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Urzulei nota per il gioco della Morra con i murali nel suo centro ed il suo Supramonte con la gola di Su Gorroppu

In questa tappa del nostro viaggio, da Baunei ci recheremo ad Urzulei paese noto per il gioco della Morra, che visiteremo con il suo centro, i dintorni dove si trova la grotta Sa domu ’e S’Orcu nella quale è stato rinvenuto il bronzetto denominato la Madre dell’Ucciso, e con il Supramonte di Urzulei nel quale si trova la gola di Su Gorroppu.

La regione storica dell’Ogliastra

L’OgliastraL’Ogliastra è una Regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla Provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della Regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una Regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.

In viaggio verso Urzulei

Tornati a Baunei, riprendiamo verso nord la SS125 Orientale Sarda che si porta all’interno e conduce dall’Ogliastra alla Barbagia, sul Supramonte di Baunei, fiancheggiando ad ovest l’altopiano di Golgo. Dalla piazza Indipendenza, al centro di Baunei, prendiamo la via Orientale Sarda, che esce dall’abitato in direzione nord ovest come SS125 Orientale Sarda recandosi verso Urzulei. A poco più di diciannove chilometri da Baunei, all’altezza del chilometro 174.4 della SS125 Orientale Sarda, troviamo sulla sinistra la deviazione sulla SP37 che, dopo tre chilometri e trecento metri, passato il cartello segnaletico che indica l’ingresso nell’abitato, ci porta all’interno di Urzulei. Dal Municipio di Baunei a quello di Urzulei si percorrono 23.2 chilometri.

Il Comune chiamato Urzulei

Urzulei-Veduta dell’abitatoUrzulei-Stemma del ComuneIl Comune di Urzulei (pronuncia Urzulèi, nome in lingua sarda Orthullè, altezza metri 511 sul livello del mare, abitanti 1.114 al 31 dicembre 2021) è un borgo pastorale situato nella parte centro orientale della Provincia di Nuoro, alle pendici orientali del monte Pisaneddu, e subito a sud della punta dell’impervio monte Is Gruttas. È raggiungibile dalla SS125 Orientale Sarda, il cui tracciato si snoda a soli tre chilometri dall’abitato. Il territorio comunale, comprensivo della area speciale di punta Dogana, territorio in contestazione con il Comune di Dorgali, e dell’area speciale di Trocco Is Gespas, in contestazione con il Comune di Talana, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, dato che si raggiungono i 1.263 metri di quota. Il fascino di Urzulei è legato all’ambiente naturale nel quale è immerso.

Si tratta di uno dei paesi dove la speranza di vita è più alta rispetto alla media mondiale

Area in cui la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondialeIl Comune appartiene ad una delle zone blu dove la speranza di vita è più alta rispetto alla media mondiale. Il termine Zone blu, in inglese darkslateblue Zones, viene usato per identificare le aree demografiche o geografiche del mondo in cui la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondiale. Il concetto è nato quando gli studiosi Gianni Pes e Michel Poulain hanno pubblicato su Experimental Gerontology il loro studio demografico sulla longevità umana, che identifica la Provincia di Nuoro, in Sardegna, come l’area con la maggiore concentrazione di centenari al mondo. Gli studiosi, per procedere nel lavoro, tracciavano sulla mappa delle serie di cerchi concentrici blu che indicavano le zone con la più alta longevità, da qui il termine Zona blu. I paesi appartenenti alle zone blu in Sardegna sono Arzana, Baunei, Fonni, Gavoi, Mamoiada, Oliena, Ollolai, Orgosolo, Ovodda, Perdasdefogu, Seulo, Talana, Tiana, Triei, Ulassai, Urzulei, Villagrande Strisaili.

Questo paese fa parte dell’Associazione nazionale Città del Vino

Questo paese fa parte dell’Associazione delle Città del VinoQuesto paese fa parte della Associazione nazionale Città del Vino, il cui obiettivo è quello di aiutare i Comuni a sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomici, tutte quelle attività e quei progetti che permettono una migliore qualità della vita, uno sviluppo sostenibile, più opportunità di lavoro. Le Città del Vino in Sardegna sono ad oggi Alghero, Ardauli, Arzachena, Atzara, Badesi, Benetutti, Berchidda, Bonnanaro, Bono, Bosa, Calangianus, Dolianova, Donori, Dorgali, Galtellì, Jerzu, Loceri, Lotzorai, Luogosanto, Luras, Meana Sardo, Modolo, Monti, Neoneli, Olbia, Oliena, Riola Sardo, Samugheo, San Nicolò di Arcidano, Sant’Antioco, Selargius, Sennori, Serdiana, Sorgono, Sorso, Tempio Pausania, Terralba, Tissi, Uri, Urzulei, Usini.

Origine del nome

La forma originaria del suo nome è quella ossitona, ossia con l’accento acuto sull’ultima sillaba, con la terminazione in -è, mentre la forma che termina in -éi è secondaria e successiva, ed implica l’aggiunta di una vocale paragogica od epitetica. Queste terminazioni indicano che il nome è di origine sardiana o protosarda, e corrisponde al nome della pianta úrtzula o Urtzúla, che indica la fiammola o la vitalba, ed anche la salsapariglia o smilace spinosa.

La sua economia

Urzulei-Artigianato: lavori in asfodeloSi tratta di un comune di montagna con un’economia fondata essenzialmente sul settore primario, che è presente con la coltivazione di cereali, ortaggi, foraggi, viti, ulivi, agrumeti e alberi da frutta, ed anche con l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. Il secondario è baato su un settore industriale, poco sviluppato, costituito da attività di piccole dimensioni, che operano solamente nei comparti tessile ed edile, e sull’artigianato, con la produzione di lavori in asfodelo e coltelleria. Modesta è anche la presenza del terziario. Sebbene Urzulei non rappresenti una delle mete di maggior afflusso turistico, offre a quanti vi si rechino la possibilità di godere di uno scenario paesaggistico di particolare bellezza. Urzulei-Artigianato: lavori di coltelleriaContribuiscono al suo fascino l’impervio monte Is Gruttas che si sviluppa a nord dell’abitato, ed anche la sua parte del famoso Supramonte, caratterizzata dal passo di Genna Silana, a circa mille metri di quota, ideale per escursioni piuttosto impegnative, e la Codula di Luna, che vanta delle spettacolari pareti a picco. Di grande interesse è anche la grotta di Su Palu, situata all’inizio della Codula di Luna. Molti sono i tragitti montani percorribili a piedi, tra i quali quelli della Codula Orbisi, presso cui sopravvive una magnifica lecceta secolare, e quelli che permettono di raggiungere il Rio Flumineddu, lungo un canyon ricco di rocce bianche arrotondate e circondato da un selvaggio paesaggio rupestre. l’apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione e di soggiorno.

Prodotti alimentari tipici del territorio

Urzulei-Il Caggiu ’e crabittu ossia caglio di caprettoUrzulei è famoso per la produzione di alcuni prodotti alimentari, tra i quali i caratteristici culurgiones, ravioli di pasta ripiena con patate e formaggio, ed il tipico pane artigianale, una vera e propria testimonianza del passato, col nome di Piggiolu, da Piggiu ossia sfoglia. Tipici inoltre alcuni prodotti simbolo del territorio, ossia prosciutti e guanciali di maiale o di cinghiale, e formaggi tra cui il Ca su marciu e Sa frue. Urzulei-Il lande cottu ossia il pane di ghiande di leccioInoltre, un prodotto di nicchia tipico del territorio, è il famoso Caggiu ’e crabittu, ossia caglio di capretto, ottenuto dallo stomaco dei capretti in lattazione, che vengono lavati e farciti di latte che, a contatto con le pellette all’interno dello stomaco, si coagula come una crema, diventando spalmabile, e lo stomaco, poi, viene affumicato e lasciato stagionare alcune settimane, periodo nel quale diventa molto piccante. Ad Urzulei si confezionava anche il Lande cottu, ossia il pane di ghiande di leccio, per il quale all’acqua, prima di bollire, veniva aggiunto mezzo paiolo da muratore di terra rossa argillosa, dando luogo a un pane ricco d’argilla e perciò utile nelle diete prive di sali minerali.

Brevi cenni storici

Il territorio di Urzulei è popolato sino dall’età preistorica, come è attestato dai diversi ritrovamenti nuragici del suo territorio, ed ha un collegamento con la costa nell’insenatura di Cala Luna. Nel quinto secolo Urzulei vede arrivare i primi evangelizzatori Cristiani della chiesa greco bizantina, che diffondono la devozione verso i Santi orientali. Nel sesto secolo, a detta dello storico Corrado Zedda, anche Urzulei viene interessato dalla deportazione dei Goti, sconfitti per mano dei Bizantini. Nel Medioevo, a partire dall’undicesimo secolo, appartiene al Giudicato di Càralis, nella curatoria d’Ogliastra, e, successivamente, a quello di Gallura, sotto la cui giurisdizione rimane fino al 1258. In seguito viene conquistata dai Pisani. Nel quattrocento, a detta della storica Marisa Azuara, viene compreso per un breve periodo nel Comprensorio di Terra Ruia, che fa parte del Marchesato di Oristano, il quale è uno stato nello stato, con stretti rapporti con la Repubblica di Genova. Solo con le Cortes de Monzòn, tenutesi in Aragona nel 1488, i territori del Marchesato di Oristano vengono definitivamente inglobati nell’Aragona. Gli Aragonesi la annettono alla Contea di Quirra, feudo dei Carroz, istituita dal Re d’Aragona Pietro IV il Cerimonioso. Nel 1603 la Contea venne trasformata in Marchesato, feudo prima dei Centelles, e, più tardi ancora, sotto quella degli Osorio de la Cueva. Nel 1713 passa all’Austria e, cinque anni più tardi, ai Savoia. Nel 1839, con la soppressione del sistema feudale voluta da Carlo Alberto di Savoia, viene riscattata dal regio Demanio. Nel 1848, quando la Sardegna rinuncia all’autonomia e ad essa viene esteso lo Statuto Albertino, anch’essa entra a far parte del Piemonte. Del Comune di Urzulei nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, alla neonata Provincia di Nuoro. Successivamente nel 2003, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell’Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro. Successivamente, nel 2025, torna nella ripristinata Provincia di Ogliastra.

Ad Urzulei nasce il bandito e sequestratore Adolfo Cavia

A Urzulei è nato, nel dopoguerra, il bandito e sequestratore Adolfo Cavia, ed ha svolto un grande lavoro l’artista Angelo Pilloni di San Sperate che ha operato nel progetto Memoria e identidade, ideato dall’associazione culturale Roberto Mulas, che consisteva nella riproduzione sui muri di Urzulei di fotografie risalenti al primo Novecento, ed era volto al recupero della memoria storica della comunità e al miglioramento estetico del centro storico di Urzulei.

Urzulei-Il ritrovamento del cadavere di Adolfo CaviaA Urzulei, nel 1953, è nato Adolfo Cavia, che diviene latitante dal 1985. In seguito, nel 1987, Adolfo Cavia sequestra Piera Demurtas Comida, segretaria Comunale di Pattada, sequestro per il quale viene condannato a 19 anni di reclusione. Egli è ritenuto coinvolto anche in un’altra decina di sequestri di persona, oltre che in due omicidi e numerose rapine a furgoni portavalori, ed è stato, inoltre, una figura centrale nel processo per il sequestro dell’imprenditrice Silvia Melis e nel processo contro l’imprenditore Nicola Grauso. Adolfo verrà trovato morto nel 1999, sull’altare della piccola chiesa campestre di San Basilio, fra Urzulei e Talana, sul versante sud orientale del Gennargentu. Il cadavere viene trovato dentro un sacco a pelo e dalla bocca gli esce un rivolo di sangue. Egli è morto pochi giorni dopo un altro delitto che aveva scosso tutta Orgosolo, l’uccisione del viceparroco Don Graziano Muntoni, forse anch’esso attribuibile a lui. Ed egli verrà significativamente depositato, in una sorta di rito riparatorio, in un luogo sacro, ed il rituale messo in atto, compreso il rischio che comportava il trasporto del cadavere sull’altare di una chiesa campestre, ha dovuto far riflettere sull’importanza che gli veniva attibuita.

