Un sito di oltre 480 pagine che descrive tutta l’Isola e che pur non vendendo nulla riceve fino a oltre un migliaio di visitatori ogni giorno

La mia Sardegna

Home page Guest book SOSTIENICI Mappa del sito Scrivici


Pagina precedenteIndice precedenteVisita del sito istituzionale del ComunePagina successiva

La Città di Lanusei che è uno dei due capoluoghi della Provincia di Ogliastra con l’area archeologica di Seleni

In questa tappa del nostro viaggio, da Loceri ci recheremo alla città di Lanusei, che è uno dei due capoluoghi della Provincia di Ogliastra. La visiteremo con il suo centro e con i suoi dintorni nei quali si trovano l’area archeologica di Seleni ed alcuni altri significativi siti archeologici.

La Regione storica dell’Ogliastra

L’OgliastraL’Ogliastra è una Regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla Provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della Regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una Regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.

In viaggio verso Lanusei

Dal Municipio di Loceri prendiamo verso sud la via Roma, che prosegue sulla via Nazionale, ed esce dall’abitato verso ovest come SS390, e, dopo circa sei chilometri e ottocento metri, arriviamo nel punto in cui questa strada si va ad immettere sulla Strada Provinciale proveniente da Cardedu che collega Lanusei con Ponte San Paolo, a circa due chilometri da dove questa strada era iniziata. Qui si incontra uno svincolo, dove verso sinistra prosegue la SS390 con il nome di viale Italia, che diventa poi il viale Europa, il quale costeggia l’abitato in senso orario, e porta ad arrivare nel centro di Lanusei da nord ovest. Se allo vincolo si prende verso destra la Circonvallazione Est, che costeggia l’abitato in senso antiorario, ci porta anch’essa nel centro di Lanusei ma questa volta da sud ovest. Dal Municipio di Loceri a quello di Lanusei, lungo queste strade si percorrono tra gli 11.3 e gli 11.6 chilometri.

La Città di Lanusei

Lanusei-veduta dell’abitatoLanusei-Stemma del ComuneLa Città di Lanusei (nome in lingua sarda Lanusè, altezza metri 595 sul livello del mare, abitanti 5.064 al 31 dicembre 2021) è un grosso centro agricolo, storico centro amministrativo dell’Ogliastra. È sede vescovile e località di villeggiatura estiva in un’ottima posizione panoramica ricca di boschi, di cacciagione e di pesca, su un costone roccioso affacciato sul mare. L’abitato è facilmente raggiungibile dalla SS198 di Seui e Lanusei, dalla SS390 di Bari Sardo, e dalla SS399 di Buddusò e del Correboi, che ne attraversano il territorio comunale, il quale presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, che vanno fino a un massimo di 1270 metri sul livello del mare. Si tratta di una rinomata località turistica, che è anche una tappa del passaggio del Trenino Verde. Sopra il centro abitato si erge l’imponente lecceta ad alto fusto dell’altopiano granitico del monte Seléni, a circa mille metri sul mare, ricco di testimonianze archeologiche e di aree attrezzate per la fruizione ambientale. Il territorio comunale comprende anche l’isola amministrativa di Quirra, nella quale si trovano vari elementi di interesse storico, archeologico e naturalistico, come il nuraghe Santoru, la caletta Pagliuzze Dorate posta poco più a sud delle rovine del porto di Porto Santoru, antico porto minerario, e le strutture, oggi ancora visibili, della miniera un tempo attiva in un’area che si estendeva dal Comune di Tertenia fino al Sarrabus.

Alla Città di Lanusei è stato dedicato l asteroide 6289 Lanusei

Alla Città di Lanusei è stato dedicato l’asteroide 6289 Lanusei, un asteroide della fascia principale scoperto nel 1984 dagli astrofisici Walter Ferreri, nato nel 1948 a Torino ma di famiglia originaria di Buddusò nella Provincia della Gallura Nord-Est Sardegna, e Vincenzo Zappalà, nato nel 1945 a Savona. A Walter Ferreri, per i suoi lavori sugli asteroidi e per averne scoperti circa una quarantina, nel 1987 stato dedicato il pianetino 3308 Ferreri. A Vincenzo Zappalà nel 1981 stato dedicato l’asteroide 2813 Zappal , scoperto dall’astronomo statunitense Edward Leonard George Bowell, noto anche come Ted Bowell, nato a Londra ma che ha operato soprattutto a Flagstaff, in uno principali osservatori degli Stati Uniti.

Origine del nome

È molto probabile che il suo nome sia da riportare al fitonimo, o nome di pianta, di probabile origine sardiana o protosarda launaxi, che indica l’oleandro, dunque è molto probabile che in origine Lanusei abbia tratto la sua denominazione dalla particolare presenza, in origine, dell’oleandro nel sito in cui è sorto. Sono, invece, da ritenere fantasiose le interpretazioni che lo vedrebbero in un’analoga voce fenicia con il significato di abitazione, o in una voce greco bizantina dal significato di pietroso. La più antica attestazione che conosciamo di Lanusei si ha in un documento del Codex Diplomaticus Sardiniae dell’anno 1119 come Lanugei. Poi risulta citato negli elenchi delle Rendite pisane nel Giudicato di Càralis agli inizi del quattordicesimo secolo come Villa Lanuse de montibus. Compare inoltre nella Chorographia Sardiniae di Giovanni Francesco Fara nel sedicesimo secolo come Oppidum Lenusaei della diocesi di Suelli.

La sua economia

Lanusei-dalla trasmissione Rai2 <em>Sereno Variabile</em>Si tratta di un centro collinare con un’economia fondata su tutti i settori produttivi. Il settore primario è presente con la coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, vite, ulivi, agrumeti e altri alberi da frutta, ed anche con l allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. Molto sviluppato si presenta il settore industriale, con numerose aziende che operano nei comparti alimentare, delle pelletterie, della lavorazione del legno, dei prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio, del vetro, dei materiali da costruzione, metalmeccanico, elettronico, del riciclaggio dei rifiuti, della produzione e distribuzione di energia elettrica, edile e della raccolta dell’acqua. Il terziario si compone di una buona rete commerciale e dell’insieme dei servizi. È un’ambita meta di villeggiatura, numerosi sono, infatti, coloro che decidono di trascorrervi le vacanze estive all’insegna del clima mite, dell’aria salubre e delle splendide bellezze naturali circostanti. A poca distanza dall’abitato si estendono folti boschi, tra cui quello di Selene, presso cui è possibile visitare anche l omonimo villaggio nuragico. Interessanti, come meta per piacevoli escursioni, sono anche il monte Sa Ceresia e la punta Tricoli, dalla quale si gode di un meraviglioso panorama su tutta l Ogliastra fino al mare e al Monte Ferru. L apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione e di soggiorno.

Brevi cenni storici

L’area viene abitata fino dal periodo preistorico, sono state rivenute numerose sono le tracce relative al periodo neolitico come scarti di lavorazione e alcune punte di freccia in ossidiana, ma ancora maggiore la documentazione relativa al successivo periodo nuragico. Le testimonianze storiche relative al primo borgo risalgono al dodicesimo secolo. Durante il Medioevo fa parte del Giudicato di Càralis, nella curatoria dell’Ogliastra, della quale diviene capoluogo dopo Jerzu. Nel 1258, alla caduta del Giudicato, passa sotto il governo dei Giudici di Gallura. Nel 1296, con la morte dell’ultimo Giudice di Gallura Nino Visconti, gran parte dei territori che appartenevano al Giudicato, tra cui l’Ogliastra, passano sotto il dominio pisano fino al 1324, quando vengono conquistati dagli Aragonesi. Nel 1363 Lanusei viene incorporato dal Re d’Aragona Pietro IV il Cerimonioso nella Contea di Quirra, data in feudo a Berengario Carroz, e rimane nella Contea fino al 1603, quando la Contea viene trasformata in marchesato, feudo dei Centelles. Il paese venne riscattato agli Osorio de la Cueva, succeduti ai Centelles, nel 1839 con la soppressione del sistema feudale voluto dai Savoia. Lanusei-Posa della prima pietra della casa dei Salesiani a LanuseiLa sua storia successiva non mostra avvenimenti di particolare rilievo e segue quella dei territori circostanti. L’importanza storica della presenza del clero nel paese è dovuta in primo luogo ai Salesiani, che a Lanusei nel 1898 hanno edificato la prima loro casa in Sardegna, ponendo le basi per l’oratorio e il centro professionale, segnando l’inizio dell’impegno secolare nell’Isola dei figli di Don Bosco. Del Comune di Lanusei nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, alla neonata Provincia di Nuoro. Successivamente nel 2003, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell’Ogliastra, della quale costituiva uno dei capoluoghi, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro. In seguito, nel 2025 torna nella ripristinata Provincia di Ogliastra.

Nel 2002 Lanusei viene elevata al rango di città

Dopo la costituzione della Repubblica Italiana, Lanusei viene elevata da Carlo Azeglio Ciampi al rango di Città con Decreto del Presidente della Repubblica del 10 dicembre 2002.

Alcuni personaggi nati a Lanusei

A Lanusei nasce a fine Settecento il politico Cristoforo Mameli, che riesce ad ottenere la più alta funzione raggiunta da un abitante di Lanusei; a inizio Novecento il militare, politico, scrittore e poeta Angelino Usai; e vi nasce lo scrittore e politico Tonino Loddo.

Il politico Cristoforo MameliIl 5 febbraio 1795, nasce a Lanusei Cristoforo Mameli appartenente ad una stirpe notarile ogliastrina parente del più noto Goffredo Mameli. Lavora come funzionario nell’amministrazione centrale della Sardegna sabauda, divenendo vicario e sovrintendente generale di Polizia dal 1841 al 1847. Diviene, poi, un esponente della nascente classe politica liberale, e, nel 1847, fa parte della delegazione stamentaria, dove gli Stamenti sono le camere del Parlamento isolano, delegazione che viene costituita per la fusione della Sardegna con gli stati sabaudi terraferma. Viene, quindi, eletto deputato alla Camera, nel 1849 diviene Ministro della Pubblica Istruzione nel Governo Subalpino chiamato d’Azeglio I, nel 1850 diviene Consigliere di Stato, e nel 1854 è nominato Senatore del Regno di Sardegna. Muore a Roma nel 1872.

Il militare, politico, scrittore e poeta Angelino UsaiIl 24 giugno 1905, nasce a Lanusei Angelo Usai, noto come Angelino, una delle più importanti figure ogliastrine del ventesimo secolo. Nato da una famiglia povera, studia fino al ginnasio nell’Istituto dei Salesiani e in seguito, a soli diciessette anni, si arruola volontario nell’esercito. Inviato in Africa settentrionale, poi viene trasferito in Africa Orientale dove è ferito e più volte elogiato per il valore dimostrato. In seguito diviene ufficiale nell’Accademia di Modena, e ricopre ruoli di prestigio tra cui quello di Giudice nel Tribunale Militare. Nell’ultimo periodo lavorativo viene nominato Comandante Generale del Compartimento Sardegna della Polizia Stradale. Eletto per due legislature come consigliere regionale nella DC, quando si profila una sua candidatura come deputato nazionale non si presenta per favorire i più giovani. Notevoli i suoi studi e la produzione letteraria, che ha aperto una breccia sulla storia antica dell’Ogliastra. Sono da sottolineare quelli che hanno permesso di fare luce sul pittore ogliastrino cinquecentesco Andrea Lusso, e sulle origini dell’eroe Goffredo Mameli. Venuto a mancare il 20 marzo 1985, in memoria di Angelino Usai è stata intitolata a Lanusei una piazza e la Biblioteca Comunale.

