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Lotzorai con il Castello di Medusa ed il suo centro e la sua costiera con la spiaggia del Lido delle Rose e di Tancau

In questa tappa del nostro viaggio, riprenderemo la SS125 Orientale Sarda da Tortolì e risaliremo la costa dell’Ogliastra fermandoci a Lotzorai che visiteremo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trova la sua costiera con le spiagge del Lido delle Rose e di Tancau.

La Regione storica dell’Ogliastra

L’OgliastraL’Ogliastra è una Regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla Provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della Regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una Regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.

In viaggio verso Lotzorai

Dal centro di Tortolì prendiamo verso ovest il viale Virgilio Pirastu che, in settecento metri, ci porta alla rampa di accesso alla SS125 Orientale Sarda, che prendiamo verso nord, e che, in circa cinque chilometri, ci porterà all’interno del paese chiamato Lotzorai.

Il Castello di Medusa chiamato prima dell’Ottocento come Castello dell’Ogliastra

Passato il cartello che indica il chilometro 144, subito prima del viadotto sopra il Rio Girasole, superiamo questo viadotto e troviamo, alla sinistra della strada statale, una strada bianca, alla destra della quale un sentiero porta su una piccola collina di roccia granitica, alta circa una cinquantina di metri. Si presume che, in epoca nuragica e poi fenicia, l’altura fosse un luogo di culto, e dal quinto al secondo secolo avanti Cristo è stata una fortezza punica. Diviene poi presidio militare romano a difesa del Sulpicius Portus, e continua ad esserlo anche nel periodo bizantino e giudicale, a difesa delle incursioni barbaresche dal mare. Sull’altura si trovano, sommersi dalla vegetazione, i pochi resti del Castello di Medusa nome che si riferisce a Medusa, che secondo una leggenza sarebbe stata regina del Regno di Sardegna dal 153, la quale, dopo aver sedotto il dio del Mare Poseidone in uno dei templi dedicati a Minerva, per vendetta viene trasformata da questa dea in una gorgone dai capelli di serpente, poi uccisa da Perseo. Il castello assume questo nome solo nell’Ottocento, dato che nell’alto Medioevo questa fortificazione si chiamava Ogliastri Castrum, ossia Castello dell’Ogliastra.

Per quanto riguarda la sua storia, iniziamo quando intorno all’anno Mille è stato costruito dai giudici di Cagliari sulla sommità del colle, sopra le fondamenta esistenti, un vero e proprio Castello, che viene però subito distrutto dai Saraceni. Viene quindi ricostruito nel 1052, con le mura perimetrali, che costituivano la parte difensiva del Castello, adattate alla morfologia della roccia, sviluppandosi planetricamente in una costruzione pentagonale irregolare. Trovandosi al confine tra la pianura e le circostanti montagne e pressoché sulla riva del mare, ha sempre costituito un caposaldo di primaria importanza, utilizzato anche a protezione della costa dagli assalti dei pirati. Per un periodo imprecisato diviene di proprietà della famiglia pisana dei Sismondi, diventati giudici di Ogliastra, per essere nuovamente distrutto in epoca imprecisata. Nel 1257 Giovanni Visconti, penultimo giudice di Gallura, s’impadronisce del Giudicato d’Ogliastra, ed il Castello viene nuovamente ricostruito. Passa, quindi nel 1258 ai Genovesi, e nel 1308 nuovamente ai Pisani. Nel 1324, all’epoca della conquista aragonese della Sardegna, il Castello viene assediato dal marchese Francesco Carroz, inviato in Sardegna dall’infante Alfonso d’Aragona, durante la conquista della Sardegna, per consolidare il controllo sul territorio. Lotzorai-Riproduzione della carta <em>Sardinia Insulla</em> di Sigsmondo Arquer del 1550 pubblicata in italiano nel 1558Tutta la Regione e il Castello passano sotto il controllo del Giudicato di Arborea agli inizi del 1366 e rimangono in mano alle truppe giudicali almeno fino al giugno del 1409, quando vengono riconquistate per gli Aragonesi dal generale Berengario Carroz di Quirra. Nella carta Sardinia Insulla di Sigsmondo Arquer del 1550, pubblicata in italiano nel 1558, è possibile osservare il prospetto del Castello, e, dalle dimensioni di questa rappresentazione, è possibile immaginare come doveva essere la fortificazione in epoca medioevale, quando presentava due torri angolari a pianta rettangolare ed un alto mastio conico centrale. Il Castello doveva essere comunque ancora in buone condizioni nel 1557 quando Guglielmo Raimondo Carròs conte di Quirra, lo donò al figlio Ludovico, riservandosene però l’usufrutto. Dopo il periodo aragonese, la fortificazione ha perso progressivamente importanza strategica, soprattutto con il mutare delle tecniche militari e la riduzione delle incursioni barbaresche. Gi in et moderna il castello era in rovina e non più utilizzato, ed oggi purtroppo il Castello è solo un rudere, quasi coperto e nascosto dalla vegetazione. Si conservano i ruderi di un torrione in forma di pentagono irregolare, che incorpora gran parte della roccia creando passaggi naturali ed artificiali, ed, attorno alla torre, si trova la cortina delle mura.

Lotzorai-Resti del Castello di Medusa Lotzorai-Resti del Castello di Medusa Lotzorai-Resti del Castello di Medusa

Tra le molte leggende relative a questo Castello, si narra che vi abbia soggiornato la principessa di Navarra, che ne sarebbe stata per alcuni la vera proprietaria, e che vi sia un passaggio sotterraneo che attraversa il paese e raggiunge il fiume, per permettere la fuga immediata in caso di pericolo. Un altro Castello con il medesimo nome è presente nel Comune oristanese di Samugheo.

Arrivo all’interno dell’abitato

Provenendo da sud lungo la SS125 Orientale Sarda, dopo aver superato il viadotto sopra il Rio Girasole, troviamo il cartello segnaletico che indica l’ingresso nell’abitato di Lotzorai. Dal Municipio di Tortolì a quello di Lotzorai si sono percorsi 6.2 chilometri.

Il Comune chiamato Lotzorai

Lotzorai-Il panorama dell’abitatoLotzorai-Stemma del ComuneIl Comune chiamato Lotzorai (pronuncia: Lotzorài, altezza metri 11 sul livello del mare, abitanti 2.093 al 31 dicembre 2021) è un centro agricolo e turistico balneare situato sulla costa nella parte sud orientale della Provincia, fra il fiume Pramaera e il Rio Girasole, al centro di una pianura molto fertile. Alle spalle dell’abitato di Lotzorai si sviluppa il grande massiccio montano del Gennargentu, che contribuisce a creare un ambiente suggestivo. L’abitato è servito dalla SS125 Orientale Sarda, il cui tracciato ne attraversa il territorio. Il territorio comunale, comprensivo dell area speciale dell’isolotto dell Ogliastra, ha un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate, che vanno dal livello del mare fino ad un massimo di 253 metri di altezza.

Questo paese fa parte dell’Associazione nazionale Città del Vino

Questo paese fa parte dell’Associazione delle Città del VinoQuesto paese fa parte della Associazione nazionale Città del Vino, il cui obiettivo è quello di aiutare i Comuni a sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomici, tutte quelle attività e quei progetti che permettono una migliore qualità della vita, uno sviluppo sostenibile, più opportunità di lavoro. Le Città del Vino in Sardegna sono ad oggi Alghero, Ardauli, Arzachena, Atzara, Badesi, Benetutti, Berchidda, Bonnanaro, Bono, Bosa, Calangianus, Dolianova, Donori, Dorgali, Galtellì, Jerzu, Loceri, Lotzorai, Luogosanto, Luras, Meana Sardo, Modolo, Monti, Neoneli, Olbia, Oliena, Riola Sardo, Samugheo, San Nicolò di Arcidano, Sant’Antioco, Selargius, Sennori, Serdiana, Sorgono, Sorso, Tempio Pausania, Terralba, Tissi, Uri, Urzulei, Usini.

Origine del nome

Il nome Lotzorai è di origine protosarda e potrebbe significare Luogo dei mandorli in fiore, dato che la radice Lot e la terminazione Ai sono di origine nuragica.  Pertanto il suo nome probabilmente porta in sé il ricordo della particolare presenza, in origine, della citata pianta nel sito in cui è sorto il villaggio. Nella lingua sarda la grafia Tz viene pronunciata come affricata alveolare sorda, che è simile alla pronuncia delle parole stazione, pazzo nella lingua italiana.

La sua economia

Si tratta di un comune collinare che, accanto alle tradizionali attività rurali, affianca un discreto sviluppo industriale. L agricoltura riveste tuttora un ruolo importante nell economia locale, dato che si producono cereali, frumento, ortaggi, foraggi, olive, agrumi, uva e altra frutta; e che si pratica anche l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. Lotzorai-Il piatti tipici della tradizione localeL industria è costituita da piccole aziende che operano nei comparti estrattivo, alimentare, delle calzature, dei laterizi, metallurgico, della fabbricazione di mobili ed edile. Il terziario non assume dimensioni rilevanti. Il paese chiamato Lotzorai è meta di un significativo flusso turistico, dato che la sua favorevole posizione geografica, a ridosso della bellissima costa orientale dell Isola, costituisce una forte attrazione per numerosi visitatori. Di particolare bellezza sono la spiaggia di Santa Maria Navarrese, circondata dagli omonimi olivastri, che fanno parte dello splendido parco nazionale del Golfo di Orosei, e l’isolotto dell’Ogliastra che emerge maestoso dal mare. Altro motivo di richiamo è la gastronomia locale, che vanta squisiti piatti tipici, quali i formaggi, i culurgiones ogliastrini, ed il pane tipico di Lotzorai. L apparato ricettivo offre possibilità sia di ristorazione che di soggiorno.