Il muralista Angelo PilloniA San Sperate nasce nel 1945 il muralista Angelo Pilloni. Nel 1972 partecipa attivamente al movimento artistico e culturale del paese, divenendo ben presto uno dei muralisti più apprezzati in tutta l’Isola. Spinto dal desiderio di ricostruire un passato dove le persone possano identificarsi, i suoi murali riproducono scene di vita rurale, che sono contadini al lavoro, feste popolari e perfino strumenti agricoli ormai in disuso. Riproduce con la tecnica del Trompe d Oeil, gli elementi caratteristici delle antiche case campidanesi, con i portali di legno, le piccole finestre e i muri realizzati con i mattoni di fango. Nel corso della sua carriera artistica, Angelo Pilloni ha realizzato numerosi murali, soprattutto in Sardegna ma anche all’estero, come quelli realizzati nel 1993 a Stoccarda, dove l’anno seguente, su iniziativa dell’Ambasciata italiana, viene organizzata anche una mostra delle sue opere a cavalletto.

Le principali feste e sagre che si svolgono ad Urzulei

Ad Urzulei è attivo il Gruppo Folk Pro Loco di Urzulei, la storica associazione che porta avanti le tradizioni e i canti del piccolo centro montano dell’Ogliastra, sodalizio che stato recentemente rilanciato nel paese, mantenendo vivi il celebre ballu tundu e il prezioso costume tradizionale locale. Il Coro dell’Associazione Musicale Su Neulacoro è stata costituita con il fine di promuovere il territorio e il canto tradizionale sardo nelle pi autentiche espressioni, ed il ricco repertorio che il collettivo propone nei concerti corali e nelle rassegne regionali, contiene oltre che una ricercata selezione di brani folcloristici sardi anche composizioni originali del Maestro Sandro Pisanu su testi di poeti di Urzulei. Ad Urzulei è inoltre attivo il Tenore de Urthullè, ossia il Tenore de Urzulei, un gruppo rappresentativo dello stile tradizionale del canto a tenore, l’antica forma di polifonia vocale sarda che, originario della regione montuosa dell’Ogliastra, mantiene viva una tradizione musicale pastorale unica al mondo.

Urzulei-Il Gruppo Folk Pro Loco di Urzulei Urzulei-Il Coro dell’Associazione Musicale Su Neulacoro Urzulei-Il Tenore de Urthullèossia il Tenore de Urzulei

Tra le principali principali feste e sagre che si svolgono ad Urzulei si segnalano, il 16 gennaio, la Festa di Sant’Antonio Abate con l’accensione di Su Mullone ’e Sant’Antoni, il grande falò che da secoli ogni anno viene acceso in onore di Sant’Antonio Abate; il 26 aprile si tengono i festeggiamenti solo religiosi della Festa di San Giorgio, che viene ricelebrato la penultima domenica di agosto; la terza domenica di giugno, la Festa di San Basilio Magno e di Nostra Signora del Rosario, presso la chiesa campestre di San Basilio; il 24 giugno, si svolge la Festa di San Giovanni Battista, che è la Festa patronale del paese; a inizio luglio, la Festa della carne di caprone e del caglio di capretto; la penultima domenica di agosto, la principale Festa di San Giorgio, quando, presso il Galoppatoio di Urzulei, si svolge il Palio di Su Fenu; alla fine del mese di agosto o all’inizio di settembre, ad Urzulei si svolge il Campionato del gioco della Morra.

Urzulei-Festa di Sant’Antonio Abate con l’accensione de Su Mullone Urzulei-Festeggiamenti religiosi per la Festa di San Giorgio Urzulei-Festa di San Basilio Magno e di Nostra Signora del Rosario Urzulei-Festa patronale di San Giovanni Battista Urzulei-Festa della carne di caprone e del caglio di capretto Urzulei-Festa di San Giorgio Urzulei-Il Palio di Su Fenu Urzulei-Marramundu ossia il Campionato Internazionale del gioco della Morra

A Urzulei si svolge il campionato del gioco della Morra

Urzulei-Il gioco della Morra ad UrzuleiA Urzulei è molto diffuso il Gioco della Morra ed ogni estate, a fine agosto o ad inizio settembre, si svolge il famoso Campionato Internazionale del gioco della Morra, al quale partecipano numerosi giocatori provenienti dalle altre parti d’Europa dove il gioco della Morra è diffuso, ossia Corsica, Francia, Paesi Baschi, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta. Il Primo campionato regionale de Sa Murra si è svolto ad Urzulei nel 1998, e tale campionato, da allora, si svolge ogni anno, subito dopo i festeggiamenti in onore di San Giorgio patrono, ed è diventato un appuntamento immancabile per tutti i Sardi che praticano questo sport. In concomitanza con l’edizione del 2001, si è costituita a Urzulei l’associazione Po su joco de Sa Murra, che sostiene e promuove la versione sarda del gioco della Morra, e che ha fatto domanda al CONI per costituire un comitato, finalizzato alla valorizzazione di questo antico gioco.

The case of Sardinian MorraLa Morra è un gioco molto antico dato che in Egitto, nella tomba di un alto dignitario della sedicesima dinastia, si vede il defunto che stende il braccio con un numero, contrapposto ad un altro giocatore; ed in una pittura su un vaso greco sono rappresentati Elena e Paride, con le mani protese nell’atto del gioco della Morra. Già in uso presso gli Egiziani ed i Greci, i Romani lo chiamarono Micatio, dal verbo micare, che per esteso era micare digites, ossia protendere le dita nel gioco. Cicerone scrive che Dignus est qui cum in tenebris mices, vale a dire che è persona degna quella con cui puoi giocare alla Morra al buio. Spesso al gioco vengono affiancate scommesse, che lo hanno fatto definire un gioco d’azzardo. Per questo è stato proibito dal regime fascista e tale divieto non è mai stato abrogato, quindi c’è anche oggi il divieto di giocare alla Morra nei locali pubblici. Oggi non si vedono più, ma ricordo che, quando ero giovane, in tutti i bar era esposto l’elenco dei giochi d’azzardo proibiti e la Morra era scritto in caratteri cubitali. Comunque, la Morra è rimasto un gioco molto popolare, ed in Sardegna è molto diffusa in tutta la Barbagia. Il gioco si svolge tra due giocatori, i quali tendono il braccio stendendo un numero di dita a scelta o mostrando il pugno, e contemporaneamente dichiarano un numero da 2 a 10, che viene indicato come la Morra. Guadagna il punto chi ha dichiarato il numero corrispondente alla somma delle dita stese dai due giocatori, e se entrambi i giocatori indovinano la somma nessuno guadagna il punto. L’incontro si svolge su tre partite, secondo il criterio che prevede la partita, la rivincita e la bella. Tradizione e innovazione: il robot che gioca alla MorraVince la partita chi per primo totalizza il numero dei punti in precedenza stabiliti, che sono 16 in partita e rivincita, 21 nella bella. Vince l’incontro chi si aggiudica due delle tre partite. Il gioco richiede una alta concentrazione, per cercare di prevedere quale punteggio sarà dato dalla somma delle due mani, quindi solo giocatori esperti riescono ad affrontare a un buon livello i tornei. Le gare di Morra si svolgono in diversi paesi della Barbagia in occasione di feste patronali e feste campestri. Nel 2011 ha partecipato alle manifestazioni che si sono svolte a Bitti e ad Urzulei anche un robot chiamato Gavino 2.0, ideato dall’università di Cagliari, che utilizzava rapidamente i calcoli matematici per poter sconfiggere l’avversario.

Visita del centro di Urzulei

L’abitato, interessato da espansione edilizia, è circondato da rocce di candido calcare, ed il suo andamento altimetrico è quello tipico delle località di montagna. Arriviamo ad Urzulei da nord est con la SP37 che dopo tre chilometri e trecento metri, passato il cartello segnaletico che indica l’ingresso nell’abitato, assume il nome di via Leonardo da Vinci. Nella descrizine dell’abitato vedremo anche numerosi murali dei quali citeremo solo quelli riportati nel Catalogo generale di Beni Culturali, che si inseriscono nel progetto Memoria e identidade, ideato dall’associazione culturale Roberto Mulas il cui scopo è approfondire lo studio del gioco della Morra, sulla sua storia e sulla sua evoluzione nel corso dei secoli. Il progetto consiste nella riproduzione sui muri di Urzulei di fotografie risalenti al primo Novecento, ed è volto al recupero della memoria storica della comunità e al miglioramento estetico del centro storico di Urzulei.

Due murali lungo la via Leonardo da Vinci

Urzulei-Il murale che rappresenta un paesaggio con una figura maschileEntriamo in Urzulei con la via Leonardo da Vinci e procediamo per un centinaio di metri fino a vedere, alla sinistra della strada, sul prospetto laterale destro dell’edificio al civico numero 12, un murale che rappresenta un paesaggio con due figure maschili, realizzato nel 2012 dall’artista Angelo Pilloni, nato nel 1945 a San Sperate. L’opera consiste in una trasposizione pittorica di una fotografia d’epoca raffigurante due uomini colti di profilo, in piedi sul bordo di una roccia, con lo sguardo rivolto al paesaggio montuoso che si apre sullo sfondo.

Urzulei-Il murale che rappresenta un paesaggio con una figura maschilePassato uno slargo, si vede sempre alla sinistra della strada sul prospetto laterale sinistro dell’edificio al civico numero 8, un murale che rappresenta un paesaggio con una figura maschile, realizzato nel 2005 dall’artista Angelo Pilloni, nato nel 1945 a San Sperate. L’opera consiste in una trasposizione pittorica di una fotografia d’epoca raffigurante in primo piano un contadino colto di spalle, curvo sul campo e con un forcone in mano, sullo sfondo di un paesaggio caratterizzato da una fitta vegetazione boschiva sovrastata da alte montagne. Questi murali sono stati realizzati nell’ambito di un progetto consistente nella riproduzione in grandi dimensioni, vere gigantografie dipinte, di fotografie risalenti al periodo compreso tra i primi del Novecento e gli anni Cinquanta che ritraggono la vita del tempo.

Due murali lungo la via Vittorio Emanuele

Urzulei-Il murale che rappresenta bambini su un carroProseguiamo lungo la via Leonardo da Vinci e procediamo per una cinquantina di metri, dove la via Leonardo da Vinci prosegue con il nome di via San Giorgio. Qui svoltiamo leggermente a sinistra e prendiamo la via Vittorio Emanuele. La seguiamo e, dopo centotrenta metri, vediamo alla destra della strada, sul prospetto laterale destro dell’edificio al civico numero 33, un murale che rappresenta bambini su un carro, realizzato nel 2005 dall’artista Angelo Pilloni, nato nel 1945 a San Sperate. L’opera consiste in una trasposizione pittorica di una fotografia d’epoca raffigurante un gruppo di sei bambini che stanno sopra un carro di legno addossato al muro di una casa in una via del paese, dei quali quattro hanno lo sguardo rivolto verso l’osservatore, mentre due sono colti di spalle.

Urzulei-Il murale che rappresenta una figura maschile in costume tradizionaleProseguiamo lungo la via Vittorio Emanuele per centocinquanta metri, fino dove questa strada termina e, sul prospetto laterale destro dell’ultimo edificio di questa strada al civico numero 2 ad angolo con la piazza Buca e Turru, vediamo un murale che rappresenta una figura maschile in costume tradizionale, realizzato nel 2003 dall’artista Antonio Aregoni, nato nel 1960 a Lanusei. L’opera consiste in una trasposizione pittorica di una fotografia d’epoca raffigurante un uomo anziano dalla folta barba seduto con le gambe accavallate su uno sfondo indistinto. Anche questi murali sono stati realizzati nell’ambito del progetto Memoria e identidade ideato dall’associazione culturale Roberto Mulas.

