La costiera di Baunei per la protezione della Foca Monaca da Capo di Monte Santu fino alla costiera di Dorgali
In questa tappa del nostro viaggio, descriveremo un viaggio in motobarca che ci porterà a doppiare il Capo di Monte Santu ed andare a visitare la costiera del Supramonte di Baunei nella Riserva di protezione della Foca Monaca dove visiteremo Cala Goloritzè con il pinnacolo naturale detto l'Aguglia, Cala Mariolu, Cala Biriola, Cala Sisine fino a Cala Luna. località queste che si possono raggiungere da sud partendo da Santa Maria Navarrese, anche se vengono solitamente raggiunte da nord, da Cala Gonone, la frazione marittima di Dorgali, alla quale sono molto più vicine. La regione storica dell'Ogliastra L'Ogliastra è una regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla Provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Barì Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.
Da Capo di Monte Santu al golfo di OroseiNella precedente tappa, da Arbatax eravamo arrivati fino alla punta Pedra Longa, e nella prossima tappa arriveremo alla chiesa di San Pietro in Golgo. In questa tappa, proseguendo da Baunei verso nord, percorriamo il tratto costiero dell'altopiano del Golgo, dove le alte falesie del Supramonte di Baunei si immergono in un mare tra i più limpidi e cristallini della Sardegna. Le Falesie del Falco Da Punta Pedra Longa, proseguendo verso nord si superano Punta Calettino e Punta del Pecoraro, per poi passare Cala Magroni ed al Grottone su Gannu. Vengono dette Grottoni particolari grotte costituite da un'apertura molto ampia dietro la quale si apre una grotta relativamente piccola. È un tratto di costa caratterizzato dalle alte falesie calcaree a picco sul mare, dette Falesie del Falco nome che deriva dal fatto che su esse nidifica, d'estate, il Falco della regina, detto anche falco di Eleonora, ossia il Falco Eleonorae, un rapace estremamente raro, specie particolarmente protetta dal 1978. Il suo corpo va dai 35 ai 40 centimetri ed ha un'apertura alare che va dai 110 ai 130 centimetri. Il nome gli è stato dato in onore della giudicessa Eleonora d'Arborea, che nella sua raccolta di leggi chiamata Carta de Logu inserì un articolo che vietava severamente la cattura di falchi adulti e il prelievo dei nidiacei. Non era riferito solo al falco ma a tutti i rapaci, e si ritiene fosse stato inserito principalmente per assicurarsi il monopolio della pratica della falconeria. Per l'epoca era un fatto nuovo, il cui risultato è stato estremamente rilevante dal punto di vista protezionistico. Successivamente, nel 1836, il generale Alberto Ferrero della Marmora scopriva nell'isola del Toro un piccolo ed elegante falco sino ad allora sconosciuto. Lo studioso francese Gene, al quale il La Marmora aveva dato l'incarico di descrivere il rapace, conoscendo la storia della Carta de Logu, dedicava nel 1840 la nuova specie alla legislatrice sarda. Oggi, in Sardegna, il Falco della regina si trova soprattutto nel Sulcis, nell'isola di San Pietro, nelle isole del Toro, della Vacca e del Vitello; in Ogliastra; e nel Nuorese, nelle alte falesie del Supramonte a picco sul limpido mare del golfo di Orosei.
