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Nel centro storico della città di Cagliari visitiamo il quartiere Castello nel quale si trova il Museo Archeologico Nazionale

In questa tappa del nostro viaggio, proseguiremo la visita dal centro storico della città di Cagliari dove vedremo tutto ciò che si trova all’interno del suo quartiere Castello, che domina dal’alto la città di Cagliari.

Saliamo al quartiere Castello

Cagliari-I quattro quartieri del centro storico di Cagliari oggiEntriamo finalmente nel principale quartiere del caratteristico vecchio centro storico, ossia nel quartiere Castello, il quale è stato edificato su un’altura ancora circondata dai notevoli bastioni pisani con le bellissime porte del tredicesimo secolo. Il Castello, chiamato Casteddu de Susu in lingua sarda, e in italiano Castello Superiore, è il principale dei quattro quartieri storici della città di Cagliari. Sorge in posizione predominante, su un colle calcareo, a circa cento metri sul livello del mare. Il quartiere è stato fondato nel tredicesimo secolo nel periodo della dominazione pisana, che lo hanno fortificato, dotandolo di mura, torri e bastioni, e vi hanno trasferito le sedi del potere civile, militare e religioso dalla capitale giudicale di Santa Igia, che avevano essi stessi precedentemente distrutto, decretando la fine del giudicato di Càlari. Da allora, sotto ogni dominazione, da quella Pisana a quella Aragonese e Spagnola, e successivamente a quella Piemontese, fino al secondo dopoguerra, il quartiere Castello ha ospitato i palazzi del potere e le residenze nobiliari, tanto da identificarsi con la città stessa, che, infatti, in lingua sarda si chiama Casteddu. Al quartiere ancora oggi si accede attraverso le antiche porte medievali, aperte nelle mura che ancora cingono gran parte del perimetro del Castello, isolandolo dal resto della città. Cagliari-Il quartiere CastelloLe mura che percorrono tutto il perimetro dell’antico quartiere di Castello comprendono le imponenti torri pisane di San Pancrazio e dell’Elefante, con i resti della Torre dell’Aquila un tempo chiamata Torre del Leone, con le strette viuzze e gli slarghi che raccontano i danni subiti nel corso delle guerre del ventesimo secolo, rappresenta il cuore vivo e la memoria storica della città. Il Castello ospita attualmente importanti istituzioni, quali la Prefettura e l’aula Consiliare della Città Metropolitana di Cagliari nei locali del palazzo Reale, ubicato nella Piazza Palazzo. Nel quartiere Castello, che è il più importante del centro storico, ci recheremo, tra l’altro, a visitare il Museo Archeologico Nazionale, nel quale sono esposti i principali reperti della ricerca archeologica nelle diverse località della Sardegna.

Entriamo nel quartiere Castello dalla porta Cristina e visiteremo la piazza Arsenale e la porta S’Avanzada

Il viale del Buoncammino prosegue verso sinistra in via Ubaldo Badas, che termina contro le mura del Castello, dove si trova la Porta Cristina che costituisce l’ingresso da ovest al quartiere Castello.

Cagliari-Veduta panoramica del quartiere Castello Cagliari-Ingresso al Castello da ovest dalla porta Cristina Cagliari-La porta Cristina che fa entrare da ovest nel Castello

Cagliari-La piazza dell’ArsenaleLa porta Cristina ci porta in piazza dell’Arsenale una caratteristica piazzetta tutta chiusa, che attraverso la porta Cristina si affaccia sul viale del Buon Cammino, una ampia passeggiata a terrazza sulla parte nord occidentale della città, con una bella vista, e che ci conduce ai giardini pubblici, nei quali si trova la palazzina neoclassica che ospita Galleria Comunale d’Arte. Alla sinistra della piazza si trova la monumentale porta dell’Arsenale, ingresso alla Cittadella dei Musei, di fronte la porta S’Avanzada, ed alla destra la porta San Pancrazio che conduce alla piazza Indipendenza, con la Torre di San Pancrazio. Nella piazza Arsenale, di fronte alla porta Cristina, si trova la Porta S’Avanzada passata la quale, sulla prosecuzione della via Ubaldo Badas, si può ammirare dall’alto, tra l’alto bastione del Beato Amedeo e gli altri bastioni pisani, il lato orientale della città, e la vista panoramica arriva verso oriente fino allo stagno di Molentargius che separa Cagliari da Quartu Sant’Elena. Gli stagni sono una delle caratteristiche che rendono Cagliari una città davvero unica.

Cagliari-Di fronte alla porta Cristina si trova la porta S’Avanzada vista dalla piazza Arsenale Cagliari-Ingresso al Castello da est dalla porta S’Avanzada Cagliari-I bastioni pisani in difesa del Castello Cagliari-I bastioni pisani in difesa del Castello Cagliari-Veduta della zona orientale con lo stagno di Molentargius e verso est gli stagni di Quartu

La porta Arsenale ci fa entrare nella Cittadella dei Musei

In piazza Arsenale, alla sinistra provenendo dalla porta Cristina, si trova la Porta Arsenale passata la quale arriviamo nell’antica sede del regio Arsenale, dove si trova la Cittadella dei Musei che ospita i più importanti tesori artistici della città, riuniti nelle collezioni museali del Museo Archeologico Nazionale e della Pinacoteca nazionale, che attraverso bronzetti nuragici e retabli sardi e Catalani del Quattrocento ripercorrono la storia dell’Isola. Il complesso ospita altresì il Museo Civico d’Arte Siamese Stefano Cardu, ed il Museo delle Cere Anatomiche di Clemente Susini. All’ingresso della cittadella è esposto il Memorial dedicato a Giovanni Lilliu l’archeologo sardo di fama internazionale, ritenuto il massimo conoscitore della Civiltà nuragica, morto a Cagliari all’età di 97 anni il 19 febbraio 2012.

Cagliari-La porta Arsenale vista dalla piazza Arsenale Cagliari-Memorial a Giovanni Lilliu Cagliari-Memorial a Giovanni Lilliu Cagliari-La Cittadella dei Musei

La Pinacoteca nazionale ospita una collezione di antichi dipinti, formatasi a partire dall’ottocento. Le raccolte della Pinacoteca annoverano al pianterreno un importante nucleo di antichi dipinti della Sardegna, compresi fra il quindicesimo e il sedicesimo secolo e provenienti in gran parte dalla distrutta chiesa cagliaritana di San Francesco di Stampace. Sono presenti opere del Maestro di Castelsardo e di Pietro Cavaro, i maggiori pittori operosi in Sardegna nella fase tardogotica e primorinascimentale. Nei piani inferiori si possono osservare dipinti del diciassettesimo e diciottesimo secolo, di pittori prevalentemente extraisolani. Nelle sale del Museo Civico d’Arte Siamese Stefano Cardu si trova esposta la più ampia collezione d’arte siamese in Europa, frutto delle ricerche del collezionista Stefano Cardu che, nel 1914, ha fatto dono al comune di Cagliari di una parte degli oggetti da lui acquistati durante la sua permanenza in Siam, attuale Thailandia, e in occasione dei suoi viaggi in tutta la penisola indocinese, in Cina, in Giappone e in India. Accanto a oggetti d’arte di tema religioso, sono esposti oggetti d’uso domestico preziosamente lavorati, monete rare e armi assai poco note. Nel Museo delle Cere Anatomiche di Clemente Susini il tema principale è rappresentato dagli aspetti anatomici del corpo umano che sono fedelmente riprodotti. La collezione consta di ventitre cere anatomiche policrome, attribuite dagli esperti alla piena maturità artistica di Clemente Susini nato a Firenze nel 1754. Le cere sono state commissionate al Susini, tra il 1801 ed il 1805, dal vicere Carlo Felice, per il tramite del professore di anatomia Francesco Antonio Boi. Le sue opere sono Giudicate tra le più belle esistenti al mondo, dato che alla straordinaria perfezione del dettaglio anatomico, si associa una ricerca figurativa assente nelle precedenti opere dell’artista, ed evidente nel composto realismo con cui egli ha fissato nei volti l’immagine della morte. Ma soprattutto, grazie alla vastità e alla qualità delle sue raccolte, formatesi a partire dall’ottocento, il Museo Archeologico Nazionale offre la possibilità di compiere un completo excursus temporale attraverso la preistoria e la storia antica della Sardegna. La visita al Museo verrà descritta nei dettagli più avanti.