Brevi cenni storici

Il territorio intorno a Lotzorai è abitato dall’uomo sin dal periodo prenuragico e nuragico. È stato sede, dal sesto secolo avanti Cristo, di un insediamento prima fenicio come testimonia la costruzione di un tempio sulla collina dove oggi sorge il Castello Medusa, poi punico e successivamente romano. Il nome Lotzorai appare ufficialmente per la prima volta nel 1117 nel Santissimi Praesulis Georgici Suellensis, dove si racconta di un contadino di nome Lozoranus il quale sarebbe stato risuscitato dal Santo che avrebbe dato il nome al paese. Alcune testimonianze dicono che il primo villaggio vero e proprio è stato Ogliastro, oggi Donigala, dove la popolazione, per scappare dalle invasioni che provenivano dal mare e dalle difficoltà di un territorio molto paludoso, hanno dato vita a nuovi insediamenti, e soprattutto la parte più alta del paese, oggi Cuccureddu. Nel Medioevo fa parte del Giudicato di Càralis, nella curatoria dell’Ogliastra, e viene compresa nella diocesi di Suelli, che ordina la costruzione della chiesa di Donigala, che verrà abbattuta nel 1950 perché pericolante. Dal 1258, data la sua importante posizione strategica, entra nelle mire dei Pisani, e quindi i Visconti, dopo averla conquistata, vi fanno innalzare l’imponente Castello dell’Ogliastra, che assumerà nell’Ottocento il nome di Castello di Medusa. Dal 1307 Lotzorai viene direttamente amministrata dal Comune di Pisa, ed, in questo periodo, Lotzorai viene chiamata con il nome Villa Loçorai de Planitio, chiamando probabilmente Planitio quello che oggi viene identificato come Donigala. Il susseguirsi di imposte onorose accompagna il lento ma progressivo decadere del potere di Pisa in Ogliastra, fino all’elezione nel 1323, da parte degli Anziani del Comune di Pisa, dell’ultimo Giudice di fatto e castellano del Castello di Lotzorai e del Giudicato d’Ogliastra, Piero Fini de Perlascio. Successivamente, quando gli Aragonesi nel 1323 attuano la loro spedizione in Sardegna per la conquista dell’Isola, l’Ammiraglio Carroz conquista l’Ogliastra e il Castello di Lotzorai è tra le prime fortezze a cadere in mano dei Catalano Aragonesi. Le prime attestazioni documentate relative a Lotzorai risalgono al 1341, quando viene citata nelle forme Lostoray, Losoray e Delosoray. Il borgo viene, poi, annesso nel 1363 alla Contea di Quirra, feudo dei Carroz, istituita in quell’anno dal Re d’Aragona Pietro IV il Cerimonioso. Lotzorai-Antica struttura dell’abitatoNel 1603 la Contea viene trasformata in Marchesato, feudo prima dei Centelles e poi degli Osorio de la Cueva, ai quali viene riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale voluta da Carlo Alberto di Savoia. Fino ai primi del Novecento, quella che oggi è un’unico paese, era composto da due centri abitati sviluppati su due colline, ossia sulla collina di Lotzorai, dove si trova la chiesa di Sant’Elena, e sulla collina di Donigala, dove si trova la chiesa di Santa Barbara. Del Comune di Lotzorai nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, alla neonata Provincia di Nuoro. Il Comune di Lotzorai nel 1928 viene aggregato al Comune di Tortolì, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Del Comune di Lotzorai nel 2001, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell’Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro. Successivamente, nel 2025, torna nella ripristinata Provincia di Ogliastra.

Le principali feste e sagre che si svolgono a Lotzorai

A Lotzorai sono attivi il Gruppo Folk della Associazione Culturale Tradizioni Popolari di Lotzorai ed il Gruppo Folk Sant’Elena di Lotzorai, i cui componenti si esibiscono nelle principali feste e sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Lotzorai-Sfilata del Gruppo Folk della 'Associazione Culturale Tradizioni Popolari' di Lotzorai Lotzorai-Il 'Gruppo Folk Sant’Elena' di Lotzorai

Tra le principali principali feste e sagre che si svolgono a Lotzorai si segnalano, il 24 gennio il falò chiamato Su Fogaroni, seguito il giorno successivo dalla Festa di San Sebastiano Martire; a febbraio, il Carnevale di Lotzorai, con la sfilata dei carri e dei costumi tradizionale;  l’ultima domenica di maggio, la Sagra di San Sebastiano; la prima domenica di luglio, la Festa di San Tommaso, riscoperta da qualche anno, che si svolge presso la chiesa campestre omonima; a fine luglio, la manifestazione Bestiris in Festa, un rinomato evento estivo dedicato alla valorizzazione del costume tradizionale sardo e della cultura locale, che prevede sfilate di abiti tradizionali, balli folcloristici, musica e sagre enogastronomiche, tra cui la pecora al sugo e i culurgiones, celebrando le tradizioni ogliastrine; sempre a fine luglio, la Festa della Madonna Regina Pacis, con la processione di barche all’isolotto dell’Ogliastra; la prima domenica di agosto, la Festa di San Cristoforo, protettore degli automobilisti, che si svolge nella piazza Comunale, con relativa benedizione delle automobili; la domenica successiva al ferragosto, la Festa di Santa Maria di Donigala, che si svolge nella chiesa di Santa Barbara, nel rione di Donigala; l’ultima domenica di agosto, si festeggia la Patrona, nella Festa di Sant’Elena Imperatrice, che si svolgeva tradizionalmente nella piazza della chiesa parrocchiale omonima, ma da qualche anno si festeggia nella piazza Comunale.

Lotzorai-Locandina della Festa di San Sebastiano Martire Lotzorai-Locandina del Carnevale di Lotzorai Lotzorai-Locandina della Festa di San Tommaso Apostolo Lotzorai-Locandina della manifestazione Bestiris in Festa Lotzorai-Locandina della Festa di Santa Maria di Donigala Lotzorai-Locandina della Festa patronale di Sant Elena Imperatrice

La sagra di San Sebastiano

Lotzorai-La processione per la Sagra di San SebastianoL’ultima domenica di maggio, si svolge la Sagra di San Sebastiano, che inizia in mattinata con la manifestazione Pittori, Scultori e Artigiani presso le Cortiggias del paese, a mezzogiorno viene aperto il percorso enogastronomico con i piatti tipici della tradizione, a fine pomeriggio inizia la Festa in onore del Santo con la messa presso la chiesa di Santa Barbara nella frazione Donigala, segue la Processione dei Bois Mudaus, animata dalla sfilata di carri di buoi inghirlandati di fiori, con la partecipazione dei cavalieri e dei gruppi folk, che si conclude presso la chiesa parrocchiale di Sant’Elena. Segue Su Cumbidu, ossia il rinfresco offerto dal Comitato, e poi spettacoli ed intrattenimento musicale presso piazza della Repubblica. Per tutta la durata dell evento viene allestita nel centro storico del paese una mostra etnografica con esposizione del costume lotzoraese e simulazione delle attività agricole delle antiche case rurali.

Entriamo nell’abitato di Lotzorai

L’abitato, interessato da forte espansione edilizia, sorge fra il fiume Pramaera a nord ed il Rio Girasole a sud, come in un immenso anfiteatro, ed il suo andamento altimetrico è quello tipico delle località collinari. Fino ai primi del Novecento, quella che oggi è un’unico paese, era composto da due centri abitati sviluppati su due colline, ossia sulla collina di Lotzorai, dove si trova la chiesa di Sant’Elena, e sulla collina di Donigala, dove si trova la chiesa di Santa Barbara. Il miglioramento delle condizioni economiche e la costruzione delle nuove strade favorisce la crescita demografica e materiale del paese. Dagli anni ottanta del Novecento fino ai giorni nostri continua l’espansione del centro abitato, che ha portato all’unione dei due nuclei urbani, collegati tra loro da un unico asse viario, ed oggi Donigala costituisce un rione di Lotzorai.

La piazza della Repubblica

Arrivando da sud con la SS125 Orientale Sarda, entriamo con la strada statale che all’interno dell’abitato assume il nome di via Roma. Percorsi seicentocinquanta metri verso nord est lungo la via Roma, svoltiamo a destra e prendiamo la via Nuoro, che si dirige verso est, e dalla quale, dopo un centinaio di metri, parte alla sinistra, ossia verso nord, la via della Repubblica, che, dopo un altro centinaio di metri svolta a destra, divenendo parallela alla via Nuoro. Tra la via Nuoro e la via della Repubblica, si apre la grande piazza della Repubblica nella quale si trovano una fontana e diverse fontanelle, giochi per i bambini. A Lotzorai l’amministrazione ha continuato a investire su crescita, inclusione e benessere dei bambini e ragazzi.

Lotzorai-Piazza della Repubblica: giochi per i bambini Lotzorai-Piazza della Repubblica: campo da basket Lotzorai-Piazza della Repubblica: campo da pallavolo Lotzorai-Piazza della Repubblica: attrezzi di fitness all’aperto

Sono stati installati giochi, attrezzature sportive e arredo urbano, e nella piazza della Repubblica i ragazzi possono cimentarsi con un canestro da basket ed un campo da pallavolo, oltre ad attrezzi per il fitness all’aperto. Impianti, questi ultimi, che possono essere facilmente smontati in caso di necessit di spazi per eventi e manifestazioni.

Il Municipio di Lotzorai

Proseguendo lungo la via Nuoro, a centocinquanta metri da dove la avevamo imboccata alla sua sinistra si vede il lato posteriore del Municipio di Lotzorai, la cui facciata si trova sulla piazza della Repubblica, al civico numero 5 di questa piazza. Si tratta dell’edificio nel quale si trovano la sede Comunale ed i suoi i uffici, che forniscono i loro servizi ai cittadini di Lotzorai.