Il politico, giornalista e scrittore Antonio Loddo detto ToninoNel 1950 a Lanusei nasce Antonio Loddo, noto come Tonino, che è stato un politico, giornalista e scrittore italiano. Laureato in filosofia all’Università di Cagliari, è stato docente e preside negli istituti di Lanusei, diventando nel 2007 dirigente tecnico con funzioni ispettive all’Ufficio scolastico regionale della Sardegna. Divenuto Sindaco della sua Citta, è stato Consigliere e Assessore Regionale, Deputato al Parlamento. Studioso attento e appassionato, fine conoscitore della sua terra, e autore di diversi volumi, tra i quali II Movimento Cattolico in Ogliastra (1872-1969), Bibliografia ogliastrina, Agostina Demuro, Chiese ed arte sacra in Sardegna. Diocesi di Lanusei, Franco Ferrai. Ha curato la pubblicazione dei volumi Ludovic Legré. Ogliastra 1879. Memorie d’un cacciatore marsigliese, e Lanusei. Suoi scritti sono presenti in numerose opere collettive ed in diverse riviste isolane.

Nel Novecento vi nasce Maria Ausilia Piroddi, nota come la rosa nera d’Ogliastra; e vi nasce anche lo spietato bandito Raffaele Arzu, il principale esponente del banditismo sardo negli anni duemila.

La sindacalista ed omicida Maria Ausilia PiroddiL’1 maggio 1958, nasce a Lanusei Maria Ausilia Piroddi, nota come la rosa nera d’Ogliastra, che stata una sindacalista e omicida italiana. Nel 1998 è protagonista di una sanguinaria lotta per il potere all’interno della più piccola camera del Lavoro d’Italia, la CGIL di Tortol , diventando un caso nazionale. Inizialmente subisce due attentati, ai quali si collegano due tragiche morti dopo poco tempo, ed in seguito si scopre un intreccio di lotte sindacali e politiche, traffico di armi e droga. Alla fine viene applicato per la prima volta in Sardegna, l’articolo 416 bis per contrastare il reato di associazione mafiosa. La Piroddi viene condannata all’ergastolo per gli omicidi del sindacalista Franco Pintus e dell’operaio forestale Pier Paolo Demurtas. Muore l’1 febbraio 2011 agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Bari Sardo.

Il bandito Raffaele ArzuIl 27 ottobre 1979, nasce a Lanusei Raffaele Arzu che però va a vivere a Talana, ed è considerato il principale esponente del banditismo sardo negli anni duemila. Latitante dal 2002 al 2009, è ritenuto responsabile di una rapina compiuta ad Arezzo nel 2002 e di una tentata rapina a un portavalori con sparatoria compiuta a Perugia, ed accusato anche di una rapina compiuta nei pressi di Imola da dieci persone. L’8 dicembre 2009, viene compiuto il suo arresto da parte del ROS dei carabinieri di Cagliari, con la collaborazione dello Squadrone carabinieri eliportato Cacciatori Sardegna. Al processo ha diverse imputazioni, di cui il principale è l’omicidio, in concorso con altri, del carabiniere Donato Fezzuoglio, nel corso di una rapina sventata a una filiale di banca di Umbertide, in Provincia di Perugia, e la Corte d’Assise di Perugia condanna all’ergastolo Raffaele Arzu, e Pietro Pala di Orune, per l’uccisione a colpi di kalashnikov del carabiniere.

Il progetto ProgeNIA per lo studio delle basi biologiche dell’invecchiamento

Insieme a Ilbono, anche Lanusei è patria dei cinquemila volontari sotto osservazione nell’ambito del progetto ProgeNIA, che è lo studio della Genetica ed Epidemiologia di tratti associati all’invecchiamento nella popolazione Sarda, avviato nel 2001 e condotto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche in collaborazione con il National Health Institute statunitense, focalizzato sull’identificazione dei geni responsabili dell’invecchiamento e delle patologie correlate, anche di quelli che causano l’ictus e arteriosclerosi. Coinvolge migliaia di volontari dell’Ogliastra, in Sardegna, sfruttando l’omogeneità genetica della popolazione locale per studiare oltre 300 tratti quantitativi.

Le principali feste e sagre che si svolgono a Lanusei

A Lanusei è attiva l’Associazione Lanusei Cultura e Folklore, i cui componenti si esibiscono con il Gruppo Folk Lanusei nelle principali feste e sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località esibendo il costume tradizionale del paese; è attivo anche il gruppo Tenores Ogliastra, gruppo di canto a tenore tradizionale della Sardegna fondato nel 1986.

Lanusei-Sfilata del Gruppo Folk Lanusei che fa parte dell’Associazione Lanusei Cultura e Folklore Lanusei-Il gruppo Tenores Ogliastra

Tra le principali principali feste e sagre che si svolgono a Lanusei in grado di richiamare numerosi visitatori si segnalano, il 17 gennaio la Festa di Sant’Antonio Abate, con la benedizione ed accensione del falò nel piazzale davati al Santuario dedicato alla Madonna d’Ogliastra; tra febbraio e marzo, il Carnevale ogliastrino, che è molto sentito, soprattutto per la presenza di maschere antiche, la cui origine si può far risalire a riti di propiziazione; è una Manifestazione che si ripete durante la settimana di ferragosto, quando si festeggia a Lanusei, come nei comuni di Bari Sardo, Cardedu, Lotzorai e Tortolì, il carnevale estivo, che attira ogni anno un gran numero di spettatori; il 21 aprile, la Festa della Madonna d’Ogliastra presso il Santuario dedicato alla Madonna d’Ogliastra; la domenica più vicina al 21 maggio, dopo un triduo di preparazione, si ripete il Pellegrinaggio diocesano presso il Santuario dedicato alla Madonna d’Ogliastra; il primo fine settimana di giugno, la Festa di Don Bosco e di Maria Ausiliatrice, che è la Festa dei Salesiani; l’ultimo fine settimana di giugno, la Fiera delle Ciliegie, una festa campestre, con folclore e degustazione di ciliegie locali; il 22 luglio, la Festa di Santa Maria Maddalena, patrona di Lanusei presso la Cattedrale di Santa Maria Maddalena; l’ultima domenica di luglio, la Festa della Santa Maria Ausiliatrice, presso la sua Chiesa campestre.

Lanusei-Festa di Sant’Antonio Abate Lanusei-Il Carnevale ogliastrino Lanusei-Festa della Madonna d’Ogliastra Lanusei-Il Pellegrinaggio diocesano Lanusei-Fiera delle Ciliegie Lanusei-Festa patronale di Santa Maria Maddalena Lanusei-Festa della Santa Maria Ausiliatrice

In seguito, tra luglio e agosto gli eventi delle Manifestazioni estive, tra le quali la Notte Nuragika con le maschere tradizionali sarde; la prima domenica di agosto, il Lanusei Festival, con i gruppi folk; la seconda domenica di agosto, il Trofeo Ippico Città di Lanusei, ossia il Trofeo Ippico Franco, Roberto e Vittorio, dedicato alla memoria di tre giovani vittime di un incidente stradale; il 15 agosto, si celebra la Festa dell’Assunta; la prima domenica di agosto e l’ultima domenica di settembre, la Festa dei Santi Cosma e Damiano, presso la loro Chiesa campestre; tra novembre e dicembre, la manifestazione Rockamicizia, un festival della canzone e della musica d’autore che vede la musica come strumento di comunicazione e come linguaggio Comune.

Lanusei-Manifestazioni estive Lanusei-Festa xxx Lanusei-Lanusei Festival Lanusei-Trofeo Ippico Citt  di Lanusei Lanusei-Festa dei Santi Cosma e Damiano Lanusei-Fiera delle Castagne e del Vino

La Fiera delle Ciliegie

Lanusei-La festa delle CiliegieLa Fiera delle Ciliegie è una festa campestre che si svolge a Lanusei, caratterizzata da manifestazioni folkloristiche, durante la quale si effettua la degustazione delle prelibate ciligie locali. Prende il via nell’ultimo fine settimana di giugno, ed ha come sempre al centro della manifestazione la produzione agricola per eccellenza di Lanusei, ossia la ciliegia. Stand gestiti dai produttori locali vengono aperti per tutta la durata della Fiera, per permettere ai tanti turisti di poter apprezzare il frutto rosso.  Il programma della Fiera è articolato in quattro giorni di spettacoli, mostre e degustazioni di ciliegie e degli altri prodotti tipici, accompagnata dal cannonau locale. Ed infine, nella serata della domenica, tutti i visitatori ricevono in regalo un piccolo cestino pieno di ciliegie.

Visita del centro della Città di Lanusei

L’abitato, interessato da notevole espansione edilizia, si sviluppa in una magnifica posizione panoramica su un costone roccioso. Arrivando nell’abitato di Lanusei con la SS390, raggiungiamo lo svincolo dove la SS390 va ad immettersi sulla Provinciale proveniente da Cardedu che collega Lanusei con Ponte San Paolo. Allo svincolo parte verso destra la via Circonvalazione Est, mentre se proseguiamo verso sinistra con la SS390 la strada statale all’interno dell’abitato assume il nome di viale Italia.

L’Istituto Salesiano con la Chiesa salesiana di San Giovanni Bosco

Da dove la SS390 è arrivata nell’abitato, procediamo lungo il viale Italia e, a circa seicento metri da dove lo avevamo imboccato, arriviamo alla rotonda in piazza Goffredo Mameli, dove imbocchiamo la seconda uscita, che ci fa prendere tutta a sinistra il viale Don Giovanni Bosco, la quale procede in salita e, in una sessantina di metri, porta al piazzale Antonio Giua, sul quale si affaccia il Collegio Salesiano intitolato a Sant’Eusebio, il cui ingresso è un poco più avanti, al civico numero 3 del viale Don Giovanni Bosco. 

L’Opera Saesiana in Sardegna: LanuseiLa presenza dei Salesiani a Lanusei deriva da quando don Battista Murru, che dal 1875 al 1886 è stato parroco di Lanusei, al rientro da un lungo viaggio compiuto nella primavera del 1883 in Francia, Piemonte e Liguria, raccontava di aver visitato diverse case salesiane fondate da don Giovanni Bosco. Il parroco Battista Murru, con questo suo entusiasmo, riuscì a convincere il notaio Stefano Giua ad inviare il proprio figlio Antonio alla scuola salesiana di Alassio. Qui, nel mese di marzo del 1886, Antonio Giua ebbe la fortuna di confessarsi con Giovanni Bosco, al quale propose apertura di una scuola salesiana a Lanusei, dove la pubblica istruzione era quasi inesistente e l’analfabetismo regnava sovrano. Lasciata Alassio e tornato in Ogliastra, Antonio Giua ha conservato ottimi rapporti con i suoi educatori, in particolare con don Luigi Rocca, e a loro si è rivolto per creare in terra sarda una scuola modellata sull’immagine di quella ligure. Dalla fine dell’Ottocento, a Lanusei, i Salesiani hanno svolto un ruolo significativo nel campo della cultura aprendo scuole e ginnasi, divenuti un importante centro di aggregazione per tutti i paesi limitrofi.

Lanusei-veduta dell’Istituto Salesiano con la Chiesa salesiana di San Giovanni BoscoIl collegio salesiano intitolato a Sant’Eusebio è stato inaugurato nel 1902, successivamente nel 1909 viene realizzato l’oratorio, e, nella seconda metà del ventesimo secolo, viene edificata la Chiesa salesiana di San Giovanni Bosco. Sono lontanissimi anche se ben impressi nella memoria di chi li ha vissuti i tempi in cui le scuole medie e il ginnasio dei salesiani di Lanusei formavano mezza classe dirigente sarda. Stando agli allievi illustri, due su tutti, che non a caso si chiamavano Giovanni, come don Bosco: l’accademico dei Lincei Giovanni Lilliu e il procuratore generale della Sardegna Giovanni Viarengo.  Ed infine passa alla storia come l’ultimo direttore dei Salesiani di Lanusei don Luigi Ortu, campidanese di Serramanna, andato via dall’Ogliastra ad agosto del 2015 dopo ventun anni di presenza continua, che è stato rettore del tempio, economo, direttore dell’istituto e dell’oratorio, cappellano del carcere. Poi i Salesiano hanno lasciato Lanusei, che è rimasta orfana della sua istituzione più cara.

