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Nei dintorni di Cagliari visitiamo la municipalità di Pirri ossia una frazione di Cagliari che ha conservato la sua autonomia

In questa tappa del nostro viaggio, completeremo la visita della città di Cagliari, della quale nelle pagine precedenti abbiamo visto il centro storico e l’abitato al di fuori del centro storico, e nella prossima visiteremo la Municipalità di Pirri.

Da Cagliari ci rechiamo a Pirri

Ci rechiamo a Pirri da Cagliari uscendo dall’abitato, a nord est, con la via Cadello. Per arrivarci, dal Municipio di Cagliari prendiamo verso nord ovest la via Roma, dopo quasi duecentocinquanta metri a destra la via La Maddalena, e, dopo meno di cento metri, a sinistra il viale Trieste. Percorsi cinquecento metri prendiamo a destra la via Pola, dopo duecentocinquanta metri a sinistra corso Vittorio Emanuele II e, dopo meno di cento metri, prendiamo a destra il viale Luigi Merello. Seguiamo il viale Luigi Merello per ottocento metri, alla rotonda prendiamo la prima a destra per rimanere sul viale Luigi Merello, che seguiamo ancora per poco meno di duecento metri e che ci porta in piazza d’Armi. Svoltiamo a sinistra e imbocchiamo la via Is Mirrionis che seguiamo per seicentocinquanta metri, alla rotonda prendiamo la seconda uscita e imbocchiamo la via Cadello, che seguiamo per quasi un chilometro. Alla nuova rotonda, passato l’Asse Mediano di Scorrimento, entriamo in Pirri, e proseguiamo dritti lungo la via Santa Maria Chiara, la seguiamo per poco più di cinquecento metri, pendiamo a destra la via Pontida, che, in circa trecento metri, ci porta in via Alberto Riva Villasanta, in centro a Pirri., dove dopo quattrocento metri raggiungiamo alla sinistra della strada, in corrspondenza del civico numero 35, l’edificio che ospita la Municipalità di Pirri. Dal Municipio di Cagliari alla Municipalità di Pirri abbiamo percorso 6.7 chilometri.

La municipalità di Pirri

Cagliari-Pirri: veduta dell’abitatoCagliari-Pirri: gonfalone della municipalità  di PirriIl comune di Pirri nel 1928, viene aggregato al comune di Cagliari, ed integrato come sua frazione (altezza metri 17, distanza in linea d’aria circa 6.7 chilometri sul livello del mare, abitanti circa 30.037). Ma Pirri cerca di salvaguardare la propria antica identità, e nei primi anni del duemila sono iniziate le richieste di autonomia, che hanno prodotto, nel 2006, l’acquisizione dello status di Municipalità. Oggi Pirri costituisce l’unica municipalità del comune di Cagliari e di tutta la Sardegna, situata nel lato nord ovest della città e confinante con Monserrato e con Selargius. Con i suoi abitanti, pari a quasi un quinto della popolazione totale di Cagliari, se fosse un comune autonomo sarebbe l’ottavo come dimensione di tutta la Sardegna. L’ente, non essendo comune autonomo, ha nello statuto normato solo il gonfalone e non lo stemma, tuttavia l’immagine presente nel gonfalone è sovente utilizzata anche come stemma nella carta intestata e nei documenti ufficiali della municipalità.

Origine del nome

Il significato del nome è incerto ma si ipotizzano diverse teorie. Il canonico sardo Giovanni Spano nel 1872 fornì una doppia interpretazione, da un lato si rifà  al fenicio pir, che indica il frutto; dall’altro al greco πῦρ πυρός, ossia piro, ad indicare il fuoco. La prima si riferirebbe infatti al periodo dei Fenici e dei Punici in Sardegna, quando l’abitato era forse ricco di alberi fruttiferi, di orti e giardini. Cagliari-Pirri: sigillo del vecchio Ufficio dello Stato Civile di PirriPer la seconda ipotesi invece se ne dovrebbero ipotizzare le origini al tempo dei coloni greci, ed una tradizione individua l’origine del nome nei fuochi accesi nelle antiche abitazioni, il cui valore era visibile da lontano, o allude a un tempio sacro al sole che, secondo lo storico settecentesco Salvatore Vitale, sarebbe sorto sul posto. A questi propostito, potrebbe essere interessante sapere che il sigillo del vecchio Ufficio dello Stato Civile di Pirri risalente al diciannovesimo, secolo quando Pirri era ancora un comune autonomo, raffigurava alcuni tizzoni ardenti, dai quali si sprigionano delle lingue di fuoco, e da questo deriva il gonfalone di Pirri che rappresenta un fuoco acceso su campo bianco ed un tralcio di vite, racchiuso entro quattro rappresentazioni della lettera P, per significare Pirri Progresso Prosperità Pace. Alcune altre interpretazioni hanno portato a far credere nel tempo che a Pirri abitassero dei giovani particolarmente focosi, sbertidorisi, ragazzi tendenti alla rissa. Meno supportata la teoria secondo cui a Pirri abitassero molti ragazzi dai capelli rossi, del colore del fuoco.

La sua economia

In origine la produzione del vino era centrale per l’economia di Pirri, essendo nato come agglomerato a supporto delle attività agricole dei territori non urbanizzati nella periferia della città di Cagliari. Inoltre, fino dal periodo del dominio pisano, gli abitanti di Pirri e dei paesi vicini furono chiamati coattivamente al lavoro nelle saline degli stagni Major che era lo stagno di Molentargius, e di Riba che era lo stagno di Quartu, mentre gli abitanti del capoluogo erano esenti dal massacrante e mal retribuito lavoro nelle saline, e per questo motivo i villaggi posti nella zona d’influenza degli stagni subirono un periodo di spopolamento. La vocazione agricola rimase fino alla metà dell’ottocento, in seguito il centro è diventato, assieme soprattutto alla vicina Monserrato, ma anche a Selargius e Quartu Sant’Elena, fulcro dell’attività vinicola del cagliaritano con una vocazione sempre più industriale, grazie anche alla presenza di impianti che consentivano al produttore di vinificare direttamente il raccolto delle proprie vigne. Ed in questo periodo Francesco Zedda ereditò le vigne dal padre e sviluppò l’azienda Zedda Piras che tuttora produce uno dei più famosi mirti anche fuori Sardegna e che ebbe fino agli anni ottanta del Novecento lo stabilimento alle porte dell’abitato. Una trasformazione dell’economia di Pirri è poi avvenuta con la crescente urbanizzazione sia dell’abitato in sé, che dell’espansione a nord di Cagliari, arrivando fino ai confini dell’ormai frazione, cingendola completamente e portando così Pirri ad essere un agglomerato residenziale a servizio del capoluogo con la classica connotazione periferica delle grandi città.

