Tempio Pausania. Il fabbricato Viaggiatori presenta la facciata con tre ingressi privi della cornice ad arco in mattoni rossi. Come nella stazione di Nulvi, nell'area del piazzale esterno è posto il parcheggio degli autobus del servizio sostitutivo su strada dell'ARST-FdS.

Verso sud ovest la foresta pietrificata di Iscia ed i ritrovamenti del Paleolitico Inferiore nel greto del Rio Altana

Perfugas-Tronchi della foresta pietrificata di IsciaSeguendo la SS127, a un chilometro e duecento metri dal Municipio di Perfugas, prendiamo a sinistra una strada solo in parte asfaltata, che si addentra nella valle del Riu Altana. Questa strada ci conduce, in un paio di chilometri, a vedere alla sinistra della strada i resti della foresta pietrificata di Iscia. Sono presenti alberi completamente mineralizzati, tutte le parti lignee si sono, cioè, trasformate in roccia, assumendo la fisionomia di vere e proprie sculture naturali. I tronchi sono forati al centro, completamente mineralizzati, ed alcuni si presentano ancora parzialmente interrati.

In diverse località tra Perfugas e Laerru sono state rinvenute tracce delle culture del Paleolitico Inferiore. Tra Perfugas ed il vicino Comune di Laerru, in località Battana, nel greto del basso corso del Rio Altana, nel 1979 sono stati rinvenuti alcuni ciottoli levigati e strumenti in selce scheggiata che segnalano tracce di presenza umana in Sardegna nel Paleolitico Inferiore Arcaico, tra il 450mila ed il 200mila avanti Cristo. Si tratta di utensili lavorati secondo la tecnica detta Clactoniana, termine definito dal paleontologo francese Henri Breuil, sulla base degli studi effettuati sui materiali rinvenuti nel sito di Clacton-on: sea, nella contea dell'Essex, in Gran Bretagna, che è stato scavato tra il 1910 e il 1970. Ed inoltre, nel sito di Sa Pedrosa-Pantallinu, in località Codrovulos, sulla terrazza soprastante il Rio Altana, sono stati rinvenuti raschiatoi e denticolati, e sono state trovate anche le tracce del più antico laboratorio di manufatti in selce dell'Isola, del Paleolitico Inferiore Evoluto, tra il 200mila ed il 120mila avanti Cristo. Si tratta di manufatti lavorati secondo la tecnica detta Tayaziano, termine definito nel 1932 dal paleontologo francese Henry Breuil, sulla base degli studi effettuati nel sito di La Micoque, e prende il nome dalla Città dove si trova questo sito, ossia Les Eyzies-de-Tayac, in Dordogna, in Francia.

La descrizione del Paleolitico Inferiore, con le caratteristiche dei reperti lavorati con la tecnica detta Clactoniana e con la tecnica detta Tayaziano, vengono descritti nella pagina della storia della Sardegna relativa al Paleolitico, quando l'abbassamento del livello del mare determina l'emersione di terre che vengono a costituire veri e propri ponti di collegamento tra le isole e con i continenti, ponti che permettono il passaggio di flora, di fauna, e l'uomo è costretto a seguire la stessa strada, in quanto gli animali rappresentano la sua unica fonte di cibo.

La Chiesa diroccata di Santu Pedru Puligosu ossia di San Pietro

Perfugas-Chiesa diroccata di Santu Pedru Puligosu ossia della Chiesa di San PietroPercorso ancora circa un chilometro, svoltiamo a sinistra per entrare nella SS672 che collega Sassari con Tempio Pausania, che prendiamo in direzione di Tempio, e, dopo cinquecentocinquanta metri, vediamo alla destra della strada i ruderi delle Chiesa di Santu Pedru Puligosu, ossia della Chiesa di San Pietro, che faceva parte del territorio della scomparsa villa medioevale di Banzos. Attualmente rimangono pochi ruderi della muratura laterale, ben visibili per chi transita sulla strada a scorrimento veloce.

