Girasole il paese affacciato sullo stagno di Tortolì con le sculture ed i murali nel suo centro ed i siti archeologici nei dintorniIn questa tappa del nostro viaggio, partendo da Tortolì o da Arbatax, sua frazione marittima, proseguiremo verso nord per recarci a visitare il piccolo borgo di Girasole che si affaccia sullo stagno di Tortolì, chiuso tra il mare e la SS125 Orientale Sarda. La Regione storica dell’Ogliastra L’Ogliastra è una Regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla Provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della Regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una Regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.
In viaggio verso GirasoleRitornati ad Arbatax, frazione marittima di Tortolì, proseguiremo verso nord lungo la strada costiera, che, in circa cinque chilometri, ci porta sulla via Generale Tosciri che fiancheggia lo stagno di Tortolì, e che verso nord ci porta a Girasole. Lungo questa strada, dal centro di Arbatax al Municipio di Girasole si percorrono 7.3 chilometri. Potevamo arrivarci anche da Tortolì, prendendo verso nord la via Generale Tosciri, e che ci porta a Girasole, piccolo centro affacciato appunto sullo stagno e chiuso tra il mare e la SS125 Orientale Sarda. Dal Municipio di Tortolì a quello di Girasole si percorrono 2.8 chilometri. Il Comune chiamato Girasole Il borgo di Girasole (nome in lingua sarda Gelisuli, altezza metri 8 sul livello del mare, abitanti 1.326 al 31 dicembre 2021) è un piccolo centro affacciato sullo stagno di Tortolì e chiuso tra il mare e la SS125 Orientale Sarda. Situato nella parte sud orientale del territorio della Provincia di Nuoro, nell’entroterra della costa, è facilmente raggiungibile mediante la SS125 Orientale Sarda, il cui tracciato ne attraversa il territorio. Questo presenta un profilo geometrico irregolare, con accentuate variazioni altimetriche, che vanno da un minimo al livello del mare a un massimo di 419 metri di altitudine. Un elemento significativo nel suo territorio è il fiume Rio Girasole, che costituisce il confine naturale con il comune di Lotzorai e che, nel tratto finale del suo corso, dà origine a una zona paludosa ed umida che costituisce l’habitat ideale di alcune specie faunistiche e vegetali di rilievo.
Origine del nomePer il suo significato originario il suo nome non ha alcun riferimento al ben noto fiore chiamato in italiano girasole, che stato importato in Europa dall’America, evidentemente non prima del sedicesimo secolo, mentre del suo nome abbiamo gi attestazioni medievali, precedenti dunque di alcuni secoli. Secondo il linguista Massimo Pittau il suo nome Gelis li sarebbe da connettere con l’appellativo, frequente in Ogliastra e in tutta la Sardegna meridionale, chil si, chilísiu, chir si, che indica il passerotto o il pettirosso o lo scricciolo. Sarebbe dunque da interpretare che Gelis li abbia tratto la sua denominazione dalla particolare abbondanza, in origine, dei citati uccelletti nel sito in cui il villaggetto sorto. La sua economia Si tratta di un comune collinare famoso per il suo porto nello stagno, ha vissuto di marineria prima di convertirsi al turismo. Ha un’economia basata sulle tradizionali attività agricole e zootecniche, affiancata da una discreta attività industriale. Il settore primario è presente con la coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vite, ulivi, agrumeti e frutteti; ed anche con l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. L industria, di discrete dimensioni, fa registrare una buona produttività nei comparti alimentare, della produzione di mangimi, della lavorazione del legno, dei materiali da costruzione, dei laterizi, metallurgico ed edile. Il terziario non assume dimensioni rilevanti. Grazie alla sua favorevole posizione geografica, tra mare e montagna, al clima mite e all’incontaminata costa è meta di rilevante afflusso turistico estivo. La collocazione di Girasole all’interno del bellissimo territorio dell’Ogliastra, permette di utilizzare il paese come base di partenza per numerose escursioni in una zona non ancora saturata dall’invasione del turismo di massa, e che presenta anzi, angoli deserti e selvaggi di grande fascino ed interesse naturalistico. L apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione e di soggiorno.
Brevi cenni storiciGirasole è, forse, storicamente il paese più importante dell’Ogliastra, l’unico che si trova da oltre tremila anni nel medesimo sito. Per la sua posizione geografica favorevole, il suo territorio è stato abitato sin dall’epoca nuragica, come testimonia la presenza di ben quattro nuraghi nei suoi dintorni. In seguito i Fenici e i Cartaginesi hanno costruto un porto nel punto di confluenza del Rio Girasole con lo stagno, il cosiddetto porto di Sulcis orientale, di cui si possono ancora osservare i ruderi nel settore nord dell’attuale stagno di Tortolì. Doveva essere uno dei tanti scali stagionali fenicio punici della costa orientale sarda, un centro d importanza strategica, essendo l’unico approdo sicuro nella zona. Scavi archeologici effettuati nel 1966 hanno portato alla luce alcuni resti di costruzioni a grossi blocchi posati a secco, che ripetono la tipologia degli edifici punici di Sant’Antioco, attribuibili ad una costruzione cartaginese databile tra il quarto ed il terzo secolo avanti Cristo, e con ogni probabilit preceduti da un edificio fenicio più arcaico. Dal dodicesimo secolo, testimonianze documentarie fanno riferimento a un paese denominato Gelisoi, poi diventato Gelisuli, ed infine Girasol dal quale deriva l’attuale nome di Girasole, che la maggior parte degli studiosi identifica proprio con l’antica Sulcis orientale o tirrenica, dato che fino dai tempi dell’Imperatore romano Caracalla si parla di questa Sulcis come di una stazione dell’Orientale Sarda, ed anche in questo caso, tutte le distanze dagli altri centri citati fanno pensare all’attuale Girasole. Ed ancora il geografo greco Tolomeo continua a chiamare Sulcitani i cittadini di questa stazione. Il paese viene fondato in epoca medievale, fa parte della curatoria dell’Ogliastra, prima nel Giudicato di Càralis e poi in quello di Gallura, e diviene un centro molto fiorente, tra i più ricchi della zona. In seguito finisce sotto il dominio di Pisa, ed infine sotto quello degli Aragonesi. Nel 1324 viene ceduta in feudo a Berengario Carroz e, in seguito, incorporata nella Contea di Quirra. Sotto la nuova giurisdizione appartiene prima ai Centelles e