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La provincia della Gallura Nord-Est Sardegna ed i suoi 26 comuni con la costa nord orientale dell’Isola
Il territorio della provinciaIl territorio della provincia della Gallura Nord-Est Sardegna comprende la Regione storica della Gallura, con eccezione del comune di Viddalba che fa parte della Città metropolitana di Sassari, ed include la costa nord orientale della Sardegna, alla quale appartengono la Costa Smeralda e l’arcipelago di La Maddalena. Sono inoltre comprese nella provincia anche la parte settentrionale della Regione storica del Montacuto, mentre una piccola parte della sua costiera verso sud appartiene alla Regione storica delle Baronie, compreso il versante orientale del lago del Coghinas. La sua culturaParticolarità di questa provincia è che in Gallura si parla principalmente il Gallurese, un dialetto essenzialmente còrso che si avvicina più particolarmente al dialetto oltramontano parlato nella parte meridionale della Corsica, con anche forti influssi del sardo corso e del catalano. La sua più antica documentazione letteraria risale ai primi decenni del Settecento ed è costituita da componimenti poetici, che fanno pensare alla formazione del dialetto in epoca senz'altro anteriore, causa la progressiva perdita del preesistente logudorese, dal quale deriva ancora oggi circa il venti per cento del lessico gallurese. Il gallurese è parlato a Tempio Pausania e in generale in quasi tutta la Gallura, da Badesi a San Teodoro, fatta eccezione per Olbia, Luras, parte dell’agro di Golfo Aranci, alcune frazioni di Budoni, mentre a Su Canale viene parlato sia il gallurese sia il sardo anche se solo in minima parte. In queste ultime località e nel resto della provincia, ovvero a Berchidda, Monti, Padru, alà dei Sardi, Buddusò ed Oschiri, con la parte del territorio Comunale a sud del lago Coghinas, si parla la lingua sarda nella sua variante logudorese settentrionale La sua storiaLa base della prima forma di autonomia del territorio è stata costituita nel periodo medioevale dal Giudicato di Gallura, con capitale a Civita, oggi Olbia, che all’epoca comprendeva, oltre all’attuale Gallura, anche parte del Monteacuto, la Baronie e parte del Nuorese. Con la disgregazione della struttura giudicale e dopo il periodo spagnolo, la Gallura viene frammentata e infeudata a diverse famiglie iberiche. Durante il regno di Vittorio Emanuele I di Savoia il regio editto del 4 maggio 1807 divide l’Isola in quindici Prefetture, con l’attribuzione ai prefetti poteri sia amministrativi che giurisdizionali, e la Prefettura di Tempio Pausania comprende le regioni storiche della Gallura e dell’Anglona. La riorganizzazione amministrativa definitiva viene sancita il 10 novembre 1818, quando viene adottato un modello organizzato su quattro livelli amministrativi, ossia la Divisione, la provincia, il Mandamento, ed il comune. In Sardegna le province sono undici, con la Divisione di Sassari composta di cinque province, e la Divisione di Cagliari di sei province. Nella Divisione di Sassari è presente la Provincia di Tempio. Nel 1821 Carlo Alberto riduce il numero delle provincie a dieci sopprimendo la provincia di Tempio, il cui territorio viene aggregato alla provincia di Ozieri. In seguito, nel 1833, le province ritornano undici, e la provincia tempiese viene ripristinata con il nome di Provincia della Gallura, con capoluogo Tempio Pausania. Due anni prima dell’Unità d’Italia, con la Legge Rattazzi del 23 ottobre 1859 la Sardegna viene suddivisa nelle sole due province, Sassari e Cagliari, nove Circondari, 91 mandamenti e 371 comuni. La provincia di Sassari aveva un territorio che comprendeva l’intero Capo di sopra dell’Isola, ed essa era presente il Circondario di Tempio Pausania. La soppressione dei circondari in Sardegna avviene nel 1927 durante il regno di Vittorio Emanuele III, ed i territori dei circondari vengono accorpati in nuove province. Questa riorganizzazione amministrativa vede, nel 1927, l’istituzione