Un sito di oltre 480 pagine che descrive tutta l’Isola e che pur non vendendo nulla riceve fino a oltre un migliaio di visitatori ogni giorno

La mia Sardegna

Home page Guest book SOSTIENICI Mappa del sito Scrivici


Pagina precedenteIndice precedenteVisita di una pagina di Cagliari TurismoPagina successiva

Nel centro storico della città di Cagliari visitiamo il quartiere Marina che si affaccia sul suo porto storico

In questa tappa del nostro viaggio, inizieremo la visita dal centro storico della città di Cagliari dove vedremo per primo tutto ciò che si trova all’interno del suo quartiere Marina, che si trova nella sua zona a sud est, verso il mare.

Il quartiere Marina

Cagliari-I quattro quartieri del centro storico di Cagliari oggiAffacciato sul mare, il quartiere della Marina ha sempre avuto una storia importante nell’economia della città, sino dalle sue prime origini, che si fanno risalire addirittura al periodo punico. Durante il periodo della dominazione romana, con il nome di Bagnarla, il quartiere conosce una frenetica attività commerciale e, alla luce degli scavi archeologici degli ultimi decenni, un continuo ampliamento urbanistico, testimoniato dall’abbondanza di edifici imponenti e di strade che la collegavano ad altre aree della città. Cagliari-Il quartiere MarinaIl quartiere è delimitato a sud dal mare, ad ovest dal largo Carlo Felice che lo separa dal quartiere Stampace, ad est dalla via Regina Margherita, e nord confina con i quartieri Castello e Villanova. Il quartiere è stato creato dai Pisani nel tredicesimo secolo per ospitare le abitazioni dei lavoratori portuali, e veniva chiamato allora Lapola. Come scrive Giovanni Francesco Fara nella Chorographia Sardiniae, il nome del quartiere derivava dal termine pisano medievale Làppola che indicava la palizzata, dato che una vera e propria palizzata di legno si trovava in mare davanti ad esso costituendo una sorta di posto di blocco per decidere chi far entrare o non far entrare in città. L’accento è stato poi spostato in avanti, probabilmente per una maggiore familiarità fonetica locale, e diviene Lapola. In seguito, con la dominazione aragonese, si è iniziato a preferire utilizzare per il quartiere il nuovo nome di Marina.

L’area portuale di fronte alla bella via Roma con i suoi palazzi liberty

La via Roma è una delle principali arterie del centro di Cagliari. Il tratto prospiciente il porto, con gli eleganti palazzi dotati di portici, dove si trovano numerosi caffè e negozi, è considerato uno dei Salotti della città. La via Roma, più precisamente il tratto di fronte al porto commerciale di Cagliari, viene inaugurata nel 1883, dato che l’area attraversata dalla strada era precedentemente in gran parte occupata dalle mura e dai bastioni del quartiere Marina, smantellati a partire dal 1880 per esigenze igieniche, ed in seguito anche alle disposizioni del regio decreto del 31 dicembre 1866, con il quale la città di Cagliari perdeva la sua funzione di piazzaforte militare.

Alla destra della via Roma, procedendo da nord ovest verso sud est, si affaccia la Stazione marittima dove sono presenti i diversi moli di attracco delle navi da crociera e dei traghetti provenienti dal continente. Gli uffici della stazione marittima occupano un’area presente sul molo Sanità, all’interno del porto di Cagliari. Accanto agli edifici della Stazione marittima di trova la grande Ruota panoramica, inaugurata del 2020, dotata di ben 35 cabine che volano fino a sfiorare i cinquantacinque metri d’altezza, dalla quale è possibile ammirare tutto il panorama sulla città e sul golfo.

Cagliari-Sulla via Roma si affaccia la stazione Marittima del porto Cagliari-La ruota panoramica che si affaccia sopra la stazione Marittima del porto Cagliari-Sulla via Roma si affaccia il porto dove attraccano le navi da crociera provenienti dal continente Cagliari-Sbarco dei turisti da una nave da crociera nel porto di Cagliari Cagliari-La via Roma con le imbarcazioni nel porto

Oggi le navi da crociera sbarcano centinaia di passeggeri provenienti anche da numerosi paesi esteri, e questo avviene da quando le rotte turistiche hanno abbandonato il nord Africa dopo gli ultimi attentati terroristici, e sono state dirottatate in gran parte su Cagliari. Peccato che la città non si sia ancora adeguata a questa nuova vocazione turistica, dato che solo le trattorie ed i ristoranti hanno iniziato ad acquisire personale che parla le diverse lingue, ma non così le attività commerciali. Ancora quest’anno, arrivato a Cagliari di domenica, ho dovuto acquistare la crema abbronzante in un negozio arabo, e il panno per stendermi al sole in uno cinese, dato che tutte le attività commerciali italiane erano chiuse!

Cagliari-In via Roma lungomare verso il porto il palazzo che ospita la Rinascente Cagliari-I bellissimi palazzi di via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di via Roma Cagliari-In via Roma si vede la facciata della chiesa di San Francesco di Paola

Nella via Roma, nel lato opposto rispetto alla stazione marittima, ossia al lato sinistro della via Roma, restiamo affascinati dalla bellezza dei tanti palazzi liberty che si susseguono con i loro lunghi porticati.

La chiesa ed il Convento di San Francesco di Paola

La chiesa di San Francesco di Paola dedicata al Santo, compatrono della città dal 1907, al quale viene attribuito il miracolo di aver liberato Cagliari dalla siccità del 1739, si trova proprio in via Roma ed appartiene all’Ordine dei Minimi, approvato nel 1474 con il nome di Congregazione Eremitica Paolana di San Francesco d’Assisi. I Frati arrivano in Sardegna nel 1625 e ricevono in donazione un terreno vicino al porto, dove, entro la fine del secolo, costruiscono l’attuale Convento con la chiesa ad esso adiacente. L’edificio, con una sola aula, con tre altari per lato e con un profondo presbiterio rettangolare, ha in un primo tempo la facciata con terminale a doppio inflesso, detto a cappello di carabiniere, tipico di molte chiese barocche ed il portale inquadrato da coppie di colonne corinzie. Nel 1926 la facciata viene considerata priva d’interesse artistico e demolita, e nel 1932 venne realizzata la nuova facciata, in stile classicheggiante, che comprende la chiesa tra le facciate dei palazzi e dei porticati liberty, che ormai caratterizzano la via Roma. L’interno della chiesa ha, invece, mantenuto l’assetto secentesco.

Cagliari-Chiesa di San Francesco di Paola Cagliari-Chiesa di San Francesco di Paola: ingresso Cagliari-Chiesa di San Francesco di Paola: interno Cagliari-Chiesa di San Francesco di Paola: altare maggiore Cagliari-Chiesa di San Francesco di Paola: altare laterale Cagliari-Chiesa di San Francesco di Paola: altare laterale Cagliari-Chiesa di San Francesco di Paola: antico mosaico

L’altare maggiore è uno dei più belli di Cagliari, per i suoi marmi policromi e per lo slancio verticale caratteristico degli altari del tardo settecento. Durante i lavori di restauro del 1997-99 sono stati rivenuti frammenti di affreschi, forse secenteschi, che, staccati e montati su tela, sono adesso sistemati nella sacrestia. La chiesa dipende dalla parrocchia di Sant’Eulalia di Marina. La porta posteriore della chiesa si affaccia sulla via Sardegna, dove si affaccia anche il Convento di San Francesco di Paola che ha il suo ingresso al civico numero 103.

Il palazzo del Consiglio regionale

Cagliari-Palazzo del Consiglio regionaleCagliari-Palazzo del Consiglio regionaleProseguendo lungo la via Roma, al civico numero 25, si trova il principale ingresso del Palazzo del Consiglio regionale inaugurato il 13 dicembre 1988. L’imponente struttura occupa un’area di 3.200 metri quadrati, ricavati dalla demolizione di un isolato di antiche case del quartiere Marina, ed è costituita da tre edifici: il primo, affacciato sulla via Roma, si sviluppa su sei piani e vede al suo interno gli uffici il secondo si affaccia sulla retrostante parallela via Camillo Benso conte di Cavour, ed è la sede dei Gruppi Consiliari e della Biblioteca; ed il terzo, l’Aula Consiliare, che è collocato tra i primi due palazzi. Elemento connotativo del progetto è il granito utilizzato per il rivestimento dei pavimenti e delle scale. Sotto i porticati del complesso edilizio del Consiglio regionale, nell’area esterna denominata il Lago salato sono state collocate alcune opere di Costantino Nivola, il grande scultore di Orani, del quale sono presenti anche alcuni graffiti realizzati su disegno di Salvatore Fancello, l’importante artista di Dorgali.