La Chiesa diroccata de Su Spiritu Santu ossia Chiesa dello Spirito Santo

Seguendo la SS127, a un novecento metri dal Municipio di Perfugas, prendiamo a sinistra la strada verso sud est, la seguiamo per un chilometro e settecento metri, poi svoltiamo a sinistra in una strada bianca.

Perfugas-Chiesa diroccata de Su Spiritu Santu ossia Chiesa dello Spirito SantoDopo circa cinquecento metri, vediamo sulla sinistra della strada i ruderi della Chiesa de Su Spiritu Santu, ossia Chiesa dello Spirito Santo, di impianto medioevale, che sorge nell'omonima Regione. Vi si svolgevano le funzioni sacre fino agli anni '50 del Novecento, poi abbandonata, attualmente versa in condizioni di forte degrado. Della sua struttura, a una sola navata e con un ingresso sulla facciata, sono crollati una porzione dell'abside e la parte del tetto con la copertura in legno. Sono rimasti in piedi la volta a botte e gli archi a tutto sesto, che suddividevano l'edificio in quattro campate.

Verso sud est raggiungiamo l'area archeologica di Niedda

Perfugas-Indicazione per l'agriturismo Putzu CanuDal centro di Perfugas, prendiamo via Roma che ci porta alla stazione di Perfugas. Presa sulla sinistra via Stazione, la seguiamo per un chilometro e novecento metri ed arriviamo a un bivio, dove prendiamo a destra seguendo le indicazioni per l'agriturismo Putzu Canu. Dopo un settecento metri arriviamo a un altro bivio che a sinistra porta all'agriturismo, mentre noi prendiamo a destra, e, dopo circa trecento metri, troviamo un cancello sulla sinistra, lo passiamo e, dopo circa duecentocinquante metri, troviamo alla destra della strada le prime tombe dell'area archeologica di Niedda.

Nell'area archeologica troviamo la Necropoli di Niedda. Presa una deviazione a sinistra, le Domus de Janas Niedda I, II e III, che costituiscono un gruppo di tre domus appartenenti alla più vasta Necropoli di grotticelle artificiali. La Necropoli comprende anche, un poco più lontana, la Domus de Janas Niedda IV, caratterizzata da un lungo dromos ad andamento curvilineo e da un'apparente protome taurina ricavat, esternamente alla domus, nella sua sommità. Ancora più lontana, isolata, di trova la Domus de Janas Niedda V.

Perfugas-Area archeologica di Niedda: una tomba della Necropoli a Domu de Janas Perfugas-Area archeologica di Niedda: il Nuraghe Perfugas-Area archeologica di Niedda: la Fonte sacra

Proseguendo, invece, dritti, arriviamo a un'altura sulla quale si trovano i resti del Nuraghe Niedda I, un Nuraghe di tipologia indefinita che dovrebbe conservare ancora la tholos integra. A cento metri di distanza, verso nord, si trovano quelli del Nuraghe Niedda II, anch'esso di tipologia indefinita.

Un viottolo ci porta anche alla Fonte sacra di Niedda, una singolare fonte con vasca di raccolta di forma naviforme, costruita con conci a T con bugne, come quelli presenti nel Pozzo sacro Predio Canopoli sempre a Perfugas e nel Pozzo sacro Irru a Nulvi.

Resti del Nuraghe Putzu Canu vicino all'agriturismo omonimo

Perfugas-L'agriturismo Putzu CanuPerfugas-Nuraghe Putzu Canu vicino all'agriturismo omonimoDalla sinistra via Stazione, seguita per un chilometro e novecento metri, al bivio prendiamo a destra seguendo le indicazioni per l'agriturismo Putzu Canu, dopo un settecento metri arriviamo a un altro bivio che a sinistra porta all'agriturismo, il quale viene raggiunto prendendo, dopo due chilometri, una deviazione sulla sinistra, che ce lo fa raggiungere in circa duecento metri. L'agriturismo occupa un tipico casale sardo, ed il suo Ristorante serve piatti italiani e specialità locali. Sul retro dell'agriturismo si trovano i resti del Nuraghe Putzu Canu, un Nuraghe di tipologia indefinita gigantesco, semidistrutto, sul quale è possibile salire per fare le foto. E nell'agriturismo, dormire col Nuraghe al fianco delle camere da letto, dà sensazioni uniche.