Lanusei-Collegio salesiano intitolato a Sant’Eusebio: esterno Lanusei-Collegio salesiano intitolato a Sant’Eusebio: interno

L’accesso alla Chiesa, avviene direttamente dal Collegio dei salesiani attraverso un grande portone in legno. La Chiesa salesiana di San Giovanni Bosco, chiamata anche  il Tempio dedicato a San Giovanni Bosco, si presenta con un unica navata centrale con degli spazi nei lati della Chiesa, che servono ad illuminarla facendo penetrare la luce e vengono utilizzate come cappelle per raccogliersi in preghiera. Sono presenti diversi affreschi nei quali viene raffigurata la vita dei salesiani e lungo il salone ampio, e presenta una copertura a botte. All’interno si trova una balustra con un organo a canne, il fulcro e un altare maggiore. È presente anche una cupola in un tamburo ottagonale, il transetto e un abside. La Chiesa è da visitare, annessa al collegio dei Salesiani, con la Biblioteca e con l’archivio storico.

Lanusei-Chiesa di San Giovanni Bosco: esterno Lanusei-Chiesa di San Giovanni Bosco: interno

Lanusei-Il processione per la Festa in onore di Don Giovanni Bosco e di Maria AusiliatriceOgni anno a Lanusei, il primo fine settimana di giugno, si svolge la Festa di Don Bosco e di Maria Ausiliatrice, che è la festa dei Salesiani dedicata ai due pilastri spirituali della Famiglia Salesiana, dato che don Bosco, educatore dei giovani, ha posto la sua opera sotto la protezione di Maria, venerata come Ausiliatrice dei Cristiani. Per questa festa si svolgono cerimonie religiose e festeggiamenti della durata di tre giorni consecutivi, che si concludono la prima domenica di giugno. Le tre giornate di festa in onore di San Giovanni Bosco sono caratterizzate da riti civili e religiosi, con una processione religiosa e con musica tradizionale e moderna, gare poetiche, giochi e gare sportive, folclore e fuochi di artificio.

Il Centro Sportivo dei Salesiani

All’interno degli spazi occupati dall’Istituro Salesiano, si trova il Centro sportivo dei Salesiani, nel quale è presente una Palestra, dotata di tribune in grado di ospitare un centinaio di spettatori, nella quale praticare pallacanestro.

Lanusei-Centro Sportivo dei Salesiani: ingresso Lanusei-Centro Sportivo dei Salesiani: interno della palestra

Un tempo nel Centro Sportivo dei Salesiani erano presenti anche un Campo da Calcetto ed un Campo polivalente, che sono stati però dismessi quando i Salesiano hanno lasciato Lanusei.

Il Teatro Tonio Dei

La Chiesa è stata edificata al di sopra delle strutture del Teatro Tonio Dei, dedicato ad Antonio Dei che stato un noto attore, scrittore e regista teatrale nato a Lanusei nel 1926. Figura di rilievo nel panorama culturale sardo, ha scritto commedie in sardo, tra cui Unu malu e s atru peusu. Il Comune di Lanusei gli ha dedicato il Teatro Comunale, in cui le sue opere vengono ancora messe in scena.

Lanusei-Teatro Tonio Dei: esterno Lanusei-Teatro Tonio Dei: interno

Il monumenti ai Caduti in tutte le guerre

Lanusei-In piazza Goffredo Mameli il Monumento ai Caduti in GuerraDa dove la SS390 è arrivata nell’abitato, procediamo lungo il viale Italia e, a circa seicento metri da dove lo avevamo imboccato, arriviamo alla rotonda in piazza Goffredo Mameli, e vediamo, subito prima di lasciarla, al centro della piazza, il monumento commemorativo dedicato ai Caduti in tutte le guerre, costituita da un obelisco al centro di un’aiula. Si tratta di un obelisco commemorativo situato al centro di piazza Goffredo Mameli, posizionato all’interno di un’aiuola, e sull’obelisco sono presenti semplici decori geometrici, talvolta con elementi in bronzo. Questo monumento costituisce un punto di riferimento cittadino dedicato ai soldati caduti in tutte le guerre, posizionato lungo il viale principale che attraversa tutto il centro della città.

Il murale di Nat 51 che rappresenta un paesaggio marino

Lanusei-Il murale di Nat 51 che rappresnta un paesaggio marinoPassata la rotonda al centro della piazza Goffredo Mameli, proseguiamo lungo quella che sarebbe la prosecuzione verso il centro del viale Italia, ossia lungo la via Roma. Percorsi circa centotrenta metri svoltiamo tutto a sinistra e prendiamo la via Trento che, dopo centosessanta metri, sbocca sul viale Europa. Svoltiamo a destra e prendiamo il viale Europa che procede verso sud per circa trecentocinquanta metri, e vediamo alla sinistra della strada, sul fianco sinistro dell’edificio al civico numero 200 del viale Europa, il murale che rappresenta un paesaggio marino, realizzato nel 2016 dall’artista nuorese Nat 51. Questa opera rappresenta un fondale marino ricoperto di vegetazione, sopra il quale nuota un nutrito banco di pesci.  Il murale è dedicato alla memoria di due giovani di Lanusei scomparsi a seguito di un incidente stradale, ed è stato realizzato nell’ambito della quarta edizione della manifestazione CollettivArte organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con i privati.

Il Museo Diocesano d’Ogliastra

Lanusei-Veduta dell’edificio che ospita il Museo Diocesano d’OgliastraPassata la rotonda al centro della piazza Goffredo Mameli, proseguiamo lungo quella che sarebbe la prosecuzione verso il centro del viale Italia, ossia lungo la via Roma. Percorsi circa duecento metri, alla sinistra della strada di trova l’edifcio al civico numero 106, che è la sede del Museo Diocesano d’Ogliastra, ossia del MUD, situato al primo piano del Seminario vescovile, un edificio strutturato nei primi anni del Novecento. Il percorso è diviso in diverse sezioni. La prima è dedicata alla storia naturale e allarcheologia: contiene minerali, fossili e reperti archeologici di epoca nuragica, punica e romana. Un’altra sezione è dedicata alla storia della diocesi dall’anno Mille in poi: raccoglie documenti emanati dai vescovi e dipinti di pittori sardi. C’è poi una sezione di arte sacra che conserva argenti, monete, medaglie, antichi registri parrocchiali e libri sacri. Infine una serie di testimonianze storiche relative all’arrivo dei Salesiani, fotografie, giornali, gioielli. Il legame del paese con i Salesiani è particolarmente forte perché proprio a Lanusei essi fondarono la loro prima casa in Sardegna. L’ultimo periodo rappresentato è quello fascista.

Lanusei-Museo Diocesano d’Ogliastra: insegna Lanusei-Museo Diocesano d’Ogliastra: ingresso

Tra i pezzi più importanti della collezione si segnalano una pergamena in ebraico e latino, risalente al tredicesimo secolo, una Madonnina di Monserrato del quattordicesimo secolo, in pietra arenaria, appartenuta forse ad un soldato aragonese, venuto a conquistare la Sardegna nel 1324 e, infine, un bronzetto di Ercole di fattura ellenistica.

Lanusei-Museo Diocesano d’Ogliastra: interno Lanusei-Museo Diocesano d’Ogliastra: interno Lanusei-Museo Diocesano d’Ogliastra: interno Lanusei-Museo Diocesano d’Ogliastra: interno

Il Museo ospita anche l’Archivio Maria Lai

Presso il Museo Diocesano d’Ogliastra di Lanusei ha sede anche l’Archivio Maria Lai, che operativo oltre che a Lanusei anche a Cardedu, nella casa natale dell’artista. Ed inoltre ad Ulassai Maria Lai ha lasciato importanti opere ambientali, e un nucleo significativo di opere, esposto nella Stazione dell’arte, museo a lei dedicato, creato nel 2006 grazie a una generosa donazione. Le sue opere sono anche nelle collezioni dello Spazio Ilisso e del MAN, a Nuoro.

Lanusei-Archivio Maria Lai: insegna Lanusei-Archivio Maria Lai: interno

E per affiancare l’Archivio Maria Lai nei progetti espositivi, eventi culturali ed iniziative editoriali, è nata a Lanusei anche la Fondazione Maria Lai.

Maria LaiNel 1919 nasce ad Ulassai l’importante artista Maria Lai, che all’età di tre anni viene affidata agli zii per la sua salute cagionevole, e resta con loro fino ai nove anni. Dopo un breve rientro a Ulassai, si trasferisce per studiare a Cagliari. Nel 1933 muore la sorella minore Cornelia, e Maria posa come modella da Francesco Ciusa, e in questa triste occasione respira per la prima volta l’atmosfera del mondo dell’arte. Si iscrive all’Istituto Magistrale, dove ha come docente Salvatore Cambosu. Nel 1939 si stabilisce a Roma per studiare al liceo Artistico, ma nel 1943, a causa della guerra, si trasferisce a Venezia dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Riproduzione integrale di 'Inventata da un Dio distratto' sulla vita di Maria LaiNel 1945 fugge da Venezia e, dopo un breve periodo a Verona, torna in Sardegna. A Cagliari insegna all’Istituto Tecnico femminile fino al 1949, e, nel 1947, conosce Giuseppe Dessì. Espone a Cagliari, a Roma e in molte altre città. Nel 2004 le viene conferita la laurea honoris causa in lettere all’Università di Cagliari per il tratto fortemente narrativo e concettuale della sua opera, che si realizza però con tecniche tradizionali, arcaiche. Nel 2006 viene inaugurato nei vecchi caseggiati dell’ex stazione di Jerzu il Museo stazione dell’arte. Dopo esposizioni negli Stati Uniti ed altre prestigiose manifestazioni europee, Maria Lai viene riconosciuta come una tra gli artisti più significativi della Sardegna. Muore a Cardedu nel 2013.

Il Municipio di Lanusei

Lanusei-Il Municipio di LanuseiPercorsi trecento metri, vediamo, alla sinistra della strada, al civico numero 100 della via Roma, l’ingresso dell’edificio nel quale si trova il Municipio di Lanusei, che ospita la sue sede e gli uffici in grado di fornire i loro servizi ai cittadini. L’edificio rappresenta un tipico esempio dell’architettura del Novecento, e si sviluppa su quattro piani fuori terra, con un’altezza complessiva di circa tredici metri. La facciata principale scandita da paraste, presenta un piano terra in finto bugnato nel quale in posizione centrale si trova l’ingresso con sovrastante insegna del municipio. Le aperture sovrastanti sono rettangolari, inquadrate da semplici cornici. Orizzontalmente sono presenti una zoccolatura in intonaco rustico, sottili fasce marcapiano e in sommità un cornicione aggettante. La copertura è a padiglione rivestita con manto di tegole curve. Gli infissi sono in alluminio ad eccezione del portone in legno. L’esterno risulta intonacato e tinteggiato.

Lanusei-Il Municipio di LanuseiLa struttura organizzativa dell’Amministrazione Comunale è suddivisa in aree di competenze che gestiscono i servizi erogati alla comunità. L’Area Affari Generali comprende la Segreteria, il Centralino Protocollo, il SUAPE ossia Attivit Produttive, il Contenzioso legale e Appalti, il Diritto allo Studio, la Cultura Sport Turismo e Spettacolo, l’Anagrafe Leva Pesca ed Agricoltura, lo Stato Civile Elettorale e Statistica, la Biblioteca Civica intestata ad Angelino Usai; l’Area dei Servizi Tecnici comprende l’Ufficio Lavori Pubblici, l’Ufficio Edilizia Privata e Urbanistica, l’Ufficio Manutenzioni, l’Ufficio Gestione Patrimonio, ed il Servizio igiene urbana; l’Area Servizi Sociali che appartiene al Segretario Comunale; l’Area Vigilanza comprende la Polizia Locale, la Gestione Alloggi Edilizia Residenziale Pubblica, la Videosorveglianza, la Sicurezza Urbana, e la Protezione Civile; ed anche l’Area degli Affari Giuridici ed Economici, che comprende il Bilancio, le Risorse Umane, la Ragioneria ed Economato, e Tributi e Contenzioso tributario.

