Un sito di oltre 480 pagine che descrive tutta l’Isola e che pur non vendendo nulla riceve fino a oltre un migliaio di visitatori ogni giorno

La mia Sardegna

Home page Guest book SOSTIENICI Mappa del sito Scrivici


Pagina precedenteIndice precedenteVisita del sito istituzionale del comunePagina successiva

Arzana patria di Stanis Dessy nel cui territorio si trova la Punta La Marmora che è la vetta più alta della Sardegna

In questa tappa del nostro viaggio, da Elini ci recheremo a visitare Arzana patria del pittore, incisore e scultore Stanis Dessy, nel cui territorio si trova la vetta più alta della Sardegna ossia la Punta La Marmora.

La Regione storica dell’Ogliastra

L’Ogliastra width=L’Ogliastra è una Regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della Regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una Regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.

In viaggio verso Arzana

Dal centro di Elini, passato il Municipio, proseguiamo lungo la via Pompei per centocinquanta metri, poi questa strada esce dall’abitato verso nord ovest come SP23 in direzione di Arzana, e, percorsi meno di tre chilometri, arriviamo ad Arzana, che si trova lungo la strada provinciale che collega Ilbono appunto ad Arzana. Dal Municipio di Elini a quello di Arzana si precorrono 3.4 chilometri.

Il comune chiamato Arzana

Arzana-Veduta dell’abitatoArzana-Stemma del comuneIl caratteristico paese di Arzana (pronuncia Àrzana, nome in lingua sarda Àrtzana, altezza metri 672 sul livello del mare, abitanti 2.255 al 31 dicembre 2021), abitato da pastori, è situato nella parte sud orientale della provincia di Nuoro, nell’entroterra costiero, posto sul costone del bel Monte Idolo, contrafforte dei monti del Gennargentu, che è anch’esso affacciato sul mare dell’Ogliastra. L’abitato è raggiungibile mediante la SS389 di Buddusò e del Correboi di Buddusò e del Correboi, il cui tracciato si snoda a cinque chilometri dall’abitato. Il territorio comunale, classificato montano, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate. La parte più montuosa del territorio è occupata in buona parte da boschi di leccio e quercia da sughero, e nel comune di Arzana si trova la vetta più alta della Sardegna, ossia la Punta La Marmora, che raggiunge i 1.834 metri di quota. Il comune di Arzana comprende anche un’isola amministrativa distante circa quarantacinque chilometri, a sud est, presso il Salto di Quirra, che costituiscono un’importante fonte di sostentamento in quanto consentono di poter esercitare attività connesse all’agricoltura, alla pastorizia e al turismo.

Si tratta di uno dei paesi dove la speranza di vita è più alta rispetto alla media mondiale

Area in cui la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondialeIl comune appartiene ad una delle zone blu dove la speranza di vita è più alta rispetto alla media mondiale. Il termine Zone blu, in inglese darkslateblue Zones, viene usato per identificare le aree demografiche o geografiche del mondo in cui la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondiale. Il concetto è nato quando gli studiosi Gianni Pes e Michel Poulain hanno pubblicato su Experimental Gerontology il loro studio demografico sulla longevità umana, che identifica la provincia di Nuoro, in Sardegna, come l’area con la maggiore concentrazione di centenari al mondo. Gli studiosi, per procedere nel lavoro, tracciavano sulla mappa delle serie di cerchi concentrici blu che indicavano le zone con la più alta longevità, da qui il termine Zona blu. I paesi appartenenti alle zone blu in Sardegna sono Arzana, Baunei, Fonni, Gavoi, Mamoiada, Oliena, Ollolai, Orgosolo, Ovodda, Perdasdefogu, Seulo, Talana, Tiana, Ulassai, Urzulei, Villagrande Strisaili.

Origine del nome

La struttura fonetica del suo nome, formata da sette lettere, quattro vocali e tre consonanti, con l’accento sulla prima, spinge a ritenere che si tratti di un toponimo sardiano o protosardo. Per Arzana conosciamo il corrispondente appellativo ártzana o árthana, che indica la brezza fredda o la nebbia, dato che árzu indica il gelo, ed arthanare vuol dire intirizzire, ghiacciare. Dunque è quasi certo che l’abitato di Arzana tragga la propria denominazione dalla sua posizione geografica, caratterizzata dalla brezza fredda e dal gelo, dato che è posto a quasi settecento metri di altezza. Secondo altri studiosi, il suo nome potrebbe derivare dal fenicio Ar che indica un monte altissimo, o dall’etrusco Arzana che indica l’elevatezza, o dalla voce greco bizantina equivalente ad Orsa Maggiore. Secondo un’ultima interpretazione, il nome Arzana verrebbe dal latino Aer Sana, a significare aria sana.

La sua economia

Si tratta di un comune caratterizato da un’economia basata sulle tradizionali attività agricole e sulla produzione industriale. L’agricoltura conserva un ruolo importante nell’economia locale, dato che si coltivano cereali, frumento, ortaggi, foraggi, ulivi, agrumeti, vite e altri alberi da frutta, e si pratica anche l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. L’industria fa registrare una buona produttività nei comparti alimentare, della lavorazione del legno, del vetro, dei materiali da costruzione, edile e manifatturiero. Arzana-Gioielli della Oreficeria Balzano di ArzanaArzana-Gioielli della Oreficeria Balzano di ArzanaArzana è conosciuta anche per l’artigianato, soprattutto per la produzione della gioielleria e dell’oreficeria. Ad Arzana il terziario si compone di una sufficiente rete commerciale, in grado di soddisfare le esigenze primarie della popolazione. In autunno, nella stagione dei funghi, Arzana dà il meglio di sé, dato che ogni anno, in novembre, c’è la sagra del Porcino d’Oro. Dal punto di vista turistico, Arzana è meta di numerosi visitatori, attratti dal selvaggio ambiente montano che la circonda. Molto interessanti sono, infatti, le cime del vicino Gennargentu, in particolare quella di Punta La Marmora che è la cima più alta della Sardegna, dalla quale si gode di uno splendido panorama sulle Barbagie fino al mare di Ogliastra, di Oristano e di Cagliari. Affascinante è anche il secolare bosco di tassi di Tedderieddu, visibile lungo il tragitto escursionistico. L’apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione e di soggiorno.

Brevi cenni storici

Il territorio è stato abitato già nell’età nuragica, quando l’area era popolata da tribù degli Iliensi. Di notevole interesse archeologico sono e Domus de Janas, i resti di villaggi e di Tombe di Giganti in rovina. A Tedderieddu e nel villaggio scomparso di Silisé permangono tracce di insediamenti di età romana, come l’impianto termale venuto alla luce dentro il paese nella zona di su Bangiu. Nell’undicesimo secolo viene compresa nel Giudicato di Càralis, nella curatoria dell’Ogliastra. Dopo la fine di questo Giudicato, avvenuta nel 1258 ad opera dei Pisani e dei loro alleati sardi, l’Ogliastra, e quindi anche Arzana, diviene un possedimento di Giovanni Visconti, giudice di Gallura. Sul finire del tredicesimo secolo, i loro possedimenti passano sotto l’amministrazione diretta dalla Repubblica di Pisa, mentre nel 1297 il papa concede ai Re d’Aragona la corona del Regno di Sardegna e Corsica. Alla caduta del Giudicato, nel 1258, passa sotto il dominio dei Visconti, giudici di Gallura. Successivamente, nel 1324, passa sotto il dominio degli Aragonesi, che lo incorporano nella Contea di Quirra, formatasi nel 1363 e data in feudo dal Re d’Aragona Pietro IV il cerimonioso a Berengario Carroz. Nel 1603 la Contea viene trasformata in Marchesato e data in feudo ai Centelles e successivamente agli Osorio de la Cueva. Il territorio viene riscattato agli Osorio de la Cueva nel 1839, con la soppressione del sistema feudale, ed essi rinunciano ai loro diritti in cambio di una indennità, per cui il paese diviene un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio Comunale. Del comune di Arzana nel 1927, dopo la creazione della provincia di Nuoro, viene cambiata la provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, alla neonata provincia di Nuoro. Successivamente nel 2003, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell’Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla provincia di Nuoro. In seguito, nel 2025 torna nella ripristinata provincia di Ogliastra.