Verso il golfo di OroseiRaggiungiamo quindi il Capo monte Santu che costituisce il confine sul mare tra il Supramonte di Baunei e, verso nord, il parco Naturale del Gennargentu. Passato il capo, la costa ci porta a Porto Pedrosu, ossia porto pietroso, Portu Quau, ossia porto nascosto, Porto de Iltiera. Poi la costa rientra nell'ampia insenatura del golfo di Orosei. Le splendide cale della costa di Baunei nel golfo di Orosei Qui inizia un tratto di costa tra i più belli della Sardegna, e probabilmente il tratto di costa più selvaggio di tutta l'Italia, affascinante perché assolutamente disabitato. Ciò che più richiama i turisti sono le spiagge, da visitare preferibilmente nella mattinata dato che in esse il sole batte solo la mattina e nel primo pomeriggio, mentre durante il resto della giornata le spiagge restano in ombra. Sono tutte raggiungibili via mare, mentre solo alle più vicine possiamo arrivare via terra, sempre però dopo non troppo lunghe camminate. Troviamo quindi bellissime cale formate da ciottoli in qualche spiaggia candidi e in altre color crema, che interrompono la ripida linea costiera calcarea caratterizzata da splendide falesie verticali e da boscose scarpate, con faraglioni e strapiombi, grotte, archi di roccia e sorgenti di acqua dolce che si gettano in mare. L'assenza di centri abitati conserva un mare assolutamente limpido e cristallino. Entriamo nella Riserva marina per la protezione della Foca Monaca che qui viveva, e che rappresenta il confine sul mare del Supramonte.
Nel 2017 Legambiente attore protagonista dell'ambientalismo italiano, con le rilevazioni effettuate dalla sua Goletta Verde, e con la collaborazione del Touring Club Italiano, ha assegnato il riconoscimento di 5 Vele alla costiera di Baunei. I parametri considerati per l'assegnazione delle vele sono la qualità delle acque di balneazione, efficacia della raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione delle risorse idriche, la presenza di aree pedonali, efficienza dei servizi, la valorizzazione del paesaggio e delle produzioni locali.
|
La Foca Monaca in Sardegna La Foca Monaca ossia Monachus Monachus, è il mammifero marino più in pericolo di sopravvivenza del Mediterraneo, ed è stato classificato come criticamente minacciato dall'IUCN, il Consiglio Internazionale per la Natura. Una volta lo si trovava in tutto il Mediterraneo, oggi è dichiarato estinto nelle acque italiane e ridotto a soli 300 esemplari che frequentano le acque della Turchia, Mauritania, Spagna, Tunisia e Grecia. È lungo circa tre metri e mezzo e può pesare fino a 300 chili, frequenta le aree costiere, si nutre di fino a cinque chili di pesci e cefalopodi al giorno. La Foca Monaca da sempre ha abitato le coste della Sardegna, in particolare le acque di Cala Gonone, e, per l'insolito verso emesso che somigliava a un muggito, le veniva dato il nome di Bue Marino che veniva chiamato in lingua sarda Boe marinu, o Vecchiu marinu, o Bou marì.
Un eccezionale documento dell'Istituto luce del 1951 mostra come una foca, catturata in mare per essere trasferita nello zoo di Roma, venga esibita come attrattiva per i turisti e per i curiosi. Decenni di caccia avevano reso la foca diffidente delle coste sarde, da qui l'esigenza di proteggere i pochissimi esemplari rimasti, si consideri che alla fine degli anni sessanta del Novecento ne sopravvivevano appena venti. Viveva lungo la costa meridionale del golfo di Orosei, dove trovava riparo nella grotta del Bue Marino; più tardi, disturbato dall'inizio dell'esplorazione di questa grotta, si è trasferito nella grotta del Fico, ma anche da questa l'antropizzazione della zona costiera lo ha fatto allontanare.