Cagliari-Palazzo del Consiglio regionale: opere di Costantino Nivola Cagliari-Palazzo del Consiglio regionale: opere di Costantino Nivola Cagliari-Palazzo del Consiglio regionale: opere di Costantino Nivola Cagliari-Palazzo del Consiglio regionale: opere di Costantino Nivola Cagliari-Palazzo del Consiglio regionale: opere di Costantino Nivola Cagliari-Palazzo del Consiglio regionale: graffito di Costantino Nivola realizzato su disegno di Salvatore Fancello Cagliari-Palazzo del Consiglio regionale: altro graffito di Costantino Nivola realizzato su disegno di Salvatore Fancello

Cagliari-Gli scatoloni al posto delle opere di Costantino Nivola nel 2021Nel 2021, visitando l’area esterna denominata il Lago salato, invece delle opere di Costantino Nivola abbiamo visto che erano presenti grandi scatoloni, ed io ho pensato le potessero contenere o che forse le sostituissero nel caso esse fossero state rimosse. Mi sono recato a chiedere informazioni all’Ufficio del Turismo, il cui operatore aveva anche lui visto alcuni giorni prima gli scatoloni, ma non ne conosceva ancora il motivo. Si è pertanto informato telefonando in Regione, e poco dopo mi ha comunicato che avevano rivestito in questo modo le opere per proteggerle, dato che erano in programma significativi lavori di ristrutturazione degli edifici del palazzo del Consiglio regionale che le sovrastavano.

La via Roma termina in piazza Giovanni Amendola da dove parte sulla sinistra il viale Regina Margherita

Poco dopo il Palazzo del Consiglio regionale, la via Roma termina nella piazza Giovanni Amendola, che si trova alla sua sinistra, passata la quale si esce dal quartiere Marina, e la prosecuzione della via Roma sarà il viale Armando Diaz, che ci porterà al di fuori dal centro storico di Cagliari e proseguirà verso est, mentre a destra si sviluppa la piazza Attilio Deffenu che porerà al Molo Ichnusa. Subito prima della piazza Giovanni Amendola, parte alla sinistra della via Roma il viale Regina Margherita, il quale si dirige verso nord, che si prende dalla piazza imboccando una grande scalinata.

Cagliari-La scalinata che porta dalla piazza Giovanni Amendola al viale Regina Margherita Cagliari-La piazza Giovanni Amendola nel lato verso il viale Regina Margherita Cagliari-Dalla piazza Giovanni Amendola nel lato verso il mare la piazza Deffenu che si affaccia sul porto di Cagliari

Al termine della via Roma alla sinistra si apre la piazza Giovanni Amendola, mentre alla destra, ossia nel lato verso il mare, si sviluppa la piazza Attilio Deffenu, che si affaccia sulla calata darsena del porto di Cagliari.

Il Palazzo Tirso con il suo Hotel e con il ristorante Terra

Cagliari-Il Palazzo Tirso che ospita l’Hotel omonimoArrivando con la via Roma nella piazza Giovanni Amandola, svoltiamo a destra nella piazza Attilio Deffenu e, percorse poche decine di metri, alla sinistra dalla piazza, al civico numero 4, si affaccia lo splendido Palazzo Tirso, un gioiello architettonico che si affaccia sul porto turistico e sul Mar Mediterraneo, la cui costruzione la costruzione è iniziata su progetto dell’ingegnere Flavio Scano, con un linguaggio architettonico ispirato all’Art Nouveau. Il Palazzo Tirso è uno degli edifici simbolo della modernizzazione di Cagliari nel primo Novecento, dato che la sua storia è strettamente legata allo sviluppo dell’energia elettrica in Sardegna e alla trasformazione urbana della zona del porto. Il palazzo è stato costruito tra il 1924 e il 1927 come sede della Società Elettrica Sarda, l’ente che gestiva la produzione e distribuzione dell’energia nell’Isola, e l’edificio è nato come simbolo di modernità, dato che da qui partiva l’energia destinata a illuminare tutta la Sardegna. Ed il nome Tirso richiama la diga sul fiume Tirso, una delle opere ingegneristiche più importanti del Novecento sardo. Rinnovato di recente dallo Studio Marco Piva, ospita l’Hotel Palazzo Tirso che coniuga il patrimonio sardo con l’eleganza moderna, nel quale si trova il ristorante Terra del Palazzo Tirso.

Due Forchette del Gambero RossoCagliari-Il ristorante JostoNell’Hotel Palazzo Tirso si trova il ristorante Terra del Palazzo Tirso, al quale il Gambero Rosso ha assegnato le Due Forchette con un punteggio di 82 punti su 100. Situato nell’area Lobby, questo ristorante gourmet è la location elegante che sa trasmettere piacevoli sensazioni grazie alla bellissima cucina centrale di design e alle deliziose ricette dei suoi chef. Al Ristorante Terra, il vero valore è il suo team, cuore pulsante di ogni esperienza. In cucina, una brigata giovane e appassionata che trasforma ogni ingrediente in un racconto di sapori, unendo creatività e rispetto per la tradizione. Ogni piatto nasce dal desiderio di sorprendere, conservando autenticità e qualità. In sala, il suo staff accoglie ogni ospite con attenzione e cortesia, offrendo un servizio su misura, discreto e sempre presente. Cucina e sala lavorano in perfetta sintonia per regalare a ogni cliente non solo un pasto, ma un esperienza indimenticabile.

Parallela alla via Roma si sviluppa la via Sardegna con l’Hotel Italia e con i suoi numerosi locali tipici

La parallela di via Roma verso l’interno è la stretta via Sardegna la principale strada per la ristorazione turistica della città. La via Sardegna è un continuo susseguirsi di trattorie e piccoli ristoranti, in gran parte con cucina di mare ma non solo. Lungo questa strada, nelle sue traverse e nelle strade limitrofe, si trovano innumerevoli locali e trattorie, meta indiscussa delle vacanze dei turisti a Cagliari, che abbiamo fotografato nel 2021, dopo il periodo di chiusura per la panemia, e si vedono in alcune foto il personale o i clienti con la mascherina. Iniziando a percorrerla, alla sinistra della strada, al civico numero 12, si trova l’Osteria Tabarchina, dove ho pranzato il primo giorno del mio soggiorno a Cagliari, ho chiesto di bere solo vino senza acqua ma mi hanno portato anche un contenitore con acqua filtrata che non neppure aperto, ed infine nel conto mi hanno addebitato l’acqua, guadagnando 2 euro ma perdendo un cliente; alla destra della strada, al civico numero 23, si trova il ristorante la Gobbetta, così chiamato perché all’atto della sua fondazione l’antica proprietaria era gobba, dove ho mangiato sempre bene; più avanti al civico numero 26, il ristorante Italia; e subito dopo, al civico numero 30, l’Enoteca Oyster.

Cagliari-Nella via Sardegna l’Osteria Tabarchina Cagliari-Nella via Sardegna il ristorante la Gobbetta Cagliari-Nella via Sardegna il ristorante Italia Cagliari-Nella via Sardegna l’enoteca Oyster

Sull’altro lato della strada, al civico numero 31, si trova l’Hotel Italia, il cui nome è simile a quello del ristorante Italia, ma non vi è alcun collegamento tra i due che sono del tutto indipendenti, anche se probabilmente all’origine potevano essere tra loro collegati.

Cagliari-La via Sardegna con sulla destra l’Hotel ItaliaPoco dopo l’inizio della via Sardegna, sulla destra, al civico numero 31, si trova l’Hotel Italia un albergo a tre stelle nel quale abbiamo soggiornato spesso nelle nostre permanenze a Cagliari. In buona posizione, vicino al porto, in un edificio rinnovato che si sviluppa su quattro piani mette a disposizione degli ospiti ampi e funzionali spazi comuni e confortevoli camere. Si tratta di un Hotel che, nella sua storia quasi centenaria, ha visto il passaggio di diverse generazioni che hanno mantenuto un impegno costante nell’accogliere al meglio gli ospiti. La possibilità di immergersi nella cultura e tradizioni isolane tra le vie del centro storico, hanno reso questo albergo un punto di riferimento per coloro che si recano a Cagliari, e permette di conoscere la Sardegna con i sapori e i profumi della sua enogastronomia, ottimamente offerta nei tanti ristoranti e trattorie situati poco distanti lungo tutta la stretta via Sardegna. Cagliari-Alcune delle opere di Giorgio Corso esposte nei locali dell’Hotel ItaliaNei locali dell’Hotel Italia, la famiglia che ne è proprietaria ospita spesso esposizioni di opere d’arte. Nel 2021, a due anni di distanza dall’ultima esposizione di Giorgio Corso denominata Rosso Corso, lo ha riproposto con oltre quaranta opere per lo più inedite nella nuova esposizione denominata Det-Tagli. Giorgio Corso è un artista nato a Cagliari nel 1961, che nelle sue opere ha dapprima utilizzato i colori freddi, per passare successivamente a rafforzare l’uso delle terre ed introdurre in Buggerru 1904 il rosso, carico di un valore evocativo del fatto storico nonché di significato politico. In seguito le sue opere a volte hanno dimenticato le prime suggestioni cubo-futuriste per evocare un rinnovato interesse matafisico.