Verso nord est passiamo la località Monterenu e raggiungiamo la fermata ferroviaria di Coghinas

Da via Giuseppe Mazzini a Perfugas prendiamo la SS127 Settentrionale Sardache esce dall'abitato verso nord est, dalla quale, dopo due chilometri e duecento metri, parte sulla destra la SP2. Arriviamo in località Monterenu, dove si trova, alla destra della strada statale, l'area industriale di Perfugas, e, subito più avanti, si vede, sulla sinistra, ciò che resta dei macchinari per la lavorazione del tabacco e del sorgo, e dei relativi casolari, che costituiscono significativi monumenti di archeologia industriale della seconda metà dell'800.

Perfugas-La fermata ferroviaria di CoghinasPercorsi altri due chilometri dopo l'imbocco della SP2, troviamo alla sinistra della strada la fermata ferroviaria di Coghinas, al quale il treno arriva dopo la stazione di Perfugas, e che sorge in aperta campagna, in una zona pianeggiante quasi a metà strada tra Perfugas e l'attraversamento sul fiume dal quale prende il nome. Malgrado sia designata come stazione, si tratta più propriamente di una fermata dotata di una Casa Cantoniera doppia come fabbricato Viaggiatori. Attualmente il fabbricato Viaggiatori, in buone condizioni, è utilizzato come base dal personale del pronto intervento regionale contro gli incendi, frequenti in Sardegna durante la stagione estiva. A breve distanza dalla stazione, sul tratto verso Bortigiadas, si trova il viadotto ferroviario ad arcate sul Coghinas, opera di straordinario valore architettonico.

La frazione Sas Contreddas dalla quale raggiungiamo la Domu de Janas di Concas o dell'Ariete

Proseguendo lungo la SS127 Settentrionale Sardache va verso est, la seguiamo per settecento metri, poi, seguendo le indicazioni, svoltiamo a destra sulla strada che, in ottocento metri, ci porta alla frazione Sas Contreddas (altezza metri 81, distanza 13.6 chilometri, abitanti circa 29).

Duecento metri prima di arrivare alla frazione, subito dopo l'indicazione dell'arrivo a sas Contreddas, prendiamo la deviazione sulla destra, dopo trecentocinquanta metri, al bivio, prendiamo a destra, e, dopo altri trecentocinquanta metri, a sinistra. Seguiamo la strada per circa altri trecentocinquanta matri, e troviamo un sentiero ed un cancello sulla sinistra, passati i quali, percorsi quasi duecento metri, in località Funtana Pulida, si raggiunge, immersa nella vegetazione, la Domu de Janas di Concas. Si tratta di una grotticella artificiale funeraria, che presenta davanti all'ingresso i resti di un piccolo corridoio Dolmenico, si tratta, quindi, di una tomba ipogeico megalitica.

Perfugas-la Domu de Janas di Concas o dell'Ariete Perfugas-la Domu de Janas di Concas: interno con la protome di ariete stilizzata

Ma la sua particolarità maggiore consiste nel bassorilievo, scolpito in uno degli ambienti interni, che rappresenta, in un riquadro, una protome di ariete stilizzata. Per questo, viene a volte chiamata anche Domu de Janas dell'Ariete.