Il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari

Cagliari-Museo Archeologico NazionaleNon posso fare a meno di consigliare, a chi sia rimasto colpito dai nostri racconti e voglia quindi meglio conoscere la Sardegna e la sua storia, una visita al Museo Archeologico Nazionale che raccoglie in una bella struttura, organizzata in modo da rendere facile ed agevole la ricerca, tutti i più significativi reperti provenienti da ogni parte dell’Isola. Attualmente il Museo è disposto su tre piani, dei quali al piano terra dell’edificio, si propone la successione storico culturale delle fasi che hanno interessato la Sardegna tra il Neolitico antico e l’alto Medioevo, attraverso un percorso di tipo cronologico. Il percorso cronologico muove dall’età prenuragica, con le culture del Neolitico e dell’Eneolitico e del Primo Bronzo. Del periodo nuragico è presente materiale proveniente dai principali siti dell’Isola. Sono presenti oggetti della Cultura di Arzachena, di quella di Macomer con la bella Venere di Macomer, e di Ozieri e Porto Ferro con le statuette a traforo. All’età del Bronzo risalgono oggetti della cultura del Monte Claro e di Bonnanaro. Una delle maggiori attrattive del Museo risiede nei gruppi scultorei della bronzistica di età nuragica, tra i quali spiccano quelli di Teti e Abini, e di Santa Vittoria di Serri. Interessanti i molti bronzetti nuragici, che mostrano un ricco ventaglio di temi figurativi che investono l’organizzazione sociale pubblica e della vita quotidiana, ma anche l’ideologia del sacro, i rituali magici, le figure ieratiche dei Re pastori, di donne di rango elevato, di uomini d’armi, di uomini e donne al lavoro. Essi creano e compongono una rappresentazione collettiva del popolo nuragico, di rara suggestione.

Cagliari-Museo Archeologico: la Venere di Macomer Cagliari-Museo Archeologico: statuine in marmo di divinità femminile del tipo a traforo che si fanno risalire alla Cultura di Abealzu-Filigosa Senorbì-Turriga: statua della dea Madre Cabras-Cuccuru Is Arrius: statuetta in calcarenite con copricapo della Dea Madre Cabras-Conca Illonis: il pisside Ssu peducci decorata Cabras-Conca Illonis: il pisside Ssu peducci decorata Vasi della Cultura di Monte Claro Vaso della Cultura di Monte Claro Statuetta della Dea Madre risalente alla Cultura di Monte Claro Uta-Bronzetti: capotribù con l’ampio mantello e un nodoso bastone Uta-Bronzetti: un guerriero con spada e arco Uta-Bronzetti: un guerriero con spada e scudo rotondo Uta-Bronzetti: il persona con una corda in mano, forse un fromboliere Uta-Bronzetti: i lottatori Uta-Bronzetti: una spada con un cervo infilzato sulla sommità della lama Serri-Bronzetti: capotribù con l’ampio mantello e un bastone Serri-Bronzetti: un altro capotribù Serri-Bronzetti: il personaggio seduto Serri-Bronzetti: animale con arco Serri-Bronzetti: madre che chiede alla divinità di guarire il figlio Senorbì: Santu Teru: bronzetto del Miles Cornutus Nule-Santu Lesei: centauro androcefalo a corpo taurino Ittiri: bronzetto di suonatore di launeddas con un significativo fallo in erezione Bultei: la famosa navicella con protome cervina rinvenuta in località Is Argiolas Erula: la famosa navicella con protome cervina rinvenuta nel nuraghe Ispiene Ogliastra-Navicella con protome di antilope

Scavi di Nora: la famosa stele di NoraAi reperti relativi alla fase della colonizzazione fenicia lungo le coste si accompagnano quelli relativi alla successiva conquista cartaginese. Le sezioni fenicia e punica comprendono reperti provenienti da Nora come la famosa stele di Nora, una stele fenicia con otto righe di testo incise su pietra arenaria, rinvenuta nel 1773 presso il convento dei Mercedari a Pula, vicino all’antica città di Nora. Nella terza riga compare la sequenza šrdn, interpretata come Sardegna, che costituisce la più antica menzione del nome dell’Isola in un documento scritto. L’iscrizione è uno dei più antichi testi fenici rintracciati fuori dal Levante. Altri reperti dell’epoca fenicia e punica provengono dagli scavi effettuati a Tharros, a Bithia, ed a Sulci.

Del periodo romano sono presenti molta statuaria e mosaici provenienti da Cornus, da Bithia, e da Villasimius. Sono presenti anche sarcofaghi, oggettistica in oro, gemme, gioielli, anfore, vasi. Numerosi poi gli oggetti rinvenuti a Cagliari e nei suoi dintorni.

Posada-l’Ercole Nemeo o Africano trovato nei dintorni di Posada Cagliari-Museo Archeologico: statua di Bacco giovane Cagliari-Museo Archeologico: statua romana Cagliari-Museo Archeologico: statua di magistrato acefala Cagliari-Museo Archeologico: mosaico romano Cagliari-Museo Archeologico: mosaico romano Scavi di Nora: statuette di devoti e inservienti del Santuario Scavi di Nora: statua di dormiente Scavi di Nora: statua di dormiente con il serpente sacro avvolto attorno al corpo

Ai piani superiori del Museo si è adottato invece un diverso criterio, un criterio topografico, che presenta i materiali in base al territorio in cui sono stati rinvenuti, con vetrine dedicate a siti archeologici specifici. Tra essi, sono importanti quelli del complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini, del tempio di Antas, delle città fenicie di Sulci e Monte Sirai, dove è stata rinvenuta la famosa statua della dea Astarte.

Una particolare sezione della mostra è stata dedicata alle statue dei giganti di Mont ’e Prama, due delle quali sono esposte subito dopo l’ingresso al Museo, mentre un’altra trentina sono esposte al terzo piano, al quale si può accedere, oltre che con le scale, anche con un ascensore panoramico. Il resto del complesso è esposto al Museo Civico di Cabras.

Cagliari-Museo Archeologico: statue di giganti di Mont ’e Prama Cagliari-Museo Archeologico: statue di giganti di Mont ’e Prama Cagliari-Museo Archeologico: statua di un gigante di Mont ’e Prama Cagliari-Museo Archeologico: statua di un gigante di Mont ’e Prama Cagliari-Museo Archeologico: statue di giganti di Mont ’e Prama Cagliari-Museo Archeologico: statua di un gigante di Mont ’e Prama Cagliari-Museo Archeologico: statua di un gigante di Mont ’e Prama Cagliari-Museo Archeologico: statua di un gigante di Mont ’e Prama Cagliari-Museo Archeologico: riproduzione di un nuraghe rinvenuta a Mont ’e Prama

La porta San Pancrazio con la Torre omonima ci porta in piazza Indipendenza

Cagliari-La porta di San Pancrazio vista dalla piazza ArsenaleDalla piazza Arsenale, entrando dalla porta Cristina sulla destra, si trova il Palazzo delle Seziate, il cui nome proviene dalle sedute durante le quali i vicerè spagnoli ascoltavano le rimostranze e le suppliche dei detenuti nelle adiacenti carceri, ubicate presso la Torre di San Pancrazio. Il palazzo, disposto su due piani che poggiano su un alto basamento, al centro del quale si apre la porta di San Pancrazio o della Zecca, costituisce il passaggio tra la piazza Arsenale e la piazza Indipendenza. La Porta San Pancrazio passando sotto il portico delle Seziate, ci porta in piazza Indipendenza.

