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Elini il più piccolo comune dell’Ogliastra con il Santuario della Beata Vergine del Carmine

In questa tappa del nostro viaggio, da Ilbono raggiungeremo Elini il più piccolo comune dell’Ogliastra che visiteremo con il suo centro ed i dintorni dove si trova la Chiesa campestre della Beata Vergine del Carmine.

La Regione storica dell’Ogliastra

L’Ogliastra width=L’Ogliastra è una Regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della Regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una Regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.

In viaggio verso Elini

Dal centro di Ilbono, la via Roma prosegue verso ovest con la via Elini. Passato il Municipio, esce dall’abitato accanto al Cimitero, e ci fa imboccare la SP23 che, dopo circa un chilometro, ci fa raggiungere il borgo di Elini, che si trova lungo la strada provinciale che collega Ilbono ad Arzana. Dal Municipio di Ilbono a quello di Elini si percorrono 1.5 chilometri.

Il comune chiamato Elini

Elini-Veduta dell’abitatoElini-Stemma del comuneIl borgo di Elini (altezza metri 472 sul livello del mare, abitanti 559 al 31 dicembre 2021) è il più piccolo comune dell’Ogliastra, situato nella parte sud orientale della provincia di Nuoro, sull’altopiano dell’Ogliastra, nell’entroterra sardo, ed è anche meta di passaggio del Trenino Verde. L’abitato è raggiungibile dalla SS198 di Seui e Lanusei, il cui tracciato si snoda a soli due chilometri dall’abitato. Elini è immerso in una folta vegetazione di lecci, e dal paese si può ammirare uno splendido panorama sul mare dell’Ogliastra. In vicinanza e all'interno del paese sgorgano numerose sorgenti, fra le quali è certo degna di nota Funtana Manna, appena fuori dal centro abitato, che eroga abbondanti acque in ogni stagione, un tempo utilizzata dalle donne del paese anche come lavatoio. Il territorio comunale, che comprende l’isola amministrativa di Monte Borghi, è caratterizzato da zone montuose, collinari e pianeggianti, ed ha un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, che vanno da un minimo di 51 a un massimo di 931 metri sul livello del mare.

Origine del nome

Il nome risulta del tutto isolato rispetto al patrimonio lessicale, e anche a quello toponimico, della Sardegna. Si può, quindi, ritenere che esso possa derivare dal termine fenicio Hlin ad indicare un luogo alto, evidenziando la sua posizione geografica; o anche dal fenicio Helin ad indicare la quercia, suggerendo quindi un luogo ricco di querce per la natura del suo territorio. Una seconda ipotesi lo fa derivate dal personale latino Elinus, e precisamente da una locuzione latina come Villa vel praedium Elini, ossia tenuta oppure fondo di Elino, che sarebbe il nome di un proprietario romano che nella zona avrebbe avuto dei possedimenti. Il paese, con insediamenti di epoca nuragica, compare in documenti del 1316 come Gelui de Montibus de Barbagia nei registri della Cancelleria aragonese.

La sua economia

Descrizione di Elini in familylifetv.itSi tratta di un comune collinare con un’economia fondata sul settore agro pastorale. Il settore primario, che conserva un ruolo di rilievo nell’economia locale, è presente con la coltivazione di ortaggi, foraggi, ulivi, agrumeti, viti e altra frutta; ed anche con l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini e avicoli. Per quanto riguarda il settore secondario, l’industria è scarsamente sviluppata, si registra solo un piccolo numero di aziende che operano solamente nel comparto edile. Modesta è anche la presenza del terziario. Sebbene non figuri tra le mete turistiche più celebrate della zona, offre a quanti vi si rechino la possibilità di effettuare delle piacevoli escursioni all’insegna delle incontaminate bellezze naturali e dall’aria salubre che ne deriva. Molto interessante è il parco Carmine, al cui interno si possono ammirare numerose specie botaniche tipiche della macchia mediterranea, e la bellissima Chiesa della Beata Vergine del monte Carmelo. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.