poi agli Osorio de la Cueva, che la governano fino al 1839, anno dell’abolizione del sistema feudale. Del Comune di Girasole nel 1927, dopo la costituzione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, alla neonata Provincia di Nuoro. Il Comune di Girasole nel 1928 viene aggregato al Comune di Tortolì, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Del Comune di Girasole nel 2001, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro, alla quale precedentemente apparteneva, a quella nuova dell’Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro. Successivamente, nel 2025, torna nella ripristinata Provincia di Ogliastra. Pincipali personaggi nati a GirasoleA Girasole è nato l’imprenditore e scultore Adriano Balloi. A Girasole nato nel 1960 Adriano Balloi, un artista la cui passione per la scultura è sbocciata in giovanissima età. Adriano Balloi era molto conosciuto per aver fondato la B.Metal e per aver realizzato una creazione assai famosa, il Demone Nuragico, un’imponente scultura in metallo che è un omaggio alla civiltà nuragica, una delle più affascinanti della Sardegna, alta più di venticinque metri e dotata di una scala interna di sedici metri che porta a varie stanze, la quale era posizionata nel cortile della B.Metal nella zona industriale di Tortolì in attesa di una sua sistemazione definitiva. Ed alla rotonda di Girasole, se ne può ammirare la riproduzione in dimensione ridotta alta nove metri, che arricchisce il paesaggio e invita a riflettere sulle tradizioni sarde, insieme a molte altre opere dell’artista distribuite per il paese. Adriano Balloi, noto per la sua capacità di trasformare materiali industriali in opere d’
arte che celebrano l’
identità sarda, come i suoi famosi bronzetti giganti, è morto nel 2021 all’ospedale Brotzu di Cagliari, travolto a Tortolì in via Pirastu dall’escavatore sul quale stava lavorando.
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Le principali feste e sagre che si svolgono a Girasole I Santi patroni del paese di Girasole sono Nostra Signora del Monserrato e Sant’Antioco. Tra le principali principali feste e sagre che si svolgono a Girasole, in grado di richiamare visitatori dai dintorni, si segnala a metà gennaio Su Fogoroni, con l’accensione di un grosso falò dedicato a Sant’Antonio Abate, attorno al quale si riunisce tutta la comunità che allietata dalle note tradizionali trascorre la serata assaporando fave con lardo come da tradizione consolidata; la seconda domenica dopo Pasqua, la Festa di Sant’Antioco; ad aprile, nell’ambito di Primavera in Ogliastra, Marghine e Baronia, va in scena Pratzas de Gelisuli, una manifestazione in cui gli abitanti aprono le proprie case ai visitatori e che vede articolarsi per le vie del paese un percorso enogastronomico che rievoca gli antichi sapori del posto; aluglio, da non perdere la Sagra dei Culurgioni, piatto tipico ogliastrino costituito da pasta fresca chiusa a spiga, ripiena di patate, menta e pecorino; ad agosto, si svolge il Festival Internazionale del Folklore e Festa dell’Ospitalità, tra le manifestazioni più attese dell’estate girasolese e ogliastrina, che vede esibirsi gruppi folk locali unitamente a gruppi provenienti da Africa, sud America, asia ed est Europa, nella quale, chiamati a sfilare in corteo prima dell’esibizione finale nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro Comunale, i gruppi folk regalano attraverso balli, esibizioni e musica frammenti significativi della propria cultura e tradizione, ed, a completare l’evento, non manca la degustazione delle tipicità enogastronimiche del paese, con anche la Sagra del Pesce Fritto e la Sagra della Carne di Pecora; ed infine l’8 settembre, si celebra la Festa in onore di Nostra Signora del Monserrato, patrona di Girasole.

Visita del centro di Girasole Prendendo verso nord la via Nazionale, a circa un chilometro e trecento metri a dove in Tortolì avevamo imboccato la via Generale Tosciri, si trova il cartello segnaletico che, sul lato opposto della strada, indica l’uscita dell’abitato di Girasole. Percorsi altri quasi trecento metri arriviamo a una rotonda al centro della quale è presente l’indicazione dell’ingresso in Girasole. Entriamo, quindi, a Girasole da sud con la via Generale Tosciri, che entrando all’interno del comune di Girasole, è diventata la via Nazionale, e che con questo nome precorre da sud a nord tutto l’abitato di Girasole, il quale è interessato da forte espansione edilizia, ed ha un andamento altimetrico tipico collinare. Le gare pittoriche promosse dal Comune in occasione della manifestazione Primavera nel Marghine, Ogliastra e Baronia, hanno trasformato il paese in un museo a cielo aperto. Incentrati sulla tradizione contadina e la memoria identitaria locale, i concorsi hanno mirato all’abbellimento urbano attraverso opere che valorizzano la cultura e la storia del territorio. Nella trattazione che segue descriveremo i murali riportati nel Catalogo Generale dei Beni Culturali e qualcun altro.
Il Municipio di Girasole e la scultura dei Quattro Mori di Adriano Balloi Dalla rotonda con al centro l’indicazione dell’ingresso in Girasole, parte alla destra la deviazione sulla via Dante Alighieri con le indicazioni per la spiaggia di S’
Isula Manna. Passiamo la rotonda e proseguiamo dritti verso nord lungo la via Nazionale, dopo centottanta metri si vede sulla destra uno slargo all’interno del quale si affaccia, in corrispondenza del civico numero 21 della via Nazionale, l’edificio del Municipio di Girasole, che ospita la sua sede e gli uffici che forniscono i loro servizi agli abitanti. Si tratta degli uffici che appartengono all’Area Economico Finanziaria e Amministrativa; all’Area Socio Culturale e Demografica; all’Area Tecnica, Vigilanza e Attività Produttive; ed all’Area Tecnica, Vigilanza e Attività Produttive. L’Area Economico Finanziaria e Amministrativa comprende gli Affari Generali e Segreteria, il Servizio Amministrativo, la Segreteria Generale e Contratti, il Bilancio e Programmazione, il Personale, i Tributi e le Entrate, l’Economato ed il Provveditorato; l’Area Socio Culturale e Demografica comprende il Socio Culturale, le Politiche Educative e Giovanili e Sport, i Servizi Demografici, e la Biblioteca; l’Area Tecnica, Vigilanza e Attivit Produttive comprende l’Urbanistica, Edilizia Privata e Manutenzioni, l’Ufficio Protocollo, i Lavori Pubblici ed Espropriazioni, la Vigilanza e Commercio, lo Sportello Unico Attivit Produttive ed Edilizia.