Brevi cenni storici

Le sue origini risalgono al periodo preistorico, nel corso del quale, in base ad alcuni scavi archeologici, si erano creati i primi insediamenti umani nell’area oggi occupata dalla municipalità. Durante il periodo della dominazione romana, Pirri diventa un vero e proprio centro abitato. In periodo medievale, fa parte del Giudicato di Càralis, fino al 1258, quando passa sotto il controllo del comune di Pisa. Secondo lo storico Giovanni Scano, il nome Pirri compare per la prima volta nel trattato di pace stipulato da Genova e Pisa nel 1288. Dopo la dominazione pisana, anche Pirri passa nelle mani della Corona d’Aragona. Nel 1326 viene concessa in feudo a Guglielmo Sorell, durante gli anni successivi passa di mano più volte, fino al 1437, quando venne ceduto alla città di Cagliari. Non essendo, però, questa città in grado di amministrare il feudo, Pirri torna di proprietà del fisco, ed inizia, così, un lungo periodo di tribolata autonomia. Subisce, infatti, numerose epidemie di peste, viene attaccata più volte dai pirati saraceni, soffre nel 1603 un’invasione di cavallette, mentre nel 1613 subisce un terremoto. Pirri deve attendere il 1838 prima di liberarsi dalla dipendenza feudale. Durante il ventennio fascista, Pirri vede la fascistizzazione della vita quotidiana con le camicie nere, perde la sua autonomia comunale venendo annessa nel 1927 al comune di Cagliari, insieme ad altri centri vicini come Monserrato e Selargius. Le strade vengono segnate dalle azioni delle camicie nere e sorgono circoli culturali fascisti, che impongono le feste e le istituzioni del partito. Durante il periodo fascista, la Sardegna viene utilizzata come luogo di confino di polizia e di lavoro coatto per oppositori politici, civili considerati inaffidabili e militari di minoranza slava, tra cui molti sloveni. E nel bombardamento del 15 agosto 1943 muoiono due soldati italiani di origine slovena, ossia Mirko Devetak e Giovanni Lutman, che sono stati sepolti a Pirri ed i cui resti sono stati riesumati nel 1957 per essere traslati cimitero di San Michele. Cagliari-Pirri: nel 2002 intitolazione di una lapide commemorativa ad Alessandro PancaniLa mattina del 27 agosto 1952 un caccia d’addestramento, decollato dal campo d’aviazione di Elmas, fu visto improvvisamente perdere quota e incendiarsi in aria, ed il sergente allievo ufficiale Alessandro Pancani, resosi conto che il velivolo stava per schiantarsi direttamente sulle case dell’abitato di Pirri, non cercò la salvezza personale, ma mantenne con fermezza i comandi ed eseguì una disperata manovra di planaggio per direzionare la traiettoria oltre le abitazioni, riuscendo a deviare il mezzo verso la campagna aperta, finché il caccia terminò la sua corsa distruttiva contro una casa colonica isolata. I resti del generoso pilota furono ricomposti e vegliati per tutta la notte dai commilitoni. Sebbene Pirri sia stata integrata nel comune di Cagliari come sua frazione, già dai primi anni del duemila prendono voce numerose richieste di autonomia, che culminano con l’acquisizione nel 2006 dello status di Municipalità, ovvero di suddivisione territoriale dotata di una propria autonomia amministrativa e di organi di governo eletti direttamente dai cittadini.

Le principali feste e sagre che si svolgono a Pirri

A Pirri svolgono le loro attività il Gruppo Folk Ruggeri Pirri, fondato nel 1967 da Giuliana Ruggeri, che costituisce uno storico punto di riferimento per il folklore e i costumi tradizionali del territorio; l’Associazione Culturale Terra Mea, attiva nella promozione della cultura sarda; e l’associazione culturale di tradizioni popolari Sa Cruxi Santa, che costituisce un gruppo dedicato alla conservazione delle antiche tradizioni locali e alla storia del territorio, e che prende il nome dal toponimo storico di piazza Italia a Pirri, anticamente chiamata Sa Cruxi Santa, storico punto d’incontro della comunità. Nelle rassegne tradizionali locali si esibisce anche il Coro dell’Associazione Culturale Merra Mea, che è presente attraverso il proprio coro.

Cagliari-Pirri: il Gruppo Folk Ruggeri Pirri Cagliari-Pirri: l’Associazione Culturale Terra Mea Cagliari-Pirri: l’associazione culturale di tradizioni popolari Sa Cruxi Santa Cagliari-Pirri: il Coro dell’Associazione Culturale Merra Mea

Tra le principali feste che si svolgono a Pirri, importanti sono la Festa di Santa Maria Chiara, che si svolge dalla domenica di Pasqua al martedì successivo, con riti religiosi e momenti di aggregazione; la seconda domenica di maggio si svolge la Festa patronale di San Pietro, con la sentita processione del santo protettore; il Corpus Domini, con una suggestiva processione che parte dalla chiesa parrocchiale; il 3 settembre la Festa di San Gregorio Magno, con tradizioni locali; la prima settimana di settembre la Festa di Santa Rosalia.

Cagliari-Pirri: festa di Santa Maria Chiara Cagliari-Pirri: festa patronale di San Pietro Cagliari-Pirri: processione del Corpus Domini Cagliari-Pirri: festa di San Gregorio Magno Cagliari-Pirri: festa di Santa Rosalia

Oltre a queste feste, a Pirri si svolgono diverse manifestazioni e sagre, tra le quali i festeggiamenti per il carnevale detto Su Carrasciali Pirresu, una festa popolare che offre sfilate, spettacoli teatrale ed eventi per bambini compresa la Pentolaccia Magica; solitamente ad aprile Arti e mestieri, che è una manifestazione culturale dedicata all’artigianato sardo e agli antichi mestieri; Fiori di maggio, un appuntamenti stagionali con mercati floreali, laboratori creativi, animazione e attività per le famiglie; la Sagra del Pane, un evento di tre giorni dedicato all’arte della panificazione sarda dedicato ai pani tradizionali sardi, ossia civraxiu, carasau, coccoi, con show cooking e degustazioni; in primavera o in autunno Sa Festa de Is Launeddas, un evento annuale dedicato al tradizionale strumento a fiato sardo, con stand, mostre e incontri con artigiani, spazi didattici di costruzione, musica e ballo per adulti e bambini, e con laboratori di ballo campidanese e suonate dal vivo.

Cagliari-Pirri: Su Carrasciali Pirresu Cagliari-Pirri: la Pentolaccia Magica Cagliari-Pirri: Arti e Mestieri Cagliari-Pirri: Fiori di Maggio Cagliari-Pirri: Sagra del Pane Cagliari-Pirri: Sa Festa de Is Launeddas

Molte di queste manifestazioni e sagre si tengono storicamente presso gli spazi della struttura museale di Pirri denominata Ex-Vetreria in via Italia.

Visita della municipalità di Pirri

La Municipalità di Pirri è situata a nord del centro cittadino di Cagliari e più precisamente a nord est del colle di San Michele. L’abitato storico occupa un incavo che parte a sud ovest dal parco di Monte Claro, ed arriva fino al riu Saliu a nord est. Un tratto collinare si apre dai piedi del suo centro storico fino al confine a nord ovest, delimitato dalla SS554 Cagliaritana, e denominato colle di Barracca Manna, periferia dell’abitato stesso e punto più elevato. L’area è prevalentemente urbanizzata per quasi la totalità della sua estensione. La municipalità di Pirri è divisa in sette quartieri.