Brevi cenni storici

Il suo territorio è stato abitato fino dall’epoca neolitica e nuragica, come dimostrato da resti del periodo nuragico in quello che oggi viene indicato come il parco del Carmine. Secondo il canonico Flavio Cocco l’origine di questo piccolo borgo sarebbe legata anch’esso all’odierno parco del Carmine, dove nell’antichità si sarebbe insediato un presidio militare romano, e la stessa venerazione da parte degli Elinesi ad un Santo guerriero, San Gavino, sarebbe indice di questa origine militare del luogo. Si tratta, comunque, di congetture di cui si deve ancora provare la storicità. Quello stesso territorio, però, con il passare del tempo diventa poco sicuro a causa delle incursioni saracene. Nel Medioevo appartiene al Giudicato di Càralis, facendo parte della curatoria dell’Ogliastra. Alla caduta del Giudicato, nel 1258, passa sotto il dominio dei Visconti, giudici di Gallura. Il paese è ricordato nel 1316, accorpato a Ilbono, nei registri delle tasse pagate al Comune di Pisa. Successivamente, nel 1324, passa sotto il dominio degli Aragonesi, che lo incorporano nella Contea di Quirra, formatasi nel 1363 e data in feudo dal Re d’Aragona Pietro IV il Cerimonioso a Berengario Carroz, e viene accorpata alla vicina Ilbono, per il pagamento delle imposte aragonesi. Nel 1603 la Contea viene trasformata in Marchesato e data in feudo ai Centelles e successivamente agli Osorio de la Cueva, ai quali viene riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale, dopo di che diviene un comune autonomo. Il comune di Elini nel 1878 viene aggregato al comune di Ilbono, del quale, nel 1927, dopo la creazione della provincia di Nuoro, viene cambiata la provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, alla neonata provincia di Nuoro. Nel 1958 viene separato dal comune di Ilbono, ottenendo completa autonomia amministrativa. Del comune di Elini nel 2001, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell’Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla provincia di Nuoro. In seguito, nel 2025 torna nella ripristinata provincia di Ogliastra.

Le principali feste e sagre che si svolgono ad Elini

Elini-Il Gruppo Folk su MataciliAd Elini è attivo il Gruppo Folk Su Matacili, che costituisce un progetto di ricerca della tradizione e cultura del paese di Elini, dato che nelle sue esibizioni nel paese e in altri paesi vicini si può apprezzare l’abito tradizionale elinese. In particolar modo il gruppo folk ha scelto di rappresentare l'evoluzione del costume, partendo dal grande patrimonio di abiti tradizionali ancora presenti negli armadi di casa e spesso indossati regolarmente da nonne o zie, definito in alcuni studi il Costume Intermedio; e ricostruendo, tramite ricordi e ricerche quello più antico in uso fino al primo decennio del Novecento. L'abito maschile invece non ha subito modifiche e, senza fasi intermedie à stato quasi del tutto sostituito, intorno agli anni venti o trenta del Novecento, dall'abito detto a sa civili, cioè quello in uso in tutto il territorio nazionale.

Tra le principali principali feste e sagre che si svolgono ad Elini, dopo le manifestazioni per il Carnevale; la terza domenica di maggio si celebra la Festa religiosa di San Gavino Martire, chiamata anche di Santu Gavinu de sa Cerèsia, ossia San Gavino delle Ciliegie; merita poi di essere citata la tradizionale Festa della Beata Vergine del Carmine, che inizia all’alba del 16 luglio con il raduno di fedeli provenienti da tutta l’Ogliastra, quando il sole nascente illumina il monte Idolo i fedeli si avviano verso il Santuario della Madonna, al suono delle launeddas, recando a spalla il simulacro della Vergine; in data variabile, soltamente la prima domenica di agosto, si svolge la Sagra de S’Anguli de Cibudda, che è la manifestazione più importante di Elini; il 25 ottobre presso questa Chiesa, si tiene la Festa patronale di San Gavino Martire, chiamata anche di Santu Gavinu de sa Castàngia, ossia San Gavino delle Castagne, che è la Festa patronale del paese; in seguito, dopo la Festa patronale a Elini si svolge la Sagra della Castagna, ossia la Castagnata di San Gavino, una sagra che viene preceduta dalla processione e dalla messa nella Chiesa parrocchiale di Elini; e per il giorno dei morti, si svolgono i festeggiamenti per Is Animas.