Cagliari-Ingresso del Hit&agraveBistrotNel 2021, dopo il periodo di chiusura delle attività per la panemia, la gestione dell’Hotel aveva messo a disposizione i suoi locali per un’attività di ritorazione, ed era stato sviluppato quindel nuovo Hotel Italia Bistrot. In questo locale il giovane chef cagliaritano Luca Angelo Manco proponeva i suoi piatti di alta cucina ai clienti dell’Hotel ed anche a turisti di passaggio. Abbiamo apprezzato la sua cucina e fotografato alcuni dei piatti da lui proposti. Ci auguriamo che questa attività possa proseguire nel tempo, in modo che se tornerò a visitare Cagliari uno degli anni venturi potrò gustarli di nuovo. O se, invece, l’attività dovesse venire in futuro sospesa, le foto dei suoi gustosi piatti rimarranno per sempre nel nostro ricordo.

Cagliari-Hit&agraveBistrot: cromble di olive con gelato al basilico e chips di tapioca al sesamo con purea di mango Cagliari-Hit&agraveBistrot: chips di tapioca al nero di seppia con pesto di rucola e nocciole Cagliari-Hit&agraveBistrot: orecchiette al ragù superiore con crumble di olive nere Cagliari-Hit&agraveBistrot: risotto rosso con bisque di Gamberi e fumetto di rapa rossa con Gamberi arrosto, sesamo e olio di oliva Cagliari-Hit&agraveBistrot: filetto di spigola scottato con fagiolini e patate saltate su salsa al peperone giallo e frappè di pomodoro e barbabietole Cagliari-Hit&agraveBistrot: fritturina mista di Calamari, Gambero rossi e zucchine Cagliari-Hit&agraveBistrot: costine di agnello con crema di aromi sardi e spinaci saltati Cagliari-Hit&agraveBistrot: filetto di manzo con funghi champignon e sesamo, fagiolini e salsa di patate, cipolla e basilico Cagliari-Hit&agraveBistrot: tirami sù in coppax

Proseguendo lungo la via Sardegna

Proseguendo lungo la via Sardegna, incrociamo la via Lodovico Baylle lungo la quale, alla destra, al Civico numeno 16, si trova il bellissimo negozio di dolciumi a caramelle chiamato Sweetà Flamingo, caratteristico per la proposta della caramelle in contenitori con la forma di fenicotteri rosa. Passato l’incrocio con la via Lodovico Baylle, alla destra della via Sardegna, al civico numero 37, si trova il ristorante Ci Pensa Cannas; di fronte, al civico numero 40, si trova l’Osteria Cagliaritana; piu avanti alla destra della strada, al civico numero 49, il ristorante Antica Cagliari. Si incrocia poi la traversa via Napoli, presa la quale verso destra, si vede alla sinistra della strada, al civico numero 13, il ristorante tipico Su Cumbidu.

Cagliari-Nella via Lodovico Boylle il negozio di dolciumi Sweetà Flamingo Cagliari-Nella via Sardegna il ristorante Ci Pensa Cannas Cagliari-Nella via Sardegna l’Osteria Cagliaritana Cagliari-Nella via Sardegna il ristorante Antica Cagliari Cagliari-Lungo la traversa via Napoli il ristorante tipico su Cumbidu

In via Sardegna i pochi resti della chiesa di Santa Lucia di Marina

Cagliari-Vecchia foto dell’interno della chiesa di Santa Lucia prima della demolizionePassate centocinquanta metri dall’inizio della via Sardegna, subito dopo l’incrocio con la via Napoli, troviamo alla sinistra della strada i pochi resti della chiesa di Santa Lucia di Marina, che risale ai primi del seicento, di cui restano le cappelle di destra e parte del presbiterio. La chiesa è attestata dai documenti d’archivio dal 1119 col nome di Santa Lucia di Civita, come possedimento dei monaci Vittorini e, in seguito, nel 1263 è l’unica chiesa del quartiere di Lapola ad essere visitata dall’arcivescovo di Pisa Federico Visconti. Tra la fine del Cinquecento e l’inizio del seicento, la storia della chiesa è strettamente legata a quella della Arciconfraternita della Santissima Trinità e Sangue di Cristo sotto l’invocazione di Santa Lucia, riconosciuta tra le più importanti della città con una bolla del papa Paolo V del 2 ottobre del 1606. L’Arciconfraternita ricostruisce la propria chiesa secondo i nuovi dettami architettonici voluti dalla Controriforma e dai Gesuiti, in risposta alla Riforma protestante che rifiutava il culto dei Santi. La chiesa, di concezione inedita per la città, si presentava a navata unica, con volta a botte, scandita da tre sottarchi sull’aula, ed il presbiterio quadrato voltato con un cupolino emisferico su una cornice dentellata. Ad esso erano affiancate due sacrestie, ed aveva tre cappelle per lato, aperte, con arco a tutto sesto voltate a botte. Nel 1943 una delle tante bombe cadute sul quartiere Marina danneggia lievemente la chiesa, ma i lievi danni vengono fatti passare per danni di guerra tali da compromettere l’intero monumento, allo scopo di ottenere un finanziamento per la costruzione di una nuova chiesa. Cagliari-I pochi resti della chiesa di Santa LuciaCagliari-I pochi resti della chiesa di Santa LuciaIl Piano di Ricostruzione, che riprendeva le linee del Piano regolatore del 1858 redatto dall’architetto Gaetano Cima, prevedeva la realizzazione di un viale in luogo della stretta via Sardegna con una piazza davanti alla chiesa ricostruita, e nel 1947 l’antico monumento viene demolito. La piazza allora immaginata non è stata mai realizzata, ma si ottiene in sua vece la costruzione di una nuova chiesa di Santa Lucia che è diventata la parrocchiale del quartiere San Benedetto. La chiesa di Santa Lucia di Marina era ricca di arredi, centinaia di opere d’arte, arredi sacri ed opere in marmo, alcuni dei quali sono oggi conservati nel Museo di Sant’Eulalia, nella Pinacoteca nazionale di Cagliari, ed in altre chiese chiese. L’area di Santa Lucia è interessata dal 2002 da un significativo progetto per il recupero del rudere, davanti al quale potrebbe essere realizzata una piazza pubblica.

Altre tra le principali trattorie e ristoranti che si trovano nella via Sardegna

Passata la chiesa di Santa Lucia di Marina, proprio di fronte ad essa; al civico numero 53, si trova l’Antica Cagliari Bistrot. La prossima traversa è la via Barcellona, presa la quale verso destra, si vede alla destra della strada, al civico numero 2, la trattoria da Tonio, ed alla fine della strada si vede la ruota panoramica illuminata di sera. Ripresa la via Sardegna, si vede alla sinistra della strada ad angolo con la via Barcellona, al civico numero 58, il ristorante Kimbe terra e mare di Sardegna; più avanti si trovano alla sinistra, al civico numero 60, la trattoria Gennargentu, ed alla destra, al civico numero 85, il ristorante Sardegna 85; ed ancora alla sinistra, al civico numero 78, si trova la trattoria tipica da Lillicu.

Cagliari-Nella via Sardegna l’Antica Cagliari Bistrot Cagliari-Lungo la traversa via Barcellona la trattoria da Tonio ed alla fine della strada la ruota panoramica illuminata Cagliari-Nella via Sardegna il ristorante Kimbe terra e mare di Sardegna Cagliari-Nella via Sardegna a sinistra la trattoria Gennargentu ed alla destra il ristorante Sardegna 85 Cagliari-Nella via Sardegna a sinistra la trattoria tipica da Lillicu

A suo tempo consigliato dalla Guida MichelinCagliari-Tovaglette della trattoria tipica LillicuQuando mi reco a Cagliari, non posso fare a meno di fermarmi in via Sardegna, al civico numero 78, alla trattoria tipica da Lillicu gestita dalla famiglia Zucca dal 1938, che era stata segnalata qualche anno fa dalla Guida Michelin per la sua cucina di qualità. Lillicu è il diminutivo in cagliaritano del signor Raffaele, che ai primi del Novecento, dava da mangiare ai marinai, ai mercanti e ai locali. Ed ancora oggi da Lillicu a Cagliari si trovano i piatti della tradizione cagliaritana, con il pesce fresco reperito ogni giorno dal mare, servizio molto informale, ma sempre cordiale e caloroso, menù in costante aggiornamento, comunicato a voce dai camerieri sulla base delle disponibilità del giorno. Si tratta di un locale assolutamente unico, con i suoi grandi tavoli di marmo, i tovaioli e le tovagliette di carta sulle quali è riportata una recensione del locale effettuata dal Gambero Rosso.

Cagliari-trattoria Lillicu: ingresso della trattoria tipica Lillicu Cagliari-trattoria Lillicu: sala interna

Pur non trattandosi di un ristorante, ma essendo solo una trattoria a gestione familiare, è stata consigliata alcuni anni fa anche dalla Guida Michelin che ha suggerito di visitarla per la sua ottima cucina di pesce.