Un murale lungo la via Umberto I

Urzulei-Il murale che rappresenta un ritratto di figura femminile in costume tradizionaleArrivati con la via Leonardo da Vinci nella piazza Buca e Turru, svoltiamo a sinistra nella via traversa e, percorsa appena una quarantina di metri, arriviamo a un bivio dove svoltiamo a destra e prendiamo la via Umberto I. Subito all’inizio della via Umberto I, sul prospetto principale del primo edificio alla sinistra della strada, si  vede un murale che rappresenta un ritratto di figura femminile in costume tradizionale, realizzato nel 2003 dall’artista Antonio Aregoni, nato nel 1960 a Lanusei. L’opera consiste in una riproduzione pittorica di una fotografia d’epoca raffigurante una giovane donna in primo piano su un fondo indistinto, il capo è coperto da un grande fazzoletto nero decorato con motivi floreali, il braccio sinistro piegato e la mano appoggiata al fianco. Il murale è tratto da una foto del 1934 di Ugo Pellis, le cui fotografie, di carattere prevalentemente documentario, erano finalizzate a integrare le indagini linguistiche e restituiscono una testimonianza visiva dei contesti sociali, ambientali e materiali osservati durante le campagne di ricerca, con paesaggi, architetture, attività lavorative e oggetti d’uso quotidiano.

La sede storica del Municipio di Urzulei

Urzulei-La sede storica del Municipio di UrzuleiPresa la via Umberto I, dopo un centinaio di metri arriviamo a un incrocio dove da destra arriva la via Carlo Alberto, mentre verso sinistra parte la via Sant’Antonio. Lungo la via Umberto I, superato l’incrocio dove da destra arriva la via Carlo Alberto, mentre verso sinistra parte la via Sant’Antonio, proseguiamo, dopo una trentina di metri vediamo leggermente a destra la via Giuseppe Mazzini che porta a quella che è stata la sede storica del Municipio. Presa leggermente a destra la via Giuseppe Mazzini, subito all’inizio della strada, alla destra, si trova una scalinata, che porta su un rialzo del terreno, al civico numero 2, all’ingresso della sede storica del Municipio di Urzulei, che oggi ospita la sua sede distaccata. Questo indirizzo, che è storicamente associato alla sede istituzionale della Giunta e del Sindaco, viene oggi utilizzato dall’amministrazione comunale per avvisi pubblici o per il ricevimento di pratiche, oltre ad ospitare l’Ufficio Anagrafe e Stato Civile.

Due murali lungo la via Fontana

Urzulei-Il murale che rappresenta figure maschili e femminili in costume tradizionalePresa la via Umberto I, superato l’incrocio dove da destra arriva la via Carlo Alberto, mentre verso sinistra parte la via Sant’Antonio, proseguiamo, dopo una trentina di metri vediamo leggermente a destra la via Giuseppe Mazzini che porta alla sede storica del Municipio, ma continuiamo con la prosecuzione della via Umberto I, che è la via Fontana. Sul prospetto principale dell’edifico alla sinistra della strada al civico numero 3 della via Fontana si vede all’altezza della strada un murale che rappresenta figure maschili e femminili in costume tradizionale, realizzato nel 2009 dall’artista Angelo Pilloni, nato nel 1945 a San Sperate. L’opera consiste in una trasposizione pittorica di una fotografia d’epoca e ritrae un gruppo di uomini e donne di Urzulei raffigurato su un fondo indistinto e composto entro uno schema piramidale.

Urzulei-Il murale che rappresenta una coppia di figure maschili seduteProseguendo lungo la via Fontana, dopo una trentina di metri sul prospetto principale dell’edificio alla destra della strada, tra il civico numero 8 ed il numero 10, si vede al primo piano un murale che rappresenta una coppia di figure maschili sedute, realizzato nel 2005 dall’artista Angelo Pilloni, nato nel 1945 a San Sperate. L’opera consiste in una trasposizione pittorica di una fotografia d’epoca di inizio Novecento che raffigura due uomini anziani in abiti tradizionali, i quali conversano guardandosi vicendevolmente negli occhi, mentre stanno seduti davanti al muro di una casa della quale si distingue una finestra alle spalle dell’uomo a sinistra. Anche questa opera consiste nella trasposizione pittorica di una fotografia d’epoca.

Raggiungiamo la piazza Fontana nella quale si trovano le lapidi commemorative dei caduti

Urzulei-L’ampia piazza FontanaDopo una settantina di metri la via Fontana ci porta nell’ampia piazza Fontana, una delle piazze e aree pubbliche più riconoscibili di Urzulei, spesso utilizzata per eventi comunitari e manifestazioni tradizionali. È citata come luogo di raduno e come punto di riferimento del paese, ad esempio durante il ballu tundu e altre iniziative culturali. Si tratta di un’ampia piazza nella quale si è svolta nel 2025 la prima edizione della manifestazione Urzulei tra montagne e tradizioni, un suggestivo evento che celebra l’identità culturale e l’autenticità di questo borgo montano dell’Ogliastra, nel cuore del Supramonte. Suoni e profumi della tradizione hanno scandito la festa, organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con l’amministrazione comunale, ed i prodotti della gastronomia locale, dalla panna cotta di capra alla carne di pecora passando per la cordula, hanno soddisfatto stomaco e palato durante la rassegna culturale che vuole affermarsi nel calendario degli appuntamenti in bassa stagione.

Urzulei-La lapide commemofrativa dei cadutiNella piazza, affissa a una parete alla sinistra, si trova una bella lapide commemorativa ai caduti della prima guerra mondiale, una bella lapide in marmo nella quale in alto è presente un fastigio con volute. Il corpo della lapide, spartito da una fascia decorata a rilievo da elementi simbolici, ospita due lastre in bardiglio, le quali recano incisi i nomi dei caduti e gli stemmi delle città di Trieste e Trento. In basso modanature e ghirlanda inquadrano una iscrizione dedicatoria. La forma, le decorazioni e la lavorazione portano a confronti con lapidi consimili dell’Ogliastra. Su questa lastra i motivi simbolici del valore, ossia l’alloro, la quercia e la palma, convivono con il simbolo monarchico rappresentato dallo scudo sabaudo sormontato da corona, e con il fascio littorio. La lapide si trovava in precedenza sulla parete del campanile annesso alla Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, da dove è stata spostata nella collocazione odierna nel 1955, quando si è aggiunta, alla sinistra della prima lapide, la lapide ai caduti della seconda guerra mondiale.

Nella piazza Fontana si trova la bella Funtana ’Eccia

Urzulei-La bella Funtana ’Eccia presente nella piazza FontanaLa piazza Fontana prende il nome dalla bella Funtana ’Eccia, ossia la fontana vecchia, che in essa è presente, all’angolo verso la fine alla sinistra della piazza. Nonostante l’aspetto attuale, con il rilievo che rappresenta San Giorgio Vescovo e l’assetto che la fa presentare come una piazzetta votiva, l’origine del luogo deriva proprio dalla precedente presenza in essa di una sorgente naturale usata dal rione, con la funzione di fornire acqua per uso domestico, animali, lavaggi, punto di sosta. In essa era presente una vasca in pietra con una canaletta per la fuoriuscita dell’acqua che oggi non più esistente. In seguito, con l’arrivo dell’acqua corrente nelle case, la sorgente ha perso la sua funzione ed è rimasto un luogo del rione, ma non più utilizzata. All’inizio deli anni Ottanta è stato effettuato un primo intervento tecnico che ha riguardato la captazione della sorgente, la sua tombatura, e la realizzazione di un manufatto moderno, ed in seguito la fontana è stata inglobata in una sistemazione urbana, con i muretti, la pavimentazione, ed una nicchia nella quale è stato aggiunto il rilievo di San Giorgio, al quale sono stati poi aggiunti i due murali. E quindi la Funtana ’Eccia è ormai una piazzetta identitaria, non più una fontana.

Urzulei-Il murale alla sinistra con una processione di uomini anche a cavallo Urzulei-Il murale alla destra con una processione di donne

Ai lati del rilievo che rappresenta San Giorgio Vescovo, la presenza del cui culto nel territorio è ampiamente documentata dato che diversi toponimi e tradizioni locali ricordano il passaggio del vescovo taumaturgo nell’Ogliastra incluso Urzulei, sono presenti i due murali realizzati su piastrelle dipinte, alla sinistra quello con figure a cavallo in abito tradizionale, ed alla destra quello con una processione in costume.

I due murali sul gioco della morra

Urzulei-I due murali che descrivono il gioco della morraIn alto, sul prospetto laterale dell’edificio alla destra della fontana, sono presenti due murali realizzati per descrivere il gioco della morra, che è molto diffuso a Urzulei, paese nel quale ogni anno si svolge il campionato internazionale della morra.

Urzulei-Il murale che rappresenta figure maschili che giocano alla morraPiù a sinistra si vede un murale che rappresenta figure maschili che giocano alla morra, realizzato nel 2004 dall’artista Antonio Aregoni, nato nel 1960 a Lanusei. L’opera, dalla composizione simmetrica, raffigura un gruppo di quattro uomini in costume tradizionale sardo intenti a giocare alla morra sotto un portico, ed in particolare viene rappresentata una partita di doppio che vede sfidarsi due coppie di giocatori. Questo murale, realizzato in occasione del campionato internazionale della morra del 2004, riproduce nella grande dimensione del muro una fotografia del 1850, tra i primi scatti che ritraggono il gioco di antica tradizione nel mondo agro-pastorale.

Urzulei-Il murale che rappresenta mani che giocano alla morraE più a destra è presenta l’altro murale che rappresenta mani che giocano alla morra, realizzato nel 2006 dall’artista Angelo Pilloni, nato nel 1945 a San Sperate. L’opera è caratterizzata da una composizione costruita sulla diagonale, dalla sinistra verso destra, e rappresenta una coppia di mani di persone che giocano alla morra. La mano a sinistra mostra il dorso e il pollice, l’indice ed il medio distesi ad indicare il numero tre, mentre la mano a destra mostra tutte le dita aperte tranne il pollice, piegato sul palmo, ad indicare il numero quattro. Questo murale è stato realizzato dall’artista sansperatino in occasione dell’edizione del 2009 del campionato internazionale della morra che si tiene ogni anno ad Urzulei. 

I murali lungo la via Risorgimento

Urzulei-Il murale che rappresenta figure maschili con animaliDalla via Fontana eravamo arrivati nella piazza Fontana, e se usciamo dalla piazza a sinistra, parte verso sud la via Risorgimento. Presa la via Risorgimento, parte subito a sinistra la via Roma, e ad angolo tra le due strade, sul prospetto laterale sinistro dell’edificio al civico numero 30 della via Roma, è presente un murale che rappresenta figure maschili con animali, realizzato nel 2015 dall’artista Angelo Pilloni, nato nel 1945 a San Sperate. L’opera consiste in una trasposizione pittorica di una fotografia d’epoca e raffigurante una coppia di uomini in costume tradizionale davanti ad una casa, uno anziano in piedi con un cane accanto e l’altro impegnato a sellare un cavallo.

Urzulei-Il murale che rappresenta un ritratto di Luigi Donini con gruppo di figure maschiliPercorsa una quarantina di metri verso sud lungo la via Risorgimento si vede alla sinistra della strada l’edificio che ospita l’ufficio informazioni del museo etnografico Andalas de Memoria, che occupa quasi l’intero isolato. Sul prospetto laterale sinistro dell’edificio che ospita questo ufficio informazioni è presente il murale che rappresenta un ritratto di Luigi Donini con gruppo di figure maschili, realizzato nel 2005 dall’artista Angelo Pilloni, nato nel 1945 a San Sperate. L’opera consiste in una trasposizione pittorica di una fotografia d’epoca raffigurante un gruppo composto da uno speleologo e da alcuni abitanti del paese mentre escono da una grotta del territorio di Urzulei. Questo murale ritrae lo speleologo Luigi Donini, valente ricercatore nato a San Lazzaro di Savena in provincia di Bologna nel 1942, morto prematuramente nel 1966 a soli 24 anni nel tentativo di salvataggio di alcuni speleologi e, per questo atto di generoso coraggio, insignito della medaglia d oro al valore civile.

Urzulei-Il murale che rappresenta due figure femminili con cestiProseguendo verso sud lungo la via Risorgimento, dopo un centinaio di metri alla sinistra della strada, sul prospetto principale del’edificio al civico numero 21, e presente un murale che rappresenta due figure femminili con cesti, realizzato nel 2005 dall’artista Angelo Pilloni, nato nel 1945 a San Sperate. L’opera consiste in una trasposizione pittorica di una fotografia d’epoca raffigurante una coppia di donne che trasportano sulla testa dei cesti. Questi murali sono una sorta di gigantografie dipinte sui muri lungo le vie e nelle piazze di Urzulei, che riproducono una serie di fotografie, alcune risalenti ai primi del Novecento, che ritraggono scene di vita della comunità e personaggi del passato.