La lotta per il possesso del territorio dei due villaggi abbandonati di Silisè e Orruinas

Il periodo a cavallo tra il sedicesimo ed il diciassettesimo secolo è segnato dalla lotta per il possesso del territorio di due villaggi abbandonati, Silisè e Orruinas, che ospitavano siti archeologici e storici di grande rilievo. Secondo la tradizione, la popolazione di questi paesini del Gennargentu più interno aveva abbandonato i propri monti per sfuggire ad una pestilenza, e solo gli arzanesi danno loro asilo nel rione denominato Preda 'e Maore, ottenendo in cambio il diritto di unire i loro pascoli ai propri. Tantissimi anni dopo, visto che Arzana e Desulo rivendicavano i terreni, parlando con il prete si decise che al cantar del gallo dovesse partire un gruppo di persone da ognuno dei due centri con lo scopo di andare l’uno incontro all’altro. Arzana-La controversia tra Arzana e DesuloIl punto di incontro tra i due gruppi sarebbe diventato il confine tra i due paesi e la parte di territorio percorsa da ciascuna comitiva sarebbe entrata a far parte del territorio del paese di appartenenza. Essendo Arzana alla parte opposta del Gennargentu rispetto a Desulo, ad Arzana il gallo cantò prima rispetto a Desulo, che era coperto dal Gennargentu e in una posizione più ombreggiante, e gli arzanesi partirono prima  ed al luogo dell'incontro i desulesi, vedendo che la distanza tra i due paesi era troppo sbilanciata, pensarono che gli arzanesi avessero intrapreso il cammino durante la notte e non al cantar del gallo. Da lì ne scaturì una lotta nella quale persero la vita diciassette desulesi ed un arzanese, tanto che il luogo dello scontro ancora oggi viene chiamato Sa forada de dexiotto, la valle dei diciotto, proprio perché vi morirono diciotto persone. La comunità di Desulo ha contestato questo diritto e cercato di opporsi sia per vie legali, intentando una serie di cause contro la villa di Arzana e, secondo lo storico locale Flavio Cocco, solo nel 1691 i confini tra Arzana e Desulo vengono fissati in modo definitivo lasciando queste località nell’area comunale di Arzana.

Arzana patria di Stanis Dessy e di alcuni dei pricipali banditi sardi

Ad Arzana nascono, nel 1900, il pittore, incisore e scultore Stanislao Dessy chiamato comunemente Stanis Dessy, e lo stesso anno nasce anche il politico Anselmo Contu, che diventa il primo presidente del Consiglio Regionale sardo.

Arzana-Il pittore, incisore e scultore Stanis DessyAd Arzana nel 1900, nasce il pittore, incisore e scultore Stanislao Dessy chiamato comunemente Stanis Dessy. Completati gli studi classici a Cagliari, dal 1917 al 1920 è a Roma con una borsa di studio ed incontra i futuristi Filippo Tommaso Marinetti e Giacomo Balla. Tornato a Cagliari nel 1921, conosce lo scultore Francesco Ciusa ed i pittori Filippo Figari e Felice Melis Marini. Nel 1923 espone una scultura alla Quadriennale di Torino, l’anno successivo realizza scenografie per la Compagnia Stabile Sarda di Teatro, nel 1925 espone alla Biennale di Roma, ed inizia a dedicarsi all’acquaforte, sotto la guida di Felice Melis Marini. Nel 1926 si trasferisce a Sassari, dove frequenta Eugenio Tavolara, Mario Paglietti e Mario Delitala. Biografia del pittore, incisore e scultore Stanis DessySono semplici e funzionali le panche che Dessy realizza nel 1926 per le stazioni delle Ferrovie del Sulcis. Nel 1928 partecipa alI Biennale d’Arte Sarda, nel 1930 alla II mostra Internazionale d’Incisione di Chicago e alla Biennale di Venezia, nel 1934 lavora nella Cattedrale di Alghero e per la Chiesa di Orani. L’anno successivo, ex aequo con Delitala, vince il premio per la xilografia, nei Concorsi della regina, e inizia ad insegnare nell’Istituto d’Arte di Sassari. Nel 1949 lavora alla decorazione della Chiesa del Cimitero di Sassari, nel 1951 partecipa come incisore alla Biennale di Venezia, nel 1964 espone a Torino nell’ambito della Rassegna di decimoilografia Sarda e Piemontese. Muore a Sassari nel 1986, e nella via largo Cavallotti, nell’abitazione dove è spirato, è appesa una targa in suo onore.

Arzana-Il politico Anselmo ContuAd Arzana, sempre nel 1900, nasce Anselmo Contu, che è stato un politico e giurista italiano, primo presidente del Consiglio regionale della Sardegna. È tra gli esponenti del movimento autonomista sardo nel periodo successivo alla Prima Guerra mondiale, reggendo la direzione de Il Solco, organo di stampa del Partito Sardo d'Azione. Rifiuta di aderire al fascismo e si ritira a Lanusei, dove esercita la professione di avvocato. Nell'immediato dopoguerra viene nominato Commissario prefettizio di Lanusei e nell'autunno del 1946 diviene membro della Consulta Regionale Sarda, potendo così partecipare alla stesura delle Statuto speciale per l'Isola. Nel 1949 viene eletto consigliere regionale e diviene presidente dell'Assemblea, il primo della storia autonomistica sarda.

Ad Arzana nascono, inoltre, numerosi dei principali banditi sardi, a partire dal bandito ottocentesco Samuele Stochino, che viene chiamato La Tigre d’Ogliastra, ed, in anni più recenti, quando iniziano i sequestri di persona, vi nascono anche i banditi Pasquale Stochino ed Attilio Cubeddu.

Il bandito Samuele Stochino, detto anche la Tigre d’OgliastraAd Arzana, nella seconda metà dell’Ottocento, nasce Samuele Stochino che verrà chiamato anche La Tigre d’Ogliastra. Bandito sardo tra i più celebri e spietati del suo tempo, secondo eletrio Corda Uccideva e faceva scempio dei cadaveri senza rinunciare a lasciare sui corpi straziati messaggi per le autorità. Ricercato per una lunga serie di omicidi e di altri gravi reati, rimane ucciso il 20 febbraio 1828, secondo la versione ufficiale al termine di uno scontro a fuoco con i carabinieri, ma c'è chi sostiene che sarebbe stato ucciso da una spia e poi consegnato ai carabinieri, che simularono un conflitto a fuoco per ottenere le solite medaglie. La storia di questo famigerato bandito ogliastrino è stata ricoscruita con scrupolo ed eccezionale rigore scientifico da lina Aresu, nel volume Samuele sgomento e fiele, pubblicato da l’Impronta di Genova nel 1997, e redito nel 2004 dalle Edizioni della Torre di Cagliari. Quella pubblicata è l’unica foto che abbiamo, dato che tutti gli altri documenti sono andati perduti nell’incendio della casa del bandito.

Il bandito Pasquale Stochino chiamato il Clark Gable d’OgliastraNel 1934 nasce ad Arzana Pasquale Stochino chiamato il Clark Gable d’Ogliastra per i suoi baffetti nerissimi e sottili, ma che, contrariamente ad altri banditi sardi, non ha mai fatto nulla per alimentare il mito di uomo d’avventura. Viene condannato nel 1972 per la strage di Lanusei, dove il fallito rapimento del medico Vincenzo Loddo, provoca cinque morti, ossia lo stesso Vincenzo Loddo, la moglie Alda, il fratello Attilio, un nipote e uno dei banditi, ferito ed eliminato dagli altri del commando perché non parli. A seguito della condanna, si dà latitante, e sparisce nelle montagne fra il suo paese, Arzana, ed il Gennargentu, cercando soltanto di farsi dimenticare. Una sola volta, durante la latitanza, il suo nome viene accostato a un sequestro di persona, dato che nel 1974 è accusato di aver rapito un tal Serra, ma senza prove, e le indagini sono archiviate. Viene arrestato nel 2003, dopo 31 anni di latitanza, mentre fà il pastore, nascosto nell’ovile di due nipoti. Le pattuglie dei carabinieri, che gli davano la caccia da più di un mese, hanno seguito i familiari che gli portavano cibo. Già so’ deo, sono proprio io, ha risposto in sardo al colonnello Salvatore Favarolo, comandante provinciale di Nuoro, che lo ha fatto uscire da un grande cespuglio di cisto. Ed ai carabinieri che lo hanno catturato, ha detto: Congratulazioni, forse è meglio così: il per me è finito un incubo, è stata una liberazione.