Cagliari-trattoria Lillicu: antipasto di cozze alla marinara Cagliari-trattoria Lillicu: antipasto di frittelle di gianchetti Cagliari-trattoria Lillicu: antipasto insalata di tonno Cagliari-trattoria Lillicu: spaghetti alla bottarga Cagliari-trattoria Lillicu: spaghetti con Gamberoni Cagliari-trattoria Lillicu: il pulizia della spigola alla vernaccia Cagliari-trattoria Lillicu: spigola alla vernaccia Cagliari-trattoria Lillicu: triglie grandi arrosto Cagliari-trattoria Lillicu: dolcini sardi

Mi ero recato a visitarla la prima volta a metà anni Novanta e, seguendo il consiglio della Michelin, vi avevo trovato una simpatica gestione familiare in un locale sempre affollatissimo con una ottima cucina di pesce. E dopo qualche pasto, considerandomi un cliente assiduo mi avevano fatto mangiare all’ingresso, in un tavolo riservato solo agli amici, dove avevo passato più di una serata indimenticabile, tra commensali di una simpatia unica.

Cagliari-trattoria Lillicu: anni Novanta con il titolare che propone il suo pesce fresco Cagliari-trattoria Lillicu: anni Novanta la proposta di pesce fresco Cagliari-trattoria Lillicu: anni Novanta proposta di aragoste Cagliari-trattoria Lillicu: anni Novanta aragosta alla sarda Cagliari-trattoria Lillicu: anni Novanta vecchia foto del tavolo degli amici Cagliari-trattoria Lillicu: anni Novanta vecchia foto con la presenza di un frate del vicino Convento

Cagliari-trattoria Lillicu: tavolo con il pittore Adolfo Floris nel 2015In questa storica trattoria sono tornato ogni volta che nei miei viaggi in Sardegna mi sono fermato a Cagliari, e vi ho sempre trovato il medesimo ambiente cordiale e l’ottima cucina. In una di queste occasioni, nel 2015 ho fotografato, al tavolo con alcuni suoi amici, il pittore sardo Adolfo Florjs, detto Foffo da quanti lo stimano. Nato a Cagliari nel 1941, oltre ad essere un affermato pittore, è anche un personaggio, fantasioso, esuberante, irrequieto, ma è anche un acuto osservatore che riesce a cogliere con impegno e serietà le diverse situazioni. Diverse sue opere sono esposte in numerosi Comuni ed Enti italiani, esteri e presso collezionisti dell’arte figurativa contemporanea.

Passata la trattoria da Lillicu, alla sinistra della via Sardegna, al civico numero 90, si trova la pizzeria trattoria Chent’Annos; poco più avanti, al civico numero 100, si trova la trattoria Deidda; di fronte ad essa, all’altro lato della strada, si trovano i tavoli esterni della trattoria da Serafino, il cui ingresso è sulla traversale a destra che è la via lepanto, al civico numero 6.

Cagliari-Nella via Sardegna la pizzeria trattoria Chent’Annos Cagliari-Nella via Sardegna la trattoria Deidda Cagliari-Nella via lepanto la trattoria da Serafino

Il ristorante la Stella Marina di Montecristo

La via Sardegna sbocca contro il lato sinistro del palazzo del Consiglio regionale. Passati a piedi sotto i portici del palazzo, o aggirandolo prendendo a sinistra la via lepanto, subito a destra la via Camillo Benso conte di Cavour, poi a destra la via Vittorio Porcile, e voltando di nuovo a sinistra, raggiungiamo la prosecuzione della via Sardegna. Al civico numero 140 della via Sardegna, alla sinistra, si trova il ristorante La Stella Marina di Montecristo.

A suo tempo consigliato dalla Guida MichelinCagliari-Il ristorante la Stella Marina di Montecristo: ingresso del ristoranteAl civico numero 140 della via Sardegna si trova l’importante ristorante La Stella Marina di Montecristo, un locale specializzato in pesce e frutti di mare in un ambiente conviviale, che era stato segnalato qualche anno fa dalla Guida Michelin per la sua cucina di qualità. Si tratta di un ristorante unico nel centro di Cagliari, che era il posto preferito di Gigi Riva per mangiare pesce fresco e frutti di mare offerti su tipici vassoi di sughero. Da fuori non ispira granché, l’insegna è un pò vecchiotta, la saracinesca a mezz'asta, gli danno l’aria da un’osteria del porto. Ed anche il suo arredamento ed il suo aspetto sono quelli di una semplice osteria di mare, mentre la gestione punta sulla cortesia e sull’accoglienza. Viene proposto anche un menu a prezzo fisso.

Cagliari-Il ristorante la Stella Marina di Montecristo: interno Cagliari-Il ristorante la Stella Marina di Montecristo: interno

La sua cucina è soprattutto di mare, e nella Stella Marina di Montecristo ci si può affidare ai consigli del proprietario per una cucina di pesce semplice, ma generosa nelle porzioni e contenuta nei prezzi. E alla fine del pasto non si puù bere il caffè, che in questo ristrante non viene servito ai clienti, mentre si possono apprezzare il filu 'e ferru, la tipica acquavite sarda, ed i diversi liquori.

Cagliari-Il ristorante la Stella Marina di Montecristo: interno Cagliari-Il ristorante la Stella Marina di Montecristo: antipasti Cagliari-Il ristorante la Stella Marina di Montecristo: il primo Cagliari-Il ristorante la Stella Marina di Montecristo: secondi Cagliari-Il ristorante la Stella Marina di Montecristo: secondi Cagliari-Il ristorante la Stella Marina di Montecristo: secondi Cagliari-Il ristorante la Stella Marina di Montecristo: secondi Cagliari-Il ristorante la Stella Marina di Montecristo: mirto e dolci sardi

Nel 2026 il titolare dello storico ristorante Stella Marina di Montecristo di Cagliari, Giacomo Deiana, ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la prestigiosa onorificenza di Cavaliere della Repubblica.

Il ristorante Luigi Pomata

Al termine della via Sardegna, la sua prosecuzione sbocca sul viale Regina Margherita, che prendiamo verso sinistra imboccando una grande scalinata, che parte dalla piazza Giovanni Amendola, la quale si trova al termine della via Roma, alla sua sinistra. In viale regina Margerita, al civico numero 18, si trova il ristorante Luigi Pomata.

Consigliato dalla Guida MichelinDue Forchette del Gambero RossoCagliari-I<strong></strong>l ristorante Luigi PomataNel viale regina Margerita, al civico numero 18, si trova l’importante ristorante Luigi Pomata, che è un locale specializzato in pesce e frutti di mare, in un ambiente di tendenza, segnalato dalla Guida Michelin per la sua buona cucina, ed al quale il Gambero Rosso ha assegnato le Due Forchette. Ecco un angolo cittadino dove è possibile trovare lo sfizio per tutti i gusti. La storia di Luigi Pomata parte da luoghi e tempi lontani, da una piccola isola ricca di storia, Carloforte, avamposto ligure affacciato alla costa sud occidentale della Sardegna. Si tratta di un ristorante moderno, con cucina di mare legata soprattutto ai crudi ed al tonno carlofortino, terra d’origine dello chef che, caratterizzato da un’energia inesauribile, ha dato il via ad un’operazione di rinnovo del locale rendendolo ancora più confortevole e moderno.

Cagliari-Il ristorante Luigi Pomata: ingresso Cagliari-Il ristorante Luigi Pomata: sala interna

Il servizio è magistralmente condotto dallo chef e da una giovane e motivata squadra di ragazzi.Il locale propone anche un interessante business lunch a mezzogiorno. Inoltre, adiacente al locale, si trova il nuovissimo Lounge bar che è l’ideale per aperitivi e cocktail alla moda.

Cagliari-Il ristorante Luigi Pomata: il piatto di sushi Cagliari-Il ristorante Luigi Pomata: filetto di tonno Cagliari-Il ristorante Luigi Pomata: dessert Cagliari-Il ristorante Luigi Pomata: dessert

Nella strada parallela sul retro del ristorante, al civico numero 21 della via Porcile, si trova il Bistrot di Luigi Pomata, nel quale è possibile gustare proposte regionali più rustiche e tradizionali. Nato nel 2018, il Bistrot è una piccola trattoria che inserisce nel suo menu piatti di richiamo alla cucina sarda e carlofortina, piatti classici e prezzi molto contenuti. Taglieri di salumi, selezioni di formaggi, ma anche una grande scelta di piatti caldi, primi che fanno l’occhiolino alla tradizione con un pizzico di novità, gli spaghetti alla bottarga e quelli al pomodoro, tonno alla carlofortina e in inverno una bella selezione di zuppe, in un ambiente che richiama la classica trattoria Italiana piena di colori e vita, uno spazio informale dove rilassarsi senza troppo pensare.