La frazione Sa Contra con la Chiesetta campestre di Sant'Antonio da Padova

Perfugas-Sa Contra: la Chiesetta campestre di Sant'Antonio da PadovaPercorsi altri due chilometri e trecento metri sulla SS127, arriviamo in località Cantoniera Coghinas, dove vediamo alla destra della strada la casa cantoniera, passata la quale, svoltiamo a destra, e procediamo in direzione sud est, e, dopo circa un chilometro, arriviamo alla frazione Sa Contra (altezza metri 142, distanza 8.5 chilometri, abitanti circa 54). All'interno dell'abitato della borgata rurale di Sa Contra, si trova la piccola Chiesa campestre di Sant'Antonio da Padova, una delle tante Chiese campestri, tutte uguali, fatte costruire da Pio undicesimo, intorno al 1930, per l'evangelizzazione della Gallura. Il 13 di giugno, in occasione della ricorrenza della sua morte, presso questa Chiesetta si svolge la Festa di Sant'Antonio da Padova.

La frazione Littu Erede

Dalla località Sa Contra, procediamo in direzione sud est e, dopo duecentocinquanta metri, al bivio, svoltiamo a destra, poi, dopo una trentina di metri, di nuovo a destra. Seguiamo la strada per un chilometro e duecento metri, poi, dove la strada sbocca su una traversa, prendiamo a sinistra verso la località Littu Erede, e, dopo cinquecento metri, raggiungiamo la piccola frazione Littu Erede (altezza metri 213, distanza 12.1 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti).

Lungo la strada verso la frazione Sas Tanchittas si trovano i resti del Nuraghe Su Crabione

Perfugas-Nuraghe Su CrabioneDa via Giuseppe Mazzini a Perfugas prendiamo la SS127 Settentrionale Sarda verso nord est, e, dopo circa due chilometri, imbocchiamo, sulla destra, la SP2. Dopo un chilometro e quattrocento metri, su questa provinciale sbocca da sinistra la strada proveniente dalla località Sas Contreddas, dopo che da questa avevamo raggiunto la Domus de Janas di Concas o dell'Ariete. Percorsi poco più di un centinaio di metri, troviamo alla destra della strada una costruzione, dalla quale parte un sentiero disagevole, che, in poco più di cinquecento metri, conduce ai resti del Nuraghe Su Crabione, un Nuraghe di tipologia indefinita edificato a 67 metri di altezza. Doveva essere, probabilmente, un Nuraghe semplice, del quale sono sopravvissiute solo parti delle mura inferiori, la muratura è particolarmente ben esposte a sud est.

I resti del Nuraghe Concas

Perfugas-Nuraghe ConcasProseguendo lungo la SP2, passato l'imbocco del sentiero che ch aveva condotti al Nuraghe Su Crabione, proseguiamo ancora sulla SP2, e, dopo altri settecentocinquanta metri, si trovano, alla sinistra della strada, i resti del Nuraghe Concas, un altro Nuraghe di tipologia indefinita, edificato a 99 metri di altezza. Passato questo Nuraghe, si trova, sempre alla sinistra della strada, un sentiero che, percorso per quasi un chilometro e mezzo, ci conduce di nuovo alla Domus de Janas di Concas o dell'Ariete.

Resti dei Nuraghi Figughia e Cavalzedda

Proseguendo lungo la SP2, dopo altri circa ottocento metri, sempre sulla sinistra della strada, si trovano i resti del Nuraghe Figughia, di tipologia indefinita edificato a 171 metri di altezza, che dista seicento metri dal Nuraghe Concas.

All'altezza del Nuraghe Figughia, un sentiero sulla destra della strada ci porta nella campagna, dove, molto più avanti, si vedono, su un'altura di 183 metri di altezza sulla destra, i resti del Nuraghe Cavalzedda, anch'esso di tipologia indefinita.