Lotzorai-Nella piazza della Repubblica si trova l’edificio che ospita il Municipio Lotzorai-L’edificio che ospita il Municipio di Lotzorai

Si tratta degli uffici del Servizio Affari Generali, che comprende la Segreteria Generale, i Servizi Demografici, l’Ufficio Protocollo, l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, ed il Commercio; gli uffici del Servizio Economico Finanziario, che comprende i Servizi Finanziari, il Personale, le Entrate Tributarie, e l’Economato; gli uffici del Servizio Tecnico e Vigilanza, che comprende Pianificazione Urbanistica, Edilizia Privata, Lavori Pubblici, Reti ed Impianti Tecnologici, lo Sportello Unico per le Attivit Produttive, e la Polizia Locale; gli uffici del Servizio Socio Culturale, che comprende i Servizi Sociali, le Politiche Educative e Giovanili, la Biblioteca, e la Cultura e Musei.

La Scuola Media Dottor Antonio Scorcu

Lotzorai-La piazza Emanuela Loi con il retro della Scuola MediaPassato il lato posteriore del Municipio, proseguendo lungo la via Nuoro dopo altri centocinquanta metri questa strada sbocca sulla via Olimpia, in corrispondenza di uno slargo chiamato piazza Emanuela Loi, intestata all’agente della scorta del magistrato Paolo Borsellino, morta nella strage di via D'Amelio. Lotzorai-Posizionamento del busto in memoria di Antonio Corciu nel 1983Su questo slargo si vede il lato posteriore della Scuola Media Dottor Antonio Scorcu, con i suoi impianti sportivi, intestata all’importante medico condotto che svolse la sua professione a Tortolì ed a Lotzorai tra il 1933 e il 1963, da tutti ricordato come il medico dei poveri, un uomo di grande umanità prodigatosi nel terribile periodo della malaria, che visitava i pazienti che non potevano recarsi in ambulatorio, andando da loro in bicicletta, anche se erano distanti anche parecchi chilometri. Nel settembre del 1983 a Lotzorai è stato posizionato un busto in memoria del medico condotto Antonio Scorcu, amatissimo dalla comunit ogliastrina. L’ opera era stata collocata, durante una commovente cerimonia, davanti ai locali dell’ambulatorio comunale, dove il medico aveva svolto la sua missione, ma in seguito è stata rimossa dalla sua sede originale e non conosciamo la sua attuale posizione.

Il Campo da Tennis

Riprendiamo il nostro viaggio dalla via Repubblica, la seguiamo dove compie la sua curva a destra fiancheggiando la piazza della Repubblica, dopo centocinquanta metri arriviamo a un bivio dove parte a destra la via Olimpia, mentre la prosecuzione della via Repubblica è la via Alessandro Manzoni. Seguita la via Alessandro Manzoni per duecento metri, arrivati in località Is Fossus, dopo aver passato alla destra della strada un campo giochi per i bambini, si vede il Campo da Tennis di Lotzorai, un campo non dotato di tribune per gli spettatori.

Lotzorai-Campo da Tennis: ingresso Lotzorai-Campo da Tennis: interno

L’ impianto è all’aperto, senza tribune, e costituisce una delle strutture sportive del paese. Il comune ha recentemente ottenuto finanziamenti per la riqualificazione degli impianti sportivi, incluso quello nella zona.

Il centro polisportivo Acqua&Sport

Sul lato orientale della piazza della Repubblica si trova la via Olimpia, che è partita dalla via della Repubblica e si dirige verso sud est. Da dove dalla via della Repubblica abbiamo preso la via Olimpia, la seguiamo per centotrenta metri, e vediamo alla destra della strada, al civico numero 7 della via Olimpia, l’ingresso del centro Polisportivo Acqua&Sport.

LotzoraiCentro polisportivo Acqua&Sport: esterno Lotzorai-Centro polisportivo Acqua&Sport: la piscina Lotzorai-Centro polisportivo Acqua&Sport: la palestra

Acqua&Sport è il centro polisportivo dedicato al benessere di tutta la famiglia, e dispone di una piscina privata al servizio dei cittadini di Lotzorai nella quale è possibile praticare tutti gli stili di nuoto, oltre che di una palestra nella quale operare pilates e pesi. Ogni corso è guidato da uno staff di istruttori qualificati e sempre disponibili. La piscina e la palestra non dispongono di tribune per gli spettatori.

Il Campo Sportivo Comunale

Proseguendo lungo la via Olimpia, dopo altri centotrenta metri questa strada sbocca sulla via Sardegna. Sulla via Sardegna, di fronte a dove sbocca la via Olimpia, si trova l’ingresso del Campo Sportivo Comunale di via Sardegna, con un Campo da Calcio con fondo in erba naturale, nel quale effettuare incontri di calcio di Serie D e altri livelli, dotato di tribune in grado di ospitare un centinaio di spettatori.

Lotzorai-Campo Comunale: ingresso Lotzorai-Campo Comunale: Campo da Calcio

A Lotzorai è attiva la squadra di calcio Atletico Lotzorai, partecipante al campionato di calcio di Seconda Categoria Girone D in Sardegna.

La Palestra Comunale

Dalla via Olimpia, presa a sinistra la via Sardegna, dopo una trentina di metri si vede, alla destra della strada, l’ingresso della Palestra Comunale di via Sardegna, nella quale effettuare incontri di pallacanestro e pallavolo, dotata anch’essa di tribune in grado di ospitare un centinaio di spettatori.

Lotzorai-Palestra Comunale: ingresso Lotzorai-Palestra Comunale: esterno Lotzorai-Palestra Comunale: interno

Il Campo da Golf di Lotzorai

Dove dalla via Roma avevamo svoltato a destra e presa la via Nuoro, svoltiamo subito più avanti a sinistra e prendiamo la via Milano, che uscirà dall’abitato in direzione ovest come SP56 e porterà verso Urzulei e Talana. Percorsi cinquecentocinquanta metri lungo la via Milano, prendiamo a destra la via Camillo Benso di Cavour, la seguiamo per centocinquanta metri, poi svoltiamo a sinistra nella via Talaciu. Dopo centocinquanta metri, alla sinistra della via Talasciu, si trova il Campo da Golf di Lotzorai, inserito nel complesso denominato Mini Country Golf, nel quale si praticano le descipline golf e minigolf. Si tratta di una struttura che non è dotata di tribune per gli spettatori.

Lotzorai-Mini Country Golf Lotzorai-Mini Country Golf: Campo da Golf

Il Cimitero Comunale di Lotzorai

Lotzorai-Cimitero di Lotzorai: ingresso del cimiteroProseguiamo lungo la via Milano per un altro centinaio di metri, e vediamo, alla destra della strada, il muro di cinta e l’ingresso del nuovo Cimitero Comunale di Lotzorai. L’ impianto del cimitero risalente all’inizio del ventesimo secolo, di pianta pressoché quadrata di una quarantina di metro per lato, presenta un recinto continuo con unico accesso dal piazzale. L’edificio di ingresso, ad un piano fuori terra, ha forma rettangolare, la facciata in conci di pietra regolari è tripartita con corpo centrale leggermente arretrato ed un alto arco che inquadra l’ingresso. Una sottile cornice segue il prospetto a capanna. I due corpi laterali sono adibiti a funzioni cimiteriali. Le strutture verticali sono in muratura portante, la copertura è a falde inclinate con manto di tegole in laterizio. Una nuova area cimiteriale è disposta a ridosso del lato nord. Lotzorai-Cimitero di Lotzorai: la cappella cimiterialeIn questo Cimitero nel 2008 è stato portato a termine un lavoro di sistemazione dell’ingresso con i lavori che che hanno riguardato l’atrio, che ha assunto un aspetto diverso rispetto al passato con la realizzazione di una copertura in legno, ed anche una serie di capriate che, oltre a proteggere dalla pioggia e dal sole, danno una nuova e meno austera immagine del luogo di raccoglimento. La cappella cimiteriale, posta in asse con l’edificio di ingresso, risale ai primi anni del Novecento. Si tratta di un edificio di forma quadrata di circa sei metri di lato, che presenta un’unica navata. La struttura portante è in muratura di blocchi di granito regolari lasciati a vista. Le aperture sono rettangolari con sopraluce ad arco. Il prospetto principale ricalca in scala minore quello dell’edificio di ingresso. Orizzontalmente non vi sono partizioni, la copertura è a due falde con manto di tegole in laterizio.

Entriamo nel quartiere Cuccureddu nel quale si trova il centro storico di Lotzorai

La via Roma, subito dopo aver trovato sulla sinistra la via Milano, prosegue e ci porta all’interno del centro storico di Lotzorai, che si trova sulla collina che costituisce la parte più alta del paese, ed è il quartiere chiamato Cuccureddu un rione di Lotzorai nel quale è presente un antico borgo di origine medioevale. Il nucleo della sua prima formazione risale al Medioevo, quando quella che allora era chiamata Lo orai de Planitio era abitata dai vassalli del Comune di Pisa. Nel centro storico si trovava l’antica chiesa di Sant’Elena Imperatrice, e si trova oggi quella nuova che è la chiesa parrocchiale di Lotzorai.

In piazza IV Novembre si trova il Monumento ai Caduti

Lotzorai-Il Monumento ai CadutiProseguiamo lungo la via Roma entrando nel centro storico e, dopo settecento metri dal cartello segnaletico che aveva indicato l’ingresso nell’abitato, arriviamo a incrociare a sinistra la via Sardegna che si dirige verso sud est, ed a destra la via Vittorio Emanuele che va verso nord ovest. All’incrocio tra la via Roma e la via Vittorio Emanuele, si trova la piazza IV Novembre, al centro della quale si trova il Monumento ai Caduti della prima e seconda guerra mondiale, edificato tra il 1980 ed il 1990. Su un muretto di pietra si sviluppa a semicerchio, con altezza crescente, e due lapidi in granito recano i nomi dei caduti della prima e della seconda guerra mondiale. Davanti, su una roccia, è collocata una statua in bronzo raffigurante una donna che, col capo coperto da un fazzoletto, leva le braccia al cielo in una sorta di lamento, e, sotto di lei, si trovano una divisa e un elmetto, anche essi eseguiti in bronzo.