L’importante ristorante Dal Corsaro che ha chiuso l'attività

Proseguendo lungo il viale Regina Margherita, passato lo sbocco da sinistra della via Camillo Benso conte di Cavour, al civico numero 28, si trova il ristorante Dal Corsaro, uno dei ristoranti sardi un tempo premiati dalla Guida Michelin ma che ora non è più presente nella guida perché ha chiuso l'attività e, di conseguenza, ha perso la sua stella. Lo chef Stefano Deidda si è trasferito a Siviglia.

A suo tempo consigliato dalla Guida MichelinCagliari-Il ristorante Dal Corsaro con il nuovo bistrot ForkIl ristorante Dal Corsaro è un locale che era stato segnalato qualche anno fa dalla Guida Michelin per la sua buona cucina. Per anni considerato il miglior ristorante di Cagliari, questo sobrio angolo di eleganza grazie alla passione ed al continuo impegno della famiglia che lo conduce, è diventato uno dei migliori dell’intera Sardegna. Un indirizzo che esalta ed enfatizza la cultura culinaria dell’isola, una sosta gastronomica imperdibile se ci si trova nel vivace capoluogo. Dal Corsaro è ubicato, infatti, a pochi passi dal porto, con un ambiente sobrio ed elegante, tra archi, quadri e specchi. La coreografia prosegue nelle proposte moderne, fantasiose ma sempre ispirate ai prodotti locali, dello chef Stefano Deidda, coadiuvato dalla moglie in sala, per una gestione famigliare, giunta alla terza generazione.

Cagliari-Ristorante Dal Corsaro: ingresso Cagliari-Ristorante Dal Corsaro: interno

Una cucina compiuta e riflessiva con intriganti piatti che rispecchiano, e nel contempo elevano, le migliori tradizioni sarde, in due menu degustazione a sorpresa in base alla stagionalità dei prodotti e alla disponibilità del mercato. È anche possibile trovare un ambiente più semplice ed una cucina rustica nella versione Bistrot del Fork.

Il ristorante che un tempo si chiamava St. Remy ed oggi ha l’insegna Marino e Silvana

Dal viale Regina Margherita risaliamo di duecentocinquanta metri, e prendiamo verso sinistra, la via San Salvatore da Horta, che ci porta sulla via Torino, parallela al viale Regina Margherita. Subito prima di dove la via San Salvatore da Horta sbocca sulla via Torino, alla destra della strada al civico numero 7 della via Salvatore da Horta, si trova l’ingresso del ristorante Marino e Silvana che un tempo era noto come St.Remy.

Consigliato dalla Guida Michelin per la sua buona cucinaCagliari-Il ristorante Marino e Silvana un tempo chiamato St.RemyAl civico numero 7 della via Salvatore da Horta, si trova l’ingresso del ristorante Marino e Silvana, segnalato dalla Guida Michelin per la sua buona cucina. Il ristorante era un antico convento, che esprime un appeal intrigante fra le pareti in pietra a vista e intrise di storia. Si tratta di un progetto nato nel 2011, con un grande credo, grinta, passione e determinazione. Al momento dell’inizio il nome del ristorante era il St. Remy, scelto per rispetto al nome storico e già conosciuto del luogo, dedicato al Bastione Saint Remy che si trova proprio lì a due passi, in piazza della Costituzione nel cuore pulsante della città. In seguito il ristorante si è rinnovato anche nel nome, trasformando i nomi dei suoi due fondatori nel suo nuovo marchio.

Cagliari-Ristorante Marino e Silvana un tempo chiamato St.Remy: ingresso Cagliari-Ristorante Marino e Silvana un tempo chiamato St.Remy: interno

E Marino, il carismatico proprietario di questo locale, guida alla scoperta del menu ed è ben lieto di spiegare la storia del locale. In cucina la moglie Silvana prepara piatti mediterranei e di tradizione sarda, nel quali i frutti di mare ed il pesce sono ovviamente imperdibili.

La chiesa di Santa Rosalia con il Santuario San Salvatore da Horta

Cagliari-Chiesa di Santa RosaliaDal viale Regina Margherita risaliamo di duecentocinquanta metri, e prendiamo verso sinistra, la via San Salvatore da Horta, che ci porta sulla via Torino, parallela al viale Regina Margherita. Proprio dove la via San Salvatore da Horta sbocca sulla via Torino, di fronte, alla sinistra della strada, si trova la facciata della chiesa di Santa Rosalia inaugurata nel 1749 ed ancor oggi officiata dai Frati Minori Osservanti, che risiedono nell’adiacente Convento, che furono terminati solo nel 1780. La parte più rilevante della chiesa, dal punto di vista artistico, è la facciata, realizzata in stile barocchetto Piemontese, che, nella parte superiore, in due nicchie poste ai lati di una grande finestra, accoglie le statue di Sant’Antonio da Padova e San Bonaventura. Nello stesso stile è realizzato l’adiacente portico che immette nella via Principe Amedeo, e che aveva in passato la funzione di collegare le due parti del Convento. All’interno la chiesa si presenta a singola navata dotata di otto cappelle sui lari e altare maggiore in marmo. Sull’abside è presente un bel mosaico che raffigura la morte del Santo. Lo stile dell’edificio è in barocco Piemontese. Tra gli arredi sacri si trova un simulacro di Santa Rosalia, una statua dell’Ecce Homo, due grandi dipinti che ricordano i miracoli di San Salvatore. La chiesa dipende dalla parrocchia di Sant’Eulalia di Marina.

Cagliari-Chiesa di Santa Rosalia: interno Cagliari-Chiesa di Santa Rosalia: altare maggiore con le spoglie di San Salvatore da Horta Cagliari-Chiesa di Santa Rosalia: simulacro di Santa Rosalia

La chiesa di Santa Rosalia viene definita il Santuario di San Salvatore da Horta, che è un luogo ritenuto sacro dalla tradizione religiosa, per la presenza al suo interno della tomba con le spoglie di San Salvatore da Horta, giunto a Cagliari per sfuggire all’Inquisizione spagnola. Le ossa del Santo sono poste in un’urna di bronzo sull’altare maggiore della chiesa di Santa Rosalia, e nel medesimo altare si trova anche una statua del Santo all’interno di una bara in vetro. Le ossa sono giunte qui nel 1757, dopo essere state custodite nel Convento di Santa Maria di Gesù poi andato distrutto e dopo essere temporaneamente conservati in vari conventi di Cagliari.

Il Comando Militare Esercito Sardegna

Cagliari-La comando Militare Autonomo della Sardegnaalla sinistra della chiesa di Santa Rosalia, dopo un portico, si vede il palazzo che ospita il Comando Militare Esercito Sardegna, già Comando militare autonomo della Sardegna, che trae origine dal Comando militare della Sardegna, costituito nel dopoguerra a Cagliari e avente giurisdizione su tutta l’Isola, dipendente dal 1946 dal VIII Comando militare territoriale, divenendo ente territoriale del Comando Regione Militare Centrale, e raggiungendo la sua autonomia a fine dicembre 1981. Le funzioni esercitate sono: leva, reclutamento e mobilitazione; affari territoriali e presidiari: e logistica. In parte ha anche compiti di natura operativa, avendo alle proprie dipendenze alcune unità operative di stanza nell’isola ma dal 1988, con la costituzione della Brigata Sassari, dispone anche di unità di combattimento.

La ex chiesa di Santa Teresa che ospita l’Auditorium Comunale

Cagliari-La ex chiesa di Santa Teresa che ospita l’Auditorium ComunalePassato il portico tra la chiesa di Santa Rosalia ed il palazzo che ospita il Comado Militare, prendiamo la via Principe Amedeo, che, in quattrocentocinquanta metri, ci porta nella piazza Giovanni Maria Dettori. Qui, al civico numero 8 della piazza, si trova la Ex chiesa di Santa Teresa. La chiesa è stata eretta dai Gesuiti, la sua costruzione è stata completata nel 1691, data che compare in una lapide posta sulla facciata. Adiacente alla chiesa, si trovava l’Ex collegio dei Gesuiti, fondato nel 1611 dalla Compagnia di Gesù, che è restata nel complesso fino al 1773, anno della soppressione dell’ordine, per tornarci nel 1822, e per abbandonarlo definitivamente nel 1848, quando chiesa ed il collegio diventano proprietà del Demanio dello Stato. Dal 1884 al 1929 la chiesa, sconsacrata, ha ospitato l’Archivio di Stato, successivamente è divenuta sede della Gioventù Italiana del littorio. Nel dopoguerra la ex chiesa comincia ad essere utilizzata come sala per concerti, e l’interno viene definitivamente trasformato e adattato, tra il 1982 e il 1984, diventando l’Auditorium Comunale di Cagliari.