Il murale di Federico Carta detto Crisa che rappresenta oggetti con vegetazione fantastica

Lanusei-Il murale di Federico Carta detto Crisa che rappresenta oggetti con vegetazione fantasticaPassato il Municipio, proseguiamo seguendo la via Roma verso nord. Dopo centosessanta metri, alla sinistra della strada sulla fiancata destra dell’edificio al civico numero 43 della via Roma, vediamo il murale che rappresenta oggetti con vegetazione fantastica, realizzato nel 2016 dall’artista Federico Carta detto Crisa, nato a cagliari nel 1984. Questa opera, sviluppata su un intero prospetto di un palazzo, rappresenta una moltitudine di oggetti ed elementi fitomorfi affastellati su di un fondo monocromo, ed esemplifica il linguaggio espressivo dell’artista cagliaritano che, in ambito muralistico, si misura frequentemente con le grandi dimensioni affrontando tematiche legate al rapporto dell’uomo con l’ambiente urbano e con quello della natura. Il murale è stato realizzato in occasione della quarta edizione della rassegna CollettivArte, organizzata dal Comune di Lanusei in collaborazione con i privati.

Il palazzo Piroddi

Lanusei-Ingresso del palazzo PiroddiPassato il Municipio, proseguiamo seguendo la via Roma verso nord. Dopo appena centocinquanta metri, svoltiamo leggermente verso destra e prendiamo la stretta via Goffredo Mameli, che seguiamo per un centinaio di metri. Qui arriviamo a vedere, alla destra della strada, al civico numero 8 della via Goffredo Mameli che nonostante le sue limitate dimensioni ha conteso alla via Roma il ruolo di strada principale di Lanusei, l’edificio nel quale è ospitato il bel Palazzo Piroddi. Si tratta di un’importante opera in stile neoclassico realizzata tra il 1870 ed il 1880 dal famoso architetto Gaetano Cima, di recente restaurato, la cui facciata è completamente dipinta con simboli della massoneria.

La Cattedrale di Santa Maria Maddalena

Lanusei-Cattedrale di Santa Maria MaddalenaProseguendo lungo la via Goffredo Mameli, dopo appena una ventina di metri arriviamo al centro della città, in piazza Vittorio Emanuele II, dove si trova la Chiesa principale di Lanusei, ossia la Cattedrale dedicata a Santa Maria Maddalena, che è la principale Chiesa parrocchiale di Lanusei e viene definita Cattedrale essendo la Chiesa più importante della diocesi, di cui costituisce il centro liturgico e spirituale, e che contiene la cattedra del vescovo della Diocesi di Lanusei. Alla piazza si poteva arrivare anche proseguendo lungo la via Roma, ed evitando la deviazione in via Goffredo Mameli per vedere il palazzo Piroddi. Le prime tracce della Chiesa di Santa Maria Maddalena, il cui impianto risultava assai modesto essendo un edificio di piccole proporzioni a due navate con cimitero nell’area esterna prospiciente, si trovano in un documento del 1614, nel quale il canonico Melchiorre Piredda ordina di chiudere il Cimitero, allargare la porta per le donne, e di pianellare la Chiesa con mattoni. Questo documento ci fa capire che la Chiesa comprendeva anche il Cimitero come la maggior parte delle parrocchie di quel periodo, dato che solo in caso di morte di un prelato la sepoltura avveniva all’interno della Chiesa. In realtà le sepolture all’interno e all’esterno della Chiesa continuarono fino al 1842, anno di inaugurazione del Cimitero di piazza Marcia. Le testimonianze di monsignor Melano nel 1797 e di monsignor Navoni nel 1822, entrambi arcivescovi di Cagliari, denunciano il forte degrado in cui versava ancora allora la Chiesa. La situazione diviene tanto grave che, all’epoca degli inizi dei restauri nel 1860, la Chiesa non veniva più officiata da qualche tempo.

Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: il planimetriaI lavori di restauro portano alla demolizione quasi completa del vecchio edificio, sostituito dal nuovo tempio in stile neoclassico. Ulteriori interventi interessano la Chiesa nel 1927, in occasione del trasferimento della sede diocesana d’Ogliastra dalla ex Cattedrale di Sant’Andrea di Tortolì a quella di Santa Maria Maddalena di Lanusei. La Cattedrale di Lanusei un manufatto complesso costituito dal luogo di culto, dal campanile con corpo di fabbrica distinto e dalla casa parrocchiale a quello addossata. La facciata della Chiesa di evidente inspirazione neoclassica è divisa in tre specchi, di cui quello centrale, delimitato da due coppie di lesene ai lati, è concluso da un timpano triangolare. Gli specchi laterali sono raccordati a quello centrale tramite sinuose volute. L’unico portale in facciata è costituito da pannelli bronzei con raffigurazioni della vita di Santi, opera del 1984, e sopra di esso si apre una finestra rettangolare sormontata da tipano. Ai lati due finte colonne sormontate da elementi che ricordano capitelli corinzi. Ai lati la facciata mostra due nicchie, mentre la parte più alta, timpanata, raccordata tramite volute alle sezioni laterali. La Chiesa è affiancata da una torre campanaria, a canna quadra, culminante in un torrino ottagonale coperto da cuspide, e dalla casa parrocchiale.

Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: veduta d’insieme Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: facciata Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: il portale Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: il campanile

L’interno, a pianta rettangolare, presenta tre navate voltate a botte, divise da pilastri cruciformi, e tre cappelle su ciascun lato. Il presbiterio, coperto da una cupola ottagonale, termina nell’abside semicircolare.

Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: interno Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: altare maggiore Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: altare maggiore Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: la Cappella con l’altare dedicato alla Santa

All’interno della Cattedrale sono esposti i dipinti, con i quali Mario Delitala ha decorato la Cattedrale tra il 1926 e il 1927, in particolare un soffitto dipinto con elementi decorativi nei quali sono presenti soggetti vari con prevalenza di motivi geometrici e scritte, e con simbologie varie. Importanti anche le tre tele raffiguranti la Natività e la Deposizione, collocate sulle pareti dell’arco che incornicia l’altare, e la Crocifissione, posta in alto nella zona immediatamente sottostante la cupola.

Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: il soffitto dipinto da Mario Delitala Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: la Natività Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: Crocifissione Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: la Deposizione

Sempre di Mario Delitala sono anche i quattro tondi situati nell’apice della volta dell’aula, dipinti che raffigurano Maria Maddalena in quattro momenti della sua vita, ossia quando è peccatrice, penitente, orante, ed infine Santa.

Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: Maria Maddalena peccatrica Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: Maria Maddalena penitente Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: Maria Maddalena orante Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: Maria Maddalena Santa

Tra le altre opere presenti all’interno della Cattedrale si segnalano un crocifisso ligneo del diciottesimo secolo, alcuni arredi appartenuti all’antica Chiesa e una statua in bronzo del 1983, opera di Enrico Manfrini, raffigurante San Giorgio Vescovo di Suelli, eseguita in occasione della proclamazione di San Giorgio a compatrono della diocesi d’Ogliastra. E al di sopra del portale di ingresso, è presente anche il grande organo, molto bello.

Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: crocifisso ligneo del diciottesimo secolo Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: statua raffigurante San Giorgio Vescovo di Suelli Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: l’organo sopra il portale di ingresso

Presso questa Chiesa ogni anno, il 22 luglio, si svolge la Festa di Santa Maria Maddalena, che è la Santa patrona di Lanusei, con una processione religiosa, spettacoli folcloristici, giochi, e con degustazione di vini e dolci locali.

La lapide commemorativa dei Caduti della prima guerra mondiale

Sulla fiancata sinistra della Cattedrale dedicata a Santa Maria Maddalena è presente una lapide commemorativa dei Caduti della prima guerra mondiale, posizionata del 1931. Si tratta di una lapide in marmo bianco e bardiglio scolpito e inciso con iscrizioni e varie decorazioni allegoriche che richiamano la Patria e la Vittoria, ossia uno scudo sabaudo, stella, rami di quercia e d’alloro ed una corona d’alloro.

Lanusei-Cattedrale di Santa Maria Maddalena: fiancata sinistra con la lapide commemorativa dei Caduti Lanusei-La lapide commemorativa dei Caduti della prima guerra mondiale

La lapide trova un puntuale confronto con quelle analoghe di Ortueri e di Oliena, il che sta ad indicare la provenienza da un’unica bottega sarda locale che perà non è stata ancora identificata.

Il murale Revealing the past di Fabio Schirru detto Tellas

Lanusei-Il murale Revealing the past di Fabio Schirru detto TellasDa dove la via Roma sbocca sulla piazza Vittorio Emanuele II, prendiamo sul retro della Cattedrale verso destra la via Umberto e la seguiamo per una sessantina di metri, fino a vedere sulla facciata dell’edificio alla destra della strada, tra il civico numero 17 ed il 19, il murale Revealing the past, realizzato nel 2016 dall’artista Fabio Schirru detto Tellas, nato nel 1985 a Cagliari. Si tratta di un’opera, sviluppata su prospetti perpendicolari di due edifici contigui tra loro, che rappresenta una moltitudine di elementi fitomorfi e geometrici fluttuanti attorno a un vuoto pittorico centrale secondo un moto ascensionale.  Nei suoi lavori Tellas, artista sardo sensibile alle tematiche sociali ed ambientali, interagisce sempre con lo spazio, non soltanto fisico, nel quale si trova ad operare. Anche nell’intervento di Lanusei, che ricorda la serie di opere intitolate Buchi, l’artista lascia invariata la superficie del muro che reca le tracce della propria storia, l’impronta di una vecchia casa, e popola l’intorno con il proprio universo figurativo che fonde il naturale con l’astratto. L’opera è stata realizzata nell’ambito della quarta edizione della manifestazione CollettivArte organizzata dal Comune di Lanusei in collaborazione con i privati.  

Il Cimitero Comunale di Lanusei

Dalla piazza Vittorio Emanuele II, proseguiamo verso nord con la via Roma che, dopo una cinquantina di metri, incrocia la SS198 di Seui e Lanusei, che verso destra si presenta come via Umberto, e verso sinistra come via Guglielmo Marconi. Passiamo l’incrocio e proseguiamo con la continuazione della via Roma, che assume il nome di via Alessandro Manzoni, la seguiamo per un centinaio di metri, dove la strada si immette sulla via Umberto, lungo la quale, dopo un’altra cinquantina di metri, si apre sulla destra la piazza della Solidarietà, che aveva un tempo il nome di piazza Marcìa, ed è oggi un’area destinata soprattutto al parcheggio di mezzi pubblici e privati. Passata la piazza della Solidarietà, continuiamo lungo la via Umberto, e, dopo poco più di duecento metri, vediamo, alla sinistra della strada, il muro frontale con il portone di ingresso del Cimitero Comunale di Lanusei.

Lanusei-Il Cimitero di Lanusei Lanusei-Ingresso del Cimitero di Lanusei

Si tratta del nuovo Cimitero, edificato nel 1841, quando viene abolita l’usanza di seppellire i morti all’interno del sagrato della Chiesa di Santa Maria Maddalena. In quella occasione viene inaugurato il nuovo spazio cimiteriale nella regione Marcìa, e lavori di risistemazione dell’area sono documentati per l’anno 1885, quando l’incarico viene affidato all’ingegnere Ravot di Cagliari.