della provincia di Nuoro come terza provincia dell’isola, dopo quelle storiche di Cagliari e Sassari. L’assetto provinciale della Sardegna continua a cambiare nel corso degli anni, con l’aggiunta di Oristano nel 1974 e le successive riorganizzazioni. Le ultime moodifiche dell’assetto provinciale della SardegnaNel 2001 una legge regionale cambia la distribuzione del comuni nelle province della Sardena ed istituisce, insieme con le tre altre province di Carbonia e Iglesias, dell’Ogliastra e del Medio Campidano, anche la Provincia di Olbia-Tempio, che diviene operativa nel maggio del 2005 staccandosi dalla provincia di Sassari ed in parte minore da quella di Nuoro. Infatti a seguito delle rivendicazioni per l’autonomia del suo territorio anche a causa dell’enorme sviluppo turistico ed economico della costa gallurese, ed al conseguente maggior ruolo territoriale svolto dalla città di Olbia, ma ogni istanza in tal senso si era arenata di fronte alla difficoltà nella scelta del capoluogo tra Olbia, principale centro economico e maggiore città del nord est della Sardegna, e Tempio Pausania, storicamente il centro più importante della Gallura. La situazione viene, quindi, risolta con la scelta di una soluzione che comporta il doppio capoluogo, ossia Olbia e Tempio Pausania. Nel 2012 la soppressione della provincia viene proposta in un referendum regionale, che approva a grande maggioranza l’abolizione dell’a provincia di Olbia-Tempio. Inizia, perciò, la sua dismissione, che si conclude nel 2016 col ritorno del territorio nella provincia di Sassari ed in parte minore da quella di Nuoro. Ma infine, nel 2021, si cerca di ritornare a uno schema simile a quello del periodo dal 2005 al 2016, portando alla ricostituzione della provincia di Olbie-Tempio, rinominata inizialmente con la Legge Regionale n. 7 del 12 aprile 2021 come Provincia del Nord-Est Sardegna. Tuttavia tale legge viene impugnata dal governo italiano, il che blocca l’iter di attuazione in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale. Il 12 marzo 2022 la Consulta si pronuncia a favore della Regione Autonoma della Sardegna, e dà via libera alla reistituzione delle province che erano state soppresse nel 2016. In seguito, con la Legge Regionale n. 9 del 23 ottobre 2023, la provincia viene ridenominata Provincia della Gallura Nord-Est Sardegna, come confermato il 5 febbraio 2025 dalla presidente della Sardegna Alessandra Todde, che ha firmato il decreto n. 8/29 con il quale ha riconfermato la nascita delle nuove Province. Le due sedi della provincia della Gallura Nord-Est SardegnaIl nuovo capoluogo è quello presente nel comune di Olbia, dove la sua sede si trova in via Alessandro Nanni, in corrispondenza dei civici numeri 17 e 19, in un nuovo edificio realizzato per ospitare la sede legale e gli uffici della nuova provincia di Gallura Nord-Est Sardegna. Il capoluogo storico è, invece, quello nel comune di Tempio Pausania, dove la sua sede si trova in piazza Brigata Sassari, nella quale si affaccia il bellissimo secondo palazzo Pes di Villamarina, del diciassettesimo secolo, che è stato anch’esso residenza della famiglia nobiliare tempiese dei Pes, Marchesi di Villamarina. Nel palazzo dal 2005 era insediata una delle due sedi della provincia di Sassari, ed è stata insediata dal 2025 quella della nuova provincia di Gallura Nord-Est Sardegna. Scegli la località da visitare nella provincia della Gallura Nord-Est Sardegna
Tutte le tappe del nostro viaggio in provincia di Sassari
Iniziamo la visita della provincia della Gallura Nord-Est SardegnaIl nostro viaggio in Sardegna inizia con l’arrivo con il traghetto a Olbia. Come tutte le Città portuali ed aeroportuali, Olbia viene considerata spesso solo un punto di transito, la si attraversa e si ignorano le caratteristiche della Città e dei suoi dintorni. Ci fa quindi piacere raccontare la nostra visita alla Città ed ai suoi principali siti archeologici e reperti storici. | ||||
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