Il bandito Attilio CubedduAttilio Cubeddu nasce ad Arzana il 2 marzo 1947, noto fin da giovane alle forze dell’ordine per i suoi precedenti penali, diviene latitante nel 1997 ed è inserito fra i 30 latitanti più pericolosi d’Italia. Trasferitorsi nel continente, prende parte in Toscana, nel 1981, al sequestro di Cesare Peruzzi, e successivamente, nel 1983 al sequestro di ludovica Rangoni Machiavelli ed a quello di Patrizia Bauer, entrambi avvenuti in Emilia. Arrestato nell’aprile del 1984 a Riccione, viene condannato a 30 anni di carcere. In carcere si comporta da detenuto modello, ottiene numerosi permessi premio, e nel 1997, durante uno di questi permessi, non torna al carcere di Badu ’e Carros di Nuoro e si da alla latitanza. Rimarrà, quindi, coinvolto nel sequestro di Giuseppe Soffiantini, come custode dell’ostaggio, e nell’omicidio, il 17 ottobre 1997, a Riofreddo, del poliziotto dei NOCS Samuele donatoni, reati per i quali viene condannato. Ma nel 2005 la Corte d’Assise ha riconosciuto che l’ispettore donatoni, nel corso dello scontro a fuoco, sarebbe stato stato colpito da fuoco amico, ed ha parlato di un successivo depistaggio compiuto dai NOCS per coprire le proprie responsabilità. Attilio Cubeddu viene fortemente sospettato anche per il sequestro di Silvia Melis, rapita a Tortolì nel 1997. Dal 1998 è ricercato in campo internazionale, anche se si è fatta strada l’ipotesi che sia morto, forse ucciso da Giovanni Farina, un suo complice, per non dividere il denaro del riscatto per il sequestro Soffiantini. Nel 2012 il procuratore Domenico Fiordalisi ha, però, riaperto le indagini sul latitante Cubeddu, convinto che in realtà non sia morto e si nasconda nel suo territorio, l’Ogliastra, protetto da molti fiancheggiatori.

Le principali feste e sagre che si svolgono ad Arzana

Ad Arzana svolge le sue attività il Gruppo Folk Abba Frida, che propone dal 1974 la bellezza, i colori, gli abiti, i balli e le tradizioni di Arzana, e nelle cui esibizioni sia nel paese che in altre località dell'Isola è possibile ammirare il costume caratteristico del posto. E svolge la sua attività anche il Coro Polifonico di Arzana, una formazione corale attiva nella promozione della musica corale locale e non solo, le cui voci sfruttano l'antica tecnica della polifonia, il che significa che le voci cantano contemporaneamente melodie diverse che però si armonizzano perfettamente l'una con l'altra.

Arzana-Il Gruppo Folk Abba Frida Arzana-Esibizione del Coro Polifonico di Arzana

Tra le principali principali feste e sagre che si svolgono ad Arzana si segnalano il 17 gennaio la Festa di Sant'Antonio Abate con l'accensione del falò; il 24 giugno, la Festa di San Giovanni Battista, che è la Festa patronale del paese; a giugno, Arzana ospita anche incontri e dibattiti scientifici sulle Erbe officinali e medicinali del Gennargentu, contestualmente alla festa del patrono San Giovanni Battista; a luglio, la Sagra del Formaggio e della Tundimenta, ossia della tosatura delle pecore; l’ultima domenica di agosto, la Festa di San Vincenzo Ferrer, con una processione religiosa alla quale partecipano i fedeli in costume sia a piedi che a cavallo, a cui segue uno spettacolo folk con musica e balli tradizionali; a inizio novembre, la Sagra del Porcino d’oro di Arzana; l'11 novembre, la Festa di San Martino.

Arzana-Locandina della Festa di Sant'Antonio Abate Arzana-Locandina degli incontri sulle Erbe officinali e medicinali del Gennargentu Arzana-Locandina della Festa di San Vincenzo Ferrer Arzana-Locandina della Sagra del Porcino d’oro di Arzana

La sagra del Porcino d’oro

Arzana-Locandina della Sagra del Porcino d’oro di ArzanaOgni anno, all'inizio del mese di novembre, ad Arzana si svolge la Sagra del Porcino d’oro, una manifestazione che si sviluppa lungo tre giorni di festa, che sono dedicati al re del sottobosco ogliastrino, ossia al fungo porcino che qui viene chiamato anche la patata del Gennargentu. La manifestazione, che richiama ogni anno migliaia di visitatori provenienti non solo dalla Sardegna ma anche da fuori, prevede una escursione micologica nei boschi sotto la guida del Gruppo Micologico arzanese; e prevede, inoltre, mostre micologiche, esibizioni di gruppi folkloristici, ed ovviamente anche le degustazioni. Ad ogni edizione della manifestazione vengono invitati tre cuochi di altrettanti importanti ristoranti sardi, che si sfidano in una gara culinaria per aggiudicarsi il premio del Porcino d’Oro.

Visita del centro di Arzana

L’abitato di Arzana, interessato da forte espansione edilizia, ha conservato, nel nucleo originario, la caratteristica architettura medievale, con edifici a forma di Torre, ed è situato in una posizione panoramica, circondato da ricchi boschi. Arriviamo ad Arzana da sud con la SP23, che, passato il cartello segnaletico che indica l’ingresso all’interno del paese, assume il nome di via Sardegna.

Il Cimitero Comunale di Arzana

Prendiamo la via Sardegna che entra tra le case dell’abitato, la seguiamo per circa ottocentocinquanta metri, poi, in corrispondenza di una curva verso destra, prendiamo seguendo le indicazioni la deviazione a sinistra nel viale del Cimitero. Percorsi circa centocinquanta metri, vediamo, alla sinistra della strada, il muro di cinta con al centro l’ingresso del Cimitero Comuale di Arzana. La sua struttura, che risale alla fine del diciannovesimo secolo, presenta la pianta rettangolare tipica delle architetture cimiteriali sarde di quel periodo, e presenta un unico ingresso sulla strada. L’edificio di ingresso a due piani fuori terra, di forma rettangolare, è tripartito da due paraste. Il cancello e la croce sovrastante l’ingresso, sono quelli originari in ferro lavorato. I due corpi laterali sono adibiti a funzioni cimiteriali. Orizzontalmente sono presenti una semplice fascia marcapiano e una cornice riccamente modanata che corona tutto il fabbricato. Il recinto è continuo con scansioni verticali. Le strutture verticali sono in muratura portante, la copertura è a falde inclinate con manto di tegole in laterizio. L’esterno è intonacato e tinteggiato. Una nuova area cimiteriale è disposta a ridosso del suo lato orientale.

Arzana-Il Cimitero di Arzana Arzana-Cimitero di Arzana: la cappella cimiteriale Arzana-Cimitero di Arzana: la cappella cimiteriale

In asse con l'edificio di ingresso è presente una Cappella cimiteriale, ed una scalinata collega le due costruzioni. Si tratta di un edificio di forma rettangolare, che si trova al centro del recinto cimiteriale. Composta da un’unica navata è accessibile mediante il superamento di due gradini. La facciata di altezza massima di una diecina di metri è delimitata da due paraste laterali e da una cornice orizzontale, presenta un prospetto a capanna con coronamento riccamente modanato e decorazioni floreali in sommità. I prospetti laterali presentano una piccola finestra rettangolare. La struttura in muratura è completamente intonacata e tinteggiata. La copertura è a doppia falda rivestita con manto di tegole in laterizio.

La Palestra polivalente delle Scuole Medie

Passata la curva con la deviazione per il Cimitero, proseguiamo lungo la via Sardegna e, dopo un centinaio di metri, prendiamo a sinistra la via IV Mori che porta in localtà Marronca. Lungo la via IV Mori, dopo un altro centinaio di metri, alla destra della strada in corrispondenza del civico numero 46, si trova l'ingresso della Scuola Secondaria di Primo Grado. All'interno di questo complesso scolastico è presente una Palestra, nella quale è presente un campo sportivo polivalente, dove è possibile praticare la pallacanestro ed il mini basket, ed anche la pallavolo ed il mini volley.

Arzana-Scuola Secondaria di Primo Grado: ingresso Arzana-Scuola Secondaria di Primo Grado: esterno della palestra Arzana-Scuola Secondaria di Primo Grado: interno della palestra

La casa natale di Stanis Dessy

Passata la curva con la deviazione per il Cimitero, proseguiamo lungo la via Sardegna per altri duecentocinquanta metri, e vediamo, alla destra della strada, subito prima del civico numero 17 della via Sardegna, l’edificio nel quale è nato, nel 1900, il pittore, incisore e scultore Stanislao Dessy, chiamato comunemente Stanis Dessy, del quale abbiamo già narrato la storia.

Arzana-La via Sardegna con la casa natale di Stanis Dessy Arzana-La casa natale di Stanis Dessy

Il Municipio di Arzana

Arzana-Il palazzo del MunicipioPassata la casa natale di Stanis Dessy, proseguiamo lungo la via Sardegna per appena una ventina di metri, e deviamo verso destra sulla via Monsignor Virgilio. Seguiamo la via Monsignor Virgilioper quattrocento metri, arriviamo a vedere uno slargo alla destra, dove, al civico numero 30/bis, si trova l’edificio nel quale è ospitato il Municipio di Arzana, con la sua sede e gli uffici che forniscono i loro servizi ai cittadini. La struttura organizzativa è suddivisa in aree di competenze che gestiscono i servizi erogati alla comunità, e le aree di competenza sono l'Area Amministrativa, l'Area Economico Finanziaria, e l'Area Tecnica, che appartengono tutte all'Ufficio del Segretario Comunale.