Il museo etnografico Andalas de Memoria

Urzulei-L’ufficio informazioni del museo etnografico Andalas de MemoriaDa dove avevamo preso la via Risorgimento, percorsa una quarantina di metri verso sud lungo si vede alla sinistra della strada l’edificio che ospita l’ufficio informazioni del museo etnografico Andalas de Memoria, che occupa quasi l’intero isolato. Il rione in cui sorge la costruzione presenta un impianto di origine medievale. L’edificio si sviluppa su tre livelli di cui uno seminterrato, su pianta rettangolare, ed il semplice prospetto sulla via Rosorgimento presenta due ingressi e una portafinestra con balcone, mentre quello posteriore è caratterizzato da un balcone al primo piano e da nove aperture, in alcune delle quali è visibile l’architrave in ginepro. L’esterno è interamente intonacato e tinteggiato in color crema. Si tratta di un museo etnografico itinerante, gestito dall’associazione Beranu, che propone ai turisti ciò che un tempo caratterizzava il piccolo borgo Ogliastrino ai piedi di Monte Gruttas.

Urzulei-Museo etnografico Andalas de Memoria: ingresso Urzulei-Museo etnografico Andalas de Memoria: interno Urzulei-Museo etnografico Andalas de Memoria: interno Urzulei-Museo etnografico Andalas de Memoria: interno

La chiesa di Sant’Antonio Abate

Urzulei-Chiesa di Sant’Antonio Abate: veduta d’insiemeDove avevamo presa la via Umberto I, dopo un centinaio di metri eravamo arrivati a un incrocio dove da destra arriva la via Carlo Alberto, mentre verso sinistra parte la via Sant’Antonio. Prendiamo a sinistra, verso sud, la via Sant’Antonio, e, dopo una sessantina di metri, vediamo alla destra della strada l’ingresso della piccola chiesa di Sant’Antonio Abate, caratterizzata da una semplice navata e con un piccolo campanile nel quale è presente una campana. Si ritiene che questa chiesa sia anteriore alla attuale chiesa parrocchiale di San Giorgio, perché la campana, che è stata rifusa nel 1954, recava inciso l’anno 1556, e certamente la chiesa doveva esistere già prima della fusione della campana. Anche la chiesa di Sant’Antonio Abate è stata restaurata, nel 1966, con il rifacimento del tetto e del pavimento del presbiterio in marmo della cava di Urzulei, oltre a quello dell’altare basilicale in marmo penato di Cala Gonone. Sopra l’altare è presente un crocifisso con la croce conficcata sul piede ricco di decorazioni floreali e frutta, nella quale il Cristo ha perizoma annodato a destra.

Urzulei-Chiesa di Sant’Antonio Abate: altare Urzulei-Chiesa di Sant’Antonio Abate: il crocifisso sopra l’altare

All’interno si può ammirare un dipinto di autore ignoto del 1633, conservato in buone condizioni, che rappresenta Sant’Antonio di Padova con Gesù bambino ed angeli sul capo, con cornice lignea originale sulla quale in basso a sinistra vi è una scritta latina che può essere tradotta «Quest’opera gli abitanti di questo paese di Urzulei, mentre era amministratore Stefano Mula e artista Andrea Monni, fecero eseguire nell’anno 1633 dal parto della Vergine». In questa chiesa è presente anche un quadro del 1919 raffigurante Sant’Antonio Abate che scaccia il Demonio mentre degli angeli in cielo reggono un cartiglio con una scritta in latino, dipinto su tela attribuito al prigioniero austriaco F.J.Zeger, con una cornice storica più antica rispetto alla tela stessa, che si trovava nella chiesa di San Giovanni prima del restauro eseguito in questa chiesa nel 1958.  Nel 2000 sono stati restaurati i due quadri di Sant’Antonio da Padova con Gesù bambino e di Sant’Antonio Abate che scaccia il demonio, ed è stata anche restaurata una statua lignea di San Francesco d’Assisi con abbigliamento religioso costituito da un saio scuro, la cui esecuzione piuttosto approssimativa fa pensare ad ignoto intagliatore d’ambito locale.

Urzulei-Chiesa di Sant’Antonio Abate: il quadro che rappresenta Sant Antonio di Padova con Ges  bambino ed angeli Urzulei-Chiesa di Sant’Antonio Abate: il quadro che rappresenta Sant’Antonio Abate che scaccia il Demonio Urzulei-Chiesa di Sant’Antonio Abate: la statua di san Francesco d’Assisi

Urzulei-Festa di Dant’Antonio Abate-Mullone ’e Sant’AntoniAd Urzulei ogni anno, la sera del 16 gennaio, si svolge la Festa di Sant’Antonio Abate, il Santo che sarebbe sceso negli inferi, avrebbe rubato una scintilla nascosta nel suo bastone cavo per portarla agli uomini, donando calore e luce agli uomini sulla terra. Si tratta di una sentita festa popolare per la quale, anche qui come in molte altre località della Sardegna, oltre alle celebrazioni religiose, viene rinnovata l’antica usanza di accendere, nello spazio antistante la sua chiesa, un grande falò, che qui assume il nome di su Mullone ’e Sant’Antoni. In occasione di questa festa, nel paese gli abitanti sono soliti annerirsi il viso con del carbone, e, nella speranza di allontanare il male, tutti insieme guardano le evoluzioni delle fiamme che ardono alte nella notte.

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

Urzulei-Chiesa parrocchiale di San Giovanni BattistaProseguendo, la via Sant’Antonio, dopo una quarantina di metri, sbocca sulla via San Giovanni, svoltiamo a destra lungo questa strada, poi subito a sinistra prendiamo la via della Parrocchia, che in una trentina di metri ci porta su un’altura, sulla quale è stata edificata la chiesa di San Giovanni Battista dedicata al Santo patrono, che è la chiesa parrocchiale di Urzulei. Si ritiene che sia stata costruita agli ultimi del Seicento o dei primi del Settecento, a spese di un certo Giovanni Murgia, nativo di Urzulei, in espiazione di un delitto commesso, come si deduce dagli atti conservati nel suo archivio. L’alta facciata esterna in cui si apre il portale d’ingresso sovrastato da una vetrata decorata, è abbellita da quattro mosaici raffiguranti gli Evangelisti. Il prospetto è concluso da un timpano triangolare in cui è posto un altro mosaico raffigurante un’immagine della Madonna. Il tetto a doppio spiovente presenta copertura in tegole. Sul retro della chiesa si erge l’imponente torre campanaria a canna quadrata, sviluppata su tre piani rastremati verso l’alto e alleggerito nell’ultimo da quattro monofore ogivali in cui sono poste le campane. Il piatto terminale è concluso da una piccola cupola con croce.

Urzulei-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: veduta d’insieme Urzulei-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: facciata Urzulei-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: campanile

Dopo il restauro del 1958, c'è stata nel 1973 una completa ristrutturazione, con ampliamento in senso longitudinale dell’ampiezza di una campata e relativa tribuna, sono state rese intercomunicanti le cappelle in modo che la chiesa oggi risulta di tre navate, anziché di una sola come era prima. Il vecchio pulpito in legno, costruito nel 1840 da un artigiano di Dorgali, è stato putroppo abbattuto nel 1958, nel corso dei lavori di un poco razionale restauro della chiesa. La chiesa oggi presenta una pianta longitudinale articolata in tre navate, su cui si affacciano le cappelle laterali. Nell’area presbiteriale è possibile ammirare un sontuoso altare in marmo rosa lucidato, il presbiterio in granito lucidato, e il pregevole battistero in marmo prezioso. L’altare è sovrastato da una vetrata policroma che raffigura scene religiose tra cui il battesimo di Cristo.

Urzulei-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: interno verfso il presbiterio Urzulei-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: altare maggiore

All’interno della chiesa sono custoditi interessanti arredi sacri, tra cui i simulacri di San Basilio che probabilmente è quello acquistato con il lascito di Cipriana Murgia defunta il 30 novembre 1658, quello della Madonna del Rosario, e quello di San Sebastiano.

Urzulei-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: simulacro di San Basilio Urzulei-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: simulacro della Madonna del Rosario Urzulei-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: simulacro di San Sebastiano

Nell’aprile 1983 è stata eseguita la pavimentazione della piazza della chiesa con pietrini in rosso e nero a spina di pesce, e di recente sono stati rivestiti di pietra i muri di contenimento in cemento armato, del cucuzzolo su cui fu costruita. Ad Urzulei, ogni anno, il 24 giugno, si svolge la Festa di San Giovanni Battista, che è la Festa dedicata al Santo patrono del paese, con cerimonie religiose che culminano con la celebrazione della messa, alla quale fanno seguito le manifestazioni civili.

Un murale nella via Dante Alighieri

Urzulei-l Imurale che rappresenta una figura maschile a cavalloProseguendo, la via Sant’Antonio, dopo una quarantina di metri, sbocca sulla via San Giovanni, svoltiamo a destra lungo questa strada, poi subito a sinistra avevamo preso la via della Parrocchia che ci aveva portati alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Evitando la deviazione nella via della parrocchia, proseguiamo verso sud ovest lungo la via San Giovanni che, dopo una cinquantina di metri, continua con la via Dante Alighieri. Percorsa una settantina di metri, passata la traversa a destra che è la via Guglielmo Marconi, sul prospetto principale del primo edificio alla destra della strada al civico numero 16, è presente un murale che rappresenta una figura maschile a cavallo, realizzato nel 2009 dall’artista Ruben Mureddu, nato nel 1979 ad Alghero e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Sassari. L’opera consiste in una trasposizione pittorica di una fotografia d’epoca raffigurante frontalmente un uomo a cavallo.

Due murali nella via Eleonora d’Arborea

Urzulei-l Imurale che rappresenta una figura maschile in costume tradizionalePer raggiungere la chiesa parrocchiale, la via Sant’Antonio dopo una quarantina di metri è sboccata sulla via San Giovanni, dove avevamo svoltato a destra. Se svoltiamo, invece, a sinistra e seguiamo la via San Giovanni vesro nord est per una cinquantina di metri, poi troviamo la traversa a sinistra che è la via Giuseppe Verdi, alla destra della quale si trova un complesso di edifici che si affacciano tra questa strada, al civico numero 21, e la successiva traversa che è la via Eleonora d’Arborea. Se prendiamo la via Eleonora d’Arborea, sulla facciata del primo edificio, si trova murale che rappresenta una figura maschile in costume tradizionale, realizzato nel 2007 dall’artista Angelo Pilloni, nato nel 1945 a San Sperate. L’opera consiste in una trasposizione pittorica di una fotografia d’epoca raffigurante un uomo anziano col capo ruotato di tre quarti, la mano sinistra in tasca e un bastone nella mano destra.

Urzulei-Il murale che rappresenta una scena di vita paesanaProseguendo lungo la via Eleonora d’Arborea, pochi metri più avanti alla sinistra della strada, sulla facciata destra dell’ultimo di questi edifici, si trova un murale che rappresenta una scena di vita paesana, realizzato nel 2009 dall’artista Angelo Pilloni, nato nel 1945 a San Sperate. L’opera consiste in una riproduzione pittorica di una fotografia d’epoca raffigurante, secondo una prospettiva leggermente ribassata, una via di paese popolata da un gruppo di uomini, dei quali alcuni sostano presso l’ingresso di un edificio a sinistra, altri siedono lungo un muro sul lato destro della via, mentre il centro della scena è occupato da un uomo colto di spalle che, insieme ad un mulo da soma, risale la via con un sacco in spalla.

Gli impianti sportivi in località Santu Ormai

Da dove dalla via Sant’Antonio avevamo preso a sinistra la via San Giovanni, la seguiamo per una settantina di metri, poi svoltiamo a destra e prendiamo la via Grazia Deledda, la seguiamo fino a raggiungere la nuova Area Attrezzata Santu Ormai, di fronte alla scuola dell’infanzia ed alla scuola primaria e secondaria di primo grado di Urzulei. La struttura è stata intitolata al Vice Sovrintendente della Polizia di Stato Luca Tanzi, originario di Urzulei, morto prematuramente nell’adempimento del suo dovere in un incidente sul Ponte di Olo , causato dalle conseguenza dell’alluvione del novembre 2013.