Un provvedimento del Governo guidato da Amintore Fanfani, firmato il 27 luglio 1987 dal ministro per l'ambiente Mario Pavan e dal ministro della marina mercantile Costante Degan, vieta la pesca e la navigazione nelle acque del golfo di Orosei per proteggere i pochi esemplari di Foca Monaca rimasti nella zona. In un loro documento si legge: Considerato che la Foca Monaca è una delle dodici specie di animali in maggiore pericolo di estinzione a livello mondiale, nell'area del Golfo di Orosei avente la profondità di due chilometri dalla costa e compresa tra la foce della Codula di luna e punta Pedra Longa è vietata la pesca con qualunque mezzo esercitata, nonche la navigazione con mezzi da diporto e da trasporto turistico e qualsiasi altra anomala utilizzazione dell'area marina in questione e del tratto di spiaggia prospiciente. E di conseguenza viene creata la riserva marina per la protezione della Foca Monaca. Ma i pescatori non gradiscono, ed allora i sindaci di Baunei, Tortolì e Dorgali chiedono la revoca del provvedimento, e con loro si schiera il Consiglio regionale della Sardegna. Un anno dopo il Tribunale Amministrativo regionale accoglie il ricorso del Consiglio e del comune di Baunei, boccia il decreto Pavan e le barche tornano in mare. Il resto è ormai storia nota, nessun esemplare abita più le grotte del Bue Marino, meta di centinaia di turisti ogni giorno, mentre barche e barconi fanno avanti e indietro nelle acque del Golfo. Ma si ritiene che il piccolo mammifero forse resiste. Le ultime testimonianze di un parto in Sardegna risalgono al 1984, quando a Bosa e a Tavolara due cuccioli sono rimasti intrappolati nelle reti dei pescatori. Questi rinvenimenti hanno dimostrato l'esistenza di grotte del parto anche fuori dal golfo di Orosei. L'ultimo avvistamento in acque sarde è stato quello della foca di Villasimius, dell'estate del 2000. Alcuni avvistamenti, assicura Stefano Deliperi del Gruppo di Intervento Giuridico, ci dicono che non è scomparsa del tutto dalle coste sarde. Le segnalazioni non vengono però divulgate, piccola precauzione per evitare una nuova caccia alla Foca Monaca. È sempre viva la contesa tra Baunei e Dorgali sullo sfruttamento turistico di questo tratto di costaFino a Cala Luna la costa rientra nel comune di Baunei ma è difficilmente raggiungibile da sud dato che richiede di doppiare il Capo di Monte Santu, mentre la raggiungiamo facilmente da nord, da Cala Gonone, frazione marina del comune di Dorgali in Provincia di Nuoro. La scoperta turistica di questo tratto di costa è stato determinato dagli imprenditori di Dorgali. Da oltre un trentennio, i barconi carichi di turisti partono da Cala Gonone verso le spiagge più belle del golfo di Orosei, così come accade solo da qualche anno anche dagli approdi La Caletta a nord, e di Arbatax o Santa Maria Navarrese a sud. La posizione geografica di Gonone ha, quindi, favorito gli operatori di Dorgali, dove esistevano 19 alberghi,980 posti letto,40 operatori in grado di gestire i trasporti con le barche,15 centri di escursione marittimi e terrestri. Questo a scapito degli operatori di Baunei, dove esistevano solo 4 alberghi,300 posti letto,12 operatori per i trasporti sulle barche, due centri di escursione. Sulla stampa sarda tutti gli anni, all'inizio dell'estate, esce un articolo sulla cosiddetta guerra del golfo di Orosei, ossia sulle spiagge contese tra Dorgali e Baunei, i due comuni che litigano per l'uso di immagini di coste e monumenti naturali nei depliant pubblicitari. L'appartenenza della spiaggia di Cala Luna è oggetto di una forte contesa tra i comuni di Dorgali e di Baunei, anche se in base alle dichiarazioni di Nanni Fancello, primo cittadino di Dorgali dal 1979 al 1983, esisterebbe un documento che comproverebbe la titolarità dell'intera spiaggia di Cala Luna da parte dl comune di Dorgali. Versione che è stata accettata dal tribunale. Per questo motivo la descriveremo in una prossima pagina, quando vedremo le spiagge di Dorgali. La Cala Goloritzè con la sua spiaggia e con il pinnacolo naturale detto l'AgugliaA circa tre chilometri da Capo di Monte Santu, passate punta Goloritzè e punta Caroddi, raggiungiamo Cala Goloritzè dichiarata nel 1995 Monumento nazionale Italiano. Il piccolo arenile è sovrastato dallo spettacolare pinnacolo naturale di Monte Caroddi, detto l'Aguglia un enorme pinnacolo alto, dalla base, circa cento metri, paradiso dei free: climbers, che si apre la cala, una delle più belle e fotografate della costa. Sul mare si apre un Grande arco calcareo uno dei più belli di tutte le coste sarde. 
