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Goni ed il parco archeologico di Pranu Mutteddu con le sepolture megalitiche e circa 60 menhir

In questa tappa del nostro viaggio, da Escalaplano ci recheremo a Goni, che visiteremo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trova il parco archeologico di Pranu Mutteddu con le sue numerose sepolture megalitiche del tipo a circolo ed i suoi circa sessanta menhir.

Il Gerrei nella regione storica del Sarrabus-Gerrei

Il Sarrabus-GerreiIl Sarrabus-Gerrei è la regione storica della Sardegna sud orientale che anticamente, come territorio, apparteneva al giudicato di Càlari, alle Curatorie di Sarrabus, Colostrai e Gerrei. Il Sarrabus-Gerrei viene distinto nei due territori del Gerrei all'interno, caratterizzato dalla pastorizia, e del Sarrabus, verso la costa e verso sud, agricolo e turistico. Il territorio del Gerrei si trova tra il Sarrabus a est, la Trexenta a ovest, il Campidano di Cagliari a sud, e l'Ogliastra a nord. I comuni che fanno parte del Gerrei sono Armungia, Ballao, Escalaplano, Goni, San Nicolò Gerrei, Silius, Villasalto. Questo territorio è un'area occupata da una serie di altopiani e profonde valli in cui cresce rigogliosa la macchia mediterranea, attraversata dal fiume Flumendosa. Sorgenti d'acqua irrorano le valli che sono ricoperte di macchia mediterranea ed hanno abbondanza di sugheri, lecci ed olivastri.

In viaggio verso Goni

Usciamo da Escalaplano verso sud col corso Sardegna, che esce dall'abitato con il nome di SP13, la seguiamo verso sud est per sette chilometri e mezzo, poi svoltiamo a destra sulla SP23 e, dopo nove chilometri in direzione ovest, entriamo nell'abitato di Goni. Dal Municipio di Escalaplano a quello di Goni si percorrono 17.6 chilometri.

Goni il più piccolo comune della provincia del Sud Sardegna Informazioni turistiche

Goni-Veduta dell'abitatoGoni-Stemma del comuneIl piccolo e pittoresco borgo di pastori del Gerrei chiamato Goni (altezza metri 383, abitanti 555) è il più piccolo comune della provincia del Sud Sardegna, che si estende nella parte nord orientale della provincia. L'abitato è raggiungibile tramite la SS387 del Gerrei, che dista una ventina di chilometri. Il territorio comunale presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, che vanno da un minimo di 97 a un massimo di 657 metri sul livello del mare. L'abitato si trova in un ambiente naturalistico ancora intatto, in una zona ricca di selvaggina che costituisce una buona base per le battute di caccia. Di particolare bellezza è la vallata dove scorre il Flumendosa, che separa il suo territorio comunale da quelli vicini.

Origine del nome

Il suo nome riflette la base prelatina Gonnos che indica una altura, ossia una collina, un poggio, una prominenza.

La sua economia

La sua economia è di tipo prevalentemente agricolo. Il settore primario è presente con la coltivazione di cereali, ortaggi, foraggi, vite e olivo e con l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini ed equini. Il settore economico secondario è costituito da imprese che operano nei comparti del legno, meccanico ed edile. Il terziario non assume dimensioni rilevanti. Goni è centro di secolari tradizioni artigiane, in particolare quelle della lavorazione del sughero e dell’intreccio. Il bel paesaggio che la circonda, dominato dal monte Moretta che si affaccia sul lago Mulargia, è una ragione sufficiente per attirare un buon numero di turisti sul posto. All’interno di una vasta zona costituita prevalentemente da colline selvagge quasi del tutto disabitate, nel cuore del Gerrei, poco distante dal Flumendosa, è possibile visitare un sito archeologico di notevole importanza. Nella periferia a nord dell’abitato, a cinquecento metri di distanza, in località Peinconi, degno di una visita è l’importante affioramento di rocce siluriane, ivi localizzato, sulle quali sono visibili i resti di una ricca fauna conservata a graptoliti, raro fossile del Paleozoico, noto a livello internazionale per il suo rilevante interesse scientifico. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.