La chiesa collegiata di Sant’Eulalia di Marina con l’area archeologica sottostante e con il suo tesoro

Percorso circa duecento metri dall’inizio della via Sardegna, prendiamo verso sinistra la via Sant’Eulalia, lungo la quale, dopo un’ottantina di metri, si trova alla destra della strada una scalinata che porta in piazza Sant’Eulalia. Ad essa potevamo arrivare anche dal viale Regina Margherita, presa, subito dopo il ristorante Dal Corsaro, alla sinistra la via dei Pisani, che, in centocinquanta metri, ci porta nella piazza. Qui si trova la chiesa collegiata di Sant’Eulalia di Marina, che è la chiesa parrocchiale del quartiere Marina. Edificata dagli Aragonesi in stile gotico Catalano intorno al 1370, probabilmente sopra la precedente duecentesca chiesa di Santa Maria del Porto, la chiesa è stata dedicata alla Martire Eulalia, patrona della città di Barcellona. Nel 1620 l’arcivescovo di Cagliari le assegna il titolo di collegiata, ossia di chiesa importante, nella quale, pur non essendo sede vescovile e non avendo perciò il titolo di cattedrale, è tuttavia istituito un collegio o capitolo di canonici, per rendere più solenne il culto a Dio. La parrocchia tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo viene riammodernata in stile barocco e arricchita di numerosi arredi marmorei, per essere in seguito pesantemente rimaneggiata nel ventesimo secolo. L’interno si sviluppa in un’ampia navata centrale con due piccole navate laterali, costituite dagli spazi di intercomunicazione tra le cappelle laterali. L’altare settecentesco di Santa Eulalia è ornato, nella seconda Cappella a destra, da una tela di Pietro Angeletti, pittore del settecento nato a Bologna ma con una lunga carriera a Roma, accademico dell’Accademia di San Luca ed assessore delle antichità romane, del quale restano opere nel duomo di Cagliari, nella Cattedrale di Ales e e nella parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo a Solarussa. La facciata della chiesa è a capanna, decorata da archetti pensili trilobati, ed al centro, sopra il portale, si apre il rosone, tra i più belli che si trovano in Sardegna. Affianca la facciata un alto campanile, del quattro o Cinquecento la canna quadra, del settecento la Torretta ottagonale che la sovrasta, coperta da un cupolino sostituito nel Novecento dall’attuale cuspide.

Cagliari-Chiesa di Sant’Eulalia Cagliari-Chiesa di Sant’Eulalia: interno Cagliari-Chiesa di Sant’Eulalia: interno

Dalla parrocchia di Sant’Eulalia di Marina, che ha sede nella chiesa parrocchiale Collegiata di Sant’Eulalia, dipendono diverse chiese del centro storico di Cagliari-Chiesa del Santo Sepolcro in piazza San Sepolcro, la chiesa di Sant’Antonio Abate in via Giuseppe Manno, la chiesa della Beata Vergine della Pietà sulle scalette delle Monache Cappuccine, la chiesa di Santa Rosalia in via Torino, la chiesa di San Francesco da Paola in via Roma, la chiesa di Sant’Agostino in via Baylle, la Cappella dell’Asilo della Marina che è l’ex oratorio della Madonna d’Itria in via Baylle.

Sotto la chiesa di Sant’Eulalia si sviluppa una interessante area archeologica. Gli scavi archeologici, ancora in corso, sono iniziati casualmente, in occasione dei lavori di riadattamento della sagrestia, nel 1990, quando è stato scoperto un pozzo profondo ben sedici metri. Gli scavi si sono estesi a coprire tutta l’area sottostante la chiesa, ed hanno portato alla luce i resti di un quartiere dell’antica Cagliari di grande importanza per la sua vicinanza con il porto. L’elemento più importante è una grande strada lastricata, datata quarto secolo dopo Cristo, larga quattro metri e portata alla luce per una lunghezza di tredici metri, molto ripida, che non presenta i segni delle ruote di carro, per questo si ipotizza una sua funzione cerimoniale. Poco più in alto si trovano i resti di un tempietto di età Repubblicana. È stato portato alla luce anche un ambiente colonnato di età tardo Repubblicana, riutilizzato in età successiva. L’area è stata abitata anche durante l’alto periodo medioevale, e successivo è il basamento di una Torretta di avvistamento costruita in difesa dagli attacchi dal mare da parte di Vandali e pirati saraceni. Risalgono al seicento i resti della cripta di Sant’Eulalia, sotto la chiesa, di cui resta la scala d’accesso. Alcuni dei reperti rinvenuti sono stati sistemati in vetrinette, tra essi numerose lucerne d’età romana, ceramiche, medaglie di bronzo e monete, ed importante è anche una statua mancante della testa che rappresenta un sacerdote del culto di Iside.

Cagliari-Area archeologica di Sant’Eulalia: la strada lastricata Cagliari-Area archeologica di Sant’Eulalia Cagliari-Area archeologica di Sant’Eulalia Cagliari-Area archeologica di Sant’Eulalia Cagliari-Area archeologica di Sant’Eulalia-Resti del tempio sotterraneo Cagliari-Area archeologica di Sant’Eulalia: reperti rinvenuti Cagliari-Area archeologica di Sant’Eulalia: reperti rinvenuti Cagliari-Area archeologica di Sant’Eulalia: reperti rinvenuti

Alla chiesa è annesso il Museo del Tesoro di Sant’Eulalia situato al piano sopra l’ingresso all’area archeologica, dove vengono custoditi paramenti e opere sacre di artigiani sardi e napoletani del diciassettesimo e diciottesimo secolo, ed anche una collezione di argenti del sedicesimo e diciassettesimo secolo.

Cagliari-Museo del tesoro di Sant’Eulalia Cagliari-Museo del tesoro di Sant’Eulalia Cagliari-Museo del tesoro di Sant’Eulalia Cagliari-Museo del tesoro di Sant’Eulalia Cagliari-Museo del tesoro di Sant’Eulalia Cagliari-Museo del tesoro di Sant’Eulalia Cagliari-Museo del tesoro di Sant’Eulalia Cagliari-Museo del tesoro di Sant’Eulalia

Le cerimonie della Settimana Santa che si svolgono nella chiesa di Sant’Eulalia

Imponenti sono, a Cagliari, i Riti della Settimana Santa, che coinvolgono fedeli e turisti. La Domenica di Pasqua si svolge il rito de S’Incontru, ossia il ricongiungimento delle due processioni con i simulacri del Cristo Risorto e della Madonna, che, provenedo da direzioni opposte, si ritrovano uno di fronte all’altro, ed i simulacri si salutano con un triplice inchino tra gli applausi della folla, e quindi, affiancati, fanno rientro nella chiesa dove viene celebrata la messa solenne. Cagliari-La processione de S’Incontru di MarinaLa suggestiva cerimonia viene celebrata a cura delle tre parrocchie storiche di Villanova, Stampace e Marina. Quella che si svolge nella chesa parrocchiale di Sant’Eulalia, nel quartiere della Marina, prevede che la statua di Cristo sia trasportata da volontari in saio nero, veste degli antichi Confratelli dell’Orazione e della Morte che avevano sede nella chiesa del Santo Sepolcro, mentre quella della Madonna viene trasportata da altri in sacco bianco con mantellina rossa, veste degli antichi Confratelli del Sangue di Cristo della chiesa distrutta di Santa Lucia. Punto d’incontro dei due simulacri è la via Roma, di fronte alla chiesa di San Francesco di Paola. Espletato il cerimoniale del saluto e imboccata la via Napoli, i due simulacri vengono quindi condotti a Sant’Eulalia, dove verrà celebrata la messa solenne di mezzogiorno.

La chiesa del Santo Sepolcro

Proseguendo lungo la via Sant’Eulalia, in un centinaio di metri arriviamo di nuovo nella piazza Giovanni Maria Dettori. Qui prendiamo verso nord ovest la via pedonale Giovanni Maria Dettori, la seguiamo per una cinquantina di metri, poi troviamo alla destra la piazza del Santo Sepolcro, dove troviamo la chiesa del Santo Sepolcro una chiesa monumentale ricca di interessanti arredi e opere d’arte, appartenuta, dal 1248, all’Ordine dei Cavalieri Templari fino alla soppressione di quest'Ordine nel 1311, e affidata nel 1564 alla Confraternita dell’Orazione e della Morte. La sua struttura originaria gotico Catalana del quindicesimo secolo, con il presbiterio, chiamato Capilla Major, caratterizzata da una splendida volta stellare gemmata e costolonata, viene modificata in stile barocco per essere adattata al nuovo corpo aggiunto, costituito dalla grande Cappella barocca ottagonale della Madonna della Pietà che ospita un retablo in legno dorato quattrocentesco, e viene modificata nuovamente quando, smantellato il Cimitero che si trovava nella piazza, viene ribassato di circa due metri il livello del terreno e viene costruita la nuova facciata. La chiesa dipende dalla parrocchia di Sant’Eulalia di Marina.