Ad ovest nell’ex comune di Pirri era nata nell’ottocento la Villa Pollini ribattezzata Villa Doloretta

Il conte Gaetano Pollini, ricco commerciante originario della Liguria, fece costruire nel 1812 nell’ex comune di Pirri,  ai piedi del colle di San Michele, la Villa Pollini un tempo collegata alla villa Sant’Agostino attraverso uno splendido viale alberato, insieme ad un piccolo nucleo urbano nei campi adiacenti, ed ai locali per il personale e per l’attività agricola che vi si svolgeva con l’obiettivo di coltivare vigneti e gelsi. La villa era parte di un mini nucleo urbano che comprendeva anche la cappella dedicata all’Immacolata Concezione di Maria, oggi distrutta. Secondo la testimonianza del canonico Giovanni Spano la villa è stata costruita, su progetto di un non meglio identificato architetto milanese, dal marmoraro Giovanni Battista Franco. Cagliari-Pirri: la Villa Pollini ribattezzata Villa DolorettaLo stile dell’edificio, che oggi si trova in corrispondenza del civico numero 3 della via Edward Jenner, risulta particolare in quanto nel movimento della facciata, segue ancora il gusto rococò, mentre la decorazione è di ispirazione palladiana, incoerenza stilistica che caratterizza anche altre importanti ville realizzate nella stessa epoca nel territorio lombardo. La villa diviene, in seguito, proprietà dell’industriale vinicolo Francesco Zedda, proprietario della distilleria Zedda Piras, che la ribattezza Villa Doloretta in onore della moglie Doloretta Marcello. Successivamente la proprietà viene abbandonata, e tale è rimasta sino alla fine del ventesimo secolo, quando è stata acquisita dallo stato e restaurata parzialmente per ospitare mostre culturali. Dal 2007 ospita il centro Sistema informativo territoriale e l’archivio grafico della Soprintendenza per i beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano.

A sud ovest nell’ex comune di Pirri era nata a inizio Novecento la famosa distilleria Zedda Piras

Cagliari-Pirri: la nascita dell’azienda Zedda Piras produttrice del famoso mirtoLa distilleria Zedda Piras è nata nel 1854 ad opera di Francesco Zedda, che ha associato al cognome paterno Zedda, quello materno Piras, per distinguersi da un cugino con lo stesso nome e cognome, che operava nello stesso settore. Egli eredita le vigne dal padre Giuseppe Zedda, originario di Tiana, che aveva acquistato trenta ettari di terreni a Pirri in località Is Bingias, ed aveva sviluppato l’omonima azienda. Francesco era stato avviato dal padre alla carriera militare all’accademia di Livorno, e qui aveva avuto la possibilità di venire a conoscenza delle moderne tecniche di imbottigliamento dei vini pregiati. Grazie a tali studi, può concentrarsi sull’attività trasformandola in una moderna azienda di imbottigliamento di vini pregiati. II primo stabilimento vinicolo sorge in territorio di Pirri, e si dota subito di una organizzazione commerciale. Il favore incontrato dai vini Zedda Piras, in particolare da quelli da dessert, è tale che in pochi anni si deve ampliare la capacità produttiva ed acquistare grosse e selezionate partite di uva dagli altri produttori del Campidano di Cagliari. Alla morte del fondatore, nel 1903, le redini dell’azienda passano al figlio Antonino, il quale si rende subito conto che lo stabilimento originario è ormai superato ed avvia la costruzione di un nuovo opificio, non lontano dal precedente, in viale Ciusa all’altezza dei quello che è oggi il civico 131, con maggiori capacità produttive e con tecnologie più moderne, e soprattutto affianca, alla primitiva attività enologica, una distilleria per l’utilizzazione dei sottoprodotti della vinificazione. Inizia così, nei primi anni del Novecento, la produzione di distillati, alcool e liquori, che diventerà con gli anni il principale prodotto della Zedda Piras. In breve arriva il grande successo, i prodotti Zedda Piras vengono premiati nelle maggiori esposizioni internazionali della fine dell’ottocento, e ciò rende l’azienda una delle migliori del Regno d’Italia, che diviene anche fornitore ufficiale di diverse Case Reali d’Europa, tra le quali i Reali d’Inghilterra e gli Zar di Russia. Cagliari-Pirri: resti dello stabilimento all’interno del moderno quartiere sorto al sui postoNel secondo dopoguerra Antonino cede la conduzione operativa della Zedda Piras ai suoi quattro figli, che guideranno l’azienda fino ai primi anni novanta, quando per il vecchio storico stabilimento di Cagliari servono investimenti importanti per ammodernarlo, e la famiglia non ha la capacità finanziaria per sostenere la trasformazione necessaria. Quindi nel 1994 si assiste all’ingresso della Zedda Piras nel gruppo cui fa capo la Sella & Mosca di Alghero, con l’uscita quasi totale della famiglia che ne aveva fino ad allora retto le sorti, e lo stabilimento viene spostato ad Alghero. Il 30 gennaio 2001 la Zedda Piras viene acquisita dal gruppo Campari, e nel 2025 la Campari vende Zedda Piras insieme ad Averna alla Illva Saronno Holding. Oggi il marchio Zedda Piras appartiene alla Disaronno Holding, che ha completato a giugno 2026 l’acquisizione del brand, insieme a quello di Amaro Averna, dal gruppo Campari. In seguito il terreno vicino a Cagliari in cui era nata la distilleria ha lasciato spazio ad un moderno quartiere che ospita uffici, case e servizi culturali di vario genere, dal quale si vedono i  resti degli edifici del vecchio stabilimento, con la vecchia ciminiera in mattoni rossi che è rimasta in piedi come ricordo del passato industriale.

Nella parte sud occidentale dell’abitato è stato edificato il quartiere CEP

Arriviamo a Pirri provenendo da Cagliari con la via Francesco Ciusa che, incrociato l’Asse Madiano di Scorrimento, entra nell’abitato della frazione da sud est con il nome di via Riva Villasanta, la quale più avanti diventerà la via Italia. Presa la via Alberto Riva Villasanta, dopo circa cinquecento metri svoltiamo a destra e prendimo la via Giovanni Randaccio che, dopo un paio di centinaio di metri, continua sulla via del Canneto, la quale dopo trecentocinquanta metri continua sulla via Flavio Gioia. Seguiamo la via Flavio Gioia e, dopo circa quattrocento metri, si prende a destra la via Archimede la quale porta all’interno del quartiere CEP. Cagliari-Pirri: veduta del quartiere CEPLa costruzione del quartiere CEP, Coordinamento Edilizia Popolare, è avvenuta tra il 1960 e il 1973, con i primi caseggiati edificati a partire dal 1967 su progetto di edilizia residenziale pubblica della GESCAL, Gestione Case per i Lavoratori, ente responsabile di numerosi interventi di edilizia popolare in Italia, con le prime case assegnate nel 1967 a famiglie provenienti dalle zone di baracche di Giorgino. Il cuore del quartiere è rappresentato da cinque imponenti torri, chiamate i grattacieli, simbolo del quartiere progettate dagli ingegneri Carlo Aymerich, nato a Milano nel 1935 che è stato professore di composizione architettonica e il primo preside della Facoltà di Architettura dell’Università di Cagliari, Vinicio Demontis e Luciano Deplano. Le prime tre torri sono state edificate tra il 1970 e il 1973, e sono circondati da villette a schiera di due piani. Si tratta di unità abitative popolari coordinate, composte da edifici alti circondati da villini a schiera a due piani, negozi e spazi collettivi. Oggi il CEP dispone di tutti i principali servizi: scuole, asili, una farmacia, mercati e varie strutture per le attività sportive. Inoltre, il Comune ha investito nella riqualificazione di numerose aree verdi, migliorando la vivibilità della zona.