Da dove avevamo presa la via Grazia Deledda, percorsa una settantina di metri si vede, alla sinistra della strada l’edificio che accoglie la Scuola dell’infanzia di Urzulei. Percorsa una trentina di metri, al strada svolta a sinistra ossia verso sud e, dopo una sessantina di metri, si vede alla sinistra della strada l’ingresso del Campo da Tennis Comunale, dotato di tribune in grado di ospitare un centinaio di spettatori.

Urzulei-Impianti sportivi in località Santu Ormai: ingresso della Scuola dell’infanzia Urzulei-Impianti sportivi in località Santu Ormai: il Campo da Tennis

Passato il campo da tennis, proseguiamo verso sud lungo la via Grazia Deledda e, dopo una trentina di metri, si vede alla destra della strada l’edificio che ospita la Scuola Primaria di Urzulei. Passato questo edificio, subito dopo sempre alla destra della strada si trova l’ingresso del Campo da Calcetto, ossia da calcio a cinque, con fondo in erba sintetica, che non è dotato di tribune.

Urzulei-Impianti sportivi in località Santu Ormai: ingresso della Scuola primaria e secondaria Urzulei-Impianti sportivi in località Santu Ormai: il Campo da Calcetto ossia da calcio a cinque

La chiesa di San Giorgio Vescovo

Urzulei-La chiesa di San Giorgio VescovoEravamo entrati in Urzulei con la via Leonardo da Vinci, dopo centottanta metri la via Leonardo da Vinci prosegue con il nome di via San Giorgio. Seguiamo la via San Giorgio per settecento metri, e vediamo, alla sinistra della strada la chiesa di San Giorgio Vescovo edificata in onore del Santo copatrono del paese, San Giorgio Vescovo di Suelli. Si ritiene che risalga ai primi del Cinquecento, e che sia sorta su una precedente chiesa, dato che la pietra sacra dell’altare reca un graffito che porta il numero 523, che si presume sia la data della sua edificazione. C'è da supporre, quindi, che, anteriore a questa, ce ne sia stata un’altra, perché la devozione al Santo, secondo la tradizione, si sarebbe sviluppata subito dopo la sua morte, nel 1117, a seguito dei miracoli da lui operati. Rimane viva la tradizione che sia stato lo stesso Santo a chiedere l’edificazione della chiesa in suo onore, dato che, in occasione di una sua visita pastorale, venendo da Orgosolo che allora apparteneva alla diocesi Ogliastrina, e scendendo da Campu Oddeu, arrivato alla Scala de Su Piscau, sita sulle alture che dominano Urzueli, avrebbe additato il sito dove ora sorge la sua chiesa, ed avrebbe detto: «custa est sa domu mia po mortos e po ios, custa est sa domu nostra po ios e po mortos», ossia questa è la mia casa per i morti e per i vivi, questa è la nostra casa per i vivi e per i morti. La chiesa si trova all’interno di un ampio cortile con muro di cinta in pietre nella parte alta del paese, lungo la strada principale. Per la sua costruzione non sono stati impiegati materiali di pregio, ma pietra comune. La chiesa rappresenta monumento di importanza storica per Urzulei anche perch , per anni, lo spiazzo racchiuso dalle vecchie mura è stato il cimitero del paese. La chiesa ha subito lavori di restauro nel 1972 e nel 1992. Nella semplice facciata esterna si apre il portone d’ingresso sormontato da una piccola edicola quadrata e da un oculo di forma romboidale. Al centro del tetto a capanna con copertura in tegole è posta una piccola croce. Sul retro dell’edificio è presente un campanile a vela con doppia campana e croce latina sulla punta, ed una scalinata che costeggia la chiesa consente di salirvi sino alla cima.

Urzulei-Chiesa di San Giorgio Vescovo: facciata Urzulei-Chiesa di San Giorgio Vescovo: facciata con sul retro il campanile vela

Di unica pianta rettangolare, si presenta molto semplice ad un unica navata con il tetto in tegole sarde. L’interno è caratterizzato da un impianto mononavato scandito da eleganti arcate a sesto acuto, ed il soffitto ha copertura lignea. Al suo interno è ospitata una bella statua in legno del Santo, di fine Ottocento, che ha sostituito la precedente statua che ora è conservata nel piccolo museo del paese, la quale è stata colpita da un fulmine nella notte tra il dieci e l’undici agosto del 1892, ed è stata poi sostituita con quella attuale.

Urzulei-Chiesa di San Giorgio Vescovo: interno Urzulei-Chiesa di San Giorgio Vescovo: l’altare maggiore Urzulei-Chiesa di San Giorgio Vescovo: la statua di San Giorgio Vescovo

La celebrazione del Santo copatrono è stata cambiata più volte nel corso degli anni, dato che in origine i festeggiamenti avvenivano in aprile, ma poi si è deciso di spostarla a luglio per motivi legati ai tempi della raccolta del grano, permettendo così alle famiglie di avere il pane nei giorni festivi. Urzulei-Chiesa di San Giorgio Vescovo: le RogatorieE da luglio è stata, infine, spostata ad agosto al fine di permettere agli emigrati di tornare al paese per assistere alla celebrazione e anche per agevolare l’arrivo di pellegrini, sempre numerosi. Oggi ad Urzulei il Santo copatrono viene celebrato due volte nell’anno, il 26 aprile ed alla fine di agosto. La prima Festa di San Giorgio è solo religiosa, e il triduo di preghiera si svolge dal 26 aprile. Questa celebrazione oggi è molto ridotta, e deriva da quando la parrocchia di San Giovanni Battista inizava il 25 aprile quando si eseguivano le Rogazioni, con il canto delle litanie e la benedizione delle campagne; il 26 aprile è la data della Festa di San Giorgio Vescovo, copatrono della parrocchia, con la processione e la messa cantata dal coro parrocchiale; ed, infine, il 27 e il 28 la celebrazione delle Sante Messe che concludevano il triduo di preghiera.

Ma la seconda, che è la più significativa Festa di San Giorgio, si svolge la penultima domenica di agosto, con l’ottava di preparazione dal sabato precedente, la celebrazione della Festa quando si svolgono numerose cerimonie religiose, e le manifestazioni civili e religiose che occupano tutta la settimana successiva. Tra le manifestazioni civili in occasione della Festa va ricordato che, presso il Galoppatoio di Urzulei, si svolge anche il Palio di Su Fenu.

Urzulei-La processione per la Festa di San Giorgio Vescovo Urzulei-La processione per la Festa di San Giorgio Vescovo Urzulei-La processione per la Festa di San Giorgio Vescovo

Un tempo per la festa di San Giorgio c’era l’usanza di dare il pranzo ai poveri e ai forestieri, quando alle tre del pomeriggio le campane suonavano la refezione e le persone accorse nella piazza della chiesa si disponevano secondo l’età, da una parte le donne e dall’altra gli uomini, e veniva servito loro il pasto. Questa tradizione non è totalmente scomparsa, dato che ancora oggi, il giorno di San Giorgio, il comitato organizzatore della festa prepara un pranzo comune a cui possono partecipare tutti i cittadini e, al tempo stesso, viene portato nelle case delle persone sole o molto anziane.

La nuova sede del Municipio di Urzulei

Urzulei-Il Municipio di UrzuleiPassata la chiesa di San Giorgio Vescovo, proseguiamo in direzione sud ovest lungo la via San Giorgio, dopo centocinquanta metri svoltiamo a sinistra e prendiamo la via Sardegna, e, dopo una quarantina di metri, vediamo, alla sinistra della strada al civico numero 8, l’edificio che ospita la nuova sede del Municipio di Urzulei, nel quale sono ospitati gli uffici amministrativi centrali dell’ente. La sua struttura organizzativa è suddivisa in settori di competenza che gestiscono i servizi erogati alla comunità. Il Settore Amministrativo Settore possiede competenze molto ampie e diversificate, sostanzialmente riconducibili allo sviluppo organizzativo interno della struttura comunale e allo sviluppo dei processi di comunicazione interna ed esterna. Il Settore Economico Finanziario ha il compito, in stretta collaborazione con i diversi Settori e Servizi comunali, dell’attivit finanziaria. Il Settore Tecnico ha lo scopo di trattare tutte le questioni relative a manutenzioni e ripristino dei servizi primari, nonch immobili, stabili di propriet comunale, aree verdi.

La palestra Comunale

L’ingresso del Municipio di Urzulei porta anche alla palestra Comunale, che è ospitata del locali della Scuola Secondaria di Urzulei, alla quale si accede dal civico numero 6 della via Sardegna.

Urzulei-Esterno della Scuola secondaria e della Palestra Comunale Urzulei-Palestra Comunale: interno

La palestra Comunale, di proprietà del Comune di Urzulei, è un Impianto polivalente al chiuso, dotato di tribune in grado di ospitare un centinaio di spettatori, nel quale è possibile praticare attività ginnico motorie, calcio, calcetto ossia calcio a cinque, pallacanestro e pallavolo. In questa palestra gioca la squadra Urzulei Fitsal, che partecipa al campionato femminile di calcio a cinque, in Serie C, nel Girone A in Sardegna.

Il Campo da Calcio Comunale

Proseguendo lungo la via Sardegna, questa strada, dopo una cinquantina di metri, sbocca sulla via Risorgimento, la prendiamo verso destra, e, dopo un’ottantina di metri, prendiamo a sinistra la via Bingia Manna. La seguiamo e, dopo poco più di duecento metri, vediamo, alla destra della strada, il cancello di ingresso del Campo da Calcio Comunale di Urzulei.

Urzulei-Campo di calcio Comunale: ingresso Urzulei-Campo di calcio Comunale: campo

In questo campo, con fondo in terra battuta, che non è dotato di tribune, gioca la squadra della Polisportiva Urzulei calcio, che ha partecipato al campionato di calcio di Seconda Categoria, nel Girone F in Sardegna, durante la stagione 2015-16.

Il Cimitero di Urzulei

Passata la deviazione nella via Bingia Manna, proseguiamo verso sud lungo la via Risorgimento, che, dopo meno di duecento metri, sbocca sulla SP56 che si dirige verso Lotzorai. La prendiamo verso sinistra, ossia in direzione est, e dopo un centinaio di metri vediamo, alla destra della vecchia strada provinciale, l’ingresso in salita del Cimitero di Urzulei.

Urzulei-Il Cimitero di Urzulei Urzulei-Ingresso del Cimitero di Urzulei

Visita dei dintorni di Urzulei

Per quanto riguarda le principali ricerche archeologiche effettuate nei dintorni di Urzulei, sono stati portati alla luce i resti della fonte sacra di Sa Giuntura; delle tombe di giganti Campu ’e Sa Murta I, Campu ’e Sa Murta II, Ghenna ’e Seminariogiu, Mamuccone, Oddai, Prunareste, S’Arena I, S’Arena II, S’Arena III, Sa Carcara I, Sa Carcara II, Su Adu Pranu, Su Bicicletta, e Telefai; degli insediamenti protostorici di Brenti Longu, Funtana Freari, Ghenna ’e o Murales, Gurthaddala, Ludine, Obone, Oddai, Or Murales, Or Muros de Mattari, Oseli, Punta S’Iscala, Rovine, S’Ansalargi, S’Arcu ’e Sa Idda, Sa Mendula, Su Adu Pranu, Su Campu ’e Su Mou, Su Cantaru, Su Cardu, Su Ludu ’e Lande, Su Nudu ’e Sa Presone, e di Telefai; del nuraghe complesso di tipo misto Perdeballa; del nuraghe complesso Ghilifuili; degli altri nuraghi Bruncu Dudo, Coda Bacu Orosei, Giustizieri, Mamuccone, Punta ’e Nuragaggi, Punta Monte Orosei, S’Ansalargiu, Sa Domu e S’Orcu, Sa Paule, Serra Lovotzai, Su Casteddu, e Su Nuraxi, tutti di tipologia indefinita; e del nuraghe scomparso Orgosecoro ’e Marghine. Vediamo ora che cosa si trova di più sigificativo nei dintorni dell’abitato che abbiamo appena descritto.