Gli impianti sportivi dell’Istituto d’Istruzione Superiore Leonardo Da Vinci

Passato l’ingresso del Cimitero, dopo una ventina di metri prendiamo a sinistra il viale Leonardo da Vinci e lo seguiamo per quattrocentocinquanta metri, fino a raggiungere nella periveria nord occidentale dell’abitato l’ingresso dell’Istituto d’Istruzione Superiore Leonardo Da Vinci. All’interno di questo complesso scolastico, sono presenti gli impianti sportivi, che comprendono una Palestra, nella quale è possibile praticare come discipline pallacanestro, pallavolo, calcetto ossia calcio a cinque, oltre ad attività ginnico motorie.

Lanusei-Istituto d’Istruzione Superiore Leonardo Da Vinci: ingresso Lanusei-Istituto d’Istruzione Superiore Leonardo Da Vinci: interno della palestra

Il murale che rappresenta un paesaggio con fabbrica, elementi geometrici ed una figura umana

Lanusei-Il murale che rappresenta un paesaggio con fabbrica, elementi geometrici ed una figura umanaPassato l’ingresso del Cimitero, dopo una ventina di metri parte alla sinistra il viale Leonardo da Vinci, mentre la prosecuzione della via Umberto diventa la via Ilbono. La seguiamo per quattrocentocinquanta metri e, subito prima del cartello segnaletico che indica il chilometro 93 della SS198 di Seui e Lanusei, sul muro alla sinistra della strada è presente il murale che rappresenta un paesaggio con fabbrica, elementi geometrici ed una figura umana, realizzato nel 2011 dagli artisti Noir nato nel 1978, Race nato nel 1983, e Basi nato nel 1983, tutti di Lanusei. Questa opera rappresenta un paesaggio spoglio con il profilo di una fabbrica dai camini fumanti sullo sfondo e degli intricati elementi geometrico organici in primo piano, con a destra un volto umano parzialmente coperto da una struttura cibernetica. L’opera, incentrata su tematiche legate all’inquinamento, è stata realizzata dai tre artisti locali nell’ambito dell’evento culturale Festa dell’Arte e della creatività, organizzato dall’Istituto d’Arte di Lanusei. Gli stessi artisti hanno di recente obliterato due terzi dell’opera con un nuovo murale eseguito in occasione della terza edizione di CollettivArte, iniziativa sostenuta dal Comune di Lanusei.

Il complesso sportivo ex Enaip

Subito dopo il cartello segnaletico che indica il chilometro 93 della SS198 di Seui e Lanusei, la via Ilbono prosegue verso destra, mentre dritta assume il nome di via delle Mimose. Proseguendo verso destra con la via Ilbono, dopo un centinaio di metri prendiamo a destra la via Porcilis, e, dopo una cinquantina di metri, si vede, alla sinistra della strada, il Complesso Sportivo dell’ex Enaip, ossia il Complesso Sportivo dell’Ente Nazionale Acli di Istruzione Professionale. All’interno del complesso sportivo sono presenti una Palestra Grande, ed una Palestra Piccola, nelle quali praticare attività ginnico motorie.

Lanusei-Complesso sportivo ex Enaip: ingresso Lanusei-Complesso sportivo ex Enaip: interno della Palestra Grande Lanusei-Complesso sportivo ex Enaip: interno della Palestra Piccola

Questo complesso sportivo, di proprietà della Regione Autonoma della Sardegna, è gestito dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Ogliastra InForma, un’associazione di volontariato che promuove attivit per persone con disabilit intellettivo relazionale, che nata grazie ad un progetto sportivo. Lo Sport, infatti, lo strumento che ancora oggi viene utilizzato per permettere alla persona di ottenere benefici, non solo a livello anatomico e fisiologico, ma relazionale, nell’intelligenza operativa, nella formazione del carattere, nel processo di affermazione del s , nella relazione e nel confronto con gli altri.

Il murale di Mauro Angiargiu che rappresenta una libreria con gatto

Lanusei-Il murale di Mauro Angiargiu che rappresenta una libreria con gattoDa dove con la via Roma siamo arrivati alla piazza Vittorio Emanuele II nella quale si trova la Cattedrale di Santa Maria Maddalena, prendiamo verso sinistra la via Guglielmo Marconi, seguendo le indicazioni per la Circonvallazione Nord. Presa questa strada, la seguiamo per appena una sessantina di metri e vediamo, alla sinistra della strada, sulla fiancata sinistra dell’edificio al civico numero 19, il murale che rappresenta una libreria con gatto, realizzato nel 1995 dall’artista Mauro Angiargiu, nato nel 1958 a Sanluri. Questa opera rappresenta una parete di mattoni sulla quale è affisso un manifesto gigante con gli angoli del lato sinistro arricciati, raffigurante una libreria a tre ripiani con tomi ed altri oggetti variamente disposti, il primo ripiano dal basso è occupato al centro da una pila di libri sulla quale si vede un gatto bianco sdraiato.

La piccola Chiesa del Sacro Cuore

Lanusei-La piccola Chiesa campestre del Sacro CuoreDa dove con la via Roma siamo arrivati alla piazza Vittorio Emanuele II nella quale si trova la Cattedrale di Santa Maria Maddalena, prendiamo verso sinistra la via Guglielmo Marconi, seguendo le indicazioni per la Circonvallazione Nord. Presa questa strada, la seguiamo evitando le deviazioni per circa un chilometro e duecento metri fino ad arrivare nella periferia nord occidentale dell’abitato. Qui, passato il cartello segnaletico che indica l’ingresso all’interno dell’abitato e passata l’abitazione al civico numero 211 della via Guglielmo Marconi, si trova alla sinistra della strada una vecchia piccola scalinata, che ci porta a raggiungere più in alto la piccola Chiesa del Sacro Cuore, che si trova in corrispondenza del civico numero 215 della via Guglielmo Marconi. Si trattava di una Chiesetta campestre situata nella periferia settentrionale del paese, la quale poi, con il suo sviluppo, è venuta a trovarsi all’interno dell’abitato.

Il complesso sportivo Tennis Club

Da dove con la via Roma siamo arrivati alla piazza Vittorio Emanuele II nella quale si trova la Cattedrale di Santa Maria Maddalena, prendiamo verso sinistra la via Guglielmo Marconi, la seguiamo per quattrocentocinquanta metri, poi prendiamo tutto a sinistra il viale Europa e, dopo un centinaio di metri, prendiamo a destra la via Costa e Cocco. Lungo questa strada, dopo duecentocinquanta metri, vediamo alla destra della strada il Complesso Sportivo Tennis Club.

Lanusei-Complesso sportivo Tennis Club: ingresso Lanusei-Complesso sportivo Tennis Club: Campo da Tennis

All’interno di questo complesso sportivo, di proprietà del Comune e gestito dal Tennis Club Lanusei, si trova un Campo da Tennis, dotato di tribune in grado di ospitare fino a 300 spettatori.

Il piazzale panoramico denominato Terrazza d’Ogliastra

Da dove con la via Roma siamo arrivati alla piazza Vittorio Emanuele II nella quale si trova la Cattedrale di Santa Maria Maddalena, prendiamo verso sinistra la via Guglielmo Marconi, la seguiamo per quattrocentocinquanta metri, poi prendiamo a sinistra il viale Europa e, dopo settecentocinquanta metri, troviamo alla destra della strada la bella scalinata che, in una cinquantina di metri, ci porta dal viale Europa fino sul piazzale panoramico denominato Terrazza d’Ogliastra. L’ampia piazza, decorata con una fontana monumentale, preceduta dalla imponente scalinata in granito. Il disegno che adorna la piazza ricorda il progetto michelangiolesco del Campidoglio a Roma.

Lanusei-La scalinata che porta al piazzale panoramico Terrazza d’Ogliastra Lanusei-La scalinata che porta al piazzale panoramico Terrazza d’Ogliastra Lanusei-Il piazzale panoramico Terrazza d’Ogliastra

Il Santuario dedicato alla Madonna del Rosario d’Ogliastra

Lanusei-Il Santuario dedicato alla Madonna del Rosario d’Ogliastra: esternoQui, in località Su Tauli, nella zona alta della città, sul piazzale panoramico denominato Terrazza d’Ogliastra si affaccia il Santuario dedicato alla Madonna del Rosario d’Ogliastra, patrona della diocesi, che è la seconda Chiesa parrocchiale di Lanusei. La prima pietra del Santuario è stata posta con una solenne cerimonia nel 1961, ma i lavori, a causa di alcune difficoltà, sono stati sospesi, e sono ripresi solo nel 1973 per volontà del vescovo Monsignor Delogu. Quello stesso anno, il 25 aprile, il Santuario viene inaugurato ed affidato ai Frati Minori Cappuccini. Dopo ulteriori lavori di ristrutturazione e di abbellimento, il Santuario restaurato viene di nuovo inaugurato del vescovo Monsignor Piseddu il 14 maggio 1989, e dopo una settimana, il 21 maggio, la statua lignea della Madonna d’Ogliastra viene incoronata durante una celebrazione solenne.

La chiesa della Madonna d’Ogliastra si compone di un edificio destinato al culto, un campanile con corpo di fabbrica distinto, saloni funzionali alla dottrina e altri locali destinati alla accoglienza dei fedeli. L’esterno, dalle linee geometriche piuttosto severe, presenta un corpo centrale di forma quadrata preceduta da un basso atrio sostenuto da pilastri di granito. L’alto prospetto con tetto a capanna è abbellito da una grande immagine sacra della Madonna. All’esterno si trova l’alto campanile a pianta quadrata con tre livelli, che ospita le campane e una piccola croce latina sulla sommità dello stesso.

Lanusei-Santuario dedicato alla Madonna del Rosario d’Ogliastra: esterno Lanusei-Santuario dedicato alla Madonna del Rosario d’Ogliastra: sulla facciata la grande immagine sacra della Madonna

L’interno del Santuario è ampio e molto luminoso, vi è un’unica navata e un atrio centrale sostenuto da dei pilastri di pietra, l’elegante presbiterio ospita un sontuoso altare maggiore in marmo bianco in cui è posto il tabernacolo sferico. All’interno il suggestivo altare in marmo bianco, posto nell’elegante presbiterio, ospita un tabernacolo sferico. Sulle pareti della Chiesa è possibile ammirare bellissimi affreschi sulla vita di Maria, e all’ingresso, le tombe in marmo con le spoglie di Monsignor Basoli e di Monsignor Miglior, primi vescovi d’Ogliastra. La Chiesa viene definita un Santuario, ossia un luogo ritenuto sacro dalla tradizione religiosa, per la devozione dei fedeli alla statua della Madonna d’Ogliastra presente al suo interno.

Lanusei-Santuario dedicato alla Madonna del Rosario d’Ogliastra: interno verso il presbiterio Lanusei-Santuario dedicato alla Madonna del Rosario d’Ogliastra: altare maggiore Lanusei-Santuario dedicato alla Madonna del Rosario d’Ogliastra: transetto sinistro Lanusei-Santuario dedicato alla Madonna del Rosario d’Ogliastra: transetto destro con l’organo Lanusei-Santuario dedicato alla Madonna del Rosario d’Ogliastra: interno verso il portale di ingresso

Lanusei-Il simulacro della Madonna d’OgliastraOgni anno, presso questa Chiesa si celebra, il 19 gennaio, la Festa di Sant’Antonio Abate, con l’accensione del falò, la processione religiosa, la messa, e la benedizione dei fuoco ed animali. La domenica più vicina al 25 aprile, si celebra la Festa della Madonna d’Ogliastra, importante celebrazione religiosa in onore di Maria, Patrona della diocesi, che richiama migliaia di fedeli. E la domenica più vicina al 21 maggio, dopo un triduo di preparazione, si ripete il Pellegrinaggio diocesano, che vede di anno in anno una partecipazione sempre più numerosa di fedeli provenienti da tutti i paesi della diocesi, con il pellegrinaggio al Santuario della Madonna d’Ogliastra. È il giorno della Festa grande, nel quale il simulacro della Patrona d Ogliastra lascia il suo Santuario per scendere in cattedrale, e da lì attraversare il cuore di Lanusei, seguita da una diocesi intera e dal suo pastore, fra stendardi, preghiere, note della tradizione e canti mariani.