Arzana-Palazzo del Municipio: ingressoDall'Area Amministrativa dipendono l'Ufficio Protocollo, l'Ufficio Servizi Demografici, l'Ufficio Servizi Scolastici e Culturali, l'Ufficio Affari Generali e Contratti, la Biblioteca, l'Ufficio Servizi Sportivi, l'Ufficio Relazioni con il Pubblico, l'Ufficio Elettorale, e l'Ufficio Vigilanza; dall'Area Economico Finanziaria dipendono l'Ufficio Programmazione, Bilancio e Controllo di Gestione, l'Ufficio Tributi ed entrate Patrimoniali, l'Economato inventario e Provveditorato, l'Ufficio Personale, l'Ufficio Procedimenti Disciplinari, l'Ufficio Paghe, le Politiche Sociali e Servizi Socio Assistenziali, e le Politiche Giovanili; dall'Area Tecnica dipendono l'Ufficio Edilizia Privata, l'Ufficio Urbanistica, l'Ufficio manutenzioni, servizi e infrastrutture, la Protezione Civile, l'Ufficio Lavori Pubblici, l'Ufficio Ambiente, l'Ufficio Unico Espropriazioni, l'Ufficio Patrimonio, l'Ufficio Informatico, lo Sportello Unico per le Attività Produttive, la Manutenzione Servizi e Infrastrutture, e l'Urbanistica.

I giardinetti pubblici di fronte al Municipio di Arzana

Di fronte al palazzo del Municipio, all’altro lato della via Monsignor Virgilio, alla sinistra, si trovano i giardinetti pubblici, al cui interno è possibile osservare tra l'altro una statua dedicata al famoso evento gastronomico del Porcino d’Oro, ed anche la statua dedicata dal 6 ottobre 1985 alla venerata memoria di monsignor Emanuele Virgilio, che è stato un importante vescovo dell'Ogliastra dal 1910 al 1923.

Arzana-di fronte al palazzo del Municipio si trovano i giardinetti pubblici Arzana-I giardinetti pubblici con le statue Arzana-La statua dedicata al Porcino d’Oro Arzana-La statua di Monsignor Virgilio

La Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

Proseguiamo lungo la via Sardegna per una quarantina di metri, poi prendiamo a sinistra la via Sebastiano Satta, la seguiamo nel centro storico del paese Arzana per una quarantina di metri e vediamo, alla destra della strada, la piccola piazza della Chiesa, sulla quale si affaccia la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, che è la parrocchiale di Arzana. L’aspetto attuale della Chiesa risale al 1865, quando, sulle fondamenta di una preesistente Chiesa dedicata anch’essa a San Giovanni Battista, demolita per le pessime condizioni strutturali nelle quali versava, viene edificato il presente luogo di culto, in sostituzione di quello demolito perché pericolante. Dall’esterno la Chiesa si presenta come un edificio dalla facciata di stampo neoclassico, ornata da due lesene laterali e sormontata da un timpano triangolare. Il portone di accesso, quindi, risulta incorniciato da un architrave. Al di sopra dell'architrave è presente una apertura semilunata. La parte alta dell'edificio, di cui la facciata compone un frontescena, mostra un frontone incorniciato la modanature. Lateralmente, a fianco del transetto destro, fa capolino il campanile a pianta quadrata alto ventiquattro metri e mezzo, con cuspide piramidale.

Arzana-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: veduta d’insieme Arzana-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: facciata Arzana-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: retro della Chiesa con il campanile

All’interno, la struttura a croce latina con braccio sinistro più lungo rispetto a quello destro, presenta una navata unica e transetto, con pavimento in travertino, coperta da una volta a botte, sulla quale si affacciano le cappellette laterali, e che conduce allo stretto catino absidale semisferico. La pavimentazione è stata costruita utilizzando un materiale travertino. Nella navata centrale vi sono due altari laterali, e lateralmente rispetto alla navata sono cappelle cieche in numero di otto. Oggi quattro di chieste sono chiuse ed adoperate con scopo di confessionale.

Arzana-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: interno verso il presbiterio Arzana-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: il presbiterio Arzana-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: la statua di San Giovanni Battista

Nella Chiesa sono conservate anche le statue della Madonna del Carmelo col Bambino, di San Michele Arcangelo, di San Rocco che mostra la piaga sul ginocchio sinistro, ed un'altra statua della Madonna con Bambino portata da Medjugorje, alla quale si attribuiscono tre guarigioni importanti in paese, e per questo la Chiesa è spesso meta di pellegrinaggi.

Arzana-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: statua della Madonna del Carmelo Arzana-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: statua di San Michele Arcangelo Arzana-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: statua di San Rocco Arzana-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: statua della Madonna con Bambino portata da Medjugorje

Sono conservate anche la croce astile di bronzo cosiddetta di Orruinas, secondo l'archeologo Alessandro Usai del quattordicesimo secolo mentre Francesco Cocco la attribuisce al periodo compreso tra il 1650 e il 1655, caratterizzata da estremità dei bracci trilobate e sporgenza aguzza mediana, che si vuole sia stata trovata a Silisé, ed anche il seicentesco ostensorio architettonico di particolare valore artistico con crocifisso sulla sommità e angeli alati laterali e con tempietto a pianta quadrata e lanternino di sapore rinascimentale, attribuito al maestro Antioco Canavera.

Arzana-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: croce astile di bronzo cosiddetta di Orruinas Arzana-Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: ostensorio architettonico attribuito al maestro Antioco Canavera

Ad Arzana, presso questa Chiesa, ogni anno il 24 giugno si celebra la Festa di San Giovanni Battista, che è la Festa patronale del paese, con la processone nella quale il simulacro del Santo viene portata su un carro trscinato da un bue per le vie dell’abitato, poi cerimonie religiose, ed anche manifestazioni civili.

Arzana-La processione per la Festa di San Giovanni Battista Arzana-La processione per la Festa di San Giovanni Battista Arzana-La processione per la Festa di San Giovanni Battista

La lapide commemorativa dei caduti

Arzana-La lapide commemorativa dei cadutiArzana-La lapide commemorativa dei cadutiSulla facciata della Chiesa di San Giovanni Battista, alla destra del portone di ingresso, è presente una lapide commemorativa dei caduti in guerra di Arzana. Si tratta di una sobria lapide in marmo bardiglio con particolari resi a incisione. In alto sono presenti tre corone d’alloro, la stella simbolo dell’esercito, e due nastrini pendenti. Eleganti e stilizzati rami d’alloro coprono il lato destro dell’opera. L’elenco dei caduti è dettagliato, dato che di essi viene riportato il nome, il cognome, il grado militare e la data di morte. Motivi e resa delle decorazioni presenti sulla lapide portano ad una sua datazione ai primi anni venti del Novecento, valutazione che è confermata dalla menzione della lapide già nel 1923, in occasione di una commemorazione dei soldati caduti. La lapide è firmata in basso a destra, anche se sfortunatamente l’ultima lettera è stata coperta. Si ritiene comunque che debba trattarsi della firma di Enrico Spano, scultore cagliaritano, il quale sigla con le iniziali le lapidi di Villasalto e Selegas, e che è anche autore della scultura collocata sul monumento ai caduti di Isili, datato 1926.

Nel parco di San Vincenzo la Chiesa dedicata a San Vincenzo Ferrer

Arzana-Il parco di San VincenzoPassata la piazza della Chiesa, proseguiamo con la via Sebastiano Satta che si dirige prima verso ovest, poi a sud e di nuovo verso ovest. Percorsi trecento metri, vediamo alla destra la breve deviazione che porta alla scalinata di accesso al parco di San Vincenzo, posto nella parte alta dell’abitato, all’estremità superiore di un sistema di orti terrazzati, lungo il Rio che storicamente divideva l’abitato in due nuclei distinti. Appena un ettaro di superficie prevalentemente boscata, ormai quasi interamente riassorbita all’interno del tessuto urbano. Questa terrazza panoramica, ricoperta da un fitto manto di pini e segnata da affioramenti di granito e porfido rosso, versava fino a pochi anni fa in stato di abbandono e degrado, ma è stato completamente recuperato di quest'area.

Arzana-Facciata della Chiesa di San Vincenzo Ferrer prima del restauroArzana-Chiesa di San Vincenzo Ferrer: la facciata rinnovataAll’interno del parco si trova la Chiesa dedicata a San Vincenzo Ferrer, situata sulla collina dalla quale si ammira un meraviglioso scorcio panoramico. Si tratta di una graziosa piccola Chiesa con copertura a capanna, con il tetto e le tegole tipiche sarde, con il cannetto come copertura e con le travi in legno. La facciata accoglie un semplice portale in legno, sormontato da un piccolo oculo quadrato. Originariamente la facciata si presentava in pietra, poi con il restauro sono state ricoperte con malta e intonachi che l’hanno trasformata in una facciata completamente bianca. Il resto della Chiesa si presenta con delle coperture murarie di pietra locale e un bel piccolo campanile a vela con luce ogivale, con la presenza di una campana e una croce latina sulla sommità.

