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Baunei con il suo Supramonte dove si trova l’altopiano del Golgo con la chiesa di San Pietro ed il suo betilo antropomorfo

In questa tappa del nostro viaggio, da Lotzorai ci recheremo a visitare l’abitato di Baunei con il suo centro ed i dintorni dove si trova il Supramonte dove si trova l’altopiano del Golgo con la chiesa di San Pietro ed il suo betilo antropomorfo.

La regione storica dell’Ogliastra

L’OgliastraL’Ogliastra è una Regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla Provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della Regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una Regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.

In viaggio verso Baunei

Dal centro di Lotzorai proseguiamo verso nord lungo la SS125 Orientale Sarda, che riprende a salire e, dopo una diecina di chilometri, ci porta all’interno dell’abitato di Baunei. Da qui, poi, la strada statale lascerà la costa e si porterà molto all’interno. Dal Municipio di Lotzorai a quello di Baunei si percorrono 10.3 chilometri.

Il Comune chiamato Baunei

Baunei: veduta dell’abitatoBaunei-Stemma del ComuneIl Comune chiamato Baunei (altezza metri 480 sul livello del mare, abitanti 3.442 al 31 dicembre 2021) è il più importante centro dell’Ogliastra settentrionale. Il territorio di Baunei, punteggiato quasi ovunque da rocce calcaree, si distende nella parte centro orientale del territorio della Sardegna, nella Provincia di Nuoro, un’area di cui rappresenta storicamente e geograficamente il confine a nord, alle falde del monte Oscoine, affacciata sulla costa a ridosso della Codula elune o Codula di luna, la strettissima e lunghissima gola con sul fondo il torrente sassoso secco d’estate, dominata da alte e imponenti pareti calcaree, che sfocia nell’omonima cala, più nota ai turisti come Cala Luna, situata in territorio di Dorgali. L’abitato si trova in una splendida posizione panoramica, dalla quale domina tutto il territorio circostante, ed è attraversato dalla SS125 Orientale Sarda. Il territorio comunale, che può essere classificato di collina, presenta un profilo geometrico irregolare con variazioni altimetriche molto accentuate, che arrivano fino a un massimo di 1.024 metri sul livello del mare. Quasi tutto l’esteso territorio comunale, si sviluppa oltre i quattrocento metri di altitudine, ed è solcato da valli profonde e strette, le codule, tracce di Torrenti che sfociano sul mare punteggiando estese e ripidissime pareti calcaree, tra falesie, calette, rupi, doline, canyon e valli carsiche.

Si tratta di uno dei paesi dove la speranza di vita è più alta rispetto alla media mondiale

Area in cui la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondialeIl Comune appartiene ad una delle zone blu dove la speranza di vita è più alta rispetto alla media mondiale. Il termine Zone blu, in inglese darkslateblue Zones, viene usato per identificare le aree demografiche o geografiche del mondo in cui la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondiale. Il concetto è nato quando gli studiosi Gianni Pes e Michel Poulain hanno pubblicato su Experimental Gerontology il loro studio demografico sulla longevità umana, che identifica la Provincia di Nuoro, in Sardegna, come l’area con la maggiore concentrazione di centenari al mondo. Gli studiosi, per procedere nel lavoro, tracciavano sulla mappa delle serie di cerchi concentrici blu che indicavano le zone con la più alta longevità, da qui il termine Zona blu. I paesi appartenenti alle zone blu in Sardegna sono Arzana, Baunei, Fonni, Gavoi, Mamoiada, Oliena, Ollolai, Orgosolo, Ovodda, Perdasdefogu, Seulo, Talana, Tiana, Ulassai, Urzulei, Villagrande Strisaili.

Origine del nome

Il nome, che nella dizione locale si presenta come Baunèi, è di probabile origine preromana. Il suo etimo è poco chiaro. L’interpretazione più accettata, lo vede derivante da Bau, ossia guado o passaggio, e Neu, ossia nuovo. Una seconda ipotesi suppone che derivi da una voce affine al greco Bainos, che indica una fornace per la fusione dei metalli o per cuocere le tipiche rocce calcaree fino a ottenere calce. Un’interpretazione più fantasiosa vedrebbe la denominazione derivante dal vocabolo fenicio Baun o Bahon, che indica un luogo munito, con riferimento alla sua posizione forte e sicura.

La sua economia

Piccola Grande Italia: BauneiSi tratta di un centro rivierasco, che ha un’economia basata sulle tradizionali attività agro pastorali, affiancate da un crescente sviluppo del turismo. Anche se Baunei si apre sempre di più a valorizzare turisticamente le sue coste, rimane il netto profilo montano del borgo principale, segnato dall’essere stato per secoli un paese di pastori e caprai. Nell’economia locale l’agricoltura conserva un ruolo importante, dato che si producono cereali, frumento, ortaggi, foraggi, olive, agrumi, uva e altra frutta. Ed, accanto al lavoro dei campi, si pratica anche l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. Il settore industriale, poco sviluppato, fa registrare piccole attività produttive che operano solamente nei comparti edile e alimentare. Modesta è anche la presenza del terziario. Ma Baunei rappresenta una meta turistica estiva, che attira numerosi visitatori grazie alle sue bellezze naturalistiche. Per gli amanti della montagna e del trekking molti sono i percorsi che permettono di esplorare i magnifici posti del Supramonte, circondato dalla macchia mediterranea, da cui si possono ammirare maestose falesie disposte a anfiteatro. Baunei-I culurgiones di BauneiLa sua zona costiera è caratterizzata dalla spiaggia di Santa Maria Navarrese, bagnata da acque incontaminate, e dalle famose cale della sua costiera che descriveremo nella prossima tappa del nostro viaggio. L’apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione e di soggiorno. Altro motivo di richiamo è la gastronomia locale, che vanta squisiti piatti tipici, quali l’arrosto di carne di capra ed i culurgiones, un formato di pasta ripiena molto antico, una sfoglia sottile che al suo interno nasconde un impasto di formaggio e patate, che a Baunei vengono chiusi a forma quadrata o in altri casi a mezza luna, ma comunque impiegando per la chiusura la rotella sa serretta e non la classica e complicata chiusura a spighitta, inoltre nell’impasto è presente solo il formaggio.

Brevi cenni storici

Baunei-Tracce fossili attribuibili a un dinosauro in territorio di BauneiUn’impronta nella roccia, nascosta da milioni di anni nelle campagne di Baunei, apre un nuovo capitolo nella storia geologica della Sardegna. Nel 2025, durante le riprese di un documentario sul paesaggio geomorfologico dell’Isola, un gruppo di ricercatori composto da tre docenti delle Universit di Sassari e di Cagliari, ha identificato delle tracce fossili nelle rocce, attribuibili a un dinosauro. Si trattava con ogni probabilità di un teropode, un dinosauro bipede e carnivoro, vissuto nel Giurassico medio, periodo intermedio dell’Era Mesozoica, circa 165 milioni di anni fa. Il dinosauro in questione, che potrebbe essere un esemplare femmina, è stato ribattezzato Bibi. Baunei-Ricostruzione di un dinosauro teropodeLe impronte appartendono a un dinosauro teropode, che non era mai stato segnalato fino ad allora in Sardegna. Grazie all’eccezionale ritrovamento si è potuto ricostruire l’animale e l’ambiente in cui viveva, dato che era un predatore bipede, che si muoveva in ambienti palustri o costieri, su scogli fangosi modellati dalle maree. Il territorio di Baunei è stato frequentato già in età preistorica, come dimostrano i graffiti ritrovati nella Grutta Is Janas la quale si trova a breve distanza dall’abitato, che risalgono all’epoca neolitica e rappresentano le più antiche testimonianze della presenza dell’uomo in questo territorio, e come dimostrano anche anche le tombe di giganti ed i nuraghi in esso presenti. Durante il Medioevo fa parte del Giudicato di Càralis, nella curatoria dell’Ogliastra. Passata sotto il dominio dei Visconti di Gallura, entra poi nelle mire dei Pisani, che presto la conquistano. La prima volta che appare il nome Baunei in modo documentato risale al 1316, nell’elenco delle ville della curatorìa d’Ogliastra, Quirra, Sarrabus e Colostrai, appartenenti al Giudicato di Càralis, all’epoca sotto il controllo della Repubblica di Pisa, dato che nel registro delle imposte esatte da Pisa, l’archivio della corona d’Aragona scrive di Baunei de Montibus Judicatus Ullastre. Baunei riappare nel 1358, nel Ripartimento de Cerde a, dove si elencano le imposte aragonesi spettanti ai locali feudatari, e questo documento registra un’economia debole in una realtà demograficamente modesta. Il paese cresce in seguito incorporando i territori dei villaggi di Osono e di Eltili, che in seguito si spopoleranno del tutto. Nel 1363 Baunei viene incorporata nella Contea di Quirra. Successivamente, la Contea passa ad essere Marchesato nel 1603, ed appartiene ai Centelles ed in seguito agli Osorio de la Cueva. Nel 1806 Baunei viene inglobato nella Provincia di Tortolì, e nel 1839 viene riscattato agli Osorio. Nel 1857, con la soppressione della Provincia di Tortolì, si crea il Circondario di Lanusei, che dura fino al 1927. Del Comune di Baunei nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, alla neonata Provincia di Nuoro. Successivamente nel 2003, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell’Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro. Successivamente, nel 2025, torna nella ripristinata Provincia di Ogliastra.

Personaggi nati a Baunei

Tra gli altri, a Baunei è nato l’importante fumettista, scrittore e regista Bepi Vigna coautore della serie Nathan Never per Sergio Bonelli Editore.