Il murale di Michela Casula che rappresenta una figura femminile con un fiore

Lanusei-Il murale di Michela Casula che rappresenta una figura femminile con un fioreDa dove con la via Roma siamo arrivati alla piazza Vittorio Emanuele II nella quale si trova la Cattedrale di Santa Maria Maddalena, prendiamo sul retro della Chiesa la via Umberto I, la seguiamo e dopo una trentina di metri svoltiamo a destra nella via Cagliari, che costeggia la fiancata destra della Chiesa. Percorsi centocinquanta metri, la via Cagliari sbocca sulla via Alfonso La Marmora e sulla fiancata sinistra dell’edificio che si trova al civico numero 44 della via Alfonso La Marmora, la quale si affaccia sulla via Cagliari, si trova il murale che rappresenta una figura femminile con un fiore, realizzato nel 2016 dall’artista Michela Casula, nata nel 1978 a Lanusei. L’opera rappresenta il busto di una donna anziana colto di profilo e avvolto da una spirale da foglie e petali sospinte dal vento, mentre il personaggio regge un fiore con la mano destra.  Il murale è stato realizzato nell’ambito della quarta edizione della manifestazione CollettivArte promossa dall’amministrazione comunale in collaborazione con i privati. Michela Casula, artista di Lanusei attiva nel campo della pittura e della grafica, affida a questa opera una poetica interpretazione della longevità dell’Ogliastra, una delle cosiddette darkslateblue zone. Il turbine di foglie che abbraccia questa donna ogliastrina, che reca sul volto i segni del tempo, rappresenta gli anni trascorsi e i rami che le cingono la vita le avversità affrontate, ma vissute serenamente.

La Chiesa dell’Adorazione Perpetua di Cristo Re

Da dove con la via Roma siamo arrivati alla piazza Vittorio Emanuele II nella quale si trova la Cattedrale di Santa Maria Maddalena, prendiamo sul retro della Chiesa la via Umberto I, la seguiamo e dopo una trentina di metri svoltiamo a destra nella via Cagliari, che costeggia la fiancata destra della Chiesa. Percorsa una cinquantina di metri lungo la via Cagliari, svoltiamo a sinistra nella via Tortol che, dopo altri duecento metri, sbocca sulla via della Repubblica.

Lanusei-La Chiesa dell’Adorazione Perpetua di Cristo RePresa verso destra la via Repubblica, la seguiamo per centosettanta metri, poi svoltiamo a destra per rimanere sulla via Repubblica, e, dopo una ventina di metri, vediamo alla destra della strada, in corrispondenza del civico numero 120, la Chiesa dell’Adorazione Perpetua di Cristo Re, che è situata nella parte bassa della città, in località Corosa. Edificata nel 1975 e inaugurata nel 1981, con la prima pietra posata grazie all’iniziativa di Madre Bruna Maxia e Monsignor Salvatore Delogu, è la casa delle Figlie Eucaristiche di Cristo Re, costruita accanto alla Casa di Riposo delle Figlie Eucaristiche di Cristo Re, costruita nel 1975. Caratterizzata da una sola navata semplice rettangolare, si presenta con un architettura piuttosto moderna con la facciata caratterizzata dal color ocra, una piccola scalinata, delle tettoie e spioventi. Nella parte superiore, la Chiesa è cinta dalle vetrate che consentono l’ingresso della luce.  All’interno presenta una sola navata di dimensioni piuttosto ampie ed è in un sobrio stile moderno. Sulla sinistra guardando l’ingresso, si trova il massiccio campanile in cemento armato, caratterizzato dalla presenza di una grande e semplice croce. Ancora più a sinistra, si trova un piccolo giardino ombroso.

Lanusei-La fondatrice Madre Bruna MaxiaA Lanusei la fondatrice Madre Bruna Maxia non esitò a fondare in Ogliastra la casa delle Figlie Eucaristiche di Cristo Re, accogliendo l’invito del vescovo Monsignor Salvatore Delogu, desideroso di avere in Diocesi delle religiose contemplative, e coerente con i principi che hanno ispirato la sua opera, ossia riparare, ricostruire ed estendere il regno di Dio, mediante l’adorazione e la contemplazione. Certa che con queste premesse attorno al santuario eucaristico sarebbero nate, in comunione con il vescovo e con la comunità parrocchiale, attività a servizio del Regno di Dio. La loro attività fa riferimento all’Istituto di Figlie di Cristo Re, nato nel diciannovesimo secolo in Spagna a Granada, fondato da don Jos Gras y Granollers per ripristinare la sovranità di Cristo nel mondo facendolo regnare nel cuore di tutti gli uomini. Nella dedizione appassionata e senza confini, oggi sono al servizio di Gesù Cristo Re e degli uomini loro fratelli.

La Stazione ferroviaria

Arrivando nell’abitato di Lanusei con la SS390 o con la Strada Provinciale che collega Lanusei con San Paolo, raggiungiamo lo svincolo, dove proseguiamo verso sinistra con la SS390 che all’interno dell’abitato assume il nome di viale Italia e, a trecentocinquanta metri dal cartello segnaletico che indica l’ingresso nell’abitato, svoltiamo tutto a destra e prendiamo la via dell’Ospedale, dopo centoquaranta metri, passata la linea ferroviaria, al bivio successivo prendiamo verso sinistra la via della Stazione.

Lanusei-La Stazione ferroviaria di LanuseiLa via della Stazione, in una settantina di metri, ci porta a vedere, alla sinistra della strada, la Stazione ferroviaria del Comune di Lanusei, lungo la linea ferroviaria che collega Mandas con Arbatax. La storia di questo scalo ha inizio nell’ultima parte dell’Ottocento, con l’affidamento alla Società italiana per le Strade Ferrate Secondarie della Sardegna del compito di realizzare una rete ferroviaria a scartamento ridotto nell’isola. Costruisce la ferrovia che dalle vicinanze della stazione di Mandas, lungo la ferrovia che Cagliari con Isili, giunge sino al porto di Arbatax, passando anche per Lanusei, la cui stazione viene inaugurata nel 1893, in coincidenza con l’apertura al traffico del tronco ferroviario tra Gairo ed Arbatax. Passata attraverso varie gestioni, la stazione nel corso degli anni continua ad essere il principale scalo per il servizio di trasporto pubblico nel territorio del centro ogliastrino, sia per il trasporto su rotaia che per il servizio di autolinee, che nel Novecento le Ferrovie Complementari di Sardegna, ed in seguito le Ferrovie di Sardegna, iniziano ad espletare in parallelo ai treni. Tuttavia nel 1997 la linea tra Mandas ed Arbatax viene chiusa al traffico ferroviario ordinario, ed è destinata all’esclusivo utilizzo turistico nell’ambito del servizio Trenino Verde quasi quotidianamente solo nel periodo estivo.

L’Ospedale di Nostra Signora della Mercede

Lanusei-veduta dall’alto dell’Ospedale di Nostra Signora della MercedeDal viale Italia, presa la via dell’Ospedale, dopo centoquaranta metri, passata la linea ferroviaria, evitiamo la deviazione verso sinistra nella via della Stazione e proseguiamo, invece, verso destra con la prosecuzione della via dell’Ospedale. In un centinaio di metri troviamo, alla sinistra della strada in corrispondenza del civico numero 1, l’ingresso dell’Ospedale di Nostra Signora della Mercede, gestito dall’Azienda ospedaliera che eroga prestazioni di natura terapeutica e diagnostica sia in regime di ricovero che in forma ambulatoriale nelle unità operative di Anestesia e rianimazione, Cardiologia, Chirurgia generale, Diabetologia, Farmacia ospedaliera, Laboratorio analisi, Servizi Sanitari, Medicina trasfusionale, Nefrologia e dialisi, Ortopedia e traumatologia, Ostetricia e ginecologia, Pediatria, Pronto soccorso, Riabilitazione.

Visita dei dintorni della Città di Lanusei

Per quanto riguarda le principali ricerche archeologiche effettuate nei dintorni di Lanusei, sono stati portati alla luce i resti delle Tombe di Giganti Sa Canna, Seleni I e Seleni II; del Tempio a pozzo di Funtana Padenti de Baccai, e delle Fonti sacre di Perda 'e Floris e di Sipari; dei Nuraghi complessi 'e Ponte, Arbu, Gennacili, Ulei, ed Ursu; del Nuraghe semplice Perdesorris; ed anche dei Nuraghi Is Baresus, Lepori, Sa Canna, Santoru, e Strisai, tutti di tipologia indefinita. Vediamo ora che cosa si trova di più sigificativo nei dintorni dell’abitato che abbiamo appena descritto.

Raggiungiamo il palazzo che ospita la sede della Provincia di Ogliastra

Lanusei-Il palazzo che ospita la sede della Provincia di OgliastraArrivando nell’abitato di Lanusei con la SS390 o con la Strada Provinciale che collega Lanusei con San Paolo, raggiungiamo lo svincolo, dove prendiamo verso destra la via Circonvallazione Est. La seguiamo per un chilometro e trecento metri, poi prendiamo la deviazione a destra sulla via Pietro Pistis che porta alla zona industriale, seguendo le indicazioni per Barisardo e Cagliari. Percorsi centosettanta metri lungo la via Pietro Pistis, prendiamo la deviazione a sinistra la prosecuzione della via Pietro Pistis, la seguiamo per trecento metri ed, arrivati al termine della strada, vediamo alla sinistra il nuovo edificio con la Sede della Provincia di Ogliastra, che ospita la sede della Giunta Provinciale.

Il Campo Sportivo Lixius

Arrivando nell’abitato di Lanusei con la SS390 o con la Strada Provinciale che collega Lanusei con San Paolo, raggiungiamo lo svincolo, dove prendiamo verso destra la via Circonvallazione Est. La seguiamo per un chilometro e trecento metri, poi prendiamo la deviazione a destra sulla via Pietro Pistis che porta alla zona industriale, seguendo le indicazioni per Barisardo e Cagliari. Percorsi centosettanta metri lungo la via Pietro Pistis, invece di prendere a sinistra la prosecuzione della via Pietro Pistis, svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per gli impianti sportivi, e, dopo settecento metri, arriviamo di fronte all’ingresso del Complesso Sportivo Lixius, che comprende un Campo sportivo ed il Palasport. All’interno del complesso sportivo, è presente il Campo Sportivo Lixius un Campo da Calcio, con fondo in erba artificiale, dotato di tribune in grado di ospitare 600 spettatori. Ed intorno al campo da calcio, è presente una Pista anulare d’atletica leggera, con fondo in  materiali cementizi o asfaltoidi, nella quale è possibile effettuare competizioni di atletica leggera e corse su pista.

Lanusei-Complesso sportivo Lixius: ingresso Lanusei-Campo Sportivo Lixius: Campo da Calcio Lanusei-Campo Sportivo Lixius: la pista d’atletica leggera

Questo Campo da Calcio sostituisce il vecchio Campo da Calcio Comunale sito tra la via Dante Alghieri e la via Vittorio Alfieri che è stato dismesso, ed ospita le partite casalinghe la Associazione Sportiva Dilettantesca Lanusei calcio, che partecipante al campionato di calcio di Serie D, nel Girone G in Italia.

Il Palasport Lixius

Accanto al Campo Sportivo, è presente il Palasport Lixius. All’interno del palasport è presente una Palestra dotata di tribune in grado di ospitare 700 spettatori, nella quale è possibile praticare calcio, calcetto ossia calcio a cinque, e pallavolo.