Arzana-La Chiesa di San Vincenzo Ferrer vista dall’interno del parco Arzana-Chiesa di San Vincenzo Ferrer: veduta d’insieme Arzana-Chiesa di San Vincenzo Ferrer: il campanile a vela

La Chiesa è caratterizata da una pianta semplice rettangolare ad una sola navata, ed all’interno della Chiesa viene portata la statua del Santo, che viene onorata durante i festeggiamenti che si svolgono per tre giorni nel paese.

Arzana-Chiesa di San Vincenzo Ferrer: interno verso il presbiterio Arzana-Chiesa di San Vincenzo Ferrer: la statua di San Vincenzo Ferrer

Arzana-Processione per la Festa di San Vincenzo FerrerDavanti alla Chiesa si trova la piazza, dove i fedeli si riuniscono l’ultima domenica di agosto per la Festa di San Vincenzo Ferrer, una delle feste più sentite dalla comunità di Arzana, con le processioni che portano il primo giorno la statua del Santo dalla Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista alla piccola Chiesa a lui dedicata e l’ultimo giorno il ritorno alla Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Processioni sia a piedi che su cavalli bardati con fiori e campanelle, con uomini e donne nei loro vestiti tradizionali, i fucilieri, gli obrieri armati di razzi e petardi, le launeddas, i gruppi folk ogliastrini, e con molta fede. A seguire, dopo le cerimonie religiose, si svolgono le diverse manifestazioni civili, ed anche i balli sardi in piazza fino a notte inoltrata.

Il complesso sportivo Mannoi

Entrati nell’abitato di Arzana, eravamo arrivati con la via Sardegna a prendere a sinistra la via Sebastiano Satta, che ci aveva portati a visitare la Chiesa parrocchiale. Evitando la deviazione in via Sebastiano Satta e proseguendo verso nord con la via Sardegna, dopo un centinaio di metri, arrivati nella piazza Roma, prendiamo a sinistra la via Suya che ci porta il località Mannoi, e, in meno di cento metri, arriviamo all’ingresso del Complesso Sportivo Mannoi di proprietà del Comune di Arzana. All’interno di questo complesso sportivo si trovano un Campo da Calcetto, ossia da Calcio a cinque, con fondo in erba sintetica, dotato di tribune in grado di ospitare un centinaio di spettatori; ed un Campo polifunzionale per bambini, che è un Campo da mini pitch, nel quale praticare come discipline la pallacanestro ed il mini basket.

Arzana-Complesso Sportivo Mannoi: ingresso Arzana-Complesso Sportivo Mannoi: Campo da Calcetto Arzana-Complesso Sportivo Mannoi: campo Polifunzionale

La piazza San Rocco dove è presente il monumento al Pastore di Pinuccio Sciola

Passata la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista la via Sardegna sbocca sulla piazza Roma. Dalla piazza Roma, presa a sinistra la via Suya, la seguiamo per un centinaio di metri costeggiando il complesso sportivo Mannoi, fino a dove questa strada sbocca sulla via Giosuè Carducci, la prendiamo verso sinistra e, dopo un centinaio di metri, svoltiamo a destra sulla via Brigata Sassari. Dopo poco più di un centinaio di metri, alla destra della strada si apre la piazza San Rocco una bella piazza alberata, situtata nella parte alta del paese, nella quale è presente un'arena e si trovano i giochi per i bambini.

Arzana-La piazza San Rocco Arzana-La piazza San Rocco

Nella piazza, nel 1995, è stata posta la scultura Monumento al Pastore, sottotitolata Genti de bidda mia, monumento del massimo scultore sardo contemporaneo, Pinuccio Sciola nato a San Sperate nel 1942, famoso per le sue sculture sonore. Il monumento è stato dedicato da Arzana ai pastori, i quali non solo sono, e comunque sono sempre stati, i maggiori produttori, ma sono anche ispiratori, con la loro attività economica, della cultura egemone nelle Terre interne della Sardegna.

Arzana-La piazza San Rocco: monumento al Pastore opera di Pinuccio Sciola Arzana-La piazza San Rocco: monumento al Pastore opera di Pinuccio Sciola

La piazza dei Caduti dove è presente il Monumento ai Caduti di Pinuccio Sciola

Dalla piazza Roma, proseguiamo verso nord lungo la continuazione della via Sardegna, che è la via Giuseppe Garibaldi. Dopo centoventi metri arriviamo in uno slargo nel quale parte a destra la via Don Bosco, e qui, tra la via Don Bosco e la prosecuzione della via Giuseppe Garibaldi, su un rialzo del terreno si trova la piazza dei Caduti, così chiamata dopo che in questo spazio, nel 1996, è stato posto il Monumento ai Caduti in guerra di Arzana realizzato anch’esso dallo scultore Pinuccio Sciola.

Arzana-La piazza dei Caduti Arzana-La piazza dei Caduti: Monumento ai Caduti opera di Pinuccio Sciola

L’ex Preventorio di Arzana

Arzana-L’ex Preventorio di ArzanaTorniamo a dove eravamo arrivati a visitare il Municipio di Arzana. Passato il Municipio, proseguiamo lungo la via Monsignor Virgilio che, in poco più di un centinaio di metri, sbocca su una traversa, con la via Solferino a destra, ed il viale Firenze a sinistra, e di fronte a noi si vede l’ex Preventorio di Arzana, struttura molto importante degli anni passati, un complesso che si estende per 2.500 metri quadri. L’edificio, il più importante nel suo genere in Sardegna, viene costruito nel 1911 e diviene un centro di ricovero per i malati di tubercolosi provenienti da ogni parte della Regione. Nel 1954 viene rinominato Preventorio Antitubercolare Regionale ed erano circa duecento i posti letto all’interno della struttura. Arzana-Il Preventorio di Arzana nel momento del suo splendoreMa dal 1974 inizia il fallimento di questa struttura per la scomparsa quasi totale della malattia, e ciò comporta il trasferimento del personale, finché nel 1986 viene definitivamente chiuso e abbandonato. Dell’edificio a ferro di cavallo, oggi pericolante, non rimane granché. All’interno si possono ancora oggi osservare diverse stanze da letto, un giardino interno e diverse decorazioni raffiguranti personaggi dei cartoni animati presenti all’epoca, i quali ci fanno capire che nella struttura venivano ospitati numerosi bambini. Da anni le amministrazioni ogliastrine si interrogano sul futuro dell’edificio, e sono stati proposti progetti di riqualificazione, restauro, recupero, riconversione e rimodulazione. Nell’infinita attesa, i tetti e i muri di questo possente reduce di guerra continuano lentamente a crollare.

La Ludoteca Comunale di Arzana

Arrivando con la via Monsignor Virgilio all’ex Preventairio, prendiamo verso sinistra il viale Firenze e, dopo poco più di un centinaio di metri, vediamo, alla destra della strada, al civico numero 2 del viale Firenze, l’edificio che ospita la Ludoteca Comunale di Arzana. Si tratta di una Palestra polivalente nella quale anche i bambini possono praticare attività Ginnico Motorie.

Arzana-Il Palestra di viale Firenze: esterno Arzana-Il Palestra di viale Firenze: interno

La Chiesa di San Martino

Arzana-Chiesa di San MartinoArrivando con la via Monsignor Virgilio all’ex Preventairio, prendiamo verso destra la via Solferino che, dopo centotrenta metri, sbocca sul viale San Martino, lo prendiamo verso sinistra e, dopo duecentocinquanta metri, vediamo, alla sinistra della strada, la facciata della Chiesa di San Martino, uno degli edifici religiosi più antichi di Arzana. La chiesa è dedicata a San Martino di Tours, che è patrono delle Guardie Svizzere pontificie e di mendicanti, albergatori, cavalieri, ed è uno dei fondatori del monachesimo in Occidente e uno dei primi Santi non martiri proclamati dalla Chiesa. Arzana-Chiesa di San Martino: un affresco internoNata come Chiesa campestre nella periferia dell’abitato, è stata poi raggiunta e circondata dal tessuto urbano in seguito all’espansione del paese. Il tetto in tegole sarde, la facciata minimalista bianca con un portone ligneo sormontato da una finestrella rotonda e un piccolo campanile a vela con la presenza di una campana la rendono, almeno all’esterno, molto simile alla chiesa di San Vincenzo Ferrer. L'interno è costituito da un’unica aula a pianta rettangolare, caratteristica tipica di tutte le Chiese campestri, e  conserva affreschi e opere d'arte di grande valore storico e artistico. Presso questa Chiesa, ogni anno l’11 novembre si celebra la festa patronale di San Martino, con una processione ed i successivi riti liturgici.