Davanti al Municipio è stata posizionata, grazie alla volontà degli eredi, la scultura I Quattro Mori, una grande pietra in granito di dodici quintali, sulla quale lo scultore Adriano Balloi aveva applicato uno scudo in acciaio con raffigurati i Quattro Mori. Il giardino intitolato alla maestra Maddalena Mulas con la Barca Nuragica di Adriano BalloiProsegiamo verso nord lungo la via Nazionale e, dopo circa centottanta metri, parte a sinistra la via Venezia, che fa immettere nel giardino intitolato alla maestra Maddalena Mulas, conosciuto anche come parco di Piazza Venezia, un’
ampio spazio alberato formalmente intitolato alla maestra Maddalena Mulas, nota come Maistra Malena, nel maggio 2016. Maddalena Mulas è una figura storica importante per la comunità di Girasole, ricordata non solo per il suo ruolo di insegnante ma anche per aver scritto i versi dedicati alla chiesa parrocchiale della Nostra Signora di Monserrato. Si tratta di uno spazio pubblico destinato alla cittadinanza, caratterizzato da zone gioco e spazi di aggregazione, un’
area sicura e molto frequentata dalle famiglie locali, arricchita da murales colorati realizzati dai bambini delle scuole del paese. 
All’
interno del giardino intitolato alla maestra Maddalena Mulas è stata posizionata nel 2000 la Barca Nuragica, una delle opere più
celebri di Adriano Balloi, che è la riproduzione in scala ridotta di una nave nuragica realizzata in metallo e legno, simbolo della civiltà
preistorica sarda. Si tratta di una scultura di circa nove metri che richiama le antiche imbarcazioni della civiltà
nuragica, che l’
artista ha voluto donare alla comunità
. È un omaggio all’arrivo di Sant’Antioco, patrono della Sardegna, che secondo la tradizione sarebbe giunto via mare proprio nella zona di Girasole. Sulla barca compaiono cinque vogatori, uno dei quali con un’aureola, e questo è un dettaglio scelto da Balloi per simboleggiare la presenza del Santo. L’opera funge da ponte tra passato e presente, unendo identità
culturale, spiritualità
e memoria collettiva della comunità
ogliastrina.
Proseguendo lungo la via Nazionale Proseguendo lungo la via Nazionale, dopo una sessantina di metri vediamo sulla facciata dell’edificio alla sinistra della strada, al civico numero 8 della via Nazionale, il murale che rappresenta una scena di vita paesana, realizzato nel 2016 da Santo Cavagnoli, nato nel 1954 a Soresina. Il murale riproduce in bianco e nero uno spaccato della vita del paese, con in una piazza con una fontana un gruppo di bambini in abiti popolari giocano con la trottola, mentre altri assistono alla scena seduti sugli scalini di un edificio. Il murale rientra nel panorama dell’arte intesa come mezzo e strumento per raccontare la memoria storica di un centro abitato, nel rispetto e in armonia con il suo patrimonio architettonico. L’opera, in concorso per la gara pittorica promossa dal Comune in occasione della Primavera nel Marghine, Ogliastra e Baronia, apre una finestra sul passato riproducendo sulla parete muraria una fotografia in bianco e nero. In questo modo i giochi tradizionali dei bambini della fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo diventano un piccolo frammento del tempo passato illustrato nel presente.
In piazza Sant’Antioco il Monumento ai CadutiSubito di fronta la murale appena descritto, arriviamo a vedere sulla destra della via Nazionale svilupparsi la piazza Sant’Antioco, una bella piazza sulla quale è presente su un angolo il Monumento ai Caduti di Girasole, sul quale è presente la scritta I Martiri di Girasole per la Patria. 
All’inizio della via IV Novembre Passata la piazza Sant’Antioco, ad angolo con essa, parte verso destra la via IV Novembre. Subito sulla parete del primo edificio alla sinistra della via IV Novembre, è presente il murale Adiosu Adrià, realizzato nel 2021 da Daniele Palmas, nato nel 1974 a Lanusei, e dedicato ad Adriano Balloi, mancato all’affetto della comunità proprio in quell’anno a causa di un incidente. Adriano Balloi era molto conosciuto e apprezzato in tutta l’Ogliastra in particolare per aver fondato la B Metal e aver realizzato il bronzetto nuragico in metallo alto più di 25 metri che si trova nella zona industriale di Tortolì. La piccola opera di Daniele Palmas è un tributo a un uomo straordinario e un artista che ha lasciato il segno.
Nella via Giuseppe Garibaldi Imboccata la via IV Novembre, parte da essa sulla sinistra la via Giuseppe Garibaldi e subito, sul prospetto laterale sinistro del primo edificio alla sinistra della via Giuseppe Garibaldi adibito a biblioteca pubblica, è presente un murale che rappresenta un paesaggio con figure e animali, realizzato nel 2014 da Antonio Aregoni, nato nel 1960 a Lanusei. Il murale racconta due scene raffigurate su registri sovrapposti, in quello inferiore una donna, fuori dall’uscio di una casa, apre le pagine di un libro e con il dito indice indica il registro superiore dove, avvolte nei contorni di una nuvola, compaiono immagini evocative tratte dal mondo contadino e dai paesaggi marini dell’Ogliastra. Nel murale, in una sorta di gioco artistico per immagini, ideato come omaggio al mondo contadino e ai paesaggi marini dell’Ogliastra, il pittore rappresenta una scena simbolica dove il passato e la memoria storica sposano la necessità di coltivare la cultura nel presente.