Passando sotto il portico delle Seziate, che è ospitato nel Palazzo delle Seziate troviamo alla sua destra il palazzo che ospitava l’Ex Museo Archeologico davanti al quale ferma il Trenino Cagliaritano, che parte dalla piazza del Carmine descriveremo nella prossima pagina, e che porta i turisti a visitare il quartiere Castello. Alla sinistra del palazzo delle Seziate, si eleva la Torre di San Pancrazio edificata nel 1305, nel periodo dell’occupazione pisana, dell’architetto Giovanni Capula, una delle tre torri del quartiere Castello, che costituisce un importante esempio di architettura militare medioevale. Lungo il lato sinistro della piazza si trova il Conservatorio delle Figlie della Provvidenza che risale al 1831, e che ha preso il posto del seicentesco Collegio dei Nobili, e nel diciannovesimo secolo è stato la sede di un’istituzione caritatevole per orfane. La sua ampia facciata neoclassica domina il lato est di piazza Indipendenza. Di fronte al palazzo delle Seziate, sul lato sud della piazza, nell’area dove era il Convento benedettino di Nostra Signora di Monserrat, sulle cui rovine è sorta la prima sede dell’Università e sono sorte poi le scuderie reali, si trova il Palazzo Sanjust noto anche come palazzo Giustiniani, che in passato ospitava al suo interno il Teatro Baccarini, e che oggi ospita una casa Massonica sede del Grande Oriente d’Italia a Cagliari. Alla sua destra si trova il Palazzo Amat realizzato nel diciottesimo secolo, che era di proprietà della famiglia Masones, acquistato nel diciannovesimo secolo da parte del marchese Fancesco Amat, che ha effettuato i lavori di ammodernamento e ampliamento.

Cagliari-La porta San Pancrazio nel palazzo delle Seziate vista dalla piazza Indipendenza Cagliari-La fermata del Trenino Cagliaritano davanti all’ex Museo Archeologico Cagliari-La Torre di San Pancrazio Cagliari-La Torre di San Pancrazio ed alla destra il Conservatorio delle Figlie della Provvidenza Cagliari-Palazzo Santjut che oggi ospita la sede del Grande Oriente d’Italia Cagliari: alle destra del palazzo Santjut si trova il palazzo Amat

Dalla piazza Indipendenza la via Pietro Martini ci porta alla chiesa di Santa Lucia in Castello con l’adiacente Convento

Cagliari-Palazzo Onnis Chapellealla sinistra del palazzo Santjust si trova uno slargo chiamato piazzetta Mafalda di Savoia, sul lato sud della quale si trova il Palazzo Onnis Chapelle un palazzo storico che purtroppo versa in attivo stato di conservazione. Alla sua destra si muove la via Nicolò Canelles, mentre alla sinistra parte la via Pietro Martini, la strada che dal lato nord di piazza Indipendenza conduce alla piazza palazzo. Nella facciata antistante la piazzetta Mafalda di Savoia sono presenti finestre di forma irregolare, mentre i prospetti del palazzo che si affacciano sulla via Nicolò Canelles e sulla via Pietro Martini si sviluppano su due piani, e mostrano delle finestre con balconi dalle ringhiere in ferro battuto. Presa la via Pietro Martini, la seguiamo per una cinquantina di metri, e vediamo, al civico numero 13, alla sinistra della strada, la facciata della chiesa di Santa Lucia in Castello dedicata alla Martire siracusana, edificata nel sedicesimo secolo con l’adiacente ex Convento, che oggi ospita un asilo e una Scuola elementare. Nel 1539 il vicere Antonio Cardona ha fatto dono del complesso monastico a un gruppo di monache Clarisse, arrivate a Cagliari da Barcellona su richiesta di papa Paolo III. La chiesa presenta una facciata molto essenziale, priva di ornamenti, nella quale si apre il semplice portale, sormontato da un oculo tamponato. L’interno è a pianta rettangolare, a unica navata divisa in due campate, con cappelle laterali con la volta a crociera semplice, costolonata e con gemma pendula scolpita, poggiante su peducci scolpiti. Le cappelle sul lato sinistro sono semplici, ricavate da ambienti dell’attiguo Convento, mentre sono più interessanti le due cappelle, a pianta rettangolare e di uguale dimensione, che si aprono sul lato destro della seconda campata. La chiesa dipende dalla Cattedrale di Santa Maria.

Cagliari: verso la chiesa di Santa Lucia Cagliari-Chiesa di Santa Lucia Cagliari-Chiesa di Santa Lucia: interno

Arriviamo nella piazza palazzo, la piazza principale del quartiere Castello

Cagliari-La piazza palazzo vista da sudProseguendo lungo la via Pietro Martini, arriviamo in piazza Palazzo la piazza principale del quartiere Castello. La piazza, che deve il suo prestigio alla rilevanza storica e artistica degli edifici che vi si affacciano, si presenta pressappoco con pianta a rettangolo allungato, disposta davanti alla lunga facciata settecentesca del palazzo reale, cui seguono il più semplice prospetto del palazzo arcivescovile e la facciata della cattedrale, con la sua Torre duecentesca. Il lato sud è chiuso dall’ex palazzo di città, Municipio di Cagliari fino al 1906.

Il volume Il palazzo regio di CagliariSul lato sinistro della piazza Palazzo, si trova per primo il grande Palazzo reale detto anche Palazzo regio o meglio Palazzo vicerègio che costituiva l’antica residenza del rappresentante del Re durante le dominazioni aragonese, spagnola ed anche successivamente Sabauda. Cagliari-In piazza Palazzo il lato sinistro con in primo piano il Palazzo regioIl palazzo ha origini trecentesche e diviene sede del vicere dal 1337, per volere di Pietro IV d’Aragona. Nel corso dei secoli l’edificio subisce diverse modifiche e ampliamenti, particolarmente significativi sono i restauri settecenteschi, nel 1730 viene realizzato lo scalone d’onore che conduce al piano nobile, le cui sale vengono restaurate nel 1735. La facciata ovest, col portale principale in asse con lo scalone, viene sistemata entro il 1769, come risulta dall’iscrizione posta sulla lunetta della porta finestra che si apre sul balcone centrale. Il palazzo oggi è sede della Prefettura e della Città Metropolitana di Cagliari, ed ospita, inoltre, mostre temporanee.

Cagliari-In piazza palazzo il palazzo arcivescovilealla destra del palazzo reale, si trova il più piccolo Palazzo Arcivescovile nel quale il Re Carlo Felice di Savoia ha dimorato, con la sua corte, durante il periodo Napoleonico, a causa dell’inadeguatezza del palazzo reale. L’attuale fisionomia del prospetto principale si deve a significativi lavori di rifacimento avvenuti alla fine della terza decade del Novecento. Sulla parete laterale sono visibili epigrafi funerarie risalenti alla prima era cristiana, mentre, nelle sale interne, sono conservati numerosi quadri e reperti archeologici.

Cagliari-La piazzetta Carlo Albertoalla destra del palazzo arcivescovile, verso la fine della piazza palazzo, si trova la Cattedrale di Santa Maria di Castello di fronte alla quale parte una scalinata che conduce nella sottostante Piazzetta Carlo Alberto, che in lingua sarda era chiamata Sa Prazzitta ed in epoca spagnola La Plazuela, nella quale era posizionata la gogna, con relativo boia che veniva chiamato Su Dugali, per giustiziare i nobili condannati a morte. Alla destra della Cattedrale si trova la chiesa di Nostra Signora della Speranza. Entrambe queste chiese verranno descritte più avanti.

Cagliari-In piazza palazzo l’antico palazzo di cittàCagliari-In piazza palazzo l’antico palazzo di città: il particolare della facciataChiude il lato sud della piazza palazzo l’Antico palazzo di città uno storico edificio edificato nel 1331 che è stato sede municipale della città dal Medioevo fino ai primi anni del ventesimo secolo. L’aspetto attuale dell’ex Municipio si deve però alle ristrutturazioni settecentesche, che lo trasformano secondo il gusto del barocchetto Piemontese. Dopo il trasferimento della sede municipale nel nuovo palazzo Civico, il palazzo ospita per diversi anni il Conservatorio di musica Giovanni Pierluigi da Palestrina, trasferito nel 1970 nella nuova e attuale sede di via Bacaredda. Il palazzo costituisce la sede di rappresentanza del sindaco di Cagliari, ed ospita, inoltre, oggi la mostra in esposizione permanente, del Fondo Etnografico Manconi Passino, del Fondo Ceramico della Collezione Ingrao e del Fondo d’Arte Sacra della Collezione Ingrao.