Brevi cenni storici

Il ritrovamento sul territorio di tracce di insediamenti umani risalenti alla fine del quarto ed al terzo millennio avanti Cristo, testimonia l’origine antica del borgo. Compresa nel Medioevo nella curatoria di Siurgus, del giudicato di Cagliari. I Visconti di Gallura la tengono dal 1258, in seguito passa al comune di Pisa. Successivamente passa sotto il dominio della corona di Aragona. Nel 1348, il re Pietro IV la trasforma in feudo e la assegna a Guglielmo de Torres, giurisperito e assessore del governo di Cagliari. Nel 1552 appartiene a Tiberio Sanna, membro di una delle più antiche famiglie sarde legate da sempre alla causa aragonese. In epoca successiva, viene incorporata nel marchesato di San Tommaso, e venne concessa ai Cervellon e poi ai Nin, ai quali viene riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale. Il comune di Goni, nel 1928, in base alle norme del regime fascista che eliminano i comuni troppo piccoli, viene aggregato al comune di San Basilio, distante una quindicina di chilometri, che si trova nella regione storica della Trexenta, ma nel 1946 viene nuovamente separato nel rispetto della sua appartenenza alla regione storica del Gerrei. Nel 2016 viene cambiata la provincia alla quale appartiene, passando dalla provincia di Cagliari alla nuova provincia del Sud Sardegna.

Principali feste e sagre che si svolgono a Goni

A Goni è attiva l'Associazione Turistica Pro Loco Goni, nelle cui esibizioni è possibile ammirare il costume tradizionale locale. Tra le principali principali feste e sagre che si svolgono a Goni meritano di essere menzionate, a fine marzo, nel parco archeologico, si svolge la coinvolgente giornata di primavera; il primo maggio, la Festa di San Giacomo minore, con balli canti e gastronomia tradizionale locale; l'ultima domenica di luglio, la Festa del patrono San Giacomo Maggiore, con processione solenne nelle vie del paese; il 31 agosto, la Festa di San Raimondo, anch'essa con balli canti e gastronomia tradizionale locale.

Visita del centro del paese

L'abitato, interessato da crescita edilizia, si è sviluppato in un percorso di fondovalle, che accompagna il tragitto di un affluente del rio Annali, subordinato del Flumendosa. Entriamo in Goni da est con la SP23, che nel paese assume il nome di via dei Galillensi, poi diventa via Flumendosa, ed ancora più avanti via Roma.

La chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore

Goni-Chiesa parrocchiale di San Giacomo MaggioreGoni-Chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore: internoEntrati nell'abitato, ottocento metri dopo il cartello segnaletico che sulla SP23 aveva indicato l'ingresso nel paese, alla destra della strada, al civico numero 18 di via Roma, si trova la Chiesa di San Giacomo Maggiore, che è la chiesa parrocchiale di Goni. Si tratta di una chiesa assai recente, con una caratteristica facciata a salienti, la parte centrale in aggetto con protiro antistante l'ingresso. Un piccolo campanile a vela ed una semplice croce latina svettano alle due estremità della parte superiore del prospetto delimitato per tutta la lunghezza da una sporgente cornice modanata. L'aula interna è realizzata con tre navate spartite in campate, e con l'area del presbiterio sopraelevata rispetto alla pavimentazione del resto dell'aula.

Goni-Manifesto per la festa del patrono San Giacomo MaggioreA Goni, l'lutima domenica di luglio, si svolge la Festa del patrono San Giacomo Maggiore, che viene festeggiato insieme a Sant'Anna, San Gioacchino e Santa Barbara. Le celebrazioni di Santa Barbara si svolgono il lunedi, quelle solenni solenni per San Giacomo Maggiore iniziano il martedì, mentre la giornata di mercoledì vengono festeggiati Sant’Anna e Gioacchino. Il Comitato dei festeggiamenti organizza un ricco programma di eventi articolato con la processione solenne che percorre le vie del paese, diverse animazioni liturgiche, ed anche spettacoli di vario intrattenimento.