Il fumettista, scrittore e regista Giuseppe Vigna detto BepiA Baunei nel 1957 nasce Giuseppe Vigna detto Bepi fumettista, scrittore e regista. Laureato in giurisprudenza esercita inizialmente la professione di avvocato, poi nel 1982, appassionato di cinema e fumetti, fonda a Cagliari il gruppo Bande Dessinchée, del quale fanno parte anche Antonio Serra e Michele Medda, scrivono insieme sceneggiature per Sergio Bonelli Editore al quale, nel 1989, propongono la nuova serie Nathan Never. Nel 1993 fonda a Cagliari una Scuola di Fumetto. Oltre alle storie a fumetti, pubblica numerosi saggi sui Comics, sul cinema e sulle tradizioni popolari, racconti e romanzi, scrive e dirige testi teatrali. In campo cinematografico dirige diversi cortometraggi e documentari, dei quali principali sono il cortometraggio Roxy Bar del 1998, premio del pubblico nella sezione Cinema sardo, alla Rassegna del Cinema Indipendente di Nuoro del 2008; il cortometraggio Kyrie Eleison - Fillepreri del 1999; il documentario sull’immigrazione extracomunitaria Atteros del 2010; il documentario Alta Ogliastra tra Storia e mito del 2014; il film d’animazione Nausicaa - L’altra Odissea del 2017.

Riproduzione integrale del cortometraggio 'Roxi Bar' di Bepi Vigna Riproduzione integrale del cortometraggio 'Kyrie eleison - Fillepreri' di Bepi Vigna Trailer del documentario 'Atteros’ di Bepi Vigna Trailer del documentario 'alta Ogliastra' di Bepi Vigna Riproduzione integrale del cortometraggio 'Nausicaa - l’altra Odissea' di Bepi Vigna

Nella frazione di Santa Maria Navarrese, vi è una sede del Centro Internazionale del fumetto, il centro studi fondato dallo scrittore Bepi Vigna.

Le principali feste e sagre che si svolgono a Baunei

A Baunei sono attivi il Gruppo Folk Tradizioni Popolari di Baunei, ed il Coro Polifonico Montesantu, i cui componenti partecipano alle principali feste e sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località, nelle quali è possibile assistere ad esibizioni delle danze popolari e della cultura musicale di Baunei. Il canto a tenore a Baunei vive una forte rinascita, ed il gruppo noto come Tenores Santu Pedru di Baunei partecipa attivamente a eventi culturali come il Festival del Supramonte e la tradizione locale, salvaguardando questa antica forma polifonica.

Baunei-Sfilata del 'Gruppo Folk Tradizioni Popolari' di Baunei Baunei-Il 'Coro Polifonico Montesantu' di Baunei Baunei-Il gruppo noto come 'Tenores Santu Pedru' di Baunei

Tra le pricipali principali feste e sagre che si svolgono a Baunei si segnalano, il 17 gennaio, la Festa di Sant’Antonio Abate preceduta la sera della vigilia dall’accensione del falò; le manifestazioni del Carnevale; il martedì dopo la Pentecoste, la Festa in onore di Santa Lucia, presso la chiesa campestre di San Giovanni e Santa Lucia di Èltili; il 20 maggio, la Festa di Santa Rita da Cascia; in primavera, a inizio giugno, l’appuntamento più importante è la celebre manifestazione Sa Coua baunesa, dove tutti gli anni per due giorni Baunei torna a rivivere il suo passato, con le vie dei sapori e delle arti baunesi, il gusto della tradizione; nell’ultimo fine settimana di giugno, l’altopiano di Golgo ospita la Festa di San Pietro; da luglio ad agosto, le numerose manifestazioni dell’Estate Baunese; l’1 agosto, la Festa di Sant’Antioco Martire; il 15 agosto, la Festa di Santa Maria del Mare, nella frazione Santa Maria Navarrese; la prima settimana di settembre, la Festa di San Lussorio nella chiesa campestre a lui dedicata; il 6 dicembre, si celebra la Festa di San Nicola di Bari, che è la Festa patronale di Baunei.

Baunei-Locandina della Festa di Sant’Antonio Abate Baunei-Locandina delle manifetsazioni per il Carnevale Baunei-Locandina della Festa di Santa Rita da Cascia Baunei-Sa Coua baunesa Baunei-Festa di San Pietro Baunei-Festa di Sant’Antioco Baunei-Festa di San Lussorio

La sagra del maialetto

Baunei-Locandina degli eventi di luglio dell’Estate BauneseBaunei-Locandina della Sagra del maialettoIl principale appuntamento dell’Estate Baunese nel mese di luglio è la Sagra del maialetto. Diventato ormai appuntamento fisso dell’estate Baunese e di Santa Maria Navarrese, la Sagra del maialetto va in scena ogni anno solitamente l’ultimo fine settimana di luglio nella piazza Bingiggedda. Gli allevatori del paese donano i loro capi, per far assaggiare l’ottimo prodotto ai visitatori ospiti del luogo. Oltre alle prelibatezze proprie della carne di maialetto, del formaggio e del cannonau, si consiglia di non perdere questo appuntamento con l’accoglienza, l’organizzazione e la genuinità tipicamente baunese. È l’occasione per trascorrere una giornata speciale ricca di sapori e gusti tipici e di tanta allegria, tutti gli ingredienti per una festosa giornata d’estate.

La sagra della carne di capra

Baunei-Locandina degli eventi di agosto dell’Estate BauneseBaunei-Locandina della Sagra della carne di capraIl principale appuntamento dell’Estate Baunese nel mese di agosto è la Sagra della carne di capra. In Ogliastra, Baunei è considerato il paese della capra, sopratutto per il gusto sopraffino della sua carne cucinata in tutti i modi, ma soprattutto arrosto. I luoghi utilizzati per questo evento, coincidono con due luoghi sacri per i Baunesi, il Santuario di Golgo in onore di San Pietro e il Santuario fatto costruire dalla Principessa di Navarra in onore di Santa Maria nella frazione di Santa Maria Navarrese. L’Associazione allevatori capra di Baunei aspetta per la Sagra che si svolge un fine settimana di agosto. Si può assistere all’accensione del fuoco e alle varie fasi della cottura, per poi gustare una delle prelibatezze tipiche dell’antichissima tradizione baunese. Di quest'ultima va sottolineata l’importanza, dato che questo animale è importantissimo nella storia e nell’encomia di Baunei. Quindi un’occasione da non perdere.

Visita del centro di Baunei

L’abitato di Baunei, che è interessato da una forte espansione edilizia, si allunga su un costone calcareo del Supramonte esposto a sud ovest, suddiviso dalla SS125 Orientale Sarda, in una splendida posizione panoramica dalla quale domina la costa dell’Ogliastra, che lo connette al quartiere residenziale di Monte Colcau. La strada statale, che all’interno del paese assume il nome di via Orientale Sarda, lo percorre in salita da sud est a nord ovest, sopra il costone calcareo.

Il Cimitero Comunale di Baunei

Provenendo da Lotzorai, arriviamo nel paese di Baunei da sud con la SS125 Orientale Sarda. Passato al chilometro 153.9 il cartello segnaletico che indica l’ingresso all’interno dell’abitato, dopo circa trecentocinquanta metri si vede, alla destra della strada statale, il muro di cinta con il portale nel quale è presente l’ingresso principale del Cimitero Comunale di Baunei.

Baunei-Cimitero Comunale di Baunei: ingresso Baunei-Cimitero Comunale di Baunei: interno

Lungo la via Orientale Sarda raggiungiamo il centro del paese

Dopo aver passato il Cimitero Comunale, la via Orientale Sarda ci porta un salita all’interno dell’abitato di Baunei, percorrendo tutto il suo centro tra i resti di antichi palazzi in pietra ottocenteschi.

Baunei-Palazzi ottocenteschi lungo la via Orientale Sarda Baunei-Palazzi ottocenteschi lungo la via Orientale Sarda

Il Municipio di Baunei

Percorsi ottocento metri dal Cimitero, dalla destra della via Orientale Sarda parte, quasi parallela ad essa, la via San Nicolò, subito all’inizio della quale, sulla destra al civico numero 2, si trova l’ingresso dell’edificio che ospita il Municipio di Baunei, con la sua sede e gli uffici che forniscono i loro servizi ai cittadini. Sono gli uffici del Segretario Comunale; dell’Area Amministrativa ed Affari Generali; dell’Area Economico Finanziaria; dell’Area Tecnica; e dell’Area Servizi Sociali, Culturali e Scolastici.

Baunei-Il Municipio di Baunei Baunei-Municipio di Baunei: ingresso

La Biblioteca Comunale Italo Zucca

Baunei: Biblioteca Comunale Italo ZuccaProseguendo lungo la via San Nicolò in salita, dopo una cinquantina di metri la strada effettua una completa curva tornante a destra, e subito dopo troviamo alla sinistra della strada l’edificio della ex caserma dei carabinieri che ospita la Biblioteca Comunale Italo Zucca, nella quale si tengono presentazioni di libri ed eventi culturali. La bioblioteca, fondata nel 1979, è stata dedicata nel 2014 alla memoria di Italo Zucca, l’indimenticato bibliotecario baunese, a cui è stato intitolato anche un premio letterario nel 2015. Il bibliotecario era conosciuto in tutta l’Ogliastra, e anche oltre, per il suo grande impegno nel sociale, a favore della cultura e dello sport fra i più giovani. Una volta andato in pensione, Italo Zucca non disdegnò di fare volontariato, sempe nella biblioteca del suo amato paese, che contribuì a fare crescere. Dopo l’ingresso della biblioteca, la strada prosegue in direzione sud est passando un poco più in alto, sul retro del palazzo Comunale.

