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Nel centro storico della città di Cagliari visitiamo il quartiere Villanova che ospita le processioni della Settimana Santa

In questa tappa del nostro viaggio, concluderemo la visita dal centro storico della città di Cagliari dove vedremo tutto ciò che si trova all’interno del suo quartiere Villanova, che rappresenta la naturale espansione verso est della rocca pisana, ossia del quartiere Castello, con il quale confina.

Il quartiere Villanova

Cagliari-I quattro quartieri del centro storico di Cagliari oggiIl quartiere Villanova, nonostante il nome che potrebbe far pensare ad una certa modernità, va invece considerato contemporaneo agli altri quartieri storici, e rappresenta la naturale espansione verso est della rocca pisana, ossia del quartiere Castello, con il quale confina. Il quartiere si è popolato soprattutto in epoca spagnola, ed ha assunto una impronta contadina, divenendo una delle poche oasi verdi della città. Cinto anch’esso da una barriera di mura, anche se non fortificato, era anticamente abitato da contadini che lavoravano i vasti campi e le vigne che circondavano la zona. Cagliari-Il quartiere VillanovaÈ stato nel tempo la residenza di coloro che raggiungevano la città per intraprendere lavori artigiani, e di quanti si dedicavano alle coltivazioni agricole nei grandi spazi confinanti col quartiere. Ancora oggi le abitazioni del quartiere si presentano generalmente più umili e con un minore sviluppo in altezza rispetto ai palazzi degli altri quartieri storici. Durante la Settimana Santa le vie del quartiere si animano di cagliaritani e turisti che assistono alle varie processioni, organizzate dalle arciconfraternite della Solitudine e del Santissimo Crocifisso, che hanno i loro oratori appunto nel quartiere Villanova. Ed in seguito, dall’espansione del quartiere Villanova si sono formati i quartieri moderni che oggi si trovano della zona est di Cagliari.

Nella piazza Costituzione si trova l’Antico Caffe dal 1855

Cagliari-La piazza CostituzioneAlla fine della nostra visita al quartiere Castello, abbiamo visto la panoramica Terrazza Umberto I, costruita sopra il Bastione di Saint-Remy. Il bastione si affaccia sulla piazza della Costituzione, con una monumentale scalinata ed un ampia terrazza panoramica, ed il suo nome deriva da quello del primo vicere Piemontese, il barone di Saint-Remy. Nella piazza Costituzione si trova lo storico Antico Caffe dal 1855, la cui storia ebbe inizio nel 1838, quando Lazzaro Canepa, originario di Lavagna vicino a Genova, aprì a Cagliari un modesto ritrovo che chiamò Bar Lazzaro. Nel 1855, il locale cambiò volto e nome diventando il prestigioso Caffè Genovese, il cui nome era dovuto proprio alle origini liguri del fondatore, frequentato da artisti e dall’elite cittadina. Alcune fotografie dell’epoca lo mostrano già alla fine dell’ottocento come luogo animato da carrozze, cappelli a cilindro e conversazioni sul mondo che cambiava. Il locale vive una nuova vita ai primi del Novecento all’insegna dello stile Liberty, con l’aggiunta di appliques e specchiere appese alle pareti, sedie stile Thonet, tavolini in ghisa e marmo bianco, due banconi in noce. La terrazza che si affaccia sulla Piazza Costituzione, ai piedi del Bastione di Saint Remy, è delimitata da una cancellata in ferro battuto forgiata dai detenuti della colonia penale di San Bartolomeo.

Cagliari-In piazza Costituzione l’Antico Caffé dal 1855 Cagliari-Antico Caffé dal 1855: ingresso Cagliari-Antico Caffé dal 1855: interno

Il fascino del locale è anche legato alle vicende che vi si sono svolte, dato che qui Sibilla Aleramo attendeva il suo innamorato seduta ad un tavolo vicino al bancone, insieme a Grazia Deledda, Emilio Lussu, David Herbert Lawrence, Gabriele D’Annunzio, Salvatore Quasimodo, Elio Vittorini e Beniamino Dal Fabbro, ed ancora oggi rappresenta un punto d’incontro per i cagliaritani. Il locale gode della tutela del Ministero per i Beni Culturali per la sua importanza nella storia della città.

I giardini pubblici che ospitano anche la Galleria Comunale d’Arte

Cagliari-I giardini pubbliciDalla piazza Costituzione prendiamo, alla sinistra dell’Antico Caffe, la via Regina Elena, la seguiamo per circa cinquecento metri ed arriviamo ad una rotonda. In largo Giuseppe Dessì, proprio di fronte a noi, si trova l’ingresso del Giardini pubblici di Cagliari. Si tratta di un parco urbano situato al confine tra il quartiere Villanova ed il quartiere Castello, il più antico della città. Sorge su un’area che il comune ha acquistato nel 1840, è ampio poco meno di 2 ettari, ed in esso sono presenti una sessantina di piante tutte centenarie, piante esotiche, palme, e due ficus magnoloidi oltre 125 anni. Cagliari-l’edificio che ospita la Galleria Comunale d’ArteI giardini pubblici di Cagliari ospitano, al civico numero 2 di viale San Vincenzo, la Galleria Comunale d’Arte di Cagliari, che è ospitata in un edificio che risale alla fine del diciottesimo secolo ed era in origine una polveriera regia. Una volta era una polveriera dell’arsenale di Cagliari, e vicino ad essa, fino al 2005, erano presenti due enormi cannoni risalenti al periodo di guerra, proprio all’interno del parco. Il Museo racchiude circa 250 opere tra pitture e sculture databili dalla metà dell’ottocento agli anni ottanta del Novecento, e altre 250 opere nelle stanze del collezionista. Oltre al patrimonio artistico, la galleria possiede anche una collezione di materiali etnografici della Sardegna datati tra la fine del 700 e la prima metà del 900, ed una raccolta di stampe.

Il ristorante I Sarti del Gusto consigliato dalla Guida Michelin ed al quale il Gambero Rosso ha assegnato le Due Forchette

Tornati nella piazza Costituzione prendiamo, alla destra della Antico Caffe, la via Vincenzo Sulis, la seguiamo per un centinaio di metri, poi svoltiamo leggermente a sinistra e prendiamo il vico II Vincenzo Sulis, lo seguiamo e, dopo appena una cinquantina di metri, vediamo alla destra della strada, al civico numero 1/a del vico, il ristorante I Sarti del Gusto.

A suo tempo consigliato dalla Guida MichelinCagliari-Il ristorante I Sarti del GustoIl ristorante I Sarti del Gusto, situato in una graziosa stradina del centro, è un piccolo e moderno locale gestito con passione da due giovani soci, Riccardo Massaiu in cucina e GianLuca Fanni in sala. Amici da tempo, con alle spalle esperienze di lavoro comuni, hanno deciso qualche anno fa di tornare nella loro città natale ed aprire I Sarti del Gusto, che propone una cucina su misura nel cuore di Cagliari, e che era stato segnalato qualche anno fa dalla Guida Michelin per la sua buona cucina. La cucina riprende le tradizioni in chiave moderna, accompagnata da vini e bollicine regionali. Sopra una mensola, antiche macchine da cucire ricordano il lavoro svolto dagli antenati di uno dei proprietari, che un tempo erano sarti, mentre ora gli eredi sono diventati i sarti del gusto.

