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Visita del sito istituzionale del comune

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Piscinas con la villa patrizia della famiglia Salazar

In questa tappa del nostro viaggio, da Santadi scenderemo a Piscinas che visiteremo con il suo centro dove si trova la villa patrizia della famiglia Salazar.

La regione storica del Sulcis Iglesiente

Il Sulcis IglesienteL'area della regione storica del Sulcis Iglesiente (nome in lingua sarda Sa Meurreddìa S'Igresienti) si estende a nord della valle del Cixerri. Confina a nord est con il Campidano ed ha una forma vagamente triangolare. Appartiene alla provincia del Sud Sardegna ed a quella di Cagliari. I suoi comuni nella provincia del Sud Sardegna sono Buggerru, Calasetta, Carbonia, Carloforte, Domus de Maria, Domusnovas, Fluminimaggiore, Giba, Gonnesa, Iglesias, Masainas, Musei, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Sant'Anna Arresi, Sant'Antioco, Santadi, Siliqua, Teulada, Tratalias, Villamassargia e Villaperuccio. Quelli nella Città Metropolitana di Cagliari sono Pula, Sarroch e Villa San Pietro. È un territorio in cui la natura è incontaminata, nei rilievi montuosi come nelle valli irrorate da fiumi che talvolta precipitano in spettacolari cascate, nelle profonde grotte come nel tratto costiero, caratterizzato da ampie spiagge, tra cui spicca Piscinas, con le sue metafisiche dune di sabbia, o la splendida insenatura di Masua, che guarda il faraglione calcareo di Pan di Zucchero.

In viaggio verso Piscinas

Da Santadi torniamo verso Villaperuccio sulla SP79, dopo due chilometri svoltiamo a sinistra sulla SS293 di Giba proveniente da Nuxis, che si dirige verso sud ovest e che dopo quattro chilometri ci porta all'interno dell'abitato di Piscinas. Dal Municipio di Santadi a quello di Piscinas si percorrono 7.3 chilometri.

Il paese chiamato Piscinas Informazioni turistiche

Piscinas-Veduta dell'abitatoPiscinas-Stemma del comuneIl paese chiamato Piscinas (pronunzia effettiva Pixinas, altezza metri 66, abitanti 899) è il più piccolo comune del Sulcis, che si estende nella parte sud occidentale della provincia del Sud Sardegna, nell'entroterra della costa, alla confluenza col rio omonimo, vicino al lago di monte Pranu, con una lunga storia, innumerevoli testimonianze archeologiche ed edifici storici. L'abitato è raggiungibile tramite la SS293 di Giba, che ne attraversa il territorio comunale, che è ammantato da ginepri, querce spinose, fiori come il giglio marittimo, e circondato da antiche miniere ormai in disuso. Il territorio presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate, e in esso è presente una piccola fonte termale calda dell'epoca romana, detta Sa Cracchera.

Origine del nome

Il nome del paese, prima detto Piscinae con derivazione dal latino, che compare nella documentazione antica come de Piscina, ed in seguito detto Pixinas, può trovare giustificazione nella collocazione dell'insediamento lungo il corso di un torrente. Può anche essere interpretato come vivaio di pesci, o, in base alla documentazione riferita ad altre località, come abbeveratoio per gli animali o anche come luogo dove si lavano le pecore prima della tosatura. Invece Goffredo Casalis, a proposito del nome, dice questo luogo ha molta importanza dalle due copiosissime fonti termali che trovansi alla distanza di pochi minuti dall'abitato.... Di Piscinas e della sorgente termale di S'acqua Callenti scrive anche, a metà del diciannovesimo secolo, Alberto Ferrero della Marmora, che nel suo Itinerario dell'Isola di Sardegna la descrive come borgata di Santadi, e ne ipotizza la derivazione del nome dalla presenza della sorgente termale di S'Acqua Callenti, oggi chiamata Sa Cracchera.