Lanusei-Il palasport Lixius: esterno della palestra Lanusei-Il palasport Lixius: interno della palestra Lanusei-Il palasport Lixius: interno della sala adibita al tennis da tavolo

Nel Palsport è presente anche una Sala adibita al tennis tavolo, che non è dotata di tribune per gli spettatori, nella quale è possibile praticare discipline diverse e sprattutto il tennis da tavolo.

Il sito paesaggistico ed archeologico del Monte Tarè

Ilbono-Veduta del monte TarèNell’area comunale di Loceri, nella sua estremità nord orientale, si trova l’interessante sito paesaggistico e archeologico del Monte Tarè situato ai confini tra Loceri, Lanusei e Ilbono. È alto 550 metri e presenta zone scoscese e irte, ed è caratteristico per il colore rossiccio del porfido di cui è costituito. L’area del monte Tarè, vasta 77 ettari, è interessante per la fauna e la vegetazione, in prevalenza lecci, con all’interno due belle sorgenti, una delle quali, Intramontes, nasce proprio tra i due monti, dando anche il nome alla località. Il Monte Tarè è una falesia di riferimento per gli appassionati dell’arrampicata. Con una ventina di vie dal 5b al 7b, tracciate sul ruvido granito, offre spide apprezzate dai climber più esperti in cerca di emozioni e panorami mozzafiato.

La Chiesa dedicata ai Santi Cosma e Damiano

Lanusei-Chiesa campestre dedicata ai Santi Cosma e Damiano: betilo lungo la stradaDal centro di Lanusei prendiamo il viale Europa che, con il nome di via Marconi, esce dall’abitato verso nord ovest, ed assume il nome di SS198 di Seui e Lanusei. Dopo due chilometri e settecento metri, al bivio Carmine, svoltiamo a sinistra per rimanere sulla SS198 di Seui e Lanusei, che è la strada che porta al bosco di Seleni. Lanusei-La Chiesa dedicata ai Santi Cosma e DamianoProseguiamo per un chilometro e duecento metri, e, in corrispondenza di un betilo commemorativo alla destra della strada, prendiamo una deviazione verso destra in una strada bianca, la seguiamo per quattrocento metri, poi deviamo a destra e, in meno di un centinaio di metri, arriviamo alla Chiesa dedicata ai Santi Cosma e Damiano, una Chiesa campestre che è stata costruita ai margini dell’altopiano di San Cosimo, a circa sei chilometri dal paese e ad oltre mille metri di altezza. Di notevole interesse storico, l’impianto originale risulta essere del sedicesimo secolo, mentre l’edificio attuale è stato costruito nel diciottesimo secolo, e la sua cura pastorale è affidata alla parrocchia di Triei. L’edificio è di fattura piuttosto modesta, caratterizzata da una tipica struttura semplice a pianta rettangolare costruita con l’utilizzo di pietre locali, la facciata di color ocra e un piccolo portone in legno con una piccola finestra di forma circolare soprastante. Il tetto è in stile sardo a capanna costruito con materiali come canne, bighe e tegole sarde e sulla sommità di quest'ultimo troviamo una piccola croce latina.

Lanusei-Chiesa dedicata ai Santi Cosma e Damiano: veduta esterna Lanusei-Chiesa campestre dedicata ai Santi Cosma e Damiano: facciata

Le statue dei Santi, probabilmente del sedicesimo secolo e recentemente restaurate, realizzate in legno di rovere da un artigiano di probabile Scuola campana, sono di pregevole fattura.

Lanusei-Chiesa dedicata ai Santi Cosma e Damiano: altare Lanusei-Chiesa campestre dedicata ai Santi Cosma e Damiano: statue dei Santi

Cosma e Damiano, noti anche come Santi medici, sono stati due medici romani, gemelli e fratelli maggiori dei Santi Antimo, Leonzio ed Euprepio. Secondo la tradizione sono stati compresi nella prima generazione di martiri nelle persecuzioni di Diocleziano.

Lanusei-Il processione per la Festa dedicata ai Santi Cosma e DamianoA Lanusei la Festa dei Santi Cosma e Damiano si celebra in due occasioni distinte. La seconda domenica di agosto il simulacro di San Cosimo viene portata in processione, su un carro a buoi addobbato, dal paese alla Chiesa dedicata ai due Santi, dove resterà per circa un mese per benedire il raccolto delle patate. Dopo la funzione religiosa vi è un pranzo collettivo, si svolge il Palio, e la sera balli e canti tradizionali. L’ultima domenica di settembre, in corrispondenza della loro memoria liturgica che cade il 27 settembre ma è stata spostata da papa Paolo IV al 26 settembre, la statua del Santo viene riportata, sempre in processione, in paese, ed anche in questa occasione la Festa si conclude con balli in piazza e spettacoli, folclore, degustazione di vini.

Il Galoppatoio San Cosimo

Passato il betilo commemorativo e presa la strada bianca che porta verso il Santuario dedicata ai Santi Cosma e Damiano, alla sinistra della strada si trova l’ingresso del Galoppatoio San Cosimo. Si tratta di un Ippodromo situato in località San Cosimo, di proprietà e gestito dal Comune di Lanusei, con fondo il terra battuta, nel quale si pratica come disciplina l’equitazione.

Lanusei-Galoppatoio San Cosimo: cancello di ingresso Lanusei-Galoppatoio San Cosimo: veduta dell’interno Lanusei-Galoppatoio San Cosimo: la pista in terra battuta

L’Ippodromo funge da attrattore non solo per i fantini, ma anche per i tanti visitatori che giungono da tutta la Sardegna per partecipare e assistere agli eventi organizzati in loco. Presso questo Ippodromo, la seconda domenica di agosto si svolge il concorso ippico di corse piane al galoppo chiamato Trofeo Ippico Franco, Roberto e Vittorio, dedicato alla memoria di tre giovani vittime di un incidente stradale, ed è organizzato dall’Associazione Ippica Lanuseina. contestualmente a questo concorso ippico, si svolge anche un festival musicale all’interno del bosco di Selene.

La Cantoniera Sarcerei ed il campo di tiro al volo Sarcerei

Lanusei-La Cantoniera SarcereiPassata la deviazione per la Chiesa campestre dedicata ai Santi Cosma e Damiano, proseguiamo verso sud con la SS198 di Seui e Lanusei, e, dopo un chilometro e settecento metri, troviamo la deviazione verso sinistra che prenderemo più avanti per recarci a visitare il Bosco di Selene. Superiamo questa deviazione e proseguiamo verso sud per un altro chilometro e, in corrispondenza del cartello segnaletico che indica il chilometro 84, alla destra della strada vediamo la Cantoniera Sarcerei. All’altro lato della strada, alla sinistra, di fronte alla casa Cantoniera, si trova uno spiazzo nel quale è presente l’ingresso del Campo di tiro al volo che è situato in località Sarcerei, di proprietà del Comune di Lanusei, gestito dall’Associazione Tiro al volo Lanusei. In questo campo sono presenti postazioni per il Tiro al volo, e tribune in grado di ospitare un centinaio di spettatori.

Lanusei-Campo di tiro al volo: cancello di ingresso Lanusei-Campo di tiro al volo: il postazioni per il tiro al volo

Il Bosco di Selene

Lanusei-veduta del Bosco di SelenePassata la deviazione per la Chiesa campestre dedicata ai Santi Cosma e Damiano, proseguendo verso sud con la SS198 di Seui e Lanusei, dopo un chilometro e settecento metri, poco dopo il cartello segnaletico che indica il chilometro 85, prendiamo la deviazione verso sinistra sulla Strada per parco archeologico Seleni, che ci porta al Bosco di Selene, il cui nome fa riferimento al culto greco della Dea lunare, situato a pochi chilometri dal paese, a un’altezza di un migliaio di metri sopra il livello del mare, è uno splendido bosco secolare composto in prevalenza da rigogliosi lecci, ma anche da querce, castagni, roverelle, olmi e pioppi. Al suo interno è possibile ammirare varie rarità botaniche, tra cui la Digitalis purpurea, una pianta erbacea e perenne dai grandi fiori purpurei, e diverse specie animali, come cinghiali, volpi, barbagianni, donnole e ghiandaie. Nel bosco sono presenti numerose sorgenti d’acqua limpida e fresca dalle rinomate proprietà curative. Al suo interno, immerso nella vegetazione, si trova un parco archeologico formato da un Nuraghe e da due Tombe di Giganti, che ci recheremo a visitare più avanti.

Il complesso sportivo Bosco Selene

Lanusei-Il posto di informazioni e biglietteria per l’area archeologica SeleniPresa la Strada per parco archeologico Seleni, dopo ottocento metri arriva da sinistra la strada che collega Selene con San Cosimo. E qui si trova il posto di informazioni e biglietteria dell’area archeologica Seleni. A questo punto, svoltiamo a destra sulla strada panoramica di Selene, e, dopo centocinquanta metri, vediamo, alla sinistra della strada, l’ingresso dell’Hotel ristorante pizzeria Bosco Selene, all’interno del quale, passato un posto bar, si arriva all’interno del Complesso Sportivo Bosco Selene, di proprietà del Comune di Lanusei e gestito daL’Hotel Bosco Selene. All’interno del complesso sportivo, sono presenti un Campo da Calcetto, ossia da calcio a cinque, ed un Campo polivalente, nei quali è possibile praticare come discipline il tennis, il basket e la pallacanestro, che non sono dotati di tribune per gli spettatori.

Lanusei-Complesso sportivo Bosco Selene: ingresso dell’Hotel ristorante Pizzeria Bosco Selene Lanusei-Complesso sportivo Bosco Selene: Campo da Tennis Lanusei-Complesso sportivo Bosco Selene: campo polivalente

L’area archeologica di Seleni

L’area archeologica di SeleniDi fronte al complesso sportivo, si trova la zona maggiormente interessante, l’area archeologica di Seleni, nome il lingua sarda che corrisponde all’italiano Selene, la quale è posizionata in posizione dominante rispetto alla città. Si tratta di un altopiano oggi opportunamente attrezzato e aperto ai flussi turistici. L’attenzione da parte degli studiosi al sito può essere rintracciata già negli scritti di Alberto Ferrero DelLa Marmora che, nel 1860, durante la sua celebre ricognizione sull’Isola, ebbe modo di visionare il complesso di Gennacili dirigendo alcune campagne di scavo. Durante queste operazioni, gran parte del nuraghe venne demolito con l’intento di ricercare oggettistica e manufatti nei suoi basamenti, ma senza alcun risultato. Nel suo Itinerario dell’isola di Sardegna il generale racconta di essere venuto in possesso di una coppia di statue in bronzo e di alcune monete tratte clandestinamente da un’area, localizzata un centinaio di metri più a valle della piana di Seleni, conosciuta come Perda ‘e Froris.

Lanusei-Planimetria dell’area archeologica Seleni Lanusei-ingresso nell’area archeologica Seleni

Di nuova apertura è il Nur Archeopark, un’area ludico-didattica composta da numerose riproduzioni di edifici e monumenti della preistoria della Sardegna, accompagnate da pannelli illustrativi in lingua sarda, in italiano ed in inglese. Accompagnati dal personale esperto, adulti e bambini possono conoscere, attraverso visite guidate e laboratori, storia e modi di vita degli antichi abitanti dell’Isola.