Resti del Nuraghe La Radda

Perfugas-Nuraghe La RaddaProseguendo lungo la SP2 per altri quasi ottocento metri, si vede un sentiero sulla sinistra della strada provinciale che porta, dopo un lungo percorso a piedi, fino ai resti del Nuraghe La Radda. Si tratta di un Nuraghe edificato a 235 metri di altezza, anch'esso di tipologia indefinita, dato che è, come tutti i precedenti, semidistrutto, e del quale, quindi, è difficile riconoscere la struttura. Questo Nuraghe si trova tra la strada Provinciale e le ultime abitazioni verso ovest della Frazione Sas Tanchittas, che si trova anch'essa alla sinistra della strada provinciale, ed alla quale arriveremo un poco più avanti nel nostro viaggio.

Raggiungiamo la frazione Sas Tanchittas

Proseguiamo ancora lungo la SP2, a poco più di quattro chilometri e mezzo da quando l'abbiamo imboccata arriviamo a un bivio, dove la strada provinciale prosegue sulla destra, mentre noi prendiamo a sinistra, seguendo le indicazioni, sulla strada secondaria che porta nella località Sas Tranchittas, e che, dopo poco più di un chilometro, sbocca su una trasversale, dove prosegue verso destra. Noi, invece, prendiamo verso sinistra, e, in una cinquantina di metri, arriviamo alla frazione Sas Tanchittas (altezza metri 265, distanza 8.2 chilometri, abitanti circa 59).

La frazione Falzittu con i resti del Nuraghe Casteddu Petrosu

Tornati alla località Sas Tranchittas, dove la strada secondaria sbocca sulla trasversale, proseguiamo verso destra, la seguiamo e, dopo circa ottocento metri, prendiamo una deviazione verso sinistra, e che, in una cinquantina di metri, ci porta alla più piccola frazione Falzittu (altezza metri 321, distanza 8.8 chilometri, abitanti circa 17). A metà della strada che, dalla località Sas Tanchittas, ci ha portati alla località Falzittu, alla destra della strada, su un'altura immersi nella vegetazione, si trovano i pochi resti del Nuraghe Casteddu Petrosu, un Nuraghe edificato a 293 metri di altezza, anch'esso di tipologia indefinita.

La frazione Lumbaldu con la Chiesetta campestre di Sant'Anna

Perfugas-Lumbaldu: la Chiesetta campestre di Sant'AnnaDalla località Falzittu proseguiamo lungo la strada secondaria che ci ha portati ad essa, in direzione sud est, e dopo ottocenti metri arriviamo alla frazione Lumbaldu (altezza metri 372, distanza 9.5 chilometri, abitanti circa 67), una frazione Perfugas all'interno della quale, alla sinistra della strada, si trova la piccola Chiesa campestre di Sant'Anna, edificata nella seconda metà del Novecento e dedicata alla madre della Beata Vergine Maria. La piccola Chiesa, pur essendo situata nel territorio di Perfugas, appartiene, però, alla parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, di Erula. Il 26 di luglio, ricorrenza della festività della Santa, presso questa Chiesetta si svolge la Festa di Sant'Anna.

La frazione Campudulimu con i resti del Nuraghe Majore

Perfugas-Campudulimu: il Nuraghe MajoreSeguendo la SP2 e, dopo poco più di quattro chilometri e mezzo da quando l'abbiamo imboccata, abbiamo svoltato a sinistra sulla strada secondaria che ha portati alla località Sas Tranchittas. Se, invece, prendiamo la continuazione della SP2 in direzione sud, percorsa per circa due chilometri la strada Provinciale attraversa la frazione Campudulimu o Campu d'Ulimu (altezza metri 305, distanza 7.2 chilometri, abitanti circa 32). Da questa frazione, se proseguiamo ancora verso sud est sulla SP2 che porta in direzione di Erula, lungo la strada, vediamo alla sinistra, su un'altura, il grande Nuraghe Majore, un Nuraghe edificato a 336 metri di altezza, di tipologia indefinita, probabilmente un monotorre, che si è mantenuto ancora in buone condizioni esterne, e che conserva la camera interna con la tholos quasi integra, ad eccezione solo di alcuni filari.