La sua economia

Produzione artigianale di stuoie di canne sarde realizzate con filo zincatoSi tratta di un comune collinare la cui economia è di tipo prevalentemente agricolo. Il settore primario è presente con la coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, olivo, agrumi e uva, ed anche con l'allevamento di bovini, suini, ovini, caprini e avicoli. Il settore economico secondario è costituito da piccole imprese che operano nei comparti dell'industria meccanica e dell'edilizia. Il terziario si compone di una sufficiente rete distributiva. Il piccolo centro è rinomato per la produzione artigianale di stuoie di canne sarde realizzate con filo zincato. Inserito negli itinerari dell'agriturismo cagliaritano, offre a quanti vi si rechino la possibilità di gustare i genuini piatti della sua cucina, godere delle bellezze dell'ambiente naturale ed effettuare interessanti escursioni nei dintorni. La felice posizione geografica consente, inoltre, di raggiungere in breve tempo la bellissima costa edi ammirare le dune di sabbia e gli interessanti siti archeologici sparsi nell'area. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.

Brevi cenni storici

Le origini di Piscinas sono molto remote, dato che insediamenti umani nel territorio sono testimoniati sin dal Neolitico. Esistono tracce anche delle successive civiltà nuragica, fenicia, punica e romana, quando viene valorizzata la potenzialità agricola del territorio. Nell'Alto Medioevo l'area risulta spopolata anche a causa della vicinanza alla costa, resasi insicura per via delle frequenti scorrerie saracene. Dopo l'anno Mille si assiste all'insediamento di una comunità di monaci, la cui presenza è testimoniata da alcuni resti architettonici nell'area attualmente occupata dalla villa Salazar e dalla confinante casa che un tempo faceva parte anch'essa della proprietà Salazar, che si ipotizzano essere state costruite, la prima sulla pianta della Chiesa, e la seconda su quella del convento. Il territorio passa sotto il Giudicato di Cagliari, inserito nella curatoria di Sulcis, e poi, dopo la caduta di quest'ultimo, sotto il dominio pisano nel 1258, che ne concede la signoria ai della Gherardesca, conti di Donoratico. Dopo questi ultimi i Salti di Piscinas, passarono ad altri feudatari. Nel 1337 Miguel Marquet possiede le ville di Giba e Piscinas, che nel 1355 vengono concesse in feudo a Guantino de Serra, che le possiede per pochi anni. Nel difficile periodo delle rivolte contro la corona d'Aragona, il catalano Pietro de Milany ottiene in Sardegna i feudi un tempo appartenuti alla famiglia de Serra alleata a Mariano IV d'Arborea, fra i quali anche quelli di Giba e Piscinas, sostituito poi da Dalmazzo Jardí, che ne ha la concessione dal re d'Aragona. I feudi di Piscinas entrano quindi in possesso di Bartolomeo de Gerp, che li vende nel 1487 a Giacomo Aragall. Nel 1513 i Bellit ereditano la villa di Piscinas dagli Aragall. Nel 1578 viene soddisfatta la richiesta del sindaco di Iglesias, fatta al parlamento del 1538, relativa alla restituzione dei salti del defunto Don Raniero Bellit alla Capitaneria della città, e, poco dopo, la città di Iglesias vende il Salto di Piscinas a don Peroche de Salazar, ossia Pietro Salazar. Nel corso dei secoli quindicesimo e sedicesimo la villa di Piscinas risulta a più riprese spopolata, a causa principalmente delle incursioni dei pirati barbareschi dovute alla sua vicinanza al mare. Nel 1572 Marco Antonio Camos, Capitano di Giustizia di Iglesias, in un rapporto sulle difese costiere della Sardegna, cita la presenza di agricoltori e pastori nei fertilissimi Salti di Piscinas e l'utilità offerta da questi nel contrastare i barbareschi. Insediamenti umani continuativi si riscontrano quindi dal diciassettesimo secolo. All'inizio del diciannovesimo secolo risultano stabilite a Piscinas una dozzina di famiglie, e la produzione agricola è ben documentata, con un'economia che comprende le coltivazioni, allevamenti ovini, bovini e caprini, affiancati dalle attività artigianali di produzione dell'orbace, di tessitura del lino, di opere di fabbroferraio. Nella seconda metà del diciannovesimo secolo, don Tomaso Salazar, al quale si deve la costruzione della Villa Salazar, avvia una sperimentale azienda di agricoltura integrale. Risale al 1884 il completamento della strada provinciale, e, nel 1926, viene inaugurata la linea ferroviaria per Siliqua e per Calasetta con relativa fermata, dismessa nel 1974. Legata storicamente ed amministrativamente al comune di Giba, Piscinas è divenuta comune autonomo nel 1988. Del comune di Piscinas nel 2005, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella nuova di Carbonia e Iglesias, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, passa alla nuova provincia del Sud Sardegna.