La piazza Indipendenza

Baunei-La piazza IndipendenzaTorniamo sulla via Orientale Sarda dove è partita a destra la via San Nicolò che ci ha portati a vedere in Municipio, subito più avanti, all’altro lato della strada, ossia alla sinistra, si sviluppa la piazza Indipendenza, nella quale si trova la chiesa parrocchiale di San Nicola da Bari, della quale qui, in piazza Indipendenza, si affaccia il retro della chiesa, mentre la facciata si affaccia pià avanti, sulla piazza San Nicola. Baunei-Il sagrato sul retro della chiesa parrocchiale con il suo portaleEntrati dalla via Orientale Sarda sulla piazza Indipendenza, alla destra si trova il sagrato situato sul retro della chiesa, al quale si accede attraverso un bianco portale ornato, staccato dal corpo centrale, con la funzione di una finta facciata, arricchito da lesene laterali verticali in rilievo, sovrastate da un timpano triangolare in cima al quale è collocata una statua del Cristo. A pochi metri dalla finta facciata svetta l’alto campanile a pianta quadrata, addossato ai muri perimetrali della sacrestia, con un classico orologio a numerazione romana che sormonta una delle finestre ogivali della cella campanaria. L’orologio è stato collocato sul campanile nel 1858, quando parroco del paese era Don Emanuele lai, rettore di Baunei dal 1855 al 1909, realizzzato a cura di un orologiaio originario di Baunei, tale Sebastiano Duccu, come ricorda un iscrizione in latino sopra la porta d’ingresso della torre campanaria.

Baunei-Il Trenino del Supramonte parte dalla piazza IndipendenzaLa piazza, dalla quale parte il Trenino del Supramonte che porta a visitare il Supramonte di Baunei fino alla chiesa di San Pietro in Golgo, è stata recentemente ripavimentata nell’ambito di un intervento di riqualificazione del centro storico che ha portato all’unificazione, sullo stesso livello, della piazza, del sagrato e della piazzetta del campanile. L’intervento di riqualificazione ha riguardato anche altre strade del centro storico, che sono state pavimentate a selciato, sia nei rioni a monte della via Orientale Sarda, soprattutto la via San Nicolò alla destra della strada, sia nei rioni a valle, soprattutto quasi tutta la via Roma, che un tempo era la strada principale del paese, e si trova alla sinistra della strada.

Il Museo Etnografico e Storico Sa Dommu Eccia

Baunei-Scorcio dell’edificio che ospita il Museo Etnografico e Storico <em>Sa Dommu Eccia</em>Il piccolo Museo Etnografico e Storico denominato Sa Dommu Eccia, ossia La casa Vecchia, è stato allestito nell’edificio ottocentesco che fino agli anni sessanta ha ospitato l’asilo infantile del paese, sull’altro lato della piazza Indipendenza rispetto alla via Orientale Sarda, ad angolo con la stretta via Papa Giovanni, alla sinistra di questa strada. È nato grazie all’iniziativa di Virginia Corrias, scomparsa qualche anno fa all’età di 56 anni, che è stata la presidente dell’Associazione Santa Rita da Cascia, anche questa nata grazie alla sua iniziativa e la devozione alla Santa di Cascia. Ed è della parrocchia la proprietà della struttura che lo ospita sino dal 2001, quando ha aperto ufficialmente i battenti. Il Museo offre ai visitatori uno spaccato fedele della vita quotidiana del paese prima dell’avvento della modernità. La sua visita costituisce un percorso per conoscere le viscere della storia dell’Ogliastra. L’esposizione di attrezzi vari, suppellettili e vestiario è strutturata su due piani.

Baunei-Museo Etnografico e Storico <em>Sa Dommu Eccia</em> Baunei-Museo Etnografico e Storico <em>Sa Dommu Eccia</em>

Al piano terra sono aperti al pubblico tre ambienti, ossia la cucina con l’antico caminetto, la stanza del telaio, ed il suggestivo cortile interno, dove si possono ammirare un antico carro a buoi, ancora in ottime condizioni, e tanti altri strumenti da lavoro. Interessanti e degne di nota sono pure le numerose foto d’epoca esposte nella cucina. Al primo piano sono presenti due ambienti, la stanza da letto, e la sala degli strumenti, nella quale sono esposti gli oggetti di uso quotidiano tipici di una società agropastorale come quella baunese.

La chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari

Baunei-La chiesa parrocchiale di San Nicola di BariLa chiesa di San Nicola di Bari, costruita nel diciassettesimo secolo sulle rovine di una antica Cappella e in passato intitolata a San Pietro Apostolo, è la chiesa parrocchiale di Baunei. In piazza Indipendenza abbiamo visto il retro di questa chiesa, e, per arrivare al suo ingresso, percorriamo una sessantina di metri lungo la via Orientale Sarda costeggiando la sua fiancata sinistra, ed arriviamo a vedere, alla sinistra della strada, sulla piazza San Nicola, il suo sagrato anteriore, sul quale si trova sulla sinistra la facciata della chiesa, esposta verso nord, realizzata in blocchi di pietra. Si tratta di una chiesa il cui impianto seicentesco è stato rimaneggiato tanto che del primo periodo rimane assai poco a causa di importanti successivi interventi, dei quali l’ultimo nel corso del ventesimo secolo. Il complesso, quindi, per le numerose manomissioni risulta variamente composto. Il prospetto dell’edificio, realizzato in pietra, ospita il portone d’ingresso, incorniciato da un ampia tettoia e sovrastato da un bel dipinto e da una particolare finestra vetrata. La facciata principale, tripartita, trova corresponsione nella controfacciata posteriore. Nella parte opposta, sul retro, affacciato sulla piazza Indipendenza, si trova il bianco portale ornato, staccato dal corpo centrale, con la funzione di una finta facciata realizzata in blocchi di pietra locale, arricchita da lesene laterali e terminante con un timpano di forma triangolare con cornici aggettanti. Proprio sulla cima è collocata una statua del Cristo. La chiesa è dotata di un alto campanile a pianta quadrata, con corpo di fabbrica distinto, dotato di finestre ogivali nella cella campanaria e sormontato da una raffinata cupola.

Baunei-Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari: facciata Baunei-Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari: veduta laterale Baunei-Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari: il campanile Baunei-Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari: retro con il portale che costituisce la finta facciata

L’interno è caratterizzato da una sola ed ampia navata, e la particolare e originale copertura della chiesa è contraddistinta dalla presenza, oltre il presbiterio, del transetto coperto da tre grandi cupole azzurre, una centrale e due sulle cappelle laterali, che dominano il paese. Le caratteristiche architettoniche interne sono state notevolmente modificate da un intervento di ristrutturazione apportato del 1966 e 1967, pensato con l’obiettivo di creare un vasto ambiente unico per l’assemblea dei fedeli. L’antica connotazione barocca resta nella sacrestia, nel coro, nelle cappelle laterali e nelle tre cupole, più volte ristrutturate nel rivestimento esterno. Di notevole pregio è l’altare marmoreo del transetto destro del 1863, opera di un marmoraro cagliaritano, Andrea Ugolini, molto apprezzato in tutta l’Isola nella seconda metà del diciannovesimo secolo, con due ordini di gradini sulla mensa, tabernacolo ed espositorio, e nel paliotto ospita una figura di San Nicola, oltre ad intarsi di marmi policromi. I gradini appartengono ad un altro complesso mamoreo, forse all’altare maggiore preesistente.

Baunei-Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari: interno verso il presbiterio Baunei-Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari: altare Baunei-Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari: l’altare del transetto destro Baunei-Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari: interno verdo il portale di ingresso

All’interno dell’edificio sono conservate diverse opere d’arte di un certo rilievo, tra le quali i due leoni in marmo del diciassettesimo secolo, posizionati nei pressi dell’altare maggiore. Anche un pregevole dipinto del 1601 che rappresenta la Circoncisione di Gesù, tra figure di Santi tra i quali anche San Nicola di Bari, cui è dedicata la chiesa, opera del pittore manierista ogliastrino Andrea Lusso, nato nel 1575 a Ilbono e residente a Lotzorai, attivo tra la Sardegna  centrale e il sassarese nel tardo cinquecento e fino alla sua morte nel 1627. La tela fu ritrovata nel 1963 arrotolata in un angolo della casa parrocchiale, dove stava da quando era parroco di Baunei il canonico Don Giuseppe Sanna. La chiesa conserva, inoltre, un prezioso crocifisso seicentesco nel quale il Cristo ha le braccia originariamente snodate, il capo reclino sulla testa, ed il perizoma molto semplice; ed un notevole turibolo in argento del sedicesimo secolo a forma di tempietto, nel quale sul fornello tondo poggia il coperchio a forma esagonale con colonnine ai lati e pareti traforate a quadrifora. Degne di nota anche la bellissima statua della Vergine Assunta, opera di Luigi Perillo dal quale fu acquistata nel 1866; e l’originale Madonna del Rosario, che tiene il Bambino sul palmo della mano.

Baunei-Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari:  uno dei leoni in marmo Baunei-Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari: la Circoncisione di Andrea Lusso Baunei-Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari: il prezioso crocifisso seicentesco Baunei-Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari: il turibolo in argento del sedicesimo secolo Baunei-Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari: la statua della Vergine Assunta Baunei-Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari: la statua della Madonna del Rosario

All’interno dell’abitato di Baunei, ogni anno il 6 dicembre si celebra la Festa di San Nicola da Bari, che è la Festa patronale di Baunei. Le celebrazioni, che si svolgono in contemporanea con quelle che si tengono nel capoluogo pugliese, culminano la domenica mattina con la processione del simulacro del Santo per le vie del paese, accompagnato dal gruppo a cavallo e dal suono delle launeddas, e con la messa nella chiesa parrocchiale.