Cagliari-Chiesa del Santo Sepolcro Cagliari-Chiesa del Santo Sepolcro: interno Cagliari-Chiesa del Santo Sepolcro: organo a canne di fronte all’altare principale Cagliari-Chiesa del Santo Sepolcro: retablo in legno dorato nella Cappella della Pietà

Nel 1564, con sede proprio nella chiesa del Santo Sepolcro, viene fondata la Confraternita del Santissimo Crocifisso dell’Orazione e della Morte la quale, attiva sino al secondo dopoguerra, si occupava principalmente di dare sepoltura delle persone più povere e la chiesa, o meglio la sottostante cripta, e l’area circostante, che è l’attuale piazza del Santo Sepolcro, venivano utilizzate come cimiteri. Questo fino al diciannovesimo secolo, quando l’area perse gradualmente la sua funzione cimiteriale per essere, a fine secolo, sistemata come piazza, tanto che del Cimitero ipogeico si è perso il ricordo.

Sotto la chiesa è stata rinvenuta una grande cripta funeraria, costruita alla fine del diciassettesimo secolo, riutilizzando e modificando una grotta naturale. La cripta del Santo Sepolcro è uno degli spazi ipogeici tra i più affascinanti della città, e la sua storia ripercorre quella della Confraternita dell’Orazione e della Morte, detta anche Confraternita del Santo Sepolcro, i cui membri si preoccupavano di dare degna sepoltura ai cadaveri di poveri ed emarginati, nella piazzetta antistante, cosparsa da zolle di terra proveniente dalla chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Si accede alla cripta tramite una botola situata al centro della navata. Sono presenti due camere con volta a botte, originariamente utilizzate per sepolture a terra. Sulle pareti della sala principale vi sono tracce di affreschi, tra i quali il dipinto più rilevante raffigura la morte, ritratta come uno scheletro avvolto da un manto di ermellino e con la falce in mano, sulla cui lama è leggibile un’eloquente scritta, Nemini parco, ossia non risparmio nessuno. Nella seconda sala è visibile un sepolcro in muratura, probabilmente destinato ad ospitare la salma di un personaggio illustre, e sulle pareti sono presneti altorilievi che rappresentano un teschio con le tibie incrociate.

Cagliari-cripta del Santo Sepolcro con la raffigurazione della morte Cagliari-cripta del Santo Sepolcro con la raffigurazione della morte Cagliari-cripta del Santo Sepolcro con la raffigurazione della morte Cagliari-cripta del Santo Sepolcro con la raffigurazione della morte

La chiesa di Sant’Antonio Abate

Cagliari-Portico di Sant’AntonioProseguendo oltre la facciata della chiesa del Santo Sepolcro, prendiamo alla sua sinistra la scalinata nota come le Scalette del Santo Sepolcro, passate le quali si arriva al portico di Sant’Antonio, che sbocca sulla via Giuseppe Manno. Presa la via Giuseppe Manno verso destra, troviamo dopo appena una ventina di metri, alla sinistra della strada al civico numero 58, la chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate, che nel 1342 era la Cappella dell’adiacente Ospedale e Convento, retto allora dai padri Agostiniani, riservato alla cura dei malati di Erpes Zoster, detto fuoco di Sant’Antonio. L’attuale chiesa viene eretta in stile barocco e consacrata nel 1723, come testimonia la lapide posta nell’atrio, affidata agli Ospedalieri di San Giovanni di Dio. Nel 1850 gli Ospedalieri si trasferiscono nella nuova sede dell’Ospedale Civile San Giovanni di Dio, nel quartiere Stampace, e l’antico Ospedale e l’adiacente Convento diventano proprietà di privati, mentre la chiesa di Sant’Antonio viene ceduta alla Confraternita della Madonna d’Itria. La chiesa è caratterizzata da una pianta di forma ottagonale con tre cappelle per lato, disposte a raggiera, coperte da volta a botte, e con un presbiterio quadrangolare, ed è caratterizzato dal colore verde degli intonaci, su cui spiccano le dorature degli stucchi e dei capitelli corinzi. La facciata in stile tardo barocco è abbellita da larghe cornici e da due riquadri ai lati di una finestra, ornata da ghirlande di fiori e frutta in rilievo. Nella parte superiore, una nicchia, affiancata da due volute e da cascate di melograni che richiamano l’Ordine degli Ospedalieri, ospita una statua di Sant’Antonio, raffigurato con un bastone in mano e un maialino ai suoi piedi, dato che il Santo viene considerato protettore degli animali domestici. Il portone, arricchito da una cornice tubolare con un annodamento di gusto classico, è inquadrato in un sistema di paraste e pilastri, con lo stemma degli Ospedalieri. La chiesa dipende dalla parrocchia di Sant’Eulalia di Marina.

Cagliari-Chiesa di Sant’Antonio Abate Cagliari-Chiesa di Sant’Antonio Abate: il particolare della facciata Cagliari-Chiesa di Sant’Antonio Abate-e tre cappelle centrali Cagliari-Chiesa di Sant’Antonio Abate: al centro la Cappella dedicata a Sant’Antonio Abate Cagliari-Chiesa di Sant’Antonio Abate: a sinistra la Cappella dell’Assunta Cagliari-Chiesa di Sant’Antonio Abate: le tre cappelle a sinistra Cagliari-Chiesa di Sant’Antonio Abate: al centro la Cappella del Santissimo Crocefisso Cagliari-Chiesa di Sant’Antonio Abate: le tre cappelle a destra Cagliari-Chiesa di Sant’Antonio Abate: al centro la Cappella di Nostra Signora della Salute Cagliari-Chiesa di Sant’Antonio Abate: l’organo sopra l’ingresso Cagliari-Chiesa di Sant’Antonio Abate: la cupola interna

La chiesa è regolarmente officiata, e richiama i suoi fedeli particolarmente il 17 gennaio, giorno della Festa di Sant’Antonio Abate, quando si svolge la tradizionale benedizione degli animali domestici nella vicina piazza San Sepolcro.

La chiesa della Beata Vergine della Pietà annessa al Convento delle monache Cappuccine

Cagliari-Le scalette delle Monache CappuccineProseguendo lungo in via Giuseppe Manno oltre la chiesa di Sant’Antonio Abate, dopo una trentina di metri prendiamo a sinistra le Scalette delle monache Cappuccine, e, dopo una quarantina di metri, troviamo sulla sinistra, al civico numero 12 delle Scalette, la chiesa della Beata Vergine della Pietà annessa al Convento delle monache Cappuccine. Le Clarisse Cappuccine giungono a Cagliari nel 1703, tra il 1705 e il 1711 viene edificato il monastero, in un’area sotto le mura del Castello in precedenza utilizzata per le esecuzioni capitali, mentre la chiesa del monastero viene consacrata nel 1806. Alla metà del diciannovesimo secolo, in seguito alle leggi di soppressione degli Ordini religiosi, le monache lasciano il Convento, che diviene di proprietà del demanio dello stato. Dopo diversi passaggi di proprietà, nel 1962 il Convento venne ceduto alla Provincia sarda dei Cappuccini, e infine restituito alle monache Clarisse nel 1969. La chiesa è molto semplice, presenta una facciata a coronamento orizzontale, rimarcato da un cornicione, con il campanile a vela sulla sinistra. Il portale è sormontato da due finestre rettangolari e dallo stemma di casa Savoia. L’interno è a pianta rettangolare, con navata unica e volta a botte. La chiesa dipende dalla parrocchia di Sant’Eulalia di Marina.

Cagliari-Monastero delle monache Cappuccine Cagliari-Chiesa della Beata Vergine della Pietà Cagliari-Chiesa della Beata Vergine della Pietà: interno

La piazza Martiri d’Italia con il Monumento ai Caduti delle guerre d’indipendenza

Cagliari-Monumento ai Caduti delle guerre d’indipendenzaProseguendo lungo la via Giuseppe Manno verso destra, a centocinquanta metri dalla chiesa di Sant’Antonio Abate arriviamo nella piazza Martiri d’Italia, nella quale arriva da sinistra la via Giuseppe Mazzini, e che si trova ai limiti tra il quartiere Marina, il Castello e Villanova. Nella piazza si trova il Monumento ai Caduti delle guerre d’indipendenza dedicato ai sardi caduti nelle battaglie per lIindipendenza e per l’Unità d’Italia, realizzato dallo scultore Piemontese Giuseppe Sartorio ed inaugurato nel 1886. Il monumento è un obelisco sulla cui facciata sono scolpite le date delle battaglie ed i nomi dei caduti in guerra, sulla base sono scolpiti fucili, cannoni e altri oggetti bellici, una targa con la sigla Custoza, la bandiera, lo stemma di Cagliari ed il ritratto di Vittorio Emanuele II, mentre sulla sommità è scolpita una corona d’alloro.

La via Giuseppe Manno ci porta alla grande piazza Yenne

Se seguiamo la via Giuseppe Manno nell’altra direzione, ossia veso sinistra, a un centinaio di metri da dove ci eravamo arrivati con il portico di Sant’Antonio, la strada sbocca dopo un tratto pedonale nella grnde piazza Yenne, una delle piazze storiche più importanti di Cagliari situata al termine del largo Carlo Felice, che parte dalla via Roma e separa il quarttiere Marina dal quartiere Stampace. Descriveremo il largo Carlo Felice e la piazza Yenne quando parleremo del quartiere Stampace.