Sotto le fondazioni dei palazzoni del CEP sono stati rinvenuti i resti di un insediamento preistorico della cultura Sub Ozieri

Proseguendo lungo la via Italia, poco più di duecentotrenta metri più avanti rispetto alla Vetreria, ossia centosettanta metri prima di incontare la traversa via Lauro de Bosis, prendiamo a destra la via Dolianova, seguendo le indicazioni per il centro commerciale Auchan Marconi. Percorsi poco più di duecento metri arriviamo al centro commerciale, alla cui destra si sviluppa il grande quartiere edificato dal Centro di Edilizia Popolare. Sotto le fondazioni dei palazzoni del CEP, in via delle Cicale, è stato individuato il più antico insediamento umano di Cagliari, realizzato tra il Neolitico Finale e l’Eneolitico Iniziale, verso il 3200 avanti Cristo. Noto come villaggio di Terramaini, è uno dei due siti nei quali sono stati trovati i primi reperti della Cultura denominata Sub Ozieri, che segna il passaggio dal Neolitico all’Eneolitico e mostra come le comunità sarde si adattarono a nuovi modelli economici e sociali. Il sito era stato, successivamente, anche dotato di un’ampia cisterna romana, a testimoniare la continuità di frequentazione.

Cagliari-Pirri: foto degli scavi in via delle CicaleIl sito è noto per l’esistenza di un vasto insediamento preistorico, individuato già alla fine dell’ottocento, relativo a una serie di stazioni all’aperto distribuite, non omogeneamente, in un’ ampia area, compresa tra i centri di Cagliari, Pirri e la piana del canale di Terramaini, attualmente compresa all’interno del tessuto urbano. Le prospezioni di superficie condotte attorno alla metà dello scorso secolo individuarono, nelle poche aree risparmiate dall’espansione edilizia o nelle trincee di fondazione per la costruzione di nuovi edifici, sacche archeologiche relative a fondi di capanne, silos, fosse per detriti scavate nella marna argillosa e arenacea contenenti ceneri, tracce di focolare, resti di pasto con ossa di animali domestici e selvatici, considerevoli quantità di malacofauna marina e numerosi frammenti di ceramiche d’impasto e industria litica in ossidiana e selce. I contesti ceramici, per il prevalere di categorie vascolari semplici e comuni come olle, ciotole, tegami, numerosi tripodi, con scarsi elementi decorativi, rivelano un’appartenenza a fasi attardate di cultura Ozieri. Tra il 1980 ed il 1985 lavori di sbancamento, eseguiti alla periferia dell’abitato di Pirri per la realizzazione dei palazzoni del CEP, avevano messo in luce diversi fondi di capanna relativi ai lembi periferici dell’insediamento individuato nelle precedenti ricerche. Gli scavi delle capanne, condotti dalla Soprintendenza sotto la direzione scientifica di Luisanna Usai, ha consentito di acquisire una visione sufficientemente completa dell’insediamento confermando in gran parte i dati emersi dalle precedenti indagini di superficie. Le capanne, tutte scavate nel banco di marna argillosa per una profondità massima di settanta centimetri, presentano in generale una pianta rotondeggiante del diametro compreso tra due metri e due metri e mezzo, ad eccezione di un unico esempio reniforme e un altro di forma ellittica e di maggiori dimensioni. I diversi contesti materiali, sia quelli rinvenuti all’interno di ciascuna capanna che nel loro insieme, relativi prevalentemente a reperti fittili vascolari, tranne nel caso della capanna di maggiori dimensioni, risultano omogenei. Cagliari-Pirri: foto del rinvenimento di sacche archeologiche nel 1985In base agli impasti e alle colorazioni delle superfici si possono distinguere tre classi ceramiche, ossia ceramica a impasto scuro, grossolano e superficie opaca; ceramica con impasto scuro, depurato e superficie lucida; ceramica con impasto chiaro, molto depurato e superficie opaca. I tipi ceramici, rappresentati da tripodi, tegami biansati, tazze carenate e troncoconiche, grandi vasi ad alto collo, ciotole a calotta, sono prevalentemente inornati ma non mancano esempi di decorazione dipinta o impressa a motivi geometrici uniti linee incise. Un numero ridotto di frammenti ceramici rinvenuto nella capanna di maggiori dimensioni, i quali, discostandosi dai materiali prevalenti ripropongono il tipico repertorio di cultura Ozieri, ha fatto ipotizzare che la stessa capanna sia stata abitata in due fasi successive, ossia nella fase della cultura Ozieri, e in un momento di passaggio tra quella stessa cultura e l’inizio del periodo Eneolitico.

La chiesa parrocchiale di San Gregorio Magno

Arriviamo a Pirri provenendo da Cagliari con la via Francesco Ciusa che, incrociato l’Asse Madiano di Scorrimento, entra nell’abitato della frazione da sud est con il nome di via Riva Villasanta. Presa la via Alberto Riva Villasanta, dopo circa trecentocinquanta metri svoltiamo a sinistra nella via Famagosta, percorsi quattrocento metri prendiamo a sinistra la via Santa Maria Chiara. Dopo un’ottantina di metri lungo la via Santa Chiara, svoltiamo a destra e prendiamo la via dei Tigli, percorsi duecentocinquanta metri svolta a destra nella via Montecassino e, percorsi circa seicento metri, prendiamo a destra la via del Borghetto, alla destra della quale, dopo appena una cinquantina di metri, si trova il cancello di ingresso che fa accedere alla chiesa di San Gregorio Magno, che è la chiesa parrocchiale del quartiere Villa Doloretta, che comprende l’area residenziale sorta vicino ai vecchi spazi della Villa Pollini ribattezzata appunto Villa Doloretta. La chiesa viene eretta nel 1973 come parrocchia del quartiere sviluppatosi nei campi adiacenti ad est rispetto alla Villa Pollini, che era abitato da soli contadini. La prima sede della parrocchia si trovava in un ex magazzino in via Santa Maria Chiara, ad angolo con la via Famagosta, ma ben presto la struttura si rivela troppo piccola, e si rende necessaria la costruzione di un nuovo edificio, l’attuale chiesa parrocchiale. Antistante la stessa, un piazzale chiuso da recinzione metallica, dove si trova, in un’insegna, l’intitolazione della parrocchia a San Gregorio Magno. La facciata si presenta semplice e moderna con un piatto terminale, sul quale dominano le opere degli artisti Soriga e Sciola. Il campanile si presenta stilizzato.

Cagliari-Pirri: accesso alla chiesa parrocchiale di San Gregorio Magno Cagliari-Pirri-Chiesa parrocchiale di San Gregorio Magno Cagliari-Pirri: ingresso della chiesa parrocchiale di San Gregorio Magno

La struttura interna è ad aula unica, con presenza di massicci pilastri di sostegno e decorazione, posti negli angoli e all’ingresso dell’aula. La chiesa viene abbellita con una bellissima grande pala d’altare raffigurante l’Ultima cena, realizzata da Carmine Asunis, nato a Cagliari nel 1946, artista poliedrico, poeta, musicista, pittore e scultore, noto nel movimento della musica alternativa italiana e fondatore del Centro Tradizione e Comunità.

Cagliari-Pirri: interno della chiesa parrocchiale di San Gregorio Magno Cagliari-Pirri: la grande pala d’altare della chiesa parrocchiale di San Gregorio Magno

Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, presso questa chiesa si svolge la Festa di San Gregorio Magno, ed i festeggiamenti si concludono il 3 settembre, con riti religiosi e manifestazioni civili.

Il Campo Sportivo Jupiter

Da dove lungo la via Montecassino avevamo visto partire a destra la via del Borghetto che ci aveva portati alla chiesa parrocchiale di San Gregorio Magno, percorsi circa centocinquanta metri svoltiamo a sinistra nella via Caterina Segurana. Dopo duecenticinquanta metri prendiamo a sinistra la via Su Planu e, seguita per quasi duecento metri, troviamo alla sinistra della strada l’ingresso del Campo Sportivo Jupiter, un piccolo Campo da Calcio con fondo in terra battuta, dotato di una quarantina di posti per il pubblico, gestito dalla Polisportiva Jupiter, che milita in seconda categoria.