Appena imboccata la via Giuseppe Garibaldi, passato il primo edificio alla sinistra, guardando l’edificio alla destra della strada, sul suo prospetto alla sinistra si trova un murale che rappresenta una scena di vita paesana, realizzato nel 2016 da Aldo Marongiu, nato nel 1966 a Lanusei. All’interno di una cornice creata illusoriamente come una finestra aperta su un muro di mattoni, il murale rappresenta una donna china di fronte ad una fontana, colta nell’attimo in cui sta riempiendo un secchio d’acqua. L’opera, in concorso per la gara pittorica promossa dal Comune in occasione della Primavera nel Marghine, Ogliastra e Baronia, illustra una scena tratta dalla vita quotidiana del passato, quando ancora le case non erano dotate dell’acqua potabile e le donne si recavano alla fontana del paese a prelevarla. Sulla scia della tendenza del muralismo sardo della metà degli anni Novanta, l’artist, ha scelto un tema tratto dalla memoria storica del luogo per poterlo far rivivere nel presente.
Nella via Dante Alighieri Procediamo lungo la via Giuseppe Garibaldi, dopo una sessantina di metri, svoltiamo a sinistra e prendiamo la via Dante Alighieri e, subito dopo, alla destra della strada sulla facciata dell’edificio al civico numero 15 della via Dante Alighieri, è presente un murale che rappresenta una scena di vita paesana, realizzato nel 2016 da Tonino Porcu, nato nel 1962 a Lanusei. Il murale ritrae realisticamente e in prospettiva, sullo sfondo dell’uscio di un’abitazione, la figura di un uomo intento ad intrecciare un cestino. L’opera, in concorso per la gara pittorica promossa dal Comune in occasione della Primavera nel Marghine, Ogliastra e Baronia, fotografa una scena tratta dalla vita quotidiana della gente del luogo. Sulla scia della tendenza del muralismo sardo della metà degli anni Novanta di rappresentare le tradizioni locali, al fine di valorizzarle, il muralista ha riprodotto l’immagine di quello che era il mestiere del proprietario dell’abitazione.
Nella prosecuzione della via Giuseppe Garibaldi Percorsa appena una ventina di metri lungo la via Dante Alighieri svoltiamo a destra nella continuazione della via Giuseppe Garibaldi. Qui subito sulla sinistra, sulla facciata dell’edificio al civico numero 11 della via Giuseppe Garibaldi, è presente un murale che rappresenta una composizione con figure, realizzato nel 2016 da Tania Piroddi, nata nel 1991 a Lanusei. Nell’opera, dall’intonaco bianco del fondo, emergono le sagome di quattro figure femminili divise in due blocchi, sulla sinistra si trova una donna, ritratta di spalle, che inquadra su un tablet, per fotografarle, le altre tre donne, collocate frontalmente sulla destra e intente a mostrare vassoi colmi dei prodotti culinari tipici del luogo. L’opera, in concorso per la gara pittorica promossa dal Comune in occasione della Primavera nel Marghine, Ogliastra e Baronia, verte sulla possibilità di creare un ponte tra passato e presente, Gli elementi preesistenti della tradizione, simbolicamente rappresentati dagli abiti regionali indossati dalle donne e dai prodotti culinari tipici del luogo, coesistono in una continuità, anche visiva, con il presente, rappresentato dai nuovi strumenti della tecnologia digitale.
Lungo la via Giuseppe Garibaldi, sulla facciata dell’edificio successivo al civico numero 13, è presente il murale che rappresenta un interno con figure, realizzato nel 2016 da Angela Deiana, nata nel 1076 ad Arzana. L’opera racconta uno scena di vita familiare, nel quale all’interno di una vano di una casa con il caminetto acceso, un bambino in primo piano, ritratto di spalle e per terra, è rivolto verso una donna seduta su una seggiola con un bambino fra le braccia. Il murale, arrivato al secondo posto nel concorso a tema libero promosso dal Comune in occasione della Primavera nel Marghine, Ogliastra e Baronia, racconta una scena di vita quotidiana capace di evocare, nell’immediato, il valore della famiglia. Assimilabile per la scelta delle dimensioni e la presenza di una cornice, a un quadro, l’opera dialoga con i passanti per raccontargli la memoria storica dei luoghi, nel pieno rispetto della tendenza del muralismo sardo degli anni Novanta.
Pochi metri più avanti, alla destra della strada, in corrispondenza del civico numero 8 della via Giuseppe Garibaldi, sulla facciata dell’edificio è presente il murale che rapppresenta un paesaggio con architettura e formiche, intitolato Io speriamo che me la cavo, realizzato nel 2016 da Silvia Mareu, nata nel 1979 a Lanusei. L’opera raffigura, sullo sfondo della chiesa di Nostra Signora di Monserrato, uno stuolo di formiche in processione che avanzano lentamente, mentre una di loro, al centro della scena e lontano dal gruppo, osserva, nascosta dietro una colonna, quanto accade. A destra una colomba rimanda ad un messaggio di pace. Nel murale, dipinto per il concorso a tema libero promosso dal Comune in occasione della Primavera nel Marghine, Ogliastra e Baronia, l’elemento figurativo prevale su quello decorativo, dato che in un’atmosfera fiabesca le formichine, tema ricorrente nei dipinti e nelle illustrazioni di Silvia Mereu, simboleggiano gli esseri umani che avanzano sereni verso la pace rappresentata dalla colomba, mentre il titolo Io speriamo che me la cavo sembra riferirsi alla formica nascosta dietro la colonna che cerca il coraggio di partecipare alla scena.
Proseguiamo lungo la via IV Novembre con la Capretta di Adriano Balloi Da dove, dalla piazza San'Antioco, abbiamo preso la via IV Novembre, la seguiamo e dopo un’ottatina di metri incrociamo la via Dante Alighieri. All’angolo gtra queste due strade, alla destra della via V Novembre, è presente la grande statua in bronzo rappresentante una capretta, realizzata da Adriano Balloi. La capra rientra nella poetica dell’artista, che amava rappresentare figure simboliche del mondo pastorale sardo, creare sculture monumentali in metallo, e valorizzare il territorio con installazioni pubbliche di forte impatto visivo. L’opera è ricordata come una delle installazioni più caratteristiche create da Balloi, insieme ai suoi celebri bronzetti nuragici giganti.