Il Museo Etno Antropologico denominato Sa Domu de Donna Nassia

Lotzorai-Museo Etno Antropologico Sa domu de donna Nassia: ingresso dalla via Vincenzo GiobertiDalla piazza IV Novembre, procediamo in direzione nord ovest sulla via Vittorio Emanuele, dopo una cinquantina di metri svoltiamo a sinistra e prendiamo la via Camillo Benso conte di Cavour, la seguiamo per una sessantina di metri, poi prendiamo a destra la via Franceso Crispi, dalla quale parte a destra la via Vincenzo Gioberti. Ad angolo tra queste due strade, con ingresso al civico numero 1 della via Vincenzo Gioberti, si trova l’ingresso del Museo Etno Antropologico denominato Sa Domu de Donna Nassia. Si tratta di una casa museo che rappresenta la tipica casa padronale lotzoraese. Disposta in posizione trasversale su un lotto poligonale, si sviluppa su due livelli con altezza complessiva di circa sei metri. Dall’ingresso sulla via Vincenzo Gioberti si accede al cortile anteriore sul quale si affaccia il loggiato. Costituito da robusti pilastri in pietrame, intonacati e tinteggiati, che sorreggono la copertura aggettante ad una falda. I prospetti del fabbricato presentano piccole aperture squadrate con infissi in legno. I pavimenti sono in terra battuta al piano terra e in mattoni al primo piano. La scala di collegamento tra i due livelli è interna con gradini in blocchi di granito. Le coperture con struttura in legno e cannicciato sono rivestite con manto di tegole tipo coppo. Le murature, in pietra locale sono intonacate e tinteggiate.

Lotzorai-Museo Etno Antropologico Sa domu de donna Nassia: esterno Lotzorai-Museo Etno Antropologico Sa domu de donna Nassia: interno Lotzorai-Museo Etno Antropologico Sa domu de donna Nassia: interno

Costruita nel Seicento interamente nella roccia, in essa sono stati ricostruiti fedelmente gli ambienti dell’epoca che va dal Settecento al Novecento, con oggetti autentici dell’epoca. Il Museo si compone di nove ambienti, dei quali cinque sono aperti al pubblico. Si tratta della cucina, delle camere da letto, della mansarda nella quale si conservavano le provviste, della stanza del pane, del loggiato dove si svolgeva gran parte della vita Comune e dei lavori femminili, e della Cantina. La collezione esposta comprende costumi tipici, biancheria tessuta a mano e ricamata, arredi, utensili da cucina, attrezzi agricoli.

Il murale sulla facciata della Pro Loco

Lotzorai-Sulla facciata della Pro Loco il murale che rappresenta figure maschili e femminili con vedute di chiese e paesaggiProseguendo lungo la via Roma, dopo una trentina di metri si arriva a un incrocio, dove a destra prosegue la via Roma, dritti si prende la via 21 Febbraio, mentre a sinistra si trova la via IV Novembre. Subito dopo aver passato l’incrocio, alla sinistra della via Roma, al civico numero 77, si trova l’edificio che ospita l’associazione turistica Pro Loco di Lotzorai. Sul prospetto principale di questo edificio è presente un murale che rappresenta figure maschili e femminili con vedute di chiese e paesaggi, realizzato nel 2013 da Santo Cavagnoli, che si firma Tino Cavagnoli, l’artista nato nel 1954 a Soresina. L’ opera rappresenta in primo piano tre donne in costume tradizionale sardo a mezza figura e, in un piano più arretrato, sulla destra, un gruppo di uomini e donne alternati sullo sfondo di un paesaggio dal cielo arancione, sul quale sono sovrapposte quattro cartoline raffiguranti paesaggi e vedute di chiese del territorio di Lotzorai.

La chiesa parrocchiale di Sant’Elena Imperatrice

Proseguendo lungo la via Roma, dopo una trentina di metri si arriva a un incrocio, dove a destra prosegue la via Roma, dritti si prende la via 21 Febbraio, mentre a sinistra si trova la via IV Novembre. Proprio di fronte, alla sinistra della via 21 Febbraio, si prende la scalinata che porta su una caratteristica piazza rialzata, chiamata la piazza della chiesa, sulla quale si trova la chiesa di Sant’Elena Imperatrice che è la parrocchiale del paese. La chiesa risale nel suo primo impianto all’inizio dell’Ottocento, e, nel suo impianto attuale, al terzo decennio dell’Ottocento. Sorge in un terreno sul quale si trovavano le rovine dell’antica chiesa di San Quirico. Nel 1799 viene acquistato il terreno per la costruzione della nuova parrocchia, ma, a causa della mancanza di fondi, i lavori iniziano soltanto nel 1821. Il disegno originale prevedeva che fosse costruita interamente in pietra, a una sola navata, ma nel 1823 vengono abbandonati i lavori, che riprendono nel 1841. La chiesa viene definitivamente ultimata alla fine del quarto decennio dell’Ottocento.

La facciata esterna in intonaco giallo, presenta nella parte superiore una cornice aggettante bianca, sovrastata da un timpano curvilineo ornato da cornice in cui è collocata una finestra rettangolare. Nella parte inferiore si trova il portale ligneo, con lunetta vetrata, inserito in una bianca cornice aggettante. Le pareti laterali dell’edificio sono invece realizzate in pietra. Sul lato destro della chiesa si innalza l’alto campanile a canna quadrata, ornato da due semplici cornici, ed alleggerito nella cella campanaria da quattro monofore ogivali con campane, sovrastate dai quadranti dell’orologio. La cella campanaria è conclusa da una piccola cupoletta con croce. Davanti alla chiesa è inoltre possibile osservare, su un alto piedistallo, una bella statua di Cristo.

Lotzorai-Chiesa parrocchiale di Sant’Elena Lotzorai-Chiesa parrocchiale di Sant’Elena: facciata Lotzorai-Chiesa parrocchiale di Sant’Elena: statua di Cristo davanti alla chiesa

L’edificio è caratterizzato da una pianta di forma rettangolare di una sola navata, con volta a botte. Nell’altare maggiore, sul paliotto poggia la mensa, e su tre ordini di gradini poggia la nicchia sorretta da due colonnine. Nella nicchia è presente una statua del Sant’ Elena Imperatrice abbigliata in abiti regali e con una mantellina in ermellino. All’interno della chiesa è presente un quadro della Madonna con Bambino, con angeli che portano le Anime Purganti alla salvezza. Il quadro è stato scoperto recentemente, e non è improbabile l’esistenza di altri affreschi sotto il manto di calce. Nel 1878 è stato donato, come ex voto da una famiglia di Lotzorai, il fonte battesimale marmoreo con bacile tondo, decorazione a foglie sul nodo oblungo, e basamento quadrato.

Lotzorai-Chiesa parrocchiale di Sant’Elena: interno Lotzorai-Chiesa parrocchiale di Sant’Elena: altare maggiore Lotzorai-Chiesa parrocchiale di Sant’Elena: statua di Sant’Elena Lotzorai-Chiesa parrocchiale di Sant’Elena: il quadro all’interno Lotzorai-Chiesa parrocchiale di Sant’Elena: il fonte battesimale

Presso questa chiesa e nel centro di Lotzorai, ogni anno, l’ultima domenica di agosto, si festeggia la Patrona nella Festa di Sant’Elena Imperatrice. La Festa è caratterizzata da cerimonie religiose e manifestazioni civili, che si svolgevano tradizionalmente nella piazza della chiesa parrocchiale omonima, ma da qualche anno si svolgono, invece, nella piazza Comunale.

L’antico Cimitero di Lotzorai

Sotto la piazza chiesa si trova la via 21 Febbraio, che si dirige verso nord, sulla quale si affaccia la chiesa parrocchiale di Sant’Elena Imperatrice. Percorse poche decine di metri lungo questa strada, prendiamo a sinistra la via Giuseppe Mazzini, la seguiamo per poco più di duecento metri, e troviamo uno slargo sulla destra, sul quale si affaccia l’ingresso dell’Antico Cimitero di Lotzorai. Un tempo l’antico cimitero era situato nel rione Cuccureddu, ossia nel centro storico di Lotzorai. All’interno di questo Cimitero, sono presenti i resti dell’antica chiesa di Sant’Elena Imperatrice, che era stata costruita nel Seicento, ed è stata la parrocchiale di Lotzorai dalla metà del Settecento, fino all’inaugurazione della nuova chiesa di Sant’Elena Imperatrice, alla fine del quarto decennio dell’Ottocento.

Lotzorai-Resti dell’antico Cimitero di Lotzorai Lotzorai-Resti dell’antica chiesa di Sant’Elena vista all’interno del vecchio cimitero

Nell’antico Cimitero sono presenti i ruderi dell’antica chiesa di Sant’Elena Imperatrice

L’Antica chiesa di Sant’Elena Imperatrice, che in seguito è stata sostituita dalla nuova parrocchiale, è rimasta comunque in funzione come chiesa del vicinato di sopra fino ai primi del 1950, e solo successivamente è stata completamente abbandonata. Ciò che rimane oggi della chiesa sono il portale dell’ingresso e la facciata lato esterno, con il campanile, ed i muri perimetrali con le finestre. Sono ancora leggibili i particolari del portale di ingresso e gli stucchi dell’altare maggiore, e diverse decorazioni delle nicchie che lo compongono. All’interno della chiesa, ci sono ancora i pavimenti originari, e sono rinvenibili quasi tutti i pilastri in granito.

Lotzorai-Resti dell’antica chiesa di Sant’Elena Lotzorai-Resti dell’antica chiesa di Sant’Elena

Sono presenti inoltre, intorno al terreno circostante la chiesa, diverse tombe abbandonate e profanate, alcune delle quali molto antiche che potrebbero risalire al Settecento, mentre altre sono del periodo liberty. Nella primavera del 2013, anche in seguito all’intervento di Italia Nostra, i cittadini di Lotzorai, guidati da un restauratore, hanno ripulito l’area e l’interno della chiesa dai numerosi detriti presenti.