Cagliari-Pirri: ingresso del Campo Sportivo Jupiter Cagliari-Pirri: il Campo Sportivo Jupiter

Entrati nella frazione di Pirri vediamo la chiesa di Santa Rosalia che dipende dalla chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo

Arriviamo a Pirri provenendo da Cagliari con la via Francesco Ciusa che, incrociato l’Asse Madiano di Scorrimento, entra nell’abitato della frazione da sud est con il nome di via Riva Villasanta. Presa la via Alberto Riva Villasanta, dopo ottocentocinquanta metri, prendiamo a sinistra la stretta via Santa Rosalia lungo la quale, dopo un’ottantina di metri, si vede alla destra della strada, affacciata su una sileziosa e quasi nascosta piazzetta, la chiesa di Santa Rosalia che dipende dalla chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo. Edificata nel 1756, ma nello stesso luogo o in un’area vicina, esisteva un altro edificio di culto dedicato alla Santa, dato che la devozione alla Santa è attestata fin dal 1659. Il fabbricato inizialmente presentava una sola navata, ed in seguito di effettua la costruzione di qualche cappella, di un loggiato e di un muro di cinta. Ma già a pochi anni dalla sua fondazione l’edificio accusa problemi di statica e, dal 1774 ha inizio il suo degrado. Nel 1845 i muri esterni minacciano rovina e il portone d’ingresso perforato diviene inservibile, ed intorno al 1870 viene pregiudicato lo svolgimento delle funzioni liturgiche e la Festa in onore della Santa. Interdetta al culto, dalla fine dell’ottocento la chiesa viene adibita a scopi profani, nel 1911 viene trasformata in Lazzaretto in occasione di un’epidemia di colera, nel 1912 vi si vaccina il popolo contro il vaiolo. Nel 1949 si effettuano altre opere di consolidamento, e, per alcuni anni, vi si celebra la messa festiva, ma poi la chiesa si riduce a un cumulo di macerie.

Nel 1981, di fronte all’ipotesi di requisire la chiesa per farne una sede per attività sociali o demolirla e destinare l’area a pubblica piazza, gli abitanti del quartiere hanno raccolto fondi destinati al suo restauro. Il nuovo edificio, benedetto nel 1983, si sviluppa su una navata e due cappelle, e si presenta piccolo ed armonioso. Il prospetto è semplice, senza finestre, con un’unica porta sormonta da una lunetta e da un campanile a vela che oggi ospita una campana.

Cagliari-Pirri: la chiesa di Santa Rosalia Cagliari-Pirri: facciata della chiesa di Santa Rosalia

All’interno solo pochi arredi, ed una nicchia, ricavata nella parte retrostante l’altare di marmo, accoglie una antica statua di Santa Rosalia, restaurata da Angelo Defraia alcuni decenni or sono, ripulendo l’opera dai danni del fuoco perché un incendio causato da persone sconosciute aveva rovinato la scultura, e restaurando le parti e i colori originari compromessi dall’atto vandalico.

Cagliari-Pirri: interno della chiesa di Santa Rosalia Cagliari-Pirri: la statua di Santa Rosalia nella chiesa omonima

La chiesa si anima di canti e di preghiere all’inizio di settembre, nei tre giorni della Festa di Santa Rosalia, per la quale oltre alle funzioni religiose, si snoda una processione lungo le vie circostanti la chiesa, addobbate da bandierine multicolori, fiori e foglie di palma, per tornare ad antichi silenzi al termine della festa. La partecipazione popolare è sempre molo intensa.

La sede della Municipalità di Pirri

Proseguendo lungo la via Alberto Riva Villasanta per un centinaio di metri troviamo, alla sinistra della strada al civico numero 35, l’edificio che ospita la sede e gli uffici della Municipalità di Pirri. Con questo termine, detto anche Circoscrizione Comunale, viene indicato un organismo di partecipazione, consultazione e gestione dei servizi di base, nonche di esercizio di funzioni delegate, istituito dal comune con competenza su di una parte del suo territorio comprendente uno o più quartieri o frazioni contigui.

Cagliari-Pirri: il palazzo che ospita la Municiaplità di Pirri Cagliari-Pirri: ingresso del palazzo che ospita la Municiaplità di Pirri

L’edificio è sede dell’organo politico della Municipalità, dell’ufficio di Stato civile di Pirri, uffici delle Politiche sociali e uffici decentrati dell’anagrafe. Nato come scuola elementare che ha accolto generazioni di pirresi, l’edificio ha una forma a C, si sviluppa su due piani e ha un tetto piatto. È costruito in cemento armato. La facciata che dà sulla strada presenta una base rialzata, sopra la quale si susseguono aperture ritmate, separate da una cornice orizzontale. Le grandi finestre, divise in tre parti, sono rettangolari al piano terra, e con arco al piano superiore. In alto, la facciata termina con una cornice decorativa sormontata da un parapetto.

In piazza Italia si trova il Monumento ai Caduti di Pirri

Proseguendo lungo la via Alberto Riva Villasanta per poco più di centocinquanta metri arriviamo in piazza Italia, al centro della quale all’interno di un’aiuola è posizionato il Monumeto ai Caduti, che viene utilizzato nelle cerimonie commemorative, come riportato dall Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, la quale cita la deposizione di omaggi presso il monumento ai caduti di Pirri durante eventi pubblici, nel ricordo del sacrificio di uomini e donne che hanno lottato per la patria, anche sino alla morte.

Cagliari-Pirri: il Monumnto ai Caduti imbrattato con la vernice rossa width= Cagliari-Pirri: il Monumnto ai Caduti imbrattato con la vernice rossa width=

Nell’estate del 2020, questo monumento è stato imbrattato di vernice rossa, un atto di vandalismo del movimento Black Lives Matter che tende a rimuovere o danneggiare i monumenti che in qualche modo hanno a che fare con le oppressioni delle popolazioni più deboli e in particolare con una loro specifica componente.

La chiesa parrocchiale di San Giuseppe

Dalla piazza Italia, prendiamo verso nord ovest la via Enrico Toti, la seguiamo per settecentocinquanta metri ed, alla destra della strada, al civico numero 195, si trova la chiesa di San Giuseppe. È la chiesa parrocchiale del quartiere San Giuseppe, Santa Teresa e Parteòlla, la zona cresciuta molto dopo la seconda guerra mondiale, adiacente al centro storico, che si è notevolmente sviluppato dopo la seconda guerra mondiale, quando la popolazione di Pirri si è accresciuta rapidamente, per questo è divenuta una priorità la fondazione di una nuova parrocchia, creata nel 1954. Della chiesa che la ospita, la prima pietra viene collocata nel 1958 e consacrata nel 1971. La struttura preceduta da un viale in pietra grigia costeggiato da aiuole con piantumazioni di palmizi. L’esterno è caratterizzato da linee semplici e forme geometriche, tipiche dell architettura moderna degli anni cinquanta e sessanta. Sul fronte si presentano tre portoni in legno e, sopra quello centrale, un’apertura finestrata ogivale in asse con il portone principale che illumina la navata.