San Martino vescovo di ToursOriginario della Pannonia, nato a Sabaria nell'odierna Ungheria nel 316 dopo Cristo, San Martino esercitò il suo ministero nella Gallia del tardo impero romano. Nato da genitori pagani, fu vescovo di Tours, in Francia, e condusse vita monastica in un cenobio da lui stesso fondato. Ciò che lo ha reso famoso è l'episodio del mantello. Secondo la tradizione, il Santo nel vedere un mendicante seminudo patire il freddo durante un acquazzone, gli donò metà del suo mantello, e poco dopo incontrò un altro mendicante e gli regalò l'altra metà del mantello. Subito dopo, il cielo si schiarì e la temperatura si fece più mite. Deriva da questo l’espressione estate di San Martino, che indica un eventuale periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore.

Visita dei dintorni di Arzana

Per quanto riguarda le principali ricerche archeologiche effettuate nei dintorni di Arzana, sono stati portati alla luce i resti del villaggio nuragico Ruinas; delle Tomba di Giganti Orruinas, e Su Scusorgiu; del Protonuraghe o Nuraghe a corridoio Pranedda; del Nuraghe complesso Ruinas o Orruinas; dei Nuraghi semplici Sa ’e Corroce, e de Sa Tanca chiamato nel testo di Giovanni Lilliu con il nome di Orrubiu; ed anche dei Nuraghi Arredabba, Biddadeni, de Lua, Esconi, Gilorzi, Meurra, Onnes, Perdu Loi, Piscina Niedda, Prethos, Sa Mela, Sa Pentuma, Unturgiadore, tutti di tipologia indefinita. Nel territorio comunale di Arzana si trovano, inoltre, tre stazioni ferroviarie utilizzate principalmente per il traffico turistico legato al Trenino Verde, e sono quella di Sella Elecci, nelle campagne a nord est dell’abitato; quella di Arzana, ubicata a sud ovest del centro abitato, rappresenta lo scalo di riferimento per il paese; quella di Villagrande, al servizio principalmente della limitrofa Villagrande Strisaili. Vediamo ora che cosa si trova di più sigificativo nei dintorni dell’abitato che abbiamo appena descritto.

Il Belvedere di Arzana

Arzana-Il belvedere di ArzanaPer raggiungere Sella Elecci, Passato il Municipio, proseguiamo lungo la via Monsignor Virgilio che, in poco più di un centinaio di metri, sbocca su una traversa, con la via Solferino a destra, ed il viale Firenze a sinistra, e di fronte a noi si vede l’ex Preventorio di Arzana. Preso il viale Firenze, lo seguiamo per cinqueceno metri ed arriviamo a vedere, alla destra della strada, il Belvedere di Arzana, che è un punto panoramico dal quale è possibile ammirare tutta la vallata e sud dell'abitato. Si trova in una posizione sopraelevata che offre una vista spettacolare sul cuore dell'Ogliastra, e dalla terrazza naturale si gode di un panorama che spazia dai boschi rigogliosi del Gennargentu fino alla costa ogliastrina. Il sito è facilmente raggiungibile anche a piedi dal centro abitato ed è considerato adatto anche alle famiglie con bambini.

La Fermata ferroviaria di Sella Elecci

Arzana-La Fermata ferroviaria di Sella ElecciPassato il Belvedere, la strada esce dall'abitato con il nome di Strada Comunale Orgella Oniga, ed esce dall’abitato verso nord. Percorso poco più di quattro chilometri, arriviamo a un bivio, dove prendiamo la deviazione a destra, proseguiamo per due chilometri e settecento metri, passiamo la linea ferroviaria e prendiamo ancora a destra, proseguiamo per un centinaio di metri e prendiamo una strada bianca sulla destra che ci porta alla Fermata ferroviaria di Sella Elecci. Le sue origini risalgono al tardo Ottocento, quando la Società italiana per le Strade Ferrate Secondarie della Sardegna realizza la linea tra Mandas ed Arbatax, e con essa lo scalo di Sella Elecci, posto in corrispondenza della casa cantoniera 138 della ferrovia, ed attivato nel 1893 insieme al tronco tra Arbatax e Gairo, uno dei primi della linea per Mandas che verrà terminata l’anno seguente. Alla gestione SFSS nel 1921 subentra quella della Ferrovie Complementari della Sardegna, a cui segue nel 1989 la Ferrovie della Sardegna. Sotto la sua amministrazione la linea tra Mandas ed Arbatax viene destinata, a partire dal 1997, all’esclusivo impiego per il traffico turistico legato al progetto Trenino Verde, il che comporta la cessazione di ogni servizio di trasporto pubblico nella stazione. Da allora l’impianto, dal 2010 gestito dall’ARST, viene utilizzato quasi esclusivamente nel periodo estivo, restando per il resto dell’anno pressoché privo di traffico.

Il complesso sportivo Sturrusè

Passata la piazza della Chiesa, proseguiamo con la via Sebastiano Satta che si dirige prima verso ovest, poi a sud e di nuovo verso ovest. Percorsi trecento metri, vediamo alla destra la breve deviazione che porta alla scalinata di accesso al parco di San Vincenzo. Passata la breve deviazione per la Chiesa dedicata a San Vincenzo Ferrer, proseguiamo lungo la via Sebastiano Satta verso ovest, finché questa strada sbocca sul viale Europa. Lo prendiamo verso destra, poi, dopo una settantina di metri, svoltiamo a sinistra e prendiamo la via Don Orione che, dopo quattrocento metri, esce dall'abitato. Percorsi duecentocinquanta metri, arriviamo in località Sturrusè, ai limiti sud occidentali dell’abitato, all’ingresso del Complesso Sportivo Sturrusè di proprietà del Comune di Arzana e gestito dalla Polisportiva Idolo Dilettantistica.

Arzana-Complesso Sportivo Sturrusè: ingresso Arzana-Complesso Sportivo Sturrusè: Campo da Calcio Arzana-Complesso Sportivo Sturrusè: la pista da atletica

All’interno di questo complesso sportivo si trova lo Stadio Comunale Sturrusè, con fondo in erba sintetica, dotato di tribune in grado di ospitare 400 spettatori. Nel campo sportivo presente nello Stadio gioca le sue partite casalinghe la squadra della Idolo Calcio Arzana, che milita in Promozione, nel girone A della Sardegna. Intorno al campo, è presente una Pista di atletica leggera, nella quale praticare le diverse discipline dell’atletica leggera, ossia corse su pista, salto in alto, salti in estensione, salto con l’asta, lancio del peso, lancio del giavellotto.

Lo slargo Su Mulinu con la nuova statua della Madonna e con Su Cardulinu 'e Preda

Arzana-La fontana di Su MulinuPassata la piazza della Chiesa, proseguiamo con la via Sebastiano Satta che si dirige prima verso ovest, poi a sud e di nuovo verso ovest. Percorsi trecento metri, vediamo alla destra la breve deviazione che porta alla scalinata di accesso al parco di San Vincenzo. Passata la breve deviazione per la Chiesa dedicata a San Vincenzo Ferrer, proseguiamo lungo la via Sebastiano Satta verso ovest, finché questa strada sbocca sul viale Europa. Lo prendiamo verso sinistra, poi, dopo centoventi metri, il corso Europa sbocca sulla via Brigata Sassari che, verso destra, uscirà dall'abitato come SP23 in direzione di Lanusei. Subito all'altro lato della via Brigata Sassari è presente lo slargo di Su Mulinu, nel quale si trova la storica fontana di Su Mulinu, che si inserisce nel ricco patrimonio idrico e rurale di Arzana, noto per le sue funtanas stòricas, che un tempo servivano per abbeverare il bestiame o lavare i panni.

Arzana-Su Cardulinu 'e Preda ossia il fungo di pietra Arzana-La nuova statua della Madonna

Alla sinistra della fontana si trova Su Cardulinu 'e Preda, il fungo di pietra, che costituisce un monumento al fungo porcino, mentre alla destra è presente la nuova statua della Madonna, acquistata a fine 2023 dal Comune, destinatario delle donazioni effettuate dai coetanei delle classi 1990, 1991 e 1992.

Il parco Comunale di Arzana

Arzana-Il Parco Comunale di ArzanaCome abbiamo detto, all'altezza dello slargo di Su Mulinu il corso Europa sbocca sulla via Brigata Sassari che, presa verso destra, uscirà dall'abitato come SP23 e procederà in direzione di Lanusei. Percorsi due chilometri e mezzo, questa strada provinciale sbocca sulla SS389 di Buddusò e del Correboi di Buddusò e del Correboi, che prenderemo verso destra ossia in direzione di Nuoro, ed ad angolo tra le due strade si trova il Parco Comunale di Arzana, chiamato anche Parco della Fontana Onniga, un bel parco boscato, attrezzato con tavoli e sedili, con un parcheggio, e nel quale è presente l'ottima fonte di acqua sorgiva chiamata appunto la Fontana Onniga.