Entriamo nel quartiere Donigala che in periodo giudicale costituiva un punto franco

Lotzorai-L’abitato con il centro di Lotzorai ed il rione DonigalaDalla piazza IV Novembre proseguiamo verso destra con la via Roma e, dopo meno di duecento metri, prendiamo verso destra la via Dante Alighieri, l’asse viario costruito solo agli inizi del Novecento, che collega lo storico quartiere Cuccureddu con lo storico quartiere Donigala. Dopo cinquecentocinquanta metri, la via Dante Alighieri incrocia a sinistra la via Raffaello ed a destra la via Alessandro Manzoni, e da questo punto entra nel quartiere Donigala che è un rione di Lotzorai nel quale è presente un antico borgo di origine medioevale, che conserva ancora tracce di un nobile passato, dato che in alcune abitazioni sono ancora evidenti motivi ornamentali di epoca spagnola. Il nome deriva dal termine Donicalia, che indicava una superficie, in genere sulle coste, nella quale, grazie a concessioni, si svolgevano con ampia autonomia traffici e commerci pressoché esenti da balzelli. Si trattava di una sorta di punto franco, con aree aperte al libero mercato, agli scambi ed agli affari, che erano finestre aperte verso il mare, e quindi a rapporti di più ampio respiro. In periodo giudicale faceva parte del patrimonio del giudice. Si tratta della parte del centro abitato più vicina al mare, ed il porto di cui si serviva questo punto franco si trovava alla foce del fiume Pramaera, a nord dell’abitato di Lotzorai, che allora era in parte navigabile.

La chiesa di Santa Barbara

La via Dante Alighieri entra nel rione Donigala, dopo centotrenta metri si arriva un bivio dove si prende leggermente a destra la via Leonardo da Vinci. La seguiamo per cento metri, poi svoltiamo a destra in via Mascagni, e, dopo una trentina di metri, si vede alla sinistra della strada la facciata della chiesa di Santa Barbara, che sorge nella ampia piazza Beato Angelico, ricca di grossi olmi disposti a protezione della costruzione, a breve distanza dal mare. Si tratta di una antica chiesa di origine medioevale probabilmente edificata dai Pisani. Purtroppo le notizie di archivio su questa chiesa sono scarse e risalgono al 1601, quando giunge in visita pastorale a Lotzorai l’arcivescovo di Cagliari, e, stando alle notizie fornite dalle relazioni delle visite del 1621 e del 1761, la chiesa di Santa Barbara è rimasta parrocchiale almeno fino a buona parte del Settecento. Documenti storici risalenti al 1601 testimoniano come l’antica chiesa fosse ricca di opere d’ arte, tra cui dipinti e statue oggi in gran parte dispersi. Non è improbabile che in questa chiesa vi fossero anche opere di Andrea Lusso, il più noto pittore manierista sardo, il quale è nato a Ilbono ed è vissuto fino alla morte a Lotzorai, che ha lavorato a lungo nel rione di Donigala dove l’artista risiedeva.

L’ attuale chiesa di Santa Barbara un edificio moderno costruito negli anni cinquanta del secolo scorso, sostituendo la struttura molto più antica che è stata demolita proprio per far posto alla nuova costruzione. Tutta la struttura della chiesa è realizzata in granito locale faccia vista, con inseriti elementi architettonici decorativi curati con maestria dagli scalpellini. La chiesa presenta nella facciata un portale in legno con cornice e lunetta vetrata semicircolare. Al di sopra è posto un rosone circolare vetrato, con una spessa cornice. Il semplice tetto a doppio spiovente, culminante con una piccola croce, è arricchito da due serie di archetti ogivali. Le parti laterali delle edificio, sono divise sul lato sinistro in cinque e sul lato destro in quattro specchi, scanditi da pilastri in cui si aprono delle eleganti trifore ogivali. Sul lato destro si eleva l’alto campanile a canna quadrata, nella cui parte terminale cuspidata si aprono delle strette bifore ogivali.

Lotzorai-La Chiesa di Santa Barbara Lotzorai-Chiesa di Santa Barbara: facciata

L’ interno è caratterizzato da una navata unica con un’ estetica sobria e funzionale, tipica delle ricostruzioni del dopoguerra. Le pareti sono intonacate in colori chiari, creando un ambiente raccolto e luminoso. L’ area dell’altare è semplice, con arredi liturgici moderni. A differenza della vecchia chiesa di Sant’ Elena, che conserva ancora stucchi settecenteschi dell’altare maggiore nonostante sia in rovina, l’altare di Santa Barbara a Donigala non presenta decorazioni barocche complesse. La chiesa ospita un simulacro di Santa Barbara rappresentata con i suoi attributi iconografici classici come la torre e la palma del martirio. Oltre a questo, l’elemento di maggior rilievo è un bel simulacro ligneo della Madonna con Bambino, abbigliata in abito verde con stelle rosse, manto celeste, e calzari ai piedi, che viene portata in processione nella sua festa.

Lotzorai-Chiesa di Santa Barbara: simulacro di Santa Barbara Lotzorai-Chiesa di Santa Barbara: simulacro della Madonna con Bambino

Lotzorai-La processione per la Festa di Santa Maria di DonigalaOgni anno, gli ultimi sabato, domenica e lunedì successivi al ferragosto, nella chiesa di Santa Barbara si svolge la Festa di Santa Maria di Donigala, ossia di Sa Madonna benìa po mare, la Vergine venuta dal mare. Nella chiesa è custodita la statua della Madonna, che secondo la leggenda sarebbe arrivata dal mare, portata la principessa di Navarra, figura storica e leggendaria che avrebbe trovato rifugio in Ogliastra dopo un naufragio, dando poi il nome alla vicina frazione di Santa Maria Navarrese, che un tempo ha fatto parte del Comune di Lotzorai. Il massimo dei festeggiamenti si svolge la domenica, quando, dopo la celebrazione della messa, si tiene la suggestiva processione. In serata balli e canti con i gruppi folk che arrivano da diverse zone della Sardegna.

Visita dei dintorni di Lotzorai

Vediamo ora che cosa si trova di più sigificativo nei dintorni dell’abitato che abbiamo appena descritto. Per quanto riguarda le principali ricerche archeologiche effettuate nei dintorni di Lotzorai, sono stati portati alla luce i resti della necropoli a domus de janas di Fund’e Monti chiamata anche di Tracucu; della necropoli a domus de janas Genna Tramonti I-II, Genna Tramonti III IX, Genna Tramonti IV VIII, Genna Tramonti V, Genna Tramonti VI, e Genna Tramonti VII; i resti delle domus de janas Sa Murta, e Su Tancau; delle tombe di giganti di Fund’ e Monti, e Orzudeni; del nuraghe complesso di Tracucu; dei nuraghi semplici Fund’e Monti, Orzudeni, e Perd’e Scralattu; ed anche del nuraghe Piccinnu, di tipologia indefinita. Vediamo ora che cosa di trova nei dintorni di Lotzorai, sia in direzione di Urzulei, che lungo la costiera di Lotzorai, dove si trovano gli insediamenti turistici del Lido delle Rose e di Tancau sul Mare, che è la parte meridionale dell’insediamento di Santa Maria Navarrese, il quale si trova in territorio di Baunei.

La chiesa campestre di San Tommaso

Arrivando da sud con la SS125 Orientale Sarda, entriamo con la strada statale che all’interno dell’abitato assume il nome di via Roma. Percorsi seicentocinquanta metri verso nord est lungo la via Roma, arriviamo dove a destra parte la via Nuoro, e, dopo centocinquanta metri, prendiamo a sinistra la via Milano, che uscirà dall’abitato in direzione ovest come SP56 e porterà verso Urzulei e Talana. Percorso un chilometro e mezzo, seguendo le indicazioni deviamo a sinistra nella Strada Vicinale San Tommaso. Proseguiamo lungo questa strada per un chilometro, poi svoltiamo in una sterrata sulla destra e, in centottanta metri, arriviamo di fronte alla chiesa campestre di San Tommaso, ossia de Santu Tommasu o Santu Tomau, che sorge sulla pendice di una collina a ovest del centro abitato, e presso la quale si ergeva un tempo quello che doveva essere il nuraghe omonimo. L’ attuale chiesa è di costruzione recente ed stata costruita negli anni ottanta del Novecento, quando un gruppo di cittadini, insieme al parroco, ha promosso la costruzione di un luogo di culto in un’area che in passato ospitava un’antica chiesa di epoca bizantina. Col tempo, il sito è divenuto anche un importante punto di riferimento per la devozione popolare, soprattutto durante la festa dedicata al Santo. La struttura della chiesa semplice e funzionale, con fondamenta rettangolari e una facciata dominata da un piccolo campanile a vela con, all’interno, una campana di bronzo.

Lotzorai-La chiesa campestre di San Tommaso Lotzorai-Chiesa di San Tommaso: facciata

Internamente, l’ambiente semplice, e all’interno della chiesa è ospitato un simulacro ligneo del Santo, offrendo ai fedeli un luogo adatto alla preghiera. Questo edificio sacro rappresenta un importante punto di riferimento spirituale e culturale per la comunità locale. La statua è venerata durante la festa annuale, celebrata la prima domenica di luglio, che include una processione. Recentemente, la chiesa è stata arricchita da un grande retablo realizzato dagli studenti del liceo artistico di Lanusei.

Lotzorai-Chiesa di San Tommaso: interno verso il presbiterio Lotzorai-Chiesa di San Tommaso: il simulacro del Santo Lotzorai-Chiesa di San Tommaso: il nuovo retablo di San Tommaso

Il terreno della chiesa è ricco di testimonianze storiche e archeologiche. Nei pressi dell’edificio sacro si trovano i resti di un nuraghe, prova dell’antica presenza umana nel territorio. Inoltre, poco lontano si estende la necropoli prenuragica di Tracucu, Fund’ e Monti e Genna ’e Intrinadas, composta da una ventina di Domus de Janas, che attestano l’importanza storica e culturale dell’area.