Elini-Locandina della Festa e Sfilata di Carnevale Elini-Locandina della Processione in onore della Madonna del Carmelo Elini-Locandina della Sagra de S’Anguli de Cibudda Elini-Locandina della Sagra della Castagna ossia Castagnata di San Gavino Elini-Locandina festeggiamenti per Is Animas

La sagra de S’Anguli de Cibudda

Elini-La Sagra de S’Anguli de CibuddaIn data variabile, soltamente la prima domenica di agosto, a Elini si svolge la Sagra de S’Anguli de Cibudda, dedicata alla tipica focaccia elinese, chiamata S’Anguli, a base di zucchine, cipolle, pomodori, lardo, olio d’oliva e formaggio fresco salato. Particolarmente interessante è il metodo di cottura, con l’impasto che, diviso in piccole porzioni, viene steso su foglie di cavolo e cotto nel forno a legna. Si tratta di un piatto povero preparato dalle massaie per sfruttare quello che producevano negli orti e sfamare la famiglia. Questa focaccia viene riproposta durante la Sagra che coinvolge tutti gli abitanti del paese nella preparazione di questo e di altri piatti tipici quali gli insaccati, gli arrosti, i formaggi e i dolci rigorosamente locali. Le donne di Elini preparano anche i culurgiones che, una volta cotti, vengono distribuiti la sera anche nelle vecchie cantine, che vengono aperte per l’occasione. Sfilate di gruppi folkloristici e esibizioni di gruppi etnomusicali completano la sagra, che fa della tradizione e dei sapori semplici la sua unicità.

Visita del centro di Elini

L’abitato, che si estende ai piedi delle montagne che lo circondano, offre una splendida vista su uno scorcio del mar Tirreno, ed alle sue spalle cresce una folta foresta di lecci. Il suo andamento altimetrico è quello tipico delle località collinari. Dal punto di vista urbanistico il centro abitato presenta delle particolarità rispetto agli altri paesi ogliastrini. Pocchissime sono infatti le costruzioni addossate alla via principale, il che conferisce all'abitato una disposizione particolarmente ariosa che colpisce, per contrasto, il visitatore che vi giunga da Ilbono o da Arzana. Ma a dare al paese un aspetto ancora più caratteristico e ad averne determinato in parte l'assetto urbanistico è la presenza della ferrovia, che lo taglia praticamente in due, e della vecchia stazione ferroviaria in granito, che costituisce virtualmente il centro del paese.

Il complesso sportivo Comunale

Arriviamo ad Elini con la SP23 provenendo da sud e, a circa cinquecento metri dal Cimitero di Ilbono, troviamo alla destra della strada il cartello segnaletico che indica l’ingresso nel paese, dopo il quale la strada provinciale assume all’interno dell’abitato il nome di via Pompei. Dal cartello segnaletico che indica l’ingresso nel paese, percorsi duecento metri lungo la via Pompei si entra nell’abitato, e dopo altri centocinquanta metri, prendiamo a destra la via Giuseppe Garibaldi. La seguiamo per trecento metri, poi svoltiamo a sinistra per rimanere sulla via Giuseppe Garibaldi e, in un centinaio di metri, ci porta, in località Bingia de Is Cavalleris, all’ingresso del Complesso Sportivo Comunale. Nel complesso sportivo è presente un Campo da Calcio, con fondo in terra battuta, dotato di tribune in grado di ospitare un centinaio di spettatori.