Feste e Sagre che si svolgono a Piscinas

Tra le principali Feste e Sagre che si svolgono a Piscinas si segnala, l'ultimo sabato di luglio, Piscinas celebra la sua gastronomia con la Sagra della Pasta Fresca, nella quale si possono vedere le tecniche di preparazione delle diverse qualità di pasta del sud della Sardegna, ed assaggiare gnocchetti fatti a mano con semola e conditi con sugo fresco e salsiccia, sappueddus fatti a mano con semola e farina integrale e conditi con sugo fresco e carne di maiale, e inoltre vino, salsiccia secca, formaggi e dolci; il 5 agosto, la Festa della Beata Vergine della Neve, che è la Festa patronale, in cui il paese organizza la Santa messa seguita da una processione, con due buoi che trasportano in una teca di vetro la Vergine; sempre ad agosto, la Sagra dell'Allevatore, nella quale vengono mostrate tutte le produzioni dell'economia locale di tipo agropastorale.

Manifesto della Sagra della Pasta Fresca Piatti della Sagra della Pasta Fresca: gnocchetti Piatti della Sagra della Pasta Fresca: sappueddus   Manifesto della Sagra dell'Allevatore

Visita del centro del paese

L'abitato, immerso in una suggestiva cornice paesaggistica, rispecchia le caratteristiche del territorio, mostrando l'andamento altimetrico tipico delle zone collinari. Arriviamo a Piscinas da nord est con la SS293 di Giba che, entrando nel paese, assume il nome di via Piemonte.

La piazza San Giorgio al centro del paese

piazza San Giorgiopiazza San Giorgio: il mosaico al centro della piazzaLungo la SS293 di Giba, arrivati al cartello segnaletico che indica l'ingresso nel paese, proseguiamo lungo la strada statale che assume il nome di via Piemonte per trecento metri, poi prendiamo a sinistra, ossia verso sud, la via Regina Margherita che porta all'interno dell'abitato. Seguita la via Regina Margherita per centosessanta metri, alla destra della strada si apre la piazza San Giorgio, che si trova al centro del paese, nella quale è presente un bellissimo mosaico che raffigura San Giorgio e il drago.

La Chiesa parrocchiale della Santissima Madonna della Neve

Nella piazza San Giorgio si trova la Chiesa dedicata alla Santissima Madonna della Neve, che è la parrocchiale di Piscinas, intorno alla quale si è sviluppato il piccolo centro abitato caratterizzato da abitazioni dotate sul retro da un ampio cortile, nel quale venivano ammassate e lavorate le derrate agricole. La Chiesa è stata costruita ampliando una capella già estistente, databile al 1365, che era forse legata ai monaci benedettini. Dell'impianto originario si individua una piccola porzione nelle murature esterne. L'aspetto esterno è solido ed imponente, con una elegante facciata caratterizzata dalla cornice in pietra viva del portale d'ingresso, conci di trachite rossa locale e dagli spigoli della facciata, anch'essi lasciati nudi, contrastando piacevolmente con l'intonaco di colore chiaro. Una leggera cornice in mattoni di cotto, di piccole dimensioni, divide la parte superiore della facciata, che ospita una lunetta con cornice ben sagomata chiusa da un vetro istoriato. Il timpano neoclassico, sormontato da un doppio campanile a vela, è caratterizzato da una pesante cornice sagomata, ed al centro è presente un orologio circolare. Nella parte del paramento murario dell'abside sono presenti delle nicchie su tre file orizzontali, ed al centro, nella parte superiore, è inserita una lunetta con cornice sagomata e chiusa da vetro istoriato. La struttura attuale risale al 1880, con pianta a croce latina a navata unica e i due bracci laterali trasformati in cappelle. La copertura è a capriate lignee scandita da tre ampi archi che poggiano su semicolonne con capitello semplice e a base quadrangolare. L'interno della Chiesa è antico ma con molti elementi modernizzati, e nella sacrestia si trova una bella statua della Madonna della Neve, Patrona del comune di Piscinas, del diciassettesimo secolo, in legno policromo.