Cagliari-Ristorante I Sarti del Gusto: interno Cagliari-Ristorante I Sarti del Gusto: interno Cagliari-Ristorante I Sarti del Gusto: interno

Arriviamo nella piazza San Giacomo

Cagliari-La piazza San GiacomoLa via Vincenzo Sulis, in poco più di duecento metri, ci porta nella piazza San Giacomo che si trova alla destra della strada, nel cuore del quartiere di Villanova. Entrati nella piazza San Giacomo, sul suo lato destro si affaccia la chiesa di San Giacomo, ed inoltre, guardando la facciata della chiesa, alla sua destra si trovano due oratori tardo seicenteschi. Per primo, proprio adiacente alla chiesa, si trova la chiesa ed oratorio delle Anime del Purgatorio e, più avanti, alla destra di questo, si trova la chiesa ed oratorio del Santissimo Crocifisso. Durante la Settimana Santa le vie del quartiere si animano di cagliaritani e turisti che assistono alle varie processioni, organizzate dalle arciconfraternite della Solitudine e del Santissimo Crocifisso.

Nella piazza si trova la chiesa di San Giacomo che ospita la parrocchia di San Giacomo di Villanova

Cagliari-Chiesa di San GiacomoLe prima notizie che riguardano la chiesa di San Giacomo di Villanova risalgono al 1346, riferibili con tutta probabilità ad una chiesa con impianto tipico dell’architettura religiosa Catalana. Si tratta di una chiesa collegiata, ossia una chiesa di una certa importanza, che non è sede vescovile e perciò non ha il titolo di cattedrale, ma nella quale è tuttavia istituito un collegio o capitolo di canonici, con lo scopo di rendere più solenne il culto a Dio. A partire dal 1838, inizia la realizzazione del nuovo prospetto di stile neoclassico, dovuta a Gaetano Cima, e dell’interno, a navata unica, con cappelle laterali. La zona presbiterale è ricoperta da volta stellare a quattro punte. Sull’altare in marmi policromi, della fine del diciottesimo secolo attribuibile a Giovanni Battista Franco, si trova un gruppo scultoreo ligneo del Quattrocento, composto da un crocifisso e dalle statue delle pie donne sotto la croce. Lateralmente alla navata sono situate le cinque cappelle per lato aperte tra i contrafforti, con archi sia a sesto acuto sia a tutto sesto, e volte a crociera o a botte. La prima Cappella a sinistra, alla base del campanile, ospita un pregevolissimo Compianto in terracotta, risalente al quindicesimo secolo. La terza Cappella a sinistra, dedicata al Crocifisso, è in stile barocco e venne realizzata su disegni dell’architetto Piemontese Viana. In stile barocco è anche la Cappella del Sacro Cuore, la seconda a destra. La chiesa ospita un pregevole organo costruito dal fabbricante napoletano Carlo Mancini nel 1769 proveniente dall’attiguo oratorio delle Anime Purganti. bella anche la fonte battesimale, del 1766. La facciata presenta il timpano aggettante che poggia su due coppie di colonne corinzie, il portale sovrastato dal punto luce, le eleganti decorazioni. Il campanile è stato costruito in due tempi, è a canna quadrata con aperture monofore ogivali, la prima parte era già ultimata nel 1438, mentre la seconda, iniziata nel 1442, ha visto la sua finale sistemazione nel 1990. Sono ancora visibili, sul campanile, i segni del bombardamento dell’assedio francese del 1793.

Cagliari-Chiesa di San Giacomo: interno Cagliari-Chiesa di San Giacomo: altare maggiore Cagliari-Chiesa di San Giacomo: il pregevolissimo Compianto in terracotta Cagliari-Chiesa di San Giacomo: Cappella dedicata al Crocifisso Cagliari-Chiesa di San Giacomo: Cappella laterale Cagliari-Chiesa di San Giacomo: la Cappella del Sacro Cuore Cagliari-Chiesa di San Giacomo: la fonte battesimale Cagliari-Chiesa di San Giacomo: il pregevole organo napoletano

Dalla parrocchia, che ha sede nella chiesa parrocchiale di San Giacomo, dipendono diverse chiese del centro storico di Cagliari, la chiesa e cripta di San Domenico in piazza San Domenico, la chiesa di San Giovanni Battista in via San Giovanni, la chiesa ed oratorio del Santissimo Crocifisso in piazza San Giacomo, la chiesa ed oratorio delle Anime in piazza San Giacomo, la chiesa di San Vincenzo de Paoli in via Bosa, la chiesa di San Rocco in piazza San Rocco, la chiesa di San Cesello in via San Giovanni.

Le cerimonie della Settimana Santa che si svolgono nella chiesa di San Giacomo

Cagliari-La processione de S’Incontru di VillanovaImponenti sono, a Cagliari, i Riti della Settimana Santa, che coinvolgono fedeli e turisti. La Domenica di Pasqua si svolge il rito de S’Incontru, ossia il ricongiungimento delle due processioni con i simulacri del Cristo Risorto e della Madonna, che, provenedo da direzioni opposte, si ritrovano uno di fronte all’altro, ed i simulacri si salutano con un triplice inchino tra gli applausi della folla, e quindi, affiancati, fanno rientro nella chiesa dove viene celebrata la messa solenne. La suggestiva cerimonia viene celebrata a cura delle tre parrocchie storiche di Villanova, Stampace e Marina. Quella di Villanova, solitamente, vede il maggiore afflusso di fedeli. Le statue di Gesù Risorto e della Vergine Gloriosa, uscite rispettivamente dalla parrocchiale di San Giacomo e dalla chiesa ed oratorio del Santissimo Crocefisso, portate a spalla dai Confratelli del Santo Cristo, si incontrano alla metà di via Giuseppe Garibaldi. Appena giunte l’una presso l’altra, alla statua di Gesù, secondo l’antico cerimoniale di corte spagnolo, vengono fatti compiere tre inchini o riverenze, che la statua della Madonna ricambia subito dopo. Quindi, affiancati, i due simulacri vengono portati a San Giacomo, per la celebrazione della solenne messa cantata.