Elini-Complesso sportivo Comunale: ingresso Elini-Complesso sportivo Comunale: il Campo da Calcio

Nel complesso sportivo è presente, inoltre, una Palestra, con fondo in materiali sintetici vari, nella quale si può praticare come discipline sportive la pallavolo e la pallacanestro, e che dispone di tribune in grado di ospitare un altro centinaio di spettatori.

Elini-Complesso sportivo Comunale: esterno della Palestra Elini-Complesso sportivo Comunale: interno della Palestra

La Chiesa parrocchiale di San Gavino Martire

Elini-Veduta della Chiesa di San Gavino MartireEvitando la deviazione in via Giuseppe Garibaldi, proseguiamo lungo la via Pompei e, dopo appena una ventina di metri, si vede, alla destra della strada, la piazza della Chiesa, sulla quale si affaccia la Chiesa di San Gavino Martire, in lingua sarda Santu Gabinu, che è la parrocchiale di Elini, e si affaccia sulla piazza principale del paese, in un’area nella quale sono concentrati gli edifici pubblici e servizi. Eretta in stile sardo, è dedicata al patrono del paese. Si ritiene che il suo primo impianto risalga al sedicesimo secolo, ma ad oggi, della struttura originaria rimangono poche testimonianze, dato che l’antica Chiesa, ormai fatiscente, è stata ampiamente rimaneggiata con la ricostruzione del 1952, ed il completo successivo rinnovo nel 1999 e 2000, su progetto dell’architetto Carlo Floris. Il complesso si compone del corpo principale, ossia della Chiesa, del campanile con corpo di fabbrica distinto, e dei saloni parrocchiali.

L’edificio presenta uno stile architettonico tipico delle chiese romaniche sarde, con una facciata semplice ma suggestiva e un campanile che si erge maestoso verso il cielo. Si presenta in materiale granitico locale lavorato, di colore bianco, che le conferisce un carattere rustico e autentico, e mostra una facciata con pronao timpanato e rosone di forma ovale al cnetro della facciata. E' presente anche la cupola sull'incrocio del transetto. Sul lato sinistro, si erge il campanile con pianta quadrata con monofore, cella campanaria e cuspide, e un grande orologio a metà di esso, con la presenza di ben quattro campane ed una grande croce proprio sopra la cupola. All'entrata della chiesa sono presenti quattro colonne che sorreggono una copertura per il portone principale, costruito in legno e di forma piramidale.

Elini-Chiesa parrocchiale di San Gavino Martire: veduta da destra Elini-Chiesa parrocchiale di San Gavino Martire: facciata Elini-Chiesa parrocchiale di San Gavino Martire: il campanile

All'interno, la Chiesa di San Gavino Martire conserva preziosi affreschi e opere d'arte sacra che testimoniano la devozione dei fedeli e la ricca storia religiosa della Sardegna. Tra le opere più significative, si possono ammirare dipinti che raffigurano la vita del santo e scene della vita quotidiana dei pastori sardi. All’interno della Chiesa, un tempo si poteva ammirare un trittico timpanato del pittore ilbonese Andrea Lusso, considerato tra i maggiori pittori del Manierismo in Sardegna, del 1602, con scomparto centrale raffigurante la Beata Vergine del Carmine, ancora esistente nel 1949, dopo di che se ne sono perse le tracce. Gli anziani di Elini ricordano molto bene che esisteva anche una statua di San Gavino a cavallo, la quale però è andata anch'essa dispersa.

Elini-Chiesa parrocchiale di San Gavino Martire: interno Elini-Chiesa parrocchiale di San Gavino Martire: altare maggiore

Secondo un’antica leggenda popolare raccontata dai fedeli, la Chiesa sarebbe stata dedicata a San Gavino perchè durante un'alluvione del Rio Flumendosa, il Santo avrebbe deviato il corso delle acque altrove, salvando così il piccolo centro di Elini. In realtà San Gavino era un soldato romano, la cui storia è legata a quella dei Santi Proto e Gianuario, il primo un presbitero e il secondo un diacono, entrambi turritani. Furono fatti arrestare dal governatore della Sardegna Barbaro perché, non rispettando gli editti anticristiani di Diocleziano e Massimiano, continuavano a predicare la fede cristiana. Nel carcere conobbero Gavino che, colpito dalla loro fede, decide di convertirsi e liberarli. Accusato di tradimento dal governatore romano, viene condannato a morte insieme ai due prigionieri. L’esecuzione avviene il 25 ottobre a Porto Torres, dove Gavino viene decapitato.