La nuova chiesa è stata costruita per tenere in vita le antiche tradizioni e la fede per il Santo al quale è intitolata. Presso questa chiesa campestre, ogni anno la prima domenica di luglio si svolge la Festa di San Tommaso, che è stata riscoperta da qualche anno. La festa prevede una processione  la sera del vespro, quando la statua viene portata dal sacerdote e dai fedeli dal paese alla chiesa. Seguono le manifestazioni religiose.

Il nuovo retablo di San Tommaso

Lotzorai-Presentazione del nuovo retablo di San Tommaso nell’aprile 2026Momento significativo per la comunità di Lotzorai, nell’aprile 2026, è stata la presentazione del nuovo retablo dedicato a San Tommaso, collocato all’interno della chiesa campestre di San Tommaso. L’opera è frutto del lavoro degli studenti del Liceo Artistico di Lanusei, protagonisti di un progetto sviluppato nell’arco di due anni. L’iniziativa è nata su proposta del Comitato San Tommaso Apostolo di Lotzorai che, dopo vari confronti, ha scelto di affidare il progetto all’istituto artistico. Docenti e studenti hanno accolto la sfida con entusiasmo, dando vita a un percorso di studio e ricerca ispirato alle principali espressioni dell’arte sacra occidentale, con l’obiettivo di coniugare tradizione e linguaggi contemporanei. Il retablo si compone di undici pannelli e presenta al centro la scena dell’incredulità di San Tommaso. Attorno si sviluppa un ricco apparato iconografico con figure come San Sebastiano, San Cristoforo, la Madonna con il Bambino e Sant’Elena, oltre a una predella dedicata a diverse Sante. Gli sfondi richiamano il paesaggio dell’Ogliastra, con riferimenti riconoscibili al territorio, mentre alcune figure sono valorizzate dal tradizionale fondo oro.

I ruderi dell’antica chiesa di San Tommaso

La nuova piccola chiesa di San Tommaso è stata costruita in onore del Santo e sorge nei pressi dei ruderi di un altra chiesa molto antica, che era intitolata al medesimo Santo, andata perduta. Passata la nuova chiesa, proseguiamo lungo la sterrata che ci ha portati ad essa, e che ci porta a raggiungere, in appena una cinquantina di metri, i ruderi di una antica chiesa di campagna scomparsa. Il culto per questo apostolo risale al medioevo, da quando nel 1258, ad Ortona in Abruzzo, vennero portate le sue spoglie.

Lotzorai-Resti dell’antica chiesa campestre di San Tommaso Lotzorai-Resti dell’antica chiesa campestre di San Tommaso

Il complesso granitico di Bruncu Crabiola

Iniziamo la visita di alcuni dei principali siti archeologici situati nei dintorni di Lotzorai. Dal centro di Lotzorai, prendiamo verso ovest la via Milano, che uscirà dall’abitato come SP56 e porterà verso Urzulei e Talana. Percorso un chilometro e mezzo lungo la SP56, evitiamo le deviazione per la Strada campestre di San Tommaso, e proseguiamo dritti. Proseguiamo e passiamo l’area industriale di Lotzorai. Percorsi circa ottocentocinquanta metri, prendiamo una deviazione sulla destra che porta all’Azienda Agricola e Fattoria Didattica La Fungaia. Percorsi quasi quattrocento metri, troviamo una sterrata sulla sinistra che porta sulla sommità del complesso granitico di Bruncu Crabiola, un monumento naturale costituito da formazioni granitiche molto particolari che rendono il paesaggio circostante estremamente suggestivo.

Lotzorai-Il complesso granitico di Bruncu Crabiola Lotzorai-Il complesso granitico di Bruncu Crabiola

I resti del nuraghe semplice e della tomba di giganti di Fund’ e Monti

Vicino alla necropoli, a poco più di trecento metri di distanza in linea d’ aria a sud est rispetto alla parte più meridionale del complesso granitico di Bruncu Crabiola, si trovano i pochi resti del nuraghe di Fund’ e Monti, un nuraghe monotorre con una piccola camera, costruito in granito a 71 metri di altezza. Il nuraghe non è segnato sulla mappa dell’Istituto Geografico Militare.

Ed inoltre, a circa cinquecento metri di distanza in linea d’ aria a nord ovest rispetto alla parte più settentrionale del complesso granitico di Bruncu Crabiola, si trovano i pochi resti della tomba di giganti di Fund’ e Monti, costruita in granito a 28 metri di altezza. Sono presenti solo tracce della camera, interrata. Alcune pietre lavorate rinvenute nella zona potrebbero appartenere alla tomba. Non residuano tracce di un esedra.

La necropoli di Fund’ e Monti

Lotzorai-La necropoli di Fund’e MontiSulle pendici ed a sud del complesso granitico di Bruncu Crabiola, non lontano dal riu Palmaera, in un area di aspri rilievi granitici e folta macchia mediterranea, situata la necropoli di Fund e Monti. Il complesso si compone di venticinque ipogei, divisi in due gruppi distinti. Più a nord si trovano nove tombe, scavarte sul rilievo nord di Genna e Tramonti, mentre più a sud si trovano quindici tombe, scavate nel versante sud della collina di Tracucu. I vani presentano in prevalenza un profilo di pianta circolare ed i soffitti sono quasi sempre concavi. Sulle pareti di alcuni ipogei sono rappresentate in rilievi delle lesene. I portelli d ingresso alle tombe, finemente sagomati, presentano talvolta cornici in rilievo. Le pareti d ingresso sono in alcuni casi decorate con solchi arcuati. Il primo impianto della necropoli risale al Neolitico recente, come testimoniato dal rinvenimento all interno di un ipogeo di alcuni frammenti ceramici di cultura Ozieri, e di particolare interesse è un frammento di ciotola emisferica decorata con bande orizzontali, incisioni verticali e festoni pendenti. Il rinvenimento di tre vasi interi attribuibili alla Cultura di Bonnanaro, rinvenuti all’interno di un altro ipogeo, documenta il riutilizzo della necropoli nelle fasi iniziali dell’età del Bronzo.

I resti delle domus de janas di Genna e Tramonti

Le nove tombe del primo gruppo, costituito dalle domus de janas di Genna e Tramonti, sono scavate su pareti verticali esposte in genere verso est. Gli ingressi agli ipogei si aprono a livello dell attuale piano di campagna. Il complesso si compone di nove domus de janas, che distinguiamo in base alla loro localizzazione. Le tombe sono scavate su pareti verticali esposte in genere verso est, e gli ingressi agli ipogei si aprono a livello dell’attuale piano di campagna. Le prime due tombe sono la tomba I, che presenta una cella, mentre la tomba II presenta due celle. Le successive due tombe sono la tomba III, che è bicellulare tagliata nel granito, ed accanto si trova un portello della tomba IX che sembra mai finita. Altre due tombe sono la tomba IV, che ha un portello in rilievo interpretato come l’inizio di una nuova domus de janas, mentre la tomba VIII è pluricellulare, ma l’ingresso è danneggiato e si trova in una posizione irraggiungibile. La tomba V è una domus de janas monocellulare tagliata nel granito, ma molto danneggiata. Viene indicato come tomba VI il portello in rilievo di una tomba mai finita. La tomba VII è una probabile domus de janas presente in un masso granitico isolato, ancora in uso per ospitare piccoli animali.

Lotzorai-Resti delle domus de janas di Genna'e Tramonti Lotzorai-Resti delle domus de janas di Genna'e Tramonti Lotzorai-Resti delle domus de janas di Genna'e Tramonti

I resti delle domus de janas di Tracucu

Le quindici tombe del secondo gruppo, costituito dalle domus de janas di Tracucu, si aprono nel versante granitico esposto a sud sud est, ad una quota di circa 73 metri di altezza. Per raggiungerle, percorso un chilometro e mezzo lungo la SP56, evitiamo le deviazione per la Strada campestre di San Tommaso, e proseguiamo dritti. Proseguiamo e passiamo l’area industriale di Lotzorai. Percorso circa un chilometro e quattrocento metri, troviamo alla sinistra della strada le indicazioni per le domus de janas, che fanno imboccare la sterrata che porta al parcheggio dove ci si può fermare per raggiungere la necropoli ed il nuraghe di Tracucu. Le tombe, quasi tutte a sviluppo planimetrico longitudinale, sono del tipo monocellulare costituite da una singola stanza a pianta tonda, o pluricellulare. Alcune sono dotate di un corridoio di accesso, ossia di un dromos, che in un caso raggiunge la ragguardevole lunghezza di cinque metri, dal quale si accede alla camera principale. In alcuni casi, il corridoio di accesso precede una o due celle. Maggiormente curati sono i portelli, finemente scolpiti rifiniti con cornici utili all’alloggio dei portelli litici, e scalanature per il deflusso di liquidi. Lo stile architettonico è semplice e lineare come nel resto del territorio.

Lotzorai-Resti delle domus de janas di Tracacu Lotzorai-Resti delle domus de janas di Tracacu Lotzorai-Resti delle domus de janas di Tracacu Lotzorai-Resti delle domus de janas di Tracacu Lotzorai-Resti delle domus de janas di Tracacu Lotzorai-Resti delle domus de janas di Tracacu

Questa parte della necropoli è stata oggetto della terza edizione del progetto Adotta un Nuraghe, che ha permesso di renderla fruibile attraverso la pulizia dalla vegetazione e alla realizzazione della cartellonistica e sentieristica.

I resti del nuraghe complesso di Tracucu

Ed infine, vicino alle domus de janas di Tracucu, sulla sommità della collina di Tracucu, sono posizionati anche i pochi resti del nuraghe di Tracucu, che era un nuraghe complesso costituito da una torre principale con un corpo secondario aggiunto successivamente. Il nuraghe è costruito in granito a 83 metri di altezza. Dalla sommità della collina, da dove si trova questo nuraghe si domina tutta la necropoli e tutto il paesaggio circostante.