Il Cammino di San Giacomo o Cammino di Santu Jacu

Mandas: attestato di partecipazione al Cammino di San GiacomoUn’occasione per stare a contatto con la natura e riscoprire la propria spiritualità, questo è il senso del Cammino di San Giacomo, chiamato anche Cammino di Santu Jacu, che si svolge da Cagliari a Mandas. Un cammino che nella sua forma più completa attraversa tutta la Sardegna, con l’asse centrale da Cagliari a Porto Torres, la variante ovest da Noragugume a Oristano, la variante est da Orosei a Olbia, ed inoltre il tratto meridionale nel Sulcis e nelle isole, che tocca e attraversa gli antichi luoghi di culto di San Giacomo il Maggiore nell’Isola. Il tutto per unire con un percorso coerente, il più possibile vario e percorribile da persone con zaino in spalla, in sintonia con l’andare all’imbarco verso ovest a Santiago di Compostela o est verso Roma e Gerusalemme, circa cento comuni con partenza e arrivo a Sant’Antioco e Carloforte, Cagliari, Orosei e Porto Torres, comprese le varianti verso Olbia e Oristano, e riuscendo a collegare la maggioranza delle chiese dedicate a San Giacomo il Maggiore esistenti in Sardegna, più i resti di alcune antiche chiese in rovina.

In piazza San Giacomo si trova la chiesa ed oratorio delle Anime del Purgatorio

Cagliari-L’oratorio delle Anime del Purgatorio Nella piazza San Giacomo, alla destra della chiesa ed affiancato ad esso, si trova la chiesa ed oratorio delle Anime del Purgatorio edificato tra il 1699 e il 1709. L’edificio presenta una facciata semplice, a terminale piatto, sul quale si aprono due portali, sormontati da timpati curvi spezzati e da due aperture ottagonali. L’interno è a pianta rettangolare, a navata unica e volta a botte, dominato dall’altare marmoreo attribuibile a Giovanni Battista Franco, della fine del diciottesimo secolo.

Cagliari-L’oratorio delle Anime del Purgatorio: altareL’oratorio, che dipende dalla parrocchia di San Giacomo di Villanova, è stato sede della Confraternita delle Benedette Anime del Purgatorio, attiva dal 1695 fino al secondo dopoguerra, quando la chiesa ed oratorio è stato chiuso al culto in seguito al suo scioglimento. Abbiamo chiesto al sacerdote che officiava nella parrocchia la possibilità di accedervi per scattare qualche foto, ma mi ha detto che le chiavi erano conservate da una signora, della quale, però, si è rifiutato di darmi il recapito, mostrando una scarsa gentilezza nei miei confronti. Riportiamo, quindi, una foto del suo altare tratta da internet.

L’oratorio del Santissimo Crocifisso o del Santo Cristo

Cagliari-L’oratorio del Santissimo CrocifissoCagliari-Piazza San Giacomo: di fronte alla chiesa ed oratorio un affresco descrive la processione della Settimama SantaNella piazza San Giacomo, alla destra della chiesa e dell’oratorio delle Anime del Purgatorio, affiancata ad esso, si trova la chiesa ed oratorio del Santissimo Crocifisso o del Santo Cristo, edificata tra il 1665 e il 1667. L’edificio presenta una facciata divisa in due specchi da una coppia di lesene, ed altre due lesene sono poste ai lati del prospetto. Su ciascuno specchio si apre un portale, sormontato da un timpano curvo spezzato. L’interno si sviluppa in un unico ambiente a pianta rettangolare, con volta a botte. Sulla parete di fondo è presente un fastoso altare maggiore in legno dorato, mentre sulle pareti sono esposte diverse opere artistiche.

Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocifisso: interno Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocifisso: altare

L’oratorio custodisce i simulacri utilizzati nelle processioni della Settimana Santa, tra cui quelli popolarmente chiamati Sacri Misteri, Sette pregevoli statue lignee del 1750 circa, opere di Giuseppe Antonio Lonis che aveva la sua bottega nel quartiere di Stampace, sei delle quali rappresentano l’Agonia nell’orto dei Getsemini, la Cattura, la Flagellazione, la Coronazione di spine, il viaggio al Calvario e la Crocifissione, mentre la settima raffigura la Madonna Addolorata. I simulacri sono custoditi tutti nell’aula e sull’altare maggiore, a differenza di quelli della chiesa di San Michele nel quartiere Stampace, che sono conservati invece nella sacrestia della chiesa.

Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: la Preghiera nell’orto dei Getsemani Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: la Cattura Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: la Flagellazione Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: la Coronazione di spine Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: la Salita al Calvario Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: la Crocifissione Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: la Madonna Addolorata

Accanto all’altare maggiore e nella sacrestia della chiesa ed oratorio sono presenti i gonfaloni che vengono portati in processione durante i riti della Settimana Santa, oltre alla statua del Cristo crocifisso con gli arti snodabili, conservato in un’urna a vetri sotto l’altare maggiore, ed alle statue del Cristo e della Madonna per il rito de S’Incontru, ossia l’incontro tra Gesù risorto e Maria, che si svolge la Domenica di Pasqua.

Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: gonfalone della Confraternita Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: la statua del Cristo con gli arti mobili Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: croce sulla quale viene posizionato il Cristo con gli arti mobili Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: Cristo per il rito de S’Incontru Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: gonfalone che precede il Cristo per il rito de S’Incontru Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: Madonna per il rito de S’Incontru Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: gonfalone che precede la Madonna per il rito de S’Incontru Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: la croce dei misteri o degli attrezzi Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: abbigliamento dei Confratelli durante le processioni Cagliari-L’oratorio del Santissimo Crocefisso: antico gonfalone della Confraternita

L’accesso all’interno della chiesa ed oratorio è affidato ai membri dell’Arciconfraternita del Santissimo Crocefisso, che mi hanno aperto il portone di accesso e mi hanno permesso di scattare le diverse foto presenti in questa pagina.

L’Arciconfraternita del Santissimo Crocefisso e le cerimonie della Settimana Santa

L’oratorio, che dipende dalla parrocchia di San Giacomo di Villanova, ospita l’Arciconfraternita del Santissimo Crocefisso in passato denominata Arciconfraternita del Santo Cristo che nasce da un sodalizio cinquecentesco con sede nella Cappella del Crocifisso nella chiesa di San Giacomo. Nel 1616 esso cresce a tal punto da necessitare il trasferimento in una sede più ampia, la chiesa ed oratorio del Santo Cristo, e da ottenere l’aggregazione all’Arciconfraternita romana del Santissimo Crocifisso di San Marcello al Corso. Oltre alle importanti funzioni pratiche e di grande rilevanza sociale come l’assistenza ai bisognosi e ai malati, la Confraternita ha storicamente rivestito il ruolo di intermediaria e interprete della devozione collettiva al Crocifisso, soprattutto nella sua manifestazione più importante, la Settimana Santa.

Cagliari-La Vestizione di gala della Madonna Addolorata a cura dell’Arciconfraternita del Santo CristoImponenti sono, a Cagliari, i Riti della Settimana Santa, che originariamente erano una prerogativa esclusivamente maschile come ogni altra attività del sodalizio, ma che vedono oggi la partecipazione di un ramo femminile, istituito nel 1880 e dedito principalmente al culto della Vergine. Giorno di inizio di tali riti può essere considerato il Lunedì di Passione, che precede la Domenica delle Palme, quando, nel tardo pomeriggio, i membri dell’Arciconfraternita procedono alla cosiddetta Vestizione di gala della Madonna Addolorata. I confratelli aprono la nicchia che nel loro oratorio custodisce la statua, la estraggono e la depongono ai piedi dell’altare maggiore, e quindi le consorelle cerimoniosamente la spogliano del suo abito ordinario per farle indossare una sontuosa veste di seta rossa con un mantello blu.