La casa parrocchiale ed il salone parrocchiale edificato sui resti dell’antico oratorio del Rosario

Nella piazza San Nicola, guardando la facciata della chiesa parrocchiale, alla sua sinistra si trova l’edificio che ospita la Casa parrocchiale della chiesa di San Nicola di Bari, mentre alla destra era presente, fino agli anni cinquanta del Novecento, anche l’Oratorio del Rosario, che aveva ospitato la Confraternita del Rosario.

Baunei-La Casa parrocchiale della chiesa di San Nicola di Bari Baunei-Il Salone parrocchiale della chiesa di San Nicola di Bari

L’edificio è stato in seguito abbandonato, e successivamente modificato nella facciata e nel tetto per essere riadattato al fine di ospitare il Salone parrocchiale della chiesa di San Nicola di Bari.

Il Monumento ai Caduti della prima e seconda guerra mondiale

Baunei-Monumento ai Caduti della prima e seconda guerra mondialeAl centro della piazza Indipendenza spiccava in passato il Monumento ai Caduti, che è stato successivamente riposizionato nel piccolo piazzale alberato che si trova di fronte alla facciata della chiesa parrocchiale. Di fronte all’ingresso della chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari si trova, infatti, un piccolo piazzale alberato nel quale è stato riposizionato il Monumento ai Caduti della prima e seconda guerra mondiale. Realizzato tra il 1970 ed il 1990, rappresenta un soldato semplice armato di fucile. Il monumento propone una statua di fante in bronzo, collocata sopra un blocco cubico, rivestito da lastre in marmo. Il soldato, armato di fucile, indica lo spazio davanti a sè, preparandosi all’attacco. Davanti si trova una lapide in marmo che reca, a incisione, la dedicazione ed i nominativi dei caduti di Baunei nelle due Guerre Mondiali.

La piazza Bingiggedda

Passato il piccolo piazzale alberato con al centro il Monumento ai caduti, proseguiamo verso nord ovest lungo la via Orientale Sarda, e prendiamo verso sinistra la strada che si dirige verso il basso seguendo le indicazioni per le scuole. Percorso un centinaio di metri, la strada svolta a destra e va ad immettersi da nord sulla via dei Santi Martiri, che arriva da sinistra e poi prosegue verso destra.

Baunei-La piazza BingiggeddaAlla destra della strada che proviene dalla via Orientale Sarda e la prosecuzione della via dei Santi Martiri si sviluppa la piazza Bingiggedda, un’ampia piazza recentemente ristrutturata il cui nome, in lingua sarda, significa piccola vigna, segno inequivocabile che in passato la zona, prima che l’espansione del centro abitato la inglobasse, era dedicata alla coltivazione della vite. Ancora a metà Ottocento il luogo dove ora si trova questa piazza è stata la sede del primo Cimitero del paese. Fino agli anni settanta del Novecento si trattava di un anonimo sterrato dominato da una ripida scarpata, lungo la quale si inerpicava uno stretto sentiero che collegava la centralissima via Orientale Sarda alla sottostante via Pedra Niedda. Negli anni Ottanta un imponente intervento di riqualificazione urbana ha portato alla realizzazione di possenti muri di rinforzo, realizzati su diversi livelli, e alla costruzione di alcune scalinate, che hanno reso la piazzale pienamente fruibile dalla popolazione.

Baunei-piazza Bingiggedda: il fuoco di Sant’Antonio Abate Baunei-piazza Bingiggedda: la Sagra del maialetto

La piazza Bingiggedda è anche la sede del mercato settimanale, che ogni mercoledì, come da tradizione, diventa meta delle massaie del paese, ed è il luogo dove si svolgono i principali appuntamenti sociali del paese, dalla Festa di Sant’Antonio Abate, alla Festa di Sant’Antioco Martire, ed anche la Sagra del maialetto.

La palestra delle Scuole Medie

Da dove siamo arrivati da nord alla via dei Santi Martiri, la prendiamo verso destra e la seguiamo per un’ottantina di metri, fino a una traversa a sinistra che è la via Pedra Niedda, mentre la prosecuzione della via dei Santi Martiri assume il nome di via Lombardo Radice. Seguendo le indicazioni per le Scuole medie, prendiamo a sinistra la via Pedra Niedda che, in un centinaio di metri, ci porta alle Scuole Medie di Baunei. All’nterno di questo complesso scolastico si trova la palestra scolastica di via Pedra Niedda, nella quale è possibile praticare come discipline le attività ginnico motorie, il calcio e calcetto ossia il calcio a cinque, la pallacanestro ed il mini basket, la pallavolo ed il mini volley.

Baunei-palestra scolastica: esterno Baunei-palestra scolastica: interno

I resti della Casa Cantoniera di Baunei

Baunei-La casa Cantoniera di BauneiDalla piazza Indipendenza, al centro di Baunei, prendiamo la via Orientale Sarda, che uscirà dall’abitato in direzione nord ovest come SS125 Orientale Sarda e che si recherà verso Urzulei. Percorsi 600 metri, vediamo alla destra della strada l’edificio che ospita quella che è stata un tempo la Casa Cantoniera di Baunei. L’edificio, una casa cantoniera dell’inizio del ventesimo secolo, rappresenta un tipico esempio dell’architettura del periodo. Si sviluppa su due piani fuori terra, ed uno seminterrato, con un’altezza complessiva di circa otto metri e risulta compreso in un rettangolo di circa venti per dieci metri. La facciata è caratterizzata da un basamento in pietra a vista con accesso al livello seminterrato e lateralmente si trova la scalinata di accesso all’edificio. Ad est è presente un corpo ad un solo piano. Le facciate presentano semplici aperture rettangolari. Il coronamento è costituito da un cornicione modanato. La struttura è in muratura portante di pietra e mattoni. La copertura è a padiglione con manto di tegole in laterizio. L’esterno è interamente intonacato e tinteggiato. Gli infissi sono del tipo in legno con scurini interni.

Visita dei dintorni di Baunei

Per quanto riguarda le principali ricerche archeologiche effettuate nei dintorni di Baunei, sono stati portati alla luce i resti della domus de janas Planedda; delle fonti sascre Lattalai, Sa Fossa de Lolossi I, e Sa Fossa de Lolossi II; delle tombe di giganti Aniddai, Lattalai, Pedrusaccu, e Su Scusorgiu; dei nuraghi complessi Alvo, Co’e Serra, Lopella, Nieddu, Nuraggeddu, Orgoduri, Pedrusaccu, e Solluli; dei nuraghi semplici Loppelie, Lovettecannas, e Punnacci; dei nuraghi Sa Punta Su Nuraggeddus, e Tesulali, tutti di tipologia indefinita; del nuraghe scomparso Porta 'e Su Pressiu; del nuraghe Doladorgiu, descritto da Maria Rosaria Manunza come un nuraghe, ma che si ritiene si tratti piuttosto di una fortezza nuragica, o di una muraglia costruita in pietra calcarea; ed anche dell’insediamento protostorico Lattalai. Vediamo ora che cosa si trova di più sigificativo nei dintorni dell’abitato che abbiamo appena descritto.

La Grutta Is Janas chiamata anche Sa Grutt'e Janas con le sue incisioni rupestri

Entrando nell’abitato da sud con la SS125 Orientale Sarda, dopo poco più di cinquecento metri dal Cimitero svoltiamo a destra e prendiamo la via Grazia Deledda. Percorsi centocinquanta metri prendiamo a destra la via Vittorio Emanuele, poi dopo una cinquantina di metri svoltiamo a sinistra nella via Vittorio Emanuele e, percorso un centinaio di metri svoltiamo a destra nellla via Giosu Carducci e, dopo una settantina di metri, prendiamo la deviazione a sinistra e la seguiamo fino al termine. Nella campagna alla destra, subito fuori dall’abitato, troviamo la grotta conosciuta nella tradizione locale come Grutta Is Janas o Grutt'e Janas, una piccola cavità naturale che si apre ai piedi di una parete rocciosa e domina visivamente la piana fertile di Tortolì. La grotta è situata a un’altitudine di poco inferiore ai 600 metri sul livello del mare. All’interno della grotta, si trovano moltissime incisioni rupestri, la più importante e visibile la si trova subito all’entrata della grotta, un grosso lastrone istoriato con motivi singolari. All’inizio degli anni duemila il sito di Grutt'e Janas è stato oggetto di un’indagine archeologica sistematica, con l’obiettivo di verificare eventuali fasi di frequentazione umana e di studiare le incisioni rupestri presenti sul pavimento roccioso. Durante l’intervento è stato effettuato uno scavo stratigrafico, utile a ricostruire la sequenza cronologica delle frequentazioni, indagine che ha consentito di mettere in luce il piano roccioso antistante l’ingresso, dove si trova l’incisione complessa ed articolata costituita da una cavità circolare scavata nella roccia, dalla quale si diramano diciotto incisioni lineari lunghe pochi centimetri, disposte a raggiera in modo irregolare. Tali linee, in alcuni casi ramificate, sono state interpretate come piccoli canali e risultano collegate a delle coppelle, cioè piccole cavità emisferiche scavate nella roccia, spesso associate a pratiche simboliche o rituali.