Un tempo, la prima e la terza domenica di maggio si teneva la Festa religiosa di San Gavino Martire, chiamata anche di Santu Gavinu de sa Cerèsia, ossia San Gavino delle Ciliegie. In queste date i festeggiamenti in onore del Santo da qualche anno si limitano alle sole cerimonie religiose, durante le quali la statua del Santo viene portata in processione per le vie del paese.

Ed oggi, ogni anno il 25 ottobre presso questa Chiesa, si tiene la Festa patronale di San Gavino Martire, chiamata anche di Santu Gavinu de sa Castàngia, ossia San Gavino delle Castagne, che è la Festa patronale del paese, per la quale ad Elini si recano i fedeli provenienti da tutta la Sardegna per onorare il Santo in ricordo del suo martirio, e per accompagnare la statua del Santo in processione accompagnata dal melodioso suono delle launeddas, e la processione è seguita da canti e balli folkloristici.

La lapide comemorativa dei Caduti della prima e seconda guerra mondiale

Elini-Il giardanetto ad angolo tra la piazza della Chiesa e la via Grazie DeleddaNella piazza, guardando la facciata della Chiesa, alla sinistra parte la via Grazia Deledda e, ad agolo tra la piazza e questa strada, nella piazzetta adiacente alla via, sulla sinistra in corrispondenza del civico numero 1 della via Grazia Deledda, accanto alle aiuole perimetrali, è posizionata la Lapide comemorativa dei Caduti della prima e seconda guerra mondiale. Si tratta di una semplice lapide in marmo bardiglio realizzata nel 1961, con i nomi dei caduti incisi. L’unico elemento decorativo è un’aquila che ghermisce un ramo di quercia ed uno di alloro, e l'aquila va intesa come allegoria della Vittoria. La lastra è fissata a una struttura marmorea con tre cuspidi. La struttura che accoglie la lapide pare successiva alla sua realizzazione, il che fa supporre che la collocazione originaria fosse diversa da quella odierna.

Elini-La lapide comemorativa dei Caduti della prima e seconda guerra mondiale Elini-La lapide comemorativa dei Caduti della prima e seconda guerra mondiale

L'Eucalipto blu monumentale

Di fronte alla Chiesa parrocchiale di San Gavino Martire, parte la via Giordano Bruno, che si dirige prima verso ovest e poi in direzione nord. Percorsi circa centocinquanta metri, si vedono sopra un rialzo alla sinistra della via Giordano Bruno, tra questa e la via Felice Cavallotti lungo la quale scorre la linea ferroviaria, due esemplari di Eucalipto blu monumentale, situati a breve distanza dalla Funtana Manna.

Elini-Gli Eucalipti blu monumentali Elini-Gli Eucalipti blu monumentali

L'eucalipto blu è una pianta sempreverde originaria dell'Australia, che presenta foglie di un caratteristico colore grigio azzurro. Gli eucalipto blu monumentali di Elini hanno un'età suepriore ai cento anni, e sono caratterizzati dalla circonferenza del fusto a 130 centimetri di altezza rispetto al terreno di circa 590 centimetri, e da una altezza del fusto di circa una ventina di metri.

La Funtana Manna

Il piccolo borgo elinese è caratterizzato dalle sue fontane perenni che attirano numerosi abitanti dai paesi vicini, e sono la Funtana Manna e le sorgenti de Su Cramu. La Funtana Manna è una nota sorgente perenne rinomata per le sue acque limpide e per essere un punto d'incontro storico del paese, e la si trova una cinquantina di teri più avanti rispetto a dove abbiamo visto l'eucalipto blu monumentale, sempre alla sinistra della via Giordano Bruno.