Cagliari-La processione dei Santi Misteri di Villanova organizzata dall’Arciconfraternita del Santo CristoIl Venerdì di Passione ha luogo la Processione dei Santi Misteri di Villanova, detta anche Is Misterius, nella quale i membri dell’Arciconfraternita portano in processione i sette simulacri. Il corteo è aperto da S’Andadori, ossia il messo della Confraternita, preceduto da uno o più tamburini, al quale segue la Croce dei misteri o Degli attrezzi, che in origine era la lugubre insegna delle compagnie di penitenti o di flagellanti. Vengono quindi i diversi simulacri, che i confratelli si caricano a spalla montati su speciali portantine, e, tra il Cristo caduto sotto la croce e il Cristo crocifisso, coperto da un piccolo baldacchino viola, trova posto la grande croce nuda in legno dipinta di nero de S’Incravamentu, portata per penitenza da un devoto che impersona il Cireneo. Seguono le consorelle, che procedono ai lati della strada in due file parallele vestite di nero portando ciascuna una candela, il cui corteo è aperto da un’altra croce più semplice, ornata da puntali dorati scolpiti in legno in forme barocche. Infine un ultimo drappello di confratelli, guidato dal priore, chiude il corteo con la statua della Madonna Addolorata, alla quale un’unica spada d’argento trafigge il cuore. La processione esce dalla chiesa ed oratorio e si snoda per le strade del centro storico, facendo tappa nelle sette chiese di San Giovanni, Sant’Anna, Sant’Efisio, San Sepolcro, Sant’Antonio, San Domenico, San Giacomo, che simboleggiano le sette stazioni della via Crucis, intonando un canto corale a quattro voci tramandato oralmente. In ciascuna chiesa entra uno dei sei simulacri di Gesù, insieme all’Addolorata, e si svolge una breve predica.

Cagliari-La Vestizione a lutto della Madonna AddolorataIl pomeriggio del Mercoledì Santo, l’Arciconfraternita effettua la Vestizione a lutto della Madonna Addolorata. La statua, reduce dalla prima processione dei Misteri, viene nuovamente posta dai confratelli ai piedi dell’altare maggiore, le consorelle la spogliano degli indumenti colorati che aveva indossato e, lasciatala in camicia, l’avvolgono di cotone profumato, quindi, dopo l’adorazione, svolgono il cotone e la rivestono con le lugubri vesti del lutto. Alla fine il cotone usato per la simbolica composizione funebre viene distribuito ai fedeli come sacramentale. Cagliari-La cerimonia de S’Iscavamentu organizzata dall’Arciconfraternita del Santo CristoIl Giovedì Santo viene eseguito il rito de S’Incravamentu, ossia la crocifissione di Gesù. Tali riti sono seguiti dall’adorazione del Cristo, mentre le donne portano in chiesa Is Nenneris, il grano fatto germogliare al buio in un piatto affinche assuma un colore verde pallido, simbolo della Morte e della resurrezione, dopo di che un picchetto di confratelli monta la Guardia d’onore fino a notte inoltrata. I membri dell’Arciconfraternita, nel primo pomeriggio, estraggono dal loculo sotto l’altare maggiore l’urna a vetri che custodisce il simulacro del Cristo dalle braccia snodabili, il quale viene inchiodato alla croce grande croce di legno nero che è stata posta al centro dell’aula. Si riveste il simulacro con fasce di bambagia intrisa di profumi, fino a ricoprirlo completamente, dopo le bende vengono tolte e il cotone distribuito ai presenti. Viene quindi applicata la corona di spine ed il simulacro viene solennemente offerto alla venerazione dei fedeli al centro dell’aula.

Cagliari-La processione del Venerdì Santo organizzata dall’Arciconfraternita del Santo CristoLe celebrazioni più suggestive e commovente si svolgono il Venerdì Santo, con la rappresentazione del funerale di Cristo. In città si svolgono tre processioni, delle quali la seconda, organizzata dall’Arciconfraternita del Santo Cristo, dal suo oratorio porta il simulacro del Cristo morto fino alla chiesa di San Lucifero, nella zona orientale della città, dove il Cristo viene deposto sui gradini frontali del presbiterio. La processione parte alle quattro del pomeriggio, e si svolge seguendo un cerimoniale analogo a quello della Arciconfraternita della Solitudine della chiesa di San Giovanni, l’unica differenza consiste nel fatto che i bambini in costume al seguito dell’Addolorata sono quattro anziche due, per impersonare, anche Maria Salomè e Maria di Cleofa.

Cagliari-Rito de Su Scravamentu si svolge nella chiesa di San Lucifero a cura dei confratelli del Santo CristoLa mattina del Sabato Santo viene dedicata al rito de Su Scravamentu, ossia alla deposizione dalla croce del Cristo morto. In prima mattina, il rito si svolge nella chiesa di San Lucifero, a cura dei confratelli che in questo momento rappresentano Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, il Crocifisso con le braccia snodabili viene schiodato dal suo patibolo e deposto in un’elegante lettiga, mentre le consorelle stendono sul catafalco un sottile velo di pizzo bianco, legandone le quattro estremità con fiocchi neri a simboleggiare la chiusura del sepolcro, che rimane esposto al centro della chiesa fino a sera. Cagliari-La processione de S’Interru dalla chiesa di San Lucifero a cura dei confratelli del Santo CristoIn seguito, nel pomeriggio del Sabato Santo, Si svolge il rito de S’Interru, ossia il corteo funebre per il rientro del Cristo Morto nella chiesa ed oratorio dal quale era uscito, per quello che dovrebbe essere il suo seppellimento. Nel pomeriggio, per questo rito sfilano in processione per le strade di Villanova anche i confratelli che riportano nel loro oratorio la lettiga con Gesù Morto prelevata nella chiesa di San Lucifero. Al rientro del mesto corteo, l’Arciconfraternita si ritrova improvvisamente in festa, dato che in serata sono già state preparate le statue del Cristo Risorto e della Vergine Gloriosa. La Domenica di Pasqua si svolge il rito de S’Incontru, ossia il ricongiungimento delle due processioni con i simulacri del Cristo Risorto e della Madonna, che, uscite rispettivamente dalla parrocchiale di San Giacomo e dalla chiesa ed oratorio del Santissimo Crocefisso, portate a spalla dai Confratelli del Santo Cristo, si incontrano alla metà di via Giuseppe Garibaldi. Gesù liberato da morte viene trasportato in processione nella vicina chiesa di San Giacomo, dove la messa di mezzanotte celebra la Domenica di resurrezione.