Lotzorai-Resti del nuraghe di Tracucu Lotzorai-Resti del nuraghe di Tracucu

Il complesso granitico di Su Tancau e Sa Murta

Dal centro del paese, usciamo verso nord est con la SS125 Orientale Sarda in direzione di Baunei, la seguiamo per settecentocinquanta metri, poi svoltiamo a destra e prendiamo la SP63, che porterà sulla costa. Lungo questa strada provinciale, alcuni rilievi granitici sono disposti ad anfiteatro intorno alla piana seminata a cereali o adibita al pascolo. Il complesso granitico di Su Tancau e Sa Murta è caratterizzato dal fatto che il granito che forma tale sistema presenta una morfologia spettacolare, frastagliata, ricca di infinite forme e giochi di anfratti che si prestano all’ammirazione di qualsiasi osservatore. Proseguendo con la SP63, dopo un chilometro e novecento metri da dove la avevamo imboccata, la strada diventa la via Lungomare Monte Santo, la quale porta alla frazione Tancau sul Mare, e più avanti porterà a Santa Maria Navarrese che è una frazione del comune di Baunei.

I resti della domus de janas di Sa Murta

Le rocce del complesso granitico di Su Tancau e Sa Murta ospitano due tombe in esse scavate dall’uomo preistorico nella fase prenuragica, ossia due domus de Janas. Seguiamo la SP63 per circa un chilometro e trecento metri, e vediamo a una certa distanza alla sinistra della strada l’emergenza di roccia rossa detta Sa Murta, che deve il suo nome alla macchia di mirto, la quale viene chiamata anche Mont'e Mesu, ossia monte in mezzo, da ammirare al tramonto quando la luce del sole la rende ancora più rossa, e che fa parte dell’affioramento granitico di Su Tancau e Sa Murta. Alla base delle rocce di Sa Murta è presente una prima tomba che è denominata domus de janas Sa Murta. Si tratta di una struttura sepolcrale preistorica, che è costituita da una tomba bicellulare tagliata nella roccia granitica a circa 16 metri si altezza.

Lotzorai-L’emergenza granitica Sa Murta con i resti della domus de janas di Sa Murta Lotzorai-Resti della domus de janas di Sa Murta

I resti della domus de janas di Tancau

Proseguiamo lungo la SP63 per altri cinquecento metri, prendiamo poi una deviazione in una strada bianca alla sinistra e, dopo altri circa cinquecento metri, vediamo alla sinistra della strada, l’emergenza granitica detta Su Tancau. Sul versante roccioso di questa emergenza rocciosa, è presente una seconda tomba che è denominata domus de janas Su Tancau. Si tratta anche in questo caso di una struttura sepolcrale preistorica, la quale in questo caso è costituita da una tomba monocellulare tagliata nella roccia granitica, che si trova in quota più alta, a circa 90 metri si altezza.

Lotzorai-L’emergenza granitica Su Tancau con i resti della domus de janas di Su Tancau Lotzorai-Resti della domus de janas di Su Tancau

Il litorale di Lotzorai

Lo sviluppo costiero del Comune di Lotzorai che comprende anche l’isolotto d Ogliastra, lungo circa sei chilometri, confina a sud con il Comune di Tortolì in località Arbatax. dove si trova la spiaggia di Ponente detta anche spiaggia della Capannina che si trova allo sbocco dello stagno di Tortolì, ed a nord con il Comune di Baunei in località Santa Maria Navarrese. Il litorale, con alle spalle bellissime pinete, ospita da sud a nord le spiagge di Isula Manna, Iscrixedda, Is Orrosas ossia il Lido delle Rose, Pollu, e Tancau. Si tratta di una bellissima costa caratterizzata da lunghe e incantevoli spiagge affacciate su un mare dalle intense tonalità e resa inconfondibile dalla presenza del caratteristico isolotto di Ogliastra, che appartiene al Comune di Lotzorai. Questa lunga striscia di sabbia bianchissima e fine, a seconda della zona in cui ci si trova, rappresenta per Lotzorai il suo vero punto di forza e la sua principale attrazione turistica.

La spiaggia di Isula Manna

Entrando da sud nel litorale di Lotzorai, si trova per prima la spiaggia di Isula Manna, che è separata ad ovest dal canale Su Stoargiu che sbocca nello stagno di Tortolì, il quale fa sì che questa spiaggia costituisca, tra il canale ed il mare, una vera e propria isola, l’Isulla Manna, ossia l’isola grande. Questa spiaggia confina a sud con la spiaggia di Ponente detta anche spiaggia della Capannina, che si trova allo sbocco dello stagno di Tortolì nella zona della peschiera, e confina a nord con lo sbocco a mare del Rio Girasole.

Lotzorai-Spiaggia di Isula MannaL’arenile della spiaggia di Isula Manna è costituito da una striscia longitudinale di sabbia che corre lungo lo stagno di Tortolì, e parte da sud dai margini del porto di Arbatax. Si tratta di una splendida ed ampia spiaggia formata da sabbia dorata, la grammatura varia a seconda della zona da media a fine, ed è intervallata dallo stagno con canneto nella zona retrostante, oltre ad essere circondata da una bella pineta dove ripararsi nelle ore più calde della giornata. Il mare è limpido e cristallino ed i fondali sono sabbiosi e bassi in prossimità della riva e digradano dolcemente verso il largo. Come servizi, in questa spiaggia è presente un chiosco bar. É molto apprezzata dagli amanti delle immersioni subacquee e nelle giornate ventose da chi pratica il windsurf e kite surf. Adatta alle famiglie con bambini e agli anziani.

Particolarità di questa spiaggia è la presenza alle sue spalle della rigogliosa pineta di Lotzorai che ogni estate viene presa d’assalto da turisti e non, come ritrovo per pic nic ed anche come luogo di passeggiate, visto che è attraversata da diversi sentieri. 

La spiaggia di Iscrixedda

Dal Municipio di Lotzorai, prendiamo verso ovest la via Nuoro, dopo circa duecento metri svoltiamo a destra ossia verso sud nella via Olimpia, la seguiamo per duecento metri, poi prendiamo a sinistra la via Sardegna, dopo centosessanta metri svoltiamo in una traversa a destra e, dopo duecento metri, prendiamo la strada a sinistra. La seguiamo e, dopo novecento metri, svoltiamo a destra nella strada consortile che, in ottocentocinquanta metri, ci porta alla spiaggia di Iscrixedda.

Lotzorai-Spiaggia di Isula MannaL arenile della spiaggia di Iscrixedda è delimitato a sud dalla spiaggia e dalla pineta di Isula Manna, dalla quale è separata dal Rio Girasole, e prosegue verso nord con la lunga spiaggia dorata del Lido delle Rose. In questa spiaggia, la sabbia bianchissima si presenta di grammatura media. I fondali sono bassi e sabbiosi, adatti alla tranquilla balneazione dei più piccoli. Rinfrescata da una bella pineta alle sua spalle, che ospita il campeggio omonimo, e si tratta del luogo ideale per trascorrere rilassanti giornate al mare. Poco conosciuta sino a pochi anni fa dai turisti, grazie anche al nuovo accesso a mare favorito dalla realizzazione della strada consortile, ora è diventata una delle spiagge più apprezzate di Lotzorai. Come servizi, sul retro di questa spiaggia è presente il campeggio. Nel tratto più a sud della spiaggia l’ecosistema è valorizzato dalla vasta presenza di specie di volatili lacustri.

Caratteristica peculiare di questa spiaggia è la presenza, a sud, dello sbocco verso il mare del Rio Girasole, dove si trova la laguna di Iscrixedda conosciuta con il nome di Paùle Iscrixedda, con la sua tipica vegetazione palustre, che è alimentata dalla acque del Rio Girasole che ne formano la foce.

La frazione Campeggi ed il Lido delle Rose con la spiaggia di Is Orrosas

Dal Municipio di Lotzorai, prendiamo verso ovest la via Nuoro, dopo circa duecento metri svoltiamo a sinistra ossia verso nord nella via Olimpia, dopo un’ ottantina di metri prendiamo a destra la via Sebasiano Satta e, percorsa una settantina di metri, dove questa strada arriva ad incrociare la SS125 Orientale Sarda, svoltiamo tutto a destra nella via Dante Alighieri. Percorsi settecento metri, la via Dante Alighieri fa una leggera curva a destra e diventa la via Leonardo da Vinci che, dopo un centinaio di metri, prosegue dritta sulla via Is Orrosas che ci porta, in poco più di un chilometro, sulla costa dove è presente l’insediamento turistico del Lido delle Rose, con la spiaggia del Lido delle Rose ossia la spiaggia di Is Orrosas.

Lotzorai-Spiaggia del Lido delle Rose o di Is OrrosasLa spiaggia del Lido delle Rose o di Is Orrosas è la spiaggia principale del paese, che è la spiaggia centrale del lunghissimo litorale di Lotzorai. Si tratta di una bella spiaggia con un fitto canneto, con un arenile di grandi dimensioni, assai largo. L’arenile è costituito da sabbia di grammatura media, grigio dorata, mescolata con piccolo ciottoli, e si affaccia su un mare verde, profondo. La spiaggia del Lido delle Rose è molto affollata in alta stagione, ma solamente presso i posteggi delle auto e presso i tre campeggi costieri, che sorgono non lontani da essa. Questa spiaggia è molto frequentata dai giovani ma anche da famiglie con bambini perché offre ampi spazi per i giochi da spiaggia ed è dotata di tutti i servizi. Nella fitta ed odorosa pineta che corre alle sue spalle si trovano piacevoli posti di ristoro. Di fronte all’arenile emerge l’isolotto d’Ogliastra, intorno al quale vanno ad ancorarsi moltissime imbarcazioni.