Baunei-Incisioni rupestri nella Grutta Is Janas Baunei-Incisioni rupestri nella Grutta Is Janas

Sulla base di confronti tipologici, è possibile collocare le raffigurazioni presenti nella grotta tra il quinto ed il quarto millennio avanti Cristo. La presenza di analogie con contesti europei suggerisce l’esistenza di contatti culturali su larga scala, diretti o indiretti, tra la Sardegna neolitica e altre regioni del continente. Tali relazioni potrebbero essere legate soprattutto agli scambi commerciali, in particolare a quelli dell’ossidiana. L’unicità di queste incisioni in ambito sardo e la loro rilevanza scientifica rendono il sito un luogo di grande interesse culturale e archeologico.

Lungo la strada che porta a Urzulei si trova il Campo Sportivo Comunale

Dalla piazza Indipendenza, al centro di Baunei, prendiamo la via Orientale Sarda, che esce dall’abitato in direzione nord ovest come SS125 Orientale Sarda recandosi verso Urzulei. Dal cartello segnaletico che indica l’uscita dall’abitato, poco dopo il chilometro 142, seguiamo la SS125 Orientale Sarda per settecento metri poi, in corrispondenza della terrazza panoramica su Baunei, prendiamo una deviazione in discesa verso sinistra e, dopo circa cinquecento metri, in località Planedda raggiungiamo gli impianti del Campo Sportivo Comunale di Baunei. All’interno del complesso si trova il Campo da Calcio, con fondo in erba naturale, nel quale disputare incontri di calcio di Serie D ed altri livelli, ed intorno al Campo da Calcio si trova la Pista di atletica leggera, dove disputare competizioni di atletica leggera e corse su pista.

Baunei-Campo Sportivo Comunale Planedda: ingresso Baunei-Campo Sportivo Comunale Planedda: Campo da Calcio Baunei-Campo Sportivo Comunale Planedda: la pista d’atletica leggera

Il Campo da Calcio e la pista d’atletica leggera sono dotati di tribune in grado di ospitare 1500 spettatori. Gli impianti, dotati di parcheggi di pertinenza, sono gestiti dalla Associazione Dilettantistica Polisportiva Baunese.

La chiesa di San Giovanni e Santa Lucia di Èltili

Baunei-La chiesa di San Giovanni e Santa Lucia di èltiliProseguendo lungo la SS125 Orientale Sarda in direzione di Urzulei per una diecina di chilometri, superato il passo Genna Arramene e più avanti il valico di Genna Coggina, arrivati al chilometro 166.7 all’uscita di una lunga galleria, prendiamo una sterrata in discesa verso sinistra. Percorsa per quasi un chilometro e mezzo, arriviamo di fronte alla piccola chiesa campestre di San Giovanni e Santa Lucia, situata a un’altezza di 599 metri, che è la chiesa baunese più lontana dal centro abitato dal quale dista oltre dodici chilometri. A vederla oggi, circondata da un fitto bosco, a valle della SS125 Orientale Sarda, è strano pensare che fino a qualche secolo fa fosse la chiesa parrocchiale del villaggio scomparso di Èltili. Il territorio del villaggio, che era censito ancora nel 1504, ma è scomparso dal registro delle imposte già nel 1527, secondo la tradizione si sarebbe esteso fino alla spiaggia di Cala Luna, mentre è stato accertato che arrivava fino a circa otto chilometri da questa famosa spiaggia. Forse il villaggio è stato abbandonato in seguito ad una pestilenza, come spesso è accaduto nella storia dell’Isola, forse era troppo debole demograficamente per resistere agli assalti degli abitanti dei paesi vicini, di sicuro si sa che ad un certo punto il suo territorio è stato inglobato in quello di Baunei. Pochi e insignificanti sono i resti di strutture murarie rinvenuti nell’area circostante la chiesa campestre, dove di recente è stata piantumata una pineta. I baunesi sono soliti collegare questa importante acquisizione territoriale alla leggenda di Maria Eltilèdda.

Secondo la leggenda di Maria Eltilèdda, una certa Maria di Èltili, ogni mattina, al sorgere del sole usciva di casa per pregare, ad alta voce, in una lingua incomprensibile, dato che probabilmente pregava in arabo essendo stata rapita giovane dai Saraceni. Quindi Maria, trovandosi ad essere l’unica sopravvissuta ad una pestilenza devastante, decide di incamminarsi verso nord, in direzione di Urzulei, per chiedere ospitalità in cambio della cessione delle terre appartenenti al suo villaggio. Stando alla leggenda, però, in località Su Ponte e Sa Pruna, il ponte della prugna, Maria incontra un capraro baunese al quale racconta la sua triste vicenda, e la sua intenzione di rifugiarsi ad Urzulei. Il pastore convince Maria ad andare con lui a Baunei, dove si stabilisce in una casa fuori paese, nella zona dove oggi si trova il rione di Monte Colcau, in un luogo che in tanti pensano possa coincidere con quello in cui attualmente sorge la Casa Cantoniera. Il concerto per voce e pianoforte 'Maria di Èltili'E quindi, secondo la tradizione, fu così che Maria donò a Baunei tutto il territorio che era appartenuto ad Èltili. La leggenda di Maria Eltilèdda è stata oggetto di attenzione di diversi studiosi tra i quali Bepi Vigna, che le ha dedicato una sceneggiatura dalla quale di recente è stato tratto Maria di Èltili, un concerto per voce e pianoforte, messo in scena dall’attrice Rita Atzei accompagnata dal pianista Alessandro Muroni. È interessante annotare, inoltre, il ritrovamento di un copribusto arabescato, simile ai corpini del costume sardo delle donne di Baunèi, che oggi è custodito presso la chiesa parrocchiale del paese, e la leggenda dice che questo corpetto sarebbe appartenuto a Maria Eltilèdda, unica superstite del villaggio scomparso.

La semplice struttura rettangolare della chiesa di San Giovanni e Santa Lucia di Èltili è quella tipica delle chiese rurali sarde, costruite principalmente con pietre locali. La facciata bianca presenta una piccola finestra sopra il portale principale e un modesto campanile sovrastato da una croce in legno. Davanti all’ingresso è presente una scultura in legno che rappresenta la crocefissione di Gesù Cristo. All’interno sono esposte statue dei Santi, venerati dalla comunità locale durante le festività annuali.

Baunei-Chiesa campestre di San Giovanni e Santa Lucia di èltili: facciata della chiesa Baunei-Chiesa campestre di San Giovanni e Santa Lucia di èltili: crocifisso in legno davanti all’ingresso Baunei-Chiesa campestre di San Giovanni e Santa Lucia di èltili: retro della chiesa

Presso questa chiesa campestre, inizialmente intitolata a San Giovanni Evangelista e successivamente dedicata anche a Santa Lucia, ogni anno, il martedì dopo la Pentecoste, si tiene la Festa in onore di Santa Lucia, una festa religiosa organizzata a turno dagli eredi delle sette famiglie che, secondo alcune ricerche, in seguito ad uno scampato pericolo, acquistarono collettivamente una statua della Santa e il suo corredo, acquisendo così il diritto di patrocinare a turno la festa per sé e per il parentado, e divenendo in tal modo i parenti di Santa Lucia, che utilizzano gli stàulus, ossia gli antichi ricoveri vicini alla chiesa.

I sentieri per il trekking

Il patrimonio faunistico e naturalistico è al centro di sentieri per il trekking, spesso non tracciati con segnavia, che richiedono un cauto approccio, dovuto alla conformazione e l’estensione del territorio stesso. Baunei è uno dei paradisi del trekking in Sardegna, offrendo sentieri spettacolari nel Supramonte marino che collegano l’altopiano del Golgo a calette cristalline come Cala Goloritzé e Cala Mariolu, comunque le guide specializzate accompagnano ogni anno migliaia di esploratori attratti dai paesaggi aspri e dalla presenza dei numerosi insediamenti risalenti alla civiltà nuragica, delle tombe di giganti, dei templi adorazione, e di altre opere megalitiche antichissime.

Estratto da 'Il libro di Selvaggio Blu'Ma il Supramonte di Baunei riserva ben altro, il Selvaggio Blu, uno dei più esaltanti trekking d’Europa, certamente il più lungo dato che si estende per oltre quaranta chilometri e pu durare sino a sette giorni, il quale si snoda attraverso sentieri letteralmente sospesi tra mare e montagna. L’idea base di questo inimitabile trekking si deve all intuizione di Mario Verin e Peppino Cical , due alpinisti venuti dal Continente che, incoraggiati dall amministrazione comunale del tempo, esplorarono palmo a palmo il tratto di costa baunese tra Pedra Longa e Cala Sisine, sotto gli occhi stupiti e un pò sospettosi dei pastori del Supramonte, alla ricerca di sentieri nascosti e passaggi dimenticati. In due successive stagioni esplorative, la prima nel maggio 1987, la seconda l’anno successivo, l’intuizione di creare un percorso speciale unendo i sentieri dei pastori e le mulattiere dei carbonai port alla nascita di un accattivante itinerario costiero. Mario Verin e Peppino Cical pubblicarono nel 1989 una brochure, intitolata Baunei Sentieri, che pu essere considerata la madre di tutte le guide escursioniste del territorio di Baunei. Oggi si possono scegliere vari tratti dell intero percorso da fare con guida locale, in autonomia o chiedendo l’assistenza tecnica per i passaggi più impegnativi. Lungo il percorso non ci sono luoghi di pernottamento al chiuso, si possono prenotare i rifornimenti, il trasporto dei bagagli tra una tappa e l’altra e il ritiro dei rifiuti con precise regole di conferimento.