Arzana-Parco Comunale di Arzana: la Fontana Onniga Arzana-Parco Comunale di Arzana: la Fontana Onniga

La Stazione ferroviaria di Arzana

Arzana-La Stazione ferroviaria di ArzanaArrivati con la SP23 sulla SS389 di Buddusò e del Correboi di Buddusò e del Correboi, la prendiamo verso destra e, percorsi appena trecentocinquanta metri, vediamo alla destra della strada l’edificio che ospitava la Stazione ferroviaria di Arzana. L’impianto viene realizzato nell’ultimo decennio dell’Ottocento dalla Società italiana per le Strade Ferrate Secondarie della Sardegna, a circa cinque chilometri a sud ovest dal paese, e viene inaugurata nel 1893, in coincidenza con l’attivazione del tronco ferroviario tra Arbatax e Gairo, uno dei primi della linea per Mandas, che verrà terminata l’anno seguente. Alla gestione SFSS, nel 1921 subentra quella della Ferrovie Complementari della Sardegna, a cui segue, nel 1989, quella delle Ferrovie della Sardegna. Sotto la sua amministrazione, a partire dal 1997 la linea viene destinata all’esclusivo impiego per il traffico turistico legato al progetto Trenino Verde, e cessa ogni servizio di trasporto pubblico nella stazione arzanese. Da allora l’impianto, dal 2010 gestito dall’ARST, viene utilizzato quasi esclusivamente nel periodo estivo, restando per il resto dell’anno pressoché privo di traffico.

La Stazione ferroviaria di Villagrande Strisaili

Arzana-La Stazione ferroviaria di Villagrande StrisailiProseguendo per poco più di quattro chilometri verso nord ovest lungo la SS389 di Buddusò e del Correboi di Buddusò e del Correboi, circa duecentocinquanta metri prima del cartello indicatore del chilometro 174, seguendo le indicazioni per il Lago alto del Flumendosa ed il Gennargentu, prendiamo la deviazione a sinistra sulla strada di congiunzione tra la SS389 di Buddusò e del Correboi e la SS198, e, dopo centocinquanta metri, una strada bianca sulla sinistra ci porta alla Stazione ferroviaria di Villagrande Strisaili che, pur essendo al servizio principalmente del vicino comune di Villagrande Strisaili, si trova in territorio di Arzana. La stazione viene costruita negli anni novanta dell’Ottocento a circa otto chilometri a sud ovest dell’abitato di Villagrande Strisaili per conto della Società italiana per le Strade Ferrate Secondarie della Sardegna, e viene inaugurata nel 1893, data di apertura all’esercizio del tronco tra Arbatax e Gairo, uno dei primi della linea per Mandas a venire completati. Nel 1921 alla gestione subentra quella della Ferrovie Complementari della Sardegna, a cui segue nel 1989 quella delle Ferrovie della Sardegna. Sotto la loro amministrazione, nel 1997 l’intera tratta tra Mandas ed Arbatax viene destinata all’impiego per il solo traffico turistico legato al progetto Trenino Verde, fatto che comporta la cessazione di ogni servizio di trasporto pubblico nella stazione. Da allora l’impianto, dal 2010 gestito dall’ARST, viene utilizzato quasi esclusivamente nel periodo estivo, restando per il resto dell’anno pressoché privo di traffico.

I resti del Nuraghe semplice de Sa Tanca chiamato anche Nuraghe Orrubiu

Lungo la SS389 di Buddusò e del Correboi di Buddusò e del Correboi, prendiamo la deviazione a sinistra sulla strada di congiunzione tra la SS389 di Buddusò e del Correboi e la SS198, che parte dal paesino di Gairo Taquisara fino ad innestarsi nella SS389 di Buddusò e del Correboi all’altezza della stazione di Villagrande Strisaili. Passata la strada bianca che porta alla stazione, proseguiamo per poco più di un chilometro e prendiamo verso destra la strada per il Lago alto del Flumendosa, Gennargentu, Perda liana e Tonneri. Questa strada costeggia a sud il Lago alto del Flumendosa, che descriveremo bene nella prossima tappa del nostro viaggio. Proseguiamo verso il lago del Flumendosa, incorciando sulla sinistra il bellissimo canale di Pirincanes, poi più avanti, dopo quasi tredici chilometri, al bivio Pirincanes, la strada si biforca e si dirige a destra per le cascate Pirincanes ed a sinistra per il villaggio nuragico Ruinas e per la Punta La Marmora. Al bivio Pirincanes prendiamo a sinistra la strada della Foresta Girgini, dopo poco più di sei chilometri, la strada svolta a sinistra, la seguiamo per quasi altri due chilometri, fino a vedere una strada bianca in discesa sulla sinistra che, dopo circa un chilometro e settecento metri, ci porta a vedere i resti del nuraghe de Sa Tanca, chiamato nel testo di Giovanni Lilliu con il nome di nuraghe Orrubiu. Si tratta di un Nuraghe semplice costruito a 978 metri di altezza con blocchi di granito rossicce, ossia di un Nuraghe monotorre senza scala interna e senza la presenza di nicchie nel vano.

Arzana-Planimetria del Nuraghe de Sa Tanca o Nuraghe Orrubiu Arzana-resti del Nuraghe de Sa Tanca o Nuraghe Orrubiu

I resti del Nuraghe complesso e del villaggio nuragico Ruinas

Descrizione dell’articolo Arzana-Campagne di scavo nel villaggio di RuinasAl bivio Pirincanes prendiamo a sinistra la strada della Foresta Girgini, dopo poco più di sei chilometri, la strada svolta a sinistra, la seguiamo per quasi altri due chilometri, fino a vedere la strada bianca in discesa sulla sinistra che porta al Nuraghe de Sa Tanca, evitiamo la deviazione e proseguiamo dritti per un altro paio dii chilometri, fino a raggiungere l’imponente Complesso nuragico di Ruinas o Orruinas. Costituiva un’ampia area archeologica dove erano presenti un Nuraghe, un antico villaggio nuragico, probabilmente un Pozzo Sacro ed una Tomba di Giganti. L’area archeologica è situata sotto il monte Tuvera, a 1205 metri di altitudine, ed è la più alta di tutta la Sardegna. Al suo interno si trova il nuraghe Ruinas o Orruinas, noto ad Arzana come Presone de Molathò, che è stato definito da Giovanni Lilliu come il più alto di tutta la Sardegna. Si tratta di una struttura complessa edificata in materiale indeterminato, costituita da un alto mastio che si completa poi con uno stretto cortile, e con tre torri secondarie raccordate da una cortina muraria di grossa pezzatura, caratteristica che lo fa appartenere alla categoria dei Nuraghi trilobati ad addizione concentrica. La tholos centrale è ancora integra e presenta un ingresso stretto e molto alto, con la consueta scala a sinistra dell’entrata dalla quale è possibile raggiungere la sommità della struttura, che offre una vista panoramica meravigliosa sul territorio circostante. Del bastione, che include un cortile, si segnala la torre sud, che contiene una scala che portava sia al piano superiore della torre centrale sia a un camminamento che correva lungo il bastione consentendo l'accesso alla torre posteriore.

Arzana-Complesso nuragico di Ruinas: planimetria del Nuraghe Arzana-Complesso nuragico di Ruinas: veduta d’insieme Arzana-Complesso nuragico di Ruinas: il Nuraghe Arzana-Complesso nuragico di Ruinas: il Nuraghe ed il villaggio nuragico

Vicino al Nuraghe si trovano le rovine del Villaggio nuragico, costituito dalle numerose capanne circolari che lo circondano, almeno duecento, ed accanto alle capanne del villaggio ci sono i resti di un edificio rettangolare di venti per trenta metri, forse una capanna per le riunioni. A meno di duecento metri dal Nuraghe, più a sud est, ci sono i resti di una struttura che fa pensare ad una Tomba di Giganti, chiamata la Tomba di Giganti di Ruinas o Orruinas, mentre a una settantina di metri, più ad ovest, sono presenti i resti di quello che probabilmente era il Pozzo Sacro di Ruinas.

Arzana-Complesso nuragico di Ruinas: resti del villaggio nuragico Arzana-Complesso nuragico di Ruinas: resti della Tomba di Giganti Arzana-Complesso nuragico di Ruinas: resti del Pozzo Sacro

L’antico villaggio nuragico è stato abitato anche in seguito, ed è stato abbandonato nel 1400 dopo Cristo, in concomitanza della grande peste che percorse l’Isola, e le sue genti si sono trasferite ad Arzana, nel rione oggi chiamato Preda ’e Maore. Il villaggio come oggi lo si osserva è quindi risultante dall’impianto medioevale ed è assai esteso, di grande interesse per capire le dinamiche dello spopolamento che seguì la catastrofe insediativa nel cuore della Sardegna all’indomani delle pestilenze, ed oggi rappresenta un luogo di grosso interesse storico e naturalistico. Il complesso di Ruinas costituisce un raro esempio, forse unico, di persistenza della civiltà nuragica oltre l’anno 1000 dopo Cristo.