Cagliari-Pirri: la chiesa parrocchiale di San Giuseppe Cagliari-Pirri: facciata della chiesa parrocchiale di San Giuseppe

L’interno è a tre navate, con quella centrale rialzata rispetto alle laterali. Nel presbiterio spicca un Crocifisso del diciasssettesimo secolo, collocato durante i lavori di completamento del 1968, insieme all’altare maggiore in marmo. La suddivisione degli spazi avviene tramite pilastri rettangolari rivestiti in marmo. Lungo la navata centrale si trovano vetrate policrome verticali, che contribuiscono alla luminosità e all’atmosfera raccolta dell’edificio.

Cagliari-Pirri: interno della chiesa parrocchiale di San Giuseppe Cagliari-Pirri: altare della chiesa parrocchiale di San Giuseppe

In seguito, nel 1991, all’interno della parrocchia, è nato l’oratorio di San Giuseppe, con lo scopo di attuare una serie di interventi ricreativi, culturali ed educativi tesi alla prevenzione e riduzione del disagio sociale, venutosi a creare nel quartiere soprattutto dopo la realizzazione, durante gli anni ottanta, delle case popolari, che modificano il tessuto urbanistico e sociale dell’area. La struttura è in pietra grigia, le finestre rettangolari e il grande portone in legno sono i suoi principali elementi caratteristici. Agli ambienti dell’oratorio si accede seguendo la rampe con corrimano metallico, presente sul lato destro della chiesa.

Cagliari-Pirri: l’oratorio di San Giuseppe Cagliari-Pirri: facciata dell’oratorio di San Giuseppe

La chiesa parrocchiale di San Tarcisio Martire

Proseguendo lungo la via Enrico Toti per circa trecento metri, arriviamo a una rotonda, alla quale proseguiamo dritti su via Barracca Manna, che ci porta nella periferia nord occidentale dell’abitato. Dopo ottocentocinquanta metri, continuiamo su via Marmilla e subito svoltiamo a sinistra su via Goceano. Percorso un centinaio di metri, vediamo alla sinistra della strada l’edificio che ospita la chiesa di San Tarcisio Martire. La parrocchia è stata creata nel 1986, ed i lavori di costruzione della nuova chiesa e degli annessi locali parrocchiali sono iniziati nel 1999. San Tarcisio, giovane martire romano del terzo secolo, è tradizionalmente considerato il patrono dei chierichetti e simbolo di dedizione all’Eucaristia, si tratta quindi di un’intitolazione che esprime bene la vocazione della parrocchia alla formazione e alla vita comunitaria. È la parrocchiale del quartiere Is Campus–Is Corrias, che comprende la zona periferica a nord caratterizzata da nuove case e palazzi recenti, e del quartiere Barracca Manna, che è il quartiere collinare nella parte nord, nato abusivamente negli anni settanta ma in seguito risanato dal comune che lo ha dotato di strade, rete fognaria e di trasporto pubblico, il cui nome deriva dalla presenza di millequattrocento baracche per controllare i campi, ma che, in base a un referendum, dovrebbe chiamare il propiro nome in La Collina. La chiesa dedicata a San Tarcisio Martire presenta una moderna fattura. La facciata è sobria, con portone centrale e superfici pulite, ed è caratterizzata da un asimmetrica struttura presentante una essenziale linea curva su più livelli. Una vetrata continua contraddistingue la parte superiore della stessa. L’edificio si inserisce armoniosamente nel tessuto urbano circostante, con un’impostazione che privilegia la praticità e la luminosità.

Cagliari-Pirri: la chiesa parrocchiale di San Tarcisio Martire Cagliari-Pirri: ingresso della chiesa parrocchiale di San Tarcisio Martire

L’interno della chiesa è concepito per favorire la partecipazione e la visibilita, con un’ampia aula molto illuminata da grandi aperture finestrate di forma rettangolare, poste in particolare in corrispondenza dell’area presbiteriale nella quale è presente un presbiterio rialzato, ben visibile da ogni punto, e con ampie superfici chiare che valorizzano la luce naturale. L’atmosfera è semplice e raccolta, coerente con la spiritualità della comunità.

Cagliari-Pirri: interno della chiesa parrocchiale di San Tarcisio Martire Cagliari-Pirri: il crocifisso sulla parete della chiesa parrocchiale di San Tarcisio Martire Cagliari-Pirri: il simulacro di San Tarcisio nella chiesa parrocchiale di San Tarcisio Martire

Tra gli elementi più significativi della chiesa sono presenti l’altare centrale che costituisce il cuore delle celebrazioni, il crocifisso sulla parete, il simulacro di San Tarcisio rappresentato come giovane con l’Eucaristia, e la presenza di spazi dedicati alla catechesi e alla pastorale giovanile.

La chiesa parrocchiale di San Pietro con la Cappella di Santa Maria Chiara

Lungo la via Alberto Riva Villasanta, una cinquantina di metri prima di arrivare in piazza Italia, prendiamo a destra la via della Chiesa, e, dopo centocinquanta metri, troviamo alla sinistra della strada la facciata della chiesa di San Pietro, che è la chiesa madre di Pirri, ed oggi il suo territorio parrocchiale si estende nel quartiere Monteleone e Santa Rosalia, che comprende l’area del centro storico che si sviluppa intorno alla chiesa di San Pietro Apostolo e a Piazza Italia, e comprende anche il quartiere Monreale, che è noto anche per la presenza delle omonime torri residenziali. La chiesa sorge probabilmente su un preesistente tempio di epoca medievale dedicato all’Apostolo Pietro del quale oggi non ci pervengono resti. La chiesa aveva un impianto originario che si può datare al sedicesimo secolo, ma si è formata in epoche diverse, arrivando ad essere completata solo in anni relativamente recenti. L’edificio aveva la pianta a croce latina, formata da un’unica navata e una cappella per lato, ma viene ristrutturata ed ampliata tra 1619 e il 1652, in seguito rimaneggiata più volte. L’attuale struttura presenta elementi stilistici del gotico Catalano, del classicismo e del barocco. Questa chiesa era l’unica parrocchiale di Pirri sino ai primi anni cinquanta del Novecento, quando la crescita della popolazione e lo sviluppo di nuovi quartieri abitativi hanno imposto la creazione di altre chiese parrocchiali.

La facciata timpanata è suddivisa verticalmente in tre ordini da quattro lesene scanalate. In essa si aprono delle nicchie laterali mentre al centro troviamo una finestra con un’inferriata. Il portale d’ingresso è ligneo. Il campanile, a pianta quadrata, è diviso in tre ordini e presenta nella parte superiore una cupola e un orologio. Nel campanile è custodita una campana del 1757 che reca un’iscrizione in spagnolo. Sulla facciata della chiesa, alla destra del portale di ingresso, è affissa una lapide dedicata a monsignor Giuseppe Cogoni, nativo di Pirri e arcivescovo di Oristano, in occasione della memoria e della traslazione delle sue spoglie nel 1970.