Proseguendo per un centinaio di metri lungo la via IV Novembre, alla destra della strada sulla facciata di un edificio si trova il murale che rappresenta due figure colte nell’atto di baciarsi, realizzato nel 2016 da Michela Casula, nata nel 1978 a Lanusei. Nell’opera emergono in primo piano due figure angeliche colte nel momento dello scambio di un bacio. Completano la composizione uno sfondo variopinto formato da tanti piccoli tasselli, elementi ornamentali e una scritta. Questo murale è risultato il vincitore del concorso a tema libero promosso dal Comune in occasione della Primavera nel Marghine, Ogliastra e Baronia, ed il esso, in un’atmosfera quasi fiabesca, prevale sulla raffigurazione l’elemento decorativo e ornamentale. Completa e spiega il significato dell’opera e la scelta del soggetto da parte dell’artista, la seguente citazione di Nelson Mandela: Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza / della religione o della classe alla quale appartengono. / Gli uomini imparano a odiare, / e se possono imparare a odiare, / possono anche imparare ad amare, perché l’amore, / per il cuore umano, è più naturale dell’odio. / Nelson Mandela Lungo cammino verso la libertà, 1995. La chiesa parrocchiale di Nostra Signora del MonserratoPercorsa un’altra cinquantina di metri lungo la via IV Novembre, svoltiamo a sinistra nella via Camillo Benso di Cavour, la seguiamo per una sessantina di metri e vediamo, alla destra della strada, la piazza della Chiesa all’interno della quale, al civico numero 1, si affaccia la chiesa intitolata a Nostra Signora del Monserrato che è la parrocchiale di Girasole. Delle sei chiese antiche di Girasole rimane oggi solo questa chiesa, edificata in stile gotico aragonese tra il sedicesimo ed il diciassettesimo secolo, con forme sobrie e semplici. Altre due chiese minori erano quella dedicata a Sant’Antonio, sconsacrata e destinata a magazzino, ed una seconda, ubicata fuori dal centro abitato, dedicata a Sant’Alessandro, andata in rovina, sulla cui area è stato edificato il cimitero, ma di queste ultime due non esiste più alcuna traccia. La chiesa dedicata a Nostra Signora del Monserrato presenta una semplice pianta rettangolare ad una sola navata su cui si affacciano le cappelle laterali. L imponente e asimmetrica facciata di colore bianco ospita nella parte inferiore, compreso fra due massicci pilastri, un modesto portale d ingresso. Nella parte superiore, domina il grande campanile a vela con tre aperture ogivali dotate di campane poste su due livelli differenti, e ornate lateralmente ed alla sommità da elementi decorativi cuspidati. 
All’interno della chiesa è presente un antico e pregiato altare di forma tradizionale, che ospita sulla mensa due ordini di gradini, con un’edicola centrale affiancata da quattro pilastrini reggenti cornice aggettante e cimasa cuspidata sormontata da una croce. Sopra l’altare si trova la statua della Madonna del Monserrato. 
Nella chiesa sono custodite, inoltre, le statue di Sant’Antioco, di San Giovanni Battista, di San Sebastiano, di San Francesco d’Assisi e di Sant’Antonio da Padova. Il restauro del 2014 ha portato alla luce affreschi del diciottesimo secolo. 
Significative sono all’interno della chiesa la bussola d’ingresso, di Antonio Vacca, operante nella prima metà del diciannovesimo secolo, ed il fonte battesimale a pianta rettangolare con parte superiore in legno ed all’interno una vaschetta a due scomparti, attribuita allo stesso autore. 
Ogni anno a Girasole presso questa chiesa parrocchiale si svolgono due importanti feste religiose. La principale è l’8 settembre, quando si celebra la Festa della Madonna del Monserrato, che è la Festa più sentita del paese. La festa prevede la processione seguita dalla messa solenne, ed anche aspetti laici, quali la sfilata dei costumi tradizionali e dei cavalieri, i balli in piazza e gli spettacoli folcloristici, musica tradizionale sarda, nell’Anfiteatro Comunale. Ed inoltre, la seconda domenica dopo Pasqua, vi si celebra la Festa di Sant’Antioco, anch’essa con una sentita processione, balli in piazza con musiche tradizionali e gare poetiche, a cura del Comitato ad essa dedicato. Il murale che rappresenta una composizione con figura e bandiera Ritorniamo sulla via Nazionale, dove avevamo preso a destra la via IV Novembre, e subito più avanti arriviamo a una rotonda dove parte dritta la prosecuzione della via Nazionale, mentre a sinistra parte la via Italia e, ancora più a destra, la via Roma. Sul prospetto affacciato sulla rotonda dell’ultimo edificio alla sinistra della via Nazionale, è presente il murale che rappresenta una composizione con figura e bandiera, intitolato Sambene Sardu no cheret meres!, realizzato da Daniele Palmas, nato nel 1974 a Lanusei. L’opera riproduce su uno sfondo rosso la figura in negativo di una maschera tipica della tradizione sarda, raffigurata con le braccia aperte e i pugni chiusi, che con la mano destra tiene stretta la bandiera della Sardegna. Un'iscrizione accompagna e titola la rappresentazione. Per il tipo di rappresentazione, questa opera rientra nel filone del muralismo politico, ispirato al manifesto, al fumetto e a quel tipo di illustrazione capace di trasmettere, nell’immediato, un messaggio comunicativo e ideologico, anche, e soprattutto, servendosi di scritte che occupano larga parte della superficie pittorica. Attraverso questa opera utilizzata come mezzo di comunicazione di massa, l’artista, servendosi di un elemento simbolico come la figura della maschera carnevalesca sarda di Su Boe, uomo e animale insieme, illustra un tema come la libertà, la forza e la volontà dei Sardi, animati dal desiderio di un’orgogliosa indipendenza.