Tra le frazioni Campudulimu e Modditonalza si trova la Chiesetta romanica di Santa Vittoria de Su Sassu

Dalla località Campudulimo, prendiamo verso destra, in direzione ovest, la strada secondaria che porta in località Modditonalza, e, lungo questa strada, percorsi ottocento metri da Campudulimu, si trova una deviazione sulla destra che, in circa un chilometro, ci porta sul limitare di un'altura, nel luogo di un probabile insediamento benedettino, dove sorge la piccola Chiesa romanica di Santa Vittoria de Su Sassu. La Chiesa, che conserva nel nome della cittadina il nome dell'altopiano di Su Sassu, pur essendo situata nel territorio di Perfugas, appartiene alla parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, in Erula. Edificata nella metà del dodicesimo secolo, è stata ampliata e completata nel corso del tredicesimo. Alla primitiva fase costruttiva appartengono l'abside e la navata con copertura a capriate in legno, mentre alla seconda risalgono l'allungamento dell'aula verso occidente e la facciata, realizzata in conci di trachite bruna ben squadrati e sormontata da un massiccio campanile a vela. Nel 2011, durante un'operazione di catalogazione dei beni di pertinenza ecclesiastica all'interno della Chiesa, è stato effettuato un eccezionale ritrovamento, dato che, nascosto nella scatola che fungeva da base per la statua della Santa, sono stati portati alla luce due frammenti di un Retablo, che raffigurano San Giorgio e Santa Lucia, attribuiti al Maestro di Castelsardo. A metà del mese di maggio si svolge la Festa di Santa Vittoria, organizzata dai comitati delle le frazioni Campudulimu e Modditonalza, nella quale, al termine dei riti religiosi, nella piazzetta antistante l'edificio sacro, si svolge un pranzo, per il quale si macellano una trentina di pecore, e vengono offerte pietanze a base di prodotti tipici della zona.

Perfugas-Chiesa campestre di Santa Vittoria de Su Sassu Perfugas-nuovo Cimitero campestre di Santa Vittoria de Su Sassu

Poco lontano dalla Chiesa si trova il vecchio Cimitero, una fossa comune, divisa in due, chiamata ciappittu, in cui si deponevano da una parte gli uomini e dall'altra le donne. I corpi venivano avvolti con un lenzuolo bianco, al posto della bara, trasportati a cavallo, in seguito col carro, e depositati nella fossa. Alla destra della Chiesa c'è il Cimitero nuovo, che è stato costruito all'inizio del 1900, nel quale si conserva ancora la prima lapide in marmo di Giommaria Filiziu, morto nel 1915. Tra la Chiesa ed il Cimitero c'è la casa dell'eremita, anch'essa in stile romanico, e dietro c'è il forno con alcune tegole medievali.

La frazione Modditonalza con i resti del Nuraghe Modditonalza

Dalla località Campudulimo, prendiamo verso destra, in direzione ovest, la strada secondaria che porta in località Modditonalza, e, dopo circa un chilometro e trecento metri, raggiungiamo la frazione Modditonalza (altezza metri 204, distanza 6 chilometri, abitanti circa 43). All'interno dell'abitato di Modditonalza, alla destra della strada che ci ha portati ad essa, su un'altura si trovano i resti del Nuraghe Modditonalza, un Nuraghe di tipologia indefinita, edificato a 238 metri di altezza.

Usciti dall'abitato di Modditonalza lungo la prosecuzione della strada che ci ha portati ad essa, e che conduce verso Perfugas, percorsi due chilometri e seicento metri, troviamo una deviazione sulla sinistra seguendo le indicazioni per l'agriturismo Putzu Canu, la seguiamo per seicentocinquanta metri, qui troviamo un cancello sulla sinistra, lo passiamo e, dopo circa trecento metri, arriviamo all'area archeologica di Niedda, che abbiamo già descritta in precedenza.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Perfugas ci recheremo a Erula, uno dei comuni più giovani d'Italia, dove visiteremo il Nuraghe di Ispiene dove fu rinvenuta la navicella bronzea con protome cervina.


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