Cagliari-Pirri: la chiesa parrocchiale di San Pietro Cagliari-Pirri: facciata della chiesa parrocchiale di San Pietro Cagliari-Pirri: ingresso della chiesa parrocchiale di San Pietro

L’aula interna presenta un’unica navata, otto cappelle laterali, quattro per parte e presbiterio. E' voltata a botte e suddivisa da cinque arcate, le tre ogivali nella parte centrale e le due a tutto sesto corrispondenti all’area presbiteriale e alla tribuna. La quarta Cappella a sinistra è dedicata all’Immacolata Concezione, e da essa, attraverso una porta, si accede alla cripta di Santa Maria Chiara, costruita nel 1966, dove si custodisce un simulacro ligneo seicentesco, raffigurante la Madonna col Bambino, oggetto di venerazione. La devozione per la Santa Maria Chiara risale al Medioevo, quando nell’attuale parco di Monte Claro, situato sull’omonimo colle, è stata ritrovata una statua della Santa ritenuta miracolosa. Il culto per la Beata Vergine Santa Maria Chiara viene introdotto dai monaci Cistercensi dell’Abbazia di Chiaravalle nei primi anni del Duecento, e si sviluppa attorno al colle di Monte Claro, alle cui pendici sorgeva un monastero, e dalla cui denominazione deriva il nome col quale la Vergine Maria viene venerata a Pirri. Il monastero, situato tra Cagliari e Pirri, sarebbe stato distrutto dai Saraceni e nello stesso sito sarebbe sorto un romitorio, custodito da un eremita, che ospitava celebrazioni solo in occasione della festa. La piccola chiesa campestre di Santa Maria Chiara è stata definitivamente abbandonata in seguito a una rissa scoppiata tra cagliaritani e pirresi, durante lo svolgimento dei festeggiamenti annuali, e si è effettuta la traslazione del simulacro in legno dipinto, che raffigura la Madonna col Bambino, dalla zona di Monte Claro alla chiesa di San Pietro Apostolo a Pirri.

Cagliari-Pirri: interno del parrocchiale di San Pietro Cagliari-Pirri: il presbiterio della chiesa parrocchiale di San Pietro Cagliari-Pirri: la cripta di Santa Maria Chiara

Momenti importanti nella vita di questa parrocchia sono la Festa patronale di San Pietro, la seconda domenica di maggio, e la Processione del Corpus Domini. Dal giorno di Pasqua al martedì successivo, si svolge, inoltre, la Festa di Santa Maria Chiara, una delle feste più famose che si svolgono a Pirri, la cui devozione La sera di Pasqua il simulacro della Vergine viene portato in processione dalla chiesa di San Pietro Apostolo alla Cappella del Monte Claro ad essa dedicata, per poi essere riportato indietro il martedì successivo.

Il Cimitero Monumentale di Pirri

Passata la chiesa parrocchiale, la via della Chiesa arriva a un bivio, dove svolta verso destra, mentre la sua continuazione è la via Gioacchino Murat. Proseguiamo lungo la via Gioacchino Murat, che, dopo duecentocinquanta metri, ci porta in una piazza, di fronte all’ingresso del Cimitero Monumentale di Pirri. Il cimitero è stato realizzato nel 1913 nella zona detta Terr’e Mani o anche Terramaini, anche se il progetto era stato predisposto fin dal secondo ottocento per essere realizzato in una zona esterna all’abitato. Le salme, infatti, tra la fine dell’ottocento e poco oltre il primo decennio del Novecento, venivano inumate ancora nell’area circostante la chiesa parrocchiale intitolata a San Pietro Apostolo e, in particolare, nella sua parte laterale, a destra per chi guarda dal piazzale verso il portone d’ingresso. Nel 1911 il comune di Pirri, allora autonomo, aveva raggiunto circa tremilacinquecento abitanti, e gli amministratori del tempo hanno dovuto mobilitarsi per adeguarlo alle norme di sanità pubblica della Legge 20 marzo 1865, disattese per diversi decenni, che imponevano un camposanto fuori dalla parte abitata. La scelta dell’area da destinare a Camposanto fu operata ad un centinaio di metri dalla stessa chiesa, ma i lavori iniziarono nel 1912 per terminare nel 1913, quando è avvenuto il collaudo e la sua consacrazione, e i primi ad esservi sepolti furono dieci bimbi.

Cagliari-Pirri: ingresso del Cimitero Monumentale Cagliari-Pirri: interno del Cimitero Monumentale

All’ingresso del cimitero, caratterizzato da un grande portale ad arco, si trova la parte più antica. Il primo impianto del cimitero è di forma quadrata con due assi ortogonali mediani che si incontrano nel centro, ed è la parte più vicina all’ingresso, caratterizzato da un grande portale ad arco. Il portale tripartito presenta le parti laterali piene, incorniciate da robuste paraste in pietra che sorreggono una trabeazione che, senza soluzione di continuità, va a formare il timpano dell’ingresso. All’interno, appena varcata la soglia si trova l’ossario, mentre al lato sinistro era presente una stanza, impiegata come camera mortuaria, nelle cui vicinanze si trovava l’area cimiteriale destinata ai piccoli non battezzati. L’ambiente situato sulla destra è attualmente occupato dal custode.

Cagliari-Pirri: un monumento funerario nel Cimitero Monumentale Cagliari-Pirri: un monumento funerario nel Cimitero Monumentale

Il cimitero è stato ampliato successivamente per le esigenze della popolazione in aumento, e al primo impianto è stata, successivamente, aggiunta subito più avanti una parte nuova, anch’essa di forma quadrata. Sono presenti diversi pregevoli monumenti funerari che riportano le sembianze dei defunti o figure allegoriche.

La chiesa parrocchiale della Madonna della Fede

Dopo la deviazione per il Cimitero, torniamo dove dalla via Alberto Riva Villasanta eravamo arrivati alla piazza Italia, qui prendiamo la prosecuzione della via Alberto Riva Villasanta, che è la via Italia, e subito a destra la via S’Arriu che, dopo centoventi metri, arriva in piazza Medas, dove prendiamo verso destra la via della Resistenza. Seguiamo la via della Resistenza per duecentotrenta metri, poi prendiamo a sinistra via dei Partigiani, la seguiamo per un’ottantina di metri, e troviamo, sulla destra, la via Marzabotto, lungo la quale, alla sinistra della strada al civico numero 1, si trova la piccola chiesa della Madonna della Fede. Eretta nel 1978 come parrocchia del quartiere Is Bingias-Terramaini, che comprende il settore orientale dell’abitato il quale include il parco dell’Ex Vetreria e parte del parco di Terramaini. Si tratta di un quartiere di recente urbanizzazione, che si è sviluppato come quartiere residenziale del CEP, ossia del Centro di Edilizia Popolare, al cui interno è stato realizzato il grosso centro commerciale, una piscina olimpionica e due parchi. Nel 1980 il Comune di Cagliari ha concesso un terreno per la costruzione dell’edificio sacro, e nel 1981 si da inizio ai lavori. La chiesa viene aperta al culto il 27 novembre del 1982 e benedetto dal parroco, mentre l’arcivescovo vi concelebra la messa il 4 dicembre successivo. La chiesa dedicata alla Madonna della Fede, presenta sulla facciata semplice e moderna, sulla quale spiccano un portale ed una croce in legno massiccio.

Cagliari-Pirri: la chiesa parrocchiale della Madonna della Fede Cagliari-Pirri: facciata della chiesa parrocchiale della Madonna della Fede

L’interno è caratterizzato da un’unica navata a pianta longitudinale, abbellita con l’ambone e l’altare in muratura e lastre marmoree. La luce penetra attraverso le finestre, rifinite con cornici in legno e terminanti ad arco acuto.

Cagliari-Pirri: interno della chiesa parrocchiale della Madonna della Fede Cagliari-Pirri: altare della chiesa parrocchiale della Madonna della Fede

Momenti importanti nella vita di questa parrocchia sono la sua partecipazione alla Festa patronale di San Pietro, la seconda domenica di maggio, ed alla processione del Corpus Domini.