Il Municipio di Goni

Goni-Ingresso dell'edificio che ospita il Municipio di GoniDi fronte alla chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore, alla sinistra della strada, al civico numero 27 di via Roma, si trova l'ingresso dell'edificio che ospita il Municipio di Goni, con la sua sede e gli uffici che forniscono i loro servizi agli abitanti del paese. Passato l'ingresso del Municipio, parte, alla sinistra della via Roma, la via Municipio, una strada in discesa, e tra questa e la via Roma, su un rialzo del terreno, si trova l'edificio che lo ospita.

Gli Impianti Sportivi Comunali

Proseguendo lungo la via Roma, la strada si porta ai limiti occidentali dell'abitato, e, a settecento metri dal Municipio, si trova, alla sinistra della strada, l'ingresso della Piscina Comunale, di proprietà del Comune di Goni, gestita dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Goni Club, nella quale svolgere le discipline del nuoto ed altre attività.

Goni-Piscina Comunale: ingresso Goni-Piscina Comunale: la piscina

Prima dell'ingresso della Piscina, soteggiando il suo fianco, parte alla sinistra una strada pedonale con fondo in cemento, lungo la quale, più avanti, alla destra, si trovano i Campi Sportivi Comunali, di proprietà e gestiti dal Comune di Goni. Si tratta di un Campo da Calcio, un Campo da Calcetto ossia Calcio a cinque dotato di tribule in grado di ospitare un centinaio di spettatori, ed un Campo da Tennis.

Goni-Campi Sportivi Comunali: ingresso Goni-Campi Sportivi Comunali: il Campo da Calcio Goni-Campi Sportivi Comunali: il Campo da Calcetto ossia Calcio a cinque Goni-Campi Sportivi Comunali: il Campo da Tennis

Il Cimitero di Goni

Goni-Ingresso del Cimitero di GoniLungo la via Roma, passato il Municipio, ci dirigiamo verso gli Impianti Sportivi. Percorsi trecentocinquanta metri, svoltiamo tutto a sinistra e prendiamo la via Riu su Bau. Dopo duecentocinquanta metri svoltiamo a destra nella via Camillo Bellieni, la strada che, percorsi altri duecentocinquanta metri, ci porta a costeggiare, alla sua sinistra, il muro di cinta, ed a raggiungere, sempre alla sinistra della strada, l'ingresso del Cimitero di Goni.

Visita dei dintorni di Goni

Nel territorio che circonda l'abitato di Goni, sorgono rilevanti siti preistorici, soprattutto il nuraghe Goni ed il parco archeologico di Pranu Mutteddu, che viene anche soprannominato la Stonehenge italiana, che è anche più antico dell'originale inglese. Quindi, nei dintorni di Goni, sono stati portati alla luce i resti del complesso megalitico di Pranu Mutteddu; dei nuraghi semplici Casteddu Mannu, Goni, is Truiscus, sa Narba; del nuraghe complesso Perdu Cucca; del Nurageh Stincoddi, di tipologia indefinita.

Il nuraghe Goni

Goni-Resti del nuraghe GoniDal Municipio di Goni proseguiamo lungo la via Roma che, passata la Piscina Comunale, esce dall'abitato con il nome di SP23 e si dirige verso San Basilio. Percorsi appena cinquecento metri dal Municipio, svoltiamo a destra e prendiamo la via Indipendenza, che esce dall'abitato di Goni e si dirige verso la pineta di monte Moretta. La seguiamo per settecentocinquanta metri, ed arriviamo a vedere, su un'altipiano alla sinistra della strada che domina il paese, il nuraghe Goni, che si trova a 509 metri di altezza, ed è in buono stato di conservazione. L'edificio in blocchi di pietra calcarea, si tratta di un bel nuraghe monotorre, circolare, dieci metri di diametro, e alto otto, con segni di restauri e cambiamenti avvenuti già in epoca nuragica a causa di un crollo parziale della costruzione. La camera a Tholos è integra, circolare, con tre nicchie disposte a croce. Dall'altopiano sul quale è posizionalo il nuraghe, è possibile ammirare uno splendido scorcio sul lago Mulargia.