Cattedrale di Santa Maria di Castello che ospita la parrocchia di Santa Cecilia di Castello

Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: facciataLa Cattedrale di Santa Maria di Castello, definita cattedrale essendo la chiesa più importante della diocesi, di cui costituisce il centro liturgico e spirituale, e che contiene la cattedra del vescovo della Arcidiocesi di Cagliari metropolitana, che ha come suffraganee la Diocesi di Iglesias, la Diocesi di Lanusei, e la Diocesi di Nuoro. La chiesa è dedicata alla Vergine Assunta ed a Santa Cecilia, una Martire romana morta nel 230 sotto Settimio Severo mentre era papa Urbano I, si trova in piazza Palazzo ed è il principale luogo di culto di Cagliari, sede vescovile dell’omonima arcidiocesi metropolitana e parrocchiale del quartiere storico Castello. Edificata dai Pisani nel tredicesimo secolo in stile romanico pisano, prevedeva otto colonne monolitiche che suddividevano la chiesa in tre navate. Elevata al rango di Cattedrale nel 1258, quando Cagliari è stata la capitale del Regno di Sardegna, al suo interno prestavano giuramento i rappresentanti dei tre Stamenti, ossia dei tre bracci del Parlamento. Dalla chiesa Cattedrale di Santa Maria, che ospita la parrocchia di Santa Cecilia di Castello, dipendono diverse chiese del centro storico di Cagliari, la chiesa della Purissima in via la Marmora, la chiesa di Santa Lucia in Castello situata in via Martini, la chiesa di San Giuseppe Calasanzio in piazzetta San Giuseppe, la chiesa di Santa Maria del monte in via Corte d’Appello, la Basilica della Santa Croce in via Santa Croce, la chiesa della Speranza in via Duomo, la chiesa di San Lorenzo sul colle del Buoncammino nel quartiere Stampace.

Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: il pianta internaLa Cattedrale presenta, oggi, una pianta a croce latina, conferitagli dal transetto aggiunto nel quattordicesimo secolo dai Catalano Aragonesi che, dopo aver preso possesso del Castel di Castro, hanno dotato la chiesa di due portali laterali, modificando significativamente l’impianto originario. Viene, in seguito, rimaneggiata nel 1674, quando vengono completati i lavori di restauro che le conferiscono una fisionomia totalmente nuova e slanciata, esaltandone la suggestione e la maestosità, in linea con i canoni del barocco, e dell’edificio originale rimane solo la Torre campanaria alla sinistra della nuova facciata. Nell’interno a tre navate, notevole il Pulpito scolpito dal Maestro Guglielmo fra il 1159 e il 1162 per la Cattedrale di Pisa, poi donato nel 1312, dopo che Giovanni pisano aveva ultimato il nuovo pulpito, da questa alla Cattedrale di Cagliari, nella quale viene situato inizialmente a destra della navata centrale presso la terza colonna, ma poi, nel diciassettesimo secolo, viene scomposto in due amboni, che vengono sistemati al due lati dell’ingresso principale. Entrando, percorriamo le navate ed i transetti della chiesa in senso orario.

Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: interno con veduta verso l’altare Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: interno con veduta verso la porta di ingresso Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: il pulpito del Maestro Guglielmo scomposto in due amboni

Nella navata sinistra si trovano prima la Cappella del Battistero, che si distacca dallo stile barocco per proporre quello neoclassico, nella quale è presente la vasca che conteneva l’acqua benedetta; poi subio dopo la Cappella di Santa Barbara e delle Famiglie Sante, con al centro la rappresentazione di Santa Barbara che rifiuta di adorare gli idoli pagani.

Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: la Cappella del Battistero Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: la Cappella di Santa Barbara e delle Famiglie Sante

Sempre nella navata sinistra, più avanti, si trova la Cappella della Madonna della Mercede, realizzata completamente in marmo, fatta erigere a spese dell’Arcivescovo Carignena, il quale apparteneva all’Ordine della Mercede fondato da San Pietro Nolasco e Giacomo I d’Aragona nel 1218, e che è stato seppellito proprio sotto l’altare. Si trova qui nella nicchia la statuina della Vergine del Pilar, al centro il grande quadro della Madonna della Mercede che con il manto avvolge i Santi del suo ordine. Sui lati si trovano due colonne cocleate a spirale in marmo nero. Sul lato di destra è presente una finestra che un tempo serviva all’Arcivescovo per assistere ai riti in maniera privata. Si trova invece sul lato sinistro al tomba di Monsignor Paolo Maria Serci di Nuraminis, che è stato Arcivescovo di Cagliari dal 1893 al 1900. La Cappella della Madonna della Mercede viene definita il Santuario della Madonna della Mercede, luogo ritenuto sacro dalla tradizione religiosa, per la devozione dei fedeli alla statuina della Vergine del Pilar ed al grande quadro della Madonna della Mercede presenti al suo interno.

Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: la Cappella della Madonna della Mercede Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: monumento funerario dell’arcivescovo Carignena nella Cappella della Madonna della Mercede

Nel transetto sinistro si trova il Mausoleo dell’arcivescovo Ambrosio Machin De Aquena, Maestro Generale dell’Ordine Mercedario; e subito più avanti il Mausoleo di Martino d’Aragona il Giovane, imponente monumento funebre di Martino I di Sicilia, Infante d’Aragona, morto durante la conquista della Sardegna nel 1409, del quale erroneamente si è sempre creduto che le spoglie fossero state traslate in Spagna, invece nel 2005, smontando il sepolcro per la ristrutturazione, si sono scoperti i suoi resti mortali, racchiusi in un involucro di velluto rosso, ricamato in oro. Seguono, sempre nel transetto sinistro, la Cappella Pisana attualmente utilizzata per le celebrazioni feriali e la Cappella del Santissimo Crocefisso, che ospita un crocifisso ligneo cinquecentesco e le statue di San Sebastiano e San Rocco, risalenti al diciottesimo secolo.

Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: mausoleo dell’arcivescovo Ambrosio Machin De Aquena Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: mausoleo di Martino d’Aragona il Giovane Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: il particolate del mausoleo di Martino d’Aragona il Giovane Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: la Cappella Pisana Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: la Cappella del Santissimo Crocefisso

Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: nel presbiterio l’altare maggioreal centro della chiesa si trova il Presbiterio che ospita l’altare maggiore, che è l’antico e prezioso altare originario in stile romanico pisano della vecchia chiesa di Santa Maria, con una semplice tavola marmorea che poggia su quattro colonne e al centro viene sostenuta da una colonna più robusta. Sulla tavola marmorea sono appoggiati sei candelabri sbalzati e cesellati, una croce d’altare lavorata a sbalzo e a cesello, ed un grande leggio con la sigla al centro. Dietro l’altare si trova il seicentesco coro ligneo al centro del quale si può osservare la cattedra vescovile, decorata dallo stemma dell’arcivescovo Pietro Vico. È presente anche un organo grande costruito nel 1955, e il piccolo organo di Scuola napoletana proveniente dalla chiesa della Purissima, costruito dal maestro Carlo Mancini nel 1758, con la cassa in legno decorata da fregi dorati.

Portandoci nel transetto destro, troviamo la Cappella della Madonna delle Grazie; poi la Cappella Aragonese del Santissimo Sacramento e della Sacra Spina, che custodiva come reliquia una spina che si vuole appartenesse alla corona che cinse il capo di Gesù Cristo durante la sua passione, donata al Duomo da papa Clemente settimo con breve del 23 luglio 1531, che oggi è custodita nel Tesoro del Museo, assieme al famoso trittico quattrocentesco attribuito al pittore Rogier Van der Weyden, custodito nell’aula capitolare, con obbligo di esporli durante la Festa dell’Assunzione, tradizione che è stata conservata fino ad oggi. Sempre nel transetto destro, si trova l’ingresso della Aula Capitolare, dove sono raccolte le tele primoseicentesche del cosiddetto Maestro del Capitolo, dalla quale si accede alla Sacrestia dei Beneficiati, nella quale nel 1861 Giovanni Spano vi descrisse il retablo dei Beneficiati oggi gli ambienti continuano ad espletare funzioni di servizio liturgico per la Cattedrale ed ospitano numerosi dipinti. Proseguendo la visita del transetto destro, si trovano l’altare di Sant’Isidoro, al centro della quale è collocata la tela raffigurante la Madonna Immacolata col Bambino, detta anche Madonna degli Stamenti sardi perché davanti ad essa giurava il Parlamento sardo; ed il Mausoleo dell’arcivescovo Bernardo de la Cabra, prima vittima della peste del 1652 che ha portato i cagliaritani ad invocare la grazia di Sant’Efisio.

Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: la Cappella della Madonna delle Grazie Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: la Cappella Aragonese del Santissimo Sacramento e della Sacra Spina Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: nella Cappella Aragonese le reliquie dei Santi e dei beati Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: la Cappella di Sant’Isidoro Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: mausoleo dell’arcivescovo Bernardo de la Cabra

Nella navata destra si trovano la Cappella di San Michele, in cui è presente un’opera di Giuseppe Massetti del diciottesimo secolo che rappresenta San Michele mentre scaccia gli angeli ribelli poi la Cappella della Madonna di Sant’Eusebio, chiamata anche Cappella della Madonna Nera per la presenza di una statua della Madonna di colore nero, statua in cedro del libano alta un metro e mezzo, che è una delle tre copie dell’originale che Sant’Eusebio, e vescovo di Vercelli, ha portato con se al ritorno dal suo esilio in Palestina nel 236 dopo Cristo, ed è l’unica conservata in Sardegna. Infine si trova la Cappella di Santa Cecilia, patrona della cattedrale, in stile barocco Piemontese, con sull’altare l’opera Il Matrimonio di Santa Cecilia e San Valeriano, firmata dal pittore romano Pietro Angeletti.

Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: la Cappella di San Michele Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: la Cappella della Madonna di Sant’Eusebio chiamata anche Cappella della Madonna Nera Cagliari-Cattedrale di Santa Maria: la Cappella di Santa Cecilia

Cagliari-Manifesto della Festa di San SaturninoL’ultima domenica di ottobre, memoria liturgica del patrono della città, si tengono, presso Cattedrale di Santa Maria, la chiesa di San Lucifero e la Basilica di San Saturnino, le celebrazioni in occasione della Festa di San Saturnino Martire, con diversi riti religiosi. I tradizionali riti che si rinnovano ogni anno vanno dai vespri solenni nella cattedrale, al canto dell’ora terza nella parrocchia di San Lucifero, alla celebrazione eucaristica nella Basilica paleocristiana dedicata al giovane Martire Saturnino, seguite dalle ultime cerimonie che si svolgono ancora nella cattedrale. Da alcuni anni la novità è stata rappresentata dall’avvio del Cammino di San Saturnino che, oltre il capoluogo, ha interessato anche i comuni di Isili, Gergei e Ussana, centri nei quali è profonda la devozione al Martire.

La cripta della Cattedrale definita il Santuario dei Martiri

Nel transetto sinistro della cattedrale, di fronte al Mausoleo di Martino d’Aragona il Giovane, si trova l’ingresso della cripta che è detta anche Santuario dei Martiri scavata interamente sulla viva roccia, sotto il presbiterio e il coro della cattedrale. La cripta viene definita un Santuario, ossia un luogo ritenuto sacro dalla tradizione religiosa, dato che custodisce le ossa dei martiri riportate alla luce nell’area cimiteriale della Basilica di San Saturnino. La cripta, scavata nella roccia con volte a botte ribassate e decorazioni in stile barocco, comprende l’area sottostante il presbiterio e il coro della cattedrale. Sul soffitto della cripta compaiono 584 rosoni scolpiti all’inizio del seicento con imitazione di foglie di acanto, di rosa, di vite, di fico e anche di qualche motivo non floreale. La cripta consta di una scala di accesso e di tre cappelle intercomunicanti tutte rivestite di marmo. È stata inaugurata nel 1618, dopo una solenne e sfarzosa processione con le reliquie dei Martiri, alla presenza delle autorità e con la partecipazione festante della popolazione. Nel Vestibolo del Santuario, le due scale di marmo attraverso le quali si scende si ricongiungono in un pianerottolo, con al centro il sarcofago in marmo dell’arcivescovo Francisco de Esquivel. Nella Cappella centrale della Madonna dei Martiri, sono sistemate sessantasei nicchie conteneti reliquie dei Martiri, e sopra l’altare c'è una statua della Madonna col Bambino, con ai lati San Giuseppe e Sant’Anna.

Cagliari-cripta della Cattedrale definita il Santuario dei Martiri: il vestibolo Cagliari-cripta della Cattedrale definita il Santuario dei Martiri: sarcofago dell’arcivescovo Francisco de Esquivel Cagliari-cripta della Cattedrale definita il Santuario dei Martiri: la Cappella centrale della Madonna dei Martiri Cagliari-cripta della Cattedrale definita il Santuario dei Martiri: altare della Cappella della Madonna dei Martiri

A sinistra, nella Cappella di San Saturnino, patrono della città di Cagliari, sono poste trentatre nicchie, sull’altare sotto la statua del Santo un sarcofago romano del secondo secolo conserva le sue reliquie, e nella Cappella sono presenti altri due sarcofagi di epoca romana, uno con le reliquie di dieci Martiri sopra la porta di ingresso, l’altro con le reliquie di nove Martiri posto sulla parete dietro il mausoleo di Carlo Emanuele di Savoia, morto di vaiolo all’età di due anni. A destra, nella Cappella di San Lucifero, vescovo di Cagliari e grande nemico dell’Arianesimo, vi sono ottanta nicchie, sotto la mensa dell’altare è collocata l’urna nella quale riposano le ossa di San Lucifero, è inoltre presente il mausoleo in marmo bianco di Maria Giuseppina di Savoia, moglie del Re di Francia Luigi XVIII, e dietro il mausoleo un sarcofago di epoca romana murato sulla parete nel quale sono state tumulate le reliquie di Sant’Antioco.

Cagliari-cripta della Cattedrale definita il Santuario dei Martiri: Cappella di San Saturnino Cagliari-cripta della Cattedrale definita il Santuario dei Martiri: sarcofago di San Saturnino Cagliari-cripta della Cattedrale definita il Santuario dei Martiri: mausoleo di Carlo Emanuele di Savoia Cagliari-cripta della Cattedrale definita il Santuario dei Martiri: Cappella di San Lucifero Cagliari-cripta della Cattedrale definita il Santuario dei Martiri: mausoleo di Maria Giuseppina di Savoia

La chiesa di Nostra Signora della Speranza

Subito alla destra del duomo, si trova la chiesa di Nostra Signora della Speranza nota anche come chiesa della Speranza che era la Cappella gentilizia della nobile famiglia Aymerich, Marchesi di Laconi, il cui palazzo, poco distante, è stato devastato dai bombardamenti del 1943, che ne hanno lasciato in piedi solo le mura perimetrali. La chiesa è legata alla storia del Parlamento sardo nel periodo della dominazione spagnola, infatti, proprio in questo edificio, si riuniva uno dei tre Stamenti del Parlamento, lo Stamento militare o nobiliare. Dopo la cacciata dell’Ordine dei Gesuiti dall’isola, questa chiesa è stata per breve tempo sede della Congregazione Mariana degli Artieri. Dal 2010 ogni domenica la chiesa viene aperta al pubblico, e dipende dalla Cattedrale di Santa Maria. Dal 2011 è stata concessa in uso temporaneo alla chiesa ortodossa del patriarcato di Mosca.

Cagliari-Chiesa di Nostra Signora della Speranza Cagliari-Chiesa di Nostra Signora della Speranza: interno Cagliari-Chiesa di Nostra Signora della Speranza: l’altare Cagliari-La messa ortodossa del patriarcato di Mosca nella chiesa di Nostra Signora della Speranza

Cagliari-Chiesa di Nostra Signora della Speranza: statua della Madonna incintaFino alla metà del ventesimo secolo, dall’11 dicembre di ogni anno, a Cagliari gli abitanti del quartiere del Castello si riunivano nella Cappella degli Aymerich per celebrare la Novena della Madonna della Speranza. E comunque ancora oggi, il 18 dicembre, in questa Cappella gotico Catalana si venera la statua di Nostra Signora della Speranza, descritta come seicenteca ma oggi attribuita a Giuseppe Antonio Lonis, che è stato il maggiore scultore sardo del settecento il quale aveva la sua bottega nel quartiere di Stampace. La statua, anch’essa proprietà degli Aymerich, raffigura la Madonna incinta, in attesa di Gesù, secondo l’antico culto Catalano della Virgen de la Esperanza, dove Esperanza in spagnolo significa anche in attesa.