La grande statua del Demone Nuragico di Adriano Balloi Passata la rotonda, sull’angolo tra la prosecuzione della via Nazionale e la via Italia, in una aiuola è presente il Demone Nuragico, una grande statua alta nove metri che rappresenta un guerriero Shardana, opera di Adriano Balloi. Gli Shardana erano i guerrieri dal cuore ribelle che facevano parte dei leggendari Popoli del Mare che solcavano il Mediterraneo oltre tremila anni fa, famosi per i loro elmi cornuti e la loro abilità in battaglia, alcuni combatterono persino come militari nell’antico Egitto. Le loro prime tracce risalgono al quindicesimo secolo avanti Cristo, e sono raffigurati nelle tombe dei visir egizi Senmut, Useramon e Rekhmire a Tebe, durante la loro missione diplomatica presso i faraoni Hatshepsut, Thutmosis III e Amenhotep II. L’obiettivo di questa missione era ottenere il permesso di continuare i commerci verso le coste asiatiche, mantenendo al contempo l’indipendenza amministrativa dall’Egitto.
La Scuola Primaria intestata a Cesare Battisti Passata la rotonda, proseguendo lungo la via Nazionale si vede, alla sinistra della strada, l’edificio che ospita la Scuola Primaria intestata a Cesare Battisti. Sulla fiancata destra dell’edificio, è presente il murale che rappresenta una scena fantastica, intitolato Nuovi orizzonti, ralizzato nel 2016 da Emanuele Fenu, nato nel 19790 a Nuoro. Su uno sfondo di rettangoli variopinti, l’opera racconta per immagini una scena fantastica, nella quale in primo piano un uomo in giacca e cravatta indossa un cappello a cilindro da cui spunta una bambina con un cannocchiale, mentre nel registro superiore la stessa bambina è dipinta a rovescio. Il murale, dipinto per la esposizione promossa dal Comune in occasione della Primavera nel Marghine, Ogliastra e Baronia, spiega e arricchisce il significato dell’edificio su cui insiste, secondo una consuetudine tipica del muralismo degli anni Novanta. Sulla parete posteriore della scuola primaria, Emanuele Fenu dipinge personaggi fiabeschi capaci di osservare il mondo da sotto in su con un cannocchiale, e comunicare in modo diretto con il passante. L’intento dell’artista è quello di rappresentare le infinite possibilità che ogni persona ha nel corso della sua vita.
Il Campo da CalcettoDalla rotonda sulla via Nazionale, prendiamo verso sinistra la via Italia lungo la quale, alla destra della strada, si trova un ampio spazio nel quale è ospitato un Campo da Calcetto, che si trova tra questa strada e la prima traversa a destra che è la via Milano. Il Campo da Calcetto è dotato di tribune in grado di ospitare una quarantina di spettatori, nel quale è possibile effettuare competizioni di calcetto, ossia calcio a cinque. 
L’Anfiteatro ComunalePresa la prima traversa a destra della via Italia, che è la via Milano, alla sua destra, all’interno di un ampio spazio, si trova l’Anfiteatro Comunale di via Italia, nel quale si svolgono tutte le principali manifestazioni folkloristiche che si tengono a Girasole. Lungo la prima traversa sulla destra della via Milano, si trova alla destra l’ingresso dell’Anfiteatro, dal quale si accede ad esso. 
Il murale sul muro retrostante l’anfiteatro comunaleSul muro retrostante l’anfiteatro comunale, è presente un murale che rappresenta una composizione con figure, parti anatomiche e scritte, realizzato nel 2016 da Daniele Palmas, nato nel 1974 a Lanusei. Diviso in due riquadri, il murale riporta sulla sinistra un’iscrizione; sulla destra, all’interno della pupilla di un occhio spalancato, appare l’immagine di un bimbo senza vita. Il murale, dipinto su commissione della municipalità in occasione del concorso indetto per la Primavera nel Marghine, Ogliastra e Baronia, rientra per il suo carattere di denuncia, nel filone del muralismo politico, capace di trasmettere, nell’immediato, un messaggio comunicativo e ideologico, unendo alla rappresentazione pittorica ingombranti iscrizioni. Attraverso un’opera utilizzata come mezzo di comunicazione di massa, l’artista riproduce sul muro una fotografia legata ad un doloroso fatto di cronaca del settembre del 2015, il ritrovamento sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, del corpicino senza vita di Aylan Kurdi, un bambino di tre anni, morto nel tentativo di scappare dalla guerra. La presenza di un’iscrizione con una citazione, completa e spiega il significato dell’opera e la scelta del soggetto da parte dell’artista. 
In seguito il murale è stato completato, con l’apposizione di un nuovo riquadro, alla sinistra di quelli che erano già presenti, nel quale è stata riportata la scritta Non ci sono addii per noi!, una frase spesso attribuita a Mahatma Gandhi, che costituisce un potente tributo alla memoria e al legame eterno che resta oltre la morte. Non ci è noto l’autore di questo ampliamento del murale di Daniele Palmas. La Palestra ComunaleLungo la prima traversa sulla destra della via Milano, alla sinistra si trova l’edificio che ospita la palestra Comunale di via Milano, la quale è proprio di fronte all’ingresso dell’Anfiteatro Comunale. La Palestra non è dotata di tribune, ed in essa è possibile praticare come discipline attività ginnico motorie, pallacanestro e pallavolo. 
Il Cimitero Comunale di GirasolePresa dalla via Nazionale verso sinistra la via Italia, passiamo il Campo da Calcetto e la strada che porta all’Anfiteatro Comunale, proseguiamo fino a che questa strada esce dall’abitato e, dopo seicentocinquanta metri, vediamo alla destra della strada il muro di cinta con l’ingresso del Cimitero Comunale di Girasole. Lungo il muro di cinta si trova anche l’ingresso della Cappella cimiteriale. 