La fine del villaggio scomparso di Mannorri

Passata la chiesa di San Giorgio, proseguiamo verso sud con la via San Girogio, che arriva a un bivio, dove prendendo verso sinistra si prende la SP56 che si dirige verso Lotzorai, mentre prendiamo verso destra la SP37 ed usciamo dall’abitato in direzione di Talana. Percorsi circa tre chilometri e mezzo, si trovano sulla destra le indicazioni per il ristorante Sant’Anghelu. Le superiamo e proseguiamo per circa un centinaio di metri, e vediamo, alla sinistra della strada provinciale, la stretta strada che conduce dove sorgeva il villaggio scomparso di Mannorri. Era uno dei villaggi medievali a pochi chilometri da Urzulei, ed aveva precentemente due chiese, la chiesa di Sant’Angelo nell’area del vecchio centro urbano, e la chiesa di San Timoteo ossia Santu Tommeu che era situata nell’agro. Il villaggio di Mannorri è stato completamente distrutto tra il 1775 e il 1780 da una strage che ne ha cancellato ogni traccia, per una vicenda misteriosa che racchiude faida e balentia, amore e tradimento.

Urzulei-Il Municipio di UrzuleiLa faida vede come protagonista un giovane pastore, Giuanni Indentiu, il cui cognome rimanda al suo principale tratto distintivo. Costui, infatti, sarebbe nato con una dentatura già formata, il che, all’epoca, era considerato segno di malignità d’animo e vita turbolenta. Con l’età adulta, l’aspetto fisico tutt’altro che piacevole e il suo carattere spigoloso fanno di Giuanni un reietto di Mannorri, ed egli sembra mantenere fede in tutto e per tutto alle dicerie sul suo nome e va a innamorarsi, non corrisposto, della ragazza più bella del paese. Ora, c’è chi vuole la ragazza già promessa a un altro giovane forestiero e c’è chi, invece, vuole la bella accettare in un primo tempo le pretese di Indentiu, per poi ritrattare tutto a causa della sua famiglia contraria alle nozze. La ballata de s'isposa ’e MannorriQuale che sia stata la causa, Giovanni non regge il colpo e, alle minacce, fa seguire gesti dimostrativi. Alcuni sostengono che la faida viene innescata dall’uccisione da parte di Giuanni del padre della ragazza. Altri invece sono convinti che l’unione tra Giuanni e la bella di Mannorri non sarebbe stata impedita dalla famiglia della giovane ma da un forestiero di cui la ragazza si era innamorata, ucciso poi da Giuanni. Viene, quindi, scatenata nel paese una faida sanguinosa, che perdura nel tempo fino a decimarne, lentamente, gli abitanti e i beni. Che la figura di Giuanni e della bella di Mannorri non siano solo frutto di fantasia lo confermano non solo i racconti degli anziani di Urzulei, ma anche gli atti dell’estinta parrocchia di Mannorri e svariati documenti conservati all’Archivio di Stato di Cagliari.

Di Mannorri oggi non rimane nulla, solo qualche rudere sparso nella campagna di Urzulei. Le abitazioni furono distrutte dopo essere state abbandonate. Dopo l’eccidio, i sopravvissuti si divisero tra Urzulei e Talana, e il villaggio venne dichiarato disabitato intorno al 1777. Oggi, Mannorri riaffiora nella memoria collettiva attraverso i suoi pochissimi resti, tra i quali la chiesa di San Basilio a Urzulei, e suonate romantiche come La ballata de s’isposa ‘e Mannorri.

La chiesa di San Basilio Magno nel villaggio scomparso di Mannorri

Superate le indicazioni per il ristorante Sant’Anghelu, proseguiamo per circa un centinaio di metri, e vediamo, subito alla sinistra della strada provinciale, la stretta strada che conduce al retro della chiesa campestre di San Basilio Magno, che viene chiamata anche la chiesa di Santu Asile ’e Mannorri, la quale sorge sul sito dell’antica chiesa di Sant’Angelo del villaggio scomparso di Mannorri. Qui gli abitanti di Urzulei costruirono, qualche anno dopo, la piccola chiesa di San Basilio, la quale è stata negli ultimi anni ricostruita dalle fondamenta e consacrata nel 1969, dedicata a San Basilio Magno ed a Nostra Signora del Rosario. La chiesa si presenta con una semplice pianta rettangolare, caratteristica tipica delle chiese campestri, con la struttura principale costruita e rivestita in pietre, un tetto a capanna con tegole sarde ed un piccolo campanile soprastante il portone d’entrata della chiesa.

Urzulei-La Chiesa campestre di San Basilio Magno Urzulei-Chiesa campestre di San Basilio Magno: facciata

Presso questa chiesa, ogni anno si svolge, la terza domenica di giugno, la Festa di San Basilio Magno e di Nostra Signora del Rosario per la quale, dopo una novena, il sabato della vigilia i fedeli accompagnano a piedi il simulacro del Santo dalla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista fino alla località Mannorri, dove si svolge un pranzo comunitario. Il giorno successivo, oltre alla processione ed alle cerimonie religiose, seguono i festeggiamenti civili, con la popolazione ed i visitatori che si riuniscono per un altro grande pranzo comunitario. In queste occasioni è possibile degustare piatti tipici della tradizione ogliastrina, come i famosi macarrones imboddias che consistono in gnocchetti o maccheroni sardi, ricoperti con un ricco sugo di carne e formaggio.

L’Ippodromo di Su Fenu

Usciamo da Ursulei verso est con la SP37 che, dopo tre chilometri e mezzo, va ad immettersi sulla SS125 Orientale Sarda. La prendiamo a destra, in direzione sud verso Baunei, e, dopo cinquecento metri, subito dopo il cartello che indica il chilometro 174 della Strada Statale, nello splendido scenario naturale in località Su Fenu, si trova l’Ippodromo di Su Fenu, di proprietà del Comune di Urzulei al quale è affidata la sua gestione, dotato di tribune in grado di ospitare 300 spettatori.

Urzulei-Ippodromo di Su Fenu: ingresso Urzulei-Ippodromo di Su Fenu: la pista

Urzulei-Il Palio di Su Fenu: arrivo della competizioneOgni anno, la penultima domenica di agosto, nel periodo dei festeggiamenti di San Giorgio, si svolgono numerose cerimonie religiose e manifestazioni civili. In questa occasione, presso l’Ippodromo di Urzulei, si svolge il Palio di Su Fenu, una delle corse più attese dai fantini specializzati in questo tipo di corse piane. La corsa si corre a pelo, ovvero senza la sella, e prevede la partecipazione delle categorie purosangue e cavalli sardi locali. La corsa è dedicata a Piergiorgio Arba, un giovane e appassionato fantino di Urzulei tragicamente scomparso a seguito di un incidente a cavallo durante una competizione ippica nei decenni passati, ed è considerata dagli addetti una delle più belle ed ambite. Al primo classificato l’Associazione Su Fenu, nata nel 1982 per volere di un gruppo di giovani appassionati di cavalli, mette in Palio un’alta somma del montepremi in denaro.

Proseguendo verso est lungo la SS125 Orientale Sarda in direzione di Baunei, percorsi ancora quasi due chilometri, all’altezza del chilometro 172, si trova la deviazione sulla sinistra, che si dirige verso nord. Questa deviaziome porta, dopo un tratto in macchina, a proseguire in un lungo percorso a piedi, per raggiungere la Codula di Luna, che descriveremo più avanti.

La casa cantoniera di Giustizieri

Urzulei-Resti della casa Cantoniera di GiustizieriUsciamo da Ursulei verso est con la SP37 che, dopo tre chilometri e mezzo, va ad immettersi sulla SS125 Orientale Sarda. La prendiamo questa volta a sinistra, in direzione nord verso Dorgali, e, dopo appena un centinaio di metri, si vedono, alla sinistra della strada, i pochi resti della casa cantoniera di Giustizieri, che è ormai abbandonata e semidistrutta. Otto anni fa, durante un giro in moto durante il quale era passato a visitarla, a Simone Adiletta, un sardo che vive a Milano ma è innamorato della sua terra, è capitato di trovarla abitata da una famiglia di cavalli...

Il villaggio scomparso di Siddie che poteva essere frazione di Mannorri

Proseguendo sulla SS125 Orientale Sarda, a circa due chilometri da dove eravamo arrivati con la SP37, in corrispondenza del chilometro 176.4, si trovano le indicazioni che fanno prendere, sulla destra, una strada bianca in salita che, dopo seicento metri, porta ai resti del villaggio scomparso di Siddie. Questo villaggio è segnalato nelle carte piemontesi della prima metà del diciottesimo secolo col nome di Ussirie, vicino al quale erano la chiesa di Sant’Elena e la chiesa di San Costantino., attorno alla quale si svolgeva, nel Medioevo, la corsa dei cavalli sardi chiamata S’Ardia. Dal contributo di Vittorio Angius al Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna di Goffredo Casalis, si apprende che la chiesa di Sant’Elena era filiale della parrocchia di Mannorri, e pertanto la strage di cittadini di Mannorri che pose fine con la faida conseguente al paese di Mannorri sarebbe avvenuta a Siddie, nella piazzale dell’omonima chiesa, della quale esistono ancora i ruderi. Pertanto Siddie poteva essere frazione di Mannorri, dopo essere stata frazione di Eltili, paese scomparso nella prima metà del sedicesimo secolo.

Il Comune scomparso di Siddie con la fontana di Orgosecoro

Seguendo in corrispondenza del chilometro 176.4 della SS125 Orientale Sarda le indicazioni che fanno prendere, sulla destra, una strada bianca in salita, dopo seicento metri raggiungiamo la Fontana di Orgosecoro de Siddie. La sorgente naturale si trova all’interno di un bosco di lecci, frassini ed ontani che cresce su rocce granitiche antiche. Oggi l’acqua della sorgente è incanalata in una fonte, ed è presente presso di essa un’area attrezzata per picnic.

Urzulei-Verso la fontana di Orgosecoro de Siddie Urzulei-La fontana di Orgosecoro de Siddie

La grotta Sa Domu ’e S’Orku che è stato un luogo di culto rupestre

Urzulei-La grotta Sa Domu ’e S’OrkuProseguendo sulla SS125 Orientale Sarda, a circa tre chilometri da dove eravamo arrivati con la SP37, all’altezza del chilometro 177.5, all’incrocio di Genna Cruxi, si svolta a sinistra e si prende la strada che collega Genna Cruxi con Campu Oddeu, particolarmente suggestiva perché completamente addossata alla parete a strapiombo del monte Is Gruttas che si sviluppa a nord dell’abitato. Percorso circa un chilometro lungo la strada che collega Genna Cruxi con Campu Oddeu, alla destra della strada sul monte Is Gruttas che sovrasta il paese, si trova la grotta Sa Domu ’e S’Orku, una cavità naturale che si apre su una parete del rilievo a 536 metri di altezza, la quale è stato un luogo di culto rupestre che probabilmente ospitava un preistorico centro per la lavorazione del bronzo.

Nella grotta Sa Domu ’e S’Orku è stato rinvenuto il bronzetto chiamato la Madre dell’Ucciso

Urzulei-Il bronzetto denominato la Madre dell’UccisoSi racconta che nei primi anni del Novecento un giovane pastore urzuleino di nome Mulas, visitando questa grotta, si imbatté in una scoperta destinata a lasciare il segno nella storia dell’archeologia sarda. Mentre cercava radica di erica per le fabbriche di pipe in Germania, trovò nella grotta una piccola statuetta in bronzo alta una diecina di centimetri, che rappresentava una madre che stringe tra le braccia il corpo esanime, o morente, del figlio. Non era stato difficile trovarla scavando un pò nel terreno. Qualche anno dopo, nel 1930, il pastore la consegnò al famoso archeologo Antonio Taramelli, che si trovava in zona per redigere la Carta Archeologica. E nella grotta Antonio Taramelli rinvenne diversi bronzetti fra i quali il più significativo, raffigurante la madre col figlio in grembo, è stato denominato La Madre dell’Ucciso. Il figlio, seduto con le mani appoggiate sulle ginocchia ed i piedi sollevati, è vestito come gli adulti, con il pugnale e il berretto. Il bronzetto è stato interpretato come una pietà, ossia una madre che sostiene il figlio morto, oppure come la raffigurazione di due divinità, o ancora come rappresentazione di una madre che ringrazia la divinità perché il figlio ferito è tornato salvo dalla guerra. È attualmente conservato al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.