Cagliari-Rito de Is InserrusLa Domenica in albis nella parrocchiale di San Giacomo e nella chiesa ed oratorio del Santissimo Crocefisso, ed il Lunedì successivo anche nella chiesa di San Giovanni Battista, si svolge il rito de Is Inserrus, ossia la ricollocazione nelle chiese dei simulacri del Cristo e della Madonna. oggi l’unica ad averla conservata in forma pubblica è l’Arciconfraternita del Santo Cristo, quando confratelli e consorelle, in abiti civili, si riuniscono nella parrocchiale di San Giacomo, prelevano i simulacri di Cristo e della Madonna, e, dopo una breve processione lungo le strade del quartiere di Villanova, li riportano nel loro oratorio, dove, il giorno successivo, in forma semipubblica, tornano entrambi nelle proprie nicchie.

Il ristorante Old Friend

Segnalato con il riconoscimento <em>Bib Gourmand</em> per il suo ottimo rapporto tra la qualità ed il prezzoCagliari-Il ristorante Old Friend: ingressoCosteggiando la chiesa lungo il suo lato sinistro, prendiamo a sinistra la via San Domenico e, percorsa una cinquantiva di metri, svoltiamo a destra nel Portico Romero che, dopo una trentina di metri, incrocia la via Giuseppe Garibaldi. Passiamo l’incrocio e proseguiamo su quella che sarebbe la continuazione del Portico Romero, che è la via Giuseppe Cesare Abba, la seguiamo per una trentina di metri e vediamo, alla destra della strada in corrispondenza del civico numero 51, l’ingresso del ristorante Old Friend, premiato dalla Guida Michelin con il Bib Gourmand che segnala i ristoranti con un'ottima cucina e un eccellente rapporto tra la qualità ed il prezzo. Lo chef Dario Torabi, sardo di padre iraniano, ha girato il mondo prima di tornare sull’isola per aprire questo locale dalla forte personalità, dove mixa i prodotti del territorio con sentori lontani, orientali o sudamericani. Questo ristorante-bistrot, nato nel 2016 proprio nel centro cittadino, si è spostato di recente in una vecchia stalla incastrata tra i palazzoni di via Sonnino.

Cagliari-Il ristorante Old Friend: interno Cagliari-Il ristorante Old Friend: interno

Un pò defilato rispetto alle vie dello shopping, il ristorante Old Friend ha un fascino fresco e modaiolo, con sottofondo musicale e un servizio in sala cordiale e competente. Se i piatti rincorrono le stagioni, con carne, pesce e piatti vegetariani che si alternano, irrinunciabili costanti restano comunque il gusto e la bontà. Certamente vi viene presentata la carta, ma volendo si propongono anche tre diversi menù degustazione.

La chiesa di San Domenico con l’annesso Convento dei Domenicani e la chiesa inferiore

Presa la via San Domenico, la seguiano e, in duecentocinquanta metri, raggiungiamo la piazza San Domenico, sulla quale si affaccia, sulla destra, il complesso domenicano costituito dalla chiesa di San Domenico officiata dai Frati Domenicani, che risiedono nel vicino Convento, situato tra la via San Domenico e la via decimoquattordicesimo Maggio, che è l’ultima traversa a destra prima della piazza. La chiesa sorge, assieme all’attiguo Convento, nel 1254 sul luogo dell’antica chiesa benedettina dedicata a Sant’Anna, ad opera di fra Nicolò fortiguerra da Siena, con stretti rapporti con le regole costruttive degli ordini mendicanti solo in seguito le modifiche alle strutture architettoniche della chiesa e del Convento vengono mutate in senso gotico Catalano. Dal 1493, diviene la sede del Santo Uffizio e del Tribunale dell’Inquisizione. L’antica chiesa di San Domenico, un gioiello dell’architettura gotico Catalana a Cagliari, viene quasi del tutto distrutta durante i bombardamenti del 1943, e, sopra i suoi resti, viene eretta nel 1954 l’attuale chiesa realizzata dall’architetto Raffaello Fagnoni, in stile moderno, annunciata da un alto e severo campanile, che sorge di fronte alla facciata e di poco staccato da essa. Il prospetto principale, in cima a una scalinata che collega la chiesa alla piazza antistante, è a terminale piatto, con tre portali alti e ristretti nella parte inferiore e un finestrone orizzontale al di sopra. L’interno è a pianta rettangolare, con navata unica e presbiterio anch’esso a pianta rettangolare ma più stretto. La chiesa dipende dalla parrocchia di San Giacomo di Villanova.

Cagliari-La piazza San Domenico con la chiesa Cagliari-Chiesa di San Domenico Cagliari-Chiesa di San Domenico Cagliari-Chiesa di San Domenico: interno

I Frati Domenicani risiedono nell’antico Convento con l’ingresso situato in via decimoquattordicesimo Maggio, il cui chiostro è stato fatto espandere da Filippo II di Spagna, e di esso sono ancora oggi originari tre dei quattro lati. Dall’interno del chiostro si accede alla chiesa inferiore gotico Catalana, che oggi viene comunemente chiamata in senso improprio con il nome di cripta di San Domenico distrutta come detto dai bombardamenti, ma della quale è rimasta intatta la sola Cappella della Madonna del Santo Rosario, opera architettonica del 1590 realizzata ad opera del canonico Giovanni Barray, ubicata nel fianco sinistro, in prossimità del presbiterio della nuova chiesa, ma è andato perduto il retablo ligneo seicentesco che ospitava la statua della Madonna, oltre a numerosi quadri e formelle, alcune delle quali sono ancora presenti nel chiesa e nel Convento. La chiesa inferiore viene attualmente utilizzata sia per funzioni religiose che per manifestazioni culturali, quali concerti e mostre d’arte.

Cagliari-La Convento di San Domenico: chiostro interno Cagliari-Chiesa di San Domenico: ingresso alla chiesa inferiore Cagliari-Chiesa di San Domenico: interno della chiesa inferiore Cagliari-Chiesa di San Domenico: cappelle laterali della chiesa inferiore Cagliari-Chiesa di San Domenico: il parete posteriore della chiesa inferiore

La chiesa di San Vincenzo de Paoli

Cagliari-Chiesa di San Vincenzo de PaoliCagliari-Chiesa di San Vincenzo de Paoli: facciataDalla piazza San Domenico, procediamo in direzione nord est sulla via San Domenico, dopo una cinquantina di metri svoltiamo a destra in via Bosa, e, dopo una trentina di metri, troviamo sulla destra la chiesa di San Vincenzo de Paoli conosciuta anche come chiesa della Missione. La chiesa viene costruita dal 1950, suprogetto dell’architetto Augusto Valente, per sostituire la grande Cappella della casa della Missione, che era stata eretta nel 1915 ma è stata distrutta dai bombardamenti del 1943. L’edificio è in stile neoromanico come Cattedrale di Santa Maria, e, a sinistra dell’abside, si trova il campanile a canna quadra, con bifore e trifore. La chiesa dipende dalla parrocchia di San Giacomo di Villanova.