Visita dei dintorni di GirasolePer quanto riguarda le principali ricerche archeologiche effettuate nei dintorni di Girasole, sono stati portati alla luce i resti del nuraghe complesso di tipo misto Sconk ’e Porcu; del nuraghe complesso Santu Tomau; ed anche dei nuraghi Cerinas, Perd ’e Pizzoriga, entrambi di tipologia indefinita. Vediamo ora che cosa si trova di più sigificativo nei dintorni dell’abitato che abbiamo appena descritto. Un'area fitness all’aria aperta Arrivando a Girasole da Tortolì, dalla rotonda con al centro l’indicazione dell’ingresso in Girasole, parte alla destra la deviazione sulla via Alessandro Manzoni con le indicazioni per la spiaggia di S’
Isula Manna. La seguiamo e dopo appena una cinquantina di metri arriviamo a un bivio, dove verso sinistra la strada diventa la via Dante Alighieri, mentre procedendo dritti prosegue la via Alessandro Manzoni. Procediamo lungo quest'ultima e la seguiamo per circa centocinquanta metri, e vediamo alla destra della strada un’area giochi. Questo piccolo parco in seguito diventata una palestra all’aria aperta, dato che al suo interno sono stati installati nel 2024 otto attrezzi per il fitness. Con questi elementi è nata a Girasole la prima area fitness all’aria aperta, nella quale si può effettuare sport all’aperto, gratis e per tutti. Gli attrezzi installati sono specifici per differenti parti del corpo, ed in particolare uno riservato ai disabili.
Il Campo Sportivo di GirasoleDalla via Alessandro Manzoni, passata l’area fitness svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per il Campo Sportivo e raggiungiamo, dopo quasi quattrocento metri, quando arriviamo in località Santu Austinu, il Campo Comunale Sa Suergera. Il Campo Comunale ospita un Campo da Calcio con fondo in erba naturale, dotato di tribune in grado ospitare un centinaio di spettatori. 
Più avanti, si trovava un tempo il più piccolo Campo polivalente che era dotato di fondo in erba sintetica, nel quale era possibile disputare competizioni di tennis e di calcetto, ossia calcio a cinque. Negli ultimi anni il campo polivalente è stato dismesso e al suo posto sono stati realizzati tre Campi da Tennis, non dotati di tribune, che oggi sono utilizzati dal Tennis Club Girasole, il quale in essi svolge le sue attività. Sulla costa settentrionale dello stagno di Tortolì erano presenti resti di un insediamento romano e del Sulplicius Portus Arrivando a Girasole da Tortolì e presa la via Alessandro Manzoni, evitiamo la deviazione per il Campo Sportivo, e proseguiamo per una settantina di metri per poi prendere verso destra la via Bisiccu che, in circa trecentocinquanta metri, porta sulla costa settentrionale dello stagno di Tortolì. Non lontano da questa località, nell’area adiacente all’ansa della laguna sono state rinvenute tracce di un insediamento risalente all’età Romana. Infatti, da indiscrezioni di persone che hanno lavorato negli anni ottanta del secolo scorso al dragaggio dello stagno, sarebbero state rinvenute in questa zona tracce di una strada in pietra con le fughe per i carri, risalente anch’essa all’età romana. Sarebbe stato tutto ricoperto per non bloccare i lavori, e si ritiene che dovrebbe essere ancora presente. Accanto agli insediamenti risalente all’età Romana, sulla costa settentrionale dello stagno di Tortolì doveva trovarsi, un poco più ad oriente, anche l’antico porto punico e successivamente romano chiamato Sulpicius Portus, un porto fondamentale per tutta l’Ogliastra citato da Tolomeo nel secondo secolo dopo Cristo, situato tra le foci del fiume Saeprus, identificato con il Flumendosa, e il fiume Cedrino. Oggi i suoi resti non sono ancora visitabili, ma continuano a raccontare silenziosamente la storia del centro urbano più antico dell’Ogliastra. Altre importanti vestigia romane sono rappresentate dagli innumerevoli ritrovamenti di relitti di navi romane e del loro carico nelle acque antistanti il golfo di Tortolì nei dintorni di Arbatax. La presenza di numerosi relitti di epoca romana lungo la costa orientale della Sardegna, segnalati dai subacquei, dimostra che i naufragi in questo tratto di litorale non erano certo infrequenti. Questo perché, in età imperiale, le navi frumentarie, che da Ostia raggiungevano Cartagine, toccavano nel viaggio di ritorno alcuni porti della costa orientale sarda, uno dei quali era forse proprio il Sulpicius Portus.
Sulla costa settentrionale dello stagno di Tortolì sorgeva il nuraghe Cerinas Presa la via Alessandro Manzoni, evitiamo la deviazione per il Campo Sportivo, e proseguiamo per quattrocentocinquanta metri, per poi proseguire sulla via IV Novembre, proveniente dalla piazza Sant’Antioco. Seguiamo la via IV Novembre e, dopo un centinaio di metri, prendiamo la strada che conduce verso il mare, chiamata appunto via del Mare, che costeggia a settentrione lo stagno di Tortolì. Seguendo la via del Mare, dopo quattrocento metri si trova un sentiero sulla destra che, percorso verso sud per circa trecento metri, porta sulla costa settentrionale dello stagno di Tortolì, nel luogo dove sorgeva il nuraghe Cerinas. Si trattava di un nuraghe di tipologia indefinita edificato ad appena 4 metri di altezza, del quale non rimangono che pochi resti, ossia solo qualche filare di pietre di porfido e granito, posizionati sui bordi dello stagno di Tortoli. Attorno a questi pochi resti, sono stati rinvenuti reperti fittili tra cui vasi in stato frammentario e pesi da rete, che testimoniano l’attività di pesca già in epoca preistorica.