Il ristorante Lapola

Dalla piazza Yenne, prendiamo il largo Carlo Felice sel marciapiede di sinistra e, dopo appena un diecina di metri, svoltiamo a sinistra nella via Giovanni Maria Dettori, che seguiamo per un centinaio di metri, fino ad arrivare a uno slargo alberato all’interno di un’isola pedonale. Prendiamo verso destra il vico Barcellona e, dopo una trentina di metri, vediamo alla destra della strada l’ingresso del ristorante Lapola, il cui nome si rifà all’antica denominazione del quartiere Marina.

Cagliari-Il ristorante Lapola: ingressoIl ristorante Lapola è situato in vico Barcellona al civico numero 10, ed offre una cucina a base di pesce. Si tratta di un ristorante tipico sardo, situato nel cuore della città di Cagliari, dove è possibile sempre assaporare il gusto autentico della Sardegna, passando per specialità ittiche fresche, tra le quali soprattutto l’astice. In un ambiente cordiale e rilassante, con arredi rustici dai toni caldi e pietra a vista, è possibile lasciarsi conquistare dalle ricette tipiche della cucina isolana, ancora oggi preparate secondo le ricette che si tramandano di generazione in generazione. I piatti proposti sono molto buoni ed abbondanti, dagli antipasti alle frittelle di Orziadas ossia anemoni di mare, il polpo, e, dopo i primi, aragoste e cicale di mare, per concludere con sorbetto e limoncello da loro prodotto.

Cagliari-Il ristorante Lapola: la cucina Cagliari-Il ristorante Lapola: sala interna Cagliari-Il ristorante Lapola: antipasti

Tra gli abbondanti crostacei, ci sono state fornite anche le cicale di mare chiamate anche Magnose, che non riteniamo però siano stata pescate in Sardegna dato che si tratta di una specie protetta, e nell’isola e nei mari ad essa prospicenti è già dal 1995 presente il divieto della loro pesca, detenzione, trasbordo, sbarco, trasporto e commercializzazione in quanto a rischio di estinzione per via della pesca indiscriminata da parte dell’uomo.

Cagliari-Il ristorante Lapola: frittelle di anemoni di mare Cagliari-Il ristorante Lapola: il polpo Cagliari-Il ristorante Lapola: il polpo Cagliari-Il ristorante Lapola: il primi Cagliari-Il ristorante Lapola: aragosta e cicala di mare alla Catalana Cagliari-Il ristorante Lapola: aragosta e cicala di mare alla Catalana Cagliari-Il ristorante Lapola: aragosta e cicala di mare Cagliari-Il ristorante Lapola: sorbetto e limoncello

Il ristorante Is Femminas al quale il Gambero Rosso ha assegnato le Due Forchette

Proseguendo appena appena una diecina di metri, il vico Barcellona incrocia la via Napoli, che prendiamo verso destra e, subito dopo, si vede alla destra della strada, al civico numero 90 della via Napoli, il ristorante Is Femminas.

Cagliari-Il ristorante Is FeminasLungo la via Napoli, al civico numero 90, si trova il ristorante Is Femminas. Si tratta di una realtà che propone la cucina della longevità di terra e cucina di mare. Oltre a pietanze con pesce locale del golfo, vengono proposte tante materie prime provenienti da Seulo dove, nella blue zone sarda, le aspettative di vita sono più alte e la memoria culinaria viene ancora tramandata dai centenari, celebri per la loro alimentazione. La chef e patronne Maria Carta viene proprio da Seulo. La sua missione è reinterpretare in chiave moderna le antiche ricette della sua terra, racchiuse in un menù dedicato proprio al cibo della longevità e alla dieta del suo popolo. Quindi polpo al coccio, tartare di pesce e gamberi, ma anche tanti piatti con derivati di latte di capra e pecora, ed anche i legumi.

Cagliari-Ristorante Is Feminas: ingresso Cagliari-Ristorante Is Feminas interno Cagliari-Ristorante Is Feminas: la cucina della Blue Zone

La chiesa di Sant’Agostino

Proseguendo lungo il largo Carlo Felice in direzione del mare verso la via Roma, dopo quasi centocinquanta metri sul marciapiede di sinistra si trova il nuovo grande ingresso secondario della chiesa di Sant’Agostino, il cui piccolo ingresso principale è però nella quasi parallela via Lodovico Baylle. Per raggiungera, dalla piazza Yenne svoltiamo a sinistra nella via Giovanni Maria Dettori, che seguiamo per una trentina di metri, poi svotliamo a destra nella via Lodovico Baylle, e, dopo circa un centinaio di metri, troviamo sulla destra, al civico numero 80, il piccolo ingresso principale della chiesa. Durante i lavori di adeguamento della cinta muraria della città di Cagliari voluti da Filippo II di Spagna, è stata distrutta l’antica chiesa di Sant’Agostino, che era stata edificata in forme gotiche Catalane agli inizi del quindicesimo secolo. Il sovrano ha però finanziato la costruzione di un nuovo edificio dedicato al Santo, il cui progetto viene affidato agli stessi ingegneri che allora si occupavano delle fortificazioni, i fratelli ticinesi Jacopo e Giorgio Palearo Fratino. La chiesa di Sant’Agostino è stata edificata quindi nel 1577 in stile rinascimentale, dopo che era stato abbattuto l’antico Convento degli Agostiniani, che impediva la costruzione delle nuove fortificazioni nel quartiere di Marina, e rappresenta l’unico esempio in Sardegna di architettura rinascimentale. L’edificio è a croce greca, con volte a botte, e, nel punto di incontro dei quattro bracci di eguale misura, si trova una cupola semisferica. Tra gli arredi interni spiccano diversi dipinti, un altare di legno dorato in stile barocco e il simulacro del Santo. Recentemente sotto la chiesa sono state rinvenute antichi reperti di epoca romana.

Cagliari-Chiesa di Sant’Agostino: la via Baylle con il piccolo ingresso della chiesa Cagliari-Chiesa di Sant’Agostino: il piccolo ingresso in via Baylle Cagliari-Chiesa di Sant’Agostino: interno Cagliari-Chiesa di Sant’Agostino: altare maggiore Cagliari-Chiesa di Sant’Agostino: altare la lerale a sinistra Cagliari-Chiesa di Sant’Agostino: simulacro della Vergine dormiente Cagliari-Chiesa di Sant’Agostino: Cappella della chiesa di Sant’Agostino

In origine la chiesa si trovava nell’attuale largo Carlo Felice, nel quale il quartiere Marina arriva fino al lato destra del largo, salendo dal mare verso largo Yenne, e dove si trova il nuovo grande ingresso della chiesa, realizzato tra i resti delle mura dell’Antico Mercato Civico, realizzato su progetto dell’Ingegner Enrico Melis, che è stato parzialmente distrutto nel 1886. Nel piccolo giardino retrostante la chiesa si trova un murale dedicato alle Confessioni di Sant’Agostino e alla sua vicenda spirituale.

Cagliari-Riproduzione dell’ex Mercato Civico di Cagliari Cagliari-Chiesa di Sant’Agostino: nuovo grande ingresso in largo Carlo Felice Cagliari-Chiesa di Sant’Agostino: nuovo grande ingresso in largo Carlo Felice Cagliari-Chiesa di Sant’Agostino: il murale nel giardino restrostante la chiesa

Mentre sull’altro lato del largo Carlo Felice, sul lato sinistro subito al di fuori dal centro storico, tuttora esiste la cripta del Santo, accessibile dal palazzo Accardo, posto proprio sul retro del palazzo Civico, che visiteremo più avanti nella decrizione del quartiere Stampace.

La prossima tappa del nostro viaggio

La via Carlo Felice, percorsa dal mare fino all’interno, ci fa uscire dal quartiere Marina, dal quale entriamo nello storico quartiere denominato Stampace. Nella prossima tappa del nostro viaggio, proseguiremo quindi la visita dal centro storico della città di Cagliari dove vedremo nei dettagli tutto ciò che si trova all’interno del quartiere Stampace.


Pagina precedenteIndice precedenteSostieniciPagina successiva

Tutte le foto e riprese sono state effettuate a scopo amatoriale per uso personale senza fini di lucro. Alle nostre foto se ne aggiungono altre inviateci da amici ed alcune tratte da Internet. Libri e filmati sono riprodotti per farli conoscere ma non è consentita la riproduzione delle foto di terzi, dei libri, dei filmati e di altro materiale non realizzato dall’autore. È vietato qualsiasi utilizzo commerciale del materiale in assenza di apposita autorizzazione.

  

© Claudio de Tisi 2002-2026 - Codice Fiscale DTSCLD44M23F132W