La chiesa di San Giovanni Battista

Dalla piazza San Domenico, torniamo indietro e, di fronte alla via XXIV Maggio, prendiamo verso ovest, il Vico sesto San Giovanni che, in un centinaio di metri, ci porta sulla via San Giovanni, che imbocchiamo verso sinistra, ossia in direzione di piazza Costituzione, e, dopo una ventina di metri, troviamo alla sinistra della strada, la facciata della chiesa di San Giovanni. Potevamo arrivarci anche dalla piazza Costituzione, prendendo, alla sinistra della Antico Caffe, la via Regina Elena, seguendola per poco più di cento metri per poi prendere verso destra la via San Giovanni, che, dopo poco meno di trecento metri, ci porta a vedere sulla destra, appena passato il Vico IV San Giovanni, ad angolo con esso, la facciata della chiesa.

La chiesa di San Giovanni Battista edificata nel 1752 su una precedente chiesa quattrocentesca distrutta da un incendio. La facciata, del ventesimo secolo, è in stile neoromanico, con portale ad arco a tutto sesto, e la lunetta con un affresco di Giovanni Battista bambino mentre gioca con un agnello, simbolo di Cristo. Il prospetto termina a capanna, con gli spioventi ornati da archetti pensili. L’interno, in stile barocco, è a pianta rettangolare mononavata, con tre cappelle per lato e presbiterio rialzato chiuso da balaustra marmorea. Sopra l’ingresso si trova la cantoria, che ospita il pregevole organo costruito dal lombardo Giuseppe lazzari nel 1757, recentemente restaurato. Le cappelle laterali ospitano diverse opere d’arte, tra cui nel suo altare laterale il grande Crocifisso ligneo seicentesco detto per la sua imponenza Su Monumentu, ossia il monumento, uuna bella scultura lignea seicentesca di fattura spagnola con le braccia snodabili per poter essere utilizzata nei riti de S’Incravamentu e di Su Scravamentu, ed inoltre i simulacri del Cristo Crocefisso e della Madonna Addolorata. La chiesa dipende dalla parrocchia di San Giacomo di Villanova.

Cagliari-Chiesa di San Giovanni Cagliari-Chiesa di San Giovanni: il portale Cagliari-Chiesa di San Giovanni-grande crocefisso ligneo chiamato su Monumentu

L’Arciconfraternita della Vergine della Santissima Solitudine e le cerimonie della Settimana Santa

La chiesa è sede dell’Arciconfraternita della Vergine della Santissima Solitudine ossia della Confradia de Nuestra Señora de la Soledad, probabilmente derivata da una preesistente Pia Associazione cinquecentesca, fondata nell’ormai scomparsa chiesa di San Bardilio nei pressi del colle di Bonaria nei primi anni del diciassettesimo secolo ed aggregata all’Arciconfraternita della Santissima Trinità di Roma nel 1616. Pochi anni dopo, nel 1638, il sodalizio si trasferisce dalla sua sede originale, a quella attuale, la chiesa di San Giovanni, anche per facilitare l’assolvimento di uno dei numerosi compiti di assistenza al paesenza nella vita materiale e spirituale assunti dai confratelli, quello di scortare in Cattedrale i simulacri del Crocifisso e della Madonna nell’ambito dei riti della Settimana Santa. Dal 1878 il ramo femminile del sodalizio si dedica al culto della Vergine e alla cura del simulacro utilizzato nei riti dedicati alla Nuestra Señora.

Cagliari-La solenne esposizione di su Monumentu organizzata dall’Arciconfraternita della SolitudineLa Domenica delle Palme, nel mattino, in tutte le parrocchie cittadine si rievoca l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, con una processione nel corso della quale i fedeli agitano rami di palma intrecciati. Ed a mezzogiorno, gli appartenenti all’Arciconfraternita si ritrovano nella chiesa di San Giovanni, dove si assiste alla rimozione dal suo altare laterale del grande Crocifisso ligneo seicentesco detto Su Monumentu per la sua imponenza, ed alla sua solenne esposizione, dopo la quale viene riposto nel suo altare laterale. Il Mercoledì Santo viene effettuata la Vestizione, ossia viene vestita a lutto la statua della Madonna Addolorata, ed il Giovedì Santo si esegue il rito de S’Incravamentu, ossia si inchioda alla croce il simulacro del Cristo, che viene seguito dall’adorazione del Cristo.

Cagliari-La processione del Venerdì Santo organizzata dall’Arciconfraternita della SolitudineLa celebrazione più suggestiva e commovente si svolge il Venerdì Santo, con la rappresentazione del funerale di Cristo. La processione è organizzata dai membri dell’Arciconfraternita, e dalla chiesa di San Giovanni percorre tutto il centro storico per arrivare alla cattedrale. Il corteo è strutturato come quello che in antico provvedeva ad accompagnare al patibolo i condannati a morte. Due tamburini, in testa, suonano una marcia funebre, seguiti da due stendardi neri sui quali sono dipinti i simboli della passione di Cristo. Quattro fanali in argento sbalzato inquadrano le due Croci di penitenza dei confratelli e delle consorelle, le quali procedono in due file parallele, vestite completamente di nero e con il volto velato, portando in mano una candella accesa. Sopra la statua del Crocifisso è steso un ampio baldacchino di colore bianco, non a lutto, a significare che la morte di Cristo deve considerarsi un dono per la vita. Segue il simulacro della Madonna Addolorata, con il petto trafitto dalla spada dei sette dolori, ai cui piedi due bambini simboleggiano San Giovanni e Maria Maddalena. Chiudono il corteo i cantori in saio bianco, che ad ogni tappa intonano lugubri e struggenti inni ai patimenti di Cristo e di Maria. In corrispondenza all’ora della morte di Gesù, le tre del pomeriggio, il crocifisso fa il suo ingresso solenne in cattedrale, il simulacro viene quindi Calato e deposto al centro del transetto settentrionale, nella Cappella di Re Martino, dove rimane in venerazione fino al giorno successivo. Subito dopo l’Addolorata, con la Confraternita, fa ritorno nella chiesa di San Giovanni.