La spiaggia di Girasole ossia la spiaggia di S’
Isula Manna in territorio di LotzoraiLa via del Mare, dopo un chilometro e settecento metri, sbocca su un’altra strada che costeggia il Rio Girasole, la quale, presa verso destra, ossia in direzione sud seguendo le indicazioni per il Chiosco Bar, in cinquecento metri porta alle spiagge. Di fronte al borgo di Girasole, affacciata sul mare, si trova la cosidetta spiaggia di Girasole. In realtà, al di là del nome con il quale viene solitamente indicata, non si tratta della spiaggia del Comune di Girasole, dato che si trova già in territorio di Lotzorai, anche se la sua appartenenza è oggetto di una pluriennale disputa tra il comune di Lotzorai e quello di Girasole. Dietro ad essa si sviluppa la bella e lunga pineta di Lotzorai chiamata anche la pineta dell’S'Isula Manna, che ogni estate è presa d’assalto da turisti e non, come ritrovo per pic nic ma è anche luogo di passeggiate, dato che è attraversata da diversi sentieri. È delimitata, a nord, dalla laguna di Iscrixedda, meglio conosciuta con il nome di Paùle Iscrixedda, che è alimentata dalla acque del Rio Girasole, che ne forma la foce a sud ovest dallo stagno di Tortolì, ed è delimitata, a sud, dalla spiaggia della Capannina. Ed alle spalle della pineta di Lotzorai o pineta di S’
Isula Manna, si trova il Canale di su Stoargiu, che mette in collegamento la laguna di Iscrixedda con lo stagno di Tortolì. Viene dato solitamente il nome di spiaggia di Girasole la prosecuzione verso nord della spiaggia della Capannina che si trova in territorio di Tortolì lungo la costiera di Arbatax, la quale ne ha analoghe caratteristiche. In realtà si trova già in territorio di Lotzorai, ed il suo vero nome sarebbe quello di spiaggia di S’
Isula Manna che confina a sud con la spiaggia della Capannina, che si trova allo sbocco dello stagno di Tortolì nella zona peschiera, e confina a nord con lo sbocco a mare del Rio Girasole. La sabbia di questa spiaggia è bianchissima, la grammatura varia a seconda della zona da media a fine, in un ambiente incontaminato e con la presenza di piccole dune, e si affaccia su acque dalle tonalità azzurre cangianti. Come servizi, in questa spiaggia è presente un chiosco bar.
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Il Kartodromo di Is ArenadasDal centro di Girasole prendiamo la via Nazionale e poi la via Italia verso il Cimitero, dopo una trentina di metri svoltiamo a sinistra nella via Roma, la seguiamo per trecentocinquanta metri, poi prendiamo la deviazione sulla destra. Seguita questa deviazione fino in fondo, dopo un chilometro e quattrocento metri sbocca su una trasversale, la prendiamo verso destra, dopo seicento metri svoltiamo a sinistra, e, dopo altri cinquecento metri, vediamo, alla sinistra della strada, il Kartodromo di Is Arenadas. 
Questo Kartodromo viene gestito dalla A.S.D. Mariskarts Sport Team, ed in esso si possono praticare discipline di automobilismo sportivo, sia competizioni su piste asfaltate, che karting, ed altre attività. I resti del nuraghe complesso Santu Tomàu Ad ovest rispetto all’abitato di Girasole sono presenti pochi resti di tre nuraghi. Si trovano più a nord i resti del nuraghe Santu Tomàu, che si trova poco distante dalla chiesa campestre di San Tommaso presente nel terrotorio Comunale di Lotzorai. Per raggiungerlo, dal centro di Girasole si percorre la SS125 Orientale Sarda verso nord, in direzione Lotzorai. Dal centro di Lotzorai si prende verso sinistra la SP56 per Talana, dopo un chilometro e mezzo, seguendo le indicazioni deviamo a sinistra nella Strada Vicinale San Tommaso, percorso poco piu di un chilometro sulla strada asfaltata, svoltiamo in una sterrata sulla destra e, in centottanta metri, arriviamo di fronte alla chiesa campestre di San Tommaso. Il nuraghe è in cima alla collina, raggiungibile in dieci minuti a piedi. Si tratta, probabilmente, di un nuraghe complesso costruito in granito a 62 metri di altezza, del quale rimane visibile la torre centrale con all’interno la camera, e con un corpo aggiunto di difficile lettura, ossia un muro curvilineo che costituiva probabilmente una seconda torre. Sul pendio a nord ovest, nascosti dal crollo e dalla vegetazione, si osservano brevi tratti murari. Nell’area circostante sono stati rinvenuti frammenti di contenitori in ceramica.
I resti del nuraghe Perd e Pizzoriga di tipologia indefinita Più a sud rispetto al nuraghe Santu Tomàu, a una distanza di circa 1200 metri da esso, ed anche un poco più a sud ovest rispetto al Kartodromo di Is Arenadas, si trovano altri pochi resti che vengono attribuiti al nuraghe Perd ’e Pizzoriga. Si tratta dei resti di una struttura di epoca nuragica, probabilmente costruita interamente in granito a circa 42 metri di altezza, che oggi appare non classificata o parzialmente conservata, e viene definito come un nuraghe di tipologia indefinita. Viene censito come un probabile nuraghe, sebbene non sia esplicitamente segnato in alcune mappe storiche come quelle dell’Istituto Geografico Militare, ma viene citato all’interno del Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna come situato in un’area caratterizzata da manufatti di valenza storica e culturale.
I resti del nuraghe complesso di tipo misto di Sconk e Porcu Ed ancora più a sud, sono presenti pochi i resti del nuraghe di Sconk ’e Porcu un nuraghe complesso di tipo misto costruito in granito a 126 metri di altezza. Il nuraghe è poco leggibile allo stato di degrado, ma di esso rimane visibile interamente la struttura. Si individuano almento due torri, una di forma rotonda e l’altra è una struttura di forma irregolare, tra di loro connessi da un muro o corridoio. Anche questo nuraghe non è segnato sulla mappa dell’Istituto Geografico Militare. In tutta l’area sono visibili resti murari e materiali, probabilmente indicativi della presenza di un villaggio. Il nuraghe di Sconk ’e Porcu sorge su una collina, sulla stessa linea verticale dei due nuraghi Santu Tomàu e Perd ’e
Pizzoriga, quasi a formare con essi un unico asse difensivo o di avvistamento. Nelle vicinanze del monumento, in direzione sud, sono rintracciabili resti murari di epoca romana.
La prossima tappa del nostro viaggioNella prossima tappa del nostro viaggio, riprenderemo la SS125 Orientale Sarda da Tortolì e risaliremo la costa dell’Ogliastra fermandoci a Lotzorai che visiteremo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trova la sua costiera con la spiaggia del Lido delle Rose e di Tancau. |