Famose, oltre all'Aguglia, le sue splendide rocce di marmo candido, e, poche decine di metri più a nord, accessibili solo dal mare, si trovano altre due spiaggette. La Spiaggia di Cala Goloritzè assolutamente unica nel suo genere, è formata da una miriade di piccolissimi sassolini di marmo bianco che è assolutamente vietato raccogliere, come è proibito portare le imbarcazioni entro i trecento metri dalla riva. Il fondale è trasparentissimo e raggiunge i 30 metri di profondità. L'arenile, di piccole dimensioni, è immerso in una natura solitaria e selvaggia, di eccezionale interesse e bellezza, ed è costituito da sabbia formata da ciottolini di piccole dimensioni, bianchi, affacciato su un mare di un colore azzurro intenso. Alcune sorgenti sottomarine di acqua dolce e ghiacciata, presenti nella parte più a nord del tratto marino, rendono, sotto il primo strato, l'acqua un pò fredda, ma ciò nonostante il bagno in queste limpidissime acque è indimenticabile. Non esistono servizi, spiaggia e mare sono assolutamente incontaminati.

Nella classifica stesa da TripAdvisor sulla base della qualità e quantità delle recensioni e del giudizio attribuito dai suoi viaggiatori nel 2017, la spiaggia di Cala Goloritzè si posiziona al terzo posto tra le dieci spiagge più belle d'Italia.
|
Cala Goloritzè è raggiungibile, un poco faticosamente, anche a piedi dal Supramonte di Baunei, passando dalla strada del Golgo, dove, come abbiamo già raccontato, si prende un sentiero che porta sulla costa. Dal paese chiamato Baunei parte la Bia Maiore, l'antica strada dei pastori del Supramonte, ora asfaltata, che porta verso la piccola chiesa di San Pietro in Golgo. Poco prima della chiesa, si lascia l'auto e si imbocca un sentiero poco individuabile, ma segnalato, che, in circa tre ore all'andata, oltre quattro per il ritorno, percorre la codula di Goloritzè e porta alla costa, Si tratta di un percorso faticoso e difficile per i non esperti di trekking, e, quindi, l'escursione a piedi è possibile solo se adeguatamente allenati ed equipaggiati. 
La spiaggia dei GabbianiProseguendo lungo la costa, tra Cala Goloritzè e Cala Mariolu troviamo la Cala dei Gabbiani. All'interno della insenatura, si trova la Spiaggia dei Gabbiani raggiungibile solo in barca o in gommone. Sovrastata da una scarpata calcarea ricoperta da macchia mediterranea, è una spiaggia formata da sassolini di marmo bianco, lisci e piccolissimi, e si apresu un mare con fondale sabbioso. Le sue acque sono di un azzurro cangiante per i giochi di luce creati dal sole riflesso sul fondale di sassi. Candidi scogli bianchi emergono dall'acqua cristallina creando un affascinante spettacolo naturale. 
|
La Cala Ispuligidenìe, più nota con il nome di Cala Mariolu, con la sua spiaggiaPassata punta Ispuligi, arriviamo quindi a Cala Ispuligidenìe dal nome Ispinguli de nìe, ossia Polvere di neve, o anche le Pulci di neve, con il quale gli abitanti di Baunei la hanno sempre chiamata. È più nota, però, con il nome di Cala Mariolu con il quale la hanno battezzata i pescatori di origine ponzese che si erano installati a Gonone, quando hanno iniziato a trovare le reti rotte e svuotate del pescato, attribuendone la responsabilità a ladri o Mariuoli. Si venne successivamente a scoprire che a rubare il pescato non erano ladri, bensì gli ultimi esemplari della Foca Monaca, che avevano lasciato la grotta del Bue Marino sotto la pressione dei primi arrivi di turisti, e si erano riparati nella vicina grotta del Fico. È una delle poche cale dove è consentito l'attracco della motonave, che ci scarica sulla bella Spiaggia di Cala Mariolu dominata da una alta scarpata calcarea ricoperta di macchia mediterranea, divisa da un grande scoglio in due piccole spiagge. L'arenile, immerso in una natura solitaria e selvaggia di eccezionale interesse e bellezza, è formato da sabbia costituita da piccolissimi sassolini e ciottoli di marmo bianco, lisci e dalle dimensioni microscopiche, di colore bianco candido o color crema. Si affaccia su un mare azzurro, profondo, di un colore indescrivibile e di una trasparenza senza pari. Alcune rocce calcaree affioranti dal mare formano quasi delle piccole isole, che emergono su un fondale roccioso assai adatto alle immersioni. Non sono presenti servizi, la spiaggia ed il mare sono incontaminati.