A nord dell’abitato si trova il Supramonte di Baunei

Il Supramonte è un complesso montuoso di altopiani carbonatici che occupano la parte centro orientale della Sardegna, che si estende per 35mila ettari nei territori di Oliena, Orgosolo, Urzulei, Baunei e Dorgali, paesi situati ai piedi delle alte pareti calcaree che delimitano i confini dell’altopiano. In realtà, quello che noi definiamo Supramonte non esiste dal punto di vista geografico, nel senso che questo termine è una traduzione in italiano di un modo di dire sardo ad indicare I monti sopra, che in realtà sta ad indicare tutti quelli più alti rispetto a dove tu ti trovi. Costituito da rocce di dolomie e calcari e incorniciato da montagne carsiche tra le più alte della Sardegna, seconde in altezza solo a quelle del Gennargentu, è pressoche inaccessibile a chi non ne conosca i segreti. Si sconsiglia di avventurarsi da soli nel Supramonte e si raccomanda di chiedere informazioni all’Ispettorato Forestale di Nuoro.

Baunei: vista del mare dal Supramonte di Baunei con sullo sfondo stagno di Tortolì ed ArbataxA nord rispetto all’abitato di Baunei si sviluppano le alte montagne del Supramonte di Baunei che si estende per 14.800 ettari, che comprende l’estremità sud orientale dell’altopiano, corrispondente alla parte nord dell’Ogliastra. Ed affacciato sulla costa si stende l’ampio tavolato calcareo di Baunei, che copre un vastissimo territorio, lungo una fascia che partendo dalla frazione Santa Maria Navarrese si estende a nord fino alla Codula di Luna, ed ospita il famoso pinnacolo calcareo chiamato Agugliastra o Perda Longa. Raggiungendo la costa, l’altopiano precipita sul mare rendendo alquanto difficoltoso l’accesso via terra ad una serie di spiagge e di cale incastonate lungo le falesie, Qui si sviluppa uno dei tratti di costa più belli di tutta la Sardegna, con le sue splendide cale e calette che visiteremo nella prossima tappa del nostro viaggio.

Verso l’altopiano di Golgo si trovano i resti del nuraghe complesso di tipo misto Co ’e Serra

Sul Supramonte di Baunei si trova l’altopiano di Golgo. Dalla piazza Indipendenza di Baunei, meno di un centinaio di metri più avanti lungo la via Orientale Sarda, prendiamo a destra la via San Pietro, seguendo le indicazioni per la piccola chiesa di San Pietro del Golgo e, dopo trecentocinquanta metri, imbocchiamo verso destra la strada che porta, con una forte pendenza, fino sull’altopiano di Golgo. Lungo la strada che porta da Baunei all’altopiano calcareo di Golgo, percorsi sei chilometri e seicento metri in forte salita, arriviamo alla deviazione sulla destra per il nuraghe. Seguendo le indicazioni, dopo un chilometro e settecento metri parcheggiamo in uno spiazzo. A circa centocinquanta metri di distanza, su una collinetta alla destra della strada, si trova il nuraghe Co ’e Serra, che significa situato nella parte terminale del crinale della montagna, eretto in posizione dominante e con una forma irregolare per adattarsi alla roccia sulla quale è edificato. Il Coe’e Serra è un nuraghe complesso di tipo misto edificato in basalto a 487 metri di altezza. Nel piccolo spiazzo si intravede, tra la vegetazione, il bianco torrione calcareo del nuraghe. Ancora un centinaio di metri a piedi e si è nel cuore del complesso nuragico.

Baunei-Cartello indicatore del nuraghe complesso Co ’e Serra Baunei-Resti del nuraghe complesso Co ’e Serra Baunei-Resti del nuraghe complesso Co ’e Serra

Il nuraghe è composto da un nucleo centrale riferibile al tipo dei cosiddetti protonuraghi a corridoio, nel quale si individuano due ambienti, uno a pianta circolare con un diametro di circa sette metri, l’altro Invece a pianta ovale dal diametro di circa otto metri, collegati tra loro tramite un corridoio coperto a piattabanda. Secondo gli studiosi, a questo primo impianto, considerato il più antico del complesso, sono stati successivamente aggiunti una torre a pianta circolare di tipo a tholos, e un altro edificio molto particolare, unito al corpo centrale da un muro lungo oltre dodici metri. La particolarità di questo edificio, che presenta un ambiente interno di forma rettangolare a cui si accede passando sotto un piccolo ingresso architravato, sta nella forma trapezoidale della pianta esterna. Questa particolare morfologia dell’edifico, che secondo gli archeologi era una sorta di piccolo tempio, fa del nuraghe di Co ’e Serra un unicum nell’architettura nuragica. Notevole anche il finestrino di scarico, che sovrasta l’ingresso architravato e che secondo alcuni ha la funzione di alleggerire il peso della struttura. Attorno al nuraghe si osservano tratti di mura di cinta, forse residui di un antemurale turrito. Attorno al nuraghe si intravedono, anch’essi ricoperti dalla vegetazione, i resti delle capanne circolari che costituivano il villaggio nuragico.

Arriviamo sull’altopiano di Golgo dove si trova la voragine del Golgo

Baunei: altopiano calcareo di GolgoTornati indietro dalla deviazione per il nuraghe, proseguiamo diritti per un chilometro e trecento metri lungo la strada che porta da Baunei all’altopiano calcareo di Golgo, ed arriviamo al punto centrale dello splendido altopiano calcareo di Golgo. Si tratta di un vasto sprofondamento del territorio calcareo che è stato riempito con colate di lava basaltica durante il Quaternario, l’attuale e più recente periodo geologico dell’era Cenozoico, iniziato circa due milioni e mezzo di anni fa e tuttora in corso. L’altopiano del Golgo è una vasta estensione più o meno pianeggiante, situata a circa quattrocento metri sul livello del mare. Si tratta, probabilmente, del più interessante contesto storico archeologico del territorio baunese, protetto da nuraghi a guardia di ogni accesso naturale, e principale ambito di convogliamento e conservazione delle acque piovane dell’altopiano carsico. La sua estensione è delimitata da costoni dolomitici percorsi da torrenti e corsi d’acqua e da angusti valichi che portano fino al mare.

Baunei: altopiano del Golgo: un maialino presso il Golgo Baunei: altopiano del Golgo: asinelli presso il Golgo Baunei: altopiano del Golgo: un asinello presso il Golgo Baunei: altopiano del Golgo: un toro con due vitelli presso il Golgo

Arrivati sull’altopiano di Golgo, prendiamo la deviazione sulla destra seguendo le indicazioni per la voragine e la Cala Goloritzè, che ci porta dopo quattrocentocinquanta metri nell’area di parcheggio. Qui, proseguendo dritti, si può prendere un sentiero poco individuabile, ma segnalato, che, in circa tre ore all’andata, oltre quattro per il ritorno, percorre la Codula di Goloritzè e porta alla costa, Si tratta di un percorso faticoso e difficile per i non esperti di trekking, e, quindi, l’escursione a piedi è possibile solo se adeguatamente allenati ed equipaggiati. Con il termine Codula si indica uno stretto vallone calcareo contornato da pareti altissime che solitamente sfocia in una piccola cala sul mare. La Codula di Goloritzè discende e fa arrivare, in circa un’ora e mezzo, fino sulla costa sottostante, alla bellissima Cala Goloritzè, che verrà descritta nella prossima pagina del nostro viaggio.

Le Piscine del Golgo

Baunei-Le piscine del GolgoDal parcheggio, prendiamo, invece, un sentiero verso sinistra, ossia verso nord, lungo il quale proseguiamo passando accanto alle Piscine del Golgo che sono vasche basaltiche nelle quali l’acqua piovana ristagna tutto l’anno, chiamate dai baunesi as Piscinas, ossia le piscine. Secondo gli studiosi si tratta di conche naturali modificate nella forma ancora in periodo nuragico in modo da poter essere sfruttate durante le procedure di lavorazione dei metalli. Queste singolari vasche rappresentano un’apprezzabile riserva d’acqua durante la stagione estiva, dato che, in un territorio calcareo come quello baunese, praticamente privo di sorgenti a cielo aperto, anche le più piccole quantità di acqua potabile risultano sempre preziosissime. Non è da escludere, inoltre, che la località, per la presenza dell’acqua tutto l’anno, sia stata sede per lungo tempo anche di particolari manifestazioni di culto.

La Voragine del Golgo detta anche Su Sterru

Percorsi circa ducento metri, prendiamo verso destra e proseguiamo per una altro centinaio di metri, fino a vedere sulla destra i margini della Voragine del Golgo detta anche Su Sterru che indica appunto la voragine. Si tratta di una voragine di origine carsica, che costituisce una delle grotte naturali più profonde della Sardegna e d’Europa, ed è tra le più profonde voragini a campata singola. Si sviluppa per una profondità di 268 metri, con sezione orizzontale ellittica che raggiunge venticinque metri di diametro nel tratto centrale e quaranta metri di diametro nell’ampia sala che si apre alla sua base. All’interno della voragine si trova una interessante fauna, che comprende tra l’altro il geotritone sardo, ossia lo Hydromantes Genei, un anfibio adattatosi nel tempo alla vita nell’ambiente chiuso della caverna. La voragine è stata riconosciuta come Monumento Naturale attraverso la legge regionale n. 31 del 7 giugno 1989. L’ultima foto è del Centro Iglesiente Studi Speleo Archeologici, un gruppo di persone appassionate di speleologia e affezionate al territorio, e solo la loro passione e la loro competenza potevano restituire un’immagine così forte, significativa di un rinnovato percorso di conoscenza, tutto da condividere. Questa foto è inedita, e rappresenta l’intero sviluppo della voragine di Golgo, dalla luce dell’imboccatura fino al fondo.