I resti delle tombe di giganti di S’Arena

Presa la strada che collega Genna Cruxi con Campu Oddeu, dopo due chilometri ed ottocento metri, arriviamo a un bivio, dove prendiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Fennau e Televai. Si prosegue sino al termine della strada asfaltata, dopo un ponte, e si continua sulla strada sterrata oltrepassando un secondo ponte, subito dopo si svolta a destra, si oltrepassa un ponticello e, dopo cinque chilometri e settecento metri tra pascoli e boschi, si raggiunge sull’altopiano di Fennau, nel settore meridionale del Supramonte di Urzulei, il sito archeologico di S’Arena, situato sulla destra, nei pressi di una stalla.

Urzulei-Le prime due tombe di giganti di S’ArenaIl sito archeologico comprende le monumentali tombe di giganti di S’Arena, con le prime due sepolture costruite in tempi diversi, distanti una trentina di metri l’una dall’altra e orientate verso est. Realizzate interamente in calcare locale, appartengono alla tipologia a filari, ossia una tecnica costruttiva basata sulla sovrapposizione ordinata di blocchi squadrati, disposti in corsi orizzontali regolari. Entrambe le tombe presentano un corpo tombale absidato, cioè con terminazione semicircolare, un corridoio funerario coperto originariamente da lastroni, e l’esedra, ovvero lo spazio semicircolare antistante destinato ai riti collettivi. Entrambe le tombe si conservano in vericale per tre filari, e la pavimentazione delle camere funerarie è in buono stato di conservazione. Gli scavi condotti nell’area hanno restituito materiali databili tra la fase finale del Bronzo Medio e il Bronzo Recente e Finale. Questo inquadramento cronologico colloca l’uso delle tombe in una fase avanzata della civiltà nuragica, caratterizzata da una piena maturità delle tecniche costruttive e rituali.

A una ventina di metri a sud ovest rispetto alla stalla si tovano i resti della Tomba di Giganti s'Arena I, costruita a 1039 metri di altezza, che ha una lunghezza di circa quindici metri e mezzo, che è quella meglio conservata dal punto di vista planimetrico. Il corpo tombale mostra una particolarità tecnica significativa, con un paramento murario intermedio di rinforzo inserito tra il rivestimento esterno e quello interno. Questo sistema aumenta la stabilità della struttura, evidenziando una progettazione evoluta. Il corridoio funerario ha pianta leggermente trapezoidale, presenta pavimentazione lastricata accurata, è delimitato da filari di conci ben lavorati con i più grandi alla base, e termina con una lastra ortostatica, cioè una grande lastra verticale che chiude la camera. L’ingresso, dotato di soglia monolitica ricavata da un unico blocco, è oggi privo dell’architrave, l’elemento orizzontale che originariamente copriva il portello. L’esedra, che ha una corda di oltre sedici metri, è conservata nei filari inferiori, e presenta un sedile continuo alla base destinato probabilmente alla partecipazione rituale della comunità. Di particolare interesse è il ritrovamento del concio a dentelli, elemento decorativo posto in sommità della facciata, realizzato in granito che è una roccia non locale, trasportata appositamente che costituisce un segno dell’importanza simbolica del monumento.

Urzulei-Tomba di giganti S’Arena I: veduta dall’alto Urzulei-Tomba di giganti S’Arena I: veduta dal davanti Urzulei-Tomba di giganti S’Arena I: veduta dal retro Urzulei-Tomba di giganti S’Arena I: sulla sinistra il coccio a dentelli

Più a sud, a una quarantina di metri di distanza, si trovano i resti della Tomba di Giganti s'Arena II, costruita anch’essa a 1039 metri di altezza, che ha una lunghezza di circa tredici metri e mezzo e presenta caratteristiche analoghe. Il vano funerari ha pianta trapezoidale, è pavimentato con lastre, è costruito con conci accuratamente squadrati, ed è chiuso sul fondo da una lastra ortostatica. L’ingresso, delimitato da lastre lavorate ma privo di architrave, si apre al centro di un’esedra  con una corda di circa dieci metri, anch’essa conservata solo nei livelli inferiori.

Urzulei-Tomba di giganti S’Arena II: veduta dall’alto Urzulei-Tomba di giganti S’Arena II: veduta dal davanti

Più ad ovest rispetto alla seconda tomba dovrebbero essere presenti i resti della Tomba di Giganti s'Arena III, costruita in pietra calcarea a 1029 metri di altezza in struttura ortostatica, ossia con grandi lastre infisse verticalmente, la quale viene menzionata dall’archeologo Gianfranco Cabras, ma che ancora non è stata indagata. Si tratta di un settore non scavato, ricco di lastre calcaree verticali naturali e antropiche, ed è questa la zona dove Cabras segnala presenze murarie sparse, dato che nell’area di Fennau esistono allineamenti di lastre e ruderi megalitici non schedati, e quindi una terza struttura potrebbe essere stata notata ma non riconosciuta formalmente come tomba di giganti.

Il sito archeologico, che è stato interessato da una campagna di scavo e restauro, appartiene a un più ampio complesso, che comprende anche il nuraghe Perdeballa, che è situato non lontano, con relativo villaggio, ed una piccola grotta funeraria.

I resti del nuraghe complesso Perdeballa

A circa trecento metri di distanza dalle tombe di giganti di S’Arena, a nord ovest, su un costone calcareo che degrada ripido nel solco del Rio Flumineddu, si trovano i resti del nuraghe Perdeballa, edificato a 1030 metri di altezza in un’area estremamente brulla, con blocchi di calcare rozzamente sbozzati, di grandi dimensioni che diminuiscono gradualmente nei filari più alti. Lo si raggiunge abbastanza facilmente dalle tombe di gigante di S’Arena, dirigendosi a piedi in direzione del Monte Novo San Giovanni, che si trova all’interno del territorio comunale di Orgosolo e raggiunge i 1316 metri di altezza, e che costituisce uno tra i monumenti naturali più paesaggistici dell’intera Sardegna, particolarmente interessante dal punto di vista naturalistico per le sue guglie calcaree alte fino a settanta metri, il quale è facilmente raggiungibile attraverso un impervio sentiero, forse di origine preistorica. Il Nuraghe è arroccato e perciò ben visibile in cima ad un’altura separata da una piccola valle, non c’è un sentiero segnalato ma si procede a vista. Era un nuraghe complesso che rientra nella tipologia dei nuraghi di tipo misto, composto da alcuni ambienti costruiti a corridoio, ed altri con copertura a tholos. Del nuraghe Perdeballa non rimangono che pochi ruderi, impostati su un affioramento di roccia molto irregolare, il quale ha determinato la sua planimetria pseudotrapezoidale, con profili rettocurvilinei. Lo stato di conservazione è compromesso da crolli, soprattutto nei settori meridionale ed orientale, che rendono difficile una lettura completa della planimetria.

Urzulei-Veduta del nuraghe Perdeballa con sullo sfondo il monte Novo San Giovanni Urzulei-Resti del nuraghe complesso Perdeballa Urzulei-Resti del nuraghe complesso Perdeballa

Intorno al nuraghe, in particolare nel settore sud orientale, sono visibili resti murari riferibili a un esteso villaggio. Queste strutture, probabilmente capanne circolari o sub circolari, testimoniano la presenza di una comunità stabile, strettamente legata al complesso monumentale. La qualità della lavorazione dei conci, la presenza di elementi allogeni come il granito e l’organizzazione complessiva del sito indicano un contesto di grande rilevanza, sia dal punto di vista tecnico che simbolico, all’interno del paesaggio del Supramonte.

In località Sedda Arbaccas si trova il monumentale albero di Tasso di Sa Carcara

Sulla SS125 Orientale Sarda, all’altezza del chilometro 177.5, all’incrocio di Genna Cruxi, avevamo svoltato a sinistra per prendere la strada che collega Genna Cruxi con Campu Oddeu, dopo due chilometri ed ottocento metri, eravamo arrivati a un bivio, dove avevamo preso a sinistra seguendo le indicazioni per Fennau e Televai. Urzulei-Il monumentale Tasso di Sa CarcaraAl bivio prendiamo, invece, a destra la strada sterrata che si dirige verso nord in direzione di Campos Bargios e Sedda Arbaccas. Percorsi circa dieci chilometri, raggiungiamo la località di Sedda Arbaccas, dove, nella zona pianeggiante del pianoro di Sa Carcara, alla distanza di circa ottanta metri a nord est dal Cuile Sedda Arbaccas, ai piedi un affioramento roccioso si trova un monumentale albero di Tasso ossia Taxus Bacata, uno spettacolo della natura. Si tratta di un’imponente pianta femminile di altezza di circa dodici metri, e di un’età stimata intorno ai cinquecento anni, che presenta una bellissima chioma ampia e globosa. Nel 2001 il Ministero per i Beni e le attività Culturali ha dichiarato tale albero monumento naturale.

Il passo Genna Silana con la frazione con la casa Cantoniera omonimi

Torniamo sulla SS125 Orientale Sarda, proseguiamo verso nord in direzione di Dorgali. Passato l’incrocio di Genna Cruxi e percorsi ancora cinque chilometri e mezzo, all’altezza del chilometro 183, arriviamo nella frazione di Genna Silana (altezza metri 1017, distanza in linea d’aria 7.19 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti), situata sul Passo di Genna Silana.

La casa cantoniera di Genna Silana

Urzulei-La casa Cantoniera di Genna SilanaSubito alla sinistra della strada statale si trova la Casa Cantoniera di Genna Silana un immobile di proprietà demaniale e gestiti dall’ANAS, situato in questa bella strada interna, con curve e tornanti, che fa salire fino al passo di Genna Silana, dopo di che inizia a scendere sempre attraverso un paesaggio suggestivo, ancora all’interno perché le coste con le belle cale che si alternano alle alte falesie sono raggiungibili solo via mare. La casa cantoniera, riconducibile all’inizio del ventesimo secolo, si compone di tre corpi contigui, collegati tra loro da una sottile fascia marcapiano. Il corpo centrale di pianta rettangolare si sviluppa su due piani fuori terra, presenta sei aperture disposte simmetricamente rispetto all’asse dell’edifico delimitato lateralmente da cantonali in vista e superiormente da un cornicione a fasce aggettante. I due corpi rettangolari laterali sono ad un solo piano fuori terra con copertura piana e muretto sovrastante. L’esterno è interamente intonacato e tinteggiato del caratteristico color rosso pompeiano. Davanti alla casa Cantoniera si può lasciare l’auto o la moto, e di fronte ad essa parte, a destra rispetto alla strada statale, una stretta strada che porta all’hotel e ristorante Garropu.

Il Polo Multidisciplinare di Urzulei

Lungo la strada che porta all’hotel e ristorante Garropu, poco dopo averla imboccata, alla sinistra muove una strada bianca che porta all’ampio spazio riservato al parcheggio degli autoveicoli. Proseguendo dopo il parcheggio lungo la strada bianca, si raggiunge l’edificio nel quale ha la sua sede il Polo Multidisciplinare di Urzulei.

Urzulei-Il polo Multidisciplinare: veduta d’insieme Urzulei-Il polo Multidisciplinare: veduta dell’impianto per Arrampicata Urzulei-Il polo Multidisciplinare: ingresso dell’impianto Ciclabile Urzulei-Il polo Multidisciplinare: pista dell’impianto Ciclabile

All’interno di questo Polo Multidisciplinare, di proprietà del Comune di Urzulei e gestito dalla società Caminantes, è ospitato l’Impianto per Arrampicata, nel quale si pratica come disciplina l’arrampicata sportiva, e vi è ospitato, inoltre, l’Impianto Ciclabile, nel quale si praticano come discipline il ciclismo e la mountain bike, su un percorso di circa diciotto chilometri.

Il Supramonte di Urzulei

Alla sinistra della SS125 Orientale Sarda, a nord rispetto alla frazione Genna Silana, ed alla sinistra rispetto alla prosecuzione della strada statale dopo la casa Cantoniera, si sviluppa il Supramonte di Urzulei che costituisce, insieme ai Supramonti di Orgosolo, Oliena, Dorgali, Baunei, un vasto altopiano costituito in prevalenza da calcari e dolomie, che risalgono all’era Mesozoica. Il Supramonte di Urzulei costituisce la parte più selvaggia di tutta la catena montuosa, e non è meno suggestivo di quello di Baunei, che abbiamo appena passato, nè di quello di Dorgali che incontreremo un poco più avanti. L’acqua, che con la sua forza si incunea tra le montagne, offre panorami suggestivi e contribuisce a rendere il territorio ricco di un’alta macchia verdeggiante, con arbusti cespugliosi e rari ginepri. La fauna è ricca di mufloni, cinghiali, martore e ghiri.