Nella classifica stesa da TripAdvisor sulla base della qualità e quantità delle recensioni e del giudizio attribuito dai suoi viaggiatori nel 2017, la spiaggia di Cala Mariolu si posiziona al secondo posto tra le dieci spiagge più belle d'Italia.
|
Oltre che via mare, l'insenatura è raggiungibile anche attraverso un difficile percorso a piedi. L'escursione a piedi è possibile attraverso un percorso di trekking solo per i più esperti, adeguatamente allenati ed equipaggiati, a causa di vari tratti difficoltosi. La grotta del FicoLa Grotta del Fico che troviamo tra Cala Mariolu e Cala Biriola, è significativa per le sue caratteristiche concrezioni calcaree, che ne fanno un caso assolutamente unico. Questa grotta è stata scoperta da uno speleologo, il gesuita Padre Fureddu, nel 1957, e qui è stata studiata per la prima volta la Foca Monaca, che vi ha avuto una presenza continuativa fino al termine degli anni '60 del Novecento. 
La costa verso al piscina di VenereDopo la grotta del Fico inizia la cosiddetta costa del Bue Marino, dove si incontrano le piscine naturali. Arriviamo prima alla Grotta Bianca quindi al Calettone. 
La Cala Biriola con la sua spiaggia Raggiungiamo, quindi, la bella Cala Biriola conosciuta anche come Cala Bilariccoro, di sabbia calcarea bianca, che si apre sotto il bosco di Biriola, ricco di vegetazione e ginepri che crescono sulla viva roccia. Nell'insenatura di Cala Biriola il mare si può ammirare, anche, attraverso uno scenografico arco calcareo, scavato nella roccia dal mare, che si apre proprio davanti all'arenile. Si tratta del famoso arco naturale di Cala Biriola, un arco di roccia naturale che abbraccia la piccola spiaggetta, e nella Cala l'acqua estremamente limpida e ricca di fauna ittica, rendono particolarmente suggestiva questa località, adatta ad immersioni subacquee o semplici nuotate con maschera e boccaglio.
La Spiaggia di Cala Biriola è caratterizzata da un arenile di piccole dimensioni, immerso in una natura solitaria e selvaggia, di eccezionale interesse e bellezza, che si apre sotto il bosco di Biriola, ricco di vegetazione e ginepri che crescono sulla viva roccia. L'arenile, costituito da sabbia formata da ciottolini piccoli e piccolissimi, di colore bianco o color crema, si affaccia su un mare, con le sue sfumature che vanno dal blu cobalto all'azzurro zaffiro. fino al verde smeraldo, assai profondo. La spiaggia di Cala Biriola è assai gradita dagli amanti delle immersioni e dei bei fondali. Neppure qui sono presenti servizi, la spiaggia ed il mare sono assolutamente incontaminati.

|
L'insenatura è raggiungibile via mare, ma si può raggiungere anche a piedi attraverso un difficile percorso. L'escursione a piedi è possibile attraverso un percorso di trekking solo per i più esperti, adeguatamente allenati ed equipaggiati, ed in grado di compiere difficile passaggi sulla roccia ed in punti estremamente franosi. Le falesie della Serra Ovara e la Cala Sisine con la sua spiaggiaOltre Cala Biriola, passata punta Mudaloro, inizia la costa di Sisine, con le spettacolari Falesie della Serra Ovara che, dall'altezza di oltre cinquecento metri, scendono ripidissime a picco sul mare, e costituiscono uno dei punti più panoramici di tutto il Supramonte Baunese. Le falesie culminano con la Punta Onamarra, che si eleva a 622 metri dal mare. 