Dalla piazza Indipendenza la via Alberto La Marmora ci porta alla chiesa della Purissima con l’attiguo Convento

Cagliari: alle destra del palazzo Santjut si trova il palazzo AmatRitornati in piazza Indipendenza, prendiamo, ora, la strada che passa alla destra del palazzo Santjust, la stretta via Alberto La Marmora, che è la principale via interna del quartiere Castello. Qui, al civico numero 130/a, alla destra della strada, troviamo la chiesa della Purissima edificata, insieme all’attiguo Convento, nel 1554, per volere di una nobildonna cagliaritana, sopra una preesistente chiesa dedicata a Sant’elisabetta. La chiesa è priva di facciata frontale, l’ingresso si apre sul lato che si affaccia in via la Marmora, e si accede ad essa attraverso un portale gotico, superato un alto portico voltato a botte. L’edificio si presenta nell’originario stile gotico Catalano, che ne caratterizza principalmente l’interno, suggestivo, costituito da un’unica navata suddivisa in due campate, voltate a semplice crociera gotica. Su ciascuna campata si aprono le cappelle laterali, una per lato nella prima campata, due per lato nella seconda, che, con il presbiterio, hanno pianta rettangolare e le volte sono a crociera gotica stellata. Conserva all’interno il fastoso altare maggiore ligneo, in stile barocco, dell’inizio del diciottesimo secolo; un crocifisso ligneo a grandezza naturale, del sedicesimo secolo; un Polittico raffigurante i Santi Cosma e Damiano, attribuito al pittore sardo Antioco Casulla; ed una tavola dipinta da Lorenzo Cavaro, raffigurante San Girolamo. La chiesa, che dipende dalla Cattedrale di Santa Maria, è stata riaperta nel 2012, dopo il restauro curato dal comune.

Cagliari: alle destra del palazzo Santjut parte la stretta via Alberto La Marmora Cagliari-La via Alberto La Marmora con alla destra la chiesa della Purissima Cagliari-Chiesa della Purissima: facciata Cagliari-Chiesa della Purissima: il portone di accesso

In via Santa Croce troviamo la chiesa di Santa Maria del Sacro Monte di Pietà

Cagliari-Proseguendo lungo la stretta via Alberto La MarmoraCagliari-Sbocchiamo sulla via Santa CroceaPassata la chiesa della Purissima, proseguiamo lungo la via Alberto La Marmora per circa cinquanta metri, poi incrociamo il Vico Pietro Martini, che prendiamo verso destra. Lungo questo vico, dopo una trentina di metri, una scalinata in discesa ci porta ad attraversare la via dei Genovesi e ad imboccare la via Santa Croce, già Vico del Giudei, così chiamato dato che portava al ghetto degli Ebrei. Il primo gruppo di Ebrei giunge probabilmente nell’isola nel 1323 con l’esercito dell’infante Alfonso il Benigno, e la loro presenza si protrae nel periodo dal quattordicesimo al quindicesimo secolo nella via Santa Croce, sino alla loro espulsione avvenuta nel 1492, quando con un decreto i Re di Spagna, Ferdinando e Isabella, detti i Cattolici, ordinano l’espulsione degli Ebrei da tutti i propri stati, compresa la Sardegna. Presa la via Santa Croce, dopo una quarantina di metri si trova, alla sinistra della strada, una scalinata in discesa che, in due rampe di scale, ci porta di fronte alla chiesa di Santa Maria del Sacro Monte di Pietà. Si tratta di una chiesa edificata nel Cinquecento in stile gotico Catalano con influssi rinascimentali, con una facciata a terminale piatto, sulla quale si apre una finestra semicircolare ed il portale, sormontato da un arco gotico. L’interno si sviluppa su un’unica navata, due campate, una Cappella laterale a destra, il presbiterio e il coro. La chiesa apparteneva all’Arciconfraternita del Sacro Monte di Pietà, i cui membri, esclusivamente di nobile estrazione, avevano come compito principale l’assistenza ai condannati a morte. Dopo la soppressione dell’ordine nel 1866, è diventa aula di tribunale dell’attigua Corte d’Appello, nel 1879 viene trasformata nella sede di una Scuola musica, nel 1921 diventa un dormitorio della Piccola casa della Divina Provvidenza, ed, infine, nel 1969 diventa un centro sportivo. Dopo lunghi restauri, la chiesa è stata riaperta intorno al 2000, ed affidata al Sovrano Militare Ordine di Malta, che in cambio rende accessibile l’edificio, offrendo anche spiegazioni sulla sua storia e le opere d’arte in esso contenute. La chiesa dipende dalla Cattedrale di Santa Maria.

Cagliari-Chiesa di Santa Maria del Santo Monte di Pietà Cagliari-Chiesa di Santa Maria del Santo Monte di Pietà: facciata Cagliari-Chiesa di Santa Maria del Santo Monte di Pietà: interno Cagliari-Chiesa di Santa Maria del Santo Monte di Pietà: interno Cagliari-Chiesa di Santa Maria del Santo Monte di Pietà: interno Cagliari-Portico a sinistra della chiesa

Da via Santa Croce l’ingresso al Ghetto degli Ebrei

Cagliari-Ingresso al cosiddetto Ghetto degli EbreiProseguendo per meno di una cinquantina di metri, troviamo a destra il portone di ingresso al cosiddetto Ghetto degli Ebrei che si posiziona al di fuori della cinta muraria, al di là del bastione della Santa Croce. Si tratta di un complesso di costruzioni nato nel 1738 come caserma militare intitolata al regnante Sabaudo Carlo Emanuele III. L’edificio, progettato dagli ingegneri militari Piemontesi, doveva ospitare il reparto dei Dragoni, ed ha avuto funzioni militari fino al diciannovesimo secolo, quando è stato ceduto a privati e trasformato in piccole abitazioni. oggi ospita anche un centro culturale. La sua impropria denominazione deriva dal fatto che, poco più avanti, realmente esisteva il quartiere dove gli Ebrei abitavano.

La Basilica della Santa Croce

Cagliari-Basilica Magistrale della Santa CroceProseguendo lungo la via Santa Croce per cento metri, troviamo, alla sinistra della strada, una scalinata che, in sette gradini, ci porta nella piazza Santa Croce, sulla quale si affaccia la Basilica della Santa Croce. L’edificio sorge nel rione Castello, sul bastione di Santa Croce, nello spazio delimitato dalla omonima via, da via Corte d’Appello e dalla piazzetta Santa Croce, dove si trova l’ingresso principale della chiesa. Annesso alla Basilica è il vasto complesso dell’ex Collegio dei padri Gesuiti, che oggi ospita la Facoltà di architettura dell’Università di Cagliari. La chiesa un tempo era la sinagoga della Giudaria, ovvero del rione ebraico, ed è stata convertita in chiesa cattolica e dedicata alla Santa Croce dopo la cacciata degli ebrei dal territorio spagnolo e dai loro possedimenti. Nel 1530 la chiesa viene concessa all’Arciconfraternita del Santo Monte di Pietà, appena istituita, e rimane in uso sino al 1564, anno in cui i Gesuiti giungono a Cagliari e viene loro concesso l’utilizzo di questa chiesa e di alcune case adiacenti, primo nucleo del Collegio dei padri Gesuiti. La chiesa viene stilisticamente rinnovata e ingrandita nel 1661 ad opera di con Felice Brondo, marchese di Villacidro. Nel 1773, in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù, la chiesa e il Collegio della Santa Croce diventano proprietà dello Stato. Nel 1809, durante la sua permanenza a Cagliari, il Re Vittorio Emanuele I di Savoia concede la chiesa all’Arciconfraternita dei Santi Maurizio e lazzaro, carissima ai Savoia, elevandola al titolo di Basilica Magistrale dell’Ordine dei Santi Maurizio e lazzaro. I bombardamenti del 1943 la danneggiano, viene riparata nel 1946 e poi chiusa fino ai primi mesi del 2008, quando viene nuovamente riaperta al culto.

Cagliari-Basilica Magistrale della Santa Croce: facciata Cagliari-Basilica Magistrale della Santa Croce: il portale

Dal 2008, la messa è di norma officiata la domenica mattina secondo il rito romano straordinario, che segue il messale Romano promulgato da papa Pio V a richiesta del Concilio di Trento nel 1570, e mantenuta fino a quella promulgata da papa Giovanni XXIII nel 1962, precedente alla revisione ordinata dal Concilio Vaticano II. Dal 16 luglio 2018 è eretta parrocchia personale per i fedeli del rito romano straordinario, seconda in Italia, dopo la parrocchia della Santissima Trinità dei Pellegrini a Roma, e prima affidata al clero diocesano. La facciata, particolarmente sviluppata in altezza, è divisa in due livelli da una fascia intermedia, delimitata da due cornicioni, all’interno del quale si trova lo stemma dell’ordine dei Gesuiti. Sotto, nel livello più basso, si apre il portale, sormontato da un timpano curvo spezzato, entro cui si trova lo stemma della casata dei Brondo.