Elini-Funtana Manna: verso l'ingresso Elini-Funtana Manna: la grande fontana

Insieme alla fonte di Su Cramu, situata nel parco del Carmine, la Funtana Manna rappresentava una delle principali fonti di approvvigionamento idrico e, storicamente, un luogo dove le donne andavano a lavare i panni.

Il Cimitero Comunale di Elini

Elini-Veduta del Cimitero di Elini dalla stradaDi fronte alla Chiesa parrocchiale di San Gavino Martire, parte la via Giordano Bruno, che si dirige prima verso ovest e poi in direzione nord. Passato l'Eucalipto blu monumentale e la Funtana Manna, percorsi altri centocinquanta metri lungo questa strada, si trova uno slargo sulla destra, subito prima del quale è presente una deviazione in discesa, alla destra della strada, che, in una ventina di metri, porta di fronte al muro di cinta ed all’ingresso del piccolo Cimitero Comunale di Elini, che si trova più in basso, proprio sotto la strada. La deviazione passa davanti all’ingresso del Cimitero, e poi sale e ritorna sulla via Giordano Bruno.  Il sito cimiteriale è soggetto a recenti attività di gestione e riqualificazione da parte dell'amministrazione comunale di Elini.

La stazione Ferriviaria di Elini

La via Pompei ci aveva condotti alla piazza della Chiesa, passata la quale svolta verso ovest, per poi svoltare a sinistra e dirigersi verso sud. Dalla piazza, percorsa una quarantina di metri dalla piazza, prima che la strada svolti a sinistra, prendiamo verso destra una deviazione che, in una trentina di metri, ci porta a vedere, alla sinistra della deviazione, la Stazione Ferriviaria di Elini. La stazione viene costruita a fine Ottocento, insieme alla linea che collegava Mandas con Arbatax, dalla Società italiana per le Strade Ferrate Secondarie della Sardegna ed è inaugurata col nome di Stazione di Elini-Ilbono nel 1893. Alla gestione Strade Ferrate Secondarie della Sardegna, nel 1921 subentra quella della Ferrovie Complementari della Sardegna, a cui segue, nel 1989, quella delle Ferrovie della Sardegna.

Elini-La stazione Ferriviaria di Elini Elini-Stazione Ferriviaria di Elini: facciata

Sotto l’amministrazione delle Ferrovie della Sardegna, a partire dal 1997 la linea viene destinata all’esclusivo impiego per il traffico turistico legato al progetto del Trenino Verde, fatto che comporta la cessazione di ogni servizio di trasporto pubblico nella stazione. Da allora l’impianto, identificato nel frattempo col nome di stazione della sola Elini e dal 2010 gestito dall’ARST, ossia dall'Azienda Regionale Sarda Trasporti, viene utilizzato quasi esclusivamente nel periodo estivo, restando per il resto dell’anno pressoché privo di traffico.

Il Municipio di Elini

Elini-Veduta del Municipio di Elini dalla stradaLa via Pompei ci aveva condotti alla piazza della Chiesa, passata la quale svolta verso ovest, per poi svoltare a sinistra e dirigersi verso sud. Dalla piazza, percorsa una sessantina di metri, subito dopo aver passato le deviazione per la Stazione ferroviaria, dopo che la strada ha svoltato verso sud, si affaccia, alla sinistra della strada, al civico numero 27 della via Pompei, l’edificio che ospita il Municipio di Elini, nel quale sono presenti la sua sede e gli uffici in grado di fornire i loro servizi agli abitanti del paese. Si tratta degli uffici che appartengono al Ceas Parco Carmine Elini, al Punto Facile Digitale, ai Servizi al Cittadino, ai Servizi alle Imprese, ai Servizi Demografici, al Servizio Civile Nazionale, al Settore Amminstrativo Contabile, al Settore Socio Assistenziale Culturale, ed al Settore Tecnico Urbanistico.