La costa ci porta quindi a quindi alla Cala Sisine alla quale arriviamo via mare, ma che si può raggiungere anche con un lungo percorso a piedi lungo la codula di Sisine. Cala Sisine si apre al termine delle codula di Sisine, nella quale il contesto ambientale è reso estremamente più bello, per l'abbondanza e l'ampiezza delle foreste, che ricoprono le montagne e le aspre gole dell'entroterra della codula. Questa è raggiungibile anche con un lungo percorso a piedi. Per arrivarci si parte da Baunei, da dove si prosegue sul bellissimo altopiano di Golgo. Dalla deviazione per su Sterru, proseguendo sulla strada principale in direzione nord per un chilometro arriviamo al bivio, dove svoltiamo a destra in una deviazione che prosegue lungo una sterrata fino al letto del torrente secco d'estate, da dove parte il sentiero non difficile, ma nell'ultimo tratto abbastanza scosceso, che porta fino alla spiaggia percorrendo la codula di Sisine. Con il termine codula si indica uno stretto vallone calcareo contornato da pareti altissime che solitamente sfocia in una piccola Cala sul mare. Percorso a piedi, dopo circa due ore e mezzo porta fino al mare nella splendida Cala di Sisine, che verrà descritta nella prossima pagina del nostro viaggio. Si consiglia di contattare una guida se non si è esperti, ma è comunque percorribile anche in fuoristrada. La grotta di CormoraniPassata Cala Sisine, lungo le alte pareti calcaree si aprono diverse grotte e grottoni. La più conosciuta e spettacolare è la cosiddetta Grotta dei Cormorani con gli splendidi colori della roccia che si riflette nelle sue limpidissime acque. 
Verso Cala Luna e la grotta del Bue Marino, che si trovano in territorio di DorgaliIl viaggio prosegue aggirando il promontorio Su Masongiu, un boscoso roccione alto ben 115 metri, dove tra le alte falesie vediamo sgorgare nel mare una sorgente naturale d'acqua dolce, e che, passato il quale, ci troviamo di fronte all'insenatura di Cala Luna, che il promontorio protegge dai venti di scirocco. 
Lungo la costiera di Dorgali la bellissima Cala Luna La costa entra ora nel comune di Dorgali con la famosa Cala Luna con la sua bellissima spiaggia, ben attrezzata, raggiungibile da Cala Gonone con un servizio di motobarche con partenza e arrivo quasi ogni ora. È una specie di servizio di bus: si fa il biglietto di andata e ritorno, e si va e si torna con la barca che parte quando ci è più comodo.
L'appartenenza della spiaggia di Cala Luna è oggetto di una forte contesa tra i comuni di Dorgali e di Baunei, anche se in base alle dichiarazioni di Nanni Fancello, che è stato il primo cittadino di Dorgali dal 1979 al 1983, esisterebbe un documento controfirmato dalle due amministrazioni alla presenza dei tecnici, che comproverebbe la titolarità dell'intera spiaggia di Cala Luna da parte dl comune di Dorgali. Versione che sarebbe stata poi accettata anche dal tribunale. La Spiaggia di Cala Luna viene definita la più bella del Mediterraneo, per il gran Bosco di oleandri rosa, che vegeta presso il piccolo stagno retrodunale, e per la presenza di Sei grottoni che si aprono nella parete calcarea proprio sull'arenile, offrendo un buon riparo dal sole nelle ore calde. L'arenile, di medie dimensioni, è immerso in una natura solitaria e selvaggia, ed è costituito da sabbia dorata chiara mista a ciottolini medi, piccoli e piccolissimi, bianchi o color crema. Si affaccia su un mare di colore tendente al verde, poco profondo. Il nostro consiglio è di visitare la Cala nella tarda primavera, quando il bosco di oleandri è fiorito, e la sua macchia di un rosa intenso crea un meraviglioso contrasto al verde scuro dell'altra vegetazione, al blu del mare, e al candore di una spiaggia ancora deserta.