Cagliari-Basilica Magistrale della Santa Croce: interno Cagliari-Basilica Magistrale della Santa Croce: l’altare maggiore

L’interno è a navata unica, con volta a botte, e con tre cappelle per lato, ed un breve presbiterio chiuso da abside semicircolare. Nell’altare maggiore in marmo è esposto un artistico Cristo crocifisso, in legno, e, nella parete dell’abside, si trovano gli affreschi di San Maurizio e San Lazzaro, realizzati nel 1842 dall’artista cagliaritano Antonio Caboni. Numerose altre opere d’arte sono custodite nella sacrestia. La Basilica dipende dalla Cattedrale di Santa Maria.

Il belvedere del bastione della Santa Croce

Cagliari: veduta della zona occidentale con la laguna di Santa GillaIl Bastione della Santa Croce comunemente detto dalla popolazione Bastione di Santu Juanni, è situato nell’omonima via che si trovava nella zona delimitata fra la via Santa Croce e la via Stretta, zona che in passato ospitava la Giudaria, ovvero il rione ebraico, finché nel 1492, con il decreto dei Re Cattolici, gli ebrei che non si convertirono al Cristianesimo furono cacciati da qui. Il bastione è stato costruito nel cinquecento durante la dominazione spagnola, ed il governo Sabaudo lo ha modificato nel settecento. Ha una forma a pentagono ed è fatto con le caratteristiche del mura a scarpa, ossia di mura spesse alla base che si stringono verso l’alto per resistere ai colpi di cannone. Dal belvedere del bastione della Santa Croce si ha una vista panoramica dell’intera città verso occidente fino alla laguna di Santa Gilla. Gli stagni, come abbiamo già detto, sono una delle caratteristiche che rendono Cagliari una città davvero unica.

La chiesa di San Giuseppe Calasanzio

Cagliari-Chiesa di San Giuseppe CalasanzioCagliari-Chiesa di San Giuseppe Calasanzio: il portaleProseguiamo lungo la via Santa Croce per poco meno di duecento metri dalla chiesa della Santa Croce, arriviamo alla fine della strada, e troviamo alla destra della strada la Torre dell’Elefante, che descriveremo più avanti, ed, alla sinistra della strada, la piazzetta San Giuseppe con la chiesa dedicata a San Giuseppe Calasanzio che ha aperto nel 1597 la prima Scuola pubblica popolare gratuita d’Europa, ed ha istituito l’Ordine religioso degli Scolopi. I lavori di costruzione iniziano nel 1663 e terminano nel 1735. Nel 1943, in seguito ai bombardamenti, l’edificio riporta gravi danni. Restaurata e riaperta al culto nel dopoguerra, venne nuovamente chiusa negli anni settanta, e, da allora, a causa degli interminabili lavori di restauro, il monumento non è visitabile. In stile barocco, la chiesa si presenta con un armonioso prospetto principale dal terminale piatto, scandito da lesene con capitelli di ordine ionico, e con il portale sovrastato da un timpano a cornice curva spezzata, con all’interno lo stemma degli scolopi. L’edificio presenta notevoli differenze rispetto ai precedenti luoghi di culto cagliaritani, probabilmente volute dagli scolopi per adempiere alle funzioni di educazione popolare, oltre che di culto. L’interno è a unica navata voltata a botte, con tre cappelle intercomunicanti ai lati e profondo presbiterio coperto da cupola su tamburo ottagonale. La chiesa dipende dalla Cattedrale di Santa Maria

Di fronte alla chiesa di San Giuseppe Calasanzio si trovava il ristorante Su Tzilleri ’e Su Doge

Di fronte all’ingresso della chiesa, sull’altro lato della piazza San Giuseppe, si trovava un tempo l’ingresso del caratteristico ristorante Su Tzilleri ’e Su Doge, che dal luglio 2021 ha trasferito la sua attività nel caratteristico ristorante Su Tzilleri in Sa Bucca ’e Sa Nassa, situato in corso Vittorio Emanuele II al civico numero 57.

Cagliari-Il ristorante Su Tzilleri ’e Su DogeDi fronte all’ingresso della chiesa di San Giuseppe Calasanzio, sull’altro lato della piazza San Giuseppe, era presente il caratteristico ristorante Su Tzilleri ’e Su Doge, ossia l’Osteria del doge, il cui ingresso era al civico numero 17 della via Santa Croce. L’attività era abilmente gestita da Claudio Ara, che si definisce Chef d’essai, nella sua storia partita all’età di tredici anni lavando piatti, e che oggi fa parte della Alleanza tra i Cuochi, determinati a sostenere i presìdi Slow Food e piccoli produttori locali custodi della biodiversità. Proponiamo le foto scattate quanche anno fa nella nostra visita al ristorante Su Tzilleri ’e Su Doge, con la cucina di Claudio Ara che proponeva la ricerca maniacale della materia prima, dei piatti tipici nelle sue ricette originali, per capirne il perché storico, riproporle in chiave moderna rispettandone le caratteristiche o riproporle nella loro veste originale, o riproporle in chiave moderna rispettandone le caratteristiche.

Cagliari-Il ristorante Su Tzilleri ’e Su Doge: bar all’ingresso Cagliari-Il ristorante Su Tzilleri ’e Su Doge: sala interna Cagliari-Il ristorante Su Tzilleri ’e Su Doge: Fiore sardo, prosciutto crudo di Oliena, salsiccia e coppa di Ploaghe, pancetta di Samassi, e ricotta mustia di Thiesi, sopressa veneta Cagliari-Il ristorante Su Tzilleri ’e Su Doge: natalis al ragout di selvaggina Cagliari-Il ristorante Su Tzilleri ’e Su Doge-Inguine trafilate al bronzo di Cellino ai Gamberi di Villasimius e carciofo spinoso di Serramanna Cagliari-Il ristorante Su Tzilleri ’e Su Doge: stracotto di bue rosso al cannonau Cagliari-Il ristorante Su Tzilleri ’e Su Doge: il panna cotta col latte di capra di Dorgali

Il caratteristico ristorante Su Tzilleri ’e Su Doge era stato trasferito dal luglio 2021 nel quartiere Stampace, dove si trovava al civico numero 57 del corso Vittorio Emanuele, con la nuova denominazione Su Tzilleri in Sa Bucca ’e Sa Nassa. Questo caratteristico ristorante, però, oggi ha chiuso definitivamente dato che il suo chef Claudio Ara ha trasferito all’attività a Quartu Sant’Elena, nel lungomare del Poetto presso lo stabilimento balneare Blue Sky che si trova in corrispondenza della postazione 14.

La porta dell’Elefante con la Torre omonima

Alla destra della chiesa, si trova la Porta dell’Elefante posizionata sotto la Torre dell’Elefante la seconda Torre medievale più alta di Cagliari, dopo la Torre di San Pancrazio, edificata appena due anni dopo questa sempre da Giovanni Capula. In epoca spagnola l’edificio è stato utilizzato anche come carcere, e alle sue porte venivano appese come monito le teste mozzate dei prigionieri condannati a morte e decapitati nella vicina Plazuela, ossia nell’attuale piazzetta Carlo Alberto.

Cagliari-La Torre dell’Elefante Cagliari-La Torre dell’Elefante Cagliari-La Torre dell’Elefante: veduta interna Cagliari-La Torre dell’Elefante: vista dall’esterno Cagliari-La Torre dell’Elefante: la scultura che da il nome alla Torre

Cagliari-La lapide che ricorda l’omicidio del marchese di Camarassa viceré di SardegnaTra l’altro, si ricorda che, nella seconda metà del diciassettesimo secolo, le teste, svuotate del cervello e riempite di sale, di Don Jaime Artal de Castelvì marchese di Cea e di altri tre congiurati, implicati nel 1668 nell’omicidio di Don Manuel Gomez de Los Cobos marchese di Camarassa e vicere di Sardegna, vi rimangono appese per diciassette anni, rinchiuse in una gabbia di ferro agitata dal vento, e vengone rimosse solo il 1688 per grazia sovrana su petizione del Parlamento. In ricordo di questo fatto, è conservata una lapide in spagnolo A perpetua nota di infamia nei confronti dei nobili sardi coinvolti nell’assassinio del maggior rappresentante del sovrano di Spagna, che si trova in quella che allora era la via dei Cavalieri, ossia Carrer dels Cavallers, l’odierna via Canelles parallela alla via Alberto La Marmora, al civico numero 32.