Baunei: altopiano del Golgo: la voragine del Golgo detta Su Sterru Baunei: altopiano del Golgo: la voragine del Golgo detta Su Sterru Baunei: altopiano del Golgo: la voragine del Golgo detta Su Sterru Baunei: altopiano del Golgo: l’intero sviluppo della voragine di Golgo

Negli anni la voragine più profonda d’Europa, stata un luogo in cui si sono verificati diversi incidenti e tragedie. Secondo le testimonianze locali, molte persone si sono suicidate saltando dentro la voragine. Per questo, accanto alla voragine di Golgo รจ stata installata una croce di acciaio, in memoria di un giovane che precipit all interno de Su Sterru.

La chiesa di San Pietro in Golgo con il betilo antropomorfo

Baunei-La chiesa di San Pietro in GolgoTornati dalla deviazione per Su Sterru, proseguiamo sulla strada principale ancora in direzione nord per un chilometro ed arriviamo a un bivio, dove svoltiamo a sinistra, e proseguiamo per un centinaio di metri. Qui troviamo sulla destra l’ingresso e la sterrata che, in centoventi metri, ci porta alla chiesa campestre di San Pietro Apostolo del Golgo, distante circa una diecina di chilometri dal paese. Secondo la tradizione, la chiesa sarebbe stata costruita tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento grazie alle offerte dei pastori di Golgo che non volevano perdere gli appuntamenti religiosi più importanti, in base a una leggenda per ringraziare San Pietro per averli liberati dal mostro del Golgo. Da qui l’offerta dei pastori per l’edificazione della chiesa, ma l’attestazione più antica dei festeggiamenti in onore di San Pietro risale per al 1606, e si legge in documenti conservati nell Archivio di Stato di Cagliari relativi alle liti tra Baunei e Urzulei per la giurisdizione sui terreni al confine tra i due paesi.

Secondo una leggenda locale, anticamente nella zona era presente un essere chiamato Su Scultone, da alcuni detto anche Sa Serpente, una sorta di drago malefico che ogni tanto usciva dalla voragine di Golgo pretendendo sacrifici umani. Baunei-La leggenda di Su ScultoneSecondo alcuni si trattava di una grande tarentola mauritanica, ossia di un geco comune, rimasto in letargo sotto terra per dieci anni, secondo altre fonti si trattava di un serpente o di un rettile di grosse dimensioni, altri ancora lo descrivono come un drago con sette teste e con una croce in cristallo sulla fronte che chi riuscirà a prendere avrà fortuna per cinque generazioni. In realtà nessuno l’ha mai visto, sia perché queste specie di mostro si nasconde alla vista, ma anche perché la sua comparsa è assai pericolosa, il suo soffio, infatti, può uccidere, così pure il suo sguardo. Racconta, infatti, una leggenda che, un tempo, l’enorme serpente terrorizzava il paese chiedendo l’offerta di sette fanciulle da divorare. Ma San Pietro si sarebbe mostrato a una giovane, disperata per la sorte che le si prospettava, e le avrebbe detto che la costruzione di una chiesa a lui intitolata avrebbe allontanato definitivamente il serpente e fatto cessare i sacrifici. Secondo un’altra versione della leggenda, il serpente era capace di uccidere chiunque incrociasse il suo sguardo, e terrorizzava le popolazioni locali. Un giorno però, a Baunei arrivò San Pietro, il quale, messo al corrente della situazione, decise di risolvere il problema una volta per tutte, e, dopo aver usato l’accorgimento di guardare il mostro solo tramite un piccolo specchio, lo prende per la coda sbattendolo ripetutamente a terra, e facendo sì che il suolo ceda sotto il suo peso, e quindi il mostro precipita nella fenditura così originatasi e che ancora oggi è visibile. In ogni caso, nello scontro con il malvagio rettile San Pietro ebbe la meglio, e da allora è il Santo più amato dai baunesi, eternamente riconoscenti per essere stati liberati dal mostro del Golgo, ed a lui è stata dedicata la chiesa sul Golgo.

La chiesa è stata realizzata con pietre a vista di medie dimensioni e con la facciata intonacata di bianco, con portone d’ingresso architravato con un asse di ginepro e oculo. Intorno alla chiesa si trovano le cumbessias, ossia le strutture che servivano come ricovero per i pellegrini e i loro animali durante i giorni della Festa dedicata al Santo, che vengono qui chiamate Us Istaulus, dal latino Stabulum, ossia stalla, che formano un recinto, entro il quale si trova la chiesa, ristrutturata internamente negli anni settanta del Novecento. La facciata della chiesa è completata da un timpano e da un campanile a tre vele, con nella luce centrale una piccola campana.

Baunei-Chiesa di San Pietro in Golgo: facciata Baunei-Chiesa di San Pietro in Golgo: facciata Baunei-Chiesa di San Pietro in Golgo: il novenario

L’interno della chiesa è a navata unica, privo di orpelli, ed in esso si conserva una statua del Santo, che verrà portata in processione durante le cerimonie in occasione dei festeggiamenti annuali in onore del Santo.

Baunei-Chiesa di San Pietro in Golgo: interno verso il presbiterio Baunei-Chiesa di San Pietro in Golgo: il presbiterio Baunei-Chiesa di San Pietro in Golgo: l’altare Baunei-Chiesa di San Pietro in Golgo: la statua del Santo

Baunei-Festa di San Pietro in Golgo: la processioneIn bilico fra sacro e profano, la Festa in onore di San Pietro è ormai da secoli uno degli eventi più caratteristici dell’estate in Ogliastra. La festa si tiene in due giorni, nell’ultimo fine settimana di giugno. La festa si apre solitamente alla mattina del sabato, con la celebrazione della messa nella chiesa parrocchiale di Baunei, e poi parte la processione a piedi verso la chiesa di San Pietro a Golgo, spesso accompagnata dal suono inconfondibile delle launeddas e degli organetti tradizionali. Nel pomeriggio del sabato la messa viene celebrata nella chiesa campestre dedicata al Santo. La sera ampio spazio ai riti laici, fra folklore e enogastronomia. L’epilogo della Festa è la domenica, con la messa mattutina nel paese, al termine della quale parte un altra processione verso la chiesa campestre, accompagnata anche dai cavalieri e dal gruppo folk locale, e, giunti alla chiesa sull’altopiano, si celebra una nuova messa, e la processione che si svolge nei pressi della chiesa, con il simulacro del Santo, scintillante nella sua veste dorata, seguito in religioso raccoglimento dai fedeli. Nel tardo pomeriggio la processione si ripete in direzione opposta e, a Baunei, si compie il rito dell’accoglienza, un momento di comunità, unione e accoglienza, dove i sapori autentici della tradizione gastronomica locale si fondono con la devozione religiosa.

Da una quindicina di anni, alle celebrazioni religiose si affianca la Sagra della Carne di Capra di Baunei, ideata da una delle compagnie locali di caccia grossa, che richiama l’antica tradizione di offrire un pezzo di carne ai pellegrini che raggiungevano la chiesa di San Pietro in occasione della festa.

Baunei-Sagra della Carne di Capra Baunei-Sagra della Carne di Capra Baunei-Sagra della Carne di Capra

Nei pressi della piccola chiesa di San Pietro, viene allestito, nel primo pomeriggio, il grande arrosto, con il posizionamento di oltre cento spiedi carne, che a cura degli abili arrostitori, viene preparata per la distribuzione. Si tratta di un piatto insolito, dal gusto molto deciso, poco frequente nella cucina di altre località, che costituisce, invece, un elemento molto importante della cucina locale.

Il betilo antropomorfo del Golgo

Altopiano del Golgo: davanti all’ingresso della chiesa il betilo antropomorfo del GolgoLa chiesa di San Pietro del Golgo è stata edificata su una preesistente area sacra nuragica o prenuragica, come dimostra il betilo al di fuori della cinta muraria ed i due pozzi sacri presenti nei dintorni. Fuori dal recinto che opita la chiesa, è stato collocato negli anni settanta del Novecento il famoso betilo antropomorfo del Golgo, alto un metro e venti centimetri, realizzato in basalto. Si tratta di un reperto unico nel suo genere, in quanto nella parte bassa è ben visibile un bassorilievo che riproduce un volto umano, ed è l’unico in tutta la Sardegna sul quale è scolpito in rilievo un volto umano. Il betilo antropomorfo del Golgo si trovava in un villaggio nuragico, presente nelle vicinanze, da dove è stato portato davanti alla chiesa. Si ritiene che i betili antropomorfi non rappresentassero il simbolo della fertilità, come i menhir isolati, ma fossero statue erette in onore di divinità o in ricordo di guerrieri o eroi defunti. Con il termine betilo gli archeologi si riferiscono a statue in pietra, stilizzate, dell’epoca nuragica, dei quali i più antichi generalmente hanno forma conica e a volte presentano elementi di antropomorfismo.

Altopiano del Golgo: betilo antropomorfo del Golgo Altopiano del Golgo: betilo antropomorfo del Golgo

Poiché nei betili le fattezze umane sono solitamente ottenute mediante incavi circolari, da interpretarsi come occhi aperti, il betilo del Golgo, per il volto in rilievo molto ben definito nei tratti fisionomici, è considerato un reperto tra i più significativi dell’arte nuragica. Gli studiosi presumono che in origine il betilo del Golgo fosse posizionato a fianco di una delle numerose tombe dei giganti, che per quanto disseminate lungo tutto l’altopiano, sono difficilmente individuabili, se non accompagnati da guide esperte, anche perché spesso nascoste dalla fitta vegetazione. Secondo gli esperti di arte funeraria di epoca antica, betili come quello del Golgo venivano posizionati nei pressi delle sepolture collettive con una precisa funzione rituale, e dovevano vigilare sull’incolumità della tomba e sulla pace dei defunti che vi erano seppelliti.