Chiesa parrocchiale dedicata alla Santissima Madonna della Neve Chiesa parrocchiale dedicata alla Santissima Madonna della Neve: facciata Chiesa parrocchiale dedicata alla Santissima Madonna della Neve: veduta dal retro Davanti alla Chiesa parrocchiale: statua di San Giorgio opera di Pinuccio Sciola

La Chiesa ha subito, a partire dal 1990, diversi interventi importanti di restauro che hanno rimediato agli errori commessi nelle opere di ristrutturazione effettuate negli anni cinquanta dello stasso secolo. Presso quesa Chiesa il 5 agosto si svolge la Festa della Beata Vergine della Neve, che è la Festa patronale, in cui il paese organizza la Santa messa seguita da una processione, con due buoi che trasportano in una teca di vetro la statua della Vergine.

Il Municipio di Piscinas

Lo slargo nel quale si trova il Municipio di PiscinasMunicipio di PiscinasDopo aver visitato la piazza San Giorgio e la Chiesa Parrocchiale della Madonna della Neve, ripendiamo la via Regina Margherita verso sud e, dopo centocinquanta metri, passato l'incrocio con la via della Stazione, si vede alla sinistra della strada un ampio slargo nel quale, al civico numero 65 della via Regina Margherita, si trova l'edificio che ospita il Municipio di Piscinas, con la sua sede e con gli uffici in grado di fornire i loro servizi ai cittadini. Di fronte all'ingresso dell'edificio, nel grande slargo, si trova al lato di fronte della strada, sul terreno, la riproduzione dello stemma del comune di Piscinas.

La ex Stazione Ferroviaria di Piscinas

La ex Stazione Ferroviaria di PiscinasSubito prima di arrivare al Municipio, alla sinistra della via Regina Margherita arriva la strada di penetrazione agraria denominata via della Stazione, ed alla destra si sviluppa la piazza Don Govanni Garau, nella quale, sulla destra arrivando dalla via Regina Margherita, si trova l'edificio di quella che era la ex Stazione Ferroviaria di Piscinas, una fermata sulla ferrovia che collegava Siliqua con San Giovanni Suergiu e poi con Calasetta. La fermata viene realizzata negli anni venti del Novecento in quella che era una frazione del comune di Villarios-Masainas ed in seguito di Giba, per conto della Ferrovie Meridionali Sarde, società che aveva ottenuto la concessione per la realizzazione della rete ferroviaria pubblica a scartamento ridotto per il territorio del Sulcis Iglesiente. L'inaugurazione dell'impianto nel 1926 coincide con quella dell'intera rete delle FMS. Sotto l'amministrazione FMS l'impianto viene utilizzato sino alla sua dismissione nel 1974, a causa dalla chiusura della rete ferroviaria delle Meridionali Sarde e della sostituzione del servizio con relazioni su gomma ad opera della stessa azienda. Dopo la dismissione lo scalo viene disarmato e abbandonato per alcuni decenni, in seguito il comune di Piscinas ha ristrutturato il fabbricato viaggiatori per destinarlo ad attività ristorative.

Visita dell'Anfiteatro Comunale e poi ritorno verso la Villa Salazar

L'Anfiteatro Comunale di PiscinasArrivando dalla via Regina Margherita, lungo la prosecuzione della strada di penetrazione agraria denominata via della Stazione, fino nella piazza Don Govanni Garau, alla sinistra della piazza, proprio di fronte ai resti della ex Stazione Ferroviaria, si trova l'Anfiteatro Comunale di Piscinas, nel quale si svolgono feste e manifestazioni civili e sportive per la popolazione di Piscinas.

Ritorniamo indietro e ci rechiamo verso la Villa Salazar

Dopo aver visitato il Municipio di Piscinas, la ex Stazione Ferroviaria e l'Anfiteatro Comunale, torniamo indietro lungo la via Regina Margherita, ossia verso nord. Percorsi quattrocentocinquanta metri, dopo aver passato la piazza San Gorgio, prendiamo verso destra la via Salazar, la seguiamo per cinquecentocinquanta metri ed arriviamo a vedere, alla destra della strada, al civico numero 26, il cancello di ingresso della Villa patrizia della famiglia Salazar, ossia il cosiddetto villino Bice, che descriviamo subito più avanti. La via Salazar, dopo una sessantina di metri, sbocca sulla via Piemonte, cetrotrenta metri più avanti da dove la avevamo imboccata provenendo dalla SS293 di Giba.