Il parco archeologico di Pranu Mutteddu con numerose sepolture megalitiche e circa sessanta menhir

Goni-Visita del parco archeologico di Pranu MuttedduPercorsi tre chilometri dal Municipio, vediamo, alla destra della strada, l'ingresso del Parco archeologico di Pranu Mutteddu, costituito da un grande recinto circolare di massi, che racchiudono, al centro, un altro recinto in pietre di dimensioni minori, cui è legato un vicino e piccolo agglomerato di capanne. Il parco archeologico sorge su un'area di circa 200mila metri quadrati, interessata da uno dei più importanti compendi monumentali della preistoria sarda, caratterizzata dalla presenza di numerose sepolture megalitiche del tipo a circolo e di circa sessanta menhir, la maggior concentrazione di tutta la Sardegna, e dalle domus de janas di Genna Accas, eccezionalmente attorniate da circoli megalitici, ossia anelli concentrici di pietre, talvolta con paramento gradonato. Le sepolture più caratteristiche sono del tipo a tumulo, che in origine erano ricoperte da un tumulo di terra. Sono costruite con blocchi di pietra. Il muro perimetrale è a pianta circolare e spesso sono circondate da circoli più ampi. Le tombe sono formate da un atrio, un corridoio d'ingresso formato da lastroni coperti a piattabanda, ed una camera funeraria di forma quadrangolare, o celle interne circolari o allungate, in base a quante sepolture ospitassero, ma non mancano anche quelle singole. Le coperture erano tabulari o a pseudovolta. Ci sono però anche tombe del tipo domus de janas scavate nella roccia. La tomba più importante è la grandiosa tomba II, che presenta elementi sia delle tombe a circoli che delle domus de janas. È realizzata con due enormi blocchi di pietra, scavati come le domus de janas, ai quali sono stati collegati altri blocchi più piccoli, e la cui struttura è stata coperta da un tumulo di terra, circondata da cerchi di pietre, e davanti all'ingresso è stato posizionato un piccolo menhir. Intorno è stato realizzato un ulteriore circolo, del diametro di circa 30-35 metri, con al centro un piccolo cerchio di pietre. A sud del grande cerchio c'è un rettangolo chiuso. La tomba IV viene chiamata la Triade, perché davanti all'ingresso sono presenti tre menhir. La tomba V, chiamata Nuraxeddu, ha la camera di forma rettangolare costruita con blocchi di pietra squadrati di dimensioni medio-grandi. I 60 menhir sono di tipo protoantronomorfo, e sono disposti in allineamenti, tra i quali il più importante è quello formato da venti menhir, orientati secondo il corso del sole; oppure si trovano a gruppi di tre, a coppie, o più raramente isolati. L'altezza di alcuni menhir raggiunge a volte i due metri. Spesso si trovano davanti alle tombe.

Goni-Parco archeologico di Pranu Mutteddu Goni-Parco archeologico di Pranu Mutteddu Goni-Parco archeologico di Pranu Mutteddu Goni-Parco archeologico di Pranu Mutteddu Goni-Parco archeologico di Pranu Mutteddu Goni-Parco archeologico di Pranu Mutteddu

Il complesso è stato oggetto di scavo da parte di Enrico Atzeni, in più riprese a partire dal 1980. Le indagini archeologiche hanno portato a interpretare il sito come un'area sacra, ed hanno restituito numerosi reperti in gran parte riportabili alla Cultura di San Michele di Ozieri, che si è sviluppata secondo la cronologia calibrata tra il 4000 ed il 3200 avanti Cristo e secondo la datazione tradizionale tra il 3200 d il 2800 avanti Cristo.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Goni ci recheremo a Ballao, che visiteremo con il suo centro nel quale si trova il tempio a pozzo di Funtana Coberta, e con i suoi dintorni.


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