A metà degli anni settanta del Novecento questo singolare betilo attira l’attenzione dell’archeologo Giovanni Lilliu, che viene appositamente a Baunei per studiare linteressante monumentino figurato. I risultati di queste ricerche sono pubblicati nel 1975 nella rivista Studi Sardi, in un articolo intitolato Dal betilo aniconico alla statuaria nuragica, dove l’antropomorfismo del monumentino è cosi descritto: «Il volto, sporgente di cm. 4/5, è di taglio ovale, regolare, un po' allungato al mento, dai lineamenti morbidi ed essenziali; è lungo cm. 19, largo alla fronte cm. 12. Nell’insieme è un volto distaccato, impassibile, in piena frontalità come vuole l’astrazione geometrica e simmetrica: un volto veramente di pietra».

I resti dei due antichi pozzi sacri di San Pietro del Golgo

Passato l’ingresso della sterrata per la chiesa campestre di San Pietro in Golgo, proseguendo lungo la strada che ci ha portati fino a qui e che si dirige verso sud ovest. Dopo qualche centinaio di metri, si trovano i resti di quello che era il Maneggio di San Pietro del Golgo, dove si fa scuola o esercizi di equitazione, con la pista dell’Ippodromo di San Pietro del Golgo. Vicino all’Ippodromo del Golgo sono stati ritrovati anche due antichissimi pozzi sacri edificati a 381 metri di altezza, e divenuti in seguito punti di raccolta delle acque per i pastori della zona. Più a nord, vicino ad un abberevatoio per il bestiame, si trova il pozzo Sa Fossa de Lolossi I che viene utilizzato ancora oggi, e più a sud, a una trentina di metri di distanza, si trova il pozzo Sa Fossa de Lolossi II.

Altopiano del Golgo: abbeveratoio e pozzo sacro a nord Altopiano del Golgo: il pozzo sacro a nord Altopiano del Golgo: il pozzo sacro a sud

In questi pozzi venivano raccolte le acque piovane dell’altopiano, che non è mai stato molto ricco di acqua, e costituivano, per il bestiame dell’altopiano, alcuni dei pochi punti in cui si poteva trovare con certezza l’acqua. I due pozzi sono utilizzati ancora oggi, con accanto ad essi un abbeveratoio.

Dal Golgo ci portiamo verso il mare ed incontriamo resti del nuraghe complesso Orgoduri

Dalla deviazione per Su Sterru, proseguendo sulla strada principale in direzione nord per un chilometro arriviamo al bivio, dove svoltiamo a destra in una deviazione che prosegue lungo una sterrata fino al letto del torrente secco d’estate, da dove parte il sentiero non difficile, ma nell’ultimo tratto abbastanza scosceso, che porta fino alla spiaggia percorrendo la Codula di Sisine. Con il termine Codula si indica uno stretto vallone calcareo contornato da pareti altissime che solitamente sfocia in una piccola Cala sul mare. Percorso a piedi, dopo circa due ore e mezzo porta fino al mare nella splendida Cala di Sisine, che verrà descritta nella prossima pagina del nostro viaggio. Si consiglia di contattare una guida se non si è esperti, ma è comunque percorribile anche in fuoristrada. Presa la strada per la Codula di Sisine, dopo meno di un chilometro troviamo l’indicazione per il nuraghe Orgoduri che troviamo sulla sommità di una collina in posizione dominante a 364 metri di altezza. È un nuraghe complesso costruito in basalto, con un mastio centrale ed almeno tre torri laterali, collegate tra loro da un bastione, che i numerosi crolli rendono però impossibile visitare, e di cui si fatica persino ad intuire la planimetria originale.

Baunei-Resti del nuraghe complesso Orgoduri Baunei-Resti del nuraghe complesso Orgoduri Baunei-Nuraghe complesso Orgoduri: resti del villaggio nuragico

È ben conservato solo un tratto del bastione che collegava le torri laterali, sul quale si apre uno degli ingressi che probabilmente portava ad un cortile interno, ora completamente ostruito dai crolli. Intorno al nuraghe, e sulle pendici della collina, si vedono i resti un grande villaggio nuragico di capanne circolari, alcune delle quali ai piedi della collinetta sono ben conservate.

Dal centro di Baunei verso sud ovest raggiungiamo la chiesa campestre di San Lussorio

Dalla piazza Indipendenza di Baunei prendiamo verso sud la SS125 Orientale Sarda, dopo una cinquantina di metri svoltiamo a destra e prendiamo la via Roma, che ci porta nel rione Scaleddas, nome che individua tutta l’area del versante sud orientale dell’abitato di Baunei. Percorsa per seicentocinquanta metri la via Roma, passato il civico numero 134 arriviamo a un bivio, dove prendiamo verso destra la via Usuonu che esce dal paese, la quale, prima della costruzione della Statale Orientale Sarda, era la principale via di collegamento tra Baunei e i paesi della pianura, e che, fino alla metà dell’Ottocento, più che una strada, era una semplice mulattiera che solo nel 1862 viene resa percorribile dai carri a buoi.

Baunei-La chiesa di San LussorioPercorsi appena trecento metri lungo la via Usuonu, vediamo alla sinistra della strada la fontana e l’antico lavatoio Usuonu, li superiamo e proseguiamo in direzione del piccolo borgo di Ardali, frazione del Comune di Triei. Proseguiamo per poco meno di tre chilometri lungo la strada per Ardali, che è diventata una strada bianca, e troviamo una sterrata sulla sinistra che, in centocinquanta metri, in località Su Pirastru Colcau, ci porta alla piccola chiesa campestre di Santu Lussurgiu ossia di San Lussorio. Costruita nel Seicento, è la chiesa campestre più vicina al centro abitato di Baunei, trovandosi a soli tre chilometri a valle del paese, e si trova al confine con la frazione del piccolo villaggio di Ardali, che era una frazione di Baunei ed è divenuto frazione del Comune di Triei, sulla base della legge regionale del 6 ottobre 1959, promulgata con l’intento di aumentare la produttività agricola di alcuni paesi dell’Isola. La chiesa oggi è caratterizzata da una pianta semplice regolare con il tetto a capanna in stile sardo, la facciata bianca, un piccolo rosone ed il portone d’entrata in legno. In cima il piccolo campanile con croce.

Baunei-La chiesa di San Lussorio Baunei-Chiesa campestre di San Lussorio: facciata

L’interno della chiesa è a navata unica, privo di orpelli, ed in esso viene portata dalla parrocchiale di Baunei una statua del Santo, che verrà condotta in processione durante le cerimonie in occasione dei festeggiamenti annuali in onore del Santo.

Baunei-Chiesa campestre di San Lussorio: interno Baunei-Chiesa campestre di San Lussorio: la statua del Santo

Baunei-La processione per la Festa di San LussorioLa Festa di San Lussorio, che a Baunei veniva chiamata Sa festa de Us Pippìus, ossia la festa dei bambini, perché il giorno dei festeggiamenti tutti i ragazzini del paese raggiungevano la chiesa correndo a rotta di collo lungo la strada sterrata, fino agli anni sessanta del secolo scorso si teneva il 22 di agosto. La tradizione di festeggiare San Lussorio viene, però, abbandonata alla metà degli anni sessanta, dopo che il piccolo borgo di Ardali, fino ad allora frazione Baunei, è passato sotto la giurisdizione di Triei, e con esso anche i terreni intorno alla chiesa campestre. Ripristinata negli anni ottanta del Novecento, seppure spostata alla prima settimana di settembre, oggi la Festa di San Lussorio viene vissuta di nuovo con grande partecipazione della popolazione di Baunei. Il sabato precedente la festa il simulacro del Santo guerriero viene portato in processione da Baunei alla chiesa campestre, percorrendo la strada di campagna di Usuonu. La domenica mattina una suggestiva processione si tiene intorno alla chiesa di San Lussorio. I festeggiamenti si concludono la sera, con il rientro in paese del simulacro del Santo.

Dal centro di Baunei verso sud raggiungiamo la frazione montana Osulai

Baunei-Veduta dalla frazione OsulaiDal centro di Baunei prendiamo verso sud la SS125 Orientale Sarda, dal Cimitero di Baunei percorriamo sei chilometri e seicento metri, poi usciamo a sinistra prendendo la deviazione che ci porta all’interno della frazione Osulai (altezza metri 75, distanza in linea d’aria circa 4.70 chilometri sul livello del mare, abitanti circa 93), una piccola frazione Baunei. La frazione si affaccia sulla vallata, nella quale si possono vedere Tortolì, Girasole e qualche scorcio di Arbatax fino alla laguna ed al mare. È un bellissimo piccolo abitato con un paesaggio che ripaga pienamente dallo strazio delle curve in salita sulla SS125 Orientale Sarda. Si tratta dell’unica frazione montana di Baunei, mentre la frazione marina è Santa Maria Navarrese che vedremo nella prossima pagina.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, dopo una descrizione della sua frazione marittima Santa Maria Navarrese, descriveremo un viaggio che ci porterà a doppiare il Capo di Monte Santo ed andare a visitare la costiera del Supramonte di Baunei nella riserva di protezione della Foca Monaca dove visiteremo Cala Goloritzè con il pinnacolo naturale detto l’Aguglia, Cala Mariolu, Cala Biriola, Cala Sisine fino a Cala Luna. Località queste che si possono raggiungere da sud partendo da Santa Maria Navarrese, anche se vengono solitamente raggiunte da nord, da Cala Gonone, la frazione marittima di Dorgali, alla quale sono molto più vicine.


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