Il murale che rappresenta la processione per la festa della Beata Vergine del Carmelo

Elini-Il murale che rappresenta la processioneDopo aver passato il Municipio, proseguiamo lungo la via Pompei per centocinquanta metri, poi, prima che questa strada esca dall’abitato verso nord ovest con il nome di SP23 in direzione dell'abitato di Arzana, svoltiamo tutto a sinistra e prendiamo la via La Marmora, la quale si dirige in salita in direzione sud est. Circa una ventina di metri prima dell’incrocio della via Pompei con la via La Marmora, sul muro di contenimento lungo il lato sinistro della via Pompei, che sostiene la sovrastante via La Marmora, si può ammirare un bel murale che rappresenta la processione che si svolge in occasione della Festa della Beata Vergine del Carmelo.

Elini-Murale che rappresenta la processione: particolare Elini-Murale che rappresenta la processione: particolare

La Casa Museo di Elini

Elini-La Casa Museo di EliniPercorsi circa centocinquanta metri lungo la via La Marmora, alla destra della strada, al civico numero 22/24 della via La Marmora, si trova la Casa Museo del piccolo comune di Elini. Si tratta di una tipica casa rurale adibita, dopo il recente restauro, a Museo delle Tradizioni Contadine. L’edificio, articolato su tre piani, si affaccia su un ampio cortile interno, accessibile tramite una scalinata in granito, mentre nel cortile esterno trovano collocazione il portico e il tradizionale forno per il pane. Si accede da un bell’ingresso, e subito si è accolti in spazi che conservano ancora le travi a vista originarie e i pavimenti in tavolato. In ogni ambiente della casa è stato ricostruito l’originario aspetto domestico grazie al recupero dei mobili e degli oggetti ivi ritrovati, ossia i letti in ferro battuto, la cucina con camino e i suppellettili in terracotta, il corredo tessile delle donne, e la Cantina con i vani per la produzione del pane e la conservazione degli alimenti.

Elini-La Casa Museo di Elini Elini-La Casa Museo di Elini Elini-La Casa Museo di Elini

Il Museo è completato da una collezione di strumenti contadini e da una serie di ricami che omaggiano la tradizione tessile elinese. La visita consente di apprezzare le caratteristiche di un’antica casa ogliastrina e di calarsi nella realtà di vita tradizionale. Sono disponibili anche visite guidate, durante le quali si può assistere alla produzione dei culurgiones, il prodotto tipico della cucina dell’Ogliastra. Ovviamente nulla di quello che si produce deve andare sprecato, e alla fine della visita ci si può deliziare con una ghiotta degustazione.

Visita dei dintorni di Elini

Per quanto riguarda le principali ricerche archeologiche effettuate nei dintorni di Elini non sono stati portati alla luce solo i resti del Nuraghe della Madonna del Carmine, un Nuraghe di tipo indefinito. Vediamo ora che cosa si trova di più sigificativo nei dintorni dell’abitato che abbiamo appena descritto.

Il parco del Carmine

Dal Municipio di Elini, proseguiamo lungo la via Pompei per centocinquanta metri, poi, prima che questa strada esca dall’abitato verso nord ovest come SP23 in direzione di Arzana, svoltiamo tutto a sinistra e prendiamo la via La Marmora. Dopo centottanta metri arriviamo a un bivio, dove pendiamo a destra la via del Carmine, la seguiamo per centosessanta metri ed arriviamo a un incrocio, dove evitiamo la svolta tutta a destra e prendiamo la strada a destra in salita. Dopo poco più di un chilometro incrociamo la via Lanusei, passiamo l’incrocio e proseguiamo dritti, dopo un chilometro e quattrocento metri svoltiamo a destra e prendiamo la SS198 di Seui e Lanusei, che, dopo duecentocinquanta metri, prosegue sulla SS389 di Buddusò e del Correboi di Buddusò e Correboi che congiunge Lanusei a Villagrande Strisaili, e, in quattrocento metri, troviamo, alla sinistra della strada, all'altezza del chilometro 178.9, l’ingresso del Parco del Carmine. Si tratta di un parco naturalistico che prende il nome dalla Chiesa costruita in onore della Beata Vergine del Carmine che si trova al suo interno. Il parco è ricco di sorgenti d’acqua e ricoperto da una fitta vegetazione di lecci secolari, e numerose sono al suo interno le zone per picnic.