Lotzorai-Spiaggia del Lido delle Rose o di Is Orrosas Lotzorai-Spiaggia del Lido delle Rose o di Is Orrosas Lotzorai-Mare del Lido delle Rose con l’isolotto d’Ogliastra

Il Lido delle Rose costituisce il cuore pulsante della vita balneare di Lotzorai grazie anche alle presenza di numerosi servizi quali docce, chioschi bar, nolleggio barche e padalò , e per la presenza nei suoi dintorni di tre campeggi, a sud il Camping Iscrixedda presso la spiaggia omonima, sul retro della spiaggia del Lido delle Rose il Campeggio Cavallo Bianco, ed a nord il Camping le Cernie presso la spiaggia di Pollu che si trova un poco più a nord.

L’isolotto d’Ogliastra chiamato anche isola dello Sgombro con la statua della Madonna d’ Ogliastra

Lotzorai-L’isolotto d’OgliastraDi fronte la costa di Lotzorai, in un tratto di mare tra il porto di Arbatax e quello turistico di Santa Maria Navarrese, si trova l’isolotto d’Ogliastra, chiamato anche isola dello Sgombro, che appartiene al territorio di Lotzorai. Visibile all’orizzonte da tutte le spiagge di questo tratto di costa, per le cartine è poco più di uno scoglio, ma per gli abitanti di Lotzorai e per tutti gli amanti della natura è un paradiso di mare cristallino, dove trovare fondali ricchi e colorati. Anticamente il suo nome era Heralubra, o Heratra, o Iera lutra, o Heralutra, ossia i bagni di Era o Hera, che era il nome greco di Giunone, e ciò evidenzia un collegamento con il mondo greco. Si tratta di un isolotto di granito rossastro sul quale vivono colonie di varie specie di uccelli, dal gabbiani reali ai cormorani, e presso il quale si trovano altri due isolotti più piccoli, solo poco più di scogli affioranti, tutti completamente disabitati. Sull’isolotto vi è un pò di vegetazione ed i ruderi di un antica piccola costruzione di epoca incerta, anche perché ha subito vari rimaneggiamenti e manomissioni. Nelle adiacenze sono stati rinvenuti frammenti di vasellame presumibilmente punico. Sono state rinvenute anche monete arabe del settimo secolo e una cassetta con un manoscritto. Secondo un’antica leggenda, su uno di questi isolotti i pirati saraceni avrebbero nascosto un tesoro. In effetti un vero tesoro è stato trovato quando, nel 1863, durante lavori per un porto poi abbandonato, sarebbe stato trovato un tesoro di 600 zecchini d’ oro tra le rocce. Fino al secolo scorso navi in difficoltà usavano l’isola come riparo da mareggiate violente, come testimoniano ancora oggi numerosi ganci presenti nelle rocce e una piccola costruzione in pietra, che veniva usata anche dai pescatori.

Lotzorai-L’isolotto d’OgliastraPer la sua bellezza e per la limpidezza delle acque circostanti, l’isolotto dell’Ogliastra è meta di molti diportisti, e, dato che dista meno di un miglio dalla costa, è raggiungibile anche a nuoto, o in canoa, o in pedalò. Dal 1991 sulla vetta più alta dell’isolotto è stata posizionata, a circa cinquanta metri di altezza, la Statua della Madonna d’Ogliastra, realizzata da Pinuccio Sciola, il noto scultore di San Sperate, la quale è da qualche anno la meta di numerose visite di fedeli e pellegrini. Ed è anche la meta di una processione religiosa, in occasione della Festa della Madonna Regina della pace, che si svolge ogni anno a fine luglio, che consiste in una bella processione a bordo di piccole imbarcazioni che, partendo dai porti vicini di Santa Maria Navarrese e di Arbatax, la seguono per raggiungere l’isolotto d’ Ogliasta.

La spiaggia di Pollu

Dall’insediamento turistico del Lido delle Rose prendiamo la strada costiera chiamata via Pollu che si dirige verso nord e, in seicento metri, troviamo una deviazione verso la costa che ci fa raggiungere la spiaggia di Pollu, caratterizzata per la presenza al suo interno della foce del Fiume Pramaera, la quale si trova più a nord rispetto alla spiaggia di Is Orrosas.

Lotzorai-Spiaggia di PolluPoco conosciuta rispetto alle altre spiaggie del lungo litorale di Lotzorai, la spiaggia di Pollu è una piccola spiaggia caratterizzata per la presenza al suo interno della foce del Fiume Pramaera. Nella spiaggia è presente una distesa di sabbia dorata, calda e soffice, priva di posidonie spiaggiate, ed il bellissimo mare dalle acque cristalline ha una cromia che comprende le sfumature dell’azzurro e del turchese. Chi arriva su questa spiaggia può trovare la tranquillità che cerca, infatti questa spiaggia è poco affollata anche nei periodi maggiore presenza turistica. La sabbia di color oro è anche qui di grammatura media, e la spiaggia è molto ampia. Il fondale basso e sabbioso è l’ideale per il gioco dei bambini. Questa spiaggia è poco frequentata anche durante la stagione estiva, e come servizi si può contare sulla presenza di un campeggio, il Camping le Cernie.

Sul retro della spiaggia di Pollu si trova lo stagno di Pollu una zona umida situata in prossimità della costa, con la presenza di varie specie di uccelli tipici della vegetazione palustre, che è alimentato dalla acque del Fiume Pramaera che ne formano la foce.

La frazione Tancau sul Mare

Lotzorai-Ingresso nella frazione Tancau sul MareUn’altra bella spiaggia si trova un poco più a nord. Dal centro del paese, usciamo verso nord est con la SS125 Orientale Sarda in direzione di Baunei, la seguiamo per settecentocinquanta metri, poi svoltiamo a destra e prendiamo la SP63. Dopo un chilometro e novecento metri con la SP63, che è diventata la via Lungomare Monte Santo e che porterà a Santa Maria Navarrese, troviamo a destra la via dei Pini che, in trecentocinquanta metri, ci porta a una rotonda al centro della quale è presente l’insegna della frazione Tancau sul Mare (altezza metri 9, distanza in linea d’aria circa 2.83 chilometri sul livello del mare, abitanti circa 206), nella quale si trova il suo insediamento turistico, cresciuto dagli anni ottanta del Novecento in poi. La frazione di Tancau è sede di alcuni alberghi, villaggi e camping attrezzati.

Il termine tancau in sardo significa chiuso, e designa un territorio privato chiuso con recinzioni, una tipologia di proprietà che in molti paesi della Sardegna, dove la maggior parte delle terre era di proprietà collettiva e soggetta ad uso civico, apparve solo nel 1820, con l’Editto delle Chiudende, promulgato dal governo piemontese. Nei paesi della pianura, come Lotzorai, Girasole e Tortolì, centinaia di ettari divennero di proprietà privata, anche se a Lotzorai piccoli appezzamenti privati esistevano già nel Settecento, e negli anni successivi all’editto furono poche le zone chiuse ex novo. A Baunei ed a Santa Maria Navarrese, però, nonostante l’editto, non si chiuse neppure un metro di terra.

Da dove abbiamo visto partire a destra la via dei Pini, proseguendo verso nord lungo la via Lungomare Monte Santo, dopo quasi duecentocinquanta metri prendiamo a sinistra la via Gennargentu e, dopo centottanta metri, vediamo partire a destra la via Montegrappa. Nella frazione, novità assoluta è stato l’allestimento di un’area ludico ricreativa nella via Gennargentu ad angolo con la via Monte Grappa, la quale è stata implementata con panchine e altri giochi.

Lotzorai-Tancau sul Mare: la nuova area ludico ricreativa Lotzorai-Tancau sul Mare: la nuova area ludico ricreativa

Situata sulla costa sarda orientale, Tancau soprattutto nota per il turismo balneare che, specialmente nei mesi estivi, affolla la città di turisti. Da Tancau si può facilmente raggiungere il porto turistico di Santa Maria Navarrese, frazione di Baunei, da dove partono i barconi turistici diretti a cala Goloritz, cala Mariolu, cala Sisine, e cala Luna.

Nella frazione Tancau sul Mare si trova la spiaggia di Tancau

Sulla costa della frazione Tancau sul Mare, si trova la spiaggia di Tancau, che verso sud arriva fino alla foce del Rio Pramaera, mentre confina verso nord con la spiaggia di Santa Maria Navarrese.

Lotzorai-La spiaggia di TancauLa spiaggia di Tancau è l’arenile più a nord del lungo litorale di Lotzorai, che è delimitata a nord da alcuni scogli di porfido rosso, ossia dagli scogli di Birissi che dal 1849 segnano il confine tra il territorio comunale di Lotzorai e quello di Baunei, e si sviluppa a sud di questa scogliera, per arrivare fino alla foce del Rio Pramaera. È una bella spiaggia piuttosto lunga, caratterizzata da sabbia di colore dorato chiaro a grani medi, circondata da una bellissima piccola pineta. Il meraviglioso mare dalle acque cristalline si presenta di un colore cangiante tra l’azzurro e le sfumature del turchese, con un fondale medio basso e sabbioso. Davanti alla spiaggia si può ammirare l’isolotto d’Ogliastra. Mediamente frequentata durante il periodo estivo, non risulta mai affollata grazie alle sue dimensioni.

Lotzorai-La spiaggia di Tancau Lotzorai-La spiaggia di Tancau

Vicino a questa spaggia si trovano diversi bar e pizzerie, servizio di nolo pedalò e gommoni, attrezzatura sub. Non lontano dalla spiaggia sono presenti due campeggi, a sud il Camping Solemar con la sua area per i camper, ed un poco più a nord rispetto ad esso il Campeggio Mareblù.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Lotzorai ci recheremo a visitare l’abitato di Baunei con il suo centro ed i dintorni dove si trova il Supramonte e la sua costiera, con l’insediamento turistico di Santa Maria Navarrese.


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