Le due Tombe di Giganti

Gli scavi nell’area sono iniziati nel 1837 per poi proseguire, con alterne fortune, fino ai primi decenni del secolo scorso. Nel 1956 viene individuata una Tomba di Giganti. Successivamente, nel 1964, torna alla luce una seconda Tomba di Giganti. I dati raccolti parlano di una zona montana densamente abitata con insediamenti sparsi e variamente dislocati. All’interno di questa area archeologica si possono oggi visitare le due Tombe di Giganti, che sono state restaurate nel 1995 da Mauro Perra. La presenza delle due tombe dimostra che l’area di Seleni visse, durante il periodo nuragico, un momento florido con una popolazione stanziale abbastanza numerosa. Di entrambi questi monumenti, sottoposti a regolari scavi archeologici, è possibile oggi effettuare la visita.

Per prima troviamo la tomba chiamata Seleni I, situata a 970 metri di altezza, della quale è chiaramente leggibile il profilo di pianta, delimitato da un filare residuo di blocchi poco o nulla lavorati. L’esedra, dotata di un bancone sedile, è costituita da ortostati lavorati nella faccia a vista. L’ingresso al monumento, largo poco più di mezzo metro, è privo di architrave, ma la tomba un tempo doveva aveva anche una stele. Subito dopo l’ingresso è presente un piccolo corridoio destinato a separare l’area rituale da quella sepolcrale. Il corridoio funerario, di pianta rettangolare lunga circa sette metri, larga tra gli ottanta ed i novantacinque centimetri, con un’altezza residua di poco più di un metro, è costruito con lastre ortostatiche infisse a coltello, inclinate verso l’interno. L’insieme dei reperti rinvenuti durante lo scavo è stato datato al quattordicesimo secolo avanti Cristo.

Lanusei-Tomba di Giganti Seleni I: planimetria Lanusei-La Tomba di Giganti Seleni I Lanusei-La Tomba di Giganti Seleni I Lanusei-La Tomba di Giganti Seleni I Lanusei-La Tomba di Giganti Seleni I

A un’ottantina di metri di distanza verso sud, si trova la seconda tomba, chiamata Seleni II, situata a 977 metri di altezza, che si erge su un leggero rilievo roccioso, ed è la più grande. L’esedra è costituita da filari di pietre granitiche con faccia a vista a taglio obliquo. Il corridoio è anch’esso costruito con blocchi di granito finemente lavorati e, dal terzo filare in su, aggettanti verso l’interno. Del monumento si conservano il profilo di pianta, di poco più di dodici per cinque metri, con un’altezza residua di un metro e venti, e, sul fianco destro del corpo tombale, i resti del circolo di pietre realizzato intorno alla tomba. L’insieme dei reperti rinvenuti durante lo scavo è stato datato al dodicesimo secolo avanti Cristo.

Lanusei-Tomba di Giganti Seleni II: planimetria Lanusei-La Tomba di Giganti Seleni II Lanusei-La Tomba di Giganti Seleni II Lanusei-La Tomba di Giganti Seleni II Lanusei-La Tomba di Giganti Seleni II

Lo scavo della zona antistante l’esedra ha restituito un blocco di forma troncopiramidale munito, nella faccia superiore, di tre fori, e si ritiene potesse trattarsi del concio che coronava la sommità dell’esedra, nel quale potevano essere inseriti tre piccoli betili.

I resti del Nuraghe complesso Gennacili

Lanusei-L’area archeologica del Nuraghe GennaciliPassate le due Tombe di Giganti nell’area archeologica di Seleni, proseguiamo lungo la Strada panoramica di Selene e, dopo circa cinquecento metri, si troviamo sopra un’altura alla sinistra della strada il nuraghe Gennacili, chiamato anche nuraghe di Monte Seleni, edificato a 968 metri di altezza, del quale rimane però oggi soltanto il basamento. Precedentemente agli scavi, effettuati negli anni tra il 2007 ed il 2009, veniva classificato come un Nuraghe semplice costruito in granito, ma questi scavi hanno portato alla sua riclassificazione come Nuraghe complesso con una torre principale e una torre secondaria, in quanto costruito inglobando la roccia granitica. Il nuraghe è circondato da una cornice ambientale suggestiva, caratterizzata da una fitta copertura di lecci, e sfrutta l’emergenza granitica più alta del Monte Selèni dominando così una vasta area che si apre verso sud est fino alla valle del rio Pardu. Lo sviluppo planimetrico è fortemente condizionato dalla morfologia dell’area infatti il nucleo centrale è formato da tratti murari che si appoggiano alla roccia nuda inglobandola. Nel settore nord orientale è presente una piccola torre secondaria realizzata in opera poligonale regolare, con blocchi piuttosto tondeggianti. A nord e nord est corre una cortina formata da blocchi poliedrici a spigoli vivi. Tutta l’area da nord nord est a sud ovest è cinta da muri che sfruttando il naturale pendio del terreno si collegano a rocce naturali. Un bel tratto di antemurale si segue a nord del nuraghe. Le recenti indagini di scavo hanno portato alla luce diversi vani ed una ripida scala che conduceva al piano superiore.

Lanusei-Resti del Nuraghe complesso Gennacili Lanusei-Resti del Nuraghe complesso Gennacili

Il villaggio nuragico di Gennacili

Un nuovo contributo allo studio dell’età del Ferro dal villaggio di SeléniAi piedi della roccia sopra la quale è stato edificato il Nuraghe si vedono i resti di un insediamento abitativo, il che dimostra che tutt'attorno al nuraghe si sviluppava un villaggio nuragico molto esteso. Di questo villaggio si sono contate ad oggi circa duecento capanne, la maggior parte delle quali si trova sul versante orientale, ma solo alcune di esse sono state fino ad ora oggetto di uno scavo archeologico di tipo scientifico. Purtroppo l’interramento delle strutture rende difficile l’individuazione dell’architettura delle capanne. Il settore maggiormente indagato dell’abitato ha restituito materiali ceramici talora inediti, oltre a materiali di importazione, e fornito dati importanti per lo studio e la conoscenza di fasi ancora poco note, soprattutto nella Sardegna centro orientale. Se l’estensione del sito verrà confermata dagli scavi in corso, il villaggio nuragico di Gennacili risulterebbe uno dei più grandi di tutta la Sardegna.

Il culto delle acque presso l’area archeologica di Seleni

Archeologia. Nuova scoperta in Sardegna.Nei pressi del complesso archeologico sono presenti i resti di una Fonte sacra nuragica e di due Templi nuragici a pozzo, del quali non rimane quasi nulla dato che tutti sono stati distrutti durante i lavori di ricerca idrica effettuati nella zona. Tra le due Tombe di Giganti era presente la Fonte sacra nuragica di Sipari, edificata in materiale indeterminato a 977 metri di altezza, che è andata però del tutto distrutta. Di essa si sono evidenziate solo poche e insufficienti tracce strutturali, fino al rinvenimento di nuove scoperte durante i lavori di scavo, restauro e valorizzazione dell’insediamento nuragico Gennacili, effettuati nel 2025 sotto la gestione del Segretariato regionale del Ministero della cultura per la Sardegna in collaborazione con la Soprintendenza Sassari e Nuoro, delle quali riportiamo una descrizione.

Proseguendo lungo la strada panoramica di Selene, prima che questa si immetta sulla strada comunale per Santa Maria Ausiliatrice, alla sinistra si trovano i resti del Tempio nuragico a pozzo di Perda 'e Floris, edificato in basalto a 867 metri di altezza. Scavi archeologici nel contesto di questo Tempio a pozzo sono stati effettuati nell’Ottocento, ed il rinvenimento di materiale archeologico tra cui una statuina in bronzo con la spada nella mano destra in località Perda 'e Floris a Lanusei, viene riportato dall’archeologo Giuseppe Fiorelli nella pubblicazione di Notizie degli Scavi del 1883 comunicate alla Reale Accademia dei Lincei, pubblicazione che rappresenta un documento fondamentale per l’archeologia italiana dell’epoca, documentando i ritrovamenti effettuati in diverse parti d’Italia sotto la supervisione del Ministero della Pubblica Istruzione.

Più avanti la strada panoramica di Selene va ad immettersi sulla strada comunale per Santa Maria Ausiliatrice e, alla distanza di circa duecento metri, dopo aver passato la traversa a destra che porta verso nord est ed è chiamata via Amsicora, alla sinistra di questa traversa si trova il Tempio nuragico a pozzo di Funtana Padenti de Baccai, edificato in basalto a 839 metri di altezza. Non è più possibile individuare il sito e l’ingresso alla camera. Della sua struttura rimangono solo pochi conci a coda in basalto conservati ora nei locali del Comune di Lanusèi.

La Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice

Passato il Nuraghe, procediamo lungo la Strada panoramica di Selene che si muove in direzione est e, dopo settecentocinquanta metri, svoltiamo a sinistra nella Strada Maria Ausiliatrice. Percorso circa un chilometro, nel suggestivo bosco di Selene, circondata da querce secolari, troviamo la Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, il cui culto è strettamente legato alla presenza dei Salesiani. Si tratta di una Chiesa campestre costruita nel 1927, nei pressi di una quercia sopra la quale i Salesiani avevano appeso un quadro raffigurante Maria Ausiliatrice. Si presenta con una semplice pianta rettagolare ad unica navata costruita in granito e pietre locali. Il tetto si presenta anch’esso molto semplice, a forma di capanna, in stile sardo con la presenza di tegole sarde, travi in legno e il cannetto come copertura interna della chiesa. La facciata della piccola chiesa invece, presenta un piccolo portone d’ingresso in legno ed una piccola apertura rotonda sovrastante l’entrata principale. Davanti alla chiesa è presente una piccola piazza, frequentata durante gli eventi ed i festeggiamenti in onore della Santa.

Lanusei-La Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice Lanusei-Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice: la quercia con il quadro appeso dai Salesiani Lanusei-Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice: area di ristoro

Lanusei-La Festa della Santa Maria AusiliatriceL’ultima domenica di luglio, si celebra la Festa della Santa Maria Ausiliatrice, in occasione della quale la statua della Madonna viene portata in processione dalla Cattedrale di Santa Maria Maddalena alla Chiesa campestre di Santa Maria Ausiliatrice, dove si svolgono cerimonie religiose, un rinfresco e ballo sardo. Il giorno seguente si rinnova la tradizione della suggestiva processione di rientro di Santa Maria Ausiliatrice per il quale, immerso nel silenzio del bosco, il corteo religioso parte dalla Chiesa campestre e si dirige verso il centro abitato, riportando il simulacro della Vergine nella Cattedrale di Santa Maria Maddalena. I colori degli abiti del gruppo folk di Lanusei guidano i fedeli in preghiera che, passo dopo passo, raggiungono piazza Vittorio Emanuele. Qui, oltre alle celebrazioni religiose, vengono organizzati festeggiamenti civili, spettacoli folcloristici, esibizioni di ballo sardo, ed anche la degustazione di prodotti tipici e di vini e dolci.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Lanusei ci recheremo a Ilbono patria dell’importante pittore Andrea Lusso, che visiteremo con il suo centro ed i dintorni con il Monte Tarè ed i siti archeologici che ci si trovano tra i quali i principali sono quello  di quello di Tèxere e quello di Scerì con i reperti in esso rinventi.


Pagina precedenteIndice precedenteSostieniciPagina successiva

Tutte le foto e riprese sono state effettuate a scopo amatoriale per uso personale senza fini di lucro. Alle nostre foto se ne aggiungono altre inviateci da amici ed alcune tratte da Internet. Alcune informazioni sulle descrizioni dei comuni sono tratte da italiapedia.it, molte descrizioni e foto da wikimapia.org, informazioni sui siti archeologici da tharros.info, altre da siti differenti. È consentito scaricare testi, foto e riprese dell’autore per uso privato senza eliminare i riferimenti. Libri e filmati sono riprodotti per farli conoscere ma non è consentita la riproduzione delle foto di terzi, dei libri, dei filmati e di altro materiale non realizzato dall’autore. È vietato qualsiasi utilizzo commerciale del materiale in assenza di apposita autorizzazione.

  

© Claudio de Tisi 2002-2026 - Codice Fiscale DTSCLD44M23F132W