I rinvenimenti nel Nuraghe Ruinas

Arzana-Complesso nuragico di Ruinas: statuina raffigurante un personaggio maschile nudoAll'interno del cortile, è stata rinvenuta ceramica decorata a pettine e sono stati rinvenuti focolari riutilizzati in tempi diversi hanno fatto pensare a periodici abbandoni dell'edificio forse in coincidenza con i tempi della transumanza. Gli scavi, condotti a partire dal 2004 dalla Soprintendenza archeologica per le province di Sassari e Nuoro, hanno restituito materiali di pregio provenienti da lontano, come ad esmpio una grande fibula ad arco serpeggiante, vaghi di collana in lamina d'oro, anelli d'argento, bronzi d'uso e bronzetti figurati che sembrano risentire di influenze esterne. È stata rinvenuta anche una statuina, alta dodici centimetri, raffigurante un personaggio maschile nudo con grandi mani protese in avanti, mentre negli strati più antichi della torre nord è stata rinvenuta una spada votiva legata, probabilmente, alle pratiche di culto della vicina fonte sacra.

Arzana-Complesso nuragico di Ruinas: lo scarabeoIl bellissimo scarabeo ritrovato ad Arzana, durante gli scavi al nuraghe Ruinas, con ogni probabilità proviene dall'area mediterranea orientale e, in particolare, dall'area dell'antica Fenicia che corrisponde all'attuale Libano. Risale all’Età del Ferro, è realizzato in steatite e, alla base, presenta incisioni in caratteri geroglifici. In antico, questi oggetti avevano funzione di amuleti e potevano essere indossati al collo, e potevano, inoltre, essere utilizzati come sigilli, ciascuno con un’incisione unica, per questo ogni scarabeo è diverso dagli altri. Il pezzo rinvenuto presenta una montatura in argento e sono state rinvenute anche tracce dell'incastatura, il che conferma che l’oggetto venisse portato come pendente. Il ritrovamento, a soli otto chilometri di distanza in linea d'aria dal sito di S’Arcu 'e is Forros in territorio di Villagrande Strisaili, dove è stato trovato un altro scarabeo, e che si unisce all'esemplare ritrovato nel nuraghe Nurdole, tra Orani e Nuoro, ci parla delle direttrici di scambi commerciali tra la Sardegna e il Mediterraneo, ripercorse successivamente dalle vie della transumanza. Lo scarabeo è attualmente sottoposto a interventi conservativi e indagini diagnostiche non invasive presso il Centro di Restauro e Conservazione di Li Punti della Soprintendenza di Sassari e Nuoro.

I resti del Nuraghe Unturgiadore di tipologia indefinita

Proseguiamo verso il lago del Flumendosa, incorciamo sulla sinistra il canale di Pirincanes, poi più avanti, dopo quasi tredici chilometri, al bivio Pirincanes, la strada si biforca. Al bivio di Pirincanes, prendiamo questa volta a destra la strada bianca verso il Gennargentu, passiamo accanto ai resti dell’antico borgo di Bidda Silisè, abbandonato con li altri borghi di Cortes de Maceddu e Adana, intorno al 1400 a causa di una pestilenza. Passati questi resti, proseguiamo e, a circa cinque chilometri dal bivio, svoltiamo a sinistra in una sterrata che, dopo un chilometro e mezzo, ci fa raggiungere il nuraghe Unturgiadore il cui nome deriva da unturgiu, nome dell’avvoltoio in lingua sarda. Il Nuraghe, di tipologia indefinita, è situato a 1082 metri di altezza, e vicino ad esso si trovano i pochi resti delle capanne dell’omonimo villaggio nuragico.

Arzana-resti del Nuraghe Unturgiadore Arzana-resti del Nuraghe Unturgiadore

Il massiccio del Gennargentu

Arzana-Il massiccio del GennargentuEvitando la svolta a sinistra che ci ha portati al Nuraghe, proseguiamo dritti lungo la strada, ci avviamo verso la valle di Gidinis, il bosco di tassi di Tadderi o Taddei ed infine l’altopiano di Cixini Crobeni, dove dopo un paio di chilometri la strada termina. Proseguendo a piedi si può arrivare sul Massiccio del Gennargentu, il cui nome in lingua sarda significa la porta dell'argento, che è l’area montuosa di grande estensione situata nella zona centro orientale della Sardegna, comprendente le cime più elevate dell’Isola. Si tratta, geologicamente, di un’antica formazione rocciosa, caratterizzata da montagne di altezza moderata e con vette a profilo rotondeggiante, e tra le tipologie di roccia maggiormente rappresentate nell’area vi sono gli scisti, i graniti e le rocce calcaree. La particolarità dell'ambiente e la presenza di specie endemiche, sia animali sia vegetali, hanno portato all'iscrizione da parte del Ministero dell'Ambiente di questa regione montuosa tra le zone di protezione speciale incluse nella rete Natura 2000.

La Punta La Marmora che è la cima più alta della Sardegna

Da Arzana possaimo arrivare alle pendici della Punta La Marmora in lingua sarda chiamata Perdas Carpìas, che significa pietre spaccate o fessurate, per via della natura scistosa delle sue rocce che tendono a frantumarsi. La Punta La Marmora, che, con i suoi 1.834 metri, è la cima più alta della Sardegna, si trova a cavallo tra Ogliastra e Barbagia, nel territorio amministrativo dei comuni di Arzana e Desulo, che per secoli se ne sono contesi la proprietà, e che è stata poi definitivamente assegnata ad Arzana. La vetta porta il nome del generale e scienziato Alberto Ferrero delLa Marmora, che descrisse l’Isola in due opere scientifico letterarie, ossia Voyage en Sardaigne, del 1826, e Itinéraire de l’île de Sardaigne, del 1860. La denominazione ufficiale conserva quindi la memoria scientifica e storica dello studioso, insieme al suo merito di avere, per primo, misurato l’altitudine della vetta. La sommità della Punta La Marmora non è una cima dalla forma appuntita, è piuttosto un crinale ampio, costellato di cumuli di pietre e di piccoli segnali lasciati dagli escursionisti. Su molte foto e racconti di viaggio emergono infatti delle colonne di pietre sovrapposte realizzate dai visitatori, che sembrano voler lasciare un segno del proprio arrivo. La cima si presenta, quindi, arrotondata e spoglia, ma le pendici sono parzialmente ricoperte da una vegetazione erbacea ed arbustiva particolare e condizionata, in maniera molto marcata, dalle caratteristiche climatiche sfavorevoli. Vicina ad essa si trova la punta della Croce, sulla quale si trova la croce che segnava quello che era considerato il punto più alto della Sardegna, perché la tradizione e il pensiero comune ritenevano, acriticamente, che la Punta della Croce fosse Punta La Marmora.

Arzana-Massiccio del Gennargentu: la Punta La Marmora Arzana-Massiccio del Gennargentu: le principali cime del Gennargentu Arzana-Massiccio del Gennargentu: le principali cime del Gennargentu

Sul versante occidentale, nella località di Su Sùssiu chiamata anche di S’Issùssiu, che in lingua sarda significa il burrone, vegeta un piccolo bosco di tassi millenari. Nelle giornate terse dalla cima si può ammirare un panorama che spazia su una gran parte della Sardegna, dato che si possono individuare sia le montagne della Corsica meridionale, sia le colline di Cagliari, ed anche i mari che circondano l’isola.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Bari Sardo passando per Tortolì effettueremo una deviazione all’interno e ci recheremo a visitare l’abitato di Villagrande Striasaili che visiteremo con i siti archeologici nei suoi dintroni, e dal quale ci recheremo sul Lago alto del Flumendosa con i suoi siti archeologici.


Pagina precedenteIndice precedenteSostieniciPagina successiva

Tutte le foto e riprese sono state effettuate a scopo amatoriale per uso personale senza fini di lucro. Alle nostre foto se ne aggiungono altre inviateci da amici ed alcune tratte da Internet. Alcune informazioni sulle descrizioni dei comuni sono tratte da italiapedia.it, molte descrizioni e foto da wikimapia.org, informazioni sui siti archeologici da tharros.info, altre da siti differenti. È consentito scaricare testi, foto e riprese dell’autore per uso privato senza eliminare i riferimenti. Libri e filmati sono riprodotti per farli conoscere ma non è consentita la riproduzione delle foto di terzi, dei libri, dei filmati e di altro materiale non realizzato dall’autore. È vietato qualsiasi utilizzo commerciale del materiale in assenza di apposita autorizzazione.

  

© Claudio de Tisi 2002-2026 - Codice Fiscale DTSCLD44M23F132W