La Villa patrizia della famiglia Salazar

La nobile e antichissima famiglia Salazar o de Salazar, originaria della Spagna, viene in Italia al seguito dei re d'Aragona. Il capostipite dei Salazar del ramo di Sardegna è il nobile don Peroche de Salazar, ossia Pietro Salazar, che viene investito nel 1530 dall'imperatore Carlo V del Vicariato di Cagliari, nominato dal Vicerè di Sardegna Martin de Cabrera come Capitano di Oristano, dove sovrintende alla fondazione della torre grande del porto della città, e che nel 1530 acquisisce la signoria feudale delle Scrivanie del Capitanato di Iglesias. Nel 1578 viene soddisfatta la richiesta del sindaco di Iglesias, fatta al parlamento del 1538, relativa alla restituzione dei salti del defunto Don Raniero Bellit alla Capitaneria della città, e, nel 1587, la città di Iglesias vende il Salto di Piscinas a don Peroche de Salazar, signoria che la famiglia mantiene fino al 1814.

Ritratto di Don Tomaso SalazarRitratto dell'Ingegner Giorgio AsproniTra i suoi successori, è don Tomaso Salazar, nato a Iglesias nel 1828, colonnello, cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia, Croce d'oro per anzianità di servizio, che aveva nel 1866 partecipato alla lotta contro il brigantaggio. Egli avvia una sperimentale azienda di agricoltura integrale, ed, alla fine dell'800, fa edificare, nei dintorni dell'odierno abitato, un'elegante villa di campagna, la Villa patrizia della famiglia Salazar, progettata da Giorgio Asproni, ingegnere e figura notevolissima nel campo dell'imprenditoria mineraria del tempo, figlio di Giovanni, fratello del politico e deputato sardo Giorgio. La villa, chiamata anche villino Bice, dal nome di Beatrice, la figlia dell'ingegner Asproni, viene realizzato con materiali e tipologie assai simili a quelle adottate per gli edifici minerari, e soprattutto per la villa padronale di Seddas Moddizzis, a Gonnesa, dove l'Asproni ha lavorato come responsabile tecnico nella miniera di piombo, zinco e bario.

Piscinas-Villa Bice Piscinas-Villa Bice Piscinas-Villa Bice Piscinas-Villa Bice Piscinas-Villa Bice Piscinas-Villa Bice

Fino al 2002 di proprietà degli eredi Salazar, la villa è stata acquistata nel 2002 dal comune di Piscinas per ristrutturarla e che avrebbe dovuto destinarla a struttura culturale polivalente. L'edificio è dotato di numerosi ambienti, contiene mobili e oggetti originali dell'ultimo ramo Salazar vissuto qui, ed è incastonato in un bellissimo parco di circa 300 metri quadrati, ricco di piante ed essenze arboree rarissime, numerosi anche gli esemplari di piante secolari. La Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività culturali per la Sardegna ha avviato, nel corso dell'anno 2003, l'istruttoria per la emanazione del provvedimento di tutela vincolistica del bene.

Passati i Giardini Pubblici arriviamo al Complesso sportivo Comunale

Riprendiamo la SS293 di Giba provenendo da nord est, che diventa la via Piemonte, dopo centotrenta metri vediamo, alla sinistra, la via Salazar che ci porta al villino Bice; poi dopo altri cetosettanta metri vediamo, sempre alla sinistra, la via Regina Margherita che ci porta alla Chiesa parrocchiale e, più avanti, al Municipio. Proseguendo per altri quasi duecento metri, vediamo, alla destra della strada, i Giardini Pubblici di Piscinas.

I Giardini Pubblici di Piscinas Complesso sportivo Comunale: ingresso Complesso sportivo Comunale: il Campo da Calcio Complesso sportivo Comunale: il Campo da Calcetto ossia da Calcio a cinque

Passati i Giardini Pubblici, alla destra della strada si vede il cancello di ingresso del Complesso sportivo Comunale, all'interno del quale è presente un Campo da Calcio, e, un poco più avanti, un Campo da Calcetto, dove praticare le discipline di Calcio, Calcetto ossia calcio a 5, e Tennis.