Urzulei-Veduta del Supramonte di Urzulei Urzulei-Nel Supramonte di Urzulei sono presenti piste per il Mountain Bike

La gola di Su Gorroppu

Urzulei-Verso la gola di Su GorroppuDalla casa Cantoniera, subito dopo l’edificio, parte la strada che, in poco più di quattro chilometri, porta alla gola di Su Gorroppu. Sono visibili segnaletica e pannelli con varie informazioni, oltre ad una statuina della Vergine contenuta in una teca su colonnina in pietra, che è stata edificata e dedicata nel 1961 dai carabinieri di Genna Silana. La strada è percorribile fino a un certo punto in auto, per poi proseguire su sentiero pedonale fino alla gola di Su Gorroppu. Si tratta di una profonda spaccatura, scavata nel corso dei millenni dalle acque del Rio Flumineddu, proveniente dal lago Cedrino. Con la sua lunghezza di un chilometro e mezzo, una profondità che in alcuni punti arriva a circa 500 metri, e che sul fondo si restringe sino a raggiungere in alcuni punti la larghezza minima tra i quattro ed i cinque metri, è considerato il più profondo canyon d’Europa. È situata tra il Supramonte di Orgosolo e quello di Urzulei, ed infatti funge da confine fra i territori dei due comuni. Il suo fondo è ricoperto da grandi massi bianchi levigati.

Urzulei-Gola di Su Gorroppu Urzulei-Guglie rocciose a Su Gorroppu Urzulei-Escursione a Su Gorroppu Urzulei-Escursione a Su Gorroppu Urzulei-All’interno della gola di Su Gorroppu

La si può raggiungere anche con un disagevole sentiero di trekking, dalla strada che porta ad Arbatax, ma per raggiungerla, solitamente, si parte da Dorgali. Usciti verso sud con la SS125 Orientale Sarda in direzione di Baunei, si prende, dopo circa un chilometro, la deviazione sulla destra verso la località Sant’Elene. Da qui si prosegue seguendo le indicazioni per il rifugio Su Gorroppu, che si incontra in località S’Ortei. Si prosegue fino al parcheggio prima del ponte sul Rio Flumineddu, e passato il ponte si prende un sentiero, che poi diventa bellissimo, ma difficile dati i grandi massi, che certe volte si devono superare quasi in arrampicata. Il percorso a piedi, di oltre due ore, porta all’interno della gola, nel fondo della quale nei periodi forte piovosità si vede scorrere il Rio Flumineddu, con un andamento tortuoso, tra le alte pareti a strapiombo. Esistono cooperative che provvedono ad organizzare visite guidate, alle quali conviene rivolgersi.

L’area faunistica di Sa Portiscra

Passato il Passo di Genna Silana, proseguiamo verso nord in direzione di Dorgali sulla SS125 Orientale Sarda, e, dopo circa quattro chilometri, raggiunto il cartello segnaletico del chilometro 187, si trova il bivio di Genna ’e Petta. A questo bivio partono sulla destra due deviazioni in strade bianche, la seconda delle quali conduce, percorsi circa due chilometri e mezzo, al Centro Forestale Sa Portiscra, che si trova nel perimetro dell’Oasi faunistica di protezione del cervo sardo di Sa Portiscra. Si tratta di una zona selvaggia e remota del Supramonte di Urzulei, una suggestiva riserva naturale che si estende per circa dieci ettari, ad una quota media di 800 metri di altezza.

Urzulei-Oasi faunistica di protezione del cervo sardo di Sa Portiscra Urzulei-Oasi faunistica di protezione del cervo sardo di Sa Portiscra Urzulei-Oasi faunistica di protezione del cervo sardo di Sa Portiscra

L’area è un’oasi faunistica per la reintroduzione del cervo sardo-corso, operazione che è stata pianificata dopo che era stata dichiarata la sua estinzione in quest’area, avvenuta nei primi anni del ventesimo secolo. All’interno dell’area sono, inoltre, presenti anche cinghiali, mufloni, martore, gatti selvatici e volpi. Dal punto degli uccelli rapaci, si segnalano l’astore sardo e l’aquila reale. Gli aspetti naturalistici del territorio sono ben preservati, come foresta redisuale secolare di leccio e ginepro, oltre alle orchidee selvatiche, le peonie e vari altri endemismi botanici.

Nell’area faunistica di Sa Portiscra si trova l’insediamento protostorico di Or Murales

Urzulei-Da Sa Portiscra al villaggio nuragico di Or MuralesDa qui parte un sentiero che, in poco più di quattrocento metri, porta all’insediamento protostorico di Or Murales, il quale si trova ad una altitudine media di 760 metri, immerso in questo ambiente di suggestiva bellezza nel Supramonte di Urzulei nei pressi del rio Codula ‘e Ilune. Con oltre cento capanne, costruite con blocchi di calcare sul pendio e sugli ampi piani terrazzati, è uno dei più grandi dell’Isola, e rappresenta uno splendido esempio di abitato della tarda età del Bronzo e della prima età del Ferro nell’interno della Sardegna. L’estensione totale dell’insediamento non è ancora chiara a causa della folta vegetazione che ricopre in parte o del tutto molte delle strutture. L’impianto del villaggio è generalmente ancora leggibile e in ottima conservazione, è possibile lasciarsi trarre in suggestione dalle strette viuzze tra le capanne, immerse in un ambiente ancora selvaggio e primordiale. L’insediamento di Or Murales: studio dei reperti ceramiciLe strutture, prevalentemente di forma circolare e coperte da una fitta vegetazione, si dispongono in almeno tre agglomerati vicini tra loro, le insule, con l’ingresso su un cortile comune di disimpegno. Le capanne conservano un alzato che può raggiungere anche i tre metri di altezza e, in alcuni casi, l’architrave dell’ingresso. Sono presenti anche alcune strutture più ampie, riconducibili a recinti per l’allevamento del bestiame. Alcuni ambienti, danneggiati in passato da scavi illegali, hanno restituito frammenti di tegami con decorazioni impresse a pettine, ed olle a colletto con anse a gomito rovesciato. Fra gli strumenti d’uso quotidiano si annoverano alcune macine di basalto con presa longitudinale, importate probabilmente dal vicino territorio di Baunei. Lo studio dei materiali ceramici ha consentito di inquadrare cronologicamente la frequentazione del complesso archeologico al Bronzo Finale, mostrando anche alcune peculiarità relative alla produzione ceramica che potrebbero costituire caratteristiche regionali delle comunità protostoriche supramontane. L’assenza di monumenti funerari induce ad ipotizzare che i defunti venissero tumulati nelle grotte scavate più a valle, nella Codula di Luna.

Urzulei-Villaggio nuragico di Or Murales: veduta dall’alto Urzulei-Villaggio nuragico di Or Murales-Resti di capanne Urzulei-Villaggio nuragico di Or Murales-Resti di capanne

La pubblicazione dei risultati dello studio può essere un punto di partenza per la comprensione delle dinamiche insediative delle comunità protostoriche nel Supramonte, territorio aspro e talvolta inospitale, ma che fin dall’antichità ricopriva grande importanza per la sua ubicazione geografica.

La Codula di Luna

Dorgali-La Codula di LunaA un paio di chilometri di distanza in linea d’aria rispetto all’insediamento protostorico di Or Murales, verso oriente, si sviluppa la Codula di Luna, una gola stretta e lunga sul fondo della quale scorre un torrente, che nasce nel vicino monte Oseli, a 984 metri di altezza, poi esce dal Comune di Urzulei e proseguendo verso nord segna il confine tra i comuni di Baunei e Dorgali, e scorre fino alla lunga spiaggia di Cala Luna, in territorio di Dorgali. Si tratta di un torrente secco e sassoso in estate, dominato da alte e imponenti pareti calcaree, e che parte dalla zona di Teletottes, nel Comune di Urzulei. Il torrente, a causa dei complessi fenomeni carsici che hanno interessato la zona, è stato poi in parte inghiottito nel sottosuolo.

Urzulei-La Codula di LunaLa Codula si sviluppa per chilometri incastonata in ripide pareti calcaree ricche di vegetazione e grotte, e può essere raggiunta da una stretta strada asfaltata che inizia al chilometro 172 della SS125 Orientale Sarda, che collega Dorgali con Baunei, dove si trova la deviazione sulla sinistra, che si dirige verso nord. Questa deviazione porta, dopo un tratto di più di sei chilometri in macchina, a proseguire in un lungo percorso a piedi una diecina di chilometri, lungo l’intera Codula di Luna. L’accesso a piedi, che prevede la discesa di tutta la Codula di Luna, è molto lungo e difficoltoso, e richiede un discreto allenamento. Gli ultimi chilometri prima di arrivare al mare sono caratterizzati da un ambiente che ci dicono molto suggestivo.

È possbile anche, in alternativa, percorrere un sentiero che parte dal chilometro 170 della stessa SS125 Orientale Sarda, che passa più a sud rispetto a quello che abbiamo descritto, e porta fino al parcheggio per la gola di Bacu Addas, dal quale prosegue fino in località Su Boschittu, dove si prende a destra e si prosegue fino a raggiungere la Cala Luna. Esiste anche un sentiero che collega, correndo in alto lungo la costa, la Cala Fuili alla Cala Luna.

In territorio di Urzulei sotto la Codula di Luna si sviluppa la grotta più lunga d’Italia

Urzulei-Sotto la Codula di Luna si sviluppa la grotta più lunga d’EuropaGli speleologi hanno scoperto sotto la Codula di Luna il passaggio sotterraneo più lungo d’Italia, che si sviluppa quasi interamente nel Comune di Urzulei, la cui uscita si trova nella costa orientale della Sardegna, vicino a Dorgali, e fa parte del sistema di grotte litoranee tipiche della zona, dovuto al fenomeno carsico che unisce le caverne sotterranee. Questa nuova grotta misura esattamente settantasei chilometri e si è rivelato il passaggio sotterraneo più lungo d’Italia, tanto da arrivare a strappare il primato al complesso lombardo che va da Tacchi a Zelbio ad a Stoppani, lungo cinquantotto chilometri. La scoperta di questa incredibile grotta in Sardegna è avvenuta nel 2016, quando soltanto tre speleosub hanno percorso l’intero collegamento percorrendo lunghi e impegnativi tratti aerei e ulteriori sifoni in immersione. La differenza rispetto ad altre esplorazioni è stata fatta grazie a un passaggio alto, superato con un salto in corda di otto metri. Qui si sono trovati davanti al sifone ancora inesplorato, un breve tratto allagato, profondo due metri e lungo una decina. Dopo un tratto a piedi di circa sessanta metri, si sono trovati di fronte un piccolo lago, molto profondo. Si trattava di una galleria sommersa. Qui uno speleosub della Repubblica Ceca, pochi anni fa, aveva tentato di aprirsi un varco senza risultato. E’ arrivata così la comunicazione della scoperta e i numerosi ricercatori hanno festeggiato al campo esterno di Teletottes, nel Comune di Urzulei.

Da Urzulei verso la Barbagia

Ripresa la SS125 Orientale Sarda, saliamo fino al Passo Genna Silana a 1017 metri, dopo di che la strada inizia a scendere sempre attraverso un paesaggio suggestivo, ancora all’interno perché le coste con le belle cale che si alternano alle alte falesie sono raggiungibili solo via mare. La strada ci porta in Provincia di Nuoro, e, ad una cinquantina di chilometri da Baunei, raggiungeremo Dorgali, il capoluogo turistico della Barbagia, che verrà descritto nella prossima tappa, dopo aver effettuato una breve una deviazione all’interno per visitare Talana.

Da Urzulei verso la Barbagia: verso il Supramonte di Urzulei Da Urzulei verso la Barbagia: la strada e il paesaggio suggestivo del Supramonte di Urzulei Da Urzulei verso la Barbagia: la strada e il paesaggio suggestivo da Urzulei verso Dorgali

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Urzulei ci recheremo a Talana nota per le peculiarità genetiche della sua popolazione, che visiteremo con il suo centro dove si svolge la Sagra del prosciutto artigianale, ed i dintorni che ci porteranno fino alle soglie della Barbagia.


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