Il centro d’arte e cultura la Vetreria con il suo ampio parco

Cagliari-Pirri: veduta del fabbricato che ospita il centro la Vetreria con il suo ampio parcoDalla via Alberto Riva Villasanta, passata la piazza Italia, prendiamo la via Italia, che può essere vista come una continuazione di via Alberto Riva Villasanta, e che costituisce la principale arteria nel centro storico di Pirri. Percorsi trecentocinquanta metri, alla destra della strada al civico numero 63, si trova la ex Vetreria. Si tratta di un fabbricato a corte realizzato negli inizi del Novecento, che all’inizio veniva utilizzato come stabilimento enologico e distilleria, ma poi, dopo alcuni anni, ad esso è stata affiancata una vetreria, di cui è tuttora possibile individuare gli antichi forni di cottura del vetro in mattoni rossi refrattari. Di rilievo l’edificio a corte sulla via Italia, con muri in terra cruda e pietra, e nel parco, la torretta Rocca, una torretta che presenta fregi liberty, e l’incisione del nominativo del primo proprietario. A partire dagli anni sessanta lo stabilimento è stato abbandonato e lasciato degradare. Dopo decenni di abbandono, negli anni ottanta la Vetreria è stata parzialmente utilizzata dall associazione Aspis, che si occupa dello Sviluppo Psicologico e Culturale dell’Individuo e della Comunità, e dal gruppo folk Ruggeri. Nel 1992 il Cada Die Teatro ha restaurato uno dei capannoni trasformandolo in teatro. Nei primi anni duemila il Comune di Cagliari ha effettuato una prima ristrutturazione. La Vetreria, attualmente gestita da Cada Die Teatro e Cemea Sardegna, è un centro di arte, cultura, formazione e produzione teatrale, e sarà  oggetto di un imminente intervento di riqualificazione che restituirà  un teatro e un luogo d’incontro alla comunità.

Cagliari-Pirri: esterno del centro la Vetreria Cagliari-Pirri: ingresso del centro la Vetreria Cagliari-Pirri: interno del centro la Vetreria

Oggi la Vetreria, centro d’arte e cultura, è una struttura architettonica in stile campidanese, collocata all’interno del parco della ex Vetreria di Cagliari, che costituisce un centro attivo tutto l’anno e offre programmazione teatrale, danza e musica, laboratori teatrali per tutti i livelli ed età, e costituisce inoltre un centro residenziale per artisti e un luogo di accoglienza con attività ludiche e ricreative. La superficie totale, tra gli edifici ed il parco annesso, è di venticinquemila metri quadrati, e sono presenti giochi per bambini, fontane, diversi attrezzi sportivi e una zona per cani.

I resti della Stazione ferroviaria dismessa della linea che collegava Cagliari con Isili

Dal 1893 al 1971 Pirri è stata attraversata dalla tranvia extraurbana che collegava Cagliari con Monserrato e con Quartu Sant’Elena, dapprima con trazione a vapore, e in seguito incorporata nella rete tranviaria di Cagliari, servita con tram elettrici. Proseguendo lungo la via Italia, quattrocento metri più avanti rispetto alla Vetreria, sulla sinistra parte la via Lauro de Bosis che, in una cinquantina di metri porta di fronte all’edificio che ospitava la vecchia Stazione ferroviaria, posta lungo la linea che collegava Cagliari con Isili, inaugurata insieme alla linea nel 1888 dalla Societ italiana per le Strade Ferrate Secondarie della Sardegna. Nei primi anni di attività era servita da una coppia di treni al giorno per direzione, numero notevolmente aumentato poi nel corso dei decenni. La denominazione iniziale dello scalo era stazione di Pauli Monserrato-Pirri, ma gi nell’orario del 1893 la stazione veniva indicata come Monserrato-Pirri. Lo scalo nel 1921 passa sotto la gestione delle Ferrovie Complementari della Sardegna. Nel dopoguerra nel 1968 viene aperta la stazione di Cagliari-Monserrato, nuovo scalo ferroviario per l’allora frazione di Monserrato, e da quello stesso giorno la stazione di Monserrato-Pirri viene ribattezzata Cagliari-Pirri, nome che mantiene sino alla dismissione.

Cagliari-Pirri: attuali resti della Stazione ferroviaria dismessa della linea che collegava Cagliari a Quartu Sant’Elena Cagliari-Pirri: come si presentava la Stazione ferroviaria dismessa della linea che collegava Cagliari a Quartu Sant’Elena

Nel 1989 avviene il passaggio dell’impianto alle Ferrovie della Sardegna, che dalla met del decennio successivo impostano un servizio ferroviario metropolitano tra lo scalo di Piazza Repubblica e quello di Monserrato, nel quale è compreso anche questo scalo. Nei primi anni 2000, nell’ambito della riconversione a tranvia del tratto della linea su cui era attivo il servizio ferroviario metropolitano, vengono effettuati alcuni lavori nella stazione, tuttavia la costruzione a poca distanza della fermata tranviaria di Caracalla, sempre nel territorio di Monserrato, ha portato alla dismissione della struttura nel 2008, con l’apertura al pubblico della linea 1 della tranvia.

Il parco Terramaini

Nel quartiere di Terramaini è stato realizzato un ampio parco verde, frutto di una riqualificazione urbana, dell’estensione di otto ettari e adiacente al canale di Terramaini, con al suo interno anche uno specchio di acqua stagnante facente parte del bacino del vicino stagno di Molentargius. Proseguendo lungo la via Italia, una cinquantina di metri più avanti rispetto a dove sulla sinistra è partita la via Lauro de Bosis, prendiamo verso destra il viale Roberto Pisano e lo seguiamo, iniziando a costeggiare, alla sinistra della strada, il parco urbano di Terramaini. Dopo ottocento metri, prendiamo sulla sinistra la via Andrea Vesalio, e troviamo, sempre a sinistra, trecento metri più avanti, prima che la strada sbocchi lungo il fianco del Rio Saliu, l’ingresso del parco. Con una superficie totale di 127mila metri quadrati, questo parco è il nuovo polmone verde a disposizione della città di Cagliari e dell’area più vasta a nord della città.

Cagliari-Pirri: il parco Terramaini Cagliari-Pirri: il parco Terramaini Cagliari-Pirri: il parco Terramaini

Nel parco sono allestiti diversi percorsi di tipo ambientale, dotati delle attrezzature per la didattica, per il gioco e lo sport, è luogo ideale per passeggiare, fare jogging o fare ginnastica nelle zone apposite, oppure utilizzare la nuovissima piscina olimpionica. Ci sono gli spazi per giocare a bocce, ma anche uno spazio riservato ai bambini. É disponibile anche un vasto spazio recintato per la libera circolazione dei cani. Tra le specie vegetali presenti olivi, melograni, filliree, carrubi, ginepri, corbezzoli, aranci amari, limoni, piracanta, rosmarino, santoline, rose.

La prossima tappa del nostro viaggio

Vediamo ora che cosa si trova di più sigificativo nei dintorni dell’abitato che abbiamo appena descritto. Per quanto riguarda le principali ricerche archeologiche effettuate nei dintorni di Cagliari si possono visitare diverse località che offrono capacità ricettiva in occasione di particolari occasioni, quando gli alberghi di Cagliari sono pieni. Nella prossima tappa del nostro viaggio, riprenderemo la visita del Campidano di Cagliari, recandoci da Cagliari a visitare Elmas dove vedremo l’Aeroporto di Cagliari Elmas, che è il principale scalo aereo della Sardegna per passeggeri movimentati, attivo sia per voli nazionali che internazionali.


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