Visita dei dintorni di Piscinas

Nei dintorni di Piscinas sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi Acqua Callenti, Corongius Longus, de Frois, Fragiacco, Is Ulmas, Monte Sa Turri, Peddi Angioni, Piscinas, Santa Lucia, tutti di tipologia indefinita.

Il Cimitero di Piscinas vicino al Cimitero Comunale di Giba

Ingresso del Cimitero di Piscinas e un poco dopo quello del Cimitero Comunale di GibaDal Municipio di Piscinas prendiamo la via Regina Giovanna verso nord e, dopo trecento metri, arriviamo ad incrociare la SS293 di Giba. La prendiamo verso sinistra, ossia verso ovest, e, in circa un chilometro, arriviamo a vedere, sulla destra della strada, il muro di cinta del Complesso Cimiteriale, che contiene nella parte destra il Cimitero di Piscinas, con il suo ingresso, mentre nella parte sinistra, ossia con ingresso un poco più avanti lungo la strada statale, contiene il Cimitero Comunale di Giba, che occupa parte del Complesso Cimiteriale.

La Società Sarda di Bentonite

Dal Municipio di Piscinas prendiamo la via Regina Giovanna verso nord e, dopo trecento metri, arriviamo ad incrociare la SS293 di Giba. La prendiamo verso destra, ossia verso est, e, in ottocentocinquuanta metri, arriviamo a vedere, alla sinistra della strada, l'ingresso degli edifici della Società Sarda di Bentonite. A Piscinas opera sin dal 1982 con uno stabilimento che produce materiale confezionato granulato, vagliato e macinato. Le sue produzioni derivanti da una particolare argilla, la bentonite, trovano applicazione in numerosi campi, ossia granulati e macinati per fonderie, ingegneria civile, trattamento acque, animal feed, ed inoltre farmaceutica e cosmesi, enologia, vagliati per lettiere di animali. Dal 1 luglio 2019 l’impianto è passato dalla Clariant, multinazionale chimica con sede in Svizzera e stabilimenti sparsi in tutto il mondo, alla Polar, società che fa capo ad un gruppo di imprenditori impegnati da tempo nel settore minerario. Un passaggio di consegne ufficializzato nei giorni scorsi con la comunicazione ai dipendenti del cambiamento, che prevede, tra l’altro, anche il trasferimento delle concessioni minerarie, ed i sindacati invitano la Regione, titolare delle concessioni minerarie, a vigilare su questo trasferimento.

Società Sarda di Bentonite Società Sarda di Bentonite

La frazione di Via della Pineta e la sorgente S'Acqua Callenti oggi Sa Cracchera

Dal Municipio di Piscinas prendiamo, invece che verso sud la prosecuzione della via Regina Giovanna, un poco più a destra la via dei Giardini. La seguiamo per poco più di cinquecento metri, poi la strada svolta leggermente verso destra in via Su Muntisceddu, che fa imboccare un ponte sopra il fiume. Percorsi duecento metri, troviamo a destra la deviazione in via della Pineta, che in un centinaio di metri porta all'interno della frazione di Via della Pineta (altezza 81 metri, distanza in linea d'aria circa 0.89 chilometri, abitanti 25), che si trova alla base di un'altura verso ovest, sulla cui sommità si trovano i resti del Nuraghe Acqua Callenti, di tipologia indefinita, edificato a 98 metri di altezza.

Via della Pineta: la vasca termale Sa Cracchera vicino alla sorgente S'Acqua CallentiVicino al fiume, dove dalla via Su Muntiscaddu parte verso destra la via della Pineta, alla sinistra della via Su Muntisceddu si trova Sa Cracchera, una vasca termale costruita in tempi antichi vicino a una sorgente chiamata S'Acqua Callenti, ossia di acqua che un tempo era calda. Piscinas potrebbe trarre il suo nome proprio dalla presenza di piscine, ossia di acque termali, che si formavano nella sua zona, ed il borgo di Piscinas sorge in periodo medievale e si sviluppò in seguito proprio grazie anche a queste fonti termali che furono apprezzate a partire dall'Ottocento.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Piscinas ci rechiamo a Giba che visiteremo con il suo centro ed i dintorni con la sua costiera dove si trova la Baia di Porto Botte.


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