Dietro il bosco di oleandri è presente un punto di ristoro con ristorante tipico. Abbiamo rivisto lo stagno retrodunale, che gli ultimi anni era in secca, quasi resuscitato nell'estate del 2004. |
La grotta del Bue MarinoIl viaggio in motobarca, passando accanto ad una selvaggia costa rocciosa, ci porta fino all'ingresso della Grotta del Bue Marino nota per la sua ampiezza e bellezza. La grotta è raggiungibile esclusivamente via mare. Deve il suo nome al fatto che qui furono avvistati gli ultimi esemplari di Foca Monaca, alla quale, per l'insolito verso emesso che somigliava a un muggito, la popolazione del posto dava appunto il nome di Bue Marino. Esplorata la prima volta nel 1947, questa grotta è lunga sette chilometri, durante i quali si addentra nella roccia restando al livello del mare, con una temperatura costante di 16° centigradi. 
Il ramo nord della grotta, che si visitava fino ad alcuni anni or sono, non è al momento più accessibile, per consentire all'ambiente naturale di riequilibrarsi. Non lo si può visitare, se non organizzando la visita su richiesta, fuori dal periodo turistico ed accompagnati da speleologhi, ed in esso si trova il cosiddetto Lago Smeraldo ed una particolare concrezione detta La Torta. Oggi si visita il ramo sud della grotta, che si apre con un immenso antro nel quale entriamo da un'insenatura, alla base di una parete alta oltre trenta metri. Il primo chilometro è percorribile a piedi e la visita guidata parte dai Graffiti preistorici presenti all'ingresso. 
Proseguiamo tra moltissime stalattiti e stalagmiti, passando accanto al grande lago salato sotterraneo dalle acque cristalline, uno dei più grandi al mondo. La visita ci porta ad attraversare ben quattro grandi ambienti:. Il primo è la Sala dei candelabri adorna di spettacolari formazioni calcaree che ricordano dei lampadari. Si incontra, poi, la Sala degli specchi costituita da una grande sala impreziosita da giochi d'acqua dovuti ai laghetti, nei quali si specchiano le pareti ricche di ricami d'alabastro, regalando un effetto suggestivo ed affascinante. Segue la Sala degli organi caratterizzata da spettacolari colate rocciose che sembrano vere e proprie canne d'organo. Alla fine arriviamo alla Sala della spiaggia delle foche dove si ritiene la Foca Monaca si ritirasse per allattare i cuccioli. È un immenso salone nel quale confluisce un fiume d'acqua dolce, che, quando è in piena, trasporta e deposita sabbia. In essa si trova un grande lago, con al centro una colonna, nel quale l'acqua salata del mare si mescola con le acque dolci provenienti da un lago sotterraneo che forma una piccola cascata. Oltre questo punto, la grotta prosegue per altri sei chilometri di cunicoli sommersi dalle acque, praticabili soltanto da speleologi con le debite attrezzature. 
Dopo di che il nostro viaggio potrebbe proseguire lungo la costiera di Cala Gonone, che si trova nel comune di Dorgali, e che verrà illustrata in una successiva tappa del nostro viaggio. La prossima tappa del nostro viaggioNella prossima tappa del nostro viaggio, l'ultima del nostro itinerario nella Provincia dell'Ogliastra, visiteremo l'Altopiano del Golgo, ossia la parte alta del tavolato calcareo di Baunei, nel quale si trova la Voragine del Golgo, detta anche Su Sterru. Visiteremo, quindi, i comuni di Triei Urzulei con il suo Supramonte, e poi Talana. Da qui proseguiremo, in seguito, con il nostro viaggio recandoci all'interno della Barbagia. |