Cagliari-Rito de Su Scravamentu si svolge nella Cattedrale a cura dei confratelli della SolitudineLa mattina del Sabato Santo viene dedicata al rito de Su Scravamentu, ossia alla deposizione dalla croce del Cristo morto. A metà mattina nella cattedrale, dove l’Arciconfraternita ha trasportato la lettiga processionale, il simulacro viene trasportato in processione lungo la navata laterale sinistra, posizionato nel mezzo dell’aula, il simulacro viene schiodato dalla croce e deposto nella lettiga. Coperta dal solito velo bianco quest’ultima rimane in venerazione ai piedi del presbiterio, mentre i chiodi e la corona di spine vengono portati via. Cagliari-La processione de S’Interru dalla Cattedrale a cura dei confratelli della SolitudineIn seguito, nel pomeriggio del Sabato Santo, Si svolge il rito de S’Interru, ossia il corteo funebre per il rientro del Cristo Morto nella chiesa dalla quale era uscito, per quello che dovrebbe essere il suo seppellimento. I confratelli si recano in processione nella cattedrale, dove una loro staffetta si è già presentata per reclamare il possesso del simulacro, che altrimenti, secondo la tradizione, passerebbe di diritto al capitolo canonicale. I due bambini impersonanti San Giovanni e La Maddalena riportano sul simbolico monte Calvario i tre chiodi e la corona di spine, e, di fronte alla bara, la Madonna dismette la sontuosa raggiera in argento ed indossa il serto di rovi con cui Gesù era stato deriso e martoriato. La statua di Cristo morto, deposto sulla lettiga rivestita di veli e pizzi, viene ricondotto, con una lunga processione notturna per le vie della città, nella chiesa di San Giovanni, dove la messa di mezzanotte celebra la Domenica di resurrezione.

La Domenica in albis nella parrocchiale di San Giacomo e nella chiesa ed oratorio del Santissimo Crocefisso, ed il Lunedì successivo anche nella chiesa di San Giovanni Battista, si svolge il rito de Is Inserrus, ossia la ricollocazione nelle chiese dei simulacri del Cristo e della Madonna. Nel tardo pomeriggio del lunedì, vengono ricollocati dall’Arciconfraternita della Solitudine nelle rispettive cappelle della chiesa di San Giovanni i simulacri di Cristo e della Madonna appartenenti all’Arciconfraternita della Solitudine.

La chiesa di San Cesello

Proseguendo per meno di duecento metri lungo la via San Giovanni in direzione nord est, vediamo alla sinistra della strada la facciata della chiesa di San Cesello costruita nel 1702 per essere la sede del gremio dei bottai, ossia degli scaricatori di vino, fino ad allora ospitato nella chiesa di Sant’Antonio vicino alla porta Cavagna, dal nome di un tipo di cesta usata dai contadini, che collegava un tempo il quartiere Villanova con le vicine campagne. È stata intitolata a San Cesello poiché in quel luogo, secondo la tradizione popolare, sarebbero stati martirizzati, nel quarto secolo, il soldato lussorio, in seguito santificato con il nome di San Lussorio, insieme a due bambini di nome Camerino e Cesello. La tela ospitata nella parte destra dell’altare è particolarmente interessante, perché vi è rappresentata la porta Cavagna, demolita nel diciannovesimo secolo, così come doveva presentarsi nel diciottesimo secolo. La chiesa dipende dalla parrocchia di San Giacomo di Villanova.

Cagliari-Chiesa di San Cesello Cagliari-Chiesa di San Cesello: facciata Cagliari-Chiesa di San Cesello: interno Cagliari-Chiesa di San Cesello: altare maggiore Cagliari-Chiesa di San Cesello: la tela nella quale è rappresentata la porta Cavagna

La chiesa di San Mauro con l’annesso Convento dei Frati Minori Francescani

Percorrendo altri quasi duecento metri sulla lunga via San Giovanni, fino quasi alla sua fine, raggiungiamo la chiesa di San Mauro che è officiata dai Francescani dell’Ordine dei Frati Minori, che dimorano nell’annesso Convento. Deve la sua intitolazione al rinvenimento, nel 1620, nella necropoli della Basilica di San Saturnino, delle reliquie del Martire Mauro, nel contesto della ricerca dei Corpi Santi. Edificata nel 1650 sulla preesistente piccola chiesa della Vergine della Salute, ha una bella facciata color ocra chiaro in parte modificata in stile classico nel 1935, scandita da cornici e lesene, ed un unico portale, dal quale si accede a un’unica navata, con volta a botte, tre cappelle per lato, e presbiterio a pianta rettangolare. È molto bello il chiostro del Convento, con al centro una cisterna di raccolta dell’acqua. La chiesa dipende dalla parrocchia di San Francesco d’Assisi, nel quartiere la Vega.

Cagliari-Chiesa con il Convento di San Mauro Cagliari-Chiesa con il Convento di San Mauro: facciata Cagliari-Chiesa di San Mauro: la cupola esterna Cagliari-Chiesa di San Mauro: interno

La piccola chiesa di San Rocco

Cagliari-La piccola chiesa di San RoccoPrendiamo a destra della chiesa di San Mauro, la via Macomer, dopo una cinquantina di metri svoltiamo a sinistra in via Ozieri. Prima che questa continui sulla via San Rocco, prendiamo a sinistra il Vico San Rocco che ci porta a vedere la chiesa di San Rocco una piccola chiesa che si trova all’interno di un cortile accessibile solo dalla via Ozieri, subito dopo l’incrocio con il vico. La sua costruzione si fa risalire al diciassettesimo secolo, e si ipotizza che l’intitolazione a San Rocco sia riconducibile allo scioglimento di un voto, espresso forse quando la città venne colpita dalla peste, tra il 1652 e il 1656. Di certo si sa che la piccola chiesa è stata la sede del Gremio dei lattai sino al 1864. L’edificio ha le linee semplici di una chiesa campestre, pur trovandosi ormai in pieno centro di Cagliari, e la facciata a capanna presenta, sulla sinistra, un campanile a vela. La chiesa dipende dalla parrocchia di San Giacomo di Villanova.

Il Mercato Civico di San Benedetto

Cagliari-Il Mercato Civico di San BenedettoCagliari-Il Mercato Civico di San BenedettoPer andare a visitare il Mercato Civico di San Benedetto prendiamo la via San Rocco, che termina sulla via Ottone Bacaredda, la prima a destra è la via Tiziano, sulla quale si affaccia il lato destro del mercato, il cui ingresso si trova sul lato sinistro che è la parallela via Francesco Cocco Ortu, al civico numero 50. Inaugurato nel 1957, con i suoi ottomila metri quadrati di esposizione su due livelli è il mercato più grande d’Europa, ed in esso ad oggi operano quasi trecento operatori. Al piano terra è situato il reparto ittico, mentre nel piano superiore ci sono i reparti ortofrutta, carni alimentari, generi vari e servizi. Nel visitarlo, ci si ritrova in un ambiente ricco di vita, di colori e dai profumi intensi, dove accanto agli abituali clienti è frequente incontrare tantissimi turisti.

Il ristorante CUCINA.eat

Dalla facciata del Mercato Civico prendiamo verso sud la via Ottone Bacaredda, la seguiamo per circa duecentocinquanta metri, poi svoltiamo a sinistra la via Cesare Balbo che in una cinquantina di metri sbocca sulla piazza Galileo Galilei. In questa piazza, al civico numero 1, si trova il ristorante CUCINA.eat.