L’ex Collegio degli Scolopi ed il palazzo dell’Università con la sede dell’ex Seminario Tridentino

Cagliari-Palazzo dell’UniversitàUsciti dalla porta dell’Elefante, subito a sinistra parte la via Cammino Nuovo, che lascia alla sua destra il bastione del Balice, mentre proseguendo dritti, leggermente verso sinistra, parte la via dell’Università. Lungo questa strada, sulla sinistra, si trova il vasto complesso dell’Ex Collegio degli Scolopi posto sul retro della chiesa di San Giuseppe Calasanzio, che oggi ospita il liceo artistico statale. Di fronte ad esso, sul lato destro della strada, si trova il Palazzo dell’Università conosciuto anche come Palazzo Belgrano, un monumentale complesso architettonico nel quale hanno sede gli uffici del rettorato dell’ateneo e la Biblioteca universitaria. Nel suo progetto di riforma delle università sarde, il Re Carlo Emanuele III ha disposto la costruzione di una nuova sede dell’ateneo, ed ha incaricato della realizzazione l’ingegnere militare Saverio Belgrano di Famolasco. Era previsto il palazzo universitario, il Seminario tridentino ed un Teatro, ma sono stati realizzati solo i primi due edifici. La sede universitaria viene inaugurata nel 1770, mentre l’adiacente seminario viene terminato nel 1778, per essere poi ceduto all’università nel 1955 dall’arcivescovo Paolo Botto. Il complesso presenta una lunga facciata, scandita da alte lesene, tra le quali si aprono le diverse finestre dei tre livelli nei quali si articol’edificio. Alla base si aprono due portali, che immettono rispettivamente alla sede del rettorato ed ex Seminario Tridentino, l’altro alla sede della Biblioteca Universitaria. All’interno i due palazzi si sviluppano ciascuno attorno a un cortile quadrangolare.

Cagliari-Palazzo dell’Università Cagliari-Palazzo dell’Università: ingresso del rettorato Cagliari-Palazzo dell’Università: ingresso della Biblioteca Universitaria Cagliari-La via dell’Università vista dal suo termine a sud

Il Teatro Civico di Castello

Cagliari-Teatro Civico di CastelloCagliari-Teatro Civico di CastelloSeguendo la via dell’Università fino in fondo verso sud, si trova sulla sinistra l’edificio che ospita il Teatro Civico di Castello che fa angolo con la via Mario de Candia. Lo storico edificio, recentemente restaurato, sorge al posto di un precedente Teatro ligneo costruito da Saverio Belgrano di Famolasco, in seguito ceduto al comune, che nel 1831 incarica l’architetto Giuseppe Cominotti di costruire un nuovo Teatro in muratura. Alla sua morte, la direzione dei lavori viene affidata nel 1835 a Gaetano Cima, il quale apporta modifiche al progetto originario, ed il nuovo Teatro viene realizzato in stile neoclassico, ed inaugurato nel 1836, in onore del genetliaco del Re Carlo Alberto.

La porta dei Due Leoni

Cagliari-La porta dei Due Leonialla fine della via dell’Università, prendiamo verso destra la porta che la collega con la via Giovanni Spano, che è la cosiddetta Porta dei Due Leoni che costituisce l’accesso meridionale al Castello, ed in passato era definita Portali de Is leonis, e prende il nome dalle due sculture raffiguranti teste di leone affisse nella facciata, visibili sulla sommità, nel suo lato esterno. La porta che oggi è chiamata portico Mario De Candia segna il passaggio tra i due quartieri storici di Castello e della Marina, proprio in prossimità del terzo quartiere storico di Villanova. Assieme a porta Cristina, sul lato opposto di Castello, rappresentava il grande ingresso alla città fortificata. La Porta, venne realizzata in epoca pisana e si trova proprio al di sotto del Bastione Saint-Remy.

Il palazzo Boyl con la Torre dell’Aquila originariamente chiamata Torre del Leone

Cagliari-Palazzo BoylUn poco più indietro rispetto alla fine della via dell’Università, alla sinistra del Teatro Civico si vede, sulla via Mario de Candia, il Palazzo Boyl uno degli edifici più importanti dal punto di vista storico e artistico del centro storico. È stato costruito nel 1840 da Carlo Pilo Boyl, marchese di Putifigari, generale d’artiglieria e discendente di Filippo Pilo Boyl, che nel quattordicesimo secolo aveva aiutato gli Aragonesi a sconfiggere i Pisani e ad impadronirsi della rocca della città. Di recente il palazzo Boyl è stato restaurato, ma il comune ha evitato, di proposito, di restaurare i tre punti dove, sulla facciata, sono infisse le palle di cannone, a ricordo dei tre bombardamenti, degli inglesi nel 1708, degli Spagnoli nel 1717, ed infine dell’attacco da parte dei francesi nel 1793.

Cagliari-La Torre del LeoneIl palazzo Boyl incorpora, alla sua sinistra, la Torre dell’Aquila che originariamente era chiamata Torre del Leone. Si tratta della terza Torre medievale di Cagliari, costruita anch’essa da Giovanni Capula, autore anche delle altre due torri di Cagliari, quando i Pisani, temendo l’attacco iberico, iniziano ai lavori per il potenziamento delle fortificazioni di Cagliari. Il nome è dovuto ad una scultura di rapace scolpita nella grande porta, situata nella parte bassa della Torre, che permetteva l’ingresso al Castello. Gravemente danneggiata dai tre citati bombardamenti, durante l’ultimo dei quali ha perso la sua parte superiore e, ridotta quasi ad un rudere, è stata in seguito incorporata nell’edificio. Si trova, attualmente, in uno stato di forte degrado.

Usciamo dal quartiere Castello attraverso il bastione di Saint-Remy

Cagliari-Frontale del bastione di Saint-Remy che si affaccia sulla piazza CostituzioneDi fronte al palazzo Boyl, una scalinata con una diecina di gradini curvi, in salita, ci porta alla panoramica Terrazza Umberto I, costruita sopra il Bastione di Saint-Remy. Il bastione si affaccia sulla piazza della Costituzione, con una monumentale scalinata ed un’ampia terrazza panoramica, ed il suo nome deriva da quello del primo vicere Piemontese, il barone di Saint-Remy. La passeggiata coperta e la maestosa terrazza Umberto I, sono state progettate nel 1896 da Giuseppe costa e Fulgenzio Setti. Cagliari: veduta della zona orientale con lo stagno di MolentargiusCostruito tra il 1899 e il 1902, costituisce una significativa testimonianza dell’età umbertina. L’imponente struttura, realizzata in stile classicheggiante e composta da colonne in calcare di colore bianco e giallo con capitelli in stile corinzio, viene inaugurata nel 1901. Gran parte della facciata del bastione di Saint-Remy è stata danneggiata dai bombardamenti dell 1943, ma è stata successivamente ricostruita fedelmente. Dal belvedere del bastione di Saint-Remy si ha una vista panoramica dell’intera città verso oriente fino allo stagno di Molentargius che separa Cagliari da Quartu Sant’Elena. Gli stagni, come abbiamo già detto, sono una delle caratteristiche che rendono Cagliari una città davvero unica. Durante il corso degli anni, gli ampi spazi della passeggiata coperta sono stati adibiti a molteplici utilizzi, e, nel 1948, ha ospitato la prima edizione della Fiera Internazionale della Sardegna.

La prossima tappa del nostro viaggio

Prendendo la via Giuseppe Mazzini, che ci porta in piazza Martiri d’Italia, e proseguendo lungo la via Giuseppe Manno, oppure scendendo dalla scalinata del bastione di Saint-Remy, arriviamo in piazza Costituzione, piazza dalla quale usciamo dal quartiere Castello ed entriamo in quello denominato Villanova. Nella prossima tappa del nostro viaggio, proseguiremo quindi la visita dal centro storico della città di Cagliari dove vedremo nei dettagli tutto ciò che si trova all’interno del quartiere Villanova.


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