Elini-Parco del Carmine: ingresso Elini-Parco del Carmine: interno

Il Santuario dedicata alla Beata Vergine del Carmine

Elini-Santuario dedicata alla Madonna del CarmineAll’interno del parco del Carmine si trova il Santuario dedicata alla Beata Vergine del Carmine, detto Su Cramu. La facciata di questo Santuario, fondato nel diciassettesimo secolo, si presenta con una semplice pittura bianca, una grande finestra di forma rotonda con adorni intorno, ed il portone dell’entrata della Chiesa preceduto da una scalinata. Il tetto è stato costruito seguendo l’architettura tipica sarda, formato da una copertura in canne e travetti in legno, tegole sarde ed ha una forma a capanna. Sulla sommità di questa è presente una croce latina in ferro. L’interno si presenta con una pianta a croce latina, e conserva diverse opere e arredamenti ecclesiastici di epoca antica, oltre alla statua della Madonna del Carmine che viene onorata e portata in processione durante le festività. La Chiesa viene definita un Santuario, ossia un luogo ritenuto sacro dalla tradizione religiosa, per la devozione dei fedeli alla statua della Madonna presente al suo interno, protagonista della sentita Festa a lei dedicata.

Elini-Santuario dedicata alla Madonna del Carmine Elini-Santuario dedicata alla Madonna del Carmine

Presso questa Chiesa, la domenica più vicina al 16 luglio si tiene la Festa della Beata Vergine del Carmine. Prendono il via il sabato i cinque giorni di festeggiamenti, la mattina la processione parte dal paese per arrivare al Carmine intorno alle otto, durante il tragitto la Madonna, portata in spalla dai giovani e scortata dalla statua di San Mauro, viene accompagnata dal tradizionale rosario in sardo e dal suono delle launeddas. Dopo la messa viene offerto il tipico dolce della festa, ed in seguito canti e balli intrattergono i fedeli davanti al sagrato. Nel pomeriggio il simulacro della Vergine viene riportato a Elini, e la sera si esibiscono davanti alla parrocchia gruppi musicali. Il lunedì i devoti portano la Madonna in processione per le vie del paese, e la sera è tutta dedicata ai balli sardi. La festa prosegue anche la settimana successiva.

Elini-Il processione per la Festa della Madonna del Carmine Elini-Il processione per la Festa della Madonna del Carmine

All'interno del Parco tra l'altro si trovano i pochi resti del Nuraghe della Madonna del Carmine

Elini-I pochi resti del Nuraghe della Madonna del CarmineNell'area del Parco del Carmine sono presenti anche pochi resti del periodo nuragico, e, secondo il canonico Flavio Cocco, nativo di Gairo che era un sacerdote e studioso ogliastrino, profondo conoscitore della storia di quest'area della Sardegna, nell’antichità si sarebbe insediato in questa località anche un presidio militare romano. Tra i pochi resti del periodo nuragico che in esso sono presenti, si trovano le fondamenta del Nuraghe della Madonna del Carmine, che era un Nuraghe di tipo indefinito, edificato in materiale indeterminato appunto all'interno del Parco, a 858 metri di altezza. Nell’area del parco è anche presente la sorgente di Su Cramu, che rappresentava, oltre alla Funtana Manna, un'altra delle principali fonti di approvvigionamento idrico e, storicamente, un luogo dove le donne andavano a lavare i panni.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Elini ci recheremo a visitare Arzana patria del pittore, incisore e scultore Stanis Dessy, nel cui territorio si trova la vetta più alta della Sardegna ossia la Punta la Marmora.


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