Segnalato con il riconoscimento <em>Bib Gourmand</em> per il suo ottimo rapporto tra la qualità ed il prezzo Premio speciale del Gambero RossoCagliari-Il ristorante CUCINA.eatNel quartiere Villanova di Cagliari, nella piazza Galileo Galilei, si trova il ristorante CUCINA.eat, premiato dalla Guida Michelin con il Bib Gourmand che segnala i ristoranti con un'ottima cucina e un eccellente rapporto tra la qualità ed il prezzo, e che il Gambero Rosso segnala come vincitore del prestigioso premio speciale per il miglior rapporto tra qualità e prezzo della Sardegna. Questo bistrot gourmet è stato creato un concept moderno di spazio polifunzionale che comprende una fornitissima enoteca, un emporio per utensili da cucina e una bottega di prelibatezze gastronomiche. La carta cita l’Isola nei suoi profumi e sapori, i piatti sono la materializzazione in tavola della spesa fatta giornalmente al mercato Civico. A pranzo è disponibile un business lunché con scelta ridotta. CUCINA.eatà è uno dei pochi locali dove si può portare il proprio vino, non viene applicato un sovrapprezzo, ma al limite vene richiesto un assaggio. È disponibile anche un piacevole dehors affacciato direttamente sulla piazza.

Cagliari-Ristorante CUCINA.eat: interno Cagliari-Ristorante CUCINA.eat: interno

Dalla via Sidney Sonnino in via Sebastiano Satta dove si trova il ristorante Duanima

Proseguiamo verso sud con la via Ottone Bacaredda che, dopo circa settecento metri, arriva nella piazza Giuseppe Garibaldi, nella quale arriva da sinistra la via Pasquale Paoli, e passata la quale la strada prosegue verso sud con il nome di via Sidney Sonnino. Percorsi quasi quattrocento metri, arriviamo all’incrocio dove arriva da destra la via Iglesias, che prosegue a sinistra con la via Grazia Deledda. Qui, presa la via Grazia Deledda, la seguiamo per quasi un centinaio di metri, poi svoltiamo a sinistra nella via Sebastiano Satta lungo la quale dopo un’ottantina di metri, alla sinista in corrispondenza del civico numero 28, si trova l’ingresso del ristorante Duanima, segnalato dalla Guida Michelin per la sua buona cucina.

Consigliato dalla Guida MichelinCagliari-Il ristorante DuanimaNella via Sebastiano Satta, al civico numero 28, si trova il ristorante Duanima, segnalato dalla Guida Michelin per la sua buona cucina. Duanima è una storia di passione, che nasce da un sogno e si forma, capitolo dopo capitolo, un pò in giro per le cucine d’Europa, un pò attorno al tavolo di cucina di famiglia, da cui lo chef patron Luca Floris è partito nella scoperta di questo mondo. Ed i suo nome, che significa la doppia anima, sta ad indicare l’unione tra la cucina tradizionale sarda con l’attaccamento a Tonara e alle tradizioni montane del fratello Antonello, con l’alta cucina internazionale tappresentata dalle esperienze vissute dallo chef nelle cucine di Parigi, Londra e Barcellona. Ed in questo locale, in una sala stretta e allungata, dalle luci soffuse e dagli arredi moderni, lo chef propone una linea di cucina convincente. Che si tratti di carne o di pesce, le sue sono ricette contemporanee dove è facile e piacevole poter sentire l’insieme di tutti i vari ingredienti. A volte il tocco si fa più creativo, come nel carpaccio di tonno crudo condito con la celebre salsa giapponese teriyaki, in cui emerge la sapidità della soia, rifinita da un chutney dolce ai pomodori sardi camoni; altre volte più classico, come nella scaloppa di San Pietro poggiata su diverse consistenze di verdure.

Cagliari-Ristorante Duanima: interno Cagliari-Ristorante Duanima: interno

Seguendo la via Sidney Sonnino verso sud troviamo il ristorante Amanõ

Percorso un centinaio di metri verso sud con la via Sidney Sonnino, arriviamo all’incrocio con la via San Lucifero, che porta alla basilica di San Saturnino e che visiteremo nella prossima tappa del nsotro viaggio. All’incrocio della via Sidney Sonnino con la via San Lucifero, evitiamo questa deviazione e proseguiamo verso sud con la via Sidney Sonnino. Dopo centottanta metri arriviamo a una rotonda nella piazza XX Settembre, dove prendiamo la terza uscita che ci fa proseguire verso sud con la proseduzuine della via Sidney Sonnino e, dopo una quarantina di metri, vediamo alla destra della strada, in corrispondenza del civico numero 68, l’ingresso del ristorante Amanõ.

Consigliato dalla Guida MichelinDue Forchette del Gambero RossoCagliari-Il ristorante AmanõNella via Sidney Sonnino, al civico numero 68, si trova il ristorante Amanõ, segnalato dalla Guida Michelin per la sua buona cucina, ed al quale il Gambero Rosso ha assegnato le Due Forchette con un punteggio di 80 su 100. Vincenzo Sorvillo, cuoco di origine campana ma ormai sardo d’adozione, propone una cucina fortemente influenzata dalla tradizione italiana, particolarmente mediterranea, con ingredienti freschi, ricercati accuratamente. Il tutto per offrire un’esperienza culinaria indimenticabile. Nellìinsegna del ristorante, la tilde sulla o allude al mare che lambisce le due regioni. Offre una sala con pochi coperti e cucina a vista, buona parte delle decorazioni sono fatte a mano, da qui il nome del ristorante. Il cuoco ha adottato gli ingredienti sardi che impiega in una cucina elaborata e creativa, un ottimo posto per chi desidera uscire dalla tradizione.  Il menù degustazione, che spazia tra le cinque e le sette portate, è un tripudio di sapori con piatti come il gambero e il gelato al grasso di manzo e tartufo bianco. Lo chef, sempre presente in sala, condivide la sua passione attraverso spiegazioni dettagliate. Il servizio è impeccabile e il sommelier seleziona vini perfettamente abbinati.

Cagliari-Ristorante Amanõ: ingresso Cagliari-Ristorante Amanõ: interno

Proseguendo verso sud, dopo duecento metri la via Sidney Sonnino incrocia il viale Bonaria, provenendo da destra come continuazione della via Roma,e proseguendo verso sinistra in direzione del Cimitero Monumentale di Bonaria.

Usciamo dal quartiere storico di Villanova

Possiamo ora uscire dal quartiere storico di Villanova, e con questo abbiamo concluso la visita del centro storico di Cagliari, e possiamo recarci a vistare il resto della città.

La prossima tappa del nostro viaggio

Dopo aver visitato il centro storico di Cagliari, nella prossima tappa del nostro viaggio inizieremo la visita dei dintorni della città di Cagliari della quale nella pagina precedente abbiamo visto il centro storico. Vedremo i resti del periodo punico e romano nella zona nord occidentale della città fino al castello di San Michele ed al parco di Monte Claro, e la parte occidentale ed orientale della città con le sue numerose chiese.


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